Il Tortano Gaetano

Si avvicina Pasqua, ed il ricordo più dolce che ho della mia infanzia è mia nonna in cucina che preparava una decina di tortani, i tipici ciambelloni  pasquali di Gaeta, fatti con pochi e semplici ingredienti, glassati e decorati poi con confettini colorati.  Molti erano da regalare, alcuni rimanevano a noi della famiglia. Si usava molto portare in dono ai conoscenti un tortano gaetano fatto a mano come dono per la Pasqua, e qualcuno ancora rispetta questa tradizione.tortano gaetano, gaeta, tradizioni gaetane, trevaligie

Il Tortano nella mia infanzia

Ricordo che mia nonna si preparava gli ingredienti in fila sul tavolo. Sacchetti di farina, uova, latte. Zucchero semolato e zucchero a velo davano un odore dolciastro a tutta la stanza. Non usava le fruste. Non esistevano ancora robot o fruste elettriche. Sono arrivate qualche anno più tardi. Mia nonna usava le mani. Si, le mani. Sbatteva forte tutti gli ingredienti usando una mano a mò di frusta. Il forno rimaneva acceso un pomeriggio intero. Si cominciava subito dopo pranzo e non si poteva accendere nient’altro in casa. Tv, radio, asciugacapelli. Niente. Ogni possibile calo di energia avrebbe fatto “ammosciare” il tortano in forno. Stavamo tutti riuniti in cucina ad aiutare, a guardare, a chiacchierare. Spesso, se le temperature lo permettevano, mi mettevano a fare la guardia fuori il balcone, e dovevo intercettare chiunque avesse intenzione di bussare al campanello! Mia nonna sosteneva che anche il campanello toglieva energia al forno, e quindi poteva compromettere la lievitazione del dolce. Mah, chissà se era poi tanto vero. Fatto sta che ubbidivo, seguivo il procedimento e aspettavo con ansia di aiutare a montare i bianchi. Sul tortano gaetano infatti va stesa una glassa bianca, fatta di albumi e zucchero a velo,  che poi accoglierà tantissimi confetti colorati.

tortano gaetano, gaeta, tradizioni, pasqua, trevaligieEcco, io aspettavo di montare l’albume con lo zucchero al velo e una spruzzata di limone. Giravo fortissimo con la frusta fino  a che non sentivo dolore al polso. La ricompensa era golosa. Avrei potuto pulire il fondo della scodella contenente la glassa avanzata. Questa glassa bianca e profumata nel nostro dialetto viene chiamata “gliu naspr”. Un passaggio vitale per la buona stesura del naspro era di farlo sul tortano ancora caldissimo, praticamente appena sfornato e tolto dalla teglia. Solo così avrebbe aderito benissimo alla superficie del dolce. Io ancora una volta mi rendevo utile cospargendo il tortano di confettini  colorati e anicini.

La storia del verme 

Una volta pronti, i nostri dolci venivano incolonnati sul tavolo della sala da pranzo. Quelli che sarebbero andati in dono venivano impacchettati con la carta da modellismo, una carta sottilissima e bianca,  legata con nastrini colorati. I nostri rimanevano in bellavista, coperti da canovacci. Per non farceli mangiare ne toccare, ci dicevano che all’interno c’era un verme, e che questo sarebbe andato via solo il giorno di Pasqua. Solo allora avremo potuto gustare il frutto di tutta la fatica dei giorni precedenti.

La ricetta della nonna

Fare i tortani per Pasqua era un rito a casa nostra. Ero molto piccola e molti ricordi sono confusi o svaniti. Ma le sequenze, i profumi, i riti scaramantici durante la cottura, li ricordo benissimo.

Vi lascio la ricetta di mia nonna, che potete trovare anche su IlCucinAle.com, e che è quella che ancora continuo ad usare anche io.  Viene sempre benissimo, nonostante in casa, durante la cottura in forno, siano accesi tutti gli elettrodomestici possibili ed immaginabili.  Per comodità metto tutti gli ingredienti in sequenza nella Kitchen Aid e impasto. L’unica accortezza che uso, proprio come nonna, è di non aprire mai il forno prima che sia passata mezz’ora. Dopo di che si può fare la prova con lo stuzzicadenti per vedere se il tortano è cotto.

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La ricetta

4 tuorli
250 grammi di zucchero
300 grammi di farina
1 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di olio di semi
2 gocce di liquore strega
1 bustina di lievito per dolci

Montate i tuorli con lo zucchero, fino ad avere un composto spumoso, di seguito aggiungete man mano la farina setacciata con il lievito, il latte, l’olio e la strega e amalgamate bene. Nonna non usava lievito chimico, ma un cucchiaio di bicarbonato.
Infarinate lo stampo per ciambellone prima con il burro e poi con la farina. Inserire il composto al suo interno ed infornate a forno preriscaldato a 180 gradi. Usate il forno statico e mai ventilato.
Trascorsi una ventina di minuti controllate con uno stuzzicadenti la cottura (io uso quelli da spiedino, che arrivano nel centro del dolce) . Se lo stuzzicadenti esce perfettamente asciutto il dolce è cotto.

Per fare la glassa

Montate l’albume con lo zucchero a velo ed il limone e spennellate la glassa sul tortano ancora caldo.  Completate cospargendo i confettini colorati.tortano gaetano, gaeta, tradizioni gaetane, trevaligie

Se avete bambini in casa, figli o nipoti, lasciate a loro quest’ultimo passaggio. Si divertono come matti, e poi date loro per ricompensa la glassa avanzata nella ciotola, proprio come faceva mia nonna. Chissà magari anche loro, nel periodo di Pasqua, ricorderanno con gioia questo rito speciale. 

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Cosa vedere a Roma in un giorno, passeggiando con un’amica

Avete mai fatto un piccolo viaggio con un amica? Relegarsi dei momenti per se stesse non è mai una scelta sbagliata.

  Io e Rosanna abbiamo deciso di prenderci due giorni per noi, incontrandoci a metà strada ( io da Gaeta, la mia amica da Sirmione) per goderci Roma e la nostra amicizia  passeggiando  col sole in faccia.

Abbiamo messo due semplici regole:

  • Camminare a piedi, per non tralasciare nessuno scorcio.
  • Niente cellulare! Divieto assoluto di usare Google Map per orientarci, ma affidarci ai cari vecchi cartelli, e ai consigli dei passanti.

Certo, avendo poco tempo a disposizione abbiamo fatto una scelta ben definita su quali e quanti posti vedere. Ma poco importa! Abbiamo tutto il tempo che ci serve e nessuno a cui dar conto, quindi gambe in spalla e via, verso i principali monumenti della città eterna.

Circo Massimo

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Alle 11:00 circa partiamo dal Circo Massimo,  zona in cui non ero ancora mai stata. Devo dire che camminare su questa terra che ha assorbito millenni di storia d’Italia mi fa un pò strano. Poi io lavoro molto di fantasia, e quindi seduta sulla ghiaia, ho cominciato a vedere i carretti trainati da cavalli sudati, la polvere tutt’intorno ad incorniciare la gara. Il tifo, le urla dei Romani che inneggiano  alla vittoria di un cavallo rispetto ad un altro, le scommesse, le donne con i loro candidi pepli che si distraggono con qualche pettegolezzo.  E finalmente la proclamazione del vincitore!

Sapevate che  i concorrenti che gareggiavano in questa arena si giocavano molto di più del loro prestigio o di un premio?  Eh già,  erano soprattutto schiavi che lottavano per la propria libertà!

Bocca della verità

A due minuti a piedi dal Circo Massimo, scendendo per Via della Greca,  si trova la Bocca della Verità, divenuta famosa grazie al film “Vacanze romane”.

Altro non è che un tombino, ma la sua fama non ha confini. Secondo una leggenda pare che la bocca morda la mano di chi dice le bugie. La fila per testare la lealtà del proprio amato è davvero infinita. Ci sono un centinaio di turisti in coda e noi non abbiamo tempo di aspettare. Salutiamo qualche giapponese passando oltre, e ci dirigiamo verso il Tevere.

Trastevere

Passiamo sul Ponte Palatino, e imbocchiamo Via dei Vascellari. Eccoci a spasso nei vicoli di Trastevere. Ogni angolo qui sembra una cartolina. Angoli preziosi, angoli folcloristici. Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieSubito veniamo assorbite dalla quotidianità del rione. Camminiamo spensierate fotografando anche gli scorci più insoliti.

Ci riposiamo sulla scalinata di Piazza Trilussa, guardiamo un  pò il fluire del traffico, poi ci immergiamo di nuovo nelle sue viuzze.

Pranzo a Trastevere

Veniamo attratte da un osteria tipica in una piazzetta di Trastevere.  Non sò se ad attirarci è stata la musica di Lando Fiorini, la vespa Special parcheggiata all’esterno, o le fiaschette di vino che decorano ogni angolino di questo locale.

Fatto sta che ci accomodiamo su uno dei tavoli esterni. Le temperature sono miti e approfittiamo del caldo sole di mezzogiorno. La cameriera ci parla in romanesco, ci porta vino della casa. Prendiamo la famosa coda alla vaccinara (divina) e due carciofi alla romana. Ci lasciamo coccolare dal vento tiepido e leggero. Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieNon dimenticheremo lo stile tipicamente romanesco dell’Osteria Rugantino di Trastevere. Ma dobbiamo continuare la nostra passeggiata. Salutiamo calorosamente i ragazzi che ci hanno servito e ripartiamo.

Non so come, ci troviamo a Campo dei fiori. Il caratteristico mercato romano famoso in tutto il mondo. Da un lato ci chiamano per farci accomodare nei ristoranti che contornano la piazza, dall’altro cercano di venderci carciofi e misticante. Superiamo questo allegro quadretto e ci infiliamo in Via dei Cappellari.

Una viuzza magica, sospesa tra antico e moderno. Via dei Cappellari, da poco  intitolata Via della Poesia, rapisce lo sguardo e i sensi. La passeggiata è resa piacevole dalle tante botteghe artistiche che si incontrano durante il tragitto.

Piazza Navona

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Ci dirigiamo verso Corso Vittorio Emanuele, e seguendo Via della Cuccagna , ci incamminiamo alla ricerca di Piazza Navona. La troviamo relativamente presto, anche grazie alle indicazioni dei passanti. Ci affacciamo sullo spazio enorme che intercorre tra le fontane, e scattiamo e ci facciamo scattare qualche foto dai giapponesi in vacanza. Se dovete chiedere foto a qualcuno optate sempre per i giapponesi. Fanno delle foto fantastiche!

Pantheon

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Il Pantheon ci spunta davanti all’improvviso. E’ uno dei monumenti più interessanti di Roma, ed è anche quello meglio conservato. Una grande testimonianza di quanto i Romani tenessero al culto degli dei. Nell’edifico c’è un unica finestra a forma di oculo, sulla cupola, da cui entra la luce.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieIntorno all’oculo si sono sviluppate diverse leggende nel corso dei secoli. Secondo una racconto medievale, l’oculo del Pantheon sarebbe stato creato dal diavolo, per scappare dal Tempio.  Mentre un altra leggenda narra che  la pioggia non riuscisse ad entrare dall’apertura perché trattenuta dai densi fumi delle candele accese all’interno. Invece nel Pantheon sembra entrare una gran quantità d’acqua durante le forti piogge, ma il pavimento è stato concepito con  22 forature che permettono alla pioggia di filtrare.

Fontana di Trevi

Durante il percorso che ci porta alla Fontana di Trevi ci concediamo un pò di shopping, e facciamo qualche foto con alcuni artisti di strada, che troviamo lungo il percorso. Capiamo che siamo molto vicine alla meta perché cominciamo a sentire uno scroscio d’acqua e un gran vociare. La fontana è completamente accerchiata da una folla di turisti.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieA mala pena riusciamo a farci spazio per arrivare fino alla base. Scattiamo qualche foto ricordo a lanciamo la monetina di rito. Risulta davvero difficile riuscire ad ammirarla per via degli spintoni degli avventori, ai quali ci tocca lasciare spazio. Ci rimettiamo in cammino. Next stop..Piazza di Spagna.

Piazza di Spagna

Senza l’ausilio dei numerosi passanti da noi interpellati dubito che saremmo riuscite ad arrivare a Piazza di Spagna. Ci siamo infilate in Via della Stamperia, abbiamo attraversato Via del Tritone e subito imboccato Via del Nazareno.  Il caldo e la lunga camminata cominciano a farsi sentire sulle nostre gambe ormai stanche e dolenti. Ma arriviamo a Piazza di Spagna relativamente presto.  Ci sediamo qualche minuto sui gradini consumati di Trinità dei Monti. Ci godiamo lo shopping dei turisti dall’alto. La Piazza ha sempre il suo perché, e nonostante le innumerevoli volte e le numerose foto scattate su questa scalinata, sembra sempre di provare un emozione nuova. La Fontana della Barcaccia del Bernini sembra essere in posa per permettere ai turisti di scattare foto ricordo.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieSapete cos’è una barcaccia?  Era una tipica imbarcazione che, nell’antica Roma, veniva usata per il trasporto fluviale di botti di vino, e che aveva  le fiancate particolarmente basse, proprio come riprese dal Bernini nella sua opera,  per facilitare l’imbarco e lo sbarco delle botti stesse.

Colosseo

Non si può visitare Roma senza passare obbligatoriamente dal Colosseo. Un militare gentile ci spiega come arrivare da Spagna al Colosseo, seguendo via del Traforo. Ci vuole più o meno mezz’ora di camminata. Non demordiamo.  Sono le 17 e 30, abbiamo ancora un oretta da dedicare alle bellezze romane. Seguiamo i gruppi di turisti più che i cartelli, ed infatti ci portano direttamente alla nostra ultima tappa, ma passando dai Fori Imperiali.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie Facciamo una magnifica passeggiata ammirando il Foro di Augusto, il Tempio di Marte, il Foro di Nerva e il Tempio della Pace. Quanta storia dietro a questi monumenti, la cui costruzione è iniziata nel 40 A.C., e nonostante gli ampliamenti, gli incendi, i restauri e le ricostruzioni, i Fori Imperiali sono arrivati quasi intatti fino ad oggi.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie Arriviamo finalmente al Colosseo, ma troviamo i lavori per la realizzazione di una terza linea della metropolitana, quindi da un lato il panorama è un pò penalizzato.  Ma l’allure  dell’anfiteatro più famoso del mondo è indiscutibile. Maestoso, imponente, circondato da una folla indescrivibile, arrivata fin qui da chissà quali e quante parti del mondo. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, è l’unico monumento europeo che è stato anche incluso fra le Nuove sette meraviglie del mondo. 

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Ammiriamo la sua figura armoniosa e maestosa, ma ricordiamo il motivo per cui questo anfiteatro fù costruito, e che per centinaia di anni è stato spettatore e contenitore di infinite tragedie. Le lotte senza scampo tra schiavi e belve feroci, le condanne a morte, i combattimenti tra gladiatori.  L’aspetto più sconcertante di questa usanza era senz’altro  l’entusiasmo con il quale il pubblico seguiva lo spettacolo. I Romani erano accecati da questi “giochi”, così usavano chiamarli, che versavano sangue e lacrime tra clamorosi applausi e celebrazioni.

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Bene, siamo arrivate alla fine della nostra giornata romana, siamo stanche ma abbiamo il viso abbronzato, i capelli profumati di storia, gli zaini pieni di esperienze, gli occhi pieni di persone gentili.  Abbiamo percorso a piedi quasi tutto il centro storico romano, senza l’ausilio di cellulari. Imbocchiamo finalmente l’entrata della Metropolitana che ci porterà al nostro albergo, dove finalmente potremo riposarci. L’ultimo regalo che ci fa Roma è un meraviglioso tramonto sul complesso monumentale del moderno quartiere dell’EUR, che ammiriamo beatamente sedute dalla nostra stanza d’albergo. Domani si torna a casa.

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Vivere la montagna con i bambini: la Valle d’Aosta

  Guest Post di mariluce latino di  “TournelSud”
La natura regala scenari spettacolari in ogni momento della giornata e in ogni
stagione. Chi non ha mai desiderato di trascorrere un vacanza in una località montanara abbracciata dalle Alpi,
come quelle valdostane, godendo di un’aria pulita e di un sole caldo ma non
scottante?
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Particolarmente indicato per le famiglie con bambini, la vacanza
in montagna può davvero cambiare la prospettiva di grandi e piccini perché la
montagna non è solo aria pulita, pascoli, prati sempreverdi e clima mite, la montagna
è VITA.

 Come, dove e quando andare in montagna con i bambini

Personalmente, ogni viaggio in montagna, che sia stato da bambina o da adulta, l’ho
fatto in auto, sostando per una notte a Roma o Firenze, perchè si sa, tutte quelle ore
in auto sono davvero noiose e spossanti! Ovviamente ci sono altri mezzi per
arrivarci, ma tutta l’attrezzatura che potrà servirvi, da maglioni, scarponcini, borracce
e anche qualche bella scorta di cibo, potrebbe arrecarvi qualche fastidio nel
trasporto, per questo, se muniti di un auto abbastanza prestazionale, vi consiglio un
bel tour on the road perché si sa, ciò che conta durante un viaggio non è la
destinazione, ma il viaggio stesso!
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Torgnon, Cogne, Les Combes sono solo alcune delle destinazioni che potete mettere
in conto per le vacanze estive di quest’anno e dare ai vostri figli un primo, se è la
prima volta per loro, o un ulteriore impatto attivo, creativo e naturale della montagna
in tutto il suo splendore.
Ma cerchiamo di capire meglio cosa possiamo fare in queste località!
Iniziamo con Torgnon, dove le famiglie possono giovare di tante attività all’aria aperta, come sentieri
da percorrere con i loro bambini, gonfiabili e parchi giochi,
insieme alle varie iniziative che ogni estate non mancano mai sia per grandi che per
piccini, il tutto avendo alla spalle la maestosa presenza del Cervino.
Poi c’è Cogne, situata ai piedi del Gran Paradiso, che vi immergerà in un misto di
tradizioni e attività ludiche per i vostri bimbi come la Festa della Transumanza, la
Dévéteya, che segna la fine dell’estate e di tutte le attività collegate alla vita
pastorale, di solito fissata entro fine Settembre.
Alla fine della nostra lista c’è Les Combesun posto che porterete nel cuore se un pò
a cuore vi è rimasto il tanto amato Papa Giovanni Paolo II che, proprio in quella
zona, risiedeva ogni estate. Nei terreni vicini, si trova un parco giochi e un
vasto campo da calcio dove i vostri figli potranno arrampicarsi o giocare a pallone con
​il loro papà.
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 Le migliori attrattive a portata di bambino in montagna

E d’inverno? Con l’arrivo della neve i vostri bimbi potranno divertirsi al
Torgon Winter Park, un parco giochi preposto per la stagione invernale. 
Da non perdere anche lo Snow Park Rhemes-Notre-Dame, una vasta area giochi situata nella frazione di Bruil. La montagna offre anche attrattive per i più grandi, come snowbike, slitte e skifox.
Altre località kids-friendly durante l’inverno sono Gressoney-Saint-Jean, 
che offre skypark e seggiovie per grandi e piccini, e
Brusson, dove ci sono tante piste da
percorrere con i vostri bimbi insieme a tante altre attività che metteranno alla prova i
vostri muscoli!valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie
Sarebbe riduttivo parlare della Valle d’Aosta solo nei termini di queste 3 città, ma vi
consiglio vivamente di visitarle perchè è solo sul posto che potrete scoprire cosa
hanno da offrire sia in inverno che in estate.
Si sa, rispetto all’estate, durante l’inverno le varie sagre o percorsi enogastronomici
vengono più che altro svolti all’interno di edifici, anche molto belli, ma non è lo stesso
di quando, con il caldo rovente delle città, si fugge in queste zone di montagna per
refrigerarsi.  
Porto ancora nel cuore le vacanze fatte in montagna nei lontani anni ‘90 e vi
assicuro che i vostri figli vi ringrazieranno sempre per aver scelto di farli vivere nella
natura, anche se solo per poco tempo!valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie
Mariluce Latino, autrice di questo articolo, ha 24 anni, è laureata in Lingue, e parla benissimo Inglese e Tedesco.  Mariluce è  la Digital Pr dell’agenzia Tournelsud“, e si occupa di instaurare rapporti con strutture ricettive, blogger e qualsiasi tipo di realtà che abbia a che fare col mondo dei viaggi.
Potete seguire Tournelsud sia su Facebook che su Instagram Tour nel Sud
valle d'Aosta
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Bracciali identificativi per bambini DogTags

Tra poco avremo di nuovo temperature miti e stupende giornate di sole, da trascorrere  all’aria aperta. Possiamo cominciare a programmare una gita fuori porta o, perchè no,  una bella vacanza! Le  giornate piene di luce portano allegria, e le mete migliori per passare qualche giorno fuori con i bambini sono senz’altro i parchi divertimento e le città d’arte. Luoghi affollati, insomma, in ogni stagione. Prepariamoci quindi al meglio, cercando di organizzare e pianificare il viaggio con largo anticipo. 

Gli indispensabili in viaggio

Oltre a scegliere la destinazione, il tipo di viaggio e l’abbigliamento consono da portare in valigia, ci sono degli indispensabili da non dimenticare assolutamente a casa. Viaggiando con i bambini le accortezze diventano maggiori, e bisogna stilare una lista di cose essenziali da tenere sempre a porta di mano durante gli spostamenti, come il ciuccio di ricambio, un biberon in più o un cambio di abiti da tenere in borsa nel caso in cui i pargoli decidano di imitare Peppa Pig, saltando nelle pozzanghere.

Se siete in procinto di partire e volete vivere una vacanza sicura, ma anche se volete essere più sereni al parco giochi della vostra città, cercando di tenere di più sotto controllo il vostro bambino, ho trovato e testato  una soluzione che fa per voi.

I bracciali identificativi DogTags

Al parco, in metropolitana, in aeroporto o su una spiaggia caraibica, quando la ressa  diventa incontrollabile, scatta l’allerta di noi genitori. Basta un secondo di distrazione per perdere di vista un bagaglio, o peggio ancora, che nostro figlio, attratto da qualcosa nei paraggi, si allontani senza chiedere il permesso, e sparisca dalla nostra vista. 

Abbiamo provato a far imparare  a memoria i nostri dati alla piccola cinquenne, ma si sa, quando si è spaventati la memoria va in tilt.

Ho trovato quindi dei braccialetti che mi fanno stare un tantino più serena in luoghi affollati.

I comodi e colorati bracciali di Dogtags, sono un valido aiuto in caso di smarrimento.


Bracciali identificativi, bracciali per bambini, dogtags, trevaligieCome funzionano

I bracciali identificativi di Dogtags sono fatti in PVC, sono morbidi e riutilizzabili. Hanno una comoda chiusura di sicurezza, e sono disponibili in sei modelli, sia per maschietti che per femminucce.

Sul bracciale si scrive con un pennarello indelebile il nome del bambino e il numero di cellulare del genitore a cui fare riferimento in  quel momento. Inoltre sono resistenti all’acqua, quindi possono essere usati anche nelle piscine, alle terme o durante le vacanze al mare.

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Potete scegliere il bracciale con il disegno che più piace al vostro principe o alla vostra principessa. Ci sono unicorni colorati, macchinine da corsa, curiosi aereoplanini e deliziose principesse .

I comodi e allegri bracciali di Dogtags  possono essere personalizzati a seconda dell’esigenza. Si può scrivere nome, numero di telefono e/o  indirizzo di uno dei genitori, o magari, in gita scolastica, scrivere il nome e il numero di telefono dell’insegnante che è responsabile per lui/lei in quel giorno.

Bracciali identificativi, bracciali per bambini, dogtags, trevaligie Perdere un bambino rimane uno dei terrori più grandi per un genitore, ma con questi bracciali abbiamo trovato un valido sistema per stare sereni. Certo non va mai abbassata la guardia per alcun motivo! Ma perlomeno con il braccialetto identificativo Dogtags al polso dei nostri cuccioli abbiamo un motivo in più per rimanere calmi e gestire l’evento con più serenità.

Prezzi

I bracciali identificativi Dogtags vengono venduti singolarmente. Il prezzo è di 5,50 € cadauno. Inserendo il codice sconto PartnerDiscount2019 potrete avere uno sconto del 20% sull’acquisto dei bracciali valido fino a Maggio 2019.

Potete trovarli sul sito www.Dogtags.it e sulla pagina Facebook di Dogtags

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Alla scoperta del Borgo di Gaeta: il piccolo museo del vino

Gaeta, la “Perla del Tirreno”, vanta due splendidi centri storici: il borgo di Elena e il centro storico di Gaeta Medievale. Sono molto diversi tra loro, culturalmente e stilisticamente parlando. Gaeta medievale sfoggia, all’interno del suo intreccio di stradine, vicoli e scalinate, importanti chiese e monumenti storici.

Il Borgo di Porto salvo

Il borgo di Elena invece, o borgo di Porto Salvo, è il “budello” gaetano, fatto di vicoli, portoncini antichissimi, negozietti tipici e vecchie piazzette

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

La vecchia Elena, nota come Via dell’Indipendenza, con la sua pavimentazione di basoli, è ricca di vicoletti che si affacciano sia verso l’interno che verso il mare. Da sempre paese di mare e di campagna, dai vicoli interni i contadini raggiungevano i terreni coltivati, mentre i pescatori dalla parte esterna ormeggiavano le loro barche.  La passeggiata è lunga, nella prima parte si trovano i negozietti tipici, mentre nella parte finale, anch’essa ricca di storia, i vicoli si trasformano in scalinate, dette Castelli, dove si trovano le caratteristiche case  su più piani comunemente denominate case dei pescatori. Proprio in questa zona infatti, denominata “Peschiera”, si trova  il peculiare Mercato del Pesce, di fronte alla darsena di Porto Salvo. Qui  le paranze attraccano al tramonto, dopo le lunghe battute di pesca, portando con loro una scia di gabbiani in cerca di cibo.

I rioni storici

La nostra attenzione si concentrerà proprio su questo borgo di pescatori e contadini assieme, ricco di sfaccettature che spesso, distrattamente, non si riescono a cogliere. Passeggiando in Via dell’Indipendenza in maniera attenta invece, si riesce ancora a sentire l’odore del ragù preparato dalle massaie, il profumo delle tielle appena sfornate, l’aroma dei panni stesi ad asciugare al sole, l’odore dei broccoletti in inverno e delle fragole fresche in primavera, che le contadine vendono all’entrata dei vicoletti proprio come un centinaio di anni fa.

Il borgo di Elena si suddivide in tre rioni, che prendono il nome dalla parrocchia a cui appartengono. Il rione di San Giacomo, nella primissima parte, che è anche la più commerciale, il rione di San Cosma nella parte centrale, e il rione di San Carlo nella parte finale.

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Abbelliamo Gaeta

Iniziamo il nostro viaggio tra le piccole perle di Gaeta proprio dal rione San Giacomo, la parte più vissuta della città. Qui si concentrano la maggior parte delle attività commerciali, ed è una porzione di borgo molto frequentata sia dai cittadini che dai turisti. Per molto tempo questa zona è caduta nel dimenticatoio, usata per lo più come punto logistico, per spese e/o commissioni veloci. Grazie allAssociazione Abbelliamo Gaeta invece, si sta avendo una riabilitazione di questa porzione di territorio, cominciata proprio con la creazione del Piccolo Museo del Vino, un mini polo museale a cielo aperto, collocato nel vico 2 di Via Dell’Indipendenza.

Il piccolo Museo del Vino

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

C’è un piccolo tratto di strada che unisce nella parte superiore i primi due vicoletti di Via dell’Indipendenza, denominato Via delle Grotte. Qui ancora sono visibili le antiche cisterne che venivano utilizzate per la vendemmia. Purtroppo sono chiuse al pubblico perché private. Provate a sbirciare dietro le cancellate di ferro che trovate in questa porzione di via… riuscirete a scorgere gli antichi archi e le mura originali delle vecchie vasche. Proprio per questo motivo è stato scelto il Vico numero 2, perché qui, in passato, i contadini appendevano una frasca di mirto ad un anello posto all’imboccatura del vicolo, per far capire ai passanti che vi era del vino  in vendita.

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Oltre all’anello dove veniva inserita la frasca, si potevano trovare nei capannelli dei vicoli, gli anelli in pietra ai quali venivano legati gli asini al ritorno dal lavoro nei campi. Grazie ai membri all’Associazione Abbelliamo Gaeta, sono stati valorizzati i due vecchi anelli esistenti nel vico, della frasca e delle bestie da soma, valorizzandoli con pannelli indicativi in cui si narra anche un pò di storia locale. Inoltre l’Associazione è riuscita a portare alla luce una porzione delle mura originali delle abitazioni.

Affacciandovi al Vico numero 2 di Via dell’Indipendenza, potrete ammirare tutti gli antichi arnesi che erano necessari alla pigiatura dell’uva. Botti, damigiane impagliate e cassette di legno fanno da cornice al grande torchio, esaltandone la presenza.

Curiosità

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Le sfumature azzurre che si vedono tinte sui particolari del vicoletto, si rifanno al colore tenue ed elegante del mantello della Madonna di Porto Salvo, custodita nella Chiesa degli Scalzi.

 

Ci saranno ulteriori iniziative come questa, volte a ripristinare la funzione storica e sociale del Borgo di Elena. Un progetto lungimirante, quello dell’Associazione Abbelliamo Gaeta presieduta da Gennaro Romanelli, che oltre a prevedere la riqualificazione dei rioni storici di Via dell’Indipendenza, mira alla realizzazione di un borgo più accogliente, dinamico e intraprendente, che possa stupire i turisti ma anche i cittadini stessi, creando un vero e proprio percorso didattico che esalti le origini, la storia, il vissuto quotidiano della nostra piccola grande cittadina.

Ringrazio Paolo Di Tucci per la collaborazione e vi invito a visitare la sua pagina Facebook per poter ammirare altre splendide foto di Gaeta.

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Dove mangiare a Disneyland Paris: Chez Remy, il ristorante di Ratatouille!

Che ne dite di diventare piccoli piccoli per qualche ora??

A Disneyland Paris c’è un ristorante fantastico, ispirato al film Disney Ratatouille, dove mangiare a misura di topolino!

Siete pronti a fare questa magica avventura insieme a me?

Da Chez Remy

Vi racconto la nostra esperienza da Chez Remy, il ristorante più chic del Parco Walt Disney’s Studios.

Abbiamo prenotato da Chez Remy per la cena di Capodanno. Il ristorante si trova proprio accanto alla fantastica attrazione Ratatouille, inaugurata nel 2014.

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Ratatouille è una fantastica attrazione in 4D, dove con strabilianti effetti ottici si diventa piccoli come il topolino Remy, e bisogna sfuggire alla grinfie dello chef Skinner, cercando vie di fuga nell’enorme cucina del ristorante parigino.

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Il ristorante Chez Remy è perfettamente in tema con l’attrazione. Tutto  l’arredamento è di dimensioni gigantesche. I piatti e le stoviglie enormi, i libri di cucina e le scatolette di alici grandissime, fanno in modo di farti vedere il mondo dalla prospettiva di un piccolo topolino.

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L’atmosfera è davvero suggestiva. Ogni cosa è curata nei minimi particolari, e stare seduti sembra quasi impossibile. Tra una portata e l’altra abbiamo approfittato per fare foto in ogni angolo di questo magico ristorante.

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Come funziona per i Pasti ?

  • Bisogna prenotare in netto anticipo la formula per i Pasti che più si adatta alle vostre esigenze: mezza pensione o pensione completa, buffet o servizio al tavolo.
  • Al momento della registrazione in hotel riceverete i Magic Pass, delle schede su cui sono caricati i buoni pasto, che valgono anche come biglietto per i parchi. Tenetele sempre a portata di mano e cercate di non smarrirle.
  • Potrete utilizzare i Magic Pass in più di 20 ristoranti, in base alla formula scelta, sia all’interno degli alberghi che nel parco. 

    Vi consiglio vivamente di prenotare un tavolo almeno due mesi prima del vostro arrivo. Potete contattare il servizio Prenotazioni Ristoranti al numero +33 (0)1 60 30 40 50 (al costo di una chiamata internazionale). Si può anche prenotare direttamente alla reception del vostro hotel, ma ovviamente poi dovrete accontentarvi dei ristoranti che hanno ancora delle disponibilità durante il vostro soggiorno. I migliori vanno via subito.

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I particolari ci hanno lasciati a bocca aperta. Le sedioline fatte con le capsule dei tappi dello spumante sono una vera chicca, e i tavolini del bistrot costruiti con i tappi delle confetture e illuminati da ombrellini da cocktails non sono da meno.

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Menù

Il menù ovviamente è ispirato al film Disney, e troverete diverse varianti della Ratatouille! Ma da Chez Remy potete gustare molte altre specialità francesi. Dalla deliziosa tagliata di manzo al gratin di patate con morbido formaggio Brie, per finire con la golosa Tarte Tatin tiepida arricchita da ciuffi di panna montata.

Se come me avete intolleranze alimentari ( pensate io sono allergica alle melanzane!) fatelo presente al momento della prenotazione.

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Offerta per i Followers di Trevaligie.com

 Per il mese di Febbraio e Marzo, i miei followers potranno avere lo sconto sulla prenotazione del Biglietto del parco e sulla prenotazione in uno degli Hotel Disney!

 

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Per usufruire degli sconti mandatemi una mail su Trevaligie@libero.it, vi darò il codice da inserire per la prenotazione

 

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