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Incastonata su uno dei pendii più suggestivi della costa laziale, Sperlonga strega chiunque sia anche solo di passaggio sulla Flacca, la statale panoramica della regione. Si erge fiera, candida come la neve, in una delle insenature più scenografiche della riviera, come a presidiare il mare cristallino e le bianche spiagge sottostanti. Ha un atmosfera eternamente vacanziera, fatta di case imbiancate a calce e peculiari scalinate, vicoletti arredati da geranei colorati e piccole botteghe artigianali. In questo articolo puoi scoprire Sperlonga e cosa vedere in uno dei borghi più belli d’Italia.

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Foto di Stefano Viola

Sperlonga, cosa vedere

Passeggia nel centro storico di Sperlonga

La piccola e accogliente città di Sperlonga ha un delizioso centro storico, sito nella parte alta del paese. Vicoletti e scalinate si alternano a candide facciate. Piccoli portoncini dai colori tenui si godono il via vai delle persone sotto deliziose finestre socchiuse, dalle quali, come a spiare anche lori i passanti, leggiadri tendaggi offrono i loro orli al vento tiepido di primavera. Piccoli locali, per lo più bar e pizzerie, regalano al centro storico un aplomb tipicamente mediterraneo.

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Tavolini in vimini riempiono le esclusive piazzette, dove di sera le luci soffuse creano una magica atmosfera. Negozietti tipici, minute botteghe d’arte, frutterie colorate e un alternarsi continuo di scalinate fanno di questo borgo un vero e proprio gioiello da scoprire pian piano. A tratti le scale divengono ora comode sedute dove riposarsi a sorseggiare un aperitivo, e ancora originali tavolini dove degustare taglieri di salumi e formaggi della zona, tra brezza di scirocco e musica di accompagnamento.

Scendendo verso le spiagge, non mancano scorci di rara bellezza e improvvisi balconcini dai quali ammirare lo splendido panorama del golfo. Piccoli angoli di paradiso che rendono la piccola cittadina di Sperlonga un piacevole luogo dove soggiornare, o anche solo passeggiare durante un incursione giornaliera.

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Foto di Stefano Viola

Scendi sulla “prima spiaggia”

Le enormi spiagge di sabbia fine e i fondali bassi e sabbiosi rendono Sperlonga meta ideale per famiglie con bambini, in cerca di sole caldo e meritato relax. L’arenile principale, quello a cui si accede dal centro del borgo, viene chiamato dagli abitanti la “Prima spiaggia”. Facilmente raggiungibile anche a piedi, è servita da ristoranti e contornata da graziosi alberghi, quindi in ottima posizione per chi non ha l’automobile a disposizione.

Raggiungi ora la “seconda spiaggia”

La “seconda spiaggia” invece, è quella che si dilunga dal porticciolo su cui svetta la Torre Truglia e si estende fino alla famosa Grotta di Tiberio. Molto frequentata soprattutto da giovani, in quanto animata da una vivace movida fino all’ora dell’aperitivo, si raggiunge anche dal centro storico, tramite le suggestive scalette che scendono fino all’accesso della spiaggia. Inoltre, la Spiaggia dell’Angolo, così è chiamato questo tratto di litorale, si può raggiungere anche in auto dalla statale Flacca, tramite una discesa che si trova vicinissima al Museo Archeologico Nazionale, usufruendo dei parcheggi spaziosi che si trovano in prossimità delle dune.

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Sperlonga, cosa vedere. Arriva sulla spiaggia di Ponente

Sperlonga vanta anche una delle spiagge più lunghe e ampie della regione Lazio. Si estende fino al Lago Lungo, verso Terracina, ed è uno degli arenili più attrezzati per famiglie con bambini. Tutti i lidi dispongono di ristoranti, ombrelloni e aree giochi dedicate ai più piccoli. Canzatora e Salette poi, sono due arenili molto amati dagli abitanti di Sperlonga.

Cosa fare sulla spiaggia di Ponente

Su questa parte di costa è piacevole praticare sport acquatici, come canoa o paddleborad, per poi finire a pranzo in uno dei caratteristici ristorantini a conduzione familiare siti sulle caratteristiche dune di sabbia, tipiche della zona. Qui, approfittando della fresca ombra delle verande, è piacevole intrattenersi scambiando quattro chiacchiere dinanzi ad uno spaghetto alle vongole e ad un buon bicchiere di vino. La vista può spaziare sull’orizzonte fino a fermarsi sulla spettacolare baia del Circeo, regalando attimi di grande pace interiore. L’arenile è fiancheggiato da una lunga pista ciclabile, che permette di spostarsi in comodità non solo con la bicicletta, ma anche con i passeggini, una volta lasciata l’auto in uno dei vari parcheggi comunali.

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Foto di Stefano Viola

Sperlonga, cosa vedere. Visita il Museo Archeologico Nazionale e la Grotta di Tiberio

Tra salite e discese, scorci di rara bellezza e oasi di macchia mediterranea, Sperlonga è anche un incantevole borgo culturale. Tappa immancabile è senz’altro il famoso Museo Archeologico Nazionale, edificato per accogliere i grandiosi gruppi scultorei ritrovati alla fine degli anni cinquanta nella vicina Grotta di Tiberio. Quest’ultima, antica dimora dell’Imperatore Tiberio, è una delle più importanti testimonianze della passata vita romana sulle coste della regione. Numerosi sono i reperti, in gran parte scultorei, che facevano parte dell’apparato ornamentale della famosa villa, custoditi nel Museo Nazionale. La villa era anticamente costituita da diversi edifici disposti su terrazze rivolte, ovviamente, verso il bellissimo mar Tirreno. Restano ben visibili una serie di ampie vasche di acqua marina che precedono la cavità principale della grotta. 

Perchè fermarsi a Sperlonga

In un atmosfera tipicamente isolana, anche se un isola non è, Sperlonga accoglie ogni visitatore con un abbraccio, tiepido come solo il vento del sud sa essere. Stringe tra le sue braccia un clima sempre mite, meravigliose spiagge di sabbia fine, acque dai riverberi turchesi. Elegante, fine, lussureggiante nella sua semplicità, il borgo splende di una luce travolgente. Con i suoi candidi vicoli, le facciate rese vivaci dalle bouganvillee, le scalinate bianche che protendono verso il mare, Sperlonga sembra fermare il tempo. Una soave bolla di sapone in cui ritrovare serenità e abbandonarsi alla vita semplice, fatta di piccole cose. Mangiare un gelato su una panchina al sole, comprare verdura in un piccolo bazar, cenare su una terrazza sul mare a lume di candela. Un borgo autentico, che lascia scoprire da subito quale sia davvero la sua anima, la sua essenza. Da ammirare soprattutto al tramonto, quando i raggi del sole colorano i tetti del centro storico, creando uno scenario a dir poco fiabesco.

RingrazioStefano Viola Photography per le incantevoli foto.

A Gaeta, nel basso Lazio, ben protetta nel quartiere medievale, c’è una chiesa incantevole dove rimanere incantati per ore con il naso all’insù. La Cappella d’Oro, con le sue volte affrescate e le meravigliose decorazioni in oro zecchino, uniche al mondo, è un luogo ammaliante,  dove assorbire spiritualità e bellezza e rimanere estasiati dinanzi alle opere strepitose di cui l’uomo è capace. 

La Cappella d’Oro a Gaeta

La costruzione della Cappella D’oro a Gaeta ha inizio nel 1320 ma viene completata con l’attuale decorazione in oro zecchino solo nel 1531. Viene restaurata in stile barocco e impreziosita da diversi affreschi di grande rilevanza. Diverse opere sono di Filippo Criscuolo, come Scene di vita di Gesù e Scene dell’antico testamento, affreschi che rappresentano diversi episodi sulla nascita di Gesù e sulla sua infanzia. La Cappella d’Oro ha un unica navata, coperta con una volta a botte ribassata, e il soffitto è intagliato e riccamente decorato con preziose rifiniture in oro zecchino, esaltate da una forte predominanza di blu cobalto. Sull’altare si può ammirare in tutto il suo splendore l’Immacolata Concezione, a cui è dedicata la Cappella d’Oro di Gaeta, realizzata da Scipione Pulzone. 

E’ proprio qui, nella Cappella d’Oro, che soleva ritirarsi papa Pio IX, durante il suo forzato esilio a Gaeta. Ed è proprio tra queste mura raccolte che ebbe l’idea di proclamare il dogma dell’Immacolata Concezione.

Cosa vedere a Gaeta, la cappella d’oro, la chiesa dell’annunziata a Gaeta, trevaligie

Il portale esterno della Cappella d’Oro

La Cappella dell’Immacolata Concezione fa parte del complesso dell’Annunziata e si affaccia sulla strada con l’omonimo nome con un elegante portale barocco, preziosa opera di Dionisio Lazzari. Il portale è in marmo ed è affiancato da due lesene corinzie che sorreggono l’architrave che porta lo stemma di Gaeta. Al centro del timpano si apre l’unica finestra della Cappella, che dà luce all’interno. Anche la finestra è arricchita da una cornice marmorea decorativa. Alla sinistra del portale, una targa ricorda che papa Pio IX, durante il suo esilio gaetano, veniva spesso a pregare in questo luogo.

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Perchè visitare la Cappella d’oro a Gaeta

A Gaeta è molto facile imbattersi in siti storici di notevole interesse artistico. La Cappella d’Oro è uno di questi. Un luogo che, a prescindere dalla religione merita di essere visitato e vissuto nella più intima spiritualità. Solo abbandonandosi alle sue bellezze si può apprezzare nel migliore dei modi questo santuario, le grandiose opere che custodisce e gli illustri artisti che hanno contribuito alla creazione di tanto splendore. La perfezione incantevole di questa Cappella, i suoi riverberi dorati, l’appartenenza ad un complesso monumentale unico nel suo genere e la vicinanza al mare rendono questo luogo accattivante, quasi surreale. Un luogo dove ritrovare il contatto con il “bello”, con l’arte meravigliosa dell’uomo. 

Contatti

Indirizzo: Via dell’Annunziata, Gaeta, Lazio
Numero di telefono: 0771 462255
Indirizzo internet: www.santuarioannunziata.it

Orari di apertura al pubblico
Tutti i giorni dalle ore 09.30 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00

Siamo andati alla scoperta del lago di Posta Fibreno in paddleboard, in un soleggiato martedì di gennaio. Noto anche come lago della Posta, si trova nella Valle di Comino, nel versante laziale del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Fa parte di una Riserva Naturale della regione Lazio, gestita in collaborazione con il comune di Posta Fibreno. Si arriva alla Riserva passando da una strada costeggiata da campi coltivati a mais e casali abbandonati. Uno scenario rurale fascinoso, alla fine del quale appare questo incantevole specchio d’acqua limpida e incontaminata, con riflessi di un blu intenso che, baciato da sole, vira al turchese.

Dove fare sup nel Lazio, paddleboard nel Lazio, valle del Comino, trevaligie

Il lago di Posta Fibreno e gli sport acquatici

Grazie proprio a queste caratteristiche dell’acqua, e alla temperature mite anche in inverno, il lago di Posta Fibreno è divenuto negli anni un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti degli sport acquatici, come canoa e immersioni. Noi invece siamo andati alla scoperta dell’ habitat naturale di questo lago speciale con i nostri paddleboards.

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Equipaggiamento per la nostra escursione in sup sul lago

    • Tavola gonfiabile Voyager 12’6″, Red Paddle & Co
    • Tavola gonfiabile Ride 10’6″, Red Paddle & Co
    • Deck Bag Red Paddle & Co, borsa impermeabile ideale per tenere all’asciutto oggetti e utensili.
    • Insulated Drink bottle, borraccia termica Red Paddle & Co. Utile sia per bevande fredde che calde. 
    • Cool bag borsa frigo Red Paddle & Co. Borsa termica per conservare vivande in maniera ottimale.
    • Dry Pouch Red Paddle & Co, borsello impermeabile per riporre piccoli oggetti, com chiavi dell’auto, documenti e telefono cellulare. 
    • Muta O’neill Wetsweats Epic 3/2 mm
    • Muta Gul Woman G-Force 3/2 mm
    • Go Pro Hero 7, Action Camera

Sup trip sul lago, paddle life, escursione nella riserva naturale di Posta Fibreno, trevaligie

Alla scoperta del lago di Posta Fibreno in paddleboard

Pagaiando sul lago di Posta Fibreno in paddleboard ci rendiamo conto che ha una particolare forma a boomerang, ma oltre alla sua forma, quello che incanta del lago è la presenza di un isola galleggiante al suo interno, in perenne movimento. Si tratta di un delizioso promontorio, formato da canne di palude, alghe e torba. Non essendo radicata al suolo, si muove grazie all’azione del vento oppure quando varia il volume delle acque, ad esempio per forti piogge e cambiamenti di corrente. Il lago è infatti alimentato dal fiume Fibreno, affluente principale del fiume Liri.

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In diversi antri lungo le rive, incorniciate da pittorici salici piangenti, ci si imbatte in particolari imbarcazioni chiamate dagli abitanti del posto “naue”.

 Curiosità. Le “naue” di posta Fibreno

Le naue sono piccole imbarcazioni usate esclusivamente sul Fibreno e sull’omonimo lago laziale. La loro forma è molto particolare, e ancora oggi, seppur in maniera minore, vengono utilizzate dai pescatori di Posta. In passato venivano usate anche dagli allevatori, che con una particolare falce legata ad una pertica, estraevano un erbetta fresca molto gradita ai bovini. Inoltre gli agricoltori della zona usavano le naue per estrarre dal fondale del lago un particolare hummus, ideale per concimare i campi limitrofi. Quando non venivano usate, per ripararla dal gelo o dal sole cocente, le naue venivano poste sotto l’acqua bassa delle rive. Ancora oggi è possibile vederne qualcuna lungo perimetro del Lago.

Le naue, imbarcazioni tipiche del lago di posta Fibreno, Lazio, trevaligie

La fauna della Riserva naturale di posta Fibreno

Pagaiando sulle acque limpide e trasparenti del lago non si può fare a meno di scrutarne i fondali. Con un po’ di fortuna si riescono a scorgere le trote o i carpioni che, incuriositi, si avvicinano alle tavole nascondendosi a tratti tra le grosse alghe che si alzano dal fondo. Anche le nutrie fanno notare la loro presenza, tuffandosi in acqua senza alcuna paura, facendo svolazzare le anatre che vivono nella riserva. Assieme alle anatre è possibile scorgere folaghe e aironi cenerini. Abitano nella riserva anche diverse specie di rapaci: falchi, poiane, civette e barbagianni. Ma ahimè sono molto difficili da avvistare, soprattutto in pieno giorno. Sulla terraferma invece, è possibile incontrare scoiattoli, volpi, tassi, daini, ricci e cinghiali. 

Sup trip sul lago, paddle life, escursione nella riserva naturale di Posta Fibreno, trevaligie

Perchè andare in Sup sul lago di Posta Fibreno

Il lago di Posta Fibreno è alimentato costantemente da sorgenti carsiche, che danno all’acqua la sua tipica tonalità trasparente e cristallina. Oltre alla trasparenza sublime, l’origine carsica permette all’acqua di mantenere una temperatura costante, che si aggira intorno ai 10° C anche in inverno. Ideale quindi per praticare ogni genere di sport acquatico.

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Nella riserva inoltre, sono presenti molti sentieri attrezzati, percorribili in totale sicurezza anche con i bambini. Un modo per conoscere e scoprire le meravigliose terre del Lazio, attraverso percorsi sensoriali e completamente immersi nella natura.

Articolo scritto in collaborazione con il Comune di Posta Fibreno, per gentile concessione della Riserva Naturale Regionale di Posta Fibreno.

Il magico bosco delle favole di Cassino, nel frosinate, ha cambiato abito per le feste natalizie. Ospita tutta la combriccola di Babbo Natale, venuta direttamente dalla Lapponia, per elaborare le richieste dei regali di tutti i bambini della zona. Tra deliziosi mercatini di Natale e pazze baby dance, sembra essere proprio il luogo ideale per passare una giornata fuori porta con i bambini, sevi trovate in vacanza nel Lazio.

Bosco delle favole Cassino, cosa fare con i bambini nel Lazio, trevaligie

Il bosco delle favole.

Il bosco delle favole di Cassino nasce nel complesso delle Terme Varroniane, una delle location più suggestive della regione Lazio. La sua bellezza principale è senza dubbio la limpida sorgente che sgorga dal sottosuolo e scende tranquilla nel suo piccolo letto, dando poi vita ad un laghetto trasparente, dai riflessi smeraldo, che incanta i visitatori e si presta a bellissime foto naturali. Il bosco delle favole nel resto dell’anno ospita tanti personaggi incantati, protagonisti delle più belle fiabe per i bambini, che con deliziosi e coinvolgenti spettacoli attirano l’attenzione di grandi e piccini.

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Babbo Natale nel bosco delle favole

Quest’anno il dolce Babbo Natale ha scelto proprio il magico bosco delle favole come centro logistico del suo team di lavoro.

Potete trovare quindi nel complesso delle Terme Varroniane a Cassino il magico bosco del Natale, con tanti elfi dai vestiti colorati e un ufficio postale sempre aperto, pronto a raccogliere tutte le letterine che i bambini indirizzano al caro Babbo Natale.

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Una volta varcata la soglia del magico bosco delle favole si viene catapultati nella magica atmosfera natalizia. Sul piccolo sentiero lungo il ruscello, oltre a trovare piccole installazioni artistiche, si incontrano diversi personaggi delle fiabe. Noi abbiamo incontrato Olaf, che si è prestato a fare simpatiche foto.

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Il laboratorio di Babbo Natale

Nel laboratorio di Babbo Natale invece tutti gli aiutanti elfi sono in fermento. La vigilia è vicina, e sono tante le richiesta ancora da elaborare. Gli aiutanti elfi sono tutti al lavoro, per preparare i doni da far trovare ai bambini sotto l’albero di Natale la mattina del 25 Dicembre. Babbo Natale, nella sua elegante poltrona, aspetta a braccia aperte tutti i bimbi che sono venuti a trovarlo nel bosco del Natale. Elargisce grossi sorrisi e grandi abbracci. La foto fatta con Babbo Natale finisce poi su un carinissimo calendario da portare a casa come souvenir ( al costo di 5,00 €).

Un piccolo cucciolo di T-Rex nel bosco delle favole di Natale

Lasciamo tutta l’allegra banda della Lapponia al lavoro, e mentre aspettiamo che inizi lo spettacolo di Cenerentola, notiamo una strana creatura nel bosco delle favole, che si muove con fare lento e sospetto. È un piccolo cucciolo di T-Rex! Si chiama Tino ed è la mascotte del bosco delle favole. Sembra proprio vero, e interagisce con tutto il pubblico presente.

Dove mangiare nel bosco delle favole

Arriva l’ora di pranzo. Dopo una passeggiata tra i mercatini di Natale, dove sono esposti graziosi prodotti artigianali e tante eccellenze eno-gastronomiche del territorio, ci accomodiamo sulle panche dell’area ristoro al coperto, allestita proprio al centro del bosco delle favole di Cassino.

La scelta è ampia, e tra squisita pizza, panini succulenti e menu dedicati ai bambini passiamo una piacevole pausa al caldo, sorseggiando ottima birra.

bosco delle favole cassino, dove mangiare, trevaligie

Lo spettacolo di Cenerentola e la baby dance

Per smaltire i panini facciamo un ulteriore passeggiata tra i sentieri del parco, aspettando che Cenerentola salga sul palco con tutti gli altri personaggi della favola per dare inizio allo spettacolo. Sotto il palco intanto inizia a nevicare, e i bambini giocano festosi sotto i piccoli fiocchi di neve artificiali. Lo spettacolo di Cenerentola dura circa una mezz’ora, dopodiché inizia una pazza baby dance, tenuta dagli elfi d-j del bosco del Natale! I bambini, ma anche i genitori, si scatenano al ritmo delle più belle canzoni di Natale in chiave dance, coinvolti dagli elfi che si esibiscono sul palco con eccentrici balletti. Ospite d’onore…il Grinch!

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Le luminarie del bosco del Natale a Cassino

Nel frattempo scende la sera. Le temperature cominciano a diventare frizzantine, e il parco si illumina a festa con tanti bagliori colorati. Le installazioni si illuminano, creando una magica atmosfera. Prima di andare via facciamo un altro giro tra i Mercatini, per bere una tisana calda o un bel bicchiere di aromatico vin brulè. Le bambine si riscaldano con una bella cioccolata calda, pronte per riprendere il piccolo viaggio di ritorno che ci riporterà a Gaeta.

Laboratori creativi al bosco delle favole, trevaligie

Ma prima consegniamo all’ufficio postale la letterina scritta a Babbo Natale durante il laboratorio a tema, durato mezz’ora, in cui oltre a colorare un personaggio personalizzato da appendere al nostro albero, abbiamo messo nero su bianco le nostre preferenze per i regali da ricevere la sera della vigilia.

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Sorpresa prima di andare via

Sul sentiero di uscita veniamo attirati da una melodia medievale. Un artista di strada si sta preparando per esibirsi in un incantevole spettacolo con il fuoco. Decidiamo di fermarci ancora un pò per assistere a questa particolare esibizione. Per venti minuti rimaniamo incantati dalle volteggianti fiamme rosse del fuoco, che abilmente viene manipolato dall’artista con fenomenali acrobazie.

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Orari e costi del bosco del Natale

Il magico bosco del Natale è aperto dal 16 novembre al 26 dicembre 2019, dalle ore 10.00 alle ore 22.00 tutti i sabato e domenica oltre che nei giorni 23, 24, 25 e 26 dicembre 2019.

Inoltre il 24 Dicembre il parco a tema sarà aperto dalle ore 10:00 alle ore 18:00, mentre il 25 Dicembre rimarrà aperto dalle 14:00 alle 22:00

Il costo del biglietto di ingresso è di 10,00€ a persona, 5,00€ ridotto per i bambini che non superano i 140 cm. È totalmente gratuito per i bambini che misurano meno di un metro.

Per accedere al laboratorio del bosco incantato si paga un supplemento di 4,50 € a bambino. La durata è di mezz’ora, e il prezzo comprende il kit letterina-addobbo di legno. 

I cani possono entrare, previo registrazione alla cassa, e sempre se i padroni sono educati.

 

Comincia a far sera. E’ quasi ora. Tra poco busserà lo sciuscio gaetano alla porta. L’olio bolle in pentola, aspettando di rendere croccanti le frittelle di cavolfiore. La tiella di polpo sfrigola in forno, mentre nonna è intenta a preparare l’insalata di mare. Polpo, calamari e seppie tagliate minuziosamente si uniscono a gamberi, vongole e cozze del golfo per creare uno dei piatti base della tradizione marinara gaetana. Prodotti della terra si alternano ai prodotti del mare, in un trionfo di sapori e profumi veraci, pronti per il grande cenone di San Silvestro.

Capodanno a Gaeta, ricette della tradizione gaetana, trevaligie

Lo sciuscio gaetano

Tradizioni del borgo

Mentre la cucina è in fermento, per le strade del borgo, tra i vicoletti addobbati a festa, si cominciano ad udire piccoli tintinnii di campanelle. Lo sciuscio è nelle vicinanze. L’eco delle serenate comincia ad arrivare nella stanza attraverso i vetri chiusi. Tonfi di martelli e di urzi. I soldi sono già pronti sul “buffet” della sala. Presto lo sciuscio busserà anche alla nostra porta. Almeno uno sciuscio deve suonare in casa prima che sia finito l’anno vecchio, e non può andare via senza una ricompensa.

Soldi, panettoni, torroni. Qualsiasi cosa che possa ricambiare la loro visita. È una tradizione che si tramanda di generazione in generazione, di famiglia in famiglia. Ecco, i campanelli e il vociare si espandono per le scale. Bussano. Fanno tintinnare i campanelli in maniera sempre più vistosa, per ringraziare dell’accoglienza. Chiedono il nome del padrone di casa, al quale sarà dedicata, come d’ usanza, la sciusciata benaugurale. Ed ecco che iniziano…

Nui simme glie pòvere pòvere e venimme da Casorie; Casorie e Messine simme glie pòvere pellegrine.

Ogge è San Servieste, dimane magnimme prieste, venimme da luntane per purtà stu buon signale.
Ogge è San Servieste, dimane magnimme prieste, venimme da luntane per purtà stu buon signale.
Venimme da luntane pe purtà stu buon signale.

Ohi Patrò (si dice il nome del padrone di casa che chiedono all’inizio), dacce nu sciusce, annanze che s’ammosce dacce quatte fiche mosce.
Annanze che se secche dacce quatte pere secche.
Ohi patrò (nome) caccia gliu buttiglione che cu nu bicchiere aprome s’è fenute gliu buttiglione.

Il valore della tradizione

I bambini sono seduti a terra, in prima fila, con il viso all’insù, carichi di stupore e meraviglia. Ogni tanto portano le mani sulle orecchie, come per ripararsi dal frastuono degli strumenti. Stonature, fischi, urla e dialetto si espandono nell’androne portando un ondata di allegria, ritmata energia. Strumenti poveri, improvvisati, costruiti a mano con legna riciclata e tappi di bottiglie. Quei tappi che urtandosi tra loro creano suoni di campanelli. Per chi ascolta, per chi si gode questo folkloristico spettacolo, l’emozione è fortissima. Si entra nel corpo e nell’anima della tradizione. Per chi canta e sa cosa sta cantando, cosa sta tramandando, l’emozione deve essere ancora più intensa. 
Emozione e rispetto per la tradizione che ancora una volta, incurante del progresso, si tramanda di padre in figlio. 

Lo sciuscio gaetano. Folklore nel borgo di Gaeta per la notte di San Silvestro.
La sera del 31 dicembre puoi ascoltare le canzoni augurali dei sciusci gaetani per le strade della città. Anche il gruppo de “Glie Sciacquapenniegl” ti aspetta per augurarti buona fine e buon principio d’anno!

Le origini dello sciuscio gaetano

Lo sciuscio gaetano ha origini antichissime. A quanto tramandano i racconti, pare che lo sciuscio nasca proprio nelle campagne, dove gruppi di amici solevano unirsi in piccole orchestrine improvvisate per portare in casa delle persone più abbienti serenate di buon augurio. Si andava di casa in casa, di padrone in padrone ( inteso come padrone di casa o di un attività commerciale), e si cantava e faceva cagnara fino a che costui non contraccambiava la visita offrendo vino e qualche prodotto casereccio, come salami, formaggi o dolci tipici delle festività. 

Non esiste una traduzione in italiano della parola sciuscio. Alcune teorie accoppiano la parola ai fichi secchi, che erano i prodotti che maggiormente venivano donati ai gruppi di musicanti dopo le loro esibizioni. Si può sentire infatti nei testi delle canzoni che viene esplicitamente fatta la richiesta di quatt fich mosc [annanz che se secc dacc quatt fich secch] al padrone di casa.

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Dietro le quinte dello sciuscio gaetano 

La tradizione dello sciuscio non riguarda solo l’unica esibizione del 31 Dicembre. C’è una grande preparazione dietro l’uscita di San Silvestro, che non si riduce solo ad imparare un testo o a suonare uno strumento. Dietro c’è un attento lavoro di ricerca e di progettazione. I testi originali vanno ampliati e non storpiati, cercando di portare innovazione e destare curiosità nell’ascoltatore. Anche la realizzazione degli strumenti necessita di tempo e inventiva. Si può dire quindi che lo sciuscio, anche se dietro le quinte, rimane attivo tutto l’anno, riunendosi in cantine, garage, campagne. E ogni incontro, se pur “lavorativo”, diventa un momento di aggregazione unico, tra risa e bevute, che unisce ancora di più i partecipanti del gruppo.

Gli strumenti della tradizione 

Tra gli strumenti originali della tradizione troviamo l’urzo, gliu tricchebballacche, il tamburello, gliu tric e trac e il cucchiaio, a cui si sono aggiunti nel corso degli anni strumenti più moderni, come la fisarmonica, la tromba o la batteria. Gli sciusci più belli e caratteristici restano però quelli che rimangono fedeli agli strumenti spartani della tradizione. In fondo basta una pentola, qualche tappo di bottiglia, due secchi capovolti per portare allegria e buon augurio ai passanti. Nulla più. 

Dove vedere gli sciusci gaetani

A partire dalla mattina del 31 Dicembre potete trovare le bande degli sciusci in giro per la città di Gaeta. Nel pomeriggio invece le esibizioni si concentrano soprattutto nel budello del borgo, in Via dell’Indipendenza, tra le botteghe tipiche e vicoli caratteristici. Inoltre la città è nel pieno della manifestazione natalizia Favole di luce, le luminarie d’artista. Un motivo in più per festeggiare il Capodanno a Gaeta. 

Quante novità quest’anno nella Casa di Babbo Natale di Gaeta! La bellissima città laziale, che il 3 Novembre ha dato il via alla magica manifestazione Favole di Luce, le Luminarie d’Artista, è sempre più ricca di attrazioni e di eventi che attirano turisti da tutta Italia.

Il villaggio di Babbo Natale di Gaeta

Siamo tornate nel Villaggio Incantato di Gaeta cariche di aspettative, pronte per vedere di persona i nuovi allestimenti e l’insolito itinerario che porta dritti al cospetto di Babbo Natale.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

L’entrata è decisamente più grande e spaziosa, ed evita che la fila per fare i biglietti si allunghi a dismisura sul marciapiede. Inoltre, nell’area dove si trova il botteghino, ci sono diversi giochini per i bambini ( che così non si annoiano ad aspettare il proprio turno), e un piccolo bazar, dove si possono ammirare e comprare graziosi oggetti fatti a mano, e squisiti dolcetti da portar via e/o da regalare, preparati dalle manidi Giorgia di Scirocco Bistrot. 

La mostra dei presepi artistici nella Casa di Babbo Natale

Alle 15:00 si può cominciare ad entrare. Iniziamo la visita proprio passando dalla mostra dei presepi artistici, una delle novità di quest’anno.

Il grande salone raccoglie nelle nicchie laterali tantissimi presepi, completamente realizzati a mano da artisti locali. Ogni presepe ha la sua peculiarità. I materiali usati, i colori, le ambientazioni ne fanno pezzi unici davvero sorprendenti. Piccoli, grandi capolavori appartenenti ad un antichissima arte, quella presepiale, che da tempo immemore viene portata avanti dai presepisti italiani, con creatività e impegno.

All’entrata ci porgono due gettoni, uno a testa, che serviranno per votare il presepe che più ci è piaciuto. La scelta è davvero difficile perchè sono uno più bello dell’altro. 

Il villaggio di Babbo Natale a Gaeta: la stanza da letto

Dopo aver votato i nostri presepi preferiti, varchiamo finalmente la soglia della casa di Babbo Natale. Ci accoglie un simpatico Elfo, e con il suo fare giocoso ci guida attraverso le stanze della dimora natalizia. La stanza da letto di Babbo Natale è in perfetto ordine.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Nel camino schioppetta la legna, e un piacevole tepore sembra avvolgerci mentre scattiamo splendide foto sedute alla poltrona del padrone di casa. La tappezzeria è di un rosso avvolgente. Coperte, cuscini e lenzuola profumano di pan di zenzero.

Sulla scrivania ci sono tantissime letterine da leggere, e penne e calamaio per rispondere ai tanti bambini che aspettano un dono la sera della vigilia.

La sala da pranzo di Babbo Natale

Lasciamo spazio agli altri visitatori e passiamo quindi nel grande salotto della Casa di Babbo Natale. Una ricca tavola imbandita riempie la stanza dei banchetti.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Soffici sedie, candele preziose, leccornie succulente aspettano di essere mangiate dal caro Babbo Natale e dai suoi aiutanti elfi, appena si prenderanno una pausa dal lavoro. Il grande albero di Natale, carico di addobbi, sembra controllare che nessuno tocchi nulla. Con le sue lucine delicate riscalda l’atmosfera, rendendo quasi ovattato l’ambiente.

La Cucina della Befana

Indovinate chi ha apparecchiato e preparato le deliziose pietanze che abbiamo trovato nella sala da pranzo? Ma la Signora Befana ovviamente. Nella sua spaziosa cucina, lavora sodo per aiutare Babbo Natale e i suoi aiutanti.

Pentole, padelle, caffettiere e teiere sono sempre pronte a soddisfare ogni capriccio degli abitanti della casa, che è sempre molto affollata! Ma lei non demorde, e con il sorriso sulle labbra accoglie tutti nella sua cucina, dispensando coccole e cibo. Quando ha un pò di tempo libero inoltre, si dedica a preparare le calze che porterà il sei gennaio a tutti i bambini che sono passati a farle un saluto. La scopa volante è sempre con lei, lucida e impeccabile, pronta a portarla in giro tutta la notte per fare le consegne.

La stanza degli elfi nella Casa di Babbo Natale

Ci intrufoliamo poi , di soppiatto, in una piccola stanza colorata. Tre lettini piccini, coperti da morbide trapunte e deliziosi cuscini ricamati, sono completamente avvolti da un manto di foglie verdi. Peluche, giocattoli di legno, piccole scrivanie e tanti pacchetti regalo rendono la stanza deliziosamente accogliente.

I bambini rimangono incantati da tanta perfezione. Sembra davvero di essere in un giardino fatato. I dettagli sono semplicemente perfetti. La cura minuziosa dei particolari, la dolce melodia di sottofondo e le luci basse creano un atmosfera magica, quasi ipnotica.

Lasciamo la stanza a malincuore, ma ci soffermiamo nell’anticamera, dove gli elfi aiutano tutti i bambini in visita a scrivere la letterina con i desideri che dovrà esaudire Babbo Natale, la sera della Vigilia. 

Finalmente..l’incontro con Babbo Natale

Lasciamo gli elfi e la loro stanza, in modo che possano riposarsi ben bene, in attesa di fare le consegne. Finalmente ci troviamo al cospetto del caro babbo Natale. Dalla sua poltrona apre le braccia per accoglierci in un caldo, morbido abbraccio, pronto per farsi scattare una foto con noi!

Promettiamo entrambe di essere buone, non solo a Natale, ma ogni giorno dell’anno. Salutiamo il caro Babbo Natale, l’amorevole Befana e tutti i simpatici elfi della casa, ritiriamo la nostra foto in posa, e ci dirigiamo verso un glaciale angolo di Polo Nord. 

Un angolo di Polo Nord nel villaggio incantato di Babbo Natale.

Brrrr… lungo le scale l’atmosfera comincia a raffreddarsi sul serio. Le luci rosse e calde degli ambienti sovrastanti si tramutano in bagliori freddi, bianchi e azzurri. La dolce melodia sembra essere interrotta da strani versi, quasi paurosi. Chi ci sarà mai alla fine delle scalinata?

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Ma ecco che dinanzi a noi si rivela la Regina dei Ghiacci, nella sua carrozza fatata, circondata dai meravigliosi animali del Polo Nord. Orsi Bianchi, pinguini, curiosi cerbiatti fanno capolino dalle loro tane. Fanno la guardia al piccolo angolo di Polo Nord, che per le festività natalizie si è trasferito a Gaeta. La bellissima regina ci porta a fare un giro con la sua carrozza tra abeti innevati e laghi ghiacciati ( lavoriamo molto di fantasia noi!) per poi riportarci nel piccolo Regno di Ghiaccio del Villaggio Incantato.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Perchè visitare la Casa di Babbo Natale di Gaeta

La Casa di Babbo Natale di Gaeta credo sia una delle attrazioni natalizie più belle della regione Lazio. La minuziosa ricerca dei particolari, la cura dei dettagli, l’armoniosa disposizione degli arredi, nonchè l’accogliente atmosfera che si respira all’interno della casa, ne fanno un luogo incantato, da visitare assolutamente. Un’esperienza indimenticabile anche per gli adulti, infatti, perchè una volta catapultati all’interno delle mura della casa di Babbo Natale, la magia prende il sopravvento, cacciando via, almeno per un ora, i cattivi pensieri e lo stress accumulato durante la settimana. Ogni angolo del villaggio genera allegria e regala spensieratezza. Cosa aspettate allora? Prendetevi una pausa e approfittate delle vacanze di Natale per fare un salto a Gaeta!

Orari e costi

il villaggio di babbo natale a Gaeta

Il Villaggio incantato di Babbo Natale si trova in Via Annunziata, 7 a Gaeta Medievale. Per ogni informazione basta chiamare il numero 329 134 1919

Domenica 3 Novembre è stata inaugurata la quarta stagione di “Favole di Luce”, le ormai famosissime Luminarie di Gaeta. Noi, come sempre, abbiamo fatto la nostra passeggiata tra le bellissime luci e i nuovi video mapping sparsi nella nella città del sud pontino, che sono la vera novità di quest’anno. Vi porto con le mie parole e con le stupende foto di Paolo Di Tucci, in una suggestiva passeggiata con i bambini tra le più belle luminarie d’Italia.

Luminarie di Gaeta

L’albero delle meraviglie e il lungomare illuminato

Iniziamo la passeggiata uno dei quartieri che più mi sta a cuore, Villa delle Sirene. Ricordi d’infanzia, profumo di mare e di pane olio e sale. I pescherecci del molo fanno da sfondo al grande albero di Natale che apre il percorso di Favole di Luce. Il maestoso albero emana morbidi bagliori colorati. Dalla sua altezza inoltre, sembra quasi guidare i visitatori, come un faro, verso le altre installazioni della città. Le palme del lungomare per l’occasione sono addobbate a festa, e ravvivano il percorso con deliziosi scintillii. Veniamo stregati dalle proiezioni dei video mapping sulle facciate dei palazzi circostanti. In questa zona non poteva che esserci un richiamo al mare e alle sue meravigliose creature. Siamo in zona di pescatori, di darsene, di navi e di porti. Il lungomare di Gaeta è infatti dedicato a Giovanni Caboto, navigatore ed esploratore italiano, nato proprio in questo borgo di marinai.

L’orsetto pasticcione, tra i coralli e le stelle marine 

L’Orsetto Pasticcione che troviamo in Piazza Buonomo sembra indicarci la direzione da percorrere per arrivare nel centro della manifestazione. Coralli di un rosso scintillante, insieme a centinaia di stelle marine, addobbano il Corso principale di Gaeta. L’atmosfera è davvero unica, calda e accogliente. La Fontana di San Francesco poi, ammalia con le sue acqua danzanti. Qui ogni week end, alle 18:30, ai flutti d’acqua si uniscono le eleganti ballerine della scuola di ballo  Il Centro del Movimento. Con meravigliosi abiti ispirati alle più belle favole Disney, le allieve della maestra Rita Spinosa animano il fine settimana della manifestazione, tra sfilate danzanti e incantevoli coreografie.

Il Palazzo Comunale e il Campanile Parlante 

Nel cuore della città, proprio sul campanile del Palazzo Comunale, c’è uno dei video mapping più belli in assoluto di questa edizione. Il campanile prende vita, con occhi, bocca e orecchie e inscena un bellissimo dialogo con Babbo Natale. 

Alla base, la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, ormai presenza fissa di Favole di Luce. Tutt’intorno deliziosi mercatini di Natale e aree gioco dedicate ai più piccini.

Valorizzazione del Patrimonio culturale ed artistico alle Luminarie di Gaeta

In via dell’Indipendenza inoltre, ci sono moltissime esperienze da fare. Nella nuovissima Piazza Goliarda Sapienza ad esempio, ci accoglie un curioso elfo cantastorie. Narra paziente la storia del borgo ai passanti. Proseguendo invece verso il quartiere di Porto Salvo, troviamo un meraviglioso affresco proiettato sulla facciata della chiesa degli Scalzi. La proiezione ritrae la Vergine col bambino Gesù tra le braccia, mentre ordina ad un angelo di portare in salvo una barca. Quale omaggio migliore a questo prezioso borgo di pescatori! Il quadro originale, olio su tela, è conservato nella cappella della congrega.

Anche a Gaeta Medievale l’arte incontra Favole di Luce. In Piazza Cardinal De Vio la videoproiezione ritrae lo Sguardo di Maria. La facciata del Tempio di San Francesco invece, che troneggia sulla città vecchia, incanta con i Colori della Luce.

Il Viale degli Innamorati e la Foresta incantata delle Luminarie di Gaeta

Il bellissimo Viale degli innamorati, da poco aperto al pubblico dopo un radicale restauro, è stato reso ancora più romantico da lucine dorate. Il percorso è particolarmente poetico, soprattutto per via degli eleganti pacchetti regalo sparsi nelle aiuole. Che qualcuna si aspetti di ricevere un anello proprio qui??

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Finalmente, per la gioia dei bambini, approdiamo nella meravigliosa e colorata Foresta Incantata. Nella grande Villa comunale di Gaeta Medievale, tra corridoi di bambù e fenicotteri rosa, incontriamo leoni, zebre, elefanti e ippopotami. Si godono la pace del giardino e si lasciano guardare con ammirazione. Farfalle sgargianti inoltre, svolazzano tra le aiuole, creando una magica atmosfera da Mille e una notte.

Il polpo Casper e il luna Park al Molo Santa Maria

Dopo aver camminato tra stelle luccicantii, ancore giganti e bruchi curiosi finiamo la nostra passeggiata, facendo un ulteriore giro nel piccolo Luna Park allestito al Molo Santa Maria, a Gaeta Medievale. Qui il Polpo Casper controlla che tutti rispettino la fila, e soprattutto che nessuno imbrogli alla pesca magica.

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Informazioni utili per visitare le Luminarie di Gaeta

Per ulteriori informazioni riguardo la programmazione degli eventi potete contattare la Proloco Gaeta  ai seguenti indirizzi: www.prolocogaeta.itinfo@prolocogaeta.it 

Tel 320.0380413 – 0771.465054

Durante la manifestazione inoltre saranno attivi i seguenti infopoint:

– Piazza XIX Maggio: tutti i giorni con orario 16.00/20.00

– Villa delle Sirene e Piazza della Libertà: aperti sabato, domenica e festivi dalle ore 16.00 alle 20.00. Nel mese di dicembre inoltre, sarà aperto i giorni orario 16.00/21.00

Dove parcheggiare

 Il parcheggio per le auto è a pagamento su tutto il territorio cittadino. La sosta è GRATUITA solo all’interno del Piazzale “Salvatore Bisbiglia”, in località Calegna.

I trenini di Gaeta

 Con un biglietto di 3,00, andata e ritorno, potete visitare le meravigliose Luminarie di Gaeta a bordo dei simpatici trenini turistici della città. I trenini sono attivi tutti i giorni dalle 15:00 alle 22:00 e le domeniche anche la mattina, dalle 10:30 alle 13:00. La partenza è prevista ogni 15 minuti, al fine di rendere più agevole e meno stancante la visita alla città. Un esperienza davvero imperdibile da fare con i bambini.

Cerchi un’avventura piena di divertimento da fare in Italia con la tua famiglia? Fai un salto al Luneur di Roma, un colorato parco divertimenti dedicato agli under 14. Con una vasta gamma di giostre e attrazioni, dalle emozionanti montagne russe alle classiche giostre, Luneur di Roma ha attrazioni per tutti i gusti. Scopri la magia di questo simpatico parco della Capitale e inizia a pianificare la tua visita oggi stesso.

Luneur, il luna park di Roma

Luneur è un simpatico parco divertimenti situato nel cuore di Roma, in Italia. Inaugurato originariamente nel 1953, il parco ha subito numerosi lavori di ristrutturazione e aggiornamenti nel corso degli anni per diventare la destinazione ideale per le famiglie che è oggi. Con l’obiettivo di fornire divertimento e intrattenimento per i visitatori di tutte le età, Luneur Roma è diventato un punto fermo della scena dei parchi di divertimento italiani e una destinazione imperdibile per le famiglie che si trovano in vacanza a Roma.

Luneur, il parco divertimenti di Roma EUR

Luneur di Roma offre un’ampia varietà di attrazioni che sicuramente riescono a soddisfare i visitatori di tutte le età. Gli amanti del brivido possono puntare alle montagne russe e alle giostre acquatiche del parco, mentre i bambini più piccoli possono divertirsi con le giostre dedicate alla loro età. Ci sono anche molti giochi e attività per intrattenere tutti, così come una varietà di cibi e bevande per soddisfare ogni desiderio. Con così tanto da vedere e da fare, Luneur è la destinazione perfetta per le famiglie che cercano una giornata all’insegna del divertimento a Roma.

Dove mangiare a Luneur, il Luna Park di Roma

Ci sono diverse postazioni dedicate al food a Luneur, ognuna con una specialità da assaggiare. Alla Pizzeria del Gufetto ad esempio si può mangiare la pizza, accompagnata da supplì e crocchette. Oppure puoi optare per le polpette ( al sugo, fritte o al forno) della Cucina di Nina, che serve inoltre Hamburger, nuggets e patatine fritte. A Luneur c’è anche il Mc Donald, ma noi abbiamo scelto di mangiare un panino seduti al sole ai tavolini della Civetteria. Qui servono piccoli pasti veloci, come panini appunto, tranci di pizza e fresche insalate. Inoltre alla Civetteria si trovano cornetti, pasticcini e deliziosi biscotti, da accompagnare con il caffè.

Le altre attrazioni di Luneur

Dopo aver rifocillato lo stomaco fai quindi un giro su Dumbo, sistemandoti in uno dei suoi cicciottelli elefantini volanti, per poi finire nel Piccolo Safari, dove a cavallo dei piccoli animali della foresta puoi fare un piccolo giro di pista nella savana africana. E poi ancora puoi salare sullo Spinner, su Torrefronda e su Volasù. Ce n’è per tutti. Lascia per ultimo il giro sulla ruota panoramica, la ciliegina sulla torta. Pian piano sali verso il cielo di Roma e una volta arrivato nel punto più alto goditi una splendida vista sull’EUR e su tutto il colorato parco sottostante. 

Laboratori a tema 

A Luneur c’è una graziosa area soprannominata Terra della Farfalle, dove i bambini possono cimentarsi in laboratori scientifici e creativi, in tema con gli eventi della stagione.

Il parco ospita inoltre una varietà di eventi durante tutto l’anno, tra cui feste, spettacoli dal vivo e altro ancora. Controlla il sito web del parco per l’ultimo programma degli eventi e pianifica la tua visita di conseguenza.

Luneur, il parco divertimenti di Roma EUR per i bambini

Halloween a Luneur

Le vivaci attrazioni di Luneur nel periodo di Halloween sono infestate da strane presenze, come in tutti i parchi divertimento d’Italia. Ragni giganti, vampiri e fascinose streghette si nascondono nel parco per sorprendere i più fifoni con scherzetti e dolcetti. Fai portare ai tuoi bambini il cestino o la borsetta per raccogliere le caramelle che vengono regalate dai mostriciattoli del parco, e fai indossare loro un costume degno di questo evento spaventoso. I vampiri trampolieri e gli animatori del parco, con i loro travestimenti paurosi, si uniscono nella piccola parata di Halloween che parte dalla grande ruota panoramica e arriva fino alla Casa degli Orrori. Ed è proprio qui, nel giardino della casa stregata, che parte la coinvolgente baby dance dedicata a tutti i piccoli ospiti di Luneur. Per i bambini dagli 8 anni in su invece, è possibile cimentarsi nel percorso del labirinto del Terrore, un avventura che mette i brividi! 

Curiosità

La bellissima ruota panoramica che ti accoglie nel quartiere EUR e all’ingresso del parco è una ruota storica di Roma. E’ stata recentemente ristrutturata anche grazie ad un team di psicologi che ha creato una tavolozza di 14 colori studiati proprio per i bambini sotto i 12 anni.

Prezzi e biglietti

  • Il biglietto di ingresso per Luneur costa 5,00 €, ma ogni attrazione ha poi un prezzo, valutato in Lunalire.
  • Le Lunalire sono gettoni virtuali in vendita presso le casse del parco. 1 lunalira vale 1 euro, e alcune giostre costano anche 3 lunalire. Quindi se hai intenzione di passare più tempo sulle attrazioni e ripeterle più volte conviene fare il pacchetto “Giostre illimitate” a soli 20,00 € a persona o il “pacchetto famiglia” che abbiamo utilizzato noi. Tre persone con giostre illimitate a 49,00 €.
  • I bambini al di sotto degli 80 cm di altezza entrano gratuitamente.
  • I bracciali/biglietti che vi daranno sono personali e non cedibili.
  • Tutti i biglietti sono in vendita presso le biglietterie del Parco e online

Perchè passare una giornata a Luneur?

Pianificare una visita a Luneur di Roma può essere un’esperienza divertente ed emozionante per tutta la famiglia. Per sfruttare al meglio il tuo viaggio è importante pianificare la tua esperienza in anticipo. Inizia controllandoil sito web del parco per gli orari di apertura, i prezzi dei biglietti e qualsiasi evento o promozione speciale. Prendi in considerazione l’acquisto dei biglietti in anticipo per evitare lunghe code all’ingresso. Non dimenticare di mettere in valigia crema solare, scarpe comode e una macchina fotografica per catturare tutti i ricordi. E, soprattutto, divertiti!

Se vuoi passare una giornata all’insegna del trekking, immerso nella natura meravigliosa e avvolto dall’aria pulita e rarefatta, fai un salto nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il polmone verde d’Italia, che vanta 50.000 ettari di estensione, si trova proprio sull’Appennino Centrale e custodisce dal 1923, anno in cui è stato istituito a riserva, tantissimi esemplari di flora e fauna selvatica. Una riserva naturale di straordinaria bellezza che salvaguarda le caratteristiche dell’ambiente circostante e salva dall’estinzione alcune specie di animali selvatici, come i daini e i camosci.

Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Scopri l’habitat naturale dell’Orso bruno marsicano 

Queste montagne sono l’habitat naturale di alcune specie di animali tra cui gli orsi bruni marsicani, i lupi appenninici, i cervi e l’aquila reale. Nei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise queste specie protette trovano rifugio e tranquillità. Hanno inoltre abbastanza cibo per poter vivere sereni nel proprio territorio, senza dover scendere necessariamente a valle per cercare da mangiare. Può capitare però che l’orso si spinga fino ai prati nelle vallate, magari attratto da qualche odore particolare, essendo un animale onnivoro. Purtroppo non abbiamo avuto modo di incontrarlo, anche perché sappiamo benissimo che l’orso è un animale solitario e preferisce di gran lunga il riposo e il relax al rumore delle auto o al chiacchiericcio delle persone.

Parco nazionale d'Abruzzo, viaggio con i bambini, camosciara, trevaligie
L’orso è un animale solitario e molto difficile da avvistare, ma vive sereno nella riserva del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

I lupi appenninici 

Per fortuna non abbiamo avuto incontri ravvicinati nemmeno con i lupi appenninici perché anch’essi amano vivere isolati in piccoli branchi. Al contrario dell’orso, che vive in maniera più stabile in un luogo, i lupi si spostano di continuo in cerca di prede. Si spostano soprattutto di notte e durante l’arco della giornata preferiscono dormire al sicuro nei luoghi più inesplorati del parco. Anche se è praticamente impossibile incontrarli, i lupi appenninici lasciano le loro impronte sui sentieri, dove si spingono di notte alla ricerca di cibo. Sono molto simili alle impronte del cane, ma hanno una particolarità. Sono disposte su un unica fila. Quindi, non capiterà certo di sentire gli ululati di questi straordinari esemplari, ma potrai divertirti a cercarne le impronte passeggiando per i percorsi naturalistici.

Parco nazionale d'Abruzzo, viaggio con i bambini, visita alla camosciara con i bambini.
Il lupo, a differenza dell’orso, Si sposta in branco alla ricerca di prede con cui sfamarsi. E’ difficile da avvistare ma puoi giocare a cercarne le impronte..

Passeggia nel sottobosco del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Se orsi e lupi sono un pò più difficili da incontrare, passeggiando per i sentieri del parco ti puoi imbattere in graziose creature del sottobosco, come farfalle, tricotteri e libellule. All’interno del parco c’è una vera e propria cultura di protezione a favore degli insetti. Questi piccoli essere viventi hanno infatti un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico e sono protagonisti della biodiversità. Cosa significa? Che gli insetti sono la vera ricchezza dell’ambiente, e per tale motivo vanno tutelati e aiutati a riprodursi nel loro ambiente geografico. Pertanto, se incontri lungo i sentieri scarafaggi, ragnetti, cavallette o piccoli grilli, limitati ad ammirarli. Osservane le sfumature, stupisciti del loro modo di muoversi tra le foglie umide del sottobosco o sui rami degli alberi, e lasciali tranquilli di scorrazzare nel loro piccolo grande mondo.

Cosa fare nel parco nazionale d’Abruzzo

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo si possono svolgere molteplici attività, adatte ad ogni membro della famiglia. Anche con il cane è possibile percorrere alcuni sentieri, ma non tutti.
Oltre a girare nelle aree faunistiche, puoi fare passeggiate a cavallo o in carrozza, goderti l’aria rarefatta dondolando su un’amaca con supporto, affittare biciclette o andare in sup o in canoa nel vicinissimo lago di Barrea. Il lago artificiale di Barrea è diventato una vera e propria oasi felice dove, oltre a praticare sport acquatici, è possibile avvistare rare specie di uccelli, tra i quali gli aironi cenerini. Il lago prende il nome dal paesino in cui è ubicato, Barrea, che è un piccolo e grazioso borgo medievale arroccato su una collina, facilmente visitabile in mezza giornata.

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All’interno della riserva del parco puoi passeggiare con i bambini alla scoperta delle biodiversità. Numerosi sono i sentieri di trekking in cui inoltrarti, alcuni adatti anche ai più piccoli

Ascolta i suoni del bosco

Diverse sono le escursioni e gli itinerari da fare a piedi all’interno del parco. Quale modo migliore per entrare a contatto con la natura? Ascoltare il fruscio del vento tra i rami, rilassarsi con il suono dell’acqua che scorre calma dai ruscelli, osservare la natura nelle sue infinite sfumature completamente avvolti nel manto verde del parco d’Abruzzo. Emozioni uniche e quasi rare ormai, di cui fare scorta e da cui attingere al rientro in città. I suoni del bosco infatti, sono tra i più rilassanti in assoluto, e per questo vengono usati anche durate le lezioni di yoga o di pilates, perché aiutano il rilassamento muscolare e riattivano l’area cognitiva. Dunque fanne il pieno mentre passeggi tra i sentieri, approfittando del fatto che puoi non solo sentire la dolce melodia della natura, ma anche respirare aria pulitissima e profumata. Quei profumi di funghi, di muschio, di foglie umide e di cortecce che difficilmente si dimenticano. Cammina nel silenzio più assoluto, in modo da non spaventare la fauna del sottobosco e da trarre ogni beneficio possibile per il tuo corpo e la tua mente.

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Non sono solo i bambini a trarre beneficio dall’aria incontaminata del Parco Nazionale d’Aruzzo, Lazio e Molise. Approfitta anche tu dal benessere che la natura regala.

Segui i sentieri del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Sulla cartina dei sentieri che trovi in tutti gli info point del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono indicati circa 150 itinerari. Ogni sentiero è segnalato con dei cartelli rossi e bianchi, con al centro una lettera e un numero. Considera che i percorsi sono abbastanza impegnativi, soprattutto per i bambini che non sono abituati. Noi ci siamo limitati a percorre il sentiero delle Cascate delle Ninfe, il percorso più adatto ai piccoli esploratori e accessibile al cane, della durata di circa mezz’ora.

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I sentieri del parco sono tantissimi, ma il più bello da percorrere con i bambini e il Sentiero delle Ninfe.

Bagna le mani nella cascata delle Ninfe

Puoi raggiungerei il sentiero della Cascata delle Ninfe con il pratico trenino turistico che si trova nel parcheggio delle auto oppure a piedi. Seguendo il ruscello e arrampicandoti su gradini intervallati da secolari radici di faggi e aceri, puoi riuscire ad arrivare alla fonte, che sgorga limpida e fresca dalla parete rocciosa.

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La Cascata delle Ninfe si trova alla fine dell’omonimo sentiero. E’ uno degli scorci più suggestivi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Nell’anfiteatro naturale in cui si trova, il suono dolce dell’acqua che zampilla tra le rocce si espande e diventa potente, sublime da ascoltare. Inoltre crea un bellissimo spettacolo da vedere. Il sole si riflette giocoso nelle goccioline d’acqua che saltano tra le rocce, creando dei piccoli arcobaleni luminosi e magici cristalli di luce.

Segui il ruscello

Percorri quindi il percorso a ritroso, concentrandoti sulle foglie cadute dagli alberi, sulle famiglie di funghetti che lasciano spuntare la loro testolina tra i cespugli e il muschio profumato del sottobosco. Ammira le pietre levigate dal torrente, lisce e bianche, e i rami che si contorcono in cerca di luce, nascondendo piccoli nidi di uccelli e lasciando intravedere i raggi caldi del sole.

I suoni della natura incantano e tengono più del dovuto nel sentiero. Ma tanto non c’è fretta di uscire. Ci siamo divertiti infatti ad attraversare il torrente in cerca di funghetti dalla testa rossa. Vedere la camosciare e accarezzare i daini sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma il percorso è precluso ai cani, in quanto potrebbero turbare l’equilibrio degli animali abbaiando.

Fai una sosta nell’area pic nic

Nell’area del parcheggio sono presenti diversi punti di ristoro, bar e bagni pubblici. Ma vuoi mettere un panino mangiato al sole nella comoda e verdeggiante area pic-nic? Si trova sul prato adiacente al parcheggio, in prossimità del ruscello e della biglietteria del trenino turistico. Ci sono anche altalene e altri giochini per i bambini, nonché punti dove poter fare il barbecue. Altri tavolini si trovano lungo la strada che porta agli ingressi dei sentieri. 

Informazioni utili

Qualunque sia il periodo scelto per fare un escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, occorre un minimo di equipaggiamento adatto al trekking. L’ingresso al parco è gratuito, il parcheggio dell’area principale invece costa 4,00 € al giorno.

Ecco cosa occorre per stare fuori una giornata:

  • Scarpe in goretex, da trekking e comode, adatte a lunghe passeggiate.
  • Acqua, rigorosamente in borracce. Cercate di non introdurre plastica all’interno del parco.
  • Una giacca a vento o una felpa, anche in estate. In diversi punti non arriva la luce del sole e soprattutto i bambini possono sentire freddo.
  • Un cambio, soprattutto per i bambini. Ci si può facilmente bagnare e sporcare di terra. 
  • Anti punture per insetti ( zanzare) e dopo puntura.
  • Un binocolo. Ci sono diversi punti di avvistamento e i bambini si divertono a giocare agli esploratori.
  • Qualche snack o meglio un frutto per la merenda.
  • Macchina fotografica con obiettivo.

Perché andare al Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise con i bambini

Visitare il Parco è un’occasione unica vivere immersi nella natura e per riscoprire il piacere ( un pò perso oramai ) delle passeggiate. Osservare gli animali selvatici, vederli nel proprio habitat naturale, osservare piante e fiori nei loro colori più belli, inoltrarsi nei boschi e respirarne il profumo buono, fa provare ai bambini emozioni meravigliose. Giocare agli esploratori tra le radici sporgenti, cercare funghetti tra i cespugli e accarezzare soffici muschi di un verde brillante stimola la loro curiosità, il loro senso innato per la caccia e per la scoperta, aguzza il loro ingegno e stimola la creatività. Raccogliere foglie secche per farne segnalibri, osservare i diversi tipi di pigne cadute dagli alberi, catalogare funghi in base al colore, sono esperienze che arricchiscono il bagaglio, anche culturale, di un bambino. Divertirsi nella natura è un gioco attivo e costruttivo. Sguazzare nel fango, rincorrere lucertole, rotolare sull’erba, ascoltare e osservare i suoni e i movimenti della natura aiutano ad allargare lo sguardo su orizzonti più vasti e a ritrovare antiche e genuine abitudini. 

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La bellissima città di Gaeta, in posizione strategica tra Roma e Napoli,è la meta ideale anche nei mesi invernali. Non solo spiagge bianche e acque cristalline, sport acquatici e cene all’aperto. C’è molto altro da vedere in questa località del basso Lazio, sospesa tra mare e montagna. Uno dei migliori posti da visitare con i bambini è senz’altro il Parco di Monte Orlando, il polmone verde della città di Gaeta, che si affaccia sul mare con spettacolari falesie dorate. Quindi zaino in spalla! Andiamo alla scoperta del bellissimo parco urbano della Riviera di Ulisse.

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Gaeta Medievale vista da un belvedere della batteria anulare

Il Parco di Monte Orlando a Gaeta

 

Il promontorio di Monte Orlando ha sempre avuto un ruolo strategico nell’arco dei secoli, grazie alla sua favorevole posizione. Infatti sono diverse le fortificazioni belliche che si possono incontrare lungo i sentieri, le quali resero Gaeta un’ importante fortezza militare, praticamente inespugnabile, a partire dal Regno di Napoli. Dalla forma tipicamente tondeggiante, somigliante ad una tartaruga stesa al sole, il parco di Monte Orlando è una vera e propria oasi naturale, proprio nel cuore di Gaeta. Questa enorme area protetta custodisce grandi bellezze paesaggistiche, naturali, ma anche e soprattutto storiche e archeologiche.

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Il sentiero del Ghiro e il Mausoleo di Lucio Munazio Planco

I diversi sentieri che si diramano sul promontorio di Monte Orlando offrono varie tipologie di escursioni. Quasi tutti i percorsi sono adatti a famiglie con bambini e il passeggino non è un problema. Basta percorrere le strade asfaltate, che si snodano tutt’intorno al parco e sono chiuse al traffico. Anche tramite questo percorso alternativo si raggiunge la sommità del monte, dove si innalzano fieri e imponenti sia il faro, ancora funzionante, che l’antico Mausoleo di Lucio Munazio Planco, che sembrano controllare la città dall’alto. 

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Per i più allenati invece si può percorrere il Sentiero del Ghiro. Il percorso è abbastanza impegnativo con i bimbi, in quanto prevede scalini alternati a veri e propri sentieri di trekking. C’è inoltre qualche radice sporgente e perfettamente mimetizzata tra le foglie a cui fare attenzione. Il silenzio, il verde in cui si è immersi, il cinguettio degli uccellini e il fruscio del vento tra gli alberi ripagano però degli sforzi fatti durante la salita. Il sentiero è in più riprese, quindi si trovano, alla fine di ogni tratto, comode panchine dove riposarsi qualche minuto nella pace totale. Anche questo sentiero porta dritti dritti al piazzale del Mausoleo, il punto più alto del parco di Monte Orlando.

Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco non è sempre aperto al pubblico. Per tutte le informazioni a riguardo si può contattare la Proloco Gaeta. Sia nella stagione estiva che in quella invernale, vengono spesso organizzate giornate ricche di eventi, dove è possibile visitare anche il Mausoleo all’interno.

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Monte Orlando a Gaeta. La Batteria Anulare e il percorso fitness

Da qui non resta che scendere, e dedicarsi ai vari punti di interesse storico, archeologico e paesaggistico. Proprio sotto il piazzale del Mausoleo, vi è un percorso ad anello chiamato Sentiero Ornitologico, dove, con un po’ di fortuna, potrete riuscire ad ammirare le diverse specie di uccelli che popolano il parco. Questa una volta era la famosa “Batteria Anulare”, struttura militare che circondava l’intera parte del monte a finalità difensiva. Ora invece vi è un percorso fitness ben organizzato, con attrezzi in legno dislocati lungo il tragitto e utili cartelli con le spiegazioni per l’utilizzo su ogni postazione. I bambini si divertono molto ad usare gli attrezzi, creando deliziosi momenti di gioco e aggregazione.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini 

Monte Orlando a Gaeta. Le Polveriere.

Seguendo i cartelli segnaletici invece, si può arrivare alla Polveriera Carolina, una delle numerose strutture militari edificate durante la dominazione borbonica, purtroppo parzialmente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Da qui si diramano tre strade. Prendendo il sentiero che sale a sinistra si raggiunge la polveriera Ferdinando, e lungo il percorso sono ancora visibili resti di costruzioni romane dappartenenti alle proprietà di Munazio Planco. Tornati al bivio, bisogna prendere il sentiero in discesa per arrivare alla polveriera Trabacco. Da qui la vista è semplicemente spettacolare. La veduta dalla falesia è sorprendente, in quanto include tutto il Golfo di Gaeta, e se l’aria è tersa, si riescono a vedere benissimo le isole di Ischia, Ponza e Ventotene.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini

La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco

Ora avete due possibilità: scendere a ritroso fino all’inizio del percorso, o imboccare un altro sentiero, quello dei Cappuccini, che porta fino alla Montagna Spaccata. Passando dal sentiero dei Cappuccini, con una breve deviazione tra i cespugli, si giunge alla veduta sulle falesie: uno spettacolare belvedere a picco sul mare. La vista è mozzafiato, ma il punto è molto pericoloso data la sua esposizione, nonostante le staccionate con cui lo strapiombo è stato messo in sicurezza: con i bambini non è consigliato.

La Montagna Spaccata è una fenditura del promontorio, e secondo la tradizione pare che la montagna si sia spaccata a metà nel momento in cui Gesù è morto sulla croce. All’interno di questa fenditura, e proprio sopra la Cappella di S. Filippo Neri, è stata costruita una suggestiva terrazza che rimane sospesa a metà altezza. Da qui si possono ammirare le stupende pareti rocciose a strapiombo sul mare. Pare che porti fortuna buttare un soldino nell’acqua sottostante.

Nella stessa zona, adiacente alla chiesa della Santissima Trinità, si trova la famosa Grotta del Turco. 270 scalini che portano ad una spettacolare cavità della roccia, dove il rumore del mare crea un eco pazzesco e i colori dell’acqua vanno dal blu cobalto al verde smeraldo. Purtroppo, per motivi di sicurezza, la grotta è stata chiusa al pubblico per metà del percorso.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini
Immagine presa dal web

Consigli utili per passeggiare nel Parco di Monte Orlando

  • Per passeggiare in sicurezza tra percorsi e sentieri, occorrono scarpe da trekking o comunque calzature comode.
  • Non ci sono punti di ristorno all’interno dell’area, quindi portate con voi borracce di acqua e qualche snack per i bambini.
  • In estate è consigliabile un cappellino e uno spray per le punture di insetti ( zanzare)
  • Nel parco è assolutamente vietato fare pin-nic. 
  • Non portate via piante, fiori, bulbi e pietre dal parco. Rispettate l’habitat che vi ospita.
  • Evitate di urlare, per non recare disturbo alla fauna del parco.
  • Non vi spingete in percorsi poco sicuri o non segnalati. Ci sono diverse cisterne in disuso all’interno dell’area naturale che potrebbero essere pericolose per cani e bambini.
  • I cani sono ben accetti nel parco, ma andrebbero tenuti al guinzaglio, e soprattutto le loro deiezioni vanno raccolte e buttate negli appositi cestini.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini

Tra leggende e storie di impavidi pirati, tra nascondigli bellici e preziosi sentieri in cui ricaricarsi di ossigeno, termina l’escursione sul Parco naturale di Monte orlando.

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