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Marzo 2024

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Per molti viaggiatori fare una pausa durante un lungo viaggio in autostrada è un momento atteso con ansia. E’ un’ottima opportunità per rilassarsi, ricaricare le energie e gustare un pasto delizioso tra un chilometro e l’altro. I ristoranti che trovi all’uscita dei caselli autostradali svolgono un ruolo importante in questo contesto. Offrono infatti una vasta gamma di opzioni gastronomiche che soddisfano i gusti di ogni viaggiatore, evitandogli di consumare pasti veloci e poco autentici nelle stazioni di sosta delle autostrade. Ecco perché sempre più di frequente, questi ristoranti diventano una sosta imperdibile lungo il percorso. Se stai guidando lungo l’autostrada e stai cercando ristoranti su A24 in cui fare una sosta sei nel posto giusto. Oggi ti porto a La casereccia da Noemi, in un piccolo viaggio tra i sapori abruzzesi. 

Ristoranti su A24

La Casereccia da Noemi

Se stai cercando un ristorante in cui fare una tappa gastronomica mentre sei in viaggio sull’autostrada A24, all’uscita ovest per L’aquila trovi l’osteria La casereccia da Noemi. E’ un piccolo tesoro gastronomico che incanta i palati dei viaggiatori con autentici sapori caserecci. Questo ristorante incarna l’essenza della cucina tradizionale abruzzese, offrendo un’esperienza culinaria memorabile che celebra la ricca tradizione gastronomica della regione.

La Casereccia da Noemi è rinomata per la sua cucina autentica e genuina, che si basa su ricette tramandate di generazione in generazione. Qui, ogni piatto è preparato con cura e passione, utilizzando ingredienti freschi e locali che catturano l’essenza del territorio abruzzese. Dai primi piatti della tradizione come pasta e fagioli o lasagna, ai secondi a base di carne come l’agnello o il maiale, ogni portata racconta una storia di tradizione e sapore.

Ristoranti sulla A24 Uscita Aquila. La casereccia da Noemi.
L’arredamento del La casereccia da Noemi è. molto folkloristico, ma rispecchia perfettamente l’autenticità della regione.

Ristoranti su A24. Assaggia i piatti tipici abruzzesi

Entrare nella Casereccia da Noemi significa essere accolti con calore e cordialità, come se si fosse ospiti a casa di amici di lunga data. L’atmosfera del ristorante è accogliente e familiare, con un’attenzione particolare ai dettagli che evocano il calore e l’ospitalità delle cucine di casa. I tavoli apparecchiati in maniera informale, le pareti decorate con immagini della regione e il profumo invitante che pervade l’ambiente, creano un’esperienza unica e coinvolgente per gli ospiti.

La Casereccia da Noemi pone la massima attenzione alla qualità e all’eccellenza dei suoi piatti portando avanti la tradizione culinaria abruzzese con maestria e creatività, offrendo piatti che deliziano i sensi e soddisfano i desideri dei palati più esigenti. Ogni ingrediente è selezionato con cura, garantendo freschezza e genuinità in ogni boccone. Il menù di Noemi cambia ogni giorno, in base alla reperibilità degli ingredienti e alla loro stagionalità. Il rapporto qualità prezzo poi è davvero eccezionale!

Ristoranti sulla A24 Uscita Aquila. La casereccia da Noemi.
Antipasto misto composto da trippa, coratella, cotica e fagioli.

Qui trovi gli arrosticini, uno dei piatti più iconici dell’Abruzzo, spiedini di carne di pecora tagliata a pezzettini e infilzata su piccole stecche di legno. Questi deliziosi spiedini vengono poi grigliati e conditi con olio extravergine d’oliva, sale e pepe, regalando un sapore unico e irresistibile. Le chitarrone sono un altro piatto tipico abruzzese che conquista i palati di chiunque li assaggi. Questa pasta fresca è fatta in casa e ottenuta facendo passare la sfoglia di pasta attraverso un attrezzo chiamato “chitarra”, che dona loro la caratteristica forma quadrata. Alla Casereccia da Noemi le trovi condite con un ragù di carne o all’amatriciana.

Ristoranti sulla A24 Uscita Aquila. La casereccia da Noemi.
Chitarrone all’Amatriciana, 9,00 € a porzione

Fai un autentico viaggio lampo nel cuore dell’Abruzzo

La cucina abruzzese è una festa per i sensi, con piatti che riflettono l’amore e la passione per le tradizioni culinarie della regione. Dai sapori robusti degli arrosticini alla delicatezza dei maccheroni alla chitarra, ogni piatto racconta una storia di terra, lavoro e autenticità. Se hai l’opportunità fermarti per una sosta gastronomica in Abruzzo, non perderti l’occasione di assaporare questi piatti tipici che ti regaleranno un viaggio indimenticabile tra i sapori della tradizione abruzzese. Mangiare alla Casereccia da Noemi, uno dei migliori ristoranti su A24 uscita per L’Aquila, è molto più di un semplice pasto. E’ un viaggio nel cuore della regione, attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua storia culinaria.

Ristoranti sulla A24 Uscita Aquila. La casereccia da Noemi.
Il caffè è preparato con la moka e viene servito a tavola con un grazioso vassoio

Questa osteria tipica rappresenta un gioiello culinario nell’affascinante panorama gastronomico de L’Aquila. Con la sua cucina autentica, l’atmosfera accogliente e l’impegno per la qualità e l’eccellenza, questo ristorante incarna lo spirito dell’Abruzzo e celebra la sua ricca tradizione culinaria. Se desideri assaporare l’autentico gusto dell’Abruzzo, La Casereccia da Noemi è una tappa imprescindibile del tuo viaggio attraverso la regione.

 

La Puglia, con il suo ricco patrimonio culinario e la sua antica tradizione gastronomica, offre una vasta gamma di esperienze che ti permettono di immergerti nell’arte della cucina locale. Le cooking class in Puglia offrono infatti un’opportunità unica di scoprire la ricchezza e la diversità della cucina regionale. Attraverso lezioni pratiche, ingredienti freschi e autentici e grazie all’ospitalità pugliese, queste esperienze culinarie promettono di essere memorabili e gratificanti per tutti gli appassionati di cucina.

Cooking class in Puglia

Nel cuore della Puglia, tra uliveti rigogliosi e paesaggi mozzafiato, trovi Casa Mama, un’autentica oasi culinaria che offre un viaggio indimenticabile nel mondo della cucina regionale. Situata nel suggestivo comune di Ginosa, Casa Mama è molto più di una semplice cooking class. E’ un viaggio nell’anima della Puglia attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua ospitalità.

Casa Mama a Ginosa

Casa Mama, l’info point di Ginosa e Ginosa Marina, si affaccia sulla gravina pugliese. Ha una splendida vista sui villaggi rurali della zona, popolati da case grotta e da antiche chiese rupestri. L’affaccio spettacolare sulla gravina di Ginosa rende questo posto una vera chicca per gli amanti del viaggio e dell’avventura. Il canyon è completamente scavato nella roccia calcarenitica ed è ricco di piante profumate, tipiche della macchia mediterranea. Il profumo inebriante delle piante aromatiche, come salvia e rosmarino, l’odore piacevole dei fichi d’India e i colori caldi della terra sono fonte di ispirazione per i piatti preparati a Casa Mama. Partecipare ad una cooking class con una vista simile non ha prezzo. 

Cooking class in Puglia. Casa Mama a Ginosa.
Foto di Isabella Bello

Casa Mama inoltre si trova proprio nel cuore di Ginosa vecchia, piccolo borgo ormai quasi disabitato. Qui puoi passeggiare a passo lento seguendo solo la dolce brezza dei venti del sud. Non è un semplice punto di informazioni, bensì una casa accogliente, arredata con dettagli di stile tipici della regione in cui, a richiesta, è possibile pranzare con prodotti tipici del territorio o partecipare appunto a coinvolgenti cooking class. Isabella Bello, sua madre Rosa e suo figlio Francesco regalano esperienze gastronomiche davvero incredibili, che spaziano dalla realizzazione di pasta fresca regionale, come le famose orecchiette, fino alla degustazione di prelibatezze tipiche pugliesi, come i taralli e il vino.

Partecipa ad una cooking class a Casa Mama

A Casa Mama puoi provare a fare con le tue mani la pasta fresca pugliese, come le orecchiette o i cavatelli, partendo proprio dall’impasto, secondo l’antica ricetta della signora Rosa. Con maestria Rosa ti insegna a creare questi piccoli riccioli di pasta dorata facendoti seguire gli antichi movimenti delle massaie del posto. La sua missione è quella di preservare le ricette tradizionali della Puglia e di diffondere l’amore per la cucina pugliese tra i viaggiatori provenienti da tutto il mondo. 

Le cooking class di Casa Mama offrono un’esperienza immersiva e autentica nella cucina e nella cultura pugliese. I partecipanti vengono accolti a braccia aperte nella casa di Mama e invitati a partecipare a un viaggio culinario che li condurrà alla scoperta di antiche ricette e tradizioni tramandate di generazione in generazione. 

Cooking class in Puglia. Casa Mama a Ginosa.
Foto di Isabella Bello

Sai riconoscere un’ingrediente di qualità?

Un elemento fondamentale delle cooking class di Casa Mama è l’uso di ingredienti freschi e locali. Ingredienti spesso provenienti direttamente dall’orto di famiglia o dalle fattorie circostanti. Qui puoi fare infatti imparare a conoscere le materie prime, a scoprire i profumi primordiali degli alimenti, ad acquisire la manualità nel preparare gli impasti. 

Uno dei momenti più memorabili delle cooking class di Casa Mama poi è il momento in cui tutti si riuniscono intorno alla tavola. Non c’è gratificazione più grande di gustare i frutti del proprio lavoro. La condivisione di un pasto preparato con amore e dedizione crea un legame speciale tra i partecipanti e permette loro di vivere appieno l’ospitalità e la convivialità pugliese.

Le cooking class. Il nuovo trend del turismo enogastronomico italiano
Foto di Isabella Bello

Cooking class in Puglia. Perchè scegliere Casa Mama a Ginosa

Le cooking class di Casa Mama a Ginosa offrono molto più di una semplice lezione di cucina. Sono un’esperienza di immersione totale nella cultura e nella tradizione della Puglia. Attraverso le lezioni pratiche, l’uso di ingredienti locali e la condivisione di momenti conviviali, puoi scoprire l’autenticità e il calore umano che caratterizzano la cucina pugliese. Casa Mama rappresenta un ponte tra le tradizioni del passato e le esperienze culinarie contemporanee, offrendo un viaggio indimenticabile nel cuore della Puglia.

L’Italia è rinomata per la sua cultura culinaria straordinaria: dai piatti regionali alle prelibatezze locali, ogni angolo del paese offre un viaggio gastronomico unico e accattivante. Tuttavia, negli ultimi anni, c’è stata una tendenza emergente nel settore del turismo italiano che va oltre il semplice assaggio dei piatti tradizionali: le cooking class. Queste lezioni di cucina non solo permettono ai visitatori di gustare autentici piatti italiani, ma offrono anche un’esperienza pratica e coinvolgente da sperimentare nel cuore delle cucine del Bel Paese.

Le cooking class

Le cooking class offrono ai turisti l’opportunità di immergersi completamente nella cultura e nella tradizione culinaria italiana. Sono più di una semplice lezione di cucina e permettono ai partecipanti di scoprire i segreti degli ingredienti locali, di apprendere tecniche di preparazione autentiche e di vivere il piacere di condividere un pasto con nuovi amici.

Offrire agli ospiti, sia stranieri che italiani, un’esperienza autentica ai fornelli è un buon modo per divulgare i genuini sapori italiani. Sapori da assaggiare e imparare addirittura a fare. Considerato un “bene culturale immateriale” dalle Nazioni Unite infatti, il patrimonio gastronomico aumenta in questo modo l’attrattiva di una determinata destinazione. 

Dove partecipare alle cooking class?

Molte cooking class hanno luogo in fattorie, vigneti o agriturismi, dove i partecipanti possono raccogliere ingredienti freschi direttamente dal campo o dal giardino. Questo collegamento diretto con la terra e con i produttori locali aggiunge un livello di autenticità e di apprezzamento molto gradito all’ esperienza culinaria. Il fatto di associare cibo e bevande autoctone con il viaggio fa si che il turismo enogastronomico offra ai viaggiatori un assaggio genuino del luogo scelto per la vacanza. In questo modo si contribuisce alla crescita dell’economia sostenibile e allo sviluppo delle piccole realtà locali. 

Le cooking class in Italia offrono una vasta gamma di opzioni per soddisfare tutti i gusti e le preferenze culinarie, dai corsi di cucina tradizionale italiana, che insegnano a preparare piatti iconici come la pasta fatta in casa e la pizza napoletana, alle lezioni specializzate su cucine regionali specifiche, come la cucina toscana o la cucina pugliese.

Le cooking class. Il nuovo trend del turismo enogastronomico italiano
Cooking class presso Casa Mama, Ginosa. Foto di Isabella Bello

Partecipare a una cooking class offre anche l’opportunità di interagire con la comunità locale in un ambiente intimo e accogliente. Gli chef e gli istruttori condividono non solo le loro conoscenze culinarie, ma anche le loro storie personali, le loro tradizioni familiari e la loro passione per il cibo. Questo scambio culturale arricchisce l’esperienza di viaggio, permettendo ai partecipanti di stabilire connessioni significative e di fare amicizia con persone provenienti da tutto il mondo.

Perchè partecipare alle cooking class in viaggio

Viaggiare infatti non è solo visitare luoghi iconici o ammirare paesaggi mozzafiato. Si tratta anche di immergersi completamente nella cultura locale, scoprendo le tradizioni, i sapori e gli aromi unici di una regione. In questo contesto, partecipare a una cooking class durante un viaggio può essere un’esperienza incredibilmente gratificante e significativa. Ecco perché sempre più viaggiatori stanno abbracciando l’opportunità di mettersi ai fornelli e imparare direttamente dalle mani esperte degli chef locali.

Partecipare a una cooking class durante un viaggio offre un’esperienza culturale autentica e senza pari. Ogni regione ha le sue tradizioni culinarie, i suoi piatti distintivi e i suoi ingredienti locali. Una cooking class è il modo perfetto per immergersi in questa ricchezza culturale. Attraverso le lezioni di cucina, i partecipanti hanno l’opportunità di scoprire la storia che si nasconde dietro i piatti, imparare tecniche tradizionali e conoscere l’importanza dei prodotti locali nella cucina regionale.

Puoi approfondire la conoscenza culinaria locale

Per gli amanti del cibo poi, partecipare alle cooking class è un modo eccellente per approfondire la propria conoscenza culinaria e migliorare le proprie abilità in cucina. Gli chef esperti forniscono preziosi consigli e trucchi del mestiere, insegnando tecniche di preparazione e presentazione che possono essere facilmente replicate a casa. Inoltre, i partecipanti hanno l’opportunità di sperimentare ingredienti locali freschi e imparare a utilizzarli in modi creativi e innovativi.

Partecipare a una cooking class durante un viaggio è molto più di una semplice attività culinaria. E’ un’esperienza che celebra la diversità e la bellezza della cultura e della gastronomia locale. Attraverso le lezioni di cucina, l’interazione con la comunità locale, l’approfondimento della conoscenza culinaria, i partecipanti sono invitati a esplorare i sapori e le tradizioni di una destinazione in modo autentico e coinvolgente. Che si tratti di imparare a fare la pasta fresca in Italia o di cucinare il curry tailandese in Thailandia, le cooking class durante un viaggio sono un’esperienza che sicuramente lascerà un’impronta indelebile nella memoria di ogni viaggiatore.

Le cooking class. Il nuovo trend del turismo enogastronomico italiano
Cooking class presso Casa Mama, Ginosa. Foto di Isabella Bello

Cooking class. Scopri l’importanza di mettere le “mani in pasta”

Partecipare a una cooking class è un’esperienza interattiva e coinvolgente che incoraggia i turisti a mettere le mani in pasta, letteralmente. Guidati da chef esperti e appassionati, i partecipanti imparano a impastare, tagliare, mescolare e cucinare sotto la supervisione attenta degli istruttori. Questo approccio pratico alla cucina aiuta i partecipanti a migliorare le proprie abilità culinarie. Crea inoltre un’atmosfera di condivisione e divertimento che rimane nel proprio bagaglio culturale ed esperenziale.

Le cooking class offrono infatti molto più di una semplice lezione di cucina. Sono un’occasione per creare ricordi duraturi e condividere momenti speciali con amici e familiari. Dalla preparazione dei piatti al tavolo imbandito, ogni passo del viaggio culinario diventa un’opportunità per connettersi con la cultura e la gente del luogo.

Attraverso le lezioni pratiche, l’interazione con gli chef locali e l’esplorazione dei sapori e dei profumi autentici, i partecipanti vivono un’esperienza culinaria indimenticabile. Che si tratti di appassionati di cucina esperti o di semplici amanti del cibo, le cooking class offrono un’opportunità unica di esplorare e celebrare la ricca diversità della cucina italiana.

 

 

Si avvicina Pasqua ed il ricordo più dolce che ho della mia infanzia è mia nonna in cucina che preparava una decina di tortani, i tipici ciambelloni pasquali di Gaeta, fatti con pochi e semplici ingredienti, glassati e decorati poi con confettini colorati. Molti erano da regalare, alcuni rimanevano a noi della famiglia. Si usava tanto, in passato, portare in dono ai conoscenti un tortano gaetano fatto a mano come dono per la Pasqua, e qualcuno ancora rispetta questa tradizione.

Il Tortano Gaetano dell’infanzia

Ricordo che mia nonna si preparava gli ingredienti in fila sul tavolo. Sacchetti di farina, uova, latte. Zucchero semolato e zucchero a velo davano un odore dolciastro a tutta la stanza. Non usava le fruste. Non esistevano ancora robot o fruste elettriche. Sono arrivate qualche anno più tardi. Mia nonna usava le mani. Si, le mani. Sbatteva forte tutti gli ingredienti usando una mano a mò di frusta. Il forno rimaneva acceso un pomeriggio intero. Si cominciava subito dopo pranzo e non si poteva accendere nient’altro in casa. Tv, radio, asciugacapelli. Niente. Ogni possibile calo di energia avrebbe fatto “ammosciare” il tortano in forno. Stavamo tutti riuniti in cucina ad aiutare, a guardare, a chiacchierare.Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di Gaeta

I riti scaramantici della preparazione

Spesso, se le temperature lo permettevano, mi mettevano a fare la guardia fuori il balcone per intercettare chiunque avesse intenzione di bussare al campanello! Mia nonna sosteneva che anche il campanello toglieva energia al forno e quindi poteva compromettere la lievitazione del dolce. Mah, chissà se era poi tanto vero. Fatto sta che ubbidivo, seguivo il procedimento e aspettavo con ansia di aiutare a montare i bianchi. Sul tortano gaetano infatti va stesa una glassa bianca, fatta di albumi e zucchero a velo, che poi accoglierà tantissimi confetti colorati.

Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di GaetaEcco, io aspettavo di montare l’albume con lo zucchero al velo e una spruzzata di limone. Giravo fortissimo con la frusta fino a che non sentivo dolore al polso. La ricompensa era golosa. Avrei potuto pulire il fondo della scodella contenente la glassa avanzata. Questa glassa bianca e profumata nel nostro dialetto viene chiamata “gliu naspr”. Un passaggio vitale per la buona stesura del naspro era di farlo sul tortano ancora caldissimo, praticamente appena sfornato e tolto dalla teglia. Solo così avrebbe aderito benissimo alla superficie del dolce. Io ancora una volta mi rendevo utile cospargendo il tortano di confettini colorati e anicini.

Conosci la storia del verme ?

Una volta pronti, i nostri dolci venivano incolonnati sul tavolo della sala da pranzo. Quelli che sarebbero andati in dono venivano impacchettati con la carta da modellismo, una carta sottilissima e bianca, legata con nastrini colorati. I nostri rimanevano in bellavista su un mobile, coperti da canovacci. Per non farceli mangiare ne toccare ci dicevano che all’interno c’era un verme, e che questo sarebbe andato via solo il giorno di Pasqua. Solo allora avremo potuto gustare il frutto di tutta la fatica dei giorni precedenti.

Ti svelo la ricetta della nonna

Fare i tortani per Pasqua era un rito a casa nostra. Ero molto piccola e molti ricordi sono confusi o svaniti. Ma le sequenze, i profumi, i riti scaramantici durante la cottura, li ricordo benissimo.

Ti lascio la ricetta di mia nonna, che è quella che ancora continuo ad usare anche io. Viene sempre benissimo, nonostante in casa, durante la cottura in forno, siano accesi tutti gli elettrodomestici possibili ed immaginabili. Per comodità metto tutti gli ingredienti in sequenza nella Kitchen Aid e impasto. L’unica accortezza che uso, proprio come nonna, è di non aprire mai il forno prima che sia passata mezz’ora. Dopo di che si può fare la prova con lo stuzzicadenti per vedere se il tortano è cotto.

Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di Gaeta

La ricetta del tortano gaetano

4 tuorli
250 grammi di zucchero
300 grammi di farina
1 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di olio di semi
2 gocce di liquore strega
1 bustina di lievito per dolci

Monta i tuorli con lo zucchero, fino ad avere un composto spumoso, e aggiungi man mano la farina setacciata con il lievito, il latte, l’olio e la strega. Lascia amalgamare bene. Nonna non usava lievito chimico, ma un cucchiaio di bicarbonato.
Prepara lo stampo per il ciambellone ungendolo con il burro e poi ripassandolo con la farina. Inserisci il composto al suo interno ed inforna a forno preriscaldato a 180 gradi. Usa il forno statico e mai ventilato.
Trascorsi una ventina di minuti controlla con uno stuzzicadenti la cottura (io uso quelli da spiedino, che arrivano nel centro del dolce) . Se lo stuzzicadenti esce perfettamente asciutto il dolce è cotto.

Fare la glassa è un gioco da bambini

Monta l’albume con lo zucchero a velo ed il limone e spennella la glassa sul tortano ancora caldo. Completa cospargendo i confettini colorati.

Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di Gaeta

Se hai bambini in casa, figli o nipoti, lascia a loro quest’ultimo passaggio. Si divertono come matti ! In seguito dai loro per ricompensa la glassa avanzata nella ciotola, proprio come faceva mia nonna. Chissà magari anche loro, nel periodo di Pasqua, ricorderanno con gioia questo rito speciale. 

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