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Novembre 2019

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Ecco un nuovo articolo per la rubrica dedicata ai ristoranti che si trovano proprio fuori i caselli della A1 e delle altre autostrade italiane e/o estere. Un modo per provare specialità locali e prodotti tipici, non rallentando di molto il viaggio, e sfruttando i luoghi che si incontrano lungo l’itinerario prestabilito. Oggi ti porto a pranzo in Toscana, esattamente ad Arezzo, in un ristorante sulla A1, Casa Cecco, a pochi minuti dall’uscita per Arezzo.

Ristoranti sulla A1

Dove si trova Casa Cecco

Se stai viaggiando sull’Autostrada del Sole, e se ti trovi nella regione Toscana all’ora di pranzo o di cena, ti consiglio vivamente di evitare il solito panino preriscaldato e di fare una sosta ad un ristorante tipico che si trova proprio all’uscita di Arezzo, esattamente a Viciomaggio: Casa Cecco. Per raggiungere il Ristorante Casa Cecco basta prendere l’uscita per Arezzo e continuare sulla SP21. Bisogna poi svoltare in Via delle Mandriole, percorrere circa 500 mt e continuare su Via del Tribbio. Casa Cecco si trova proprio sulla sinistra e il grazioso e curatissimo casale non passa certo inosservato.

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Ristorante Casa Cecco. Il Casale.

Immerso nel verde e circondato da splendidi ulivi, il casale di Casa Cecco spicca per la sua pietra grigia a vista, e soprattutto per la cura dei dettagli. Fiori, piante, piccole decorazioni in legno tipiche dei paesaggi toscani deliziano gli occhi, ancor prima che all’interno si possa deliziare il palato.

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L’interno è reso caldo dall’enorme camino in pietra, dove la brace è pronta per cuocere le sublimi carni toscane a fuoco lento. La gestione è familiare e i proprietari hanno un grande senso dell’accoglienza e dell’ospitalità. Ogni volta che ci fermiamo da Casa Cecco ci sentiamo a casa. Gli ambienti sono molto curati, oserei dire di un eleganza campestre. Anche se la sala non è molto grande, sembra di essere in un maniero di fine 800.

Ristoranti sulla A1, casa Cecco. Specialità toscane in tavola

La gestione del Ristorante Casa Cecco come già detto è familiare e la cucina è completamente regionale. Il menù è ricco, ma viene anche ampliato con qualche piatto del giorno.

Abbiamo provato diverse portate, dalle zuppe del giorno alle tagliatelle al ragù di Chianina, che è a dir poco strepitoso. Ma non saziarti solo di primi piatti. Le carni locali meritano assolutamente di essere assaggiate. Se ti trovi da Casa Cecco, non puoi non assaggiare la famosa fiorentina, accompagnandola con carciofi toscani o semplice verdura ripassata in padella. Particolare attenzione è da dedicare anche ai taglieri. Sia i formaggi che i salumi si sciolgono in bocca. L’accurata selezione delle materie prime fa si che sulla tua tavola si trovino solo prodotti di ottima qualità.

Se avanza spazio per un ulteriore assaggio, provate i crostini al vin santo con fegatini su pane sciocco toscano…

I dessert non sono da meno. Scegliere tra il panforte e le deliziose crostate con frolla, crema e frutta fresca, tutto fatto rigorosamente in casa, è stato davvero difficile.Casa cecco, ristoranti ad Arezzo, viaggio on the road, mangiare bene in viaggio, trevaligie

Ristoranti sulla A1, Casa Cecco. La cantina.

Ci troviamo nel cuore della Toscana, seppur vicini all’autostrada A1. La carta dei vini è davvero intrigante. Preziose bottiglie si alternano alle più conosciute etichette italiane e regionali. Che sia un filetto o una bistecca di Chianina al sangue, una tagliatella o un ragù strutturato, direi di puntare sui vini toscani, come un Chianti classico o un nobile di Montepulciano. 

Attenzione! Chi guida deve astenersi dal bere alcolici! 

Perché fermarsi da Ristorante Casa Cecco

Una sosta in Toscana fa sempre bene al cuore e ai polmoni. Rigenerarsi a tavola con prodotti di qualità eccelsa poi, non ha eguali. Il silenzio, la calda accoglienza, l’ambiente calmo e ovattato è di gran lunga preferibile al caos e ai ritmi sfrenati dell’Autogrill. Indubbiamente lo scontrino sarà più salato, ma rimettersi in viaggio dopo aver degustato le prelibatezze regionali della Toscana da una marcia in più alla vacanza. 

Il giorno del Ringraziamento, o Thanksgiving Day, è una festa celebrata negli Stati Uniti ogni quarto giovedì di Novembre. Pare che il primo giorno del Ringraziamento risalga addirittura al 1621, quando i Padri Pellegrini, i primi coloni del Nord America, si riunirono nella città di Plymouth, da loro fondata, per ringraziare il Signore del buon raccolto, avvenuto soprattutto grazie all’aiuto dei nativi americani. 

Thanksgiving Day

Breve storia sulle origini

I Padri Pellegrini, perseguitati per la loro fede cristiana, decisero di imbarcarsi sulla Mayflower e di lasciare l’Inghilterra, per recarsi nel Nuovo Mondo, l’America del Nord appunto, e ricominciare una nuova vita senza paura di persecuzioni. 
Attraversarono dunque l’Oceano Atlantico e approdarono in America nel 1620, in pieno inverno. Pur avendo portato con loro alcuni semi da piantare, si ritrovarono in un ambiente talmente inospitale e selvaggio da non riuscire ad adattarsi nell’immediato, e senza riuscire a trovare nulla per il loro sostentamento. 

Molti infatti non arrivarono alla fine dell’inverno, ma i nativi americani aiutarono i sopravvissuti indicando loro quali semi piantare e quali animali allevare. Le specie indicate in quelle terre selvagge erano principalmente il granturco, le zucche e i tacchini. E questo permise ai Padri Pellegrini di ottenere un abbondante raccolto, e animali da poter allevare.

Le origini del Thanksgiving Day

Per esprimere riconoscenza al Signore del raccolto ottenuto, i Padri Pellegrini organizzarono la Festa del Ringraziamento, il Thanksgiving Day, invitando al banchetto anche i nativi americani, per ringraziarli dell’aiuto che avevano dato loro.

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In quell’occasione venne preparato e consumato un pasto a base di tacchino, zucca e altre pietanze che nel corso dei secoli sono diventate tipiche di questa ricorrenza.

Come festeggiare il Thanksgiving

Ancora oggi il Thanksgiving è una delle feste più importanti degli Stati Uniti, e la tradizione vuole che il pranzo venga sempre organizzato a casa, mai al ristorante, con familiari e amici, proprio perché è una festa che riguarda il nucleo familiare, l’ospitalità e la convivialità.

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Curiosità

Non tutti sanno che il Black Friday nasce proprio grazie a questa festa. I commercianti infatti, il giorno successivo al Thanksgiving ( e quindi il venerdì) proponevano ai propri clienti dei prezzi ribassati, in modo tale da incentivare gli acquisti di Natale. Per questo motivo il Black Friday cade sempre il 4° venerdì di novembre, giorno successivo al Thanksgiving.

I piatti del Thanksgiving

Il tacchino è il vero protagonista del Thanksgiving Day. In ogni famiglia viene cucinato secondo una propria ricetta, e accompagnato da particolari salse, soprattutto a base di mirtilli, puré di patate, patate dolci, verdure e torte di zucca o ananas.

Partecipare al pranzo del Giorno del Ringraziamento

Innumerevoli sono i piatti che accompagnano il tacchino durante il pranzo del ringraziamento, e variano di famiglia in famiglia. Una delle portate più succulente mai assaggiate prima è senza dubbio la Baked Brie in Pastry Puffy. Una gustosa torta fatta semplicemente ricoprendo una forma di formaggio briè, intera, con marmellata di albicocche e pasta di pane. Appena uscita dal forno è una bontà, e il formaggio filante che si mescola alla marmellata calda è semplicemente delizioso. 

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Che dire poi del pane all’ananas e della Jello Mold!

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Il pane all’ananas è una terrina di pane tagliato a cubetti e mescolato a uova, burro, zucchero e dadini di ananas. Il composto viene infornato, fatto cuocere per circa 50 minuti e fatto rosticciare poi sulla superficie. Il risultato è strepitoso, poichè alla morbidezza dell’ananas si contrappone la croccantezza del pane.

La Jello Mold invece è un budino fatto con gelatina di frutti rossi, noci, more, lamponi e panna. L’ingrediente fondamentale è proprio la famosa gelatina americana, la Jello. La Jello Mold è davvero squisita, e si accompagna molto bene alla carne di tacchino. Inoltre dona un tocco di colore alla tavola, con le sue tonalità calde.

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Siete stati invitati al pranzo del Giorno del Ringraziamento?

L’essenza del Giorno del Ringraziamento è proprio l’ospitalità. Per gli Americani è una delle ricorrenze più importanti dell’anno. Un occasione per riunire amici e parenti attorno alla tavola imbandita. Se una famiglia vi invita a passare il Thanksgiving a casa propria, siatene fieri. Vuol dire che vi considerano parte integrante del nucleo familiare.

Domenica 3 Novembre è stata inaugurata la quarta stagione di “Favole di Luce”, le ormai famosissime Luminarie di Gaeta. Noi, come sempre, abbiamo fatto la nostra passeggiata tra le bellissime luci e i nuovi video mapping sparsi nella nella città del sud pontino, che sono la vera novità di quest’anno. Vi porto con le mie parole e con le stupende foto di Paolo Di Tucci, in una suggestiva passeggiata con i bambini tra le più belle luminarie d’Italia.

Luminarie di Gaeta

L’albero delle meraviglie e il lungomare illuminato

Iniziamo la passeggiata uno dei quartieri che più mi sta a cuore, Villa delle Sirene. Ricordi d’infanzia, profumo di mare e di pane olio e sale. I pescherecci del molo fanno da sfondo al grande albero di Natale che apre il percorso di Favole di Luce. Il maestoso albero emana morbidi bagliori colorati. Dalla sua altezza inoltre, sembra quasi guidare i visitatori, come un faro, verso le altre installazioni della città. Le palme del lungomare per l’occasione sono addobbate a festa, e ravvivano il percorso con deliziosi scintillii. Veniamo stregati dalle proiezioni dei video mapping sulle facciate dei palazzi circostanti. In questa zona non poteva che esserci un richiamo al mare e alle sue meravigliose creature. Siamo in zona di pescatori, di darsene, di navi e di porti. Il lungomare di Gaeta è infatti dedicato a Giovanni Caboto, navigatore ed esploratore italiano, nato proprio in questo borgo di marinai.

L’orsetto pasticcione, tra i coralli e le stelle marine 

L’Orsetto Pasticcione che troviamo in Piazza Buonomo sembra indicarci la direzione da percorrere per arrivare nel centro della manifestazione. Coralli di un rosso scintillante, insieme a centinaia di stelle marine, addobbano il Corso principale di Gaeta. L’atmosfera è davvero unica, calda e accogliente. La Fontana di San Francesco poi, ammalia con le sue acqua danzanti. Qui ogni week end, alle 18:30, ai flutti d’acqua si uniscono le eleganti ballerine della scuola di ballo  Il Centro del Movimento. Con meravigliosi abiti ispirati alle più belle favole Disney, le allieve della maestra Rita Spinosa animano il fine settimana della manifestazione, tra sfilate danzanti e incantevoli coreografie.

Il Palazzo Comunale e il Campanile Parlante 

Nel cuore della città, proprio sul campanile del Palazzo Comunale, c’è uno dei video mapping più belli in assoluto di questa edizione. Il campanile prende vita, con occhi, bocca e orecchie e inscena un bellissimo dialogo con Babbo Natale. 

Alla base, la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, ormai presenza fissa di Favole di Luce. Tutt’intorno deliziosi mercatini di Natale e aree gioco dedicate ai più piccini.

Valorizzazione del Patrimonio culturale ed artistico alle Luminarie di Gaeta

In via dell’Indipendenza inoltre, ci sono moltissime esperienze da fare. Nella nuovissima Piazza Goliarda Sapienza ad esempio, ci accoglie un curioso elfo cantastorie. Narra paziente la storia del borgo ai passanti. Proseguendo invece verso il quartiere di Porto Salvo, troviamo un meraviglioso affresco proiettato sulla facciata della chiesa degli Scalzi. La proiezione ritrae la Vergine col bambino Gesù tra le braccia, mentre ordina ad un angelo di portare in salvo una barca. Quale omaggio migliore a questo prezioso borgo di pescatori! Il quadro originale, olio su tela, è conservato nella cappella della congrega.

Anche a Gaeta Medievale l’arte incontra Favole di Luce. In Piazza Cardinal De Vio la videoproiezione ritrae lo Sguardo di Maria. La facciata del Tempio di San Francesco invece, che troneggia sulla città vecchia, incanta con i Colori della Luce.

Il Viale degli Innamorati e la Foresta incantata delle Luminarie di Gaeta

Il bellissimo Viale degli innamorati, da poco aperto al pubblico dopo un radicale restauro, è stato reso ancora più romantico da lucine dorate. Il percorso è particolarmente poetico, soprattutto per via degli eleganti pacchetti regalo sparsi nelle aiuole. Che qualcuna si aspetti di ricevere un anello proprio qui??

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Finalmente, per la gioia dei bambini, approdiamo nella meravigliosa e colorata Foresta Incantata. Nella grande Villa comunale di Gaeta Medievale, tra corridoi di bambù e fenicotteri rosa, incontriamo leoni, zebre, elefanti e ippopotami. Si godono la pace del giardino e si lasciano guardare con ammirazione. Farfalle sgargianti inoltre, svolazzano tra le aiuole, creando una magica atmosfera da Mille e una notte.

Il polpo Casper e il luna Park al Molo Santa Maria

Dopo aver camminato tra stelle luccicantii, ancore giganti e bruchi curiosi finiamo la nostra passeggiata, facendo un ulteriore giro nel piccolo Luna Park allestito al Molo Santa Maria, a Gaeta Medievale. Qui il Polpo Casper controlla che tutti rispettino la fila, e soprattutto che nessuno imbrogli alla pesca magica.

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Informazioni utili per visitare le Luminarie di Gaeta

Per ulteriori informazioni riguardo la programmazione degli eventi potete contattare la Proloco Gaeta  ai seguenti indirizzi: www.prolocogaeta.itinfo@prolocogaeta.it 

Tel 320.0380413 – 0771.465054

Durante la manifestazione inoltre saranno attivi i seguenti infopoint:

– Piazza XIX Maggio: tutti i giorni con orario 16.00/20.00

– Villa delle Sirene e Piazza della Libertà: aperti sabato, domenica e festivi dalle ore 16.00 alle 20.00. Nel mese di dicembre inoltre, sarà aperto i giorni orario 16.00/21.00

Dove parcheggiare

 Il parcheggio per le auto è a pagamento su tutto il territorio cittadino. La sosta è GRATUITA solo all’interno del Piazzale “Salvatore Bisbiglia”, in località Calegna.

I trenini di Gaeta

 Con un biglietto di 3,00, andata e ritorno, potete visitare le meravigliose Luminarie di Gaeta a bordo dei simpatici trenini turistici della città. I trenini sono attivi tutti i giorni dalle 15:00 alle 22:00 e le domeniche anche la mattina, dalle 10:30 alle 13:00. La partenza è prevista ogni 15 minuti, al fine di rendere più agevole e meno stancante la visita alla città. Un esperienza davvero imperdibile da fare con i bambini.

Viaggiando esclusivamente on the road, per raggiungere la penisola iberica ci serviamo spesso del servizio di traghetti della Grimaldi Lines. Partendo da Gaeta e imbarcandoci a Civitavecchia, in circa 20 ore raggiungiamo comodamente Barcellona via mare. Usiamo quindi la città come tappa intermedia molto spesso, aggirandoci nei dintorni soprattutto quando aspettiamo il traghetto che ci riporterà in Italia. Approfittiamo quindi, di volta in volta, per visitare una zona di Barcellona a noi sconosciuta per impegnare le ore prossime all’imbarco.Vediamo allora cosa si può fare a Barcellona con i bambini. 

Barcellona con i bambini

Passeggia sulla Rambla

Forse una delle strade più famose del mondo. La Rambla è una delle cose da vedere assolutamente a Barcellona con i bambini. Noi di solito partiamo dalla zona del porto e risaliamo lungo il viale alberato, che inizia poco dopo Il Mirador di Colombo. Strada facendo fermatevi a bere un sorso d’acqua dalla Fontana di Canaletes, che si trova proprio all’entrata del viale. Pare che chi beve quest’acqua sia destinato a tornare spesso a Barcellona. Passeggiando al fresco degli alberi sarete attratti da tutto ciò che vi circonda.

Bellissime statue viventi, pittori e caricaturisti, musicisti e soprattutto fiorai! Tantissimi chioschi colorati e profumati dove oltre a trovare fiori e piante, si possono comprare calamite e piccoli souvenir. Ma lungo la Rambla non trovate solo artisti in cerca di qualche spicciolo o di un pò di fortuna, ci sono anche molti ladruncoli che mietono vittime. Fate sempre attenzione alle tasche e alle borse. Io di solito uso uno zaino e lo tengo dalla parte davanti, in modo da averlo sempre ben in vista. Fate anche attenzione a dove poggiate i piedi, perché proprio in mezzo al viale vi capiterà di pestare il mosaico di Mirò. Ebbene si, il grande mosaico che il famoso pittore regalò alla città di Barcellona è calpestatile, e prestando un pò di attenzione potrete addirittura riuscire a trovare la piastrella firmata dall’autore.

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Attenzione a…

  • Evitate i ristoranti che si trovano sulla Rambla come la peste. In tutti i locali cercheranno di vendervi la miglior paella di Spagna e la loro speciale Sangria. Bugia. Sono tutti piatti precotti e bustine di surrogati sciolte in acqua.
  • Fate attenzione ai venditori, che proveranno a rifilarvi di tutto, dai semplici cineserie alla marijuana. La marijuana a Barcellona si consuma che è una meraviglia ma è legale solo per i residenti e va consumata in appositi locali chiamati associazioni cannabiche.
  • Non si può bere birra, vino o qualsiasi alcolico per strada. Si è soggetti a multe, anche salate.
  • Vi ho già parlato dei borseggiatori, che sono abilissimi a puntare le persone da derubare. E’ capitato anche a me di essere presa di mira, accerchiata con fare simpatico da due tizi. La soluzione immediata è camminare sempre spediti, mai fermarsi e rispondere sempre No grazie. Un consiglio è quello di tenere il portafoglio e il cellulare nelle tasche davanti dei vestiti.
  • Tenete sempre legati i bambini nel passeggino e se sono più grandi non perdeteli mai di vista. Tenete sempre loro la mano.

Entra in Parc Guell

Il magico mondo delle favole di Barcellona. Parc Guell è un incantevole parco urbano, dichiarato nel 1984 patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si trova sulla parte alta di Barcellona, e nacque nel 1900 dall’idea dell’imprenditore Eusebuio Guell, che voleva creare alloggi di lusso all’interno di un parco all’avanguardia. Il magnate affidò ad Antonio Gaudì il compito di progettare queste meravigliose abitazioni in posizione privilegiata della città, sulla quale avrebbero avuto inoltre una spettacolare vista dall’alto. Purtroppo, solo qualche anno più tardi i lavori furono interrotti, a causa della morte di Guell.

Gaudì però riuscì a trasferirsi in una delle case ultimate e ci visse fino al 1926. Ora l’abitazione è diventata la Casa Museo di Gaudì. Passeggiare tra maioliche decorate ed artisti di strada che si esibiscono nei deliziosi angoli di Parc Guell è davvero un esperienza incantevole. Ci sono inoltre alcune aree gioco all’interno del parco, dove i bambini possono divertirsi e correre in un atmosfera quasi magica. Il Parc Guell è un luogo che riesce a stregare sia i grandi che i bambini. Data la posizione del Parc Guell, un pò fuori dal centro della città, e viste le sue enormi dimensioni, vi consiglio di passare lì l’intera giornata, magari prevedendo un pranzo a sacco.

Ammirare Casa Battlò

Casa Battlò è un edificio un pò strambo, e cattura subito l’attenzione dei bambini. La sua facciata stravagante ed i suoi colori accesi, nonché le sinuose forme architettoniche e la ricchezza di particolari lo rendono un palazzo fuori dal comune. Questa vena eccentrica si amplifica negli interni, che sono a dir poco fantastici. In un vortice di colori, di curve e di onde si rimane incantati dal soffitto che si avvolge a spirale intorno al grande lampadario a forma di sole. La zona più intrigante di Casa Battlò è senz’altro il cortile interno, costruito da Gaudì per permettere una distribuzione omogenea della luce e dell’aria che entrano dal lucernario. E’ rivestito in piastrelle di varie tonalità di azzurro, proprio per aiutare la luce a distribuirsi uniformemente. Ai bambini sembrerà di essere per metà in un libro di fiabe, per metà in un enorme playground colorato.

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Incantati dinanzi alla Sagrada Familia di Barcellona con i bambini

Senza dubbio, la Sagrada Familia è una delle più grandi opere di Gaudì. Una costruzione ammaliante e maestosa, cominciata nel 1882 e mai completata. Se siete a Barcellona con i bambini, dovete assolutamente visitare questo imponente edificio. Ai bambini all’inizio potrebbe sembrare noioso, o un pò tetro. Per coinvolgerli nella visita, potete provare a prendere loro le audio guide specifiche per bambini. Avendo le cuffie più piccole ed una spiegazione in chiave divertente sulla costruzione della Sagrada Familia, sarà più facile catturare la loro attenzione.

Per premiarli poi della loro diligenza durante il tour all’interno della cattedrale, potete farli giocare nel parco che si trova proprio di fronte l’entrata principale della chiesa. Per evitare le code al botteghino, che sono lunghe ed impegnative, potete fareil biglietto on line su Tiquets, con accesso rapido.

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Gira tra le bancarelle della Boqueria di Barcellona 

Il mio posto preferito di Barcellona è senza dubbio la Bouqueria. Il famoso mercato coperto di Barcellona si trova proprio sulla Rambla, e una fermata è d’obbligo se volete scoprire la cultura e la gastronomia locale. La Bouqueria è un punto di riferimento della vita di Barcellona, e le bancarelle di frutta, verdura e di prodotti tipici locali sono un tripudio di profumi e di colori. Impossibile resistere. Una tappa assolutamente da non perdere, soprattutto perché all’interno del mercato ci sono anche dei localini spartani in cui si possono mangiare ottime pietanze tipiche, freschissime, bere birre autoctone o assaggiare i deliziosi vini regionali. Prima di andare via, prendete uno dei coloratissimi frullati alla frutta che sono in bella vista su ogni bancarella del mercato. Se la mattina costano 4,00 euro l’uno, la sera arrivano a costare anche meno di un euro, e a volte li regalano anche, soprattutto ai bambini.

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Passeggia nella Pedreda di Barcellona

La Pedrera, o la più conosciuta Casa Milà, è un altro capolavoro di Gaudì e grazie alla sua facciata di pietra che sembra una gigantesca onda ammalia ancor prima di entrare. Se l’esterno sembra essere un onda in continuo movimento, gli interni non sono da meno. Tutto si sviluppa in morbide curve, dalle pareti ai soffitti. Il tetto poi, è la parte più strabiliante. Le scale per arrivare fin su sono davvero tantissime, quindi meglio servirsi del comodo ascensore, che vi porterà dritti dritti sul tetto più bello che si sia mai visto. Maioliche colorate, muri sinuosi, comignoli dalle forme fiabesche si insinueranno nella vostra mente creando atmosfere fantastiche e visionarie. Per i bambini al di sotto dei 13 anni poi, l’ingresso è gratuito. 

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Divertiti al PortAventura Parc con i bambini

Nelle vicinanze di Barcellona, esattamente a Salou, c’è uno dei parchi divertimento più grandi di Spagna. Il Parco Portaventura è una tappa da fare assolutamente se si è in vacanza a Barcellona con i bambini, perché spezza un pò la noia del viaggio, soprattutto dopo aver girato per città d’arte e musei. I bambini vengono premiati con una giornata all’insegna del divertimento e del gioco dopo aver “sopportato” le varie visite guidate. A Portaventura, oltre alle classiche attrazioni e a bellissimi spettacoli live, potete trovare il nuovissimo Ferrari Land, il parco dedicato alla Fiammante rossa italiana, con adrenaliniche roller coaster ed entusiasmanti aree gioco per i più piccini.

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