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Ottobre 2023

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Sei mai stato a Castellaneta? Si trova alle pendici della Valle d’Itria, in provincia di Taranto. E’ immersa nel Parco Regionale delle Gravine di Puglia ed è famosa per aver dato i natali a Rodolfo Valentino, nota star del cinema muto del primo Novecento. Sono diverse le strade, i musei, le opere di street art dedicate, in città, a questo famoso latin lover del passato. Castellaneta però è anche natura incontaminata, storia millenaria, architettura meravigliosa e pura poesia. Poesia che si legge tra i monumenti preziosi, sulle chiese imponenti, negli antichi ipogei e sugli affacci panoramici mozzafiato. Con questo articolo ti porto a Castellaneta e ti do qualche consiglio utile su cosa vedere in città, anche con bambini al seguito.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Castellaneta è una delle più belle città bianche della Valle d’Itria. Si trova incastonata nel territorio che si estende dalla Murgia tarantina fino allo Ionio. Paesaggi rurali si alternano dunque a scenografie marine ma, a rendere straordinario questo angolo di Puglia, sono le lame e le gravine. Le lame sono incisioni carsiche a carattere torrentizio, che convogliano le acqua di pioggia dalla Murgia verso il mare. Le gravine invece sono incisioni erosive molto profonde, dei veri e propri canyon scavati nella roccia calcarea dall’acqua piovana o fluviale.

Entrambi i siti naturali accolgono piante mediterranee, floridi arbusti e essenze botaniche preziose. Custodiscono inoltre gioielli di valore storico e archeologico inestimabile: le chiese rupestri e le case grotta dei primi insediamenti rurali pugliesi. 

Inizia la visita dal centro storico

Proprio sulla parte più alta della Gravina di Castellaneta sorge il centro storico della città. La sua conformazione, tipicamente medievale, comprende vicoli stretti e piccole piazze, sulle quali si affacciano i principali monumenti. Conosciuto anche come “paese vecchio”, il centro storico di Castellaneta è uno scrigno ricco di tesori preziosi. Un borgo delizioso dove il tempo sembra essersi fermato, dove passeggiare tra case imbiancate a calce, piccole installazioni artistiche, chiese barocche e dimore nobiliari, stando sempre con il naso all’insù. Un luogo perfetto da vivere a passo lento, rispettandone l’atmosfera rilassata e il religioso silenzio.

Castellaneta, cosa vedere. Visita la Cattedrale di San Nicola

Passo dopo passo, annusando il profumo dei fiori che sporgono dai balconi e che decorano i piccoli giardini, raggiungi la Cattedrale di San Nicola, un trionfo di architettura barocca e rinascimentale. L’esterno è riccamente decorato secondo lo stile del barocco ma anche gli interni non sono da meno. La Cattedrale vanta infatti un meraviglioso soffitto ligneo intagliato che sfoggia tre tele del 1700 e quattro di fine ‘800, tra le quali spicca Le nozze di Canan. 

La Cattedrale di San Nicola è attigua al Palazzo Vescovile, che oltre ad essere ancora sede del Vescovado conserva dipinti e sculture di grande valore artistico.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Raggiungi il Palazzo Baronale

Il centro storico di Castellaneta ospita numerosi palazzi signorili, anticamente abitati dai feudatari della zona, e tra questi spicca per la sua privilegiata posizione il Palazzo Baronale. La sua prima destinazione d’uso è legata alla politica locale ma in seguito è divenuto prima seminario poi convento di Clarisse. Questo palazzo fortificato si trova a strapiombo della gravina, in una pittoresca angolazione che regala fascino e mistero a questo angolo di Castellaneta. All’interno ospita inoltre un cortile decorato da raffinate cornici e da stemmi nobiliari, e un grande salone signorile, usato in passato come stanza di rappresentanza. Tra i Palazzi signorili degni di nota trovi anche Palazzo Catalano e Palazzo Sarapo, famoso per il suo grande portone in stile barocco. 

Castellaneta, cosa vedere. Scendi negli ipogei

Sotto il paese vecchio c’è una vera e propria città sotterranea, bellissima da esplorare anche con i bambini. Nonostante la sua inattività rimane un’arteria importantissima di Castellaneta, ancora viva e presente. La città attuale infatti è stata edificata proprio sull’antico impianto urbanistico di un arcaico villaggio rupestre, ricco di grotte naturali e passaggi segreti. 

Un mondo occulto e misterioso dove alloggi spartani, stalle, chiese e cisterne si rincorrono nell’umidità creando un gremito labirinto sotterraneo, rimasto per anni nascosto e inaccessibile. I più importanti siti sotterranei di Castellaneta sono il Trappeto di San Domenico, un frantoio ipogeo, e il Palmento, una grande sala scavata nella roccia dove avveniva la pigiatura dell’uva, affinchè diventasse mosto.

Puoi scendere nel ventre della città avvalendoti delle guide turistiche dell’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta, che ti racconteranno i segreti di questi arcaici luoghi di lavoro e di vita, riportati alla luce grazie ad un grande lavoro di riqualificazione. 

Info e orari: Puoi contattare l’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta ai numeri tel. 339 8888933 – 3274963021 o mandare una mail a: info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Entra nel Museo Rodolfo Valentino

Ed eccoci arrivati al Museo Rodolfo Valentino, una tappa immancabile durante una visita nella città di Castellaneta. E’ stato inaugurato nel 2010 e rende omaggio alla star più famosa del cinema muto, grande latin lover dei primi del ‘900: Rodolfo Valentino. All’interno del museo trovi pannelli espositivi, locandine, materiale fotografico e cinematografico riguardante questo grande attore del passato, natìo di Castellaneta.

Anche se non sei un esperto cinefilo ti consiglio di fare una visita a questo museo. Racconta la storia di un mito apprezzato e conosciuto in tutto il mondo che, grazie alla sua bravura e alla sua ammaliante bellezza, è riuscito a trasformare la sua figura in leggenda, diventando motivo di orgoglio per Castellaneta, per la Puglia e per l’Italia intera.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Info e orari: Trovi il Museo Rodolfo Valentino in Via Vittorio Emanuele 117/119, nell’ex Monastero di Santa Chiara. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri 099/8493192 – 347/5493021 o mandare una mail a : info@fondazionevalentino.it Il costo del biglietto è di 3,50 € a persona. 

Castellaneta, cosa vedere. Affacciati sulla Gravina

Continuando a passeggiare per le stradine del centro storico ti imbatterai in alcuni affacci panoramici. Da questi punti strategici puoi godere di una vista mozzafiato sullo strapiombo della Gravina di Castellaneta, profonda circa 145 metri. Questa gravina è una delle più grandi della Puglia, scavata negli anni dalle acqua meteoriche nella roccia calcarea. Come già detto in precedenza, questo sito naturale ospita numerose testimonianze del passato, come chiese rupestri, case grotta e cisterne d’acqua. Il tutto impreziosito dalla florida macchia mediterranea, che esplode nel suo massimo splendore negli arbusti e nelle piante aromatiche. Un tripudio di ginepro, corbezzolo, carrubo, fico d’India e ulivi millenari che fanno da cornice ai primi insediamenti rupestri della regione. 

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Arriva alla Chiesa di Santa Maria del Pesco

Un altro affaccio panoramico pazzesco si trova poco fuori dal centro storico di Castellaneta. E’ il giardino privato della Chiesa di Santa Maria del Pesco, oggi chiamata Chiesa dell’Assunta, un edificio del 1300 con una suggestiva storia alle spalle. Pare infatti che sia stata costruita da un capitano per grazia ricevuta. La luce della Vergine Assunta gli avrebbe indicato la strada per la salvezza durante una terribile tempesta in mare. Proprio per questo motivo la chiesa, ammirandola da lontano, sembra avere la forma di una nave. La Chiesa di Santa Maria del Pesco è adagiata sul ciglio della Gravina di Castellaneta, da dove si ha una vista strepitosa del territorio circostante, e conserva tesori di grande valore storico e artistico.

La facciata esterna è in calcare bianco mentre gli interni sono adornati da un bellissimo soffitto ligneo, decorato da numerose opere pittoriche che rappresentano l’Assunta e San Nicola, il santo patrono al quale era inizialmente dedicata questa chiesa. Di particolare importanza è il dipinto della Madonna del Bambino, risalente al 1200.

Perchè visitare Castellaneta

Per la sua peculiare posizione, a strapiombo sulla Gravina più grande della Puglia, e per i suoi tanti tesori storici e architettonici, Castellaneta è la metà perfetta in ogni stagione e per ogni tipologia di viaggiatore. Il centro storico è un piccolo scrigno stracolmo di tesori preziosi, bellissimo da esplorare sia nella parte visibile sia nella zona sotterranea. Inoltre il paese vecchio è abbellito da graziose tegole colorate, sparse sulle facciate dei palazzi, nei vicoli e nelle piazze.

Sono dipinte a mano e riportano deliziose illustrazioni accompagnate da proverbi locali. Divertiti a cercarle e a fotografarle tutte con i bambini! Non solo sono bellissime da vedere ma ti fanno scoprire usi e costumi della regione attraverso disegni e aforismi frutto della sapienza e della tradizione locale.

 

 

Sei mai stato in Valle d’Itria? E’ un territorio meraviglioso della Puglia, dove si concentrano i borghi e gli scorci più autentici e pittoreschi della regione. E’ una suggestiva distesa di ulivi secolari, vigneti profumati, masserie tipiche, trulli e città bianche. Tra queste, oltre alle più famose Ostuni e Alberobello, spicca per bellezza ed eleganza Martina Franca. E’ una cittadina di una raffinatezza unica, impreziosita da chiese sontuose e palazzi signorili. Per il suo peculiare stile architettonico infatti la città di Martina Franca è conosciuta anche come capitale del Barocco pugliese. In questo articolo trovi un itinerario per visitare il centro storico di Martina Franca in modalità lenta.

Martina Franca

Il nome di Martina Franca ha due derivazioni. Martina proviene da Martene, il nome del santo a cui i cittadini sono devoti, San Martino de Tours. L’aggettivo Franca invece è stato aggiunto nel 1300 da Filippo I D’Angiò, quando assegnò alla cittadina pugliese alcuni privilegi economici e commerciali. Eliminò tasse e donò la demanialità perenne agli abitanti. 

Esplora il centro storico

Nel centro storico di Martina Franca chiese maestose e palazzi storici sono perfettamente incastonati in un paesaggio caratteristico della Valle d’Itria. Dalla grande piazza principale, alla quale puoi arrivare oltrepassando il maestoso Arco di Sant’Antonio, si snodano labirinti di vicoletti e stradine. La pavimentazione chiara da un’aria pulita ed elegante al centro storico, arioso e soleggiato. I palazzi nobiliari poi sono un trionfo di barocco, con le facciate decorate da preziose balconate in ferro battuto. Inizia la tua visita a Martina Franca da Piazza Plebiscito, il cuore pulsante della città. Qui puoi ammirare i suoi monumenti più importanti, come l’imponente Basilica di San Martino, il Palazzo dell’Università e la Torre Civica. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Entra nella Basilica di San Martino de Tours

La vera protagonista di questo viaggio nel centro storico di Martina Franca è proprio la Basilica di San Martino de Tours. E’ un meraviglioso edificio edificato nel XVIII secolo in stile barocco e roccocò, che esplode in maniera prorompente nei ricchi dettagli della facciata principale. La basilica è alta ben 37 metri ed è stata costruita con pietra calcarea locale. Questa dona all’edificio un colore morbido e rosato. Gli elementi architettonici sono scolpiti in questa pietra locale e distribuiti in modo armonico sull’elegante facciata della basilica. Nel centro spicca per bellezza un gruppo scultoreo che raffigura San Martino che dona il mantello al povero, un prezioso capolavoro di Giuseppe Morgese.

Martina Franca. Cosa vedere in Valle d'Itria

Anche gli interni sono luminosi e anche in questa chiesa, come nella chiesa di San Cataldo di Taranto, c’è un opera marmorea di Giuseppe Sanmartino, autore del Cristo velato di Napoli. Opera che custodisce la scultura del Patrono della città, San Martino di Tours. Dello stesso scultore sono anche gli angeli che sorreggono il Patrono e le due figure allegoriche femminili, Carità e Abbondanza, che sono ai lati del complesso marmoreo. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Martina Franca. Visita il Palazzo dell’Università

Il Palazzo dell’Università era un istituzione politica concessa a Martina Franca da Ferdinando d’Aragona, re di Napoli, al fine di garantire una giusta gestione delle risorse cittadine. Il termine “università”, nell’Italia meridionale dell’epoca medievale, stava ad indicare la sede del Municipio. Garantiva i diritti ai cittadini in egual misura, senza distinzioni economiche e sociali. Oggi il Palazzo dell’Università, che si affaccia su Piazza Plebiscito, è sede della Società Artigiana, un’associazione di mutuo soccorso di stampo mazziniano. 

Proprio accanto al Palazzo dell’Università puoi vedere la Torre Civica. Si innalza su quattro piani che hanno caratteristiche sia architettoniche che decorative completamente differenti tra loro. Il piano terra ad esempio, il più visibile ai passanti, è ricco di decori e colonne arrotondate. Sul primo piano puoi invece notare un balcone centrale che ostenta decori vegetali. Sulla trabeazione inoltre puoi leggere un’iscrizione latina con cui viene ricordato il nome dell’artefice di questa torre: il sindaco “Ds Ambrosius Fanelli / Syndicus Erexit”. Altre iscrizioni in lingua latina sono visibili vicino l’orologio e sono, per un viaggiatore, una fonte di ispirazione. Tradotte significano: L’orologio scandisce il tempo per il viaggio. Collocato per la misura, esso è compendio preciso della vita umana.

Martina Franca. Raggiungi il Palazzo Ducale

Un altro edificio nobiliare di grande interesse storico e architettonico è il Palazzo Ducale. La struttura, risalente alla seconda metà del 1600, presenta uno stile architettonico di tipo rinascimentale, spruzzato da elementi tipici del Barocco Leccese. E’ stato per molto tempo residenza dei duchi Caracciolo ma ora è sede del Municipio di Martina Franca. Le sue sale accolgono, oltre agli uffici comunali, il tribunale e la biblioteca. Qui trovi anche il famoso centro artistico musicale “Paolo Grassi” che, dal 1974, organizza il Festival della Valle d’Itria, una delle manifestazioni liriche più apprezzate e famose nel mondo. Il festival si svolge proprio nell’atrio del Palazzo Ducale, donando ai visitatori un’acustica perfetta e uno scenario unico, raccolto e pittoresco.

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Non perderti la Chiesa di San Nicola in Montedoro

Una chicca per gli amanti del turismo lento è la Chiesa di San Nicola in Montedoro, meglio conosciuta come Chiesa dei Greci. Si raggiunge passeggiando nel centro storico ed è l’edificio di culto più antico di Martina Franca. Sembra infatti che la sua edificazione risalga al 1300. La piccola chiesa presenta un unico ambiente ma la sua caratteristica più interessante è il tetto a falde incrociate, rivestite da lastre di calcare locale, le cosiddette Chianche. All’interno sono ancora ben visibili due altari in pietra, la cui realizzazione sembra essere datata nel XVII secolo. La parete centrale mostra una raffigurazione della Vergine Maria e una effigie di San Nicola. Atri decori pittorici sono sparsi sulle pareti laterali. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

La chiesa attualmente è chiusa, ma se davvero vuoi vederla all’interno puoi suonare la campanella che si trova sulla facciata adiacente. Dal balcone sovrastante vedrai affacciarsi la signora Basile che, calando un cestino di paglia dalla sua ringhiera, ti darà le chiavi per accedere all’interno della chiesa di San Nicola. Da tempo infatti, ad occuparsi della cura di questo piccolo gioiello architettonico è la famiglia Basile, spinta solo dalla devozione e dall’amore per la propria città. 

Martina Franca. Fai passare i bambini nella Posterla

Un’altra piccola chicca, dedicata soprattutto a chi viaggia con i bambini, è la Posterla di Martina Franca. E’ una stradina molto molto stretta che consente il passaggio di una sola persona per volta. Era usata anticamente come uscita segreta dalla cinta muraria ed era soggetta al controllo dell’Università, la quale autorizzava l’apertura straordinaria della porticina solo in situazioni di reale emergenza. Se alzi la testa puoi ancora vedere sopra la strettoia una sporgenza. Veniva utilizzata per versare olio bollente sui saccheggiatori che provavano ad oltrepassare la Posterla. Prova a percorrerla in fila indiana con i tuoi bambini. E’ un bel modo di far conoscere loro la storia centenaria di Martina Franca 

Goditi un aperitivo in Piazza Maria Immacolata, sotto i “Portici”

Prima di lasciare Martina Franca dirigiti verso Piazza Maria Immacolata, meglio conosciuta dai local come “I portici”. E’ un elegante piazza dal sapore barocco, cuore pulsante della vita socio-economica della città. La sua peculiare forma a mezza luna avvolge in un abbraccio accogliente le preziose arcate, le grandi colonne e le tante decorazioni in stile barocco, creando un’atmosfera avvolgente laddove i dehors dei locali alla moda sfoggiano luci soffuse e centro tavola colorati. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Il complesso dei portici di Martina Franca è stato progettato nella prima metà del 1800 per accogliere il mercato locale. Ogni arcata era dunque destinata ad un venditore e l’insieme visivo creava un vero e proprio centro commerciale dove recarsi per acquistare cibo, stoffe, olio e capi di bestiame. Oggi Piazza Maria Immacolata ha radicalmente cambiato destinazione d’uso diventando un punto di ritrovo per gli abitanti del borgo e un punto di riferimento per chi vuole degustare le specialità gastronomiche locali. Infatti numerosi sono i ristoranti, i bistro e i locali alla moda che si affacciano sui portici. 

 

La Puglia custodisce gioielli di un valore inestimabile, spesso poco battuti dal turismo di massa, perfetti da esplorare in modalità lenta. Passo dopo passo puoi partire alla scoperta di piccoli borghi, villaggi rupestri e gravine, città affascinati e misteriose. Taranto è una di queste mete, eclettica e accogliente, ricca di monumenti storici di grande rilievo e con una storia millenaria alle spalle. Capitale della Magna Grecia, fondata più di 3.000 anni fa dal popolo spartano, Taranto è una delle città più vecchie d’Italia e trasuda da ogni suo scorcio, palazzo o monumento, la storia che l’ha resa culla dello sviluppo economico e culturale del Mediterraneo. In questo articolo trovi qualche consiglio utile su Taranto e su cosa vedere in 1 giorno in città.

Taranto, cosa vedere in 1 giorno

La storia di Taranto si concentra soprattutto nella Città Vecchia, una vera e propria isola collegata alla terraferma da due ponti. Il più famoso dei due è il Ponte Girevole, diventato negli anni simbolo della città. Collega la Città Vecchia al nuovo nucleo abitato, sormontando il grande canale che unisce il Mar Piccolo al Mar Grande. E’ dedicato a San Francesco da Paola e la sua costruzione risale al 1958, quando va a sostituire una vecchio ponte in legno del 1800. Il Ponte Girevole si apre in maniera periodica ruotando le due metà su un lato, permettendo il passaggio delle grandi navi militari di stanza a Taranto. Grazie alla sua particolare posizione geografica, a cavallo tra il Mar Piccolo e il Mar Grande, Taranto è conosciuta come “Città dei due mari”. 

Passeggia nella Città Vecchia

La Città Vecchia di Taranto ha visto crescere la sua reputazione solo negli ultimi anni, grazie ad un’efficace attività di recupero fortemente voluta da alcune associazioni locali, tra cui l’Associazione culturale La Filonide. Per decenni il borgo vecchio ha patito un abbandono senza precedenti, diventando un quartiere malfamato, decadente e particolarmente pericoloso, spesso teatro di scontri e attività illecite della micro criminalità locale. Oggi invece le facciate fatiscenti e i vicoli decadenti sono solo un ricordo. Una grande opera di riqualificazione ha infatti riportato questa zona storica di Taranto a nuovo splendore, facendo rinascere i palazzi nobiliari, le chiese, i vicoli e gli ipogei. 

Trovi l’ingresso della Città Vecchia proprio accanto al Palazzo di Città e dietro le Colonne del Tempio di Poseidone. Questo prezioso sito storico rappresenta la parte più antica di Taranto, risalente alla Magna Grecia. Oltrepassando le colonne doriche ti trovi catapultato nell’atmosfera marinaresca del centro storico, tra ristoranti, piccole botteghe e meravigliose opere di street art.

Taranto, cosa vedere in 1 giorno nella "Città dei due mari"

Visita il Duomo di San Cataldo

Se ti trovi nella Città Vecchia una visita al Duomo di San Cataldo è necessaria. E’ la principale chiesa di Taranto e al suo interno sono custodite le spoglie del santo a cui è dedicata, patrono della città. L’esterno del duomo risulta di una semplicità estrema ma l’interno è suddiviso in tre navate meravigliose, divise a loro volta da sedici colonne che hanno la particolarità di avere tutti capitelli diversi tra loro. Il pavimento della navata principale mostra i resti un prezioso mosaico del 1160 mentre nella cappella del Santissimo Sacramento trovi un altare di marmo sormontato da sculture di Giuseppe Sammartino, lo scultore del Cristo Velato che si trova a Napoli. Le spoglie di San Cataldo si trovano invece nel Cappellone, un vero gioiello in stile barocco. L’altare in cui sono custodite è decorato da madreperla e autentici lapislazzuli.

Il Duomo di San Cataldo ha anche una cripta ipogea, risalente al X secolo, ancora perfettamente conservata. Sulle pareti sono ben visibili resti di affreschi di diverse epoche mentre nel vestibolo puoi ammirare un bassorilievo di origine rinascimentale, che raffigura una Madonna con Bambino. 

Informazioni e orari – La cattedrale di San Cataldo è aperta tutti i giorni, dalle 8:30 alle 12:45, e dalle 16:30 alle 19:30. L’ingresso è gratuito.

Taranto, cosa vedere. Gli ipogei e la città sotterranea

Al di sotto della Città Vecchia ci sono testimonianze di numerosi insediamenti urbani di epoca tardo antica, ma anche medievale. Sono tutti ambienti ipogei, sicuramente creati per ricavare abitazioni o luoghi di culto, nonchè stanze di rimessaggio per le derrate alimentari. Con i materiali di scavo di questi ipogei sono poi stati creati i palazzi che ancora oggi popolano il centro storico. Questi ambienti si diramano sotto la città di Taranto creando una rete di cunicoli sotterranei davvero vasta e complessa collegata, con diversi sbocchi, anche al mare.

La funzione di questi ipogei è cambiata nel corso dei secoli, passando da abitazioni a frantoi, da luoghi di culto a depositi di carbone. Gran parte di questi reticoli sotterranei è visitabile, previo prenotazione, grazie all’ausilio delle guide specializzate dell’Associazione Filonide. 

Informazioni e orari – Per visitare gli ipogei e la Città Vecchia di Taranto puoi contattare la Guida Turistica Dott. Alessandro Ricci. 

Tel: 3335029991- Mail: aricci1977@alice.it

Visita il castello Aragonese di Taranto

Cosa vedere a Taranto in 1 giorno? Il Castello Aragonese, si trova proprio alla fine della “Ringhiera”, la strada che costeggia il mare e regala una vista straordinaria su tutto il golfo. La sua imponente struttura, edificata per proteggere il Mar Piccolo dalle invasioni e dagli attacchi pirateschi, è diventata simbolo della città e regala punti panoramici pazzeschi.

Il Castello nasce come fortezza difensiva, formata da alte e sottili torrette di avvistamento, usate anche per scacciare gli invasori con metodi che oggi riteniamo abbastanza arcaici, come le colate di olio bollente. La struttura che vedi oggi invece è il risultato di una grande opera di ricostruzione, voluta nel 1486 da Ferdinando I di Napoli che, per poter usare gli innovativi cannoni, aveva bisogno di torri più basse e forti. 

Taranto, cosa vedere in 1 giorno nella città dei due mari

Inizialmente le torri erano ben sette, ma tre di queste sono state abbattute per far posto al canale navigabile e, soprattutto, al Ponte Girevole. Oggi è gestito dalla Marina Militare. 

Non perderti una visita al suo interno, perchè custodisce tesori preziosi. Puoi infatti vedere la cappella di San Leonardo, risalente al periodo rinascimentale, la Cripta e la scalinata che porta fino al mare, costruita nel lontano 1800. Se sei un amante nel noir ti consiglio di fare un salto nella sala delle torture. Qui puoi notare un foro nel soffitto. Sai per cosa è stato realizzato? Per diffondere le urla dei poveri torturati in tutto il castello, in modo da far spaventare a morte gli altri prigionieri. 

Informazioni e orari – Il Castello Aragonese di taranto è aperto tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 19:00, su turni di un ora ciascuno. Prevede anche l’apertura serale, dalle 20:00 all’ 1:00. 

Per maggiori informazioni puoi chiamare il numero 0997753438 o mandare una mail: infocastelloaragonese@libero.it 

Raggiungi le Isole Cheradi

Sapevi che a Taranto ci sono tre piccoli isolotti?? Sono le Isole Cheradi e prendono il nome dal greco Choirades, traducibile in “promontorio”. L’isola di San Paolo, di San Pietro e di San Nicolicchio, attualmente proprietà della Marina Militare Italiana, sono oramai quasi scomparse e tra queste è possibile visitarne solo una, quella di San Pietro. Puoi raggiungerla con il traghetto che parte da Taranto, al costo di 11,50 € a persona. Il prezzo del biglietto comprende anche l’ingresso al lido della Marina Militare, dove puoi usufruire di bar e aree pic nic. Lungo la costa puoi fare snorkeling e lunghe nuotate immerso tra poseidonie, stelle marine e pesci mediterranei. Queste zone sono spesso battute da gruppi di delfini, facilmente avvistabili soprattutto dai ponti dei traghetti durante la traversata.

Taranto, cosa vedere. Passa qualche ora in compagnia dei delfini

Se ami questi curiosi cetacei e vorresti vederli nel loro habitat naturale puoi prenotare un’escursione al JDC, il Jonian Dolphin Conservation. Grazie a questa associazione, che tutela la porzione di mare del Golfo di Taranto, puoi partire per un tour in catamarano di circa sei ore, durate le quali navigherai lungo le coste della Puglia cercando di avvistare delfini.

Informazioni e orari – Il costo per un adulto è di 50,00 € mentre i ragazzi dai 4 agli 11 anni pagano 25,00 €. I bambini da 0 a 3 anni pagano solo 2,00 €. Il contributo economico va ad incrementare le finanze dell’associazione che monitora e sostiene il Taranto Doldhin Sanctuary, il primo rifugio per delfini del Mediterraneo. 

Taranto, cosa vedere. Il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale

Ti ho parlato brevemente della storia millenaria di Taranto, unica colonia spartana della Magna Grecia, ma se vuoi approfondire l’argomento devi assolutamante visitare il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale. Al suo interno sono custoditi preziosi ritrovamenti relativi al periodo ellenico, messapico, tardo arcaico, romano e medievale. La Testa di Donna è un pò il simbolo di questo museo, una scultura meravigliosa che ritrae una donna greca, dall’acconciatura impreziosita da un diadema.

Le antiche civiltà della zona infatti, se pur rurali, amavano adornarsi di ori e gioielli preziosi, molti dei quali sono stati ritrovati nelle tombe riemerse a Taranto e dintorni durante gli scavi archeologici. Queste ed altre preziose testimonianze della storia di Taranto ti aspettano al MarTa, un museo che apre le porte anche a bambini e ragazzi, grazie alla creazione di visite guidate specifiche per le loro età, ricche di laboratori multisensoriali e percorsi animati. 

Taranto, cosa vedere in 1 giorno nella "Città dei due mari". il MarTa

Il MarTA rappresenta il luogo ideale per trascorrere del tempo in famiglia. Lungo il percorso espositivo sono presenti postazioni dedicate ai più piccoli.

Informazioni e orari – Trovi il MarTa a Via Cavour 10. Il museo è aperto tutti i giorni, dalle 8:30 alle 19:30. Chiude solo il primo gennaio e il 25 dicembre. Il costo del bigliettto è di 9.00 € a persona. Per informazioni sui laboratori, sulle visite guidate e per prenotazioni puoi contattare il MarTa via mail all’indirizzo: man-ta@cultura.gov.it

 

 

 

 

Sei mai stato a Carovigno? E’ un bellissimo borgo in provincia di Brindisi, piccolo gioiello della Valle d’Itria. La sua storia e le sue leggende si intrecciano alle tante tradizioni popolari, tangibili nelle viuzze caratteristiche del centro storico e nei suoi monumenti più famosi. Tra uliveti millenari, distese sconfinate di vigneti e pittoreschi paesaggi tipicamente mediterranei ti porto a scoprire le sue bellezze, dandoti qualche consiglio su Carovigno e su cosa vedere nella città della ‘Nzegna. 

Carovigno, cosa vedere

Il nome Carovigno sembra arrivare dal greco “karpene”, che nel periodo medievale si trasforma in “Carvineo”, ossia “portatore di frutti”. Carovigno è infatti ancora nota come Città fruttifera, in quanto questi territori sono da sempre caratterizzati dall’abbondanza dei frutti e famosi per la fertilità del terreno. Un’altra teoria invece, ritiene che il nome Carovigno derivi dal termine messapico “karp”, che sta ad indicare l’altura sulla quale è stata edificata questa cittadina. Qualunque sia l’etimologia del suo nome, Carovigno affascina il visitatore con le sue tante attrattive, tra i quali spicca un elegante castello dalla storia appassionante.

Conosci la storia di Carovigno?

Carovigno ha origini antichissime, risalenti addirittura al periodo messapico, un momento storico molto particolare per le regioni meridionali d’Italia. Tra il VI e il V secolo a.C. iniziano infatti a svilupparsi i primi insediamenti salentini grazie ad un flusso migratorio proveniente dalla costa illirica. Questo porta alla conseguente comparsa di un alfabeto greco, abitazioni più articolate e specifici rituali religiosi. Il nome dato a questa antica popolazione della Puglia deriva da Messapo, che probabilmente significa “popolo tra due mari”. Alcuni ritrovamenti recenti invece attestano che questa città è stata abitata anche nel Paleolito e nel Neolitico.

Nel Medioevo la città di Carovigno si fortifica con una imponente cinta muraria, sormontata da quattro torri: Torre del Civile, Torre Giranda, Torre delli Brandi e Torre del Prete. In questo periodo si arricchisce anche di una maestosa fortezza, che diventa nei primi anni del Novecento un elegante castello grazie ai Conti Dentice di Frasso. 

Carovigno, cosa vedere. Visita il Castello Dentice di Frasso

Il fascinoso castello di Carovigno si innalza fiero proprio nel centro storico della città, arroccato sulla parte più alta della collina. Edificato a scopo difensivo alla fine del XII secolo d.C. dai dominatori normanni, diviene residenza nobiliare solo nel 1700. Dopo un periodo di abbandono è donato come regalo di nozze del Conte Alfredo Dentice di Frasso e di Elisabetta Schlippenbach. La presenza di questi due personaggi diventa una risorsa preziosa per la città di Carovigno. Puoi passeggiare nei giardini, nell’orto botanico e nelle segrete del castello il quale, dal 2014, è diventato proprietà comunale. Una volta varcata la soglia di questa nobile dimora sarà la bellissima storia d’amore tra i due conti a farti da guida, tra saloni, stanze da letto nobiliari, biblioteche e romantiche terrazze.

Carovigno, cosa vedere nella città della 'nzegna

Ammira la battitura della ‘nzegna

Carovigno è anche conosciuta come la città della ‘Nzegna. Ma cosa significa questa parola? Il termine ‘Nzegna deriva dal dialetto locale e significa letteralmente “insegna”. Rappresenta una tradizione folkloristica davvero molto suggestiva e tanto sentita ancora oggi dagli abitanti della città. E’ legata fortemente al culto della Madonna di SS. Maria di Belvedere, la cui icona religiosa si trova all’interno di una cripta edificata sull’omonimo colle.

Carovigno, cosa vedere. Scopri la leggenda della Madonna del Belvedere

La battitura della ‘Nzegna ha infatti origine da una leggenda popolare che vede protagonista un Signore di Conversano, gravemente malato, al quale appare in sogno una madonna vestita di stelle, che lo invita a recarsi a Carovigno per raggiungere la guarigione. A tal fine avrebbe dovuto cercare la sua immagine sacra dipinta nella grotta sul colle. Il nobile Signore si mette quindi in viaggio seguito dai suoi servi ma, ad un tratto, la carovana si perde nel fitto bosco. Viene però attratta da grida di alcuni pastori rimasti incastrati in un rovo insieme alla loro giovenca. Tagliando i rami per poter garantire loro la salvezza si trovano dinanzi la grotta della Madonna, davanti la quale il Signore guarisce immediatamente. 

Per festeggiare l’evento, una volta tornati in paese, uno dei pastori inizia ad agitare un drappo colorato legato ad un bastone, per attirare l’attenzione della folla sul miracolo appena avvenuto. Ecco quindi che il simbolo di Carovigno diventa la ‘Nzegna, un’enorme bandiera che ancora oggi, grazie al Gruppo Sbandieratori Battitori ‘Nzegna, viene agitata e lanciata in aria a ritmo di musica durante la processione pasquale o nelle esibizioni ufficiali del gruppo. 

Gli eventi legati alla ‘Nzegna

Le acrobazie del pastore vengono rievocate ogni anno, a Carovigno, in occasione del lunedì, del martedì e del sabato dopo Pasqua, proprio dinanzi la statua della Madonna del Belvedere. Due abili battitori ne ripetono le gesta al ritmo di musica popolare, creando un emozionante momento di devozione e di ammirazione. Il rito della battitura, profondamente legato al culto mariano, diviene nel corso dei secoli anche un atto propiziatorio per gli abitanti di Carovigno poichè, un eventuale caduta della ‘Nzegna, sarebbe un segno di cattivo auspicio per la città. 

Carovigno, cosa vedere. Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Carovigno è un intrigante dedalo di viuzze e di vicoli caratteristici, protetti dalle fortificazioni esterne. Le grandi porte di accesso, i torrioni, le chiese e l’enorme castello Dentice di Frasso, fulcro della città, la rendono nell’aspetto un perfetto borgo medievale. Le deliziose casette dipinte di bianco, le gradinate su cui spiccano poetiche frasi d’autore, i deliziosi dettagli che arredano facciate e piazze rendono questa città piacevole da esplorare in ogni stagione. Il centro storico è chiuso al traffico cittadino per cui è perfetto per le famiglie con bambini, liberi di passeggiare in tutta serenità alla scoperta dei suoi angolini deliziosi.

Su Corso Vittorio Emanuele, la strada principale del centro, trovi tanti locali dove assaggiare piatti tipici locali nella rilassante atmosfera del borgo. Poco più avanti invece trovi Piazza ‘Nzegna, il cuore pulsante della città di Carovigno. Qui si svolgono le manifestazioni legate al folklore locale. In questa piazza trovi anche due edifici di grande interesse storico e architettonico: la Chiesa del Carmine e l’ex convento dei Carmelitani, oggi chiamato Palazzo di Città. 

Fai attenzione ai simboli

Passeggiando nel centro storico ti ritrovi dinanzi al palazzo del Municipio di Carovigno. Sulla porta d’ingresso puoi notare lo stemma in pietra del Comune, risalente al 1929. Si tratta di uno scudo che accoglie al suo interno un delfino cavalcato da un putto che suona la cetra. Sotto di esso la scritta “Car Brun” ti ricorda il rapporto di intesa tra Carovigno e Brindisi. 

Trovi il simbolo del delfino in altri stemmi araldici della città poichè questo animale, considerato sacro al dio Nettuno, richiama il legame di Carovigno con il mare. 

Carovigno, cosa vedere

Fai una degustazione di prodotti tipici locali

Se cerchi esperienza da fare con i bambini a Carovigno prova la fattoria didattica dellaMasseria Correo. L’azienda accoglie chiunque voglia fare conoscenza del mondo rurale pugliese, organizzando laboratori dedicati alla produzione dei prodotti caseari, come latte e burro, oppure creando itinerari tra gli animali della fattoria, da accarezzare, conoscere e mungere! Puoi anche fare degustazioni dei prodotti dell’azienda e assaggiare i loro formaggi, le mozzarelle e le ricotte accompagnate da freselle al pomodoro e focacce calde. 

Sei un amante dell’olio di oliva? Raggiungi allora le Tenute Parco Piccolo di Carovigno. Qui, tra distese immense di ulivi secolari puoi degustare e acquistare i prodotti dell’azienda e partecipare, su prenotazione, a un tour nei frantoi dedicati alla lavorazione dell’olio EVO di Puglia. Per la tua beauty routine quotidiana puoi persino acquistare i prodotti naturali dell’azienda formulati per la cura del viso e del corpo, tutti rigorosamente a base di olio di oliva!

I wine lovers invece possono raggiungere le Cantine Due Palme e visitare i luoghi e i vigneti che hanno reso famosi i vini pugliesi nel mondo. Prenotando un tour presso l’azienda vinicola hai accesso alle cantine e a una degustazione di prodotti tipici locali, ovviamente abbinati ai vini classici delle Cantine Due Palme, come Il canonico Negramaro del Salento. 

Raggiungi Torre Guaceto, la Riserva Naturale del Salento

Da Carovigno puoi facilmente raggiungere una delle Riserve Naturali più preziose d’Italia: Torre Guaceto. Il suo simbolo è appunto questa torre aragonese che, grazie alla sua peculiare posizione, riesce ad avere una vista spettacolare su ogni porzione di territorio circostante.

All’interno della riserva puoi fare numerose attività, come andare in bicicletta, fare snorkeling, bird watching..o semplicemente passeggiare tra i sentieri della macchia mediterranea e i tratturi, alla scoperta dei bellissimi panorami che questa zona regala. Se vuoi rilassarti al sole puoi puntare sulla spiaggia di Punta Penna Grossa, perfetta per le famiglie poichè ha un chiosco e un lido dove poter trovare ogni comodità possibile.

Inoltre presso il Centro Visite Al Gawsit c’è il Museo della Riserva, un posto magico dove puoi ammirare virtualmente gli ambienti del parco. Puoi perderti tra acquari mediterranei, filmati e riproduzioni in scala della riserva. Se invece sei amante della natura programma una visita all’orto botanico che, tra profumi e colori intensi delle piante aromatiche officinali, diventa una vera e propria esperienza sensoriale.

Fai un giro sul Trenino del Mare

Un’attività perfetta per le famiglie da fare nella Riserva di Torre Guaceto è un giro sul Trenino del mare. Il Tour “ferroviario” parte dalla spiaggia di Punta Penna Grossa, passa nella zona umida e arriva alla Torre Aragonese. Al finire del tour è previsto anche un tuffo in mare, facendo base nella bellissima spiaggia delle conchiglie.

Nella riserva poi è possibile partecipare alle varie manifestazioni che si tengono in diversi periodi dell’anno. Tanti sono i percorsi gastronomici organizzati dove, tra stand e laboratori, si promuove la sostenibilità ambientale educando i consumatori all’acquisto consapevole. Ad agosto ad esempio trovi la bellissima Kermesse “Sogno di un pomodoro di mezza estate”, dedicata al pomodoro fiaschetto, eccellenza del territorio pugliese.

Conosci i presidi Slow Food del territorio?

La Riserva naturale di Torre Guaceto ospita infatti numerosi progetti di produzione gastronomica. Qui ad esempio viene prodotto L’Oro del Parco, un delizioso olio di oliva salentina da agricoltura biologica. L’Ente Parco si distingue anche per la valorizzazione delle coltivazioni storiche e, sostenuto dal presidio Slow Food dell’Alto Salento, promuove la produzione del pomodoro fiaschetto, tornato in auge grazie alla passione dellAzienda Agricola Calemone.

 

Perchè visitare Carovigno

Carovigno è la città perfetta da esplorare in ogni stagione dell’anno, sia per il suo clima mite sia per le numerose esperienze da fare in città o nei dintorni. Il mare meraviglioso, raggiungibile in pochi minuti dal centro, e la vasta produzione enogastronomica rendono questa cittadina una meta perfetta per ogni tipologia di viaggiatore. L’attenzione ai dettagli e alla qualità dei prodotti si riversa nelle cucine dei bistrot dove, tra prodotti a km zero, puoi fare esperienze culinarie davvero fantastiche. Il fatto poi che Carovigno sia facilmente raggiungibile da altri punti di interesse della Puglia, come Brindisi e la Valle d’Itria, rende questo borgo perfetto per chi ama spaziare tra diverse località regionali. Il centro storico poi è piacevole da esplorare a passo lento, godendo dell’atmosfera fiabesca che sembra avvolgere perennemente questa porzione di Puglia.

 

 

Al di la del grande cancello del Castello di Carovigno il vento si insinua tra le foglie degli alberi centernari. Fa vibrare lievemente la luce fioca dei lampioni, che illumina distratta il lastricato di pietra. Ecco, da lontano, si ode lo scalpiccìo di cavalli in corsa. Un cigolio scrosciante di ruote echeggia nei vicoli, al calar del sole, mentre comincia a delinearsi nel cielo terso una deliziosa mappa di stelle.

Un vento tiepido che sale dal mare, profumo di salsedine e sabbia calda di sole, accompagna l’elegante carrozza, frettolosa di arrivare a destinazione. Nel grande giardino la servitù è in attesa, trepidante, di istruzioni. Un’euforia leggiadra copre i sospiri curiosi, le piante attente, gli alberi indagatori. Ecco, lo stridio delle ruote si placa, il vento trattiene il respiro. Il destino di Carovigno cambia nell’attimo in cui il piede leggiadro di una donna si posa sul selciato del castello. Una donna che arriva da un passato nefasto, in cerca di un futuro glorioso. Elisabetta Schlippenbach.

Il castello di Carovigno

La figura di Elisabetta Schlippenbach è ancora adesso un punto di riferimento molto importante per gli abitanti di Carovigno. Tutto ruota attorno alla storia del castello e della famiglia Dentice di Frasso, esempio di virtù e rettitudine. Ma chi era Elisabetta? Una nobile donna dal carattere ribelle che, costretta nel 1889 a sposare un uomo che non amava, riesce ad avere il divorzio nonostante il bigottismo del periodo, cambiando così il suo destino infelice. Elisabetta combatte la mentalità conservatrice dell’epoca lottando con tutta se stessa per riavere la libertà che, con forza, le è stata negata in giovinezza. Sposa quindi, con un matrimonio d’amore, il Conte Alberto Dentice di Frasso, ammiraglio della Marina Reale, portando la sue residenza a Carovigno.

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Conosci la storia della contessa Elisabetta?

Cosa ha significato per la città di Carovigno questa nuova presenza? Beh, ancora oggi, nel cuore degli abitanti, è vivo il ricordo della contessa, stimata e ben voluta da chiunque nel borgo e nei dintorni. Grazie a lei il Castello di Carovigno riprende vita e ritorna all’antico splendore, diventando il cuore pulsante della città. Sostenitrice della lettura, scrive lei stessa favole dedicate ai bambini e diverse raccolte di versi, diventando una presenza fondamentale per lo sviluppo socio culturale della città. Mantiene infatti rapporti con diverse realtà nel mondo della politica e dell’economia, anche a livello internazionale, e trasforma il castello in un centro culturale sopraffino, ospitando aristocratici e letterati provenienti da tutta l’Europa, tra i quali spicca il noto Guglielmo Marconi.

Visita il castello Dentice di Frasso di Carovigno

E’ dall’elegante piazza di questo castello che inizia questo viaggio a Carovigno, borgo medievale cinto da mura antiche quanto la sua storia. Il castello Dentice di Frasso sorge a ridosso del centro storico, piccolo agglomerato di case imbiancate a calce e stradine pittoresche. L’edificio è caratterizzato da una peculiare forma a triangolo e si distingue per i suoi torrioni fortificati. Una delle torri ha la particolare forma a “mandorla”, simile alla carena di una nave rivolta verso il mare. Dopo una serie di dominazioni e un lungo periodo di abbandono il castello di Carovigno viene donato, come regalo di nozze, al Conte Alfredo Dentice di Frasso e a sua moglie, Elisabetta.

Gli sposi portano il castello a nuovo splendore, affidandone la ristrutturazione all’ingegnere Gaetano Marschiczek il quale, nei primi anni del ‘900, arricchisce l’enorme edificio con sontuose decorazioni e importanti sculture, puntando sull’ampliamento degli spazi già esistenti.

Per espressa volontà della contessa Elisabetta viene aggiunto inoltre un grande parco che molto ricorda, nello stile ma non nelle proporzioni, i giardini delle più più famose regge europee. Il castello diventa dunque, grazie all’influenza dei Conti Dentice di Frasso, una moderna dimora nobiliare, con camere da letto signorili, accoglienti sale da pranzo e saloni riscaldati da grandi camini. Il palazzo, sempre per volere della Contessa Elisabetta, viene inoltre fornito di una preziosa biblioteca e di un orto botanico.

Comincia la tua visita dal giardino

Inizia la visita al castello di Carovigno proprio dal cancello principale, entrando nel grande cortile nobiliare. Qui si trova non solo l’Info Point ma anche la piccola chiesa dedicata a Sant’Anna, un tempo cappella privata della dimora. Sul portone puoi notare subito il blasone in pietra del casato Dentice di Frasso e la scritta “Noli me tangere”, iscrizione latina che significa “Non mi toccare”. Molto probabilmente questa frase è stata scelta dal Conte Alfredo e dalla Contessa Elisabetta come monito per gli avventori o per chiunque volesse ostacolare il loro amore.

Scendi nelle “segrete” del castello di Carovigno

Non si può non notare, sulla destra, un’elegante scalinata protetta da due enormi grifoni. Porta ad una della balconate più belle mai viste in un castello. E’ completamente fatta di pietra calcarea e affaccia non solo sul grande giardino privato, ma anche sui tetti della città.

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Prima di salire a visitarla però dovresti dedicare qualche minuto della tua visita alle “segrete” del castello. Si trovano proprio sotto il livello della strada, a circa cinque metri di profondità, e sono scavate nella roccia nuda. Nate sicuramente come stanze di prigionia, sono diventate nel corso degli anni preziosi depositi per olio e vino, ma anche nevai e piccole stive. 

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Nei seminterrati puoi vedere anche i resti di due laboratori, uno di falegnameria e uno di tessitura. L’avviamento di queste scuole di formazione è opera della contessa Elisabetta la quale, oltre a produrre stoffe innovative, voleva creare lavoro per gli abitanti del paese dando in questo modo una maggiore svolta all’economia di Carovigno. 

Passeggia tra le stanze della dimora dei conti Dentice di Frasso

Ora lascia le segrete e varca la soglia del Castello di Carovigno. Al primo piano puoi subito notare lo splendido rosone con lo stemma del casato sul pavimento del salone. Questa stanza era adibita all’accoglienza degli ospiti. Ritrovi lo stemma anche sul grande camino che troneggia in fondo alla sala, sormontato da due quadri che ritraggono il Conte Alfredo e la Contessa Elisabetta.

Sotto il ritratto della padrona di casa puoi leggere un’iscrizione: “Nulla palma sine pugna” ( Non c’è vittoria senza battaglia), che racchiude un pò il sunto della sua vita. Il montante in pietra che si trova invece sotto il ritratto del Conte porta scritto “Deseruisse juvat mare” ( è stato dolce lasciare il mare ), una poetica dichiarazione d’amore in cui afferma di non essere pentito di aver lasciato il mare per poterla sposare. L’amore vero che ha legato questi due personaggi si riflette nella rinascita della loro dimora e della loro città, Carovigno, tornata a nuovo splendore grazie al loro prezioso contributo.

Perchè visitare il Castello di Carovigno

Emozionante come la storia d’amore che lo vede protagonista, il Castello di Carovigno è una delle dimore storiche più intriganti della Puglia. La “casa del Conte”, così ancora oggi gli abitanti del borgo amano chiamare questo regale castello, dal 2014 è bene comunale, gestito dall’Associazione Le Colonne. E’ possibile prenotare visite guidate, ricevimenti, manifestazioni e mostre all’interno del castello. Inoltre vengono organizzati laboratori didattici dedicati alle scuole su numerosi argomenti quali l’araldica, la tessitura e l’architettura. Temi sempre stati cari ai Conti Dentice di Frasso. 

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Ti consiglio di visitare il castello di Carovigno prima del tramonto, approfittando delle luci naturali per scattare splendide foto all’esterno della dimora, nei giardini e sulle terrazze panoramiche. I raggi del sole che man mano si affievoliscono, lasciando posto al crepuscolo, creano un’atmosfera d’altri tempi, romantica e toccante. 

Informazioni utili alla visita

Il Castello Dentice di Frasso a Carovigno è aperto da Maggio a Ottobre, dal martedì al venerdì, seguendo gli orari 9:30 – 12:30, 15,30 – 17:30. Il sabato e la domenica invece è aperto a partire dalle 9:30 fino alle 12:30 di mattina mentre, nel pomeriggio, riapre alle 16:00 per chiudere alle 18:00. 

A partire da Giugno e fino a Settembre segue i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 21.00. Il sabato e la domenica invece apre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00

Per info e prenotazioni puoi mandare una mail a castellodicarovigno@gmail.com

Il tuo viaggio in Puglia ti ha portato a Ginosa, una delle città più pittoresche della regione, e cerchi un posto altrettanto suggestivo dove pernottare? Puoi optare per una vera e propria esperienza di soggiorno, che unisce confort e avventura, prenotando una delle meravigliose stanze dell’Albergo diffuso Il Casale, la struttura perfetta dove dormire a Ginosa. Ti spiego il perchè..

Dove dormire a Ginosa

Ginosa è immersa nei territori della Gravina tarantina, lontana dal caos della costa e perfetta per chi ama il turismo lento e sostenibile. Gli scorci paesaggistici e le attività esperenziali che puoi fare in zona sono moltissime: escursioni nelle case grotta, visite alle chiese rupestri, passeggiate a cavallo o esperienze di degustazione eno-gastronomica. Recandoti all’Info Point Casa Mama puoi trovare ogni tipologia di esperienza disegnando, grazie all’aiuto dell’associazione locale, il tuo itinerario perfetto per esplorare Ginosa e dintorni. Se vuoi sublimare la tua visita in questa cittadina sospesa nel tempo invece, devi assolutamente pernottare presso l’Albergo diffuso Il Casale.

Pernotta presso l’Albergo diffuso Il Casale

Il Casale è un piccolo e delizioso albergo diffuso, che si affaccia proprio sugli scorci più belli della gravina di Ginosa. Si trova esattamente nel centro storico e riflette la genuinità e la primitiva essenza di questi territori. L’Albergo diffuso Il Casale è innanzitutto esperienza. La straordinaria vista sui villaggi rurali è infatti una delle prime ragioni per cui dovresti scegliere questa struttura per il tuo soggiorno a Ginosa. La vicinanza al centro città e alle gravine poi ti permette di raggiungere ogni sito storico in pochi minuti, a piedi o in bicicletta, permettendoti di ammirare le meraviglie che hai intorno. 

Il Casale è accoglienza, confort e genuinità, un posto dove silenzio e bellezza creano ricordi indimenticabili.

Dove dormire a Ginosa. Lasciati coccolare dagli elementi primordiali

Il Casale, gestito in maniera egregia da Mario e sua moglie, vanta ben sei stanze, tutte con ingresso indipendente. Alcune sistemazioni sono ricavate da grotte naturali, delle quali è stato enfatizzato l’effetto scenografico puntando sulla qualità e sulla bellezza dei dettagli. Tende ricamate a mano, centrini di pizzo, lino, iuta e morbido cotone sono elementi che creano un filo conduttore tra le varie stanze, caratterizzate infine da una splendida vista sulla gravina. 

Dove dormire a Ginosa. Albergo diffuso Il Casale

Ogni alloggio è stato pensato e realizzato cercando di conservare gli ambienti originali e riadattando i materiali già esistenti al loro interno. Tufo, legno e pietra grezza sono gli elementi predominanti degli alloggi, così come le preziose luci soffuse sparse in maniera strategica nelle incalanature del soffitto o sulla cornice del pavimento. Uno stile idilliaco, che prende ispirazione dai territori circostanti, selvaggi e primitivi, arricchendosi di preziosi dettagli essenziali a creare un ambiente rilassante, ma anche romantico e poetico. 

Dove dormire a Ginosa. Scegli la stanza perfetta per te

La macchia mediterranea folta e vigorosa presente in questa zona di Puglia viene rievocata in maniera predominate in ogni stanza. Prendendo quindi spunto da arbusti antichi, fiori ed erbe aromatiche ecco che le stanze dell’Albergo diffuso Il Casale prendono nomi come Salvia, Malva, Rosmarino, Fico, Melograno e Cappero. 

Lasciandoti consigliare dal tuo istinto primordiale, quale di queste stanze sceglieresti?

Io ho scelto subito il Cappero, fiore edibile di una bellezza disarmante. L’eleganza della pianta del cappero, che si lascia cadere morbida sulle pareti rocciose ricoprendole con i suoi colori forti e decisi, si riversa tutta in questa stanza, i cui ambienti rimangono semplici ma ricchi di preziosi dettagli. L’arredo è di pregiata fattura, le curve del soffitto sono morbide e calde, rilucenti nelle loro tonalità ambrate. I tendaggi di puro lino, sui quali spicca un delizioso ricamo della pianta del cappero rigorosamente fatto a mano, le sculture in legno e il tufo in bellavista creano un ambiente rilassante ed energizzante al tempo stesso. L’energia che sprigionano gli elementi naturali essenziali è infatti tangibile, e contribuisce a fare di questo alloggio una vera e propria esperienza sensoriale perfetta per gli amanti della semplicità e della raffinatezza.

Cerchi un’ esperienza romantica? Allora sei da Rosmarino

Il Casale dispone infatti di una stanza dedicata al benessere, che prende il nome da una delle piante aromatiche più famose e diffuse nel Mediterraneo: il rosmarino. 

Parliamo di un vero e proprio appartamento deluxe, con ingresso indipendente, anch’esso realizzato in un’antica grotta di tufo. Un passo all’interno e vieni catapultato nella sua atmosfera di charme. Il pezzo forte di questo alloggio è la vasca idromassaggio, ricavata da un antico Palmento ( una vasca utilizzata in passato per la fermentazione del mosto ). Qui puoi rilassarti a lume di candela sorseggiando un vino tipico della zona. La stanza è corredata anche di un bagno turco in cui sciogliere le tensioni accumulate durante la settimana, lasciandoti coccolare dagli aromi deliziosi sprigionati dagli oli essenziali. 

Dove dormire a Ginosa. Albergo diffuso Il Casale

Le piccole luci a led e le candele sparse nella stanza ricreano una piccola costellazione, permettendoti di ritirarti in un atmosfera da Mille e una notte. Rosmarino è un alloggio perfetto anche per le famiglie, poichè dispone di un secondo letto sul piano rialzato. 

Servizi inclusi

Tutti gli alloggi dell’Albergo diffuso Il Casale dispongono di TV, WI FI gratuito, asciugacapelli, ciabatte da camera, riscaldamento o aria condizionata autonoma.

Inizia la giornata con una colazione tipica… con vista!

Il Casale dispone inoltre di una splendida terrazza in comune, rialzata sulla collina e incastonata nel vecchio centro storico. Un punto fotografico dal quale puoi avere una vista a 360° di tutta la gravina sottostante. La colazione viene servita qui, sotto il porticato profumato dalle piante aromatiche, dove puoi goderti il silenzio della mattina sorseggiando un buon caffè.

Dove dormire a Ginosa. Albergo diffuso Il Casale

La devozione verso il territorio si trasforma qui al Casale in deliziosi piatti da assaggiare, tra i quali non manca la frutta fresca di stagione tipica di queste zone. Fichi d’India, meloni bianchi, uva croccante e prugne selvatiche saziano la gola, la vista e l’olfatto. Non manca mai, sulla tavola imbandita di Mario, la focaccia pugliese o il pane prodotto nell’antico forno del borgo di Ginosa. Confetture home made, torte casarecce, bruschette al pomodoro e polpettine di pane fritte abbondano nei piatti, diffondendo nell’aria il profumo buono delle cose semplici e genuine. 

Perchè soggiornare presso l’Albergo diffuso Il Casale di Ginosa

L’Albergo diffuso Il Casale non è una struttura ricettiva come le altre. La sua peculiare posizione, l’accoglienza familiare, la conformazione degli alloggi e i servizi forniti dai proprietari regalano un’esperienza di soggiorno favolosa, ma anche la possibilità di vivere Ginosa in maniera autentica. La cura dei dettagli, la passione e la cortesia, l’ambientazione selvaggia smorzata dagli eleganti dettagli rendono questo albergo una vera chicca per gli intenditori del genere. L’Albergo diffuso Il Casale è il posto perfetto dove dormire a Ginosa, ideale per chi ama perdersi a passo lento in destinazioni insolite, immergendosi nel tessuto dei posti tra storia, architettura e tradizione. 

Trovi L’Albergo diffuso Il Casale in Via Bacco a Ginosa, in privincia di Taranto. 

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri +39 338 4535 719 | +39 099 829 3922o mandare una mail a: INFO@ALBERGODIFFUSOILCASALE.IT

Sei mai stato a Ginosa? E’ uno splendido paese della Puglia, situato in provincia di Taranto. La sua peculiare posizione, a 240 metri sopra il livello del mare, la rende una delle mete più pittoresche della regione. Si trova infatti incastonata nella Murgia tarantina, un’estesa porzione di territorio i cui confini sono indefiniti ma che si esendono tra la Puglia Centrale e la Basilicata orientale. Questa zona è caratterizzata da un altipiano carsico di origine tettonica e fa parte dal 2004 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa è una delle cittadine più antiche della Puglia e la sua fondazione sembra datarsi attorni al 1500 avanti Cristo. Alcune tracce archeologiche però fanno presagire la presenza nella zona di insediamenti umani molto più antichi, risalenti addirittura al Neolitico. Forte è stata la presenza del popolo ellenico negli antichi territori di Ginosa, il cui nome infatti deriva dalla parola greca Genusia, vecchio nome dell’odierna Cnosso, capitale di Creta.

Il susseguirsi di numerose denominazioni ha lasciato segni indelebili non solo nell’architettura della zona, ma anche nelle tradizioni e nei costumi che ancora oggi sono in uso tra la popolazione locale. Romani, Goti, Bizantini, Saraceni e Normanni hanno contribuito a costruire e fortificare la storia e le usanze di Ginosa. Questo susseguirsi di invasioni straniere, in tempi antichissimi, ha portato la gente del posto a cercare rifugio nelle grotte naturali scavate nel tufo della gravina. Ed è da queste grotte che comincia il mio racconto..

Visita la Gravina di Ginosa

Scendere nella Gravina di Ginosa è un’esperienza emozionante e selvaggia. Il piccolo canyon, scavato nella roccia calcarenitica delle acque pluviali, circonda in un abbraccio tutto il centro abitato di Ginosa. I colori caldi della roccia, il fruscio del vento tra le piante tipiche della Macchia Mediterranea, l’odore forte dei fichi d’India maturi e il profumo delle piante aromatiche ti rapiscono, quasi con violenza, e ti avvolgono in un vortice di folli emozioni sensoriali, a tratti ingovernabili.

Scendi nei rioni Rivolta e Casale

Sono due i villaggi rupestri di Ginosa, e si dividono in rioni: Rivolta e Casale. Entrambi i siti naturali sono una preziosa testimonianza delle antiche tecniche costruttive ma anche un’importante fonte di informazione riguardante la primissima pianificazione urbana di questi territori. L’esempio più esplicito sta nella disposizione degli ingressi delle grotte.

Sono infatti rivolti verso il sud, in modo da permettere al sole di riscaldare gli interni in inverno. Il complesso urbanistico comprende un insieme di case grotta e chiese rupestri scavate interamente nella roccia, disposte su cinque piani collegati tra loro da rudimentali scalinate. Ipogei, cisterne, piccole nicchie arcaiche, giardini primitivi e forni rurali erano condivisi non solo tra gli uomini, ma anche con gli animali. Dove le gravine raggiungono la più naturale compostezza puoi ammirare i resti delle chiese rupestri, piccoli santuari sospesi nel tempo e preziosi musei di arte antica.

Scruta i palinsesti nelle Chiese Rupestri

La gravina protegge numerosi gioielli arcaici. Tra le sue rocce, oltre alle case grotta, trovi infatti anche le chiese rupestri, piccole grotte ipogee dedicate al culto dei santi locali. Sono molte le chiese dislocate lungo tutta la Murgia ma se ti trovi a Ginosa puoi visitare la chiesa di Santa Sofia, una delle sante più venerate della zona. Guardando i palinsesti, gli antichi pannelli devozionali realizzati con colori naturali, puoi provare ad immaginare la bellezza della chiesa nel periodo del suo massimo splendore. Purtroppo le calamità naturali e gli agenti atmosferici ne hanno cancellato piccoli pezzi o ridotto la qualità dei colori. Le chiese rupestri restano comunque una grande testimonianza della devozione delle popolazioni che hanno abitato la Murgia Tarantina. 

Ammira la Chiesa Matrice di Ginosa

La Chiesa Matrice fa capo a tutte le altre chiese di Ginosa e la sua costruzione risale al 1554. E’ opera di un presidio militare francese dell’epoca, ed è dedicata ad uno dei santi più importanti della Francia: San Martino da Tours. La linea architettonica della Chiesa Matrice è caratterizzata da una predominanza dello stile gotico, al quale si affianca lo stile rinascimentale in auge in quel periodo in Puglia. 

Un rosone da luce alla navata principale. Sotto di esso la figura di San Martino guerriero sembra scrutare gli avventori. Nella navata centrale puoi ben vedere l’altare maggiore, il pulpito e l’organo, tutti elementi appartenenti al periodo settecentesco. Tra le altre cappelle spicca per bellezza e maestosità il Cappellone, la parte più antica delle Chiesa Matrice. Al suo interno sono custodite diverse tracce di palinsesti, nonchè una tela della Vergine che tiene in braccio il Bambino mentre mantiene nell’altra mano la corona del Rosario. Per la perfezione dei tratti e per la bellezza dei colori, resta uno dei dipinti più importanti dell’intera regione. La Madonna del Rosario è inoltre la Santa Patrona della città di Ginosa.

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa. Passeggia nel borgo fantasma

Il piccolo borgo di Ginosa si arrampica sulla collina della Gravina, e appare al visitatore in tutta la sua aspra bellezza. Le casette di tufo e calcarenite si alternano ad antichi conventi e a vecchi palazzi nobiliari, tra i quali spicca per maestosità il Castello Normanno. Nato a scopo difensivo nell’anno Mille nella sua versione originale portava tre torri merlate, tra le quali passava un ponte levatoio. Sotto il dominio dei Doria invece alcuni elementi architettonici sono stati demoliti, trasformando il baluardo difensivo in un elegante palazzo nobiliare.

Passeggia sulla viuzza principale, che costeggia la gravina e i villaggi rupestri, e goditi il silenzio prorompente. Il vecchio borgo di Ginosa infatti è disabitato da anni poichè, a causa di una fortissima alluvione che ha devastato questi territori nel 2013, gli abitanti hanno dovuto lasciare le proprie case per prendere alloggio in residenze più sicure. L’eco del vento che si incanala nelle balaustre di pietra è l’unico suono che sentirai in questo tratto di strada.

Fai un’esperienza gastronomica da Casa Mama

Affacciato sulla gravina, con le sue porticine colorate e le tende mosse dal tiepido vento del sud, trovi Casa Mama: l’info point di Ginosa e di Ginosa Marina. Non è un semplice punto di informazioni ma una vera e propria casa, arredata con classe e ricca di dettagli tipici della regione, in cui a richiesta si tengono pranzi con prodotti tipici o Cooking Class. Isabella Bello, sua madre Rosa e suo figlio Francesco creano esperienze gastronomiche davvero pazzesche.

Puoi provare ad esempio a fare le orecchiette pugliesi secondo l’antica ricetta, impastando acqua e farina con le tue mani sotto lo sguardo attento della signora Rosa. Con maestria Rosa ti insegna a creare questi piccoli riccioli di pasta dorata facendoti seguire gli antichi movimenti delle massaie del posto. 

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

L’atmosfera rilassata, intima e accogliente di Casa Mama è incantevole. Il cibo fatto in casa, il profumo delle salse che ti solletica il naso, la vista pazzesca sulla Gravina di Ginosa e la passione di Isabella e della sua famiglia fanno di questo posto una tappa immancabile nella tua visita in Puglia. 

Visita l’Atelier dell’Inglese

Arriva poi in cima alla collina e raggiungi la città nuova. Qui, tra negozi di charme e vecchie botteghe artigiane, puoi passeggiare fino a raggiungere uno degli atelier più famosi d’Italia: L’Inglese. Angelo è un sarto di fama internazionale, originario di Ginosa, e ha vestito con le sue eleganti camicie Ministri, Principi e Reali di tutto il mondo. Una visita ai suoi laboratori per conoscere le varie fasi di produzioni dei suoi abiti è obbligatoria se ti trovi in quel di Ginosa. L’ arte sartoriale di Angelo l’Inglese è ormai nota in ogni parte del mondo e sono numerosi i personaggi illustri che fanno visita alla sua sartoria per poter comprare una sua creazione. 

Perchè visitare Ginosa

Ginosa è una perfetta fusione tra passato, presente e futuro. Le gravine risucchiano, tra ocra e verdone, il viaggiatore, che sprofonda in una dimensione fatta di storia antica, ingegneria arcaica e religiosità. Il vecchio borgo si staglia sulla collina come una bomboniera, baciato dal sole del giorno e battuto dal vento caldo di scirocco della sera. Il nuovo centro storico invece è un piccolo gioiello e si sviluppa in pianura, abbracciando tradizione e modernità. 

Prenotando esperienze presso Casa Mama inoltre puoi optare per diverse tipologie di visita. I local tour dell’Associazione sono pensati e strutturati per ogni tipologia di viaggiatore. Puoi spaziare tra Cooking Class, tour enogastronomici, passeggiate a cavallo e tante altre attività inclusive. Ogni attività esperenziale nasce dalla passione delle persone del posto per i propri territori, decisi a tramandare usi e costumi antichi non sottovalutando l’innovazione e modernità.

 

 

 

 

 

 

Sei alla ricerca di un’esperienza in “plain air” ma solo a sentire la parola “campeggio” ti viene la pelle d’oca? Allora sei nel posto giusto. C’è un perfetto compromesso tra scomodi sacchi a pelo e meravigliose nottate sotto le stelle e si chiama Glamping! Si tratta di una nuova tendenza di viaggio studiata proprio per chi ama la vita all’aria aperta, ma odia la scomodità delle normali tende da campeggio. Si può infatti definire come glam camping o camping di lusso perchè, nel pieno rispetto della natura circostante, riesci a fare un’esperienza di campeggio deluxe, con servizi che nulla hanno da invidiare alle strutture stellate.

Tende per glamping

Il termine Glamping deriva dalla fusione di due parole, Glamour e Camping. Viene utilizzato per la prima volta nel vicino 2005, in Inghilterra, e da allora ha preso piede prima in Europa, poi in tutto il mondo, diventando una vera e propria moda. Rimane al momento il miglior prodotto di soggiorno esperenziale.

Una glamping tent è infatti una vera e propria dimora, arredata con dettagli preziosi ispirati alla natura e spesso corredata da bagno, Jacuzzi esterna, morbidi letti e delicati tendaggi. 

Le diverse tipologie di Glamping

I Glamping si sono diffusi a macchia d’olio soprattutto in Italia dove, grazie alle floride zone naturalistiche della penisola, sono diventati un vero mood turistico. Puoi trovare sistemazioni in Glamping anche in deserti, nella jungla, nelle foreste e nei boschi. Una delle più apprezzate formulazioni per le famiglie è ad esempio la casa sull’albero. Chi non ha mai sognato di poter dormire in una deliziosa casetta nascosta tra le fronde di un albero secolare?Tende per glamping. Design e comfort nella Natura

Allo stesso modo una delle sistemazioni più richieste dalle famiglie in viaggio è la Tenda Safari, una caratteristica struttura in legno, con tetto spiovente, che richiama le abitazioni in uso nella Savana. Se poi vuoi provare un’esperienza di soggiorno romantica invece, puoi optare per gli Igloo. Sono grandi cupole trasparenti ispirate dalla forma delle tipiche abitazioni Inuit, dove puoi dormire praticamente ammirando il panorama circostante a 360°. 

 

Tende per Glamping. Si può fare questa esperienza in ogni stagione?

Assolutamente si! Se preferisci muoverti nelle stagioni di minore affluenza turistica, come il tardo autunno o l’inverno, puoi provare a pernottare in un lodge. Grazie al perfetto isolamento termico di queste strutture, pensate proprio per garantire il massimo del confort al viaggiatore, puoi godere della tua esperienza di Glamping in ogni momento dell’anno. In estate troverai giovamento dal fresco della struttura, immersa in una cornice naturale da favola, mentre in inverno potrai coccolarti al rientro dalle escursioni con il piacevole calore che avvolge l’interno del lodge.

Ogni tipologia di Glamping è infatti pensata per il piacere e per il benessere del cliente, per regalare una piacevole esperienza di relax non sottovalutando inoltre il piacere dell’avventura. 

Perché scegliere una vacanza Glamping?

Almeno una volta nella vita, che tu sia in coppia o in famiglia, dovresti provare a fare un’esperienza di Glamping. E’ la soluzione di soggiorno perfetta per trascorrere una vacanza a contatto con la natura, evitandoti le scomodità tipiche dei classici campeggi ma fornendoti il massimo del benessere. Puoi quindi dormire sotto le stelle, in un’atmosfera da sogno, usufruendo dei confort tipici di una dimora di Charme. 

 

 

 

 

Sogni una vacanza invernale indimenticabile? L’Italia offre una varietà di destinazioni da sogno, perfette per le tue avventure invernali. Dai paesaggi montani alle affascinanti città d’arte, queste mete ti conquisteranno con il loro fascino unico anche con il freddo. In questo articolo trovi consigli utili su dove andare in inverno in Italia e le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda.

Dove andare in Italia in inverno

Per gli amanti degli sport invernali, le Alpi italiane offrono una vasta scelta di località sciistiche di classe mondiale. Da Cortina d’Ampezzo a Courmayeur, potrai godere delle splendide piste immerso in un panorama mozzafiato.

Se invece ami immergerti nella cultura, le città d’arte come Firenze, Roma e Venezia sono un vero paradiso in inverno. Con meno turisti rispetto alla stagione estiva, potrai ammirare i capolavori artistici senza fretta e goderti l’atmosfera romantica che queste città offrono durante le festività.

E non dimentichiamoci delle pittoresche cittadine medievali, come Siena e San Gimignano, che sembrano uscite da una fiaba invernale. I loro vicoli acciottolati e i palazzi secolari addobbati a festa ti trasporteranno in un mondo magico.

Che tu sia un amante dello sport o un appassionato d’arte, l’Italia ha la destinazione perfetta per te in questo inverno. Preparati per una vacanza da sogno nel Bel Paese!

Dove andare in inverno in Italia. Le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda

Dove andare in inverno in Italia. Ami sciare? Prenota un soggiorno sulle Alpi

Conosci le Alpi Tofane? Sono un massiccio delle Dolomiti Orientali e ogni anno richiamano sulle vette numerosi amanti della montagna, in ogni stagione. In estate i tanti sentieri escursionistici sono perfetti per praticare trekking mentre in inverno il panorama cambia radicalmente, passando da un verde acceso a un bianco candido. 

Durante la stagione invernale i turisti si riversano in questa zona, attratti dalle fantastiche piste da sci che si snodano lungo il versante orientale delle Tofane. Cortina è una delle città più frequentate, soprattutto da VIP, e vanta una delle Ski Area più grande del territorio, raggiungibile grazie alla funivia che parte proprio dal centro città. 

Anche Courmayeur è una meta perfetta per gli amanti degli sport invernali. Vista la sua particolare bellezza naturale, resa ancora più preziosa dalle vette inbiancate, la città in inverno è presa d’assalto da numerosi turisti. Sono tanti gli sport da poter praticare in zona, tante le attività e gli eventi a cui prendere parte. Sci alpino, snowboard, park per freestyle, slitte trainate da cani, ciaspolate… questo è solo un assaggio di quello che puoi trovare a Courmayeur e dintorni. 

Visita le città d’arte avvolte dal fascino invernale

Sei mai stato a Venezia in inverno? Il fascino della laguna rimane immutato con la stagione fredda e regala sempre emozioni uniche. Le Calli sono meno affollate e diventa più piacevole passeggiare tra botteghe artigiane e ponti storici. Anche i tempi d’attesa per le maggiori attrazioni si riducono notevolmente, ma la migliore strategia è sempre la prenotazione on line con accesso prioritario, che comprenda anche un giro in gondola. 

Dove andare in inverno in Italia. Le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda

Anche Firenze, in inverno, risulta meno affollata e più semplice da esplorare. In più ci sono tantissimi monumenti e musei da visitare in caso di pioggia improvvisa. In città trovi infatti alcuni dei percorsi museali più interessanti d’Europa, come la Galleria degli Uffizi e il Museo Galileo, nonchè il famosissimo Palazzo Pitti, all’interno del quale trovi anche il Museo della Moda e del Costume. Insomma a Firenze ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. In inverno infatti anche le strutture alberghiere hanno prezzi più bassi ed è facile trovare alloggi anche in centro storico a prezzi convenienti. 

Dove andare in inverno in Italia. Ammira i colori invernali dei borghi medievali

L’Italia è ricca di borghi e villaggi medievali, deliziosamente conservati. In inverno poi questi piccoli agglomerati urbani sono avvolti da un’atmosfera quasi fiabesca, ferma nel tempo, che i riporta con il pensiero agli antichi fasti della storia. Fermati a Siena e goditi Piazza del Campo senza la calca dei turisti, passeggia nelle stradine di ciottoli e assaggia i prodotti tipici locali. Con il freddo è piacevole sorseggiare il vino rosso della zona, che accompagna piatti aromatici come il ragù di cinghiale o la ribollita. 

Anche San Gimignano regala paesaggi invernali da togliere il fiato. Il piccolo borgo medievale sembra essere uscito da un libro di favole, e le torri che svettano sul centro storico rendono questo angolo di Toscana davvero pittoresco. A Natale poi sono numerosi gli eventi in programma in città, e nella piazza principale compare un delizioso mercato dove comprare o degustare i prodotti tipici della zona, come il tartufo. Un buon motivo per vedere San Gimignano in inverno. 

Perchè visitare l’Italia in inverno

L’Italia in inverno regala panorami pazzeschi, complici le montagne innevate e le città vestite a festa. Che tu voglia organizzare una settimana bianca all’insegna dello sport o che tu preferisca passeggiare tra mercatini tipici e visitare musei, nella nostra penisola riuscirai a trovare senza dubbio le mete perfette per il tuo stile di viaggio. Ricorda di fare un salto in Trentino, per visitare i famosi mercatini di Natale, e di fare una breve visita a Roma, per ammirare il maestoso albero di Natale che ogni anno svetta in Piazza San Pietro. Da nord a sud ogni paese italiano riesce a regalarti paesaggi invernali unici, con o senza neve. 

 

Stai cercando delle terme nel Lazio? Sei nel posto giusto. Scopri in questo articolo i segreti delle migliori SPA del centro Italia, centri termali che ti faranno vivere esperienze indimenticabili di rigenerazione e rinnovamento.

Terme nel Lazio

Nel cuore del Lazio puoi avere l’opportunità di immergerti in spazi dedicati interamente al tuo benessere. Le migliori terme della regione offrono una vasta gamma di trattamenti e servizi per soddisfare ogni tua esigenza. Dalle acque termali alle saune, passando per i massaggi rigeneranti e i percorsi benessere, troverai tutto ciò che desideri per rilassarti completamente.

Le terme del Lazio ti permetteranno di vivere un’esperienza unica, in grado di rigenerare mente e corpo. Potrai infatti godere dell’atmosfera calda e avvolgente delle terme e lasciarti coccolare dalle mani esperte di operatori qualificati. Le proprietà curative delle acque termali ti aiuteranno a liberarti dello stress e delle tensioni accumulate durante l’anno. Se sei quindi alla ricerca di una fuga rilassante le terme nel Lazio sono la scelta perfetta.

Terme nel Lazio. I migliori impianti termali dedicati al benessere

Introduzione alla terapia termale

La terapia termale è una pratica millenaria che consiste nell’utilizzo di acqua termale e di altre risorse naturali per il benessere fisico e mentale. L’acqua termale è una fonte naturale di minerali e di oligoelementi che favoriscono la circolazione sanguigna, la depurazione dell’organismo e il rilassamento muscolare.

La terapia termale è in grado di alleviare lo stress e la tensione accumulata nel corpo, stimolare il sistema immunitario, migliorare l’elasticità della pelle e ridurre i dolori muscolari e articolari. Grazie alle proprietà curative dell’acqua termale e degli altri elementi naturali utilizzati nelle SPA, si può ottenere un effetto di rigenerazione completa del corpo.

Conosci i benefici della terapia termale?

I bagni termali offrono numerosi benefici per la salute e il benessere del corpo e della mente. Tra i principali vantaggi della terapia ci sono:

– Riduzione dello stress e della tensione muscolare

– Miglioramento della circolazione sanguigna

– Stimolazione del sistema immunitario

– Depurazione dell’organismo

– Miglioramento dell’elasticità della pelle

– Riduzione dei dolori muscolari e articolari

La terapia termale è quindi una pratica altamente efficace per favorire il benessere generale dell’organismo, sia dal punto di vista fisico che mentale.

Il Lazio: Un paradiso per gli amanti delle terme

Il Lazio è una regione ricca di risorse naturali e di tradizioni secolari legate alla cura del corpo e della mente. La presenza di sorgenti termali e di altri elementi naturali utilizzati nelle SPA hanno reso questa regione una delle mete preferite degli amanti del benessere.

Le terme di Viterbo, le SPA di Fiuggi, i bagni di Tivoli e le piscine termali di Roma sono solo alcune delle destinazioni più famose del Lazio. Ogni località offre un’esperienza unica di relax e rigenerazione, grazie alla presenza di strutture moderne e all’avanguardia e alla bellezza dei paesaggi circostanti.

Ecco alcune delle migliori località del Lazio dove poter vivere un’esperienza di rigenerazione completa.

Rilassati alle Terme di Viterbo

Le terme di Viterbo sono tra le più famose e antiche del Lazio e offrono numerosi servizi e trattamenti, tra cui bagni termali, massaggi, saune e percorsi benessere. Il bacino idrotermale della zona è costituito da diverse sorgenti sulfuree, che sgorgano a 40° per arrivare anche a temperature maggiori.

Conosciute già in epoca etrusca, queste terme hanno un florente sviluppo sotto i fasti della Roma antica, quando diventano meta di numerosi personaggi politici e benestanti dell’Impero Romano. Riprendono poi splendore nel Medioevo, quando diventano meta fissa del clero. Papa Niccolo V fa addirittura costruire un edificio proprio vicino le maggiori sorgenti termali della città, proprio per poter godere di ogni possibile beneficio in tutta comodità. Ecco perchè gli impianti termali di Viterbo sono conosciuti in tutta Italia come Terme dei Papi. 

Qui puoi provare l’antroterapia, ossia la cura che si pratica in ambiente termale sfruttando i vapori acquei che si sprigionano all’interno di cavità geologiche naturali. Famoso è anche il potere dei fanghi termali della zona, estratti da un bacino di origine vulcanica e usati per svariati trattamenti, sia curativi che estetici. 

Orari di apertura e prezzi Terme dei Papi 

Il centro termale è aperto tutto l’anno, festivi compresi, con orario continuato a partire dalle ore 9:00 fino alle 19:00. Il venerdì e il sabato la piscina monumentale è aperta dalle ore 9:00 fino all’una di notte. Sono disponibili spogliatoi, docce, bar e tavola calda. Porta da casa accappatoi, ciabatte, cuffie e tutto l’occorrente per i bagni termali.

Il prezzo giornaliero è di 18,00 € a persona, 8,00 € per i bambini da 2 a 12 anni. E’ possibile fare un ingresso di 3 ore a 12,00 € a persona. 

Terme nel Lazio. Visita l’oasi termale di Fiuggi

Fiuggi è una località termale situata ai piedi dei monti Ernici, famosa per le proprietà curative delle sue acque. Le SPA di Fiuggi offrono una vasta gamma di trattamenti e servizi per il benessere, tra cui bagni termali, massaggi, fangoterapia e percorsi rigeneranti. Gli impianti idrotermali, la Fonte di Bonifacio VIII e la Fonte Erticolana, sono famosi per le cure idropiniche e per l’imbottigliamento della nota acqua termale di Fiuggi. Le fonti sono ubicate in un parco naturale, in cui è possibile trovare diverse fontane di mescita dalle quali bere direttamente la preziosa acqua termale.

Presso le terme di Fiuggi puoi provare anche trattamenti dedicati al benessere e alla bellezza, grazie a massaggi, idromassaggi e trattamenti viso e corpo effettuati da operatori competenti. 

Orari di apertura e prezzi Terme di Fiuggi 

Dal lunedì al giovedì l’ingresso SPA è consentiro dalle ore 10:00 alle ore 20:00. La tariffa giornaliera è di 30,00 € a persona e nel prezzo è compreso accappatoio, telo e ciabattine.

Immergiti nelle Acque Albule ai Bagni di Tivoli

Tivoli è una città famosa per le sue antiche terme romane e per le piscine termali che si trovano nella zona circostante. Le SPA di Tivoli offrono numerosi servizi e trattamenti per il benessere, tra cui bagni termali, massaggi, saune e percorsi benessere. Le acque termali di Tivoli sono chiamate “Albule” fin dall’antichità per via del loro colore biancastro ( albula in latino significa “acqua di colore biancastro” ) dovuto a particolari gas che si formano sulla superficie delle piscine. Le acque Albule sono di tipo sulfureo, hanno una temperatura costante di 23°e un forte potere antibatterico naturale, dovuto alla presenza di zolfo. 

Le piscine esterne sono aperte solo durante l’estate mentra la SPA dei Bagni di Tivoli accoglie visitatori tutto l’anno. La piscina sulfurea interna è ricca di getti d’acqua preziosi per ogni zona del corpo, dalla cervicale alla pianta del piede. La SPA comprende un percorso Knaipp, sauna e bagno turco, docce aromatiche. Dispone inoltre di una sala relax in cui poter sorseggiare tisane drenanti e rilassanti. 

Orari di apertura e prezzi Bagni di Tivoli

Le piscine esterne dei Bagni di Tivoli aprono solo in estate mentre la SPA interna apre dal lunedì al venerdì, la domenica e i festivi, dalle 10:00 alle 17:00. Il sabato e i prefestivi rimane aperta fino alle 18:00. E’ chiusa il martedi. 

Il biglietto giornaliero è di 45,00 € nei giorni feriali, di 50,00 nei giorni festivi e prefestivi.

Terme nel Lazio. I migliori impianti termali dedicati al benessere

Terme nel Lazio. Goditi il lusso di QC Terme Roma

QC Terme Roma è una delle SPA più famose e lussuose del Lazio. Situata nei pressi dell’antica Via Appia, questa SPA offre numerosi servizi e trattamenti per il benessere, tra cui bagni termali, massaggi, saune e percorsi benessere. Tra gli elementi distintivi di QC Terme Roma ci sono la SPA notturna, la piscina panoramica e la sala del fuoco.

Lo stabilimento termale è stato progettato tenendo conto dell’antica filosofia dei Romani, i quali tenevano l’acqua in grande considerazione. Il percorso termale di QC Terme Roma si articola negli edifici storici passando tra meravigliosi sotterranei fino a raggiungere il parco esterno. 

Orari di apertura QC Terme Roma

Il parco termale è aperto tutti i giorno dalle 9:00 alle 23:00. Il venerdì e il sabato rimane aperto fino alle 24:00.

L’ingresso giornaliero parte da 68,00 €, senza limiti di permanenza mentre il serale costa 59,00 €, con entrata a partire dalle 17:00. Il pacchetto Relax sotto le stelle costa 44,00 € e l’ingresso è consentito alle 19:30.

Nel prezzo è compreso inoltre l’accesso al percorso benessere, telo, accappatoio, ciabatte e Aperiterme, l’esclusivo aperitivo serale.

 

Rigenera mente e corpo presso le Terme Vescine 

Il Lazio offre numerosi trattamenti spa per il benessere del corpo e della mente. Presso il Complesso Termale Vescine puoi provare le migliori terapie termali e beneficiare di tecnologie all’avanguardia approfittando della natura lussureggiante dei dintorni. Il complesso infatti sorge su una collina di Suio Terme, in provincia di Latina, abbracciato dalla flora mediterranea tipica di questi territori.

Presso le Terme Vescine puoi provare trattamenti di fangoterapia, balneoterapia e massoterapia. Inoltre le due piscine esterne, dalla rinomata architettura, contengono acque sulfuree ipertermali in cui rilassare i muscoli e lasciar andare le tensioni accumulate nel corso della settimana. Il percorso della piscina Smart prevede ben 37 idromassaggi e 16 cascate d’acqua, perfette per allentare i dolori cervicali. La piscina Relax invece è immersa nel verde e gode di una splendida vista panoramica sulle campagne circostanti 

Orari di apertura Terme vescine

Le piscine esterne aprono alle 9:00 e chiudono alle 19:00. L’ingresso giornaliero costa 20,00 € a persona, che sale a 22,00 € nel week end e nei festivi. Puoi optare anche per l’entrata di mezza giornata, dalle 14:30 alle 19:00, al costo do 15,00 € a persona. I bambini sotto i sei anni pagano 10,00 €. 

Consigli per organizzare un viaggio termale nel Lazio

Se stai pensando di organizzare un viaggio nel Lazio dedicato alle terme, ecco alcuni consigli utili per pianificare al meglio la tua esperienza di benessere:

– Scegli il periodo migliore per la tua vacanza SPA, considerando le temperature e la presenza di turisti nella zona.

– Scegli la SPA che meglio si adatta alle tue esigenze di salute e al tuo budget.

– Prenota i trattamenti con anticipo, per evitare di trovare tutte le sessioni occupate.

– Organizza il tuo itinerario in modo da poter visitare anche le attrazioni turistiche della zona circostante.

Il galateo delle terme: I comportamenti da tenere e quelli da non tenere

Nelle terme del Lazio, come in tutte le strutture del mondo, ci sono alcune regole di comportamento da rispettare. Ecco alcuni comportamenti giusti da tenere in considerazione:

– Mantenere il silenzio durante i trattamenti

– Indossare il costume da bagno nelle piscine termali

– Rispettare gli orari di apertura e di chiusura delle strutture

– Chiedere il permesso prima di utilizzare attrezzature o servizi aggiuntivi

Allo stesso tempo, ci sono alcuni comportamenti sbagliati, assolutamente da evitare:

– Fumare all’interno delle strutture

– Usare il cellulare o altri dispositivi elettronici durante i trattamenti

– Indossare gioielli o altri oggetti che potrebbero danneggiare le attrezzature

Rilassati e rigenerati nelle migliori terme del Lazio

Il Lazio è una regione ricca di risorse naturali e di tradizioni millenarie legate alla cura del corpo e della mente. Le terme del Lazio offrono una vasta gamma di trattamenti e servizi per il benessere, che ti permetteranno di rigenerare mente e corpo e di godere di un’esperienza indimenticabile di relax e benessere. Scegli la SPA giusta per le tue esigenze, rispetta l’etichetta e godeti l’esperienza rigenerante delle terme del Lazio.

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