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Turismo lento

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Ammirata in tutto il mondo per i suoi spazi dedicati all’arte e per l’architettura eclettica del suo lungofiume, Bilbao è una città originale e vivace 24 ore su 24, con una scena gastronomica fatta di semplicità, tradizione e prodotti di primissima qualità. Gusto, design, architettura e spazi verdi ti terranno compagnia in questo angolo verde dei Paesi Baschi.

Bilbao

Qual’è il periodo giusto per visitare Bilbao?

Tarda primavera e autunno sono le stagioni migliori per vivere il capoluogo della Biscaglia. Arrivarci è semplice, basta prenotare con i tempi giustivoli e hotel con eDreams: Roma e Milano sono le città più comode da cui partire per atterrare direttamente a Bilbao, altrimenti è possibile fare scalo a Barcellona e proseguire. D’estate le temperature restano generalmente contenute al punto da potersi concedere tranquillamente un tuffo nel mare a nord della Spagna, anche se i prezzi lievitano leggermente, come del resto in ogni zona balneare del mondo. Clima freddo d’inverno, con piogge estremamente frequenti. Ma le temperature non deve scoraggiare: la città merita di essere assolutamente vissuta, qualunque sia il colore del suo cielo!

Un intreccio di culture lungo 700 anni

Capiterà di vedere numerosi ciclisti che sfrecciano sotto i platani mentre il traffico avanza lento mentre tu passeggi tra le chiese barocche o sul lungofiume del Nevrìon, che scorre ampio e blu lungo il centro. La premura per l’ambiente è uno dei vanti della città, che soprattutto negli ultimi anni si è trasformata in uno degli esempi più invidiati di rigenerazione urbana. Preparati a vivere appieno il capoluogo deifieri Paesi Baschi, che sa essere appariscente e, a volte, persino fiammeggiante.Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

Il cambiamento degli ultimi decenni ha lasciato un’eredità molto forte, e un progetto su tutti ne è l’esempio più scintillante. Parliamo ovviamente del Guggenheim, inaugurato nel 1997 con la sua gigantesca e sinuosa struttura metallica, giudicata inizialmente un incrocio tra una reggia e una nave. Oggi il museo continua ad essere una imperdibile attrazione di livello mondiale, per l’architettura esterna e per il valore culturale delle opere esposte.

Passeggia nel centro storico

Ma camminare per Bilbao significa imbattersi anche in vivaci mercati e in una strepitosa vita notturna che riflette il carattere orgoglioso della popolazione basca, estremamente appassionata della sua squadra di calcio, l’Athletic. Premiata nel 2014 dall’UNESCO come Città creativa del Design, Bilbaoè dominata da grandi alberghi disseminati per viali perfettamente curati e interrotti ciclicamente dalle sinuose entrate della metropolitana, disegnate dall’architetto britannico Norman Foster.

La zona che si sviluppa nei pressi di Plaza Nueva è decisamente interessante. Sette strade di epoca medievale, note come Las Siete Calles, costituiscono il cuore della città vecchia, con edifici alti cinque piani i cui balconi in ferro battutto si affacciano su strade di acciottolato. Lungo una di esse, la Calle Carnicerìa Vieja, si trova la prima panetteria vegana di Bilbao, Bohemian Lane. La città vanta inoltre decine di edifici simbolo, dai 41 piani della Torre Iberdola alle forme neo-barocche del Teatro Arriaga. Prendi nota anche dell’Azkuna Zentroa, bizzarro centro culturale progettato nel 2010 dall’architetto e designer francese Philippe Starck. E’ un posto surreale, in penombra, coronato da una piscina in vetro all’ultimo piano dove fare anche il bagno. Un tempo era un enorme magazzino di vino.

Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

La storia e la geografia urbana della città sono modellate anche, e soprattutto, dalla posizione dell’estuario del Nevrìon. Dal 1300 è stata il punto di partenza e di arrivo di navigatori, mercanti e costruttori navali: un luogo felice di lasciarsi influenzare da tutti i punti cardinali. Le inevitabili contaminazioni con i popoli dei mari del nord e, successivamente, con le rotte del nuovo mondo, hanno modificato e arricchito i gusti e lo stile alimentare dei bilbaini. Per questo un delizioso focus e dedicato proprio al cibo e agli ingredienti che caratterizzano la straordinaria gastronomia della città.

Bilbao. Dove tutto è più semplice e buono

Gran parte del paesaggio urbano, dei monumenti e della vita bilbaina sembrano un richiamo al cibo e al vino. Un pò come lostreet food siciliano. A Bilbao la cucina è più semplice, a differenza di quanto succede invece a San Sebastian, l’altra città dei Paesi Baschi dove è più elaborata. E anche i vini sono diversi. Stesse uve ma differenti tipologie: dolce a Bilbao, frizzante a San Sebastian. Una bottiglia di txakoli ti introdurrà la differenza del buon bere in città. La gente del posto ama sorseggiare il kalimotxo, bevanda tipica della regione: una miscela apparentemente improbabile di coca cola e vino rosso, con il sapore che ci si aspetta da un intruglio del genere. Lo accompagnano con un pintxo, e in genere mai più di uno nello stesso bar, ma nessuno avrà da ridire se sceglierete di assaggiarne due o tre diversi.

Per quanto riguarda la gastronomia, a Bilbao semplice e buono sono sinonimi. I prodotti consumati nei bar e nei ristoranti cittadini provengono tutti dalla regione. Nasello, gamberi alla griglia, zuppe di sogliola e vongole, ravioli di anguilla. Sui banchi del Mercado de la Ribeira, un edificio sul lungo fiume che ha il primato del più grande mercato coperto d’Europa, si allineano montagne di molluschi, torri di pomodori, pareti di formaggio e cesti di piselli.

Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

Tutto ciò appare un tantino turistico, al punto che la gente del posto consiglia di evitare i bar con “stile e poca sostanza”, eppure molti chef tra i più blasonati di Bilbao fanno spesa qui. Ad esempio, quelli di Los Fueros, in attività dal 1878.

Insomma, non farti frenare e parti subito alla scoperta della città e delle sue delizie.

La Cattedrale di Aix-en-Provence, in Francia, è un magnifico edificio situato nel cuore della città vecchia dedicato a Saint Sauveur, il Santo Salvatore. Con la sua ricca storia e la straordinaria architettura, questa cattedrale è una tappa obbligata per chiunque visiti la zona. In questo articolo puoi fare un viaggio attraverso il passato e il presente della Cattedrale di Aix en Provence. Puoi inoltre scoprire la sua bellezza e il significato di questo monumento così iconico della Provenza.

La Cattedrale di Aix-en-Provence

Le origini della Cattedrale di Aix-en-Provence risalgono al V secolo, quando nell’area in cui è tuttora ubicata viene costruita una piccola cappella. Nel corso dei secoli, la cappella viene ampliata e ricostruita più volte. Ogni nuova integrazione riflette gli stili architettonici relativi all’epoca. Nel XII secolo ad esempio la cattedrale è ricostruita in stile romanico, con i suoi caratteristici archi a tutto sesto e robusti pilastri. Aggiunte successive hanno dato inoltre carattere e significativa bellezza a questa chiesa. Ne sono l’esempio il campanile in stile gotico e le cappelle in stile barocco. Oggi la Cattedrale di Aix-en-Provence si erge a testimonianza del potere duraturo della religione e dell’architettura.

Scopri i segreti dell’architettura gotica della cattedrale di Saint Sauveur

Una delle caratteristiche più sorprendenti della Cattedrale di Aix-en-Provence è il suo campanile in stile gotico, aggiunto nel 1300. La torre è alta oltre 67 metri ed è adornata con intricati intagli e sculture. All’interno della cattedrale puoi ammirare ben tre navate, la più alta delle quali raggiunge i 20 metri di altezza. All’interno della navata romanica puoi visitare il Battistero, in una piccola cappella semi nascosta nella chiesa. E’ sormontato da una preziosa cupola risalente al periodo romano, sostenuta da meravigliose colonne. Sotto il pavimento, attorno all’antica vasca battesimale, trovi i sepolcri di alcuni vescovi dell’arcidiocesi.

La Cattedrale di Aix en Provence: guida alla visita del Duomo di Saint Sauveur

Nell’abside puoi ammirare un magnifico decoro in stile neogotico risalente al 1800. Dello stesso periodo sono le pittoresche vetrate che filtrano i raggi del sole. I loro decori lasciano gli interni della cattedrale avvolti in una luce morbida e vellutata.

Lo stile gotico è caratterizzato dall’uso di archi a sesto acuto, volte a vela e archi rampanti, che consentivano di edificare strutture più alte ed elaborate. Caratteristica è anche la cappella del Corpus Domini dove fa mostra di se un maestoso affresco della Trasfigurazione di Cristo, risalente al XVII secolo. Gli elementi gotici della Cattedrale di Aix-en-Provence si aggiungono alla sua grandezza e ne fanno una meta imperdibile per gli appassionati di architettura.

Il significato delle opere d’arte e dei manufatti della Cattedrale di Aix-en-Provence

La Cattedrale di Aix-en-Provence ospita una ricchezza di opere d’arte e manufatti che offrono uno spaccato della storia locale e della struttura. Uno dei pezzi più notevoli è la pala d’altare trittico, che risale al XV secolo e raffigura scene della vita di Cristo. La cattedrale ospita anche una collezione di arazzi, tra cui il famoso “Tenture de l’Apocalypse”, che raffigura scene del Libro dell’Apocalisse. Altri manufatti degni di nota includono l’organo della cattedrale, che risale al 1700, e il pulpito ornato, che presenta intricati intagli e sculture. Questi manufatti offrono uno sguardo sul passato della cattedrale nonchè sul ruolo svolto nella vita religiosa e culturale di Aix-en-Provence.

Ascolta la musica dell’organo principale della Cattedrale

L’organo principale della Cattedrale di Aix-en-Provence è stato completato nel 1855. E’ stato ricostruito su un precedente strumento, risalente forse al 1400, del quale è stata conservata la cassa d’organo. La facciata era di stagno ed entrambe le casse d’organo erano dipinte in finto legno. Solo alla fine del 1800 lo strumento viene modificato per adeguarsi allo stile dell’epoca. Vengono dunque aggiunti una macchina Barker e nuove tastiere e consolle.

La Cattedrale di Aix en Provence: guida alla visita del Duomo di Saint Sauveur

Nel 2001 inoltre, una ditta di costruzione di organi, la ManufactureLangusdocienne des grandes orgues, è incaricata di eseguire un nuovo restauro. Il costo è di 3 milioni di franchi. Puoi vedere entrambe le casse d’organo posizionate su una galleria del presbiterio, una di fronte all’altra. Sono in legno di pino e hanno le medesime dimensioni. Sono decorate in stile Luigi XV, con dettagli dipinti e scolpiti. La cassa d’organo dal lato sinistro della navata ospita l’organo completo mentre quella che si trova di fronte è vuota.

Passeggia nel chiostro della Cattedrale di Aix-en-Provence

Dalla Cattedrale di Saint Sauveur puoi raggiungere il chiostro, servendoti di una porta di comunicazione. E’ soggetto ad orari e aperture diverse da quelli della Cattedrale. Informati prima di raggiungere questo punto di interesse di Aix-en-Provence. Il chiostro è particolarmente rilevante poichè vanta delle pittoresche colonne decorate, tutte differenti tra loro per dettagli. Le colonne inoltre sorreggono i porticati che si affacciano sul cortile interno. Il chiostro è di origine romanica mentre i quattro pilastri angolari raffigurano i quattro animali del Libro della Rivelazione: Il leone, l’Aquila, il Toro e l’Uomo. 

Perditi nel Vecchio e nel Nuovo Testamento

La scultura del Leone indica l’ala nord del chiostro, dedicata al Nuovo Testamento. Puoi notare infatti che le scene scolpite sui capitelli narrano alcune delle scene salienti del libro. Trovi scolpita l’annunciazione dell’Angelo Gabriele, la nascita di Gesù, l’adorazione dei Magi e la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Continuando a scrutare i capitelli puoi inoltre ammirare le scene della lavanda dei piedi, della Crocifissione, e ancora della Morte e della Resurrezione di Cristo. 

L’Aquila invece ti introduce nell’ala est, dedicata al vangelo di Giovanni. Qui trovi sculture simboliche che rappresentano le parabole e una preziosa colonna che esibisce il volto di una donna: una metafora della chiesa cattolica. Un altro capitello è invece dedicato all’Imperatore Costantino in atto di sconfiggere il paganesimo. Degna di nota e ricca di dettagli anche la scultura che rappresenta Sansone mentre strangola un leone a mani nude.

A sud trovi poi la scultura del Toro, che simboleggia Luca l’Evangelista. Le sculture in questa zona rappresentano le piante e gli alberi del paradiso, come il fico, l’ulivo e la palma. L’intero giardino simboleggia quindi Gerusalemme, la città eterna, con la quale Aix-en-Provence sembra gemellarsi. 

Ecco finalmente l’ovest, dove trovi raccontate le storie del Vecchio Testamento. Il Vangelo di Matteo qui si concretizza nelle sculture dei capitelli. Due di questi rappresentano i quattro viventi di Ezechiele e Noè in atto di lasciare l’arca dopo il diluvio. Trovi inoltre il capitello che simboleggia la conquista della Terra promessa degli Ebrei e il capitello che racconta la scena cruenta della decapitazione di Golia. 

Perchè visitare la Cattedrale di Aix-en-Provence

Esternamente la Cattedrale di Aix-en-Provence può inizialmente spiazzarti per la sua confusione di stili. La sua maestosa possenza però ti porta subito una sensazione di curiosità, che puoi soddisfare una volta varcata la soglia della chiesa. Gli interni sono un insieme scomposto di elementi classicheggianti che ben si amalgamano all’atmosfera gotica. Questo rende la cattedrale unica nel suo genere e un monumento imperdibile durante il tuo viaggio in Provenza. L’organo poi è il cuore pulsante della struttura e riuscire a sentirlo suonare durante una messa è davvero un emozione pazzesca. La musica si libra leggera e sinuosa tra le navate della cattedrale, deliziando fedeli e viaggiatori curiosi.

Il chiostro è inoltre una fedele rappresentazione del messaggio ecclesiastico, un luogo dedicato al riposo e alla meditazione. Un area commemorativa delle Sacre Scritture che vale la pena esplorare in modalità lenta, alla scoperta dei suoi più preziosi segreti. 

Orari e costi

Trovi la Cattedrale di Aix-en-Provence in Place des Martyrs de la Resistance, al numero 34. E’ aperta tutti i giorni, dalle ore 08:00 alle ore 19:00. Trovi tutte le informazioni utili alla visita e gli orari delle Sante Messe sul sito ufficiale.

Il chiostro è accessibile solo con visita guidata, che parte ogni venti minuti circa, a partire dalle ore 10:00 e fino alle ore 16:30. La visita guidata è solo in francese.

Aix-en-Provence è una pittoresca città situata nel sud della Francia, rinomata per la sua straordinaria architettura, il ricco patrimonio culturale e la deliziosa cucina. Che tu sia un appassionato di storia, un buongustaio o semplicemente in cerca di una vacanza rilassante, questa affascinante città ha qualcosa da offrirti. In questo articolo trovi una guida su cosa vedere ad Aix-en-Provence, con le migliori attrazioni e i luoghi imperdibili.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence

Esplora il centro storico

Aix-en-Provence è la città più importante della Provenza, la regione francese famosa per i violacei campi di lavanda in fiore. Il suo centro storico è in continuo fermento, grazie anche alla presenza di numerosi universitari che frequentano gli Atenei locali. E’ famosa inoltre per le sue fontane artistiche, dislocate nelle strade e nelle piazze, facilmente visibili durante una passeggiata in centro.

Il centro storico di Aix-en-Provence infatti è una tappa obbligata per chiunque visiti la città. Passeggia per le stradine e ammira la splendida architettura del XVII e XVIII secolo. Assicurati di visitare l’iconico Cours Mirabeau, un viale alberato pieno di caffè, ristoranti e negozi. Da non perdere la splendida Fontaine de la Rotonde, una fontana alla fine del Cours Mirabeau che esibisce tre statue che rappresentano la giustizia, l’agricoltura e le arti.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence: guida alle migliori attrazioni della città
La Fontaine de la Rotonde è enorme e si trova nel mezzo di una rotatoria. Fu costruita nel 1860 diventando in breve uno dei monumenti più famosi di tutta Aix en Provence. Le sculture raggiungono i 12 metri di altezza.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence. Cerca le fontane insieme ai bambini

Il centro storico di Aix-en-Provence è chiuso al traffico, puoi approfittare quindi per organizzare una caccia al tesoro con i bambini. Procurati una mappa cartacea della città e divertitevi insieme a cercare tutte le fontane della cittadina. Ad Aix-en-Provence sono presenti circa 40 fontane, tutte preziosamente decorate. 

Cerca quindi la Fontaine de la Mairie, vicina al mercato del grano e alla Torre dell’orologio, e la Fontaine des 4 dauphins, risalente al 1667 e circondata da meravigliosi palazzi signorili. Poi dirigiti alla Fontaine d’Albertas, che prende il nome dal suo ideatore, il marchese d’Albertas appunto, che chiese una fontana in stile barocco e rococò per seguire la moda parigina di Versailles. E ancora cerca la Fontaine des 9 canons e la Fontaine d’eau chaude, la famosa fontana “muschiosa” dalla quale sgorga l’acqua termale della sorgente di Les Baigners. .

Proprio per il suo forte legame con l’acqua e per le sue ricche sorgenti termali Aix en Provence era chiamata dagli antichi romani AcquaeSextiae. Lo sapevi?

Cosa vedere ad Aix-en-Provence. Visita la città vecchia

Adiacente a Cours Mirabeau trovi la Città vecchia di Aix-en-Provence. Qui vivono gli studenti universitari e questo lo si evince soprattutto dai tanti ristoranti e dalle catene di fast food che incontri lungo i vicoli caratteristici, sempre pullulanti di ragazzi. La città vecchia è un delizioso susseguirsi di piazzette, caffè, atelier di artisti locali e ..fontane! E’ in questa zona che trovi inoltre due dei monumenti più importanti della città: la Cattedrale di Saint-Sauveur e la Torre dell’orologio dell’Hotel de Ville. 

La Cattedrale di Saint-Sauveur, o del santo Salvatore, è una maestosa chiesa cattolica in stile gotico e romanico. E’ stata edificata sul sito di un antico foro romano, nei pressi della vecchia strada di collegamento tra Liguria e Francia: la via Julia Augusta. La Torre dell’Orologio invece spicca accanto all’Hotel de Ville, il Municipio di Aix-en-Provence, e oltre ad indicare l’ora ti mostra anche la stagione in cui ti trovi.

Fai visita alla Casa Natale e all’Atelier di Paul Cezanne

Il centro storico è disseminato di tombini in ottone che creano un piccolo percorso da seguire sulle orme di un grande pittore, natio di Aix-en-Provence: Paul Cezanne. Seguendo queste borchie puoi ripercorrere i luoghi tanto amati e frequentati in città dal grande artista. La presenza di Cezanne in città è molto sentita e qui puoi visitare sia l’atelier dove il pittore creò le sue più belle opere, che la casa natale. Trovi l’edificio in cui visse la maggior parte della sua vita in Rue de l’Opera, ma puoi limitarti a scattare qualche foto dall’esterno poichè gli interni non sono visitabili. 

L’atelier Cezanne invece si trova fuori dalle mura cittadine, a circa 500 metri di distanza dalla cattedrale. L’edificio comprende un bellissimo giardino ed è rimasto esattamente uguale a come è stato lasciato dal famoso pittore. Sembra che i suoi attrezzi siano in procinto di rimettersi all’opera da un momento all’altro. 

Concediti la cucina e i mercati locali

Aix-en-Provence è nota per la sua deliziosa cucina e non c’è modo migliore per sperimentarla che visitando i mercati locali. Il Marché d’Aix-en-Provence è assolutamente da visitare, con bancarelle che vendono prodotti freschi, formaggi, salumi e tanto altro ancora. Assicurati di provare alcune delle specialità locali, come i calissons, le caramelle dolci di pasta di mandorle, e il vino rosé. Se preferisci rilassarti e goderti un pranzo in una delle tradizionali brasserie francesi recati in uno dei tanti ristoranti della città, dove puoi concederti piatti tradizionali provenzali come la bouillabaisse, un delizioso stufato di pesce, e la ratatouille, il famoso sformato di verdure. 

Cosa vedere ad Aix-en-Provence: guida alle migliori attrazioni della città

Molto bello anche il mercato dei fiori, che trovi in Place de l’Hotel de Ville ogni martedì, giovedì e sabato. Un tripudio di colori e profumi da non perdere. Mentre se sei amante della lettura ogni prima domenica del mese, nella stessa piazza, puoi annusare la fragranza della carta antica nel mercato dei libri e delle occasioni. 

Perchè visitare Aix-en-Provence

Aix-en-Provence è avvolta da un’atmosfera particolare, intrisa di storie antiche. Passeggiare nelle sue stradine, alla ricerca delle fontane e alla scoperta del cibo locale, è un’esperienza da fare assolutamente se ti trovi in viaggio in Provenza. 

La città è facile da visitare anche con i bambini poichè la maggior parte del centro storico è chiuso al traffico cittadino. Non è un piccolo borgo ma una vera e propria cittadina, per cui la passeggiata può risultare a tratti faticosa soprattutto se hai bambini molto piccoli. Ad Aix-en-Provence inoltre soffia sempre il maestrale, vento che spesso raggiunge raffiche molto forti e fastidiose.

Per la tua visita in città, che sia estate o inverno, porta sempre con te una giacca a vento e una sciarpa. Per il resto basta seguire la scia dell’arte e della cultura, di cui questa cittadina è un vero e proprio scrigno contenitore, e lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni che Aix-en-Provence riesce a far scaturire nel viaggiatore curioso e attento.

 

 

Ogni continente ha la sua storia da raccontare e le sue bellezze naturali da mostrare attraverso esperienze uniche. L’Africa è da sempre una destinazione affascinante per chi cerca un pizzico di avventura ed esperienze ad alto impatto emotivo in una vacanza. Tra le tipologie di viaggio più richieste per questo continente c’è il safari e una delle mete più ambite per questo format è la Namibia, paese che ospita un’innumerevole quantità di parchi naturali e riserve. Naturalmente per questo tipo di vacanza suggerisco di rivolgerti a un tour operator affidabile e in questo sensoviaggiare in Namibia con Stograntour, agenzia specializzata in viaggi avventurosi, è sicuramente un’opzione interessante. Di seguito andremo a scoprire quali sono le mete più gettonate del momento e dove andare in vacanza in Africa.

Dove andare in vacanza in Africa?

Kilimangiaro, Tanzania

Situato nella Tanzania settentrionale, il Kilimangiaro è un imponente vulcano dormiente si tratta della vetta più alta dell’Africa e offre un’esperienza unica nel suo genere. La sua cima innevata, che si trova a un’altitudine di oltre 5.800 metri, rappresenta una delle sfide più stimolanti per gli alpinisti di tutto il mondo. Tuttavia, non è necessario essere degli esperti scalatori per godersi il fascino del Kilimangiaro. Le escursioni attraverso le sue pendici offrono viste mozzafiato sulla savana africana e l’opportunità di incontrare la fauna selvatica locale, come elefanti, zebre e antilopi. Inoltre, la regione circostante il Kilimangiaro è sede di numerose tribù Masai, che offrono ai visitatori un’esperienza culturale autentica.

Dove andare in vacanza in Africa? Queste le mete più gettonate del momento

Dove andare in vacanza in Africa. Mar Rosso, Egitto

Il Mar Rosso è una delle destinazioni turistiche più interessanti e affascinanti del mondo. Situato tra l’Africa e l’Asia, questo mare tropicale è famoso per le sue acque cristalline, i coralli multicolori e la sua incredibile varietà di vita marina.

È il luogo ideale per gli amanti del mare e offre l’opportunità di esplorare uno dei più ricchi ecosistemi del pianeta, con la possibilità di praticare una vasta gamma di attività acquatiche, come snorkeling, immersioni subacquee, windsurf e kite surfing. Oltre alla bellezza marina, il Mar Rosso offre anche un’esperienza culturale unica, con numerose città costiere che ospitano antichi siti archeologici, mercati tradizionali e locali notturni. La regione è anche famosa per la sua cucina deliziosa, basata su pesce fresco e spezie locali. Il clima è molto favorevole e offre ai visitatori una vacanza al sole tutto l’anno, con clima caldo e secco per gran parte dell’anno.

Deadvlei, Namibia

Il Deadvlei è uno dei luoghi più surreali e suggestivi del deserto del Namib, in Namibia. Questa area arida e remota è caratterizzata da enormi dune di sabbia rossa e da un cielo azzurro intenso, che creano uno spettacolo unico e spettacolare.

È particolarmente famoso per i suoi alberi morti, che risalgono a oltre 900 anni fa e si ergono come sculture scheletriche sulla sabbia rossa. La combinazione del rosso delle dune e del bianco degli alberi morti crea un’atmosfera surreale e quasi irreale. Si tratta di un luogo ideale per gli amanti della fotografia, degli paesaggi desertici e per coloro che cercano un’esperienza unica e indimenticabile. Inoltre, la vicina Sossusvlei offre un’esperienza simile, con dune di sabbia ancora più alte e viste panoramiche spettacolari del deserto.

Dove andare in vacanza in Africa? Queste le mete più gettonate del momento

Dove andare in vacanza in Africa. Spiaggia di Nungwi, Zanzibar

La Spiaggia di Nungwi, situata nell’isola di Zanzibar, in Tanzania, è una delle spiagge più belle e popolari dell’Africa. Con le sue acque cristalline, la sabbia bianca e fine e le palme che la circondano, la Spiaggia di Nungwi offre una vista mozzafiato sull’Oceano Indiano. Questa spiaggia è ideale per coloro che cercano relax e tranquillità, ma offre anche molte attività divertenti come lo snorkeling, la pesca, le escursioni in barca e il parasailing. Inoltre, la spiaggia è circondata da numerosi resort e ristoranti, dove è possibile gustare deliziosi piatti di pesce fresco e altre specialità locali.

La vicina città di Nungwi offre anche ai visitatori l’opportunità di conoscere la cultura e la storia dell’isola, con una vasta gamma di musei e mercati tradizionali.

Cascate Victoria, Zambia eZimbabwe

Le Cascate Victoria, situate lungo il fiume Zambezi al confine tra Zambia e Zimbabwe, sono una delle meraviglie naturali più impressionanti al mondo. Con una larghezza di oltre 1,7 km e una caduta di oltre 100 metri, sono spettacolari e incredibilmente maestose. Un’esperienza indimenticabile per i visitatori è quella di osservare le cascate dal lato dello Zambia o dello Zimbabwe, in cui la vista dell’acqua che cade nelle profondità del fiume offre una visione spettacolare.

Dove andare in vacanza in Africa? Queste le mete più gettonate del momento

È presente anche una natura incredibilmente bella, con una grande varietà di flora e fauna selvatica. Le cascate Victoria sono inoltre famose per le numerose attività che offrono ai visitatori, tra cui escursioni nella giungla, bungee jumping, rafting, voli panoramici e persino il nuoto nella piscina naturale chiamata “Devil’s Pool”.

 

Carcassone è una delle tappe più pittoresche da tenere in considerazione se stai organizzando un  viaggio on the road in Francia E’ un meraviglioso borgo medievale ancora oggi abitato, situato nella regione della Languedoc, nel sud della nazione. Patrimonio dell’UNESCO, Carcassone è famosa per la sua cittadella, la quale vanta numerose fortificazioni murarie e diverse torri perfettamente conservate. Se sei di passaggio in queste zone dedica una visita a questa Citè. In questo articolo trovi informazioni utili alla visita di Carcassone e cosa vedere nel borgo medievale più bello della Francia.

Carcassone, cosa vedere

Stupenda è la vista di Carcassone dalla piazzola dell’autostrada sovrastante. Se puoi, fermati qui per fare delle foto dall’alto alla città fortificata, prima di inoltrarti nel suo centro storico. Le sue cinta murarie sono letteralmente incastrate nell’orizzonte e le 52 torri, baluardi di difesa della cittadella, si stagliano verso il cielo con la loro forma elegante e austera al tempo stesso. Lascia volare la fantasia e catapultati al suo interno, viaggiando indietro nel tempo, e immagina di passeggiare tra i suoi vicoletti antichi e la sua gente durante il periodo medievale. 

Entra da Porta Narbonne

Entrando dal ponte levatoio di Carcassone puoi accedere al vecchio centro storico, chiamato “intra muros”. Nella cinta muraria di Carcassone trovi ben quattro porte che, nell’arco dei secoli, hanno permesso sia all’esercito che ai cittadini del borgo di entrare e uscire, mantenendosi comunque al sicuro. La più pittoresca tra queste è Porta Narbonne. Si apre tra due torri gemelle e per arrivarci devi oltrepassare un piccolo ponte levatoio in pietra e legno al di sotto del quale puoi vedere il vecchio fossato. Porta Narbonnaise deve il nome alla sua posizione strategica. Uscendo dalla porta infatti, se hai una buona vista e l’aria è rarefatta, potresti riuscire a vedere la città di Narbonne. 

Carcassone, cosa vedere nella città medievale della Francia
Fermarsi a Carcassone significa fare un viaggio nel tempo. Passerai il tempo ad immaginare soldati nascosti dietro i merli delle mura, le dame in passeggiata e le donne della borghesia intente a fare il bucato.

Visita la Basilica di Saint Nazaire

Una volta entrato nel bellissimo borgo medievale, oltre a goderti l’atmosfera suggestiva delle antiche stradine e delle botteghe tipiche, non perderti assolutamente una visita alla Basilica di Saint Nazaire. E’ un edifico dei primi del Novecento edificato in stile romanico ma contornato da vari richiami gotici, come le vetrate riccamente colorate o gli intarsi della navata.

Carcassone, cosa vedere nel borgo medievale della Francia
Inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1997, oggi Carcassone è una piccola cittadina della provincia francese, abitata da circa 50.000 abitanti, ma visitata ogni anno da ben 2.000.000 di turisti.

Entra nello Chateau Comtal

La Chateau Comtal invece è uno dei monumenti più famosi di Carcassone. E’ un prezioso castello commissionato nei primi del ‘900, circondato da 14 torri poste nelle mura esterne e addirittura 24 torri all’interno. Comprende anche una basilica e una piccola chiesa. Al suo interno si trova il Musee Lapidaire, che ospita raccolte di scavi effettuati sul territorio della città e nei dintorni. Non meno importante, anzi, fortemente suggestivo, è il Théàtre de la citè. Si trova proprio alle spalle della basilica di Saint Nazaire ed è un anfiteatro all’aperto che ospita grandi eventi, soprattutto durante la stagione estiva. 

Fai un salto al Museo dell’Inquisizione

Una visita al Museo dell’Inquisizione è immancabile se ti trovi in visita a Carcassone. E’ un’atroce testimonianza della brutale repressione da parte degli enti ecclesiastici medievali verso eretici, streghe e disertori. Al suo interno custodisce strumenti di tortura usati dai tribunali religiosi dell’epoca, alcuni dei quali davvero raccapriccianti. Ogni reperto è accompagnato da un’accurata didascalia che ne racconta l’uso e la funzione. Puoi addirittura percorrere il percorso riservato agli eretici, dal processo alle torture, fino ai più infidi metodi di uccisione. Non è un museo adatto a persone facilmente impressionabili, ne tantomeno ai bambini. Con i più piccini puoi visitare invece il Museo della Scuola, che ricostruisce le antiche aule scolastiche francesi. Al suo interno puoi vedere calamai e libri antichi, nonchè cimentarti con la scrittura con la piuma d’oca. 

carcassone, cosa vedere con i bambini nel borgo medievale della Francia
Lo sapevi che il famoso film “Robin Hood, principe dei ladri” con Kevin Costner fu girato proprio qui? Il Museo della cavalleria e delle armi Medievali, conserva anche le armi utilizzate durante le riprese. Facci un salto!

Vai ad ammirare il Pont Vieux

Dal Pont Vieux, il ponte vecchio, puoi avere una prospettiva meravigliosa su Cacassone. Per arrivare al punto panoramico devi percorrere il ponte per la sua lunghezza, ossia per 225 metri, oltrepassando così il fiume Aude, dalle sfumature turchesi. 

Il Pont Vieux è monumento nazionale dal 1926 ed è composto da 12 arcate che, nel tempo, hanno subito diversi crolli e altrettanti restauri, perdendo dunque la conformazione originaria. E’ anche un tratto dell’itinerario del Cammino di Santiago de Compostela, motivo per cui ti capiterà di incontrare sul ponte numerosi pellegrini, in ogni stagione.

Raggiungi la chiesa di Notre Dame de la Santè

Percorrendo Pont Vieux noterai immediatamente la chiesa di Notre Dame de la Santè, anch’essa tappa fugace del Cammino di Santiago. Anticamente era la cappella dell’ospedale di Carcassone e la sua costruzione pare risalga al periodo rinascimentale. Le parti basse dell’edificio sono rovinate dalle inondazioni del fiume sottostante, ma nonostante la sua facciata austera e dismessa custodisce tra le mura deliziose decorazioni, come la statua raffigurante la Madonna con bambino. Fermati in questa chiesa e rispettane il silenzio, reso poetico dalla luce del sole che, filtrata dalle vetrate colorate, crea un’atmosfera ovattata e misteriosa. 

Non tralasciare la Bastide Saint-Louis, la Città Bassa

Al di la delle cittadella fortificata, pittoresca e intrigante, Carcassone vanta una zona fuori le mura altrettanto fascinosa che vale la pena visitare. Fuori dal nucleo medievale infatti la città si apre su stradine acciottolate, costeggiate da eleganti abitazioni e da numerose botteghe. Fortemente voluta da re Luigi IX, dal quale prende il nome, la Bastide Saint-Louis ha iniziato ad ampliarsi sulle rive del fiume Aude nei primi anni del 1200. Presenta una pianta regolare che si sviluppa intorno a Place Carnot, fulcro della vita sociale e economica della città. Qui infatti va in scena un delizioso mercato cittadino e anticamente era meta di artisti illustri, come Balzac e Stendhal, in cerca di ispirazioni. Al centro della piazza trovi una bellissima fontana in marmo che sfoggia una magnifica statua del Dio Nettuno. Puoi ammirarla da uno dei tanti dehors sparsi sulla piazza, mentre ti delizi con caffè caldo e piccola pasticceria francese. 

Consigli per la visita a Carcassone

Per calarti completamente nell’atmosfera medievale di Carcassone ti comnsiglio di trovare un albergo “intra muros”, e dormire dentro la cinta muraria.

I periodo ideali per visitare il borgo medievale sono la primavera e l’autunno, stagioni in cui grazie al clima mite puoi riuscire a passeggiare in tranquillità per le sue strade. In estate il flusso turistico diventa enorme e difficilmente riusciresti a vedere tutto in un giorno. Se hai a disposizione solo il periodo estivo per viaggiare sappi che il 14 luglio a Carcassone si festeggia la presa della Bastiglia, per cui la città si veste a festa regalando spettacoli pirotecnici, meravigliose illuminazioni ed eventi a tema. 

A Natale invece Carcassone si riempie di lucine colorate e di mercatini tipici e diventa un grande presepe a cielo aperto. le temperature però sono spesso proibitive, quindi se viaggi con i bambini e temi il freddo non è la meta adatta a te. 

carcassone, cosa vedere con i bambini nel borgo medievale della Francia
Carcassone è piena di graziose botteghe, bar e taverne, avvolte in un’ atmosfera antica sospesa nel tempo.

Cosa mangiare a Carcassone

In questo magico borgo medievale ci sono numerose brasserie dove hai il piacere ( o il dispiacere?) di divedere il tavolo con degli sconosciuti. Nel borgo di Carcassone si consumano molto piatti a base di lepre e di patè d’anatra e, nonostante io non sia un amante della carne in generale, devo dire che sono preparati in maniera eccelsa. Il Cassoulet è il piatto tipico di questa regione. Viene preparato con fagioli bianchi, confit d’anatra (o oca, a seconda dei casi), stinchi e costine di maiale, salsicce di Tolosa e cotenne. Lo puoi gustare in tutti i ristoranti del borgo. Da non perdere assolutamente!

Dove parcheggiare per visitare Carcassone

Se arrivi in auto a Carcassone puoi usufruire del grande parcheggio a pagamento che si trova proprio all’ingresso della Porta Narbonne. Il parcheggio, data la vicinanza alla città, è abbastanza caro. Ma se hai voglia di fare quattro passi puoi invece parcheggiare nella città bassa, a ridosso del monte, e fare una bella passeggiata lungo le mura della città antica.

 

Castelvecchioa Verona è un antico maniero fortificato fatto edificare da Cangrande II, Signore della città, a metà del 1300. Aveva la duplice funzione di residenza signorile e di presidio difensivo e per questo motivo presenta al suo interno due nuclei abitativi: la Piazza d’Armi e la Reggia Scaligera. Nel centro si innalza la Torre del Mastio, costruita qualche anno più tardi per poter accedere al Ponte Scaligero sull’Adige. Ma come mai Cangrande fece costruire una torre che collegasse Castelvecchio al ponte? Scopriamolo insieme in questo articolo. 

Castelvecchio a Verona. Visita al museo della Rocca Scaligera con i bambini
Il meraviglioso cortile di Castelvecchio vanta nel centro un solo vezzo: una fontana a forma di cane, simbolo di fedeltà.

Castelvecchio a Verona

Castelvecchio è una delle tappe più interessanti da fare in città, anche con i bambini al seguito. Si tratta di uno dei monumenti più imponenti di Verona e ha tante storie da raccontare. Il primo nome assegnato a questo maniero è San Martino in Aquaro, ispirato sicuramente alla vicinanza al fiume Adige. Il nome Castelvecchio arriva dopo il trasferimento della corte Viscontea sulla collina di San Pietro, in un nuovo castello più grande e più importante.

Conosci la storia di Castelvecchio?

A metà del 1300, in un’epoca di tumulti e di guerriglie, Cangrande II decide di far edificare una fortezza in cui trasferire la sua corte, per tenerla al sicuro. Aveva in mente un progetto ben definito, che comprendesse sia una dimora signorile che un sistema difensivo, che comprendesse una piazza d’armi. Fa proteggere la Reggia Scaligera da un cortile con doppie mura, al centro del quale fa erigere un’altissima torre, la famosa Torre del Mastio, che collega Castelvecchio al ponte Scaligero, assicurando così al regnante e alla sua corte una via di fuga verso le campagne in caso di attacchi nemici. 

Castelvecchio a Verona. Visita al museo della Rocca Scaligera con i bambini
Dai camminamenti di Castelvecchio puoi avere una bellissima visuale sull’Adige e sui suoi ponti, soprattutto su quello Scaligero.

L’unica vezzo del castello è una fontana a forma di cane, simbolo di fedeltà assoluta, che ancora oggi troneggia nel centro del cortile. 

Dopo la caduta degli Scaligeri Castelvecchio è adibito dai veneziani a deposito di armi per poi passare, qualche decennio più tardi, nelle mani dei dominatori francesi e austriaci che lo utilizzano come caserma militare. Agli inizi del 1900, con un importante restauro, si aggiungono elementi architettonici tardogotici e rinascimentali e si ripristinano anche le merlature e le coperture delle torri andate perse durante il periodo napoleonico. 

Il processo di Verona

Nel 1944 Castelvecchio diventa sede del famoso Processo di Verona, grazie al quale sono condannati a morte alcuni gerarchi fascisti e lo stesso Galezzo Ciano, genero di Benito Mussolini. Poco dopo il maniero viene bombardato e subisce importanti perdite. Negli anni ’50 l’architetto veneziano Carlo Scarpa lo riporta a nuova luce, recuperando i materiali originali del castello e sostenendo questi ultimi con strutture in cemento e acciaio, donando alla struttura una nuova invidiabile facciata.

Visita il museo civico di Castelvecchio a Verona

Ad oggi questo meraviglioso castello di epoca medievale ospita il museo civico e custodisce importanti collezioni di arte medievale, rinascimentale e moderna. Le sale che espongono le preziose opere d’arte e i numerosi reperti storici sono ben 29. Il museo accoglie anche monete, medaglie e stampe in gabinetti specializzati, nonchè dipinti e numerose sculture, bronzi, mobili e collezioni etnografiche di grande pregio. Oltre alle sale espositive Castelvecchio vanta fototeche, sale per mostre temporanee e per laboratori artigianali e un punto vendita con libri e cataloghi dedicati. La riapertura dei camminamenti di ronda della corte d’armi ha reso ancora più affascinante il percorso museale, portando il visitatore in una passeggiata immersiva tra storia, arte e architettura.

Perché visitare Castelvecchio con i bambini

Il percorso museale di Castelvecchio si snoda tra le sue mura merlate e i suoi camminamenti, tra il giardino e la Torre del Mastio. La visita è un’esperienza unica da fare anche con i bambini perchè le varie opere d’arte si integrano alla perfezione con il contesto strutturale dell’edificio, non risultando mai pesanti. Dalle sale luminose degli allestimenti è possibile uscire e proseguire sul percorso esterno in più punti, creando un itinerario dinamico che spazia dai panorami ai dipinti in un turbinio di colori e reperti preziosi. Le sculture medievali poi sono sempre fascinose agli occhi dei bambini, ammaliati da armature, affreschi imponenti e monete antiche. 

Informazioni utili e prezzi

Per accedere all’area museale di Castelvecchio bisogna pagare un biglietto di 6,00 € e non è necessaria la prenotazione. Il Museo è aperto tutti i giorni dalle ore 8:30 alle ore 19:30. Il Lunedì invece segue solo l’orario pomeridiano, ossia dalle or 13:30 alle ore 19:30

Verona racchiude testimonianze storiche, culturali ed artistiche di grande rilevanza, avvolte da un’allure decisamente romantica. Da secoli infatti Verona è catalogata come “città dell’amore” grazie alle famose vicende shakespeariane di Romeo e Giulietta. La città però è altresì chiamata “Porta d’Italia” poichè, grazie alla sua favorevole posizione, è al centro delle principali vie di comunicazione non solo nazionali ma anche europee. Gran parte dell’economia di questa città si basa proprio su queste bellezze monumentali e sul turismo romantico che, inevitabilmente, si concentra attorno alla storia dei due sfortunati amanti, Romeo e Giulietta. Scopriamo insieme quindi cosa vedere a Verona in 1 giorno, passeggiando con i bambini.

Cosa vedere a Verona in 1 giorno

Non credere che a Verona ci sia da vedere solo il balcone della cara Giulietta. La città riesce ad avvolgere il visitatore con altre attrazioni, portandolo tra le sue caratteristiche viuzze, nelle grandi piazze affollate, nei locali in cui degustare i piatti della cucina tipica locale accompagnati dagli ottimi vini prodotti nei territori circostanti.

Sei mai stato al Vinitaly?

A Verona infatti ogni anno si svolge una delle manifestazioni dedicate al mondo del vino più importanti del mondo: il Vinitaly. Questa famosa fiera internazionale di vino e di enologia si tiene ogni anno proprio a Verona, presso Veronafiere. Puoi partecipare al Vinitaly includendo questo evento nel tuo itinerario a Verona, visto che puoi spostarti dalla città verso il centro fieristico  sia in auto che con le navette gratuite messe a disposizione per l’occasione, oppure utilizzando gli autobus di linea ATV. Quest’anno la 55esima edizione del Vinitaly partirà il 2 aprile per concludersi il 5 aprile. La fiera sarà aperta dalle 9.30 alle 18.00. Per mantenere lo standard professionale di questa manifestazione, l’accesso è consentito solamente ad operatori specializzati e maggiorenni.

Vai a vedere l’Arena di Verona

La famosa Arena di Verona è il monumento simbolo della città, assieme alla casa di Giulietta, ed è sicuramente la prima cosa che vorrai vedere una volta arrivato in città. Questo Anfiteatro Romano, costruito attorno al I secolo d.C., era destinato agli spettacoli tra gladiatori e animali e prende il nome dalla sabbia, la “rena” appunto, che si trova nella parte centrale della struttura, ossia sul campo dove si svolgevano gli spettacoli. L’esterno è completamente rivestito di mattoni e pietra di Verona, un granito di colorazione rossastra prevalentemente argilloso, che viene estratto proprio in questi territori. I maestosi interni, con gradinate concentriche, danno un meraviglioso effetto visivo e acustico per cui tuttora l’Arena è uno dei più richiesti palcoscenici mondiali. 

Pranza al sole in Piazza Bra

L’Arena di Verona troneggia in Piazza Bra, una delle piazze più grandi d’Europa. Il nome Bra infatti deriva dal tedesco breit, che significa appunto “largo”. In questa piazza, caratterizzata da eleganti pavimenti di marmo rosa della Valpolicella, i local amano passeggiare, ritrovarsi nei bar, usufruire delle panchine al fresco degli alberi. Piazza Bra è costeggiata da molti locali in cui fermarsi a prendere un caffè o a fare un aperitivo, ma anche di ristoranti in cui provare piatti tipici del territorio. Alcuni sono forse troppo turistici, pensati per gli stranieri, con menù classici contenenti lasagne e pasta al ragù, piatti tipici della penisola fortemente apprezzati all’estero. Ma se cerchi bene puoi riuscire a trovare anche bistrot che propongono prelibatezze locali. 

In Piazza Bra trovi anche la sede del Municipio di Verona, Palazzo Barbieri, e il Palazzo della Gran Guardia dove spesso vengono organizzate mostre temporanee e eventi. 

Cosa vedere a Verona in 1 giorno

Tocca la tetta di Giulietta

Un altro posto gettonatissimo di Verona è sicuramente il balcone di Giulietta, custode di una delle scene più belle della tragica vicenda dei due amanti nati dal genio di William Shakespeare. L’edificio si trova proprio nel cuore del centro storico della città, in un delizioso cortile dove troneggia la statua in bronzo di Giulietta. Pare che toccare un seno della celeberrima eroina shakespiriana porti molta fortuna in amore. L’unico neo è la fila da affrontare per poter arrivare alla statua e scattare la foto di rito. Sul cortile si affaccia anche il famoso balcone dal quale i due amanti si scambiavano promesse d’amore. La casa è visitabile ed è una tappa quasi obbligata se ti trovi in vacanza a Verona, nonostante sia diventata una specie di trappola per turisti. 

Meno famosa invece è la casa di Romeo, ad oggi abitazione privata, che si trova invece nelle vicinanze delle Arche Scaligere. 

Visita le Arche Scaligere

Le Arche Scaligere rappresentano un complesso funerario edificato nelle vicinanze della Chiesa di Santa Maria Antica, a Verona. Sono una straordinaria testimonianza di architettura gotica e sono state create per accogliere le spoglie di alcuni membri della famiglia scaligera. Le Arche infatti sono le tombe monumentali di alcuni rappresentanti di spicco della famosa casata, tra le quali si trova quella dedicata al più famoso Signore di Verona, Cangrande. Visitare le Arche Scaligere è un’esperienza da fare assolutamente se ti trovi a Verona, poichè sono ritenute delle opere d’arte monumentali più significative dell’arte gotica in Italia. 

Passeggia in Piazza dei Signori

Poco distante dalle Arche Scaligere trovi Piazza dei Signori, da sempre fulcro della vita sociale ed economica della città. La piazza è circondata da edifici monumentali collegati tra loro tramite portici e meravigliose arcate e nel centro si innalza la statua dedicata a Dante Alighieri, che trovò rifugio proprio a Verona dopo essere stato esiliato dalla sua città natale, Firenze. Puoi provare a percorrere la piazza lungo il suo perimetro per incontrare man mano i vari palazzi che la rendono così popolare.

Entrando dall’Arco della Costa infatti trovi subito la Domus Nova, oggi sede civile nota come Palazzo dei Giudici, per poi incontrare la Loggia del Consiglio, il Palazzo degli Scaligeri e il Palazzo del Capitanio, collegato da un arco al Palazzo della Ragione.

Qui puoi salire anche sulla famosa Torre dei Lamberti e raggiungere le sue terrazze panoramiche e la cella campanaria, salendo per ben 368 scalini! Per i più pigri invece c’è un comodo ascensore panoramico che permette ugualmente di ammirare le meraviglie architettoniche della torre. Anch’esso arriva sulla terrazza panoramica dalla quale puoi avere una strepitosa vista sulla città. 

Vai al mercato di Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe è la più antica piazza di Verona, fulcro della vita economica e sociale della città. Ospita un folkloristico mercato di frutta e verdura e diventa un luogo di incontro per i veronesi che qui si recano per fare la spesa, ma anche per regalarsi qualche momento di relax sfruttando i numerosi locali che attorniano la piazza. La sera poi questo posto diventa il salotto per eccellenza della città, tra musica e aperitivi. 

Qui trovi Palazzo Maffei, un edificio barocco che sfoggia meravigliose statue di dei greci, come Ercole e Minerva. Merita una visita anche la Casa dei Mercanti, che adesso è la sede della Banca Popolare di Verona. Al centro della piazza puoi ammirare il Capitello, una Tribuna usata in passato per le cerimonie di insediamento dei nuovi podestà o dei pretori. 

cosa vedere a Verona in 1 giorno con i bambini
Il mercato di Piazza delle Erbe è un punto di incontro cittadino. I residenti, così come i turisti, amano visitare Piazza delle Erbe ogni mattina. Qui trovi infatti un’ampia scelta di souvenir ma anche verdura e frutta fresca di stagione!

Visita Castelvecchio, l’antica fortezza della città

Castelvecchio è l’antica fortezza di Verona, fatta edificare da Cangrande II della Scala per proteggere la sua Signoria dai pericoli esterni o da sollevazioni popolari. Dopo la caduta degli Scaligeri diventa un deposito di armi di dominio veneziano, per poi diventare una caserma durante la dominazione francese della zona. Restaurato completamente nei primi decenni del 1900 Castelvecchio si divide in due importanti nuclei: la Piazza d’armi e la loggia signorile, reggia degli Scaligeri. Al centro del grande cortile si innalza la Torre del Mastio, punto di accesso al Ponte Scaligero sull’Adige. Pare infatti che Cangrande, facendo costruire questo ponte, si fosse assicurato una via di fuga verso le campagne in caso di assalti improvvisi. 

Oggi puoi visitare Castelvecchio e il suo museo d’arte medievale, rinascimentale e moderna. La visita è interessante poichè tra le mura del castello sono custoditi capolavori come la Sacra famiglia del Mantegna e il Ritratto femminile di Rubens, oltre a regalare affacci panoramici sui ponti più belli di Verona. 

Cosa vedere a Verona in 1 giorno

Affacciati sui ponti della città

Verona è letteralmente tagliata in due sezioni dal fiume Adige e quindi i ponti sono sempre stati essenziali per potersi muovere da un capo all’altro della città. Affacciandoti da Castelvecchio hai una visuale stupenda sul Ponte Scaligero, costruito nelle seconda metà del 1300 con tre arcate diverse tra loro, voluto come già detto da Cangrande II per assicurare una via di fuga alla sua corte in caso di attacchi. Distrutto durante i bombardamenti dei nazisti in ritirata, è stato ricostruito nel dopoguerra con pietre e mattoni originali recuperati nel fiume. Stesso destino è stato riservato ad altri sette ponti di Verona che, distrutti dalle bombe, sono stati rialzati con materiali recuperati sui fondali dell’Adige. Il Ponte più antico della città è il Ponte di Pietra, risalente all’epoca romana, che ancora oggi collega il teatro Romano con il centro di Verona. 

cosa vedere a Verona in 1 giorno con i bambini
Dagli affacci di Castelvecchio puoi avere una visuale straordinaria non sono sulla città, ma anche sui suoi ponti, primo tra tutti quello Scaligero.

Perchè vedere Verona con i bambini

Verona è la città perfetta da visitare con i bambini, in ogni stagione e in ogni giorno della settimana. Il centro storico è completamente chiuso al traffico e ci sono tantissime piazze, aree verdi e molti musei che è possibile vedere insieme ai più piccoli, facendo esperienze che coinvolgono dunque tutta la famiglia. Passeggiando tra le viuzze caratteristiche di Verona e tra i suoi più importanti edifici possono scoprire e imparare la storia millenaria della città, focalizzando l’attenzione anche sui piccoli dettagli che spesso passano inosservati. Fai aguzzare loro la vista aiutandoli a cercare stemmi di famiglia e iscrizioni sulle facciate dei palazzi, sui tombini, nei vicoli. La città ne è piena. Verona ha tante cose da raccontare a chiunque voglia ascoltare le sue storie millenarie. Un motivo in più per esplorare questa meravigliosa città a passo lento, mano nella mano. 

 

Situatonel cuore di Foligno, in una delle piazze più importanti della città, Palazzo Trinci è un iconico edificio fatto costruire dalla famiglia di cui porta il nome. E’ stato edificato tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400 per volere di Ugolino Trinci e per un centinaio di anni è stata la sede della signoria dei Trinci, allora governanti della città. Una visita a questo palazzo, finemente decorato, è obbligatoria se ti trovi a Foligno o nelle vicinanze poichè ospita anche importanti raccolte archeologiche e artistiche. Opere che sono custodite nel Museo che dal 2000 è ospitato nel Palazzo simbolo della città. 

Palazzo Trinci, cosa vedere a Foligno con i bambini

Palazzo Trinci

Una della peculiarità di Palazzo Trinci sono proprio i suoi interni decorati, meravigliose testimonianze tardogotiche che hanno caratterizzato l’edificio già ai tempi della sua costruzione. Il cortile interno non è da meno. Vanta una splendida scala gotica affrescata e decorata con deliziose geometrie che attira immediatamente l’attenzione del visitatore. Le diverse ristrutturazioni architettoniche che il palazzo ha ricevuto nel corso dei secoli sono tangibili in ogni ambiente, soprattutto nelle sale del secondo piano che custodiscono gli affreschi più belli e interessanti. 

Palazzo Trinci, cosa vedere a Foligno con i bambini
Palazzo Trinci si sviluppa intorno ad un grande cortile principale e due minori. La corte con pozzo presenta la Scala Gotica, raccordo verticale tra i tre livelli dell’edificio e perno strutturale attorno cui ruotano gli spazi decorati con disegni geometrici.

Conosci le Sette età dell’uomo?

Per dare un tocco di stile unico nel suo genere i Trinci hanno chiamato Gentile da Fabriano per decorare le sale del Palazzo. Della messa in opera del grande maestro la Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti è senza dubbio la più pittoresca. In quest’area sono infatti rappresentate le personificazioni delle arti del Trivio, ossia la Grammatica, la Dialettica e la Retorica, e del Quadrivio, e quindi della Geometria, dell’Aritmetica, della Musica e dell’Astronomia. Preziose anche le raffigurazioni dei Sette Pianeti. Ma cosa stanno a significare?

Le sette arti rappresentano le sette età dell’uomo, ciascuna delle quali è influenzata da un pianeta e dedita all’apprendimento di un’arte. Il tema delle età dell’uomo continua nel lungo corridoio che collega Palazzo Trinci al Duomo, devi solo seguirne la scia.

Al secondo piano trovi anche la Sala dei Giganti. Qui sono raffigurati eroi della storia Romana, da Romolo a Traiano, passando per Cicerone e Catone, abbigliati però secondo lo stile rinascimentale. Rappresentano i grandi miti dell’Antica Roma, scelti da Ugolino Trinci come grandi esempi di governatori ideali, virtuosi e carismatici. 

Palazzo Trinci. Visita la Pinacoteca Civica e il Museo Archeologico

A Palazzo Trinci trovi anche la Pinacoteca Civica, articolata su tre sezioni dedicate rispettivamente al ‘300, al ‘400 e al ‘500. Raccoglie numerose reliquie provenienti da edifici ecclesiastici e da ex conventi, chiusi in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del 1863. 

A due passi dalla Pinacoteca trovi il Museo Archeologico. L’area museale è molto piccola ma espone reperti molto importanti, risalenti all’epoca romana e appartenenti alla storia umbra, raccolti negli anni dalla famiglia Trinci. Altrettanto piccolo e interessante è il Museo multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi. Qui trovi anche notizie sulla Giostra della Quintana di Foligno, una rievocazione storica molto cara alla popolazione che sfocia in sontuose sfilate in abiti barocchi, in eventi gastronomici e, appunto, nella Giostra di cavalli e cavalieri che si contendono il Palio.

Passeggia nel cortile esterno

Le modifiche apportate a Palazzo Trinci nel corso degli anni sono visibili soprattutto all’esterno. La facciata ad esempio è stata ristrutturata a meta del 1800, dopo un forte terremoto che ha colpito la zona. Presenta colonne decorative ed una specie di cavalcavia che si protende alla cattedrale, sicuramente un accesso che metteva in comunicazione anticamente i due edifici.

Anche l’ampio cortile esterno, caratterizzato da una bellissima scala laterale, ha subito modifiche in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. E’ caratterizzato da bellissimi portici e da grandi volte a crociera. Ulteriori ristrutturazioni sono di recente fattura e sono seguite al terremoto che ha interessato la zona nel 1997. 

Perchè vedere Palazzo Trinci a Foligno

Palazzo Trinci è uno degli edifici più famosi di Foligno e risulta essere una delle dimore storiche tardogotiche più interessanti del centro Italia. Si trova in posizione centrale, nel fulcro del centro storico della città. Nelle vicinanze trovi il Duomo di San Feliciano, il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà, risalente al 1200, nonchè la ex Chiesa della SS.Trinità, che custodisce una delle opere d’arte più straordinarie del tardo Novecento: la Calamita Cosmica. Gli interni di Palazzo Trinci sono davvero incantevoli e affascinano anche i bambini per la preziosità dei dettagli e per i colori usati. Inoltre tra le sue mura vengono spesso organizzate mostre temporanee.

Dal 7 dicembre al 4 giugno 2023 ad esempio a Palazzo Trinci puoi visitare la mostra I Love Lego, dedicata a tutti gli appassionati di mattoncini Lego. Nelle stanze del palazzo trovi sette enormi diorami contenenti riproduzioni in scala di diverse ambientazioni. Puoi passeggiare infatti tra pirati dei Caraibi e tornare indietro nel tempo, tuffandoti in un diorama dedicato alla Seconda Guerra Mondiale. Tutte le ambientazioni sono realizzate su decine di metri quadrati con oltre mezzo milione di mattoncini!

Prezzi e orari

Palazzo Trinci è visitabile da gennaio a giugno e da ottobre a dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Nei mesi di luglio e settembre apre dal martedì alla domenica con orario continuato, a partire dalle 10:00 fino alle 19:00. Il mese di agosto segue gli stessi orari e rimane aperto tutta la settimana, lunedì compreso.

Il costo del biglietto intero è di 6,00 €, mentre il ridotto, per i bambini dai 6 ai 18 anni, è di 3,00 €. L’ingresso è gratuito per i bambini dai 0 ai 3 anni.
Per vedere I love Lego invece il costo del biglietto è di 12, 50 € mentre il ridotto 10,00 €.

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 0742 330 584 /585

 

 

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Uno dei borghi più autentici da visitare in Umbria è indubbiamente Foligno. Una cittadina in provincia di Perugia che merita di essere esplorata a piedi o in bicicletta, in modalità lenta, alla scoperta dei tesori medievali e rinascimentali che custodisce nel suo centro storico. In questo articolo trovi tanti consigli utili su cosa vedere a Foligno in 1 giorno, anche con i bambini.

Foligno. Cosa vedere in 1 giorno

Foligno si trova a metà strada tra Assisi e Spoleto e per la sua posizione privilegiata anticamente veniva considerata come il “centro del mondo”. Ovviamente considerando il mondo conosciuto nel periodo romano e medioevale, ossia relativo al bacino mediterraneo. Rientra tra le città più grandi della regione ed è uno dei borghi medievali più belli in cui fermarsi durante un viaggio on the road in Umbria. Meta perfetta, tra l’altro, per chi ama i luoghi poco turistici e desidera passeggiare indisturbato tra storia e arte.

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Foligno racchiude monumenti di grande interesse che svettano su vie e piazze di particolare bellezza. La chiesa più importante della città è la Cattedrale di San Feliciano. Edificata in stile barocco vanta preziosi dettagli neoclassici, e custodisce al suo interno opere del Corraduccio e di Canova. Sulla facciata spiccano decorazioni rappresentanti i segni zodiacali, i quattro evangelisti e una statua di Federico Barbarossa protetto da due grifoni. In Piazza della Repubblica, cuore pulsante della città di Foligno, si trovano poi il Duomo, il Palazzo Comunale e il Palazzo Trinci, che merita assolutamente una visita.

Entra a Palazzo Trinci

Palazzo Trinci è una delle dimore storiche più importanti d’Italia ed è il risultato di una serie di ristrutturazioni realizzate verso la fine del 1300 da Ugolino Trinci su palazzi preesistenti. La Loggia affrescata che riproduce la fondazione di Roma si raggiunge tramite un’antica scala gotica e da qui è possibile poi raggiungere le diverse sale dell’edificio. Nella Sala delle Arti e dei Pianeti ad esempio, bellissima da visitare con i bambini, sono rappresentate le arti liberali, ossia la Gramatica, l’Aritmetica, l’Astronomia etc.., i sette pianeti e le sette età dell’uomo ognuna delle quali influenzata da uno specifico pianeta e predisposta all’apprendimento di un’arte. Attualmente Palazzo Trinci ospita la Pinacoteca, il Museo Archeologico e il Museo Multimediale delle Giostre e Tornei.

Foligno, cosa vedere. Visita Palazzo Orfini

Palazzo Orfini è un elegante edificio del 1500 che oltre ad ospitare il Museo della Stampa raccoglie numerose testimonianze relative alla produzione della carta a partire dal 1400 ad oggi. Originariamente sede della famiglia Orfini, ricchi zecchieri pontifici, divenne sede della prima tipografia italiana. Qui venne stampata la prima edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri, nel 1472.

Ammira Palazzo del Podestà

Altro edificio storico di grande interesse è il Palazzo del Podestà, che si trova proprio nelle vicinanze del Duomo di Foligno. L’edificio presenta una loggia dotata di cinque archi in cui sono incastonati dei dipinti ritraenti la Giustizia, la Temperanza, la Prudenza e la Fortezza: le quattro virtù che un buon podestà avrebbe dovuto avere per poter governare al meglio la città. In passato il Palazzo del Podestà era unito a Palazzo Trinci da un arco in pietra e dinanzi ad esso è ancora possibile ammirare, protetto da una vetrata, il vecchio Pozzo dei Miracoli risalente al periodo medievale. 

Foligno, cosa vedere i 1 giorno. Visita le sue chiese

Numerose sono le chiese di Foligno e difficilmente si riesce a vederle tutte nell’arco di una giornata. La più antica della città è la Basilica di Santa Maria Infraportis che risale all’anno mille. Edificata in pietra bianca e rosa la sua facciata è arricchita da un portico al quale negli anni successivi sono state aggiunte quattro colonne. L’interno è caratterizzato da tre navate e sulle colonne e sulla pareti sono ben visibili antichi affreschi.  Il Santuario della Madonna del Pianto invece, situato in via Garibaldi, costituisce il Duomo vicario. La sua facciata è in stile neoclassico ed ha annesso un convento neogotico che fu sede di frati Agostiniani. Fuori dal centro storico invece trovi l’Abbazia di Sassovivo, fondata da monaci benedettini nel XI secolo e immersa in una cornice naturale davvero molto particolare. E’ una cosa da vedere a Foligno per vivere la sua storia millenaria. 

Hai mai sentito parlare della Calamita Cosmica?

A Foligno, precisamente nella ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata, è custodita una delle opere d’arte più stravaganti e inquietanti del Novecento: la Calamita Cosmica.

E’ la riproduzione di uno scheletro umano, con un particolare naso a becco. Il suo nome deriva molto probabilmente dall’asta dorata che parte dalla falange della mano, che dovrebbe rappresentare un magnete che collega la scultura al Cosmo. E’ il luogo perfetto da visitare con i bambini, attratti dalla mole della struttura e dalla storia che le ronza attorno. Se ti trovi in vacanza a Foligno devi necessariamente farci un salto.. ah! Puoi girare tra le sue ossa, ma miraccomando a non saltarci intorno!

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
La Calamita Cosmica è un’opera monumentale di Gino de Dominicis, uno dei più emblematici esponenti dell’arte contemporanea del Novecento.

Perchè fermarsi a Foligno con i bambini

Foligno è una delle città più importanti dell’Umbria ed è letteralmente incastonata in una deliziosa vallata della regione, attraversata dal fiume Topino. Rispetto ai restanti borghi dell’Umbria Foligno si trova in pianura ed è quindi facilmente visitabile a piedi o addirittura in bicicletta. Il centro storico è chiuso al traffico e ideale se si viaggia con i bambini. Anche se poco turistica la cittadina è molto animata, soprattutto la sera quando nelle piazze si riversano gli abitanti e i turisti alla ricerca di locali dove fare un aperitivo o cenare. Ai monumenti storici si alternano suggestive strade ed eleganti piazze costeggiate da ristoranti, negozi e botteghe tipiche. Foligno è la meta ideale se desideri passare una giornata immerso nella cultura millenaria non tralasciando lo svago e il divertimento. 

 

La Calamita Cosmica è una scultura monumentale che rappresenta un enorme scheletro umano, con una originale particolarità. Al posto del naso infatti porta un grande becco di uccello. Opera del più grande esponente dell’arte contemporanea italiana, Gino de Dominicis, artista provocatorio ed enigmatico, la Calamita Cosmica è esposta a Foligno in mostra permanente, nella locali della ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata.

La Calamita Cosmica

La Calamita Cosmica di de Dominicis è senza ombra di dubbio la scultura più importante dell’arte contemporanea italiana, un capolavoro eseguito in gran segreto, durante un ritiro dell’artista durato circa vent’anni. L’opera, lunga 24 metri, alta 4 e larga 9 metri, riproduce in maniera perfetta lo scheletro di un essere umano con un lungo naso a becco d’uccello. Perchè dunque si chiama Calamita Cosmica? Il nome deriva dall’asta dorata che parte da una delle falangi dello scheletro e si proietta verso il cielo, una specie di magnete indirizzato verso l’universo.

Scultura arcana?

La Calamita Cosmica è realizzata completamente in vetroresina, gesso e polistirolo, lavorati su una struttura di ferro. La sua terrificante possenza, la sua forma e la sua realizzazione rimangono comunque avvolte in un mistero. Forse proprio per l’enigmatica indole dell’autore l’opera può provocare sensazione discordanti. Ammirazione certo, ma anche sgomento. Fatto sta che da anni la Calamita Cosmica è meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 

La struttura è molto particolare e ricca di dettagli curiosi, proprio come il naso a forma di becco. Dettaglio già riscontrato in alcune opere di de Dominicis che, forse, aveva piacere a rappresentare le mitiche figure ultraterrene dell’uomo-uccello. Un modo di tendere al divino e/o all’arcano, di connettersi forse con la sua parte più spirituale. La Calamita Cosmica lascia comunque spiazzati, un pò per via delle sue straordinarie dimensioni, un pò per la sua forma alquanto bizzarra. Al suo cospetto non puoi che sentirti minuscolo e farti decine di domande sulla sua creazione, nonchè sulle motivazioni che hanno portato l’artista alla sua realizzazione.

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
Un particolare ricorrente in molte opere dell’artista Gino de Dominicis è il naso a forma di becco.

Chi era Gino de Dominicis

Nato ad Ancona nel 1947, Gino de Dominicis è uno degli artisti italiani più emblematici del Novecento. Pittore, scultore, architetto e provocatore, è stato pioniere di una visione non convenzionale dell’arte. Il suo obiettivo primario era riuscire a riprodurre l’immortalità realizzando opere impossibili, spesso legate ai culti antichi. Massima espressione della sua concezione artistica surreale e semi ironica sono proprio i grandi nasi a becco dei protagonisti delle sue opere. Ha sempre ritenuto il pubblico una presenza superflua, inutile e deleteria per l’arte, la quale aveva le basi per poter esistere anche senza sguardi curiosi o indiscreti. Per lo stesso motivo vietava di far fotografare le sue opere. 

La Seconda soluzione d’Immortalità

Tra i suoi lavori uno in particolare si rivela essere per lui un’arma a doppio taglio. Presenta infatti alla Biennale di Venezia del 1972 un’opera intitolata Seconda soluzione d’Immortalità, protagonista della quale è un ragazzo affetto da Sindrome di Down. Il giovane è seduto immobile in un angolo con davanti a se un cubo invisibile, un ritratto di una palla di gomma nell’atto del rimbalzare e una pietra in attesa di essere spostata. L’intento di de Dominicis non era quello di rappresentare un ragazzo con gravi difficoltà ma di figurare una soluzione di immortalità attraverso un uomo con l’aria di bambino, capace dunque di ingannare il tempo.

Sia il pubblico che la critica hanno accolto questa sua performance come indiscreta e sadica, sollevando non poca indignazione tra gli addetti ai lavori tanto che de Domincis e il suo assistente, Simone Carella, vengono querelati alla Procura della Repubblica di Venezia perché sospettati del reato di sottrazione di persona incapace. L’anno dopo sono assolti perché “il fatto non sussisteva”. 

Dove vedere le opere di Gino de Dominicis

L’autore era, come già detto, famoso per il suo forte rifiuto di far fotografare le proprie opere. Motivo per cui molte delle sue creazioni vengono tramandate esclusivamente tramite testimonianze di amici o di galleristi, senza essere supportate da documenti tangibili. 

Alcune sue opere sono esposte alla GNAM, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, altre le puoi visionare presso il Museo di Capodimonte di Napoli. Alcuni video di de Dominicis inoltre sono conservati nelle videoteche della GAM di Torino. La sua opera più famosa invece, la Calamita Cosmica, è esposta in maniera permanete a Foligno, nella ex Chiesa della Santissima Trinità. Nella stessa Chiesa puoi assistere ad alcune video testimonianze storiche sulle opere e sulla vita dell’artista. Vale la pena prendersi una decina di minuti per conoscere meglio questo emblematico autore tramite i racconti dei critici e dei giornalisti che hanno avuto modo di assistere alle sue performance. 

La Calamita Cosmica e la Chiesa della Santissima Trinità

La Chiesa della Santissima Trinità, restaurata completamente nel 2011, è un vero e proprio gioiello in stile neoclassico, frutto dell’architetto Carlo Murena, allievo del Vanvitelli. Oggi rappresenta il secondo polo museale del Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno e ospita la Calamita Cosmica di Gino de Dominicis. Prima di approdare in maniera permanente a Foligno questa suggestiva opera d’arte è stata esposta in diverse parti del mondo, nonostante la sua mole fosse difficile da gestire, sia nell’assemblaggio che nel trasporto. E’ stata ospite del MAC di Grenoble, del Museo di Capodimonte a Napoli, della Mole Vanvitelliana di Ancona e persino della Reggia di Versailles.

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
La grandezza dello scheletro e i suoi dettagli lasciano il visitatore in un misto di stupore e curiosità.

Perchè vedere la Calamita Cosmica

Una visita alla Calamita Cosmica è assolutamente necessaria se ti trovi in viaggio a Foligno o nelle vicinanze. Hai la possibilità fare due esperienze in una, vista la sua collocazione in una delle Chiese più rinomate del neoclassicismo italiano. La conformazione dell’edificio ti permette inoltre di poter girare attorno allo scheletro e di poter scattare foto da diverse angolature, facendoti accedere anche ad una terrazza rialzata che da una vista a 360° sull’opera d’arte, posta al secondo piano della struttura. Hai modo così di visionare due realtà opposte, distanti nel tempo eppure così vicine, da essere quasi racchiuse in un’unica dimensione. Gli stili contrastanti, classico e innovativo, le due opposte destinazioni, sacro e profano, si sposano in maniera perfetta creando un’attrazione che va oltre le aspettative. 

Camminando accanto alla Calamita Cosmica hai la sensazione di trovarti al centro dell’universo, proiettato verso un punto indefinito del Cosmo che parte da una falange di gesso, posta nel centro di una chiesa del Settecento a forma circolare. La stessa Chiesa della SS, Trinità ha una storia irrequieta quanto quella dell’opera d’arte che ospita. Nata da un ambizioso progetto architettonico ma lasciata incompiuta, nel corso dei secoli è stata luogo di culto, magazzino, rifugio bellico e infine polo museale. Ora la sua destinazione d’uso finale è legata alla famosa Calamita Cosmica di Gino de Dominicis. 

La Calamita Cosmica. Orari e prezzi

Per vedere la Calamita Cosmica puoi acquistare il biglietto di ingresso direttamente presso il polo museale della ex Chiesa della Santissima Trinità. L’edificio si trova nel centro storico della città ed è facilmente raggiungibile a piedi dagli altri punti di maggiore interesse di Foligno.

Il costo del biglietto intero è di 6,00 €, il ridotto di 3,00 €. Puoi accedere alla grande sala che ospita la Calamita Cosmica, visionare le teche contenenti la sua storia e la biografia dell’artista e accedere alla sala dove sono proiettati i video sulle opere d’arte e sulla vita di de Dominicis.

Con lo stesso biglietto puoi accedere al CIAC, il Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, che ha all’attivo ben 25 mostre e ospita la Collezione Permanente di Arte Contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, a pochi metri di distanza dalla ex Chiesa della SS.Trinità. 

  • Orari invernali: da novembre a marzo, sabato, domenica e festivi ore 10:30-13:00/15:00-18:00
  • Orari estivi: da aprile a ottobre, dal giovedì alla domenica e festivi ore 10:30-13:00/15:30-19:00

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