Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie
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Alla scoperta del Borgo di Gaeta: il piccolo museo del vino

Gaeta, la “Perla del Tirreno”, vanta due splendidi centri storici: il borgo di Elena e il centro storico di Gaeta Medievale. Sono molto diversi tra loro, culturalmente e stilisticamente parlando. Gaeta medievale sfoggia, all’interno del suo intreccio di stradine, vicoli e scalinate, importanti chiese e monumenti storici.

Il Borgo di Porto salvo

Il borgo di Elena invece, o borgo di Porto Salvo, è il “budello” gaetano, fatto di vicoli, portoncini antichissimi, negozietti tipici e vecchie piazzette

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

La vecchia Elena, nota come Via dell’Indipendenza, con la sua pavimentazione di basoli, è ricca di vicoletti che si affacciano sia verso l’interno che verso il mare. Da sempre paese di mare e di campagna, dai vicoli interni i contadini raggiungevano i terreni coltivati, mentre i pescatori dalla parte esterna ormeggiavano le loro barche.  La passeggiata è lunga, nella prima parte si trovano i negozietti tipici, mentre nella parte finale, anch’essa ricca di storia, i vicoli si trasformano in scalinate, dette Castelli, dove si trovano le caratteristiche case  su più piani comunemente denominate case dei pescatori. Proprio in questa zona infatti, denominata “Peschiera”, si trova  il peculiare Mercato del Pesce, di fronte alla darsena di Porto Salvo. Qui  le paranze attraccano al tramonto, dopo le lunghe battute di pesca, portando con loro una scia di gabbiani in cerca di cibo.

I rioni storici

La nostra attenzione si concentrerà proprio su questo borgo di pescatori e contadini assieme, ricco di sfaccettature che spesso, distrattamente, non si riescono a cogliere. Passeggiando in Via dell’Indipendenza in maniera attenta invece, si riesce ancora a sentire l’odore del ragù preparato dalle massaie, il profumo delle tielle appena sfornate, l’aroma dei panni stesi ad asciugare al sole, l’odore dei broccoletti in inverno e delle fragole fresche in primavera, che le contadine vendono all’entrata dei vicoletti proprio come un centinaio di anni fa.

Il borgo di Elena si suddivide in tre rioni, che prendono il nome dalla parrocchia a cui appartengono. Il rione di San Giacomo, nella primissima parte, che è anche la più commerciale, il rione di San Cosma nella parte centrale, e il rione di San Carlo nella parte finale.

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Abbelliamo Gaeta

Iniziamo il nostro viaggio tra le piccole perle di Gaeta proprio dal rione San Giacomo, la parte più vissuta della città. Qui si concentrano la maggior parte delle attività commerciali, ed è una porzione di borgo molto frequentata sia dai cittadini che dai turisti. Per molto tempo questa zona è caduta nel dimenticatoio, usata per lo più come punto logistico, per spese e/o commissioni veloci. Grazie allAssociazione Abbelliamo Gaeta invece, si sta avendo una riabilitazione di questa porzione di territorio, cominciata proprio con la creazione del Piccolo Museo del Vino, un mini polo museale a cielo aperto, collocato nel vico 2 di Via Dell’Indipendenza.

Il piccolo Museo del Vino

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C’è un piccolo tratto di strada che unisce nella parte superiore i primi due vicoletti di Via dell’Indipendenza, denominato Via delle Grotte. Qui ancora sono visibili le antiche cisterne che venivano utilizzate per la vendemmia. Purtroppo sono chiuse al pubblico perché private. Provate a sbirciare dietro le cancellate di ferro che trovate in questa porzione di via… riuscirete a scorgere gli antichi archi e le mura originali delle vecchie vasche. Proprio per questo motivo è stato scelto il Vico numero 2, perché qui, in passato, i contadini appendevano una frasca di mirto ad un anello posto all’imboccatura del vicolo, per far capire ai passanti che vi era del vino  in vendita.

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Oltre all’anello dove veniva inserita la frasca, si potevano trovare nei capannelli dei vicoli, gli anelli in pietra ai quali venivano legati gli asini al ritorno dal lavoro nei campi. Grazie ai membri all’Associazione Abbelliamo Gaeta, sono stati valorizzati i due vecchi anelli esistenti nel vico, della frasca e delle bestie da soma, valorizzandoli con pannelli indicativi in cui si narra anche un pò di storia locale. Inoltre l’Associazione è riuscita a portare alla luce una porzione delle mura originali delle abitazioni.

Affacciandovi al Vico numero 2 di Via dell’Indipendenza, potrete ammirare tutti gli antichi arnesi che erano necessari alla pigiatura dell’uva. Botti, damigiane impagliate e cassette di legno fanno da cornice al grande torchio, esaltandone la presenza.

Curiosità

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Le sfumature azzurre che si vedono tinte sui particolari del vicoletto, si rifanno al colore tenue ed elegante del mantello della Madonna di Porto Salvo, custodita nella Chiesa degli Scalzi.

 

Ci saranno ulteriori iniziative come questa, volte a ripristinare la funzione storica e sociale del Borgo di Elena. Un progetto lungimirante, quello dell’Associazione Abbelliamo Gaeta presieduta da Gennaro Romanelli, che oltre a prevedere la riqualificazione dei rioni storici di Via dell’Indipendenza, mira alla realizzazione di un borgo più accogliente, dinamico e intraprendente, che possa stupire i turisti ma anche i cittadini stessi, creando un vero e proprio percorso didattico che esalti le origini, la storia, il vissuto quotidiano della nostra piccola grande cittadina.

Ringrazio Paolo Di Tucci per la collaborazione e vi invito a visitare la sua pagina Facebook per poter ammirare altre splendide foto di Gaeta.

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