Ardiente paciencia, letture in riva al mare, trevaligie
Eventi,  Vi presento Gaeta

Letture ad alta voce in riva al mare. Pablo Neruda.

Onde schiumose, scrosci melodiosi, il canto dei gabbiani, il suono delle campane..

Un amicizia che cresce piano, che acquista fiducia lentamente, la diffidenza che si trasforma in ammirazione. Mario e Pablo, postino e poeta. Due figure emblematiche, forti, decise, con il cuore traboccante di amore. Il Postino di Neruda è un libro su un’amicizia che riesce a superare ogni barriera, dall’età alla condizione politica e sociale.  Scritto da Antonio Skármeta e pubblicato nel 1986, con il titolo originale di ” Ardiente paciencia”, ispirerà uno dei film più belli in assoluto della storia del cinema: Il Postino.  Il film, magistralmente interpretato da Massimo Troisi, nel ruolo di Mario, e da Philippe Noiret nel ruolo di un austero Pablo Neruda, ha avuto un enorme risalto a livello  mondiale, ma nonostante l’enorme successo della critica e di incassi,  è riuscito a conquistare solo un Oscar, per la struggente colonna sonora di Luis Bacalov.

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“Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla” Pablo Neruda

” Ardiente paciencia” è la storia di un’amicizia speciale tra il postino Mario e il poeta Neruda, di un amore viscerale tra Mario e la bellissima Beatriz González.  E’ una storia dedicata alla “poesia”.
Con un  linguaggio semplice, realistico, Antonio Skármeta conquista il lettore con numerosi e toccanti dialoghi. Neruda che insegna a Mario la bellezza delle piccole cose, della semplicità. Neruda che comincia a parlare di “metafore”, Mario che cerca di comprenderne il significato e comincia a  crearne delle proprie. Non è facile per lui, uomo di umili origini, ma comincia a guardare ed ammirare la bellezza della sua isola con occhi diversi, con una nuova consapevolezza.  Inizia a leggere le poesie di Neruda, e grazie anche a questa nuova consapevolezza di sé si innamora di una donna, la bellissima Beatriz. Ma rimane un uomo timido, impacciato, e non riesce a tradurre i suoi sentimenti in parole, in versi.

“La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa”

Mario si innamora quindi, e dei suoi sentimenti incolpa don Pablo, poeta e compagno.  «Lei mi ha messo in questo pasticcio, e lei deve tirarmi fuori. Lei mi ha regalato i suoi libri, mi ha insegnato a usare la lingua per qualcosa che non sia soltanto appiccicare francobolli. È sua la colpa se io mi sono innamorato».

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Mario prova allora a dedicare alla giovane Beatriz Gonzàles, una poesia scritta da Neruda per la sua Matilde, sempre più convinto che  «la poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa» .  E riesce a conquistarla davvero, con quelle metafore da lui poco conosciute,  ma delle quali ormai  non riesce più a fare a meno.

 Nuda sei semplice 

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo.

come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.




Nonostante le dure minacce della madre di Beatriz, i due ragazzi riescono a coronare il loro sogno d’amore, e Neruda non solo sarà  testimone di nozze, ma darà anche il nome al figlio di Mario, che lo chiamerà Pablito in onore del suo amico.

Ardiente Paciencia

La storia cilena fa da sfondo al’intero romanzo. Con grande maestria l’autore tratta della situazione politica del periodo, che sfocia nell’allontanamento di Pablo Neruda da Isla Negra, perchè  nominato dal governo ambasciatore in Francia. Da Parigi il Poeta, nostalgico,  invia all’amico Mario  un registratore chiedendogli di incidere, per lui, tutti i suoni della sua isola. Mario prende a cuore questo incarico, facendone una ragione di vita.  Registra il suono delle campane, del mare che si infrange sugli scogli,  del pianto di suo figlio. La situazione cilena intanto degenera, Pinochet sale al potere e con un colpo di stato fa uccidere il presidente Allende. Il Poeta Neruda fa ritorno alla sua isola, ma Mario nel frattempo è morto negli scontri con la polizia, durante una manifestazione comunista. Resta però  la sua  registrazione, ed è Beatriz che la fa ascoltare a Neruda al suo rientro su Isla Negra. 

"Numero uno: onde alla cala di sotto. Piccole. Numero due: onde grandi. Numero tre: vento della scogliera. Numero quattro: vento dei cespugli. Numero cinque: reti tristi di mio padre. Numero sei: campane dell'Addolorata, con prete. Numero sette: cielo stellato dell'isola. Bello però, non me n'ero mai accorto che era così bello. Numero otto:cuore di Pablito."

Letture ad alta voce in riva al mare. Pablo Neruda.

Un meraviglioso omaggio a Pablo Neruda,  ideato e curato nei minimi dettagli  da Giovanna Carbone e Silvia Vinciguerra, è andato in scena sabato 31 agosto, nella magica atmosfera del Lido Bahia Blanca di Gaeta. Un evento coinvolgente, a tratti commovente, avente come protagoniste assolute  la poesia e la musica.  Letture ad alta voce, accompagnate dalla performance della Quizàs Acoustic Band, di alcuni brani del libro di Skarmeta, e di alcune poesie del grande poeta cileno Pablo Neruda. Complice la splendida serata, il rumore del mare in sottofondo e il cielo stellato a fare da cornice, l’evento si è rivelato un vero successo.  Silvia Vinciguerra, assieme ad Ilaria ed Annarita Carbone, hanno regalato le loro sensuali voci alle parole dell’autore, incantando tutti gli ospiti presenti nel suggestivo patio del Bahia Blanca  ,con le letture ad alta voce tratte dal libro di Antonio Skarmeta, ” Ardente paciencia”. Letture ad alta voce, gaeta, pablo neruda, trevaligieAlcuni brani, letti in lingua spagnola da Ilaria, hanno dato all’evento quel tocco in più.  Anche solo per pochi minuti, ci ha catapultati con la sua voce suadente,  sugli scogli di Isla Negra, ad annusare la salsedine che sale dal mare, a seguire il volo dei gabbiani, con in lontananza, il rintocco delle campane.

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 “L’oceano pacifico è uscito dalla mappa. Non c’era posto dove metterlo. Era così grande, selvaggio e blu che non poteva essere contenuto in nessun posto. Per questo l’hanno lasciato davanti alla mia finestra”.

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