Orvieto, un museo a cielo aperto

Orvieto si erge su una rocca di tufo che domina tutta la vallata.

Orvieto, Umbria, Viaggio con i bambini, trevaligieFoto di Silvia Vinciguerra

Gioiello dell’Umbria, con un patrimonio artistico unico nel suo genere. Un vero e proprio museo a cielo aperto, che racchiude storia, architettura e artigianato. Passeggiate tra i caratteristici vicoli  e assaporatene ogni sfumatura, fermatevi nelle botteghe artigiane di ceramiche e terracotta, nei laboratori artistici del legno e del cuoio.

Orvieto, Umbria, Viaggio con i bambini, trevaligie

Foto di Silvia Vinciguerra

Le zone centrali sono completamente pedonalizzate, ideale quindi se avete bimbi al seguito. Assolutamente da visitare è il Duomo di Orvieto, credo uno dei più maestosi che abbia mai visto.

Orvieto, Umbria, Viaggio con i bambini, trevaligie

Foto di Silvia Vinciguerra

All’esterno combaciano perfettamente stile gotico e romanico, l’interno si divide in due cappelle che racchiudono numerosi elementi decorativi, con volte meravigliosamente affrescate e dipinti e statue di grande valore storico. Vale davvero la pena pagare 4,00 € per il biglietto.

Continuando a girovagare per le vie del centro vi imbatterete in diversi palazzi storici nobiliari, fino ad arrivare alla torre del Moro, in cima alla quale potrete godere di un panorama unico sulla vallata sottostante.

Il Pozzo Perfetto

Da visitare assolutamente il Pozzo di San Patrizio, detto anche il pozzo Perfetto. Fù fatto costruire da Papa Clemente VII, che si rifugiò ad Orvieto per sfuggire al sacco di Roma,  per permettere alla città di approviggionarsi di acqua nel caso in cui fosse stata assediata per lungo tempo. E’ profondo più di 50 metri, e la discesa, una scala ecoidale,  è illuminata da grandi finestroni. Si risale invece usando una rampa parallela.

Orvieto, Umbria, Viaggio con i bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

 Dove dormire:

INNCASA Country house,  una struttura ricettiva davvero molto bella, immersa nella natura.  La piscina a sfioro ha una vista da favola su tutta Orvieto. E’ situato sulle colline adiacenti la città, dalla quale dista circa 7 km, più o meno dieci minuti di macchina.

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Gastronomia

Per quanto riguarda sia il pranzo che la cena  devo dire che abbiamo mangiato sempre benissimo, in ogni categoria di locale. E i bambini sono sempre stati accettati di buon grado. Ovviamente vanno intrattenuti nel miglior modo possibile in modo tale da non arrecare disturbo agli altri ospiti.

Tra i piatti tipici di  Orvieto meritano un assaggio la gallina ‘mbriaca, così chiamata perché viene cotta nel vino, e la minestra di ceci e castagne. Altro piatto tipico sono gli stringozzi al tartufo nero di Norcia, e la carne, che da queste parti è sublime.  Ovviamente non può mancare il vino, a tavola e da portar via come souvenir, perché i vini orvietani sono tra i migliori del’Umbria e d’Italia. 

Dove mangiare:

Trattoria Tipica La pergola. Un posticino davvero molto carino, una trattoria a conduzione familiare, con pochi coperti, arredata in stile tipico umbro. Il  menù è tradizionale e la  pasta è fatta in casa. La veranda esterna è molto suggestiva e arredata davvero in maniera incantevole. Semplice ed essenziale. Piatti tipici della zona preparati in maniera semplice e sapiente.Orvieto, Umbria, Viaggio con i bambini, trevaligie

Se avete in programma un week end fuori porta ma avete già avuto modo di visitare Orvieto, leggete qui per prendere spunto per la vostra prossima vacanza: Week end sulle colline del Chianti. 

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Sei paesi da visitare sul Lago di Garda

Le rive del Lago di Garda sono piene di sorprese. Paesi di una bellezza unica, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Non basterebbe un mese per scoprire tutte le meraviglie che si affacciano su queste acque trasparenti. Ci sono strutture ricettive per ogni tipo di viaggio, che sia un week end romantico o una settimana in camper con la famiglia. C’è solo l’imbarazzo della scelta tra hotel extra lusso, b&b, campeggi attrezzatissimo e case vacanza.

Non vi resta solo che organizzare la vostra vacanza all’insegna del divertimento o del relax, o cercare di coniugare entrambe le cose.

Sirmione

Sirmione, lago di Garda, viaggio on the road con bambini, trevaligie

Uno dei paesi più belli d’Italia a mio parere. Perché visitarlo? Perché sembra una piccola bomboniera adagiata sulle rive del Garda, ed è uno dei pochi paesi in cui si accede passando da un ponte levatoio.

Il centro è completamente pedonabile, quindi  è preferibile lasciare l’auto fuori dal centro storico, nell’ area parcheggi Montebaldo, perché  l’area di sosta immediatamente sotto le mura è riservata ai residenti e ai dipendenti. Parcheggi un po’ cari, nella media del luogo.

Cosa vedere:

  1. Visitare la Rocca Scaligera. Si può girare intorno alle 4 Torri vedendo tutto il paesaggio circostante. Potete arrampicarvi sulla torre dalla quale potrete avere la vista sarà mozzafiato sul lago. Lo consiglio se avete i bambini anche se le scale sono un  po’ difficoltose. Serve cautela.
  2. Sirmione, lago di Garda, viaggio on the road con bambini, trevaligie 
  3. Una passeggiata fino alle grotte di Catullo. Si chiamano grotte ma in realtà  sono  i resti di una villa romana che è stata molto imponente. Peccato che ne resti ben poco.  La collocazione sulla collina permette di avere uno sguardo a 360 gradi sulle rive intorno, e sulle coste di gran parte del lago meridionale.
  4. Una serata alle terme di Aquaria. In questo parco termale organizzano i week end  all’insegna del romanticismo e del relax. E’ possibile stare nelle piscine fino a mezzanotte, godendo dell’acqua sulfurea in una scenografia spettacolare. Dal tramonto in poi si accendono le luci soft delle piscine all’aperto, creando uno spettacolo unico. Possono entrare i bambini solo dopo aver compiuto i tre anni, ed è obbligatorio l’uso dell’apposito pannolino. Sono molto rigidi verso i piccoli ospiti, e si riservano il diritto di allontanare chi disturba. Lo sconsiglio se avete dei bambini al seguito, ma lo consiglio vivamente se siete in coppia, o con figli grandi. Se non volete rinunciare ad un bagno nelle acque sulfuree, a venti minuti da Sirmone trovate le terme di Aquardens, dove invece i bambini sono i benvenuti.
  5. Il centro storico. Una via principale dalla quale si diramano in entrambe le direzioni vicoli che portano sulle rive del lago. Gelaterie, bar e negozi movimentano la passeggiata.  Sedetevi ad uno dei bar in Piazza Carducci e gustatevi uno spritz, che qui chiamano “pirlo”, e godetevi il via vai dei turisti e dei battelli in lontananza.

Peschiera del garda

Incantevole cittadina a est di Sirmione. Curatissima, accogliente, con molti locali in cui passare piacevoli momenti di relax. Si accede al centro storico passando su un incantevole ponte infiorato, e vi accolgono stradine piene di negozi e locali.

La passeggiata è piuttosto breve, ordinata e tranquilla, e si snoda in diversi vicoli molto caratteristici. Vi consiglio quindi di andare nel pomeriggio, sia per la facilità di trovare parcheggio, che per godervi il tramonto sorseggiando un drink su una chiatta nel lago. Anche da qui partono battelli turistici, dal porto immediatamente fuori il centro storico.

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Lazise

Piccolo borgo fortificato, chiuso da mura medievali, con una splendida torre campanaria che si specchia nel lago. Ricca di storia e cultura, elegante e ordinata.

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Cosa vedere:

  • Il porticciolo. Entrando dalla porta principale trovate il porticciolo, dal quale si innalza la torre campanaria.
    Qui è possibile noleggiare piccole imbarcazioni per poter fare un giro sul lago. Da notare l’enorme l’edificio della Dogana Veneta, edificato ai tempi della dominazione della Repubblica di Venezia, che si trova proprio in questo porto.Lazise, lago di Garda, viaggio con bambini on the road, trevaligie
  • Il centro storico. Seguendo la bellissima pavimentazione a scacchi, dopo la splendida e ariosa piazza principale,  si raggiunge il lungolago. Una passeggiata ampia accompagnata dai richiami dei cigni. Spesso ospita lungo queste sponde mercatini con prodotti regionali e oggetti artistici. Lungo i portici si affacciano case, bar, ristoranti e negozi che proseguono anche dentro i caratteristici vicoli.
  • Il Castello di Lazise.  Costruito prima dell’anno 1000 a difesa delle incursioni degli Ungari, resta uno dei castelli gardesani meglio conservati. Sono ancora ben visibili sugli ingressi gli stemmi degli Scaligeri.
  • Le Spiagge. Sono in parte sabbiose, e offrono ogni tipo di confort, e ampi spazi attrezzati. Diversi sono gli sport acquatici in cui potreste cimentarvi, dal wind surf alla canoa. La spiaggia La Quercia e la Spiaggia d’oro sono le più belle della zona.
  • La Cozzeria. Un locale troppo cool, situato nella parte interna rispetto al lungolago. Ovviamente il piatto forte sono le cozze, cucinate in ogni modo possibile. Ma hanno piatti accessibili anche ai bambini. Vi consiglio di prenotare perché è sempre strapieno.
  • L’ora del tramonto è bellissima, il cielo si tinge di mille colori e regala luci bellissime. Sedetevi su una panchina e godetevela.Lazise, lago di Garda, viaggio con bambini on the road, trevaligie

Valeggio

Il Borghetto più romantico d’Italia.

Valeggio sul Mincio, Borghetto, lago di Garda, trevaligie

E’ raggiungibile sia in macchina, che con la pista ciclabile del fiume Mincio. Letteralmente adagiato sul fiume, sembra davvero di essere in un quadro. Gli antichi mulini del 1400, restaurati in maniera eccelsa, oggi si sono convertiti in romantiche dimore. Altrettanto romantici i ristoranti, e le terrazze basse dove è possibile fare colazione ammirando il corso dell’acqua

L’atmosfera è davvero suggestiva. Il borgo è molto piccolo e una visita richiede mezza giornata, quindi per godere appieno dell’intrigante atmosfera vi consiglio di fermarvi in uno dei bellissimi locali per un pasto o un aperitivo.

Valeggio sul Mincio, Borghetto, lago di Garda, trevaligie

Cosa fare:

  1. Il Ponte Visconteo. Una diga fortificata, realizzata per difendere la città di Verona e costruita alla fine del 1300 da Gian Galeazzo Visconti. Maestoso e ricco di storia, il ponte è  attraversato da vari corsi d’acqua e strade. Da qui si può ammirare la stupenda cittadina e fare bellissime foto.
  2. Il castello Scaligero.Un edificio che da lontano appare bellissimo ed affascinante, quasi da cartolina. Ci si arriva dopo dieci minuti di camminata circa, ed il percorso è tutto in salita. Non è tenuto bene come meriterebbe, ma la visita è comunque consigliabile. L’ingresso nel cortile è gratuito, per salire sulla torre si paga 2,00 €. I bambini entrano gratuitamente. Del castello rimane ben poco, tre torri restaurate recentemente. Ma la vista a 360° sul panorama circostante merita l’arrampicata.
  3. Assaggiare gli “agnolin”. Tortellini ripieni di carne fatti a mano. A loro è dedicata anche una festa, il “Nodo d’Amore”, che si tiene ogni secondo martedì di giugno.

Salò

Il comune divenne famoso dopo la proclamazione della Repubblica di Salò, stato fantoccio fondato da Mussolini nel 1943. Paesaggisticamente offre scorci meravigliosi, l’ideale se volete passare un giornata in tutto relax immersi nella storia.

Cosa fare:

  1. Passeggiare sul lungolago Zanardelli. Punto di forza del paese, si distende lungo tutta la sponda del lago di Garda. Ben realizzato, pulito, ampio e ideale  per camminare oppure per andare in bicicletta, soprattutto per i bambini. Fantastico soprattutto al tramonto, quando i turisti cominciano ad andare via e si possono vedere i bellissimi palazzi monumentali specchiarsi nelle acque del lago.Salò, D'annunzio, Lago di G
  2. Visitare il Vittoriale degli Italiani.Una tappa che non può mancare per chi è appassionato di storia e di cultura. Il parco è sublime, con i sui monumenti e i suoi viali ombreggiati. La visita alla casa/museo di D’Annunzio poi è la ciliegina sulla torta. Eccentrica quanto il suo proprietario. Le guide sono molto preparate. Vi consiglio di vedere comunque il documentario che viene proposto nel testo, perché da una panoramica generale sulla struttura e può aiutare nell’orientamento.
  3. Visitare il MuSa. Il Museo di Salò. Di recente costruzione è stato inaugurato nel 2015. Magnifica struttura in cui è possibile ammirare mostre e allestimenti sulla storia e l’identità della città. Inoltre ospita collezioni  artistiche permanenti e mostre temporanee.
  4. Perdersi nel centro storico. E’ in gran parte zona pedonale. Vi si accede da un lato tramite la Torre dell’Orologio, con il suo suo monumentale arco di passaggio, dall’altra tramite la Porta del Carmine. Uno degli edifici più importanti di Salò è il Palazzo della Magnifica Patria, che si affaccia anche sul lungolago e che è sede del Comune. Conserva sotto i suoi portici le lapidi di personaggi storici come Vittorio Emanuele, Mazzini e Garibaldi. Purtroppo non è visitabile all’interno.

Desenzano

A pochi chilometri da Sirmione si trova la città più grande tra quelle che costeggiano il Lago di Garda. E’ un po’ la capitale della movida, famosa soprattutto per i locali che si animano la sera. Ha inoltre delle bellissime spiagge, che ne fanno un centro turistico molto frequentato.

Cosa fare:

  1. Visitare il Castello. Di questa antica costruzione restano le mura, le torri ed il mastio d’ingresso, ma dai suoi bastioni si ha una vista spettacolare sul lago e sul paese sottostante.
  2. Passeggiare nel centro. Si attraversano viuzze piene di fascino, purtroppo piene di negozio commerciali che rompono un po’ l’incanto del luogo. Concentratevi sulle abitazioni tipiche e sulle caratteristiche osterie.
  3. Passare una giornata sulla spiaggia di Rivoltella. La spiaggia di piccoli sassi, facile da raggiungere anche con una bella passeggiata lungo il lago.
    Qui l’acqua è molto bassa e c’è una spiaggia attrezzata. Ideale quindi per i bambini.

I parchi del Garda

Sul lago di Garda è impossibile annoiarsi. C’è sempre qualcosa da fare. I parchi a tema qui sono tanti e adatti tutta la famiglia.

  1. Gardaland.  Divertimento assicurato per tutta la famiglia. Attrazioni per grandi e piccini, con la nuova area dedicata a Peppa Pig. Ristoranti a tema, spettacoli strepitosi e parate per tutta la famiglia.
  2. Parco natura viva. Situato a Bussolengo, un parco dove immergersi nella natura alla scoperta delle specie animali di tutto il mondo. Con area piccola-nic e piccolo parco giochi per bambini.
  3. Movieland. Spettacolari attrazioni e spettacoli ispirati al mondo di Hollywood. Bellissimo lo stunt show di Rambo.
  4. Caneva World. Un attrezzato acquasplash, con scivoli strabilianti, piccole attrazioni e diverse aree relax.

Una passeggiata in Camargue – Les Saintes Maries de la Mer

Camargue: terra di “promemade a cheval” e di fenicotteri rosa. Una landa quasi desertica, solo pascoli e piccole zone lacustri, dove galoppano cavalli bianchi e  pascolano mandrie di tori, mentre migliaia di fenicotteri dipingono di rosa gli stagni, habitat prezioso per oltre 400 specie di uccelli. Da queste parti ancora si usa molto la corrida, ma come spettacolo fine a se stesso, dove gli animali non sono in pericolo.. Passeggiare al tramonto nelle zone di campagna ti permettere di apprezzare i fenicotteri, che reputo animali molto puzzolenti, ma che in questo contesto riescono a far innamorare chiunque con i loro voli in spettacolari tramonti.

Il centro del paese è  piccolo e grazioso, con piccole case imbiancate a calce, e ristoranti con tavoli sui marciapiedi. Sedersi a bere una birra nei locali che affacciano sulla spiaggia e davvero fantastico. A pochi passi ci sono le fattorie dove fare le passeggiate a cavalli e dove poter vedere gli allevamenti di tori. 

Per quanto riguarda la cucina, potete trovare soprattutto piatti  a base di carne di toro, e la paella, data la vicinanza con la Spagna. Un’altra specialità del luogo sono le olive e il riso.

Nel cercare un posto dove dormire ci siamo lasciati influenzare da una bizzarra insegna con la scritta  Mangio Fango   e da quello che abbiamo scorto dietro la stessa.  Una struttura tutta bianca, in  raffinato stile mediterraneo.. Abbiamo preso una stanza qui, attratti dalla camera con giardino, e da una bella piscina all’aperto. Inoltre  si trova a 15 minuti a piedi dalla spiaggia e dal paese. A pochi passi ci sono le fattorie dove fare le passeggiate a cavallo e dove poter vedere gli allevamenti di tori. Perfetto se avete bambini. Non   potevamo trovare sistemazione migliore, una vera e propria oasi di pace,  per passare questi giorni immersi nella natura selvaggia della Camargue.

 Un po' di storia
Particolare della chiese delle Saintes Mariee
Le "Marie" che danno il nome al paese sono Maria Salome, Maria Jacobè , che secondo la leggenda sarebbero arrivate in questi luoghi dopo aver vagato in mare su una barca  assieme a una serva chiamata Sara. Le statue delle tre donne si trovano nella chiesa del paese: le due Marie raffigurate sulla barca, e vengono portate inprocessione nella ricorrenza dello sbarco, mentre a Sara, diventata la patrona dei gitani, è dedicata la statua nella cripta. Vale la pena salire fin su la terrazza della chiesa delle Saintes Maries, per godere dello splendido panorama sottostante.

Per spezzare un po’ il soggiorno il giorno dopo ci siamo avventurati ad Aigues Mortes, piccolo paese cinto da  mura medievali: la visita dei bastioni regala una vista eccezionale sulla città e sulle paludi circostanti, che al tramonto si accendono di luci e colori spettacolari. Avremmo dovuto visitare le sue famose saline, ma  arrivati in paese ci siamo lasciati travolgere dal festival gitano in atto quel giorno. Tra coreografie di cavalli e balli della tradizione nomade è volata la giornata, e solo lungo la strada del ritorno abbiamo potuto ammirare gli incantevoli riflessi di luce delle montagne di sale.

 Cinque giorni in Sicilia

Da leggere in questo viaggio
Gli arancini di montalbano”.  A.Camilleri
Si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell’altro riso a formare una bella palla.” 

Gli arancini di montalbano.  A.Camilleri

Abbiamo scelto la meravigliosa Sicilia per la vacanze pasquali e non ce ne siamo pentiti. Partiti da Gaeta abbiamo percorso la tanto demonizzata Salerno-Reggio Calabria, impiegando 5 ore per arrivare all’imbarco.

La strada ormai è completamente finita e di facile scorrimento, l’unica pecca è che non ci sono autogrill, pertanto fate pipì prima di mettervi in macchina e preparatevi dei panini se pensate di passare l’ora di pranzo viaggiando. L’unico punto di ristoro lo trovate oramai alla fine del percorso, ma non ve lo raccomando. Usatelo solo per le emergenze.

Per imbarcarsi ci vuole un po di tempo, bisogna fare il biglietto al botteghino e incolonnarsi per gli imbarchi. In periodi di maggiore affluenza, come è capitato a noi, ci vuole più o meno un’oretta prima di poter salire sul traghetto. Per chi ha il Telepass c’è una corsia preferenziale, ma non si guadagna comunque in tempistica.

 

La navigazione dura una ventina di minuti, che potete passare sulponte del traghetto usufruendo dei servizi. Al bar servono ottimi arancini..

Si scende nel caos di Messina, e qui dovete essere abili nel traffico per non rimanere impantanati agli stop. Una volta usciti dal caos del porto potete dirigervi con calma verso la vostra destinazione.

 

 Taormina

Situata su una rocca a circa 200 mt dal mare, ha un patrimonio antico di grande rilievo.

Si può tranquillamente arrivare fin su in macchina, e usufruire dei parcheggi a livello o sotto le mura, pagando 6,00€ l’ora o barattare un rene, o approfittare della caratteristica funivia che parte dal parcheggio di Isola bella e che vi permette di ammirare dall’alto l’incantevole costa sottostante. Altrimenti potete muovervi con le navette pubbliche; in qualsiasi info point o nell’albergo stesso in cui soggiornate potrete trovare biglietti, orari e cartine del posto.

Da visitare assolutamente il Teatro antico, che vanta una vista fantastica sul golfo sottostante. Il biglietto costa 10,00 € a persona ed è gratuito per i bambini.

Il centro è completamente chiuso al traffico, quindi ideale se avete dei pargoli al seguito. L’importante è camminare coi paraocchi tipo cavalli: vetrine di lusso e prezzi alti anche per quanto riguarda i souvenir.

Uscite dal corso principale, che è molto commerciale,  e perdetevi nei vicoli che si diramano su entrambi i lati. Nascondono interessanti scorci da fotografare, atelier di artisti, piccoli locali in cui fare un aperitivo in relax.

State alla larga dai menù turistici, la lasagna mangiatevela dalla nonna. E’ davvero difficile trovare qualche locale che offra piatti tipici. Piuttosto mangiate un arancino strada facendo, vi sazierete di più e spenderete di meno. Inoltre è un prodotto tipico siciliano e vale davvero la pena assaggiarlo. Non li fanno per i celiaci, tantomeno sono esenti da lattosio. Non avanzate pretese. IO l’ho fatto senza avere nessun riscontro positivo. 

 

Piazza IX Aprile è un po il fulcro del paese, con i caratteristici bar all’aperto e la balconata che affaccia sul golfo.

 Piccole perle

Se avete bisogno di svuotare la vescica alla vostra sinistra trovate un wc pubblico gestito da una signora del luogo.  Credo il posto più caratteristico che abbia visto in sicilia.

Festoni di fiori finti e coloratissimi, specchi e arbre magiche dai profumi intensi, a tratti asfissianti direi, sottofondo di musica siciliana mista a spari di lupara faranno da contorno alla vostra pipì, distraendovi continuamente.

"Signora quanto le devo?"

"Una moneta"

E tu fai per lasciare una 50 centesimi sul tavolino di legno levigato coperto da centrini dell'ottocento e candele funerarie.

"No, una moneta"

" Allora signora,scusi,cosa intende lei per moneta perché ho giusto in borsa due tre dobloni del mio trisavolo che porto sempre dietro non si sa mai.. va bene mezzo doblone?"

"No..L' Euro mi devi dare"

AH

Giardini Naxos

Abbiamo scelto un hotel in questa località sul mare, sia per la praticità delle strade, che per la logistica. Dovendo fare più spostamenti questa era una giusta via di mezzo. Abbiamo scelto l’Hotel Hilton Giardini Naxos ,  uno dei pochi aperti durante le festività pasquali, con spiaggia e piscina privata.

Località prettamente turistica, con spiagge accessibili e locali che costeggiano il lungomare. Se volete rilassavi sulla spiaggia e godere della movida notturna  è il posto che fa per voi. Ma non si sono altre cose da visitare.

 

Siracusa

Caratterizzata da ingenti ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, la città di Siracusa è stata dichiarata dall’Unesco nel 2005 patrimonio dell’umanità.

Siracusa è praticamente un isola nell’isola, in quanto la città si estende in parte sulla terraferma in parte sull’isola di Ortigia.

Il centro storico si contraddistingue per il suo stile barocco. E’ chiuso al traffico quasi interamente, pulito, pieno di locali e di negozi.

Passeggiando troverete lungo il tragitto tutti i principali luoghi di interesse. Inoltre ci sono diverse mappe dislocate sui marciapiedi che vi aiuteranno ad individuare i siti storici e le chiese degne di una visita.

Se avete bambini sotto i cinque anni pigri e lagnosi, munitevi di passeggino o di qualsiasi dispositivo atto alla deambulazione coatta. Il tragitto è piacevole ma impegnativo, e il caldo siciliano stancherebbe anche una gazzella del deserto.

Itinerario consigliato

Partendo dal Tempio di Apollo si può percorrere tutta la strada costiera fino ad arrivare alla Fonte Aretusa, che è un po’ il cuore dell’isola. Una fonte di acqua dolce che riversa le sue acque nel mare. A me è sembrate niente più che una grossa fontana con dei papiri al centro, ma se siete appassionati di miti, leggetevi la leggenda di Aretusa e Alfeo. Da li si diramano diversi vicoletti, percorrendo i quali incontrerete  strada facendo il Museo dei pupi siciliani e il magnifico ed imponente Duomo di Siracusa.

Facciata del Duomo

Stile barocco e rococò caratterizzano le facciate esterne di quello che inizialmente era un tempio dedicato ad Athena, Fù chiesa cristiana e poi moschea, e solo sotto l’impero normanno ritorna ad essere una chiesa cattolica. Sulle sue facciate e nei suoi interni restano segni indelebili dei vari stili dei popoli che si sono susseguiti—-> Informazioni apprese aggregandomi ad un gruppo di turisti che aveva la guida.

La mattina nella strada adiacente al Tempio di Apollo fanno un bellissimo mercato, con prodotti locali e assaggi di prodotti tipici. Bellissime le bancarelle delle spezie, del pesce fresco, e degli arancini fatti al momennto. Per non parlare della freschezza delle spremute d'arancia.

 

 

 

Se volete visitare il teatro greco dovrete riprendere la macchina perché è leggermente distante dal centro. Assicuratevi prima degli orari di chiusura e di apertura. Io ad esempio sono arrivata alle sei ed il sito era già in chiusura. Mi hanno permesso di affacciarmi, e devo dire che dopo aver visto il teatro di Taormina le quattro scalinate mi sono sembrate alquanto scialbe e trascurate nei secoli. Non so dire se vale la pena pagare 10,00 euro a persona per il biglietto d’ingresso. Ma i 50 centesimi per il bagno sono stati ben spesi.

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Metti una giornata d’inverno a Venezia

Facendo base a  Sirmione, abbiamo pensato di passare una giornata  visitando la vicina Venezia. Dista dal lago di Garda circa 150 chilometri, quindi un ora e quaranta minuti  di viaggio in auto. Devo dire la verità, mi sono lasciata tentare per un unica ragione. Dovevo assolutamente visitare la famosa  libreria Acqua Alta. Un sogno per me. Ma andiamo per gradi.

Dove parcheggiare

Siamo arrivati all’entrata di Venezia verso le dieci. C’è sempre molto traffico per entrare, indipendentemente dai giorni. Per fortuna c’ era posto al parcheggio comunale, a due minuti a piedi  dal centro della città.  Già qui abbiamo potuto appurare i costi stratosferici che ci avrebbero accompagnato durante la nostra gita. Abbiamo subito pagato  29,00 € per tenere la macchina nel parcheggio per tutta la giornata. Non ci sono purtroppo  tariffe orarie.

Altrimenti si può parcheggiare al Tronchetto, che si trova  in un isoletta che è la sede dell’azienda dei trasporti pubblici. Qui, oltre al parcheggio, trovate il  terminal turistico. Inoltre da qui partono i vaporetti per raggiungere le principali attrazioni di Venezia come San Marco e Rialto.

Quindi parcheggiamo e organizziamo uno zaino con l’essenziale per stare tutto il giorno a zonzo: acqua, un cambio per la bimba, qualche snack (a Venezia costa tutto il triplo), la copertina per il passeggino, un ombrello etc.

Al nostro arrivo c’era un grado sopra lo zero, ma essendoci informati prima, ci eravamo già attrezzati con gli abiti da neve. Senza maglie, calze  e pantaloni termici, non credo che avremmo potuto resistere più di un ora. Quindi imbacuccati come pupazzi di neve ci incamminiamo verso il centro.

L’intramontabile fascino della laguna

Mancavo dal ’97, ma convengo subito che il suo  fascino è rimasto immutato. Siamo entrati passando dal ponte di Calatrava, un installazione di recente costruzione, che sinceramente stona con tutto il resto ed è anche poco funzionale. La notte prima aveva piovuto, quindi la parte di vetro della pavimentazione era scivolosa e ha procurato diverse cadute agli avventori. Ai bordi ci sono le scale di cemento, ma con un passeggino sono improponibili. É stato faticoso riuscire ad arrivare in fondo senza slittare.

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Poi all’improvviso l’incanto. I canali, le gondole, le calli che ti accolgono con la loro storia millenaria: le facciate intarsiate, umide, dei palazzi antichi, le cancellate che danno sui canali consumate dalla salsedine, le maschere del carnavale che ti guardano da ogni vetrina..

La fantasia vola subito ai tempi dei dogi, e camminando, immagino  quei palazzi finemente decorati diventare  palcoscenico di feste mondane, gran balli di dame e cavalieri.  Sento il fruscìo dei mantelli sui marciapiedi, e vedo centinaia di abiti  tessuti con fini stoffe indiane  incamminarsi verso le serata di gala nella penombra delle calli.  Immagino i gondolieri indaffarati, veloci e discreti, scortare i nobili da un canale all’altro. I miei pensieri sono interrotti da una comitiva (quasi cento persone) di giapponesi che mi hanno sorpassato a gran velocità. Solo allora mi sono resa conto della gran calca di gente che mi camminava intorno, dei turisti che addirittura facevano la fila per fare una foto in un determinato punto del canale, di persone che salivano e scendevano dai traghetti cariche di valigie. Un turismo di massa senza regole e senza contegno.

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Il giro in gondola

Certo il tragitto è impegnativo da fare  con un passeggino, infinite scale su infiniti ponti, ben 354,  ma sarebbe stato peggio portare la bambina  a piedi perche il percorso da fare è molto  lungo.
Ci perdiamo a fare foto in ogni scorcio, poi decidiamo che vale la pena fare un caratteristico giro in gondola. Costa 80€ l’ora, ma volendo si puo salire in più persone (massimo sei), e dividere il costo. A stabilire i prezzi dei giri in gondola è il Comune, in accordo con le cooperative di gondolieri. In ogni luogo di sosta quindi troverete le tariffe esposte. 80,00€  il giro diurno , e 100,00 € il notturno, entrambi della durata di 40 minuti. Ma volendo si può prolungare il giro pagando dei supplementi. 

Noi l’abbiamo presa in esclusiva, e devo dire che navigare sui canali è stata davvero un esperienza indimenticabile. Nostra figlia aveva uno sguardo carico di stupore e meraviglia. 

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I sensi di marcia da rispettare, i semafori, le barche parcheggiate sotto le case… Impagabile. Abbiamo fatto il giro che comprendeva la casa di Magellano, e il Canal grande. Un emozione unica.
A mezzogiorno abbiamo sentito l’esigenza di infilarci in un posto caldo. Quindi abbiamo scelto di pranzare in locale molto piccolo e intimo, trovato lungo la strada, e qui abbiamo potuto assaggiare le famose sarde in saor, e il baccala alla veneziana, accompagnati da un bicchiere di rosso locale. Il pranzo l’abbiamo smaltito per cercare Piazza San Marco, il primo posto che ti viene in mente se nomini Venezia.

Piazza San Marco

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Siamo arrivati a Piazza San Marco più seguendo il flusso dei turisti che con l’aiuto dei pochi cartelli di segnalazione. Ci siamo trovati quasi all’improvviso  sul  grande piazzale con la Basilica al centro, ma non si vedeva la pavimentazione per via dell’intensa folla di persone presenti. Nemmeno i piccioni riuscivano a posarsi in terra per accaparrarsi qualche briciola.

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Scattare foto esclusive è stato impossibile, i turisti coprivano  ogni scorcio possibile. Anche davanti al Palazzo Ducale abbiamo trovato  code interminabili. Quindi ci siamo accontentati di ammirarlo dall’esterno.

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La piazza è delineata dalle Procuratie, degli edifici rinascimentali che  ospitano, oltre a eleganti e costosissimi bar, anche le Mercerie, botteghe commerciali che un tempo erano un arteria economica molto importante della Serenissima, e che tutt’ora sono sede di attività commerciali varie, soprattutto di prodotti in vetro di Murano, e dei famosi merletti  di Burano.

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Le Procuratie

Il Ponte dei Sospiri

Ci siamo incamminati poi verso il Ponte dei Sospiri,  una delle opere artistiche più famose di Venezia. Il nome deriva dall’ultimo sospiro che i carcerati potevano fare nel mondo esterno prima di essere condannati. Il ponte fù realizzato per collegare Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, con lo scopo di mandare i prigionieri direttamente negli uffici degli inquisitori, evitando di farli passare dall’esterno. Si può ammirare dal ponte della Canonica, o meglio in gondola. E’ tradizione degli innamorati passarvi sotto e baciarsi, in segno di buon augurio.

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Libreria Acqua Alta

Bene, era arrivato il momento di cercare la mia libreria. Ci siamo incamminati quindi verso Calle Lunga Santa Maria Formosa, non molto lontano da dove ci trovavamo. Una tappa imperdibile, non solo per gli amanti dei libri come me, ma per chiunque voglia arricchire la visita a Venezia con una tappa insolita.  Ed eccomi qua, finalmente, in questo mucchio di libri messi un po’ alla rinfusa, in un attento disordine.  Pile di riviste, dischi in vinile, grandi classici e fumetti, romanzi e libri di poesie. Ma anche cartoline, storiche e attuali, e guide turistiche, e racconti di viaggi.  Assieme ai libri, bellissimi gatti a fare da Ciceroni, alcuni sonnecchiano  sullo scaffale dei romanzi storici, un altro salta da una gondola all’altra, cercando un posto forse più alla portata delle coccole dei clienti. I libri sono disposti in modo da non essere toccati dal mare nelle giornate di acqua alta, li trovate quindi accatastati su gondole, canoe, e addirittura vasche da bagno che, oltre a contenere i volumi, li riparano dall’acqua.

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La parte più fascinosa è l’ affaccio sul retro. Una scritta sul muro vi invita a salire sulla scala fatta interamente di libri, per permettervi di posare lo sguardo sui canali sottostanti. 

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Non è stato facile lasciarmi alle spalle quell’atmosfera fatta di racconti, pensieri, poesie e fusa.  Ma mancava ancora una tappa prima di lasciare la laguna.

Ci siamo quindi  incamminati in cerca del ponte di Rialto. Navigatore del cellulare non funzionante, passanti piu spaesati di noi, cartelli pochi, e posizionati male. Finalmente però riusciamo ad arrivare… Importanti scalinate ci portano sul famosissimo ponte, e lo sguardo non è rapito dalle gioiellerie e dalle loro vetrine scintillanti, ma dal tiepido sole che tramonta  sul canale e su una delle città che tutto il mondo ci invidia. 

Se vi è piaciuto l’articolo e non sapete ancora cosa fare a Capodanno date uno sguardo qui —-> Un capodanno in famiglia al Gardaland Hotel

Con i bambini allo zoo di Fasano in Puglia.

Se vi trovate in Puglia con i pargoli dovete necessariamente fare un salto allo zoo di Fasano, in provincia di Brindisi. Un enorme parco diviso in ecosistemi, con animali che vivono in piena (o quasi) libertà.

Prezzi 

Il biglietto costa 24,00 € a persona e da accesso a tutte le aree tematiche. Comprende anche le visite alle mostre e ai musei all’interno del parco, al Percorso Botanico e alla Puglia in miniatura. Il parcheggio ed il luna park hanno un costo a parte. Il biglietto ridotto invece costa 20,00 € ed è riservato ai bambini tra i 4 e i 10 anni, mentre i bambini sotto i 4 anni entrano gratis.

Se non avete un auto, perché siete giunti qui con i mezzi pubblici o altro, lo zoo mette  a disposizione una navetta con un piccolo supplemento al biglietto di 2,00 €.

Portate sempre con voi uno zainetto con cappelli e bottigliette d’acqua se visitate il parco in alta stagione, nelle ore di punta può fare molto caldo, e soprattutto i bambini vanno reidratati costantemente.

Il Safari

Al Safari si può accedere con la propria auto, ed è la parte più bella dell’intero circuito. Si percorre un tragitto stabilito, durante il quale si incontrano diversi animali della Savana e non solo. Tigri, leoni, zebre ed  elefanti si mischiano a orsi tibetani, cammelli e fenicotteri.

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 Gli animali sono ben tenuti ed abituati alla presenza dell’uomo, ma non bisogna mai scendere dal veicolo. Potrebbe essere molto pericoloso. Nell’area delle tigri e dei leoni addirittura non si possono nemmeno abbassare i finestrini dell’auto.

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Le simpatiche giraffe sono molto amichevoli, e si intrufolano nell’abitacolo. Per i bimbi è molto divertente perché si lasciano anche accarezzare. Fate solo attenzione ai movimenti bruschi, e alle “sbavature” che potrebbero lasciarvi addosso o sul volante.

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Percorso pedonale

Una volta lasciata l’auto vi aspetta una bellissima passeggiata a piedi tra gorilla, giaguari, iene a tanti altri animali.

Bellissima l’area dedicata ai curiosi lemuri, che i bambini subito hanno associato a Re Julian del film Madagascar.

A metà percorso abbiamo trovato l’area tropicale, una tensostruttura che ospita coccodrilli, bellissime iguane, serpenti di ogni lunghezza e tanti ragnetti di ogni specie. Siamo passati anche nella voliera delle farfalle, ma ahimè, non siamo riusciti a vederne nemmeno una!

Molto bello il laghetto dei grandi mammiferi, dove abbiamo incontrato fochette giocherellone, grossi ippopotami e rinoceronti, e un orso  polare un po’ triste. Forse la giornata era troppo calda per lui, e stava adagiato sulla sua roccia con l’aria un po’ sofferente.

Area oceanica 

Finito il percorso abbiamo raggiunto a piedi il settore oceanico, in fondo al parco. Qui  abbiamo avuto modo di incontrare i pinguini e meravigliosi uccelli esotici, ma non siamo arrivati in tempo per lo spettacolo dei delfini e dell’otaria. Quindi ci siamo accomodati al ristorante “Il coccodrillo”, per riposare un pò le gambe e per far mangiare la bimba. Nel parco sono vietati i pic nic, ma oltre a questo ristorante ci sono diverse aree di ristoro, come bar e paninerie.

Fattoria didattica

Dopo pranzo ci siamo dedicati alla fattoria didattica, con caprette e gallinelle, e alla grande sala ornitologica, in cui sono raggruppate diverse specie di uccelli esotici che svolazzano liberi. C’è anche una sezione dedicata ai pappagalli. 

L’unica cosa che ci ha un pò terrorizzati tutti è stata la visita al villaggio delle scimmie. Già il trenino su cui ci hanno fatto accomodare era alquanto rupestre, ma una volta entrati siamo stati praticamente attaccati da queste scimmiette urlanti che cercavano cibo. La gabbia in cui eravamo seduti ci proteggeva dagli attacchi, ma la bambina si è spaventata molto, e devo dire che anch’io non vedevo l’ora di uscire. 

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Non siamo riusciti ad accedere al parco giochi perché la bimba era molto stanca e abbiamo preferito andar via, ma ci sono diverse attrazioni molto carine, come le montagne russe, il castello incantato e la ruota panoramica.

Anche se inizialmente il prezzo di ingresso ci è sembrato un po’ eccessivo, durante la giornata ci siamo resi conto di quanto potesse costare mantenere un parco così grande. Soprattutto di quanto dei guadagni fosse destinato al cibo dei carnivori ospitati. Vale la pena passare una giornata a contatto con la natura, i bambini si divertiranno tantissimo soprattutto durante il Safari, ma anche le mostre didattiche all’interno dei musei non sono da meno. Tra dinosauri e  antichi mestieri porterete a casa un bellissimo ricordo della giornata.

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Se vuoi conoscere altre tappe del nostro viaggio in Puglia leggi anche Polignano a mare. Gioiello della costa pugliese.