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Se dici Puglia dici sole, mare e cibo sublime. Se rimane infatti una delle regioni più gettonate d’Italia ci saranno dei buoni motivi. La Puglia accontenta ogni tipologia di viaggiatore, offrendo panorami pazzeschi, spiagge di una bellezza disarmante, mare trasparente e città con mille storie da raccontare. Non cercare mete esotiche che ti facciano sognare, ma organizza un viaggio on the road sulle coste pugliesi!  La Puglia è una delle più intriganti bellezze italiane e ti assicuro che non basterà una sola vacanza per conoscerne le meraviglie.

Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
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Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini

Se ancora non hai avuto modo di visitare le bellissime coste pugliesi e le più belle città della regione, in questo articolo ti do qualche dritta per organizzare il tuo viaggio on the road in Puglia, iniziando con il costruire un itinerario ad hoc per te e la tua famiglia. L’auto è assolutamente essenziale per muoversi nei territori della regione in totale libertà, e anche se deciderai di raggiungere la Puglia in aereo ti consiglio di affittare un auto in loco, per avere piena flessibilità sui tuoi spostamenti.

Scegli la zona in cui pernottare

Scegli una meta strategica in cui pernottare, a metà strada da ogni principale punto di interesse che hai scelto di visitare. Nel nostro itinerario ad esempio abbiamo selezionato le più belle città della costa adriatica, con una breve incursione giornaliera a Gallipoli, facendo un coast to coast. Abbiamo così scelto di dormire a Savelletri di Fasano, precisamente a Borgo Egnazia, uno degli hotel di charme più belli della regione. Puoi anche scegliere di dormire ogni notte in un posto nuovo, nessuno te lo vieta. Ma avrai più ricerche da fare sulle strutture ricettive e dovrai caricare e scaricare le valigie ogni giorno.

Scegli le tappe del tuo viaggio on the road in Puglia, facendo una bozza di itinerario

Ti consiglio di buttare giù una bozza di itinerario per il tuo viaggio in Puglia con un pò di anticipo. Seleziona i luoghi di tuo interesse, trovando almeno due alternative a cui dedicarti in caso di maltempo. Dedica inoltre almeno una giornata al divertimento dei tuoi bambini. Noi ad esempio, per spezzare un pò il viaggio, abbiamo scelto di fare un safari tra gli animali della foresta alla Zoo Di Savelletri di Fasano.

Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Lo Zoo di Fasano è una meta da inserire durante un viaggio in Puglia con i bambini.

Prepara la macchina

Per viaggiare on the road occorre che il tuo mezzo sia assolutamente perfetto sotto ogni punto di vista, onde evitare piacevoli esperienze. Fai controllare gomme, olio, freni. Tieni sempre nel portabagagli una cassa d’acqua, un plaid, qualche snack. Organizzati con dei giochi da fare in auto con i bambini, e lascia tablet e aggeggi simili a casa. Insegna loro a guardare fuori dal finestrino per non perdersi i continui cambi di panorama che vedranno strada facendo. Aggiorna il navigatore, che sarà il tuo braccio destro per tutta la vacanza.

Parti alla scoperta dei luoghi più belli. Puglia on the road

Ti lascio di seguito le tappe più belle del nostro viaggio on the road in Puglia, sperando che possa esserti d’aiuto nella programmazione del tuo itinerario.

Alberobello

Una delle città italiane più famose al mondo, dopo Venezia, è senz’altro Alberobello. La città dei trulli, le tipiche costruzioni bianche con il tetto a cono, sembra ferma nel tempo, immobile nel suo splendore. Una passeggiata tra queste casette tipiche non può mancare nel tuo viaggio on the road in Puglia.

Dove parcheggiare

PARCHEGGIO ALBEROBELLO CENTRO STORICO
Area di parcheggio
Via Monte S. Gabriele, 105
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Alberobello, la città dei trulli, è una tappa immancabile durante un viaggio on the road in Puglia.

Otranto

Otranto si trova sulla punta più orientale della Puglia ed è una meta che assolutamente vale la pena vedere. Il caratteristico porto, la passeggiata stupenda che porta fino alle mura e poi continua fino al cospetto del Castello Aragonese sono un vero spettacolo, soprattutto al tramonto, quando le facciate delle case del borgo si lasciano scaldare dagli ultimi tiepidi raggi del sole.

Dove parcheggiare

Parcheggio Sant’Antonio
Area di parcheggio
Via Papa Giovanni Paolo II, 21
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Otranto è una città suggestiva, ricca di storia e con un meraviglioso centro storico.

Puglia on the road. Ostuni

Un candido borgo arroccato sulla collina. Facciate imbiancate a calce e viuzze di ciottoli fanno di Ostuni una città magica, dove il tempo sembra fermarsi tra le botteghe colorate e il profumo dell’olio che si espande dai frantoi. 

Dove parcheggiare

Ostuni parcheggio
Parcheggio pubblico
Via Antonio Specchia, 43
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Ostuni, la città bianca, è una meta che incuriosisce anche i bambini.

Monopoli

Una delle più belle città della Puglia, fatta di viuzze tranquille e suggestive, cinta da antichi bastioni e con una gastronomia locale davvero invidiabile. Il centro storico di Monopoli pullula di chiese. Su tutte, la Cattedrale di Maria della Santissima della Madia è uno degli edifici storici assolutamente da visitare. 

Dove parcheggiare

Parcheggio Comunale Gratuito
Parcheggio gratuito
Via Nazario Sauro, 14

Puglia on the road. Polignano a Mare

Famosa soprattutto per Lama Monachile, la suggestiva spiaggia incastonata tra due costoni di rocce, Polignano a Mare ha un incantevole centro storico, con angoli nascosti che offrono all’improvviso panorami idilliaci.

Dove parcheggiare

Parcheggio C2 ovest
Area di parcheggio
Via Conversano
333 801 1331
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Lama Monachile è una delle spiagge più particolari della Puglia.

Gallipoli 

Una delle mete più gettonate del Salento, famosa per la movida serale e per le sue ampie spiagge di sabbia fine. Il centro storico è molto caratteristico, pieno di botteghe tipiche e locali cool. 

Dove parcheggiare

Area di parcheggio
Via Dante Alighieri, 21
Aperto 24 ore su 24
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Gallipoli è famosa per la sua movida, ma ha bellissime spiagge in cui passare una piacevole giornata con i bambini.

Perchè andare in Puglia con i bambini

Un viaggio on the road in Puglia con i bambini è senza dubbio un esperienza ricca di novità e all’insegna della varietà. Dal mare alle escursioni nelle città storiche, passando anche dai percorsi naturalistici e alle attività didattiche come allo Zoo di Fasano, i bambini sono incuriositi e stimolati, rendendosi partecipi al viaggio. Per coinvolgerli e intrattenerli durante gli spostamenti in auto puoi abituarli a consultare mappe e cartine geografiche e incuriosirli sulla varietà dei panorami che mano a mano scorrono fuori dal finestrino. Una vacanza in Puglia è una vacanza completa, che regala emozioni uniche ad ogni membro della famiglia.

 

A meno di dieci minuti di auto da Gaeta, nel Lazio, c’è un meraviglioso centro in cui praticare i più svariati sport, dal nuoto al pilates. La particolarità del Centro Sportivo XXV Ponti sta nel fatto che non solo offre due piscine semi-olimpioniche, una al coperto ed una all’aperto, ma è diventato un punto di riferimento anche per concedersi qualche ora di relax assoluto.

Immersa nel verde delle colline itrane infatti, la grande piscina esterna è circondata da diverse oasi dedicate all’ozio, al cibo rinomato e al fitness all’aria aperta. Lettini, zone di ombra e una piscina dedicata ai più piccolini, con tanto di idromassaggio, fanno del Centro Sportivo XXV Ponti una meta imperdibile per scappare dal caldo afoso della città o per prendere una pausa rigenerante dal lavoro.

La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l'ideale per una giornata dedicata al relax.
La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l’ideale per una giornata dedicata al relax.

Centro Sportivo XXV Ponti

Il grande Centro Sportivo XXV Ponti, come già accennato, vanta due piscine semi-olimpioniche, una interna e una esterna. La piscina interna è dedicata alle attività agonistiche, ai corsi di nuoto e al nuoto libero, nonchè alle discipline acquatiche più in voga del momento. Inoltre il centro offre diverse sale fitness interne, ognuna dedicata ad uno sport. Dal Pilates alla Walking Fit, le innumerevoli attività proposte dal centro sono praticate da istruttori qualificati e molto socievoli. Adiacente alla piscina c’è inoltre un attrezzatissima area pesi, dove seguiti da Francesco, è possibile fare vere e proprie sessioni alle macchine per dare una sferzata alla muscolatura. L’ambiente in generale è rilassante, familiare, molto proprositivo.

I corsi di fitness in acqua diventano ancora più attraenti se praticati all'aria aperta.
I corsi di fitness in acqua diventano ancora più divertenti se praticati all’aria aperta.

Nuota nella piscina coperta

Oltre ai tradizionali corsi di scuola nuoto, nella grande piscina coperta è possibile provare attività innovative, come l’Acqua Boxe, l’Acqua Pilates o l’Acqua Cross. La grande flessibilità degli abbonamenti permette poi di ampliare il percorso in acqua a lezioni in sala, seguiti da istruttori qualificati. Diverse sono le discipline in cui è possibile cimentarsi. Dal tradizionale corso di pilates o di ginnastica posturale fino ad arrivare a circuiti più impegnativi di cardio, come la nuova Onekor, una disciplina in cui muoversi a ritmo di musica aumentando a diminuendo la frequenza del lavoro. Gli spogliatoi dispongono di molti camerini individuali, docce e phon a tempo determinato. Un fattore importante è la pulizia. Le sale, le stanze comuni, la piscina e gli spogliatoi sono sempre molto puliti e curati.

Centro Sportivo XXV Ponti. Tuffati nella piscina esterna

Circondata da alberi rigogliosi e sempre battuta dal sole la piscina esterna è davvero multifunzionale. In estate tutti i corsi vengono infatti spostati in quest’area all’aperto, e pedalare in acqua o nuotare irrorati dai caldi raggi del sole è davvero un esperienza fantastica. Il personale è sempre attento e disponibile e gli istruttori sono una vera bomba di energia. Coinvolgenti e preparatissimi riescono a coinvolgere anche i più pigri nelle attività proposte dalla struttura. Un altra piscina, con un delizioso idromassaggio, si trova nell’area relax circondata da cipressi e vicinissima al bar. Un oasi di pace dove sorseggiare cocktails freschi e colorati leggendo un buon libro.

 

La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.
La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.

Hops Pool. Il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.

Nella fresca veranda adiacente alla piscina è possibile degustare deliziosi piatti accompagnati da una selezione di ottimi vini serviti sempre ghiacciati. La ciliegina sulla torta per dare una sferzata di energia positiva alla giornata. Da Hops Pool ricchi antipasti, squisiti primi piatti e buon pesce fresco grigliato da gustare con calma danno la giusta carica per continuare la giornata nelle piscine all’aperto, che sia per sport o per relax. Aperto sia a pranzo che a cena, ha anche un pizzaiolo super! Pizze fantastiche assolutamente da assaggiare.

Prova nuova area fitness esterna

Al Centro Sportivo XXV Ponti pensano proprio a tutto. Nell’oasi esterna è stata appena inaugurata anche un area dedicata al fitness all’aperto, circondata dal verde e ben arieggiata. Una zona dedicata sia gli sport più adrenalinici, come circuito o onekor, o per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito con lo yoga o il pilates.

La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all'aria aperta.
La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all’aria aperta.

Come prenotare

Per accedere alla nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti basta fare una prenotazione telefonica. E’ possibile fare abbonamenti o ingressi singoli. Non è obbligatorio mangiare al ristorante. Il centro dispone inoltre di due ampi parcheggi coperti dove lasciare la macchina al fresco. 

Centro Sportivo XXV Ponti
Via Appia Lato Roma (loc. XXV Ponti)
Tel.: 0771/1978277 – 3517570062
e-mail: info@xxvponti.it

Sono sempre di più le persone che, incuriosite, scelgono di salire su una tavola da SUP  per sfidare i propri limiti e provare l’enorme senso di libertà che da quest’esperienza di movimento in mare. Uno dei grandi pregi di questa attività infatti sta proprio nel fatto che è accessibile a chiunque, indipendentemente da sesso, età o livello di abilità fisica. Soprattutto i bambini trovano divertente e stimolante pagaiare in equilibrio sul SUP ( diminutivo di StandUpPaddle), grazie anche al contatto con l’acqua, che loro adorano.

I benefici del SUP sui bambini

I benefici del mare, dall’inalazione di iodio ai salutari raggi di sole che producono e fissano la vitamina D, sono ottimi stimoli anche e soprattutto per la loro psiche, infondendo in loro sicurezza e serenità. La costante ricerca di equilibrio e stabilità aumenta la concentrazione e fortifica l’autostima. Ma come qualsiasi altro sport, prima di avventurarsi in tour o passeggiate lontano dalla riva, è bene prepararsi correttamente o per lo meno cercare di apprendere le più basilari informazioni in merito. In questo post ti do qualche suggerimento per praticare paddleboard con il tuo bambino in tutta sicurezza.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
I benefici del Sup sui bambini sono davvero preziosi. In acqua si caricano di energia positiva.

Prima cosa: la sicurezza

Il primo suggerimento utile per praticare SUP in tutta sicurezza con i bambini è di munirsi di un giubbotto di salvataggio. Anche se sanno nuotare o se sono provetti marinai il giubbotto di salvataggio, oltre a mantenere a galla i bambini in caso di tonfi in acqua, protegge la schiena e la pancia durante eventuali cadute sulla tavola. Indipendente dall’esperienza che si ha con gli sport acquatici, prima di avventurarsi in qualsiasi specchio d’acqua, occorre indossare un dispositivo di sicurezza. In vendita ci sono un infinità di proposte che vanno dalle cinture che si gonfiano a contatto con l’acqua, che lasciano la massima libertà di movimento, ai veri e proprio giubbini di salvataggio, obbligatori per i bambini.

Scegliere la tavola giusta per praticare SUP con i bambini

Assolutamente fondamentale è trovare la tipologia di tavola adatta, sia per te che per i tuoi bambini. Devi assicurarti che sia il tuo peso che quello del bambino siano commisurati alla grandezza e alla larghezza del SUP. Per i bambini infatti vengono prodotti modelli più ampi in grado di fornire maggiore stabilità durante la pagaiata. All’inizio soprattutto, bisogna evitare tavole super professionali, preferendo tavole gonfiabili, più stabili e morbide.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Praticando Sup i bambini entrano a stretto contatto con l’acqua e le numerose specie che il mare ospita, come le meduse e i pesci.

Come muovere le prime pagaiate

Se non vuoi affidarti ad una scuola qualificata e hai intenzione di usare la tavola da sup solo per divertimento, prima di iniziare a praticare questo sport è bene rivedere le istruzioni della tavola e mostrare ai bambini il modo più corretto di usare la pagaia. Lascia inizialmente il tuo paddleboard da parte e concentrati sulla loro stabilità. I bambini devono innanzitutto essere in grado di rimanere da soli in piedi in equilibrio. Inizia quindi facendoli inginocchiare sulla tavola, muovendo le prime pagaiate in questa posizione.

Rimanendo sulle ginocchia infatti si abbassa il baricentro e si acquista stabilità. Allo stesso modo, se prevale la stanchezza o se all’improvviso dovesse alzare vento o onda, basta rimettersi in ginocchio per rimanere più stabili.  Il secondo step riguarda l’impugnatura della pagaia. La misura dell’altezza della pagaia si prende facendo alzare al bambino un braccio alla massima estensione. Se è troppo corta andrà ad arcuare la schiena in avanti, troppo lunga tenderà a arcuare la schiena all’indietro.
Assicurati che siano in grado di mantenere la stabilità anche una volta messa la pagaia in acqua. Fai fare loro un paio di giri di prova, lasciandoli liberi di gestire in totale autonomia i loro attrezzi. Se cadranno, cadranno in mare. Rimanete perciò ad un altezza abbastanza media dell’acqua, in modo tale che cadendo non vadano a sbattere sulla sabbia sottostante.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Se vuoi divertirti in Sup con i tuoi bambini basta seguire poche regole per iniziare, come tenere la pagaia e restare in equilibrio. Affidati ad un istruttore se non hai dimestichezza con il mare.

Scegli un posto tranquillo per iniziare a praticare SUP con i bambini

Inizialmente, per pagaiare in tutta sicurezza con i bambini, è essenziale che ci siano condizioni adatte. Scegliere ad esempio un posto tranquillo, non frequentato da barche e gommoni e poco affollato è essenziale per garantire un ambiente ottimale. In questo modo, a stretto contatto con l’acqua e non disturbati da agenti esterni fastidiosi, i tuoi bambini riusciranno a avere il giusto approccio con la tavola da paddleboard e a capire come governare l’acqua, le correnti o il vento. Un ambiente ottimale renderà l’esperienza più semplice e soprattutto serena. 

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Il paddleboard praticato dai bambini è un vero toccasana, nonchè una grande fonte di divertimento.

Proteggi te e i tuoi bambini dai raggi solari

L’eccessiva esposizione al sole, che in mare aperto diventa ancora più potente, può creare danni alla pelle e al fisico. Ricorda quindi di proteggere te e i tuoi bambini dai raggi solari potenzialmente dannosi con la giusta dose di crema solare e un cappellino con visiera. Inoltre porta con te una borraccia d’acqua fresca, in modo da reidratare costantemente il corpo affaticato dal caldo.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Dopo aver preso dimestichezza con le tavole tu e i tuoi bambini potrete avventurarvi ad esplorare spiagge e calette nascoste. Qui siamo a Gaeta, alla scoperta delle sette spiagge più belle della costa.

Il divertimento prima di tutto

Come ogni esperienza con i bambini il fattore essenziale è il divertimento. Non arrabbiarti, non essere pignolo e lasciali liberi di gestire i propri strumenti in tutta libertà, correggendo la postura di tanto in tanto. Ricorda che non stai allenando provetti surfers, ma solo provando una divertente attività in acqua con loro. E’ fondamentale che i bambini acquistino sicurezza e instaurino un rapporto positivo con il mare. Se sono stanchi o annoiati ( capita davvero raramente!) usate la tavola come trampolino per fare tuffi divertenti! Il giusto riconoscimento per l’impegno che hanno dimostrato va premiato con un momento di totale relax e divertimento.

 

Quando si viaggia, soprattutto se si fanno lunghi spostamenti in auto, non si possono certo evitare i bagni delle stazioni di servizio o le toilette di aerei e treni. Meglio quindi organizzarsi in partenza, seguendo questi piccoli trucchi per usare i bagni pubblici in viaggio in tutta sicurezza.

Usare i bagni pubblici in viaggio

Non è semplice, soprattutto per le donne, usare correttamente i servizi pubblici. Vedo spesso persone che escono dallo zaino copriwater, salviette detergenti, disinfettanti per le maniglie. Il timore di entrare in contatto con germi e batteri a volte diventa una vera e propria limitazione per un viaggiatore. Non c’è bisogno, infatti, di svaligiare una parafarmacia per lasciare due gocce di pipì in un bagno pubblico. Basta usare qualche piccolo accorgimento già prima di partire!

Come usare i bagni pubblici in viaggio in tutta sicurezza

Metti vestiti comodi

Per gli spostamenti di viaggio cerca di mettere abiti comodi. Gonne lunghe, pantaloni rasoterra, scarpe con i tacchi e minigonne giro coscia non ti aiuteranno certo a semplificare le manovre nei bagni pubblici. Tutto quello che possa strisciare o strusciare sul pavimento va scartato, dando di gran lunga la precedenza a leggings, jeans o tute che, una volta calati, non tocchino ne il wc ne il pavimento. Opta inoltre per scarpe che al tuo ritorno possano essere lavate in lavatrice, tipo sneackers. Basta poco per sporcarsi, e una gonna di tulle fa fatica anche a passare dalla porta del bagno.

Come usare i bagni pubblici in viaggio. Lava bene le mani

Le mani vanno lavate sia prima che dopo aver usufruito dei servizi pubblici. Perchè prima? Le tue mani durante il viaggio hanno toccato maniglie, soldi e oggetti di ogni tipo, e dunque onde evitare infezioni pulendosi con la carta igienica, meglio dare prima una disinfettata. Una volta espletati i bisogni fisiologici è bene non solo lavare accuratamente le mani, ma anche passare una bella dose di disinfettante.

Attenzione a gestire la carta igienica dei bagni pubblici

Nei bagni pubblici, sebbene la carta igienica sia perfettamente inserita negli appositi dispenser, è soggetta ad accumulare batteri fecali e germi vari, data la poca areazione delle cabine. Sarebbe meglio utilizzare salviettine proprie ma, se non hai scottex a disposizione, ricorda ti togliere e gettare via la parte penzolante della carta igienica, quella che rimane fuori dal contenitore per intenderci. Oltre ad aver accumulato batteri, è stata toccata dalla persona che ha usufruito dei servizi prima di te.

Consigli utili per usare i bagni pubblici in viaggio

Non poggiare la borsa sul pavimento

Evita in tutti i modi di poggiare i tuoi oggetti personali sul pavimento o sulle mensole che potresti trovare nei bagni pubblici. Le piastrelle sono la parte più sporca e contaminata, assieme a lavandini e rubinetti. Appendi la borsa all’apposito gancio, e laddove mancasse, lasciala ad un amico all’esterno dei servizi o tienila addosso. Per questo è preferibile viaggiare sempre con uno zainetto piuttosto che con una borsa, che sia a tracolla o a mano.

Il wc non è tuo nemico

Non avere paura di sederti sul wc. Hai più probabilità di contaminarti con germi e batteri toccando le superfici circostanti. Puoi sempre prendere in considerazione i comodi copriwater usa e getta, oppure fare pipì restando in sospensione sopra la tavoletta. Ma non usare mai i piedi per salire sul water o per scaricare. Le suole delle scarpe sono veicolo di virus e batteri. Rispetta chi userà i servizi dopo di te e lascia il bagno così come vorresti trovarlo.

Impara a gestire il contatto con maniglie e lavandini dei bagni pubblici

Cerca di limitare il più possibile il contatto con le maniglie delle porte e con lavandini e rubinetti. Ma come, se è assolutamente necessario lavarsi le mani? Basta usare i dispenser e i rubinetti automatici. Spesso però non ci sono ne l’uno ne l’altro. E bene tenere sempre una confezione di amuchina in borsa, o in alternativa, delle salviette disinfettanti. Una volta lavate e asciugate le mani, anche se hai dovuto chiudere un rubinetto, puoi disinfettarle con questi dispositivi medici.

Consigli utili per usare i bagni pubblici in viaggio,

Portare i bambini a fare pipì nei bagni pubblici? Certo!

Se viaggi con i bambini è necessario adottare qualche precauzione in più. Per le mamme di maschietti, che possono fare pipì restando in piedi, il problema resta marginale. Basta fare bene la trafila “lavaggio mani – asciugatura – amuchina”. I problemi sorgono con le bambine. Anche per loro basta partire già da casa con abiti comodi, evitando gonne a balze, collant con fiochettini e ballerine bianche. Se il loro peso è ancora sostenibile basta sollevarle e sorreggerle, in modo da agevolare la fuoriuscita di pipì centrando il water.

Se sono signorine invece è bene munirsi di copriwater e\o insegnare loro già a casa a rimanere sospese sulla tavoletta. Oppure puoi comprare i magici coni per fare pipì in piedi, in cartoncino usa e getta. Io sono contraria ad ogni tipo di aiuto materiale e commerciale, perchè credo che un vero viaggiatore debba cominciare già da piccolo ad affrontare i piccoli grandi problemi della vita. Insegnare loro il modo più consono per usare la toilette pubblica credo rimanga uno dei migliori metodi di sempre.

Come portare i bambini a fare pipì nei bagni pubblici

Attenzione a non spaventare i bambini

I bagni pubblici non sono certo come i bagni di casa, ma cerca di evitare di trasmettere al bambino la fobia dello sporco e dei batteri. Piuttosto che darti un dispiacere imparerà a trattenere la pipì fino allo sfinimento, con conseguenze devastanti sull’apparato urinario e sulla psiche. Se ami viaggiare insegna al tuo bambino che il suo sistema immunitario sa gestire da solo ogni situazione di attacco esterno di batteri, e che con poche ma essenziali norme igieniche, come lavare sempre le mani, non avrà problemi a muoversi in ogni parte del mondo in totale autonomia.

 

 

 

Con grande piacere oggi vi parlo di un bellissimo progetto di cui sono ambasciatrice. Un progetto di rinascita, che ruota intorno al fulcro della vita: l’amore. Un progetto che vuole regalare sorrisi, spensieratezza, abbracci, ricordi felici a chi, durante questa pandemia, ha lottato contro il covid 19. Un iniziativa nata per ringraziare quelle persone che, in questo momento storico che ha visto le nostre vite stravolgersi, hanno dato il loro aiuto come volontari, hanno lavorato negli ospedali senza sosta o a chi è riuscito a sconfiggere il virus stesso, lasciandosi una grande ferita alle spalle. 
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Da Wedding Planner a Travel Blogger. Il mio percorso

Come sapete, prima di diventare una Travel Blogger, sono stata una wedding planner. Un lavoro attivo e creativo, che ruota attorno all’amore e alle sue mille sfumature. Il lavoro di una wedding planner consiste nell’aiutare i futuri sposi a creare la scenografia perfetta per il giorno più emozionante della loro vita. Dalla scelta della location, agli addobbi, passando per le bomboniere e le partecipazioni, il compito di una brava organizzatrice di eventi è quello di creare un fil rouge unico che rispecchi le personalità e i desideri della coppia che si affida ad una professionista del settore. Grazie al mio lavoro ho avuto modo di conoscere persone splendide, collaboratori e colleghi di grande carisma e con enormi potenziali. Lucia Saltalamacchia ha un posto speciale tra questi.

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Lucia Saltalamacchia, Wedding in Maremma

Classe 1982, mamma di tre bambini, Lucia Saltalamacchia vive in Toscana, precisamente ad Orbetello, dove dal 2010 organizza matrimoni. Un animo romantico, sensibile, sempre aperto alle novità e disponibile all’ascolto. Un sorriso disarmante su un volto sempre sorridente. Lucia mette nel suo lavoro lo stesso entusiasmo che ha nella vita. Questo è il decimo anno della sua attività, un traguardo importante. Per rendere omaggio al suo lavoro ha dunque pensato di regalare sorrisi e speranza a chi è stato colpito violentemente dalla pandemia. L’idea di Liberamore nasce proprio dalla sua forte voglia di ricominciare a vivere nella normalità e dalla consapevolezza che l’amore, in ogni sua possibile forma, non si ferma davanti a nessun ostacolo e continua prepotente a farsi strada in ogni direzione, in ogni situazione, senza distinzione di sesso, colore o religione. Accanto a lei Gabriele Malagoli, Alessio Bausani, Chiara Serracchiani e Alice Rossetto. Insieme per un unico grande obiettivo. Portare serenità.
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Liberamore

Liberamore è un progetto no profit, un iniziativa dedicata a tutti gli eroi che si sono adoperati nelle corsie ospedaliere, ai volontari che ogni giorno hanno dato una mano senza chiedere nulla in cambio, a chi ha combattuto contro questo virus sconosciuto fino a sconfiggerlo. Grazie a tanti professionisti del settore provenienti da tutta Italia Lucia racconterà l’amore in ogni sua espressione documentandolo con servizi fotografici. Futuri sposi, coppie di fatto, amici, familiari, nonni e nipoti, colleghi. Tutti in posa in location da sogno per celebrare l’amore in ogni sua forma. Un modo unico e originale per ringraziare e sostenere chi, dopo aver lottato contro questo maledetto virus, ha bisogno di tornare a sorridere e ad aprirsi al mondo.

Liberamore. In cosa consiste l’iniziativa

Lucia, sostenuta da grandi professionisti del settore wedding, regalerà veri e propri servizi fotografici a medici, infermieri, volontari e guariti dal covid-19. L’iniziativa è aperta a ogni tipologia di persone. Non è necessario essere una coppia, il servizio è rivolto anche a conviventi, colleghi di lavoro, volontari, nonni e nipoti etc.. Basta che i candidati appartengano alla categoria che Lucia vuole pubblicamente ringraziare. I servizi fotografici saranno svolti in tutte le regioni d’ Italia. Tra le tappe scelte dal team di Liberamore c’è anche la mia meravigliosa città: Gaeta. Se siete quindi di Gaeta o dei dintorni ed appartenete ad una delle categorie menzionate scriveteci! 
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Come partecipare a Liberamore

Inviateci i vostri racconti di vita durante il lockdown. Le vostre storie possono essere di aiuto e di sostegno a chi ancora sta lottando contro questo virus e si prodiga per sconfiggerlo del tutto. Per partecipare potete mandare le vostre candidature a me, mandando una mail a Annalisa@trevaligie.com, o a Lucia, scrivendo a saltalamacchialucia@gmail.com. I candidati selezionati saranno i protagonisti assoluti di un servizio fotografico professionale. Come vere star saranno accompagnati durante la giornata da truccatrici, parrucchieri, esperti di moda e da Lucia in persona. Scenografie naturali e spettacolari, location di charme e grandi sorrisi renderanno questa esperienza unica nel suo genere.

Come partecipare se sei un professionista

Per celebrare gli eroi del nostro tempo è necessario anche il supporto di professionisti della zona. Più professionisti ci sono più sarà bello collaborare. Quindi se siete di Gaeta e dintorni e volete dare il vostro contributo gratuito per questa iniziativa solidale scriveteci! Ecco cosa chiediamo:

  • Per i fotografi: è richiesto un servizio fotografico della durata di 2 ore massimo, con consegna di un minimo di 80 file, tutti in alta risoluzione. E’ preferibile anche la consegna di una copia delle immagini “social friendly”, opportunamente ridimensionate, per facilitare la condivisione sui vari profili dei partecipanti alla sessione.
  • Per le location: ospitalità in pensione completa per 1 notte riservata alle coppie protagoniste dello shooting ed ospitalità in pensione completa per 1 notte riservata al blogger/influencer/giornalista. Disponibilità di far svolgere il servizio nelle aree che verranno individuate.
  • Per le Make up artist e hair stylist: Trucco e pettinatura per la coppia prima dell’inizio della sessione (circa 2 ore prima).
  • Per le boutique/stilisti: Disponibilità a prestare accessori o dettagli o abiti, da utilizzare con la coppia durante il servizio. Preferibile la presenza di un responsabile durante lo shooting.

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Potete aiutarci a ringraziare persone speciali, mettendoci il nome e la faccia. Tramite le condivisioni sui social faremo arrivare il progetto a milioni di persone. Siamo presenti su Instagram www.instagram.com/liberamore_ e su Facebook www.facebook.com/liberamore2020

Oggi vi porto negli Stati Uniti, precisamente a Key West, in Florida, nel punto più a sud del paese. Famosa per i suoi straordinari tramonti, quest’isola rimanda alla leggerezza, alla libertà e alla vitalità. Una meta che è un vero e proprio stile di vita. Vi porto in Florida con il profumo semplice e fresco del lime, corposo del latte e croccante dei biscotti. Come? Preparando insieme la famosissima Key Lime Pie!

Key lime, il dolce della florida da fare a casa

Key Lime Pie. Un pò di storia della famosa torta americana

La Key Lime Pie ha umili origini. Pare che sia stata preparata la prima volta dai pescatori di Key West durante le loro giornate di pesca nell’oceano. Non avendo frigorifero sulle barche per poter conservare in maniera appropriata gli alimenti per la sussistenza, ne tantomeno forno e fornelli per poterli cuocere, misero insieme latte condensato, uova e succo di lime creando un dolce fresco, ricco di proteine e soprattutto dal profumo incredibile, senza bisogno di cottura.

La ricetta originale 

La Key Lime Pie è famosissima in Florida e l’ingrediente principale, che dona alla preparazione la caratteristica profumazione, è il lime. Dal colore verde intenso e dalla scorza sottile, il lime ha un sapore pungente e molto particolare, tra il dolce e l’amaro. In questa zona della Florida, soprattutto nelle isole Keys, questo piccolo agrume è molto utilizzato in cucina, o per preparare gustosi dessert e stuzzicanti cocktails. Assieme al lime altro ingrediente fondamentale per la preparazione della Key Lime Pie è il latte condensato, grazie al quale è possibile avere, con pochi ingredienti, una torta davvero molto simile a quella originale americana. L’aggiunta del succo di lime poi fa volare la mente verso quel mare cristallino degli Stati Uniti, fatto di piccole isole e barriere coralline. Anche se il clima di casa nostra non è tropicale, possiamo provare a ricreare quell’atmosfera in casa, preparando la Key Lime Pie. Questa ricetta mi è stata gentilmente concessa dalla mia amica americana Kristin, che ha anche provveduto alla preparazione e alla bellissima decorazione. 

 

Ingredienti

  • 170 gr di biscotti
  • 90 gr di burro
  • 30 gr di zucchero
  • 4 tuorili
  • 8 limes da cui prendere il succo
  • 2 lattine di latte condensato

Key lime pie, ricette dal mondo da fare a casa, florida, Preparazione 

Iniziamo a preparare la Key Lime Pie mettendo nel mixer i biscotti secchi, frullandoli fino a polverizzarli. Trasferiamo poi il composto in una ciotola e andiamo ad aggiungere il burro fuso. Una volta amalgamato per bene, bisogna passarlo in uno stampo e compattare bene la base, cercando di lasciare anche dei piccoli bordi. Lasciamo la base riposare mentre andremo a preparare la deliziosa crema di farcitura. In una ciotola andiamo a montare tuorli e zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungiamo il latte condensato, il succo dei lime ( circa 125 ml ) e continuiamo a lavorare il composto. Da un lime ricaviamo la scorza grattugiata, e andiamo ad aggiungerla alla crema. 

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Come decorare la Key Lime Pie

Recuperiamo la base di biscotti e andiamo a versare al suo interno la nostra crema di latte e lime. La mettiamo in forno preriscaldato per 25 minuti, a una temperatura di 190°. Trascorso il tempo possiamo recuperare la nostra creazione, lasciarla raffreddare bene, e passare alla fase più divertente: la decorazione. Una volta montata la panna con l’aggiunta di qualche goccia di succo di lime, trasferiamola nella sac a poche, e andiamo a creare dei graziosi ciuffetti sulla superficie della Key Lime Pie. Tra un ciuffetto e l’altro potete divertirvi a inserire dei riccioli di scorza di lime e delle foglioline di menta fresca. 

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Ecco la Key Lime Pie di Kristin

Dal sapore fresco e dal profumo invitante, la Key Lime Pie è una preparazione dolce che si gusta molto meglio nei periodi caldi. Deliziosa da gustare dopo pranzo o dopo cena, è anche un ottima alternativa per la merenda estiva. Ha l’effetto di un sorbetto, grazie al suo gusto fresco, ma anche di un dessert, grazie alla consistenza morbida e gustosa. Deliziosa soprattutto per accompagnare un buon Mojito, ricreando così l’atmosfera tipica e gioviale delle isole Keys e della Florida!

Key lime pie, trevaligie

C’è un luogo magico a Gaeta che, tra sacro e profano, attira da sempre migliaia di turisti: la Montagna Spaccata. Punta estrema del promontorio del parco di Monte Orlando, è incastonata tra le falesie della costa e domina imperiosa tutto il golfo di Gaeta.

La Montagna Spaccata a Gaeta

Il Santuario della S.S.Trinità

Collocato sulla parte alta della fenditura, gelosamente custodito per anni dai frati benedettini, si alza fiero e portentoso il Santuario della S.S.Trinità, costruito nel XI secolo. Il Santuario della Montagna Spaccata di Gaeta, nel corso dei millenni, ha accolto preghiere di grandi pontefici, di potenti sovrani e di santi, nonchè di milioni di pellegrini devoti, arrivati dinanzi al suo altare da ogni parte del mondo per chiedere grazie.

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso Lazio
Foto di Silvia Vinciguerra

La Grotta del Turco. La montagna Spaccata a Gaeta

Accanto al santuario, protetta da un cancello in ferro, vi è una delle fenditura più suggestive della montagna. Percorrendo i 300 gradini che portano verso il mare, scendendo nelle viscere della falesia, si arriva ad una delle grotte più incantevoli del Tirreno. Il suo nome è legato alle scorrerie piratesche del IX secolo, quando le imbarcazioni saracene cercavano rifugio in questi strategici antri per poi attaccare a sorpresa le navi in transito nel Golfo, depredandole dei loro preziosi carichi. I raggi del sole, entrando nella grotta del Turco da più punti e riflettendosi sulle pareti rocciose, creano strepitosi riflessi di un verde molto particolare, che varia dallo smeraldo al turchese.

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso Lazio
Nella grotta del Turco di Gaeta in Paddleboard

La Montagna Spaccata a Gaeta. Scendi nella Grotta del Turco

Lasciando a destra sia il riverente santuario che la meravigliosa Grotta del Turco, si può percorrere un lungo corridoio esterno, frutto della naturale spaccatura della montagna. Sulle pareti in pietra di questo percorso sono apposte delle bellissime maioliche rappresentanti le stazioni della via Crucis. Sono opera di R. Bruno, e sotto ogni quadro compaiono versi di Metastasio. Sono targhe di gran pregio e preziosa fattura, da ammirare con calma godendo dei colori e dei significati insiti nelle illustrazioni.

Al termine della scalinata, posto all’esterno della piccola cappella del Crocefisso, si trova il letto di San Filippo Neri. Pare che il santo abbia vissuto all’interno della Montagna Spaccata per un periodo della sua vita, dormendo su questo umile e scomodo giaciglio di pietra.

 

Ci troviamo ora nel cuore della montagna, esattamente nella famosa fenditura che secondo una leggenda cristiana si è creata dopo la morte di Cristo. Qui è possibile riuscire a percepire tutta la sacralità del luogo. Affacciandosi poi dallo spettacolare belvedere a strapiombo sul mare, si riesce a capire quanto ci si trovi all’interno della montagna, e quanto sia affascinante il mare sottostante. Pare che gettando un soldino dal belvedere si possano avverare i desideri.

 

Cerca la mano del Turco

Risalendo verso la superficie, a metà scalinata, lo sguardo viene catturato dalla Mano del Turco. Un marinaio turco, secondo la leggenda, poggiò la sua mano nella fenditura della roccia non credendo che la montagna si fosse spaccata a causa della morte di Gesù. Invece la pietra si plasmò sotto la pressione della sua mano, lasciandone così l’impronta. La targa posto sotto la mano del Turco porta questa inscrizione:

“Un incredulo si rifiutò di credere a ciò che la tradizione riferisce, lo prova questa roccia rammollitasi al tocco delle sue dita”

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso LazioCosa vedere nei dintorni della Montagna Spaccata

La Montagna Spaccata, luogo di incredibile bellezza, è parte integrante del parco naturale regionale urbano di Monte Orlando. Da qui infatti , si può continuare ad esplorare il parco circostante percorrendo svariati sentieri naturali. Seguendo i percorsi paesaggistici ci si imbatte nelle polveriere borboniche, in diversi esemplari di flora e fauna mediterranea e in graziosi belvedere, che offrono punti di vista differenti a seconda del versante in cui si trovano. La vista riesce quindi a spaziare dal Golfo di Napoli fino alle isole pontine, Ponza e Ventotene. Arrivando inoltre in cima alla riserva naturale ci si trova proprio sotto al Mausoleo di Lucio Munazio Planco, preziosa testimonianza della forte presenza dei Romani nella zona, risalente addirittura al 22 A.C. e rimasto intatto fino ad oggi.

Gaeta, splendida cittadina laziale famosa per le sue incantevoli spiagge e per il suo mare turchese, vanta due accattivanti centri storici. Il Borgo di Elena, con i suoi vicoletti che affacciano sul mare e le piccole botteghe artigiane, e Gaeta Medievale, il quartiere che custodisce i monumenti più importanti, come l’imponente Cattedrale di San Francesco. La città di Gaeta si presta benissimo ad essere esplorata in modalità lenta, prendendosi il tempo di assaporare ogni suo scorcio in serenità, senza fretta, lasciandosi incantare da ogni suo angolo.

Scalinando Gaeta

Come esplorare la città in modalità lenta

Gaeta è un tripudio di vicoletti caratteristici e di scalinate, ognuna delle quali ha delle precise peculiarità. Marmi, volte, incisioni antiche..Ogni scorcio lascia stupito l’avventore, e riserva preziose sorprese. Per valorizzare l’immensa ricchezza storica e culturale della città è stato presentato e avviato un progetto che mira a migliorarne la visibilità e la vivibilità. Questo per evitare al turista il senso di smarrimento iniziale che si ritrova spesso a dover affrontare, soprattutto in città d’arte. E’ questo che si propone Scalinando Gaeta, un associazione per la tutela e lo sviluppo del territorio che, attraverso uno studio preciso e attento delle diverse aree storiche e archeologiche della città di Gaeta, è riuscita a semplificarne la visita tramite una classificazione “a colori” delle varie zone da esplorare.

Scalinando Gaeta

Tramite lo schema elaborato da un archeologo, strade e vicoli della città di Gaeta sono stati divisi in zone, ognuna delle quali nasconde meravigliosi tesori da scoprire. Ad ogni zona corrisponde un determinato colore. Per Gaeta medievale ad esempio, sono state rilevate e selezionate sette insule, sette settori, ognuno dei quai ha un colore e una denominazione che, per rendere facile l’identificazione, prende nome dal monumento più importante contenuto al suo interno. 

 

Intervista a Sabina Mitrano, presidente di Scalinando Gaeta

Ma andiamo a conoscere la presidente dell’Associazione Scalinando Gaeta, Sabina Mitrano.

Ciao Sabina. Il tuo nome ormai è conosciuto nella città di Gaeta. Ma forse in pochi sanno davvero chi sei. Ti va di parlare un pò di te?

Ti ringrazio, Annalisa. Sono una mamma di due bimbi, Lorenzo di 6 e Ludovica di 3 anni. Insegno lettere al liceo classico di Formia, e soprattutto sono una appassionata della storia e della cultura di Gaeta.

Cosa ti porta ad investire il tuo tempo e le tue conoscenze in progetti volti a valorizzare la storia e la cultura della città?

È proprio questo grande amore per Gaeta che mi spinge ad utilizzare tutto il tempo libero che ho nelle iniziative in favore della cultura Gaetana e soprattutto nello studio della storia della nostra città. Gaeta è talmente belle e grande che non si finisce mai di imparare. In particolare, il mio interesse per la storia gaetana è iniziato durante un dottorato di ricerca, circa 15 anni fa. E’ stato in quel momento che ho deciso ( a latere di alcune ricerche sulla storia greca ) di approfondire il significato del nome e del mito legati a Gaeta. Poco dopo infatti, ho iniziato partendo proprio con uno uno studio sul Mausoleo di Lucio Munazio Planco. Da allora non mi sono più fermata, arrivando così fino a oggi, con Scalinando Gaeta.

Scalinando Gaeta è un progetto davvero ambizioso. La divisione dei due borghi storici di Gaeta in settori colorati da esplorare seguendo una mappa è geniale. Da dove è partita l’idea?

Si è vero è un progetto ambizioso e soprattutto è un progetto che noi amiamo chiamare “generativo”. E’ come un seme da cui possono nascere tanti bei fiori. Tutto è iniziato dall’idea di alcuni cittadini del Comitato spontaneo di Gaeta medievale che volevano, tra le tante proposte avanzate negli anni, trovare una strada per valorizzare i tanti angoli del quartiere Sant’Erasmo spesso dimenticati. Insieme all’architetto Peppe Giuliani quindi, abbiamo messo a punto questo progetto partendo da una vera illuminazione: poiché il nostro centro storico di Gaeta medievale appare a chi vuole esplorarlo come un labirinto, per trovare la chiave, o se volete il Filo di Arianna, e condurre alla sua scoperta, abbiamo deciso di utilizzare il metodo che un grande archeologo ha usato a metà dell’Ottocento per gli scavi di Pompei. G. Fiorelli infatti aveva suddiviso tutta l’area archeologica pompeiana in settori, ciascuno con una denominazione precisa ed un colore distintivo. Così abbiamo fatto anche noi.

Un idea davvero fantastica. Ti va di spiegarcela?

Abbiamo dato un nome a singole sezioni di Gaeta medievale partendo dai monumenti più conosciuti presenti in ciascuno di essi, abbinando poi un colore e un grafico del settore. In questo modo tutto il quartiere medievale può essere esplorato come fosse un unico grande monumento a cielo aperto. Soprattutto in questo modo è possibile scoprire stradine, angoli, emergenze architettoniche e archeologiche più piccole e umili, non solo quelle più conosciute. Infine per dare un’altra possibilità di scoperta abbiamo voluto tracciare tutti i percorsi pedonali che costituiscono questo dedalo unico nel suo genere che è il cuore di Gaeta medievale, contando e disegnando una mappa di ogni salita, slargo, discesa che ci sia , e fornendo quindi anche un’idea legata al numero dei gradini e dei percorsi che nei singoli settori si snodano. Tutto ciò è racchiuso nella nostra piccola guida a “Gaeta medievale, una città verticale” in cui si trovano anche piccoli cenni storici sui singoli settori e i piccoli e grandi monumenti che è possibile scoprire… semplicemente scalinando!

Questo è solo il nostro primo passo perché le cose da fare sono tante, e i centri storici di Gaeta sono due. Ma contiamo di proseguire e pian piano coinvolgere sempre più persone nelle nostre iniziative.

E voi, siete pronti per visitare Gaeta scalinando?

 

 

 

Uno dei ricordi più dolci del nostro primo viaggio on the road in Francia è legato senza dubbio al profumo e al sapore di un piccolo biscotto, che biscotto in fondo non è. Conosci le madeleines? Beh, così come risulta abbastanza difficile trasformare in parole l’aroma della vaniglia o il profumo del caffè, altrettanto difficile sarà spiegare la deliziosa fragranza delle petit madeleines, la loro soffice consistenza, e la loro precisa collocazione in un ricordo. In questo articolo trovi curiosità sulle madeleines e la ricetta da fare a casa in poche e semplici mosse.

Le madeleine, ricetta madeleines francesi da fare a casa

Le madeleines, ricetta.

Conosci la storia della madeleines?

Anche se la madeleine è un dolce originario della regione della Lorena, la sua fama e la sua bontà si sono espanse in tutta la Francia in pochi anni, diventando un vero e proprio simbolo nazionale. Secondo una leggenda deve il suo nome ad una donna di nome Maddalena, la quale offrì a dei pellegrini diretti a San Giacomo di Compostela dei dolcetti modellati nel guscio di una capasanta. Ma la storia a cui più mi piace credere è che sia nata per soddisfare il palato di un re capriccioso, il goloso Stanislas, allora duca di Lorena, che per divertimento lanciava sfide ai cuochi di corte. Da queste gare nacquero tra l’altro i più deliziosi dessert che ancora oggi amiamo assaggiare, come ad esempio il famoso Babà! Dobbiamo infatti la sua nascita allo stravagante re che, stanco del sapore del kugelopf, dolce secco tipico della regione, cominciò a pucciarlo nel Madeira, un vino dolce e liquoroso, conferendogli un sapore decisamente alcolico.

La fama delle madaleines arriva in tutta la Francia

Nate dunque nelle reali cucine della Lorena e frutto di efferate competizioni tra cuochi, le madeleines arrivarono a Versailles. Vennero introdotte a corte dalla figlia del goloso Stanislas, moglie del re di Francia Luigi XV, che prese ad offrire questi deliziosi pasticcini ai suoi ospiti durante la cerimonia del tè. Uno dei pasticcieri di corte però, un certo Colombè, nel 1766 pensò bene di mettersi in proprio aprendo la sua attività a Commercy, portando con sé la preziosa ricetta delle madeleines. Da allora la preparazione segreta di questi squisiti dolcetti viene tramandata di generazione in generazione all’interno della sua famiglia.

Le madeleines, ricetta. Metti una scatola di latta…

Ma un altra particolarità che rese questi dolci famosi in tutta Europa  stava anche nel modo in cui venivano confezionati, a dir poco all’avanguardia vista l’epoca. Le madeleines venivano infatti vendute in particolari scatole di legno, molto eleganti, che diventarono in poco tempo un vero e proprio oggetto del desiderio. Ancora oggi infatti questi dolcetti vengono venduti in accattivanti confezioni, per lo più di latta decorata, che vengono poi riciclate in casa per i più svariati usi.. tipo per contenere bottoni!

La ricetta delle madeleines francesi, fare le madeleines a casa

Come fare le madeleines a casa

Il loro profumo inconfondibile, misto alla consistenza morbida, dal sapore lieve ma accentuato di mandorla, potrai assaggiarlo solo comprando le madeleines nelle patisserie d’oltralpe. Ma per portare un pizzico di atmosfera francese anche a casa, basta davvero avere pochi ingredienti a disposizione e l’apposito stampo con le forme di conchiglie rovesciate. Meglio che lo stampo sia di ferro, poiché conduce il calore più velocemente e mantiene i dolcetti più soffici.

Le Madeleines, ricetta. Ingredienti

Bastano pochissimi ingredienti per ricreare in cucina il gusto ( quasi ) autentico dlele madeleines francesi. Una ricetta semplice e deliziosa che, con l’aggiunta di piccole gocce di cioccolato, adoreranno soprattutto i bambini.

  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero
  • 150 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di latte
  • aroma di mandorla
  • 2 uova 
  • 1 pizzico di sale
  • 1 buccia grattugiata di limone o arancia biologica 
  • miele
Le Madeleines, ricetta delle madeleines francesi
Foto di Chiara Macari

Le madeleines, ricetta. Procedimento

Comincia a sciogliere il burro a bagnomaria, o per fare prima nel microonde. Nel frattempo comincia a montare le uova con lo zucchero in una ciotola, o nella KitchenAid, mescolando fino a far diventare il composto spumoso. Ora continia ad aggiungere la farina setacciata con il lievito, il pizzico di sale e la scorza dell’arancia o del limone non trattata, il burro fuso e i due cucchiai di latte. Aggiungi alla fine il miele e l’aroma di mandorla, mescolando con una spatola affinchè il composto non si sgonfi. Lascia riposare in frigo per un paio d’ore, solo trascorso il tempo necessario a far riposare l’impasto potrai trasferirlo negli stampini.

Le madeleines francesi, fare le madeleines a casa
Foto di Chiara Macari

Non bisogna versarne molto, in quanto le nostre piccole delizie tenderanno a crescere in cottura. Inforna a 200° per circa 15 minuti, controllando spesso, e sfornando quando le madeleines saranno diventate dorate e con la inconfondibili gobbette. Lasciale raffreddare prima di servirle, accompagnate da un’aromatico tè bollente.

Le maidelenes, ricetta. Come servirle a casa

Anche se oggigiorno è possibile acquistare le madeleines in qualsiasi supermercato, farle in casa diventa davvero una piacevole esperienza. Facili, economiche e facilmente conservabili per più giorni, questi deliziosi pasticcini portano tra le mura domestiche la tipica atmosfera francese con il loro profumo, facendoci viaggiare con i sensi. Solamente sentendone l’odore in un attimo ci ritroveremo sulle coste frastagliate della Bretagna o ad ammirare campi di lavanda nella suggestiva Provenza. Sono dolcetti versatili, ottimi sia per concludere il pranzo che per accompagnare il caffè della mattina. I bambini potranno invece tuffarle nel latte caldo, per una salutare colazione in stile francese.

ricetta madeleines francesi, fare le madeleines a casa
Foto di Chiara Macari

 

 

 

E’ un sabato mattina di metà marzo. Il cielo è grigio, più di quanto sia grigia la situazione nel mondo, e soprattutto in Italia. Siamo chiusi in casa da appena una settimana, e le nuove circostanze ci sconvolgono tutti. Una pandemia mondiale dispensa ansia, timore, incertezza e tanto dolore. Tante sono le emozioni negative in questo primo periodo di lockdown. Cerco una boccata d’aria. Esco quindi fuori il balcone, nonostante ci sia un fortissimo vento di tramontana.

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Lina Senese

Una voce di speranza in un mare di incertezze

All’improvviso, come una sirena su uno scoglio durante un mare in tempesta, si leva da qualche punto indefinito del rione una voce sublime. Echeggia nel silenzio assordante del quartiere, dolce, melodiosa. Ma anche forte, scolpita nel suono del pianoforte che l’accompagna. Nell’aria si alzano le note di una delle mie canzoni preferite. La voce che la intona è calda, suadente ma al tempo stesso prepotente, forte. Di una forza che sembra uscire dall’anima. Qualche lacrima liberatoria comincia a scendere sul volto. Mi sfogo così, cacciando la rabbia fuori dal corpo attraverso le lacrime. All’improvviso va via, così come è apparsa.

Saglie cu ‘mme
E accumincia a canta’
Insieme e note che l’aria da’
Senza guarda’
Tu continua a vula’
Mientre o viento
Ce porta la’
Addo ce stanno
E parole chiu’ belle
Che te pigliano pe mbara’
Ah comme se fa’
A da’ turmiento all’anema
Ca vo’ vula’
Si tu nun scinne a ffonne
Nun o puo’ sape

In cerca della mia sirena

Domenica. Il vento è calato, lasciando spazio ad una pioggerella sottile. Arriva mezzogiorno. Di nuovo la voce irradia il quartiere, irrompe con la sua forza vitale in una giornata lenta, che fa fatica a decollare. Rimango nuovamente incantata, stregata da questa voce che sembra lontana, eppure è così vicina.. Ma ecco, le lacrime di rabbia si trasformano in lacrime di commozione, di pura gioia. Mi rendo conto che questa voce mi porta conforto, mi avvolge come un abbraccio e mi tiene sospesa nelle mie stesse emozioni. Decido allora di cercare l’autrice di questi momenti di pura felicità, che accompagna non solo me, ma l’intero quartiere, nella sopportazione di questa lunga quarantena a Gaeta.

Lina Senese. Artista sublime e donna dal cuore grande.

Finalmente riesco a trovare la mia sirena dopo diverse ricerche sui social. E’ Lina Senese, artista dalla voce avvolgente, e abita proprio di fronte a me, ma non l’ho mai saputo. Finalmente so dove volgere lo sguardo. Li, su un balcone adornato da piccole siepi, con una bandiera italiana che svolazza ai primi tiepidi venti di questa primavera, Lina canta per noi, per lei, per chi è lontano. Con le sue divine interpretazioni, elegante nei movimenti, raggiunge le nostre anime e i corpi intrappolati tra le mura domestiche. La sua voce diventa un richiamo, un invito ad uscire sui balconi, a salire sui terrazzi condominiali, a lasciare da parte per mezz’ora la tristezza per fare spazio alla speranza.

Lina Senese è un interprete grandiosa, che riesce a trasformare parole in emozioni. Dall’angolo del mio balcone riesco a percepire la sua classe, la finezza che la contraddistingue, le sue movenze quasi regali che accompagnano la sua voce strepitosa. La sua voce arriva lontano. E la musica oltrepassa le ringhiere, salta sui geranei in fiore, gioca tra i panni stesi, gira intorno ai palazzi. La sua voce si espande dolce nel quartiere, sale verso le nuvole, si lascia cullare dal vento e portare lontano. Il suo canto lieve e prezioso si insinua tra le crepe delle facciate, entra prepotente nelle cucine luminose, scalda stanze vuote e riecheggia negli androni. Scavalca quindi recinzioni arrugginite e cancelli dorati e finalmente arriva al mare. Li, salutando le onde basse della riva, va scemando verso l’orizzonte.

 

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