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Viaggiare con il cane

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Il magico bosco delle favole di Cassino, nel frosinate, ha cambiato abito per le feste natalizie. Ospita tutta la combriccola di Babbo Natale, venuta direttamente dalla Lapponia, per elaborare le richieste dei regali di tutti i bambini della zona. Tra deliziosi mercatini di Natale e pazze baby dance, sembra essere proprio il luogo ideale per passare una giornata fuori porta con i bambini, sevi trovate in vacanza nel Lazio.

Bosco delle favole Cassino, cosa fare con i bambini nel Lazio, trevaligie

Il bosco delle favole.

Il bosco delle favole di Cassino nasce nel complesso delle Terme Varroniane, una delle location più suggestive della regione Lazio. La sua bellezza principale è senza dubbio la limpida sorgente che sgorga dal sottosuolo e scende tranquilla nel suo piccolo letto, dando poi vita ad un laghetto trasparente, dai riflessi smeraldo, che incanta i visitatori e si presta a bellissime foto naturali. Il bosco delle favole nel resto dell’anno ospita tanti personaggi incantati, protagonisti delle più belle fiabe per i bambini, che con deliziosi e coinvolgenti spettacoli attirano l’attenzione di grandi e piccini.

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Babbo Natale nel bosco delle favole

Quest’anno il dolce Babbo Natale ha scelto proprio il magico bosco delle favole come centro logistico del suo team di lavoro.

Potete trovare quindi nel complesso delle Terme Varroniane a Cassino il magico bosco del Natale, con tanti elfi dai vestiti colorati e un ufficio postale sempre aperto, pronto a raccogliere tutte le letterine che i bambini indirizzano al caro Babbo Natale.

Babbo natale a Cassino, cosa fare con i bambini nel Lazio, trevaligie

Una volta varcata la soglia del magico bosco delle favole si viene catapultati nella magica atmosfera natalizia. Sul piccolo sentiero lungo il ruscello, oltre a trovare piccole installazioni artistiche, si incontrano diversi personaggi delle fiabe. Noi abbiamo incontrato Olaf, che si è prestato a fare simpatiche foto.

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Il laboratorio di Babbo Natale

Nel laboratorio di Babbo Natale invece tutti gli aiutanti elfi sono in fermento. La vigilia è vicina, e sono tante le richiesta ancora da elaborare. Gli aiutanti elfi sono tutti al lavoro, per preparare i doni da far trovare ai bambini sotto l’albero di Natale la mattina del 25 Dicembre. Babbo Natale, nella sua elegante poltrona, aspetta a braccia aperte tutti i bimbi che sono venuti a trovarlo nel bosco del Natale. Elargisce grossi sorrisi e grandi abbracci. La foto fatta con Babbo Natale finisce poi su un carinissimo calendario da portare a casa come souvenir ( al costo di 5,00 €).

Un piccolo cucciolo di T-Rex nel bosco delle favole di Natale

Lasciamo tutta l’allegra banda della Lapponia al lavoro, e mentre aspettiamo che inizi lo spettacolo di Cenerentola, notiamo una strana creatura nel bosco delle favole, che si muove con fare lento e sospetto. È un piccolo cucciolo di T-Rex! Si chiama Tino ed è la mascotte del bosco delle favole. Sembra proprio vero, e interagisce con tutto il pubblico presente.

Dove mangiare nel bosco delle favole

Arriva l’ora di pranzo. Dopo una passeggiata tra i mercatini di Natale, dove sono esposti graziosi prodotti artigianali e tante eccellenze eno-gastronomiche del territorio, ci accomodiamo sulle panche dell’area ristoro al coperto, allestita proprio al centro del bosco delle favole di Cassino.

La scelta è ampia, e tra squisita pizza, panini succulenti e menu dedicati ai bambini passiamo una piacevole pausa al caldo, sorseggiando ottima birra.

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Lo spettacolo di Cenerentola e la baby dance

Per smaltire i panini facciamo un ulteriore passeggiata tra i sentieri del parco, aspettando che Cenerentola salga sul palco con tutti gli altri personaggi della favola per dare inizio allo spettacolo. Sotto il palco intanto inizia a nevicare, e i bambini giocano festosi sotto i piccoli fiocchi di neve artificiali. Lo spettacolo di Cenerentola dura circa una mezz’ora, dopodiché inizia una pazza baby dance, tenuta dagli elfi d-j del bosco del Natale! I bambini, ma anche i genitori, si scatenano al ritmo delle più belle canzoni di Natale in chiave dance, coinvolti dagli elfi che si esibiscono sul palco con eccentrici balletti. Ospite d’onore…il Grinch!

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Le luminarie del bosco del Natale a Cassino

Nel frattempo scende la sera. Le temperature cominciano a diventare frizzantine, e il parco si illumina a festa con tanti bagliori colorati. Le installazioni si illuminano, creando una magica atmosfera. Prima di andare via facciamo un altro giro tra i Mercatini, per bere una tisana calda o un bel bicchiere di aromatico vin brulè. Le bambine si riscaldano con una bella cioccolata calda, pronte per riprendere il piccolo viaggio di ritorno che ci riporterà a Gaeta.

Laboratori creativi al bosco delle favole, trevaligie

Ma prima consegniamo all’ufficio postale la letterina scritta a Babbo Natale durante il laboratorio a tema, durato mezz’ora, in cui oltre a colorare un personaggio personalizzato da appendere al nostro albero, abbiamo messo nero su bianco le nostre preferenze per i regali da ricevere la sera della vigilia.

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Sorpresa prima di andare via

Sul sentiero di uscita veniamo attirati da una melodia medievale. Un artista di strada si sta preparando per esibirsi in un incantevole spettacolo con il fuoco. Decidiamo di fermarci ancora un pò per assistere a questa particolare esibizione. Per venti minuti rimaniamo incantati dalle volteggianti fiamme rosse del fuoco, che abilmente viene manipolato dall’artista con fenomenali acrobazie.

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Orari e costi del bosco del Natale

Il magico bosco del Natale è aperto dal 16 novembre al 26 dicembre 2019, dalle ore 10.00 alle ore 22.00 tutti i sabato e domenica oltre che nei giorni 23, 24, 25 e 26 dicembre 2019.

Inoltre il 24 Dicembre il parco a tema sarà aperto dalle ore 10:00 alle ore 18:00, mentre il 25 Dicembre rimarrà aperto dalle 14:00 alle 22:00

Il costo del biglietto di ingresso è di 10,00€ a persona, 5,00€ ridotto per i bambini che non superano i 140 cm. È totalmente gratuito per i bambini che misurano meno di un metro.

Per accedere al laboratorio del bosco incantato si paga un supplemento di 4,50 € a bambino. La durata è di mezz’ora, e il prezzo comprende il kit letterina-addobbo di legno. 

I cani possono entrare, previo registrazione alla cassa, e sempre se i padroni sono educati.

 

Se vuoi passare una giornata all’insegna del trekking, immerso nella natura meravigliosa e avvolto dall’aria pulita e rarefatta, fai un salto nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il polmone verde d’Italia, che vanta 50.000 ettari di estensione, si trova proprio sull’Appennino Centrale e custodisce dal 1923, anno in cui è stato istituito a riserva, tantissimi esemplari di flora e fauna selvatica. Una riserva naturale di straordinaria bellezza che salvaguarda le caratteristiche dell’ambiente circostante e salva dall’estinzione alcune specie di animali selvatici, come i daini e i camosci.

Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Scopri l’habitat naturale dell’Orso bruno marsicano 

Queste montagne sono l’habitat naturale di alcune specie di animali tra cui gli orsi bruni marsicani, i lupi appenninici, i cervi e l’aquila reale. Nei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise queste specie protette trovano rifugio e tranquillità. Hanno inoltre abbastanza cibo per poter vivere sereni nel proprio territorio, senza dover scendere necessariamente a valle per cercare da mangiare. Può capitare però che l’orso si spinga fino ai prati nelle vallate, magari attratto da qualche odore particolare, essendo un animale onnivoro. Purtroppo non abbiamo avuto modo di incontrarlo, anche perché sappiamo benissimo che l’orso è un animale solitario e preferisce di gran lunga il riposo e il relax al rumore delle auto o al chiacchiericcio delle persone.

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L’orso è un animale solitario e molto difficile da avvistare, ma vive sereno nella riserva del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

I lupi appenninici 

Per fortuna non abbiamo avuto incontri ravvicinati nemmeno con i lupi appenninici perché anch’essi amano vivere isolati in piccoli branchi. Al contrario dell’orso, che vive in maniera più stabile in un luogo, i lupi si spostano di continuo in cerca di prede. Si spostano soprattutto di notte e durante l’arco della giornata preferiscono dormire al sicuro nei luoghi più inesplorati del parco. Anche se è praticamente impossibile incontrarli, i lupi appenninici lasciano le loro impronte sui sentieri, dove si spingono di notte alla ricerca di cibo. Sono molto simili alle impronte del cane, ma hanno una particolarità. Sono disposte su un unica fila. Quindi, non capiterà certo di sentire gli ululati di questi straordinari esemplari, ma potrai divertirti a cercarne le impronte passeggiando per i percorsi naturalistici.

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Il lupo, a differenza dell’orso, Si sposta in branco alla ricerca di prede con cui sfamarsi. E’ difficile da avvistare ma puoi giocare a cercarne le impronte..

Passeggia nel sottobosco del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Se orsi e lupi sono un pò più difficili da incontrare, passeggiando per i sentieri del parco ti puoi imbattere in graziose creature del sottobosco, come farfalle, tricotteri e libellule. All’interno del parco c’è una vera e propria cultura di protezione a favore degli insetti. Questi piccoli essere viventi hanno infatti un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico e sono protagonisti della biodiversità. Cosa significa? Che gli insetti sono la vera ricchezza dell’ambiente, e per tale motivo vanno tutelati e aiutati a riprodursi nel loro ambiente geografico. Pertanto, se incontri lungo i sentieri scarafaggi, ragnetti, cavallette o piccoli grilli, limitati ad ammirarli. Osservane le sfumature, stupisciti del loro modo di muoversi tra le foglie umide del sottobosco o sui rami degli alberi, e lasciali tranquilli di scorrazzare nel loro piccolo grande mondo.

Cosa fare nel parco nazionale d’Abruzzo

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo si possono svolgere molteplici attività, adatte ad ogni membro della famiglia. Anche con il cane è possibile percorrere alcuni sentieri, ma non tutti.
Oltre a girare nelle aree faunistiche, puoi fare passeggiate a cavallo o in carrozza, goderti l’aria rarefatta dondolando su un’amaca con supporto, affittare biciclette o andare in sup o in canoa nel vicinissimo lago di Barrea. Il lago artificiale di Barrea è diventato una vera e propria oasi felice dove, oltre a praticare sport acquatici, è possibile avvistare rare specie di uccelli, tra i quali gli aironi cenerini. Il lago prende il nome dal paesino in cui è ubicato, Barrea, che è un piccolo e grazioso borgo medievale arroccato su una collina, facilmente visitabile in mezza giornata.

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All’interno della riserva del parco puoi passeggiare con i bambini alla scoperta delle biodiversità. Numerosi sono i sentieri di trekking in cui inoltrarti, alcuni adatti anche ai più piccoli

Ascolta i suoni del bosco

Diverse sono le escursioni e gli itinerari da fare a piedi all’interno del parco. Quale modo migliore per entrare a contatto con la natura? Ascoltare il fruscio del vento tra i rami, rilassarsi con il suono dell’acqua che scorre calma dai ruscelli, osservare la natura nelle sue infinite sfumature completamente avvolti nel manto verde del parco d’Abruzzo. Emozioni uniche e quasi rare ormai, di cui fare scorta e da cui attingere al rientro in città. I suoni del bosco infatti, sono tra i più rilassanti in assoluto, e per questo vengono usati anche durate le lezioni di yoga o di pilates, perché aiutano il rilassamento muscolare e riattivano l’area cognitiva. Dunque fanne il pieno mentre passeggi tra i sentieri, approfittando del fatto che puoi non solo sentire la dolce melodia della natura, ma anche respirare aria pulitissima e profumata. Quei profumi di funghi, di muschio, di foglie umide e di cortecce che difficilmente si dimenticano. Cammina nel silenzio più assoluto, in modo da non spaventare la fauna del sottobosco e da trarre ogni beneficio possibile per il tuo corpo e la tua mente.

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Non sono solo i bambini a trarre beneficio dall’aria incontaminata del Parco Nazionale d’Aruzzo, Lazio e Molise. Approfitta anche tu dal benessere che la natura regala.

Segui i sentieri del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Sulla cartina dei sentieri che trovi in tutti gli info point del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono indicati circa 150 itinerari. Ogni sentiero è segnalato con dei cartelli rossi e bianchi, con al centro una lettera e un numero. Considera che i percorsi sono abbastanza impegnativi, soprattutto per i bambini che non sono abituati. Noi ci siamo limitati a percorre il sentiero delle Cascate delle Ninfe, il percorso più adatto ai piccoli esploratori e accessibile al cane, della durata di circa mezz’ora.

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I sentieri del parco sono tantissimi, ma il più bello da percorrere con i bambini e il Sentiero delle Ninfe.

Bagna le mani nella cascata delle Ninfe

Puoi raggiungerei il sentiero della Cascata delle Ninfe con il pratico trenino turistico che si trova nel parcheggio delle auto oppure a piedi. Seguendo il ruscello e arrampicandoti su gradini intervallati da secolari radici di faggi e aceri, puoi riuscire ad arrivare alla fonte, che sgorga limpida e fresca dalla parete rocciosa.

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La Cascata delle Ninfe si trova alla fine dell’omonimo sentiero. E’ uno degli scorci più suggestivi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Nell’anfiteatro naturale in cui si trova, il suono dolce dell’acqua che zampilla tra le rocce si espande e diventa potente, sublime da ascoltare. Inoltre crea un bellissimo spettacolo da vedere. Il sole si riflette giocoso nelle goccioline d’acqua che saltano tra le rocce, creando dei piccoli arcobaleni luminosi e magici cristalli di luce.

Segui il ruscello

Percorri quindi il percorso a ritroso, concentrandoti sulle foglie cadute dagli alberi, sulle famiglie di funghetti che lasciano spuntare la loro testolina tra i cespugli e il muschio profumato del sottobosco. Ammira le pietre levigate dal torrente, lisce e bianche, e i rami che si contorcono in cerca di luce, nascondendo piccoli nidi di uccelli e lasciando intravedere i raggi caldi del sole.

I suoni della natura incantano e tengono più del dovuto nel sentiero. Ma tanto non c’è fretta di uscire. Ci siamo divertiti infatti ad attraversare il torrente in cerca di funghetti dalla testa rossa. Vedere la camosciare e accarezzare i daini sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma il percorso è precluso ai cani, in quanto potrebbero turbare l’equilibrio degli animali abbaiando.

Fai una sosta nell’area pic nic

Nell’area del parcheggio sono presenti diversi punti di ristoro, bar e bagni pubblici. Ma vuoi mettere un panino mangiato al sole nella comoda e verdeggiante area pic-nic? Si trova sul prato adiacente al parcheggio, in prossimità del ruscello e della biglietteria del trenino turistico. Ci sono anche altalene e altri giochini per i bambini, nonché punti dove poter fare il barbecue. Altri tavolini si trovano lungo la strada che porta agli ingressi dei sentieri. 

Informazioni utili

Qualunque sia il periodo scelto per fare un escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, occorre un minimo di equipaggiamento adatto al trekking. L’ingresso al parco è gratuito, il parcheggio dell’area principale invece costa 4,00 € al giorno.

Ecco cosa occorre per stare fuori una giornata:

  • Scarpe in goretex, da trekking e comode, adatte a lunghe passeggiate.
  • Acqua, rigorosamente in borracce. Cercate di non introdurre plastica all’interno del parco.
  • Una giacca a vento o una felpa, anche in estate. In diversi punti non arriva la luce del sole e soprattutto i bambini possono sentire freddo.
  • Un cambio, soprattutto per i bambini. Ci si può facilmente bagnare e sporcare di terra. 
  • Anti punture per insetti ( zanzare) e dopo puntura.
  • Un binocolo. Ci sono diversi punti di avvistamento e i bambini si divertono a giocare agli esploratori.
  • Qualche snack o meglio un frutto per la merenda.
  • Macchina fotografica con obiettivo.

Perché andare al Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise con i bambini

Visitare il Parco è un’occasione unica vivere immersi nella natura e per riscoprire il piacere ( un pò perso oramai ) delle passeggiate. Osservare gli animali selvatici, vederli nel proprio habitat naturale, osservare piante e fiori nei loro colori più belli, inoltrarsi nei boschi e respirarne il profumo buono, fa provare ai bambini emozioni meravigliose. Giocare agli esploratori tra le radici sporgenti, cercare funghetti tra i cespugli e accarezzare soffici muschi di un verde brillante stimola la loro curiosità, il loro senso innato per la caccia e per la scoperta, aguzza il loro ingegno e stimola la creatività. Raccogliere foglie secche per farne segnalibri, osservare i diversi tipi di pigne cadute dagli alberi, catalogare funghi in base al colore, sono esperienze che arricchiscono il bagaglio, anche culturale, di un bambino. Divertirsi nella natura è un gioco attivo e costruttivo. Sguazzare nel fango, rincorrere lucertole, rotolare sull’erba, ascoltare e osservare i suoni e i movimenti della natura aiutano ad allargare lo sguardo su orizzonti più vasti e a ritrovare antiche e genuine abitudini. 

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Una strada contornata da uliveti centenari, che si inerpica su per la collina. Il sole che si posa sulle foglie d’ulivo creando dei riflessi argentati. Fiori primaverili fanno capolino dall’erba dei vigneti, peschi e mandorli ravvivano lo scenario con i loro boccioli dai colori tenui. Bianco e rosa si alternano, dando un tocco romantico al paesaggio campestre.

Nelle campagne di Montefalco ci accolgono i primi segni dell’arrivo della bella stagione.

Montefalco. La “ringhiera”dell’Umbria

Proseguiamo in auto questa strada paesaggistica, fino alle mura della città. Ci troviamo nella “ringhiera dell’Umbria“, così chiamata per i suoi diversi punti panoramici, che permettono di avere una visuale a 360° sulle vallate sottostanti. L’aria è ancora fresca e soffia una leggera brezza che ci scorta per tutta la passeggiata.

La porta di Sant’Agostino è l’accesso principale alla Città. All’interno, l’antico stradone, tutto in salita, è costeggiato da vinerie deliziose e diversi negozi di filati.

L’artigianato locale 

Sono proprio i filati e le tessiture il cardine dell’artigianato locale umbro, in particolare di Montefalco. Si possono trovare prodotti di straordinaria bellezza realizzati con antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Bellissime tovaglie, pregiati tendaggi, lenzuola o asciugamani meravigliosamente lavorati. Proprio lungo questa strada si trova il rivenditore esclusivo dei prodotti della Tessitura Pardi, l’eccellenza in fatto di tessuti di qualità made in Umbria

La chiesa di Sant’Agostino a Montefalco

All’improvviso, tra una macelleria e un enoteca, spunta la chiesa di Sant’Agostino. La sua facciata è semplice e discreta, in stile gotico. Costruita nel 1275 a cura dei frati agostinianiani ha una grande navata interna sostenuta da diverse strutture lignee e conserva meravigliosi affreschi risalenti agli inizi del XV secolo.

La navata minore comprende una serie di cappelle deliziosamente affrescate e in una nicchia sono conservati i resti del Presepio di Giovanni di Corraduccio.

Il belvedere del centro storico

La salita è ancora ripida e lo sguardo si perde sui balconi fioriti, sui tetti baciati dai raggi dell’ultimo sole, sulle facciate in pietra viva e sulle scale di legno scuro che si arrampicano sui piani alti dei palazzi. Ogni tanto una panchina ricavata da vecchie botti ci permette di riposare e di ammirare le lanterne che adornano le vecchie mura e ascoltare il canto gli uccelli al riparo sotto le grondaie.

Una volta in cima il panorama ripaga di ogni passo fatto. La vallata si estende ampia al di sotto della città, uliveti e vigne si susseguono a perdita d’occhio. Montefalco infatti è famosa anche per il suo Sagrantino, un vino autoctono che rispecchia i profumi e i sapori più veri di questa collina umbra.

Il vitigno Sagrantino è coltivato solo sui poggi attorno a Montefalco e Bevagna. Un vino millenario che, grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei produttori montefalchesi, è diventato un’eccellenza assoluta capace di rappresentare l’Umbria e l’Italia nel mondo e ad ottenere la DOCG.

Curiosità

Pare che fu l’Imperatore Federico II di Svezia a cambiare il nome a questo borgo, essendosi accorto del grande numero di falchi che si aggiravano nei paraggi durante le sue visite. Alla città quindi, già denominata Coccorone, fù dato il nome Montefalco. 

Dove mangiare

Siete nella zona del Sagrantino e del cibo buono. Difficilmente mangerete male. Anche nelle enoteche offrono taglieri di salumi e formaggi di ottima qualità. Noi siamo riusciti a prenotare un tavolo alla Via di Mezzo, l’osteria del famoso chef di Sky Gambero Rosso, Giorgio Barchiesi, alias Giorgione orto e cucina. Ristorante a conduzione familiare, accogliente, casereccio, con un buon rapporto qualità prezzo. 

Bambini e animali

Non ci sono molte cose da fare con i bambini nel centro storico di Montefalco, se non passeggiare per negozi e fermarsi per qualche minuto al parco giochi del paese, piccolo ma ben attrezzato. Gli animali sono ben accetti ovunque nei locali.

 

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