C’è chi dice: Io non sono un turista, sono un viaggiatore. Una frase che negli ultimi anni è diventata quasi un mantra, soprattutto sui social e tra chi ama raccontare le proprie avventure. Ma davvero tra turista e viaggiatore c’è questa grande differenza? Personalmente credo di no. Viaggiare non è mai stato una questione di etichette: è un’esperienza che cambia, che si adatta e che ognuno vive a modo suo.

Turista o viaggiatore?

Nell’immaginario collettivo, il turista è quello che segue itinerari prestabiliti, visita i luoghi più famosi e spesso si affida a visite guidate. È la persona con la macchina fotografica al collo, che non si perde un’attrazione simbolo e che vuole portare a casa il ricordo di ciò che ha visto.

Il viaggiatore, invece, viene descritto come l’esploratore curioso, quello che si perde tra le stradine meno battute, che preferisce un pranzo in una piccola osteria fuori dal centro piuttosto che un ristorante per turisti, che cerca il contatto con la gente del posto e prova a vivere la quotidianità come se fosse parte di quella cultura.

Sulla carta sembrano due mondi opposti, ma nella realtà queste due figure spesso si intrecciano e convivono nella stessa persona.

Perché non c’è una vera differenza

Quando partiamo, siamo un po’ turisti e un po’ viaggiatori. Possiamo restare affascinati da una cattedrale famosa e scattare cento foto, e subito dopo perderci senza meta tra i vicoli meno conosciuti di un borgo. Possiamo seguire una guida per scoprire i segreti di un museo, e allo stesso tempo lasciarci guidare dall’istinto per scoprire un mercatino locale o un sentiero nascosto.

Non è una questione di categorie, ma di momenti. Non è un’etichetta a definire il nostro modo di viaggiare, ma la nostra attitudine. La curiosità, l’apertura, la voglia di scoprire. Ogni viaggio è fatto di combinazioni diverse, racchiudendo un po’ di organizzazione, un po’ di improvvisazione, un po’ di scelte “da turista” e un po’ di spirito d’avventura.

Il valore autentico del viaggio

Alla fine, ciò che davvero conta non è come ci definiamo, ma cosa ci portiamo a casa. I ricordi non hanno bisogno di etichette. Può essere la foto davanti alla Torre Eiffel o il profumo di una baguette appena sfornata in una boulangerie di quartiere, il suono di una piazza affollata in Spagna o il silenzio di un sentiero di montagna in Trentino.

Sono le emozioni, i dettagli e le sensazioni che rimangono con noi a fare la differenza. Ed è proprio questo il valore autentico del viaggio: arricchirci, aprirci al nuovo, regalarci prospettive diverse.

Turista o viaggiatore? Forse la differenza non esiste davveroTurista e viaggiatore? Due facce della stessa medaglia

Non esiste un modo giusto o sbagliato di viaggiare. A volte abbiamo bisogno di sentirci turisti, di lasciarci guidare, di scoprire senza pensieri le meraviglie più note. Altre volte, invece, sentiamo il desiderio di allontanarci dalle strade battute e lasciarci sorprendere da ciò che non avevamo programmato.

Sono due aspetti complementari, due facce della stessa medaglia. E insieme costruiscono quell’esperienza unica che chiamiamo viaggio.

Vivi il viaggio, non l’etichetta

Forse il vero errore è voler distinguere a tutti i costi. In realtà, turista e viaggiatore non sono altro che la stessa persona, con sfumature diverse a seconda del luogo, del momento e delle emozioni.

Il mondo non ha bisogno di nuove definizioni, ma di persone curiose, capaci di guardarsi intorno con occhi attenti e di lasciarsi sorprendere. Ogni passo, che sia lungo una strada famosa o in un vicolo dimenticato, è parte dello stesso cammino.

Quindi smettiamo di preoccuparci delle etichette e iniziamo a goderci il viaggio per quello che è. Un’occasione di scoperta, di crescita e di meraviglia. Che tu abbia in mano una mappa turistica o ti stia lasciando guidare dal caso, sei comunque un’anima in movimento. E questo, più di qualsiasi definizione, è ciò che ti rende un amante del viaggio.

 

Author Annalisa Spinosa

Ciao! Io sono Lisa, mamma on the road. Viaggiare per me è scoprire posti nuovi, girando e assaporando i profumi e le prelibatezze dei luoghi che visito. Che sia per un mese o per un week end le nostre tre valigie sono sempre pronte!

8 Comments

  1. Sì, sicuramente siamo tutti un po’ turisti, ma forse solo pochi sono veri viaggiatori. Secondo me un viaggiatore è chi viaggia, per turismo, in modo consapevole, responsabile e soprattutto rispettoso. In epoca di overtourism vedo molto pochi viaggiatori. Oramai per lo più si viaggia per condividere subito le foto sui social e far vedere agli altri che si è in qualche località instagrammabile. Ecco, questo per me non è viaggiare. Poi ovviamente anch’io mi faccio una foto ricordo in qualche punto iconico e/o panoramico, ci mancherebbe, ma credo ci sia un concetto di fondo molto diverso tra chi viaggia per l’amore che ha nel viaggiare e chi lo fa in modo un po’ (troppo) superficiale, da turista e non da viaggiatore. Ma certo è che non si può dividere in bianchi o neri, ci sono milioni di sfumature, come sempre.

  2. Mmmm… Una domandina non da poco che, allo stesso tempo, divide parecchio e anima “animate discussioni”. Cosa è un turista se non un viaggiatore? E cosa è un viaggiatore senza un pizzico di turista? Bè, a ciascuno il proprio mix fra le due entità. Se poi ci si sente più viaggiatori che turisti o viceversa, l’importante è non fare delle discriminazione su ciò che è meglio. Ciascuno viaggia a modo proprio e con le sue priorità. Le mie le conosco bene.

  3. Mi trovi d’accordo sul viaggiatore e turista vivano nella stessa persona. Siamo tutti un po’ di tutte e due le cose. Dopotutto, ogni viaggiatore non rifugge i luoghi storici e ogni turista potrebbe imbattersi in zone poco battute dal turismo di massa.
    La differenza sta solo nella presunzione che uno sia meglio dell’altro.

  4. L’importante è che tutti noi, turisti viaggiatori impariamo a comportarci in modo consapevole e rispettoso dei luoghi, delle persone e delle situazioni. E’ dell’estate appena trascorsa il tema ampiamente discusso dei vacanzieri che affrontano in modo improprio i sentieri di montagna.
    Per il resto non faccio neppure io distinzioni nella terminologia, ognuno affronta il viaggio con la sua sensibilità

    • Purtroppo va sempre peggio… dal mare alla montagna non c’è più un turismo selezionato e consapevole, ma solo orde di persone in cerca di scatti instagrammabili.

  5. Ho sempre trovato odiosa la distinzione tra turisti e viaggiatori, fatta spesso rilevare dai secondi con un certo senso di superiorità. Credo che ognuno abbia il diritto di viaggiare come più gli piace senza per questo essere giudicato, nel bene o nel male. Dico questo anche se, personalmente, mi piace viaggiare liberamente da sola, cercando mete non troppo battute. Quando poco tempo fa mi hanno fatto proprio la domanda “Ti consideri una turista o una viaggiatrice?” ho risposto :” Sono solo Marina che viaggia”!

  6. Sono completamente d’accordo con te. Negli ultimi anni c’è una corsa folle a volersi sentire più viaggiatori degli altri, che poi noi che ne sappiamo davvero di come viaggiano, cosa pensano e come vivono gli altri.
    Un po’ l’effetto dei social che amplifica quella sensazione di voler essere più di…

    Mi è piaciuto molto, brava Annalisa!

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