Archive

Dicembre 2023

Browsing

Il Capodanno è un momento di festa ricco di storia e significato. Questa tradizione secolare di festeggiare il nuovo anno ha affascinato le culture di tutto il mondo per secoli, simboleggiando nuovi inizi, rinnovamento e speranza per il futuro. Perchè dunque si festeggia il Capodanno? Risalente ai tempi antichi, il concetto di segnare la transizione da un anno a quello successivo è stato osservato in varie forme nelle diverse culture. Dalla festa romana dei Saturnalia alla tradizione scozzese di Hogmanay, ogni cultura ha contribuito con i suoi costumi e rituali unici all’arazzo delle celebrazioni per l’arrivo nel nuovo anno.

Oggigiorno il Capodanno è diventato sinonimo di feste vivaci, fuochi d’artificio scintillanti e tintinnio di bicchieri di champagne. È un momento in cui le persone si riuniscono con amici e persone care, riflettendo sulle prove e sui trionfi dell’anno passato mentre stabiliscono intenzioni e propositi per l’anno a venire. In questo articolo, approfondiamo l’affascinante storia e il significato delle celebrazioni di Capodanno, esplorando i costumi e le tradizioni che hanno plasmato questa amata festività.

Perchè si festeggia il Capodanno?

Le prime celebrazioni del Capodanno risalgono a tempi antichissimi e sono spesso legate a cicli naturali come il cambio delle stagioni o gli equinozi. Nelle antiche civiltà mesopotamiche, ad esempio, il nuovo anno era festeggiato durante il primo plenilunio, dopo l’equinozio di primavera che cadeva più o meno nel mese di marzo. Gli Egizi invece festeggiavano l’anno nuovo in concomitanza con l’innalzamento delle acque del fiume Nilo, evento cruciale per la loro agricoltura.

Parti dalle tradizioni Romane e Giuliache

I Romani celebravano il Capodanno in onore del Dio delle porte e degli inizi, Giano, da cui deriva il nome del mese di gennaio. Giano era raffigurato con due facce, simbolo del passato e del futuro. I festeggiamenti, chiamati “Calendae Ianuariae”, includevano scambi di doni e festeggiamenti pubblici.

Le celebrazioni delle Calendae Iani rimasero popolari anche durante l’Impero Romano, anche se con l’avvento del Cristianesimo e la trasformazione del calendario, le celebrazioni pagane furono gradualmente sostituite da festività cristiane.

Perchè si festeggia il Capodanno? La risposta è nel Calendario Gregoriano

L’attuale data del Capodanno, il 1º gennaio, fu stabilita quando papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano nel 1582. Questo calendario, che sostituì il calendario giuliano, spostò il Capodanno dall’equinozio di primavera al primo giorno dell’anno civile.

Scopri le tradizioni e riti nel Mondo

Le celebrazioni del Capodanno variano ampiamente da una cultura all’altra. In Cina, il Capodanno cade tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, segnando l’inizio del nuovo anno lunare. La festa del Capodanno cinese è caratterizzata dai colori vivaci, dalle danze dei leoni e dai fuochi d’artificio.

In molti paesi del mondo occidentale, le celebrazioni del Capodanno includono feste, fuochi d’artificio, brindisi e la tradizione di fare buoni propositi per l’anno nuovo. Ma quanti poi, riescono a realizzarli?

Perchè si festeggia il Capodanno? Origini e curiosità

In Australia invece i fuochi d’artificio sono una parte significativa delle celebrazioni di Capodanno. Le principali città come Sydney, Melbourne e Brisbane organizzano spettacolari spettacoli pirotecnici. Il più famoso è senza dubbio quello di Sydney Harbour, con il suo iconico display di fuochi che illumina l’Opera House e il ponte della città. Alle Hawaii le spiagge sono spesso il centro delle celebrazioni di Capodanno. Luoghi come Waikiki Beach sperimentano spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il cielo notturno mentre le persone si riuniscono per festeggiare sulla sabbia. Feste in spiaggia, barbecue e concerti dal vivo sono comuni lungo le coste, offrendo un’atmosfera festosa e informale.

In molte parti dell’Africa poi, il Capodanno è un momento per onorare le tradizioni e i riti culturali. Ciò può includere danze rituali, cerimonie sacre, tamburi tribali, canti, costumi tradizionali e altre pratiche che celebrano le origini e l’eredità culturale di una comunità. Nelle città africane il Capodanno è spesso un’occasione per feste ed eventi urbani grandiosi. Si tengono concerti, festival musicali e sfilate nelle strade principali, con musica dal vivo, balli e intrattenimento che coinvolge la comunità locale e i visitatori.

Festeggia e fai buoni propositi

Le origini del Capodanno sono intrise di storia, cultura e tradizioni millenarie che si sono evolute nel corso dei secoli. Questa celebrazione universale continua a essere un momento di festa, riflessione e auspici per il futuro. Indipendentemente dalle tradizioni specifiche di ogni cultura, il Capodanno rimane un’occasione unica per celebrare l’inizio di un nuovo ciclo e guardare avanti con speranza e positività. Il Capodanno va oltre una semplice transizione temporale; è spesso un momento di riflessione, di speranza e di nuovi inizi. È un momento in cui le persone si prendono il tempo per fare bilanci, fissare obiettivi e accogliere il futuro con ottimismo.

Chi viaggia tanto lo sa, prima o poi arriva qualche intoppo durante una trasferta che necessita di essere risolto immediatamente. Può essere un problema banale, come la perdita momentanea di un bagaglio, oppure un imprevisto più grave, come un incidente d’auto. In ogni caso, se ti trovi in un paese straniero, devi poter contare su un’assistenza immediata e su una copertura economica che ti permetta di risolvere in maniera celere il problema. Ecco a cosa serve un’assicurazione di viaggio. Ti protegge dagli imprevisti e ti tutela in ogni circostanza, in Italia e all’estero.

A cosa serve un’assicurazione di viaggio?

Un’assicurazione di viaggio è importante perchè ti risarcisce nel momento in cui si verificano imprevisti e eventi dannosi. Sono tante le agenzie assicurative che propongono pacchetti differenti e super personalizzabili, modellabili a seconda delle esigenze, che assistono il cliente prima, durante e dopo la partenza. Un polizza viaggio infatti ti permette di essere risarcito anche se devi annullare la vacanza per problemi di salute. Importantissima poi è la copertura sanitaria. In molti stati esteri infatti non esiste l’assistenza ospedaliera gratuita e quindi ogni spesa sanitaria è a carico del viaggiatore, e spesso è molto onerosa.

Un’assicurazione stipulata in precedenza ti permette di vivere serenamente ogni momento del tuo viaggio, senza stress e senza timori. Non pensare dunque che sia una spesa inutile! Una polizza di viaggio è la migliore forma di prevenzione e protezione per la tua vacanza, sostenendoti a distanza in ogni intoppo. 

Puoi avere assistenza continua in ogni giorno dell’anno

Stipulando un’assicurazione di viaggio ti garantirai assistenza continua, 24 ore su 24, e per 365 giorni all’anno. Un operatore è sempre disponibile ad aiutarti, risolvendo problemi e chiarendo dubbi sul tuo soggiorno. Puoi ad esempio chiedere sostegno per ottenere un visto o un documento essenziale per spostarti in uno stato straniero, chiedere informazioni su vaccini e su cosa fare in caso di malattie, oppure come muoverti in caso di smarrimento di bagagli o documenti. A qualsiasi ora puoi avere un’assistenza concreta, utile a superare intoppi e paure.

Puoi avere l’assistenza sanitaria

Quando viaggi la preoccupazione costante è quella di poter ricevere un’adeguata assistenza sanitaria in caso di malanni o incidenti. Stipulando un’assicurazione di viaggio ti garantisci assistenza medica in ogni momento e un supporto dell’operatore che ti indica dove recarti a seconda della necessità, facendosi subito carico della tua richiesta e coprendo i costi della spesa medica. Molte agenzie assicurative dispongono anche di un interprete, nel caso in cui tu non conosca perfettamente la lingua del paese in cui ti trovi, aiutandoti quindi a far capire il tuo stato di salute ai sanitari esteri. 

A cosa serve un'assicurazione di viaggio? 5 motivi per cui dovresti stipularla prima di partire

Puoi tornare prima in caso di imprevisti

Hai bisogno di rientrare a casa prima del previsto? Se hai stipulato un’assicurazione di viaggio puoi recuperare i tuoi soldi a seconda della clausole che hai coperto. Inoltre se il tuo volo ritarda fino al giorno successivo, l’assicurazione di viaggio ti restituisce il costo dell’alloggio, del vitto e dei trasporti di cui hai dovuto usufruire.

Puoi andare nei paesi in cui l’assicurazione di viaggio è obbligatoria

In alcuni paesi del mondo l’assicurazione di viaggio è obbligatoria. Lo sapevi?? Non puoi entrare infatti in alcuni stati senza possedere una pratica assicurativa di viaggio. In Egitto ad esempio, così come a Cuba, è necessaria un’assicurazione di viaggio obbligatoria, anche se non è prevista una soglia minima di copertura. Se hai intenzione dunque di fare un viaggio all’estero puoi lasciarti consigliare dal tuo assicuratore sulla polizza migliore da stipulare per poter viaggiare serenamente nei confini della meta da te scelta. 

Puoi risparmiare un bel pò!

Risparmio non è mai guadagno! Con un piccolissimo investimento iniziale puoi metterti al riparo da ogni inconveniente di viaggio. Stipulando un’assicurazione in base alla tipologia di viaggio che hai intenzione di organizzare e di intraprendere infatti, ti metterai al riparo da ogni possibile spesa extra, soprattutto sanitaria. Tieni bene in mente che all’estero, in caso di malattia o incidente, la spesa medica ha un costo nettamente superiore alla spesa per l’assicurazione di viaggio, per cui meglio non rischiare e fare un piccolo investimento iniziale al fine di evitare spiacevoli spese straordinarie. 

 

Se dici Puglia dici mare, sole, buon cibo e sport. La regione però offre numerose attrattive anche e soprattutto per gli amanti della storia e dell’archeologia. Numerosi infatti sono i musei e i parchi archeologici della regione, come il MarTa di Taranto e il Museo “Francesco Ribezzo”di Brindisi, dove sono racchiuse importanti testimonianze dei primi insediamenti messapici della regione. A pochi chilometri dai trulli di Alberobello e dalla città bianca di Ostuni invece, trovi uno dei parchi archeologici più grandi della Puglia: il Parco Archeologico di Egnazia con annesso il nuovo museo “Giuseppe Andreassi”. 

Il parco archeologico di Egnazia conserva i maniera egregia numerosi reperti di epoca messapica e si trova a Fasano, in provincia di Brindisi, in una delle zona costiere più belle della Puglia. Il suo nome, Gnathia, di origine messapiche, è poi stato rivisitato in chiave romana passando a Egnatia, poichè il suo porto era utilizzato per raggiungere l’inizio della Via Egnatia, la vecchia strada che metteva in comunicazione la Capitale con l’Adriatico e con l’Egeo. 

Egnazia. Il Parco Archeologico Giuseppe Andreassi

Il Parco Archeologico di Egnazia si trova a pochi metri dal mare Adriatico, nella parte in cui l’acqua è azzurro cristallino e trasparente al punto da riuscire a vedere i fondali. In contrapposizione al paesaggio marino, alle spalle del parco, puoi ammirare invece le immense distese di ulivi secolari, coltivati nella gravina di Fasano. Questo paesaggio naturalistico di straordinaria bellezza fa da cornice al Parco Archeologico di Egnazia, che si estende su una superficie di 15 ettari e comprende un museo e gli scavi della vecchia città romana, tra cui un acropoli e una grande necropoli. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Inizia la visita dalla città antica

Per capire bene le dinamiche temporali inizia la visita dalla città antica, situata lungo la famosa Via Traiana, strada essenziale per gli scambi economici e commerciali della Puglia con l’Antica Roma. Nel parco archeologico di Egnazia puoi passeggiare nella storia nel vero senso della parola, soffermandoti sui resti degli antichi monumenti della res puplicae, come uffici e luoghi di culto, e scrutarne le superfici che per centinaia di anni sono rimaste sepolte sotto metri di terreno. Seguendo i solchi della Via Traiana raggiungi le antiche Terme Romane, un sito che racchiude maestria ingegneristica ed efficienza logistica.

Le Terme appartengono all’età augustea e vantano un percorso interno perfettamente strutturato che inizia dagli spogliatoi per continuare nel caldarium e nel laconicum, la sauna. Questi ambienti erano perfettamente riscaldati da un ingegnoso sistema di fornaci. Lasciate le aree calde il percorso finisce con il tepidarium, il vano temperato, per concludersi con il frigidarium, un bagno in acqua fredda. Alla fine del 300 d.C. le terme diventano inattive, e si trasformano in un impianto per la produzione di calce destinata alla costruzione di sempre nuovi edifici della città. 

Eganzia, il parco archeologico. Ammira i resti dell’antica fornace

Nel settore destinato alle abitazioni e agli impianti produttivi trovi la vecchia fornace, collocata in posizione strategica a ridosso dell’asse stradale. Il suo funzionamento era basato su un piano forato alimentato da aria calda prodotta in una sottostante area di combustione, collegata all’esterno da un corridio tramite il quale era alimentata con legno e arbusti. La fornace è stata costruita su una vecchia tomba messapica del III secolo a.C., della quale conserva ancora le lastre di copertura. Su uno di questi lastroni è incisa la parola tabara, che in lingua messapica significa “sacerdotessa”.

 

Passeggia nell’area del foro e della Via Traiana

Il foro era il cuore pulsante di ogni città romana, fulcro di ogni attività, politica e economica. Il foro di Egnazia ancora non è ancora stato riportato completamente alla luce ma è ben visibile la sua forma trapezoidale pavimentata con lastre di tufo. Una canaletta per il deflusso delle acque piovane segue il perimetro della piazza, dove svetta un portico dorico e quel che resta di una tribuna oratoria. E’ ben visibile sulla base un lastricato che collega il foro alla Via Traiana, sicuramente usato per il passaggio pedonale. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Sulla Via Traiana puoi notare i solchi lasciati dai carri nelle epoche precedenti. Il pavimento è in basoli di calcare e porta ai lati dei paracarri fatti dello stesso materiale. Questa strada di collegamento, progettata dall’Imperatore Traiano rimodernando la vecchia via Minucia, era la più grande arteria di comunicazione della penisola italica, essenziale per garantire gli scambi commerciali tra Puglia, Lazio e Campania.

Egnazia, il parco archeologico. Raggiungi la Basilica Civile e l’anfiteatro

Non mancava mai nell’assetto urbanistico romano un edificio pubblico dedicato alle riunioni, in cui veniva amministrata la giustizia e si discuteva di affari economici e politici. Anche Egnazia aveva la sua Basilica Civile, di età imperiale, di cui rimane ben visibile la pianta rettangolare e il portico perimetrale. Comunica con l’acropoli tramite una sala pavimentata a mosaico che raffigura le Tre grazie, probabilmente aggiunta tra il 1200 e il 1300 dopo la trasformazione della basilica in chiesa cristiana. 

Di notevole interesse sono anche gli scavi del vecchio anfiteatro, che si trova in posizione centrale rispetto a tutte gli altri edifici di Egnazia. Viste le sue dimensioni abbastanza ridotte e la mancanza di gradinate e sotterranei si è arrivati a pensare che la funzione di questo edificio non fosse finalizzata alla realizzazione di eventi e spettacoli ma che fosse in realtà una piazza aggiuntiva del foro, probabilmente dedicata al mercato cittadino. 

Arriva dinanzi al sacello delle divinità orientali

Nel II secolo d.C. si aggiunge un lungo portico a forma di “L” che si protende verso l’acropoli di Egnazia. Sulla facciata è visibile un’iscrizione latina dedicata alla Magna Mater Cibele e alla dea Siria, con raffigurati due flauti, un timpano e un cimbalo. Altri strumenti sono scolpiti sui restanti lati. La presenza del sacello nell’acropoli conferma la teoria secondo la quale era molto forte, in era imperiale, la presenza di culti orientali nella popolazione.

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Egnazia, il parco archeologico. Visita le basiliche paleocristiane e la necropoli

Egnazia custodisce anche due esempi di basiliche paleocristiane, una episcopale e una meridionale. La basilica episcopale ha una struttura a tre navate e tre portici che precedono gli ingressi. Un tempo sul pavimento faceva mostra di sè un bellissimo mosaico a grandi tessere, oggi custodito in parte nel museo Giuseppe Andreassi. Ben visibili le vasche battesimali e le cisterne in cui, probabilmente, venivano lavati i panni nel periodo antecedente alla costruzione della basilica paleocristiana.

La basilica meridionale invece comprendeva solo un abside, poichè la struttura era di dimensioni molto ridotte. Gli scavi in questa zona hanno portato alla luce un mosaico colorato a motivi geometrici, anch’esso conservato nel museo. 

Altro sito particolarmente interessante di Egnazia è la necropoli, che raccoglie principalmente tombe messapiche sepolcrali di varie forme. Alcune di queste, risalenti al I secolo d.C., sono intonacate o dipinte. Numerosi sono i corredi funerari ritrovati nelle fosse durante gli scavi, caratterizzati da vernice gialla, bianca e rossa e decorati con motivi floreali. Li trovi esposti nel museo Giuseppe Andreassi. 

L’acropoli

Concludi la tua visita nel parco archeologico di Egnazia visitando l’acropoli. E’ un insieme di piccole colline artificiali risalenti al periodo messapico, sicuramente utilizzate per proteggere la popolazione arcaica dai pericoli che venivano dal mare. Il villaggio era già protetto da un muro di cinta, ancora ben visibile sul fianco meridionale dell’acropoli, composto da pietre irregolari. La sua funzione era di proteggere la popolazione dalle possibili invasioni provenienti invece dall’entroterra. Nelle mura si aprivano le porte per accedere alla cittadina di Gnatia. L’acropoli è la parte più antica del parco archeologico di Egnazia, e dalla sua altura puoi avere una vista mozzafiato della natura circostante. Se ti affacci verso la zona costiera puoi vedere le reliquie dell’antico porto romano.

Visita con i bambini il Museo Giuseppe Andreassi

Il museo di Egnazia, intitolato a Giuseppe Andreassi, direttore dell’area archeologica dal 1976 al 1985 e Soprintendente Archeologo della Puglia, si trova all’esterno dellle mura dell’antica Gnathia, nell’area della necropoli messapica. 

E’ stato realizzato alla fine degli anni ’70 per raccogliere i numerosi reperti archeologici ritrovati durante gli scavi di Egnazia, al fine di poterli esporre al pubblico per divulgare la documentazione dell’insediamento arcaico, dalle origine fino al declino. Al suo interno trovi conservati esemplari di trozzelle e di crateri, caratteristici vasi messapici in ceramica dipinti con vernice nera e decorati con disegni in bianco e giallo, molto diffusi in tutta la regione. Numerose sono le anfore di provenienza italica, africana o orientale esposte nel museo, preziose testimonianze dell’esistenza di importanti scambi commerciali portuali o viari con altre città, mediante l’utilizzo della famosa via Traiana. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

All’interno del museo, oltre alle teche espositive disposte per età cronologica, trovi una mostra dedicata al paesaggio della città di Gnathia, che comprende mosaici e frammenti architettonici dell’antico insediamento messapico e tardo antico. Al piano inferiore puoi accedere all’ipogeo messapico, una camera funeraria decorata a motivi vegetali. Qui spesso vengono allestite inoltre mostre temporanee. 

Egnazia e il mare. Visita il nuovo museo interattivo con i bambini

Scendendo nel seminterrato del museo Giuseppe Andreassi trovi la nuovissima mostra interattiva “Egnazia e il mare”. Inaugurata nel 2022 racconta tramite video multimediali e proiezioni immersive di uno specchio d’acqua in movimento, il legame tra l’antica Gnathia e il mare. L’allestimento ruota attorno alla ricostruzione di un paesaggio sottomarino, dove fluttuano oggetti sopravvissuti ai naufragi avvenuti nel mare antistante. Rappresentano una preziosa testimonianza relativa ai commerci, ai trasporti e alla vita quotidiana della popolazione arcaica legata profondamente alla pesca e al mare.

Toccando i reperti che scendono sul pannello interattivo verso il fondale si apre la carta d’identità dell’oggetto, sia in italiano che in inglese, che spiega la sua storia e la sua funzione. Puoi così conoscere ad esempio, toccando il fotogramma con un dito, a cosa serviva un ancora a grappino oppure da dove arriva una particolare anfora. E’ il luogo perfetto da esplorare con i bambini poichè l’intera sala è strutturata proprio per catturare la loro attenzione, portando la mostra sotto forma di gioco interattivo. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Informazioni e costi

La biglietteria del parco archeologico di Egnazia e il museo Giuseppe Andreassi è aperta tutti i giorni, dalle ore 08:30 fino alle ore 18:30. Il parco rimane aperto al pubblico fino alle 19:30. 

E’ possibile portare all’interno del parco e del museo gli amici a quattro zampe di piccola taglia, purchè stiano nel trasportino o tenuti a guinzaglio con annessa museruola. Il parco dispone di un info point e di una biglietteria e ogni accesso è garantito ai diversamente abili. Il parcheggio è gratuito. 

Il biglietto intero costa 8,00 €, mentre il ridotto ( per chi ha tra i 18 e i 25 anni ) 3,00 €. Puoi scegliere anche di visitare solo il parco archeologico, al costo di 5,00 € o solo l’area museale, pagando il ticket di 6,00 €. L’ingresso è gratuito per diverse tipologie di visitatori. Sulsito ufficiale puoi acquistare il biglietto tendendo conto delle tipologie di ingresso a te più consono e degli sconti. 

 

 

 

 

Pin It
Verificato da MonsterInsights