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Santa Maria la Scala. Viaggio on the road in Sicilia con i bambini.

 

Borgo di pescatori. Alcova di amanti. Paradiso di poeti e scrittori. Angolo delizioso baciato dal sole. Paese di mare. Profumo forte di salsedine. Spiagge di sassolini levigati dalle maree. Santa Maria la Scala è poesia, è respiro pulito, è passeggiata lieve

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Santa Maria la Scala, Sicilia on the road con i bambini

A pochi minuti da Acireale, il piccolo borgo di Santa Maria la Scala è una chicca imperdibile se si è in vacanza sulla costa ionica  siciliana. Una deliziosa oasi caratterizzata da pochi ed eleganti palazzetti di fine ottocento, appartenuti un tempo alla borghesia dell’isola, che si innalzano lussureggianti sul lungomare fino alla piccola spiaggetta dei sassolini. È qui che  si trova il vecchio mulino che, dal 1500, viene costantemente alimentato dalle acque che sgorgano dalle viscere della Timpa, una riserva naturale di grande rilevanza naturalistica.

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Foto di Silvia Vinciguerra

La spiaggia dei sassolini

Il rivolo trasparente, ghiacciato e veloce nella sua discesa,  leviga i piccoli sassi che vanno a formare  una caletta accogliente e soleggiata. Le persone del luogo riescono abilmente a sdraiarsi sui sassi a prendere il sole.

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Ancora oggi, si possono osservare i vecchi pescatori che riparano pazienti le reti sul molo e le anziane tessitrici che ricamano sugli usci e sui balconi. Per le strade profumo di moka e di ragù. Dialetto siciliano. Gatti sdraiati al sole. Un borgo dove il tempo sembra essersi fermato. 

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Foto di Silvia Vinciguerra

La Grotta delle colombe a Santa Maria la Scala

Il borgo marinaro di Santa Maria La Scala è famoso, oltre che per le sue bellezze naturalistiche, per la Grotta delle Colombe che, secondo la leggenda, fu rifugio di Aci e Galatea, due giovani amanti il cui destino fu segnato dalla gelosia del dio Polifemo.

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La leggenda di Aci e Galatea

Si narra che Aci fosse un giovane pastore, figlio di Fauno, innamorato di una bellissima ninfa di nome Galatea. Sfortunatamente, anche Polifemo si invaghì della giovane  Galatea e per averla avrebbe fatto di tutto. La bellissima ninfa continuava a rifiutare ogni tentativo da parte di Polifemo, così il ciclope per vendicarsi di ogni suo rifiuto, decise di uccidere il povero Aci. Un giorno, mentre Aci e Galatea si trovavano in riva al mare, Polifemo scagliò addosso al pastore un grosso scoglio. Aci morì così, lasciando Galatea nello sconforto, che pianse infinite lacrime per la perdita del suo amato. Gli dei dell’Olimpo e le ninfe ebbero pietà di lei, e trasformarono il sangue di Aci in un fiume, che ha la sua sorgente sull’Etna e confluisce proprio nella spiaggia in cui i due innamorati erano soliti incontrarsi. La particolarità di questo fiume è che in alcune zone si presenta proprio con un colore rossastro, tanto che viene chiamato U sangu di Jaci (il sangue di Aci).

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Foto di Silvia Vinciguerra

Dove mangiare a Santa Maria la Scala. Trattoria Scalo Grande  

Uno dei ristoranti più suggestivi e deliziosamente tipici in cui ci siamo imbattuti durante il nostro road trip in Sicilia è indubbiamente la trattoria Scalo Grande, sulla parte alta del borgo. Una splendida terrazza baciata dal sole, circondata dal mare, dove mangiare ottimo pesce fresco sapientemente preparato secondo le ricette tipiche marinare. Abbondanti antipasti, crudi incredibilmente freschi. Inoltre prelibati primi piatti e pescato del giorno da aggiungere all’assaggio, semplicemente grigliato o al sale. Questo è la trattoria Scalo Grande. Nessun imbroglio. Tutto a chilometro zero, come le verdure dei contorni. Atmosfera genuina, come il sapore dei piatti proposti da Carmelo, il proprietario, tutti a base di pesce freschissimo tirato su dal porto sottostante. E poi … pranzare con una splendida vista sul golfo, tra sentore di salsedine e vento caldo di scirocco, sorseggiare vino autoctono con il viso scaldato dal sole della Sicilia, non ha prezzo. 

 

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