Cosa vedere a Roma in un giorno, passeggiando con un’amica

Avete mai fatto un piccolo viaggio con un amica? Relegarsi dei momenti per se stesse non è mai una scelta sbagliata.

  Io e Rosanna abbiamo deciso di prenderci due giorni per noi, incontrandoci a metà strada ( io da Gaeta, la mia amica da Sirmione) per goderci Roma e la nostra amicizia  passeggiando  col sole in faccia.

Abbiamo messo due semplici regole:

  • Camminare a piedi, per non tralasciare nessuno scorcio.
  • Niente cellulare! Divieto assoluto di usare Google Map per orientarci, ma affidarci ai cari vecchi cartelli, e ai consigli dei passanti.

Certo, avendo poco tempo a disposizione abbiamo fatto una scelta ben definita su quali e quanti posti vedere. Ma poco importa! Abbiamo tutto il tempo che ci serve e nessuno a cui dar conto, quindi gambe in spalla e via, verso i principali monumenti della città eterna.

Circo Massimo

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Alle 11:00 circa partiamo dal Circo Massimo,  zona in cui non ero ancora mai stata. Devo dire che camminare su questa terra che ha assorbito millenni di storia d’Italia mi fa un pò strano. Poi io lavoro molto di fantasia, e quindi seduta sulla ghiaia, ho cominciato a vedere i carretti trainati da cavalli sudati, la polvere tutt’intorno ad incorniciare la gara. Il tifo, le urla dei Romani che inneggiano  alla vittoria di un cavallo rispetto ad un altro, le scommesse, le donne con i loro candidi pepli che si distraggono con qualche pettegolezzo.  E finalmente la proclamazione del vincitore!

Sapevate che  i concorrenti che gareggiavano in questa arena si giocavano molto di più del loro prestigio o di un premio?  Eh già,  erano soprattutto schiavi che lottavano per la propria libertà!

Bocca della verità

A due minuti a piedi dal Circo Massimo, scendendo per Via della Greca,  si trova la Bocca della Verità, divenuta famosa grazie al film “Vacanze romane”.

Altro non è che un tombino, ma la sua fama non ha confini. Secondo una leggenda pare che la bocca morda la mano di chi dice le bugie. La fila per testare la lealtà del proprio amato è davvero infinita. Ci sono un centinaio di turisti in coda e noi non abbiamo tempo di aspettare. Salutiamo qualche giapponese passando oltre, e ci dirigiamo verso il Tevere.

Trastevere

Passiamo sul Ponte Palatino, e imbocchiamo Via dei Vascellari. Eccoci a spasso nei vicoli di Trastevere. Ogni angolo qui sembra una cartolina. Angoli preziosi, angoli folcloristici. Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieSubito veniamo assorbite dalla quotidianità del rione. Camminiamo spensierate fotografando anche gli scorci più insoliti.

Ci riposiamo sulla scalinata di Piazza Trilussa, guardiamo un  pò il fluire del traffico, poi ci immergiamo di nuovo nelle sue viuzze.

Pranzo a Trastevere

Veniamo attratte da un osteria tipica in una piazzetta di Trastevere.  Non sò se ad attirarci è stata la musica di Lando Fiorini, la vespa Special parcheggiata all’esterno, o le fiaschette di vino che decorano ogni angolino di questo locale.

Fatto sta che ci accomodiamo su uno dei tavoli esterni. Le temperature sono miti e approfittiamo del caldo sole di mezzogiorno. La cameriera ci parla in romanesco, ci porta vino della casa. Prendiamo la famosa coda alla vaccinara (divina) e due carciofi alla romana. Ci lasciamo coccolare dal vento tiepido e leggero. Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieNon dimenticheremo lo stile tipicamente romanesco dell’Osteria Rugantino di Trastevere. Ma dobbiamo continuare la nostra passeggiata. Salutiamo calorosamente i ragazzi che ci hanno servito e ripartiamo.

Non so come, ci troviamo a Campo dei fiori. Il caratteristico mercato romano famoso in tutto il mondo. Da un lato ci chiamano per farci accomodare nei ristoranti che contornano la piazza, dall’altro cercano di venderci carciofi e misticante. Superiamo questo allegro quadretto e ci infiliamo in Via dei Cappellari.

Una viuzza magica, sospesa tra antico e moderno. Via dei Cappellari, da poco  intitolata Via della Poesia, rapisce lo sguardo e i sensi. La passeggiata è resa piacevole dalle tante botteghe artistiche che si incontrano durante il tragitto.

Piazza Navona

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Ci dirigiamo verso Corso Vittorio Emanuele, e seguendo Via della Cuccagna , ci incamminiamo alla ricerca di Piazza Navona. La troviamo relativamente presto, anche grazie alle indicazioni dei passanti. Ci affacciamo sullo spazio enorme che intercorre tra le fontane, e scattiamo e ci facciamo scattare qualche foto dai giapponesi in vacanza. Se dovete chiedere foto a qualcuno optate sempre per i giapponesi. Fanno delle foto fantastiche!

Pantheon

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Il Pantheon ci spunta davanti all’improvviso. E’ uno dei monumenti più interessanti di Roma, ed è anche quello meglio conservato. Una grande testimonianza di quanto i Romani tenessero al culto degli dei. Nell’edifico c’è un unica finestra a forma di oculo, sulla cupola, da cui entra la luce.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieIntorno all’oculo si sono sviluppate diverse leggende nel corso dei secoli. Secondo una racconto medievale, l’oculo del Pantheon sarebbe stato creato dal diavolo, per scappare dal Tempio.  Mentre un altra leggenda narra che  la pioggia non riuscisse ad entrare dall’apertura perché trattenuta dai densi fumi delle candele accese all’interno. Invece nel Pantheon sembra entrare una gran quantità d’acqua durante le forti piogge, ma il pavimento è stato concepito con  22 forature che permettono alla pioggia di filtrare.

Fontana di Trevi

Durante il percorso che ci porta alla Fontana di Trevi ci concediamo un pò di shopping, e facciamo qualche foto con alcuni artisti di strada, che troviamo lungo il percorso. Capiamo che siamo molto vicine alla meta perché cominciamo a sentire uno scroscio d’acqua e un gran vociare. La fontana è completamente accerchiata da una folla di turisti.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieA mala pena riusciamo a farci spazio per arrivare fino alla base. Scattiamo qualche foto ricordo a lanciamo la monetina di rito. Risulta davvero difficile riuscire ad ammirarla per via degli spintoni degli avventori, ai quali ci tocca lasciare spazio. Ci rimettiamo in cammino. Next stop..Piazza di Spagna.

Piazza di Spagna

Senza l’ausilio dei numerosi passanti da noi interpellati dubito che saremmo riuscite ad arrivare a Piazza di Spagna. Ci siamo infilate in Via della Stamperia, abbiamo attraversato Via del Tritone e subito imboccato Via del Nazareno.  Il caldo e la lunga camminata cominciano a farsi sentire sulle nostre gambe ormai stanche e dolenti. Ma arriviamo a Piazza di Spagna relativamente presto.  Ci sediamo qualche minuto sui gradini consumati di Trinità dei Monti. Ci godiamo lo shopping dei turisti dall’alto. La Piazza ha sempre il suo perché, e nonostante le innumerevoli volte e le numerose foto scattate su questa scalinata, sembra sempre di provare un emozione nuova. La Fontana della Barcaccia del Bernini sembra essere in posa per permettere ai turisti di scattare foto ricordo.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligieSapete cos’è una barcaccia?  Era una tipica imbarcazione che, nell’antica Roma, veniva usata per il trasporto fluviale di botti di vino, e che aveva  le fiancate particolarmente basse, proprio come riprese dal Bernini nella sua opera,  per facilitare l’imbarco e lo sbarco delle botti stesse.

Colosseo

Non si può visitare Roma senza passare obbligatoriamente dal Colosseo. Un militare gentile ci spiega come arrivare da Spagna al Colosseo, seguendo via del Traforo. Ci vuole più o meno mezz’ora di camminata. Non demordiamo.  Sono le 17 e 30, abbiamo ancora un oretta da dedicare alle bellezze romane. Seguiamo i gruppi di turisti più che i cartelli, ed infatti ci portano direttamente alla nostra ultima tappa, ma passando dai Fori Imperiali.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie Facciamo una magnifica passeggiata ammirando il Foro di Augusto, il Tempio di Marte, il Foro di Nerva e il Tempio della Pace. Quanta storia dietro a questi monumenti, la cui costruzione è iniziata nel 40 A.C., e nonostante gli ampliamenti, gli incendi, i restauri e le ricostruzioni, i Fori Imperiali sono arrivati quasi intatti fino ad oggi.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie Arriviamo finalmente al Colosseo, ma troviamo i lavori per la realizzazione di una terza linea della metropolitana, quindi da un lato il panorama è un pò penalizzato.  Ma l’allure  dell’anfiteatro più famoso del mondo è indiscutibile. Maestoso, imponente, circondato da una folla indescrivibile, arrivata fin qui da chissà quali e quante parti del mondo. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, è l’unico monumento europeo che è stato anche incluso fra le Nuove sette meraviglie del mondo. 

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Ammiriamo la sua figura armoniosa e maestosa, ma ricordiamo il motivo per cui questo anfiteatro fù costruito, e che per centinaia di anni è stato spettatore e contenitore di infinite tragedie. Le lotte senza scampo tra schiavi e belve feroci, le condanne a morte, i combattimenti tra gladiatori.  L’aspetto più sconcertante di questa usanza era senz’altro  l’entusiasmo con il quale il pubblico seguiva lo spettacolo. I Romani erano accecati da questi “giochi”, così usavano chiamarli, che versavano sangue e lacrime tra clamorosi applausi e celebrazioni.

Vedere Roma a piedi in un giorno, viaggio con un amica, trevaligie

Bene, siamo arrivate alla fine della nostra giornata romana, siamo stanche ma abbiamo il viso abbronzato, i capelli profumati di storia, gli zaini pieni di esperienze, gli occhi pieni di persone gentili.  Abbiamo percorso a piedi quasi tutto il centro storico romano, senza l’ausilio di cellulari. Imbocchiamo finalmente l’entrata della Metropolitana che ci porterà al nostro albergo, dove finalmente potremo riposarci. L’ultimo regalo che ci fa Roma è un meraviglioso tramonto sul complesso monumentale del moderno quartiere dell’EUR, che ammiriamo beatamente sedute dalla nostra stanza d’albergo. Domani si torna a casa.

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Alla scoperta del Borgo di Gaeta: il piccolo museo del vino

Gaeta, la “Perla del Tirreno”, vanta due splendidi centri storici: il borgo di Elena e il centro storico di Gaeta Medievale. Sono molto diversi tra loro, culturalmente e stilisticamente parlando. Gaeta medievale sfoggia, all’interno del suo intreccio di stradine, vicoli e scalinate, importanti chiese e monumenti storici.

Il Borgo di Porto salvo

Il borgo di Elena invece, o borgo di Porto Salvo, è il “budello” gaetano, fatto di vicoli, portoncini antichissimi, negozietti tipici e vecchie piazzette

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

La vecchia Elena, nota come Via dell’Indipendenza, con la sua pavimentazione di basoli, è ricca di vicoletti che si affacciano sia verso l’interno che verso il mare. Da sempre paese di mare e di campagna, dai vicoli interni i contadini raggiungevano i terreni coltivati, mentre i pescatori dalla parte esterna ormeggiavano le loro barche.  La passeggiata è lunga, nella prima parte si trovano i negozietti tipici, mentre nella parte finale, anch’essa ricca di storia, i vicoli si trasformano in scalinate, dette Castelli, dove si trovano le caratteristiche case  su più piani comunemente denominate case dei pescatori. Proprio in questa zona infatti, denominata “Peschiera”, si trova  il peculiare Mercato del Pesce, di fronte alla darsena di Porto Salvo. Qui  le paranze attraccano al tramonto, dopo le lunghe battute di pesca, portando con loro una scia di gabbiani in cerca di cibo.

I rioni storici

La nostra attenzione si concentrerà proprio su questo borgo di pescatori e contadini assieme, ricco di sfaccettature che spesso, distrattamente, non si riescono a cogliere. Passeggiando in Via dell’Indipendenza in maniera attenta invece, si riesce ancora a sentire l’odore del ragù preparato dalle massaie, il profumo delle tielle appena sfornate, l’aroma dei panni stesi ad asciugare al sole, l’odore dei broccoletti in inverno e delle fragole fresche in primavera, che le contadine vendono all’entrata dei vicoletti proprio come un centinaio di anni fa.

Il borgo di Elena si suddivide in tre rioni, che prendono il nome dalla parrocchia a cui appartengono. Il rione di San Giacomo, nella primissima parte, che è anche la più commerciale, il rione di San Cosma nella parte centrale, e il rione di San Carlo nella parte finale.

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Abbelliamo Gaeta

Iniziamo il nostro viaggio tra le piccole perle di Gaeta proprio dal rione San Giacomo, la parte più vissuta della città. Qui si concentrano la maggior parte delle attività commerciali, ed è una porzione di borgo molto frequentata sia dai cittadini che dai turisti. Per molto tempo questa zona è caduta nel dimenticatoio, usata per lo più come punto logistico, per spese e/o commissioni veloci. Grazie allAssociazione Abbelliamo Gaeta invece, si sta avendo una riabilitazione di questa porzione di territorio, cominciata proprio con la creazione del Piccolo Museo del Vino, un mini polo museale a cielo aperto, collocato nel vico 2 di Via Dell’Indipendenza.

Il piccolo Museo del Vino

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

C’è un piccolo tratto di strada che unisce nella parte superiore i primi due vicoletti di Via dell’Indipendenza, denominato Via delle Grotte. Qui ancora sono visibili le antiche cisterne che venivano utilizzate per la vendemmia. Purtroppo sono chiuse al pubblico perché private. Provate a sbirciare dietro le cancellate di ferro che trovate in questa porzione di via… riuscirete a scorgere gli antichi archi e le mura originali delle vecchie vasche. Proprio per questo motivo è stato scelto il Vico numero 2, perché qui, in passato, i contadini appendevano una frasca di mirto ad un anello posto all’imboccatura del vicolo, per far capire ai passanti che vi era del vino  in vendita.

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Oltre all’anello dove veniva inserita la frasca, si potevano trovare nei capannelli dei vicoli, gli anelli in pietra ai quali venivano legati gli asini al ritorno dal lavoro nei campi. Grazie ai membri all’Associazione Abbelliamo Gaeta, sono stati valorizzati i due vecchi anelli esistenti nel vico, della frasca e delle bestie da soma, valorizzandoli con pannelli indicativi in cui si narra anche un pò di storia locale. Inoltre l’Associazione è riuscita a portare alla luce una porzione delle mura originali delle abitazioni.

Affacciandovi al Vico numero 2 di Via dell’Indipendenza, potrete ammirare tutti gli antichi arnesi che erano necessari alla pigiatura dell’uva. Botti, damigiane impagliate e cassette di legno fanno da cornice al grande torchio, esaltandone la presenza.

Curiosità

Gaeta, Centro storico, Museo del vino, trevaligie

Le sfumature azzurre che si vedono tinte sui particolari del vicoletto, si rifanno al colore tenue ed elegante del mantello della Madonna di Porto Salvo, custodita nella Chiesa degli Scalzi.

 

Ci saranno ulteriori iniziative come questa, volte a ripristinare la funzione storica e sociale del Borgo di Elena. Un progetto lungimirante, quello dell’Associazione Abbelliamo Gaeta presieduta da Gennaro Romanelli, che oltre a prevedere la riqualificazione dei rioni storici di Via dell’Indipendenza, mira alla realizzazione di un borgo più accogliente, dinamico e intraprendente, che possa stupire i turisti ma anche i cittadini stessi, creando un vero e proprio percorso didattico che esalti le origini, la storia, il vissuto quotidiano della nostra piccola grande cittadina.

Ringrazio Paolo Di Tucci per la collaborazione e vi invito a visitare la sua pagina Facebook per poter ammirare altre splendide foto di Gaeta.

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