Normandia. Sulle spiagge dello sbarco.

Sembra quasi che questi posti portino eternamente rispetto ai caduti della seconda guerra mondiale. Tutto evoca lo sbarco, e sembra quasi irrispettoso calpestare queste spiagge con le Nike.

Sono sempre stata un appassionata di storia, soprattutto del periodo che va dal 1930 al 1950, quindi poter arrivare fin  qui per me è stato un grandissimo privilegio. Guardare dalle falesie quel che rimane dell’ enorme porto prefabbricato  fatto costruire da Curchill  e fatto montare nella baia nel giro di pochi giorni,  è  stata un emozione da togliere il fiato. Questo porto artificiale fù utilizzato per lo sbarco degli alleati, circa 2 milioni e mezzo di soldati e 500.000 veicoli, ed è una delle opere più straordinarie che furono compiute durante il secondo conflitto mondiale.

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Ci sarebbe tantissimo da raccontare. Sono emozioni forti quelle che si provano davanti ai carrarmati che ora sono diventati pezzi da museo, davanti ai cimiteri ( tanti)  degli americani caduti durante le battaglie, dinanzi le croci bianche tutte uguali. Ci sarebbe tanto da parlare delle sensazioni derivanti  dal rispettoso  silenzio che sembra imporsi in questi luoghi. Impagabile passeggiare fino al Mulberry Harbour, il ponte artificiale, quando le maree si ritirano e ti permettono di arrivare a piedi dinanzi a così tanta magnificenza.

Cosa fare in un giorno

Vi parlerò però solo dei siti più famosi che si possono percorrere in un unica giornata, come abbiamo fatto noi.

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E’ difficile immaginare quello che è accaduto su queste spiagge, vedendole oggi con le persone che beatamente passeggiano sulla riva. Omaha Beach è stata teatro della più cruenta battaglia dello sbarco. Se avete avuto la possibilità di vedere il film “Salvate il soldato Ryan”, forse potete farvi un idea della carneficina che si consumò su queste sabbie. Percorrendo la spiaggia si possono ancora trovare i bunker tedeschi ancora armati di mitragliatrici.

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Proprio di fronte il porto artificiale è stato costruito il Musèè du Dèbarquement, in cui potrete conoscere tutti i dettagli delle operazioni di sbarco.  Vi consiglio l’audioguida , che vi accompagnerà tra plastici e installazioni per comprendere al meglio le tecniche usate.

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Un semicingolato sul pontile del porto Mulberry ‘A’ al largo di Omaha Beach il 16 giugno 1944

Sulla cima dlla scogliera potrete visitare anche Arromanches 360, una struttura circolare in cui viene proiettato un film sullo sbarco del ’44 in 3D a 360 °. E’ talmente realistico che a metà proiezione mi è venuto il mal d’aria e sono dovuta scappare dall’uscita di emergenza.

Se volete conoscere le altre tappe del nostro viaggio on the road attraverso la Francia leggete anche La nostra avventura in Provenza: Avignone  

La nostra avventura in Provenza. Avignone.

Impossibilitati ad andare in Provenza durante l’ estate, quando inizia la meravigliosa  fioritura della lavanda, abbiamo deciso di visitarla in autunno, concentrandoci su Avignone e qualche paesino confinante. Abbiamo appurato che la Provenza non è solo prati in fiore, bensì una regione carica di storia e cultura millenaria, dove la lavanda è solo un coloratissimo, importante, contorno.

Troviamo un casale meraviglioso nelle campagne di Thor, un paesino a mezz’ora di macchina da Avignone e a 5 minuti da Isle sur la Sorge.

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 A Le Domaine des Carmes & SPA,  Pascal ci accoglie nella sua dimora facendoci fare un piccolo tour della struttura. L’incantevole casale immerso nel verde della Provenza, con arredi di antiquariato molto ricercati, un tempo era dimora di frati. Ora accoglie nelle sue camere dal gusto provenzale persone da tutto il mondo.

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La nostra stanza

Tranquilla e soleggiata la zona relax all’esterno, con piscina, sauna e idromassaggio. Ma anche attrezzi per fitness e  lettini solitari per dedicarsi ad un buon libro.

Consiglio la lettura di questo libro, “Un ottima annata” di Peter Mayle, ambientato nei vitigni della Provenza.      

 

La colazione poi, servita da Pascal con sottofondo di buona musica francese, fa iniziare la giornata con il sorriso. Prodotti semplici  e gustosi, tra cui brioche, macedonia fresca e spremuta da gustare con calma in uno scenario tipicamente provenzale. Da Assaggiare assolutamente il pane caldo con le confetture della casa. Per la bambina c’erano anche giochini a disposizione nel salone.

 

Isle sur la Sorge

Ile sur la Sorge è un piccolo e affascinate paesino percorso da diversi canali. In alcuni punti si trovano ancora le ruote idrauliche in legno. Ormai sono ricoperta da muschi, e molto pittoresche, ma un tempo servivano per la lavorazione della carte e per la produzione dell’olio. È uno dei villaggi più autentici della zona: le persiane colorate, i balconcini contornati di edere, i germani reali che si riposano nelle acque calme dei canali e  i mercatini dell’antiquariato rendono fiabesca la passeggiata. Deliziosi i ristorantini affacciati sull’acqua, dove si può cenare fuori anche in tardo autunno, inebriati dal profumo della lavanda. Le anatre si avvicinano per chiedere briciole di pane a nostra figlia, che gioca divertita, mentre noi sorseggiano un fresco rosè godendoci il tramonto più bello della Provenza.

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Avignone

Arriviamo ad Avignone la mattina presto, e lasciamo la macchina ai parcheggi esterni. Ci accoglie un sole caldo nonostante sia autunno inoltrato. La prima meraviglia che vediamo è il Ponte di St. Benezet, che si staglia imponente sul Rodano e cattura lo sguardo di chiunque passi. La luce è perfetta, e il suo riflesso nelle acque calme ci lascia incantati. Ci avviamo al botteghino per prendere i biglietti e visitarlo. Il ticket costa 5,00 a testa. La bimba non paga.  Prendo anche un audio guida.
Il ponte, quando era ancora intero, comprendeva 22 arcate e collegava Avignone a Villeneuve. Fù devastato da una piena del fiume, nel 1600, e rimasero in piedi solo le  4 arcate che vediamo oggi e la cappella dedicata a San Nicola.
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La leggenda narra che un giovane pastore, un certo Benezet, fù incaricato da un angelo a costruire un ponte che desse uno sbocco sul mare alla città. Non trovando consensi, il giovane alzò un masso enorme e lo buttò nel Rodano, per far capire alle persone incredule il suo incarico divino. Il masso è ancora ben visibile nel fiume. Cominciò così la costruzione di questa opera d’arte, che nei secoli ha avuto diverse ristrutturazioni. L’audioguida, ma anche i pannelli che si trovano durante il percorso, illustrano l’importante funzione economica e politica del passato del Rodano.Provenza, francia, viaggio on the road con  i bambini, trevaligie

Le Palais du Papes

Ci incamminiamo poi verso il centro, seguendo le indicazioni, e alla fine di una caratteristica viuzza pregna di negoziati e ristoranti, ci troviamo dinanzi alla magnificenza del Palazzo dei Papi. Un imponente struttura, voluta da Papa Clemente V, il quale fù costretto a scappare da Roma e a rifugiarsi ad Avignone. Assieme a lui, arrivarono altri prelati, parroci e mercanti, che fecero della città la nuova capitale del Cattolicesimo e un importante centro commerciale. Il palazzo venne costruito in soli venti anni ed è tutt’ora il più imponente palazzo gotico d’Europa.
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Se l’esterno è sorprendente, gli interni lasciano letteralmente senza fiato. Nonostante nel corso degli anni il palazzo sia stato spogliato di molti arredi, ogni ambiente ci riporta indietro nei secoli. Le volte finemente affrescate volute dal Papa nella sua stanza, la magnificenza della Sala del Concistoro, la grande ruota nella sala della Grande Udienza, le cappelle… si sente ancora il profumo dei rovi bruciati nei grandi camini ( meravigliose opere d’arte) che venivano usati per scaldare gli ambienti. All’uscita siamo stati travolti piacevolmente da una rappresentazione storica. Un esplosione di costumi, stendardi, strumenti musicali antichi, canti e balli. Prima di scendere nel centro storico abbiamo fatto un giro sulla parte alta della piazza, dove abbiamo avuto modo di visitare la Cattedrale di Notre Dame des Doms, la più importante chiesa di Avignone. Sulla sua sommità si trova una statua della madonna alta sei metri, che con la mano benedice la città. Attorno vi è anche un bel parco dove passeggiare con i bambini.

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Tornati in piazza del Palazzo abbiamo preso il trenino turistico, che ci ha portati in giro per la città accompagnati dall’audio guida, tramite la quale abbiamo scoperto che ad Avignone ci sono bellissimi palazzi storici, e l’Angladon, una casa/museo che ospita l’unico quadro di Van Gogh dipinto in Provenza, e altre tele di pittori famosi come Cezanne, Manet e Modigliani.

Il pomeriggio lo passiamo alla Place de l’Horloge, e gironzolando per le vie del centro.

 I ristoranti qui sono molto commerciali, delle piccole trappole per turisti, ma la piazza è gremita di persone ad ogni ora. La passeggiata, anche se costeggiata da negozi di grandi brand stranieri, rimane comunque piacevole. Basta alzare gli occhi per trovare edifici in stile medievale.  Ci imbattiamo in un bellissimo carosello dallo stile retrò, che incanta i bambini con  le sue musichette vintage, e gli adulti con i suoi colori eleganti. Ci accorgiamo che è l’attrazione più fotografata della piazza.

Il territorio circostante è famoso per la produzione di ortaggi, frutta e legumi, che troviamo proposti nei piatti  locali. Ratatouille, pomodori e zucchine stufati, zuppe di legumi alla provenzale, con spezie profumatissime. Da assaggiare assolutamente il cosciotto di vitello marinato nel vino bianco, arricchito con le erbette locali, il daube avignonnaise, o le uova sode servite con il pasticcio di acciughe, la famosa berlinguette.

Lasciamo a malincuore la città a sera inoltrata, con una temperatura autunnale ancora piacevole, felici di aver fatto uno straordinario salto nella storia, tra architettura, pittura e scultura.

Vuoi conoscere altre tappe del nostro viaggio on the road attraverso la Francia? Leggi anche Anglet. Il paradiso degli adulti e dei bambini

La Camargue: Saintes Maries de la Mer e i fenicotteri rosa

Camargue: terra di “promemade a cheval” e di fenicotteri rosa. Una landa quasi desertica, solo pascoli e piccole zone lacustri, dove galoppano cavalli bianchi e  pascolano mandrie di tori, mentre migliaia di fenicotteri dipingono di rosa gli stagni, habitat prezioso per oltre 400 specie di uccelli. Passeggiare al tramonto nelle zone di campagna vi permettere di ammirare  i fenicotteri durante i loro splendidi voli. Alzandosi lievi dagli stagni lasciano cadere impalpabili goccioline d’acqua, che illuminate dagli ultimi raggi del sole, creano spettacolari sfumature di colori. 

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Les Saintees Maries de la mer

Il centro del paese è  piccolo e grazioso, con piccole case imbiancate a calce, e ristoranti con tavoli sui marciapiedi. Sedersi a bere una birra nei locali che affacciano sulla spiaggia è davvero piacevole. A pochi passi dal centro poi, si possono trovare le fattorie dove fare le passeggiate a cavallo e dove poter vedere gli allevamenti di tori. 

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Per quanto riguarda la cucina, potete trovare soprattutto piatti  a base di carne di toro, e la paella, data la vicinanza con la Spagna. Un’altra specialità del luogo sono le olive e il riso, che potete portare via anche come souvenir. Ci sono molti negozietti carini dove poter acquistare, oltre al riso, anche profumate creazioni fatte con la lavanda. 

Nel cercare un posto dove dormire ci siamo lasciati influenzare da una bizzarra insegna con la scritta     Mangio Fango         e da quello che abbiamo scorto dietro la stessa.  Una struttura tutta bianca, in  raffinato stile mediterraneo. Abbiamo preso una stanza qui, attratti dai giardini curati, e da una bella piscina all’aperto. Inoltre  si trova a 15 minuti a piedi dalla spiaggia e dal centro del paese.  Perfetto se avete bambini, perché la passeggiata è gradevole e non impegnativa.  Non   potevamo trovare sistemazione migliore, una vera e propria oasi di pace,  per passare questo giorno immersi nella natura selvaggia della Camargue.

 

 Un po’ di storia

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Le “Marie” che danno il nome al paese sono Maria Salome e Maria Jacobè , che secondo la leggenda sarebbero arrivate in questi luoghi dopo aver vagato in mare su una barca  assieme a una serva chiamata Sara. Le statue delle tre donne si trovano nella chiesa del paese: le due Marie raffigurate sulla barca, vengono portate in processione nella ricorrenza dello sbarco, mentre a Sara, diventata la patrona dei gitani, è dedicata la statua nella cripta. Vale la pena salire fin su la terrazza della chiesa delle Saintes Maries, per godere dello splendido panorama sottostante.

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Per spezzare un po’ il soggiorno il giorno dopo ci siamo avventurati ad Aigues Mortes, piccolo paese cinto da  mura medievali: la visita dei bastioni regala una vista eccezionale sulla città e sulle paludi circostanti, che al tramonto si accendono di luci e colori spettacolari. Avremmo dovuto visitare le sue famose saline, ma  arrivati in paese ci siamo lasciati travolgere dal festival gitano, che andava in scena proprio in  quel giorno. Tra scenografiche sfilate di cavalli e cavalieri e balli della tradizione nomade è volata la giornata, e solo lungo la strada del ritorno abbiamo potuto ammirare gli incantevoli riflessi di luce delle montagne di sale.

Volete conoscere altre tappe del nostro viaggio on the road attraverso la Francia? Vi porto a  Carcassone: il borgo medievale più bello della Francia.

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Polignano a mare. Gioiello della costa pugliese.

Non si può nominare Polignano a mare senza pensare a Checco Zalone.

Tutti i suoi films hanno come scenario queste coste stupende e la gente qui è proprio come nelle sue pellicole: allegra, gioviale e accogliente.

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Al nostro arrivo in questa splendida città, i parcheggi erano quasi del tutto esauriti. Ci abbiamo messo un po’ per trovare un posto auto, anche per via dei numerosi sensi unici. Ma una volta arrivati nel centro ci siamo goduti il paese in tutta calma. Davvero un gioiello a picco sul mare.

Lama Monachile

Meravigliosa la discesa sulla spiaggia, credo ormai una delle più famose del mondo: Lama Monachile. Molto piccola ma a suo modo incantevole, incastonata tra due imponenti rocce, è a pochi passi dal centro storico. Dalla terrazza che collega le due rocce si può godere di una gran bella vista.

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Le viuzze interne del centro di Polignano a mare sono un incanto, con angoli nascosti che offrono all’improvviso panorami idilliaci e le famose poesie scritte sui muri. L’autore, un certo Guido “il flaneur“, ha riportato su questi muri, sulle porte, sulle scale di Polignano, versi di poeti e scrittori (ma anche propri), regalando momenti poetici a chiunque passeggi nelle vie del borgo. E’ un piacere fermarsi a leggere, commentare, fotografare le scritte e citarne gli autori, rivangando i periodi storici ai quali sono appartenuti.

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Diversi negozi e ristoranti invitanti si mischiano alle deliziose casette che costeggiano i vicoli, e il passo rallenta per permettere agli occhi di riempirsi di balconi fioriti, terrazzini soleggiati e portoncini appena pitturati.

Cala Monachile

Arrivati sul lungomare ci troviamo davanti a una statua di bronzo di Domenico Modugno, e dietro di essa troviamo una scalinata che termina su una terrazza. Vale la pena scendere, perché da qui si può avere una vista spettacolare su Cala Monachile, sulla scogliera e sul centro storico sovrastante. Forse quando Modugno scrisse “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare…” si trovava su questi scogli. Voglio immaginarlo seduto su questa terrazza che sfiora l’acqua intento a scrivere i suoi versi.

Se avete un considerevole budget potete avere la fortuna di pranzare o cenare nella Grotta Palazzese, ristorante extra lusso che non è visibile da nessuna parte del paese, in quanto ospitato da una cavità a picco sul mare. Diciamo che non abbiamo potuto spendere trecento euro per un pasto solo perché nel periodo in cui siamo stati a Polignano era ancora (per fortuna?) chiusa. Ci siamo accontentati di immaginarla come nelle foto viste ovunque sul web, essendo questo uno dei 25 più famosi ristornati del mondo.

Abbiamo cenato invece da N’Euro, un ristorante-pizzeria molto cool, piatti con nomi particolari cucinati espressi e ben presentati. Vi consiglio la frittura di pesce, eccezionale.

Se siete più per lo street food, che ve lo dico a fare, qui la focaccia pugliese la fa da padrona. La farciscono in diversi modi e potete gustarla in ogni angolo di questo piccolo ma prezioso paradiso.

Per far felice la duenne abbiamo fatto anche una piacevole gita allo zoo di Fasano