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Agosto 2023

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Benvenuto ad Arromanches, la meravigliosa cittadina francese che rappresenta una tappa imperdibile per i viaggiatori alla ricerca di una combinazione perfetta tra storia, paesaggi incantevoli e cultura locale. Situata sulla costa nord-ovest della Francia, Arromanches è famosa per essere stata uno dei principali luoghi dello sbarco in Normandia durante la Seconda Guerra Mondiale. Con un mix affascinante di architettura tradizionale e moderna, Arromanches delizia i visitatori con le sue incantevoli stradine lastricate, i negozi caratteristici e i numerosi ristoranti che offrono delizie culinarie locali.

Arromanches, cosa vedere

Situata nella regione della Normandia, Arromanches è una piccola cittadina che attira visitatori da tutto il mondo grazie alla sua storia e alla sua bellezza unica. Fondata nel X secolo, Arromanches è stata teatro di eventi di grande importanza durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare durante gli sbarchi in Normandia del 1944. Oggi, la città è diventata un luogo di memoria e un’attrazione turistica, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella storia e di godere di panorami mozzafiato.

Passeggia sulle spiaggie di Arromanches

Passeggiando lungo le spiagge di sabbia dorata, non si può fare a meno di rimanere colpiti dalla vista panoramica sulla Baia di Senna e dai resti del porto artificiale, Port Mulberry, un sistema di chiuse e moli galleggianti costruito dagli Alleati per facilitare lo sbarco delle truppe e delle attrezzature belliche. Immersi nella storia di Arromanches, i turisti possono esplorare il Museo dello Sbarco di Normandia, che offre una dettagliata esposizione delle operazioni militari del D-Day, nonché un’ampia gamma di reperti e testimonianze delle truppe che hanno combattuto qui. Arromanches è un vero gioiello della Francia, che combina una storia significativa con una bellezza naturale mozzafiato.

Una visita ad Arromanches non sarebbe completa senza esplorare le famose spiagge dello Sbarco. Le spiagge di Omaha, Utah, Gold, Juno e Sword sono state teatro degli sbarchi in Normandia e sono state conservate come memoriale del coraggio e del sacrificio delle truppe alleate. Ogni spiaggia offre una storia unica e offre ai visitatori la possibilità di immergersi nell’atmosfera dei giorni dello sbarco. Passeggiare lungo queste spiagge storiche è un’esperienza commovente e toccante, che permette di riflettere sulle immense sfide affrontate dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Arromanches. Le spiagge dello sbarco in Normandia.

Questo porto artificiale è stato utilizzato per lo sbarco degli alleati, circa 2 milioni e mezzo di soldati e 500.000 veicoli. E’ una delle opere più straordinarie che compiute durante il secondo conflitto mondiale.

Conosci la storia di Arromanches?

Arromanches è stato un importante punto di approdo durante le operazioni militari del secondo conflitto mondiale. Sui suoi arenili hanno costruito il famoso porto artificiale conosciuto come Port Mulberry, fondamentale per gestire le operazioni di sbarco sulla costa francese degli Alleati. Lo sbarco in Normandia è passato alla storia come una delle più sanguinose azioni militari d’Europa. Allo stesso tempo però questa invasione, avvenuta via mare, ha portato alla liberazione del continente dalla supremazia nazista. L’azione militare ha dunque decretato la fine della Seconda Guerra Mondiale. Protagonista assoluto di questa missione di liberazione è stato appunto Port Mulberry, senza l’aiuto del quale forse l’Europa sarebbe capitolata sotto il regima nazista di Hitler.Arromanches. le spiagge dello sbarco in normandia

Curiosità

E’ stato il primo ministro britannico, Whiston Churchill, a far costruire sul Tamigi due porti prefabbricati. Una volta pronti i due porti furono trasportati e montati nella baia di Arromanches. Dopo di che vennero ancorati a 146 cassoni di cemento precedentemente calati in mare a formare così un frangiflutti semicircolare.

Cosa fare in un giorno ad Arromanches

Arromanches offre una varietà di attrazioni che catturano l’interesse dei visitatori. Una delle principali attrazioni è il Museo dello Sbarco in Normandia, che racconta in modo dettagliato le operazioni militari e l’importanza strategica degli sbarchi in Normandia. Il museo ospita una vasta collezione di reperti, uniformi, veicoli e attrezzature utilizzate durante la guerra. Le audio-guide multilingue sono disponibili per guidare i visitatori attraverso le diverse sezioni del museo, offrendo informazioni approfondite sulla storia della Seconda Guerra Mondiale.

Oltre al museo, Arromanches vanta anche una serie di siti storici che meritano una visita. La Batteria di Longues-sur-Mer, situata nelle vicinanze, è una delle poche batterie di cannoni costiere tedesche ancora intatte in Normandia. Questa batteria è composta da quattro bunker di cemento armato che ospitavano i cannoni da 155 mm utilizzati per difendere la costa contro gli sbarchi alleati. La visita alla Batteria di Longues-sur-Mer offre una prospettiva unica sulla potenza di fuoco tedesca e sulle difficoltà affrontate dagli Alleati durante gli sbarchi in Normandia

Entra in Arromanches 360°

Oltre al Museo dello Sbarco, Arromanches ospita anche altre esposizioni che approfondiscono la storia degli sbarchi in Normandia. Il Cinema Arromanches 360° ad esempio è un’esperienza immersiva che utilizza un grande schermo circolare per proiettare filmati d’archivio originali dei giorni dello sbarco. Questo cinema offre una visione coinvolgente di ciò che è stato vivere e combattere durante la Seconda Guerra Mondiale.

Arromanches, cosa vedere. Attività che puoi fare all’aperto

Arromanches offre anche numerose attività all’aperto per coloro che desiderano godersi la natura e l’aria fresca. Le scogliere di Arromanches offrono splendide passeggiate panoramiche, con viste mozzafiato sulla baia e sui resti del porto artificiale. È possibile seguire i sentieri escursionistici lungo le scogliere e scoprire angoli nascosti di bellezza naturale. Arromanches è anche un punto di partenza ideale per escursioni in bicicletta lungo la costa, consentendo ai visitatori di esplorare le spiagge circostanti e i paesaggi rurali della Normandia.

Le spiagge del D-Day ad Arromanches, Normandia on the road
E’ difficile rimanere indifferenti dinanzi alle rovine del porto artificiale del D-Day, e ogni granello di sabbia sembra implorare silenzio e rispetto.

Cosa mangiare ad Arromanches?

La gastronomia locale è una parte essenziale dell’esperienza di viaggio ad Arromanches. I ristoranti della città offrono una varietà di piatti tradizionali, che spaziano dai frutti di mare freschi alle specialità locali a base di carne. I piatti tipici includono il famoso “Calvados”, un brandy di mele prodotto nella regione della Normandia, e il “Camembert”, un formaggio morbido dal sapore ricco. I ristoranti di Arromanches offrono anche una vasta selezione di vini locali, che si abbinano perfettamente ai piatti tradizionali. Assaporare la cucina locale è un modo per immergersi completamente nella cultura e nelle tradizioni della regione.

Consigli utili alla visita

Prima di visitare Arromanches, è consigliabile fare qualche ricerca sulla storia della Seconda Guerra Mondiale e sugli sbarchi in Normandia. Questo ti aiuterà a comprendere meglio l’importanza dei luoghi che andrai a visitare e ad apprezzarne la rilevanza storica. È anche consigliabile pianificare la visita durante un periodo meno affollato. In questo modo puoi godere appieno delle attrazioni senza dover affrontare lunghe code o affollamenti. La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per visitare Arromanches. 

Perchè visitare Arromanches

Arromanches è una destinazione che affascina e commuove i visitatori con la sua storia significativa e i suoi panorami mozzafiato. Essere immersi nella storia di Arromanches, esplorare le sue attrazioni, assaporare la sua cucina e godersi la bellezza naturale della regione sono esperienze che rimarranno nel cuore e nella mente di ogni viaggiatore. La città è un testamento dell’eroismo e del coraggio delle truppe alleate durante gli sbarchi in Normandia e merita sicuramente una visita, soprattutto per coloro che desiderano conoscere e onorare la storia di questo periodo cruciale del XX secolo.

Internet è come la cioccolata è un libro che parla di viaggi. Si, di viaggi. Perché anche se non ci si sposta fisicamente, in internet si viaggia eccome. Perennemente connessi e dipendenti da uno smartphone, anche su internet facciamo esperienze, collezioniamo immagini di luoghi, ascoltiamo e leggiamo storie, ci confrontiamo con culture differenti dalle nostre e parliamo altre lingue per farci capire.

Internet è come la cioccolata

Internet è sicuramente più accessibile ed economico di un viaggio in aereo, di una meta esotica. Ma come il viaggio, crea dipendenza. Dà una sensazione immediata di benessere, che si tende a voler prolungare il più possibile. Usiamo internet per qualsiasi scelta che occorre fare giornalmente.

-Devo stendere i panni. Pioverà? Vediamo sul meteo.it.

-Andiamo a pranzo in questo ristorante? Si ok, ma vediamo prima come è recensito su Tripadvisor.

Ma questa è la parte bella del navigare. La parte utile. Anche se potremmo benissimo farne a meno.

Le trappole della rete

Ma quante trappole si nascondono nella rete? Tante. Troppe direi.

Ce lo spiegano Sara Purificato e Annalisa Stamegna nel libro Internet è come la cioccolata. Un libro che arriva subito al dunque, e ci aiuta a capire come utilizzare la rete in modo sicuro e consapevole, e come spiegarne i dosaggi ai nostri figli.

Internet è come la cioccolata perché nel momento in cui lo assaggi, ti da piacere e aumenta la produzione degli ormoni del benessere. Ma come la cioccolata, può dare dipendenza e può far male quando si esagera. Per questo va dosato, perché rimanga un piacere e non diventi un problema.

Già. Perché da genitori coscienti, dovremmo passare le nostre conoscenze ai figli. Come ci preoccupiamo di istruirli sui pericoli connessi al consumo di alcol o di droga, così dovremmo insegnargli che cosa fare e cosa non fare con lo smartphone. Ogni genitore dovrebbe conoscere l’attività on line dei propri figli, senza per questo demonizzare la rete, ma riconoscendo comunque i suoi benefici.

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Internet è come la cioccolata. L’educazione digitale per adolescenti

Nel libro Internet è come la cioccolata vengono trattati temi come il cyberbullismo, il sexting, lo stalking o l’adescamento. Si parla inoltre di educazione digitale per gli adolescenti. E’ fondamentale riuscire a rendere i ragazzi consapevoli del fatto che tutto quello che viene messo in rete nella rete rimane, anche se si prova a toglierne i contenuti. E’ quindi necessario cominciare a costruire la propria reputazione on line sin da subito, perché un contenuto osceno potrebbe ripresentarsi nell’età adulta, compromettendo la vita sociale e lavorativa.

In questo libro Sara Purificato e Annalisa Stamegna illustrano i danni provocati da un uso eccessivo di internet con un linguaggio semplice e lineare, che arriva subito al lettore. Le autrici danno inoltre consigli utili su come muoversi se si diventa vittime della rete, trattando il tema sempre con molta delicatezza.

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Perché comprare il libro?

Internet è come la cioccolata è un libro sulle buone abitudini digitali, che ci spiega come navigare e gestire i social in modo sicuro e consapevole.

Un libro pensato soprattutto per i nativi digitali, per i loro genitori e per tutti coloro che lavorano a stretto contatto con i ragazzi. E’ il libro/regalo perfetto per un amica alle prese con i figli adolescenti, per gli adolescenti stessi, per i professori o gli istruttori, ma anche per i nonni, che giornalmente si occupano senza sosta dei nipoti. Un libro che ci aiuta a comprendere subito i segnali di disagio, e che ci offre consigli su come gestire le situazioni di pericolo nel migliore dei modi.

Dove comprare Internet è come la cioccolata

Il libro è edito da Ali Ribelli edizioni, una casa editrice indipendente, che ha l’obiettivo primario di promuovere le opere di autori e illustratori emergenti. 

Trovi Internet è come la cioccolata anche in versione e-book! 

La natura regala scenari spettacolari in ogni momento della giornata e in ogni stagione. Chi non ha mai desiderato di trascorrere un vacanza in una località montanara abbracciata dalle Alpi, come quelle valdostane, godendo di un’aria pulita e di un sole caldo ma non
scottante? Un esperienza di viaggio da fare in Val d’Aosta soprattutto con i bambini.
in val d'Aosta con i bambini, vivere la montagna con la famiglia
Particolarmente indicato per le famiglie con bambini, la vacanza in Val d’Aosta può davvero cambiare la prospettiva di grandi e piccini perché la montagna non è solo aria pulita, pascoli, prati sempreverdi e clima mite, la montagna è VITA.

Val D’Aosta con i bambini

Come, dove e quando andare 

Personalmente, ogni viaggio in montagna, che sia stato da bambina o da adulta, l’ho fatto in auto, sostando per una notte a Roma o Firenze, perchè si sa, tutte quelle ore in auto sono davvero noiose e spossanti! Ovviamente ci sono altri mezzi per arrivarci, ma tutta l’attrezzatura che potrà servirti, da maglioni, scarponcini, borracce e anche qualche bella scorta di cibo, potrebbe arrecarti qualche fastidio nel trasporto, per questo, se munito di un auto abbastanza prestazionale, ti consiglio un bel tour on the road perché si sa, ciò che conta durante un viaggio non è la destinazione, ma il viaggio stesso!
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Torgnon, Cogne, Les Combes sono solo alcune delle destinazioni che potete mettere in conto per le vacanze estive di quest’anno e dare ai tuoi figli un primo, se è la prima volta per loro, o un ulteriore impatto attivo, creativo e naturale della montagna
in tutto il suo splendore. Ma cerchiamo di capire meglio cosa possiamo fare in queste località!

Visitare la Valle d’Aosta con i bambini, è possibile?

Iniziamo con Torgnon, dove le famiglie possono giovare di tante attività all’aria aperta, come sentieri da percorrere con i loro bambini, gonfiabili e parchi giochi, insieme alle varie iniziative che ogni estate non mancano mai sia per grandi che per piccini, il tutto avendo alla spalle la maestosa presenza del Cervino. Poi c’è Cogne, situata ai piedi del Gran Paradiso, che vi immergerà in un misto di
tradizioni e attività ludiche per i vostri bimbi come la Festa della Transumanza, la Dévéteya, che segna la fine dell’estate e di tutte le attività collegate alla vita pastorale, di solito fissata entro fine Settembre.

Visita Les Combes

Alla fine della lista c’è Les Combes, un posto che porterai nel cuore se un pò a cuore ti è rimasto il tanto amato Papa Giovanni Paolo II che, proprio in quella zona, risiedeva ogni estate. Nei terreni vicini, si trova un parco giochi e un vasto campo da calcio dove i tuoi figli potranno arrampicarsi o giocare a pallone.
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Le migliori attrattive a portata di bambino in Valle d’Aosta

E d’inverno? Con l’arrivo della neve i tuoi bimbi potranno divertirsi al Torgon Winter Park, un parco giochi preposto per la stagione invernale.Da non perdere anche lo Snow Park Rhemes-Notre-Dame, una vasta area giochi situata nella frazione di Bruil. La montagna offre anche attrattive per i più grandi, come snowbike, slitte e skifox. Altre località kids-friendly durante l’inverno sono Gressoney-Saint-Jean, che offre skypark e seggiovie per grandi e piccini, e Brusson, dove ci sono tante piste da percorrere con i tuoi bimbi insieme a tante altre attività che metteranno alla prova i vostri muscoli!

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Perchè fare una vacanza in Val d’Aosta

Sarebbe riduttivo parlare della Valle d’Aosta solo nei termini di queste 3 città, ma ti consiglio vivamente di visitarle perchè è solo sul posto che potrai scoprire cosa hanno da offrire sia in inverno che in estate.
Si sa, rispetto all’estate, durante l’inverno le varie sagre o percorsi enogastronomici vengono più che altro svolti all’interno di edifici, anche molto belli, ma non è lo stesso di quando, con il caldo rovente delle città, si fugge in queste zone di montagna per refrigerarsi.
Porto ancora nel cuore le vacanze fatte in montagna nei lontani anni ‘90 e ti assicuro che i tuoi figli ti ringrazieranno sempre per aver scelto di farli vivere nella natura, anche se solo per poco tempo!in val d'Aosta con i bambini, cosa fare e cosa vedere
Guest Post di Mariluce Latino 

All’inizio, quando arriva un cucciolo in casa, e’ come quando arriva un bebè. Non sai dove mettere le mani. Poi cominci a fare mente locale e fai una lista degli indispensabili da tenere sempre dietro, in macchina o nello zaino durante le uscite. Hai la necessità dunque di avere sempre a portata di mano uno zainetto solo per lui. Ecco una lista degli indispensabili per viaggiare con il cane, in Italia e all’estero, organizzando la vacanza sulle necessità del tuo amico a quattro zampe. 

Viaggiare con il cane

Cosa avere nello zaino

    • Museruola. Nei locali e nei luoghi pubblici o nei parchi divertimento potrebbero chiederla. Comprane una di stoffa, meno fastidiosa, e usala all’occorrenza. Ripiegata occupa meno di due centimetri
    • Bustine per i bisognini. Da tenere attaccate al guinzaglio nell’apposito contenitore. Nelle città più civilizzate si trovano anche in distributori automatici sparsi lungo i marciapiedi, ma è meglio avere una buona scorta nello zaino.
    • Ciotola pieghevole. Si trova anche su amazon. La ciotola pieghevole è essenziale quando si è fuori tutto il giorno ed indispensabile sia per il cibo che per l’acqua. Ne basta una per entrambe le cose.
    • Croccantini. Porta con voi l’intera confezione da tenere in macchina, prelevando una quantità necessaria al fabbisogno giornaliero del cucciolo per quando sarai fuori l’intera giornata. Puoi altrimenti già suddividere le porzioni in bustine da mettere poi nello zaino.
    • Salviettine umidificate. Potrebbero essere utili per pulire le zampette del cucciolo prima di farlo risalire in macchina. Può capitare che si sporchi di sabbia, di fango o di terra. Per lo meno puoi salvare la tappezzeria dallo sporco.

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Cosa tenere in auto

Viaggiare con il cane, Organizzare una vacanza con il cane.

      • Un piccolo plaid . Utile sia per far dormire il cucciolo nella stanza dell’albergo, che per farlo stare tranquillo nei locali come ristoranti etc.
      • Biscottini premio. Durante l’infanzia il cane è difficile da gestire. Premialo con un biscotto ogni volta che fa qualcosa correttamente, sgridalo qualora non dovesse rispettare i comandi.
      • Traversine. Assolutamente indispensabili nel primo anno di vita del cane, che non sempre riesce a trattenere la pipì tutta la notte. Almeno non alzerà la zampa vicino l’armadio a muro dell’hotel.
      • Spray antizanzare. Soprattutto in primavera, basta spruzzare sul manto del nostro amico un pò di lozione per impedire alle zanzare di torturarlo. Innocuo per gli umani e soprattutto per i bambini, ma è un valido aiuto per prevenire la Leishmaniosi.
      • Pazienza. Dovrai averne tanta. Un cucciolo ha bisogno, proprio come un bambino, di essere abituato da piccolo a reagire agli stimoli esterni rispettandone le regole. Fallo abituare da subito a comportarsi bene nei ristoranti, negli alberghi, nei parchi pubblici, e soprattutto a familiarizzare con i bambini.

Cosa portare al ristorante

Purtroppo non tutti i locali in Italia sono pet-friendly ma in alcune regioni, come l’Umbria, i locali e gli alberghi ospitano volentieri i cani. Ovviamente bisogna sempre tener conto che ci sono alcune regole di comportamento a cui il nostro cane deve sottostare.

      • Chiedi sempre, prima di entrare, se i cani sono ammessi. Anche prenotando telefonicamente, avvisa che hai con te un amico a quattro zampe.
      • Usa la museruola per entrare nel locale. Potrebbero esserci già altri cani all’interno, con i quali si potrebbe creare una piccola zuffa. Inoltre non tutti sono amanti degli animali. Un cane che passando possa leccare o mordicchiare la mano a qualche altro cliente può creare scompiglio.
      • Tienilo sempre ben stretto sotto il tuo tavolo o accanto alla tua sedia. Fai attenzione agli strattoni che potrebbe dare, incuriosito da qualcosa nel locale.
      • Non dargli mai cibo dal tavolo, altrimenti si abituerà a chiederne sempre anche in luoghi pubblici. E non è bello sporcare tovaglie e pavimento altrui.
      • Se il pranzo o la cena si protrae per più di due ore, portalo fuori a fare i bisognini o anche solo per fargli sgranchire le gambe.
      • Porta una traversina con te, in modo da metterla sotto la ciotola dell’acqua (semmai dovesse aver sete) per non far bagnare il pavimento.

Cosa portare in hotel

Moltissimi hotel accettano animali di piccola taglia. Su booking.com basta filtrare la ricerca per avere subito la lista degli hotel Pet-friendly della zona che vuoi visitare. Come nei ristoranti, anche in albergo il cane deve avere una condotta che va a pari passo con la vivibilità degli altri ospiti.

      • Non farlo salire su letti, potrebbe strappare le trapunte, e sui divani, che potrebbe rovinare con le zampe.
      • Metti una traversina in un angolo, in modo tale che se dovesse avere l’emergenza pipì, non sia costretto ad alzare la zampa sulla gamba della scrivania.
      • Cerca di non farlo abbaiare per nessun motivo. Rispetta chi soggiorna nelle camere a fianco.
      • Tienilo sempre a guinzaglio negli spazi comuni, che siano corridoi, ascensori, bar.
      • Portagli un ossetto da sgranocchiare, evitando così di fargli rosicchiare le gambe in legno del letto.

Quale mezzo di spostamento utilizzare?

Se hai intenzione di fare un piccolo road trip insieme al tuo cane devi tener presente che in Italia e in Europa il tuo amico peloso deve viaggiare sul sedile posteriore, agganciato con la cinghia di sicurezza appositamente studiata per gli animali domestici. Invece se preferisci che viaggi nel bagagliaio, sia per ragioni di sicurezza sia perchè i sedili posteriori sono occupati da altri passeggeri, puoi optare per l’apposita griglia che separa l’abitacolo dal porta bagagli. 

Ovviamente se è la prima esperienza di viaggio on the road con il tuo cane evita di fare tanti chilometri. Non puoi sapere se il tuo cane può soffrire il mal d’auto o se riesce a tollerare diverse ore di viaggio in macchina. Fermati inoltre ogni due/ tre ore per fargli sgranchire le gambe e per fargli fare i bisogni e, cosa fondamentale, abbeverarlo. 

Preferisci viaggiare in treno? Allora sappi che i cani possono tranquillamente salire sui treni, sia in Italia che nel resto dell’Europa. Prima di prenotare il tuo biglietto informati bene sulle regolamentazioni che disciplinano la presenza di cani a bordo e sull’eventuale costo del biglietto per il cane stesso. 

Viaggiare con il cane con l’auto a noleggio

Se non hai un mezzo di proprietà e vuoi provare a viaggiare con il cane con un auto o un camper a noleggio contatta per tempo la compagnia scelta, chiarendo subito la presenza di un cane o di un gatto. Informati quindi sui prezzi, sulle assicurazioni aggiuntive e soprattutto chiedi subito se il mezzo scelto è omologato per il trasporto di animali domestici. Di solito si paga un piccolo supplemento per la pulizia dell’abitacolo, per eliminare i peli lasciati dal cane. 

 

Stai pensando di viaggiare con il cane in aereo? Ecco cosa devi sapere

Un viaggio in aereo può diventare fortemente stressante per un animale domestico per cui, se puoi evitarlo, il tuo cucciolo te ne sarà grato. Per quanto riguarda il trasporto aereo di animali domestici ogni compagnia ha regole ben precise e tariffe dedicate. Quindi informati bene prima di prenotare il tuo biglietto. Di solito ai cani di piccola taglia è permesso viaggiare in cabina, ma nell’apposito trasportino omologato IATA, collocato sotto il sedile del proprietario. I cani di taglia media e grande invece devono viaggiare in stiva, sempre chiusi nell’apposito trasportino omologato. Se scegli questa opzione ricordati di dare cibo e acqua al cane prima dell’imbarco. Valuta inoltre il livello di stress che può tollerare il tuo cane. Ci sono calmanti studiati apposta per evitare agli animali domestici l’ansia del viaggio. Valuta insieme al tuo veterinario questa opzione.

 

Concarneau è un prezioso gioiello della costa bretone, ed è difficile non rimanere abbagliati dalle sue bellezze. E’ una città fortificata, e vanta una delle baie più straordinarie di tutta la Francia. Tappa immancabile se decidi di organizzare un viaggio on the road sulla costa atlantica francese, Concarneau saprà ipnotizzarti come poche città al mondo sanno fare. 

Concarneau, cosa vedere

Passeggia nella ville close

Concarneau è una ville close, ossia una città chiusa da fortificazioni. La cittadella fortificata è ben visibile dal lungomare, ed è quindi la prima cosa che appare dinanzi agli occhi dei viaggiatori. Concarneau è anche conosciuta come la Città blu, per via del colore delle reti da pesca utilizzate dai pescatori di sardine, che da sempre sono la principale fonte commerciale della città.

Concarneau, cosa vedere
La baia di Concarneau è una delle più belle della Francia, tanto da essere presa d’assalto dai turisti nella stagione estiva, anche e soprattutto per le sue spiagge riparate dal vento e dalle onde.

Alla cittadella, che si estende su un isolotto roccioso nell’oceano, si accede tramite un piccolo ponte, che conduce all’interno delle mura. Casette dallo stile elegante e delizioso abbracciano la via principale della cittadina, che ai lati si ramifica in vicoletti lastricati che conducono in una delle zone più caratteristiche della ville: il porto dei pescatori. 

Esplora il centro storico

Entrando nel centro storico il turista è subito accolto dalla Torre dell’Orologio, uno dei monumenti più fotografati della Bretagna, la quale porta incisa su targa una scritta in latino: Tempus fugit velut umbra, il tempo passa come un ombra. Una volta dentro la ville ti assorbe nella sua atmosfera tipicamente bretone, fatta di brasserie, patisserie e creperie dalle quali arrivano i profumi accattivanti caratteristici del territorio. Si susseguono in maniera ordinata deliziose botteghe artigiane, negozi di souvenir, gioiellerie…

Concarneau, cosa vedere
Concarneau vanta un centro storico delizioso, in cui perdersi tra vicoletti che regalano all’improvviso meravigliosi scorci paesaggistici.

Concarneau, cosa vedere. Fai shopping nei negozi di sardine

Ma se cerchi un prodotto assolutamente locale da regalare e da regalarti, ti consiglio di recarti in una delle diverse botteghe di sardine. Le riconosci subito dalle tante lattine colorate esposte nelle vetrine o sugli usci, sistemate per grandezza e qualità. Sono veri e propri oggetti da collezione, e ci sono addirittura latte contenenti sardine in edizione limitata, disegnate da artisti famosi. 

Concarneau, cosa vedere
Concarneau è anche chiamata Ville Close, che significa letteralmente “Città chiusa da cinta muraria”. Infatti è adagiata su un isolotto che sporge sull’oceano, e ad essa si accede tramite ponti collegati alla terraferma.

Perchè fermarsi a Concarneau?

Frequentata località turistica, soprattutto per le sue spiagge riparate dal vento a cui si arriva passeggiando sul lungomare, Concarneau è una delle mete vacanziere più gettonate dei francesi. I periodi migliori per fare tappa in questa cittadella fortificata sono senza dubbio la primavera o l’autunno, stagioni in cui si riesce a godere di ogni scorcio in maniera lenta. E’ piacevole assaporare la vita del borgo passeggiando tranquilli lungo le mura, nel silenzio scandito solo dal rumore del mare. Altrettanto gradevole è sedersi a bere un bicchiere di vino bianco accompagnato da ostriche di Cancale aspettando che il sole tramonti sulla baia. 

 

Otranto è la città più orientale d’Italia, una fascinosa cittadina del Salento dove le spiagge si alternano ad una macchia mediterranea splendida e rigogliosa. Vale la pena fare una passeggiata tra le sue viuzze e sulla riva delle sue spiagge, tuffarsi nelle sue acque cristalline e visitare i suoi monumenti più importanti perchè Otranto sa avvolgere ogni avventore nella sua atmosfera marinara e antica, che avanza nel tempo senza mutare mai.

Otranto, cosa vedere in 1 giorno

Otranto incarna perfettamente il classico stile mediterraneo, fatto di casette imbiancate a calce con le finestrelle colorate. Il borgo è protetto dalle cinta murarie che si affacciano sul porto sottostante e si accede ad esso oltrepassando la Porta Alfonsina. Otranto per diversi secoli è stata centro politico, culturale e soprattutto commerciale del Salento. Ha visto insediarsi nei propri territori greci e romani, longobardi e bizantini, Angioini e Aragonesi. Alla fine del 1400 venne completamente distrutta e depredata dai turchi, capitanati da Maometto II, per passare poi sotto il dominio dei Veneziani e successivamente dei Francesi.

Per la strabiliante bellezza dei territori e per in bellissimo mare che bagna la città, Otranto ricopre una grande importanza per il turismo salentino. Soprattutto d’estate le sue coste e il suo centro storico sono presi d’assalto da migliaia di turisti in cerca non solo di svago, ma anche di storia, cultura e soprattutto gastronomia locale. La continua alternanza di popoli e di domini a cui è stata per millenni sottoposta la città, trova traccia nei tesori artistici e nelle opere architettoniche sparse nei suoi territori, e per la maggior parte giunte sino ai giorni nostri.

Otranto, cosa vedere in 1 giorno
Otranto si affaccia sul mare Adriatico, con le sue acque cristalline e spiagge grandi di sabbia fine

Curiosità sul nome

Il nome Otranto deriva dalla parola Hydruntum, nome di un piccolo fiume che ancora oggi attraversa la Valle dell’Idro. Altra versione invece vuole che il nome derivi da Odronto, un altura che sorgeva in prossimità del porto commerciale.

 

Visita il Castello Aragonese

Sicuramente il Castello Aragonese è una delle più importanti e imponenti testimonianze del passaggio di Fernando I di Aragona. Un antica e suggestiva fortezza militare, cinta da un fossato di protezione e impreziosita da tre torri cilindriche negli angoli. Il Castello Aragonese è ora sede di un prestigiose mostre o eventi culturali, ma il grande stemma sull’ingresso principale, dedicato a Carlo V, ricorda ai visitatori l’importanza storica dell’edificio.

Per la strabiliante bellezza dei territori e per in bellissimo mare che bagna la città, Otranto ricopre una grande importanza per il turismo salentino. Soprattutto d'estate le sue coste e il suo centro storico sono presi d'assalto da migliaia di turisti in cerca non solo di svago, ma anche di storia, cultura e soprattutto gastronomia locale. La continua alternanza di popoli e di domini a cui è stata per millenni sottoposta la città, trova traccia nei tesori artistici e nelle opere architettoniche sparse nei suoi territori, e per la maggior parte giunte sino ai giorni nostri.
Il Castello Aragonese di Otranto è il simbolo della città, e oggi accoglie mostre ed eventi di grande importanza.

Passeggia nel centro storico di Otranto

Dal Castello Aragonese si diramano viuzze e vicoli, alternati a splendide piazzette. E’ davvero piacevole passeggiare lentamente tra le deliziose facciate e i balconi fioriti o arrampicarsi sulle caratteristiche scalinate che portano a piccoli cortili. Meraviglioso perdersi tra le botteghe artigianali e il profumo dei locali tipici salentini. Scorci fermi nel tempo, angoli nascosti e sublimi, dettagli improvvisi. Il centro storico di Otranto è la zona più suggestiva della città, e l’ospitalità degli otrantini non ha eguali.

Otranto, cosa vedere in 1 giorno
Il centro storico di Otranto è un dedalo di viuzze deliziose, che si intersecano a scalinate e cortili.

Entra nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata

Camminando nel borgo antico si arriva ad una delle strutture di maggiore rilevanza storica e architettonica di Otranto: la Cattedrale di Santa Maria Annunziata. Al suo interno conserva resti del terribile massacro di Otranto ad opera dei Turchi, avvenuto nel 1480. Un altro prezioso tesoro che si trova al suo interno è il mosaico pavimentale raffigurante l’Albero della vita, che riporta diversi episodi del Vecchio Testamento ma anche molti riferimenti pagani sul ruolo della città di Otranto come ponte tra Oriente e Occidente.

Otranto, cosa vedere in 1 giorno
Storia millenaria e architettura meravigliosa fanno di Otranto una delle città più suggestive della Puglia.

Visita la zona del porto

Otranto è stata per millenni centro nevralgico dell’economia e del commercio della penisola. Prima che il turismo diventasse un settore di primaria importanza, il sostentamento della popolazione derivava prevalentemente dalla pesca e dallo scambio di merci via mare con le nazioni poco distanti. Ancora oggi invece, il porto offre numerosi servizi di attracco per imbarcazioni private e per i traghetti diretti in Grecia e in Albania.

Otranto, cosa vedere in 1 giorno
Vista la sua favorevole posizione Otranto è sempre stata una città dedita al commercio, soprattutto via mare

Otranto, cosa vedere in 1 giorno. Rilassati sulle spiagge

Questa deliziosa città di mare è particolarmente viva nelle ore serali quando, dopo una giornata passata sulle splendide spiagge della costa, i turisti si catapultano nelle sue viuzze e nei tanti locali che si trovano nel centro storico. Le spiagge di Otranto sono famose per l’ariosa collocazione e per la sconfinata grandezza. Tra questi arenili si trova la famosa Baia dei Turchi, un angolo di natura incontaminata di una bellezza disarmante. I colori del mare variano dal turchese al’acquamarina, e la costa è composta da dune, piccoli antri e deliziose insenature che lasciano chiunque con gli occhi gonfi di meraviglia. I promontori rocciosi più belli sono Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso, che cingono in un abbraccio baie di rocce levigate, scolpite dal mare a creare splendide opere d’arte. Lo Scoglio delle Due Sorelle poi, si erge tra i faraglioni incantando i viaggiatori con le sue ammalianti forme.

Perchè vedere Otranto

Storia, cultura, natura incontaminata, arte e architettura straordinaria fanno di Otranto un luogo di una bellezza unica, rara. Le splendide spiagge poi, bagnate da un mare più che cristallino, completano il quadro, rendendolo perfetto nei colori, nelle pennellate. Anche se può sembrare una città fortemente turistica, Otranto riesce a catturare non solo l’attenzione dei viaggiatori, ma tocca le corde più profonde dell’anima con la sua atmosfera d’altri tempi, fatta di cose semplici e di persone speciali.

Otranto, cosa vedere in 1 giorno
Viaggiare on the road in Puglia è meraviglioso. Strada facendo si alternano paesaggi di una bellezza disarmante.

Come raggiungere Otranto in auto

Il nostro viaggio on the road in Puglia ci ha portato in luoghi di una bellezza autentica, come Monopoli, Ostuni e Polignano a Mare. Le strade sono facilmente percorribili, e vale la pena guidare sulla litoranea per godere appieno dei paesaggi meravigliosi che si susseguono strada facendo. Il percorso più suggestivo è senza ombra di dubbio la strada costiera che va da Lecce a San Cataldo, e poi scende costeggiando il mare tra oliveti millenari e scogliere stupefacenti.

Il centro di Otranto è una zona a traffico limitato, per cui bisogna lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi che si trovano all’esterno. Puoi lasciare la tua macchina al Parcheggio provato Otranto Giovanni paolo II, il più vicino al centro storico. E’ aperto 24 ore su 24 e non prevede limiti di altezza, per cui è consentito l’accesso anche a mini van e camper. La tariffa è 1,50 €/h con tariffa massima giornaliera 12,00 €.

 

Ruscelli, prati, vigneti, borghi ricchi di storia, e soprattutto castelli. Questa è la fatata regione della Loira, dove camminare tra immense distese di verde ascoltando il gorgoglio dell’omonimo fiume che tra queste vallate scorre lento e beato. Sarebbe opportuno esplorare ogni angolo di questa valle incantata per poter vivere appieno tutte le sue sfaccettature, ma avendo solo una giornata a disposizione, l’opzione possibile è la visita approfondita ad un solo castello, il più famoso: il castello di Chambord.

Il castello di Chambord

Il castello di Chambord è un vero incanto, senza ombra di dubbio. Si erge fiero tra giardini regali, con l’imponente facciata che lascia senza fiato per la sua straordinaria bellezza. Fatto costruire da Francesco I, non è stato progettato per essere una residenza permanente, ma rimane uno degli edifici più imponenti in stile rinascimentale italiano. Partendo da un padiglione da caccia situato nel bel mezzo delle foreste di Sologne, Francesco I diede il via ai lavori del castello, ma morì poco prima che fosse terminato.

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Chambord, il più imponente castello della Loira

Il Castelo di Chambord, nella Valle della Loira, è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO nel 1981 e i suoi bellissimi giardini sono stati classificati come Monumenti Storici nel 1997. Le straordinarie dimensioni della facciata principale, lunga ben 128 metri, rapiscono lo sguardo del visitatore dal primo momento, avvolgendolo quasi in un abbraccio materno.

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Di proprietà dello stato francese a partire dal 1930, il Castello di Chambord racchiude al suo interno uno scalone centrale a doppia elica, opera del grande genio di Leonardo Da Vinci. Le due scale a chiocciola dello scalone ruotano nello stesso senso intorno all’asse centrale, senza mai incontrarsi.

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Percorrendo la scala fino all’ultimo piano si raggiunge una splendida terrazza, anch’essa progettata da Leonardo da Vinci. Da qui è possibile avere una sensazionale veduta a 360° su tutti i terreni della vallata. Dalla scala inoltre si accede, tramite quattro ingressi, agli appartamenti del castello. Le dimore sono ben quaranta, ma sono per lo più spoglie. Ora però, grazie alla realtà aumentata e all’uso di un tablet, è possibile vedere e capire come erano arredate le stanze secoli fa. 

Il castello di Chambord. Curiosità 

Francesco I scelse come simbolo personale la Salamandra, che simboleggia in araldica il valore militare, la resistenza ai malefici e ai nemici. La Salamandra viene spesso rappresentata associata al fuoco proprio perché, in passato, si pensava che potesse sopravvivere alle fiamme. Ebbene, questo simbolo scelto da Francesco I compare 300 volte all’interno del Castello, incisa tra le volte e sulle pareti, mentre sputa acqua o ingoia il fuoco. Il re voleva in questo modo sottolineare la sua presenza a palazzo, anche se vi tornava raramente. Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Gli interni di Chambord

Il castello è già di per sé una splendida opera d’arte, ma al suo interno custodisce grandiose collezioni di dipinti, arazzi rari e preziosi, e diversi oggetti d’arte di grande valore. Al suo interno è possibile visitare anche gli appartamenti reali e le sontuose stanze da letto dei sovrani. Merita una visita anche la cappella del Castello di Chambord e il Museo della Caccia, dove è possibile visionare le armi usate durante le battute reali e i relativi trofei.

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Le Domain National de Chambord

Le Domain National de Chambord è la tenuta del castello, che ricopre circa 5.440 ettari di terreno. La più grande tenuta recintata d’Europa, al momento. E’ una riserva nazionale di caccia, in cui cervi, cerbiatti e cinghiali gironzolano tra prati, pinete e boschi secolari. Per gli amanti delle escursioni è possibile anche visitare la tenuta in bici, viste le tantissime piste ciclabili, in barca o in carrozza.

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Chambord con i bambini

Al Castello di Chambord, i bambini ricevono all’entrata un quaderno di giochi, intitolato “Cassandra la Salamandra”. Attraverso piccoli e semplici enigmi, Cassandra guida i piccoli viaggiatori negli antri del castello, fino ad arrivare al Museo delle Belle Arti. Una volta arrivati alla fine del percorso, sarà dato loro un piccolo omaggio in ricordo della visita a Chambord!

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Servizi, orari e parcheggi

  • Il castello di Chambord è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00.
  • Il prezzo del biglietto intero è di 16,00 euro, per il ridotto si pagano 9,00 euro. Ci sono poi diversi supplementi, dal tablet per la realtà aumentata alle visite guidate. In loco si trovano diverse opzioni per la visita.
  • Forse è fondamentale prendere l’audio guida all’ingresso per apprenderne meglio la storia, le stanze sono tante e senza saperne i contenuti storici la visita potrebbe risultare deludente.
  • Il Parcheggio è a pagamento ma abbastanza vicino alla struttura.

Privo di ogni barriera architettonica e ben organizzato, il Castello offre ai turisti disabili e alle famiglie con passeggini la possibilità di visitare il suo interno senza stress e fatiche inutili. Il grandioso giardino, facilmente percorribile, è gratuito per tutti. Qui vi è anche la possibilità di affittare delle barchette a motore o a remi.

Il castello di Chambord nella Loira. guida alla visita

Il piccolo borgo di Cetara si trova in una deliziosa conca, alle pendici del Monte Falerio. E’ una tappa immancabile durante un viaggio on the road sulla Costiera Amalfitana, sia perchè vicinissimo a Vietri sul Mare e Sorrento, sia perchè qui il tempo sembra essersi fermato. La vita scorre lenta, tranquilla, tra piccoli scorci di rara bellezza.

Cetara, cosa vedere nel borgo della costiera amalfitana
Cetara è un piccolo borgo della Costiera Amalfitana, il più autentico e tranquillo. Si trova a poca distanza da Vietri sul Mare e da Sorrento

Cetara, tra profumi e tradizioni

Cetara è senza dubbio la più caratteristica cittadina della Costiera Amalfitana. Umile e discreta, non ne abbraccia i fasti, ma rimane legata alle tradizioni, ai costumi e alle tipicità della costa. Cetara è natura incontaminata e selvaggia. La sua prosperosa parte di macchia mediterranea è ingentilita da numerosi agrumeti, che spargono tutt’intorno un profumo inebriante. All’aroma intenso dei limoni si contrappone quello fresco del mare, creando un insieme armonico e ubriacante.

Cetara, cosa vedere nel borgo della costiera amalfitana
I limoni sono onnipresenti nella Costiera Amalfitana, e sono i protagonisti di ogni tipo di souvenir.

Cetara. Visita le spiagge del borgo

Cetara si sviluppa attorno alla spiaggia di Marina, dove si concentra anche la vita del borgo. Bar, ristoranti, osterie tipiche e deliziosi negozietti creano un atmosfera dal gusto retrò, fascinosa e vacanziera. L’acqua cristallina della costiera bagna anche la spiaggia del Porto, resa poetica dai piccoli ciottoli levigati portati dal mare, elegantemente adagiati sulla sabbia dorata. Per i più romantici invece, è possibile raggiungere via mare la Spiaggia degli Innamorati. Un vero e proprio paradiso circondato da bellissime scogliere, intima e suggestiva.

Prova le specialità gastronomiche di Cetara

Cetara stuzzica la vista, l’olfatto e soprattutto il palato. I piatti tipici del borgo hanno caratteristiche intense, come intense sono le emozioni che suscita il paesaggio. Tra i piatti imperdibili di Cetara troviamo gli spaghetti con la famosa colatura di alici, una delle peculiarità del borgo. Da provare assolutamente anche la versione con le vongole nere o il tonno fresco, condito con olio e limone locale. Particolare attenzione merita il “cuoppo”, riempito con deliziosa frittura di calamari. 

 

Conosci la storia della colatura di alici?

La famosa colatura di alici ha origini antichissime. Da sempre prodotta nella città di Cetara, è una salsa tipica campana conosciuta in tutto il mondo. La colatura di alici deriva infatti dal Garum, un saporito condimento che veniva preparato in questa zona dagli antichi romani utilizzando le interiora del pesce azzurro ben condite con sale e spezie.

Cetara, cosa vedere nel borgo della costiera amalfitana
Le alici vengono precedentemente messe sotto sale, con un peso sopra, che permette di far risalire in superficie la colatura.

Come si preparano le alici

Per realizzare un litro di colatura di Cetara occorrono almeno trenta chili di alici. Proprio per questo motivo viene venduta in piccolissime bottiglie di vetro e fatta pagare a peso d’oro. Le alici utilizzate sono solo quelle pescate nel mare della Costiera, nel periodo che va da Marzo a Luglio. E’ proprio durante questi mesi infatti che le alici risultano essere quasi prive di grassi, caratteristica fondamentale per la buona riuscita della preparazione. Una volta pescate, le alici vengono private della testa e delle interiora, e vengono poste sotto sale per almeno 24 ore.

Come nasce la colatura di alici di Cetara

Trascorso questo tempo le alici vengono spostate in grandi botti di legno di rovere, e coperte totalmente di sale marino. Le botti vengono quindi chiuse, mettendo dei pesi sopra i coperchi. Grazie alla pressione che esercitano questi pesi, con il tempo sale in superficie un liquido ambrato: la famosa colatura. Quest’ultima viene quindi versata in ampi contenitori e ricoperta di foglie di origano fresco. Viene quindi esposta alla luce del sole per circa cinque mesi, passati i quali la colatura viene di nuovo rimessa nelle botti con le alici li rimaste, dove, tramite un foro precedentemente creato sul fondo, vien fatta colare in recipienti di vetro. Questo liquido prezioso viene in ultimo filtrato in appositi teli di lino, e messo in conserva per 18 mesi. Solo dopo questo lungo percorso può essere utilizzato per condire le portate.

Prova gli spaghetti con la colatura di alici

Gli spaghetti con la colatura di alici sono un piatto semplice, gustoso e genuino, da provare a cucinare anche a casa. Protagonista della ricetta è la famosa colatura di alici di Cetara, unica ed inimitabile. Consiglio di usare quella del maestro Delfino Battista,  che ha fatto diventare questa prelibatezza famosa in tutto il mondo.

 

Ho sempre adorato i bistrot, le piccole osterie a conduzione familiare. Pochi tavoli, luce soffusa e musica delicata in sottofondo. Una tipologia di locale che si addice al mio modo di essere. Un luogo in cui mi sento a casa è Scirocco Bistrot, un locale delizioso dove mangiare ottimo cibo a Gaeta.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot

Ti sei mai chiesto da dove derivasse la parola Bistrot?

Sembra che questo nome derivi dai piccoli locali parigini, in cui, ai tempi dell’occupazione della città da parte dell’esercito russo, i soldati andavano di nascosto a bere alcolici. Per paura di essere sorpresi usavano la parola russa Bouistro, “rapidamente”, serviteci rapidamente. Quindi la parola è stata associata ad un tipo di locale in cui il servizio è molto rapido e poco formale. Bistrot quindi, non è altro che il termine francese per indicare l’osteria. In origine, infatti, erano locali in cui venivano serviti piatti tradizionali accompagnati da vino della casa, a prezzi inferiori rispetto ai ristoranti. Inoltre rimanevano aperti a tutte le ore, consentendo anche agli avventori pomeridiani di poter gustare una fetta di dolce accompagnata da un thè caldo. Ed è proprio seguendo questa formula che Giorgia ha deciso di aprire Scirocco Bistrot, un locale intimo e accogliente, a gestione familiare, che vanta nel suo menù solo prodotti di stagione. Oggi vi porto alla scoperta del suo locale a Gaeta, nel basso Lazio.

Dove mangiare a Gaeta. Scirocco Bistrot

Scirocco Bistrot nasce da un idea di Giogia Di Marzo, gaetana di origini ma residente a Londra per diversi anni. Al suo ritorno ha deciso di investire il suo tempo e le sue conoscenze culinarie in un locale tutto suo, che avesse le caratteristiche di un bistrot, l’intimità di una sala da thè e un menù versatile a base di prodotti locali, che sceglie con cura e con i quali rivisita spesso piatti della tradizione culinaria gaetana. Scirocco Bistrot ti accoglie con un abbraccio di luci calde, pochi tavoli ma ben organizzati, una mise en place essenziale e pane fatto in casa.

Il menù è intrigante, ci sono piatti della tradizione culinaria gaetana e anche rivisitazioni degli stessi, fatti con ingredienti a chilometro zero. Proprio per questo settimanalmente il menù viene cambiato, per adattarsi alla stagionalità e alla reperibilità dei prodotti.

L’atmosfera è rilassante, molto informale. Sorseggiando un ottimo prosecco faccio due domande a Giorgia, incuriosita dalla sua scelta di investire proprio a Gaeta.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot
Giorgia Di Marzo nel suo locale, foto di Flavia Fiengo Fotografie

Intervista a Giorgia Di Marzo, proprietaria di Scirocco Bistrot

Giorgia, so che sei stata diversi anni a Londra per lavoro, come mai quindi questa scelta di tornare in Italia e di aprire un bistrot proprio a Gaeta?

Il mio progetto infatti è nato a Londra. Mi sarebbe piaciuto investire li, ma mi sarei trovata sola. Ho poi optato per Milano, dove avrei potuto contare sulla presenza di mio fratello, ma i costi erano proibitivi e non me la sono sentita di affrontare una spesa così alta. Allora ho pensato di tornare a Gaeta, la mia città. Ho avuto subito l’appoggio e la collaborazione dei miei genitori, ed è stato mio padre a trovare questo locale in Via Annunziata, una delle strade più belle di Gaeta che è rimasta fin troppo nel dimenticatoio. Mi sono innamorata del locale e della sua posizione, e ho iniziato quindi il conto alla rovescia. Ho lasciato Londra dopo dieci anni e sono tornata per cercare di portare una boccata di aria fresca in una zona della città per molto tempo rimasta abbandonata. Gaeta ha un potenziale enorme, bisogna cominciare a sfruttarlo.

Perché il nome Scirocco?

Per diversi anni ho lavorato in un ristorante mediorientale. I miei datori di lavoro, Sarit e Itamar, sono stati i primi a credere in me. Se oggi sono riuscita ad essere dove sono è anche merito loro, che mi hanno dato l’opportunità di imparare e di crescere professionalmente. Sarit e Itamar sono siriani. Scirocco è il vento caldo che arriva dalla Siria. Quindi il nome è dedicato a loro.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot

Perche mangiare a Gaeta da Scirocco Bistrot

Consiglio vivamente questa nuova tipologia di locale. E’ sicuramente un modo innovativo per fare un assaggio della cucina gaetana, per passare una serata diversa con amici e/o parenti o, semplicemente, per staccare per qualche ora la spina dalla dura giornata lavorativa davanti ad una tazza di the bollente.

Alberobello, la famosa città dei trulli, è un’esplosione di candido bagliore. Tappa essenziale se stai organizzando un viaggio on the road in Puglia, la città ti accoglie con le sue preziose facciate imbiancate a calce. Strutture che sorreggono curiosi tetti dove il sole si specchia e si irradia tutt’intorno: i trulli.  Queste tipiche abitazioni in pietra calcarea risalgono all’epoca preistorica e nonostante si trovino sparsi in diverse zone della regione dell’Itria, la maggiore concentrazione di essi si trova ad Alberobello. In questa città tra l’altro si trovano gli esemplari meglio conservati, frutto di una costante manutenzione avvenuta nel corso dei secoli. I trulli altro non sono che capanne in pietra, con il tetto fatto di lastre chiamate “chianchiarelle”, che venivano usate come rifugio e riparo dai lavoratori agricoli o dai proprietari terrieri. Scopri Alberobello e cosa vedere nel suo centro storico in questo articolo. 

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Alberobello, cosa vedere

Visita il Rione Monti

La parte più antica della città è il Rione Monti. Una piccola collina dove si contano più di mille trulli, deliziosamente allineati lungo le caratteristiche stradine che si protendono verso la sommità dell’altura. Ogni trullo nasconde al suo interno una storia o una leggenda, come il bellissimo trullo siamese. Caratterizzato da due ingressi, il trullo siamese si affaccia su due strade e nasce da una storia fatta di amori e gelosie. Fu infatti ereditato da due fratelli che, innamoratisi della stessa fanciulla, arrivarono ad odiarsi a tal unto da non potersi più vedere. Arrivati all’esasperazione, e non volendo nessuno dei due lasciare l’abitazione, deciso di sezionarla in due parti, ognuna indipendente dall’altra. 

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Conosci le caratteristiche dei trulli?

Ogni trullo ha quindi una sua caratteristica particolare, che sia un giardino interno, un terrazzo o un particolare focolaio, ognuno di essi racchiude una testimonianza affascinante del vissuto locale. In cima al colle poi, spicca la chiesa di Sant’ Antonio da Padova, più conosciuta come “chiesa a trullo”, che domina la vallata sottostante dalla sua posizione privilegiata. Il percorso che porta in cima alla collina è lievemente impegnativo da fare con i bambini, soprattutto con un passeggino, in quanto è tutto in salita. Ma ci si può riposare nei negozi di souvenir o nelle botteghe degli artisti, ricavate nei deliziosi trulli della città.

Alberobello, cosa vedere. Curiosità sui trulli

La calce bianca usata per dipingere gli strani simboli che si trovano sui tetti e le pareti dei trulli è simbolo di purificazione. L’imbiancatura viene chiamata allattamento perchè fatta con latte di calce. Le persone che si occupano di ridipingere ogni anno i trulli vengono chiamati infatti lattator, in dialetto locale.

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Fai shopping ad Alberobello con i bambini

Una bottega che merita particolare attenzione è quella dei fischietti salentini: il gestore, tra l’altro, è così gentile da raccontarti tutta la storia che si cela dietro questi colorati fischietti di terracotta di diverse forme. Questi strani fischietti, fatti rigorosamente a mano e in terracotta, puoi trovarli in diversi posti della regione e sono frutto di una grande maestria degli artigiani locali. Hanno assunto nella storia diversi significati: si potevano donare alla persona amata come pegno d’amore, si potevano mettere nelle culle dei neonati per scacciare il malocchio e venivano suonati durante le processioni. Puoi comprarli, custodirli o regalarli come portafortuna. Ma non puoi andare via dalla Puglia senza averne comprato almeno uno.

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Alberobello, cosa vedere

Nel 1910 il Rione Monti fu dichiarato Monumento Nazionale, proteggendo così le bellissime e particolari costruzioni a trullo dalla cementificazione moderna ed evitando quindi una modifica paesaggistica, dato l’importante testimonianza storica della zona. Dal 1996 sono Patrimonio Unesco, fanno parte quindi delle meraviglie del mondo da tutelare e conservare. I trulli di Alberobello rappresentano infatti un patrimonio dal valore inestimabile, esempio di costruzione preistorica sopravvissuta intatta fino ai nostri giorni.

Entra nel Trullo Sovrano

Ti consiglio anche una passeggiata nella zona nuova, anch’essa in salita, in cima alla quale trovi la Chiesa dei S.S. Medici Cosma e Damiano. Alle spalle della chiesa si trova il Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani di Alberobello. Si può raggiungere dall’interno della costruzione tramite una scala in muratura, ed è stato uno dei primi trulli ad essere costruito con la malta. Nel centro, circondata da un gruppo di coni, si erge la maestosa cupola conica, alta circa 14 metri, che fa del Trullo Sovrano una delle costruzioni più scenografiche di Alberobello. E’ adesso adibito a casa Museo, ed è visitabile pagando un biglietto di 1,50 €. Prima di andar via affacciati dal belvedere, dal quale puoi guardare tutto il Rione Monti dall’alto e fare foto meravigliose.

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Alberobello, cosa fare con i bambini

Attratti dalle curiose casette con il tetto a cupola, che sembrano uscite da un cartone animato, i bambini sono invogliati alla visita della città e incuriositi dalla vita locale. I due quartieri principali sono chiusi al traffico e quindi ideali per passeggiare in totale libertà. Diversi sono i ristoranti in cui potersi fermare a mangiare, ma i menù sono abbastanza turistici. Se hai intenzione di visitare Alberobello nella stagione estiva, munisciti di cappellini parasole, scarpe comode e di borracce di acqua. Arrampicarsi sui colli sotto il sole può essere impegnativo, ma con la giusta attrezzatura si riesce a camminare in tutta serenità. In più, a pochi chilometri di distanza, si trova lo Zoo di Fasano. Un bellissimo parco all’aperto dove fare una piacevole esperienza con i bambini a contatto con la natura.

 

 

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