Una strada contornata da uliveti centenari, che si inerpica su per la collina. Il sole che si posa sulle foglie d’ulivo creando dei riflessi argentati. Fiori primaverili fanno capolino dall’erba dei vigneti, peschi e mandorli ravvivano lo scenario con i loro boccioli dai colori tenui. Bianco e rosa si alternano, dando un tocco romantico al paesaggio campestre.
Nelle campagne di Montefalco ci accolgono i primi segni dell’arrivo della bella stagione.
Montefalco. La “ringhiera”dell’Umbria
Proseguiamo in auto questa strada paesaggistica, fino alle mura della città. Ci troviamo nella “ringhiera dell’Umbria“, così chiamata per i suoi diversi punti panoramici, che permettono di avere una visuale a 360° sulle vallate sottostanti. L’aria è ancora fresca e soffia una leggera brezza che ci scorta per tutta la passeggiata.
La porta di Sant’Agostino è l’accesso principale alla Città. All’interno, l’antico stradone, tutto in salita, è costeggiato da vinerie deliziose e diversi negozi di filati.
L’artigianato locale
Sono proprio i filati e le tessiture il cardine dell’artigianato locale umbro, in particolare di Montefalco. Si possono trovare prodotti di straordinaria bellezza realizzati con antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Bellissime tovaglie, pregiati tendaggi, lenzuola o asciugamani meravigliosamente lavorati. Proprio lungo questa strada si trova il rivenditore esclusivo dei prodotti della Tessitura Pardi, l’eccellenza in fatto di tessuti di qualità made in Umbria
La chiesa di Sant’Agostino a Montefalco
All’improvviso, tra una macelleria e un enoteca, spunta la chiesa di Sant’Agostino. La sua facciata è semplice e discreta, in stile gotico. Costruita nel 1275 a cura dei frati agostinianiani ha una grande navata interna sostenuta da diverse strutture lignee e conserva meravigliosi affreschi risalenti agli inizi del XV secolo.
La navata minore comprende una serie di cappelle deliziosamente affrescate e in una nicchia sono conservati i resti del Presepio di Giovanni di Corraduccio.
Il belvedere del centro storico
La salita è ancora ripida e lo sguardo si perde sui balconi fioriti, sui tetti baciati dai raggi dell’ultimo sole, sulle facciate in pietra viva e sulle scale di legno scuro che si arrampicano sui piani alti dei palazzi. Ogni tanto una panchina ricavata da vecchie botti ci permette di riposare e di ammirare le lanterne che adornano le vecchie mura e ascoltare il canto gli uccelli al riparo sotto le grondaie.
Una volta in cima il panorama ripaga di ogni passo fatto. La vallata si estende ampia al di sotto della città, uliveti e vigne si susseguono a perdita d’occhio. Montefalco infatti è famosa anche per il suo Sagrantino, un vino autoctono che rispecchia i profumi e i sapori più veri di questa collina umbra.
Il vitigno Sagrantino è coltivato solo sui poggi attorno a Montefalco e Bevagna. Un vino millenario che, grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei produttori montefalchesi, è diventato un’eccellenza assoluta capace di rappresentare l’Umbria e l’Italia nel mondo e ad ottenere la DOCG.
Curiosità
Pare che fu l’Imperatore Federico II di Svezia a cambiare il nome a questo borgo, essendosi accorto del grande numero di falchi che si aggiravano nei paraggi durante le sue visite. Alla città quindi, già denominata Coccorone, fù dato il nome Montefalco.
Dove mangiare
Siete nella zona del Sagrantino e del cibo buono. Difficilmente mangerete male. Anche nelle enoteche offrono taglieri di salumi e formaggi di ottima qualità. Noi siamo riusciti a prenotare un tavolo alla Via di Mezzo, l’osteria del famoso chef di Sky Gambero Rosso, Giorgio Barchiesi, alias Giorgione orto e cucina. Ristorante a conduzione familiare, accogliente, casereccio, con un buon rapporto qualità prezzo.
Bambini e animali
Non ci sono molte cose da fare con i bambini nel centro storico di Montefalco, se non passeggiare per negozi e fermarsi per qualche minuto al parco giochi del paese, piccolo ma ben attrezzato. Gli animali sono ben accetti ovunque nei locali.









