Montefalco: on the road con i bambini tra le colline dell’Umbria

Una strada contornata da uliveti centenari, che si inerpica su per la collina. Il sole che si posa sulle foglie d’ulivo creando dei riflessi argentati. Fiori primaverili fanno capolino dall’erba dei vigneti, peschi e  mandorli ravvivano lo scenario con i loro boccioli  dai colori tenui.  Bianco e rosa si alternano, dando un tocco romantico al paesaggio campestre.

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

Nelle campagne di Montefalco ci accolgono i primi segni dell’arrivo della bella stagione. Proseguiamo in auto questa strada paesaggistica, fino alle mura della città. Ci troviamo nella “ringhiera dell’Umbria“, così chiamata per i suoi diversi punti panoramici, che permettono di avere una visuale a 360° sulle vallate sottostanti. L’aria è ancora fresca e soffia una leggera brezza che ci scorta per tutta la passeggiata.Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie

La porta di Sant’Agostino è l’accesso principale alla Città. All’interno, l’antico stradone, tutto in salita, è costeggiato da vinerie deliziose e diversi negozi di filati.

L’artigianato locale 

Montefalco, Umbria, artigianato, viaggio con bambini, trevaligieSono proprio i filati e le tessiture il cardine dell’artigianato locale umbro, in particolare  di Montefalco. Si possono trovare prodotti di straordinaria bellezza realizzati con antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Bellissime tovaglie, pregiati tendaggi, lenzuola o asciugamani meravigliosamente lavorati. Proprio lungo questa strada  si trova il rivenditore esclusivo dei prodotti della Tessitura Pardi, l’eccellenza in fatto di tessuti di qualità made in Umbria

Montefalco, Umbria, On the road con bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

La chiesa di Sant’Agostino a Montefalco

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligieAll’improvviso, tra una macelleria e un enoteca, spunta la chiesa di Sant’Agostino. La sua facciata è semplice e discreta, in stile gotico. Costruita nel 1275, a cura dei frati agostinianiani, ha una grande navata interna sostenuta da diverse strutture lignee,  e meravigliosi affreschi, risalenti agli inizi del XV secolo,  che ne arricchiscono le pareti.

Montefalco, umbria, on the road con bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

La navata minore comprende una serie di cappelle, deliziosamente affrescate,  e in una nicchia sono conservati i resti del Presepio di Giovanni di Corraduccio.

Il belvedere

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

La salita è ancora ripida, e lo sguardo si perde sui balconi fioriti, sui tetti baciati dai raggi dell’ultimo sole, sulle facciate in pietra viva, sulle  scale di legno scuro che si arrampicano sui piani alti dei palazzi.

Ogni tanto una panchina ricavata da vecchie botti ci permette di riposare e di ammirare le  lanterne che adornano le vecchie mura e ascoltare il canto gli  uccelli  al riparo sotto  le  grondaie.Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie

Una  volta  in  cima  il  panorama  ripaga  di  ogni  passo  fatto.  La vallata si estende ampia al di sotto della città, uliveti e vigne si susseguono a perdita d’occhio.  Montefalco infatti è famosa anche per il suo Sagrantino, un vino autoctono che rispecchia i profumi e i sapori più veri di questa collina umbra.

Il vitigno Sagrantino è coltivato solo sui  poggi  attorno a Montefalco e Bevagna. Un vino millenario che, grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei produttori montefalchesi, è diventato un’eccellenza assoluta, capace di rappresentare l’Umbria e l’Italia nel mondo e ad ottenere  la DOCG.

Curiosità

Pare che fù l’Imperatore Federico II di Svezia a cambiare il nome a questo borgo, essendosi accorto del grande numero di falchi che si aggiravano nei paraggi durante le sue visite.  Alla  città quindi, già denominata Coccorone, fù dato il nome Montefalco. 

Dove mangiare

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligieSiete nella zona del Sagrantino e del cibo buono. Difficilmente mangerete male. Anche nelle enoteche offrono taglieri di salumi e formaggi di ottima qualità. Noi siamo riusciti a prenotare un tavolo alla Via di Mezzo, l’osteria del famoso chef di Sky Gambero Rosso, Giorgio Barchiesi, alias Giorgione orto e cucina. Ristorante a conduzione familiare, accogliente, casereccio, con un buon rapporto qualità prezzo. 

Bambini e animali

Non ci sono molte cose da fare con i bambini nel centro storico di Montefalco, se non passeggiare per negozi e fermarsi per qualche minuto al parco giochi del paese, piccolo ma ben attrezzato. Gli animali sono ben accetti ovunque nei locali.

Se vi è piaciuto l’articolo vi invito a seguire anche la pagina Facebook di Trevaligie.com e il nostro profilo Instagram, per restare aggiornati su tutti i miei prossimi articoli e sui nostri viaggi on the road! 

A cena da Giorgione, alla Via di Mezzo. Una “lacrima d’olio” tra orto e cucina.

Il nostro week end on the road in Umbria non aveva previsto una tappa a Montefalco, ma strada facendo abbiamo deciso di dedicare un pomeriggio a questa piccola cittadina umbra, che si è rivelata una vera chicca enogastronomica, oltre che culturale.

Umbria, Giorgione orto e cucina, Ristorante la via di mezzo, trevaligie.

Il piccolo paese di Montefalco è situato in cima ad una collina, circondato da vigneti e  uliveti millenari.  Grazie alla sua favorevole posizione panoramica è possibile avere, dai vari  belvedere che si incontrano durante la passeggiata, una fantastica vista a 360 ° sulla verdeggiante vallata  tra Perugia e Spoleto. In questa zona si producono il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco Rosso , un vino DOC la cui produzione è consentita solo ed esclusivamente nell’intero territorio comunale di Montefalco, e in alcuni comuni della provincia di Perugia.

Il ristorante La via di Mezzo

Abbiamo avuto modo di degustare un Montefalco Rosso Riserva, della Cantina Antonelli, durante la nostra cena nell’osteria più famosa d’Italia. Alle otto in punto infatti, eravamo al Ristorante   “Alla via di Mezzo”, l’osteria del cuoco più simpatico della tv.  Protagonista indiscusso del programma culinario di Sky, Giorgione “orto e cucina”, Giorgio Barchiesi fa trovare nei suoi piatti la stessa cucina genuina, regionale  e  tradizionale  che abbiamo visto tante volte preparare nella sua trasmissione.Umbria, Giorgione orto e cucina, Ristorante la via di mezzo, trevaligie.

Ci accoglie sua moglie Marianna, magnifica padrona di casa. La mise en place è semplice e casereccia. I sottopiatti consumati e lievemente sbeccati, tutti differenti tra loro, danno alla tavola una nota allegra e conviviale.

Il buffet di antipasti 

Ci accomodiamo, e dopo aver fatto un primo brindisi con il Montefalco Riserva, ci fanno accodomodare al buffet degli antipasti.  Alla Via di mezzo, Giorgio Barchiesi propone da sempre un menù fisso, che comprende appunto una grandissima scelta di antipasti a buffet, e assaggi di due primi e di due secondi piatti, rigorosamente preparati secondo la stagionalità degli ingredienti. Il tutto seguito da deliziosi bocconcini di torte fatte in casa.Umbria, Giorgione orto e cucina, Ristorante la via di mezzo, trevaligie.

Il buffet degli antipasti di Giorgione

Inutile parlare di abbondanza. Formaggi tipici locali si alternano a  sublimi prodotti caseari italiani e francesi. Deliziose mostarde e marmellate accompagnano cotanta bontà. I salumi sono di primissima scelta, e si sciolgono in bocca.

Umbria, Giorgione orto e cucina, la via di mezzo, trevaligieNumerosi contenitori di coccio contengono le più svariate delizie gastronomiche locali. Pappa al pomodoro, fagioli in umido, trippa e testine, lampredotto, olive, insalatine fredde di cereali e legumi saziano la vista prima dello stomaco. Un mix di sapori, profumi deliziosi e colori caldi rapiscono i sensi. Umbria, Giorgione orto e cucina, Ristorante la via di mezzo, trevaligie.

Giorgio Barchiesi

Giorgione orto e cucina, trevaligie

 Una volta a tavola ecco che arriva il simpatico Giorgione, col suo inconfondibile maglione rosso e la salopette di jeans che ormai contraddistingue il suo personaggio. Saluta con enfasi tutti i commensali da buon padrone di casa, consiglia cosa assaggiare, i vini da abbinare. E’ incline alla risata e molto socievole con tutti. Disponibilissimo a farsi fotografare.Umbria, Giorgione orto e cucina, Ristorante la via di mezzo, trevaligie.

Il menù della serata

E’ difficile continuare dopo aver spizzicato tutte le deliziose pietanze del buffet. Ma ecco che arrivano i primi piatti da degustare. Un vassoio abbondante di strangozzi con peperoni, guanciale e pomodorini, seguito da un profumatissimo assaggio ( si fa per dire) di pasta al sugo di paljata. Quest’ultima una vera delizia. Sapori bilanciati, mai invadenti, nonostante tutte le portate siano a base di carne.

La prima portata dei secondi piatti è una faraona al forno, cucinata in maniera divina. Morbida, gustosa, non banale.  Nota di merito poi per lo stracotto di manzo. Gusto deciso, carne morbida e polposa. Va via una seconda bottiglia di Montefalco Riserva, 14 gradi e mezzo. Un rosso che riesce a equilibrare non solo piatti così strutturati, ma anche pietanze saporite come i formaggi stagionati oppure i salumi.

Giorgione a metà serata saluta tutti, e si dirige al nuovo ristorante che ha aperto assieme ai figli, il Villa Selva Country House. Si sente in dovere di fare una comparsata anche li, per non deludere gli ospiti. Perché diciamocelo, prima ancora della sua cucina, in molti, noi compresi, vogliono conoscere luiUmbria, Giorgione orto e cucina, Ristorante la via di mezzo, trevaligie.

La serata si conclude con una degustazione di torte fatte in casa con ingredienti semplici e genuini. Dolci  classici, come la torta di mele e la torta di cioccolato e ricotta. Deliziosi bocconcini uno tira l’altro. Ci alziamo satolli, ed anche leggermente alticci.

Perché ci è piaciuto

Il locale è semplice ed accogliente, una classica osteria a conduzione familiare. Arredi pochi ma essenziali e come già detto, una tavola apparecchiata in maniera semplice, casalinga. La gentilezza è una costante. Dai padroni di casa ai camerieri, tutti hanno sempre una parola gentile, un sorriso e un accortezza, nonostante il locale  colmo di persone. Le porzioni sono abbondanti. Vi consiglio di non esagerare con gli antipasti come abbiamo fatto noi. Vale la pena di assaggiare fino all’ultima portata. Come dico spesso, la semplicità paga sempre, e questo posto ne è la prova. Giorgione non stupisce con piatti gourmet, elaborati e graziosamente impiattati. Giorgione nel piatto ci mette la genuinità. 

Costi

Il menù è fisso, come già specificato. Si spende sui 30 euro a persona, bevande escluse. Considerando la quantità delle porzioni e soprattutto la qualità degli ingredienti direi che il rapporto qualità prezzo è più che equilibrato.

Animali ammessi

La Via di Mezzo è un locale pet-friendly. Gli animali sono ammessi, sempre accompagnati da padroni educati.

Consiglio

Vi consiglio di prenotare almeno un paio di mesi prima se avete intenzione di assaggiare la cucina tipica di Giorgio Barchesi. La lista d’attesa è molto lunga. Soprattutto nei week end è quasi impossibile trovare un tavolo. 

Giorgione Alla Via di Mezzo | Montefalco (Pg) | via Santa Chiara da Montefalco, 52 | tel. 0742.362074 | email: allaviadimezzo@libero.it

 

Se vi è piaciuto l’articolo vi invito a seguire anche la pagina Facebook di Trevaligie.com e il profilo Instagram per restare aggiornati su tutti i miei prossimi articoli e sui nostri viaggi on the road! 

I fuochi di San Giuseppe. La notte magica di Itri.

 

Una serata magica, quella dedicata ai Fuochi di San Giuseppe di Itri,  durante la quale vengono accesi enormi falò  in diversi punti del paese, per celebrare l’arrivo della primavera. Anche quest’anno siamo riusciti a partecipare a questa folcloristica manifestazione, complice la bella serata e le temperature miti.

Inizio del tour

Iniziamo il nostro tour gastronomico dal rione Gianni Rodari, degustando dell’ottima polenta al sugo di cinghiale e spezzatino di capra. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso. 

Colorati fuochi d’artificio alle otto in punto danno il via all’accensione dei fuochi, e tutto il paese inizia a scaldarsi, ad animarsi, a ballare attorno ai grandi falò.

castello di itri, fuochi di san giuseppe, trevaligie

Proseguiamo verso il castello di Itri, passeggiando tra bancarelle di artigianato locale,  ci arrampichiamo sulle bellissime scalinate, e strada facendo ci fermiamo a quello che ritengo il fuoco più pittoresco della manifestazione. Fuochi di San Giuseppe, Itri, Gastronomia e tradizione, TrevaligieRimasto intatto nel corso degli anni, al fuoco del rione San Martino, piccolo e accogliente, ancora si servono fagioli e cotiche sapientemente praparati nelle case dei paesani,  in una piccola e deliziosa piazzetta. Assaggiamo queste prelibatezze seduti sulle bianche scalinate, gettiamo qualche ramo di ulivo nel falò sperando che porti fortuna e continuiamo la nostra scalata  verso la bellissima terrazza panoramica del rione Sant’Angelo.

La terrazza panoramica di Itri

Una volta arrivati in cima veniamo accolti da una coinvolgente musica popolare e da un odore di salsiccia nostrana alla braceIl falò prende quasi tutta la piazza, e i bambini si divertono ad attizzare il fuoco con i rami di ulivo, accatastati in un angolo  e disponibili per chiunque voglia partecipare a rimpinzare il  falò.Fuochi di san giuseppe, itri, trevaligie

Qui assaggiamo le “tiritelle”, fagotti di pasta di pane impastati con le olive e poi fritti nell’olio bollente. Una chicca che non ricordo di aver mai trovato durante l’annuale giro dei fuochi. Assieme alle buonissime tiritelle, assaggiamo salsiccia e marzolino, un tipico formaggio che si produce nel mese di marzo, fatto con latte di capra, pecora e mucca miscelati fra loro.

Lasciamo l’affollata terrazza e ci dirigiamo verso il fuoco di Porta Mamurra, dove nonostante la fila consistente, riusciamo a prendere qualche vassoio con maialino arrosto, patate al forno e olive. Ovviamente tutto accompagnato da un bicchiere di vinello rosso locale.

Le zeppole itrane

Decidiamo di prendere il dessert al rione Straccio, dove servono le tipiche zeppole di San Giuseppe.Differenti dalle classiche zeppole farcite di crema , le zeppole itrane sono palline di pasta lievitata, fritte nell’olio e passate ancora bollenti nello zucchero semolato. Mangiate calde sono una vera delizia

La musica e gli artisti di strada sono il non plus ultra della manifestazione. Le melodie popolari, il suono delle castagnette e dei tamburelli, riecheggiano in ogni rione, coinvolgendo le persone in balli improvvisati.

Ringraziamenti

Questa festa ha origini molto antiche, e coinvolge da sempre tutta la comunità locale. L’affiatamento dei cittadini è l’ingrediente principale della manifestazione. Grazie soprattutto al loro impegno, all’organizzazione dei rioni, del comune e della Pro Loco che la festa di San Giuseppe è riuscita a crescere e a farsi conoscere nel corso degli anni.  Ormai la città di Itri accoglie egregiamente e senza intoppi migliaia di persone durante lo svolgimento della tradizionale manifestazione.

fuochi di san giuseppe, ieri, trevaligie

Uno spettacolo bellissimo e alla portata di tutti, all’insegna della degustazione dei prodotti tipici e della buona musica popolare. Un occasione per visitare la splendida città di Itri, perdersi nelle sue caratteristiche viuzze e assaporarne la veracità.

Se vi è piaciuto l’articolo vi invito a seguire anche la pagina Facebook di Trevaligie.com e il profilo Instagram per restare aggiornati su tutti i miei prossimi articoli e sui nostri viaggi on the road! 

 

Cosa vedere a Roma in un giorno, passeggiando con un’amica

Avete mai fatto un piccolo viaggio con un amica? Relegarsi dei momenti per se stesse non è mai una scelta sbagliata.

  Io e Rosanna abbiamo deciso di prenderci due giorni per noi, incontrandoci a metà strada ( io da Gaeta, la mia amica da Sirmione) per goderci Roma e la nostra amicizia  passeggiando  col sole in faccia.

Abbiamo messo due semplici regole:

  • Camminare a piedi, per non tralasciare nessuno scorcio.
  • Niente cellulare! Divieto assoluto di usare Google Map per orientarci, ma affidarci ai cari vecchi cartelli, e ai consigli dei passanti.

Certo, avendo poco tempo a disposizione abbiamo fatto una scelta ben definita su quali e quanti posti vedere. Ma poco importa! Abbiamo tutto il tempo che ci serve e nessuno a cui dar conto, quindi gambe in spalla e via, verso i principali monumenti della città eterna.

Circo Massimo

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Alle 11:00 circa partiamo dal Circo Massimo,  zona in cui non ero ancora mai stata. Devo dire che camminare su questa terra che ha assorbito millenni di storia d’Italia mi fa un pò strano. Poi io lavoro molto di fantasia, e quindi seduta sulla ghiaia, ho cominciato a vedere i carretti trainati da cavalli sudati, la polvere tutt’intorno ad incorniciare la gara. Il tifo, le urla dei Romani che inneggiano  alla vittoria di un cavallo rispetto ad un altro, le scommesse, le donne con i loro candidi pepli che si distraggono con qualche pettegolezzo.  E finalmente la proclamazione del vincitore!

Sapevate che  i concorrenti che gareggiavano in questa arena si giocavano molto di più del loro prestigio o di un premio?  Eh già,  erano soprattutto schiavi che lottavano per la propria libertà!

Bocca della verità

A due minuti a piedi dal Circo Massimo, scendendo per Via della Greca,  si trova la Bocca della Verità, divenuta famosa grazie al film “Vacanze romane”.

Altro non è che un tombino, ma la sua fama non ha confini. Secondo una leggenda pare che la bocca morda la mano di chi dice le bugie. La fila per testare la lealtà del proprio amato è davvero infinita. Ci sono un centinaio di turisti in coda e noi non abbiamo tempo di aspettare. Salutiamo qualche giapponese passando oltre, e ci dirigiamo verso il Tevere.

Trastevere

Passiamo sul Ponte Palatino, e imbocchiamo Via dei Vascellari. Eccoci a spasso nei vicoli di Trastevere. Ogni angolo qui sembra una cartolina. Angoli preziosi, angoli folcloristici. Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieSubito veniamo assorbite dalla quotidianità del rione. Camminiamo spensierate fotografando anche gli scorci più insoliti.

Ci riposiamo sulla scalinata di Piazza Trilussa, guardiamo un  pò il fluire del traffico, poi ci immergiamo di nuovo nelle sue viuzze.

Pranzo a Trastevere

Veniamo attratte da un osteria tipica in una piazzetta di Trastevere.  Non sò se ad attirarci è stata la musica di Lando Fiorini, la vespa Special parcheggiata all’esterno, o le fiaschette di vino che decorano ogni angolino di questo locale.

Fatto sta che ci accomodiamo su uno dei tavoli esterni. Le temperature sono miti e approfittiamo del caldo sole di mezzogiorno. La cameriera ci parla in romanesco, ci porta vino della casa. Prendiamo la famosa coda alla vaccinara (divina) e due carciofi alla romana. Ci lasciamo coccolare dal vento tiepido e leggero. Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieNon dimenticheremo lo stile tipicamente romanesco dell’Osteria Rugantino di Trastevere. Ma dobbiamo continuare la nostra passeggiata. Salutiamo calorosamente i ragazzi che ci hanno servito e ripartiamo.

Non so come, ci troviamo a Campo dei fiori. Il caratteristico mercato romano famoso in tutto il mondo. Da un lato ci chiamano per farci accomodare nei ristoranti che contornano la piazza, dall’altro cercano di venderci carciofi e misticante. Superiamo questo allegro quadretto e ci infiliamo in Via dei Cappellari.

Una viuzza magica, sospesa tra antico e moderno. Via dei Cappellari, da poco  intitolata Via della Poesia, rapisce lo sguardo e i sensi. La passeggiata è resa piacevole dalle tante botteghe artistiche che si incontrano durante il tragitto.

Piazza Navona

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Ci dirigiamo verso Corso Vittorio Emanuele, e seguendo Via della Cuccagna , ci incamminiamo alla ricerca di Piazza Navona. La troviamo relativamente presto, anche grazie alle indicazioni dei passanti. Ci affacciamo sullo spazio enorme che intercorre tra le fontane, e scattiamo e ci facciamo scattare qualche foto dai giapponesi in vacanza. Se dovete chiedere foto a qualcuno optate sempre per i giapponesi. Fanno delle foto fantastiche!

Pantheon

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Il Pantheon ci spunta davanti all’improvviso. E’ uno dei monumenti più interessanti di Roma, ed è anche quello meglio conservato. Una grande testimonianza di quanto i Romani tenessero al culto degli dei. Nell’edifico c’è un unica finestra a forma di oculo, sulla cupola, da cui entra la luce.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieIntorno all’oculo si sono sviluppate diverse leggende nel corso dei secoli. Secondo una racconto medievale, l’oculo del Pantheon sarebbe stato creato dal diavolo, per scappare dal Tempio.  Mentre un altra leggenda narra che  la pioggia non riuscisse ad entrare dall’apertura perché trattenuta dai densi fumi delle candele accese all’interno. Invece nel Pantheon sembra entrare una gran quantità d’acqua durante le forti piogge, ma il pavimento è stato concepito con  22 forature che permettono alla pioggia di filtrare.

Fontana di Trevi

Durante il percorso che ci porta alla Fontana di Trevi ci concediamo un pò di shopping, e facciamo qualche foto con alcuni artisti di strada, che troviamo lungo il percorso. Capiamo che siamo molto vicine alla meta perché cominciamo a sentire uno scroscio d’acqua e un gran vociare. La fontana è completamente accerchiata da una folla di turisti.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieA mala pena riusciamo a farci spazio per arrivare fino alla base. Scattiamo qualche foto ricordo a lanciamo la monetina di rito. Risulta davvero difficile riuscire ad ammirarla per via degli spintoni degli avventori, ai quali ci tocca lasciare spazio. Ci rimettiamo in cammino. Next stop..Piazza di Spagna.

Piazza di Spagna

Senza l’ausilio dei numerosi passanti da noi interpellati dubito che saremmo riuscite ad arrivare a Piazza di Spagna. Ci siamo infilate in Via della Stamperia, abbiamo attraversato Via del Tritone e subito imboccato Via del Nazareno.  Il caldo e la lunga camminata cominciano a farsi sentire sulle nostre gambe ormai stanche e dolenti. Ma arriviamo a Piazza di Spagna relativamente presto.  Ci sediamo qualche minuto sui gradini consumati di Trinità dei Monti. Ci godiamo lo shopping dei turisti dall’alto. La Piazza ha sempre il suo perché, e nonostante le innumerevoli volte e le numerose foto scattate su questa scalinata, sembra sempre di provare un emozione nuova. La Fontana della Barcaccia del Bernini sembra essere in posa per permettere ai turisti di scattare foto ricordo.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieSapete cos’è una barcaccia?  Era una tipica imbarcazione che, nell’antica Roma, veniva usata per il trasporto fluviale di botti di vino, e che aveva  le fiancate particolarmente basse, proprio come riprese dal Bernini nella sua opera,  per facilitare l’imbarco e lo sbarco delle botti stesse.

Colosseo

Non si può visitare Roma senza passare obbligatoriamente dal Colosseo. Un militare gentile ci spiega come arrivare da Spagna al Colosseo, seguendo via del Traforo. Ci vuole più o meno mezz’ora di camminata. Non demordiamo.  Sono le 17 e 30, abbiamo ancora un oretta da dedicare alle bellezze romane. Seguiamo i gruppi di turisti più che i cartelli, ed infatti ci portano direttamente alla nostra ultima tappa, ma passando dai Fori Imperiali.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie Facciamo una magnifica passeggiata ammirando il Foro di Augusto, il Tempio di Marte, il Foro di Nerva e il Tempio della Pace. Quanta storia dietro a questi monumenti, la cui costruzione è iniziata nel 40 A.C., e nonostante gli ampliamenti, gli incendi, i restauri e le ricostruzioni, i Fori Imperiali sono arrivati quasi intatti fino ad oggi.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie Arriviamo finalmente al Colosseo, ma troviamo i lavori per la realizzazione di una terza linea della metropolitana, quindi da un lato il panorama è un pò penalizzato.  Ma l’allure  dell’anfiteatro più famoso del mondo è indiscutibile. Maestoso, imponente, circondato da una folla indescrivibile, arrivata fin qui da chissà quali e quante parti del mondo. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, è l’unico monumento europeo che è stato anche incluso fra le Nuove sette meraviglie del mondo. 

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Ammiriamo la sua figura armoniosa e maestosa, ma ricordiamo il motivo per cui questo anfiteatro fù costruito, e che per centinaia di anni è stato spettatore e contenitore di infinite tragedie. Le lotte senza scampo tra schiavi e belve feroci, le condanne a morte, i combattimenti tra gladiatori.  L’aspetto più sconcertante di questa usanza era senz’altro  l’entusiasmo con il quale il pubblico seguiva lo spettacolo. I Romani erano accecati da questi “giochi”, così usavano chiamarli, che versavano sangue e lacrime tra clamorosi applausi e celebrazioni.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Bene, siamo arrivate alla fine della nostra giornata romana, siamo stanche ma abbiamo il viso abbronzato, i capelli profumati di storia, gli zaini pieni di esperienze, gli occhi pieni di persone gentili.  Abbiamo percorso a piedi quasi tutto il centro storico romano, senza l’ausilio di cellulari. Imbocchiamo finalmente l’entrata della Metropolitana che ci porterà al nostro albergo, dove finalmente potremo riposarci. L’ultimo regalo che ci fa Roma è un meraviglioso tramonto sul complesso monumentale del moderno quartiere dell’EUR, che ammiriamo beatamente sedute dalla nostra stanza d’albergo. Domani si torna a casa.

Se vi è piaciuto l’articolo vi invito a seguire anche la pagina Facebook di Trevaligie.com e il profilo Instagram per restare aggiornati su tutti i miei prossimi articoli e sui nostri viaggi on the road! 

Vivere la montagna con i bambini: la Valle d’Aosta

  Guest Post di mariluce latino di  “TournelSud”
La natura regala scenari spettacolari in ogni momento della giornata e in ogni
stagione. Chi non ha mai desiderato di trascorrere un vacanza in una località montanara abbracciata dalle Alpi,
come quelle valdostane, godendo di un’aria pulita e di un sole caldo ma non
scottante?
valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie
Particolarmente indicato per le famiglie con bambini, la vacanza
in montagna può davvero cambiare la prospettiva di grandi e piccini perché la
montagna non è solo aria pulita, pascoli, prati sempreverdi e clima mite, la montagna
è VITA.

 Come, dove e quando andare in montagna con i bambini

Personalmente, ogni viaggio in montagna, che sia stato da bambina o da adulta, l’ho
fatto in auto, sostando per una notte a Roma o Firenze, perchè si sa, tutte quelle ore
in auto sono davvero noiose e spossanti! Ovviamente ci sono altri mezzi per
arrivarci, ma tutta l’attrezzatura che potrà servirvi, da maglioni, scarponcini, borracce
e anche qualche bella scorta di cibo, potrebbe arrecarvi qualche fastidio nel
trasporto, per questo, se muniti di un auto abbastanza prestazionale, vi consiglio un
bel tour on the road perché si sa, ciò che conta durante un viaggio non è la
destinazione, ma il viaggio stesso!
valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie
Torgnon, Cogne, Les Combes sono solo alcune delle destinazioni che potete mettere
in conto per le vacanze estive di quest’anno e dare ai vostri figli un primo, se è la
prima volta per loro, o un ulteriore impatto attivo, creativo e naturale della montagna
in tutto il suo splendore.
Ma cerchiamo di capire meglio cosa possiamo fare in queste località!
Iniziamo con Torgnon, dove le famiglie possono giovare di tante attività all’aria aperta, come sentieri
da percorrere con i loro bambini, gonfiabili e parchi giochi,
insieme alle varie iniziative che ogni estate non mancano mai sia per grandi che per
piccini, il tutto avendo alla spalle la maestosa presenza del Cervino.
Poi c’è Cogne, situata ai piedi del Gran Paradiso, che vi immergerà in un misto di
tradizioni e attività ludiche per i vostri bimbi come la Festa della Transumanza, la
Dévéteya, che segna la fine dell’estate e di tutte le attività collegate alla vita
pastorale, di solito fissata entro fine Settembre.
Alla fine della nostra lista c’è Les Combesun posto che porterete nel cuore se un pò
a cuore vi è rimasto il tanto amato Papa Giovanni Paolo II che, proprio in quella
zona, risiedeva ogni estate. Nei terreni vicini, si trova un parco giochi e un
vasto campo da calcio dove i vostri figli potranno arrampicarsi o giocare a pallone con
​il loro papà.
valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie

 Le migliori attrattive a portata di bambino in montagna

E d’inverno? Con l’arrivo della neve i vostri bimbi potranno divertirsi al
Torgon Winter Park, un parco giochi preposto per la stagione invernale. 
Da non perdere anche lo Snow Park Rhemes-Notre-Dame, una vasta area giochi situata nella frazione di Bruil. La montagna offre anche attrattive per i più grandi, come snowbike, slitte e skifox.
Altre località kids-friendly durante l’inverno sono Gressoney-Saint-Jean, 
che offre skypark e seggiovie per grandi e piccini, e
Brusson, dove ci sono tante piste da
percorrere con i vostri bimbi insieme a tante altre attività che metteranno alla prova i
vostri muscoli!valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie
Sarebbe riduttivo parlare della Valle d’Aosta solo nei termini di queste 3 città, ma vi
consiglio vivamente di visitarle perchè è solo sul posto che potrete scoprire cosa
hanno da offrire sia in inverno che in estate.
Si sa, rispetto all’estate, durante l’inverno le varie sagre o percorsi enogastronomici
vengono più che altro svolti all’interno di edifici, anche molto belli, ma non è lo stesso
di quando, con il caldo rovente delle città, si fugge in queste zone di montagna per
refrigerarsi.  
Porto ancora nel cuore le vacanze fatte in montagna nei lontani anni ‘90 e vi
assicuro che i vostri figli vi ringrazieranno sempre per aver scelto di farli vivere nella
natura, anche se solo per poco tempo!valle d'Aosta con i bambini, cosa fare in valle d'aosta, trevaligie
Mariluce Latino, autrice di questo articolo, ha 24 anni, è laureata in Lingue, e parla benissimo Inglese e Tedesco.  Mariluce è  la Digital Pr dell’agenzia Tournelsud“, e si occupa di instaurare rapporti con strutture ricettive, blogger e qualsiasi tipo di realtà che abbia a che fare col mondo dei viaggi.
Potete seguire Tournelsud sia su Facebook che su Instagram Tour nel Sud
valle d'Aosta
Se vi è piaciuto l’articolo vi invito a seguire anche la pagina Facebook di Trevaligie.com e il profilo Instagram per restare aggiornati su tutti i miei prossimi articoli e sui nostri viaggi on the road! 

L’Abbazia di Fossanova e il suo borgo medievale

C’è un bellissimo borgo nel Lazio, sorto sui resti di una comunità benedettina, che vanta un patrimonio architettonico, storico e artistico di grande valore. E’ il Borgo di Fossanova, dove sembra di essere catapultati indietro nel tempo, dove la calma prende il posto del caos, dove la pace regna sovrana. Si cammina letteralmente nel Medioevo, si fa capolino nelle antiche botteghe artigiane, si respira spiritualità nel chiostro colmo di vegetazione, seguiti dallo sguardo fiero dell’antica Abbazia, che regna sovrana su quest’oasi di pace.

L’Abbazia di Fossanova

L’Abbazia di Fossanova svetta alta e imponente nell’unica piazza del borgo. E’ il più antico monumento italiano gotico-cistercense, ed è stata dichiarata “Monumento Nazionale”nel 1874. E’ stata costruita agli inizi del 1100 sui resti di un monastero benedettino ad opera dei padri cistercensi, dopo il risanamento della palude in cui si trovava. Questi scavarono una nuova fossa per far si che le acque del fiume Amaseno non interferissero con i lavori dell’Abbazia. Da qui il nome “Fossanova”.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Gli interni rispettano pienamente le regole cistercensi. La chiesa appare quindi priva di ornamenti, arcana ed essenziale. Nonostante ciò, l’atmosfera è comunque elegante e la navata altissima rende l’ambiente molto suggestivo. L’unico “vezzo” è il magnifico rosone sulla facciata esterna, che lascia passare i raggi del sole all’interno dell’Abbazia, creando dei magnifici giochi di luce.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Il chiostro è la parte più incantevole, con il suo lussureggiante giardino dai colori meravigliosi. Qui si trovano anche gli edifici più importanti dell’Abbazia, come la Sala Capitolare e il Refettorio.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Il Borgo

Attorno all’Abbazia si snoda un piccolo borgo, con casette rosse e qualche bottega artigiana. Fate una visita al Museo Polo Medievale, ubicato nell’ex foresteria, dove potrete perdervi tra sculture e pitture in un atmosfera davvero fascinosa. Oltre ai racconti di vita e di preghiera dei frati cistercensi, abilmente illustrati con gli acquerelli, il percorso comprende anche fasi sulla storia di Priverno. Dopodiché rilassatevi all’ombra della pergola fiorita del Caffè dei Guitti. Tra un bicchiere di ottimo vino e una fetta di crostata fatta in casa perderete la cognizione del tempo. Godetevi i ritmi lenti del borgo, le fusa dei gatti che si avvicinano in cerca di qualche carezza, la brezza leggera che si alza nel pomeriggio.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Il ristorante

La chicca del Borgo di Fossanova è senz’altro il ristorante.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Il Forno del procoio è ubicato in un antico edificio accanto all’Abbazia. L’atmosfera è davvero incantevole. Rustico al punto giusto, accogliente ed elegante nella sua semplicità. Ogni dettaglio è curato in maniera impeccabile. Le pareti sono in pietra viva, i pavimenti sono originali dell’edificio medievale. Pensate quanti passi hanno solcato queste piastrelle nel corso dei secoli! Due sale scaldate da altrettanti camini, accolgono tavoli molto molto particolari. Sono creati infatti, con porte e portoncini antichi. Lo sguardo è rapito da tanta particolarità. D’estate poi il giardino prende vita con deliziose illuminazioni. Il menù non è da meno. I piatti serviti da Chiara, che gestisce il locale, sono di una raffinatezza unica. Gustose rivisitazioni dei piatti della tradizione pontina, che non perdono il gusto originario, lasciando piacevolmente sorpresi anche i palati più sopraffini. Anche la selezione dei vini si rifà alla tradizione dell’agro pontino, con etichette locali selezionate, nonché una vasta scelta di vini di ottime cantine italiane.

Consigli

I bambini possono girare liberamente nel Borgo, che è chiuso al traffico. Ma fate comunque attenzione ai veicoli che hanno il permesso di accedere per motivi logistici, come fornitori etc.. L’unico piccolo pericolo sono i san pietrini irregolari della pavimentazione, che potrebbero causare qualche storta durante le corse. Inoltre consiglio un abbigliamento comodo, sia per i bambini ma anche per gli adulti. Soprattutto le scarpe, devono essere basse e confortevoli. Evitate come la peste tacchi e zeppe, perché diventerebbe davvero difficile fare qualche passo. Cercate sempre di rispettare il luogo che vi ospita, evitando di urlare, di gettare cartacce e di giocare a pallone.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Sono molti gli eventi che vengono organizzati annualmente nel Borgo di Fossanova. Degna di nota la bellissima Festa Medievale, che riporta in scena ogni anno, ad agosto, le antiche usanze  e i costumi del borgo. Ogni sera concerti, performance teatrali, spettacoli di circo medievale e cortei storici illuminati dai video mapping proiettati sulla facciata dell’Abbazia.

Fossanova, borgo di Fossanova, abbazia di fossanova, trevaligie

Nel Borgo di Fossanova il tempo sembra di essersi fermato. La genuinità, la calma, i ritmi lenti ma mai noiosi… ne fanno un posto davvero incantevole. Non c’è mai la ressa turistica, si può godere di ogni angolo in completo relax. Inoltre è a pochi chilometri da altre bellissime cittadine laziali, come il Circeo, Sperlonga, Terracina e Gaeta.

Fossanova, viaggio con bambini, borghi d'Italia, trevaligie

Se vi è piaciuto l’articolo vi invito a seguire anche la pagina Facebook di Trevaligie.com e il profilo Instagram per restare aggiornati su tutti i miei prossimi articoli e sui nostri viaggi on the road!