Quando si parla di isole Gili, le prime immagini che vengono in mente sono quelle di un mare cristallino, spiagge di sabbia bianca e finissima, drink in riva al mare e lunghe nuotate circondati da tartarughe. Durante il mio primo viaggio le avevo vissute esattamente così, lasciandomi conquistare da quella semplicità che rende queste tre piccole isole tanto diverse dalla vicina Bali. Ma, tornandoci, qualcosa è cambiato.

Probabilmente, messo da parte lo stupore iniziale o, più semplicemente, avendo avuto più tempo a disposizione, ho iniziato a osservare ciò che mi circondava con maggiore attenzione. Dietro quelle spiagge da cartolina ho cominciato a vedere le conseguenze di una popolarità diventata troppo grande per un territorio così piccolo. Non abbastanza da cancellarne il fascino, sia chiaro, ma certamente sufficienti a ridimensionare quell’idea di paradiso che avevo portato con me la prima volta.

Da questa seconda esperienza prende vita questo articolo: non per stabilire se le Gili siano belle o brutte, ma per provare a capire se oggi valga davvero la pena andarci.

Isole Gili. Vale davvero la pena andarci?

Prima di tutto Gili Trawangan, Air e Meno sono diverse

Prima di entrare nel vivo, però, è necessaria una precisazione: parlare genericamente di “isole Gili” può essere fuorviante. Trawangan, Air e Meno hanno sviluppato nel tempo identità piuttosto diverse.

Gili Trawangan è la più grande, frequentata e sviluppata delle tre, nonché quella dove feste e vita notturna hanno un peso decisamente maggiore. Gili Air rappresenta una sorta di via di mezzo: offre una buona scelta di locali e servizi, ma conserva un’atmosfera generalmente più rilassata. Gili Meno, infine, è la più piccola e tranquilla, indicata soprattutto per chi cerca ritmi lenti e maggiore isolamento.

Una distinzione importante, perché molti dei pregi e dei difetti di cui parlerò nelle prossime righe non si manifestano allo stesso modo su tutte e tre le isole.

Perché tutti vanno alle Gili?

Mare, spiagge e snorkeling

Partiamo da uno dei motivi principali per cui si arriva fin qui: il mare. Le Gili regalano acque limpide, fondali ricchi di vita e diversi tratti di barriera facilmente raggiungibili dalla costa. In alcune zone basta nuotare per pochi metri per ritrovarsi attorniati da pesci colorati.

Durante i miei soggiorni ho avuto anche la fortuna di incontrare diverse tartarughe e questo senza neanche partecipare a tour organizzati. Mi è capitato semplicemente di entrare in acqua e vederle nuotare tranquille davanti a me. Non è naturalmente qualcosa che si possa dare per scontato, ed è forse proprio questo ad aver reso quegli incontri così speciali. Sono stati momenti del tutto casuali, nati durante una normale giornata di mare.

Isole Gili. Vale davvero la pena andarci?Niente auto e niente scooter

Una delle cose che apprezzo di più delle Gili è l’assenza totale di auto e scooter. Qui ci si muove soprattutto a piedi o in bicicletta e, viste le dimensioni delle isole, non serve molto altro.

Personalmente, è proprio in sella a una bici che me le sono godute di più. Si pedala senza fretta, seguendo le stradine che costeggiano il mare, fermandosi quando si trova una spiaggia che merita una sosta o semplicemente quando si ha voglia di fare un bagno.

Le distanze sono ridotte e perdersi è praticamente impossibile: continui a pedalare e, prima o poi, finisci per tornare da dove sei partito. È un modo semplice e piacevole di esplorare, che restituisce davvero la sensazione di trovarsi su una piccola isola circondata dal mare.

Quando si organizza un  viaggio all’estero, avere i giusti servizi fa davvero la differenza. Restare sempre connessi è essenziale per usare mappe, traduttori e app di trasporto: una eSIM Holafly è una delle soluzioni più comode per avere internet illimitato all’estero, senza costi di roaming e con attivazione immediata. Per esplorare il Paese in autonomia, soprattutto fuori dalle grandi città, noleggiare un’auto con DiscoverCars permette di confrontare facilmente le migliori compagnie, trovare tariffe competitive e  viaggiare in totale libertà, con la sicurezza di un servizio affidabile. Infine, prima di partire è sempre consigliabile stipulare una buona assicurazione viaggio.  Heymondo offre coperture complete, assistenza 24/7 e polizze pensate anche per  viaggi lunghi, rendendola una scelta ideale per chi vuole viaggiare sereno e senza imprevisti

Isole Gili. Vale davvero la pena andarci? La semplicità di non dover fare nulla

Alle Gili non serve riempire le giornate di programmi. Mare, snorkeling, una pedalata, il tramonto, una cena: per due o tre giorni può bastare davvero questo.

È probabilmente nella loro semplicità che queste isole danno il meglio. Gili Air e soprattutto Gili Meno permettono ancora di trovare angoli tranquilli e di staccare completamente dal ritmo del viaggio.

Da Lombok sono una deviazione naturale

Se ti trovi a Lombok, le Gili acquistano ancora più senso. Sono talmente vicine che anche trascorrervi una sola notte non rende lo spostamento particolarmente pesante e inserirle all’interno dell’itinerario è piuttosto semplice.

L’altra faccia delle isole Gili

Vittime del loro stesso successo

Il principale problema delle Gili è probabilmente lo stesso che ha contribuito alla loro fortuna: sono diventate troppo famose per le loro dimensioni.

Parliamo di tre isole minuscole che ogni anno devono accogliere un numero enorme di visitatori, con tutto ciò che ne consegue. Hotel, ristoranti, bar, centri diving e nuove strutture hanno progressivamente occupato spazi sempre maggiori e, soprattutto nelle zone più frequentate, l’atmosfera da piccola isola tropicale si perde.

Durante il mio secondo viaggio questa sensazione è stata molto più evidente. In alcuni momenti ho avuto l’impressione che le Gili stessero affondando sotto il peso del loro successo, costrette a sostenere una pressione turistica sconsiderata.

Il problema dei rifiuti

La gestione dei rifiuti è uno dei problemi maggiori. Basta allontanarsi dalla costa e dalle zone più centrali per accorgersi di quanto la situazione cambi: in alcuni punti ci si ritrova letteralmente circondati da cumuli di spazzatura, una realtà che contrasta in maniera piuttosto netta con l’immagine da paradiso tropicale.

Ho visto spesso piccole barche partire al calare del sole per portare via i rifiuti accumulati durante la giornata. Il problema è che questo sistema sembra faticare a stare al passo con la quantità di spazzatura prodotta e, come spesso accade in Indonesia, ciò che rimane viene bruciato.

Dopo le diciassette, cumuli di spazzatura e cenere si uniscono alle già elevate temperature, rendendo l’aria grigia e irrespirabile.

Quando Gili Trawangan diventa un grande party

Gili Trawangan merita un discorso a parte. È l’isola più vivace delle tre e la sua vita notturna è ormai parte integrante della destinazione. Fin qui, nulla di male.

Il problema è che in alcuni periodi la festa sembra prendere il sopravvento su tutto il resto. Locali pieni, musica fino a tardi, alcol e gruppi di giovanissimi trasformano alcune zone in qualcosa di molto distante dall’idea di tranquillità tropicale con cui molti arrivano fin qui.

Naturalmente dipende da ciò che si cerca. A vent’anni, con la voglia di conoscere persone e fare festa fino al mattino, Trawangan può essere esattamente il posto giusto. Se invece si arriva per staccare, godersi il mare e dormire in santa pace, probabilmente lo è molto meno.

Arrivare da Bali è meno semplice di quanto sembri

Guardando una mappa, Bali e le Gili sembrano abbastanza vicine da rendere lo spostamento quasi banale. Nella pratica, però, il viaggio può essere decisamente più impegnativo del previsto.

Se si parte dalle zone più frequentate di Bali, come Ubud o Canggu, già raggiungere uno dei porti di partenza richiede diverse ore. A queste bisogna aggiungere le attese e la traversata in fast boat, la cui durata può variare parecchio in base alle condizioni del mare e, lasciatemelo dire, anche agli umori del capitano.

Ritardi e tempi morti sono tutt’altro che rari e quello che sulla carta sembra un semplice trasferimento può finire per occupare buona parte della giornata.

A mio avviso, le Gili hanno molto più senso all’interno di un viaggio a Lombok, da dove raggiungerle è decisamente più semplice. Da Bali ci tornerei comunque, ma solo avendo qualche giorno a disposizione: affrontare tutto questo viaggio per trascorrere una sola notte non ha alcun senso.

Isole Gili. Vale davvero la pena andarci?

Probabilmente il vero problema delle Gili è rappresentato dalle aspettative. La loro fama è cresciuta al punto da averle trasformate in una delle destinazioni simbolo dell’Indonesia e, secondo me, ha finito per superare ciò che queste isole offrono realmente.

Le Gili sono belle e vale la pena conoscerle, ma basta fermarsi qualche giorno per accorgersi che il paradiso raccontato nelle fotografie è molto meno perfetto di quanto sembri. Ci sono i problemi legati ai rifiuti e alla pressione turistica di cui ho parlato prima, raggiungerle da Bali richiede tempo e pazienza e anche i prezzi, inevitabilmente, stanno crescendo insieme alla loro popolarità.

A quel punto viene naturale guardarsi intorno e scoprire quanto l’Indonesia abbia ancora da offrire oltre alle sue destinazioni più conosciute. Penso, ad esempio, alla vicina Lombok, a Flores, un’isola completamente diversa dalle Gili, ma che merita di essere scoperta con calma: ne parlo nellaguida all’isola di Flores.

Isole Gili. Vale davvero la pena andarci?Allargando lo sguardo al resto del Sud-est asiatico, anche la Thailandia offre isole meno blasonate e, in alcuni casi, capaci di regalare esperienze di mare persino migliori.

Questo significa che non vale la pena andarci? Assolutamente no. Se sei già a Bali, hai abbastanza tempo a disposizione e vuoi aggiungere qualche giorno di mare al viaggio, le Gili restano una deviazione che farei e che consiglio almeno una volta.

Ma partire dall’altra parte del mondo appositamente per visitarle è un altro discorso e, per quanto mi riguarda, non ne vale la pena.

Il paradiso, con qualche compromesso

La seconda volta che ho lasciato le Gili avevo una sensazione diversa dalla prima. Mi erano sempre piaciute, ma nel frattempo avevo anche imparato a guardarle per quello che sono, e non per quello che mi aspettavo che fossero.

Forse è questo il modo migliore per arrivarci: senza cercare a tutti i costi il paradiso. Godersi il mare, prendere una bicicletta senza sapere dove fermarsi, aspettare il tramonto e, con un po’ di fortuna, ritrovarsi a nuotare accanto a una tartaruga. Ma anche accettare le contraddizioni di tre isole che stanno facendo i conti con una popolarità diventata enorme rispetto alle loro dimensioni.

 

Guest post a cura di Andrea Fedele – https://www.cacciatorediorizzonti.com/

Author Annalisa Spinosa

Ciao! Io sono Lisa, mamma on the road. Viaggiare per me è scoprire posti nuovi, girando e assaporando i profumi e le prelibatezze dei luoghi che visito. Che sia per un mese o per un week end le nostre tre valigie sono sempre pronte!

Write A Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pin It
Verificato da MonsterInsights