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Patagonia on the road

Partire per un viaggio in Patagonia on the road significa concretizzare l’assoluto del viaggio. La Patagonia è per molti di noi la metafora dell’estremo, una terra singolare fatta di pionieri rudi, di leggende epiche, di spazi sconfinati.
Un viaggio on the road lungo strade dai nomi leggendari come la Carretera Austral o la Ruta 40 è un’esperienza che non ha uguali.

Patagonia on the road

La Patagonia è una punta di terra dove il continente sudamericano si restringe e si spezzetta nell’arcipelago della Terra del Fuoco, tanto che il confine tra Cile e Argentina è stranamente labile.
Il nostro itinerario è iniziato in Cile con una sosta a Puerto Natales, la visita del Parco del Torres del Paine per poi passare in Argentina. Da li abbiamo raggiunto El Calafate, base per le escursioni ai ghiacciai del Parque National Los Glaciares e a El Chalten. Siamo arrivati a Ushuaia, la città più meridionale del mondo per poi ritornare in Cile attraversando lo Stretto di Magellano.
I paesaggi mutevoli della Patagonia, i silenzi di percorsi infiniti, il sibilo costante del vento, restano tra i miei ricordi di viaggio più belli.

Viaggio in Patagonia: tra i fiordi e le montagne del lato cileno

Pochi istanti dopo essere atterrati a Punta Arenas e aver preso l’auto a noleggio, questa regione all’estremo Sud del mondo, si svela in tutta la sua aspra bellezza. Il tragitto lungo il tratto di Carretera Austral, la R9, conosciuto come Ruta del Fin del Mundo è di per se stesso un viaggio.
Davanti a noi si aprono spazi aperti di praterie battute dal vento, qualche rara estancia e i colori cangianti della primavera.
Puerto Natales, di fronte all’intrico di fiordi e canali che ha fatto impazzire i marinai, appare come una città di frontiera. Dal lungomare, costantemente battuto da un vento gelido, i resti di un vecchio molo si protendono verso i ghiacciai: sono l’emblema del Viaggio in Patagonia.

Patagonia on the road
La cittadina è la base per i trekking al Torres del Paine ma, nonostante sia molto turistica, conserva un’atmosfera autentica di posto di frontiera. Chi, come me, ha sognato il viaggio in Patagonia sulle pagine del libro di Bruce Chatwin, all’entrata della città troverà la riproduzione del Milodon . E’ il grosso mammifero preistorico vissuto a Puerto Natales che spinge l’autore a fare il suo epico viaggio in Patagonia,

Il Parco Nazionale Torres del Paine

Siccome non abbiamo alcuna intenzione di cimentarci in un trekking – quello famosissimo del W richiede cinque giorni – consideriamo una intera giornata sufficiente per la scoperta del parco.
L’entrata è a pagamento e presso l’ufficio ci dotiamo di una mappa dove sono indicati i possibili percorsi in auto. Lo spettacolo davanti ai nostri occhi è di una bellezza unica e indescrivibile. Laghi di un colore azzurro intenso, cascate e praterie popolate di guanachi , i tipici mammiferi patagonici. E’ la fine di novembre, nell’emisfero australe inizia la primavera, e non è raro incontrare animali con i piccoli. Le cime delle tre imponenti torri di granito che danno il nome al parco, ci accompagnano imponenti, ma sempre avvolte da una coltre di nubi.

All’improvviso il vento le disperde in un soffio rivelando le cime innevate che si specchiano in un lago color cobalto. E’ solo un istante, ma da togliere il fiato. Dicono che in Patagonia ci siano le quattro stagioni nell’arco della stessa giornata, ed è così: il tempo muta rapidamente e i panorami sono in continua evoluzione.
Quando raggiungiamo la sponda del Lago Grey il cielo è plumbeo e il vento sferzante ma non è possibile resistere alla passeggiata solitaria osservando gli iceberg staccati dal ghiacciaio che navigano verso la riva.
Stiamo per abbandonare questo lembo di terra cilena stretto tra l’Oceano e le Ande. Il nostro viaggio in Patagonia prosegue oltre la frontiera con l’Argentina che attraversiamo ai piedi del Cerro Castillo in un avamposto sperduto nel nulla.

Patagonia on the road: gli straordinari ghiacciai del Lago Argentino

Il paesaggio argentino è completamente diverso, la steppa pianeggiante e monotona ci sfila accanto mentre raggiungiamo El Calafate. I cieli, in compenso, sono spettacolari e indimenticabili.
Il giorno che decidiamo di navigare il Lago Argentino il meteo è dalla nostra parte: l’aria è freddissima ma il cielo è terso e soleggiato. L’arrivo sotto al fronte del ghiacciaio Spegazzini ci lascia senza parole e restiamo un tempo infinito sul ponte della barca a osservare in silenzio la sua magnificenza. Costeggiamo anche piccoli iceberg solitari con incredibili sfumature blu che fendono il ghiaccio più profondo.
El Calafate è la nostra base di partenza per le escursioni ai ghiacciai; si tratta di una località estremamente turistica ma che comunque ha un certo fascino, affollata com’è da viaggiatori da tutto il mondo.

Patagonia on the roadPerito Moreno, il re dei ghiacciai

Credo che la vista del Perito Moreno possa essere considerata il culmine del viaggio in Patagonia. Decidiamo di avvicinarlo con il rispetto che si deve ai giganti e, dopo essere entrati nel Parco Nazionale Los Glaciares, scendiamo lentamente lungo le passerelle in legno che consentono di arrivare al suo cospetto. Ci sono parecchi turisti che, come noi, sfidano il freddo e il vento per ammirare il re dei ghiacciai. Eppure il solo suono che riesco a sentire è il boato profondo dei blocchi di ghiaccio che si staccano improvvisi e precipitano nel lago.
La natura è così grande e così potente che mi vengono le lacrime e non riesco a staccare gli occhi da quella montagna di ghiaccio azzurro, alta come un grattacielo, che impercettibilmente, avanza il suo fronte.

Patagonia on the roadPatagonia on the road. Alla fine del mondo

Arrivare a Ushuaia, la città più australe del mondo, significa raggiungere la meta simbolica di un confine mentale. Siamo arrivati davvero alla fine del mondo, oltre quel braccio di mare che è il canale di Beagle, ci sono i ghiacci eterni dell’Antartide!
Inutile dire che il vento gelido e sferzante continua ad essere una costante del viaggio in Patagonia e renderà la navigazione a vela nel canale di Beagle una vera esperienza da pionieri.
La città si trova all’estremità meridionale della Isla Grande, nella parte argentina della Terra del Fuoco. Le alte montagne che la circondano con le cime perennemente innevate la rendono particolarmente suggestiva.
Per tornare in Cile occorre affrontare un lunghissimo viaggio che culmina con l’emozione fortissima di attraversare lo Stretto di Magellano. Sul traghetto, il mitico Crux Austral , restiamo sul ponte incuranti della pioggia per sentire sulla faccia quel vento che ha incantato gli esploratori e ha reso la Patagonia il simbolo stesso del viaggio.

Guest post a cura di Antonella Maiocchi. www.iviaggidellanto.com

 

Ciao! Io sono Lisa, mamma on the road. Viaggiare per me è scoprire posti nuovi, girando e assaporando i profumi e le prelibatezze dei luoghi che visito. Che sia per un mese o per un week end le nostre tre valigie sono sempre pronte!

Annalisa@trevaligie.com

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