Abbiamo preferito salutarti così, in mezzo al mare, con le tavole che tanto ci hai spronato ad usare. Ti abbiamo salutato tra le onde, annusando il profumo della salsedine e con la sabbia nei capelli. Un saluto che più ti si addiceva, perché il mare era la tua essenza.
Zio Leo
A te, che hai creato una grande famiglia nemmeno con troppa fatica, semplicemente imprimendo nei componenti semplici ideali di convivenza. L’umiltà, la collaborazione, la condivisione del reef. Non solo local ma anche integrazione e ospitalità sull’onda, sempre nel pieno rispetto delle regole. Sei stato guida, mentore, organizzatore, legante indispensabile. Hai sempre spronato noi tutti a viaggiare, a confrontarci, a non lesinare sui rapporti, a non litigare, ma a discutere sulle nostre posizioni davanti ad una birra. Ci hai insegnato a costruire rapporti semplici, ma autentici. Ed eccoci oggi a salutarti nell’unico modo in cui potevamo farlo. Con le nostre tavole.
Foto di Jasmine Miele
Gaeta Surf Master
Riuniti Da Benedetto, come solevamo fare durante i Surf Master che tanto amavi organizzare, a Novembre, sulla spiaggia di Sant’Agostino a Gaeta. Eravamo davvero tantissimi, ogni oltre aspettativa.
Surfisti proveniente da tutta la Provincia di Latina, da Napoli e da Roma, si sono uniti agli storici local per darti l’ultimo saluto, con un Paddle Out davvero commovente. L’uscita in mare, la deposizione della corona tra le onde da parte dei figli Lucrezia e Niccolò, il lancio dei fiori di tutti i surfisti partecipanti, stretti in un grande cerchio come a formare un abbraccio intorno ai ragazzi. Parole davvero toccanti quelle del veterano Maurizio Rossi, che ha improvvisato un discorso sul reef. ” Leonardo è stato capace di riunire tutti anche senza la sua presenza”.
Una serata tra i ricordi
E così è stato. Momenti magici, quelli che si sono creati nell’arco della serata, sulla spiaggia. L’immancabile birra al tramonto, i ricordi dei viaggi condivisi con zio Leo in cerca dell’onda perfetta, abbracci, attimi di aggregazione che da tempo mancavano all’interno del gruppo surfistico gaetano.
L’abbraccio fraterno degli altri surf club italiani
Insieme a noi, alle 19:00 di mercoledì 28 agosto, si sono uniti in un Paddle Out commemorativo in onore di zio Leo anche gli amici di Viareggio, presso la surf school di Stefano “Ghighi” Giuliani al bagno Milena, e gli amici di Fregene, grazie alla disponibilità del Surf Club di Marco Parri.
Fregene
Viareggio
Un ringraziamento speciale a tutti i ragazzi del Mdc Surf club di Gaeta e un grazie speciale a chi si è aggiunto alla commemorazione negli altri spot d’Italia. E a te zio Leo… Buona onda!
Gaeta, Marzo 1956
E' ancora notte. Fuori la luna illumina una porzione di mare, quella che si riesce a vedere dalla finestrella del vicolo. Fa freddo. Il braciere si è quasi spento. Bisogna uscire, nonostante tutto. Bisogna portare qualcosa da mangiare a casa. Gli strati di vestiti non sempre riescono a dare calore, ma basterà aspettare pazientemente il sorgere del sole per cominciare a godere dei suoi tiepidi raggi. I cosciali sono fuori l'uscio. Sul tavolo una tiella. Di scarola. Il mare non è stato clemente nei giorni scorsi. L'orto invece ha lavorato bene quest'inverno. La tiella è amorevolmente avvolta in un canovaccio, che oltre a tenerla al riparo da polvere e insetti, la terrà morbida per qualche giorno. In mare si sa quando si esce, ma non si sa quando si torna. Ecco il molo. Ecco la barca. Le reti attendono di essere calate. Il fagotto sotto il braccio, il freddo sul collo, la speranza di tornare a terra con qualcosa da vendere, e da mangiare.
A mio nonno.
La tiella di Gaeta
Nasce così la tiella di Gaeta. Nasce come piatto povero, piatto di sopravvivenza. Era una pietanza che rimaneva commestibile diversi giorni, e quindi ideale da tenere a bordo durante le sedute di pesca, o da portare in campagna, dove i contadini solevano consumarla assieme ad un bicchiere del proprio vino. Apportava un discreto livello nutrizionale, abbinando le proteine del pesce o le vitamine delle verdure ai carboidrati del pane.
Con il suo ripieno racchiuso tra due sfoglie di pasta lievitata è un piatto che dura più giorni. E più passano i giorni e più diventa buona. Il suo profumo è inconfondibile, e ogni volta mi riporta ai racconti di mia nonna. Ai suoi tempi il forno in cucina era una rarità, un lusso. Allora si preparavano in casa l’impasto e i ripieni, si assemblavano le tielle e si portavano a cuocere al panificio più vicino. L’odore durante la cottura si spandeva per ogni vicolo, lasciava la scia sulla strada del ritorno. Questa è la tiella per noi gaetani. Ricordi d’infanzia, autenticità, profumo di casa, attaccamento alle nostre origini.
Ma …come si fa la tiella di Gaeta?
La Tiella di Gaeta è uno dei più antichi, e famosi aggiungerei, prodotti del Lazio. E’ composta di due sottili strati circolari di pasta, posti uno sull’altro, chiusi lungo i bordi con le dita. Il ripieno può essere di terra o di mare, a seconda della reperibilità e della disponibilità dei prodotti. Non è semplice da fare; io ad esempio non sono mai riuscita a farla come quella di mia mamma o di mia nonna. Una buona tiella gaetana deve essere umida, ma non spugnata dal ripieno.
Deve essere inoltre ben cotta sia sulla superficie che nella parte bassa a contatto con la teglia. Va sempre “massaggiata” molto bene in superficie con tanto olio extravergine di oliva. Olio di Gaeta ovviamente. La parte più bella durante la preparazione, è bucherellare con la forchetta lo strato superiore, in modo da evitare rigonfiamenti nella superficie. Il segreto per una tiella doc è sicuramente la qualità dei prodotti usati per il ripieno. Dal polpo, alle alici, alla tiella di scarola e baccalà, numerose sono le combinazioni che vanno a creare il ripieno di questo piatto tipico di Gaeta. Volete la ricetta?? Vi lascio il metodo di preparazione e la ricetta della mia tiella preferita, quella di polpo!
Come preparare la Tiella di Gaeta
Gli ingredienti
Per l’impasto:
1 kg di farina 00
500 ml di acqua
25 grammi di lievito di lievito di birra
20 grammi di sale
4 cucchiai di olio extra vergine
Bisogna sciogliere il lievito di birra in 500 ml di acqua tiepida. Dopo aver setacciato la farina su una spianatoio, puoi procedere con l’impasto. Fai assorbire alla farina l’acqua con il lievito sciolto, aggiungendo sale e olio. Continua ad impastare, fino ad avere tra le mani un composto liscio e compatto. Ora metti la pasta a lievitare, in un luogo caldo, possibilmente privo di correnti d’aria. Mia nonna metteva la ciotola al sicuro, coperta da pellicola trasparente e un bel canovaccio, nell’armadio della camera da letto. 🙂
Dopo qualche ora, a lievitazione completata, suddividi l’impasto in base a quante tielle hai intenzione di preparare. Non strappare mai l’impasto con le mani! Usate sempre un coltello. Stendi quindi la pasta col mattarello di legno, cercando di fare una sfoglia sottile, dal diametro di qualche centimetro più grande rispetto alla circonferenza della teglia che andrai ad usare. L’eccesso ti servirà per creare i bordi.
La tiella di polpo: come preparare il ripieno
Gli ingredienti:
Polpo bollito
Pomodorini ciliegino
Olive nere di Gaeta
Prezzemolo
Sale e peperoncino
Olio extra vergine
La preparazione
Bolli il polpo, dopodiché taglialo in piccoli pezzi. Versa il tutto in una ciotola, aggiungendo i pomodorini tagliati a dadini piccolissimi, il prezzemolo tritato, sale, peperoncino secondo il vostro gusto, e le olive snocciolate. Amalgama tutto con un filo d’olio d’oliva. La tua farcia è pronta. Ti consiglio di bollire il polpo con largo anticipo, e di preparare il ripieno mentre la pasta lievita beatamente nell’armadio.
Come farcire e chiudere la tiella
Ora che hai sia l’impasto che il composto pronto, puoi iniziare a farcire la tiella. Spennella il fondo della teglia con abbondante olio, e adagiaci la sfoglia precedentemente stesa. Con l’aiuto di un cucchiaio, trasferite il composto sulla sfoglia, compattalo e livellalo.
Dopodiché copri il tutto con un altro strato sottile di impasto, delle stesse dimensioni del sottostante. Ora, aiutandoti con le dita, unisci i due strati, creando dei bordi che impediscano alla farcia di traboccare durante la cottura in forno.
Cerca di lasciare i bordi sottili, aiutandoti con un coltello laddove ci fossero eccessi di pasta. “Massaggia” la superficie con olio extravergine d’oliva e fai dei fori con la punta della forchetta, facendo attenzione a non bucare anche il fondo.
Cuocere la tiella, un passaggio fondamentale
Passa quindi la teglia in forno, statico e preriscaldato, a 200 gradi per circa venti minuti. Ovviamente il tempo potrebbe variare a seconda del forno che usi. Bisogna regolarsi in base alla colorazione della superficie. Se si colora troppo nella parte superiore, sposta la griglia nella parte bassa, in modo da cuocere la tiella in maniera uniforme. Una volta pronta, bisogna toglierla dalla teglia e lasciarla raffreddare su una gratella. Ora puoi gustare una fetta di tiella di polpo fatta in casa, mangiandola rigorosamente con le mani!!
Piccolo consiglio
Con l’impasto avanzato, la nonna preparava le lettere iniziali dei ripieni, da apporre sulle tielle. Su questa ad esempio, avrebbe messo una bella “P” di polpo. Una piccola “S” sulla tiella di scarola, una “Z” su quella di zucchine e formaggio, una “A” su quella di alici. In questo modo si riconosce subito il ripieno senza necessariamente doverla tagliare. Le varianti di ripieno sono molte, ma io rimango legata alle più classiche. Ricordo che proprio in questo periodo, in primavera, nonna preparava anche la tiella di “cas e ov”, ripiena di formaggio marzolino e uova. Due prodotti facilmente reperibili nel mese di marzo e aprile, per via dell’abbondanza del latte di capra e delle uova fresche delle galline che avevamo in campagna. Mesi ideali anche per la preparazione del Tortano gaetano.
Le foto di questo articolo sono state scattate da Stefano Viola.
Sei mai stato a vedere le Luminarie di Gaeta? Siamo stati con i bambini nella bellissimacittà del sud pontino, conosciuta per le sue grandi spiagge e il suo mare cristallino, per assistere alla grandiosa manifestazione “Favole di luce”, partita il 3 Novembre con un afflusso record di persone da ogni parte d’Italia e che continuerà fino al 20 Gennaio, con tantissimi eventi in programma. Ecco la nostra esperienza.
Gaeta, Corso Cavour tra coralli e stelle marine
Le Luminarie di Gaeta
Quest’anno ci sono molte novità, dalla casetta caramellosa all’orsetto pasticcione in Via dell’Indipendenza. Basta solo seguire il percorso e in ogni angolo appariranno le coloratissime installazioni da fotografare. Si respira già aria natalizia ovunque, con la musica in filodiffusione in ogni quartiere e le vetrine addobbate a festa. Munisciti di una mappa quindi e organizza il percorso in base alle tue esigenze. Noi siamo partiti da Villa delle Sirene, dove abbiamo scattato tantissime foto tra i tentacoli del polpo Casper, e siamo arrivati a Gaeta Medievale, dove siamo stati accolti dall’enorme gigante della foresta, un gorilla altissimo che sembra fare la guardia alla ruota panoramica che si trova al Molo Santa Maria.
Casper, il polpo dai magici abbracci
Molto carino anche il regno di ghiaccio che, sempre a Gaeta Medievale, addobba i giardinetti pubblici. I bambini hanno giocato tra i pinguini e gli igloo luminosi. Siamo passati poi nel romantico tunnel dei desideri, dove è impossibile non scattare intriganti fotografie, e siamo arrivati alla stazione del trenino panoramico. A bordo di “Gaetanino il trenino” abbiamo scovato il delfino giocoso sul Lungomare di Serapo, un mega maxibon (purtroppo non commestibile ma egregiamente illuminato) sul tratto iniziale di Gaeta Medievale, e siamo passati per il meraviglioso viale alberato per tornare alla stazione principale. Qui, nella piazza del comune, si trova un moderno e altissimo albero di Natale sotto il quale è stata allestita una spaziosa pista di pattinaggio su ghiaccio. Nella piazza inoltre ci sono diversi playground per i bambini. Insomma non si sta fermi un attimo.
Il grande albero di Natale nella Piazza del Comune di Gaeta, e la pista di pattinaggio su ghiaccio
Lo spettacolo della Fontana di San Francesco alle Luminarie di Gaeta
Da non perdere lo spettacolo della Fontana di San Francesco, con i suoi giochi di acqua e di luce accompagnati da musica, balletti e fuochi d’artificio. In più sul corso principale, è possibile visitare il presepe di ghiaccio più grande d’Italia.
Gaeta, L’incanto della Fontana di San Francesco
Eventi per i bambini alle luminarie di Gaeta
Molti gli eventi in programma, tra manifestazioni gastronomiche e sportive. La città ospiterà inoltre il World Ice Art Championship, il campionato mondiale di sculture su ghiaccio. Una meravigliosa esperienza per i bambini, che rimarranno incantati dal modo in cui i grossi cubi di ghiaccio prendono forma e diventano delle fantastiche sculture.
Ma tantissime sono le attività dedicate ai più piccoli. Dal teatro di burattini sito sul lungomare, alle Xmas Experience presso i Bastioni La favorita che si tengono ogni sabato e domenica, con yoga per i bimbi, letture animate e tanto altro ancora. E poi, perché non dedicarsi allo shopping nei graziosi mercatini di Natale? Non solo Trentino quindi, anche in una località di mare potrete trovare prodotti gastronomici e oggetti di artigianato in un atmosfera da sogno.
La casetta caramellosa in Via dell’Indipendenza a Gaeta
La casa di Babbo Natale
La chicca della manifestazione a mio parere è il bellissimovillaggio di Babbo Natale, il più bello che ho visto nel Lazio. Ci ha accolto un fiabesco giardino innevato, e proseguendo il percorso ( ci sono scale) siamo stati catapultati nell’accogliente casa di Babbo Natale in persona, che sulla sua poltrona accoglie i bambini e prende in carico le loro letterine con i desideri. Un elfo ci ha fatto conoscere la Signora Befana, che nella sua calda cucina ci ha regalato biscotti e caramelle. Le stanze sono veramente curate in ogni dettaglio. Non volevamo più uscire! Per i bambini è stato davvero emozionante.
Consigli utili
Le installazioni sono situate in molti punti della città, quindi è meglio munirsi della mappa e studiare bene il percorso. A piedi, soprattutto se avete bambini, diventa impegnativo. In centro però ci sono le navette che fanno da spola fino a Gaeta Medievale, e i due simpatici trenini turistici che vi porteranno a spasso tra i principali quartieri per ammirare le scenografiche luci.
Unico problema. La carenza di parcheggi. Il comune per l’occasione ha messo a disposizione la sosta GRATUITA all’interno del Piazzale “Salvatore Bisbiglia”, sito in località Calegna. Tutte le altre informazioni su parcheggi, eventi e prenotazioni potete trovarle sul sito dedicato alla manifestazione, Gaeta si illumina: favole di luce
Portate con voi sciarpe e cappellini per i bambini. Sul trenino può arrivare vento.
Se volete mangiare in uno dei ristoranti di Gaeta vi consiglio di prenotare con molto anticipo. Soprattutto nel week end c’è il pienone.
Inoltre è stata creata un’App ufficiale, Favole di Luce, per smartphone e tablet, con la quale potrete aggiornarvi su tutti gli eventi e sulle possibili variazioni.
Finalmente settembre. Il mese più bello per godersi il mare di Gaeta. Vento favorevole, mare calmissimo. Giornata fantastica per prendere il paddleboard ed esplorarevia mare le sette spiagge di Gaeta.Decidiamo di fare una traversata sotto costa provando ad arrivare alla spiaggia di San Vito partendo dalla spiaggia di Serapo. Distanza stimata circa 6 chilometri.
Alla scoperta delle spiagge di Gaeta
La Grotta del Turco
Andiamo prima verso sinistra alla scoperta della Grotta del Turco, una spettacolare fenditura della montagna, che vissuta da mare scatena meravigliose sensazioni.
Calma e silenzio. Frescura. Il fruscio del mare cristallino che accarezza gli scogli. Dalla tavola non si vede il fondo. Credo che in questo punto il mare sia molto profondo. Con il sole si creano degli splendidi riflessi verdi e turchesi sull’acqua. I pesci nuotano al sicuro, visto che è una parte della zona protetta della Riserva Naturale di Monte Orlando. Guardando verso l’alto si può apprezzare la magnificenza dell’intera grotta, uno spettacolare antro naturale. Si dice che questa grotta sia così chiamata perché negli anni del Ducato di Gaeta, nel IX secolo, i saraceni vi si nascondevano con le loro navi, per poter cogliere di sorpresa le imbarcazioni in transito nella zona, attaccandole e depredandole dei loro carichi.
Nella grotta del Turco di Gaeta in Paddleboard
Fontania. Le sette spiagge di Gaeta
Ci dirigiamo poi verso la spiaggia di Fontania. Acqua traslucente, scogli che affiorano in maniera ordinata sull’orlo dell’acqua. La spiaggia conserva ancora i resti della sontuosa villa dell’epoca romana del console Gneo Fonteo, dal quale prende il nome.
A brevissima distanza dalla spiaggia di Fontania ci accostiamo allla “Nave di Serapo”, un isolotto roccioso così chiamato perchè da lontano ricorda lo scafo di una nave. Secondo una leggenda infatti, pare fosse stata la nave dei Feaci, tramutata in pietra dalla Maga Circe, ferita perché questi avrebbero riportato Ulisse nella sua natìa Itaca, allontanandolo da lei.
La spiaggia dei Quaranta Remi e il Pozzo del Diavolo
Quindi andiamo verso il Pozzo del Diavolo, o Pozzo delle Chiavi, una grotta in cui ci infiliamo cautamente, che presenta un camino che si apre all’esterno, sulla collinetta sovrastante
La cavità marina ci lascia senza fiato. Le rocce ci avvolgono con il loro silenzio e con i colori tenui dovuti alla scarsa infiltrazione della luce dall’alto.
Spalle al pozzo, continua l’escursione, e giungiamo nella caletta più bella del golfo. La trasperenza dell’acqua è impressionante. I colori vanno dal verde chiarissimo all’azzurro intenso. Si può giungere fin qui solo a nuoto, in barca, canoa, pedalò…o come noi con i sup. La bellissima spiaggia dei Quaranta Remi merita una visita. Nuotare in queste trasparenze rigenera corpo e mente.
La spiaggia dell’Ariana
Continua la nostra traversata verso la spiaggia dell’Ariana, un tratto di costa sabbiosa a circa 3 chilometri dal centro di Gaeta, raggiungibile lato strada dalla Litoranea. Da mare ci avventuriamo passando attraverso ai famosi “tre cani”, tre grandi scogli vicini che sono il segno distintivo di questa spiaggia.
Le Scissure e la spiaggia dell’Arenauta
Oltrepassando il promontorio ci troviamo alle Scissure, con la torre omonima che troneggia sul promontorio, e il suo arenile di sabbia finissima. Qui il mare non ha nulla da invidiare a quello dei Caraibi.
Torre Scissure a Gaeta in Paddleboard
Siamo così giunti alla spiaggia dell’Arenauta. La sabbia è molto fine, e la trasparenza dell’acqua, nonché la sua inaccessibilità, rendono questo tratto di costa un vero paradiso. La spiaggia dell’Arenauta infatti è anche conosciuta come Spiaggia dei 300 gradini, proprio perché l’unico modo di raggiungere l’arenile sottostante è scendendo appunto 300 scalini. Un paradiso naturale e ancora selvaggio, che in questo periodo è quasi deserto.
La baia di San Vito. Le spiagge di Gaeta
La Baia di San Vito in sup
La pagaiata è impegnativa in questo tratto, per via delle molte imbarcazioni che sopraggiungono. Ma comunque riusciamo ad arrivare finalmente alla baia di San Vito, che si trova subito dopo l’omonima Torre sul promontorio. Uno dei luoghi più belli di tutta la riviera pontina. Calette, grotte marine, acque limpide e sorgenti naturali rendono questa baia un paradiso. Finalmente un meritato tuffo.
Tempo di percorrenza: 1 ora e 37 minuti ( ma ci siamo fermati per le foto in tutte le baie, mediamente si impiegano in paddleboard 40/45 minuti). Distanza percorsa: 6,65 km. Calorie bruciate: 491, ma anche qualcosa in più..