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Che ne dici di seguirmi in 5 città venete da visitare in treno? Cinque tappe culturali dove il treno ti accompagnerà in altrettante città del Veneto che non mi stuferò mai di visitare!

Ho sempre viaggiato con i mezzi pubblici e il treno è spesso stato il mio principale mezzo di trasporto nei miei viaggi. Quando è possibile, lasciare l’auto a casa è sempre un’ottima idea: servono solo un buon paio di scarpe comode e tanta curiosità.

Vicenza e Treviso sono due città dove tutto è raccolto nel centro: una giornata per visitare il centro e il museo che ti attira di più. Due giorni se vorrai conoscerle con calma.

Verona, Padova e Venezia offrono davvero tanti itinerari diversi tra loro. Il mio consiglio è quello di concentrarsi sulle tappe principali se è la prima volta oppure crearsi degli itinerari in base ai propri interessi se le conosci già.

5 città venete da visitare in treno 

1. Verona, la città dell’amore

Verona è conosciuta come la città dell’amore perché William Shakespeare ha ambientato una delle storie d’amore più struggente: Romeo e Giulietta e diverse sono le tappe scaligere per conoscerne la storia.

Forse non tutti sanno che il capoluogo scaligero ha ospitato Dante durante il suo esilio ed esattamente dal 1303 al 1304 e dal 1312 al 1318. Si racconta che, durante il secondo soggiorno veronese, abbia lavorato a diverse parti del Paradiso, la terza cantica della Divina Commedia.

Inoltre, lo sai che Verona è la seconda città dopo Roma ad avere ancora il più alto numero di siti romani ancora oggi? E’ conosciuta anche come la Piccola Roma ai piedi delle Alpi grazie all’importante ruolo ricoperto durante il periodo romano.5 città da visitare in treno in ItaliaTi propongo 10 diversi itinerari che ti permetteranno di scoprire la città e le sue tante sfaccettature! 

2. Vicenza e Andrea Palladio

Vicenza è conosciuta per essere la città del Palladio e del baccalà e tra le città venete forse è tra quelle meno considerate, visto la sua vicinanza a Verona, Padova e Venezia.

Tra i siti UNESCO collocati a Vicenza troviamo il Teatro Olimpico e la Basilica Paladiana, entrambi frutto del genio di Andrea Palladio. Un altro luogo che mi ha sorpreso e di cui mi sono innamorata sono le Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari: solo poter entrare in questo palazzo vale la visita, le mostre fanno il resto!

Visitare il centro storico di Vicenza non prende tanto tempo e consiglio di scegliere una bella giornata di primavera o autunno, quando le giornate non così afose come in estate e umide in inverno. Dalla stazione dei treni al centro il passo è breve: corso Palladio collega Campo Marzio a piazza Matteotti. Nel mezzo tutta la bellezza di una città che sfoggia un aspetto cinquecentesco.

5 città venete da visitare in treno Per un itinerario dettagliato sulle varie tappe da non perdere, ti consiglio di leggere il racconto delle mie diverse esperienze fatte. 

5 città venete da visitare in treno

3. Padova, la città dei tre senza

Iniziamo subito con una curiosità: perché Padova è chiamata “la città dei tre senza“? Il motivo è semplice:

  • c’è un cafè che in passato non aveva porte ed era sempre aperto. Sto parlando dello storico Caffè Pedrocchi: fermati ad assaggiare il suo caffè! 
  • Esiste un prato senza erba. Siamo a Prato della Valle, una piazza priva di erba ed è la piazza più grande d’Europa. 
  • E’ la città del santo senza nome e per i padovani è ovvio di chi stiamo parlando: Sant’Antonio, patrono della città e a lui è dedicata la bellissima basilica. 

Padova l’ho scoperta negli ultimi 10 anni e per chi cerca storia, cultura e arte, è il luogo perfetto da visitare. Cosa visitare nel capoluogo patavino?

  • L’università più antica del mondo occidentale, insieme a Bologna, e ogni giorno Palazzo Bo offre delle visite guidate a chi ne fosse interessato. 
  • Due siti UNESCO: l’Orto Botanico (il giardino più antico del mondo da sempre nella sua sede originale) e i cicli affrescati di Giotto. 
  • Street art a go go ed è proprio a Padova che è nata la mia passione a riguardo. 

E tanto altro: te lo racconto proponendo due itinerari nel suo centro storico.

5 città da visitare in treno in Italia4. Treviso, la città del tiramisù

Lo sapevi che Treviso è la città del tiramisù? Io no fino a quando non l’ho visitata la prima volta e pensare che il tiramisù è tra i miei dolci preferiti in assoluto! Treviso è chiamata anche la Venezia sulla terra ferma per via dei suoi canali o Urbs Picta, la Città Dipinta, dove i palazzi del centro sono caratterizzati da decorazioni e affreschi.

L’ho amata da subito, nonostante l’ho conosciuta in una umida giornata di gennaio e avvolta dalla nebbia. Ci sono ritornata in una calda estiva ed ho avuto la conferma: adoro questa città! Il suo centro storico lo potrai tranquillamente visitare in mezza giornata. Il pomeriggio lo puoi dedicare alla visita di un museo: Museo Civico Luigi Bailo, Museo di Santa Caterina oppure Museo Nazionale Collezione Salce.

Poi assaporala con calma: per quanto mi riguarda, è uno di quei luoghi in cui sono riuscita a rilassarmi lontano dal caos delle vicine Padova e Venezia.

Lo sai che Treviso è stata una delle finaliste candidate a Capitale Italiana della Cultura 2026? Se ti ho incuriosito, seguimi per un itinerario più dettagliato!

5 città venete da visitare in treno

5. Venezia e la sua laguna

E’ difficile per me consigliare cosa vedere a Venezia: è la città dalle mille storie, dove ognuno di noi può trovare quello che cerca. Se è la prima volta tocca i punti più iconici come il Ponte di Rialto e piazza San Marco e segui le calli più importanti.

Se il tuo soggiorno prevede almeno due giornate, acquista il biglietto dei traghetti e raggiungi Murano, Burano e se ami il Liberty e una Venezia un po’ diversa, raggiungi il Lido. Per gli amanti dell’arte è d’obbligo partecipare alla Biennale d’Arte o del Cinema.

Gli itinerari più particolari che ho seguito sono stati quelli alla ricerca dei giardini nascosti, perdermi alla Giudecca o immergermi nella storia dell’isola San Servolo e all’isola degli Armeni. Per uno spunto extra, ti lascio con le 10 curiosità da trovare in giro per la laguna! In bocca al lupo (io mi sono divertita molto a farlo).

Perché viaggiare in Veneto col treno?

Il Veneto è una di quelle regioni che non si fa mancare nulla: dalle montagne al mare; dalle città d’arte al trekking, passando per l’enogastronomia e i 9 siti inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Per gli amanti dell’arte e della cultura queste sono le tappe dalle quali iniziare: cinque città facilmente raggiungili col treno. Ed essendo città molto turistiche, lasciare a casa (o in hotel) l’auto è consigliabile per non rimanere imbottigliati nel traffico e nell’eterna ricerca di un parcheggio. Col treno si ha la possibilità di viaggiare senza stress e Verona, Vicenza, Padova, Treviso e Venezia sono collegate molto bene tra di loro.

Hai mai visitato una o più delle città di cui ti ho raccontato?

Guest post a cura di Katia Divina

Partire per un viaggio in Patagonia on the road significa concretizzare l’assoluto del viaggio. La Patagonia è per molti di noi la metafora dell’estremo, una terra singolare fatta di pionieri rudi, di leggende epiche, di spazi sconfinati.
Un viaggio on the road lungo strade dai nomi leggendari come la Carretera Austral o la Ruta 40 è un’esperienza che non ha uguali.

Patagonia on the road

La Patagonia è una punta di terra dove il continente sudamericano si restringe e si spezzetta nell’arcipelago della Terra del Fuoco, tanto che il confine tra Cile e Argentina è stranamente labile.
Il nostro itinerario è iniziato in Cile con una sosta a Puerto Natales, la visita del Parco del Torres del Paine per poi passare in Argentina. Da li abbiamo raggiunto El Calafate, base per le escursioni ai ghiacciai del Parque National Los Glaciares e a El Chalten. Siamo arrivati a Ushuaia, la città più meridionale del mondo per poi ritornare in Cile attraversando lo Stretto di Magellano.
I paesaggi mutevoli della Patagonia, i silenzi di percorsi infiniti, il sibilo costante del vento, restano tra i miei ricordi di viaggio più belli.

Viaggio in Patagonia: tra i fiordi e le montagne del lato cileno

Pochi istanti dopo essere atterrati a Punta Arenas e aver preso l’auto a noleggio, questa regione all’estremo Sud del mondo, si svela in tutta la sua aspra bellezza. Il tragitto lungo il tratto di Carretera Austral, la R9, conosciuto come Ruta del Fin del Mundo è di per se stesso un viaggio.
Davanti a noi si aprono spazi aperti di praterie battute dal vento, qualche rara estancia e i colori cangianti della primavera.
Puerto Natales, di fronte all’intrico di fiordi e canali che ha fatto impazzire i marinai, appare come una città di frontiera. Dal lungomare, costantemente battuto da un vento gelido, i resti di un vecchio molo si protendono verso i ghiacciai: sono l’emblema del Viaggio in Patagonia.

Patagonia on the road
La cittadina è la base per i trekking al Torres del Paine ma, nonostante sia molto turistica, conserva un’atmosfera autentica di posto di frontiera. Chi, come me, ha sognato il viaggio in Patagonia sulle pagine del libro di Bruce Chatwin, all’entrata della città troverà la riproduzione del Milodon . E’ il grosso mammifero preistorico vissuto a Puerto Natales che spinge l’autore a fare il suo epico viaggio in Patagonia,

Il Parco Nazionale Torres del Paine

Siccome non abbiamo alcuna intenzione di cimentarci in un trekking – quello famosissimo del W richiede cinque giorni – consideriamo una intera giornata sufficiente per la scoperta del parco.
L’entrata è a pagamento e presso l’ufficio ci dotiamo di una mappa dove sono indicati i possibili percorsi in auto. Lo spettacolo davanti ai nostri occhi è di una bellezza unica e indescrivibile. Laghi di un colore azzurro intenso, cascate e praterie popolate di guanachi , i tipici mammiferi patagonici. E’ la fine di novembre, nell’emisfero australe inizia la primavera, e non è raro incontrare animali con i piccoli. Le cime delle tre imponenti torri di granito che danno il nome al parco, ci accompagnano imponenti, ma sempre avvolte da una coltre di nubi.

All’improvviso il vento le disperde in un soffio rivelando le cime innevate che si specchiano in un lago color cobalto. E’ solo un istante, ma da togliere il fiato. Dicono che in Patagonia ci siano le quattro stagioni nell’arco della stessa giornata, ed è così: il tempo muta rapidamente e i panorami sono in continua evoluzione.
Quando raggiungiamo la sponda del Lago Grey il cielo è plumbeo e il vento sferzante ma non è possibile resistere alla passeggiata solitaria osservando gli iceberg staccati dal ghiacciaio che navigano verso la riva.
Stiamo per abbandonare questo lembo di terra cilena stretto tra l’Oceano e le Ande. Il nostro viaggio in Patagonia prosegue oltre la frontiera con l’Argentina che attraversiamo ai piedi del Cerro Castillo in un avamposto sperduto nel nulla.

Patagonia on the road: gli straordinari ghiacciai del Lago Argentino

Il paesaggio argentino è completamente diverso, la steppa pianeggiante e monotona ci sfila accanto mentre raggiungiamo El Calafate. I cieli, in compenso, sono spettacolari e indimenticabili.
Il giorno che decidiamo di navigare il Lago Argentino il meteo è dalla nostra parte: l’aria è freddissima ma il cielo è terso e soleggiato. L’arrivo sotto al fronte del ghiacciaio Spegazzini ci lascia senza parole e restiamo un tempo infinito sul ponte della barca a osservare in silenzio la sua magnificenza. Costeggiamo anche piccoli iceberg solitari con incredibili sfumature blu che fendono il ghiaccio più profondo.
El Calafate è la nostra base di partenza per le escursioni ai ghiacciai; si tratta di una località estremamente turistica ma che comunque ha un certo fascino, affollata com’è da viaggiatori da tutto il mondo.

Patagonia on the roadPerito Moreno, il re dei ghiacciai

Credo che la vista del Perito Moreno possa essere considerata il culmine del viaggio in Patagonia. Decidiamo di avvicinarlo con il rispetto che si deve ai giganti e, dopo essere entrati nel Parco Nazionale Los Glaciares, scendiamo lentamente lungo le passerelle in legno che consentono di arrivare al suo cospetto. Ci sono parecchi turisti che, come noi, sfidano il freddo e il vento per ammirare il re dei ghiacciai. Eppure il solo suono che riesco a sentire è il boato profondo dei blocchi di ghiaccio che si staccano improvvisi e precipitano nel lago.
La natura è così grande e così potente che mi vengono le lacrime e non riesco a staccare gli occhi da quella montagna di ghiaccio azzurro, alta come un grattacielo, che impercettibilmente, avanza il suo fronte.

Patagonia on the roadPatagonia on the road. Alla fine del mondo

Arrivare a Ushuaia, la città più australe del mondo, significa raggiungere la meta simbolica di un confine mentale. Siamo arrivati davvero alla fine del mondo, oltre quel braccio di mare che è il canale di Beagle, ci sono i ghiacci eterni dell’Antartide!
Inutile dire che il vento gelido e sferzante continua ad essere una costante del viaggio in Patagonia e renderà la navigazione a vela nel canale di Beagle una vera esperienza da pionieri.
La città si trova all’estremità meridionale della Isla Grande, nella parte argentina della Terra del Fuoco. Le alte montagne che la circondano con le cime perennemente innevate la rendono particolarmente suggestiva.
Per tornare in Cile occorre affrontare un lunghissimo viaggio che culmina con l’emozione fortissima di attraversare lo Stretto di Magellano. Sul traghetto, il mitico Crux Austral , restiamo sul ponte incuranti della pioggia per sentire sulla faccia quel vento che ha incantato gli esploratori e ha reso la Patagonia il simbolo stesso del viaggio.

Guest post a cura di Antonella Maiocchi. www.iviaggidellanto.com

 

Nel cuore della Puglia, in Italia, si trova l’incantevole Valle d’Itria, una regione che non è così conosciuta come altre destinazioni popolari della penisola, ma che vale sicuramente la pena esplorare. Ricca di pittoresche cittadine collinari, di un’architettura straordinaria e di una deliziosa cucina locale, la Valle d’Itria è una gemma nascosta tutta da scoprire. Dalle iconiche case a trulli alle affascinanti strade di Cisternino e Ostuni, questa splendida regione offre un’infinità di esperienze da vivere. 

Che tu sia appassionato di storia, buongustaio o semplicemente in cerca di una fuga tranquilla dalla frenesia della vita quotidiana, la Valle d’Itria ha qualcosa da offrire a tutti. In questa guida completa ti illustro tutte le gemme nascoste della Valle d’Itria, in modo che tu possa iniziare la tua perfetta avventura italiana. Quindi siediti, rilassati e lascia che ti accompagni in un viaggio attraverso questa regione magica.

Cosa vedere in Valle d’Itria

Nella Valle d’Itria ci sono diverse città ormai divenute famose tra i viaggiatori, come Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica. Questo borghi hanno tutti dei punti in comune, come il fatto di poter visitare i loro caratteristici centri storici a passo lento. Puoi inoltre degustare ottimi prodotti e piatti tipici, soggiornare almeno una volta nella vita in una masseria o dormire in un trullo e ammirare le campagne brulicanti di ulivi secolari. In più in molte occasioni la Valle d’Itria ha fatto da location per spot televisivie film cinematografici. Nel mese di Giugno 2022 infatti, a Martina Franca, sono state girate alcune scene del film di Angelina Jolie “Without Blood”. 

Anche i vip nazionali e internazionali scelgono sempre più spesso di andare in vacanza in Puglia, concedendosi anche una passeggiata per i borghi. I più schivi invece preferiscono alloggiare in una masseria alla periferia, evitando i fans. 

Passeggia tra i vicoli floreali di Locorotondo

Tra le città che devi assolutamente visitare in Valle d’Itria c’è Locorotondo. Si trova in provincia di Bari ed è famosa proprio per la sua forma rotonda, che puoi ammirare dall’alto o arrivando in città da Martina Franca. Locorotondo è inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia.

Il centro storico, caratterizzato da vicoli e da case bianche, è completamente ricoperto da piante e fiori che fanno capolino dai giardini o sui balconi. Per le vie della città puoi notare delle case imbiancate a calce con tetti spioventi. Sono chiamate le “cummerse”. Oltre a passeggiare nel centro storico puoi visitare le chiese, la torre dell’orologio e i palazzi antichi di Locorotondo.

Fai una tappa a Via Nardelli, dove si trova il lungomare. Dal belvedere puoi avere una splendida vista sulla valle d’Itria. Nel vigneto sottostante inoltre puoi fare un’autentica degustazione tra le vigne. Percorrendo questa strada trovi diversi locali dove puoi mangiare degli ottimi piatti tipici oppure semplicemente una pizza o un gelato da gustare in passeggiata.

Cosa vedere in Valle d'Itria. Viaggio on the road in Puglia con i bambini
Locorotondo deve il suo nome alla morfologia assunta dal primo centro abitato, sorto attorno all’anno mille.
Le prime case di un villaggio composto da agricoltori furono edificate su un altopiano attrezzato, addossate le une alle altre, a pianta circolare, quasi a voler cingere la terra per renderla coltivabile e fertile.

Puoi visitare Locorotondo sia in estate che in inverno perché l’amministrazione, col supporto delle associazioni locali, organizza sempre eventi e installazioni per le vie delle città.

Cosa fare in Valle d’Itria. Esplora il centro storico di Martina Franca

Martina Franca è situata in provincia di Taranto ed è la città del “Festival della Valle d’Itria”. Si tratta di un evento internazionale dedicato alla lirica. Passeggiando per le vie del centro puoi ammirare il Teatro Verdi, il palazzo ducale, sede degli uffici comunali, l’arco di Santo Stefano, la basilica di San Martino in stile Barocco, i portici e i vari vicoletti tipici.

Tra i prodotti caratteristici della gastronomia locale trovi il capocollo di Martina Franca e il bocconotto, una variante del famoso pasticciotto leccese.

In più a pochi chilometri dalla città c’è il Bosco delle pianelle, una riserva naturale dove è possibile ammirare flora e fauna o fare un picnic con la famiglia.

Cosa vedere in valle d'Itria
All’interno del centro storico di Martina Franca è possibile vedere diversi trulli. La loro struttura impreziosisce il paesaggio del borgo.

Gusta il buon cibo di Cisternino

Cisternino è una città della provincia di Brindisi. Qui non solo puoi esplorare il centro storico, le chiese e i monumenti ma puoi anche mangiare della buona carne. Infatti nel centro storico si trovano diversi ristoranti o bracerie dove mangiare piatti tipici a base di carne come le bombette, degli involtini da gustare accompagnati da ottimi vini locali.

Negli ultimi anni Cisternino è diventato il “borgo che dondola” perché l’amministrazione, supportata da alcune associazioni locali, ha installato delle altalene per le vie del centro storico. Molti turisti vanno alla ricerca di queste altalene per sedersi e scattare qualche foto per i social. Alcune di queste altalene sono state rimosse ma quelle rimaste sono diventate invece delle vere e proprie attrazioni della città.

Perchè fare una tappa in Valle d’Itria

In Valle d’Itria, oltre a questi tre splendidi borghi, c’è ancora tanto da vedere. Un’altra meta molto gettonata in estate ad esempio è Torre Canne, nella zona marina del comune di Fasano. Da queste parti poi c’è un posto molto instagrammabile, ovvero il Faro che illumina la costa e il mare.Sono gettonate anche le località turistiche del comune di Ostuni, come Villanova o Rosa Marina. Nel pianificare il tuo itinerario on the road nella Valle d’Itria hai solo l’imbarazzo della scelta.

Guest posti a cura di Angela Caponio, di www.angelacaponio.it

 

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Se il tuo obiettivo non è solo la meta ultima ma anche quello che viene nel mezzo, se ami i viaggi on the road, se hai bisogno di rallentare e sei pronto a lasciarti avvolgere dalle dolci atmosfere del passato, la zona della Valsesia in Piemonte è la destinazione perfetta per te. E’ Gattinara è la città ideale per passare un weekend all’insegna del relax e del buon cibo.

Gattinara

Percorri le strade che costeggiano i boschi

Arrivando da Biella e percorrendo la Strada Provinciale 142 Biellese in direzione Romagnano, passando per Candelo e Castellengo, puoi viaggiare su strade larghe e comode tra boschi e colline. Lungo il tragitto, se sarai fortunato, il tuo sguardo incrocerà quello di un timido Bambi che ti osserva da dietro un albero. Dovrai inoltre stare attento ad evitare intere famigliole di cinghiali che camminano indisturbate a bordo strada.

Passeggia nel borgo sospeso nel tempo

Nei pressi del fiume Sesia, nelle province di Biella, Vercelli e Novara, si avvicendano una serie di graziosi paesini medievali, per lo più caratterizzati da strutture basse e porticati, i cui centri sono ravvivati da negozietti che ben ricordano le antiche botteghe.

Gattinara, cosa vedere in Val di Sesia
Il centro storico di Gattinara Si presta a bellissime passeggiate, in coppia o con i bambini.

Tra questi trovi Gattinara, che per estensione e numero degli abitanti (circa 8000) è oggi il quinto comune della provincia di Vercelli.

Gattinara nasce nel 1242 come “borgo franco” per volontà del comune di Vercelli dal quale dipende in toto, distaccandosi da qualsiasi organizzazione di tipo feudale, e accoglie tutti gli abitanti delle zone limitrofe. La torre, che prende il nome dall’area circostante delle Castelle, è quello che resta della fortezza medievale: a circa dieci minuti dal centro, collocata sulla collina e attorniata da vitigni, la Torre delle Castelle è facilmente raggiungibile in auto, sebbene la strada sia stretta e sia consigliato di percorrerla a piedi nel rispetto e la quiete degli abitanti.

Gattinara. cosa vedere in Val Sesia
La chiesa della Madonna della Neve è stata completamente ricostruita negli anni ’50 a cura della sezione Alpini di Gattinara in ricordo degli Alpini caduti in tutte le guerre, sui resti dell’antica chiesa di origine medioevale dedicata a S. Giovanni Evangelista attestata già nel 1217.

Visita la Chiesa Bianca e siediti sulla Big Bench di Gattinara

Una volta in cima trovi una piccola Chiesa bianca dedicata alla Madonna della Neve, curata dagli Alpini di Gattinara, così come il rifugio. Sul retro della Chiesa, accanto ai tavoli da picnic, troneggia una “Big Bench”: una grande, grandissima panchina rossa dalla quale potrai perderti in un panorama mozzafiato e scorgere anche Novara in caso di cielo sereno…il tutto con i piedi rigorosamente penzoloni!

Gattinara, la Big Bench della Val di Sesia
Per molto tempo la Panchina Gigante di Gattinara è la numero 35 delle Panchine Giganti e la più vicina a Novara.
La Big Bench di Gattinara è di colore rosso ed è stata posizionata accanto al complesso fortificato delle Castelle, sulla collina che sovrasta la cittadina di circa 8.000 abitanti nella provincia di Vercelli.

Al ritorno dalla Torre e dotato di scarpe comode (ciottoli e tacco 12 non vanno propriamente d’accordo…) potrai facilmente esplorare il centro storico di Gattinara che si sviluppa su quattro strade principali. Qui puoi curiosare indisturbato tra i negozi che si trovano sotto i portici. Il centro è vivo ma non caotico, perfetto per una passeggiata romantica al tramonto o per mangiare un gelato con i bambini. Il traffico è minimo e regolare e i parcheggi sono soggetti a disco orario, per una durata di 3 ore.

Gattinara. Fai un aperitivo All’Usteria dla Pitta

A conclusione della perfetta giornata non puoi farti mancare un aperitivo con cena annessa presso l’Usteria dla Pitta, situata all’interno di un cortile nel centro del paese.

In perfetta armonia con la magica atmosfera del borgo, questo ristorantino ti catturerà con i suoi deliziosi dettagli. L’arredamento è interamente ricavato da materiali di recupero e il menu è ricco di antipasti e piatti tipici. Puoi accompagnare ogni portata con un buon vino della zona.

Dove mangiare a Gattinara, Usteria dla Pitta
Nel centro di Gattinara, città del vino, a pochi passi dai principali punti d’interesse del comune, c’è La Pitta Guest House, dove poter mangiare nello splendido cortile o dormire nella stanze finemente arredate.

E se a fine cena le ginocchia non dovessero reggere, puoi sempre decidere di mollare tutto e trattenerti per la notte in una delle stanze gestite dalla proprietaria della Pitta, la simpaticissima Simona.

A Gattinara, “città del vino, terra del riso e del buon vivere”, dove il tempo si ferma, la felicità è fatta dalle cose semplici…

 

Guest post a cura di Angela Giordano

 

Una delle più eclettiche cittadine della penisola iberica è senza dubbio Lisbona, in Portogallo. E’ una città sempre in fermento, ricca di storia e di edifici architettonici fascinosi, antichi e moderni. Se stai pensando di organizzare un viaggio on the road in questa meravigliosa nazione devi assolutamente fare una tappa nella capitale portoghese. Non basterebbe un mese per scoprirne ogni scorcio e ogni monumento ma in questo articolo trovi tanti consigli utili su cosa vedere a Lisbona in 3 giorni 

Cosa vedere a Lisbona in 3 giorni

Giorno 1 – Raggiungi subito il Barrio Alto

Dedica il tuo primo giorno a Lisbona scoprendo uno dei quartieri più pittoreschi della città: il Barrio Alto. E’ la zona della movida per eccellenza, dove trovi vicoletti caratteristici pieni di locali, aperti tra l’altro fino a notte fonda. Al Barrio Alto è sempre festa e l’atmosfera è fresca e giovanile. Non mancano artisti di strada che deliziano i passanti, tra passi di flamenco e musica gitana. Qui trovi due dei miradouros più belli di Lisbona. Per vedere uno dei tramonti più emozionanti della tua vita punta al Miradouro di Santa Caterina. La vista da questa balconata è da togliere il fiato. Mentre dal Miradouro de San Pedro de Alcantara puoi vedere gli ultimi timidi raggi del sole nascondersi dietro il Castello di Sao Jorge, scaldandone i contorni. 

Cosa vedere a Lisbona. Viaggio on the road in Portogallo
Fermati sui bastioni del castello di Sao Jorge e lasciati travolgere da quello che vedi attraverso le feritoie. La città di Lisbona si presenta sotto i tuoi occhi in tutto il suo splendore.

Sali sull’ Elevador de Bica

Lascia il Barrio Alto utilizzando l’Elevador de Bica. E’ una funicolare che ti permettere di raggiungere il lungofiume ed è uno dei posti pià instagrammabili di Lisbona. Goditi i panorami durante la discesa e una volta arrivato al capolinea punta al Mercato da Ribeira, uno dei mercati più cool della città. Qui puoi provare ogni tipologia di piatto tipico portoghese girovagando tra ristoranti e deliziosi angoli dedicati allo street food locale. Il lungofiume, un tempo zona malfamata, ora pullula di locali e bar ed è chiuso al traffico. E’ il luogo ideale per una passeggiata con i bambini. 

Giorno 2 – Visita il quartiere Baixia

Cuore pulsante di Lisbona è Baixia, un quartiere da girare di giorno, possibilmente a passo lento. E’ completamente pedonalizzato quindi perfetto se sei in viaggio con i bambini e vanta una grande concentrazione di negozi, ristoranti e locali in cui fare una sosta golosa. La peculiarità di Baixia è il suo pavimento a scacchi, bianco e nero, che crea un curioso effetto ottico. Sembra infatti muoversi ad ogni tuo passo. Qui trovi una delle stazioni più belle del mondo, la Estacao do Rossio. La sua entrata a forma di doppio ferro di cavallo è davvero incantevole.

Cosa vedere a Lisbona in tre giorni. Perditi nell’Alfama

L’Alfama è la zona più autentica di Lisbona. Qui è racchiusa la sua cultura gitana, stretta tra i vicoletti di ciottoli che si diramano verso il Castello di Sao Jorge. Gli edifici colorati sono ricoperti di magnifici azulejos, le famose piastrelle portoghesi, e tra i panni stesi al sole aleggia sempre qualche canto del fado, la caratteristica musica popolare delle città di Lisbona. Non a caso all’Alfama trovi il Museo del Fado e diversi locali in cui poterlo ascoltare. Puoi raggiungere da qui l’antico borgo di Sao Jorge e visitare il suo imponente castello, visibile praticamente da ogni aprte della città. Camminando sui suoi bastioni puoi avere una spettacolare vista a 360° su tutta Lisbona.

Giorno 3 – Raggiungi Belem

Sicuramente avrai visto migliaia di foto della famosissima Torre di Belem. Si innalza fiera e maestosa sulle sponde del Tago ed è uno dei posti più instagrammabili di Lisbona. E’ un elegante bastione circondato da quattro torri, finemente decorate con rilievi di gran pregio. Si trova nell’omonimo quartiere, uno dei più frequentati della città, che racchiude interessanti musei e edifici di grande interesse storico e architettonico. A Belem trovi la celebre pasticceria in cui sono state create le famose Pasteis. Ti consiglio di farci un salto prima di lasciare il quartiere. Se trovi fila per entrare puoi optare per l’asporto. 

La stupenda torre di Belem, ancora in perfette condizioni, fu innalzata nel mare come struttura difensiva dagli attacchi pirateschi, poi l’insabbiamento del fiume ha fatto si che si potesse raggiungere facilmente anche a piedi.

Cosa vedere a Lisbona in 3 giorni. Tuffati nell’Oceanario

Un posto da vedere assolutamente se ti trovi a Lisbona è l’Oceanario, uno dei più grandi acquari del mondo. E’ stato edificato nel nuovo quartiere di Parque das Nacoes, in occasione dell’EXPO del 1998, ed è un capolavoro architettonico davvero pazzesco. Al suo interno vivono più di 500 specie marine, incorporate in un unico grande ambiente acquatico diviso in ecosistemi. La sua maestosa vasca centrale vanta una vetrata dalla quale è possibile ammirare pesci di ogni forma e grandezza. Ti sembra quasi di sfiorare squali, mante gigantesche e curiosissimi pesci luna. All’Oceanario puoi partecipare insieme ai bambini a diversi laboratori tematici e lungo il percorso trovi alcune mostre interattive che vale la pena visitare. E’ un’avventura meravigliosa per grandi e piccini, un tuffo nella straordinaria vita marina degli oceani e dei loro preziosi abitanti. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche tu, come me, prendi l’aereo principalmente da Roma Fiumicino o Ciampino? Per chi vive nel Lazio generalmente è molto comodo. Siccome credo che abbiamo molto in comune nel nostro modo di viaggiare, ti voglio dare qualche dritta utile per parcheggiare in aeroporto a Roma a Fiumicino e Ciampino senza spendere una fortuna ed evitando brutte sorprese.

Ricordo i viaggi in solitaria di quando ero una ragazzina. Arrivavo in aeroporto con i mezzi pubblici o con il passaggio in auto dell’amica di turno, con un bagaglio a mano striminzito, e appena si aprivano le porte dell’aerostazione mi sentivo già altrove. Oggi tante cose sono diverse. Per esempio scelgo quasi sempre di arrivare in aeroporto in auto perché più semplice per il nostro stile di viaggio.
Parcheggiare in aeroporto a Fiumicino e Ciampino senza problemi

Perché andare in aeroporto in macchina

Diciamoci la verità: quando inizi a viaggiare in coppia, in famiglia, e poi con i bambini, il trasporto verso l’aeroporto può diventare problematico. Amici e parenti non sono più tanto disponibili a darti un passaggio. Prende il treno o il bus è complicato con i bimbi in passeggino. I tempi si allungano e non si guadagna di certo in serenità. Quindi, secondo la mia esperienza, andare in aeroporto in auto è semplicemente più comodo. Si rivela una scelta azzeccatissima anche quando il volo di andata o ritorno è programmato a orari un po’ particolari, o quando ci sono ritardi significativi.
Ecco il perché di questo articolo: se come me oggi non viaggi più zaino in spalla, ma con almeno 3 valigie, è il caso di trovare un sistema comodo e conveniente per arrivare in aeroporto. Ma occhio a chi affidi la macchina!

Le tipologie di sosta a Fiumicino e Ciampino

Quali sono le opzioni a disposizione per chi cerca parcheggio aeroporto Fiumicino o Ciampino? Dunque, ogni aeroporto ha i suoi parcheggi ufficiali: probabilmente conoscerai il multipiano A-B-C-D-E del Leonardo Da Vinci, oppure il parcheggio P3 breve sosta del Pastine a Ciampino.
Di solito, le aree di sosta ufficiali offrono vicinanza ai terminal, accesso con telepass, assistenza a passeggeri con mobilità ridotta. Sulla carta, servizi utilissimi. Ma i prezzi tendono ad essere piuttosto elevati.
E se si pensa che in un hub aeroportuale molto vasto come Fiumicino in ogni caso bisogna camminare almeno 10 minuti dal parcheggio multipiano fino all’area partenze, sorge il dubbio se vale proprio la pena pagare una tariffa maggiorata. Perché, in effetti, si può risparmiare, come ci dimostra il comparatore di prezzi Vologio che mette a confronto i costi giornalieri dei parcheggi ufficiali e dei parcheggi indipendenti. Inoltre, proprio in queste aree di sosta private, è possibile trovare un livello di servizio sicuramente paragonabile (se non superiore) allo standard dei servizi di sosta gestiti dall’aeroporto. Ma dove si trovano questi parcheggi? Fuori dal perimetro dell’area aeroportuale, a breve distanza. Ma sono collegati ai terminal con il servizio navetta h24, oppure inviano i
parcheggiatori a ritirare la tua auto davanti alla tua area partenze.
Parcheggi con navetta negli aeroporti romani
Le aree di sosta con servizio transfer sono tendenzialmente più economiche, ma questo non significa rinunciare a qualità o comodità. Infatti, il minivan o bus navetta lascia i passeggeri proprio al terminal di riferimento e si è subito pronti ad entrare in aeroporto. Talvolta trovi anche un’aiuto per il carico e scarico bagagli.
Il tempo di percorrenza varia a seconda dell’ubicazione del parcheggio e il range è di 2-10 minuti. In genere occorre lasciare le chiavi al parcheggio, ma in alcuni casi è possibile portare le chiavi con sé pagando un piccolo sovrapprezzo (se si vuole la certezza che nessuno sposti l’auto).
Inoltre, il controllo dell’auto in entrata e uscita è d’obbligo. Lo staff è organizzato per constatare lo stato del veicolo e garantire la massima sicurezza. Se vuoi una maggiore tranquillità, scatta delle foto all’auto all’arrivo in parcheggio.

Car Valet: ritiro auto negli aeroporti

Un’alternativa ancora più comoda è il servizio car valet. Tu scegli il parcheggio, ma invece di consegnare la vettura all’area di sosta dovrai semplicemente arrivare in aeroporto, al tuo terminal. Lì un autista qualificato del parcheggio ritirerà la tua auto e la parcheggerà per te.
Lo stesso vale alla fine del viaggio: comunichi orario e terminal di arrivo, e troverai la tua macchina all’uscita del terminal.
Il valet spesso è utilizzato da famiglie che viaggiano con i bambini, o quando si va in giro con bagagli e attrezzature ingombranti. Lo apprezzano anche alcuni viaggiatori con mobilità ridotta. Questa opzione come puoi capire ti fa risparmiare tempo, e ti garantisce il massimo della praticità. Le tariffe sono leggermente più elevate rispetto ai parcheggi con navetta.
Tuttavia, vale la pena evidenziare che i parcheggi vicino gli aeroporti di Ciampino e
Fiumicino non hanno prezzi per niente esosi. Perciò, il risparmio è davvero assicurato.

Parcheggiare in aereoporto a Fiumicino e Ciampino

I dieci vantaggi che puoi aspettarti

Quando voli da Fiumicino o Ciampino, ricordati di controllare se ci sono parcheggi alternativi che soddisfano le tue esigenze. So già che facendo una ricerca online, o aiutandoti con una piattaforma specializzata, scoprirai molti vantaggi che non avevi mai considerato prima.

Ecco i 10 benefici extra che trovi di solito nei parcheggi privati:
1. Prezzi più bassi: risparmi fino al 50%
2. Servizio lavaggio auto interno ed esterno
3.Rifornimento carburante
4.Aiuto all’avviamento
5.Officina meccanica e riparazioni
6.Assicurazione furto e incendio
7.Possibilità di staff addetto alla sicurezza
8.Personale presente H24
9.Car moving tra aeroporto di Fiumicino e Ciampino
10.Parcheggi coperti o scoperti, con sala d’attesa e monitor voli
Parcheggiare in aeroporto a Fiumicino e Ciampino senza problemi
Insomma, questa è la mia esperienza sui parcheggi auto in aeroporto, che in realtà si estende ben oltre i confini del Lazio. Finora, non mi sono mai pentita della scelta!
Un ultimo consiglio per andare a colpo sicuro coi figli? Fai giocare i bambini durante il viaggio con qualcosa studiato appositamente per l’occasione. E se poi scegli di utilizzare il car valet o un parcheggio con navetta, rendi l’esperienza interessante anche per i piccini, come se fosse un’avventura.
Ti assicuro che funziona!

C’è un luogo, all’estremo nord del Cile, dove non piove praticamente mai: è il Deserto di Atacama. Sembra che sia una delle regioni più aride della terra, eppure i suoi paesaggi lunari e la bellezza selvaggia delle sue lagune salate mi sono rimasti nel cuore.

Per Antonella Maiocchi di www.iviaggidellanto.com il Deserto di Atacama è stato il viaggio della vita, sognato, progettato e assaporato con un’emozione e una commozione che restano uniche. Ce lo racconta in questo articolo.

Cosa vedere nel Deserto di Atacama

Le Lagune Altipianiche

Dopo alcune ore di macchina tra distese di erbe gialle e verdi che ricoprono le rocce, si arriva alla Riserva delle Lagune. Due specchi di acqua blu intenso circondati da vulcani che arrivano a 6000 metri di altezza. Il il cielo è di un incredibile color cobalto. L’ aria è gelida e tersa, penetra dovunque e la sensazione è quella di trovarsi in un luogo che non appartiene a questo mondo. Al bordo della Laguna Miscanti dalla forma di cuore pascolano indisturbate le vigogne, mentre nel cerchio perfetto della Laguna Miniques si riflettono le punte innevate dei vulcani.

La Valle della Luna

La Valle della Luna è così chiamata perché le rocce create dalle formazioni saline e le dune di sabbia plasmate dal vento, creano un paesaggio davvero lunare. Arrivaci al tramonto, sarà un’esperienza indimenticabile. Il paesaggio si ammorbidisce e si tinge di un colore ocra intenso. Sali sulla duna grande e ammira in silenzio il sole che sparisce dietro ai vulcani e capirai perché gli Indios considerano sacra questa valle.

deserto di Atacamo, cosa fare e cosa vedere
La Valle della Luna è un’immensa valle desertica con formazioni rocciose, dune di sabbia, aridi ed angusti canyon che tanto ricordano la superficie lunare

Cosa vedere nel deserto di Atacama: i salar

L’innalzamento delle Ande ha prodotto delle depressioni nel terreno in cui si è concentrata l’acqua che, a causa della siccità e delle elevate temperature, è evaporata lasciando sulla superficie il sale. Lo spettacolo dei salar è davvero mozzafiato perché si trovano in mezzo al deserto, in un paesaggio fatto solo di vento e di silenzio. Ed è proprio il vento che soffia fortissimo a modellare questa natura estrema creando montagne che sembrano tavolozze e lagune azzurre circondate dai cristalli di sale di un bianco abbagliante. I fenicotteri andini che hanno le ali color salmone con una striatura nera, si concentrano sulle sponde dei salar e quando spiccano il volo sono meravigliosi.

Il deserto di Acatama. Cosa vedere
I salar regalano, nel bel mezzo del deserto, scenari da lasciare letteralmente a bocca aperta.

I geyser del Tatio

Bisogna arrivare prima dell’alba sulla cima della montagna del Tatio dove si trova il campo geotermico più alto del mondo. Copriti bene perché fa un freddo terribile ma verrai ripagato da uno spettacolo incredibile non appena i geyser inizieranno ad eruttare il loro fumo caldo con pennacchi altissimi. Improvvisamente, in mezzo al vapore scorgerai il sole che sorge e poco dopo le fumarole cesseranno la loro attività. Con un po’ di coraggio ti potrai immergere nella piccola piscina termale di acqua calda per ammirare un’alba indimenticabile.

Come e quando raggiungere il Deserto di Atacama e come muoversi

Una volta arrivato a Santiago del Cile, è necessario un volo interno per arrivare a Calama. Qui ti consiglio fortemente di noleggiare un’auto 4×4 e raggiungere San Pedro de Atacama. Premetto che le strade non sono sempre bellissime e ci sono poche indicazioni ma la macchina ti consentirà di decidere in libertà i tempi da dedicare alle diverse esperienze e di spingerti alla scoperta di luoghi solitari e spettacolari nel mezzo del Deserto di Atacama.

Le vie sterrate dell’affascinante paese di San Pedro pullulano di agenzie che propongono le escursioni più comuni come la Valle della Luna, le Lagune Altipianiche e i Geyser del Tatio. Alcune si spingono fino al Salar de Uyuni in Bolivia. Se non hai l’auto le escursioni organizzate sono una buona alternativa, verifica bene i tempi e la sicurezza dei mezzi di trasporto. Non dimenticare che sarai sempre ad un’altitudine che supera i 2000 metri anche se non si percepisce. Il Deserto di Atacama va dai 2400 metri di San Pedro agli oltre 4400 delle Lagune Miscanti e Miniques.

cosa vedere nel deserto di Atacama in Cile
Il nord del Cile ha un fascino infinito come il numero di lagune che vi si trovano.

Nel Deserto di Atacama si può andare in qualunque stagione, le temperature di giorno arrivano a 25/30 gradi nel periodo estivo (da Dicembre a Marzo) e si aggirano intorno ai 15 gradi in inverno. La notte fa sempre abbastanza freddo.

 

 

Viaggiare può risultare costoso, soprattutto se si vuole soggiornare in strutture confortevoli o in località dai prezzi elevati, ma modi per risparmiare ci sono! Ottime idee possono essere lo scambio casa, il couch surfing e l’house sitting. Da qualche anno invece Marina Fiorenti di www.thetravellingpetsitter.com ha trovato il modo perfetto per viaggiare low cost facendo la pet sitter.

Viaggiare grazie al pet sitting

Marina raccontaci la tua esperienza di pet sitter in giro per il mondo

L’idea di base è molto semplice: se qualcuno deve partire e non sa a chi lasciare il proprio animale domestico mi ospita nella sua casa per prendermi cura del suo amato pet. In questo modo, il padrone è tranquillo che il suo amato amico a 4 zampe sarà accudito amorevolmente e io avrò un alloggio tutto a disposizione per me gratuitamente!

Ci sono vari siti internazionali dove potersi iscrivere per proporsi come petsitter: io sono su TrustedHousesitters, probabilmente quello più conosciuto ed importante. All’inizio, non volendo pagare l’iscrizione, entravo sul sito con il mio profilo Facebook per poter guardare gli annunci ed è stato così che mi si è aperto un mondo!! Decine di opportunità di soggiorni all’estero, spesso in splendide case, solo per badare a uno o più animali, di solito cani e gatti, ma anche coniglietti, galline, cavalli, pesci!

viaggiare low cost grazie al pet sitting. Marina Fiorenti
Viaggiare low cost grazie al pet sitting è possibile e ce lo racconta Marina Fiorenti in questo articolo

I primi passi per cominciare a viaggiare grazie al pet sitting

Così mi sono decisa ad iscrivermi e creare il mio profilo per potermi finalmente candidare. Per la sicurezza di tutti, è richiesto il controllo di un documento e almeno una referenza, fatto questo si può iniziare!

Certo non è facilissimo ottenere i primi sitting: alla fine di ogni soggiorno infatti, i padroni di casa lasciano una recensione e a loro volta i sitter possono scrivere un feedback sulla loro esperienza. Ovviamente chi è agli inizi e non ha recensioni ha più difficoltà ad essere scelto rispetto a chi ha ottime reviews, ma in verità non esiste una regola fissa e i criteri di scelta di un sitter possono essere davvero i più disparati. Io ho avuto la fortuna di essere stata scelta abbastanza presto per dei sitting a Stoccolma e Londra e da quel momento è stato tutto più semplice, ma tutt’ora ricevo molti rifiuti.

Viaggiare low cost facendo la pet sitter
L’amore per gli animali ha permesso a Martina di crearsi un lavoro che le permettesse di girare il mondo low cost, accudendo animali altrui.

Candidarsi come pet sitter. Come funziona.

Di sicuro, per ottenere qualche risultato ci vuole la costanza di controllare spesso gli annunci e di essere tra i primi a rispondere. Per esperienza so che prima ci si candida, più possibilità si hanno di essere scelti: può capitare che le locations più ambite ricevano anche 50 candidature e lì è davvero dura vincere!

Dopo aver risposto ad un annuncio, se il padrone del pet è interessato, inizia uno scambio di messaggi che di solito, prima di essere accettati, porta a una video chiamata o un incontro via Skype. Anche in questo caso non c’è una norma stabilita. Mi è capitato ad esempio di essere stata accettata senza aver avuto neanche un cenno di risposta dall’host! Successivamente, si rimane in contatto per gli ultimi accordi prima della partenza.

Non ci sono regole fisse neanche per l’arrivo in quella che sarà la nostra casa temporanea: alcuni host chiedono di incontrare il sitter di persona, magari il giorno prima della partenza per lasciargli le consegne, altri gli lasciano tranquillamente le chiavi di casa nascoste da qualche parte (mi è capitato più volte!).

Viaggiare low cost grazie al pet sitting è un’esperienza unica

Fino ad ora ho avuto sempre ottime esperienze ed ho conosciuto persone carine, alcune delle quali sono diventate amiche. L’ambiente è internazionale e quindi molto interessante. Adoro poter vivere in un luogo più come una local che come una turista, facendo cose quotidiane come portare a spasso il cane, andare a fare la spesa, portar fuori la spazzatura nei giorni stabiliti, o chiacchierare con i vicini: è un modo di viaggiare low cost che mi sento di consigliare a tutti coloro che amano gli animali.

Situato nell’estremo sud del Brasile, lo stato del Rio Grande do Sul confina con l’Uruguay e con l’Argentina, con i quali condivide deliziose tradizioni, come il chimarrão e il barbecue. Con un’identità unica, fortemente influenzata dagli immigrati dall’Europa tra il XIX e il XX secolo, ha una cultura ricca e una natura impressionante. Inoltre, è possibile viaggiarci tutto l’anno: oltre alle varie attrazioni c’è anche un fitto calendario di eventi. Di seguito vediamo alcune fantastiche destinazioni da visitare a Rio Grande do Sul, soprattutto nella Serra Gaucha.

Guest Post a cura di Barbara Bier di Wanderlustintravel.com

Sud del Brasile. Cosa vedere

Gramado 

Forse la destinazione turistica più famosa del Rio Grande do Sul, Gramado, ha tutto per accontentare i viaggiatori più esigenti: è una città bella, pulita e organizzata, piena di case a graticcio. La natura locale, oltre ad avere strade piene di ortensie, ha anche una vegetazione rigogliosa e luoghi indimenticabili come il Lago Negro! I ristoranti servono una cucina deliziosa, compresi piatti provenienti da diverse parti del mondo, con particolare attenzione alla cucina italiana e tedesca, oltre a deliziosi cioccolatini.

Per quanto riguarda le attrazioni, ce ne sono innumerevoli, come l’incredibile Snowland, il Mini Mundo, lo zoo, il Dreamland Wax Museum ecc. Oltre a questi, prova la corsa sulla Maria Fumaça. E’ un treno che parte da Gramado e passa per Bento Gonçalves, Garibaldi e Carlos Barbosa e, lungo il percorso, presenta spettacoli artistici, fuochi d’artificio e decorazioni a tema per illustrare la storia degli immigrati italiani in regione.

Uno degli eventi principali della città è il Natal Luz (Natale Luce), che si svolge da ottobre a gennaio. Oltre a riempire la località con addobbi che creano un’atmosfera totalmente natalizia, c’è un programma completo che comprende spettacoli di musica, danza e teatro, sfilate, e anche la “vera” casa di Babbo Natale!

Brasile del sud cosa vedere e cosa fare
Gramado è famosa per il Natal Luz, la più suggestiva festa natalizia del pianeta. Alla cui preparazione gli abitanti si dedicano per mesi e mesi.

Brasile del Sud. Canela

A meno di 10 km da Gramado si trova Canela, cittadina nota per la sua imponente “Cattedrale di Pietra” (così viene chiamata la Paróquia Nossa Senhora de Lourdes), e per la splendida Cascata do Caracol, una discesa d’acqua che ha un dislivello di 130 metri. Completano le attrazioni della città il bellissimo Alpen Park, ricco di attività in mezzo alla natura, e l’incantevole Mundo a Vapor (mondo a vapore). Canela ha un’atmosfera simile a Gramado, con edifici che trasudano fascino, ottimi ristoranti e tanta natura.

Bento Gonçalves

Situato nel mezzo della Vale dos Vinhedos, Bento Gonçalves mostra l’apice dell’immigrazione italiana in Brasile. Qui le tradizioni conservate vanno oltre il cibo e si estendono allo stile di vita. È in questa regione che si trovano varie cantine, dove puoi fare tour memorabili che vanno dalle degustazioni di vini ai pasti tipici. Ce n’è per tutti i gusti e tra le attrazioni principali possiamo citare le cantine Cainelli, Cristofoli, Marco Luigi, Torcello e Salton. Quest’ultima ha 35mila metri quadrati di superficie edificata e ospita una galleria secolare, con dipinti che raccontano l’arrivo del suo fondatore in Brasile del Sud.

Passeggiare tra i vigneti sentendo il dolce profumo dei frutti e contemplando i paesaggi della regione è un’esperienza indimenticabile. Alcuni tour operator portano anche i viaggiatori in luoghi come Emporio La Vigna, che riunisce gioielli gastronomici regionali, come salsicce, formaggi, oli e marmellate.

In questa città, i viaggiatori possono davvero esplorare la storia degli italiani in Brasile e la cultura lasciata da loro, godendo allo stesso tempo della romantica atmosfera di montagna, di ottimi vini e di cibo abbondante e delizioso.

Porto Alegre

Porto Alegre è la capitale del Rio Grande do Sul, dove probabilmente passerai per andare verso le altre destinazioni di questo elenco, poiché lì si trova il principale aeroporto dello stato. Cogli l’occasione per conoscere un po’ questa grande città dall’anima intellettuale. Porto Alegre ha molti parchi dove goderti le giornate di sole, attrazioni culturali come il Santander Cultural e il Museo d’arte del Rio Grande do Sul, oltre che delle meravigliose steakhouse. Un consiglio imperdibile è ammirare il tramonto sulla riva del fiume Guaíba, davvero magico!

Brasile del sud. le destinazioni e le attività migliori da fare
Capitale dello Stato di Rio Grande do Sul, in Brasile, la città di Porto Alegre è caratterizzata da architetture moderne e una vita culturale molto intensa, con un’agenda che prevede tantissime attività per i suoi abitanti.

Cambará do Sul

Cambará do Sul ospita i canyon più grandi del Brasile. I campi pianeggianti sono tagliati bruscamente da scogliere molto alte, che formano il confine naturale del Rio Grande do Sul e Santa Catarina. I canyon più grandi e conosciuti sono il canyon di Itaimbezinho e il canyon di Fortaleza. Ce ne sono molti altri e troverai anche cascate sparse per tutto il comune.

brasile del Sud. le destinazioni e le attività da fare
Cambara do Sul la città d’ingresso per visitare i principali canyon del Rio Grande do Sul.

Vacaria

Conosciuta come il “portone del Rio Grande”, Vacaria è anche la terra del Rodeo Internazionale, la più grande festa tradizionale dell’America Latina. Questa città vanta anche la maggior produzione di mele di tutto il Brasile. Tra le attrazioni turistiche spuntano la sua bellissima cattedrale in pietra, la Vinícola Campestre e il Parque das Cachoeiras, di recente apertura, con le sue tre bellissime cascate.

Il Kenya è una delle destinazioni più ambite dal turismo italiano ed internazionale. Le ragioni per visitare questa bellissima terra sono tante, ma in generale quello che spinge i viaggiatori ad andare in Kenya sono le sue splendide spiagge e i parchi nazionali. Ma vediamo un pò di informazioni pratiche per visitare il paese.

Guest Post a cura di Teresa Torsello di NonniAvventura

Kenya. Consigli utili per il viaggio

Quando andare in Kenya 

Il Kenya è uno stato situato nel centro dell’Africa, più o meno all’Equatore, quindi il clima è caldo durante il corso di tutto l’anno, ma i mesi di febbraio, marzo e aprile sono i meno adatti ad un viaggio. Eh si, perchè in questo periodo si scatenano le piogge torrenziali che provocano gravi alluvioni e tutti i danni che ne conseguono.

kenya come organizzare il viaggio
Il Kenya ti sorprenderà con i suoi paesaggi selvaggi e incontaminati, dove fare escursioni a contatto con la natura meravigliosa di questi territori.

Documenti d’ingresso e vaccinazioni 

Per l’ingresso nel paese è necessario avere un passaporto con almeno sei mesi di validità residua, ma per gli italiani non è richiesto il visto. Per quanto riguarda le vaccinazioni, è consigliato il vaccino contro la febbre gialla e la profilassi contro la malaria. Io personalmente sconsiglio quest’ultima, perchè a volte fa più danni per i suoi effetti collaterali. E’ sufficiente utilizzare un buon repellente contro le zanzare e coprirsi gambe e braccia nelle ore critiche, cioè alba e tramonto. Negli hotel, di solito, ci sono le zanzariere che ti proteggono.

Valuta e carte di credito 

La moneta utilizzata è lo scellino kenyota. Ti consiglio di averne sempre un pò a portata di mano, per dare le mance o per fare acquisti nei mercatini. Infatti, le carte di credito sono accettate solo all’interno dei resort, mentre all’esterno puoi utilizzarle solo nei locali di un certo livello, per esempio nei ristoranti importanti di Malindi.

Sicurezza in Kenya 

Il Kenya è un paese sicuro? Lo è solo se adotterai alcune misure di sicurezza. Innanzitutto non girare con troppi contanti addosso e porta con te una copia del passaporto L’originale è meglio lasciarlo in camera. Evita di girare da solo. Per le escursioni rivolgiti al tuo resort perchè rischi di prendere delle gran fregature.

Passeggiando sulle spiagge sarai preso di mira dai beach boys che possono essere più appiccicosi di un chewing gum e che tenteranno di venderti di tutto, dalle escursioni alle statuine di legno. Di solito un secco no dovrebbe essere sufficiente a scaricarli, ma ahimè non è sempre così. Purtroppo, se mostri il minimo interesse nella loro mercanzia non ti molleranno più.

Come arrivare in Kenya 

Molti tour operator organizzano dei tour del Kenya comprensivi di volo charter e soggiorno. Di solito questa è la soluzione più economica ed è quella privilegiata da chi intende farsi una settimana di mare. In questo caso si atterra a Mombasa e si raggiunge la destinazione in autobus.

KeSe invece organizzi da te puoi anche volare con varie compagnie aeree, atterrando a Nairobi. Questa soluzione è quella preferita dai viaggiatori che vogliono visitare i grandi parchi nazionali del Kenya. Noi ci siamo trovati molto bene con la Ethiopian Airlines con scalo ad Addis Abeba. Se invece arrivi da terra, per esempio dalla Tanzania, è obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla.

Cosa fare in Kenya 

Come dicevo, si va in Kenya per rilassarsi al mare o per fare dei safari. Ma il fascino del Kenya ti conquisterà da subito. La vegetazione intorno a te è lussureggiante, con enormi alberi di mango e giganteschi baobab. Noi abbiamo visto anche delle piantagioni di aloe vera e di ananas. Vogliamo parlare delle palme? Ce ne sono tante e creano un’atmosfera molto suggestiva!

Relax al mare 

Vediamo perchè andare al mare in Kenya. Sicuramente il motivo sono le sue bellissime spiagge e l’acqua dell’Oceano Indiano, che è incredibilmente tiepida. Inoltre la costa è soggetta al fenomeno delle maree che ogni sei ore ricoprono la spiaggia o, ritirandosi, lasciano chilometri di sabbia bianca e fine come borotalco. Una vera meraviglia! Le due destinazioni più popolari sono Watamu e Malindi. Personalmente preferisco Watamu perchè è piccola e raccolta, diciamo un pò più “selvaggia”, rispetto alla seconda che è piena di italiani che risiedono in Kenya. Inoltre qui il mare è più limpido, visto che nei pressi di Malindi sfocia un fiume che spesso rende l’acqua torbida.

Kenya come organizzare il viaggio
Uno degli spettacoli più entusiasmanti della costa kenyota è il fenomeno delle maree. Ogni sei ore regalano scenari straordinari.

Una raccomandazione: ricordateti che sei in Africa e il sole picchia forte, quindi dovrai proteggerti con una buona crema solare, altrimenti rischierai di scottarti e rovinarti la vacanza.

Safari in Kenya 

Il Kenya vanta alcuni dei parchi più belli dell’Africa, dove è possibile fare dei safari meravigliosi. In generale, molti visitatori si recano a Tsavo Est perchè è il più vicino alle spiagge e si limitano a fare una giornata nel parco.

Gli altri parchi sono Tsavo Ovest, Amboseli e il Masai Mara. L’Amboseli è noto per una caratteristica particolare: è il parco dal quale è possibile vedere meglio il Kilimanjaro, anche se l’antico vulcano è in Tanzania.

Il Masai Mara, invece, prende il nome dalla tribù dei Masai che lo abita. Inoltre, è il parco kenyota interessato dal fenomeno della grande migrazione degli gnu e delle zebre, un fenomeno naturale che si ripete annualmente e che coinvolge milioni di animali. Essi si spostano dalle pianure del Serengeti, in Tanzania, al Masai Mara e viceversa cercando erba fresca e seguendo quindi il ciclo delle piogge.

kenya cosa fare e cosa vedere
Il parco nazionale dello Tsavo è il più grande parco del Kenya perché da solo rappresenta il 30% delle aree protette dallo Stato.

Escursioni 

Due escursioni che mi sento di raccomandarti sono Marafa Canyon (detto la Cucina del Diavolo) e le rovine di Gede. Per quanto riguarda il primo, si tratta di un canyon che affascina qualunque visitatore con la sua roccia colore rosso acceso, che al tramonto si infiamma ancora di più. Gede invece è una antica città araba che dista pochissimo da Watamu. Ne rimangono solo i resti, ma il motivo per cui essa fu abbandonata non è mai stato svelato. Oggi ospita una tribù di cercopitechi; non sono molto amichevoli, quindi ti consiglio di evitarli.

kenya come organizzare il viaggio
Se ti trovi in viaggio in Kenya devi assolutamente visitare le rovine di Gede. Nascondono segreti millenari non ancora svelati..

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