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Una passeggiata nella storia, un tuffo nel passato, un viaggio nella memoria. Siamo a Gaeta, la “città delle cento chiese”. Imponenti e maestose, diroccate, sconsacrate o inglobate in palazzi storici, le numerose chiese della città sono un patrimonio artistico e culturale di grande rilevanza storica e architettonica, un vero e proprio museo a cielo aperto in cui passeggiare ammirandone le meraviglie.

Gaeta.La città delle cento chiese

Gaeta, città prediletta nei secoli da vescovi e papi, è stata baluardo del Cattolicesimo già a partire dall’anno Mille, diventando sede di preziosi luoghi di culto e dimora di notevoli esponenti della Chiesa Cattolica Romana. La “città delle cento chiese” conserva autentiche testimonianze del suo passato fortemente legato alla religiosità, con un numero consistente di santuari e cappelle che ancora oggi sono parte di un prestigioso patrimonio architettonico del basso Lazio. 

gaeta, cosa vedere nella città delle cento chiese
Le più imponenti tra le Cento chiese della città di Gaeta. La Cattedrale di San Francesco in alto, e il Santuario della SS. Annunziata. Foto di Alfredo Reale.

Alla scoperta delle cento chiese di Gaeta

Ma è possibile scovare e vedere tutte le cento chiese della città di Gaeta? Diciamo subito che il numero dei siti attualmente visitabili è nettamente minore al centinaio. Porzioni di chiese sono state assorbite nel corso dei millenni da palazzi o edifici successivamente eretti, altre invece sono state distrutte da bombardamenti bellici, molte sono chiuse, in attesa di restauro. 

Le chiese del quartiere medievale

Impossibile non notare immediatamente durante la nostra passeggiata, imponente e guardinga, la Cattedrale di San Francesco. Sovrasta il borgo medievale con le sue facciate gotiche, protetta da una maestosa scalinata e incorniciata dalla macchia mediterranea del Parco Regionale di Monte Orlando. Al di sotto, pregiato e solenne, il Santuario della SS. Annunziata si affaccia sul Golfo di Gaeta in tutta la sua magnificenza. Al suo interno custodisce un gioiello prezioso, la Cappella d’Oro, la cui storia è legata a papa Pio XI, che ne fu fondatore ed estimatore.

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Il Campanile del Duomo di Gaeta Si alza imponente nel quartiere medievale. Foto di Alfredo Reale.

Il Duomo di Gaeta

Il campanile del Duomo definisce e tratteggia il panorama di Gaeta Medievale. Guarda, dai suoi 57 metri di altezza, l’orizzonte che si delinea dietro Punta Stendardo, e protegge il Duomo di Sant’Erasmo all’interno del quale sono custodite preziose opere d’arte e i corpi dei santi patroni della città, Erasmo e Marciano. A chiudere la passeggiate nella zona bassa c’è inoltre la piccola, ma suggestiva, chiesa di San Giovanni a Mare. Una delle chiese più caratteristiche del borgo medievale, sia per gli stili architettonici che la compongono sia per il peculiare pavimento realizzato in pendenza, per permettere alle acque che arrivavano in passato fin sull’altare di defluire durante i periodi di alta marea.

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La suggestiva chiesa di San Giovanni a Mare, a Gaeta Medievale. Foto di Alfredo Reale

Quattro passi nella storia

Tra viuzze, scalinate, giardini fioriti e scorci deliziosi andiamo all scoperta della chiesa di Santa Lucia, una delle più antiche di Gaeta, citata addirittura in una pergamena risalente al 976. Attualmente sconsacrata, è però sipario di incantevoli concerti o di eventi culturali. E poi incontriamo la Chiesa della Sorresca, nata per volere popolare e divenuta deposito della “sorra”, la pancia del tonno salata, dalla quale prende il nome.

E ancora la chiesa di San Domenico, a picco sul mare, e il piccolo monastero di Santa Caterina poco distante, ma anche la chiesa di San Michele Arcangelo, trasformata in Reclusorio Militare dopo l’Unita d’Italia. La fama invece precede la famosa Montagna Spaccata, che custodisce al suo interno il Santuario della SS. Trinità e la cappella di San Filippo Neri.

L'imponente facciata della Cattedrale di San Francesco domina l'intero Golfo di Gaeta dalla sua privilegiata posizione.
L’imponente facciata della Cattedrale di San Francesco domina l’intero Golfo di Gaeta dalla sua privilegiata posizione. Foto di Alfredo Reale.

Gaeta, la città delle Cento Chiese. Il borgo dei pescatori.

Una delle chiese più fascinose che caratterizzano il borgo di Gaeta è la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Icona adorata dai cittadini del quartiere, a lei è dedicata una pittoresca e sentita processione in mare. All’interno della chiesa, detta anche degli Scalzi, sono inoltre conservate le statute dei santi medici Cosma e Damiano. Statue precedentemente protette nella piccola e caratteristica chiesa di San Cosma Vecchio, particolarmente cara agli abitanti, ma bombardata durante il secondo conflitto mondiale e mai più ricostruita. Un piccolo tesoro custodito nel borgo in attesa di restauro.

Sempre nel budello gaetano si trova la chiesa di San Giacomo, di più recente costruzione, sul tetto della quale è stata posata una statua bronzea della Madonna Immacolata del Sabbatani, alta circa quattro metri e pesante una tonnellata, che domina il lungomare. Ma sono ancora moltissime le chiese degne di nota sparse nei vari quartieri della città. 

gaeta, cosa vedere nella città delle cento chiese
Il maestoso Santuario della SS. Annunziata, affacciato sul Golfo di Gaeta. Foto di Alfredo Reale.

La cappelle mariane rurali

Nella zona rurale, in passato dimora di contadini e braccianti, numerose sono le cappelle votive sparse lungo le campagne e i sentieri. L’eremo della Catena è uno di questi. Sito al di sopra della spiaggia di Fontania, nel luogo dove la tradizione religiosa vuole che sia comparsa la Madonna con il bambino, con in mano una catena, simbolo del peccato da spezzare. Le cappelle votive sorte sui sentieri di campagna sono veri e propri luoghi dedicati al culto della Vergine Maria, alla quale la popolazione del borgo era molto devota e riconoscente. Chiamate Madonnelle per distinguerle delle Madonne di grandi dimensioni situate nelle chiese più importanti, ricoprono una importante funzione storica e culturale.

Un intreccio di vicoli, scale e piccole piazze. Portoni antichi e finestre fiorite, palazzi storici e viste mozzafiato che si aprono sulle vallate sottostanti. Questa è Capalbio, borgo medievale al confine tra Lazio e Toscana, che per la sua privilegiata posizione è chiamata “Balcone della Maremma”.

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale.
Nella piazza antistante l’entrata del centro storico di Capalbio svetta una statua dai luccichii particolari e dai colori accesi. Si chiama “Nanà Fontaine” ed è opera della nota scultrice franco-americana Niki De Saint Phalle, ossia colei che ha dato vita al meraviglioso Giardino dei Tarocchi in località Pescia Fiorentina, poco distante.

Capalbio. Il balcone della Maremma

Capalbio è un borgo che regala al visitatore panorami da togliere il fiato, visibili dalla cinta muraria che circonda la cittadina come in un abbraccio. Immersa nella splendida zona della Maremma tosco laziale racchiude le più straordinarie bellezze di entrambe le regioni che tocca. Il verde incantevole della Toscana incontra la macchia mediterranea e i profumi del Lazio, in un turbinio di emozioni e sapori che in questa zona riescono ad esprimere le note migliori.

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale.
La cinta muraria di Capalbio regala scenari meravigliosi, e da ogni lato del camminamento è possibile ammirare scorci di rara bellezza.

Passa sotto la Porta Senese

Giustamente chiamata Balcone della Maremma, Capalbio regala panoramici unici al viaggiatore, che passeggiando nel borgo e sulla cinta muraria viene travolto da improvvise ” finestre” che si aprono sui meravigliosi paesaggi della Toscana, tra vigneti e campi di girasole. Si accede al centro storico oltrepassando la maestosa Porta Senese, sormontata da una lapide risalente al 1400 dedicata al prezioso intervento dei senesi sulle mura. Gabriele D’annunzio tradusse l’iscrizione con le seguenti parole.

Sono Capalbio felice, difeso dal leone senese dal quale sono protetto, e da queste prime mura restaurate a proprie spese e dalla altre mura che circondano le prime, correndo gli anni millequattrocentoquattro oltre i quali il mondo aveva girato dieci anni e più volte due”

Capalbio. Cosa vedere nel centro storico.

Passeggia sulle mura merlate di Capalbio

Una volta raggiunte le mura merlate, dalle quali puoi avere una vista a 360° delle vallate sottostanti, seguine il percorso. Su un lato puoi ammirare piccoli scorci del centro storico dai piccoli balconi che incontri lungo la strada. Dall’altro lasciati incantare dai paesaggi toscani che si estendono fino all’orizzonte. Tetti rossi, facciate in pietra viva, campi di grano e colline verdeggianti rappresentano l’essenza stessa di queste zone. Costruita con pietre locali dal caratteristico color ocra la cinta muraria di Capalbio è costituita da due cerchie. Una cinta interna, più bassa, risalente al periodo medievale, ed una più alta fatta costruire più tardi, durante il Rinascimento. 

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale con i bambini
Dalla cinta muraria di Capalbio è possibile avere una vista a 360° dei territori circostanti. Affacciandosi dalle mura merlate si scorge anche il borgo sottostante, con i suoi tetti rossi.

Sali sulla Torre Aldobrandesca

Anche dalla sommità della Torre Aldobrandesca è possibile avere una splendida vista sui dintorni di Capalbio. Situata infatti nel punto più alto del borgo è annessa lateralmente ad una dimora signorile, il Palazzo Colacchioni. Costruita nel corso del 1200 con funzione difensiva viene poi ampliata dalla famiglia Aldobrandeschi, e dopo una breve appartenenza agli Orsini, passa ai senesi nel 1400, diventando un avamposto della Repubblica di Siena. Al piano inferiore è situato l’ufficio informazioni e pagando un biglietto davvero irrisorio è possibile visitare gli interni della torre fino ad arrivare sulla sommità.

Salendo ai piani superiori si incontrano le stanze storiche della dimora, ancora finemente arredate con mobili d’epoca. Nell’enorme salotto sormontato da due splendidi camini in marmo e legno si trova un pianoforte molto famoso. E’ un Fortepiano Conrad Graf del 1823, usato dal grande Giacomo Puccini durante la sua breve permanenza nella città di Capalbio. 

La Torre aldobrandesca di capalbio
Gli interni della Torre Aldobrandesca di Capalbio proteggono tesori storici di rilevante importanza. Mobili e abiti d’epoca originali sono distribuiti nelle enormi stanze del palazzo, assieme al pianoforte che amava suonare Giacomo Puccini.

Arrampicandosi sull’ultimo tratto di scale, ripide e strette, si arriva sul belvedere della Torre Aldobrandesca. Da qui è possibile ammirare i dintorni di Capalbio nella loro pienezza. 

La costa laziale è ricca di isole meravigliose, immerse nelle acque turchesi del Mar Tirreno e ricoperte dalla rigogliosa macchia mediterranea. Profumi primordiali e colori paradisiaci che nulla hanno da invidiare alle più rinomate mete estere. Le isole pontine, e in particolare Ventotene e Palmarola, sono ancora oasi selvagge e preservano la loro peculiare bellezza, immutata nel corso dei millenni, donandola a piccole gocce ai visitatori curiosi. Oggi andiamo alla scoperta di Palmarola, che deve il suo nome alle piccole palme nane che prosperano selvatiche sull’isola, piccola perla mediterranea letteralmente scolpita nella roccia.

Palmarola

Palmarola si trova nell’arcipelago delle isole pontine, nel Lazio, ed è facilmente raggiungibile da Ponza tramite imbarcazioni private o noleggiate. E’ un’isola di origine vulcanica ed è la più pittoresca dal punto di vista naturalistico. Per la sua conformazione infatti, ricca di insenature, faraglioni, calette misteriose e grotte naturali scavate nella roccia, è una delle isole più suggestive e selvagge del Mediterraneo. 

Approda sulla spiaggia di sassolini

Per godere a pieno delle bellezze selvagge dell’isola, e soprattutto per non danneggiare l’ecosistema, bisogna arrivare sulle spiagge con una piccola imbarcazione a remi oppure a nuoto. L’arenile più bello è Cala del Porto, dove la sabbia grossolana è ricoperta da bellissimi ciottoli dalle tonalità chiare e sfumate. Gli stessi ciottoli che ricoprono completamente il fondale antistante la spiaggia, dando all’acqua, già di per se cristallina a livelli esponenziali, un riflesso tra il turchese e lo smeraldo. Sulla spiaggia trovi alcune costruzioni basse, dai colori tipicamente isolani. Sono due piccoli ristori e una deliziosa villetta privata, pare appartenente alle sorelle Fendi. 

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
La spiaggia di cala al Porto è molto selvaggia. Non ci sono lidi attrezzati ma puoi prendere un caffè o pranzare presso O’Francese, l’unico ristorante che trovi sull’isola.

Un’altalena in legno troneggia sulla spiaggia tra tronchi levigati dall’acqua e dal vento. Nulla ha da invidiare alle famose altalene delle isole tropicali. Prenditi un minuto per dondolare nella magica atmosfera di Palmarola con la brezza marina che ti sfiora il viso, lasciandoti accarezzare dai raggi del sole. 

Raggiungi le “case grotta” di Palmarola

Se poi alzi la testa ti rendi conto che la parete rocciosa di Cala al Porto è cosparsa di piccole porticine azzurre. Sono le case grotta, piccole abitazioni rurali scavate dai ponzesi nei primi anni del 1700 e usate come rifugio o dimora durante le battute di pesca. Le case grotta sono molto spartane e hanno pochissime comodità, ma soggiornare al loro interno credo sia un’esperienza da fare assolutamente. Sono incastonate nella parete rocciosa e si notano solo grazie alle finestre azzurre, quasi a volersi nascondere dagli occhi curiosi dei turisti di passaggio. 

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
Seguendo un piccolo sentiero frondoso, seminascosto tra i due locali della spiaggia, puoi raggiungere le “case grotta”, le tipiche abitazioni di Palmarola.

Visita la cappella di San Silverio

Cala del Porto è protetta lateralmente dal faraglione di San Silverio, che prende il nome da un famoso ecclesiastico esiliato sull’isola: Papa Silverio. In cima al faraglione puoi trovare, salendo su una gradinata scavata nella roccia, la cappella dedicata al santo. All’interno del piccolo edificio puoi notare la statua di San Silverio ( patrono di Ponza ) ed una lampada ad olio tenuta perennemente accesa dai devoti. Numerosi infatti sono i pellegrini che raggiungono la cappella per ottenere grazie dal santo. 

 

Fai snorkeling tra i faraglioni

Palmarola è un autentico paradiso per gli amanti delle immersioni subacquee e dello snorkeling. Le meravigliose tonalità dell’acqua e la sua lucentezza riescono a far innamorare chiunque. Qui il mare è talmente pulito e cristallino che fauna e flora marina sono ben visibili e facilmente fotografabili con una GO-PRO. Una delle grotte più pittoresche da esplorare è senza dubbio la Cattedrale, una falesia che nella forma ricorda molto le linee gotiche delle chiese.

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
Una delle attività da fare assolutamente a Palmarola è lo snorkeling. I fondali, che risaltano grazie alla lucentezza dell’acqua, sono di una bellezza mozzafiato.

Se sei curioso e hai un minimo di preparazione puoi raggiungere il relitto della nave risalente al secondo conflitto mondiale, affondato in queste acque e qui rimasto. I fondali di queste zone sono davvero strabilianti e nuotando verrai immediatamente circondato da pesci curiosi e coloratissimi, alcuni dei quali sembrano guidarti verso gli scorci più straordinari dell’isola. 

Come raggiungere Palmarola

Puoi raggiungere facilmente Palmarola tramiteun’escursione organizzata partendo da Ponza. Ovviamente con questa opzione avrai meno libertà di movimento poichè, con i tour in barca, ci sono tappe già stabilite. Se preferisci gestire da solo la tua giornata tra i faraglioni e le grotte marine dell’isola ti consiglio di affittare una piccola imbarcazione o un gommone, in modo da poterti gestire il tempo e i posti in totale autonomia. Ricorda di portare con te maschera, pinne e boccaglio per poterti immergere alla scoperta dei meravigliosi fondali di Palmarola. Se hai bambini fai indossare loro scarpette da scogli, così potranno camminare senza fatica sulle spiagge di sassolini e fare tuffi dalle scogliere senza scivolare.

Perchè visitare Palmarola

A Palmarola la natura è una continua esplosione di colori e profumi, partendo dalla vegetazione terrestre fino a raggiungere gli ecosistemi marini. La scenografica falesia di Cala al Porto sembra essere tessuta da merlettaie esperte, donando con il suo orlo bronzato un tocco di eleganza alla selvaticità dell’isola.

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
La parete rocciosa che sovrasta Cala al Porto sembra essere ricamata. Gli orli bronzati delle rocce regalano un allure davvero particolare a questo tratto di costa.

I fondali e le grotte in questa zona dell’arcipelago sono di una bellezza paradisiaca e regalano scenari da mozzare il fiato. E’ il posto ideale se vuoi staccare dallo stress e dal caos cittadino, dove lasciarti cullare dalla risacca ascoltando solo il canto dei gabbiani, tanti, che volteggiano sull’isola. Puoi vivere Palmarola con pochissime cose addosso. Un costume, una maschera per le immersioni e il cuore aperto ad ogni singola emozione

 

 

 

 

 

 

Lo Slow Tourism è fare turismo lento. E’ un tipo di viaggio sostenibile e responsabile, in cui riscoprire luoghi imparando a rispettarne ogni angolo. Una vacanza slow mette in primo piano il benessere comune, della meta e della persona, in un connubio di sapori, respiri ed emozioni, mettendo in contatto l’io con la natura e il luogo che si va a visitare. La meta diventa ricchezza da salvaguardare e custodire, la valigia del viaggiatore si riempie di esperienze di valore inestimabile, diventa carica di storia, tradizioni e cultura locale. In questo articolo trovi qualche consiglio utile per fare una vacanza a Gaeta con i bambini in modalità “slow”.

Vacanza a Gaeta con i bambini

Gaeta è una graziosa località del basso Lazio, ricca di storia, pregna di cultura e piena di riserve naturali di una bellezza disarmante. Vanta due centri storici, poco distanti l’uno dall’altro, e molto diversi tra loro. Il Borgo di Elena, con i suoi vicoletti che affacciano sul mare e le botteghe artigiane, e Gaeta Medievale, il quartiere che custodisce i monumenti più importanti, dove si concentra la maggior parte della movida serale. La città di Gaeta si presta benissimo ad essere esplorata e vissuta con i bambini con lentezza, soprattutto fuori stagione. Le sue ampie spiagge, le piste ciclabili, la riserva naturale di Monte Orlando e le molte strutture ricettive ne fanno un’ottima città family friendly.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
La spiaggia di Fontania a Gaeta è una delle calette più belle della costa laziale.

Vai a mare in modalità lenta

Lascia a casa l’orologio. Saranno i raggi del sole ad indicarti l’ora una volta arrivato sulla spiaggia. Immergi i piedi nell’acqua cristallina, se possibile la mattina presto. Passeggia con l’acqua fino alle anche, per trarre tutti i benefici possibili, riattivare la circolazione e tonificare i muscoli. Arriva alle calette semi nascoste tra le rocce, facilmente raggiungibili dalla riva. Passeggia fina alle sorgenti di acqua fredda che si nascondono tra gli scogli frastagliati della costa. Respira a pieni polmoni, inala iodio in quantità e fatti accarezzare il viso dai raggi del sole. I bambini più grandi si divertiranno a nuotare, i più piccoli gradiranno essere cullati da un canotto. Divertiti a guardare con loro i granchietti che scavalcano gli scogli, i pesciolini che guizzano intono curiosi. Stenditi sul bagnasciuga con un buon libro tra le mani e lascia che i bambini creino sculture di sabbia. Castelli, fortezze, ponti levatoi, percorsi per le biglie. Manine dorate dal sole che impastano bellezza.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
La sabbia è una grande alleata per intrattenere i bambini… sculture, piste per le biglie, tornei di racchettoni. Sono tante le attività da fare in riva al mare insieme ai bambini.

Guarda l’orizzonte e gioca di fantasia. Raccogli conchiglie quando il sole comincia ad abbassarsi dietro la collina. Invita i bambini a farne dei souvenir da portare agli amici. Collane, ciondoli, quadri di conchiglie bianche o dorate, levigate dal mare. Riempi la borsa del ritorno di nuove amicizie, di dialetti, di sorrisi a sconosciuti. Ma non portare via sabbia, lascia i ciottoli li dove li hai ammirati, non far giocare i bambini con gli animaletti del mare. Rispetta l’ecosistema che vi ha ospitato.

Visita le spiagge family friendly

Le spiagge family friendly, per comodità e servizi che offrono, sono la Spiaggia di Serapo, l’arenile principale della città a due passi dal centro, e la spiaggia dell’Ariana, a 5 minuti di macchina da Gaeta. I vari stabilimenti balneari dei litorali offrono diversi servizi utili per le famiglie. Se la tua è una famiglia avventurosa e sempre pronta alla scoperta ti consiglio di provare a visitare la costa con il Paddleboard, esperienza fattibile anche con i bambini. Basta munirsi di appositi giubbotti di salvataggio. Se invece siete tutti un pò pigri, potete optare per un comodo pedalò e provare a vedere quanto è bella la costa vista dal mare. Gli stabilimenti offrono ogni confort possibile: dall’animazione per i bambini, ai ristoranti, alle sedute di fitness come Yoga e Pilates, fino ad arrivare agli aperitivi del tramonto, con musica live e freschi cocktails da gustare in completo relax mentre i raggi del sole si nascondono dietro le montagne.

Vai a spasso nella natura a passo lento

Dimenticati del cellulare. Bastano i tuoi polmoni e un paio di scarpe comode. Ti farà inoltre comodo uno zainetto dove tenere acqua in abbondanza, qualche snack e tanta voglia di esplorare. Si parte alla scoperta del Parco di Monte Orlando, nella Riviera di Ulisse.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Il Parco regionale naturale di Monte Orlando è il polmone verde della città di Gaeta, da esplorar con calma in ogni stagione.

Ora sei su Monte Orlando. Ascolta il vento che si incanala tra i rami degli alberi, fermati sui belvedere che incontri durante il percorso e lasciati affascinare dalla città che si estende sotto di te. L’acqua trasparente che si infrange sulle falesie, i pescherecci che ritornano verso il porto con il loro bottino giornaliero, i gabbiani che con il loro canto li inseguono in cerca di cibo. Ci sono diverse scorciatoie che tagliano per i boschi, sconsigliate con bimbi molto piccoli e ovviamente per i passeggini, con i quali invece è possibile seguire tutto il percorso indicato dalle mappe dislocate nel parco senza grandi sacrifici.

Ovviamente il camminamento è tutto in salita, ma la strada è asfaltata e porta comunque fino alla sommità del monte, dove potrai rilassarti all’ombra del Mausoleo di Luco Munazio Planco. Qui c’è anche il vecchio faro della città di Gaeta, che tuttora è un importante punto di riferimento per tutte le navi in transito.

Respira e ammira ogni scorcio possibile

Concentrati sul respiro, sul verde degli alberi, sulle piante che incontri strada facendo. Felci, rovi, edere e asparagina. Arriva al percorso in cui praticare birdwatching. Ammira gli uccelli volteggiare durante le loro sedute di caccia, cerca di captare i versi dei rapaci notturni, di cui l’area faunistica è piena. Divertiti con i bambini a stanare toporagni e ghiri, lucertole o raganelle. Ma rispetta sempre i loro habitat, non portare via fiori o piante. Non lasciare cartacce inquinanti. Rispetta il silenzio della natura.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Dai belvedere di Monte Orlando puoi ammirare la città di gaeta dall’alto, in una prospettiva davvero insolita.

Nella stagione estiva sono attive navette e diverse gite organizzate, nonché eventi tematici. Per tutti gli eventi in programma basta contattare la Proloco Gaeta per avere ogni informazione.

Vivi il borgo dei pescatori

Dimenticati dell’ auto. La città di Gaeta si gira a piedi. Perderti tra i vicoletti del vecchio borgo di pescatori. Alza lo sguardo sui panni stesi al sole, sui tetti maiolicati. Lasciati guidare dal profumo del ragù che scappa dalle cucine delle massaie, che si estende prepotente nel budello gaetano. Segui l’odore delletielle appena sfornate, dei cornetti caldi.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Il porto delle paranze è la zona più pittoresca del borgo di Gaeta. Al tramonto regala scenari pazzeschi.

Aspetta e incuriosisciti

Aspetta il rientro delle paranze nel porto, ammira i gesti lenti e sicuri dei pescatori. Spulcia nelle cassette del pesce fresco, chiedi i nomi degli esemplari, ammirane i colori insieme ai bambini. Fermati a comprare frutta dalle vecchiette che ancora, fiere, vendono il loro raccolto all’imboccatura dei vicoletti. Frutta e verdure coltivata alla vecchia maniera. Saporita, perché la terra intrisa di salsedine la rende gustosa, piacevole delizia. Perditi nella storia del borgo, leggendo le iscrizioni e le targhe commemorative che trovi nei vicoli appena riportati al vecchio splendore. Compra prodotti artigianali nelle botteghe tipiche, cammina lievemente sui basoli centenari. Ascolta il dialetto, scruta la vita del borgo e prendine parte.

 

Vacanza slow a Gaeta: dove dormire 

Vicoletti suggestivi, portantini antichi, finestre cariche di panni stesi e profumati. Questo è il vecchio borgo di Gaeta. Perché quindi non soggiornare proprio nella parte più verace della città ed immergersi nella tradizione locale?

Prova la filosofica del turismo lento da Bed&Bike

Il centro storico, oltre ad essere completamente pedonale, è servito inoltre da negozi di quartiere e botteghe tipiche e le case vantano una vista vista stupenda su Gaeta Medievale. Da Bed&Bike è possibile soggiornare in modalità slow, abbracciando la filosofia del turismo lento e consapevole. E’ una struttura extra alberghiera ideale per famiglie con bambini e pet-friedly, sensibile al tema ecologico. Capsule biodegradabili per il caffè, kit cortesia biologici e convenzioni con ristoranti tipici di Gaeta lo rendono un piccolo gioiellino ideale per una vacanza completamente slow.

A disposizione degli ospiti, per tutto il periodo di permanenza, biciclette ad uso gratuito per girare il borgo e la città con lentezza, senza lo stress dei parcheggi. Location ottimale per una vacanza slow a Gaeta, tra benessere e natura, cultura e gastronomia.

Gaeta, vacanza slow con i bambini, trevaligie

Prepara una valigia minimale, lascia a casa i cattivi pensieri, disattiva la sveglia e lasciati influenzare solo dai ritmi della natura. Abbandonati alla lentezza. A Gaeta si può.

La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, sorge proprio nel cuore della città. E’ uno splendido esempio di architettura normanna, con una ricca storia che risale al XII secolo. Questa cattedrale è un’attrazione da non perdere per chiunque visiti Palermo e la Sicilia stessa. Dai suoi intricati mosaici al suo imponente campanile, c’è molto da ammirare in questa chiesa di una bellezza disarmante. Esplora la storia e la bellezza della Cattedrale di Palermo in questa guida completa.

La Cattedrale di Palermo

Conosci la sua storia?

La Cattedrale di Palermo ha una storia ricca e affascinante che risale al XII secolo. Originariamente costruita come moschea durante la dominazione araba della Sicilia, è successivamente trasformata in chiesa cristiana dai Normanni. Nel corso dei secoli, la cattedrale subisce numerosi rifacimenti e aggiunte, fino a creare una miscela unica di stili architettonici. Il susseguirsi continuo di dominazioni straniere porta dunque l’edificio a continue modifiche che seguono lo stile e i canoni estetici dei nuovi conquistatori.

Nel 600 dopo Cristo ad esempio la chiesa è arricchita dal santuario dedicato alla Vergine Maria Assunta, edificato sui resti della basilica romana pre-esistente. Con l’arrivo dei saraceni invece la chiesa torna ad essere moschea, al fine di dare spazio e importanza al culto mussulmano sull’isola. Di questo periodo sono le colonne della navata centrale. 

Dopo l’anno Mille il potere e la guida della città passano di nuovo in mano normanna e la moschea torna ad essere luogo di culto cristiano. Vengono inoltre edificate in questo periodo le Tombe Imperiali, per dare degna sepoltura ai regnanti. Al loro interno sono conservati i resti di Federico II e della patrona della città di Palermo, Santa Rosalia. 

Oggi rappresenta una testimonianza del ricco patrimonio culturale della Sicilia ed è un’attrazione da non perdere per i visitatori di Palermo.

La Cattedrale di Palermo: guida completa alla visita

Scopri l’architettura e il design della Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo è uno straordinario esempio di fusione di diversi stili architettonici. La moschea originaria fu costruita in stile arabo-normanno, caratterizzato dall’uso di fasce alternate di pietra rossa e bianca. Le aggiunte cristiane, compresa la navata e il transetto, sono state realizzate in stile gotico, con archi ogivali e volte a vela. Il periodo barocco ha visto invece l’aggiunta di decorazioni ornate, come le sculture in marmo e gli affreschi che impreziosiscono l’interno. L’esterno della cattedrale è altrettanto impressionante, con il suo imponente campanile e le intricate sculture. Una visita alla Cattedrale di Palermo è una festa per gli occhi e un viaggio nella storia dell’architettura siciliana.

Ammira gli interni

L’interno della Cattedrale di Palermo è uno scrigno di arte e decorazioni. La navata e il transetto sono adornati da splendidi affreschi, tra cui trovi le opere di Pietro Novelli e Giuseppe Velasquez. L’altare maggiore è un capolavoro dell’arte barocca, con i suoi intricati intagli e le decorazioni dorate. Il pavimento della navata centrale sfoggia una meridiana in marmo realizzata dall’astronomo Giuseppe Piazzi. L’opera è meravigliosamente intarsiata e rappresenta i segni zodiacali che, a seconda della stagione, sono irradiati e quindi illuminati dai raggi del sole che filtrano dalle vetrate.

La cattedrale custodisce, come già accennato, alcune importanti reliquie, tra cui il teschio di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Al suo interno puoi ammirare inoltre le bellissime vetrate raffiguranti importanti scene della Bibbia e della vita dei santi. Una visita alla Cattedrale di Palermo è d’obbligo se sei un appassionato di arte e all’architettura.

Soffermati con lo sguardo sulla cupola

Dopo il terremoto che ha devastato quest’area della Sicilia, nel 1963, la Cattedrale è stata arricchita da una grande cupola. Col tempo questa cupola è diventata uno dei simboli iconici della città. Le sue arcate sorreggono un tamburo centrale sfruttando i grandi pilastri del presbiterio, che si trova in fondo alla navata centrale. Il tamburo è di forma cilindrica e vanta otto finestre, mentre il soffitto presenta volte a botte. Sulla cima della cupola è ben visibile una lanterna. Altre piccole lanterne sono incastonate in piccole cupolette, ben 16, che circondano la cupola centrale e che vanno a illuminare la altre cappelle laterali.

Suggerimenti per visitare la Cattedrale di Palermo

Per visitare la Cattedrale di Palermo è necessario vestirsi in modo appropriato. Si tratta di un importante sito religioso per cui ai visitatori è chiesto di vestirsi in modo rispettoso, magari coprendo le spalle e le ginocchia. Ti consiglio inoltre di arrivare la mattina presto per evitare la folla e per sfruttare la luce naturale che illumina l’interno della cattedrale per ammirarne i dettagli. Se sei un appassionato di arte e architettura ti consiglio di prenotare una visita guidata. In questo modo potrai apprezzare appieno la storia e il significato di questo straordinario edificio. Infine, non dimenticare di portare una macchina fotografica per catturare la bellezza degli intricati dettagli della cattedrale e delle sue straordinarie opere d’arte.

Orari e informazioni utili alla visita

La cattedrale di Palermo è visitabile tutto l’anno negli orari di apertura. Tuttavia, ti consiglio di organizzare il tuo viaggio tra in primavera o in autunno, quando le temperature sono ancora sopportabili.

La Cattedrale di Palermo è aperta dal Lunedì al Sabato, dalle ore 07:00 alle ore 19:00. La Domenica invece apre alle ore 08:00 per chiudere alle 13:00 per poi riaprire nel pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00.

L’accesso all’area di preghiera è gratuito, mentre il biglietto che comprende l’ingresso a tutte le aree restanti costa 10 euro. Ti consiglio comunque di rimanere sempre aggiornato sulle variazioni di prezzi e orari consultando il sito ufficiale di Palermo.

Cosa vedere vicino alla Cattedrale di Palermo

Mentre la Cattedrale è un‘attrazione da non perdere a Palermo, ci sono molti altri luoghi altrettanto interessanti che puoi esplorare nella zona circostante. A pochi passi si trova il Palazzo dei Normanni, uno splendido palazzo che risale al IX secolo. Puoi inoltre raggiungere  il vicino mercato di Ballarò, che offre uno sguardo vivace e colorato sulla vita locale. Qui puoi assaporare il vero street food siciliano. Se sei interessato alla storia e alla cultura locale invece, nelle vicinanze trovi il Museo Archeologico Regionale, che presenta un’affascinante collezione di reperti dell’antica Sicilia. 

Se stai pianificando un viaggio in Sicilia, non perderti questa guida completa su cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Scopri i monumenti storici, assapora la cucina locale e immergiti nella cultura siciliana. Palermo è una città ricca di storia, arte e tradizioni, e questa guida ti aiuterà a sfruttare al meglio il tuo tempo nella città.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.
Palermo è davvero una città ricca di luoghi unici. Se fai scalo in città con una crociera diventa essenziale individuare le migliori attrazioni da visitare, soprattutto in base ai tuoi interessi. Non hai bisogno di transfer poichè il porto è vicinissimo al centro storico, che raggiungi a piedi in meno di 5 minuti.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno

Visita la Cattedrale di Palermo

Le tue prime ore a Palermo dovresti dedicarle alla visita dei monumenti storici più importanti della città. Inizia la tua giornata al Teatro Massimo, uno dei teatri più grandi d’Europa. E’ famoso oltretutto per essere stato il set del film “Il Padrino III”. Poi dirigiti verso la Cattedrale di Palermo, un capolavoro dell’architettura normanna con influenze arabe e bizantine. 

La storia di questo edificio è abbastanza complessa. Nasce come basilica paleocristiana ma diventa moschea durante la dominazione araba dell’isola. Solo durante il periodo normanno torna ad essere chiesa cattolica. Nella seconda metà del ‘700 Carlo Borbone ne affida i lavori di restauro ad un suo architetto, Ferdinando Fuga, il quale dona alla cattedrale uno stile neo classico smorzando leggermente i toni gravi del gotico e del barocco. Toni che puoi ritrovare invece nell’abside e nel portale di ingresso e nella maestosa cupola della Cattedrale.

All’interno dell’edificio trovi anche le tombe reali, tra le quali puoi ammirare il sarcofago di Federico II e la tomba di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Il mix eccessivo di stili architettonici può sembrare caotico all’inizio, creando spaesamento nel visitatore attento. Nell’insieme invece, dopo una dettagliata osservazione, traspare tutto lo splendore di questa mescolanza di stili.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Raggiungi il Palazzo dei Normanni

Il Palazzo dei Normanni è uno degli edifici più famosi della città di Palermo. Il perchè è presto detto. E’ stato edificato nel X secolo da emiri arabi, concepito per essere una robusta fortezza ma anche una elegante e raffinata dimora. Il gusto e la sontuosità della sua architettura ha dato dunque il via alla tendenza stilistica dell’arte Arabo-Normanna. Al suo interno puoi visitare la cappella Palatina e la Sala d’Ercole, quest’ultima così chiamata per via delle numerose rappresentazioni artistiche di Giuseppe Velasquez che rappresentano il famoso eroe mitologico. Incantevole anche la Sala del Duca e la Sala dei Vicerè, dove sono esposti numerosi ritratti di presidenti e luogotenenti del Regno delle due Sicilie. Il Palazzo dei Normanni ospita anche un Osservatorio Astronomico, situato nella Torre Pisana. Tutt’oggi è sede dell’Assemblea della Regione Sicilia. 

Punta il centro dei “Quattro canti della città”

Passeggiare nel centro storico di Palermo è pura poesia. Immergiti nell’atmosfera siciliana camminando su via Maqueda, la sua arteria principale. Durante il percorso ti troverai esattamente nel centro de “I quattro canti della città”. Chiamato anche Teatro del sole questo famoso incrocio, fulcro del centro storico di Palermo, ha una forma ottagonale e funge da punto di incontro tra i quattro quartieri principali dell’epoca in cui è stato realizzato. Parliamo degli inizi del 1600 e i cantoni allora avevano il nome di Kalsa, Loggia, Capo e Albergheria.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Le quattro facciate rappresentano i cantoni e sono decorate su più livelli. Ogni ornamento è sormontato da stemmi reali, senatori o vicerè. Puoi notare nella parte bassa di ogni facciata una fontana, ognuna a rappresentare un fiume che bagnava anticamente Palermo. Al di sopra delle fontane sono poste le figure allegoriche delle quattro stagioni, rappresentate da Venere, Eolo, Cerere e Bacco. Al di sopra di esse sono sistemate le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III. e Filippo IV, una per ogni cantone. Stessa cosa per le quattro sante della città. Trovi infatti nella parte più alta di ogni facciata l’effigie di Sant’Agata, di Santa Ninfa, di Sant’Oliva e di Santa Cristina. Tutte le patrone precedenti a Santa Rosalia.

A Palermo c’è una Piazza della Vergogna. Lo sapevi?

Poco distante da “I quattro canti della città” trovi Piazza Pretoria. E’ il punto centrale della città storica di Palermo ed è conosciuta come Piazza della Vergogna. Il motivo? Le statue che sovrastano la fontana centrale della piazza sono nude! Sono scolpite in marmo bianco, così come tutta la fontana che le ospita e sono opera di Francesco Camilliani. La fontana nasconde un’altro piccolo segreto. Non è stata infatti lavorata a Palermo, ma è stata realizzata a Firenze e poi acquistata dalla città siciliana nel 1554. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Rimane tuttora una delle fontane più suggestive d’Italia ed è composta da più anelli divisi da vasche d’acqua, sormontati da scalinate che fanno sia da ponti che da parapetti. Nel centro fa mostra di se un puttino che regge una cornucopia, simbolo di abbondanza. Divinità pagane, dei dell’Olimpo e teste di animali versano acqua nelle vasche con un ciclo continuo. La fontana è chiusa da una monumentale cancellata in ferro battuto che un pò ne limita la vista, opera di Giovanni Battista Basile. 

Piazza Pretoria è costeggiata sui lati da rinomati palazzi storici come la Chiesa di Santa Caterina e il Palazzo Senatorio, sede del comune. Qui trovi inoltre il Palazzo Bordonaro e Palazzo Bonocore. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Visita il Museo Archeologico Regionale

Dirigiti ora verso il Museo Archeologico Regionale. Qui puoi ammirare una vasta collezione di reperti archeologici pregni di storia siciliana, cha va dall’epoca preistorica fino all’epoca romana. Puoi vedere numerosi reperti risalenti al periodo punico, greco e bizantino. Degni di nota sono inoltre i manufatti appartenenti al popolo egizio e a quello etrusco. Nel Museo Archeologico Regionale è conservata anche la famosa Pietra di Palermo, un antico annale regale della civiltà egizia. Riporta sulle fiancate l’elenco dei faraoni partendo dalla prima dinastia fino ad arrivare alla quinta, l’elenco delle loro madri e addirittura il livello delle piene del Nilo raggiunto negli anni.

Un’altra chicca conservata all’interno del Museo Archeologico è la collezione dei tesori di Morgantina, città siciliana famosa per i suoi siti archeologici. Il prezioso tesoro comprende pezzi in argento risalenti al III secolo avanti Cristo, scoperti per puro caso nel 1978. 

Prova lo street food palermitano al mercato di Ballarò

Se ti trovi in visita a Palermo non puoi certo esimerti dall’assaggiare il suo famoso street food. Dirigiti quindi verso il mercato della Vucciria o a quello di Ballarò. Quest’ultimo è il più antico e il più importante della città e tra le sue bancarelle puoi assaporare la vera cucina palermitana, fatta di arancine, polpo verace e pane ca meusa. Una passeggiata tra i banconi pieni di primizie e delizie del mercato di Ballarò è un’esperienza culinaria davvero particolare. Per pochi euro puoi assaggiare tutti i più famosi manicaretti siciliani, immerso nell’atmosfera verace e gioviale della città. Oltre ai più famosi piatti isolani, come le già citate arancine di riso, prova quelli legati alla tradizione di Palermo, come la stigghiola. Non ti dirò di cosa si tratta nello specifico, ma ti consiglio di provare ad assaggiarla accompagnata da una bella birra ghiacciata.

Concludi il tuo tour culinario in città con l’altrettanto famosa brioche con la granita, con i cannoli ripieni di ricotta e cioccolato e con una bella cassata. 

Ammira Palazzo Politeama

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno? Palazzo Politeama, uno degli edifici più conosciuti e fotografati della città. Nato come anfiteatro e progettato a metà del 1800 da Giuseppe Damiani Almeyda, oggi è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. L’edificio è in stile neoclassico e il suo ingresso è segnalato da un enorme arco trionfale sul quale svetta una quadriga che rappresenta il “Trionfo di Apollo ed Euterpe”. Ai due lati si ergono trionfali due statue di cavalli mentre la cupola di copertura, realizzata dalla fonderia Oretea, è realizzata in vetro e ferro, sempre su progetto di Almeyda. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno.Raggiungi la residenza della famiglia Florio

Se hai letto “I leoni di Sicilia” conoscerai senz’altro le gesta e i personaggi della famosa famiglia Florio, una delle più importanti della Sicilia. Ebbene a Palermo trovi una delle loro residenze, fatta creare da Antonio Florio nell’antica tonnara dell’Arenella, nota come “I Quattro Pizzi” per via delle sue quattro torri angolari. Lo stile della palazzina era per l’epoca talmente intrigante che la Zarina di Russia, durante il suo soggiorno a Palermo, se ne innamorò perdutamente e ne fece riprodurre una copia fedele a San Pietroburgo.

Perchè visitare Palermo

Palermo è una città dalla rara bellezza, che si affaccia sul mare e che è il risultato di mix di culture diverse. Ha radici greche e romane, infiltrazioni arabe e bizantine, contaminazioni barocche e profusioni liberty. I suoi monumenti, le residenze storiche, i giardini e i mercati abbracciano questa mescolanza di stili avvolgendo la città in un’atmosfera multietnica, rendendola unica nel suo genere. Palermo è una città adatta ad ogni tipologia di viaggiatore, grazie alla ricca offerta gastronomica, alla preziosa lista di monumenti storici da visitare e anche grazie al mare. Le bellezze paesaggistiche della costa sono infatti tra le più invidiate al mondo. 

Visitare Palermo in autonomia è pericoloso?

Come in tutte le grandi città il pericolo è dietro l’angolo. Anche a Palermo ti consiglio di avere qualche accortezza relativa alla tua sicurezza personale. Non sfoggiare gioielli vistosi, tieni il portafogli e gli oggetti costosi ( telefono, reflex) ben conservati all’interno di zaini e borse. Non allontanarti dai luoghi più iconici e dall’itinerario consigliato per il centro storico. Potresti trovarti in vicoletti malfamati, dove le intrusioni non sono gradite. Alcuni quartieri sono abbastanza turbolenti, soprattutto la sera, e quindi sconsigliati ai turisti solitari. Per il resto goditi la città come faresti in qualsiasi altra capitale europea, senza timore e soprattutto in totale relax. 

Ammirata in tutto il mondo per i suoi spazi dedicati all’arte e per l’architettura eclettica del suo lungofiume, Bilbao è una città originale e vivace 24 ore su 24, con una scena gastronomica fatta di semplicità, tradizione e prodotti di primissima qualità. Gusto, design, architettura e spazi verdi ti terranno compagnia in questo angolo verde dei Paesi Baschi.

Bilbao

Qual’è il periodo giusto per visitare Bilbao?

Tarda primavera e autunno sono le stagioni migliori per vivere il capoluogo della Biscaglia. Arrivarci è semplice, basta prenotare con i tempi giustivoli e hotel con eDreams: Roma e Milano sono le città più comode da cui partire per atterrare direttamente a Bilbao, altrimenti è possibile fare scalo a Barcellona e proseguire. D’estate le temperature restano generalmente contenute al punto da potersi concedere tranquillamente un tuffo nel mare a nord della Spagna, anche se i prezzi lievitano leggermente, come del resto in ogni zona balneare del mondo. Clima freddo d’inverno, con piogge estremamente frequenti. Ma le temperature non deve scoraggiare: la città merita di essere assolutamente vissuta, qualunque sia il colore del suo cielo!

Un intreccio di culture lungo 700 anni

Capiterà di vedere numerosi ciclisti che sfrecciano sotto i platani mentre il traffico avanza lento mentre tu passeggi tra le chiese barocche o sul lungofiume del Nevrìon, che scorre ampio e blu lungo il centro. La premura per l’ambiente è uno dei vanti della città, che soprattutto negli ultimi anni si è trasformata in uno degli esempi più invidiati di rigenerazione urbana. Preparati a vivere appieno il capoluogo deifieri Paesi Baschi, che sa essere appariscente e, a volte, persino fiammeggiante.Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

Il cambiamento degli ultimi decenni ha lasciato un’eredità molto forte, e un progetto su tutti ne è l’esempio più scintillante. Parliamo ovviamente del Guggenheim, inaugurato nel 1997 con la sua gigantesca e sinuosa struttura metallica, giudicata inizialmente un incrocio tra una reggia e una nave. Oggi il museo continua ad essere una imperdibile attrazione di livello mondiale, per l’architettura esterna e per il valore culturale delle opere esposte.

Passeggia nel centro storico

Ma camminare per Bilbao significa imbattersi anche in vivaci mercati e in una strepitosa vita notturna che riflette il carattere orgoglioso della popolazione basca, estremamente appassionata della sua squadra di calcio, l’Athletic. Premiata nel 2014 dall’UNESCO come Città creativa del Design, Bilbaoè dominata da grandi alberghi disseminati per viali perfettamente curati e interrotti ciclicamente dalle sinuose entrate della metropolitana, disegnate dall’architetto britannico Norman Foster.

La zona che si sviluppa nei pressi di Plaza Nueva è decisamente interessante. Sette strade di epoca medievale, note come Las Siete Calles, costituiscono il cuore della città vecchia, con edifici alti cinque piani i cui balconi in ferro battutto si affacciano su strade di acciottolato. Lungo una di esse, la Calle Carnicerìa Vieja, si trova la prima panetteria vegana di Bilbao, Bohemian Lane. La città vanta inoltre decine di edifici simbolo, dai 41 piani della Torre Iberdola alle forme neo-barocche del Teatro Arriaga. Prendi nota anche dell’Azkuna Zentroa, bizzarro centro culturale progettato nel 2010 dall’architetto e designer francese Philippe Starck. E’ un posto surreale, in penombra, coronato da una piscina in vetro all’ultimo piano dove fare anche il bagno. Un tempo era un enorme magazzino di vino.

Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

La storia e la geografia urbana della città sono modellate anche, e soprattutto, dalla posizione dell’estuario del Nevrìon. Dal 1300 è stata il punto di partenza e di arrivo di navigatori, mercanti e costruttori navali: un luogo felice di lasciarsi influenzare da tutti i punti cardinali. Le inevitabili contaminazioni con i popoli dei mari del nord e, successivamente, con le rotte del nuovo mondo, hanno modificato e arricchito i gusti e lo stile alimentare dei bilbaini. Per questo un delizioso focus e dedicato proprio al cibo e agli ingredienti che caratterizzano la straordinaria gastronomia della città.

Bilbao. Dove tutto è più semplice e buono

Gran parte del paesaggio urbano, dei monumenti e della vita bilbaina sembrano un richiamo al cibo e al vino. Un pò come lostreet food siciliano. A Bilbao la cucina è più semplice, a differenza di quanto succede invece a San Sebastian, l’altra città dei Paesi Baschi dove è più elaborata. E anche i vini sono diversi. Stesse uve ma differenti tipologie: dolce a Bilbao, frizzante a San Sebastian. Una bottiglia di txakoli ti introdurrà la differenza del buon bere in città. La gente del posto ama sorseggiare il kalimotxo, bevanda tipica della regione: una miscela apparentemente improbabile di coca cola e vino rosso, con il sapore che ci si aspetta da un intruglio del genere. Lo accompagnano con un pintxo, e in genere mai più di uno nello stesso bar, ma nessuno avrà da ridire se sceglierete di assaggiarne due o tre diversi.

Per quanto riguarda la gastronomia, a Bilbao semplice e buono sono sinonimi. I prodotti consumati nei bar e nei ristoranti cittadini provengono tutti dalla regione. Nasello, gamberi alla griglia, zuppe di sogliola e vongole, ravioli di anguilla. Sui banchi del Mercado de la Ribeira, un edificio sul lungo fiume che ha il primato del più grande mercato coperto d’Europa, si allineano montagne di molluschi, torri di pomodori, pareti di formaggio e cesti di piselli.

Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

Tutto ciò appare un tantino turistico, al punto che la gente del posto consiglia di evitare i bar con “stile e poca sostanza”, eppure molti chef tra i più blasonati di Bilbao fanno spesa qui. Ad esempio, quelli di Los Fueros, in attività dal 1878.

Insomma, non farti frenare e parti subito alla scoperta della città e delle sue delizie.

La Cattedrale di Aix-en-Provence, in Francia, è un magnifico edificio situato nel cuore della città vecchia dedicato a Saint Sauveur, il Santo Salvatore. Con la sua ricca storia e la straordinaria architettura, questa cattedrale è una tappa obbligata per chiunque visiti la zona. In questo articolo puoi fare un viaggio attraverso il passato e il presente della Cattedrale di Aix en Provence. Puoi inoltre scoprire la sua bellezza e il significato di questo monumento così iconico della Provenza.

La Cattedrale di Aix-en-Provence

Le origini della Cattedrale di Aix-en-Provence risalgono al V secolo, quando nell’area in cui è tuttora ubicata viene costruita una piccola cappella. Nel corso dei secoli, la cappella viene ampliata e ricostruita più volte. Ogni nuova integrazione riflette gli stili architettonici relativi all’epoca. Nel XII secolo ad esempio la cattedrale è ricostruita in stile romanico, con i suoi caratteristici archi a tutto sesto e robusti pilastri. Aggiunte successive hanno dato inoltre carattere e significativa bellezza a questa chiesa. Ne sono l’esempio il campanile in stile gotico e le cappelle in stile barocco. Oggi la Cattedrale di Aix-en-Provence si erge a testimonianza del potere duraturo della religione e dell’architettura.

Scopri i segreti dell’architettura gotica della cattedrale di Saint Sauveur

Una delle caratteristiche più sorprendenti della Cattedrale di Aix-en-Provence è il suo campanile in stile gotico, aggiunto nel 1300. La torre è alta oltre 67 metri ed è adornata con intricati intagli e sculture. All’interno della cattedrale puoi ammirare ben tre navate, la più alta delle quali raggiunge i 20 metri di altezza. All’interno della navata romanica puoi visitare il Battistero, in una piccola cappella semi nascosta nella chiesa. E’ sormontato da una preziosa cupola risalente al periodo romano, sostenuta da meravigliose colonne. Sotto il pavimento, attorno all’antica vasca battesimale, trovi i sepolcri di alcuni vescovi dell’arcidiocesi.

La Cattedrale di Aix en Provence: guida alla visita del Duomo di Saint Sauveur

Nell’abside puoi ammirare un magnifico decoro in stile neogotico risalente al 1800. Dello stesso periodo sono le pittoresche vetrate che filtrano i raggi del sole. I loro decori lasciano gli interni della cattedrale avvolti in una luce morbida e vellutata.

Lo stile gotico è caratterizzato dall’uso di archi a sesto acuto, volte a vela e archi rampanti, che consentivano di edificare strutture più alte ed elaborate. Caratteristica è anche la cappella del Corpus Domini dove fa mostra di se un maestoso affresco della Trasfigurazione di Cristo, risalente al XVII secolo. Gli elementi gotici della Cattedrale di Aix-en-Provence si aggiungono alla sua grandezza e ne fanno una meta imperdibile per gli appassionati di architettura.

Il significato delle opere d’arte e dei manufatti della Cattedrale di Aix-en-Provence

La Cattedrale di Aix-en-Provence ospita una ricchezza di opere d’arte e manufatti che offrono uno spaccato della storia locale e della struttura. Uno dei pezzi più notevoli è la pala d’altare trittico, che risale al XV secolo e raffigura scene della vita di Cristo. La cattedrale ospita anche una collezione di arazzi, tra cui il famoso “Tenture de l’Apocalypse”, che raffigura scene del Libro dell’Apocalisse. Altri manufatti degni di nota includono l’organo della cattedrale, che risale al 1700, e il pulpito ornato, che presenta intricati intagli e sculture. Questi manufatti offrono uno sguardo sul passato della cattedrale nonchè sul ruolo svolto nella vita religiosa e culturale di Aix-en-Provence.

Ascolta la musica dell’organo principale della Cattedrale

L’organo principale della Cattedrale di Aix-en-Provence è stato completato nel 1855. E’ stato ricostruito su un precedente strumento, risalente forse al 1400, del quale è stata conservata la cassa d’organo. La facciata era di stagno ed entrambe le casse d’organo erano dipinte in finto legno. Solo alla fine del 1800 lo strumento viene modificato per adeguarsi allo stile dell’epoca. Vengono dunque aggiunti una macchina Barker e nuove tastiere e consolle.

La Cattedrale di Aix en Provence: guida alla visita del Duomo di Saint Sauveur

Nel 2001 inoltre, una ditta di costruzione di organi, la ManufactureLangusdocienne des grandes orgues, è incaricata di eseguire un nuovo restauro. Il costo è di 3 milioni di franchi. Puoi vedere entrambe le casse d’organo posizionate su una galleria del presbiterio, una di fronte all’altra. Sono in legno di pino e hanno le medesime dimensioni. Sono decorate in stile Luigi XV, con dettagli dipinti e scolpiti. La cassa d’organo dal lato sinistro della navata ospita l’organo completo mentre quella che si trova di fronte è vuota.

Passeggia nel chiostro della Cattedrale di Aix-en-Provence

Dalla Cattedrale di Saint Sauveur puoi raggiungere il chiostro, servendoti di una porta di comunicazione. E’ soggetto ad orari e aperture diverse da quelli della Cattedrale. Informati prima di raggiungere questo punto di interesse di Aix-en-Provence. Il chiostro è particolarmente rilevante poichè vanta delle pittoresche colonne decorate, tutte differenti tra loro per dettagli. Le colonne inoltre sorreggono i porticati che si affacciano sul cortile interno. Il chiostro è di origine romanica mentre i quattro pilastri angolari raffigurano i quattro animali del Libro della Rivelazione: Il leone, l’Aquila, il Toro e l’Uomo. 

Perditi nel Vecchio e nel Nuovo Testamento

La scultura del Leone indica l’ala nord del chiostro, dedicata al Nuovo Testamento. Puoi notare infatti che le scene scolpite sui capitelli narrano alcune delle scene salienti del libro. Trovi scolpita l’annunciazione dell’Angelo Gabriele, la nascita di Gesù, l’adorazione dei Magi e la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Continuando a scrutare i capitelli puoi inoltre ammirare le scene della lavanda dei piedi, della Crocifissione, e ancora della Morte e della Resurrezione di Cristo. 

L’Aquila invece ti introduce nell’ala est, dedicata al vangelo di Giovanni. Qui trovi sculture simboliche che rappresentano le parabole e una preziosa colonna che esibisce il volto di una donna: una metafora della chiesa cattolica. Un altro capitello è invece dedicato all’Imperatore Costantino in atto di sconfiggere il paganesimo. Degna di nota e ricca di dettagli anche la scultura che rappresenta Sansone mentre strangola un leone a mani nude.

A sud trovi poi la scultura del Toro, che simboleggia Luca l’Evangelista. Le sculture in questa zona rappresentano le piante e gli alberi del paradiso, come il fico, l’ulivo e la palma. L’intero giardino simboleggia quindi Gerusalemme, la città eterna, con la quale Aix-en-Provence sembra gemellarsi. 

Ecco finalmente l’ovest, dove trovi raccontate le storie del Vecchio Testamento. Il Vangelo di Matteo qui si concretizza nelle sculture dei capitelli. Due di questi rappresentano i quattro viventi di Ezechiele e Noè in atto di lasciare l’arca dopo il diluvio. Trovi inoltre il capitello che simboleggia la conquista della Terra promessa degli Ebrei e il capitello che racconta la scena cruenta della decapitazione di Golia. 

Perchè visitare la Cattedrale di Aix-en-Provence

Esternamente la Cattedrale di Aix-en-Provence può inizialmente spiazzarti per la sua confusione di stili. La sua maestosa possenza però ti porta subito una sensazione di curiosità, che puoi soddisfare una volta varcata la soglia della chiesa. Gli interni sono un insieme scomposto di elementi classicheggianti che ben si amalgamano all’atmosfera gotica. Questo rende la cattedrale unica nel suo genere e un monumento imperdibile durante il tuo viaggio in Provenza. L’organo poi è il cuore pulsante della struttura e riuscire a sentirlo suonare durante una messa è davvero un emozione pazzesca. La musica si libra leggera e sinuosa tra le navate della cattedrale, deliziando fedeli e viaggiatori curiosi.

Il chiostro è inoltre una fedele rappresentazione del messaggio ecclesiastico, un luogo dedicato al riposo e alla meditazione. Un area commemorativa delle Sacre Scritture che vale la pena esplorare in modalità lenta, alla scoperta dei suoi più preziosi segreti. 

Orari e costi

Trovi la Cattedrale di Aix-en-Provence in Place des Martyrs de la Resistance, al numero 34. E’ aperta tutti i giorni, dalle ore 08:00 alle ore 19:00. Trovi tutte le informazioni utili alla visita e gli orari delle Sante Messe sul sito ufficiale.

Il chiostro è accessibile solo con visita guidata, che parte ogni venti minuti circa, a partire dalle ore 10:00 e fino alle ore 16:30. La visita guidata è solo in francese.

Aix-en-Provence è una pittoresca città situata nel sud della Francia, rinomata per la sua straordinaria architettura, il ricco patrimonio culturale e la deliziosa cucina. Che tu sia un appassionato di storia, un buongustaio o semplicemente in cerca di una vacanza rilassante, questa affascinante città ha qualcosa da offrirti. In questo articolo trovi una guida su cosa vedere ad Aix-en-Provence, con le migliori attrazioni e i luoghi imperdibili.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence

Esplora il centro storico

Aix-en-Provence è la città più importante della Provenza, la regione francese famosa per i violacei campi di lavanda in fiore. Il suo centro storico è in continuo fermento, grazie anche alla presenza di numerosi universitari che frequentano gli Atenei locali. E’ famosa inoltre per le sue fontane artistiche, dislocate nelle strade e nelle piazze, facilmente visibili durante una passeggiata in centro.

Il centro storico di Aix-en-Provence infatti è una tappa obbligata per chiunque visiti la città. Passeggia per le stradine e ammira la splendida architettura del XVII e XVIII secolo. Assicurati di visitare l’iconico Cours Mirabeau, un viale alberato pieno di caffè, ristoranti e negozi. Da non perdere la splendida Fontaine de la Rotonde, una fontana alla fine del Cours Mirabeau che esibisce tre statue che rappresentano la giustizia, l’agricoltura e le arti.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence: guida alle migliori attrazioni della città
La Fontaine de la Rotonde è enorme e si trova nel mezzo di una rotatoria. Fu costruita nel 1860 diventando in breve uno dei monumenti più famosi di tutta Aix en Provence. Le sculture raggiungono i 12 metri di altezza.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence. Cerca le fontane insieme ai bambini

Il centro storico di Aix-en-Provence è chiuso al traffico, puoi approfittare quindi per organizzare una caccia al tesoro con i bambini. Procurati una mappa cartacea della città e divertitevi insieme a cercare tutte le fontane della cittadina. Ad Aix-en-Provence sono presenti circa 40 fontane, tutte preziosamente decorate. 

Cerca quindi la Fontaine de la Mairie, vicina al mercato del grano e alla Torre dell’orologio, e la Fontaine des 4 dauphins, risalente al 1667 e circondata da meravigliosi palazzi signorili. Poi dirigiti alla Fontaine d’Albertas, che prende il nome dal suo ideatore, il marchese d’Albertas appunto, che chiese una fontana in stile barocco e rococò per seguire la moda parigina di Versailles. E ancora cerca la Fontaine des 9 canons e la Fontaine d’eau chaude, la famosa fontana “muschiosa” dalla quale sgorga l’acqua termale della sorgente di Les Baigners. .

Proprio per il suo forte legame con l’acqua e per le sue ricche sorgenti termali Aix en Provence era chiamata dagli antichi romani AcquaeSextiae. Lo sapevi?

Cosa vedere ad Aix-en-Provence. Visita la città vecchia

Adiacente a Cours Mirabeau trovi la Città vecchia di Aix-en-Provence. Qui vivono gli studenti universitari e questo lo si evince soprattutto dai tanti ristoranti e dalle catene di fast food che incontri lungo i vicoli caratteristici, sempre pullulanti di ragazzi. La città vecchia è un delizioso susseguirsi di piazzette, caffè, atelier di artisti locali e ..fontane! E’ in questa zona che trovi inoltre due dei monumenti più importanti della città: la Cattedrale di Saint-Sauveur e la Torre dell’orologio dell’Hotel de Ville. 

La Cattedrale di Saint-Sauveur, o del santo Salvatore, è una maestosa chiesa cattolica in stile gotico e romanico. E’ stata edificata sul sito di un antico foro romano, nei pressi della vecchia strada di collegamento tra Liguria e Francia: la via Julia Augusta. La Torre dell’Orologio invece spicca accanto all’Hotel de Ville, il Municipio di Aix-en-Provence, e oltre ad indicare l’ora ti mostra anche la stagione in cui ti trovi.

Fai visita alla Casa Natale e all’Atelier di Paul Cezanne

Il centro storico è disseminato di tombini in ottone che creano un piccolo percorso da seguire sulle orme di un grande pittore, natio di Aix-en-Provence: Paul Cezanne. Seguendo queste borchie puoi ripercorrere i luoghi tanto amati e frequentati in città dal grande artista. La presenza di Cezanne in città è molto sentita e qui puoi visitare sia l’atelier dove il pittore creò le sue più belle opere, che la casa natale. Trovi l’edificio in cui visse la maggior parte della sua vita in Rue de l’Opera, ma puoi limitarti a scattare qualche foto dall’esterno poichè gli interni non sono visitabili. 

L’atelier Cezanne invece si trova fuori dalle mura cittadine, a circa 500 metri di distanza dalla cattedrale. L’edificio comprende un bellissimo giardino ed è rimasto esattamente uguale a come è stato lasciato dal famoso pittore. Sembra che i suoi attrezzi siano in procinto di rimettersi all’opera da un momento all’altro. 

Concediti la cucina e i mercati locali

Aix-en-Provence è nota per la sua deliziosa cucina e non c’è modo migliore per sperimentarla che visitando i mercati locali. Il Marché d’Aix-en-Provence è assolutamente da visitare, con bancarelle che vendono prodotti freschi, formaggi, salumi e tanto altro ancora. Assicurati di provare alcune delle specialità locali, come i calissons, le caramelle dolci di pasta di mandorle, e il vino rosé. Se preferisci rilassarti e goderti un pranzo in una delle tradizionali brasserie francesi recati in uno dei tanti ristoranti della città, dove puoi concederti piatti tradizionali provenzali come la bouillabaisse, un delizioso stufato di pesce, e la ratatouille, il famoso sformato di verdure. 

Cosa vedere ad Aix-en-Provence: guida alle migliori attrazioni della città

Molto bello anche il mercato dei fiori, che trovi in Place de l’Hotel de Ville ogni martedì, giovedì e sabato. Un tripudio di colori e profumi da non perdere. Mentre se sei amante della lettura ogni prima domenica del mese, nella stessa piazza, puoi annusare la fragranza della carta antica nel mercato dei libri e delle occasioni. 

Perchè visitare Aix-en-Provence

Aix-en-Provence è avvolta da un’atmosfera particolare, intrisa di storie antiche. Passeggiare nelle sue stradine, alla ricerca delle fontane e alla scoperta del cibo locale, è un’esperienza da fare assolutamente se ti trovi in viaggio in Provenza. 

La città è facile da visitare anche con i bambini poichè la maggior parte del centro storico è chiuso al traffico cittadino. Non è un piccolo borgo ma una vera e propria cittadina, per cui la passeggiata può risultare a tratti faticosa soprattutto se hai bambini molto piccoli. Ad Aix-en-Provence inoltre soffia sempre il maestrale, vento che spesso raggiunge raffiche molto forti e fastidiose.

Per la tua visita in città, che sia estate o inverno, porta sempre con te una giacca a vento e una sciarpa. Per il resto basta seguire la scia dell’arte e della cultura, di cui questa cittadina è un vero e proprio scrigno contenitore, e lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni che Aix-en-Provence riesce a far scaturire nel viaggiatore curioso e attento.

 

 

Ogni continente ha la sua storia da raccontare e le sue bellezze naturali da mostrare attraverso esperienze uniche. L’Africa è da sempre una destinazione affascinante per chi cerca un pizzico di avventura ed esperienze ad alto impatto emotivo in una vacanza. Tra le tipologie di viaggio più richieste per questo continente c’è il safari e una delle mete più ambite per questo format è la Namibia, paese che ospita un’innumerevole quantità di parchi naturali e riserve. Naturalmente per questo tipo di vacanza suggerisco di rivolgerti a un tour operator affidabile e in questo sensoviaggiare in Namibia con Stograntour, agenzia specializzata in viaggi avventurosi, è sicuramente un’opzione interessante. Di seguito andremo a scoprire quali sono le mete più gettonate del momento e dove andare in vacanza in Africa.

Dove andare in vacanza in Africa?

Kilimangiaro, Tanzania

Situato nella Tanzania settentrionale, il Kilimangiaro è un imponente vulcano dormiente si tratta della vetta più alta dell’Africa e offre un’esperienza unica nel suo genere. La sua cima innevata, che si trova a un’altitudine di oltre 5.800 metri, rappresenta una delle sfide più stimolanti per gli alpinisti di tutto il mondo. Tuttavia, non è necessario essere degli esperti scalatori per godersi il fascino del Kilimangiaro. Le escursioni attraverso le sue pendici offrono viste mozzafiato sulla savana africana e l’opportunità di incontrare la fauna selvatica locale, come elefanti, zebre e antilopi. Inoltre, la regione circostante il Kilimangiaro è sede di numerose tribù Masai, che offrono ai visitatori un’esperienza culturale autentica.

Dove andare in vacanza in Africa? Queste le mete più gettonate del momento

Dove andare in vacanza in Africa. Mar Rosso, Egitto

Il Mar Rosso è una delle destinazioni turistiche più interessanti e affascinanti del mondo. Situato tra l’Africa e l’Asia, questo mare tropicale è famoso per le sue acque cristalline, i coralli multicolori e la sua incredibile varietà di vita marina.

È il luogo ideale per gli amanti del mare e offre l’opportunità di esplorare uno dei più ricchi ecosistemi del pianeta, con la possibilità di praticare una vasta gamma di attività acquatiche, come snorkeling, immersioni subacquee, windsurf e kite surfing. Oltre alla bellezza marina, il Mar Rosso offre anche un’esperienza culturale unica, con numerose città costiere che ospitano antichi siti archeologici, mercati tradizionali e locali notturni. La regione è anche famosa per la sua cucina deliziosa, basata su pesce fresco e spezie locali. Il clima è molto favorevole e offre ai visitatori una vacanza al sole tutto l’anno, con clima caldo e secco per gran parte dell’anno.

Deadvlei, Namibia

Il Deadvlei è uno dei luoghi più surreali e suggestivi del deserto del Namib, in Namibia. Questa area arida e remota è caratterizzata da enormi dune di sabbia rossa e da un cielo azzurro intenso, che creano uno spettacolo unico e spettacolare.

È particolarmente famoso per i suoi alberi morti, che risalgono a oltre 900 anni fa e si ergono come sculture scheletriche sulla sabbia rossa. La combinazione del rosso delle dune e del bianco degli alberi morti crea un’atmosfera surreale e quasi irreale. Si tratta di un luogo ideale per gli amanti della fotografia, degli paesaggi desertici e per coloro che cercano un’esperienza unica e indimenticabile. Inoltre, la vicina Sossusvlei offre un’esperienza simile, con dune di sabbia ancora più alte e viste panoramiche spettacolari del deserto.

Dove andare in vacanza in Africa? Queste le mete più gettonate del momento

Dove andare in vacanza in Africa. Spiaggia di Nungwi, Zanzibar

La Spiaggia di Nungwi, situata nell’isola di Zanzibar, in Tanzania, è una delle spiagge più belle e popolari dell’Africa. Con le sue acque cristalline, la sabbia bianca e fine e le palme che la circondano, la Spiaggia di Nungwi offre una vista mozzafiato sull’Oceano Indiano. Questa spiaggia è ideale per coloro che cercano relax e tranquillità, ma offre anche molte attività divertenti come lo snorkeling, la pesca, le escursioni in barca e il parasailing. Inoltre, la spiaggia è circondata da numerosi resort e ristoranti, dove è possibile gustare deliziosi piatti di pesce fresco e altre specialità locali.

La vicina città di Nungwi offre anche ai visitatori l’opportunità di conoscere la cultura e la storia dell’isola, con una vasta gamma di musei e mercati tradizionali.

Cascate Victoria, Zambia eZimbabwe

Le Cascate Victoria, situate lungo il fiume Zambezi al confine tra Zambia e Zimbabwe, sono una delle meraviglie naturali più impressionanti al mondo. Con una larghezza di oltre 1,7 km e una caduta di oltre 100 metri, sono spettacolari e incredibilmente maestose. Un’esperienza indimenticabile per i visitatori è quella di osservare le cascate dal lato dello Zambia o dello Zimbabwe, in cui la vista dell’acqua che cade nelle profondità del fiume offre una visione spettacolare.

Dove andare in vacanza in Africa? Queste le mete più gettonate del momento

È presente anche una natura incredibilmente bella, con una grande varietà di flora e fauna selvatica. Le cascate Victoria sono inoltre famose per le numerose attività che offrono ai visitatori, tra cui escursioni nella giungla, bungee jumping, rafting, voli panoramici e persino il nuoto nella piscina naturale chiamata “Devil’s Pool”.

 

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