Nel cuore verde dell’isola d’Ischia, precisamente a Barano d’Ischia, sorge un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove la tradizione e l’amore per la terra si fondono in un’esperienza culinaria unica: la Trattoria Il Focolare. Fondata nel 1991 da Riccardo e Loretta D’Ambra, questa osteria è molto più di un semplice ristorante. E’ il frutto maturo di una passione tramandata da generazioni, un sogno divenuto realtà grazie all’impegno di una famiglia unita e determinata.

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Trattoria Il Focolare a Ischia

Ischia è spesso associata al mare, alle spiagge e ai piatti di pesce. Tuttavia Il Focolare ha scelto una strada diversa, valorizzando l’anima agricola dell’isola. La famiglia D’Ambra ha deciso di raccontare Ischia come “un’isola di terra”, mettendo in risalto i prodotti locali, le erbe spontanee e le ricette contadine che rischiavano di essere dimenticate. Questa filosofia si riflette in ogni piatto servito, in ogni ingrediente selezionato con cura, in ogni storia raccontata ai commensali.

La forza de Il Focolare risiede nella sua gestione familiare. Riccardo e Loretta hanno coinvolto i loro otto figli nella gestione del ristorante, creando una vera e propria “ciurma” dove ognuno ha un ruolo ben definito. Agostino e Francesco si occupano della cucina, portando avanti le ricette tradizionali con un tocco di creatività. Silvia, l’agronoma di famiglia, guida gli ospiti nella scelta dei piatti e dei vini, mentre le sorelle Luciana, Mariateresa, Antonella e Cristiana si occupano della sala, accogliendo i clienti con calore e professionalità.

Trattoria Il Focolare a Ischia. I piatti della tradizione

Tra i piatti simbolo de Il Focolare spicca il coniglio all’ischitana, preparato secondo la tradizione con il coniglio da fossa, una razza autoctona allevata in modo naturale. Questo piatto rappresenta l’essenza della cucina ischitana: semplice, genuina e ricca di sapore. La carne viene cotta lentamente in un tegame di terracotta con aglio, pomodorini e erbe aromatiche, creando un sugo saporito che viene spesso utilizzato per condire la pasta.

Trattoria Il Focolare a IschiaIl menù de Il Focolare è un omaggio alla biodiversità dell’isola. Tra gli antipasti si possono gustare crostini con aglio selvatico, sformatino di patate e scamorza, parmigiana di melanzane e hamburger di ceci. I primi piatti includono paccheri all’aglio selvatico, ravioli di scarola con vino cotto, mezzanelli alle erbe selvatiche e zuppa di fagioli zampognari. Tra i secondi, oltre al coniglio all’ischitana, si trovano stinco di agnello alle erbe del Cretajo, tagliate di Angus e Razza Piemontese cotte su pietra ollare. I dolci, preparati con ingredienti locali, includono crème brûlée, soufflé al cioccolato con crema al geranio odoroso e pan di mele con lavanda e rosmarino.

Il coniglio all’ischitana, simbolo di un’identità

La ricetta del coniglio è un pilastro della cucina dell’entroterra ischitano, un patrimonio orale e pratico che si tramanda da secoli come un bene prezioso. A differenza di altre isole del Mediterraneo dove domina la cucina di mare, Ischia ha conservato con fierezza una forte identità contadina. E il coniglio all’ischitana ne è la più alta espressione. Il protagonista è il “coniglio da fossa”, una razza rustica allevata in modo naturale all’interno di fosse scavate nel terreno vulcanico, che offrivano un ambiente fresco, buio e sicuro. Questo tipo di allevamento, oggi quasi scomparso e preservato solo da pochi custodi della tradizione, garantisce una carne più asciutta, soda e intensa di sapore, perfetta per reggere le lunghe cotture e gli aromi decisi della preparazione.

La ricetta nasce nelle case contadine, dove il coniglio era uno dei pochi lussi accessibili per le famiglie del “monte”. Veniva cucinato la domenica o nelle ricorrenze più importanti, spesso dopo essere stato allevato con cura per mesi nel cortile di casa. La sua preparazione era un momento collettivo, quasi sacro. Il fuoco veniva acceso presto, la terracotta posta sulla brace, e la carne iniziava a rosolare con l’aglio dell’orto, l’olio buono e le erbe raccolte nei campi. Non mancavano i pomodorini “a pacchetelle”, tagliati a mano e conservati sotto vetro durante l’estate. Tutti sapevano che quella carne sarebbe diventata anche condimento per i mezzanelli o i bucatini del primo piatto, seguiti poi dal coniglio servito in tegame, avvolto nei profumi della macchia mediterranea. Ogni morso era un frammento di territorio, di storia, di famiglia.

Trattoria Il Focolare a IschiaTrattoria Il Focolare a Ischia. Lo sporzionamento del coniglio.

Nel rito del coniglio all’ischitana, anche la suddivisione della carne seguiva una gerarchia precisa e codificata, che rifletteva l’ordine familiare, i ruoli sociali e il senso profondo di rispetto che permeava la vita quotidiana. Niente era lasciato al caso. Quando il tegame fumante arrivava a tavola, il momento della distribuzione non era un atto meccanico, ma un vero e proprio cerimoniale.

Le cosce anteriori, più piccole e facilmente masticabili, erano riservate ai bambini. Una forma di attenzione e premura per chi ancora cresceva, ma partecipava al pasto come parte della comunità familiare. Le cosce posteriori, più grandi, carnose e saporite, spettavano invece al patriarca, al nonno o al capofamiglia, in segno di riconoscimento del suo ruolo guida e del suo passato di lavoro e sacrificio.

Le parti centrali del coniglio, spesso ricche di tessuto connettivo e dal sapore più intenso, come il dorso o la schiena, erano destinate agli uomini che avevano lavorato duramente nei campi. Chi tornava sudato e affamato dopo ore sotto il sole meritava la parte più sostanziosa e nutriente. Alle donne, infine, rimanevano le porzioni più scarne come il collo, le alette, i pezzetti meno nobili. Ma non per mancanza di rispetto, tutt’altro. Era un gesto di generosa rinuncia, un modo silenzioso e dignitoso per far sì che tutti gli altri avessero il meglio.

Era una divisione che parlava di amore, di ruoli interiorizzati e accettati, di sacrificio quotidiano fatto con naturalezza. Nessuno si lamentava. Quelle madri e nonne, che avevano cucinato il coniglio per ore, trovavano nella gioia degli altri il proprio nutrimento più autentico.

Oggi, anche se la società è cambiata, al ristorante Il Focolare a ischia si può ancora percepire quell’antico ordine del cuore nel modo in cui il piatto viene raccontato, nel rispetto con cui ogni ingrediente è trattato, nel ricordo vivido di quelle tavole antiche dove il cibo era sacro, perché univa e raccontava chi si era e per chi si cucinava. 

Il coniglio nelle tradizioni locali

Ma il coniglio all’ischitana aveva anche un valore simbolico, che travalicava il pranzo. In passato infatti c’era una vera e propria “liturgia” sentimentale legata a questo piatto. Quando un giovane voleva chiedere la mano di una ragazza, si presentava alla casa della famiglia di lei con un dono: un coniglio da fossa. Un animale allevato con cura, segno di rispetto e buona volontà. Se la famiglia lo accettava e lo cucinava, era un segnale chiaro: la proposta era stata presa in considerazione. Se invece il coniglio non veniva preparato e restituito, il messaggio era altrettanto chiaro.

Questo rituale, oggi scomparso, parlava un linguaggio silenzioso fatto di gesti e significati profondi. Come spesso accade nel mondo contadino, il cibo non era mai solo nutrimento, ma veicolo di messaggi, emozioni, appartenenze. Così, anche un semplice coniglio, cotto con pazienza in un tegame di terracotta, poteva trasformarsi in un pegno d’amore, in una promessa, in un segno di futuro condiviso.

Il cinema, Rizzoli e l’eleganza del gusto. Così Ischia ha incantato il mondo

Ischia non è sempre stata il gioiello turistico internazionale che conosciamo oggi. Fino agli anni Cinquanta, era un’isola rurale, legata alla sua terra, ai suoi vigneti, alle sue tradizioni contadine. Poi arrivò Angelo Rizzoli, editore milanese dal fiuto raffinato e dallo sguardo lungimirante. Fu lui a innamorarsi perdutamente dell’isola e a trasformarla in un set a cielo aperto. Con lui arrivarono i primi grandi film, le star del cinema italiano e internazionale, e il mito di Ischia prese a brillare come il sole sul mare del Castello Aragonese.

Rizzoli produsse pellicole indimenticabili ambientate sull’isola, come Vacanze a Ischia e La baia di Napoli con Clark Gable e Sophia Loren, che esportarono nel mondo l’immagine di un paradiso fatto di bellezza mediterranea, cultura, e quel misto irresistibile di semplicità e raffinatezza. Da allora, Ischia è diventata un punto di riferimento per artisti, scrittori, registi, e personaggi del jet set internazionale. E con loro, si è consolidata anche la fama della sua cucina, quella vera, fatta di memoria, sapori forti e autenticità.

Red Carpet di Vip

Il Focolare è diventata negli anni un punto di riferimento non solo per gli amanti della cucina tradizionale ischitana, ma anche per celebrità e personaggi illustri che cercano autenticità e sapori genuini. Tra gli ospiti più noti, spicca l’attore francese Gérard Depardieu, che ha definito Il Focolare “la migliore trattoria in Campania” durante le riprese di un documentario per il canale culturale francese Arte. Depardieu, accompagnato dallo chef Laurent Audiot, ha elogiato la cucina del ristorante, priva di additivi chimici e ricca di tradizione, sottolineando l’importanza dell’agricoltura sostenibile e della salvaguardia delle specificità locali. 

Anche attori internazionali come Andrew Garfield e Nat Wolff hanno scelto Il Focolare per assaporare la vera cucina ischitana, testimoniando l’attrattiva del locale per chi cerca esperienze culinarie autentiche.

La magia del Focolare

Mangiare presso la Trattoria Il Focolare a Ischia non è solo un piacere per il palato, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. L’ambiente rustico e accogliente, con pareti adornate da fotografie di famiglia. locandine di film e oggetti della tradizione contadina, crea un’atmosfera calda e familiare. Durante l’estate, la terrazza offre una vista mozzafiato sulla campagna ischitana, mentre d’inverno il camino acceso riscalda l’anima e il corpo.

La dedizione della famiglia D’Ambra alla qualità e alla tradizione è riconosciuta da importanti guide gastronomiche. Il Focolare è inserito nella guida “Osterie d’Italia” di Slow Food, ricevendo la prestigiosa “Chiocciola”, simbolo di eccellenza per le osterie che promuovono la cucina locale e sostenibile.

Trattoria Il Focolare a IschiaTrattoria Il Focolare a Ischia. Un legame profondo con la terra

Il Focolare è un progetto che mira a preservare e valorizzare la cultura agricola di Ischia. La famiglia D’Ambra coltiva direttamente molti degli ingredienti utilizzati in cucina, come le erbe spontanee e i fagioli zampognari, contribuendo alla salvaguardia della biodiversità locale. Questo legame profondo con la terra si riflette in ogni piatto, in ogni gesto, in ogni parola.

Oggi Il Focolare continua a essere un punto di riferimento per chi cerca un’autentica esperienza culinaria ischitana. La passione della famiglia D’Ambra, la qualità dei piatti e l’atmosfera unica del locale attirano visitatori da tutto il mondo, desiderosi di scoprire i sapori e le tradizioni di questa meravigliosa isola.

Se desideri vivere un’esperienza autentica, immersi nella tradizione e nei sapori di Ischia, Il Focolare è il luogo ideale. Qui ogni piatto racconta una storia, ogni ingrediente ha un’anima, ogni sorriso è sincero. Venite a scoprire il calore di una famiglia che ha fatto della passione per la terra e la cucina la propria missione.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni, potete visitare il sito ufficiale: www.trattoriailfocolare.it


Nota: Questo articolo è stato redatto sulla base delle informazioni apprese sul posto e mira a celebrare la tradizione e la passione della famiglia D’Ambra nella valorizzazione della cucina ischitana.

Author Annalisa Spinosa

Ciao! Io sono Lisa, mamma on the road. Viaggiare per me è scoprire posti nuovi, girando e assaporando i profumi e le prelibatezze dei luoghi che visito. Che sia per un mese o per un week end le nostre tre valigie sono sempre pronte!

3 Comments

  1. Una trattoria davvero affascinante, sia come location, nella splendida Ischia, sia per come curano la cucina della tradizione ischitana. Io non mangio coniglio e agnello, ma credo non avrei problemi a mangiarmi tutto il resto! 🙂 Un indirizzo davvero speciale da segnarsi per il futuro 😉

  2. Purtroppo non sono ancora stata ad Ischia! Però ho avuto la fortuna di conoscere Silvia, anni fa, tramite il mio precedente lavoro: una persona appassionata del suo lavoro e della sua terra d’origine, come tutta la sua famiglia. Quindi non ho mai assaggiato il famoso coniglio: spero di rimediare presto!

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