La mattina del 24 marzo 1999 all’interno della galleria del Monte Bianco si sviluppa uno spaventoso incendio che costa la vita a 39 persone. Ricordo ancora le immagini al telegiornale nazionale. Il fumo, i soccorsi, le cause, le colpe, le beghe tra le due nazioni confinanti: la Francia e l’Italia. L’incendio è causato da un camion che transita dal versante francese, che ha preso improvvisamente fuoco nel centro della galleria. Le macchine incolonnate nel tunnel sono costrette a fermarsi su entrambi i lati. Non c’era spazio a sufficienza per poter fare inversione di marcia, e anche scappare a piedi è risultato difficile perché il tunnel, nel frattempo, viene chiuso da entrambe le entrate. La chiusura sui due tornanti non fa altro che alimentare le fiamme all’interno, che si amplificano per via dei materiali combustibili presenti nella galleria.
Il traforo del Monte Bianco
Dopo questa tragedia il tunnel rimane chiuso per tre anni. Viene riaperto solo ed esclusivamente per le per le automobili nel 2002, dopo lunghi lavori di ristrutturazione. Noi siamo passati la prima volta dopo l’incidente, nel 2003, per intraprendere un viaggio on the road in tutta la Francia. Non è stato facile transitare nel tunnel, sarò sincera. Ancora vedevo davanti a me le immagini del disastro e l’apprensione è stata tanta. Ma già al ritorno l’ansia e la preoccupazione sono nettamente diminuiti, avendo constatato le nuove misure di sicurezza della galleria.
I lavori dopo l’incidente
Dopo il terribile incidente il tunnel viene messo completamente in sicurezza. Vengono create nicchie antincendio e nicchie SOS ogni cento metri. Inoltre viene costruito proprio al centro della galleria un posto di soccorso, dove staziona perennemente un veicolo dei pompieri attrezzato per gli incendi. E’ stata scavata una nuova galleria d’evacuazione sotto la carreggiata, alla quale si accede tramite rifugi nelle pareti, che permette inoltre di lasciar passare i soccorsi in caso di emergenza.
Cosa più importante, è stata creata un unica sala di comando, per sostituire le due sale per versante, che proprio durante la tragedia non riuscirono a mettersi in comunicazione e tardarono così a chiedere gli aiuti necessari. Sono state, da allora, notevolmente cambiate le regole per il transito attraverso il Traforo del Monte Bianco. Ad esempio, è vietato il transito ai mezzi che trasportano materiali pericolosi e infiammabili, è stata ridotta la velocità dei veicoli e resa obbligatoria la distanza di sicurezza a 150 mt.
Perchè passare dal traforo?
Passando dal Traforo del Monte Bianco si arriva più facilmente nel nord della Francia. Anche se il pedaggio sembra costoso, non è equiparabile a quanto si spenderebbe in pedaggi e carburante usando le autostrade francesi o svizzere. Verifica con anticipo le condizioni del traffico stimate per il giorno del tuo transito nel traforo. Sul sito ufficiale www.tunnelmb.net trovi tutte le informazioni utili, relative non solo al traffico, ma anche alle chiusure programmate per le manutenzioni o per le esercitazioni.
Le nuove tariffe di pedaggio del Traforo del Monet Bianco
Il costo del pedaggio per andare in Francia con l’automobile passando dal traforo del Monte Bianco è di circa 58,00 euro per la tratta andata e ritorno. Il solo passaggio per l’andata invece è di 46,40 euro. Esistono poi una serie di abbonamenti per chi fa più passaggi nell’arco dell’anno. Facendo il biglietto dal lato italiano si paga il 22% d’IVA, mentre dal lato francese il costo è leggermente più basso, perché l’IVA è al 20%.



50 Comments
Indubbiamente molto comodo il traforo, anche se un po’ costoso. Pensare all’incendio che costò la vita a molte persone dà i brividi ancora oggi…
Dipende dal giro che devi fare. Sicuramente se sei diretto a Nord, costa meno passare dal traforo che sulle autostrade, tra pedaggio e benzina.
Anche io ricordo quel tragico evento come fosse ieri… mamma mia. Le prime righe del tuo articolo mi hanno fatto tornare i brivi. Che morte assurda, povera gente.
Ci sono passata soltanto una volta, qualche anno fa, ma mi piacerebbe rifare un giro da quelle parti. Anche se il prezzo non è proprio invitante!!
Se consideri i pedaggi e la benzina che useresti per passare dalle autostrade francesi o svizzere è un risparmio.
Sono passata dal traforo la prima volta prima della tragedia e poi qualche anno fa dopo la riapertura. Le sensazioni sono state davvero molto diverse. Ma in entrambi i casi sempre con un po’ di apprensione.
l’apprensione c’è sempre. Il tunnel è lunghissimo, è normale provare ansia.
L’anno scorso ad Agosto eravamo in Valle d’Aosta in vacanza e volevamo fare un salto in Francia ma devo essere sincera mi sono frenata molto. Non tanto per il costo ma per la lunghezza del tunnel in sé. Io soffro molto gli ambienti chiusi e il traforo è uno di quelli che mi daranno maggiori problemi ma trovo che questo tuo articolo sia assolutamente adatto a fornire informazioni ai viaggiatori più “coraggiosi”
Anch’io, nonostante ci sia già passata diverse volte, ho sempre una strana sensazione di angoscia. Basta non pensarci.
Viaggiare on the road è bellissimo, anche se non è sempre la soluzione più economica, dipende.
Dipende. Basta sapersi organizzare ed essere preparati ad ogni evenienza.
Molto utile e dettagliato questo articolo! Grazie!
Ricordo che ci passai da piccola insieme alla mia famiglia e i miei genitori mi raccontarono che stavamo passando sotto il Monte Bianco, ero emozionatissima ma ignara di tutto quello che era successo.
Non conoscerne la storia forse è il modo migliore per attraversare il traforo senza problemi!
Ricordo molto bene l’incidente. Due anni prima vivevo ad Aosta e conoscevo abbastanza bene il traforo passato più volte. Certo faceva impressione passare nel traforo prima della ristrutturazione, ma mai avrei pensato potesse accadere un episodio simile. Per quanto riguarda il costo, hai perfettamente ragione. Aggirare il traforo risulterebbe molto più oneroso in termini di denaro e di tempo di viaggio
Tra pedaggi, benzina, olio e gomme, conviene farsi coraggio e usare il traforo!
Sono passata dal traforo qualche settimana prima dell’incidente… è stato uno shock venire a sapere dell’incendio.
IOo non ho avuto modo di vederlo prima, solo l’anno dopo la messa in sicurezza. E a questo punto direi.. per fortuna!!!
Veramente terribile questo incidente e le tue parole mi hanno fatto venire i brividi. Per fortuna ora hanno migliorato la sicurezza e sicuramente, nonostante i prezzi, potrebbe essere una bella esperienza!
Beh si, ti danno anche una frequenza radio da seguire obbligatoriamente. Tutto sommato è divertente 🙂
Mi ricordo l’incendio del 99, è stata una cosa che mi è rimasta impressa, una via di comunicazione tanto utile quanto una trappola mortale in questi casi. L’importante è che sia stata ora migliorata la sicurezza! Non sapevo costasse così tanto e grazie di aver spiegato anche le motivazioni!! Credo sia comunque una bella esperienza da provare!!
Questo post mi fa rabbrividire, che esperienza terribile! E mi fa pensare a quando il nuovo Ponte Morandi verrà tirato su… già mi faceva paura prima.. e non sono l’unica che lo pensava..
Ogni volta che passavamo sul Morandi dicevamo sempre ” sto ponte si regge per opera dello spirito santo”, e così era!!
Ho ancora negli occhi l’immensa tragedia….
Poco dopo la riapertura mio marito ha fatto un viaggio in Francia ed é passato dal traforo ben 2 volte. Un’ansia terribile!
Per fortuna è stato messo tutto in sicurezza. C’è voluto tempo, ma almeno possiamo continuare a viaggiare serenamente.
Articolo davvero utile e ricco di informazioni. Mi è piaciuto molto.
Ciao, ho letto il tuo articolo tutto di un fiato! Ho sentito parlare di questa tragedia ma rileggerlo adesso mi ha fatto ancora più impressione. L’uomo va avanti e supera se stesso creando cose come il traforo ma davanti a queste tragedie è difficile approvare il progresso malgrado ora abbiano imparato e creato tutte le misure di sicurezza necessarie.
L’uomo sa creare cose bellissime e molto utili, ma ahimè, ancora è così superficiale da non saperle gestire!
Ho attraversato questo traforo diversi anni fa in pullman durante una gita scolastica. Le lunghe gallerie mi hanno sempre messo molta ansia, perché turbata dall’idea di essere intrappolata dalla terra. A quei tempi (avevo a mala pena 16 anni), ignoravo completamente il fatto di cronaca così tragico di cui hai parlato ed oserei dire per fortuna! Già ebbi dei problemi ad affrontare tutti quei km di tunnel, se avessi saputo che il mio terrore più grande si era avverato proprio nel punto che stavo attraversando, probabilmente avrei saltato la gita!
Infatti, non conoscere la storia del tunnel è il modo migliore per affrontarlo!
Ci sono passata proprio l’estate scorsa per il traforo. Devo dire che un po’ di paura c’è sempre, ma le misure di sicurezza mi sono sembrate adatte, anche se il tunnel è lunghissimo, sembra non finire mai.
Si infinitamente lungo!! Noi ci siamo messi a chiacchierare con la bimba su cose divertenti. L’unico modo per non pensare di essere dentro una montagna!
Ho preso il traforo anni fa per andare a Parigi, e già era molto costoso ma indubbiamente comodo, si entra dall’Italia e si arriva già in territorio francese. Mi fa piacere che il traforo è sicuro per le macchine e passeggeri, ciao
Certo, è più che sicuro adesso. Ciao!
Sinceramente non ricordavo la tragedia avvenuta nel 1999, ero ancora piccola e le notizie non mi sfioravano minimamente. Non l’ho mai attraversato ma sono contenta che abbiano messo in atto misure di sicurezza più a norma e sicuramente migliori di anni fa che, se fossero state prese precedentemente, avrebbero probabilmente evitato una catastrofe.
Il pedaggio risulta costoso ma se lo si fa direttamente andate e ritorno, si ammortizzano i costi.
Si, infatti abbiamo fatto biglietto di andata e ritorno, solo che ha il limite di dieci giorni. Dopo di che scade, e bisogna rifare biglietto normale. Se hai la certezza di ripassare in tempo conviene!
Quando attraversi le gallerie non devi pensare. Devi solo dirti è la via più breve!
Un interessante post di info a cui non tutti pensano. Un’ottima idea è quella di prendere informazioni anche sulle strade prima di iniziare un viaggio.
Grazie, mi fa piacere che ti sia piaciuto l’articolo!
Ci sono passata molto prima dell’incidente. Dopo l’incidente non sono più riuscita a passare da lì. Mi mette tantissima ansia.
Si l’ansia è davvero tanta, ti capisco benissimo! Ma se vuoi abbreviare il viaggio è una scelta obbligata. Basta non pensarci!!!
Io la trovo una soluzione molto valida. Anni fa provai il traforo del Frejus e devo ammettere che è stata un’esperienza davvero particolare!
Anche noi diverse volte abbiamo transitato dal Frejus. Più corto, ma sempre ansia mette!
Credo che non dimenticheremo mai quella tragedia. Dopo l’incendio non sono mai passata attraverso il tunnel. I lavori fatti sicuramente l’hanno messo in sicurezza ma l’ansia di passare dopo ciò che è accaduto non so se mi permetterebbe di transitare. Avete avuto coraggio ve lo devo dire e ammetto che prima o poi anche io dovrei superare questa fobia e andare oltre!
Non devi pensare …è l’unico modo di riuscire a transitare con serenità attraverso al traforo.
Anche io ricordo le immagini di quel terribile incidente. Non sono più passata dopo la riapertura, sono contenta che adesso sia stato messo in sicurezza ma l’idea di stare là sotto mi mette ancora parecchia ansia
Anche a me, ma si risparmia molta strada!
Mi ricordo questa tragedia! Non sono mai passata sotto a questo tunnel e devo dire che un po’ di ansia ce l’avrei, ma sono contenta che abbiano lavorato negli ultimi anni x rendere il passaggio più sicuro!
Devo dire che la sicurezza stavolta è stata messa al primo posto!
Ricordo anche io, ovviamente, quel disastro. All’epoca ero una ragazzina, mi aveva colpito tantissimo pensare alla persone prigioniere all’interno del traforo. Una tragedia incommentabile.
Io hi vivide le scene del telegiornale.. impresse nella mente. Fù una tragedia immane.
Ricordo come se fosse ieri i giorni della tragedia: un mio amico aveva casa in Francia e passava dal traforo. QUella settimana sarebbe dovuto passarci per tornare a casa, ma non riuscì. Ci telefonò per avvisarci che avrebbe dovuto fare la strada più lunga per via di un incidente. Non aveva la televisione e non aveva avuto notizie, mentre noi dall’Italia sapevamo che si stava consumando una tragedia pazzesca.