Cerchi un’avventura piena di divertimento da fare in Italia con la tua famiglia? Fai un salto al Luneur di Roma, un colorato parco divertimenti dedicato agli under 14. Con una vasta gamma di giostre e attrazioni, dalle emozionanti montagne russe alle classiche giostre, Luneur di Roma ha attrazioni per tutti i gusti. Scopri la magia di questo simpatico parco della Capitale e inizia a pianificare la tua visita oggi stesso.
Luneur, il luna park di Roma
Luneur è un simpatico parco divertimenti situato nel cuore di Roma, in Italia. Inaugurato originariamente nel 1953, il parco ha subito numerosi lavori di ristrutturazione e aggiornamenti nel corso degli anni per diventare la destinazione ideale per le famiglie che è oggi. Con l’obiettivo di fornire divertimento e intrattenimento per i visitatori di tutte le età, Luneur Roma è diventato un punto fermo della scena dei parchi di divertimento italiani e una destinazione imperdibile per le famiglie che si trovano in vacanza a Roma.
Luneur di Roma offre un’ampia varietà di attrazioni che sicuramente riescono a soddisfare i visitatori di tutte le età. Gli amanti del brivido possono puntare alle montagne russe e alle giostre acquatiche del parco, mentre i bambini più piccoli possono divertirsi con le giostre dedicate alla loro età. Ci sono anche molti giochi e attività per intrattenere tutti, così come una varietà di cibi e bevande per soddisfare ogni desiderio. Con così tanto da vedere e da fare, Luneur è la destinazione perfetta per le famiglie che cercano una giornata all’insegna del divertimento a Roma.
Dove mangiare a Luneur, il Luna Park di Roma
Ci sono diverse postazioni dedicate al food a Luneur, ognuna con una specialità da assaggiare. Alla Pizzeria del Gufetto ad esempio si può mangiare la pizza, accompagnata da supplì e crocchette. Oppure puoi optare per le polpette ( al sugo, fritte o al forno) della Cucina di Nina, che serve inoltre Hamburger, nuggets e patatine fritte. A Luneur c’è anche il Mc Donald, ma noi abbiamo scelto di mangiare un panino seduti al sole ai tavolini della Civetteria. Qui servono piccoli pasti veloci, come panini appunto, tranci di pizza e fresche insalate. Inoltre alla Civetteria si trovano cornetti, pasticcini e deliziosi biscotti, da accompagnare con il caffè.
Le altre attrazioni di Luneur
Dopo aver rifocillato lo stomaco fai quindi un giro su Dumbo, sistemandoti in uno dei suoi cicciottelli elefantini volanti, per poi finire nel Piccolo Safari, dove a cavallo dei piccoli animali della foresta puoi fare un piccolo giro di pista nella savana africana. E poi ancora puoi salare sullo Spinner, su Torrefronda e su Volasù. Ce n’è per tutti. Lascia per ultimo il giro sulla ruota panoramica, la ciliegina sulla torta. Pian piano sali verso il cielo di Roma e una volta arrivato nel punto più alto goditi una splendida vista sull’EUR e su tutto il colorato parco sottostante.
Laboratori a tema
A Luneur c’è una graziosa area soprannominata Terra della Farfalle, dove i bambini possono cimentarsi in laboratori scientifici e creativi, in tema con gli eventi della stagione.
Il parco ospita inoltre una varietà di eventi durante tutto l’anno, tra cui feste, spettacoli dal vivo e altro ancora. Controlla il sito web del parco per l’ultimo programma degli eventi e pianifica la tua visita di conseguenza.
Halloween a Luneur
Le vivaci attrazioni di Luneur nel periodo di Halloween sono infestate da strane presenze, come in tutti i parchi divertimento d’Italia. Ragni giganti, vampiri e fascinose streghette si nascondono nel parco per sorprendere i più fifoni con scherzetti e dolcetti. Fai portare ai tuoi bambini il cestino o la borsetta per raccogliere le caramelle che vengono regalate dai mostriciattoli del parco, e fai indossare loro un costume degno di questo evento spaventoso. I vampiri trampolieri e gli animatori del parco, con i loro travestimenti paurosi, si uniscono nella piccola parata di Halloween che parte dalla grande ruota panoramica e arriva fino alla Casa degli Orrori. Ed è proprio qui, nel giardino della casa stregata, che parte la coinvolgente baby dance dedicata a tutti i piccoli ospiti di Luneur. Per i bambini dagli 8 anni in su invece, è possibile cimentarsi nel percorso del labirinto del Terrore, un avventura che mette i brividi!
Curiosità
La bellissima ruota panoramica che ti accoglie nel quartiere EUR e all’ingresso del parco è una ruota storica di Roma. E’ stata recentemente ristrutturata anche grazie ad un team di psicologi che ha creato una tavolozza di 14 colori studiati proprio per i bambini sotto i 12 anni.
Prezzi e biglietti
Il biglietto di ingresso per Luneur costa 5,00 €, ma ogni attrazione ha poi un prezzo, valutato in Lunalire.
Le Lunalire sono gettoni virtuali in vendita presso le casse del parco. 1 lunalira vale 1 euro, e alcune giostre costano anche 3 lunalire. Quindi se hai intenzione di passare più tempo sulle attrazioni e ripeterle più volte conviene fare il pacchetto “Giostre illimitate” a soli 20,00 € a persona o il “pacchetto famiglia” che abbiamo utilizzato noi. Tre persone con giostre illimitate a 49,00 €.
I bambini al di sotto degli 80 cm di altezza entrano gratuitamente.
I bracciali/biglietti che vi daranno sono personali e non cedibili.
Tutti i biglietti sono in vendita presso le biglietterie del Parco e online
Perchè passare una giornata a Luneur?
Pianificare una visita a Luneur di Roma può essere un’esperienza divertente ed emozionante per tutta la famiglia. Per sfruttare al meglio il tuo viaggio è importante pianificare la tua esperienza in anticipo. Inizia controllandoil sito web del parco pergli orari di apertura, i prezzi dei biglietti e qualsiasi evento o promozione speciale. Prendi in considerazione l’acquisto dei biglietti in anticipo per evitare lunghe code all’ingresso. Non dimenticare di mettere in valigia crema solare, scarpe comode e una macchina fotografica per catturare tutti i ricordi. E, soprattutto, divertiti!
Se vuoi passare una giornata all’insegna del trekking, immerso nella natura meravigliosa e avvolto dall’aria pulita e rarefatta, fai un salto nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il polmone verde d’Italia, che vanta 50.000 ettari di estensione, si trova proprio sull’Appennino Centrale e custodisce dal 1923, anno in cui è stato istituito a riserva, tantissimi esemplari di flora e fauna selvatica. Una riserva naturale di straordinaria bellezza che salvaguarda le caratteristiche dell’ambiente circostante e salva dall’estinzione alcune specie di animali selvatici, come i daini e i camosci.
Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise
Scopri l’habitat naturale dell’Orso bruno marsicano
Queste montagne sono l’habitat naturale di alcune specie di animali tra cui gli orsi bruni marsicani, i lupi appenninici, i cervi e l’aquila reale. Nei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise queste specie protette trovano rifugio e tranquillità. Hanno inoltre abbastanza cibo per poter vivere sereni nel proprio territorio, senza dover scendere necessariamente a valle per cercare da mangiare. Può capitare però che l’orso si spinga fino ai prati nelle vallate, magari attratto da qualche odore particolare, essendo un animale onnivoro. Purtroppo non abbiamo avuto modo di incontrarlo, anche perché sappiamo benissimo che l’orso è un animale solitario e preferisce di gran lunga il riposo e il relax al rumore delle auto o al chiacchiericcio delle persone.
L’orso è un animale solitario e molto difficile da avvistare, ma vive sereno nella riserva del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
I lupi appenninici
Per fortuna non abbiamo avuto incontri ravvicinati nemmeno con i lupi appenninici perché anch’essi amano vivere isolati in piccoli branchi. Al contrario dell’orso, che vive in maniera più stabile in un luogo, i lupi si spostano di continuo in cerca di prede. Si spostano soprattutto di notte e durante l’arco della giornata preferiscono dormire al sicuro nei luoghi più inesplorati del parco. Anche se è praticamente impossibile incontrarli, i lupi appenninici lasciano le loro impronte sui sentieri, dove si spingono di notte alla ricerca di cibo. Sono molto simili alle impronte del cane, ma hanno una particolarità. Sono disposte su un unica fila. Quindi, non capiterà certo di sentire gli ululati di questi straordinari esemplari, ma potrai divertirti a cercarne le impronte passeggiando per i percorsi naturalistici.
Il lupo, a differenza dell’orso, Si sposta in branco alla ricerca di prede con cui sfamarsi. E’ difficile da avvistare ma puoi giocare a cercarne le impronte..
Passeggia nel sottobosco del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Se orsi e lupi sono un pò più difficili da incontrare, passeggiando per i sentieri del parco ti puoi imbattere in graziose creature del sottobosco, come farfalle, tricotteri e libellule. All’interno del parco c’è una vera e propria cultura di protezione a favore degli insetti. Questi piccoli essere viventi hanno infatti un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico e sono protagonisti della biodiversità. Cosa significa? Che gli insetti sono la vera ricchezza dell’ambiente, e per tale motivo vanno tutelati e aiutati a riprodursi nel loro ambiente geografico. Pertanto, se incontri lungo i sentieri scarafaggi, ragnetti, cavallette o piccoli grilli, limitati ad ammirarli. Osservane le sfumature, stupisciti del loro modo di muoversi tra le foglie umide del sottobosco o sui rami degli alberi, e lasciali tranquilli di scorrazzare nel loro piccolo grande mondo.
Cosa fare nel parco nazionale d’Abruzzo
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo si possono svolgere molteplici attività, adatte ad ogni membro della famiglia. Anche con il cane è possibile percorrere alcuni sentieri, ma non tutti. Oltre a girare nelle aree faunistiche, puoi fare passeggiate a cavallo o in carrozza, goderti l’aria rarefatta dondolando su un’amaca con supporto, affittare biciclette o andare in sup o in canoa nel vicinissimo lago di Barrea. Il lago artificiale di Barrea è diventato una vera e propria oasi felice dove, oltre a praticare sport acquatici, è possibile avvistare rare specie di uccelli, tra i quali gli aironi cenerini. Il lago prende il nome dal paesino in cui è ubicato, Barrea, che è un piccolo e grazioso borgo medievale arroccato su una collina, facilmente visitabile in mezza giornata.
All’interno della riserva del parco puoi passeggiare con i bambini alla scoperta delle biodiversità. Numerosi sono i sentieri di trekking in cui inoltrarti, alcuni adatti anche ai più piccoli
Ascolta i suoni del bosco
Diverse sono le escursioni e gli itinerari da fare a piedi all’interno del parco. Quale modo migliore per entrare a contatto con la natura? Ascoltare il fruscio del vento tra i rami, rilassarsi con il suono dell’acqua che scorre calma dai ruscelli, osservare la natura nelle sue infinite sfumature completamente avvolti nel manto verde del parco d’Abruzzo. Emozioni uniche e quasi rare ormai, di cui fare scorta e da cui attingere al rientro in città. I suoni del bosco infatti, sono tra i più rilassanti in assoluto, e per questo vengono usati anche durate le lezioni di yoga o di pilates, perché aiutano il rilassamento muscolare e riattivano l’area cognitiva. Dunque fanne il pieno mentre passeggi tra i sentieri, approfittando del fatto che puoi non solo sentire la dolce melodia della natura, ma anche respirare aria pulitissima e profumata. Quei profumi di funghi, di muschio, di foglie umide e di cortecce che difficilmente si dimenticano. Cammina nel silenzio più assoluto, in modo da non spaventare la fauna del sottobosco e da trarre ogni beneficio possibile per il tuo corpo e la tua mente.
Non sono solo i bambini a trarre beneficio dall’aria incontaminata del Parco Nazionale d’Aruzzo, Lazio e Molise. Approfitta anche tu dal benessere che la natura regala.
Segui i sentieri del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise
Sulla cartina dei sentieri che trovi in tutti gli info point del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono indicati circa 150 itinerari. Ogni sentiero è segnalato con dei cartelli rossi e bianchi, con al centro una lettera e un numero. Considera che i percorsi sono abbastanza impegnativi, soprattutto per i bambini che non sono abituati. Noi ci siamo limitati a percorre il sentiero delle Cascate delle Ninfe, il percorso più adatto ai piccoli esploratori e accessibile al cane, della durata di circa mezz’ora.
I sentieri del parco sono tantissimi, ma il più bello da percorrere con i bambini e il Sentiero delle Ninfe.
Bagna le mani nella cascata delle Ninfe
Puoi raggiungerei il sentiero della Cascata delle Ninfe con il pratico trenino turistico che si trova nel parcheggio delle auto oppure a piedi. Seguendo il ruscello e arrampicandoti su gradini intervallati da secolari radici di faggi e aceri, puoi riuscire ad arrivare alla fonte, che sgorga limpida e fresca dalla parete rocciosa.
La Cascata delle Ninfe si trova alla fine dell’omonimo sentiero. E’ uno degli scorci più suggestivi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Nell’anfiteatro naturale in cui si trova, il suono dolce dell’acqua che zampilla tra le rocce si espande e diventa potente, sublime da ascoltare. Inoltre crea un bellissimo spettacolo da vedere. Il sole si riflette giocoso nelle goccioline d’acqua che saltano tra le rocce, creando dei piccoli arcobaleni luminosi e magici cristalli di luce.
Segui il ruscello
Percorri quindi il percorso a ritroso, concentrandoti sulle foglie cadute dagli alberi, sulle famiglie di funghetti che lasciano spuntare la loro testolina tra i cespugli e il muschio profumato del sottobosco. Ammira le pietre levigate dal torrente, lisce e bianche, e i rami che si contorcono in cerca di luce, nascondendo piccoli nidi di uccelli e lasciando intravedere i raggi caldi del sole.
I suoni della natura incantano e tengono più del dovuto nel sentiero. Ma tanto non c’è fretta di uscire. Ci siamo divertiti infatti ad attraversare il torrente in cerca di funghetti dalla testa rossa. Vedere la camosciare e accarezzare i daini sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma il percorso è precluso ai cani, in quanto potrebbero turbare l’equilibrio degli animali abbaiando.
Fai una sosta nell’area pic nic
Nell’area del parcheggio sono presenti diversi punti di ristoro, bar e bagni pubblici. Ma vuoi mettere un panino mangiato al sole nella comoda e verdeggiante area pic-nic? Si trova sul prato adiacente al parcheggio, in prossimità del ruscello e della biglietteria del trenino turistico. Ci sono anche altalene e altri giochini per i bambini, nonché punti dove poter fare il barbecue. Altri tavolini si trovano lungo la strada che porta agli ingressi dei sentieri.
Informazioni utili
Qualunque sia il periodo scelto per fare un escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, occorre un minimo di equipaggiamento adatto al trekking. L’ingresso al parco è gratuito, il parcheggio dell’area principale invece costa 4,00 € al giorno.
Ecco cosa occorre per stare fuori una giornata:
Scarpe in goretex, da trekking e comode, adatte a lunghe passeggiate.
Acqua, rigorosamente in borracce. Cercate di non introdurre plastica all’interno del parco.
Una giacca a vento o una felpa, anche in estate. In diversi punti non arriva la luce del sole e soprattutto i bambini possono sentire freddo.
Un cambio, soprattutto per i bambini. Ci si può facilmente bagnare e sporcare di terra.
Anti punture per insetti ( zanzare) e dopo puntura.
Un binocolo. Ci sono diversi punti di avvistamento e i bambini si divertono a giocare agli esploratori.
Qualche snack o meglio un frutto per la merenda.
Macchina fotografica con obiettivo.
Perché andare al Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise con i bambini
Visitare il Parco è un’occasione unica vivere immersi nella natura e per riscoprire il piacere ( un pò perso oramai ) delle passeggiate. Osservare gli animali selvatici, vederli nel proprio habitat naturale, osservare piante e fiori nei loro colori più belli, inoltrarsi nei boschi e respirarne il profumo buono, fa provare ai bambini emozioni meravigliose. Giocare agli esploratori tra le radici sporgenti, cercare funghetti tra i cespugli e accarezzare soffici muschi di un verde brillante stimola la loro curiosità, il loro senso innato per la caccia e per la scoperta, aguzza il loro ingegno e stimola la creatività. Raccogliere foglie secche per farne segnalibri, osservare i diversi tipi di pigne cadute dagli alberi, catalogare funghi in base al colore, sono esperienze che arricchiscono il bagaglio, anche culturale, di un bambino. Divertirsi nella natura è un gioco attivo e costruttivo. Sguazzare nel fango, rincorrere lucertole, rotolare sull’erba, ascoltare e osservare i suoni e i movimenti della natura aiutano ad allargare lo sguardo su orizzonti più vasti e a ritrovare antiche e genuine abitudini.
La bellissima città di Gaeta, in posizione strategica tra Roma e Napoli,è la meta ideale anche nei mesi invernali.Non solo spiagge bianche e acque cristalline, sport acquatici e cene all’aperto. C’è molto altro da vedere in questa località del basso Lazio, sospesa tra mare e montagna. Uno dei migliori posti da visitare con i bambini è senz’altro il Parco di Monte Orlando, il polmone verde della città di Gaeta, che si affaccia sul mare con spettacolari falesie dorate. Quindi zaino in spalla! Andiamo alla scoperta del bellissimo parco urbano della Riviera di Ulisse.
Gaeta Medievale vista da un belvedere della batteria anulare
Il Parco di Monte Orlando a Gaeta
Il promontorio di Monte Orlando ha sempre avuto un ruolo strategico nell’arco dei secoli, grazie alla sua favorevole posizione. Infatti sono diverse le fortificazioni belliche che si possono incontrare lungo i sentieri, le quali resero Gaeta un’ importante fortezza militare, praticamente inespugnabile, a partire dal Regno di Napoli. Dalla forma tipicamente tondeggiante, somigliante ad una tartaruga stesa al sole, il parco di Monte Orlando è una vera e propria oasi naturale, proprio nel cuore di Gaeta. Questa enorme area protetta custodisce grandi bellezze paesaggistiche, naturali, ma anche e soprattutto storiche e archeologiche.
Il sentiero del Ghiro e il Mausoleo di Lucio Munazio Planco
I diversi sentieri che si diramano sul promontorio di Monte Orlando offrono varie tipologie di escursioni. Quasi tutti i percorsi sono adatti a famiglie con bambini e il passeggino non è un problema. Basta percorrere le strade asfaltate, che si snodano tutt’intorno al parco e sono chiuse al traffico. Anche tramite questo percorso alternativo si raggiunge la sommità del monte, dove si innalzano fieri e imponenti sia il faro, ancora funzionante, che l’antico Mausoleo di Lucio Munazio Planco, che sembrano controllare la città dall’alto.
Per i più allenati invece si può percorrere il Sentiero del Ghiro. Il percorso è abbastanza impegnativo con i bimbi, in quanto prevede scalini alternati a veri e propri sentieri di trekking. C’è inoltre qualche radice sporgente e perfettamente mimetizzata tra le foglie a cui fare attenzione. Il silenzio, il verde in cui si è immersi, il cinguettio degli uccellini e il fruscio del vento tra gli alberi ripagano però degli sforzi fatti durante la salita. Il sentiero è in più riprese, quindi si trovano, alla fine di ogni tratto, comode panchine dove riposarsi qualche minuto nella pace totale. Anche questo sentiero porta dritti dritti al piazzale del Mausoleo, il punto più alto del parco di Monte Orlando.
Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco non è sempre aperto al pubblico. Per tutte le informazioni a riguardo si può contattare la Proloco Gaeta. Sia nella stagione estiva che in quella invernale, vengono spesso organizzate giornate ricche di eventi, dove è possibile visitare anche il Mausoleo all’interno.
Monte Orlando a Gaeta. La Batteria Anulare e il percorso fitness
Da qui non resta che scendere, e dedicarsi ai vari punti di interesse storico, archeologico e paesaggistico. Proprio sotto il piazzale del Mausoleo, vi è un percorso ad anello chiamato Sentiero Ornitologico, dove, con un po’ di fortuna, potrete riuscire ad ammirare le diverse specie di uccelli che popolano il parco. Questa una volta era la famosa “Batteria Anulare”, struttura militare che circondava l’intera parte del monte a finalità difensiva. Ora invece vi è un percorso fitness ben organizzato, con attrezzi in legno dislocati lungo il tragitto e utili cartelli con le spiegazioni per l’utilizzo su ogni postazione. I bambini si divertono molto ad usare gli attrezzi, creando deliziosi momenti di gioco e aggregazione.
Monte Orlando a Gaeta. Le Polveriere.
Seguendo i cartelli segnaletici invece, si può arrivare alla Polveriera Carolina, una delle numerose strutture militari edificate durante la dominazione borbonica, purtroppo parzialmente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Da qui si diramano tre strade. Prendendo il sentiero che sale a sinistra si raggiunge la polveriera Ferdinando, e lungo il percorso sono ancora visibili resti di costruzioni romane dappartenenti alle proprietà di Munazio Planco. Tornati al bivio, bisogna prendere il sentiero in discesa per arrivare alla polveriera Trabacco. Da qui la vista è semplicemente spettacolare. La veduta dalla falesia è sorprendente, in quanto include tutto il Golfo di Gaeta, e se l’aria è tersa, si riescono a vedere benissimo le isole di Ischia, Ponza e Ventotene.
La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco
Ora avete due possibilità: scendere a ritroso fino all’inizio del percorso, o imboccare un altro sentiero, quello dei Cappuccini, che porta fino alla Montagna Spaccata.Passando dal sentiero dei Cappuccini, con una breve deviazione tra i cespugli, si giunge alla veduta sulle falesie: uno spettacolare belvedere a picco sul mare. La vista è mozzafiato, ma il punto è molto pericoloso data la sua esposizione, nonostante le staccionate con cui lo strapiombo è stato messo in sicurezza: con i bambini non è consigliato.
La Montagna Spaccata è una fenditura del promontorio, e secondo la tradizione pare che la montagna si sia spaccata a metà nel momento in cui Gesù è morto sulla croce. All’interno di questa fenditura, e proprio sopra la Cappella di S. Filippo Neri, è stata costruita una suggestiva terrazza che rimane sospesa a metà altezza. Da qui si possono ammirare le stupende pareti rocciose a strapiombo sul mare. Pare che porti fortuna buttare un soldino nell’acqua sottostante.
Nella stessa zona, adiacente alla chiesa della Santissima Trinità, si trova la famosa Grotta del Turco. 270 scalini che portano ad una spettacolare cavità della roccia, dove il rumore del mare crea un eco pazzesco e i colori dell’acqua vanno dal blu cobalto al verde smeraldo. Purtroppo, per motivi di sicurezza, la grotta è stata chiusa al pubblico per metà del percorso.
Immagine presa dal web
Consigli utili per passeggiare nel Parco di Monte Orlando
Per passeggiare in sicurezza tra percorsi e sentieri, occorrono scarpe da trekking o comunque calzature comode.
Non ci sono punti di ristorno all’interno dell’area, quindi portate con voi borracce di acqua e qualche snack per i bambini.
In estate è consigliabile un cappellino e uno spray per le punture di insetti ( zanzare)
Nel parco è assolutamente vietato fare pin-nic.
Non portate via piante, fiori, bulbi e pietre dal parco. Rispettate l’habitat che vi ospita.
Evitate di urlare, per non recare disturbo alla fauna del parco.
Non vi spingete in percorsi poco sicuri o non segnalati. Ci sono diverse cisterne in disuso all’interno dell’area naturale che potrebbero essere pericolose per cani e bambini.
I cani sono ben accetti nel parco, ma andrebbero tenuti al guinzaglio, e soprattutto le loro deiezioni vanno raccolte e buttate negli appositi cestini.
Tra leggende e storie di impavidi pirati, tra nascondigli bellici e preziosi sentieri in cui ricaricarsi di ossigeno, termina l’escursione sul Parco naturale di Monte orlando.
Viaggiare on the road vuol dire essere sempre su strada (e soprattutto su autostrada), per raggiungere mete e destinazioni sconosciute. Significa alzarsi la mattina e partire, senza aver nessun posto preciso dove dirigersi e decidere solo durante il percorso dove dormire e dove mangiare. Abbiamo ormai abbracciato questo modo di muoverci da più di vent’anni, e dunque siamo pionieri in fatto di road trip.
Nel tempo, non solo abbiamo affinato il nostro stile di viaggio, soprattutto riguardo l’organizzazione, la viabilità e le comodità in auto, ma abbiamo anche sperimentato piccoli trucchi per cercare di rendere i lunghi spostamenti meno faticosi e piatti. Abbiamo scelto innanzitutto di fermarci, lungo le strade che percorriamo, in ristoranti che servano prodotti tipici della regione in cui ci troviamo. Tutto questo per evitare di mangiare panini preconfezionati a costi esorbitanti, che nulla hanno a che vedere con il territorio che stiamo percorrendo.
Ristoranti sulla A1
Ecco quindi l’idea di una rubrica dove segnalare man mano i ristoranti che abbiamo visitato durante i nostri viaggi in autostrada o sulle statali, in Italia e all’estero. Tutti i locali si trovano in prossimità dei caselli autostradali, appena dopo l’uscita, in modo da non doversi incanalare nel traffico cittadino e per poter rientrare poi in autostrada in pochi minuti. Cominciamo con il più conosciuto forse, dei ristoranti che si trovano sull’Autostrada A1, ben visibile dalle corsie di scorrimento. La bettola del Buttero.
La bettola del Buttero
Si innalza imponente sull’Autostrada del Sole, proprio accanto all’uscita per Fabro, a metà strada tra Firenze e Roma. L’hotel ristorante La Bettola del Buttero è una piacevole sosta per chi viaggia, perché offre i migliori piatti della cucina umbra in un atmosfera davvero accogliente, tipica di un casale di campagna. Sale interne ed esterne, di cui usufruire per la stagione estiva, spaziose e arredate secondo lo stile tipico della zona. Sedie e tavoli di legno, pavimenti in cotto antico, mattoni a vista e simpatici quadri affissi alle pareti, molti contenenti autografi e foto di vip di passaggio.
Nella sala centrale ci accoglie un grande camino in pietra, dove vengono grigliate le ottime carni provenienti dagli allevamenti della regione proprio davanti ai nostri occhi.
Abbiamo provato per antipasto le bruschette con i fagioli e con i fegatini, accompagnandole con del vino locale.
Abbiamo inoltre assaggiato le tagliatelle con curcuma e carne di anatra, deliziose, e un classico piatto del territorio: pici al ragù di cinghiale. Il menù è semplice ed essenziale, ed il punto forte sono proprio le carni cotte nella grande brace al centro della sala. Servizio familiare e veloce, personale cortese e molto attento alle esigenze del cliente.
Naturalmente, passando durante un viaggio in autostrada non si riescono ad assaggiare tutti i primi o le carni: basta passare più volte! E attenzione agli alcolici! Chi guida deve astenersi dal bere, sempre!
Dormire alla Bettola del Buttero
L’hotel La Bettola del Buttero, situato di fronte all’uscita Fabro dell’Autostrada A1, è un luogo suggestivo per fare una sosta di una notte. Ideale per ricaricarsi dopo lunghe ore di viaggio, soprattutto per chi guida per lavoro, o semplicemente per chi vuole approfittare della sosta per visitare qualche borgo nelle vicinanze. Si possono infatti raggiungere in poco tempo località ricche di storia, arte e cultura come Orvieto, Città della Pieve, San Casciano dei Bagni, Chiusi e Chianciano. L’hotel dispone di camere matrimoniali e singole dotate di ogni comfort e a disposizione degli ospiti c’è l’ampio parcheggio che circonda la struttura. Inoltre gli ospiti dell’albergo hanno uno sconto del 10% al ristorante. Meglio di così!