Il Gallo d'Oro. Ristoranti a Parma, trevaligie
Food experience,  Viaggiare in Italia

Il Gallo d’Oro. Ristoranti a Parma

Ci siamo ritrovati a passeggiare per le vie di Parma una sera di settembre, rinfrescati dall’aria frizzantina tipica di fine estate e scortati da una romantica luna piena che faceva capolino dai palazzi antichi.  Siamo arrivati a Parma in occasione del Salone del Camper, svoltosi la settimana dal 14 al 22 settembre, ed abbiamo pensato bene di fare un salto nella città famosa in tutto il mondo per la sua rinomata gastronomia e per i suoi innumerevoli ristoranti.  Ci siamo quindi  fiondati nel centro storico, passeggiando in Piazza del Duomo alla scoperta dei suoi incantevoli monumenti, e lasciandoci trasportare dal flusso dei turisti intenti a scattare foto ai pittoreschi scorci di Parma. Le stradine ed i vicoli, intersecandosi tra loro, ospitano bellissimi locali, brulicanti di persone.

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 Ci accorgiamo così che è giunta l’ora di cena, e cominciamo a guardare Parma da una nuova prospettiva: quella culinaria!  Parma infatti, non è solo storia e cultura. E’ soprattutto “gastronomia”! I prodotti tipici dell’Emilia Romagna sono famosissimi in tutto il mondo, e tutto il mondo ce li invida. Noi poi, siamo sempre alla ricerca di prodotti genuini che rappresentino il territorio che ci ospita. Camminiamo  quindi tra le deliziose viuzze del centro,  alla ricerca di un osteria tipica, dove poter assaggiare le specialità culinarie della cucina parmense.

Ristoranti a Parma. Il Gallo d’Oro

Ci troviamo cosi al Ristorante  Il Gallo d’Oro, attratti dalla deliziosa veranda e dal piacevole suono del pianoforte al suo interno. Ubicato proprio nel centro di Parma,  alle spalle di piazza Garibaldi, il ristorante ha le sembianze di una tavernetta tipica, con colorate sculture di galli che riempiono il locale, e caratteristici angoli dedicati alla cucina emiliana.  L’ambiente è molto informale, ma ben organizzato negli spazi e nell’accoglienza.

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Al centro del locale, bene in vista, c’è una Berkel di un rosso fiammante che senza sosta affetta salumi di ogni tipo. Il menù è  in linea con la  tradizione culinaria cittadina, con varie proposte di prodotti tipici e genuini. Ci accomodiamo proprio in veranda, dove cominciamo con un aperitivo a base di salumi e due bicchieri di Lambrusco, il vino autoctono dell’Emilia Romagna.

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Taglieri di salumi e pane fritto 

I salumi si sciolgono letteralmente in bocca. Sul nostro tagliere, ben sistemati, ci sono coppa, crudo di Parma, culatello e salame di Felino. Per accompagnare queste delizie, una cesta di torta fritta. La  torta fritta è una specialità della cucina di Parma, dei  rettangolini di pasta di pane, ingolositi dallo strutto, che vengono stesi in una sfoglia sottilissima e poi  fritti in abbondante olio bollente. Abbiamo chiesto anche un tagliere di lardo. Squisito, soprattutto steso sul pane fritto ancora caldo.

Buona anche la mousse di parmigiano reggiano, che qui si usa consumare come aperitivo spalmata sui crostini di pane.

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Le paste ripiene del Ristorante Il Gallo d’Oro

Tra i primi piatti della tradizione parmigiana troviamo le paste ripiene. Protagonisti assoluti anolini e tortelli d’erbetta: la sfoglia da queste parti è tirata ancora a mano, affinché resti abbastanza ruvida per assorbire il condimento.
Come non provare quindi un piatto di pasta ripiena? E dunque assaggiamo  un tris di tortelli, con ripieno di patate, di ricotta e spinaci e di zucca. Semplicemente saltati in padella con burro e spolverati con abbondante parmigiano reggiano, sono una vera delizia per il palato. Continuiamo a pasteggiare intanto con un vino rosso della casa, che si sposa perfettamente con le pietanze da noi scelte dal menù.

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Ed ecco che arriva  il risotto alla Parmigiana in veste di Culatello.  Sapientemente mantecato e ben impiattato, questo riso rappresenta esattamente la cucina tipica emiliana. Il Culatello di Zibello è indubbiamente il re dei salumi pregiati dell’Emilia, ed è un salume a denominazione di origine protetta. La sua produzione è circoscritta solo ed esclusivamente nella provincia di Parma, e l’originale viene prodotto a Zibello, tra settembre e febbraio, solo da maiali allevati nella regione.

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Non prendiamo il secondo, ma passiamo direttamente al dessert.  Prendiamo un tiramisù e una zuppa inglese. Dolci non caratteristici della città, ma comunque ottimi, e ben presentati. 

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Curiosità

 E’ d’uso chiamare gli abitanti di Parma  parmigiani o parmensi. C’è invece una differenza sostanziale tra i due sostantivi. Si tende infatti a distinguere i parmigiani, abitanti della città, dai parmensi, abitanti della provincia. Lo sapevate?

Se vi abbiamo incuriosito con la vicenda dei parmensi e parmigiani, perché non programmate una visita a Parma?

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