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Aprile 2019

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Siamo arrivati a Lisbona dopo un’impegnativo on the road tra Francia, Spagna e Portogallo. Ci siamo fermati per una settimana di relax sulla costa oceanica, a Cascais, un’elegante cittadina molto vicina alla capitale portoghese. Abbiamo quindi potuto raggiungere Lisbona con il pratico treno che collega le due città. Quindi nessuno stress per i parcheggi, solo scarpe comode per lunghe camminate.

Il quartiere Baixa

Ci siamo subito diretti al quartiere di Baixa, che è un po’ il cuore della città. Strade chiuse al traffico e numerosi locali, tra bar, ristoranti e deliziosi negozi. Abbiamo passeggiato sulla Praca do Rossio, con la sua pavimentazione bianca e nera che sembra muoversi per effetto ottico, e abbiamo mangiato caldarroste fuori la Estacao do Rossio, una delle piu belle stazioni del mondo, con le caratteristiche entrate a doppio ferro di cavallo.

Il Bairro alto

Ci siamo poi arrampicati al Bairro Alto, un quartiere che in principio era abitato esclusivamente da famiglie benestanti. Ora è anche un punto di ritrovo per artisti, creativi e antiquari, e non mancano bellissime librerie.

Questo incontro tra ricchezza e cultura attira molti giovani, che vivono il quartiere sia di giorno, che di sera, animandolo con una vivace movida.

L’Alfama

La collina dell’’Alfama, è certamente uno dei luoghi più autentici di Lisbona. Case addossate in vicoli molto stretti, dove i vecchietti ancora siedono sugli usci, scambiando chiacchiere con i loro vicini, incuranti del continuo via vai dei turisti. Si arriva fin su col tram 28, ma noi abbiamo voluto sfidare la calura e abbiamo affrontato impavidi tutta la salita a piedi. Ci siamo poi ritenuti soddisfatti della scelta fatta, perché dal tram non avremmo potuto vivere appieno la vita dei vicoli, i suoi abitanti, le sue case con i panni stesi e i balconi con i fiori protesi verso il sole.

Cosa vedere a Lisbona. Viaggio on the road in Portogallo
Fermatevi sulle torri dei bastioni, e lasciatevi travolgere da quello che vedrete attraverso le feritoie. La città di Lisbona si presenta sotto i vostri occhi in tutto il suo splendore.

In cima si trova il simbolo della città, il Castello di Sao Jorge, con le sue mura fortificate e la cittadella interna facilmente passeggiabile. Vanta anche diversi musei, ospitati in quelle che erano le sale dei sovrani che qui hanno vissuto. Meritevole anche il parco che la circonda.

L’Oceanario

Altro posto molto interessante è sicuramente lOceanario, uno dei più grandi acquari del mondo.

Si trova nel quartiere nuovo di Parque das Nacoes, ed è stato costruito in occasione dell’EXPO ’98, quindi la struttura oltre ad essere un capolavoro architettonico, è anche molto recente.

Qui vivono oltre 500 specie di animali marini incorporati in un unico ambiente con diversi ecosistemi perfettamente ricostruiti. La vasca centrale è la più quotata: dalla vetrata si possono guardare pesci di ogni forma e dimensione, dagli squali spaventosi alle elegantissime mante giganti, e sembra quasi di poter sfiorare i curiosissimi e lenti pesci luna.

Ci sono lungo il percorso anche diverse mostre interattive che illustrano lo sviluppo della vita negli oceani. Una entusiasmante avventura per grandi e piccini, un tuffo nelle acque profonde degli oceani per capire come sono fatti gli ecosistemi e le abitudini dei loro abitanti.

All’uscita abbiamo fatto un giro nella teleferica che offre uno spettacolo bellissimo sull’estuario de Tago, e su tutto il Parco delle Nazioni.

Belem

Di cose da fare a Belem ce ne sono molte. Noi avendo un unico pomeriggio a disposizione ci siamo concentrati solo sulla sua famosa Torre, il monumento più fotografato del Portogallo, e sulle dolcissime Pasteis.

Cosa vedere a Lisbona, viaggio on the road in Portogallo
La stupenda torre di Belem, ancora in perfette condizioni, fu innalzata nel mare come struttura difensiva dagli attacchi pirateschi, poi l’insabbiamento del fiume ha fatto si che si potesse raggiungere facilmente anche a piedi.

Ora svetta sul quartiere con le sue torrette dallo stile orientale, e le sue splendide logge in stile veneziano sulle facciate perfettamente conservate. Ricorda molto la struttura di un castello medievale, seppur in dimensioni ridotte. La fila per entrare era lunghissima e scoraggiante, ma è bastato l’esterno e il circondario a ripagarci della passeggiata fatta per arrivare fino a qui. Vederla poi col sole al tramonto è stato davvero un emozione intensa. La luce fioca dei raggi solari hanno reso il momento dei saluti davvero molto romantico.

Passiamo alle altrettanto famose, e paradisiache, Pasteis de Belem.

Sono tortine ripiene di crema pasticciera, ricoperte di zucchero a velo e cannella, che vanno assolutamente assaggiate tiepide. Se siete da queste parti dovete fare un salto nella famosa pasticceria che le prepara. La fila per entrare è sempre lunghissima, ma vale la pena fare un sacrificio per assicurarsi un posto a sedere. Il locale è davvero incantevole, Gli innumerevoli corridoi lo fanno sembrare quasi un labirinto, le sale, riccamente ricoperte da bellissimi azulejos, si susseguono una dopo l’altra. Sedetevi ad uno di questi tavoli e assaggiate la pasteis accompagnate da un buon caffè o da una cioccolata calda. Sono le migliori in circolazione, dato che qui è custodita la ricetta originale. Se non avete molto tempo per fare la fila potete anche prenderle da asporto e mangiarle passeggiando. C’è un apposito bancone solo per chi vuole comprarle da porta via.

La ferrovia da Lisbona a Cascais

La ferrovia tra Lisbona e Cascais è una breve linea regionale che passa lungo tutta costa di Lisbona e termina nel centro di Cascais. A Lisbona il treno parte dalla stazione ferroviaria Cais do Sodre, che è collegata alla linea verde della metropolitana ed è la stazione finale della linea. La ferrovia di Cascais si ferma inoltre presso i famosi quartieri turistici di Belém e le banchine di Alcântara-Mar.

Il viaggio da Cais do Sodre a Cascais richiede una tariffa di zona 4, che costa € 2,25 per un adulto, € 1,15 per un bambino. Se si ha intenzione di rimanere in zona e tornare a Lisbona più volte, si può scegliere anche l’opzione da €6.00 per un biglietto da 24 ore con viaggi illimitati, oppure da € 20,25 per un biglietto di 10 viaggi.

La Provenza è una delle regioni più caratteristiche della Francia, un posto da vedere soprattutto in estate quando inizia la meravigliosa fioritura della lavanda che regala paesaggi mozzafiato. In autunno poi la magia dei profumi continua imperterrita regalando al viaggiatore esperienze uniche, fatte di borghi incantati e di cittadine eclettiche e fascinose. Se hai deciso di visitare la Provenza in autunno concentrati su Avignone e sui paesini che si trovano nei suoi dintorni perchè questi territori sono ricchi di storia e cultura millenaria e la lavanda ne è solo un coloratissimo e importante contorno.

Avignone e dintorni

Dove dormire in Provenza

Per calarti a 360 gradi nell’atmosfera bucolica della Provenza ti consiglio di soggiornare in un relais o una struttura immersa nelle campagne. A Thor ad esempio, un paesino a mezz’ora di macchina da Avignone e a 5 minuti da Isle Sur la Sorge, trovi una deliziosa dimora immersa nel verde dove regalarti un soggiorno all’insegna del relax in un ambiente studiato e realizzato per integrarsi alla perfezione con le peculiarità del territorio circostante. 

A Le Domaine des Carmes & SPA Pascal ti accoglie nella sua casa coccolandoti dal primo istante. Dopo averti deliziato con caffè e pasticcini ti farà fare un piccolo tour della struttura e rimarrai senza dubbio incantato dalla ricercatezza degli arredi e dalla minuziosa selezione di eleganti dettagli di stile. L’incantevole casale immerso nelle campagne della Provenza custodisce al suo interno ricercati mobili di antiquariato e preziosi dettagli di arredo, che hanno contribuito a trasformare in un’accogliente e rinomata dimora di charme questo edificio che un tempo era convento di frati. Ora invece accoglie nelle sue camere dal gusto provenzale persone che arrivano da ogni parte del mondo.

Avignone e dintorni, cosa vedere in provenza
La nostra stanza

La zona relax all’esterno è intima e soleggiata e ha una bellissima piscina, una sauna e un idromassaggio. Ci sono anche diversi attrezzi per gli amanti del fitness mentre per i più pigri sono disponibili lettini solitari per prendere il sole o dedicarsi ad un buon libro.

La colazione poi, servita da Pascal e accompagnata da buona musica francese, fa iniziare la giornata con il sorriso. Trovi prodotti semplici e gustosi, tra cui brioche, macedonia fresca e spremute di agrumi da gustare con calma in uno scenario tipicamente provenzale. Da assaggiare assolutamente il pane caldo con le confetture fatte in casa. Per i bambini poi ci sono tanti giochini a disposizione nel grande salone.

Avignone, cosa vedere nella città dei Papi

Il ponte di St. Benezet

Per visitare Avignone ti consiglio di arrivare in città la mattina presto elasciare la macchina ai parcheggi esterni. Noi siamo stati accolti da un sole caldo nonostante l’autunno inoltrato e la prima meraviglia che abbiamo avuto modo di vedere è stato il Ponte di St. Benezet. Quest’opera architettonica ha origini antichissime e si staglia imponente sul Rodano catturando lo sguardo di chiunque passi. Per avere l’accesso al ponte bisogna passare dal botteghino adiacente e prendere i biglietti oppure prenotare la visita on line. 
Il ponte, quando era ancora intero, comprendeva 22 arcate e collegava Avignone a Villeneuve. E’ stato devastato da una piena del fiume nel 1600 e sono rimaste in piedi solo le 4 arcate che vediamo oggi e la cappella dedicata a San Nicola.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni
La leggenda narra che un giovane pastore, un certo Benezet, viene incaricato da un angelo per costruire un ponte che collegasse la città al mare. Non trovando consensi tra la popolazione il giovane alza un masso enorme senza alcuno sforzo e lo butta nel Rodano, per far capire alle persone incredule il suo incarico divino. Il masso è tuttora ben visibile nel fiume. Comincia così la costruzione di questa opera d’arte che nell’arco dei secoli ha subito diverse ristrutturazioni. L’audio guida, ma anche i pannelli che si trovano durante il percorso, illustrano l’importante funzione economica e politica che ha ricoperto il fiume Rodano in passato.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

Avignone e dintorni. Visita le Palais du Papes

Una volta lasciato il famoso Ponte di St. Benezet dirigiti verso il centro seguendo le indicazioni che trovi lungo il tragitto. Alla fine di una caratteristica viuzza costeggiata da botteghe e ristoranti ti trovi dinanzi alla magnificenza del Palazzo dei Papi. Questa imponente struttura è stata fatta edificare da Papa Clemente V che, costretto a scappare da Roma, trova rifugio ad Avignone. Assieme a lui arrivano altri prelati, parroci e mercanti, che insediandosi nei dintorni del palazzo hanno dato vita ad una vera e propria comunità locale facendo dunque nascere la nuova capitale del Cattolicesimo e dando vita ad un importante centro commerciale. Il palazzo è stato costruito in soli venti anni ed è tutt’ora il più imponente palazzo gotico d’Europa.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

Visita all’interno del Palazzo dei Papi

Se l’esterno del Palazzo dei Papi è sorprendente, gli interni lasciano letteralmente senza fiato. Nonostante il palazzo sia stato spogliato di molti arredi nel corso degli anni, ogni ambiente riesce a portarti indietro nei secoli. Le volte finemente affrescate, volute dal Papa nella sua stanza, sono ben conservate e si lasciano ammirare in tutto il loro antico splendore. La magnificenza della Sala del Concistoro è spiazzante, così come la suggestiva Sala della Grande Udienza. Camminando tra i corridoi sembra di sentire ancora il profumo dei rovi bruciati nei grandi camini, meravigliose opere d’arte, che venivano usati per scaldare gli ambienti.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

La Cattedrale di Notre Dame di Avignone

Prima di scendere nel centro storico fai un giro sulla parte alta della piazza del Palazzo, dove puoi visitare la Cattedrale di Notre Dame des Doms, la più importante chiesa di Avignone. Sulla sua sommità si trova una statua della madonna alta sei metri che benedice la città con la mano. Attorno alla Cattedrale c’è anche un bel parco pubblico dove passeggiare o far giocare i bambini.

Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

Il centro storico di Avignone

Dalla piazza del Palazzo parte anche il trenino turistico che ti porta in giro per la città. Grazie all’audio guida in dotazione abbiamo scoperto che ad Avignone ci sono bellissimi palazzi storici e in una delle strade della città si trova l’Angladon, una casa/museo che ospita l’unico quadro di Van Gogh dipinto in Provenza nonchè tele di pittori famosi come Cezanne, Manet e Modigliani.

Il pomeriggio puoi passarlo a Place de l’Horloge, gironzolando per le vie del centro. I ristoranti qui sono molto commerciali, molti sono delle piccole trappole per turisti, ma la piazza è gremita di persone ad ogni ora ed è piacevole passeggiare al sole o sedersi su una delle tante panchine a mangiare un gelato. La passeggiata, anche se costeggiata da negozi di grandi brands stranieri, rimane comunque piacevole. Basta infatti alzare gli occhi per trovare meravigliose facciate in stile medievale o gotico che sembrano controllare la vita del borgo. A Plac de l’Horologe c’è anche un bellissimo carosello dallo stile retrò che incanta i bambini con le sue musichette vintage e gli adulti con i suoi colori eleganti. E’ una delle attrazioni più fotografata di Avignone.

Cosa mangiare ad Avignone

La Provenza, ma soprattutto il territorio che circonda Avignone, è famoso per la produzione di ortaggi, frutta e legumi che inevitabilmente trovi proposti nei piatti locali. Ratatouille, pomodori e zucchine stufati, zuppe di legumi alla provenzale arricchite con spezie profumatissime sono alcune delle proposte della gastronomia locale da prendere in considerazione. Uno dei piatti tipici di Avignone è il cosciotto di vitello marinato nel vino bianco insaporito con le erbette locali: il daube avignonnaise.  Altro rinomato piatto da assaggiare in città sono le uova sode servite con il pasticcio di acciughe, la famosa berlinguette.

Isle sur la Sorge

Ile sur la Sorge è un piccolo e affascinate paesino percorso da diversi canali dove, in alcuni punti, puoi trovare ancora le ruote in legno dei vecchi mulini. Anche se ricoperte da muschi sono molto pittoresche e venivano usate in passato per la lavorazione della carta e per la produzione dell’olio. Isle sur la Sorge è uno dei villaggi più autentici della zona. Le persiane colorate, i balconcini contornati di edere, i germani reali che si riposano nelle acque calme dei canali e i mercatini dell’antiquariato rendono fiabesca la passeggiata.

Deliziosi sono i tanti ristoranti che costeggiano la strada e si riflettono nell’acqua del ruscello. A Isle sur la Sourge riesci a cenare all’aperto anche in tardo autunno, inebriato dal profumo della lavanda e dal fruscio del vento fresco tra gli alberi.

Perchè fare una tappa ad Avignone durante un viaggio on the road in Francia

Avignone è la città più grande e importante della Provenza ma è piacevole e soprattutto facile da girare a piedi, anche con i bambini. Basta selezionare i posti da visitare e partire alla scoperta delle sue bellezze seguendo le stradine che portano al centro storico. L’atmosfera gioviale del borgo avvolge i turisti in un turbinio di profumi e musiche, mentre gli edifici storici ti permettono di aprire una finestra nel tempo portandoti in mondi passati, in storie di dame e cavalieri. Avignone si lascia davvero a malincuore, con la promessa di tornare presto tra le sue mura accoglienti.

 

Cancale, rinomata per la produzione di ostriche, si trova in Bretagna, nel dipartimento di Ille-et-Vilaine. La sua vicinanza a Mont-Saint-Michel  e alla baia di  Saint Malò la favorisce non poco e la rende un posto molto speciale, tappa obbligata per chi ama il turismo lento e i prodotti autoctoni. 

Cancale

Dove dormire a Cancale

Cancale è un piccolo paese incastonato in una baia della Bretagna, pieno di alberghi e ristoranti lungo la via principale. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Noi siamo arrivati in questo borgo di pescatori la sera tardi, durante un viaggio on the road sulle coste francesi, e presi dalla stanchezza ci siamo lasciati guidare dall’istinto. Non c’era ancora tripadvisor a dare suggerimenti, quindi sono scesa a chiedere una camera ad un piccolo albergo che mi ha colpito subito durante la passeggiata, Le Querriene Hotel.

Mi è piaciuto subito il suo stile marinaresco, i velieri in bella mostra ovunque e, nella camera che mi hanno fatto visionare, mi ha colpito molto la testiera del letto ricavata da un vecchio remo. Le stanze non sono molto ampie ma l’atmosfera è sicuramente quella giusta per il nostro soggiorno a Cancale. Quindi prenotiamo per due giorni. Due giorni per degustare ostriche e per bere ottimo sidro, una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele. 

Cancale è un piccolo borgo marinaro, dove l'attività principale sono gli allevamenti di ostriche. Tutto ruota intorno a questi molluschi, dalla vita locale al turismo.
Cancale è un piccolo borgo marinaro, dove l’attività principale sono gli allevamenti di ostriche. Tutto ruota intorno a questi molluschi, dalla vita locale al turismo.

Passeggia nel centro di Cancale

La cittadina di Cancale non offre granchè. Non ci sono molte cose da fare se non degustare ostriche e la passeggiata è davvero piccola. La strada da un lato è costeggiata da piccoli locali, molto intimi, tutti in stile bretone. Mentre dal lato opposto c’è una vista meravigliosa sull’oceano. La mattina, quando la marea si ritira, è piacevole ammirare gli scafi delle barche poggiati sull’arenile in attesa di poter tornare presto a galleggiare. Stanno li, pazienti, inclinati, forse speranzosi di essere fotografati.

E' piacevole osservare gli allevamenti in fermento nella baia di cancale. Ovviamente questo è possibile quando la marea Si ritira, permettendo ai trattori di scendere sulla sabbia per raccogliere le ostriche.
E’ piacevole osservare gli allevamenti in fermento nella baia di Cancale. Ovviamente questo è possibile quando la marea Si ritira, permettendo ai trattori di scendere sulla sabbia per raccogliere le ostriche.

Al tramonto si comincia a sentire il boato dell’oceano che ritorna impetuoso, voglioso di riappropriarsi della sua costa, della sua banchina, e di tornare a coprire gli allevamenti, di togliere ossigeno alle ostriche, di far tornare le barche a galleggiare. Riempie ogni spazio che gli è concesso, sembra quasi coprire anche il sole, concedendo ora alla luna di specchiarsi sulle sue acque calme, rilassate.

Degusta ostriche come street food

Inutile dire che il gusto delle ostriche di Cancale è superlativo. Al mercato delle ostriche, il Marchè au huitres, ogni giorno puoi trovare bancarelle allestite dagli allevatori e puoi degustarle appena raccolte ad un prezzo più che accessibile. Ovviamente le ostriche vengono servite come uno street food, nel piatto di plastica o su un tovagliolo di carta. Alcuni commercianti addirittura te le danno in mano appena aperte, e subito rimani inebriato dall’odore dell’oceano, forte e persistente.

Ammira le maree

Il fenomeno delle maree vale tutto il viaggio fin qui. Ci troviamo di fronte alle maree più intense e spettacolari di tutta l’Europa. L’acqua che giornalmente si ritira per centinaia di metri lasciando affiorare i parc a huitres, i parchi ostreari degli allevamenti, ritorna prepotente la sera col suo inconfondibile scroscio. E’ davvero uno spettacolo impagabile.

Dove vedere gli allevamenti delle ostriche

Al di là del centro storico, piccolo e suggestivo, la parte più caratteristica del borgo di Cancale rimane senza ombra di dubbio quella del porto e degli allevamenti delle ostriche. Cancale costituisce infatti la capitale mondiale delle Huitres. I fondali della costa sono completamente dedicati agli allevamenti che sono ben visibili durante il giorno, quando le maree si ritirano lasciano affiorare una distesa immensa di Parc au Huitres.

Degustare le ostriche appena raccolte è un'esperienza gustativa davvero straordinaria. C'è tutto il sapore dell'oceano al loro interno, e il profumo che emanano è davvero estasiante.
Degustare le ostriche appena raccolte è un’esperienza gustativa davvero straordinaria. C’è tutto il sapore dell’oceano al loro interno, e il profumo che emanano è davvero estasiante.

Perchè le ostriche di Cancale sono le migliori?

Le ostriche di Cancale sono decisamente le migliori in circolazione. Cosa le rende migliori rispetto alle altre ostriche allevate? Il primo elemento a loro favore sono le spettacolari maree che in questa baia arrivano fino a 15 metri di dislivello, permettendo una perfetta ossigenazione dei molluschi. Il secondo deriva dalle correnti atlantiche, portatrici di plancton, di cui si nutrono le ostriche. Quest’ultime, partendo dallo stato di larve, impiegano tre anni a raggiungere le dimensioni adatte alla commercializzazione. Dopo essere state raccolte, subiscono una classificazione in base alle loro dimensioni. Si trovano infatti 5 categorie per le ostriche di allevamento, e ben 11 categorie per le ostriche piatte, quelle raccolte dragando i fondali.

Dove mangiare a Cancale

Abbiamo girato nella cittadina di Cancale diversi locali, sia a pranzo che a cena e Le Cancalais rimane uno dei miei preferiti. Non lasciarti demoralizzare dall’arredamento un po’ retrò! I piatti di mare sono fantastici e ti consiglio di assaggiare la zuppa di pesce, che trovi tra le entrèè (antipasti). E’ completamente diversa da quella che siamo abituati a mangiare in Italia. Il pesce è frullato, quasi a diventare una crema. Non farti mancare nemmeno la specialità di queste coste: le moules.

Le buonissime cozze oceaniche a Cancale vengono cucinate in divine salse. Le mie preferite sono le moules a la marinier e le moules a la crema fraiche, sempre accompagnate dalle frites, una porzione molto abbondante di patatine fritte. Il tutto deve essere necessariamente accompagnato da un bicchiere sidro ghiacciato, che è la più famosa bevanda della regione.

 

La mattina del 24 marzo 1999 all’interno della galleria del Monte Bianco si sviluppa uno spaventoso incendio che costa la vita a 39 persone. Ricordo ancora le immagini al telegiornale nazionale. Il fumo, i soccorsi, le cause, le colpe, le beghe tra le due nazioni confinanti: la Francia e l’Italia. L’incendio è causato da un camion che transita dal versante francese, che ha preso improvvisamente fuoco nel centro della galleria. Le macchine incolonnate nel tunnel sono costrette a fermarsi su entrambi i lati. Non c’era spazio a sufficienza per poter fare inversione di marcia, e anche scappare a piedi è risultato difficile perché il tunnel, nel frattempo, viene chiuso da entrambe le entrate. La chiusura sui due tornanti non fa altro che alimentare le fiamme all’interno, che si amplificano per via dei materiali combustibili presenti nella galleria. 

Traforo del monte Bianco, informazioni utili
La nuova e funzionale entrata del Traforo del Monte Bianco

Il traforo del Monte Bianco

Dopo questa tragedia il tunnel rimane chiuso per tre anni. Viene riaperto solo ed esclusivamente per le per le automobili nel 2002, dopo lunghi lavori di ristrutturazione. Noi siamo passati la prima volta dopo l’incidente, nel 2003, per intraprendere un viaggio on the road in tutta la Francia. Non è stato facile transitare nel tunnel, sarò sincera. Ancora vedevo davanti a me le immagini del disastro e l’apprensione è stata tanta. Ma già al ritorno l’ansia e la preoccupazione sono nettamente diminuiti, avendo constatato le nuove misure di sicurezza della galleria.

I lavori dopo l’incidente

Dopo il terribile incidente il tunnel viene messo completamente in sicurezza. Vengono create nicchie antincendio e nicchie SOS ogni cento metri. Inoltre viene costruito proprio al centro della galleria un posto di soccorso, dove staziona perennemente un veicolo dei pompieri attrezzato per gli incendi. E’ stata scavata una nuova galleria d’evacuazione sotto la carreggiata, alla quale si accede tramite rifugi nelle pareti, che permette inoltre di lasciar passare i soccorsi in caso di emergenza.

Cosa più importante, è stata creata un unica sala di comando, per sostituire le due sale per versante, che proprio durante la tragedia non riuscirono a mettersi in comunicazione e tardarono così a chiedere gli aiuti necessari. Sono state, da allora, notevolmente cambiate le regole per il transito attraverso il Traforo del Monte Bianco. Ad esempio, è vietato il transito ai mezzi che trasportano materiali pericolosi e infiammabili, è stata ridotta la velocità dei veicoli e resa obbligatoria la distanza di sicurezza a 150 mt. 

Perchè passare dal traforo?

Passando dal Traforo del Monte Bianco si arriva più facilmente nel nord della Francia. Anche se il pedaggio sembra costoso, non è equiparabile a quanto si spenderebbe in pedaggi e carburante usando le autostrade francesi o svizzere. Verifica con anticipo le condizioni del traffico stimate per il giorno del tuo transito nel traforo. Sul sito ufficiale www.tunnelmb.net trovi tutte le informazioni utili, relative non solo al traffico, ma anche alle chiusure programmate per le manutenzioni o per le esercitazioni.

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Le nuove tariffe di pedaggio del Traforo del Monet Bianco

Il costo del pedaggio per andare in Francia con l’automobile passando dal traforo del Monte Bianco è di circa 58,00 euro per la tratta andata e ritorno. Il solo passaggio per l’andata invece è di 46,40 euro. Esistono poi una serie di abbonamenti per chi fa più passaggi nell’arco dell’anno. Facendo il biglietto dal lato italiano si paga il 22% d’IVA, mentre dal lato francese il costo è leggermente più basso, perché l’IVA è al 20%.

 

 

 

 

 

Una strada contornata da uliveti centenari, che si inerpica su per la collina. Il sole che si posa sulle foglie d’ulivo creando dei riflessi argentati. Fiori primaverili fanno capolino dall’erba dei vigneti, peschi e mandorli ravvivano lo scenario con i loro boccioli dai colori tenui. Bianco e rosa si alternano, dando un tocco romantico al paesaggio campestre.

Nelle campagne di Montefalco ci accolgono i primi segni dell’arrivo della bella stagione.

Montefalco. La “ringhiera”dell’Umbria

Proseguiamo in auto questa strada paesaggistica, fino alle mura della città. Ci troviamo nella “ringhiera dell’Umbria“, così chiamata per i suoi diversi punti panoramici, che permettono di avere una visuale a 360° sulle vallate sottostanti. L’aria è ancora fresca e soffia una leggera brezza che ci scorta per tutta la passeggiata.

La porta di Sant’Agostino è l’accesso principale alla Città. All’interno, l’antico stradone, tutto in salita, è costeggiato da vinerie deliziose e diversi negozi di filati.

L’artigianato locale 

Sono proprio i filati e le tessiture il cardine dell’artigianato locale umbro, in particolare di Montefalco. Si possono trovare prodotti di straordinaria bellezza realizzati con antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Bellissime tovaglie, pregiati tendaggi, lenzuola o asciugamani meravigliosamente lavorati. Proprio lungo questa strada si trova il rivenditore esclusivo dei prodotti della Tessitura Pardi, l’eccellenza in fatto di tessuti di qualità made in Umbria

La chiesa di Sant’Agostino a Montefalco

All’improvviso, tra una macelleria e un enoteca, spunta la chiesa di Sant’Agostino. La sua facciata è semplice e discreta, in stile gotico. Costruita nel 1275 a cura dei frati agostinianiani ha una grande navata interna sostenuta da diverse strutture lignee e conserva meravigliosi affreschi risalenti agli inizi del XV secolo.

La navata minore comprende una serie di cappelle deliziosamente affrescate e in una nicchia sono conservati i resti del Presepio di Giovanni di Corraduccio.

Il belvedere del centro storico

La salita è ancora ripida e lo sguardo si perde sui balconi fioriti, sui tetti baciati dai raggi dell’ultimo sole, sulle facciate in pietra viva e sulle scale di legno scuro che si arrampicano sui piani alti dei palazzi. Ogni tanto una panchina ricavata da vecchie botti ci permette di riposare e di ammirare le lanterne che adornano le vecchie mura e ascoltare il canto gli uccelli al riparo sotto le grondaie.

Una volta in cima il panorama ripaga di ogni passo fatto. La vallata si estende ampia al di sotto della città, uliveti e vigne si susseguono a perdita d’occhio. Montefalco infatti è famosa anche per il suo Sagrantino, un vino autoctono che rispecchia i profumi e i sapori più veri di questa collina umbra.

Il vitigno Sagrantino è coltivato solo sui poggi attorno a Montefalco e Bevagna. Un vino millenario che, grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei produttori montefalchesi, è diventato un’eccellenza assoluta capace di rappresentare l’Umbria e l’Italia nel mondo e ad ottenere la DOCG.

Curiosità

Pare che fu l’Imperatore Federico II di Svezia a cambiare il nome a questo borgo, essendosi accorto del grande numero di falchi che si aggiravano nei paraggi durante le sue visite. Alla città quindi, già denominata Coccorone, fù dato il nome Montefalco. 

Dove mangiare

Siete nella zona del Sagrantino e del cibo buono. Difficilmente mangerete male. Anche nelle enoteche offrono taglieri di salumi e formaggi di ottima qualità. Noi siamo riusciti a prenotare un tavolo alla Via di Mezzo, l’osteria del famoso chef di Sky Gambero Rosso, Giorgio Barchiesi, alias Giorgione orto e cucina. Ristorante a conduzione familiare, accogliente, casereccio, con un buon rapporto qualità prezzo. 

Bambini e animali

Non ci sono molte cose da fare con i bambini nel centro storico di Montefalco, se non passeggiare per negozi e fermarsi per qualche minuto al parco giochi del paese, piccolo ma ben attrezzato. Gli animali sono ben accetti ovunque nei locali.

 

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