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C’è un luogo magico a Gaeta che, tra sacro e profano, attira da sempre migliaia di turisti: la Montagna Spaccata. Punta estrema del promontorio del parco di Monte Orlando, è incastonata tra le falesie della costa e domina imperiosa tutto il golfo di Gaeta.

La Montagna Spaccata a Gaeta

Il Santuario della S.S.Trinità

Collocato sulla parte alta della fenditura, gelosamente custodito per anni dai frati benedettini, si alza fiero e portentoso il Santuario della S.S.Trinità, costruito nel XI secolo. Il Santuario della Montagna Spaccata di Gaeta, nel corso dei millenni, ha accolto preghiere di grandi pontefici, di potenti sovrani e di santi, nonchè di milioni di pellegrini devoti, arrivati dinanzi al suo altare da ogni parte del mondo per chiedere grazie.

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso Lazio
Foto di Silvia Vinciguerra

La Grotta del Turco. La montagna Spaccata a Gaeta

Accanto al santuario, protetta da un cancello in ferro, vi è una delle fenditura più suggestive della montagna. Percorrendo i 300 gradini che portano verso il mare, scendendo nelle viscere della falesia, si arriva ad una delle grotte più incantevoli del Tirreno. Il suo nome è legato alle scorrerie piratesche del IX secolo, quando le imbarcazioni saracene cercavano rifugio in questi strategici antri per poi attaccare a sorpresa le navi in transito nel Golfo, depredandole dei loro preziosi carichi. I raggi del sole, entrando nella grotta del Turco da più punti e riflettendosi sulle pareti rocciose, creano strepitosi riflessi di un verde molto particolare, che varia dallo smeraldo al turchese.

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso Lazio
Nella grotta del Turco di Gaeta in Paddleboard

La Montagna Spaccata a Gaeta. Scendi nella Grotta del Turco

Lasciando a destra sia il riverente santuario che la meravigliosa Grotta del Turco, si può percorrere un lungo corridoio esterno, frutto della naturale spaccatura della montagna. Sulle pareti in pietra di questo percorso sono apposte delle bellissime maioliche rappresentanti le stazioni della via Crucis. Sono opera di R. Bruno, e sotto ogni quadro compaiono versi di Metastasio. Sono targhe di gran pregio e preziosa fattura, da ammirare con calma godendo dei colori e dei significati insiti nelle illustrazioni.

Al termine della scalinata, posto all’esterno della piccola cappella del Crocefisso, si trova il letto di San Filippo Neri. Pare che il santo abbia vissuto all’interno della Montagna Spaccata per un periodo della sua vita, dormendo su questo umile e scomodo giaciglio di pietra.

 

Ci troviamo ora nel cuore della montagna, esattamente nella famosa fenditura che secondo una leggenda cristiana si è creata dopo la morte di Cristo. Qui è possibile riuscire a percepire tutta la sacralità del luogo. Affacciandosi poi dallo spettacolare belvedere a strapiombo sul mare, si riesce a capire quanto ci si trovi all’interno della montagna, e quanto sia affascinante il mare sottostante. Pare che gettando un soldino dal belvedere si possano avverare i desideri.

 

Cerca la mano del Turco

Risalendo verso la superficie, a metà scalinata, lo sguardo viene catturato dalla Mano del Turco. Un marinaio turco, secondo la leggenda, poggiò la sua mano nella fenditura della roccia non credendo che la montagna si fosse spaccata a causa della morte di Gesù. Invece la pietra si plasmò sotto la pressione della sua mano, lasciandone così l’impronta. La targa posto sotto la mano del Turco porta questa inscrizione:

“Un incredulo si rifiutò di credere a ciò che la tradizione riferisce, lo prova questa roccia rammollitasi al tocco delle sue dita”

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso LazioCosa vedere nei dintorni della Montagna Spaccata

La Montagna Spaccata, luogo di incredibile bellezza, è parte integrante del parco naturale regionale urbano di Monte Orlando. Da qui infatti , si può continuare ad esplorare il parco circostante percorrendo svariati sentieri naturali. Seguendo i percorsi paesaggistici ci si imbatte nelle polveriere borboniche, in diversi esemplari di flora e fauna mediterranea e in graziosi belvedere, che offrono punti di vista differenti a seconda del versante in cui si trovano. La vista riesce quindi a spaziare dal Golfo di Napoli fino alle isole pontine, Ponza e Ventotene. Arrivando inoltre in cima alla riserva naturale ci si trova proprio sotto al Mausoleo di Lucio Munazio Planco, preziosa testimonianza della forte presenza dei Romani nella zona, risalente addirittura al 22 A.C. e rimasto intatto fino ad oggi.

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