Viaggiare in Vietnam è un’esperienza intensa, affascinante e a tratti spiazzante. Non è una destinazione che si lascia comprendere in superficie. Richiede curiosità, adattamento e una buona dose di apertura mentale. Sapere cosa aspettarsi prima di partire fa davvero la differenza, soprattutto se è il tuo primo viaggio nel Sud-Est Asiatico. Questo articolo nasce dall’esperienza diretta e vuole accompagnarti, passo dopo passo, dentro la quotidianità vietnamita, andando oltre le cartoline.

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Cosa sapere prima di andare in Vietnam

La storia del Vietnam e il significato della sua bandiera

Il Vietnam è un Paese dalla storia complessa, segnata da lotte per l’indipendenza e la sovranità. Dopo più di un secolo di dominio coloniale francese, il popolo vietnamita si ribellò, culminando nella dichiarazione di indipendenza del 1945 sotto la guida di Hồ Chí Minh. Decenni di conflitti, tra cui la guerra d’Indocina e la guerra del Vietnam, portarono infine alla riunificazione del Nord e del Sud nel 1975, dando inizio a una nuova era di unità nazionale e resilienza.

La bandiera del Vietnam, onnipresente su balconi, edifici pubblici e negozi, racconta questa storia: uno sfondo rosso intenso con una stella gialla a cinque punte al centro. Il rosso simboleggia il sangue versato nelle lotte per la libertà e lo spirito rivoluzionario del Paese, mentre la stella rappresenta l’unità del popolo vietnamita, riunendo cinque categorie sociali fondamentali: intellettuali, contadini, operai, commercianti e soldati. Il giallo richiama anche l’identità etnica e culturale, sottolineando le radici profonde della nazione.

Ogni bandiera che sventola non è quindi solo un simbolo patriottico. E’ un racconto visivo della storia, della resistenza e delle speranze del Vietnam, un invito a osservare il Paese con occhi attenti e a comprendere quanto la cultura e la memoria storica siano ancora parte integrante della vita quotidiana.

Cosa sapere prima di andare in vietnamL’accoglienza vietnamita. Una tazza di tè come gesto universale

Una delle prime cose che colpiscono appena arrivati in Vietnam è il modo in cui si viene accolti. In ogni casa, negozio o piccolo locale, spesso la prima cosa che ti viene offerta è una tazza di tè caldo. È un gesto semplice, ma profondamente simbolico. Significa rispetto, apertura, desiderio di condivisione. Non è invadenza, è cultura. Anche i saluti sono discreti, raramente fisici, accompagnati da sorrisi sinceri e da una gentilezza che non ha bisogno di parole.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparatiCosa sapere prima di andare in Vietnam. Niente scarpe in casa!

Uno degli aspetti culturali più immediatamente visibili in Vietnam è il rito di lasciare le scarpe fuori casa. Anche se i pavimenti all’interno non sono lucidi come quelli occidentali, anzi spesso sono fatti di cemento grezzo e di terra battuta, togliersi le calzature prima di entrare è un gesto profondamente simbolico. Rappresenta rispetto per l’abitazione e per chi ci vive, oltre a mantenere pulito lo spazio abitativo. Questo piccolo rituale accompagna quasi ogni ingresso, dalle case private ai templi, passando per alcune botteghe e ristoranti tradizionali.

La stessa abitudine si estende spesso anche ai bagni pubblici. In molte strutture, prima di utilizzare i servizi, è richiesto lasciare le scarpe all’esterno e indossare ciabattine di plastica locali, igieniche ( ? ) e comode, che permettono di espletare i propri bisogni senza contaminare l’ambiente. All’inizio può sembrare insolito, ma comprendere questo piccolo dettaglio aiuta a entrare in sintonia con la cultura vietnamita, a vivere il viaggio con più consapevolezza e a rispettare le norme sociali locali senza difficoltà.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparati

Mangiare fuori è la normalità, non l’eccezione

In Vietnam la cucina è vita quotidiana, ma soprattutto è vita fuori casa. Mangiare per strada o in piccoli locali è la norma, non un’alternativa economica. Le case spesso non hanno cucine attrezzate come le nostre, e il cibo si consuma seduti su minuscoli sgabelli di plastica, a qualsiasi ora del giorno. È un’abitudine radicata, sociale, profondamente identitaria. Il cibo scandisce le giornate e crea comunità.

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Bagni vietnamiti. Cosa aspettarsi (senza shock)

Uno degli aspetti che sorprende di più i viaggiatori occidentali riguarda i bagni. In molte zone del Vietnam, soprattutto fuori dai grandi hotel, non esiste una vera rete fognaria come la intendiamo noi. La carta igienica quindi non va mai buttata nel WC, ma in un cestino accanto. Al suo posto, c’è quasi sempre un doccino. Lavandini e docce spesso non hanno scarichi separati: l’acqua finisce direttamente sul pavimento, che è pensato per bagnarsi. È una logica diversa, più pratica che estetica, e va accettata senza giudizio. Se sei schifignoso, il Vietnam non fa per te.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparatiCucina vietnamita e standard europei

La cucina vietnamita è straordinaria per varietà, freschezza e sapori, ma non segue gli standard europei di servizio e igiene. Anche nei ristoranti di alto livello o stellati, l’etichetta può sembrare “saltata”: tovaglioli improvvisati, servizio informale, ritmi non sempre coordinati. Questo non significa necessariamente trascuratezza, ma un approccio completamente diverso al concetto di ristorazione. Qui conta il cibo, non la forma, e ciò che per un viaggiatore europeo può sembrare disordine è spesso semplicemente normalità quotidiana.

Nelle cucine di molti locali popolari, soprattutto quelli di strada, non è raro vedere pareti annerite dal grasso, padelle consumate dal tempo, piani di lavoro segnati da anni di utilizzo intenso, cani che dormono nelle ciotole delle insalate. Le cappe di aspirazione spesso non esistono, e il fumo della cottura resta nell’aria o si disperde direttamente sulla strada. Le lavastoviglie sono praticamente assenti.  I piatti vengono lavati a mano in grandi bacinelle d’acqua, a volte posizionate direttamente sui marciapiedi. Il risciacquo può avvenire velocemente, senza l’uso di sapone o con detergenti molto blandi, secondo abitudini locali consolidate.

È una realtà che può inizialmente sorprendere o mettere a disagio chi arriva dall’Europa, dove la ristorazione è fortemente regolamentata. Tuttavia, nonostante queste differenze, la cucina vietnamita è in gran parte basata su ingredienti freschi, cotture rapide e rotazione continua del cibo. I piatti vengono preparati e consumati in tempi brevi, riducendo la permanenza degli alimenti all’aperto e, in molti casi, anche i rischi. Comprendere questo contesto aiuta ad affrontare l’esperienza con maggiore consapevolezza, senza giudizi affrettati e con lo spirito giusto per scoprire una delle cucine più affascinanti del mondo.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparatiCome evitare problemi intestinali senza rinunciare al gusto

Quando si parla di cibo in Vietnam, spesso la preoccupazione principale riguarda possibili disturbi intestinali. La regola d’oro è semplice e funziona nella maggior parte dei casi: mangiare tutto cotto, evitare il ghiaccio nei contesti più spartani e non esagerare con ristoranti o bancarelle troppo “wild”, dove le condizioni igieniche sono molto diverse dagli standard europei. La cucina vietnamita, se affrontata con buon senso e un po’ di attenzione, raramente crea problemi: ingredienti freschi, cotture rapide e la rotazione continua dei piatti aiutano a ridurre i rischi.

La chiave è approcciarsi al cibo senza voler dimostrare nulla o sfidare il proprio stomaco: ascoltare il corpo, osservare dove e come mangiano i locali e seguire i loro esempi spesso è il metodo migliore. Osservando i venditori di strada o le famiglie vietnamite che si fermano a pranzare o cenare, si capisce subito quali piatti sono più sicuri, quali ingredienti evitare e quali combinazioni funzionano bene anche per chi non è abituato a sapori e spezie locali. Con questo approccio, ogni pasto diventa un’esperienza gustosa e autentica, senza la preoccupazione di intossicazioni o disagi, permettendo di godersi appieno la cultura gastronomica vietnamita.

Sicurezza personale e galanteria, soprattutto per le donne

Una delle domande più frequenti riguarda la sicurezza, soprattutto per chi viaggia da sola o in gruppi composti esclusivamente da donne. Il Vietnam è, sotto questo aspetto, un Paese sorprendentemente tranquillo. Furti e aggressioni sono rari, in particolare se paragonati ad altre destinazioni turistiche molto frequentate. Camminare per strada, anche nelle grandi città come Hanoi o Saigon, non genera quella costante sensazione di allerta che spesso si prova altrove.

La galanteria esiste, ma è discreta e mai invadente. Gli sguardi sono curiosi più che insistenti, e le interazioni con la popolazione locale restano generalmente rispettose. Non c’è una diffusa cultura della molestia e, anche la sera, si percepisce un clima di sicurezza che permette di muoversi con relativa tranquillità, sia nei quartieri centrali sia nelle zone più turistiche.

Politica, ordine e bandiere rosse ovunque

Questo senso di ordine è legato anche alla struttura politica e sociale del Paese. Il Vietnam è governato da un sistema a partito unico, con controlli severi e pene rigide per molti reati. La presenza dello Stato è percepibile ovunque: nelle bandiere rosse esposte sui balconi, negli edifici pubblici, nei locali e lungo le strade. Questo contesto contribuisce a mantenere un certo equilibrio sociale e una bassa criminalità visibile, creando un ambiente che, per il viaggiatore, risulta generalmente sicuro e prevedibile.

Naturalmente, come in ogni viaggio, è sempre consigliabile usare il buon senso: evitare zone isolate di notte, tenere d’occhio i propri effetti personali e non ostentare oggetti di valore. Ma nel complesso, il Vietnam si rivela una destinazione dove anche una donna sola può sentirsi a proprio agio, muovendosi con serenità tra mercati affollati, vicoli illuminati e lungofiumi pieni di vita.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparatiCosa sapere prima di andare in Vietnam.

Lingua e pagamenti. Meno inglese, più tecnologia

Non aspettarti che tutti parlino inglese. Anche nelle città, la conoscenza della lingua è limitata, e nei villaggi remoti quasi assente. Eppure, il Vietnam è sorprendentemente digitale. Anche nei luoghi più impensabili è possibile pagare con wallet elettronici o QR code. Il contante esiste, ma la tecnologia è entrata nella quotidianità con una velocità impressionante.

Sopravvivere al traffico. Come attraversare la strada

Il traffico vietnamita è una coreografia caotica ma sorprendentemente funzionale. Motorini ovunque, clacson continui, regole solo apparenti. Il segreto per attraversare la strada è uno solo: camminare lentamente, senza fermarsi e senza correre. I motorini ti schivano. Vale soprattutto nelle grandi città come Hanoi e Saigon, dove attraversare è un atto di fiducia nella collettività.

Muoversi in Vietnam. Grab e trasporti pubblici

Per spostarsi in Vietnam, Grab è una vera certezza. È economico, facile da usare, sicuro e capillarmente diffuso sia nelle grandi città sia nei centri più piccoli. In un Paese dove la lingua può rappresentare una barriera concreta, avere un’app che permette di inserire la destinazione, conoscere in anticipo il costo della corsa e pagare anche tramite wallet elettronico cambia completamente l’esperienza di viaggio. Non c’è bisogno di contrattare, spiegare indirizzi complicati o preoccuparsi di incomprensioni: tutto è tracciato e trasparente.

I mezzi pubblici esistono, ma non sono sempre intuitivi per i turisti. Le informazioni in inglese sono limitate, le fermate non sempre segnalate chiaramente e gli orari possono risultare poco comprensibili per chi non conosce il sistema locale. Nelle grandi città la rete di autobus è ampia, ma richiede tempo e familiarità. Per questo Grab diventa un alleato fondamentale, soprattutto per chi non parla vietnamita o ha poco tempo a disposizione.

Inoltre utilizzare Grab significa anche entrare in contatto con la quotidianità vietnamita. Molti autisti sono giovani, studenti o lavoratori che integrano il reddito, e spesso si crea un piccolo scambio fatto di sorrisi, traduttori automatici e curiosità reciproca. È un modo pratico per muoversi, ma anche un piccolo spaccato della modernità del Paese, dove tecnologia e tradizione convivono in modo sorprendentemente naturale.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam.

Cambio valuta? Attenzione alle regole

In alcune zone del Vietnam il cambio di denaro fuori dai circuiti ufficiali è considerato illegale o comunque tollerato solo entro limiti molto ristretti. Nei mercati o nei piccoli negozi può capitare di trovare chi propone tassi di cambio più vantaggiosi, ma non sempre si tratta di operazioni sicure o autorizzate. Il rischio non è solo quello di ricevere banconote false o un conteggio sbagliato, ma anche di incorrere in situazioni poco trasparenti, soprattutto per chi non conosce la lingua o le regole locali.

La soluzione più semplice e prudente è cambiare il denaro in banca, negli hotel di categoria medio-alta o presso gli uffici di cambio autorizzati. In alternativa, prelevare direttamente dagli ATM è spesso l’opzione più pratica. Gli sportelli automatici sono diffusi in tutto il Paese, anche in località secondarie, e permettono di avere contanti in dong vietnamiti senza complicazioni.

I controlli non sono ossessivi e difficilmente un turista viene fermato per un cambio non ufficiale, ma il Vietnam è un Paese con regole precise e un sistema politico molto strutturato. Rispettare le norme, anche quelle che possono sembrare minori, è sempre la scelta migliore per viaggiare in modo sereno e senza imprevisti.

Revolut ti aiuta con i tassi di cambio

Un alleato molto utile per gestire le spese in viaggio è una carta come Revolut, pensata proprio per pagare all’estero in valuta locale con tassi di cambio generalmente più vantaggiosi rispetto alle carte tradizionali. In un Paese come il Vietnam, dove si alternano pagamenti digitali, contanti e wallet elettronici, avere una carta flessibile permette di controllare in tempo reale le spese, evitare commissioni nascoste e bloccare immediatamente la carta in caso di necessità tramite app.

È particolarmente comoda quando si paga tramite POS negli hotel, nei ristoranti più strutturati o per prenotare servizi online, riducendo la necessità di cambiare grandi quantità di denaro contante. Come sempre, è consigliabile affiancarla a una seconda carta o a una piccola riserva di contanti, ma per chi viaggia spesso fuori dall’Europa rappresenta una soluzione pratica, moderna e coerente con lo stile dinamico del Vietnam contemporaneo.

Import ed export. Cosa produce (e cosa non trovi) in Vietnam

L’economia vietnamita è fortemente orientata all’esportazione e negli ultimi decenni ha conosciuto una crescita sorprendente. Il Paese è tra i principali esportatori mondiali di caffè, soprattutto della varietà robusta, che si ritrova in ogni angolo del Vietnam, dai piccoli chioschi di strada alle caffetterie più moderne. Oltre al caffè, il Vietnam esporta enormi quantità di riso, prodotti tessili, calzature e componenti elettronici, diventando un attore importante nelle catene produttive globali. Molti dei capi d’abbigliamento e degli accessori che si trovano nei negozi europei nascono proprio nelle fabbriche vietnamite.

Sul fronte delle importazioni, invece, il Paese acquista soprattutto tecnologia, macchinari industriali, veicoli e alcuni beni di lusso. Passeggiando per le città si nota subito come il mercato sia dominato da marchi asiatici, in particolare giapponesi e coreani, sia per quanto riguarda le automobili che per l’elettronica. I prodotti americani, invece, sono meno diffusi rispetto a quanto si potrebbe immaginare. Auto statunitensi, sigarette e molti brand tipici degli Stati Uniti sono rari, sia per ragioni commerciali sia per un equilibrio politico ed economico costruito nel tempo. Questo mix crea un panorama interessante, dove tradizione e globalizzazione convivono, ma con un’identità economica ancora molto radicata nel contesto asiatico.

Falsi si, ma con parsimonia

Passeggiando tra mercati, centri commerciali e piccole botteghe cittadine, ci si accorge subito di un’altra particolarità del Vietnam: la diffusione dei prodotti “ispirati” ai grandi marchi internazionali. Borse, scarpe e accessori con loghi di firme come Gucci o Louis Vuitton si trovano praticamente ovunque, dai mercati locali alle bancarelle lungo i marciapiedi. In molti casi si tratta di repliche molto fedeli agli originali, vendute a prezzi molto bassi e senza alcun imbarazzo.

Accanto a questo mondo parallelo del falso, però, esiste anche quello delle produzioni originali o delle fabbriche che lavorano per grandi brand occidentali. Non è raro trovare capi di marchi noti come North Sails o altre firme internazionali a prezzi decisamente più accessibili rispetto all’Europa, soprattutto negli outlet locali o nei negozi monomarca. Questo crea una situazione curiosa, dove il confine tra autentico e imitazione può sembrare sottile, ma dove è comunque possibile fare acquisti interessanti, purché si presti attenzione alla provenienza e alla qualità dei prodotti.

Contrattare sugli acquisti? Si, grazie

Contrattare è parte integrante dell’esperienza e fa parte del gioco. È consigliabile avvicinarsi con calma, mostrare interesse senza fretta e iniziare con una cifra inferiore a quella richiesta, lasciando spazio a un dialogo con il venditore. Spesso, tra sorrisi e gesti, si riesce a ottenere un prezzo equo senza creare tensioni, vivendo un momento di interazione autentica con la cultura locale. Questo approccio consente non solo di portare a casa oggetti interessanti o originali, ma anche di immergersi nella tradizione commerciale vietnamita, dove il mercato è un luogo di scambio, conversazione e curiosità reciproca.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparatiUn abito su misura in meno di 24 ore? In Vietnam è possibile

Un’altra esperienza sorprendente che vale la pena sapere prima di andare in Vietnam è la possibilità di farsi confezionare un abito su misura in meno di 24 ore. In molte città, ma soprattutto a Hoi An, la sartoria è una vera istituzione culturale. Qui l’“alta moda home made” è sentita e radicata. Basta entrare in una delle tante boutique artigianali, scegliere il modello da catalogo o mostrare una foto di ispirazione, selezionare le stoffe tra seta, lino o cotone locale, e in poche ore vengono prese le misure e avviata la lavorazione.

Il giorno dopo, spesso, si torna per la prova finale e per eventuali piccoli aggiustamenti. Il risultato è un capo personalizzato, cucito su misura, a un prezzo difficilmente immaginabile in Europa. È un modo concreto per portare a casa non solo un souvenir, ma un pezzo di artigianato vietnamita, frutto di manualità, velocità e una tradizione sartoriale che continua a evolversi senza perdere la propria identità.

Dress code vietnamita. Praticità e non formalità

Per quanto riguarda il dress code, il Vietnam è un Paese dove l’eleganza formale lascia spazio alla praticità. Non servono abiti raffinati o outfit da sera, perché anche una cena in un ristorante di lusso mantiene spesso un’atmosfera semplice e informale, molto più vicina allo stile locale che agli standard occidentali. L’esperienza resta autentica e senza fronzoli, quindi in valigia è meglio puntare su capi versatili, leggeri e soprattutto sportivi.

Se si desidera vivere attività come trekking, canyoning o escursioni nella natura, è fondamentale avere scarpe comode e tessuti naturali, come cotone e lino, che aiutano a sopportare caldo e umidità evitando colpi di calore. Questo vale ancora di più se si viaggia con bambini, perché il comfort diventa una priorità.

Un altro grande vantaggio del Vietnam è il costo irrisorio delle lavanderie. Praticamente ovunque si trovano servizi veloci ed economici. Personalmente, ho fatto lavare l’intera valigia spendendo appena sei euro. Proprio per questo conviene approfittarne e viaggiare leggeri, magari con un solo trolley a testa, invece di portarsi dietro cambi inutili per tutta la durata del viaggio.

Altari domestici in Vietnam, tra tradizione, spiritualità e rispetto per gli antenati

In ogni casa vietnamita, così come in molti negozi e piccoli esercizi commerciali, è facile notare la presenza di altari domestici, piccoli spazi dedicati alla preghiera e al culto quotidiano. Questi altari sono il cuore spirituale della famiglia e riflettono la fusione tra diverse tradizioni religiose, principalmente buddismo, taoismo e culto degli antenati. La maggior parte degli altari è ornata con foto dei defunti, statue di divinità, incensi accesi e offerte di frutta, fiori, riso o piccoli dolci.

La pratica quotidiana consiste nell’accendere incensi e fare piccole preghiere o ringraziamenti agli antenati e alle divinità protettrici della famiglia, chiedendo salute, prosperità e protezione. Gli altari non sono mai trascurati. Vengono puliti e aggiornati regolarmente con nuove offerte, e la disposizione degli oggetti segue regole precise, frutto di tradizione e simbolismo.

Anche nei negozi e nei ristoranti, gli altari servono a benedire l’attività e attirare fortuna e prosperità. Questa attenzione spirituale diffusa rende evidente quanto la religione e il rispetto per gli antenati siano radicati nella vita quotidiana vietnamita, creando un’atmosfera di sacralità e continuità che accompagna il visitatore in ogni angolo del Paese.

Cosa sapere prima di andare in Vietnam. Guida pratica (e sincera) per partire preparatiUn viaggio vissuto grazie a un fam trip esperienziale

Questa esperienza è stata possibile grazie a un fam trip con le Travel Blogger Italiane, in collaborazione con Travel Sense Asia, tour operator specializzato in viaggi esperienziali nel Sud-Est Asiatico. Un approccio che permette di andare oltre il turismo classico e di entrare davvero in contatto con il Paese.

Vietnam. Lasciar cadere le certezze e lasciarsi conquistare

Sapere cosa aspettarsi prima di partire per il Vietnam aiuta, certo, ma non prepara davvero all’impatto che questo Paese ha sul cuore e sulla mente. Arrivando come una perfetta occidentale, con tutte le mie certezze, i miei schemi e il mio senso di organizzazione rigorosa, ho scoperto in meno di due giorni quanto quelle stesse sicurezze fossero fragili. La cultura vietnamita ti avvolge con un mix di calma, calore e disciplina silenziosa che disarma, e ti costringe ad adattarti senza accorgertene.

Il vero test è arrivato sulle montagne sperdute di Ha Giang, dormendo in home stay tra villaggi remoti dove le luci elettriche sono un lusso e il tempo sembra scorrere più lentamente. Lì, tra sentieri scoscesi, panorami mozzafiato e sorrisi curiosi di chi ti accoglie come fossi parte della famiglia, ho imparato che la vita non segue il ritmo delle città occidentali: è più lenta, più intensa, e straordinariamente umana. Le mie abitudini quotidiane, il mio comfort, le mie aspettative sono crollate, lasciando spazio a un senso di libertà e meraviglia che non avevo mai provato prima.

Il Vietnam mette alla prova, disorienta e stupisce. Ogni tazza di tè offerta in una casa, ogni pasto condiviso con mani sapienti, ogni strada attraversata tra motorini e mercati, racconta storie che non trovi sui libri o nelle guide turistiche. Tornando a casa, non porti solo ricordi di paesaggi o sapori, ma una nuova prospettiva sul mondo, sulla pazienza, sull’accoglienza e sul valore delle piccole cose. E forse, dopo tutto, questo è il dono più grande che un viaggio può offrire: cadere le proprie certezze e ritrovarsi più aperti, più curiosi, più vivi.

Author Annalisa Spinosa

Ciao! Io sono Lisa, mamma on the road. Viaggiare per me è scoprire posti nuovi, girando e assaporando i profumi e le prelibatezze dei luoghi che visito. Che sia per un mese o per un week end le nostre tre valigie sono sempre pronte!

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