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La villeggiatura. Un viaggio nei ricordi

Ricordare come si viaggiava trent’anni fa evoca un senso di nostalgia e meraviglia. Era un’epoca in cui la tecnologia non dominava ancora ogni aspetto della nostra vita e i viaggi erano avventure più semplici e forse, in qualche modo, più autentiche. Oggi, con l’avvento delle innovazioni tecnologiche e la globalizzazione, il modo di viaggiare è cambiato radicalmente. In questo articolo vedremo come la villeggiatura di ieri si confronta con quella di oggi, celebrando il fascino di entrambe le epoche.

La villeggiatura

Negli anni ’80 e fino all’inizio degli anni 2000, pianificare un viaggio era un processo più elaborato e spesso anche più emozionante. Le guide turistiche cartacee erano i nostri fidati compagni, piene di annotazioni fatte a mano e segnalibri tra le pagine. Le mappe stradali erano indispensabili per chi viaggiava in auto, e le agenzie di viaggio spesso giocavano un ruolo fondamentale nella prenotazione di voli e alloggi. Ricordo ancora la bellissima sensazione di sfogliare le pagine di una guida Lonely Planet, il profumo di quella carta nuova di zecca, liscia come quella fotografica ma ricca di informazioni utili e di sogni da realizzare. Ogni pagina era una promessa di avventura, ogni immagine un invito a scoprire nuovi mondi. Il solo fatto di pianificare un viaggio era già un viaggio in sé.

I viaggi in auto verso le destinazioni estive poi erano una parte importante dell’esperienza di villeggiatura, soprattutto in Italia. Le famiglie si riunivano e caricavano le auto con valigie, borse frigo piene di panini e bibite,  cassette, e poi  CD, per la colonna sonora del viaggio. Le fermate nelle aree di servizio lungo l’autostrada erano momenti di pausa e socializzazione, occasioni per sgranchirsi le gambe, comprare una bibita e magari una rivista, fare rifornimento all’auto. Flotte di Fiat Uno invadevano le autostrade, cariche di bagagli e di aspettative. 

La villeggiatura. Un viaggio nei ricordiArrivare alla destinazione significava spesso alloggiare in pensioni a conduzione familiare, campeggi o piccoli alberghi, dove spesso si ritrovavano gli stessi clienti degli anni precedenti. La fidelizzazione allora era una garanzia, e ritrovare gli “amici del mare” era una gioia immensa, fugace ma assoluta.  Il check-in era un processo personale, con i proprietari che accoglievano gli ospiti con un sorriso e magari un bicchiere di vino locale, o con una fetta di torta fatta dalla “signora” di casa con le sue mani. Le giornate erano scandite da ritmi più lenti: passeggiate nei centri storici, giornate intere trascorse in spiaggia, cene lunghe e conviviali nei ristoranti locali o nei giardini di chi invece preferiva “affittare” una casa, pensando fosse più confortevole o più economica. E quanti amori sbocciati davanti ad un Juke box nelle villette comunali, al fresco della sera, o sui lidi, durante le giornate afose.

La comunicazione era limitata. Le cartoline erano il mezzo preferito per inviare saluti a casa. Telefonate brevi e sporadiche da cabine telefoniche erano sufficienti per rassicurare i familiari e per salutare amici e fidanzati rimasti in città o stanziati per i mesi estivi in altre località turistiche.  Questo permetteva ai viaggiatori di disconnettersi veramente e immergersi nella destinazione a 360°.

La villeggiatura. Un viaggio nei ricordiLa villeggiatura esiste ancora?

Oggi, la pianificazione di un viaggio avviene quasi interamente online. Le app e i siti web permettono di prenotare voli, hotel, ristoranti e attività con pochi clic. Le recensioni online guidano le scelte, e le mappe digitali rendono semplice navigare in luoghi sconosciuti. Pianificare un viaggio oggi significa confrontare decine di opzioni su piattaforme come TripAdvisor, Booking.com e Airbnb. È incredibile quanto sia facile trovare esattamente ciò che si cerca, ma a volte sento la mancanza della sorpresa e della scoperta casuale.

I viaggi in auto sono ancora tra i più comuni, ma l’uso della tecnologia li ha resi più efficienti e meno stressanti. I sistemi di navigazione GPS e le app per il traffico come Google Maps o Waze forniscono aggiornamenti in tempo reale. Inoltre, i voli a basso costo hanno reso i viaggi internazionali più accessibili. Oggi, durante i viaggi in auto, la musica in streaming e i podcast tengono compagnia. Non ci si perde più grazie al GPS, ma a volte mi manca il piacere di fermarmi a chiedere indicazioni e scoprire qualcosa di inatteso.

Il troppo stroppia?

Le opzioni di alloggio sono aumentate notevolmente. Oltre agli hotel, ci sono Airbnb, ostelli boutique e resort di lusso. Le esperienze locali sono valorizzate, con tour personalizzati e attività autentiche offerte attraverso piattaforme come GetYourGuide.

La comunicazione è immediata e costante grazie a smartphone e connessioni Wi-Fi. I social media permettono di condividere ogni momento del viaggio in tempo reale, dimenticandosi di vivere le emozioni del momento. Si perdono attimi, che però i followers vivono di riflesso al posto nostro.  Le videochiamate mantengono i viaggiatori in contatto con amici e familiari, eliminando la sensazione di isolamento.

La villeggiatura. Un viaggio nei ricordiIl fascino dell’inatteso

Trent’anni fa i viaggi erano pieni di imprevisti. Ogni giorno poteva portare nuove scoperte, da un ristorante trovato per caso a una conversazione con un locale che apriva nuove prospettive. Oggi, la tecnologia ha ridotto l’imprevisto, rendendo i viaggi più sicuri ma forse meno avventurosi. La tecnologia ha migliorato l’accessibilità e la comodità, ma ha anche cambiato il modo in cui interagiamo con le persone. Trent’anni fa le interazioni con i locals erano più frequenti e necessarie.

Oggi, molte transazioni e comunicazioni avvengono tramite app, riducendo le opportunità di incontro. Ricordo con affetto le chiacchierate con i proprietari di piccole pensioni, che ci raccontavano storie del luogo e ci consigliavano i posti migliori da visitare, i ristoranti a conduzione familiare dove poter assaggiare davvero piatti locali, preparati con passione da persone del posto. Ora, molte informazioni sono disponibili online, e non c’è sempre bisogno di chiedere. Basta andare su Tripadvisor per avere subito recensioni aggiornate, spesso false o poco veritiere.

Villeggiatura o viaggio “mordi e fuggi”?

In passato, viaggiare significava spesso prendersi una pausa reale dalla vita quotidiana. La mancanza di connessione costante permetteva di riflettere e vivere pienamente il momento presente: leggere, parlare, ascoltare, giocare a carte, andare in bicicletta senza la necessità di monitorare battiti, calorie e chilometri fatti.  Oggi la connessione continua può creare una sensazione di fretta e distrazione, anche in vacanza.

Viaggiare trent’anni fa e viaggiare oggi  sono esperienze completamente diverse, ognuna però con il suo fascino unico. La villeggiatura del passato era un’avventura più semplice e forse più intima, caratterizzate da scoperte inaspettate e connessioni umane genuine. Oggi invece i viaggi sono più accessibili, comodi e ricchi di possibilità grazie alla tecnologia, ma soprattutto a portata di tutti.

In fin dei conti, il viaggio è sempre un’esperienza personale e unica. Che si scelga di abbracciare la semplicità nostalgica del passato o di esplorare le innovazioni del presente, l’importante è godersi il viaggio, aprirsi alle nuove esperienze e creare ricordi indimenticabili. Dopo tutto, ogni viaggio è una storia in divenire, che aspetta solo di essere vissuta.

Ciao! Io sono Lisa, mamma on the road. Viaggiare per me è scoprire posti nuovi, girando e assaporando i profumi e le prelibatezze dei luoghi che visito. Che sia per un mese o per un week end le nostre tre valigie sono sempre pronte!

Annalisa@trevaligie.com

Comments:

  • 1 Luglio 2024

    A volte sento la nostalgia anch’io dei viaggi pre smartphone, però diciamo che nonostante la pianificazione resa più facile dall’uso di internet, pc e tecnologia varia, preferisco comunque lasciarmi un pò di improvvisazione per rendere il viaggio più interessante e mi capitano degli imprevisti divertenti anche ora 🙂

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  • 2 Luglio 2024

    Mi è piaciuto tantissimo questo viaggio nel passato perché mi ha portata indietro a quando andavo in vacanza da bambina con i miei genitori (o con i miei nonni). Trasferimenti che sembravano non finire mai, ovviamente in auto e senza aria condizionata! Ma poi ci si fermava al mare o in montagna per quattro settimane, che da sole ti facevano sognare per il resto dell’anno, fino alla vacanza successiva.

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  • ANTONELLA MARIA

    2 Luglio 2024

    Ogni tanto penso a quei viaggi studiati, programmati, anelati e vissuti in modalità lenta senza telefoni né internet. Il mio primo vero viaggio è stato in Spagna con la roulotte e ricordo ancora con tanta tenerezza i saluti affettuosi dal finestrino le rare volte che incontravamo un’auto italiana. Era come ritrovare un pezzo di patria che sentivamo lontanissima. oggi è tutto diverso, tutto veloce e soprattutto connesso. Non saprei dire quale sia meglio ma sono dell’idea che assaporare e non mordere sia il segreto

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  • 2 Luglio 2024

    Quant bei ricordi mi hai riportato alla mente quando durante tutti gli anni ’90, con i miei genitori viaggiamo in auto, con la cartina enorme alla mano e le cassette nella radio dell’auto, cantando a squarciagola. Ogni viaggio un avventura, senza sapere cosa ci aspettava.
    Certo oggi la tecnologia aiuta, ma quanto era bello viaggiare senza?

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