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Pin Up of Italy a Senigallia. Primo raduno nazionale dell’associazione P.U.O.I dedicato allo stile vintage.

Gli anni ’50 sono stati uno dei decenni più iconici, capaci di influenzare sotto diversi aspetti anche il presente. In tanti hanno continuato ad ispirarsi a quel periodo, quando si andava in Vespa, si beveva Coca Cola, e la regina delle scene era  Marilyn Monroe. La musica era rock ‘n roll, re del genere era Elvis Presley. La moda era influenzata da un lato dai tubini bon ton di Coco Chanel, dall’altro dallo stile Pin Up. Il fisico a clessidra che in quel periodo storico spopolava e faceva impazzire gli uomini (vedi Sophia Loren), veniva valorizzato stringendo il punto vita, dando risalto così alla parte superiore del corpo. Al di la delle iconiche bombe sexy del periodo, come Brigitte Bardot, le donne preferivano eleganti vestiti a palloncino, o i pantaloni a vita alta impreziositi da camicette a pois. A completare l’ outfit, l’immancabile foulard legato al collo o tra i capelli.

Primo raduno Pin Up, Reunion 2019

In occasione del primo raduno nazionale delle Pin Up, che si terrà a Senigallia il 14 e il 15 settembre 2019, abbiamo intervistato una delle organizzatrici di questo evento vintage, Angela Giordano.


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Angela, pin up per passione, parlaci un pò di te. 

Sono Angela e  ho 39 anni. Originaria di Gaeta, ma sono “trapiantata” a Itri da circa 10 anni. Ho una laurea in lingue  e sono una grande appassionata della storia e della cultura americana. New York è uno dei miei più grandi amori. Sono madre di Samuele, 8 anni, e moglie di Nino, harleysta da sempre.

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Com’è nata la tua passione per gli anni ’50?

Galeotta fu la visione di “Grease” e “Cry Baby”, un musical sempre ambientato negli anni ’50 ma forse meno noto, che vedeva protagonista un giovanissimo Johnny Depp. Avevo 12-13 anni e rimasi affascinata da quelle gonne morbide e colorate e dal foulard che le ragazze portavano tra i capelli o al collo.

Da quanto ne hai fatto uno stile di vita?

Fino ai 25-27 anni sperimentai diversi generi, persino l’oversize: a causa di un improvviso aumento di peso dovuto a problemi ormonali, cominciai a vedermi bene solo con pantaloni larghi che nascondevano la “ciccia”. Alla vigilia dei 30 anni mi rassegnai al fatto che ormai il mio corpo era cambiato e, complice un nuovo lavoro in ufficio, tornai a curarmi e truccarmi come “quando ero magra”. Decisi di provare qualcosa di diverso, comprai quindi le mie prime gonne longuette che abbinavo a camicette semplici e al famoso foulard al collo. Mi sentivo finalmente a mio agio e con questi nuovi vestiti riuscivo a valorizzare quello che fino a quel momento avevo provato a nascondere. Poco dopo, nel 2008, mi fidanzai con l’uomo che poi è diventato mio marito, e trovai in lui un alleato: andammo insieme al Summer Jamboree, il più importante evento italiano ispirato agli anni ’50, che si svolge ogni estate a Senigallia. Essendoci già stato gli anni precedenti, era sicuro che me ne sarei innamorata e così fu: lì comprai il mio primo vestito di ispirazione vintage che ancora oggi custodisco gelosamente.

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Trovi qualche difficoltà nella vita di tutti i giorni?

Diciamo di no. Non indosso abiti succinti, e ovviamente adeguo gli outfit alle occasioni, sempre mantenendo il mio stile. Le amiche più strette mi prendono in giro perché mi trucco anche quando vado al mare, e sono spesso “overdressed”, come dicono gli inglesi, ma si sono rassegnate! Capita che qualcuno che non mi conosca resti a fissarmi come per dire “Ma da dove è uscita questa?”, o esclami: “Ma è Carnevale?!”, e io sorrido e continuo per la mia strada.

E la tua famiglia?

Mio marito e mio figlio mi appoggiano. Inizialmente mio padre provò a dirmi che forse avrei dovuto optare per un abbigliamento più “serio” ma è finita lì. D’altronde, come ho già affermato diverse volte, credo proprio che sia stato lui a trasmettermi la passione per il vintage, considerato che ama da sempre motorini e moto d’epoca. Il più bel complimento me l’ha fatto qualche mese fa quando ha esclamato: “Le tue scarpe mi ricordano quelle delle mia maestra!” Mia madre è la mia “pusher” di orecchini, spille e quant’altro. Basta che le mandi la foto di qualche nuovo accessorio e subito si mette all’opera per creare qualcosa di simile! Infine, quando ho qualche crisi esistenziale corro da mia cognata che è una mia grande sostenitrice: lei mi ha convinto a partecipare al mio primo contest, insegnandomi l’importanza di superare i propri limiti ed uscire dalla “comfort zone”.

A proposito di “comfort zone”. Cosa consiglieresti alle ragazze che vorrebbero avvicinarsi alll stile Pin UP?

Molte ragazze sono incuriosite ma provano vergogna, hanno paura di essere giudicate. Possono cominciare ad osare con gli accessori, una camicetta legata in vita e un paio di scarpe basse per poi affinarsi con il tempo man mano che si prende confidenza. Di norma il vero vintage costa molto in Italia, ma si possono tranquillamente adattare gli abiti moderni o acquistare quelli di ispirazione vintage che hanno prezzi più accessibili, e raggiungere dei risultati soddisfacenti. La Pin Up può essere di tutte le forme e di tutte le taglie, il bello di questo stile è che non ci sono limiti. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere con il logo della nostra associazione “Pin Ups Of Italy”.

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Di che si tratta?

Faccio parte di diverse communities “virtuali”, le ragazze sono perlopiù americane, inglesi e tedesche. In una in particolare ci si scambia consigli sugli outfit, sulle acconciature, persino dritte su sconti e prezzi speciali, ma anche consigli di vita.

È un po’ il paese dei balocchi, una comunità dove le donne sostengono altre donne e si trova sempre una parola di conforto. Da un po’ di tempo sentivo la necessità di avere qualcuno con cui condividere la mia passione anche nella vita reale ma non riuscivo a concretizzare la mia idea.

Finché un giorno su Instagram non mi è arrivato un messaggio: “Ho dato una sbirciata al tuo profilo e ho visto che sei italiana!” Lucia, di Senigallia (coincidenza??), mi ha conquistato con 2 messaggi vocali e 4 di testo: a quel punto le ho confidato che sognavo da sempre di creare una community di Pin Up italiane e le ho buttato lì l’idea di organizzare non un contest, ma un vero e proprio raduno. Lei la pensava esattamente come me e dal giorno dopo abbiamo cominciato a contattare gli alberghi che avrebbero potuto ospitare a prezzo speciale le ragazze che sarebbero venute da fuori e dei locali in cui ritrovarci per pranzo e cena. Dove? A Senigallia ovviamente! In meno di due settimane abbiam messo su: pagina FB, IG, logo dell’associazione, persino la locandina dell’evento (grazie al nostro grafico di fiducia <3) e programmato il raduno per la metà di settembre, approfittando anche della Mostra che si terrà per i 20 anni del Summer Jamboree. Lucia è una dolce guerriera, ha sempre la parola giusta al momento giusto ed è una grande sostenitrice del “girl power” e della solidarietà tra donne!

Chi sono le Pin Ups Of Italy?

L’acronimo di Pin Ups Of Italy è P.U.O.I. Per il nostro logo abbiamo scelto una Pin Up senza volto, con la quale ognuna di noi possa identificarsi, ed, ovviamente, il tricolore.

Chiunque può entrare a far parte della nostra associazione purché abbia fatto del vintage uno stile di vita. Come abbiamo scritto nei nostri “princìpi”, non abbiamo intenzione di emarginare nessuno, bensì creare una nicchia di appassionate che non si limitino ad indossare la gonna a pois la domenica. Dietro questa passione c’è lo studio, oltre che della moda e dell’estetica in generale, soprattutto della storia. Purtroppo questa mentalità non ha ancora preso del tutto piede in Italia: in Inghilterra e soprattutto in America ci sono associazioni del genere che si dedicano al volontariato e organizzano eventi anche di beneficenza a favore, per ovvi motivi, dei Veterani di Guerra. Ci serviremo dell’associazione e proveremo a diffondere questo spirito anche da noi, prediligendo la condivisione alla competizione!

Progetti futuri?

Tantissimi! Ed ognuno avrà le donne come protagoniste. Con nostra grande gioia abbiamo avuto tanti riscontri positivi da parte di dolcissime Pin Ups che, come noi, vivono il vintage a 360°. Se siete curiosi potete seguirci sui nostri canali social … anche tu P.U.O.I.!!!

La nostra pagina FB: Pin Ups Of Italy – P.U.O.I,

IG: @pinupsofitaly@missangiebijou@its_lucy_percival 

 

Ringraziamenti 

Le bellissime foto dell’articolo sono di Luca Riccio e Giada Pernarella che con la loro professionalità sono riusciti a ricreare un atmosfera vintage e ad esaltare il fascino Pin Up di Miss Angie Bijou. Trovate altre bellissime foto sulla loro pagina Facebook —>Wedding day Photo 

 


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34 commenti

  • anna di

    Sai che anche a Perth, ogni anno a marzo fanno una festa, il Vintage Festival, dove si possono trovare bottiglie di coca cola vintage, le donne si vestono proprio come Angela. Io adoro quegli anni, per me i più belli del XX secolo, e XXI

    • Angela

      Ti ringrazio di cuore! Se sei curiosa ti consiglio vivamente il Summer Jamboree di Senigallia, quest’anno si terrà dal 31 luglio all’11 agosto. Oltre agli stand di abbigliamento e acconciature vintage c’è bellissima musica dal vivo!

  • Massimo pinna

    Ciao Angela, mi piace quello che hai scritto, mi piace quello che pensi ed in fine mi piace il tuo stile che abbraccia un periodo che ha segnato il cambiamento della società. Grazie per tutto. Un’abbraccio sei grande!

    • Angela

      Se ti piacciono le pettinature trovi tantissimi tutorial su YouTube, Cherry Dollface and Emily the Vintage Doll sono tra le mie preferite. Dai un’occhiata e fammi sapere che ne pensi!

  • Valeria

    Beh è proprio una scoperta l’esistenza di una community di pin-up italiane. Sarebbe bello che organizzassero un raduno insieme ad un’esposizione delle splendide auto e moto d’epoca a cui nell’immaginario sono spesso associate.

  • Evelina

    Uno stile coraggioso e insolito soprattutto nel nostro scenario italiano. Gli anni ’50 hanno il loro fascino, così come la storia americana di cui è appassionata questa meravigliosa donna.
    Carina l’idea del raduno a Senigallia, adatta anche ad avvicinare altre donne a questo stile.

    • Angela

      Ti ringrazio per i complimenti cara Evelina! Basta un pizzico di coraggio (e di incoscienza, perché no?) per rendere la vita più interessante, non credi ? 🙂
      Un caro saluto.

  • Alice delle meraviglie

    Mi piacerebbe partecipare a un festival o un raduno, come spettatrice, devo dire che gli anni ’50 ci dovrebbero insegnare a riacquistare un po’ di classe. Abbiamo semplificato un po’ troppo e a discapito dell’eleganza in senso ampio.

    • Angela

      Sono assolutamente d’accordo con te. Il Summer Jamboree è una bella esperienza, si trovano veri appassionati oltre a persone che (ahimé) si vestono “a tema”. Sono sicura che ne rimarresti affascinata!

    • Angela

      Ti ringrazio Julia! Credo sia fondamentale sentirsi a proprio agio con quello che si indossa, contribuisce a dare quel pizzico di sicurezza in più che ci serve per affrontare al meglio le “lotte” giornaliere. Un abbraccio

  • Barbara

    Questo stile lo conosco bene! Per 5 anni ho ballato boogie woogie e i miei compagni vanno tutti gli anni al Summer Jamboree: io purtroppo, per mancanza di ferie in quel periodo, non sono mai stata 🙁 .
    Quel che mi piace dello stile anni ’50 è che sa essere elegante e sexy senza mai scivolare nel volgare. Quello sì che era stile e femminilità!

  • Raffi

    Negli anni ’50 sarei stata benissimo: fianchi larghi, vita stretta e un davanzale da far invidia alle pin up…
    Peccato che sono nata negli anni 70 e cresciuta negli anni 80, in cui la donna androgina supermagra era il diktat.
    A parte questa digressione, credo che mi piacerebbe andare al raduno e mescolarmi con tutte queste meravigliose donne.

    • Annalisa Spinosa

      Il raduno è appena passato, ed è stato un grande successo. Prenotati per il prossimo anno, seguendo la pagina ufficiale delle Pin Up italiane:P.U.O.I.

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