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Marzo 2021

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Grazie alle testimonianze delle Travel Blogger Italiane hai potuto captare l’essenza del vero viaggio on the road, in Italia e in Europa, con i bambini al seguito. Un esperienza di viaggio unica e avventurosa, quella del road trip, in cui puoi modificare i piani senza nessuna restrizione e vivere in autonomia la tua vacanza. Ma grazie ai consigli delle blogger hai anche potuto appurare che, per viaggiare on the road con i bambini, è sempre meglio avere un idea di itinerario, tenendo sempre ben presenti i tempi di percorrenza, che devono necessariamente tener conto delle esigenze dei più piccoli. Tenendo sempre ben a mente i preziosi consigli di viaggio delle mamme blogger, puoi intraprendere anche un viaggio on the road oltreoceano, andando in giro per il mondo con i tuoi bambini in tutta sicurezza.

Viaggiare on the road con i bambini nel mondo

In Australia con Federica 

di MyTravelPlanner

Il viaggio on the road nel Western Australia è stato sicuramente uno dei più belli fatti con la mia famiglia. Al momento del viaggio i miei figli avevano 2 e 6 anni, ma è stato molto facile viaggiare in Australia con loro. Il paese è infatti estremamente kid friendly. Ovunque ci sono aree verdi perfettamente curate dove correre scalzi imitando i bimbi australiani.

 

 

Federica ha scelto di viaggiare on the road nel Western Australia, in territori sconosciuti e selvaggi, immersi nella natura. Il suo consiglio:"In tutti i ristoranti vengono consegnati all’arrivo fogli e matite colorate e, per esempio a Margaret River, bellissima zona coltivata a vigneti, tutte le cantine hanno bellissimi ristoranti con una zona all’aperto munita di tanto spazio per correre e playground attrezzati. I genitori possono così mangiare e bere rilassandosi davvero."
Federica ha scelto di viaggiare on the road nel Western Australia, in territori sconosciuti e selvaggi, immersi nella natura. Il suo consiglio:“In tutti i ristoranti vengono consegnati all’arrivo fogli e matite colorate e, per esempio a Margaret River, bellissima zona coltivata a vigneti, tutte le cantine hanno bellissimi ristoranti con una zona all’aperto munita di tanto spazio per correre e playground attrezzati. I genitori possono così mangiare e bere rilassandosi davvero.”

Anche le attrazioni sono tutte estremamente interessanti per adulti e bambini. In quell’area ci sono tantissimi parchi naturali che colpiscono l’attenzione di tutti: alberi così giganteschi da poter entrare nelle spaccature del loro tronco e passerelle sopraelevate sulle foreste. E poi tante spiagge incontaminate bianchissime e onde alte con cui giocare sul bagnasciuga!

Un’altra cosa curiosa è stata la facilità con cui si potevano incontrare i canguri in libertà. Più di una volta li abbiamo visti intorno al cottage dove dormivamo ed è stata una grande emozione per tutti!

Scegliere l’itinerario per viaggiare on the road in Australia con i bambini

La cosa più difficile è stato decidere l’itinerario perché l’Australia ha tante attrattive, ma spesso molto distanti l’una dall’altra ed i miei figli non hanno mai amato stare troppo in auto. Ho quindi scelto un itinerarioche mi permettesse di non cambiare albergo tutte le notti e di non avere spostamenti troppo lunghi. Al massimo un paio d’ore da una tappa all’altra, tranne l’ultimo giorno in cui abbiamo sostenuto un viaggio più lungo per avvicinarci al punto di partenza. È stata una soluzione ottimale che ci ha permesso di vedere tante cose senza stancarci troppo.

Questo il nostro itinerario:

  • 3 giorni a Perth con escursione in giornata al Deserto dei Pinnacoli 
  • 1 giorno a Fremantle e Rottnest Island 
  • 4 giorni a Margaret River (visita all’area vinicola e costa )
  • 3 giorni a Pemberton (base per tanti parchi) 
  • 1 giorno a Albany (base per Green Pools,Rainbow Way e Two People Bay) 
  • 1 notte a metà del viaggio di ritorno a Perth.

Aggiungo che le strade sono larghe e poco trafficate e i prezzi, soprattutto per i pasti al ristorante, molto alti. In quasi tutte le strutture si ha a però a disposizione un barbecue all’aperto dove poter cucinare e risparmiare un po’.

 

In Namibia on the road con Arianna

di TropicalSpirit

La Namibia è un paese spettacolare dagli innumerevoli volti: dalle immense distese di bush africano alla sabbia rossa del deserto e a quella dorata delle spiagge, dall’esperienza del safari al canyon più grande d’Africa. Nel contempo un paese che può destare preoccupazione con bambini al seguito vista la sua immensità e la condizione delle strade spesso sterrate e non sempre agevoli.

In realtà il paese si presta benissimo perun on the road ricco di emozioni, un luogo sicuro con assenza di microcriminalità come in altri paesi africani, un clima ottimo e strutture confortevoli e in alcuni casi veramente splendide in contesti naturalistici pazzeschi.

Arianna e la sua famiglia hanno intrapreso un avventuroso viaggio on the road in Namibia. Il suo consiglio:"La situazione sanitaria è buona e non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Tenete solo conto che le distanze tra una località e l’altra sono notevoli, spesso non s’incontra nessuno per strada e che in certe strutture non accettano bambini di età inferiore agli 8 anni."
Arianna e la sua famiglia hanno intrapreso un avventuroso viaggio on the road in Namibia. Il suo consiglio:“La situazione sanitaria è buona e non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Tenete solo conto che le distanze tra una località e l’altra sono notevoli, spesso non s’incontra nessuno per strada e che in certe strutture non accettano bambini di età inferiore agli 8 anni.”

Occorre quindi una bella organizzazione per viaggiare in sicurezza e tranquillità. Il primo punto è la macchina, non risparmiate sulla macchina, possibilmente un fuoristrada ben accessoriato, con doppio serbatoio e possibilmente procuratevi un telefono satellitare nel caso malaugurato ce ne fosse bisogno, il paese è molto isolato e desertico e in caso d’ intoppi potreste non vedere nessuno nei paraggi per cui comodo avere un mezzo di comunicazione.

Per il resto è un on the road classico come potrebbe essere negli Stati Uniti, preparate quindi una valigia con abiti sportivi, qualche capo più pesante per le notti africane e pronti e via con bimbi entusiasti al seguito.

Programmare l’itinerario per viaggiare con i bambini in Namibia

Il vero protagonista del viaggio è la natura, immensa e selvaggia che farà impazzire i bambini a cominciare dall’esperienza del safari. Le emozioni negli occhi dei bimbi innanzi agli animali nel loro habitat naturale vi resterà per sempre nel cuore, sembra di essere in uno zoo safari nel Parco Etosha, prima riserva naturale al mondo, dove potrete vedere leoni, giraffe, elefanti, zebre e altri bellissimi animali.

Altra tappa imperdibile è il deserto del Namib, uno dei più antichi deserti della terra, dove sarà possibile ammirare grandi dune di sabbia, alcune alte fino a 300 mt. Scalare le dune da una parte all’altra sarà un divertimento unico per tutta la famiglia.

Dal deserto si passa al mare di Swakopmund, una deliziosa città coloniale. Qui le occasioni di divertimento non mancano! Si può fare sand board nelle dune che si gettano in mare ed escursioni in quad o kayak. Ma l’emozione più grande è l’escursione a Walvis Bay, dove si potranno osservare foche, delfini, pellicani.

Un concentrato di esperienze che vi resterà sicuramente nel cuore.

In Alaska con Daniela

di The Daz Box

Un viaggio on the road in Alaska è forse quanto di più lontano si possa immaginare per una vacanza con bambini a seguito. Noi lo abbiamo fatto, con nostro figlio che aveva quattro anni. L’Alaska è un territorio immenso, di cui solo una piccola porzione è facilmente raggiungibile nel contesto di un viaggio, diciamo, normale.

Vi racconto come ci siamo organizzati. Il nostro viaggio in Alaska è durato tre settimane, di cui due on the road più una terza in crociera, da Seward a Vancouver, passando per l’Inside Passage. Il volo è stato lungo e faticoso, ma mio figlio era già abituato a questo tipo di trasferte.

Le distanze in Alaska sono notevoli ma con la giusta organizzazione si riesce a non fare troppa strada nello stesso giorno.

Certo bisogna adattarsi e partire con la consapevolezza che spesso ci si ritroverà in mezzo al nulla, con pochissimi servizi a disposizione. Occorre dotarsi di una discreta scorta di generi alimentari nei centri abitati più grandi e prenotare alloggi che diano la possibilità di preparare i pasti.

Daniela e la sua famiglia hanno intrapreso un road trip meraviglioso in. Alaska. Il suo consiglio: " I prezzi in Alaska sono molto elevati, noi abbiamo dormito spesso in ostelli, campeggi, piccoli cottage. Quasi sempre con il bagno in comune. Una soluzione che spesso spaventa chi viaggia con bambini, ma noi non abbiamo mai avuto problemi."
Daniela e la sua famiglia hanno intrapreso un road trip meraviglioso in. Alaska. Il suo consiglio: ” I prezzi in Alaska sono molto elevati, noi abbiamo dormito spesso in ostelli, campeggi, piccoli cottage. Quasi sempre con il bagno in comune. Una soluzione che spesso spaventa chi viaggia con bambini, ma noi non abbiamo mai avuto problemi.”

Viaggiare on the road con i bambini in Alaska

L’Alaska per i bambini è comunque meravigliosa: natura selvaggia, animali e tante attività da fare all’aria aperta. Un viaggio come questo io lo consiglio a partire dai quattro o cinque anni, se non altro per avere la possibilità di intraprendere trekking ed escursioni in barca di una certa durata (imperdibile quella lungo il fiordo di Kenai).

Perchè viaggiare con i bambini on the road è un ottima scelta

I bambini hanno un ottima capacità di adattarsi in ogni situazione, e la loro grande curiosità li rende dei perfetti compagni di viaggio. Un esperienza on the road non farà altro che accrescere la loro voglia di esplorare e di sentirsi parte del mondo. Per coinvolgerli al meglio potresti inserire letture a tema prima di partire, e durante il viaggio cerca di inserire sempre un’attività divertente a cui possono dedicarsi, specifica per bambini. Lascia sempre delle mezze giornate libere, da dedicare ai parchi gioco, alla spiaggia, ad una passeggiata in relax. 

Un viaggio on the road con i bambini arricchisce tutti, anche se a volte può sembrare faticoso o imprevedibile. Ma senza dubbio rimane una delle esperienze di viaggio più belle da ricordare, fatta di stimoli continui e di meravigliose scoperte.

 

Dopo aver viaggiato on the road in Italia con i bambini, usciamo dai confini nazionali e andiamo alla scoperta di mete europee raggiungibili in auto con la famiglia. Ci spostiamo in Europa quindi, ma sempre con le Travel Blogger Italiane, che continuano a raccontarci le loro esperienze di viaggio con i bambini, rigorosamente on the road! 

Viaggiare on the road con i bambini in Europa

In Germania con Paola Bertoni

di PastaPizzaScones

L’estate 2020, tra un lockdown e l’altro, sono riuscita ad andare in Germania per incontrare degli amici che non vedevo da tempo. Quando ho deciso di partire in auto per un viaggio di circa 1800 chilometri con mio figlio quasi duenne la prima reazione di amici e parenti è stata di stupore. In realtà viaggiare da mamma single non è complicato come sembra, serve solo tanta organizzazione e flessibilità.

Esperienze di viaggio on the road con i bambini a confronto: il racconto di Paola Bertoni, mamma single che ha sperimentato il suo primo viaggio su strada in Germania.
L’esperienza di Paola: “Dopo qualche difficoltà iniziale sono tornata a essere una viaggiatrice minimalista anche con mio figlio e nel viaggio in Germania sono riuscita a far stare comodamente i nostri bagagli di dieci giorni tutti nel baule di una Volkswagen Up!”

Consiglio utile!

Prima di partire per un viaggio così lungo comunque abbiamo fatto parecchie gite di un giorno o con qualche notte fuori vicino a casa, per poter rientrare in caso di difficoltà. Abituando i bambini a viaggiare fin da piccoli sono loro che non vedono l’ora di salire in auto e partire per scoprire posti nuovi. Come genitori quello che possiamo fare è rendere il viaggio più comodo possibile per i nostri piccoli. Non significa però necessariamente riempire la macchina di giochi. In Germania per esempio abbiamo portato con noi solo una macchinina Lego Duplo, un rimorchio e tre mattoncini, e sono stati sufficienti per giocare in hotel per due settimane. C’erano talmente tante cose nuove da vedere che non c’è stata la necessità di fare gli stessi giochi di casa!

Approfitta del pisolino!

Durante il viaggio invece mio figlio aveva con sé un pupazzo a forma di auto. Tuttavia anche in questo caso non è stato molto utilizzato: quando non dormiva era molto interessato a guardare le altre vetture e i camion fuori dal finestrino. In Germania abbiamo costeggiato il Lago di Costanza prima di dirigerci a Monaco di Baviera quindi si sono susseguiti paesaggi sempre diversi e interessanti da vedere.

Per non farlo annoiare troppo mi sono sempre fermata regolarmente ogni due ore massimo per mangiare e giocare. Un buon consiglio è quello di viaggiare nell’orario del pisolino, specialmente se sei un genitore single. In questo caso puoi concentrarti sulla strada e fare anche tappe più lunghe. Il percorso più lungo che abbiamo coperto in un solo giorno è durato 8 ore, da Monaco di Baviera attraverso la Svizzera, per poi tornare dritti a Torino.

Non era programmato, ci era saltata una prenotazione a causa di un imprevisto e non avevo voglia di fermarmi in un posto che non mi interessava solo per spezzare il viaggio. Ero un po’ preoccupata, ma alla fine è andata benissimo nonostante avessimo trovato numerosi lavori in corso che ci avevano rallentato il viaggio!

A Capo Nord con Rossella

di FamigliaEsploraMondo

Il Nord Europa, una passione sfrenata per i paesaggi sconfinati, le lunghe strade deserte e le renne che docili attraversano la strada. Come affrontare un viaggio così lungo con due bambini di 7 e 4 anni?

La scelta del mezzo di trasporto

Diverse sono le motivazioni che ci hanno portato alla scelta di partire in camper dall’Italia. In primo luogo, il costo: il noleggio non è economico e occorrono diversi giorni per raggiungere la Scandinavia, ma la spesa in Italia costa decisamente meno: fondamentale riempire il gavone del camper con cibo sufficiente per tutto il viaggio!

Anche i campeggi sono molto più belli ed economici degli hotel. In camper, inoltre, si assapora la libertà, quel senso di potersi perdere lungo le strade infinite del Nord e fermarsi dove si vuole, senza rinunciare alla comodità. In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi, lo spazio è maggiore e loro non si sentono limitati nei movimenti. Anche fare la nanna non è un problema!

Rossella e la sua famiglia hanno ragggiunto Capo Nord partendo dall'Italia, viaggiando in Camper. Il suo consiglio: "In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi."
Rossella e la sua famiglia hanno raggiunto Capo Nord partendo dall’Italia, viaggiando in Camper. Il suo consiglio: “In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi.”

L’itinerario

Un viaggio a Capo Nord permette di toccare luoghi imperdibili con i bambini:

  • SANTA CLAUS VILLAGE, dove incontrare Babbo Natale e spedirsi una cartolina per Natale dall’Ufficio Postale. Qui si trova anche il Circolo Polare Artico.
  • SANTA PARK, un parco divertimenti con laboratori didattici per bambini, spettacoli a tema e la casa della Principessa dei Ghiacci
  • MUSEI SAMI, per conoscere la vita dei Lapponi
  • RANUA ZOO, dove si trovano animali endemici, tra cui dei bellissimi orsi polari
  • CAPO NORD, per osservare il sole di mezzanotte e fare birdwatching a Gjesvaer
  • TROMSO e il POLARIA, per ammirare le foche
  • ALTA, per passeggiare nella natura e scoprire le incisioni rupestri
  • ISOLE LOFOTEN per il whale watching e l’escursione al Trollfjord, il fiordo più piccolo della Norvegia, abitato dalle aquile di mare

Un viaggio che rifaremmo altre cento volte e che si è rivelato più facile del previsto.

Viaggiare on the road con i bambini in Europa. In Islanda con Carlotta

di PiccoleAvventureDiFamiglia

Se avete immaginato di concedervi un viaggio alla scoperta di un paese senza eguali, scegliendo l’Islanda come meta, avete fatto bene. Una volta acquistati i biglietti e scelto un numero di giorni – il mio suggerimento è quello di prevederne almeno 10! – occorre organizzare l’itinerario. Come fare quando si viaggia con bambini?

La parola d’ordine per un road trip di successo è anticipare! Per prima cosa sarà importante prevedere la locazione dell’auto, specialmente se decideste di andare in alta stagione la scelta in loco sarà minima e questo potrebbe rallentare il vostro viaggio, o, peggio ancora, modificarlo all’ultimo minuto. Assicuratevi quanto prima di affittare un’auto e di richiedere un seggiolino dopo aver acquistato i biglietti.

Le strade islandesi

L’Islanda ha il vantaggio di avere una statale, conosciuta come Ring, che ripercorre in modo circolare, l’intera isola. La maggior parte delle mete si trovano lungo il percorso: non resta che scegliere quali vedere, prenotando i pernottamenti nei centri abitati più grandi, questo vi permetterà di poter accedere a supermercati e ristoranti con maggiore facilità. Quando si viaggia con bambini è preferibile appoggiarsi per lo più ad appartamenti ed airbnb per poter cucinare un pasto caldo a loro gusto e risparmiare un po’ rispetto ai prezzi esorbitanti del carovita islandese.

Carlotta e la sua famiglia sono riusciti a fare uno splendido viaggio on the road in Islanda, senza intoppi. Il suo consiglio: "Durante il roadtrip occorre non dimenticare dei pranzi a sacco: non sempre lungo il percorso si troveranno punti ristoro. Meglio essere prudenti! Se optaste per delle notti in appartamento, non dimenticate qualche pacco di pasta, vi sarà utile!"
Carlotta e la sua famiglia sono riusciti a fare uno splendido viaggio on the road in Islanda, senza intoppi. Il suo consiglio: “Durante il roadtrip occorre non dimenticare dei pranzi a sacco: non sempre lungo il percorso si troveranno punti ristoro. Meglio essere prudenti! Se optaste per delle notti in appartamento, non dimenticate qualche pacco di pasta, vi sarà utile!”

Le mete naturalistiche si prestano tantissimo alle famiglie: i bambini adorano i geyser, le cascate, i porti e le escursioni in barca per vedere foche e balene nuotare libere nel loro habitat, come lo Jokulsarlon o Husavik. Da non perdere le soste nelle stazioni termali, dalla più celebre vasca del Blue Lagoon alla più spartana del lago Myvatn. Nelle grandi città, Reykjavik e Akureyri, non mancano musei e attrazioni destinate all’infanzia.

Nonostante i cambi frequenti di sistemazione, i bambini sopportano facilmente il viaggio, sempre pronti a scoprire cosa riserverà loro il giorno successivo! Questo road trip è particolarmente suggerito qualora voleste rigenerarvi in mezzo alla natura.

Sei pronto per esplorare l’Europa on the road con i bambini?

Grazie alle esperienze delle Travel Blogger Italiane in giro per l’Europa avrai senz’altro capito quanto sia entusiasmante e assolutamente liberatorio il viaggio on the road. Con questa tipologia di spostamento sarai sempre padrone del tuo spazio, non avrai orari da rispettare ne file da fare, tantomeno dovrai pesare i bagagli per poterli caricare in auto. Fatto sta che dovrai imparare a gestire gli spazi a disposizione, e a fare di ogni problema una risorsa. Un road trip ti insegna che devi innanzitutto fidarti di te stesso e di chi ti sta a fianco, e a seguire le tue sensazioni. Ti perderai con la tua famiglia in tramonti sempre diversi, in spiagge meravigliose e luoghi sorprendenti, in esperienze di vita che ricorderai e ricorderete per il resto della vita.

 

 

 

Il viaggio on the road da sempre affascina, attira, intriga. Il senso di libertà che si respira mettendosi alla guida di un’auto o di un camper, dedicandosi ad un viaggio itinerante e spesso senza tappe fisse programmate, non ha eguali. A prescindere dall’età dei viaggiatori la ritengo un’avventura da non precludersi, adatta a grandi e piccini. Tuttavia è innegabile che viaggiare in macchina possa essere faticoso per i più piccoli, ma abituare i bambini a viaggiare sin dalla più tenera età è un toccasana per loro stessi e per i genitori. Ti dimostro quanto sia bello, e più semplice del previsto, raccontandoti le esperienze di viaggio delle Travel Blogger Italiane. Prendi spunto e lasciati guidare da loro, alla scoperta dell’Italia on the road con i bambini.

Viaggiare on the road con i bambini in Italia

In Basilicata con Anna

di Posh Backpackers

Abbiamo sempre amato i viaggi on the road e la nascita del nostro bimbo non ci ha frenato. Anzi.. l’idea di muoverci in auto è sembrata davvero la scelta più adatta.

Abbiamo portato con noi un lettino da viaggio, comodo da utilizzare nelle strutture non munite di culla, l’ovetto del trio, da utilizzare per andare in giro col passeggino e come seggiolino auto.

Organizzare un road trip con i bambini è più semplice di quanto Si pensi. L'esperienza di Anna:"Indispensabile per il nostro viaggio anche il marsupio porta bebè, super comodo per visitare gli scavi archeologici, i centri storici e per l’escursione di trekking che avevamo in programma."
Organizzare un road trip con i bambini è più semplice di quanto si pensi. Il consiglio di Anna:”Indispensabile per il nostro viaggio anche il marsupio porta bebè, super comodo per visitare gli scavi archeologici, i centri storici e per l’escursione di trekking che avevamo in programma.”

Siamo partiti dalla nostra Puglia per raggiungere con un breve tragitto la città di Melfi, prima tappa del nostro on the road di 6 giorni in Basilicata dove abbiamo alloggiato per 2 notti. Di particolare rilievo il castello che ospita l’interessantissimo Museo Archeologico Nazionale. A breve distanza da Melfi abbiamo visitato Venosa, i suoi scavi, l’Incompiuta e Ripacandida.

La terza notte ci siamo fermati nei pressi dei laghi di Monticchio in un bell’agriturismo. Particolarmente interessante per chi viaggia con i bambini il Museo di storia naturale del Vulture ospitato dall’Abbazia di San Michele Arcangelo. Bello anche il giro del lago grande, fattibile a piedi con passeggino al seguito e la possibilità di escursioni in barca e di fare pic-nic.

Trascorriamo le ultime 2 notti a Pietrapertosa, un paese incastrato tra le montagne delle Dolomiti Lucane. Di qui decidiamo di seguire il percorso di trekking che unisce Pietrapertosa al vicino paese di Castelmezzano. L’utilizzo del marsupio porta bebè è indispensabile ed il percorso è molto bello anche se a tratti abbastanza impegnativo. Impieghiamo un’ora e mezza all’andata ed altrettanto al ritorno fermandoci naturalmente per una pausa a Castelmezzano. I bello del percorso è stato potersi fermare all’ombra per allattare e fare un piccolo pic-nic.

L’ultima giornata, dopo aver risolto un imprevisto con la gomma dell’auto, facciamo tappa a Campomaggiore Vecchio un paese abbandonato prima di rientrare a casa.

In Sardegna con Raffaella

di Raf around the world

Un on the road nel sud della Sardegna con un bimbo di cinque mesi è una di quelle esperienze che rimangono impresse per sempre nei ricordi di una famiglia. Per avere successo, questo tipo di viaggio, impegnativo ma davvero emozionante, richiede un’attenta organizzazione. Il percorso, le soste, le sistemazioni e le attività da fare non devono essere lasciate al caso, ma pianificate tenendo sempre ben presenti le necessità di un piccolo viaggiatore.

La prima parte dell’itinerario di questo viaggio parte da Cagliari, passa per Villasimius nell’estremo lembo sud-orientale dell’isola e arriva a Baunei tra il blu del mare e il verde del Supramonte.
Dopo un’irrinunciabile puntatina a Cala Gonone con la celebre Grotta del Bue Marino, il percorso si trasferisce dalla parte orientale della Sardegna alla sua costa occidentale. A partire dalle magiche Dune di Piscinas, si scende lungo il litorale fino a raggiungere due isole davvero uniche: l’Isola di Sant’Antioco e l’Isola di San Pietro con le sue tonnare. Prima di chiudere il cerchio e tornare a Cagliari, è altamente consigliata una sosta sulle bellissime spiagge che circondano Chia.

Per percorrere questo itinerario con un bimbo di pochi mesi è innanzitutto necessario scegliere bene il periodo: maggio e settembre sono i mesi più adatti. Inoltre, per rendere meno faticosa l’esperienza, il consiglio è di evitare di dormire ogni sera in un luogo diverso, molto meglio scegliere dei paesi da usare come base per le diverse escursioni giornaliere in cui fermarsi più notti.

Raffaella ha fatto un bellissimo road trip in Sardegna in famiglia. Il suo consiglio:"Nel bagaglio, immancabile un abbigliamento “a cipolla” per far fronte ai repentini cambi di temperatura e al vento, compagno di viaggio sempre presente."
Raffaella ha fatto un bellissimo road trip in Sardegna in famiglia. Il suo consiglio:”Nel bagaglio, immancabile un abbigliamento “a cipolla” per far fronte ai repentini cambi di temperatura e al vento, compagno di viaggio sempre presente.”

Per il piccolo della famiglia sarebbe buona norma attrezzarsi con diversi strumenti di trasporto. In questo viaggio passeggino e marsupio sono entrambi indispensabili: il primo per le lunghe camminate, il secondo per raggiungere le spiagge più remote e per le eventuali escursioni in barca.

In Sicilia con Paola

di Family in fuga

Qualche anno fa abbiamo fatto un bellissimo on the road in Sicilia con le nostre allora bimbe di 2 e 7 anni.
Partendo dal Veneto non ci siamo sentiti di fare tutto il viaggio in macchina, anche per i pochi giorni di ferie a disposizione, per cui abbiamo volato con Easyjet da Venezia a Palermo.

Arrivati a Palermo abbiamo ritirato l’auto a noleggio prenotata on line e ci siamo diretti a Castellamare del Golfo, dove abbiamo alloggiato presso un’abitazione privata, ed è stata una bella esperienza per l’accoglienza dei proprietari e dei vicini che ci salutavano come fossimo di casa.

Viaggiare on the road con i bambini è un'esperienza gratificante, che unisce la famiglia in un momento unico di condivisione. Il consiglio di Paola: "Nei nostri viaggi con le bambine abbiamo sempre cercato il compromesso tra la nostra voglia di visitare e l'attenzione al fatto che Andrea e Ambra stessero bene e si divertissero."
Viaggiare on the road con i bambini è un’esperienza gratificante, che unisce la famiglia in un momento unico di condivisione. Il consiglio di Paola: “Nei nostri viaggi con le bambine abbiamo sempre cercato il compromesso tra la nostra voglia di visitare e l’attenzione al fatto che Andrea e Ambra stessero bene e si divertissero.”

A Palermo abbiamo noleggiato un’ape per vedere la città da un punto di vista diverso ed è stata un’esperienza divertente per tutti e 4, e visto il caldo di agosto, anche un po’ meno pesante da girare.
A Monreale non può mancare la visita del Duomo, con i suoi interni in mosaico bizantino.

La costa e il mare non hanno bisogno della mia recensione, ma quello che mi è rimasto impresso sono gli scorci della tonnara di Scopello e le sfumature del mare di San Vito lo Capo, colori al pari del Mar dei Caraibi. Super consigliata, poi, la visita al Borgo di Erice, davvero incantevole. Qui ricordo di aver mangiato il mio primo cannolo, che come si sa, non si scorda mai e, infine, la visita del tempio di Segesta.

E’ stato un viaggio davvero bello

con tanti posti incredibili da scoprire, ricco di paesaggi, storia, cultura. Un viaggio nella bontà della cucina siciliana e dell’ospitalità della sua gente. Un viaggio semplice anche con bambini a seguito. Basta tenere dei ritmi che non li stanchino eccessivamente e comprendere qualche attività particolare per loro, o lasciare qualche giorno per il relax in spiaggia, momenti che i bimbi apprezzano sempre.

Sei pronto per il tuo primo viaggio on the road con i bambini in Italia?

Durante un viaggio on the road i bambini sono con te 24 ore su 24. Ti capiterà di spazientirti, o di non riuscire a gestire i capricci. Ma fa parte del gioco. Niente panico però. Affronta tutto con calma e con il sorriso. I bambini hanno bisogno di tempo per adattarsi a nuove situazioni. Se non sono abituati sin da piccoli a viaggiare in macchina poi, non puoi pretendere miracoli. Cerca di coinvolgerli il più possibile nell’esperienza, proprio come hanno fatto le Travel Blogger Italiane nei loro viaggi. Partendo da piccoli spostamenti in Italia, riuscirai poi a spostarti anche in Europa, sempre on the road, alla scoperta di luoghi meravigliosi con la tua famiglia. 

 

 

A meno che tu non sia della Pennsylvania, probabilmente non hai mai sentito parlare delle Irish Potatoes Candy. Anche io le ho scoperte da poco, e pensavo inizialmente che fossero bocconcini a base di patate. Nulla di più sbagliato! Anche se nella forma possono somigliare a piccole patate dolci, sono invece deliziosi bon bon di crema al formaggio, cocco e zucchero a velo, rotolati nella polvere di cannella. Vengono preparate durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, festa di origine irlandese che cade il 17 marzo, ma di irlandese hanno ben poco, come ben poco hanno delle patate. 

La festa di San patrizio è molto sentita, non solo in Irlanda, ma anche nel resto del mondo. Soprattutto in alcuni stati d'America, i festeggiamenti Si protraggono per circa una settimana. La festa di San Patrizio è molto sentita, non solo in Irlanda, ma anche nel resto del mondo. Soprattutto in alcuni stati d’America, i festeggiamenti si protraggono per circa una settimana.

Le Irish Potatoes Candy

Le Irish potatoes candy sono dei golosi bocconcini di formaggio Philadelphia, prodotto tipico della città da cui prende il nome, amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Una volta creato l’impasto, si formano con le mani delle palline che vanno rotolate nella polvere di cannella. Quest’ultimo passaggio rende i bocconcini molto simili a piccole patate. 

Curiosità

Pare che le Irish potatoes candy siano state create a Filadelfia alla fine del 1800, proprio in occasione delle celebrazioni di San Patrizio. Nonostante la forte presenza nel territorio di immigrati irlandesi, non c’è comunque prova che siano state inventate o importate da un irlandese. Ma è certo che sono un’invenzione puramente americana.

Prepara le caramelle di patate irlandesi con i bambini

Preparare questi deliziosi bocconcini è davvero un gioco da ..bambini! Infatti basta semplicemente amalgamare tutti gli ingredienti della ricetta e montarli in una soffice crema. Bisogna poi formare delle piccole polpettine, e rotolarle nella polvere di cannella. I bambini si divertiranno un mondo a creare queste succulente “caramelle”!

Durante i festeggiamenti per San patrizio è uso decorare anche casa, con oggetti di colore verde e trifogli.
Durante i festeggiamenti per San patrizio è uso decorare anche casa, con oggetti di colore verde e trifogli.

 

La ricetta delle Irish potatoes candy

Ingredienti

  • 60 grammi di burro
  • 225 grammi di formaggio spalmabile Philadelphia
  • 450 grammi di zucchero a velo
  • 110 grammi di farina di cocco

Preparazione

In una ciotola capiente unire il burro morbido e la crema al formaggio Philadelphia, aggiungendo piano piano lo zucchero a velo. Mescola bene fino a formare un composto omogeneo poi aggiungi la farina di cocco. Facendoti quindi aiutare dai bambini, forma delle palline. Spargi la polvere di cannella in un piatto fondo e facci rotolare su le polpettine, fino a ricoprirle totalmente. 

Puoi preparare le Irish potatoes candy insieme ai bambini, non solo per festeggiare San Patrizio, ma anche per la merenda di tutti i giorni. Si conservano benissimo in frigo. Puoi preparare le Irish potatoes candy insieme ai bambini, non solo per festeggiare San Patrizio, ma anche per la merenda di tutti i giorni. Si conservano benissimo in frigo.

Lascia riposare le Irish candy su una teglia per un’oretta. Tienile in frigo fino a quando non dovrai servirle. Questi bocconcini inoltre, si conservano in frigorifero per più giorni, e vista la facilità di esecuzione, puoi prepararli anche per le gite fuori porta o per i pic nic di primavera, e non solo durante i festeggiamenti di San Patrizio.

 

 

Dall’Irlanda al mondo intero, la festa di San Patrizio ha fatto il giro del mondo portando con sé l’entusiasmo disarmante del popolo nord europeo. Tradizioni intrise di leggende celtiche e celebrazioni folkloristiche si tingono di verde e avvolgono diversi angolo del globo in un atmosfera decisamente coinvolgente. Una festa che in Italia è poco sentita, ma che nel resto del mondo è festeggiata in maniera totalizzante, non lasciando nulla al caso, ma soprattutto sfoggiando in ogni modo possibile il colore verde e il trifoglio, simbolo del Paddy’s Day.

Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.
Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.

San Patrizio nel mondo, storie e leggende

Il Saint Patrick Day, chiamato più semplicemente Paddy’s Day, è una festa di origine cristiana, che viene celebrata il 17 marzo. In questa giornata viene commemorato l’arrivo del cristianesimo in Irlanda, nel 400 d.C., ad opera di un vescovo missionario, Patrizio. E’ una festa nazionale talmente entusiasmante che viene celebrata anche in altri luoghi del mondo, in particolar modo nelle nazioni dove in passato vi è stata una cospicua immigrazione di persone irlandesi. L’allegria che trasmette questa celebrazione ha fatto si che venisse abbracciata anche da popoli di diverse origini, e quindi già a partire dalla settimana che precede il 17 marzo, in diverse nazioni, trionfano outfit verdi, musiche folkloristiche, decorazioni tematiche e soprattutto… fiumi di birra! 

La festa di San Patrizio nel mondo

Dublino si tinge di verde

Ovviamente nella capitale irlandese i festeggiamenti per il santo patrono superano ogni aspettativa. Tutto si tinge di verde ed è un costante tripudio di calze, parrucche, gioielli carichi di trifogli, simboli della festività e portatori di fortuna. La città si riempie di luminarie, e l’evento si protrae dalla settimana antecedente al 17 marzo. Dublino diventa per l’occasione un enorme palco a cielo aperto dove artisti di strada e gruppi musicali improvvisano coinvolgenti esibizioni, creando momenti di aggregazione e condivisione davvero divertenti. Durante i festeggiamenti di San Patrizio Dublino è un concentrato di energia e di adrenalina. Tra parate tematiche, spettacolari fuochi d’artificio, musica local e fiumi di Guinnes è impossibile non essere trascinati in questo verde vortice di allegria. 

Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.
Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.

San Patrizio nel mondo

Al di fuori dell’Irlanda sono molte le nazioni e le città che si animano per la festa di San Patrizio, soprattutto i luoghi in cui è forte la componente irlandese. San Patrizio ad esempio è anche patrono della città di Boston, e nella bandiera di Montreal, città del Canada, è rappresentato un trifoglio, a testimoniare la forte presenza della popolazione irlandese nel territorio.

Ormai è possibile partecipare alle celebrazioni di Saint Patrick in quasi tutto il mondo, e la costanti sono sempre le stesse: verde, trifoglio e birra! Ogni decorazione e ogni outfit contiene almeno uno dei tre elementi, ma soprattutto è usanza indossare il trifoglio, che sia stampato su una t-shirt o sotto forma di collane. Secondo la tradizione infatti, l’uso del trifoglio come simbolo della festa deriva dal mistero della santissima trinità, spiegato agli Irlandesi dal vescovo Patrizio, proprio tramite questa pianta a tre foglie.

Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell'omonima città, vengono tinte di verde.
Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell’omonima città, vengono tinte di verde.

Come si svolgono i festeggiamenti del Paddy’s day

Una volta indossato qualcosa di verde è ora di buttarsi nella mischia e omaggiare il patrono irlandese come tradizione vuole. In ogni località in cui viene celebrata questa festa si seguono veri e propri rituali.

Le parate

Le parate sono gli eventi più seguiti e più coinvolgenti della festa di San Patrizio. Migliaia di persone si ritrovano nelle principali piazze in cui si festeggia il santo per assistere a queste colorate sfilate di carri allegorici, con esibizioni itineranti di artisti, ballerini, musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Uno spettacolo unico, che coinvolge grandi e piccini a suon di musica e colori. Un modo per celebrare San Patrizio facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.
Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.

I Crawls

Letteralmente i crawls sono i giri dei pub durante i festeggiamenti di San Patrizio, in Irlanda e nel mondo. Una tradizione antichissima, da mettere in pratica indossando qualcosa di verde e trifogli in quantità, che siano disegnati su buffi cappelli o su stravaganti gioielli. Si gironzola tra i pub delle città bevendo birra alla spina, a volte tinta anche di verde per l’occasione. Ma per entrare nella vera atmosfera Irish, tra una bionda e una rossa, puoi anche assaggiare il buon whiskey irlandese, non tralasciando i cocktails appositamente creati per questo evento. Primo fra tutti, l‘Emerald Isle, a base di pinot grigio e cetriolo! Per i più golosi invece c’è l’alternativa dolce: lo Shamrocker. Un cocktail a base di whiskey e gelato alla vaniglia, al quale viene aggiunta essenza di menta per renderlo verde. 

La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l'effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.
La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l’effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.

Cosa si mangia a San Patrizio

Il verde e la birra sono i protagonisti anche dei piatti tipici di San Patrizio. Lo spezzatino alla Guinnes è una della specialità caratteristiche di questa festa, e la ricetta tradizionale vuole che la carne di agnello sia cotta lentamente in un soffritto di cipolla, con aggiunta di patate, carote , spezie e birra stout, dal sapore robusto e deciso. Lo spezzatino viene accompagnato dal soda bread, un pane preparato con farina integrale e fatto lievitare con il bicarbonato di sodio. Altro protagonista della tavola di San Patrizio è il Colcannon, uno squisito contorno composto da purea di patate e cavolo verza, da servire caldissimo. Viene impiattato infatti ricreando un vulcano, e nel cratere vengono inseriti pezzi di burro, che si sciolgono all’interno del piatto fondendosi con gli altri ingredienti. 

I dolci della festa

Anche i dolci sono davvero pazzeschi e richiamano lo stile irish dei festeggiamenti. La torta più famosa rimane la Guinnes cake, fatta con cioccolato e birra stout, e ricoperta di irresistibile glassa al burro. Assolutamente invitanti sono anche le Irish Potatoes candy, che di patate non hanno nulla, se non il nome. Sono dei piccoli bocconcini di crema al formaggio, zucchero a velo e farina di cocco, spolverati di cannella, tipici della città di Philadelphia. Deliziosi ed incredibilmente facili da preparare. 

Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.
Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.

San Patrizio in Italia

Anche in Italia si omaggia San Patrizio con fiumi di Guinness. Molti sono infatti i pub irlandesi presenti sul nostro territorio che organizzano serate a tema, proponendo persino i piatti tipici di Dublino. Inoltre la sera del 17 marzo, in molte città d’Italia, vengono illuminati di verde alcuni monumenti, tra i più famosi della nazione, come il Colosseo, la Torre del Moro e il Pozzo di San Patrizio a Orvieto.

 

Incorniciata dai Monti Ausoni e vicina al Parco Naturale dei Monti Aurunci, la città di Fondi è una tappa perfetta per chi si trova in vacanza sulle coste laziali. Meta imperdibile per chi, viaggiando on the road nella Riviera di Ulisse, abbia necessita di passeggiare in angoli ricchi di storia o di ricaricarsi immergendosi nel verde della macchia mediterranea. Se viaggi con i bambini poi, ti consiglio di fermarti alla Tenuta di Davide, una delle più carine fattorie didattiche del Lazio. Qui puoi sgranchire le gambe tra playgrounds immersi negli uliveti, o facendo mangiare gli animali della tenuta.

La Tenuta di Davide. Fattorie didattiche nel Lazio. Se cerchi una fattoria didattica dove fare attività all’aria aperta con i bambini, visita la Tenuta di Davide, a Fondi.

La Tenuta di Davide. Fattorie didattiche nel Lazio

La Tenuta di Davide si trova a Fondi, immersa nella folta macchia mediterranea della zona. Tra uliveti centenari, aranceti e bellissimi alberi di melograno è possibile ritrovare il contatto con la natura e per far divertire i bambini all’aria aperta. Nella fattoria è possibile regalarsi momenti piacevoli con la famiglia e con gli amici, poltrendo al sole su una delle panchine artigianali sparse nei giardini o pranzando nelle aree pic nic. Inoltre puoi far divertire i bambini sui numerosi giochi a disposizione dei clienti, oppure organizzare con loro una partita a calcetto nell’enorme prato dotato di due porte professionali. Ma la Tenuta offre ai visitatori anche un percorso didattico tra gli animali della fattoria.

La Tenuta di Davide. Fattorie didattiche nel Lazio. Alla Fattoria di Davide è possibile passeggiare nel verde, tra uliveti e melograni, ricaricando le energie.

Un pò di storia della Tenuta di Davide

La Tenuta di Davide trova radici su un piccolo terreno, lasciato in eredita a Shana e al suo papà dai nonni. Ma ha un significato molto più profondo, legato alla famiglia Parisella che ormai da anni ha investito anima e corpo in questa terra. E’ intitolata infatti a Davide, figlio del proprietario, scomparso improvvisamente dopo un tragico incidente. La sua volontà era sempre stata quella di creare un agriturismo tutto suo, ma la cattiva sorte ha stroncato la sua vita e il suo più grande sogno. Sogno che invece sono riusciti a coronare i suoi familiari, non con poco lavoro, creando nel 2018 un azienda agricola, tra le più carine fattorie didattiche del Lazio, e dedicandola a Davide. 

I prodotti della Tenuta di Davide

L’agri-fattoria è immersa nel verde, e vanta numerosi alberi di ulivo, sparsi nel terreno come a decorarne ogni angolo. Dalle olive che generosamente crescono su questi alberi viene prodotto un corposo olio, che trovi in vendita in tenuta. I proprietari si occupano anche di curare gli orti, in cui stagionalmente crescono frutta e verdura del territorio, come arance e lattuga. Meravigliosi sono i melograni, che in autunno regalano deliziose sfumature di rosso. I frutti poi, sono vere e proprie fonti di benessere, grazie alle loro preziose proprietà organolettiche. 

La Tenuta di Davide. Fattorie didattiche nel Lazio. Cosa c’è di meglio che passare una giornata all’aria aperta con i bambini? Alla Tenuta di Davide ogni angolo è pensato anche e soprattutto per loro.

Gli animali della fattoria didattica

Dopo aver passeggiato tra gli ulivi, e ammirato il piccolo museo degli antichi strumenti di lavoro, è ora di andare a trovare gli animali della fattoria. Caprette, pecore e maialini nani si fanno subito notare, e ti vengono incontro in cerca di carezze e carote da mangiare. I pony e i cavalli invece ti salutano tra ciuffi di fieno, mostrando coda e criniera. Ma in fattoria trovi anche mucche, conigli, ochette e paperelle, cani e gatti in quantità in cerca di coccole e visibilità. E ancora cigni, pecore, pavoni reali e tartarughe. Un vero paradiso per i bambini che amano la natura. 

 

Attività della fattoria

La fattoria ospita scuole e/o gruppi, ai quali dedica laboratori personalizzati. E’ possibile scegliere se seminare ortaggi, fare il formaggio, raccogliere le arance o partecipare alla vendemmia. Ma anche mettere le mani in pasta sfornando biscotti o pizza croccante. Tra l’altro è anche il luogo ideale per organizzare letture all’aria aperta, dopo ovviamente aver fatto visita agli animali della fattoria. In tenuta poi non mancano di certo le aree gioco, e i bambini hanno a disposizione altalene, scivoli, casette di legno sulle quali arrampicarsi e tanto spazio per rincorrersi…

Gazebo e barbecue

Per passare una piacevole giornata all’aria aperta ti consiglio di organizzarti per un pranzo in loco, affittando una delle tante aree barbecue della fattoria. Ci sono diversi gazebo in cui poter pranzare godendo del silenzio circostante e dell’aria pulita, in un atmosfera familiare e accogliente. Inoltre puoi approfittare del servizio ristorazione, oppure organizzare eventi speciali nel bellissimo parco naturale. 

La Tenuta di Davide. Fattorie didattiche nel Lazio. Ogni angolo della Tenuta è attrezzato per permetterti di passare momenti di piacevole relax.

Contatti

Trovi la Tenuta di Davide a Fondi, in provincia di Latina, in Via Capocroce 93. 

Per tutte le informazioni riguardanti i prezzi, gli eventi e le attività dell’agri-fattoria puoi contattare Shana Parisella al numero 393 3186038

 

 

Bretagna, terra di corsari, di spiagge battute dal vento sferzante dell’Atlantico, di fari maestosi e soprattutto di ottime specialità gastronomiche. Nota come Finistere, “fine della terra”, la Bretagna è un territorio da visitare assolutamente durante un road trip sulle coste della Francia. Una regione ricca di fascino e mistero, come testimoniano i numerosi siti di menhir, opera forse del popolo celtico. Ma anche una zona da “gustare”, per via delle sue tradizioni culinarie caratterizzate da piatti di terra e di mare dal sapore inconfondibile. Andiamo quindi a scoprire insieme cosa mangiare in Bretagna, in un viaggio tra i prodotti della gastronomia locale.

 

Cosa mangiare in Bretagna

I prodotti del mare

I plateaux des fruit del mer

Come già accennato la Bretagna francese vanta tradizioni antichissime, molte addirittura risalenti al periodo celtico. La pesca è tuttora una delle principali risorse economiche del territorio e nei ristoranti della costa è possibile trovare davvero pesce freschissimo e frutti di mare dal sapore tipico dell’oceano. Se decidi di onorare la tavola bretone devi assolutamente provare un Plateaux des fruit de mer, un delizioso piatto di crostacei e frutti di mare.

Le Huitres

In tutti i ristoranti dei borghi marinari, soprattutto in quelli che si affacciano direttamente sui porti o sugli allevamenti, puoi degustare freschissime huitre, le ostriche francesi. Ve ne sono di diverse tipologie e tutte con caratteristiche e sapori diversi. Le ostriche Belon ad esempio, più piccole e compatte, hanno un gusto leggermente dolciastro, mentre le ostriche degli allevamenti di Cancale hanno un profumo estasiante ed un gusto deciso. Spesso sono vendute come street food, in piccole bancarelle poste dinanzi gli allevamenti, aperte all’istante e servite alla buona in piatti di plastica o tovaglioli di carta.

Cosa mangiare in Bretagna francese Le ostriche della costa bretone hanno un gusto deciso, e un profumo meraviglioso. Vengono allevate nella baia di Saint Malò, precisamente a Cancale, piccolo borgo marinaro.

Le coquille Saint Jacques

Le coquille Saint Jacques sono la vera specialità della zona e le troverai nel menù di ogni ristorante o bistrot. Sono capesante, ma pescate nell’oceano hanno un sapore più rotondo rispetto a quelle allevate nel Mediterraneo e spesso le trovi bollite e servite in insalate, accompagnate da salse a base di yogurt o burro. Anche la versione gratinata è speciale e gustosa, soprattutto se accompagnata da una fetta di baguette croccante.

Cosa mangiare in Bretagna francese Le coquille Saint Jacques, le capesante francesi, vengono preparate per lo più bollite o stufate, e servite assieme ad intingoli a base di burro e spezie.

Cosa mangiare in Bretagna. Gli assiette de coquillage

Letteralmente tradotto in “vassoio di conchiglie”, l‘assiette breton prevede una grande selezione di prodotti marini, di ogni misura e sapore. Capesante, lumache di mare, crostacei, ostriche, granseole e gamberi sono serviti in grandi spelunche ghiacciate, su letti di alghe profumate e accompagnati solamente da ottimo burro e pane croccante. 

Le moules marinieres o frites

Una vasta sezione dei menù bretoni è dedicata alle cozze, preparate in ogni modo possibile. Con il pomodoro, gratinate, addirittura cotte nella panna, le cozze francesi sono assolutamente da assaggiare. Le mie preferite rimangono le moules a la marinieres, ossia un sautè delizioso di cozze saltate con scalogno, sfumate con vin bianco e fatte stufare nel burro. Sono servite nella tipica pentola bretone che prevede un grande coperchio in cui buttare i gusci. Deliziose anche le moules frites, cozze sfumate con vino e servite con tantissime patatine fritte. 

Le moules marinieres sono tra le cose da assaggiare assolutamente in Bretagna. Prodotto tipico della costa francese, le cozze vengono preparate in tutti i modi possibili. Le moules marinieres sono tra le cose da assaggiare assolutamente in Bretagna. Prodotto tipico della costa francese, le cozze vengono preparate in tutti i modi possibili.

Cosa mangiare in Bretagna

Le carni

L’agneau de pres salè

Gli allevamenti di carne in Bretagna seguono metodologie ben precise e gli animali sono lasciati liberi al pascolo. Questo fa si che le carni prendano un gusto particolare, sapido e gustoso. Famosi sono infatti gli agneau de pres salè, gli agnelli di pascolo salato, che mangiano l’erba salmastra della baia di Mont Saint Michel. La carne viene cucinate in tanti modi diversi, soprattutto in pierrade, ossia su pietre bollenti.

Cosa mangiare in Bretagna francese Il particolare sapore delle carni bretoni sta nel fatto che gli animali vengono allevati all’aria aperta, e cresciuti nei pascoli salmastri, come quelli della baia di Mont Saint Michel.

Il Kig Ha Farz

Simbolo assoluto della cucina bretone il Kig ha Farz è un piatto che prevede un mix di carni bollite per più di tre ore assieme a verdure e semolino bianco e nero. La particolarità di questa portata sta nel fatto che l’insieme di ingredienti viene cotto in una “manica” di tessuto e servito poi con una speciale salsa a base di burro e di ciccioli di maiale, chiamata lipic. La tradizione vuole che, dopo aver mangiato il Kig Ha Farz, si debba fare un pisolino di un paio d’ore!

Rillette e Andouille

Un altro piatto bretone da assaggiare è l’ Andouille, una salsiccia preparata con budella di maiale e affumicata nel legno di faggio, da assaggiare sia fredda che calda su fette di baguette tostate, spalmate con abbondante burro salato. Anche la Rilette va spalmata su pane e burro, ma la sua consistenza è lievemente diversa. E’ infatti facilmente spalmabile e può essere sia a base di carne, di maiale, pollo o oca, che a base di pesce, di solito salmone. Si trova anche in terrine da portare via come souvenir. 

Le crepes e le gallette

Dolce simbolo della Bretagna sono le crepes e le gallette. Spesso viene fatta confusione tra le due portate oppure si pensa erroneamente che siano la stessa cosa. Nulla di più sbagliato. Le crepes sono preparate in maniera semplice, con farina di frumento e farcite con creme e marmellate. La mia variante preferita rimane invece la crepe au sucre, una crepes calda cosparsa solo di croccante zucchero di canna. Le gallette invece sono preparate con grano saraceno, più corposo, e vengono preparate e farcite esclusivamente con prodotti salati.

Cosa mangiare in Bretagna francese Tra i dolci da mangiare in Bretagna consiglio vivamente le famose crepes. Semplici e genuine, farcite con creme deliziose o marmellate di frutta, sono uno dei dolci tipici della zona.

Cosa mangiare in Bretagna. Le bon bon au burre

Da comprare a quintali e da mangiare passeggiando nei borghi più belli della Bretagna, le bon bon au burre sono caramelle preparate con burro salato, spesso con aggiunta di noci, nocciole o mandorle tritate finemente. Sono tra le cosa da mangiare assolutamente in Bretagna e sono davvero gustose. Una volta assaggiate non si può più fare a meno di averle a portata di borsa! 

Il Far Breton

Il burro viene usati in quasi tutte le preparazioni bretoni e lo si trova anche in uno dei prodotti più caratteristici della regione: il Far Breton. E’ un delizioso dessert preparato con latte, uova, zucchero, farina e….burro in quantità! Spesso si trovano varianti con prugne e/o con uvetta, ed è consigliabile accompagnarlo con un bel bicchiere di Calvados!

Le Palets Breton

Burrosi quanto basta anche i famosi biscotti della Bretagna, preparati ancora secondo la ricetta tradizionale. Le Palets Breton sono preparate sia con burro normale che con burro salato. Dorate e spesse, sono particolarmente adatte per accompagnare un caffè o da mangiare a merenda. Si trovano in confezioni coloratissime e sono un ottima idea regalo.

Insomma vale la pena provare i prodotti tipici della Bretagna, per immergersi pienamente nelle tradizioni locali, fatte di cose semplici e genuine. Tradizioni culinarie che vengono portate avanti da millenni e che, nonostante il progresso, rimangono fedeli alla loro terra e agli usi e costumi locali. 

 

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