Montefalco: on the road con i bambini tra le colline dell’Umbria

Una strada contornata da uliveti centenari, che si inerpica su per la collina. Il sole che si posa sulle foglie d’ulivo creando dei riflessi argentati. Fiori primaverili fanno capolino dall’erba dei vigneti, peschi e  mandorli ravvivano lo scenario con i loro boccioli  dai colori tenui.  Bianco e rosa si alternano, dando un tocco romantico al paesaggio campestre.

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Foto di Silvia Vinciguerra

Nelle campagne di Montefalco ci accolgono i primi segni dell’arrivo della bella stagione. Proseguiamo in auto questa strada paesaggistica, fino alle mura della città. Ci troviamo nella “ringhiera dell’Umbria“, così chiamata per i suoi diversi punti panoramici, che permettono di avere una visuale a 360° sulle vallate sottostanti. L’aria è ancora fresca e soffia una leggera brezza che ci scorta per tutta la passeggiata.Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie

La porta di Sant’Agostino è l’accesso principale alla Città. All’interno, l’antico stradone, tutto in salita, è costeggiato da vinerie deliziose e diversi negozi di filati.

L’artigianato locale 

Montefalco, Umbria, artigianato, viaggio con bambini, trevaligieSono proprio i filati e le tessiture il cardine dell’artigianato locale umbro, in particolare  di Montefalco. Si possono trovare prodotti di straordinaria bellezza realizzati con antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Bellissime tovaglie, pregiati tendaggi, lenzuola o asciugamani meravigliosamente lavorati. Proprio lungo questa strada  si trova il rivenditore esclusivo dei prodotti della Tessitura Pardi, l’eccellenza in fatto di tessuti di qualità made in Umbria

Montefalco, Umbria, On the road con bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

La chiesa di Sant’Agostino a Montefalco

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligieAll’improvviso, tra una macelleria e un enoteca, spunta la chiesa di Sant’Agostino. La sua facciata è semplice e discreta, in stile gotico. Costruita nel 1275, a cura dei frati agostinianiani, ha una grande navata interna sostenuta da diverse strutture lignee,  e meravigliosi affreschi, risalenti agli inizi del XV secolo,  che ne arricchiscono le pareti.

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Foto di Silvia Vinciguerra

La navata minore comprende una serie di cappelle, deliziosamente affrescate,  e in una nicchia sono conservati i resti del Presepio di Giovanni di Corraduccio.

Il belvedere

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie
Foto di Silvia Vinciguerra

La salita è ancora ripida, e lo sguardo si perde sui balconi fioriti, sui tetti baciati dai raggi dell’ultimo sole, sulle facciate in pietra viva, sulle  scale di legno scuro che si arrampicano sui piani alti dei palazzi.

Ogni tanto una panchina ricavata da vecchie botti ci permette di riposare e di ammirare le  lanterne che adornano le vecchie mura e ascoltare il canto gli  uccelli  al riparo sotto  le  grondaie.Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligie

Una  volta  in  cima  il  panorama  ripaga  di  ogni  passo  fatto.  La vallata si estende ampia al di sotto della città, uliveti e vigne si susseguono a perdita d’occhio.  Montefalco infatti è famosa anche per il suo Sagrantino, un vino autoctono che rispecchia i profumi e i sapori più veri di questa collina umbra.

Il vitigno Sagrantino è coltivato solo sui  poggi  attorno a Montefalco e Bevagna. Un vino millenario che, grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei produttori montefalchesi, è diventato un’eccellenza assoluta, capace di rappresentare l’Umbria e l’Italia nel mondo e ad ottenere  la DOCG.

Curiosità

Pare che fù l’Imperatore Federico II di Svezia a cambiare il nome a questo borgo, essendosi accorto del grande numero di falchi che si aggiravano nei paraggi durante le sue visite.  Alla  città quindi, già denominata Coccorone, fù dato il nome Montefalco. 

Dove mangiare

Montefalco, Umbria, viaggio on the road con bambini, trevaligieSiete nella zona del Sagrantino e del cibo buono. Difficilmente mangerete male. Anche nelle enoteche offrono taglieri di salumi e formaggi di ottima qualità. Noi siamo riusciti a prenotare un tavolo alla Via di Mezzo, l’osteria del famoso chef di Sky Gambero Rosso, Giorgio Barchiesi, alias Giorgione orto e cucina. Ristorante a conduzione familiare, accogliente, casereccio, con un buon rapporto qualità prezzo. 

Bambini e animali

Non ci sono molte cose da fare con i bambini nel centro storico di Montefalco, se non passeggiare per negozi e fermarsi per qualche minuto al parco giochi del paese, piccolo ma ben attrezzato. Gli animali sono ben accetti ovunque nei locali.

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Gestire l’intolleranza al lattosio in viaggio: Lactojoy

Ho una forte intolleranza al lattosio, da diversi anni. Purtroppo in viaggio è molto penalizzante, soprattutto perché nella cucina estera viene usato abbondantemente il burro invece dell’olio, e diversi intingoli a base di latte o yogurt  per condire le portate. Nonostante l’intolleranza al lattosio non possa essere curata  con i farmaci in maniera definitiva, si possono assumere  sostituti enzimatici formulati con lattasi che, anche se non risolvono il problema, ne possono attenuare i sintomi.

Non ho mai usato prodotti farmacologici per il mio problema, perché spesso  queste pillole sono piene di additivi ed edulcoranti, inutili e dannosi per l’organismo.

Ma stanca di rimanere a volte digiuna, o di accontentarmi di pietanze scondite, e soprattutto di non poter assaggiare i prodotti tipici del paese in cui sono in visita, ho optato per delle pillole naturali che potessero darmi un valido aiuto soprattutto in vacanza.

Lactojoy: compresse di lattasi

Ho trovato e provato le pillole  Lactojoi,  che contengono un quantitativo molto elevato di enzima della lattasi: 14.500 FCC.  La loro formulazione contiene solo l’enzima lattasi ed  un agente distaccante composto esclusivamente da fibre vegetali e fecola di patate biologica.  Lactojoy quindi è un prodotto vegano, non contiene né  istamina né glutine.Lactojoy, intolleranza al lattosio, gestire le intolleranze in viaggio, trevaligie

Modo d’uso

Si assume una compressa di Lactojoy poco prima dei pasti che contengono lattosio. La dose varia a seconda della quantità di lattosio che si presenta nel pasto e dal grado di intolleranza. Ad esempio per mangiare una pizza margherita mi è bastata una sola pasticca per non avere alcun tipo di problema.  Ovviamente non è possibile calcolare l’esatta quantità di lattosio presente in un pasto, per cui ho dovuto fare alcuni test  per capire come regolarmi con la dose.  Inoltre le compresse Lactojoy sono facilmente divisibili, per cui, se volete togliervi lo sfizio di mangiare un quadretto di cioccolato al latte, potete assumere anche solo mezza pasticca! L’importante è non farne un uso sregolato, e non assumerne più di dieci al giorno.

Packaging

Lactojoy presenta una confezione molto easy, ben lontana dai soliti blister medicinali. E questo dà al prodotto un marcia in più. Le pillole, due, sono contenute in pacchetti molto carini, simili a quelli delle caramelle, dal design molto fresco e  giovanile. Inoltre sono  di misura contenuta, facilmente portabili in borsa, o addirittura nel portafoglio.  Nella confezione ho trovato anche dei simpatici adesivi.

Lactojoy, intolleranza al lattosio, gestire le intolleranze in viaggio, trevaligie

Se i sintomi continuano o peggiorano nonostante l‘assunzione corretta di LactoJoy ad un dosaggio sufficiente, consultate il vostro medico. 

Perché usarlo

In viaggio, o in tutte le situazioni in cui non si riesce a sapere la quantità di lattosio presente nei pasti che si andranno a consumare, Lactojoy è un valido aiuto. Avere una pasticca sempre a portata di mano vi permette di godervi i prodotti tipici locali in pieno relax, soprattutto quando non sono specificati gli ingredienti. 

Contatti 

Per saperne di più potete visitare il sito ufficiale
Web:[
www.lactojoy.com]
FB:
https://www.facebook.com/lactojoy.italia/

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I fuochi di San Giuseppe. La notte magica di Itri.

 

Una serata magica, quella dedicata ai Fuochi di San Giuseppe di Itri,  durante la quale vengono accesi enormi falò  in diversi punti del paese, per celebrare l’arrivo della primavera. Anche quest’anno siamo riusciti a partecipare a questa folcloristica manifestazione, complice la bella serata e le temperature miti.

Inizio del tour

Iniziamo il nostro tour gastronomico dal rione Gianni Rodari, degustando dell’ottima polenta al sugo di cinghiale e spezzatino di capra. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso. 

Colorati fuochi d’artificio alle otto in punto danno il via all’accensione dei fuochi, e tutto il paese inizia a scaldarsi, ad animarsi, a ballare attorno ai grandi falò.

castello di itri, fuochi di san giuseppe, trevaligie

Proseguiamo verso il castello di Itri, passeggiando tra bancarelle di artigianato locale,  ci arrampichiamo sulle bellissime scalinate, e strada facendo ci fermiamo a quello che ritengo il fuoco più pittoresco della manifestazione. Fuochi di San Giuseppe, Itri, Gastronomia e tradizione, TrevaligieRimasto intatto nel corso degli anni, al fuoco del rione San Martino, piccolo e accogliente, ancora si servono fagioli e cotiche sapientemente praparati nelle case dei paesani,  in una piccola e deliziosa piazzetta. Assaggiamo queste prelibatezze seduti sulle bianche scalinate, gettiamo qualche ramo di ulivo nel falò sperando che porti fortuna e continuiamo la nostra scalata  verso la bellissima terrazza panoramica del rione Sant’Angelo.

La terrazza panoramica di Itri

Una volta arrivati in cima veniamo accolti da una coinvolgente musica popolare e da un odore di salsiccia nostrana alla braceIl falò prende quasi tutta la piazza, e i bambini si divertono ad attizzare il fuoco con i rami di ulivo, accatastati in un angolo  e disponibili per chiunque voglia partecipare a rimpinzare il  falò.Fuochi di san giuseppe, itri, trevaligie

Qui assaggiamo le “tiritelle”, fagotti di pasta di pane impastati con le olive e poi fritti nell’olio bollente. Una chicca che non ricordo di aver mai trovato durante l’annuale giro dei fuochi. Assieme alle buonissime tiritelle, assaggiamo salsiccia e marzolino, un tipico formaggio che si produce nel mese di marzo, fatto con latte di capra, pecora e mucca miscelati fra loro.

Lasciamo l’affollata terrazza e ci dirigiamo verso il fuoco di Porta Mamurra, dove nonostante la fila consistente, riusciamo a prendere qualche vassoio con maialino arrosto, patate al forno e olive. Ovviamente tutto accompagnato da un bicchiere di vinello rosso locale.

Le zeppole itrane

Decidiamo di prendere il dessert al rione Straccio, dove servono le tipiche zeppole di San Giuseppe.Differenti dalle classiche zeppole farcite di crema , le zeppole itrane sono palline di pasta lievitata, fritte nell’olio e passate ancora bollenti nello zucchero semolato. Mangiate calde sono una vera delizia

La musica e gli artisti di strada sono il non plus ultra della manifestazione. Le melodie popolari, il suono delle castagnette e dei tamburelli, riecheggiano in ogni rione, coinvolgendo le persone in balli improvvisati.

Ringraziamenti

Questa festa ha origini molto antiche, e coinvolge da sempre tutta la comunità locale. L’affiatamento dei cittadini è l’ingrediente principale della manifestazione. Grazie soprattutto al loro impegno, all’organizzazione dei rioni, del comune e della Pro Loco che la festa di San Giuseppe è riuscita a crescere e a farsi conoscere nel corso degli anni.  Ormai la città di Itri accoglie egregiamente e senza intoppi migliaia di persone durante lo svolgimento della tradizionale manifestazione.

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Uno spettacolo bellissimo e alla portata di tutti, all’insegna della degustazione dei prodotti tipici e della buona musica popolare. Un occasione per visitare la splendida città di Itri, perdersi nelle sue caratteristiche viuzze e assaporarne la veracità.

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Pem Card, l’App per smartphone che trasforma le tue foto in cartoline

Non so voi, ma io non so resistere al fascino delle cartoline postali. Mi piace ancora spedirne e riceverne, da ogni parte del mondo. Vi chiederete perché, visto che ormai basta mandare un sms con la nostra foto sotto la Torre Eiffel per far arrivare un saluto a casa.

La cartolina è un dolce ricordo

La cartolina ha un suo charme, un allure particolare. Mi piace sentire l’odore della carta, interpretare la grafia del mittente, conservare le dediche nei cassetti o appese in bacheca. Con la cartolina rimane una testimonianza della vita quotidiana, di noi, di voi, in quel dato giorno e in quel determinato paese. Se mando o se mi mandi una foto sul cellulare la cancellerò magari distrattamente, o perché la memoria è piena e ho bisogno di fare spazio. La cartolina sbiadisce, ingiallisce, ma rimane per sempre.

L’unico neo negativo della mia passione cartacea è l’impossibilita di reperire facilmente sia i francobolli, che le caselle postali, ormai nettamente in disuso. Ma ho trovato una comoda App per smartphone che mi permette di far combaciare la mia predilezione per la cartolina classica con la sveltezza di spedizione che ci garantisce il digitale.

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Pem Cards

Pem Cards è un App per smartphone dall’aria un pò retrò. Nell’era digitale in cui viviamo, sommersi da file e con milioni di fotografie che si perdono nel telefonino o nel pc, Pem Card ci da la possibilità di fermare un ricordo su carta stampata, come si faceva un tempo. Ma nel contempo, con l’aiuto del digitale, ci aiuta ad inviare la cartolina ad amici e parenti, semplificando i passaggi che altrimenti ci sarebbero nell’invio manuale. Con Pem Card si personalizza la propria foto e spedisce comodamente con in clic. Basta scaricare l’App e fare il login, il resto viene da se.

Come si usa Pem Cards

L’Applicazione Pem Card per smartphone è davvero straordinaria, facile ed intuitiva.

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L’Abbazia di Fossanova e il suo borgo medievale

C’è un bellissimo borgo nel Lazio, sorto sui resti di una comunità benedettina, che vanta un patrimonio architettonico, storico e artistico di grande valore. E’ il Borgo di Fossanova, dove sembra di essere catapultati indietro nel tempo, dove la calma prende il posto del caos, dove la pace regna sovrana. Si cammina letteralmente nel Medioevo, si fa capolino nelle antiche botteghe artigiane, si respira spiritualità nel chiostro colmo di vegetazione, seguiti dallo sguardo fiero dell’antica Abbazia, che regna sovrana su quest’oasi di pace.

L’Abbazia di Fossanova

L’Abbazia di Fossanova svetta alta e imponente nell’unica piazza del borgo. E’ il più antico monumento italiano gotico-cistercense, ed è stata dichiarata “Monumento Nazionale”nel 1874. E’ stata costruita agli inizi del 1100 sui resti di un monastero benedettino ad opera dei padri cistercensi, dopo il risanamento della palude in cui si trovava. Questi scavarono una nuova fossa per far si che le acque del fiume Amaseno non interferissero con i lavori dell’Abbazia. Da qui il nome “Fossanova”.

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Gli interni rispettano pienamente le regole cistercensi. La chiesa appare quindi priva di ornamenti, arcana ed essenziale. Nonostante ciò, l’atmosfera è comunque elegante e la navata altissima rende l’ambiente molto suggestivo. L’unico “vezzo” è il magnifico rosone sulla facciata esterna, che lascia passare i raggi del sole all’interno dell’Abbazia, creando dei magnifici giochi di luce.

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Il chiostro è la parte più incantevole, con il suo lussureggiante giardino dai colori meravigliosi. Qui si trovano anche gli edifici più importanti dell’Abbazia, come la Sala Capitolare e il Refettorio.

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Il Borgo

Attorno all’Abbazia si snoda un piccolo borgo, con casette rosse e qualche bottega artigiana. Fate una visita al Museo Polo Medievale, ubicato nell’ex foresteria, dove potrete perdervi tra sculture e pitture in un atmosfera davvero fascinosa. Oltre ai racconti di vita e di preghiera dei frati cistercensi, abilmente illustrati con gli acquerelli, il percorso comprende anche fasi sulla storia di Priverno. Dopodiché rilassatevi all’ombra della pergola fiorita del Caffè dei Guitti. Tra un bicchiere di ottimo vino e una fetta di crostata fatta in casa perderete la cognizione del tempo. Godetevi i ritmi lenti del borgo, le fusa dei gatti che si avvicinano in cerca di qualche carezza, la brezza leggera che si alza nel pomeriggio.

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Il ristorante

La chicca del Borgo di Fossanova è senz’altro il ristorante.

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Il Forno del procoio è ubicato in un antico edificio accanto all’Abbazia. L’atmosfera è davvero incantevole. Rustico al punto giusto, accogliente ed elegante nella sua semplicità. Ogni dettaglio è curato in maniera impeccabile. Le pareti sono in pietra viva, i pavimenti sono originali dell’edificio medievale. Pensate quanti passi hanno solcato queste piastrelle nel corso dei secoli! Due sale scaldate da altrettanti camini, accolgono tavoli molto molto particolari. Sono creati infatti, con porte e portoncini antichi. Lo sguardo è rapito da tanta particolarità. D’estate poi il giardino prende vita con deliziose illuminazioni. Il menù non è da meno. I piatti serviti da Chiara, che gestisce il locale, sono di una raffinatezza unica. Gustose rivisitazioni dei piatti della tradizione pontina, che non perdono il gusto originario, lasciando piacevolmente sorpresi anche i palati più sopraffini. Anche la selezione dei vini si rifà alla tradizione dell’agro pontino, con etichette locali selezionate, nonché una vasta scelta di vini di ottime cantine italiane.

Consigli

I bambini possono girare liberamente nel Borgo, che è chiuso al traffico. Ma fate comunque attenzione ai veicoli che hanno il permesso di accedere per motivi logistici, come fornitori etc.. L’unico piccolo pericolo sono i san pietrini irregolari della pavimentazione, che potrebbero causare qualche storta durante le corse. Inoltre consiglio un abbigliamento comodo, sia per i bambini ma anche per gli adulti. Soprattutto le scarpe, devono essere basse e confortevoli. Evitate come la peste tacchi e zeppe, perché diventerebbe davvero difficile fare qualche passo. Cercate sempre di rispettare il luogo che vi ospita, evitando di urlare, di gettare cartacce e di giocare a pallone.

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Sono molti gli eventi che vengono organizzati annualmente nel Borgo di Fossanova. Degna di nota la bellissima Festa Medievale, che riporta in scena ogni anno, ad agosto, le antiche usanze  e i costumi del borgo. Ogni sera concerti, performance teatrali, spettacoli di circo medievale e cortei storici illuminati dai video mapping proiettati sulla facciata dell’Abbazia.

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Nel Borgo di Fossanova il tempo sembra di essersi fermato. La genuinità, la calma, i ritmi lenti ma mai noiosi… ne fanno un posto davvero incantevole. Non c’è mai la ressa turistica, si può godere di ogni angolo in completo relax. Inoltre è a pochi chilometri da altre bellissime cittadine laziali, come il Circeo, Sperlonga, Terracina e Gaeta.

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5 mete tutte italiane per festeggiare San Valentino

Ancora non sapete cosa fare nella notte degli innamorati? Beh sappiate che per stupire il proprio partner a volte basta davvero pochissimo. Ma se volete regalare una notte straordinaria alla persona che amate potete sempre puntare su un viaggetto romantico. E non sempre la scelta migliore è andare lontano. In Italia ci sono dei luoghi fiabeschi, ideali per le coppie che cercano intimità e relax. Volete scoprire con me le più belle mete italiane per San Valentino?

Guardare le stelle in Puglia.

La costa del Salento è di una bellezza disarmante. Perché non sfruttare la forza della natura a vostro favore?

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A Borgo Egnazia, a Savelletri, c’è un angolo del borgo in esclusiva per voi! Tutta la magia del Borgo riservata a due persone, solo per una notte! Dovete solo scegliere il vostro angolo preferito. La piazza, la chiesetta oppure la villa esclusiva. Un tavolo per due nell’angolino da voi scelto, due calici di vino, il cibo e la musica della tradizione pugliese, e il cielo stellato sopra di voi.

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Nella città degli innamorati: Verona

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Verona. La città degli innamorati famosa in tutto il mondo. La meta ideale per San Valentino no? Già da diversi anni Verona riserva tanti eventi, spettacoli e luminarie a tutti gli innamorati. Verona in love è ormai un dolcissimo appuntamento, al quale non potete non prendere parte se siete dei grandi romanticoni.

Dove dormire? All’Hotel Milano e Spa**ss, una struttura centralissima dove potervi immergere in una calda Jacuzzi sul tetto, al chiaro di luna, con vista sull’Arena di Verona. Se poi volete fare una piccola follia la sera di San Valentino e stupire il vostro partner con una fuga insolita, a pochi chilometri da Verona c’è il parco termale di Aquardens, dove potrete fare una bella scorta di coccole.

Cosa c’è di più bello che rimanere immersi nell’acqua calda di una piscina all’aperto? Se poi l’acqua è termale, c’è il doppio beneficio, sia sul fisico che sulla mente. Il parco termale di Aquardens inoltre, ha una magnifica vista sulle montagne innevate della Valpolicella.

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Alle terme di Aquardens hanno creato un pacchetto per gli innamorati, valido dal 9 al 17 febbraio. Il kit comprende l’ingresso serale al parco e alle aree sauna, e un cocktail dell’amore servito al bar che si trova nella piscina. Cosa aspettate a prenotare?

Per le vie dell’amore a Pienza

Pienza, nel cuore della Val d’orcia, vanta una serie di strade con nomi molto suggestivi come Via dell’Amore, del Bacio e della Fortuna. Oltre alla bellezza del borgo, con i suoi vicoli suggestivi e le sue botteghe artigianali, rimarrete senz’altro incantati dai panorami che incontrerete nella Val d’Orcia. Le verdi vallate con i loro casali isolati, i cipressi che delimitano i viali, il sole che tramonta dietro le colline creando riflessi turchesi sui prati.. cosa desiderare di più?

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Per vivere la Toscana vera, potete soggiornare in un agriturismo con la A maiuscola. Il Podere Santa Maria è una bellissima struttura in perfetto stile country, con una bellissima piscina ricavata da un vecchio pozzo e una piccola e graziosa fattoria! Inoltre tutti i cibi che trovate nell’accogliente ristorante tipico, sono preparati con le mani sapienti dell’oste. Per chi vuole godere della vera essenza della campagna toscana.

Al castello di Paolo e Francesca, a Gradara

Gradara è divenuta famosa grazie a Dante Alighieri, che nella Divina Commedia racconta le vicende dei due amanti, Paolo e Francesca, che hanno sacrificato la loro vita all’amore. Gradara è un piccolo ma curatissimo borgo medievale, a pochi chilometri da Pesaro, ed è il luogo perfetto per passare la sera di San Valentino. Qui si celebrano gli innamorati con eventi, serenate e gruppi musicali. Lasciatevi incantare dalla magia del borgo, ascoltate le storie e le leggende dalle persone del luogo e affacciatevi dalle mura del Castello Malatestiano per ammirare il bellissimo panorama che dalla campagna si estende fino al mare.

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Potete prendere una stanza al Relais La loggia di Gradara, un hotel di charme proprio dentro le mura del Castello. Ambienti caldi, camere curate in ogni dettaglio con docce cromoterapiche, per il vostro benessere psicofisico, e un panorama unico sull’orologio della piazza e i torrioni del Castello. Inoltre potete passare una giornata indimenticabile nel centro benessere, tra saune, docce di sale e trattamenti personalizzati.

Nell’isola del sole: la Sicilia

La Sicilia offre un infinita di luoghi davvero caratteristici dove poter festeggiare la festa degli innamorati. Per San Valentino potete optare per Taormina, un piccolo gioiello dell’isola. Le sue terrazze panoramiche con vista sull’Etna innevato e sul mare cristallino, potrebbero essere teatro di romantiche dichiarazioni. Lasciatevi tentare dai zuccherosi dolci tipici siciliani, dalle succose arance rosse e dai golosi arancini. Scivolate nelle vie del centro e perdetevi nei vicoletti che si diramano dalla stradina principale. Le scalinate, impreziosite al tramonto da comodi cuscini e colorate candele, nascondono atelier di artisti locali e graziosi bar dove prendere un aperitivo in completo relax. In questo periodo inoltre, le temperature sono gradevoli e le spiagge non sono affollate. Perché non approfittare per fare una romantica passeggiata in riva al mare? Se la marea lo permette raggiungete Isola Bella. L’acqua in questa baia è di una trasparenza unica.

 

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Potete soggiornare all’UnaHotel Capotaormina, che vanta un ottima posizione panoramica su tutta la baia. Potete rilassarvi nel bellissimo centro benessere o fare una nuotata rigenerante nell’esclusiva piscina d’acqua salata, per poi gustare l’autentica cucina siciliana nei ristoranti della struttura.

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Se volete ulteriori consigli per organizzare un viaggio super romantico per San Valentino, date uno guardo ai pacchetti vacanze di TravelTogheter. Con il codice Trevaligie_travelblog avrete a disposizione uno sconto del 10% sui pacchetti last minute per la notte degli innamorati.

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