Parigi oggi, pensieri ad alta voce

Tornare a Parigi quest’anno, nonostante la serie di attentati delle scorse stagioni, e con la protesta dei gilet gialli in atto, è stato un azzardo. Ma siamo riusciti a fare in un giorno il giro completo dei posti d’interesse che più avevamo a cuore di rivedere.

La prima volta che andammo a Parigi mi sono lasciata ispirare dal film “Il favoloso mondo di Amelie”.

Racconta la voce narrante:

“Ameliè sente di essere in totale armonia con sè stessa.
In quell’istante tutto è perfetto.
La mitezza del giorno, quel profumo nell’aria, il rumore tranquillo della città.
Inspira profondamente e la vita le appare semplice e limpida.”

Ecco, mi sentivo proprio così. Invece le sensazioni di oggi sono completate diverse.

Parigi, viaggio a parigi con i bambini, viaggio on the road, trevaligie

Parigi oggi

Mancavamo da diversi anni e quella che ci siamo trovati davanti è una città blindata, insicura, militarizzata e profondamente disorganizzata. Una spiacevole scoperta, visti i bei ricordi che avevamo della splendente capitale francese. I fasti di una volta sono sbiaditi, i prati verdi e le aiuole fiorite sono scomparse per lasciare il posto a sterpaglia. Niente più guizzi d’acqua nelle fontane del Trocadero, i marciapiedi degli Champs Elysèè sono impraticabili. Le metropolitane sono presidiate notte e giorno dalla gendarmerie, che si riserva il diritto di aprire borse e perquisire chiunque. Sono stata perquisita anche per entrare in una farmacia a Pigalle. La follia! Capisco che la popolazione sia stata profondamente segnata dagli attentati degli scorsi anni, e che si voglia tutelare il più possibile gli abitanti e il turismo, ma addirittura essere perquisiti per uno sciroppo è un esagerazione.

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La povertà è in ogni angolo, ad ogni svolta. Centinai di clochard riempiono i corridoi delle metropolitane, le piazze più frequentate dai turisti, le stazioni. Alcuni monumenti hanno mantenuto l’antico splendore, come la Cattedrale di Notre Dame de Paris. Anche la Tour Eiffel è completamente blindata. Si accede solamente passando dai metal detector. La ruggine sembra prendere il sopravvento alla base dei piloni. Inoltre il costo del biglietto è aumentato considerevolmente. 45,00 € per arrivare al secondo piano, 65,oo € per il piano ultimo, da dove si ha la visuale su tutta Parigi.

L’autenticità di Mont Martre

Il quartiere che più ha mantenuto l’autenticità rimane Mont Martre, con le Sacre Coeur che svetta sulla collina, e il quartiere degli artisti che si popola di pittori e curiosi da tutto il mondo.

Parigi, viaggio a parigi con i bambini, viaggio on the road, trevaligie

Solo qui forse sembra di essere tornati alla normalità, si passeggia tranquillamente tra i quadri e le stampe, si sorseggia caffè nei bistrò, si chiacchiera del più e del meno con lo sconosciuto accanto senza timore. Ecco. Qui, con l’odore di vernice nell’aria che si mescolava al profumo dello zucchero filato, qui mi sono sentita di nuovo come Amelie.

Il favoloso mondo di Amelie, Parigi, viaggio con bambini, trevaligie

“Ad Amelie Poulain al cinema piace molto voltarsi al buio e vedere le facce degli altri spettatori. Piace cogliere quel particolare che nessuno noterà mai. Non gli piace quando nei vecchi film americani il guidatore non guarda mai la strada. Piace tuffare la mano in sacco di legumi, rompere la crosta della crème brûlée con la punta del cucchiaino e far rimbalzare i sassi sul canale Saint Martin” 

Leggi anche le altre avventure dei nostri viaggi in Francia: La provenza in autunno

15 thoughts on “Parigi oggi, pensieri ad alta voce

  1. Parigi è una delle mie città preferite in assoluto. Sarà che per un breve periodo ci ho anche vissuto e quindi ho avuto modo di esplorarla ancora meglio. Ci sono tornata anche lo scorso ottobre, prima delle proteste dei gilet gialli, e devo dire che non ho trovato tutti i controlli di cui parli. Anzi, mi sembrava si respirasse un forte desiderio di rinascita dopo le stragi degli attacchi terroristici. Mi dispiace sentire che si è tornati al clima di paura e spero si riesca a risolvere il prima possibile la situazione.

    1. Abbiamo incontrato solo militari con mitra in mano, sugli Champs Elysee, nella metro, a Pigalle. Le perquisizioni sono frequenti. Forse intensificate dalle ultime proteste.Non è facile da spiegare ad un bambino la presenza costante delle armi durante una banale passeggiata. Spero anch’io che ci sia un margine di miglioramento.

  2. Io ci sono stata poco dopo l’attentato al Bataclan e già si iniziava a sentire quest’aria di città sotto assedio. C’erano poliziotti armati ovunque e controlli dappertutto. Ore di coda per salire sulla Tour Eiffel e per entrare a Versailles. Ma era ancora Parigi, nonostante tutto. Leggere queste tue parole mi ha messo una tristezza, speriamo torni ad essere presto la Parigi che tutti noi ci amiamo.

    1. Ormai per vedere la Torre Eiffel ci sono anche le ore di coda ai metal detector.L’hanno completamente isolata con blocchi antiproiettile e filo elettrizzato. Com’era bello prima scorazzare li sotto senza alcuna paura! Spero davvero di tornare e ritrovare la Parigi che ho amato da ragazzina.

  3. Che peccato che Parigi sia ora così tetra! Ci sono stata l’ultima volta due anni fa e solo le banlieue erano presidiate come descrivi tu. Il centro era vivo e aperto ai turisti come al solito. Spero sia solo un periodo e che Parigi torni presto a splendere e a essere la Ville Lumiere che conosciamo tutti

    1. Anche noi eravamo a Parigi nei giorni dell’assalto delle Banlieau, anchee allora c’era agitazione ma molto confinata alle periferie. La volta successiva partimmo proprio il giorno prima dell’attentato al Bacatlan. Stavolta invece ci hanno i gilet gialli, già ai caselli delle autostrade. ..insomma siamo abituati a vedere Parigi sotto assedio. Ma oltre a questo, c’è un declino strutturale non indifferente. Parigi non è più curata, si sta spegnendo giorno dopo giorno.

  4. Purtroppo questi sono i pro e contro di visitare un Paese sotto assedio com’è ora Parigi. Forse dalla tv non ci si crede, non è facile capire fino in fondo cosa possa comportare vedere da vicino una città blindata. Ormai la rivolta dei gilet gialli sta andando avanti a oltranza da settimane e Parigi è in ginocchio, non è un buon momento. Spero che avrai modo di tornarci più avanti quando tutto sarà finito per riscoprirne la magia.

    1. Ci torneremo senz’altro, senza ombra di dubbio. E spero davvero che la città riesca a trovare la pace che merita. La protesta in corso sembra innocua ma fidati, non lo è. C’è sempre lo scriteriato di turno che aizza focolai di guerra.

  5. In realtà, però, Montmartre è il quartiere parigino più lontano dall’autentico, se per “autentico” non intendiamo “turistico” ma manteniamo separati i concetti. I prezzi ormai da anni sono alle stelle e nelle case non ci abita più nessuno di locale: tutti gli appartamenti del quartiere vengono affittati ai turisti tramite agenzie o con airbnb. E’ rimasto solo il simulacro dei vecchi fasti. Poi non nego che sia comunque meraviglioso da visitare eh, però purtroppo siamo ben lontani dalla realtà che animava il quartiere anche solo qualche decennio fa.
    Quanto al resto, sollevi una questione molto delicata. Da persona che ha vissuto direttamente gli attentati scampando alla morte, posso dirti che se il prezzo da pagare per entrare da qualche parte – sia pure una farmacia – è un attimo di coda e una perquisizione delle borse, dovremmo essere pronti ad accettarlo. Che poi il sistema faccia comunque acqua da tutte le parti, e che si rischi di usare l’aumento della militarizzazione nelle strade e nei luoghi per finalità di controllo e intimidazione che vanno ben oltre la prevenzione di attentati, purtroppo questa è una realtà che credo peggiorerà ancora. Sono piuttosto pessimista.

    1. Lucy io capisco benissimo la prevenzione, capisco la paura, capisco anche la diffidenza. Ma così i turisti non sono certo invogliati a girare la città. I bambini associano le armi alla guerra, e trovarsi un mitra spianato ad ogni angolo della strada è un esperienza troppo grande anche per loro. Facciamoli i controlli certo, sono più che d’accordo. Ne va dell’incolumità di tutti, ma ostentiamo di meno. Le armi cacciamole all’occorrenza. Le perquisizioni facciamole con più garbo, soprattutto davanti ai più piccoli. Ci vuole poco a traumatizzarli

      1. Su questo mi trovi d’accordo. Parlavo di perquisizioni, non di mitra ostentati in città… inutilissimi come si è visto al Bataclan, i militari non sono intervenuti per mancanza di ordini. Ipocrisia pura. Ma non solo per i bambini eh, per tutti 🙁

  6. Ah Parigi, città che ho visitato solo una volta e non sono più ritornata. Ogni volta capitava qualcosa che mi bloccava. leggere di tutti questi controlli, di militari ad ogni centimetro, non è che mi piaccia molto. Magari meglio aspettare ancora un po’ sperando che si ritorni alla serenità e non ci siano più attacchi terroristici. grazie per questo articolo, illuminante!

    1. E’stato difficile spiegare alla bimba che non eravamo in guerra. Quei mitra sempre davanti agli occhi… spero anche io che si riprenda al più presto, perché visitare la città così è un pò deprimente

  7. Sono stata l’ultima volta a Parigi prima degli attentati e l’ho amata, nonostante abbia potuto dedicarle poco tempo. Mi dispiace leggere che ora sia una città sotto assedio: sicuramente non è il massimo per chi è di passaggio. Certo, se io vivessi a Parigi forse preferirei comunque vedere gendarmi che perquisiscono la gente, se questa può essere una misura di sicurezza. Per fortuna non ho idea di cosa significhi, ma immagino che vivere nel terrore richieda una grande forza d’animo per andare avanti ogni giorno, un passo dopo l’altro. Spero che Parigi possa tornare ad essere presto la bella Ville Lumiere che in tanti abbiamo sognato 🙂

    1. Beh lo spero anch’io. I residenti si saranno abituati. Ma spiegare perché queste armi sono sempre in vista ad una bambina di 5 anni non è facile. Dovrebbero gestire la cosa un pò diversamente.

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