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Carcassone è una delle tappe più pittoresche da tenere in considerazione se stai organizzando un  viaggio on the road in Francia E’ un meraviglioso borgo medievale ancora oggi abitato, situato nella regione della Languedoc, nel sud della nazione. Patrimonio dell’UNESCO, Carcassone è famosa per la sua cittadella, la quale vanta numerose fortificazioni murarie e diverse torri perfettamente conservate. Se sei di passaggio in queste zone dedica una visita a questa Citè. In questo articolo trovi informazioni utili alla visita di Carcassone e cosa vedere nel borgo medievale più bello della Francia.

Carcassone, cosa vedere

Stupenda è la vista di Carcassone dalla piazzola dell’autostrada sovrastante. Se puoi, fermati qui per fare delle foto dall’alto alla città fortificata, prima di inoltrarti nel suo centro storico. Le sue cinta murarie sono letteralmente incastrate nell’orizzonte e le 52 torri, baluardi di difesa della cittadella, si stagliano verso il cielo con la loro forma elegante e austera al tempo stesso. Lascia volare la fantasia e catapultati al suo interno, viaggiando indietro nel tempo, e immagina di passeggiare tra i suoi vicoletti antichi e la sua gente durante il periodo medievale. 

Entra da Porta Narbonne

Entrando dal ponte levatoio di Carcassone puoi accedere al vecchio centro storico, chiamato “intra muros”. Nella cinta muraria di Carcassone trovi ben quattro porte che, nell’arco dei secoli, hanno permesso sia all’esercito che ai cittadini del borgo di entrare e uscire, mantenendosi comunque al sicuro. La più pittoresca tra queste è Porta Narbonne. Si apre tra due torri gemelle e per arrivarci devi oltrepassare un piccolo ponte levatoio in pietra e legno al di sotto del quale puoi vedere il vecchio fossato. Porta Narbonnaise deve il nome alla sua posizione strategica. Uscendo dalla porta infatti, se hai una buona vista e l’aria è rarefatta, potresti riuscire a vedere la città di Narbonne. 

Carcassone, cosa vedere nella città medievale della Francia
Fermarsi a Carcassone significa fare un viaggio nel tempo. Passerai il tempo ad immaginare soldati nascosti dietro i merli delle mura, le dame in passeggiata e le donne della borghesia intente a fare il bucato.

Visita la Basilica di Saint Nazaire

Una volta entrato nel bellissimo borgo medievale, oltre a goderti l’atmosfera suggestiva delle antiche stradine e delle botteghe tipiche, non perderti assolutamente una visita alla Basilica di Saint Nazaire. E’ un edifico dei primi del Novecento edificato in stile romanico ma contornato da vari richiami gotici, come le vetrate riccamente colorate o gli intarsi della navata.

Carcassone, cosa vedere nel borgo medievale della Francia
Inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 1997, oggi Carcassone è una piccola cittadina della provincia francese, abitata da circa 50.000 abitanti, ma visitata ogni anno da ben 2.000.000 di turisti.

Entra nello Chateau Comtal

La Chateau Comtal invece è uno dei monumenti più famosi di Carcassone. E’ un prezioso castello commissionato nei primi del ‘900, circondato da 14 torri poste nelle mura esterne e addirittura 24 torri all’interno. Comprende anche una basilica e una piccola chiesa. Al suo interno si trova il Musee Lapidaire, che ospita raccolte di scavi effettuati sul territorio della città e nei dintorni. Non meno importante, anzi, fortemente suggestivo, è il Théàtre de la citè. Si trova proprio alle spalle della basilica di Saint Nazaire ed è un anfiteatro all’aperto che ospita grandi eventi, soprattutto durante la stagione estiva. 

Fai un salto al Museo dell’Inquisizione

Una visita al Museo dell’Inquisizione è immancabile se ti trovi in visita a Carcassone. E’ un’atroce testimonianza della brutale repressione da parte degli enti ecclesiastici medievali verso eretici, streghe e disertori. Al suo interno custodisce strumenti di tortura usati dai tribunali religiosi dell’epoca, alcuni dei quali davvero raccapriccianti. Ogni reperto è accompagnato da un’accurata didascalia che ne racconta l’uso e la funzione. Puoi addirittura percorrere il percorso riservato agli eretici, dal processo alle torture, fino ai più infidi metodi di uccisione. Non è un museo adatto a persone facilmente impressionabili, ne tantomeno ai bambini. Con i più piccini puoi visitare invece il Museo della Scuola, che ricostruisce le antiche aule scolastiche francesi. Al suo interno puoi vedere calamai e libri antichi, nonchè cimentarti con la scrittura con la piuma d’oca. 

carcassone, cosa vedere con i bambini nel borgo medievale della Francia
Lo sapevi che il famoso film “Robin Hood, principe dei ladri” con Kevin Costner fu girato proprio qui? Il Museo della cavalleria e delle armi Medievali, conserva anche le armi utilizzate durante le riprese. Facci un salto!

Vai ad ammirare il Pont Vieux

Dal Pont Vieux, il ponte vecchio, puoi avere una prospettiva meravigliosa su Cacassone. Per arrivare al punto panoramico devi percorrere il ponte per la sua lunghezza, ossia per 225 metri, oltrepassando così il fiume Aude, dalle sfumature turchesi. 

Il Pont Vieux è monumento nazionale dal 1926 ed è composto da 12 arcate che, nel tempo, hanno subito diversi crolli e altrettanti restauri, perdendo dunque la conformazione originaria. E’ anche un tratto dell’itinerario del Cammino di Santiago de Compostela, motivo per cui ti capiterà di incontrare sul ponte numerosi pellegrini, in ogni stagione.

Raggiungi la chiesa di Notre Dame de la Santè

Percorrendo Pont Vieux noterai immediatamente la chiesa di Notre Dame de la Santè, anch’essa tappa fugace del Cammino di Santiago. Anticamente era la cappella dell’ospedale di Carcassone e la sua costruzione pare risalga al periodo rinascimentale. Le parti basse dell’edificio sono rovinate dalle inondazioni del fiume sottostante, ma nonostante la sua facciata austera e dismessa custodisce tra le mura deliziose decorazioni, come la statua raffigurante la Madonna con bambino. Fermati in questa chiesa e rispettane il silenzio, reso poetico dalla luce del sole che, filtrata dalle vetrate colorate, crea un’atmosfera ovattata e misteriosa. 

Non tralasciare la Bastide Saint-Louis, la Città Bassa

Al di la delle cittadella fortificata, pittoresca e intrigante, Carcassone vanta una zona fuori le mura altrettanto fascinosa che vale la pena visitare. Fuori dal nucleo medievale infatti la città si apre su stradine acciottolate, costeggiate da eleganti abitazioni e da numerose botteghe. Fortemente voluta da re Luigi IX, dal quale prende il nome, la Bastide Saint-Louis ha iniziato ad ampliarsi sulle rive del fiume Aude nei primi anni del 1200. Presenta una pianta regolare che si sviluppa intorno a Place Carnot, fulcro della vita sociale e economica della città. Qui infatti va in scena un delizioso mercato cittadino e anticamente era meta di artisti illustri, come Balzac e Stendhal, in cerca di ispirazioni. Al centro della piazza trovi una bellissima fontana in marmo che sfoggia una magnifica statua del Dio Nettuno. Puoi ammirarla da uno dei tanti dehors sparsi sulla piazza, mentre ti delizi con caffè caldo e piccola pasticceria francese. 

Consigli per la visita a Carcassone

Per calarti completamente nell’atmosfera medievale di Carcassone ti comnsiglio di trovare un albergo “intra muros”, e dormire dentro la cinta muraria.

I periodo ideali per visitare il borgo medievale sono la primavera e l’autunno, stagioni in cui grazie al clima mite puoi riuscire a passeggiare in tranquillità per le sue strade. In estate il flusso turistico diventa enorme e difficilmente riusciresti a vedere tutto in un giorno. Se hai a disposizione solo il periodo estivo per viaggiare sappi che il 14 luglio a Carcassone si festeggia la presa della Bastiglia, per cui la città si veste a festa regalando spettacoli pirotecnici, meravigliose illuminazioni ed eventi a tema. 

A Natale invece Carcassone si riempie di lucine colorate e di mercatini tipici e diventa un grande presepe a cielo aperto. le temperature però sono spesso proibitive, quindi se viaggi con i bambini e temi il freddo non è la meta adatta a te. 

carcassone, cosa vedere con i bambini nel borgo medievale della Francia
Carcassone è piena di graziose botteghe, bar e taverne, avvolte in un’ atmosfera antica sospesa nel tempo.

Cosa mangiare a Carcassone

In questo magico borgo medievale ci sono numerose brasserie dove hai il piacere ( o il dispiacere?) di divedere il tavolo con degli sconosciuti. Nel borgo di Carcassone si consumano molto piatti a base di lepre e di patè d’anatra e, nonostante io non sia un amante della carne in generale, devo dire che sono preparati in maniera eccelsa. Il Cassoulet è il piatto tipico di questa regione. Viene preparato con fagioli bianchi, confit d’anatra (o oca, a seconda dei casi), stinchi e costine di maiale, salsicce di Tolosa e cotenne. Lo puoi gustare in tutti i ristoranti del borgo. Da non perdere assolutamente!

Dove parcheggiare per visitare Carcassone

Se arrivi in auto a Carcassone puoi usufruire del grande parcheggio a pagamento che si trova proprio all’ingresso della Porta Narbonne. Il parcheggio, data la vicinanza alla città, è abbastanza caro. Ma se hai voglia di fare quattro passi puoi invece parcheggiare nella città bassa, a ridosso del monte, e fare una bella passeggiata lungo le mura della città antica.

 

Castelvecchioa Verona è un antico maniero fortificato fatto edificare da Cangrande II, Signore della città, a metà del 1300. Aveva la duplice funzione di residenza signorile e di presidio difensivo e per questo motivo presenta al suo interno due nuclei abitativi: la Piazza d’Armi e la Reggia Scaligera. Nel centro si innalza la Torre del Mastio, costruita qualche anno più tardi per poter accedere al Ponte Scaligero sull’Adige. Ma come mai Cangrande fece costruire una torre che collegasse Castelvecchio al ponte? Scopriamolo insieme in questo articolo. 

Castelvecchio a Verona. Visita al museo della Rocca Scaligera con i bambini
Il meraviglioso cortile di Castelvecchio vanta nel centro un solo vezzo: una fontana a forma di cane, simbolo di fedeltà.

Castelvecchio a Verona

Castelvecchio è una delle tappe più interessanti da fare in città, anche con i bambini al seguito. Si tratta di uno dei monumenti più imponenti di Verona e ha tante storie da raccontare. Il primo nome assegnato a questo maniero è San Martino in Aquaro, ispirato sicuramente alla vicinanza al fiume Adige. Il nome Castelvecchio arriva dopo il trasferimento della corte Viscontea sulla collina di San Pietro, in un nuovo castello più grande e più importante.

Conosci la storia di Castelvecchio?

A metà del 1300, in un’epoca di tumulti e di guerriglie, Cangrande II decide di far edificare una fortezza in cui trasferire la sua corte, per tenerla al sicuro. Aveva in mente un progetto ben definito, che comprendesse sia una dimora signorile che un sistema difensivo, che comprendesse una piazza d’armi. Fa proteggere la Reggia Scaligera da un cortile con doppie mura, al centro del quale fa erigere un’altissima torre, la famosa Torre del Mastio, che collega Castelvecchio al ponte Scaligero, assicurando così al regnante e alla sua corte una via di fuga verso le campagne in caso di attacchi nemici. 

Castelvecchio a Verona. Visita al museo della Rocca Scaligera con i bambini
Dai camminamenti di Castelvecchio puoi avere una bellissima visuale sull’Adige e sui suoi ponti, soprattutto su quello Scaligero.

L’unica vezzo del castello è una fontana a forma di cane, simbolo di fedeltà assoluta, che ancora oggi troneggia nel centro del cortile. 

Dopo la caduta degli Scaligeri Castelvecchio è adibito dai veneziani a deposito di armi per poi passare, qualche decennio più tardi, nelle mani dei dominatori francesi e austriaci che lo utilizzano come caserma militare. Agli inizi del 1900, con un importante restauro, si aggiungono elementi architettonici tardogotici e rinascimentali e si ripristinano anche le merlature e le coperture delle torri andate perse durante il periodo napoleonico. 

Il processo di Verona

Nel 1944 Castelvecchio diventa sede del famoso Processo di Verona, grazie al quale sono condannati a morte alcuni gerarchi fascisti e lo stesso Galezzo Ciano, genero di Benito Mussolini. Poco dopo il maniero viene bombardato e subisce importanti perdite. Negli anni ’50 l’architetto veneziano Carlo Scarpa lo riporta a nuova luce, recuperando i materiali originali del castello e sostenendo questi ultimi con strutture in cemento e acciaio, donando alla struttura una nuova invidiabile facciata.

Visita il museo civico di Castelvecchio a Verona

Ad oggi questo meraviglioso castello di epoca medievale ospita il museo civico e custodisce importanti collezioni di arte medievale, rinascimentale e moderna. Le sale che espongono le preziose opere d’arte e i numerosi reperti storici sono ben 29. Il museo accoglie anche monete, medaglie e stampe in gabinetti specializzati, nonchè dipinti e numerose sculture, bronzi, mobili e collezioni etnografiche di grande pregio. Oltre alle sale espositive Castelvecchio vanta fototeche, sale per mostre temporanee e per laboratori artigianali e un punto vendita con libri e cataloghi dedicati. La riapertura dei camminamenti di ronda della corte d’armi ha reso ancora più affascinante il percorso museale, portando il visitatore in una passeggiata immersiva tra storia, arte e architettura.

Perché visitare Castelvecchio con i bambini

Il percorso museale di Castelvecchio si snoda tra le sue mura merlate e i suoi camminamenti, tra il giardino e la Torre del Mastio. La visita è un’esperienza unica da fare anche con i bambini perchè le varie opere d’arte si integrano alla perfezione con il contesto strutturale dell’edificio, non risultando mai pesanti. Dalle sale luminose degli allestimenti è possibile uscire e proseguire sul percorso esterno in più punti, creando un itinerario dinamico che spazia dai panorami ai dipinti in un turbinio di colori e reperti preziosi. Le sculture medievali poi sono sempre fascinose agli occhi dei bambini, ammaliati da armature, affreschi imponenti e monete antiche. 

Informazioni utili e prezzi

Per accedere all’area museale di Castelvecchio bisogna pagare un biglietto di 6,00 € e non è necessaria la prenotazione. Il Museo è aperto tutti i giorni dalle ore 8:30 alle ore 19:30. Il Lunedì invece segue solo l’orario pomeridiano, ossia dalle or 13:30 alle ore 19:30

Verona racchiude testimonianze storiche, culturali ed artistiche di grande rilevanza, avvolte da un’allure decisamente romantica. Da secoli infatti Verona è catalogata come “città dell’amore” grazie alle famose vicende shakespeariane di Romeo e Giulietta. La città però è altresì chiamata “Porta d’Italia” poichè, grazie alla sua favorevole posizione, è al centro delle principali vie di comunicazione non solo nazionali ma anche europee. Gran parte dell’economia di questa città si basa proprio su queste bellezze monumentali e sul turismo romantico che, inevitabilmente, si concentra attorno alla storia dei due sfortunati amanti, Romeo e Giulietta. Scopriamo insieme quindi cosa vedere a Verona in 1 giorno, passeggiando con i bambini.

Cosa vedere a Verona in 1 giorno

Non credere che a Verona ci sia da vedere solo il balcone della cara Giulietta. La città riesce ad avvolgere il visitatore con altre attrazioni, portandolo tra le sue caratteristiche viuzze, nelle grandi piazze affollate, nei locali in cui degustare i piatti della cucina tipica locale accompagnati dagli ottimi vini prodotti nei territori circostanti.

Sei mai stato al Vinitaly?

A Verona infatti ogni anno si svolge una delle manifestazioni dedicate al mondo del vino più importanti del mondo: il Vinitaly. Questa famosa fiera internazionale di vino e di enologia si tiene ogni anno proprio a Verona, presso Veronafiere. Puoi partecipare al Vinitaly includendo questo evento nel tuo itinerario a Verona, visto che puoi spostarti dalla città verso il centro fieristico  sia in auto che con le navette gratuite messe a disposizione per l’occasione, oppure utilizzando gli autobus di linea ATV. Quest’anno la 55esima edizione del Vinitaly partirà il 2 aprile per concludersi il 5 aprile. La fiera sarà aperta dalle 9.30 alle 18.00. Per mantenere lo standard professionale di questa manifestazione, l’accesso è consentito solamente ad operatori specializzati e maggiorenni.

Vai a vedere l’Arena di Verona

La famosa Arena di Verona è il monumento simbolo della città, assieme alla casa di Giulietta, ed è sicuramente la prima cosa che vorrai vedere una volta arrivato in città. Questo Anfiteatro Romano, costruito attorno al I secolo d.C., era destinato agli spettacoli tra gladiatori e animali e prende il nome dalla sabbia, la “rena” appunto, che si trova nella parte centrale della struttura, ossia sul campo dove si svolgevano gli spettacoli. L’esterno è completamente rivestito di mattoni e pietra di Verona, un granito di colorazione rossastra prevalentemente argilloso, che viene estratto proprio in questi territori. I maestosi interni, con gradinate concentriche, danno un meraviglioso effetto visivo e acustico per cui tuttora l’Arena è uno dei più richiesti palcoscenici mondiali. 

Pranza al sole in Piazza Bra

L’Arena di Verona troneggia in Piazza Bra, una delle piazze più grandi d’Europa. Il nome Bra infatti deriva dal tedesco breit, che significa appunto “largo”. In questa piazza, caratterizzata da eleganti pavimenti di marmo rosa della Valpolicella, i local amano passeggiare, ritrovarsi nei bar, usufruire delle panchine al fresco degli alberi. Piazza Bra è costeggiata da molti locali in cui fermarsi a prendere un caffè o a fare un aperitivo, ma anche di ristoranti in cui provare piatti tipici del territorio. Alcuni sono forse troppo turistici, pensati per gli stranieri, con menù classici contenenti lasagne e pasta al ragù, piatti tipici della penisola fortemente apprezzati all’estero. Ma se cerchi bene puoi riuscire a trovare anche bistrot che propongono prelibatezze locali. 

In Piazza Bra trovi anche la sede del Municipio di Verona, Palazzo Barbieri, e il Palazzo della Gran Guardia dove spesso vengono organizzate mostre temporanee e eventi. 

Cosa vedere a Verona in 1 giorno

Tocca la tetta di Giulietta

Un altro posto gettonatissimo di Verona è sicuramente il balcone di Giulietta, custode di una delle scene più belle della tragica vicenda dei due amanti nati dal genio di William Shakespeare. L’edificio si trova proprio nel cuore del centro storico della città, in un delizioso cortile dove troneggia la statua in bronzo di Giulietta. Pare che toccare un seno della celeberrima eroina shakespiriana porti molta fortuna in amore. L’unico neo è la fila da affrontare per poter arrivare alla statua e scattare la foto di rito. Sul cortile si affaccia anche il famoso balcone dal quale i due amanti si scambiavano promesse d’amore. La casa è visitabile ed è una tappa quasi obbligata se ti trovi in vacanza a Verona, nonostante sia diventata una specie di trappola per turisti. 

Meno famosa invece è la casa di Romeo, ad oggi abitazione privata, che si trova invece nelle vicinanze delle Arche Scaligere. 

Visita le Arche Scaligere

Le Arche Scaligere rappresentano un complesso funerario edificato nelle vicinanze della Chiesa di Santa Maria Antica, a Verona. Sono una straordinaria testimonianza di architettura gotica e sono state create per accogliere le spoglie di alcuni membri della famiglia scaligera. Le Arche infatti sono le tombe monumentali di alcuni rappresentanti di spicco della famosa casata, tra le quali si trova quella dedicata al più famoso Signore di Verona, Cangrande. Visitare le Arche Scaligere è un’esperienza da fare assolutamente se ti trovi a Verona, poichè sono ritenute delle opere d’arte monumentali più significative dell’arte gotica in Italia. 

Passeggia in Piazza dei Signori

Poco distante dalle Arche Scaligere trovi Piazza dei Signori, da sempre fulcro della vita sociale ed economica della città. La piazza è circondata da edifici monumentali collegati tra loro tramite portici e meravigliose arcate e nel centro si innalza la statua dedicata a Dante Alighieri, che trovò rifugio proprio a Verona dopo essere stato esiliato dalla sua città natale, Firenze. Puoi provare a percorrere la piazza lungo il suo perimetro per incontrare man mano i vari palazzi che la rendono così popolare.

Entrando dall’Arco della Costa infatti trovi subito la Domus Nova, oggi sede civile nota come Palazzo dei Giudici, per poi incontrare la Loggia del Consiglio, il Palazzo degli Scaligeri e il Palazzo del Capitanio, collegato da un arco al Palazzo della Ragione.

Qui puoi salire anche sulla famosa Torre dei Lamberti e raggiungere le sue terrazze panoramiche e la cella campanaria, salendo per ben 368 scalini! Per i più pigri invece c’è un comodo ascensore panoramico che permette ugualmente di ammirare le meraviglie architettoniche della torre. Anch’esso arriva sulla terrazza panoramica dalla quale puoi avere una strepitosa vista sulla città. 

Vai al mercato di Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe è la più antica piazza di Verona, fulcro della vita economica e sociale della città. Ospita un folkloristico mercato di frutta e verdura e diventa un luogo di incontro per i veronesi che qui si recano per fare la spesa, ma anche per regalarsi qualche momento di relax sfruttando i numerosi locali che attorniano la piazza. La sera poi questo posto diventa il salotto per eccellenza della città, tra musica e aperitivi. 

Qui trovi Palazzo Maffei, un edificio barocco che sfoggia meravigliose statue di dei greci, come Ercole e Minerva. Merita una visita anche la Casa dei Mercanti, che adesso è la sede della Banca Popolare di Verona. Al centro della piazza puoi ammirare il Capitello, una Tribuna usata in passato per le cerimonie di insediamento dei nuovi podestà o dei pretori. 

cosa vedere a Verona in 1 giorno con i bambini
Il mercato di Piazza delle Erbe è un punto di incontro cittadino. I residenti, così come i turisti, amano visitare Piazza delle Erbe ogni mattina. Qui trovi infatti un’ampia scelta di souvenir ma anche verdura e frutta fresca di stagione!

Visita Castelvecchio, l’antica fortezza della città

Castelvecchio è l’antica fortezza di Verona, fatta edificare da Cangrande II della Scala per proteggere la sua Signoria dai pericoli esterni o da sollevazioni popolari. Dopo la caduta degli Scaligeri diventa un deposito di armi di dominio veneziano, per poi diventare una caserma durante la dominazione francese della zona. Restaurato completamente nei primi decenni del 1900 Castelvecchio si divide in due importanti nuclei: la Piazza d’armi e la loggia signorile, reggia degli Scaligeri. Al centro del grande cortile si innalza la Torre del Mastio, punto di accesso al Ponte Scaligero sull’Adige. Pare infatti che Cangrande, facendo costruire questo ponte, si fosse assicurato una via di fuga verso le campagne in caso di assalti improvvisi. 

Oggi puoi visitare Castelvecchio e il suo museo d’arte medievale, rinascimentale e moderna. La visita è interessante poichè tra le mura del castello sono custoditi capolavori come la Sacra famiglia del Mantegna e il Ritratto femminile di Rubens, oltre a regalare affacci panoramici sui ponti più belli di Verona. 

Cosa vedere a Verona in 1 giorno

Affacciati sui ponti della città

Verona è letteralmente tagliata in due sezioni dal fiume Adige e quindi i ponti sono sempre stati essenziali per potersi muovere da un capo all’altro della città. Affacciandoti da Castelvecchio hai una visuale stupenda sul Ponte Scaligero, costruito nelle seconda metà del 1300 con tre arcate diverse tra loro, voluto come già detto da Cangrande II per assicurare una via di fuga alla sua corte in caso di attacchi. Distrutto durante i bombardamenti dei nazisti in ritirata, è stato ricostruito nel dopoguerra con pietre e mattoni originali recuperati nel fiume. Stesso destino è stato riservato ad altri sette ponti di Verona che, distrutti dalle bombe, sono stati rialzati con materiali recuperati sui fondali dell’Adige. Il Ponte più antico della città è il Ponte di Pietra, risalente all’epoca romana, che ancora oggi collega il teatro Romano con il centro di Verona. 

cosa vedere a Verona in 1 giorno con i bambini
Dagli affacci di Castelvecchio puoi avere una visuale straordinaria non sono sulla città, ma anche sui suoi ponti, primo tra tutti quello Scaligero.

Perchè vedere Verona con i bambini

Verona è la città perfetta da visitare con i bambini, in ogni stagione e in ogni giorno della settimana. Il centro storico è completamente chiuso al traffico e ci sono tantissime piazze, aree verdi e molti musei che è possibile vedere insieme ai più piccoli, facendo esperienze che coinvolgono dunque tutta la famiglia. Passeggiando tra le viuzze caratteristiche di Verona e tra i suoi più importanti edifici possono scoprire e imparare la storia millenaria della città, focalizzando l’attenzione anche sui piccoli dettagli che spesso passano inosservati. Fai aguzzare loro la vista aiutandoli a cercare stemmi di famiglia e iscrizioni sulle facciate dei palazzi, sui tombini, nei vicoli. La città ne è piena. Verona ha tante cose da raccontare a chiunque voglia ascoltare le sue storie millenarie. Un motivo in più per esplorare questa meravigliosa città a passo lento, mano nella mano. 

 

Situatonel cuore di Foligno, in una delle piazze più importanti della città, Palazzo Trinci è un iconico edificio fatto costruire dalla famiglia di cui porta il nome. E’ stato edificato tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400 per volere di Ugolino Trinci e per un centinaio di anni è stata la sede della signoria dei Trinci, allora governanti della città. Una visita a questo palazzo, finemente decorato, è obbligatoria se ti trovi a Foligno o nelle vicinanze poichè ospita anche importanti raccolte archeologiche e artistiche. Opere che sono custodite nel Museo che dal 2000 è ospitato nel Palazzo simbolo della città. 

Palazzo Trinci, cosa vedere a Foligno con i bambini

Palazzo Trinci

Una della peculiarità di Palazzo Trinci sono proprio i suoi interni decorati, meravigliose testimonianze tardogotiche che hanno caratterizzato l’edificio già ai tempi della sua costruzione. Il cortile interno non è da meno. Vanta una splendida scala gotica affrescata e decorata con deliziose geometrie che attira immediatamente l’attenzione del visitatore. Le diverse ristrutturazioni architettoniche che il palazzo ha ricevuto nel corso dei secoli sono tangibili in ogni ambiente, soprattutto nelle sale del secondo piano che custodiscono gli affreschi più belli e interessanti. 

Palazzo Trinci, cosa vedere a Foligno con i bambini
Palazzo Trinci si sviluppa intorno ad un grande cortile principale e due minori. La corte con pozzo presenta la Scala Gotica, raccordo verticale tra i tre livelli dell’edificio e perno strutturale attorno cui ruotano gli spazi decorati con disegni geometrici.

Conosci le Sette età dell’uomo?

Per dare un tocco di stile unico nel suo genere i Trinci hanno chiamato Gentile da Fabriano per decorare le sale del Palazzo. Della messa in opera del grande maestro la Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti è senza dubbio la più pittoresca. In quest’area sono infatti rappresentate le personificazioni delle arti del Trivio, ossia la Grammatica, la Dialettica e la Retorica, e del Quadrivio, e quindi della Geometria, dell’Aritmetica, della Musica e dell’Astronomia. Preziose anche le raffigurazioni dei Sette Pianeti. Ma cosa stanno a significare?

Le sette arti rappresentano le sette età dell’uomo, ciascuna delle quali è influenzata da un pianeta e dedita all’apprendimento di un’arte. Il tema delle età dell’uomo continua nel lungo corridoio che collega Palazzo Trinci al Duomo, devi solo seguirne la scia.

Al secondo piano trovi anche la Sala dei Giganti. Qui sono raffigurati eroi della storia Romana, da Romolo a Traiano, passando per Cicerone e Catone, abbigliati però secondo lo stile rinascimentale. Rappresentano i grandi miti dell’Antica Roma, scelti da Ugolino Trinci come grandi esempi di governatori ideali, virtuosi e carismatici. 

Palazzo Trinci. Visita la Pinacoteca Civica e il Museo Archeologico

A Palazzo Trinci trovi anche la Pinacoteca Civica, articolata su tre sezioni dedicate rispettivamente al ‘300, al ‘400 e al ‘500. Raccoglie numerose reliquie provenienti da edifici ecclesiastici e da ex conventi, chiusi in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del 1863. 

A due passi dalla Pinacoteca trovi il Museo Archeologico. L’area museale è molto piccola ma espone reperti molto importanti, risalenti all’epoca romana e appartenenti alla storia umbra, raccolti negli anni dalla famiglia Trinci. Altrettanto piccolo e interessante è il Museo multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi. Qui trovi anche notizie sulla Giostra della Quintana di Foligno, una rievocazione storica molto cara alla popolazione che sfocia in sontuose sfilate in abiti barocchi, in eventi gastronomici e, appunto, nella Giostra di cavalli e cavalieri che si contendono il Palio.

Passeggia nel cortile esterno

Le modifiche apportate a Palazzo Trinci nel corso degli anni sono visibili soprattutto all’esterno. La facciata ad esempio è stata ristrutturata a meta del 1800, dopo un forte terremoto che ha colpito la zona. Presenta colonne decorative ed una specie di cavalcavia che si protende alla cattedrale, sicuramente un accesso che metteva in comunicazione anticamente i due edifici.

Anche l’ampio cortile esterno, caratterizzato da una bellissima scala laterale, ha subito modifiche in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. E’ caratterizzato da bellissimi portici e da grandi volte a crociera. Ulteriori ristrutturazioni sono di recente fattura e sono seguite al terremoto che ha interessato la zona nel 1997. 

Perchè vedere Palazzo Trinci a Foligno

Palazzo Trinci è uno degli edifici più famosi di Foligno e risulta essere una delle dimore storiche tardogotiche più interessanti del centro Italia. Si trova in posizione centrale, nel fulcro del centro storico della città. Nelle vicinanze trovi il Duomo di San Feliciano, il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà, risalente al 1200, nonchè la ex Chiesa della SS.Trinità, che custodisce una delle opere d’arte più straordinarie del tardo Novecento: la Calamita Cosmica. Gli interni di Palazzo Trinci sono davvero incantevoli e affascinano anche i bambini per la preziosità dei dettagli e per i colori usati. Inoltre tra le sue mura vengono spesso organizzate mostre temporanee.

Dal 7 dicembre al 4 giugno 2023 ad esempio a Palazzo Trinci puoi visitare la mostra I Love Lego, dedicata a tutti gli appassionati di mattoncini Lego. Nelle stanze del palazzo trovi sette enormi diorami contenenti riproduzioni in scala di diverse ambientazioni. Puoi passeggiare infatti tra pirati dei Caraibi e tornare indietro nel tempo, tuffandoti in un diorama dedicato alla Seconda Guerra Mondiale. Tutte le ambientazioni sono realizzate su decine di metri quadrati con oltre mezzo milione di mattoncini!

Prezzi e orari

Palazzo Trinci è visitabile da gennaio a giugno e da ottobre a dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Nei mesi di luglio e settembre apre dal martedì alla domenica con orario continuato, a partire dalle 10:00 fino alle 19:00. Il mese di agosto segue gli stessi orari e rimane aperto tutta la settimana, lunedì compreso.

Il costo del biglietto intero è di 6,00 €, mentre il ridotto, per i bambini dai 6 ai 18 anni, è di 3,00 €. L’ingresso è gratuito per i bambini dai 0 ai 3 anni.
Per vedere I love Lego invece il costo del biglietto è di 12, 50 € mentre il ridotto 10,00 €.

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 0742 330 584 /585

 

 

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Uno dei borghi più autentici da visitare in Umbria è indubbiamente Foligno. Una cittadina in provincia di Perugia che merita di essere esplorata a piedi o in bicicletta, in modalità lenta, alla scoperta dei tesori medievali e rinascimentali che custodisce nel suo centro storico. In questo articolo trovi tanti consigli utili su cosa vedere a Foligno in 1 giorno, anche con i bambini.

Foligno. Cosa vedere in 1 giorno

Foligno si trova a metà strada tra Assisi e Spoleto e per la sua posizione privilegiata anticamente veniva considerata come il “centro del mondo”. Ovviamente considerando il mondo conosciuto nel periodo romano e medioevale, ossia relativo al bacino mediterraneo. Rientra tra le città più grandi della regione ed è uno dei borghi medievali più belli in cui fermarsi durante un viaggio on the road in Umbria. Meta perfetta, tra l’altro, per chi ama i luoghi poco turistici e desidera passeggiare indisturbato tra storia e arte.

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Foligno racchiude monumenti di grande interesse che svettano su vie e piazze di particolare bellezza. La chiesa più importante della città è la Cattedrale di San Feliciano. Edificata in stile barocco vanta preziosi dettagli neoclassici, e custodisce al suo interno opere del Corraduccio e di Canova. Sulla facciata spiccano decorazioni rappresentanti i segni zodiacali, i quattro evangelisti e una statua di Federico Barbarossa protetto da due grifoni. In Piazza della Repubblica, cuore pulsante della città di Foligno, si trovano poi il Duomo, il Palazzo Comunale e il Palazzo Trinci, che merita assolutamente una visita.

Entra a Palazzo Trinci

Palazzo Trinci è una delle dimore storiche più importanti d’Italia ed è il risultato di una serie di ristrutturazioni realizzate verso la fine del 1300 da Ugolino Trinci su palazzi preesistenti. La Loggia affrescata che riproduce la fondazione di Roma si raggiunge tramite un’antica scala gotica e da qui è possibile poi raggiungere le diverse sale dell’edificio. Nella Sala delle Arti e dei Pianeti ad esempio, bellissima da visitare con i bambini, sono rappresentate le arti liberali, ossia la Gramatica, l’Aritmetica, l’Astronomia etc.., i sette pianeti e le sette età dell’uomo ognuna delle quali influenzata da uno specifico pianeta e predisposta all’apprendimento di un’arte. Attualmente Palazzo Trinci ospita la Pinacoteca, il Museo Archeologico e il Museo Multimediale delle Giostre e Tornei.

Foligno, cosa vedere. Visita Palazzo Orfini

Palazzo Orfini è un elegante edificio del 1500 che oltre ad ospitare il Museo della Stampa raccoglie numerose testimonianze relative alla produzione della carta a partire dal 1400 ad oggi. Originariamente sede della famiglia Orfini, ricchi zecchieri pontifici, divenne sede della prima tipografia italiana. Qui venne stampata la prima edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri, nel 1472.

Ammira Palazzo del Podestà

Altro edificio storico di grande interesse è il Palazzo del Podestà, che si trova proprio nelle vicinanze del Duomo di Foligno. L’edificio presenta una loggia dotata di cinque archi in cui sono incastonati dei dipinti ritraenti la Giustizia, la Temperanza, la Prudenza e la Fortezza: le quattro virtù che un buon podestà avrebbe dovuto avere per poter governare al meglio la città. In passato il Palazzo del Podestà era unito a Palazzo Trinci da un arco in pietra e dinanzi ad esso è ancora possibile ammirare, protetto da una vetrata, il vecchio Pozzo dei Miracoli risalente al periodo medievale. 

Foligno, cosa vedere i 1 giorno. Visita le sue chiese

Numerose sono le chiese di Foligno e difficilmente si riesce a vederle tutte nell’arco di una giornata. La più antica della città è la Basilica di Santa Maria Infraportis che risale all’anno mille. Edificata in pietra bianca e rosa la sua facciata è arricchita da un portico al quale negli anni successivi sono state aggiunte quattro colonne. L’interno è caratterizzato da tre navate e sulle colonne e sulla pareti sono ben visibili antichi affreschi.  Il Santuario della Madonna del Pianto invece, situato in via Garibaldi, costituisce il Duomo vicario. La sua facciata è in stile neoclassico ed ha annesso un convento neogotico che fu sede di frati Agostiniani. Fuori dal centro storico invece trovi l’Abbazia di Sassovivo, fondata da monaci benedettini nel XI secolo e immersa in una cornice naturale davvero molto particolare. E’ una cosa da vedere a Foligno per vivere la sua storia millenaria. 

Hai mai sentito parlare della Calamita Cosmica?

A Foligno, precisamente nella ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata, è custodita una delle opere d’arte più stravaganti e inquietanti del Novecento: la Calamita Cosmica.

E’ la riproduzione di uno scheletro umano, con un particolare naso a becco. Il suo nome deriva molto probabilmente dall’asta dorata che parte dalla falange della mano, che dovrebbe rappresentare un magnete che collega la scultura al Cosmo. E’ il luogo perfetto da visitare con i bambini, attratti dalla mole della struttura e dalla storia che le ronza attorno. Se ti trovi in vacanza a Foligno devi necessariamente farci un salto.. ah! Puoi girare tra le sue ossa, ma miraccomando a non saltarci intorno!

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
La Calamita Cosmica è un’opera monumentale di Gino de Dominicis, uno dei più emblematici esponenti dell’arte contemporanea del Novecento.

Perchè fermarsi a Foligno con i bambini

Foligno è una delle città più importanti dell’Umbria ed è letteralmente incastonata in una deliziosa vallata della regione, attraversata dal fiume Topino. Rispetto ai restanti borghi dell’Umbria Foligno si trova in pianura ed è quindi facilmente visitabile a piedi o addirittura in bicicletta. Il centro storico è chiuso al traffico e ideale se si viaggia con i bambini. Anche se poco turistica la cittadina è molto animata, soprattutto la sera quando nelle piazze si riversano gli abitanti e i turisti alla ricerca di locali dove fare un aperitivo o cenare. Ai monumenti storici si alternano suggestive strade ed eleganti piazze costeggiate da ristoranti, negozi e botteghe tipiche. Foligno è la meta ideale se desideri passare una giornata immerso nella cultura millenaria non tralasciando lo svago e il divertimento. 

 

La Calamita Cosmica è una scultura monumentale che rappresenta un enorme scheletro umano, con una originale particolarità. Al posto del naso infatti porta un grande becco di uccello. Opera del più grande esponente dell’arte contemporanea italiana, Gino de Dominicis, artista provocatorio ed enigmatico, la Calamita Cosmica è esposta a Foligno in mostra permanente, nella locali della ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata.

La Calamita Cosmica

La Calamita Cosmica di de Dominicis è senza ombra di dubbio la scultura più importante dell’arte contemporanea italiana, un capolavoro eseguito in gran segreto, durante un ritiro dell’artista durato circa vent’anni. L’opera, lunga 24 metri, alta 4 e larga 9 metri, riproduce in maniera perfetta lo scheletro di un essere umano con un lungo naso a becco d’uccello. Perchè dunque si chiama Calamita Cosmica? Il nome deriva dall’asta dorata che parte da una delle falangi dello scheletro e si proietta verso il cielo, una specie di magnete indirizzato verso l’universo.

Scultura arcana?

La Calamita Cosmica è realizzata completamente in vetroresina, gesso e polistirolo, lavorati su una struttura di ferro. La sua terrificante possenza, la sua forma e la sua realizzazione rimangono comunque avvolte in un mistero. Forse proprio per l’enigmatica indole dell’autore l’opera può provocare sensazione discordanti. Ammirazione certo, ma anche sgomento. Fatto sta che da anni la Calamita Cosmica è meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 

La struttura è molto particolare e ricca di dettagli curiosi, proprio come il naso a forma di becco. Dettaglio già riscontrato in alcune opere di de Dominicis che, forse, aveva piacere a rappresentare le mitiche figure ultraterrene dell’uomo-uccello. Un modo di tendere al divino e/o all’arcano, di connettersi forse con la sua parte più spirituale. La Calamita Cosmica lascia comunque spiazzati, un pò per via delle sue straordinarie dimensioni, un pò per la sua forma alquanto bizzarra. Al suo cospetto non puoi che sentirti minuscolo e farti decine di domande sulla sua creazione, nonchè sulle motivazioni che hanno portato l’artista alla sua realizzazione.

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
Un particolare ricorrente in molte opere dell’artista Gino de Dominicis è il naso a forma di becco.

Chi era Gino de Dominicis

Nato ad Ancona nel 1947, Gino de Dominicis è uno degli artisti italiani più emblematici del Novecento. Pittore, scultore, architetto e provocatore, è stato pioniere di una visione non convenzionale dell’arte. Il suo obiettivo primario era riuscire a riprodurre l’immortalità realizzando opere impossibili, spesso legate ai culti antichi. Massima espressione della sua concezione artistica surreale e semi ironica sono proprio i grandi nasi a becco dei protagonisti delle sue opere. Ha sempre ritenuto il pubblico una presenza superflua, inutile e deleteria per l’arte, la quale aveva le basi per poter esistere anche senza sguardi curiosi o indiscreti. Per lo stesso motivo vietava di far fotografare le sue opere. 

La Seconda soluzione d’Immortalità

Tra i suoi lavori uno in particolare si rivela essere per lui un’arma a doppio taglio. Presenta infatti alla Biennale di Venezia del 1972 un’opera intitolata Seconda soluzione d’Immortalità, protagonista della quale è un ragazzo affetto da Sindrome di Down. Il giovane è seduto immobile in un angolo con davanti a se un cubo invisibile, un ritratto di una palla di gomma nell’atto del rimbalzare e una pietra in attesa di essere spostata. L’intento di de Dominicis non era quello di rappresentare un ragazzo con gravi difficoltà ma di figurare una soluzione di immortalità attraverso un uomo con l’aria di bambino, capace dunque di ingannare il tempo.

Sia il pubblico che la critica hanno accolto questa sua performance come indiscreta e sadica, sollevando non poca indignazione tra gli addetti ai lavori tanto che de Domincis e il suo assistente, Simone Carella, vengono querelati alla Procura della Repubblica di Venezia perché sospettati del reato di sottrazione di persona incapace. L’anno dopo sono assolti perché “il fatto non sussisteva”. 

Dove vedere le opere di Gino de Dominicis

L’autore era, come già detto, famoso per il suo forte rifiuto di far fotografare le proprie opere. Motivo per cui molte delle sue creazioni vengono tramandate esclusivamente tramite testimonianze di amici o di galleristi, senza essere supportate da documenti tangibili. 

Alcune sue opere sono esposte alla GNAM, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, altre le puoi visionare presso il Museo di Capodimonte di Napoli. Alcuni video di de Dominicis inoltre sono conservati nelle videoteche della GAM di Torino. La sua opera più famosa invece, la Calamita Cosmica, è esposta in maniera permanete a Foligno, nella ex Chiesa della Santissima Trinità. Nella stessa Chiesa puoi assistere ad alcune video testimonianze storiche sulle opere e sulla vita dell’artista. Vale la pena prendersi una decina di minuti per conoscere meglio questo emblematico autore tramite i racconti dei critici e dei giornalisti che hanno avuto modo di assistere alle sue performance. 

La Calamita Cosmica e la Chiesa della Santissima Trinità

La Chiesa della Santissima Trinità, restaurata completamente nel 2011, è un vero e proprio gioiello in stile neoclassico, frutto dell’architetto Carlo Murena, allievo del Vanvitelli. Oggi rappresenta il secondo polo museale del Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno e ospita la Calamita Cosmica di Gino de Dominicis. Prima di approdare in maniera permanente a Foligno questa suggestiva opera d’arte è stata esposta in diverse parti del mondo, nonostante la sua mole fosse difficile da gestire, sia nell’assemblaggio che nel trasporto. E’ stata ospite del MAC di Grenoble, del Museo di Capodimonte a Napoli, della Mole Vanvitelliana di Ancona e persino della Reggia di Versailles.

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
La grandezza dello scheletro e i suoi dettagli lasciano il visitatore in un misto di stupore e curiosità.

Perchè vedere la Calamita Cosmica

Una visita alla Calamita Cosmica è assolutamente necessaria se ti trovi in viaggio a Foligno o nelle vicinanze. Hai la possibilità fare due esperienze in una, vista la sua collocazione in una delle Chiese più rinomate del neoclassicismo italiano. La conformazione dell’edificio ti permette inoltre di poter girare attorno allo scheletro e di poter scattare foto da diverse angolature, facendoti accedere anche ad una terrazza rialzata che da una vista a 360° sull’opera d’arte, posta al secondo piano della struttura. Hai modo così di visionare due realtà opposte, distanti nel tempo eppure così vicine, da essere quasi racchiuse in un’unica dimensione. Gli stili contrastanti, classico e innovativo, le due opposte destinazioni, sacro e profano, si sposano in maniera perfetta creando un’attrazione che va oltre le aspettative. 

Camminando accanto alla Calamita Cosmica hai la sensazione di trovarti al centro dell’universo, proiettato verso un punto indefinito del Cosmo che parte da una falange di gesso, posta nel centro di una chiesa del Settecento a forma circolare. La stessa Chiesa della SS, Trinità ha una storia irrequieta quanto quella dell’opera d’arte che ospita. Nata da un ambizioso progetto architettonico ma lasciata incompiuta, nel corso dei secoli è stata luogo di culto, magazzino, rifugio bellico e infine polo museale. Ora la sua destinazione d’uso finale è legata alla famosa Calamita Cosmica di Gino de Dominicis. 

La Calamita Cosmica. Orari e prezzi

Per vedere la Calamita Cosmica puoi acquistare il biglietto di ingresso direttamente presso il polo museale della ex Chiesa della Santissima Trinità. L’edificio si trova nel centro storico della città ed è facilmente raggiungibile a piedi dagli altri punti di maggiore interesse di Foligno.

Il costo del biglietto intero è di 6,00 €, il ridotto di 3,00 €. Puoi accedere alla grande sala che ospita la Calamita Cosmica, visionare le teche contenenti la sua storia e la biografia dell’artista e accedere alla sala dove sono proiettati i video sulle opere d’arte e sulla vita di de Dominicis.

Con lo stesso biglietto puoi accedere al CIAC, il Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno, che ha all’attivo ben 25 mostre e ospita la Collezione Permanente di Arte Contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, a pochi metri di distanza dalla ex Chiesa della SS.Trinità. 

  • Orari invernali: da novembre a marzo, sabato, domenica e festivi ore 10:30-13:00/15:00-18:00
  • Orari estivi: da aprile a ottobre, dal giovedì alla domenica e festivi ore 10:30-13:00/15:30-19:00

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La Val Pusteria è una delle più belle valli delle Alpi centro orientali, sita nell’accogliente Alto Adige. E’ una meta che puoi raggiungere sia durante il periodo estivo sia durante quello invernale. Ma è proprio quando la neve raggiunge le pendici delle Alpi che circondano la valle, che il turismo è più intenso. Puoi organizzare un viaggio in Val Pusteria poichè si presenta perfetta per gli amanti degli sport invernali, per le famiglie con i bambini, per i giovani e anche per coloro che vogliono fare un soggiorno rilassante, grazie alla presenza di tantissime strutture dotate di servizi destinati al relax come la SPA e piscine riscaldate.

Organizzare un viaggio in Val Pusteria

La Val Pusteria è anche famosa per i castelli, come il castello di Brunico e di Luson, e per i borghi medievali che la circondano. Da non perdere poi anche l’offerta enogastronomica tipica della zona che conquista il palato di tutti coloro che desiderano lasciarsi conquistare dai prodotti agricoli, caseari e tipici della zona. Ma come organizzare al meglio un viaggio in Val Pusteria? Lo scopriamo insieme in questa guida dedicata.

Organizzare un viaggio in Val Pusteria: consigli utili

Come organizzare un viaggio nella Val Pusteria: scegli il giusto periodo

Sicuramente la valle è molto bella da visitare sia durante il periodo estivo sia in quello invernale. Il consiglio, soprattutto se viaggi in famiglia o se vuoi fare una settimana bianca all’insegna dello sport, è quello di organizzare il tuo viaggio nei mesi invernali.

I mesi migliori per una vacanza in Val Pusteria sono da gennaio a marzo per il periodo invernale.

Se invece non ami la neve e preferisci godere della bellezza della montagna nel periodo primaverile o estivo, i mesi migliori sono quelli che vanno da aprile a luglio. Inoltre la Val Pusteria è meravigliosa anche nel mese di settembre. In questo periodo infatti si possono fare delle bellissime passeggiate, scoprire i borghi nelle vicinanze, organizzare attività di trekking.

Prenotare il giusto alloggio: cerca le offerte

Se hai deciso di fare una vacanza in Val Pusteria devi sicuramente andare alla ricerca delle migliori offerte valutando pacchetti all inclusive, hotel, B&B, residence e hotel con SPA.

Oggi ci sono diversi tour operator che operano anche online, che offrono pacchetti per le famiglie, per le coppie o per i gruppi di amici che voglio fare un viaggio in Val Pusteria all’insegna del divertimento e del relax, trovando il prezzo migliore nelle strutture più accoglienti della valle.

Grazie a una valutazione attenta dei pacchetti in offerta per questa destinazione potrai fare una vacanza rilassante, in una struttura dotata di tutti i comfort e perfetta sia per le famiglie, coppie o gruppi di amici.

Inoltre, all’interno di pacchetti vacanze oppure di offerte dedicate agli hotel si possono trovare strutture accoglienti, rilassanti e con servizi esclusivi come piscine riscaldate, sauna, bagno turco, docce emozionali. Si potranno valutare anche strutture pensate per tutta la famiglia con servizi esclusivi anche per i bambini, come attività per i più piccoli sulla neve o nelle piscine interne degli hotel.

Organizza il trasporto

La soluzione migliore per raggiungere comodamente la Val Pusteria è l’auto (che può essere anche noleggiata) oppure si può valutare un servizio di taxi, o l’uso dei mezzi pubblici come autobus e treni. In caso di viaggio in auto, l’unica accortezza è quella di avere o le gomme termiche o le catene a bordo, che nella zona sono obbligatorie dal mese di ottobre fino a fine marzo, in quanto si può trovare neve o ghiaccio su strada.

Organizzare un viaggio in Val Pusteria. Pianifica le tue attività

Che tu abbia scelto di fare un viaggio in famiglia oppure in coppia o con gli amici all’insegna dello sport devi pianificare attentamente le tue attività. Puoi organizzare direttamente con l’hotel oppure con le strutture presenti in loco, diverse attività sportive quali: sci in pista o di fondo, slittino, snowboarding, percorso in SPA, massaggi, pattinaggio sul ghiaccio.

Organizzare un viaggio in Val Pusteria: consigli utili

Inoltre, si possono pianificare attività come visite nei borghi circostanti, oppure degustazioni di vini e formaggi tipici nei locali della zona. Pianificando queste attività in anticipo, non solo avrai la possibilità di risparmiare sui costi, ma puoi farti già un’idea delle diverse attrazioni e cose da poter fare durante una rilassante vacanza in Val Pusteria.

Divertiti!

Una volta organizzato il viaggio nei minimi dettagli non ti resta che fare la valigia, ricordando di portare tutto il necessario per sopportare al meglio le temperature rigide invernali (non dimenticare magliette e pantaloni termici); inoltre ricorda di mettere in valigia tutto il necessario non solo per la neve ma anche per gli ambienti chiusi che solitamente sono molto caldi e temperati.

Una volta organizzato tutto nel minimo dettaglio non ti resta che partire verso una delle mete più accoglienti e magiche delle Alpi, alla volta del divertimento e del relax, tra le bellezze della neve oppure accolto dal verdeggiare delle montagne nel periodo estivo o primaverile.

 

A Napoli la cucina è pura poesia. Non c’è piatto che non avvolga con i suoi sapori intensi e saporiti. Una cucina, quella partenopea, da secoli caratterizzata da prodotti di umili origini, semplici e genuini, che vanno a comporre ricette gustose che si tramandano di generazione in generazione. Pasta patate e provola è uno di questi piatti della tradizione, una ricetta preparata con pochissimi ingredienti, poveri ma gustosi, che trovi spesso sulle tavole della famiglie napoletane e in quasi tutti i ristoranti tipici della città. 

Pasta patate e provola

Conosci la menuzzaglia?

La pasta utilizzata per preparare questo piatto della tradizione napoletana è da secoli la pasta mista. E’ un insieme di diversi formati di pasta molto in voga nel sud Italia che a Napoli è chiamata “menuzzaglia”. Sono avanzi della dispensa messi insieme per essere consumati invece di essere buttati. Era infatti abitudine della popolazione quella di recuperare i residui di cibo, in tempi in cui nessuno si poteva permettere il lusso di sprecare alimenti. Nella case di Napoli quindi i rimasugli di pasta rotta, che potevano essere ziti spezzati e piccoli pezzi curvi di formati più lunghi, erano sempre conservati per essere riutilizzati. Questi piccoli pezzi erano particolarmente graditi e apprezzati in cucina poichè, una volta cotti, riuscivano a rimanere consistenti attaccandosi bene al condimento.

pasta patate e provola. Curiosità e ricetta di uno dei piatti più famosi di Napoli
La pasta mista, detta menuzzaglia, è un formato che si sposa alla perfezione con le patate mantecate con la provola.

Storia e curiosità

La Campania è sempre stata, nei secoli, una buona produttrice di pasta. Un prodotto che, assieme alle patate, era venduto a prezzi contenuti e quindi accessibile a tutti. Le patate poi, arrivate in Italia dopo la scoperta dell’America, ben si sono adattate da subito al clima e ai terreni del meridione, permettendo la diffusione di grandi coltivazioni che garantivano un prodotto sempre fresco e a buon mercato. 

Sia la pasta dunque che le patate, poichè facilmente reperibili a prezzi modesti, sono sempre stati alla base della gastronomia partenopea. Pasta e patate quindi diventa da subito un piatto molto preparato e consumato dalla popolazione perchè fortemente energetico, vista la quantità di carboidrati presenti. Era il piatto ideale per sfamare e saziare le famiglie che allora erano molto numerose e non certo abbienti.

Ma quante varianti conosci di pasta e patate?

Pare che la prima ricetta scritta della pasta e patate napoletana risalga al 1700 e prevedeva pochissimi ingredienti: pasta, patate e Parmiggiano. Negli anni poi la ricetta si è arricchita di nuovi e gustosi elementi che hanno enfatizzano ancora di più il sapore gustoso di questo piatto. La provola ad esempio è uno dei prodotti tipici locali più usato oggigiorno nella preparazione di questa portata. Altre varianti prevedono l’aggiunta di pancetta oppure, modificandone anche la consistenza, in molti preferiscono preparare addirittura il timballo, sfornando un delizioso pasticcio di pasta e patate. Molti invece preferiscono la versione brodosa, sicuramente più gradevole al palato durante la stagione fredda. Anche l’aggiunta di croste di Parmiggiano in cottura o il concentrato di pomodoro al posto dell’ortaggio fresco sono varianti da tenere in considerazione.

Per rendere questo piatto perfetto è fondamentale la consistenza. Pasta patate e provola infatti deve essere “azzeccata”, ossia densa e ben amalgamata. pasta patate e provola. Cosa mangiare a NapoliIn alcune trattorie storiche di Napoli ancora oggi puoi assistere alla prova del piatto rovesciato. Una volta arrivata la portata a tavola il cameriere capovolge il piatto e se la pasta non cade…vuol dire che la consistenza è quella giusta!

Pasta patate e provola. Come prepararla secondo la tradizione napoletana

La preparazione di questo piatto è semplice come i suoi ingredienti. Basta fare un soffritto a base di cipolla, sedano, carota e qualche pomodorino al quale aggiungere in cottura le patate tagliate a dadini piccolissimi. Aggiungi poca acqua in modo da ricoprire gli ingredienti, fai stufare lentamente le patate e unisci il sale. Aggiungi quindi la pasta e lascia cuocere il tutto per 15 minuti, o comunque fino a cottura desiderata. Il risultato deve essere una pasta cremosa e non brodosa. Prima di ultimare la cottura aggiungi i dadini di provola, precedentemente preparati, e dai la giusta carica al piatto! 

Il risultato finale? Una pasta filante e gustosa, da mangiare calda accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso del territorio. Buon appetito!

 

 

 

 

 

Piazza dei Miracoli rientra nelle classifica dei posti più famosi d’Italia. La sua celebrità deriva soprattutto dalla Torre Pendente, simbolo indiscusso della città di Pisa e della Toscana intera. Da ormai 25 anni Piazza dei Miracoli, il cui vero nome è Piazza del Duomo, è considerata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. E’ stata costruita con il bottino ricavato dai pisani dopo la sconfitta dei musulmani in Sicilia e il primo monumento ad essere stato edificato in quest’area è stato appunto il Duomo, dedicato a Santa Maria Maggiore, la cui costruzione è iniziata nel 1063. Solo anni dopo sono spuntati il Battistero, la torre pendente e il Camposanto, altro monumento di straordinario interesse storico e architettonico di Piazza dei Miracoli. 

Piazza dei Miracoli

Piazza dei Miracoli è facile da raggiungere e semplice da visitare, ed è il posto ideale in cui fermarsi qualche ora con i bambini se ti trovi in viaggio dalle parti di Pisa. Non si trova nel centro storico, così come può sembrare, ma proprio fuori le mura e vicinissima all’uscita dell’autostrada. Questo perchè, già nel Medioevo, Pisa non disponeva di aree così grandi all’interno delle sue mura che permettessero la realizzazione di un simile complesso monumentale. 

Piazza dei Miracoli. Cosa vedere a Pisa con i bambini
Incorniciati dalle mura storiche della città e impreziositi da splendidi e curatissimi prati verdi, i monumenti di Piazza dei Miracoli spiccano da anni in tutta la loro bellezza.

Sapevi che Piazza dei Miracoli è oggetto di studi sulla simbologia?

Il complesso monumentale di Piazza dei Miracoli è composto da quattro monumenti di gran pregio architettonico, risalenti al medioevo. Oltre alla famosa Torre di Pisa in questa verdeggiante piazza trovi anche il Battistero, il Duomo e il Camposanto. Ognuno di questi edifici ha un suo particolare significato. Secondo una delle teorie più accreditate Piazza dei Miracoli simbolizza le tre fasi principali della vita di un uomo. E dunque il Battistero rappresenterebbe la nascita, la Cattedrale la vita e, in contrapposizione ad essa, il Camposanto incarnerebbe la morte.

Un’altra corrente di pensiero invece lascia presagire che la piazza sia stata strutturata in modo da rappresentare in terra le stelle della costellazione dell’Ariete, a simboleggiare la primavera e quindi, la rinascita spirituale. 

Sali sulla Torre di Pisa

La Torre Pendente, famosissima in ogni parte del mondo, altro non è che il Campanile del Duomo. Ovviamente il progetto originale non aveva previsto l’inclinazione, dovuta al terreno sabbioso sottostante. Già durante la costruzione la torre presenta infatti cedimenti strutturali a livello delle fondamenta, tra l’altro poco profonde rispetto all’altezza della Torre. Nessun architetto è riuscito a correggere tale pendenza nel corso della costruzione e negli anni la sua inclinazione è aumentata, nonostante i continui restauri. Rimane in piedi perchè il baricentro è ancora all’interno della sua base di appoggio. Ma proprio questa suo peculiare difetto ha reso la Torre pendente uno dei monumenti più visitati d’Italia e più famosi nel mondo. 

Puoi salire fino in cima alla Torre di Pisa scalando 294 gradini e ammirare i dintorni dai suoi 56 metri di altezza. Divertiti poi a scattare foto simpatiche con i bambini sfruttando la sua inclinazione. L’accesso al campanile è vietato ai minori di 8 anni.

Visita il Duomo

Il Duomo, costruito nei primi anni del 1600, è un tripudio di stili architettonici. Un capolavoro che mixa diversi stili, dal romanico toscano all’arabo e bizantino. Il progetto originale è stato più volte riconsiderato e rivisitato dai più illustri architetti dell’epoca, tra i quali Rainaldo e Guglielmo.

Gli interni del Duomo sono molto particolari poichè, entrando, hai la sensazione di essere in tre chiese differenti. Questo perchè sulle cinque navate frontali si aprono due transetti laterali con tre navate ciascuno, che sembrano formare altre due basiliche indipendenti. Le decorazioni interne poi sono stupefacenti e comprendono marmi e meravigliosi mosaici, come quello absidale, opera del Cimabue. Numerosi sono gli elementi in bronzo, provenienti dal bottino di guerra relativo alla vittoria pisana sui siciliani di cui abbiamo già parlato in precedenza. Inutile ribadire che il Duomo di Pisa è uno dei più importanti e interessanti monumenti medievali d’Italia. 

Piazza dei Miracoli. Cosa vedere a Pisa con i bambini
Piazza dei Miracoli è il posto migliore per passare qualche ora insieme ai bambini, scoprendo le caratteristiche dei suoi monumenti.

Ammira il simbolo della vita, il Battistero

Edificato a sud di Piazza dei Miracoli il Battistero è dedicato a San Giovanni, simbolo indiscusso della vita e della rinascita spirituale. La sua struttura, in stile romanico, è semplice e lineare ma vanta preziosi dettagli in stile gotico, posti in essere durante i restauri avvenuti negli anni. E’ tuttora il Battistero più grande d’Italia, con una circonferenza di ben 107 metri. Come l’esterno anche gli interni sono molto semplici ma conservano il Pulpito di Nicola Pisano, un capolavoro medievale scolpito nella seconda metà del 1200. La forma esagonale, unica nel suo genere, racchiude molti significati simbolici e diverse scene della vita di Cristo. 

Piazza dei Miracoli. Cosa vedere a Pisa con i bambini
Puoi fare anche una passeggiata sulla balconata superiore del Battistero e vedere la bellezza della sua cupola dall’interno. Non solo la torre è inclinata in Piazza dei Miracoli sai? Tutti i monumenti sono in pendenza, seppur in maniera minore!

Passeggia nel Camposanto

Il Camposanto è il cimitero monumentale di piazza dei Miracoli ed ha una caratteristica particolare, unica al mondo. Questa sua peculiarità è dovuta alla terra di cui è composto, proveniente infatti dalla Terrasanta, dalla quale è stata prelevata e trasportata a Pisa durante la quarta crociata. La sua costruzione risale alla fine del 1200 e la sua funzione era di accogliere le tombe che, in quell’epoca, erano sparse attorno al Duomo e necessitavano dunque di sepolture ordinate.

L’interno del Camposanto è ricco di decorazioni e splendidi affreschi che rappresentano temi relativi alla vita, alla morte e al Giudizio Universale. Le tele sono davvero ricche di particolari e se guardi attentamente riesci a scorgere attimi di vita trecentesca particolarmente curiosi. Ovviamente le tombe del Camposanto di Pisa sono vere e proprie opere d’arte monumentale, tra le quali trovi addirittura sarcofagi romani e medievali. Abbiamo già detto che nella simbologia di Piazza dei Miracoli il Camposanto vuole rappresentare la morte e, a dar maggior valore a questa supposizione, la sua posizione ne conferma la validità. E’ stato infatti edificato nel punto più freddo e buio della piazza, lontano dai raggi del sole. Lo sapevi?

Dove parcheggiare nelle vicinanze

Proprio fuori le mura di Piazza dei Miracoli trovi un comodo parcheggio a pagamento, riservato alle sole autovetture. Si trova esattamente in Via Cammeo n. 51, a soli 50 metri di distanza dalla piazza. E’ aperto tutti i giorni e puoi pagare alla cassa automatica. All’interno trovi anche i bagni, accessibili pagando 1 euro all’addetto. 

Prezzi, orari e consigli utili alla visita

In ogni stagione e in ogni giorno della settimana trovi tantissime persone in Piazza dei Miracoli, dunque prenotare i biglietti on line prima della partenza è un ottimo modo per risparmiare tempo e anche denaro. Ci sono infatti diverse tipologie di biglietti combinati, che puoi modulare secondo le tue esigenze, e che ti permettono di visitare i monumenti di Piazza dei Miracoli senza fare lunghe code di attesa.

Non è detto che per viaggiare da sola on the road bisogna necessariamente essere single. Anche un compagno o una famiglia si può lasciare per qualche giorno, per potersi regalare del tempo prezioso per se stesse. Metterti alla prova, lasciare la confort zone e conoscere nuovi posti e nuove persone pensando solo alle tue esigenze è il modo migliore per rigenerarti, per forgiare ancora di più la tua personalità.

Terrore? Senso di spaesamento? Può essere la reazione iniziale. Ma appena sarai seduta al posto di guida l’adrenalina comincerà a farsi sentire e, con il piede sull’accelleratore, darai inizio ad una delle esperienze più entusiasmanti della tua vita, e la regista sarai solo tu!

Viaggiare da sola on the road

Se sei alla tua primissima esperienza di viaggio in solitaria ti consiglio di scegliere una meta non troppo lontana. Tre, quattro ore di guida possono bastare per iniziare, considerando che il tuo sarà comunque un viaggio itinerante e ogni giorno dovrai spostarti per raggiungere un’altra tappa, aggiungendo sempre più tempo da passare in auto. 

Potresti optare per un week end lungo in una regione italiana non molto distante da quella in cui risiedi ad esempio, pianificando bene l’itinerario, i tempi, i soggiorni, il budget e soprattutto..organizzando la tua auto, che sarà la tua unica compagna di viaggio. 

Scegli la meta

Se non ami andare all’avventura e preferisci già avere un quadro chiaro del tuo viaggio da sola on the road non ti resta che pianificare l’itinerario nel dettaglio. Cerca allora la meta che più si addice alle tue preferenze e valuta bene le tappe da fare. Sei un tipo da trekking? Potresti optare per il Trentino o per l’Abruzzo. Ami passeggiare sulla spiaggia anche d’Inverno? Lazio e Puglia sono le regioni che fanno per te.

Se preferisci invece il sole e il folklore isolano e vuoi fare un’esperienza on the road in Sicilia o in Sardegna, ricorda che dovrai programmare bene anche gli imbarchi sui traghetti. Portando con te l’auto inoltre avrai costi nettamente superiori rispetto all’imbarco del solo passeggero. Ma niente paura, se il budget che hai messo a disposizione riesce a coprirti spese extra, prova a fare anche una traversata in mare portando con te la tua macchina.

viaggiare da sola on the road. consigli utili per organizzare e vivere il viaggio in solitaria
Viaggiando da sola e senza alcun tipo di costrizioni sarai tu a scegliere quanto restare in un posto e, se non ti piace, nessuno ti vieta di andare via e puntare verso un’altra meta.

Organizza gli spostamenti

Se scegli di visitare una città d’arte sicuramente avrai bisogno di alloggiare nelle vicinanze di musei o punti di interesse e dovrai necessariamente prenotare un hotel in centro. Cerca allora strutture che abbiano il parcheggio incluso nel prezzo e assicurati che ci siano parcheggi anche nelle vicinanze dei posti che hai deciso di vedere. In alternativa puoi lasciare l’auto in hotel e muoverti a piedi o con i mezzi pubblici. Segna già da casa sul tuo cellulare tutti gli orari e gli indirizzi, nonchè i numeri utili di cui potresti aver bisogno. Tieni in considerazione anche le varie zone a traffico limitato e chiedi sempre al tuo host se può farti avere il permesso per arrivare fino alla struttura, qualora si trovasse in una ZTL.

Se il tuo itinerario di viaggio comprende altre tappe valuta bene il tempo che ti occorre per raggiungerle, considerando le varie strade che puoi percorrere. Non sempre il percorso più breve segnalato dal navigatore è quello più semplice da fare. Controlla se comprende strade di campagna, se sono strade di facile scorrimento e se sono raggiunte dal segnale GPS o dalla linea del tuo operatore telefonico. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo e potresti trovarti con il motore in panne in una zona isolata e non raggiunta dalla linea satellitare. 

Prepara un bagaglio essenziale

Anche se la voglia di riempire la valigia di ogni cosa possibile prende il sopravvento tieni presente che, essendo sola, sarai solamente tu a farti carico del tuo bagaglio. “Essenziale” è la parola d’ordine. Riempi la valigia con pochi capi, scambiabili tra loro. Cerca di optare per abiti comodi, come leggings e jeans, e abbinali con t-shirt e cardigan in modo da poterti vestire a “cipolla”. E’ un metodo valido in ogni stagione e avere una giacca morbida sempre a portata di mano, anche d’estate, ti protegge dall’aria condizionata dei locali.

Inoltre sei in viaggio per fare un’esperienza personale, a nessuno interessa che tu sia vestita all’ultima moda, tanto meno deve interessare a te e porti dei limiti. 

viaggiare da sola on the road. consigli utili per organizzare e vivere il viaggio in solitaria
Non riempire il sedile posteriore di giubbini di emergenza, scarpe e borse di riserva. Più viaggi leggere meglio è.

Viaggiare da sola on the road. Cosa tenere in borsa?

Viaggiando da sola non avrai a disposizione persone a cui lasciare la borsa, soprattutto per andare in bagno. Preferisci allora uno zaino, capiente e leggero, da poter tenere sempre sulla schiena. Opta per un modello con spalline imbottite, in modo tale da non avere fastidio sulle spalle. Tieni sempre a portata di mano i documenti, metti il portafoglio in una tasca di non facile accesso, e porta sempre con te dei power banks, oltre ai normali carica batteria da parete. Stando da sola è essenziale non rimanere mai senza telefono.

In un piccolo astuccio metti le medicine che usi spesso o specifiche per eventuali problemi, come allergie ( bentelan) o punture di insetti.

Porta con te la doppia chiave dell’auto

Porta la doppia chiave della macchina e tienila in un taschino dello zaino poichè, se dovessi smarrire l’originale, avrai sempre una risorsa in più e non sarai costretta a chiamare l’assistenza. 

Se la tua auto prevede chiavi elettriche poi, prima di partire, controlla che le batterie siano cariche onde evitare di rimanere in panne all’improvviso per mancato funzionamento delle stesse. Con la chiave di riserva in tasca sei sicura di averne almeno una funzionante. 

Viaggiare da sola on the road. Prepara la tua compagna di viaggio: l’automobile

Prima di partire, e considerando che sarai sola alla guida, porta l’auto a fare un controllo di routine. Non devono mancare olio nel motore e acqua nel tergicristallo, fai gonfiare le gomme e controllare i freni. Pulisci bene il vetro del parabrezza perchè, in caso di appannamento, faresti fatica a vedere la strada. In auto devi tenere il necessario per il pronto soccorso e il kit di emergenza in caso di avaria, contenente triangolo di segnalazione e giubbino catarifrangente. Porta con te un carica batteria per auto portatile, necessario se la macchina dovesse per qualche motivo ( luci dimenticate accese ) scaricarsi. E’ semplicissimo da usare e non ingombra il portabagagli. Prepara una playlist con la musica che più ti piace ascoltare, porta con te qualche snack e una borraccia con acqua da ricaricare all’occorrenza e parti per il tuo viaggio on the road in solitaria!

Perchè fare un viaggio on the road da sola?

Uno dei motivi principali per cui dovresti provare questa esperienza di viaggio in solitaria è il senso di libertà che trasmette. Senza orari da mantenere, rotte obbligate da seguire e persone a cui dover dar conto sarai padrona del tuo tempo, almeno per qualche giorno. Stando da sola svilupperai l’empatia, e riuscirai a rimuovere quei blocchi emozionali spesso causati dai pregiudizi. Liberati dalla paura del diverso. Anche se ti hanno insegnato a non dar retta agli sconosciuti non aver timore di chiedere aiuto, di parlare, di relazionarti con le persone che ti capiterà di incontrare durante il tuo viaggio. Ti renderai conto che il mondo non è poi così infido e cattivo e che c’è ancora qualcuno pronto a tenderti una mano nel momento del bisogno.

viaggiare da sola on the road. consigli utili per organizzare e vivere il viaggio in solitaria
Fidati degli altri, ma con cautela, Non appartarti con nessuno, cerca sempre di restare lucida e evita posti isolati, soprattutto di notte.

Liberati dai preconcetti che la società ti ha imposto. Mangiare da sola al ristorante non è avvilente come sembra, nessuno ti guarderà con pietà, nessuno penserà che tu sia una disadattata, nessuno farà caso a te..soprattutto in una grande città. Imparerai inoltre a cavartela da sola in ogni situazione, risolvendo problemi piccoli e grandi che ti si porranno davanti. Da una ruota bucata ad una prenotazione sbagliata..ogni piccolo intoppo non sarà altro che benefico per la tua crescita personale e per la tua autostima. Lasciati guidare dall’istinto, senza badare al tempo che passa, ma pensando solo a soddisfare i tuoi bisogni di viaggiatrice: esplora, impara e porta a casa ricordi meravigliosi. 

 

 

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