La Puglia, con il suo ricco patrimonio culinario e la sua antica tradizione gastronomica, offre una vasta gamma di esperienze che ti permettono di immergerti nell’arte della cucina locale. Le cooking class in Puglia offrono infatti un’opportunità unica di scoprire la ricchezza e la diversità della cucina regionale. Attraverso lezioni pratiche, ingredienti freschi e autentici e grazie all’ospitalità pugliese, queste esperienze culinarie promettono di essere memorabili e gratificanti per tutti gli appassionati di cucina.
Cooking class in Puglia
Nel cuore della Puglia, tra uliveti rigogliosi e paesaggi mozzafiato, trovi Casa Mama, un’autentica oasi culinaria che offre un viaggio indimenticabile nel mondo della cucina regionale. Situata nel suggestivo comune di Ginosa, Casa Mama è molto più di una semplice cooking class. E’ un viaggio nell’anima della Puglia attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua ospitalità.
Casa Mama a Ginosa
Casa Mama, l’info point di Ginosa e Ginosa Marina, si affaccia sulla gravina pugliese. Ha una splendida vista sui villaggi rurali della zona, popolati da case grotta e da antiche chiese rupestri. L’affaccio spettacolare sulla gravina di Ginosa rende questo posto una vera chicca per gli amanti del viaggio e dell’avventura. Il canyon è completamente scavato nella roccia calcarenitica ed è ricco di piante profumate, tipiche della macchia mediterranea. Il profumo inebriante delle piante aromatiche, come salvia e rosmarino, l’odore piacevole dei fichi d’India e i colori caldi della terra sono fonte di ispirazione per i piatti preparati a Casa Mama. Partecipare ad una cooking class con una vista simile non ha prezzo.
Foto di Isabella Bello
Casa Mama inoltre si trova proprio nel cuore di Ginosa vecchia, piccolo borgo ormai quasi disabitato. Qui puoi passeggiare a passo lento seguendo solo la dolce brezza dei venti del sud. Non è un semplice punto di informazioni, bensì una casa accogliente, arredata con dettagli di stile tipici della regione in cui, a richiesta, è possibile pranzare con prodotti tipici del territorio o partecipare appunto a coinvolgenti cooking class. Isabella Bello, sua madre Rosa e suo figlio Francesco regalano esperienze gastronomiche davvero incredibili, che spaziano dalla realizzazione di pasta fresca regionale, come le famose orecchiette, fino alla degustazione di prelibatezze tipiche pugliesi, come i taralli e il vino.
Partecipa ad una cooking class a Casa Mama
A Casa Mama puoi provare a fare con le tue mani la pasta fresca pugliese, come le orecchiette o i cavatelli, partendo proprio dall’impasto, secondo l’antica ricetta della signora Rosa. Con maestria Rosa ti insegna a creare questi piccoli riccioli di pasta dorata facendoti seguire gli antichi movimenti delle massaie del posto. La sua missione è quella di preservare le ricette tradizionali della Puglia e di diffondere l’amore per la cucina pugliese tra i viaggiatori provenienti da tutto il mondo.
Le cooking class di Casa Mama offrono un’esperienza immersiva e autentica nella cucina e nella cultura pugliese. I partecipanti vengono accolti a braccia aperte nella casa di Mama e invitati a partecipare a un viaggio culinario che li condurrà alla scoperta di antiche ricette e tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Foto di Isabella Bello
Sai riconoscere un’ingrediente di qualità?
Un elemento fondamentale delle cooking class di Casa Mama è l’uso di ingredienti freschi e locali. Ingredienti spesso provenienti direttamente dall’orto di famiglia o dalle fattorie circostanti. Qui puoi fare infatti imparare a conoscere le materie prime, a scoprire i profumi primordiali degli alimenti, ad acquisire la manualità nel preparare gli impasti.
Uno dei momenti più memorabili delle cooking class di Casa Mama poi è il momento in cui tutti si riuniscono intorno alla tavola. Non c’è gratificazione più grande di gustare i frutti del proprio lavoro. La condivisione di un pasto preparato con amore e dedizione crea un legame speciale tra i partecipanti e permette loro di vivere appieno l’ospitalità e la convivialità pugliese.
Foto di Isabella Bello
Cooking class in Puglia. Perchè scegliere Casa Mama a Ginosa
Le cooking class di Casa Mama a Ginosa offrono molto più di una semplice lezione di cucina. Sono un’esperienza di immersione totale nella cultura e nella tradizione della Puglia. Attraverso le lezioni pratiche, l’uso di ingredienti locali e la condivisione di momenti conviviali, puoi scoprire l’autenticità e il calore umano che caratterizzano la cucina pugliese. Casa Mama rappresenta un ponte tra le tradizioni del passato e le esperienze culinarie contemporanee, offrendo un viaggio indimenticabile nel cuore della Puglia.
L’Italia è rinomata per la sua cultura culinaria straordinaria: dai piatti regionali alle prelibatezze locali, ogni angolo del paese offre un viaggio gastronomico unico e accattivante. Tuttavia, negli ultimi anni, c’è stata una tendenza emergente nel settore del turismo italiano che va oltre il semplice assaggio dei piatti tradizionali: le cooking class. Queste lezioni di cucina non solo permettono ai visitatori di gustare autentici piatti italiani, ma offrono anche un’esperienza pratica e coinvolgente da sperimentare nel cuore delle cucine del Bel Paese.
Le cooking class
Le cooking class offrono ai turisti l’opportunità di immergersi completamente nella cultura e nella tradizione culinaria italiana. Sono più di una semplice lezione di cucina e permettono ai partecipanti di scoprire i segreti degli ingredienti locali, di apprendere tecniche di preparazione autentiche e di vivere il piacere di condividere un pasto con nuovi amici.
Offrire agli ospiti, sia stranieri che italiani, un’esperienza autentica ai fornelli è un buon modo per divulgare i genuini sapori italiani. Sapori da assaggiare e imparare addirittura a fare. Considerato un “bene culturale immateriale” dalle Nazioni Unite infatti, il patrimonio gastronomico aumenta in questo modo l’attrattiva di una determinata destinazione.
Dove partecipare alle cooking class?
Molte cooking class hanno luogo in fattorie, vigneti o agriturismi, dove i partecipanti possono raccogliere ingredienti freschi direttamente dal campo o dal giardino. Questo collegamento diretto con la terra e con i produttori locali aggiunge un livello di autenticità e di apprezzamento molto gradito all’ esperienza culinaria. Il fatto di associare cibo e bevande autoctone con il viaggio fa si che il turismo enogastronomico offra ai viaggiatori un assaggio genuino del luogo scelto per la vacanza. In questo modo si contribuisce alla crescita dell’economia sostenibile e allo sviluppo delle piccole realtà locali.
Le cooking class in Italia offrono una vasta gamma di opzioni per soddisfare tutti i gusti e le preferenze culinarie, dai corsi di cucina tradizionale italiana, che insegnano a preparare piatti iconici come la pasta fatta in casa e la pizza napoletana, alle lezioni specializzate su cucine regionali specifiche, come la cucina toscana o la cucina pugliese.
Cooking class presso Casa Mama, Ginosa. Foto di Isabella Bello
Partecipare a una cooking class offre anche l’opportunità di interagire con la comunità locale in un ambiente intimo e accogliente. Gli chef e gli istruttori condividono non solo le loro conoscenze culinarie, ma anche le loro storie personali, le loro tradizioni familiari e la loro passione per il cibo. Questo scambio culturale arricchisce l’esperienza di viaggio, permettendo ai partecipanti di stabilire connessioni significative e di fare amicizia con persone provenienti da tutto il mondo.
Perchè partecipare alle cooking class in viaggio
Viaggiare infatti non è solo visitare luoghi iconici o ammirare paesaggi mozzafiato. Si tratta anche di immergersi completamente nella cultura locale, scoprendo le tradizioni, i sapori e gli aromi unici di una regione. In questo contesto, partecipare a una cooking class durante un viaggio può essere un’esperienza incredibilmente gratificante e significativa. Ecco perché sempre più viaggiatori stanno abbracciando l’opportunità di mettersi ai fornelli e imparare direttamente dalle mani esperte degli chef locali.
Partecipare a una cooking class durante un viaggio offre un’esperienza culturale autentica e senza pari. Ogni regione ha le sue tradizioni culinarie, i suoi piatti distintivi e i suoi ingredienti locali. Una cooking class è il modo perfetto per immergersi in questa ricchezza culturale. Attraverso le lezioni di cucina, i partecipanti hanno l’opportunità di scoprire la storia che si nasconde dietro i piatti, imparare tecniche tradizionali e conoscere l’importanza dei prodotti locali nella cucina regionale.
Puoi approfondire la conoscenza culinaria locale
Per gli amanti del cibo poi, partecipare alle cooking class è un modo eccellente per approfondire la propria conoscenza culinaria e migliorare le proprie abilità in cucina. Gli chef esperti forniscono preziosi consigli e trucchi del mestiere, insegnando tecniche di preparazione e presentazione che possono essere facilmente replicate a casa. Inoltre, i partecipanti hanno l’opportunità di sperimentare ingredienti locali freschi e imparare a utilizzarli in modi creativi e innovativi.
Partecipare a una cooking class durante un viaggio è molto più di una semplice attività culinaria. E’ un’esperienza che celebra la diversità e la bellezza della cultura e della gastronomia locale. Attraverso le lezioni di cucina, l’interazione con la comunità locale, l’approfondimento della conoscenza culinaria, i partecipanti sono invitati a esplorare i sapori e le tradizioni di una destinazione in modo autentico e coinvolgente. Che si tratti di imparare a fare la pasta fresca in Italia o di cucinare il curry tailandese in Thailandia, le cooking class durante un viaggio sono un’esperienza che sicuramente lascerà un’impronta indelebile nella memoria di ogni viaggiatore.
Cooking class presso Casa Mama, Ginosa. Foto di Isabella Bello
Cooking class. Scopri l’importanza di mettere le “mani in pasta”
Partecipare a una cooking class è un’esperienza interattiva e coinvolgente che incoraggia i turisti a mettere le mani in pasta, letteralmente. Guidati da chef esperti e appassionati, i partecipanti imparano a impastare, tagliare, mescolare e cucinare sotto la supervisione attenta degli istruttori. Questo approccio pratico alla cucina aiuta i partecipanti a migliorare le proprie abilità culinarie. Crea inoltre un’atmosfera di condivisione e divertimento che rimane nel proprio bagaglio culturale ed esperenziale.
Le cooking class offrono infatti molto più di una semplice lezione di cucina. Sono un’occasione per creare ricordi duraturi e condividere momenti speciali con amici e familiari. Dalla preparazione dei piatti al tavolo imbandito, ogni passo del viaggio culinario diventa un’opportunità per connettersi con la cultura e la gente del luogo.
Attraverso le lezioni pratiche, l’interazione con gli chef locali e l’esplorazione dei sapori e dei profumi autentici, i partecipanti vivono un’esperienza culinaria indimenticabile. Che si tratti di appassionati di cucina esperti o di semplici amanti del cibo, le cooking class offrono un’opportunità unica di esplorare e celebrare la ricca diversità della cucina italiana.
Orvieto è una splendida città dell’Umbria, situata in cima a una rupe di tufo. Vanta un patrimonio artistico unico nel suo genere, con un centro storico che è un vero e proprio museo a cielo aperto, che racchiude storia, architettura e artigianato. Passeggia tra i caratteristici vicoli e assaporane ogni sfumatura, fermati nelle botteghe artigiane di ceramiche e terracotta, nei laboratori artistici del legno e del cuoio, respira il profumo degli elementi primordiali. In questo articolo trovi qualche consiglio utile per visitare Orvieto e su cosa vedere in 1 giorno nel suo centro storico.
Orvieto, cosa vedere in 1 giorno
Le zone centrali di Orvieto sono completamente pedonalizzate, perfette quindi se viaggi con i bambini. Girovagare per le strette strade medievali del centro storico è un’esperienza affascinante. Scoprirai palazzi antichi, cortili nascosti, chiese pittoresche e angoli suggestivi che raccontano la storia millenaria di Orvieto. Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo.
Entra nel Duomo di Orvieto
Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo. Assicurati di visitare anche l’interno, dove troverai capolavori artistici come il San Brizio Chapel, affrescato da Luca Signorelli. Il Duomo di Orvieto è una delle principali attrazioni della città e uno dei capolavori dell’architettura gotica italiana.
La sua costruzione inizia nel 1290 e continua per diversi secoli. E’ stato edificato per ospitare la reliquia del Corporale del miracolo di Bolsena, un evento miracoloso avvenuto nella città nel 1263. Questa reliquia è conservata in una teca di cristallo all’interno della Cappella del Corporale, nel transetto destro della chiesa. Il Duomo presenta una maestosa facciata in stile gotico, arricchita da sculture, mosaici e intarsi marmorei. È divisa in tre parti orizzontali e tre verticali, con sculture che raffigurano scene bibliche e motivi ornamentali intricati. Le sue dimensioni imponenti e la ricchezza dei dettagli lo rendono uno dei più belli d’Italia.
L’interno del Duomo è altrettanto impressionante. Le pareti sono decorate con affreschi e opere d’arte di artisti rinomati, tra cui Fra Angelico. La Cappella di San Brizio, affrescata da Luca Signorelli, è particolarmente celebre per la sua rappresentazione del Giudizio Universale.
L’edificio ospita numerosi tesori artistici, tra cui dipinti, sculture, reliquie e manufatti sacri. La sacrestia inoltre è adornata da un pregevole armadio rinascimentale intarsiato, noto come Armadio dei Monaci.
Il Duomo di Orvieto è non solo un luogo di culto, ma anche una testimonianza straordinaria della ricchezza artistica e spirituale dell’Umbria medievale. La sua visita è un’esperienza indimenticabile per chiunque ami l’arte, la storia e l’architettura.
Visita il Museo dell’Opera del Duomo e gli altri musei della città
Se hai tempo e interesse, visita alcuni dei musei di Orvieto, come il Museo dell’Opera del Duomo, che ospita una collezione di arte sacra e oggetti liturgici, o la Galleria Nazionale dell’Umbria, che presenta opere d’arte di artisti locali e internazionali.
Situato accanto al Duomo, il Museo dell’Opera ospita una ricca collezione di opere d’arte e manufatti sacri provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della città. Tra le opere esposte vi sono dipinti, sculture, arazzi e paramenti liturgici di grande valore storico e artistico.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto invece puoi farti un’idea sulla storia antica della regione, con particolare enfasi sull’epoca etrusca e romana. Le collezioni includono reperti archeologici, ceramiche, oggetti in bronzo e altre testimonianze dell’antica civiltà etrusca che ha prosperato nella zona.
Il Museo Faina, situato nel Palazzo Faina, è un’altro museo di Orvieto che vale la pena visitare. Conserva una vasta collezione di arte e manufatti, inclusi dipinti, sculture, arredi e oggetti d’arte applicata, che spazia dal Rinascimento al XIX secolo e offre una visione della storia dell’arte nella regione.
Interessante anche il Museo del Coccio, situato nell’ex convento di San Giovanni, vicino al Duomo. Esso ospita una vasta collezione di ceramiche etrusche, medievali e rinascimentali, provenienti principalmente dalle tombe etrusche della zona di Orvieto.
Raggiungi la Torre del Moro
La Torre del Moro è una delle attrazioni più emblematiche di Orvieto. Risale al XII secolo ed è stata parte integrante del sistema difensivo della città, rientrando nella sequenza di torri che punteggiavano il profilo della città medievale. Serviva sia a scopi di difesa che come punto di osservazione.
La Torre del Moro ha una struttura imponente e slanciata, con una base massiccia che si affina man mano che si innalza. La sua forma cilindrica e la robusta costruzione in pietra la rendono un elemento distintivo del panorama urbano di Orvieto. Si erge infatti per circa 47 metri sopra il livello del suolo e offre una vista panoramica spettacolare sulla città e sulla campagna circostante. È possibile salire fino alla cima della torre tramite una scalinata interna che conduce al campanile, il quale ospita una campana che suona regolarmente per segnare le ore e i momenti significativi della giornata.
Una volta in cima alla Torre del Moro, puoi godere di una vista mozzafiato su Orvieto e sui dintorni. È possibile ammirare il Duomo, i tetti delle case medievali, i vigneti e i paesaggi collinari che circondano la città.
La Torre del Moro è un simbolo iconico di Orvieto e una tappa imperdibile per chi visita questa affascinante città umbra. La sua storia, la sua architettura e la sua posizione la rendono una testimonianza straordinaria del patrimonio storico e culturale della regione.
Visita il Pozzo di San Patrizio
Prosegui la tua visita ammirando il Pozzo di San Patrizio, un’imponente opera di ingegneria idraulica risalente al XVI secolo. Puoi scendere i suoi 248 gradini a spirale per raggiungere il fondo e ammirare la sua struttura a doppia elica.
Questo pozzo è stato commissionato da papa Clemente VII durante il XVI secolo, quando Orvieto era minacciata da un potenziale assedio. Fu progettato infatti per garantire un accesso costante all’acqua potabile, essenziale per resistere a un lungo isolamento. Il pozzo, progettato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, ha una struttura a doppia elica che consente a chi scende di non incontrare mai chi sta salendo, rendendo la discesa e la salita più agevoli e sicure.
Ha una profondità di circa 53 metri e una larghezza di 13 metri. Durante i periodi di assedio o carestia, il pozzo garantiva un’adeguata riserva d’acqua potabile per la popolazione di Orvieto. Era un elemento essenziale per la sopravvivenza della città in tempi difficili.
Oggi, il Pozzo di San Patrizio è aperto ai visitatori che desiderano esplorare la sua struttura e scendere le scale elicoidali fino al fondo. È una delle attrazioni più popolari di Orvieto e offre un’esperienza unica ai visitatori.
Ma perche il pozzo è intitolato a San Patrizio? Il nome deriva da una leggenda secondo Patrizio, il santo patrono d’Irlanda, fu imprigionato a Orvieto e lavorò per far costruire il pozzo.
La visita al Pozzo di San Patrizio è un’opportunità unica per esplorare un capolavoro architettonico e ingegneristico del Rinascimento italiano e per immergersi nella storia e nelle leggende della città di Orvieto.
Scendi nell’Orvieto Sotterranea
Orvieto sotterranea è una delle attrazioni più affascinanti della città. Consiste in una serie di grotte, cisterne e passaggi segreti scavati nella roccia tufacea su cui sorge la città.
Orvieto infatti è attraversata da una rete intricata di gallerie e passaggi sotterranei che si estendono per chilometri sotto la città. Questi passaggi furono inizialmente scavati dagli abitanti di Orvieto per scopi difensivi e come vie di fuga durante gli assedi. Le cisterne sotterranee di Orvieto erano utilizzate per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana, che veniva poi utilizzata durante i periodi di siccità o assedio. Alcune di queste cisterne sono ancora visibili e visitabili oggi.
La roccia tufacea su cui sorge Orvieto poi è stata scavata per secoli per estrarre il tufo, una pietra calcarea utilizzata per la costruzione. Le cave di tufo sotterranee offrono un’interessante prospettiva sulla storia dell’edilizia e sull’ingegneria mineraria nella regione. È possibile esplorare Orvieto sotterranea attraverso visite guidate organizzate da operatori turistici locali. Durante queste visite, i visitatori possono scoprire la storia e l’architettura dei sotterranei e apprendere interessanti aneddoti sulla vita quotidiana degli abitanti di Orvieto nel corso dei secoli.
A volte inoltre vengono organizzati eventi speciali e spettacoli teatrali nelle grotte e nei sotterranei di Orvieto. Queste rappresentazioni offrono un modo unico per immergersi nella storia e nella cultura della città.
Orvieto sotterranea è un’esperienza unica che ti consente di scoprire un lato nascosto e affascinante della città. Se visiti Orvieto, non perdere l’opportunità di esplorare questi antichi passaggi sotterranei e di immergerti nella sua storia millenaria.
Cosa mangiare a Orvieto?
Tra i piatti tipici di Orvieto meritano un assaggio la gallina ‘mbriaca, così chiamata perché viene cotta nel vino, e la minestra di ceci e castagne. Altro piatto tipico sono gli stringozzi al tartufo nero di Norcia, e la carne, che da queste parti è sublime. Ovviamente non può mancare il vino, perché i vini orvietani sono tra i migliori del’Umbria e d’Italia.
Concludi il pasto con alcuni dolci tradizionali umbri come la torta al testo, una focaccia tipica della regione, o i dolci ricchi di mandorle e noci come i biscotti cantucci o il torrone di cioccolato. Oltre a questi piatti e prodotti tipici, non dimenticare di esplorare i mercati locali e le botteghe alimentari di Orvieto, dove potrai trovare una varietà di prodotti locali, formaggi, salumi e specialità gastronomiche umbre da gustare e portare a casa come souvenir. Buon appetito!
La Repubblica di San Marino è una piccola nazione situata completamente all’interno dell’Italia, conosciuta come una delle repubbliche più antiche ancora esistenti al mondo. Vanta una storia di oltre 1.700 anni e, nonostante le sue dimensioni ridotte, San Marino offre alcune attrazioni da visitare davvero interessanti, perfette per ogni tipologia di viaggiatore, e puoi scoprirle in questo articolo. Ti racconto infatti cosa vedere a San Marino con i bambini in mezza giornata, tra arte, storia e musei stravaganti.
Cosa vedere a San Marino con i bambini
Questa piccola nazione pende il nome dal suo santo fondatore, Marino, che secondo la leggenda era un tagliapietre cristiano proveniente dalla Dalmazia, una regione dell’attuale Croazia. La leggenda narra che Marino, per sfuggire all’imperatore romano Diocleziano, ha trovato rifugio sul Monte Titano, dove nel 301 d.C. fonda una comunità cristiana. Il paese ha quindi preso il nome da questo santo in riconoscimento del suo ruolo nella fondazione della repubblica. La scelta di chiamare la nazione con il nome del suo fondatore santo riflette il legame tra la storia religiosa e la fondazione del paese.
Passeggia nel centro storico
Il centro storico di San Marino è caratterizzata da strade acciottolate, affascinanti piazze e una vista spettacolare sulla campagna circostante. L’ordine e la pulizia sono le prime cose che noti durante la tua passeggiata, costeggiata da numerosi negozio Duty free, dove è possibile acquistare una varietà di prodotti senza dover pagare le tasse di importazione e dazi doganali. Puoi acquistare infatti sigarette, tabacco e liquori a prezzi competitivi ma puoi anche trovare numerose offerte sui cosmetici, sui gioielli e sugli occhiali da sole. Non mancano poi i classici negozi di souvenir, dove comprare piccoli regali legati alla storia della Repubblica di San Marino. Il centro storico di San Marino è completamente chiuso al traffico, perfetto quindi per passeggiare in tutta serenità con i bambini.
Esplora Piazza della Libertà
Il fulcro della vita politica e sociale della Repubblica di San Marino è Piazza della Libertà, che ospita diversi edifici importanti, tra cui il Palazzo Pubblico, la Basilica di San Marino e la statua di San Marino. La Piazza della Libertà è anche un punto panoramico che offre viste spettacolari sulla campagna circostante e sulla costa adriatica. Al centro di essa svetta la Statua della Libertà, opera dell’artista Stefano Galletti e da sempre simbolo della grande indipendenza della Repubblica di San Marino.
Qui trovi il Palazzo Pubblico, risalente al 1894. E’ l’edificio che racchiude diverse sedi politiche, come il Consiglio Grande e Generale e il Congresso di Stato, nonchè il famoso Consiglio dei XII, l’organo istituzionale composto da dodici membri, responsabile dell’esecuzione delle leggi, della gestione degli affari esteri, della difesa e dell’ordine pubblico. Ha anche il compito di amministrare le finanze dello Stato. Il Consiglio dei XII è particolarmente coinvolto negli affari esteri e nella difesa del paese. San Marino, pur essendo un piccolo Stato, ha una lunga tradizione di neutralità e coopera con altre nazioni in diversi contesti internazionali. Durante la stagione estiva in questa piazza puoi assistere al Cambio della Guardia, ogni 30 minuti. Un evento imperdibile se viaggi con i bambini.
Visita la Basilica di San Marino
La basilica di San Marino è la principale chiesa della città, situata nella Piazza della Libertà. E’ dedicata a San Marino, il fondatore della Repubblica, e contiene opere d’arte religiosa notevoli. Porta incisa sulla facciata, regale e maestosa, un’iscrizione latina dedicata proprio al fondatore della città, su cui c’è scritto: “Divo. Marino. Patrono. Et Libertatis. Avctori. Sen. PQ”. Gli interni della Basilica sono divisi in tre navate decorate da colonne corinzie e sull’altare principale è conservata la statua di San Marino. Le reliquie del santo invece sono conservate al di sotto dell’altare maggiore, nella pieve, in un ossario in argento che raffigura il volto del fondatore, Marino.
Cosa vedere a San Marino con i bambini. Entra nel Museo di Stato
Il Museo di Stato, il più importante di San Marino, si trova in piazza Titano. Fondato nell’800 grazie a donazioni nazionali ed internazionali, conserva preziosi pezzi storici e artistici legati alla storia e alla leggenda di San Marino. Il museo offre infatti una visione dettagliata della storia della Repubblica, dall’antichità fino ai giorni nostri. Attraverso reperti archeologici, documenti storici, mappe e oggetti d’arte, è possibile comprenderne l’evoluzione politica, economica e sociale nel corso dei secoli. Il Museo di Stato ospita inoltre una ricca collezione di opere d’arte, tra cui dipinti, sculture e manufatti artistici di varie epoche. Queste opere offrono un’interessante prospettiva sulla produzione artistica e culturale di San Marino e delle regioni circostanti.
Data la sua storia di difesa e indipendenza, San Marino ha una tradizione militare importante. Il museo presenta una vasta gamma di armi, armature e strumenti militari utilizzati nel corso dei secoli per proteggere la repubblica e difendere la sua sovranità. Offre anche una visione delle tradizioni popolari e del folclore di San Marino, compresi costumi tradizionali, oggetti rituali e strumenti musicali utilizzati nelle celebrazioni e nelle feste locali.
Oltre alla sua collezione permanente, il Museo di Stato ospita regolarmente mostre temporanee su una vasta gamma di temi, che possono includere arte contemporanea, storia locale, scienze e altro ancora.
Info e orari: Il Museo di Stato della Repubblica di San Marino è aperto tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle ore 17:00. Il biglietto intero costa 6,00 €, ridotto 4,00 € ( over 65, bambini dai 6 ai 12 anni ) . E’ gratuito per i bambini sotto i 6 anni.
Visita le Torri del Monte Titano
Le Torri del Monte Titano sono uno dei simboli più iconici e suggestivi della Repubblica di San Marino. Queste torri, che costituiscono parte del patrimonio storico e architettonico della città, offrono ai visitatori una vista panoramica mozzafiato sulla campagna circostante e sull’Adriatico. Ecco cosa dovresti sapere se desideri visitare le Torri di San Marino:
Torre Guaita: E’ la più antica delle tre torri e risale al XI secolo. È situata sulla cima del Monte Titano ed è la più accessibile. E’ stata costruita come parte del sistema difensivo della Repubblica di San Marino e, negli anni, ha contribuito a proteggere la città e a fornire un punto di osservazione strategico. Dai suoi merli infatti, i guardiani avvistavano i nemici in avvicinamento e davano l’allarme alla città. La Torre Guaita è aperta al pubblico e i visitatori possono salire fino alla sommità per godere di una vista panoramica mozzafiato sulla città di San Marino e sulla campagna circostante. Tuttavia, l’accesso può essere limitato durante certe ore o in determinati periodi dell’anno, quindi è consigliabile verificare gli orari di apertura prima di pianificare la visita.
Torre Cesta: La Torre Cesta è la seconda torre più antica di San Marino ed è posizionata su un picco più alto rispetto alla Torre Guaita. La Torre Cesta ospita un piccolo museo dedicato alle armi antiche e offre una vista spettacolare sulla città e sulla campagna circostante. Come la Torre Guaita, la Torre Cesta era utilizzata principalmente come torre di avvistamento e difesa. I guardiani potevano osservare l’orizzonte da posizioni elevate e dare l’allarme in caso di pericolo. All’interno della Torre Cesta è possibile trovare informazioni storiche, esposizioni e manufatti riguardanti la storia e l’architettura delle torri, nonché la storia della Repubblica di San Marino.
Torre Montale: La Torre Montale è la più recente delle tre torri e risale al XIV secolo. Fu costruita per rafforzare ulteriormente il sistema difensivo della Repubblica di San Marino e fornire un ulteriore punto di osservazione strategico. È situata su una roccia isolata ed è la meno accessibile delle tre. Tuttavia, la vista panoramica che offre è eccezionale.
È possibile visitare le Torri di San Marino seguendo i sentieri escursionistici che collegano le torri tra loro. Inoltre, è possibile partecipare a visite guidate che forniscono informazioni storiche e culturali sulle torri e sulla Repubblica di San Marino.
Raggiungi il Passo delle streghe
Sulla cima del Monte Titano di San Marino, all’esterno della cinta muraia del centro storico, puoi andare a caccia di streghe! Esiste infatti un percorso scolpito nella pietra, posto tra la prima e la seconda torre, in cui puoi camminare nella tipica atmosfera medievale, tornando indietro nel tempo. Il Passo delle Streghe ha una storia molto particolare alle spalle. Pare infatti che su questo monte, ogni notte, la ragazza più bella del circondario si trasformasse in strega grazie ai raggi luminosi della luna. Attorno a lei si riunivano altre ragazze, attorno a grandi fuochi, per compiere misteriosi riti magici e per creare prodigiose pozioni.
Puoi raggiungere il Passo delle Streghe tranquillamente da centro storico, seguendo i cartelli con le indicazioni. Il percorso è accessibile anche ai bambini, sempre sotto la supervisione di un adulto, e regala straordinari panorami.
Sei amante dele creature della notte? Allora visita il Museo dei Vampiri e dei Licantropi
A San Marino trovi un museo davvero molto particolare, dedicato alle creature della notte. Vampiri e licantropi ti aspettano nella sede ubicata nel centro storico, in un’atmosfera alquanto inquietante. Un viaggio alla scoperta delle figure più interessanti del regno delle tenebre, tra realtà e immaginazione. Nel Museo dei vampiri e dei Licantropi trovi una collezione di oggetti, statue, installazioni e reperti provenienti da ogni parte d’Europa, tutti relativi ai miti e alle leggende legate alla licantropia e al vampirismo. Il museo, nonostante la tematica particolare, è adatto anche ad un pubblico giovane. Un’esperienza insolita e stravagante da fare insieme a tutta la famiglia se visita la Repubblica di San Marino.
Info e orari: Il Museo dei Vampiri e dei Licantropi apre solo il sabato e la domenica, dalle ore 10:00 alle ore 18:30.
Fai il Pass per i musei
Con uno speciale pass puoi accedere, con un solo biglietto, a ben 7 musei di Stato tra i quali trovi la Torre Guaita, il Museo di Stato, la Pinacoteca San Francesco, la Galleria Nazionale, il Museo del Francobollo e della Moneta. Puoi fare il pass in uno qualsiasi dei Musei o direttamente on line.
Info e orari: Il San Marino Musei Pass ha un costo di €10,00. Il biglietto ridotto, rirvato ai ragazzi da 6 a 18 anni, a universitari e a over 65, costa € 8,00. L’orario di apertura dei musei è dalle ore 9:00 alle ore 17:00, mentre le casse per effettuare i ticket di ingresso chiudono alle 16:30.
Dove parcheggiare a San Marino?
Parcheggiare a San Marino è semplicissimo. I parcheggi sono numerati da 1 a 13 e si trovano tutti vicini al centro città. Munisciti di monete, poichè i parchimetri accettano quasi esclusivamente contanti. I primi parcheggi, P1 e P2, sono piccoli e abbastanza lontani dal centro storico, per cui prendi in considerazione le zone di sota a apartire dal numero 3.
Se hai bambini piccoli o passeggini ti consiglio il multipiano P9, servito con ascensori che portano direttamente all’ingresso del centro storico di San Marino. Il P10 invece è perfetto se viaggi in camper, così come il P13, che trovi bicinissimo alla stazione della funivia. L’area è perfettamente attrezzata per i camperisti, con servizi igienici e scarico acque grigie.
Prima dell’ultima salita verso il Monte Titano trivi il parcheggio P11 della Funivia, in Piazzale Campo della Fiera, perfetto se vuoi proseguire la salita con la Funivia di San Marino.
Info e costi: Il parcheggio a San Marino costa 1,50 € l’ora. Da 3 a 5 ore paghi 4,50 €, 8,00 € se dicidi di sostare tutta la giornata.
Fai un giro sulla funivia
La funivia di San Marino parte dalla stazione a valle situata a Borgo Maggiore e arriva alla stazione a monte nel centro storico. La tratta è lunga circa 1,5 km e supera un dislivello di circa 450 metri. Le cabine offrono viste panoramiche spettacolari sulla campagna circostante e sulla Repubblica di San Marino.
La durata del viaggio con la funivia è di circa 3-4 minuti e opera con regolarità durante il giorno, con orari che possono variare a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche. È consigliabile verificare gli orari di funzionamento prima di pianificare il viaggio. La funivia è accessibile a persone di tutte le età e condizioni fisiche, ed è un modo divertente per raggiungere il centro storico se hai bambini. La Funivia è infatti una delle principali attrazioni turistiche della Repubblica di San Marino, e offre un modo comodo e affascinante per raggiungere la cima del Monte Titano.
Info e costi: Il biglietto di sola andata costa 2,50 €, andata e ritorno invece 4,50 €. I cani e i bambini sotto 1,20 cm di altezza entrano gratis.
Perchè visitare San Marino con i bambini
Ci sono diverse ragioni per visitare San Marino con i bambini, e la piccola Repubblica offre una varietà di attività e attrazioni adatte ai più piccoli. San Marino è nota infatti per essere una destinazione sicura e accogliente, perfetta per le famiglie. Le sue dimensioni compatte e l’atmosfera tranquilla la rendono ideale da esplorare con i bambini senza preoccupazioni. San Marino offre inoltre molte opportunità per arricchire la loro educazione culturale. Attrazioni come le tre torri sulla cima del Monte Titano, il Museo di Stato, e le strade pittoresche della città vecchia offrono un’immersione nella storia, nell’arte e nella cultura. I bambini possono poi godersi passeggiate panoramiche, fare escursioni e attività all’aria aperta lungo i sentieri dei monti, nei parchi naturali e lungo le mura antiche.
Ricorda che la Repubblica di San Marino è piccola, e molte delle sue attrazioni possono essere esplorate a piedi. La sua atmosfera unica e la storia affascinante rendono la visita a San Marino un’esperienza indimenticabile.
Bari, una delle gemme più brillanti del sud Italia, è una città ricca di storia, cultura e di bellezze architettoniche straordinarie. Situata lungo la costa adriatica, è famosa soprattutto per la sua autenticità, per la sua cucina deliziosa e per le sue tradizioni uniche. Se stai pianificandouna visita in Pugliain questo articolo trovi consigli utili su cosa vedere a Bari, alla scoperta di questa affascinante città del sud Italia.
Cosa vedere a Bari
Passeggia sul lungomare
Il lungomare di Bari è un gioiello affacciato sul Mar Adriatico che cattura l’essenza autentica di questa vivace città pugliese. Questa striscia costiera, lunga diversi chilometri, offre non solo panorami mozzafiato sul mare ma anche un affascinante mix di storia, cultura e intrattenimento. Il lungomare di Bari, oltre ad essere uno dei luoghi più caratteristici in assoluto della città, è anche considerato tra i più belli d’Italia e tra i più lunghi d’Europa. Lo sapevi?
La sua costruzione risale alla prima metà del 1900 e la sua peculiarità sta nella schiera di lampioni di ghisa nera che si susseguono in una fila armonica e pittoresca. Sono circa 200 e sono i veri protagonisti di questa zona della città, divenuti iconici nel tempo.
La passeggiata sul lungomare inizia dalla famosissima spiaggia della città pugliese, denominata Pane e Pomodoro, e prosegue per circa tre chilometri fino ad arrivare al muro di cinta del porto di Bari. Questa zona è molto frequentata ad ogni ora del giorno e della sera, complice la bellezza del paesaggio e l’atmosfera marinaresca che la avvolge. Non lasciarti scappare l’occasione di immortalare uno scorcio del lungomare di Bari in una splendida foto ricordo. Le sfumature turchesi del mare che si contrappongono al nero dei lampioni e all’azzurro del cielo creano un vero e proprio quadro d’autore.
Visita il Castello Svevo
Il Castello Svevo di Bari è un’imponente fortezza nonchè uno dei monumenti più significativi e affascinanti del patrimonio storico italiano. Costruito nel XII secolo, il castello ha attraversato secoli di storia, fungendo da testimone silenzioso delle vicende che hanno plasmato la regione di Puglia e l’intera Italia.
La storia del Castello Svevo risale al periodo normanno, precisamente al 1131, anno in cui su ordine di Ruggero II di Sicilia cominciano i lavori di costruzione dell’edificio. Tuttavia, l’aspetto attuale del castello è principalmente dovuto all’opera di Federico II di Svevia, che nel 1200 ne ha fatto potenziare la struttura.
La struttura originale era caratterizzata da una pianta quadrangolare, con torri angolari e un mastio centrale che dominava l’intera area circostante. Le mura spesse e le feritoie per gli arcieri testimoniano la funzione difensiva del castello in un’epoca in cui le minacce erano frequenti. Nel corso dei secoli, il castello ha subito diverse modifiche architettoniche, mantenendo però sempre la sua aura regale e maestosa. La fortezza sveva si innalza imponente sulla costa, con le sue torri maestose e le mura massicce che ne fanno un esempio eloquente di architettura militare medievale.
Il Castello Svevo di Bari ha giocato un ruolo cruciale in molte fasi della storia italiana. Durante il Medioevo, ha ospitato numerosi sovrani, tra cui Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò e Isabella d’Aragona. La sua posizione strategica sul Mare Adriatico lo ha reso un importante centro amministrativo e commerciale.
Oggi, la fortezza è aperta al pubblico, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare le sue sale affascinanti, le prigioni medievali e godere di una vista panoramica sulla città e sul mare circostante.
Oltrepassando l’entrata puoi immergerti nell’atmosfera di un’epoca passata esplorando le sale decorate, ammirando le collezioni di reperti storici e passeggiando lungo le mura che una volta difesero la città. Il Castello Svevo è anche il luogo ideale per eventi culturali, mostre e manifestazioni che celebrano la ricca storia e cultura della regione.
Info e costi: Il Castello Svevo di Bari è aperto dal martedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 19:00. La domenica e i festivi invece apre alle 9:00 e chiude alle 13:30. La biglietteria chiude alle ore 18:00 durante la settimana, la domenica e i festivi alle 12:30. Il biglietto intero costa 10,00 €, il ridotto 2,00 €.
Cosa vedere a Bari. Lasciati ammaliare da Palazzo Petruzzelli
Situato nel cuore della città di Bari, il Palazzo Petruzzelli è una magnifica testimonianza dell’architettura neobarocca e un’icona culturale che incarna l’arte e lo spirito della città. Celebre per il suo teatro, il Teatro Petruzzelli, questo maestoso palazzo ha svolto un ruolo centrale nella vita culturale e sociale di Bari sin dalla sua inaugurazione.
Il Palazzo Petruzzelli è stato progettato dall’architetto Angelo Cicciomessere e costruito tra il 1899 e il 1903. La sua architettura neobarocca, con dettagli ornamentali riccamente decorati, si distingue per eleganza e imponenza. Il palazzo è stato originariamente concepito come un edificio multifunzionale, con negozi, uffici e appartamenti residenziali, ma è principalmente noto per il suo teatro.
Il Teatro Petruzzelli infatti, all’interno del palazzo, è una delle sale da concerto più grandi d’Europa. Con una capacità di oltre 2.000 posti a sedere, il teatro è stato inaugurato nel 1903 con l’opera “Iris” di Pietro Mascagni e ha continuato a essere il fulcro delle esibizioni artistiche di Bari. Ha ospitato negli anni una vasta gamma di spettacoli, tra cui opere liriche, balletti, concerti e rappresentazioni teatrali. Celebri artisti nazionali e internazionali hanno calcato il palcoscenico, contribuendo a consolidare la reputazione del teatro come luogo di eccellenza artistica mondiale.
Tuttavia, la storia del Teatro Petruzzelli non è stata priva di tragedie. Nel 1991 infatti, un incendio devastante distrusse gran parte del teatro, causando un danno irreparabile alla struttura. Dopo anni di restauro e ricostruzione, è stato riaperto al pubblico nel 2009, tornando ad essere il cuore pulsante della scena culturale di Bari.
Il Palazzo Petruzzelli non è solo un luogo di spettacolo, ma anche un’icona che testimonia la storia e l’evoluzione di Bari. La sua facciata imponente si staglia nel panorama cittadino, riflettendo l’importanza che questo edificio ha avuto nel corso dei decenni. Le luci notturne che illuminano la facciata del palazzo aggiungono un tocco di magia, creando un’atmosfera incantevole che si sposa perfettamente con lo spirito artistico della città.
Immergiti nell’atmosfera locale di Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile
Se Palazzo Petruccelli è il fulcro della vita culturale e artistica di Bari, Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile sono i centri cardine della vita sociale della città. Circondate da caffè, ristoranti e negozi, sono luoghi ideali per immergersi nella vivace cultura locale.
Piazza Mercantile è particolarmente affascinante con la sua fontana e le facciate colorate degli edifici circostanti. La piazza, dalla forma irregolare, ha sempre giocato un ruolo centrale nelle attività commerciali, svolgendo la funzione di mercato principale della città fin dall’epoca della Repubblica di Bari, nel medioevo.
Circondata da edifici storici, tra cui la Chiesa di San Giorgio e la Torre degli Ammiragli, Piazza Mercantile è uno splendido viaggio nel tempo. Gli antichi palazzi, con le loro facciate di pietra, e le insegne storiche delle attività commerciali, ti portano indietro nel tempo, mentre l’atmosfera vivace e le attività moderne creano un connubio affascinante tra passato e presente.
La piazza è il punto di incontro preferito per i residenti e i turisti, con numerosi caffè e ristoranti che offrono la possibilità di gustare prelibatezze locali all’aperto.
Inoltre, Piazza Mercantile offre un accesso diretto al mare. Il porto di Bari è a breve distanza, consentendoti di passeggiare lungo il lungomare e godere della brezza marina e della vista sul mare Adriatico.
In Piazza del Ferrarese invece trovi il Teatro Margherita, un edificio storico di grande bellezza architettonica. Anche se attualmente non è in funzione come teatro, è comunque una destinazione interessante da visitare per ammirare la sua struttura esterna. Piazza del Ferrarese diventa animata con locali e bar che offrono musica dal vivo e intrattenimento. È un ottimo posto per immergersi nella vita notturna di Bari e fare nuove conoscenze.
Inoltre, Piazza del Ferrarese è un punto di partenza ideale per esplorare altre attrazioni e quartieri di Bari, grazie alla sua posizione centrale e alla vicinanza ai mezzi di trasporto pubblici. E’ situata infatti proprio all’ingresso del centro storico di Bari, noto come Bari Vecchia. Qui puoi passeggiare tra le stradine strette e pittoresche, visitare la Basilica di San Nicola, la Cattedrale di San Sabino e il Castello Svevo.
Cosa vedere a Bari. Passeggia nei vicoli della Bari Vecchia
Il cuore storico di Bari è una labirintica rete di stradine lastricate, chiamate “vicoli,” che si intrecciano tra antichi edifici di pietra bianca. Passeggiando attraverso Bari Vecchia, potrai scoprire la vita quotidiana dei residenti locali, assaporare l’autenticità dei mercati locali e visitare la Basilica di San Nicola, un importante luogo di culto che conserva le spoglie del santo patrono di Bari.
Questa basilica infatti è una delle principali attrazioni di Bari Vecchia. Costruita nell’XI secolo, è dedicata a San Nicola, il santo patrono della città e ne ospita le reliquie. E’ un importante luogo di pellegrinaggio, molto conosciuto tra i fedeli.
Bari Vecchia è circondata dalla Muraglia, una parte importante della storia e dell’architettura della città. Si tratta di un sistema difensivo che circonda il quartiere antico, che ha offerto protezione e sicurezza agli abitanti nel corso dei secoli. Ha origini molto antiche e le sue prime tracce risalgono al periodo romano. Tuttavia, la struttura che vediamo oggi è in gran parte il risultato delle modifiche e degli ampliamenti apportati durante il periodo medievale. La muraglia è costruita principalmente in pietra calcarea locale e presenta torri di avvistamento lungo il perimetro. La sua struttura è stata progettata per resistere agli attacchi esterni e proteggere la città dagli invasori.
La muraglia è attraversata da diverse porte d’accesso, alcune delle quali sono ancora visibili oggi. Queste porte erano controllate dagli eserciti e consentivano il passaggio dentro e fuori dalle mura della città. Nel corso dei secoli, la muraglia di Bari Vecchia è stata oggetto di restauri e interventi di conservazione per preservarne l’integrità storica. Oggi, rappresenta una delle attrazioni principali del quartiere antico e attrae numerosi visitatori interessati alla storia e all’architettura della città.
Non puoi lasciare Bari Vecchia senza essere passato dalla signora Nunzia, diventata un’icona della città per via delle sue famose orecchiette. La Signora Nunzia, con il suo tavolo e il suo banco improvvisati fuori l’uscio di casa in via dell’Arco Basso, prepara e vende orecchiette fatte a mano, una delle specialità della cucina pugliese.Incontrare la Signora Nunzia delle Orecchiette è un’esperienza autentica e memorabile per molti visitatori di Bari Vecchia, poiché rappresenta la tradizione culinaria e l’ospitalità della regione. Se visiti Bari Vecchia, non perdere l’opportunità di comprare le sue orecchiette fatte a mano e di immergerti nell’atmosfera unica di questo quartiere storico.
Perchè visitare Bari
Bari è una città ricca di tradizioni culturali e eventi folkloristici, che si manifestano attraverso feste religiose, festival gastronomici, musiche e danze tradizionali. Questi eventi offrono ai visitatori un’opportunità unica per immergersi nella vita e nelle tradizioni locali. Bari offre inoltre una vivace vita notturna, con numerosi bar, pub e locali che animano le serate dei residenti e dei turisti. Inoltre, la città è un ottimo centro per lo shopping, con negozi che offrono una varietà di prodotti artigianali, prodotti locali e negozi di moda.
Queste sono solo alcune delle ragioni per visitare Bari. La città offre un mix affascinante di storia, cultura, natura e gastronomia che la rendono una meta ideale per i viaggiatori che desiderano esplorare il sud Italia.
Cosa vedere in Umbria? Natura, cultura e storia millenaria fanno dell’Umbria una delle regioni più suggestive d’Italia. I suoi territori sembrano fatti apposta per essere esplorati on the roadviste le famose strade paesaggistiche e le numerose tappe da poter fare lungo il tragitto. Non solo borghi medievali di rara bellezza ma anche colline verdeggianti, campi colorati dal grano e dai girasoli e tradizioni preziose fanno di questa regione una vera chicca da girare in auto.
Cosa vedere in Umbria
Sono moltissime le cose da vedere e da fare in Umbria ed il modo migliore di esplorarla è indubbiamente pianificando un itinerario ad hoc da percorrere in auto. Spostandoti con la macchina avrai modo di creare un viaggio su misura per te, avventuroso e dinamico, riuscendo forse a vedere l’intera regione in una sola volta. Sei pronto a vivere questo road trip?
Spoleto, la città d’arte
Una delle più seducenti città d’arte dell’Umbria è senza dubbio Spoleto. Si sviluppa sul colle Sant’Eliae il suo centro storico mantiene intatte le origini medievali e paleocristiane. Ne sono testimonianza l’Arco di Druso e Germanico, il Teatro Romano e la basilica di San Salvatore. Il Duomo di Spoleto rimane uno dei monumenti più importanti della città e deve la sua straordinaria bellezza alle forme romaniche ingentilite nel corso degli anni da un tocco di stile rinascimentale. La sua facciata è adornata da un grande mosaico di ispirazione bizantina e conserva al suo interno grandi opere d’arte, come il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini.
Spoleto è una città eclettica, sempre all’avanguardia. Nonostante i numerosi festival che vengono organizzati tra le sue mure riesce a mantenere una compostezza unica, mai caotica.
Di grande interesse storico e paesaggistico è il Ponte delle Torri, costruito nel 1300 con funzioni di acquedotto. Dai suoi ottanta metri di altezza collega la città alla Rocca Albornoziana. Ad oggi Spoleto ospita eventi nazionali ed internazionali di grande qualità, come Il festival dei due mondi.
Norcia, terra di San Benedetto
Nonostante il devastante terremoto del 2016 Norcia continua fieramente ad essere uno dei borghi più suggestivi e accattivanti dell’Umbria. Terra natale di San Benedetto e patria del tartufo questa elegante cittadina vanta un centro storico affascinante nel quale si concentrano i monumenti più importanti. Piazza San Benedetto è il cuore pulsante del borgo e qui si trova la Castellina, una residenza fortificata del 1500 appartenente al prefetto pontificio, oggi sede del Museo Diocesano.
Nonostante il devastante terremoto del 2016 Norcia ospita ogni anno numerosi turisti attratti non solo dai monumenti storici che si spera vengano recuperati al più presto, ma soprattutto per i prodotti tipici locali, come i salumi e il tartufo.
Da Norcia è possibile raggiungere in pochi minuti Castelluccio, la patria delle lenticchie, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il fiume Corno, dove praticaresport acquatici come il rafting!
Le Cascate delle Marmore in Valnerina
Le Cascate delle Marmore sono letteralmente immerse nella natura meravigliosa dell’Umbria. Sono le cascate più suggestive e famose d’Italia e si trovano nella Valnerina, a poca distanza da Terni e Spoleto. Classificate tra le più alte d’Europa le Cascate delle Marmore si dividono in tre salti spettacolari che con tutta la loro potenza si lanciano dal fiume Velino per tuffarsi nel Nera. Il nome Marmore deriva dai sali di carbonato di calcio che si sedimentano all’interno delle rocce circostanti. Marmore però è anche il nome del paese in cui si trovano le cascate, un bellissimo borgo medievale della Valnerina.
Le Cascate delle Marmore sono una delle tappe da fare assolutamente durante un road trip in Umbria. Oltre ai percorsi immersi nella natura della Valnerina è possibile praticare numerose attività outdoor con tutta la famiglia.
Numerose sono le attività da poter fare all’interno del parco delle cascate delle Marmore, come il rafting e il canyoning. Con i bambini invece è possibile visitare le grotte naturali che si aprono nella rupe della Cascata delle Marmore attraverso l’area escursionistica del parco. Un esperienza da non perdere per conoscere i segreti del mondo sotterraneo delle cascate.
Le Mole di Narni e il Porto Romano di Stifone
Nel cuore della Valnerina e a pochi chilometri da Narni esiste un luogo paradisiaco ma molto pericoloso. Le Mole di Narni sono infatti le piscine naturali più belle d’Italia, uno specchio d’acqua dal color cobalto di straordinaria bellezza. Non sono però balneabili perchè soggette all’apertura della diga di una vicina centrale idroelettrica. Un tuffo nel fume Nera è invece ( quasi) consentito presso l’Antico Porto Romano di Stifone, tra i resti del cantiere navale da poco riqualificato e tornato al vecchio splendore. L’acqua gelida e le sue spettacolari gradazioni di colore sono irresistibili. L’area è recintata ma non controllata e i local assicurano che non c’è pericolo a fare un tuffo in questa zona poichè l’apertura della diga è segnalata da una sirena e soprattutto molto rara.
Il Porto Romano di Stifone è stato da poco ripulito e riportato all’antico splendore. Anche se recintato è possibile scendere fino alle rovine per fare un bagno rigenerante, ma il posto non è in sicurezza e non è controllato.
Assisi, la città di San Francesco
Borgo umbro di straordinaria bellezza Assisi incanta il visitatore con la sua gioiosa tranquillità. Arroccato su una collina che domina la vallata sottostante è uno dei posti imperdibili della regione e la sua fama è legata al santo protettore degli animali: San Francesco. A testimoniarne il passaggio restano numerose chiese che attirano ogni anno milioni di visitatori.
La basilica di San Francesco è una meta molto ambita non solo dai pellegrini ma anche dai turisti affascinati dall’architettura e della storia che rappresenta. Ma al di là della religiosità del paese Assisi vanta monumenti di straordinaria bellezza e di grande interesse storico e culturale, come il Tempio della Minerva e la Rocca Maggiore.
Cosa vedere in Umbria. Montefalco, terra di vini DOC
Il borgo medievale di Montefalcodomina la vallata del Clitunno regalando panorami pazzeschi. Viene infatti chiamata anche “ringhiera dell’Umbria” proprio per la spettacolari viste che si hanno dalle sue balconate. La cittadina è immersa in profumati uliveti e in vigneti che producono vini d’eccellenza come il famoso Sagrantino di Montefalco, una DOCG prodotta con sole uve sagrantino del territorio.
Il borgo racchiude tra le sue mura duecentesche preziosi tesori artistici e storici come la Chiesa Museo di San Francesco. Al suo interno si trova uno dei più celebri cicli pittorici italiani raffigurante la vita di San Francesco in dodici scene, dipinte da Benozzo Gozzoli nel 1452. Montefalco è un borgo da esplorare con ritmi lenti e interessati perdendosi tra le botteghe tipiche e le caratteristiche enoteche.
Cosa vedere in Umbria. Foligno, il centro del mondo
Foligno si trova esattamente a metà strada tra Spoleto e Assisi e, a differenza degli altro borghi umbri collocati in zone collinari, si trova in pianura ed è piacevole da girare a piedi o in bici. Viene considerata il “centro del mondo” da epoca medievale perchè si trova esattamente al centro della penisola italiana, a lungo reputata il centro d’Europa e quindi del mondo. Il centro storico di Foligno è un gioiello medievale e qui si concentrano tutti i monumenti più importanti come il Duomo di San Feliciano e la chiesa di San Giacomo in Piazza del Grano, edificata nel 1200 in stile gotico e riconoscibile per le bande rosse e bianche che si alternano sulla facciata.
La storia illustre del borgo è testimoniata da Palazzo Trinci, un’edificio dalla meravigliosa architettura medievale e rinascimentale. Si trova in Piazza della Repubblica ed è sede della Pinacoteca di Foligno e del Museo Archeologico.
Perugia, la patria del cioccolato
Il borgo medievale fortificato di Perugia è un vero gioiello dell’Umbria. Custodisce tra le sue mura preziosi tesori che sono testimonianza del suo passato ricco di storia. E’ una cittadina da esplorare in modalità lenta alla scoperta dei suoi monumenti più prestigiosi, come il Pozzo Etrusco e la Galleria Nazionale. Al di la della sua apparente tranquillità Perugia è una città viva e sempre in movimento, soprattutto per via delle suoi poli universitari che garantiscono una notevole affluenza di giovani provenienti da ogni angolo del mondo.
Perugia è anche la patria natale dei famosi Baci Perugina, i famosi cioccolatini con la dedica all’interno. E’ possibile visitare la fabbrica della Perugina per scoprire ogni curiosità legata alla produzione dei baci e degli altri prodotti di cioccolato. La visita si conclude sempre con una dolce degustazione dei prodotti delle Perugina!
Orvieto e il pozzo. Cosa vedere in Umbria.
Orvieto è un piccolo e prezioso gioiello e rientra tra le cose da vedere in Umbria viaggiando on the road.Arroccata su una rupe di tufo domina tutta la vallata sottostante e sembra stringere amicizia con le nuvole di passaggio. Tra le sue mura racchiude opere di grande valore storico e architettonico ed è famosa in Italia e nel mondo soprattutto per il Duomo, edificio in stile gotico dalla perfezione assoluta. Orvieto vanta anche un opera idraulica dal valore inestimabile: il Pozzo di San Patrizio.
Capolavoro di ingegneria il Pozzo di San Patrizio è profondo 62 metri ed è scavato completamente nelle rocce di tufo. Viene chiamato il pozzo perfetto perchè le sue doppie scale elicoidali sono completamente indipendenti e permettono di scendere senza incontrare chi sale. Questo per rendere i rifornimenti di acqua alla città molto più semplici e veloci. Il pozzo è illuminato da ben 72 finestre e ha 258 scalini da affrontare, sia in discesa che in risalita.
Perchè fare un viaggio on the road in Umbria
L’Umbria è la regione ideale per chi ama il turismo lento e di qualità. Ogni borgo è ricco di tesori artistici, storici e architettonici affascinanti che conservano tutta l’essenza della storia italiana. L’Umbria va leggermente controcorrente rispetto alle restanti regioni della penisola puntando su un turismo di qualità che rimane al di fuori di ogni possibile traccia di industrializzazione. La regione accoglie i visitatori portando l’attenzione sulle manifestazioni folkloristiche e sulle tradizioni locali fatte anche e soprattutto di ottima gastronomia. Tutela inoltre la propria biodiversità alimentando un turismo di prossimità, ad oggi rivelatosi una vera carta vincente.
Il clima sempre mite e la gioviale accoglienza della gente locale fanno dell’Umbria una meta da visitare in ogni stagione dell’anno. Le sue strade paesaggistiche, i numerosi belvedere e le vallate che vengono interrotte da rocche e colline verdeggianti la rendono una delle regioni italiane da esplorare rigorosamente on the road. Uno stile di viaggio che ti permette di provare quel senso di libertà e appagamento che solo la natura meravigliosa, in tutte le sue sfumature più belle, riesce a dare.
Uno dei borghi più belli da vedere in Umbria con i bambini è senza dubbio Città della Pieve. Si trova in provincia di Perugia, immersa nella natura rigogliosa della regione, tra i vigneti e gli uliveti della Val di Chiana. Uno degli aspetti più importanti di questa città è che la sua conformazione urbana è stata valorizzata da deliziosi dettagli e divisa in percorsi ben definiti in cui perdersi, tra panorami mozzafiato e scorci romantici.
Città della Pieve. Cosa vedere
Passeggia nel centro storico
Il centro storico di città della Pieve è diviso in “terzieri”. Ciò significa che vanta diverse frazioni amministrative. Il terziere del Borgo Dentro era riservato un tempo all’alta borghesia, ai nobili e agli ecclesiastici, mentre nel terziere del Castello risiedevano i cavalieri e le forze armate. Il terziere del Casalino invece era popolato dai contadini e dalla gente comune, fulcro della vita cittadina. La conformazione urbana del centro storico è rimasta perfettamente la stessa del 1200, divisa dunque in terzieri e popolata da edifici costruiti con mattoni a vista, tetti in legno e antichi portoni con maniglie di ghisa. Come i palazzi anche le strade, le scalinate e i vicoli sono rimasti gli stessi che nel medioevo venivano calpestati a piedi nudi dai bambini o sui quali venivano trasportati i carretti pieni di prodotti degli orti, pronti per essere barattati o venduti al mercato.
Ogni angolo di Città della Pieve regala emozionanti sorprese. Non c’è uno scorcio che non rappresenti la sua storia o la sua architettura medievale.
Segui i “Percorsi” del borgo
Per facilitare la visita ai turisti e per far conoscere ogni angolo del borgo di Città della Pieve sono stati creati quattro percorsi tematici, ognuno contrassegnato da un colore. Divertiti a seguirli tutti. E’ un ottimo modo per non perderti nessuno scorcio caratteristico. Inoltre puoi divertirti a giocare con i bambini a cercare i più importanti punti di interesse come in una vera caccia al tesoro. Armati di mappa e via!
Parti dal percorso rosso
Parti dal percorso rosso, dedicato ai monumenti e alla storia architettonica della città. Puoi così scoprire i più importanti edifici di Città della Pieve, come la Rocca Perugina e la Torre del Pubblico. Il percorso ti porta dritto alla cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, che conserva al suo interno alcune opere del Perugino, uno dei più illustri artisti dell’Umbria, nato tra l’altro proprio in questo borgo. Altre opere di questo famoso pittore sono esposte nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi e nella Chiesa di San Pietro. Visita anche il Palazzo della Corgna e il Palazzo Vescovile, dove trovi la mostra permanente denominata ” Spazio Kossuth”.
Prima di arrivare nel centro di Città della Pieve incontri la Chiesa di San Francesco. Al suo interno è situato il Santuario della Madonna di Fatima. Esternamente è in stile romanico e all’interno oltre a contenere una nicchia con la Madonna dove il color cobalto è posto in evidenza, si trova un affresco con la crocifissione di Gesù risalente al trecento.
Tuffati nel percorso verde
Il verde non poteva che essere associato agli scorci paesaggistici ed è risaputo che l’Umbria è una delle regioni più verdeggianti d’Italia. Ti trovi infatti in una delle zone più pittoresche del territorio, dove abbondano prati, vigneti e colline rigogliose. Approfitta quindi dei belvedere di Città della Pieve per goderti lo spettacolo… I belvedere sono otto e alcuni sono molto semplici da trovare. Quello della Rocca ad esempio è il più centrale e quindi facilmente raggiungibile. Cerca però di arrivare a tutti gli altri affacci paesaggistici perchè ognuno di essi regala scenari da togliere il fiato. Dal belvedere di Via Case Basse puoi vedere addirittura Montepulciano mentre, se guardi in basso, trovi il dirupo di Sansalvatico, dove sono ben visibili sabbie e argille che già dal Medioevo venivano usate per produrre il laterizio con il quale è stata edificata Città della Pieve.
Città della Pieve, cosa vedere. Segui il sentiero azzurro
Ora devi immergerti totalmente nell’atmosfera medievale di Città della Pieve e andare alla scoperta dei vicoli segreti del borgo. Il percorso azzurro ti porta verso i 19 punti più scenografici e instagrammabili della città. Strada facendo puoi ammirare gli splendidi palazzi in laterizio, con i caratteristici colori della terra bruciata. Cammina con la testa all’insù e lasciati ammaliare dagli antichi balconi e dalle iscrizioni che trovi sulle facciate. Tutto ti riporta indietro nel tempo, lasciandoti una sensazione di stupore e meraviglia addosso. Numerosi sono i vicoletti caratteristici in cui vagare, tra piante fiorite e portoni antichi, panni stesi al sole e vecchie insegne scolorite. Il più gettonato? Vicolo Baciadonne, il più stretto d’Italia. Fai attenzione a non rimanerci incastrato!
Ora lasciati guidare dai profumi del sentiero giallo
Dopo aver girovagato in lungo e in largo per Città della Pieve arriva il momento di dedicarsi ad una sana mangiata ristoratrice. E quale modo migliore di scoprire la gastronomia locale se non seguendo un percorso ad hoc? Seguendo il sentiero giallo farai un tuffo nei sapori della cucina tipica locale, provandone i prodotti autoctoni nei ristoranti del centro storico. Città della Pieve inoltre è famosa nel mondo per la produzione di zafferano, ma anche di olio e vino pregiati. Le uve ad esempio sono classificate come DOC dei Colli del Trasimeno e i vitigni sono per lo più sangiovesi. Il vino rosso di Città della Pieve ha caratteristiche ben definite ed è particolarmente indicato per carni rosse e verdure. Anche l’olio è un prodotto DOP ed ha un sapore piuttosto fruttato. Da provare assoluto sul pane caldo.
Conosci l”Oro rosso” di Città della Pieve?
Tornando allo zafferano, spezie pregiata, qui a Città della Pieve viene coltivato in piccoli campi e raccolto ancora a mano, tra ottobre e novembre, rigorosamente all’alba, quando i fiori sono ancora chiusi. Questo per non far perdere le proprietà nutritive presenti negli stimmi. Una tradizione millenaria tutelata e salvaguardata dai produttori della zona, che ne conservano in questo modo la tipicità e la qualità. E’ denominato “Oro rosso” proprio perchè nel corso dei secoli è diventato prezioso quanto l’oro e spesso riservato solo alle tavole dei nobili e delle persone più facoltose. Per il colore che lo contraddistingue e per il prezzo, non certo basso, lo zafferano ha continuato nel tempo ad essere chiamato Oro rosso.
Prima di entrare nel centro storico di Città della Pieve trovi una deliziosa cabina telefonica che ha cambiato destinazione d’uso. Ora raccoglie tantissimi volumi dedicati a grandi e piccini ed è un punto di book crossing super colorato. Prendi il libro che più ti piace e lasciane un altro per chi arriva dopo di te!
Perchè visitare Città della Pieve
Passeggiare nella città del Perugino seguendo i percorsi arcobaleno è un modo meraviglioso di scoprirne la storia e la vita quotidiana. I sentieri sono pensati e strutturati in modo da orientare i visitatori verso la conoscenza del tessuto urbano, creando una dimensione unica in cui immergersi a capofitto. Un delizioso gioco non solo per i bambini, che si divertono a seguire le stradine colorate e ad individuare i percorsi grazie alla segnaletica, ma soprattutto per gli adulti, che non si sentono spaesati bensì guidati verso gli scorci più caratteristici del centro storico.
Se dici Puglia dici mare, sole, buon cibo e sport. La regione però offre numerose attrattive anche e soprattutto per gli amanti della storia e dell’archeologia. Numerosi infatti sono i musei e i parchi archeologici della regione, come il MarTa di Taranto e il Museo “Francesco Ribezzo”di Brindisi, dove sono racchiuse importanti testimonianze dei primi insediamenti messapici della regione. A pochi chilometri dai trulli di Alberobello e dalla città bianca di Ostuni invece, trovi uno dei parchi archeologici più grandi della Puglia: il Parco Archeologico di Egnazia con annesso il nuovo museo “Giuseppe Andreassi”.
Il parco archeologico di Egnazia conserva i maniera egregia numerosi reperti di epoca messapica e si trova a Fasano, in provincia di Brindisi, in una delle zona costiere più belle della Puglia. Il suo nome, Gnathia, di origine messapiche, è poi stato rivisitato in chiave romana passando a Egnatia, poichè il suo porto era utilizzato per raggiungere l’inizio della Via Egnatia, la vecchia strada che metteva in comunicazione la Capitale con l’Adriatico e con l’Egeo.
Egnazia. Il Parco Archeologico Giuseppe Andreassi
Il Parco Archeologico di Egnazia si trova a pochi metri dal mare Adriatico, nella parte in cui l’acqua è azzurro cristallino e trasparente al punto da riuscire a vedere i fondali. In contrapposizione al paesaggio marino, alle spalle del parco, puoi ammirare invece le immense distese di ulivi secolari, coltivati nella gravina di Fasano. Questo paesaggio naturalistico di straordinaria bellezza fa da cornice al Parco Archeologico di Egnazia, che si estende su una superficie di 15 ettari e comprende un museo e gli scavi della vecchia città romana, tra cui un acropoli e una grande necropoli.
Inizia la visita dalla città antica
Per capire bene le dinamiche temporali inizia la visita dalla città antica, situata lungo la famosa Via Traiana, strada essenziale per gli scambi economici e commerciali della Puglia con l’Antica Roma. Nel parco archeologico di Egnazia puoi passeggiare nella storia nel vero senso della parola, soffermandoti sui resti degli antichi monumenti della res puplicae, come uffici e luoghi di culto, e scrutarne le superfici che per centinaia di anni sono rimaste sepolte sotto metri di terreno. Seguendo i solchi della Via Traiana raggiungi le antiche Terme Romane, un sito che racchiude maestria ingegneristica ed efficienza logistica.
Le Terme appartengono all’età augustea e vantano un percorso interno perfettamente strutturato che inizia dagli spogliatoi per continuare nel caldarium e nel laconicum, la sauna. Questi ambienti erano perfettamente riscaldati da un ingegnoso sistema di fornaci. Lasciate le aree calde il percorso finisce con il tepidarium, il vano temperato, per concludersi con il frigidarium, un bagno in acqua fredda. Alla fine del 300 d.C. le terme diventano inattive, e si trasformano in un impianto per la produzione di calce destinata alla costruzione di sempre nuovi edifici della città.
Eganzia, il parco archeologico. Ammira i resti dell’antica fornace
Nel settore destinato alle abitazioni e agli impianti produttivi trovi la vecchia fornace, collocata in posizione strategica a ridosso dell’asse stradale. Il suo funzionamento era basato su un piano forato alimentato da aria calda prodotta in una sottostante area di combustione, collegata all’esterno da un corridio tramite il quale era alimentata con legno e arbusti. La fornace è stata costruita su una vecchia tomba messapica del III secolo a.C., della quale conserva ancora le lastre di copertura. Su uno di questi lastroni è incisa la parola tabara, che in lingua messapica significa “sacerdotessa”.
Passeggia nell’area del foro e della Via Traiana
Il foro era il cuore pulsante di ogni città romana, fulcro di ogni attività, politica e economica. Il foro di Egnazia ancora non è ancora stato riportato completamente alla luce ma è ben visibile la sua forma trapezoidale pavimentata con lastre di tufo. Una canaletta per il deflusso delle acque piovane segue il perimetro della piazza, dove svetta un portico dorico e quel che resta di una tribuna oratoria. E’ ben visibile sulla base un lastricato che collega il foro alla Via Traiana, sicuramente usato per il passaggio pedonale.
Sulla Via Traiana puoi notare i solchi lasciati dai carri nelle epoche precedenti. Il pavimento è in basoli di calcare e porta ai lati dei paracarri fatti dello stesso materiale. Questa strada di collegamento, progettata dall’Imperatore Traiano rimodernando la vecchia via Minucia, era la più grande arteria di comunicazione della penisola italica, essenziale per garantire gli scambi commerciali tra Puglia, Lazio e Campania.
Egnazia, il parco archeologico. Raggiungi la Basilica Civile e l’anfiteatro
Non mancava mai nell’assetto urbanistico romano un edificio pubblico dedicato alle riunioni, in cui veniva amministrata la giustizia e si discuteva di affari economici e politici. Anche Egnazia aveva la sua Basilica Civile, di età imperiale, di cui rimane ben visibile la pianta rettangolare e il portico perimetrale. Comunica con l’acropoli tramite una sala pavimentata a mosaico che raffigura le Tre grazie, probabilmente aggiunta tra il 1200 e il 1300 dopo la trasformazione della basilica in chiesa cristiana.
Di notevole interesse sono anche gli scavi del vecchio anfiteatro, che si trova in posizione centrale rispetto a tutte gli altri edifici di Egnazia. Viste le sue dimensioni abbastanza ridotte e la mancanza di gradinate e sotterranei si è arrivati a pensare che la funzione di questo edificio non fosse finalizzata alla realizzazione di eventi e spettacoli ma che fosse in realtà una piazza aggiuntiva del foro, probabilmente dedicata al mercato cittadino.
Arriva dinanzi al sacello delle divinità orientali
Nel II secolo d.C. si aggiunge un lungo portico a forma di “L” che si protende verso l’acropoli di Egnazia. Sulla facciata è visibile un’iscrizione latina dedicata alla Magna Mater Cibele e alla dea Siria, con raffigurati due flauti, un timpano e un cimbalo. Altri strumenti sono scolpiti sui restanti lati. La presenza del sacello nell’acropoli conferma la teoria secondo la quale era molto forte, in era imperiale, la presenza di culti orientali nella popolazione.
Egnazia, il parco archeologico. Visita le basiliche paleocristiane e la necropoli
Egnazia custodisce anche due esempi di basiliche paleocristiane, una episcopale e una meridionale. La basilica episcopale ha una struttura a tre navate e tre portici che precedono gli ingressi. Un tempo sul pavimento faceva mostra di sè un bellissimo mosaico a grandi tessere, oggi custodito in parte nel museo Giuseppe Andreassi. Ben visibili le vasche battesimali e le cisterne in cui, probabilmente, venivano lavati i panni nel periodo antecedente alla costruzione della basilica paleocristiana.
La basilica meridionale invece comprendeva solo un abside, poichè la struttura era di dimensioni molto ridotte. Gli scavi in questa zona hanno portato alla luce un mosaico colorato a motivi geometrici, anch’esso conservato nel museo.
Altro sito particolarmente interessante di Egnazia è la necropoli, che raccoglie principalmente tombe messapiche sepolcrali di varie forme. Alcune di queste, risalenti al I secolo d.C., sono intonacate o dipinte. Numerosi sono i corredi funerari ritrovati nelle fosse durante gli scavi, caratterizzati da vernice gialla, bianca e rossa e decorati con motivi floreali. Li trovi esposti nel museo Giuseppe Andreassi.
L’acropoli
Concludi la tua visita nel parco archeologico di Egnazia visitando l’acropoli. E’ un insieme di piccole colline artificiali risalenti al periodo messapico, sicuramente utilizzate per proteggere la popolazione arcaica dai pericoli che venivano dal mare. Il villaggio era già protetto da un muro di cinta, ancora ben visibile sul fianco meridionale dell’acropoli, composto da pietre irregolari. La sua funzione era di proteggere la popolazione dalle possibili invasioni provenienti invece dall’entroterra. Nelle mura si aprivano le porte per accedere alla cittadina di Gnatia. L’acropoli è la parte più antica del parco archeologico di Egnazia, e dalla sua altura puoi avere una vista mozzafiato della natura circostante. Se ti affacci verso la zona costiera puoi vedere le reliquie dell’antico porto romano.
Visita con i bambini il Museo Giuseppe Andreassi
Il museo di Egnazia, intitolato a Giuseppe Andreassi, direttore dell’area archeologica dal 1976 al 1985 e Soprintendente Archeologo della Puglia, si trova all’esterno dellle mura dell’antica Gnathia, nell’area della necropoli messapica.
E’ stato realizzato alla fine degli anni ’70 per raccogliere i numerosi reperti archeologici ritrovati durante gli scavi di Egnazia, al fine di poterli esporre al pubblico per divulgare la documentazione dell’insediamento arcaico, dalle origine fino al declino. Al suo interno trovi conservati esemplari di trozzelle e di crateri, caratteristici vasi messapici in ceramica dipinti con vernice nera e decorati con disegni in bianco e giallo, molto diffusi in tutta la regione. Numerose sono le anfore di provenienza italica, africana o orientale esposte nel museo, preziose testimonianze dell’esistenza di importanti scambi commerciali portuali o viari con altre città, mediante l’utilizzo della famosa via Traiana.
All’interno del museo, oltre alle teche espositive disposte per età cronologica, trovi una mostra dedicata al paesaggio della città di Gnathia, che comprende mosaici e frammenti architettonici dell’antico insediamento messapico e tardo antico. Al piano inferiore puoi accedere all’ipogeo messapico, una camera funeraria decorata a motivi vegetali. Qui spesso vengono allestite inoltre mostre temporanee.
Egnazia e il mare. Visita il nuovo museo interattivo con i bambini
Scendendo nel seminterrato del museo Giuseppe Andreassi trovi la nuovissima mostra interattiva “Egnazia e il mare”. Inaugurata nel 2022 racconta tramite video multimediali e proiezioni immersive di uno specchio d’acqua in movimento, il legame tra l’antica Gnathia e il mare. L’allestimento ruota attorno alla ricostruzione di un paesaggio sottomarino, dove fluttuano oggetti sopravvissuti ai naufragi avvenuti nel mare antistante. Rappresentano una preziosa testimonianza relativa ai commerci, ai trasporti e alla vita quotidiana della popolazione arcaica legata profondamente alla pesca e al mare.
Toccando i reperti che scendono sul pannello interattivo verso il fondale si apre la carta d’identità dell’oggetto, sia in italiano che in inglese, che spiega la sua storia e la sua funzione. Puoi così conoscere ad esempio, toccando il fotogramma con un dito, a cosa serviva un ancora a grappino oppure da dove arriva una particolare anfora. E’ il luogo perfetto da esplorare con i bambini poichè l’intera sala è strutturata proprio per catturare la loro attenzione, portando la mostra sotto forma di gioco interattivo.
Informazioni e costi
La biglietteria del parco archeologico di Egnazia e il museo Giuseppe Andreassi è aperta tutti i giorni, dalle ore 08:30 fino alle ore 18:30. Il parco rimane aperto al pubblico fino alle 19:30.
E’ possibile portare all’interno del parco e del museo gli amici a quattro zampe di piccola taglia, purchè stiano nel trasportino o tenuti a guinzaglio con annessa museruola. Il parco dispone di un info point e di una biglietteria e ogni accesso è garantito ai diversamente abili. Il parcheggio è gratuito.
Il biglietto intero costa 8,00 €, mentre il ridotto ( per chi ha tra i 18 e i 25 anni ) 3,00 €. Puoi scegliere anche di visitare solo il parco archeologico, al costo di 5,00 € o solo l’area museale, pagando il ticket di 6,00 €. L’ingresso è gratuito per diverse tipologie di visitatori. Sulsito ufficialepuoi acquistare il biglietto tendendo conto delle tipologie di ingresso a te più consono e degli sconti.
Cosa vedere a Brindisi? Beh, c’è davvero molto da scoprire in questa meravigliosa città sul mare. Eppure molto spesso è esclusa dagli itinerari di viaggio in Puglia, messa da parte per privilegiare mete più famose come Monopolio la Valle d’Itria. Invece Brindisi è una città eclettica e accogliente, stimolante e molto interessante sia dal punto di vista storico che architettonico e naturalistico. Vanta infatti uno dei porti naturali più belli d’Europa e un centro storico intriso di storie e leggende legate al mare. Scopriamole insieme.
Cosa vedere a Brindisi
Brindisi si trova sulla costa occidentale della Puglia, in una posizione strategica che permette di raggiungere in poco tempo le città più interessanti dell’entroterra nonchè la vicinissima Grecia. Il porto infatti è una porta d’accesso verso est, al quale è collegato da una fitta rete di traghetti. Già in passato questa città era un importante scalo commerciale e intratteneva rapporti economici con l’Oriente. Ragion per cui, l’astuto Popolo Romano, fece realizzare una strada di collegamento che dalla Capitale portasse proprio al porto di Brindisi: la Via Traiana. Numerose sono le testimonianze della presenza romana in città e sono concentrate proprio nella zona del porto e nel centro storico di Brindisi.
Ammira la Colonna Romana
Inizia dunque la tua passeggiata dal porto di Brindisi. Qui si concentrano le maggiori testimonianze della sua anima marinaresca, passata e presente. Proprio nella parte centrale del lungomare Regina Margherita svetta infatti un’antichissima colonna romana, punto terminale della Via Appia, che collegava Brindisi a Roma. In origine le colonne erano due, perfettamente identiche tra loro. Nel 1598 però una di esse è crollata e, purtroppo, non è mai stata restaurata. La colonna superstite invece è stata smontata durante il secondo conflitto mondiale per evitarne la perdita a causa dei bombardamenti, per poi essere nuovamente messa al suo posto.
Nei primi anni del 2000 poi la colonna è stata completamente restaurata ed è stata creata una copia del capitello da esporre sul piazzale, in modo da tenere l’originale al riparo da ogni possibile agente esterno. Ora è esposto in una sala del Palazzo Granafei Nervegna, che però raramente apre i battenti al pubblico. La colonna romana è esposta su una scalinata che porta verso il mare, dalla quale puoi avere una magnifica vista su tutto il golfo e sul Monumento al Marinaio d’Italia, posto proprio di fronte e alto ben 54 metri. Puoi raggiungerlo seguendo il lungomare e puoi addirittura salire fino all’estremità della struttura, dalla quale puoi avere una vista mozzafiato su tutta Brindisi.
Cosa vedere a Brindisi. Visita Palazzina Belvedere
In concomitanza con la realizzazione del Monumento al marinaio d’Italia è edificata anche l’elegante Palazzina Belvedere, annessa alla Scalinata Virgilio che porta alle Colonne Romane. Il nome belvedere deriva dalla vista pazzesca che si ha dalla sua terrazza, che si affaccia sull’intero porto di Brindisi. Al suo interno è custodita una preziosa collezione archeologica, che conserva testimonianze importanti delle prime civiltà pugliesi. Qui trovi infatti ritrovamenti di diversi periodi storici e numerose produzioni in ceramica del periodo messapico. Tra i tanti reperti bronzei e vitrei spicca inoltre un cratere a campana del IV secolo a.C., di grande valore artistico e storico.
Info e orari: Palazzina Belvedere è aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle ore 9:00 alle 1:00 e dalle 17:00 alle 20:00. L’ingresso è gratuito.
Raggiungi in battello il Castello Alfonsino
Conosciuto anche come il Forte a mare, il Castello Alfonsino di Brindisi è una tappa imperdibile se ti trovi in città. Sorge sull ‘isola di Sant’Andrea, proprio all’entrata del porto, ed è raggiungibile solo via mare. Si trova inoltre in una posizione privilegiata, perfetta per ammirare la bellezza paesaggistica della zona anche durante la traversata in battello. Il fascino del Castello Alfonsino è una calamita soprattutto per i bambini, amanti della storia e delle leggende legate al mare.
La costruzione del forte inizia infatti nel 1558, per volere di Filippo II d’Asburgo, e continua per ben 46 anni. Sotto il dominio spagnolo si espande, al fine di bloccare gli attacchi via mare da parte dei veneziani e dei turchi. Diventa così un presidio militare temuto e rispettato tanto che Alfonso d’Aragona decide di farci costruire un castello, servendosi dei resti di una struttura angioina già esistente sull’isola.
Quello che più affascina di questo Castello nel mare è la forma. La sua pianta infatti, con base a trapezio, vanta due bastioni pentagonali e un torrione circolare nonchè un porto interno al quale si può accedere solo tramite un arco aperto tra le mura di cinta. Il Castello Alfonsino è anche chiamato Castello rosso per via del colore vermiglio di cui si tinge al tramonto, quando il sole illumina le pietre di tufo con cui è stato costruito donando loro una caratteristica tonalità rossastra.
Info e costi: Puoi visitare il Castello Alfonsino di Brindisi tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, prenotando la visita all’Associazione Le colonne. La prenotazione è obbligatoria e il biglietto si acquista sul posto, pagando in contanti. Il costo è di 8,000 € a persona ed è gratis per i bambini da 0 a 6 anni. Per i residenti di Brindisi e provincia il costo è di 6,00 € a persona. Per informazioni eprenotazioni puoi chiamare il numero -379 2653244 o mandare una mail a: segreterialecolonne@gmail.com
Cosa vedere a Brindisi. Passeggia in Piazza Duomo
Uno dei posti da non perdere in città è sicuramente Piazza Duomo, una delle piazze più antiche di Brindisi con una storia alle spalle davvero interessante. Ogni edificio che si affaccia su Piazza Duomo è in stile medievale o romano mentre tra i monumenti più pittoreschi trovi la Cattedrale di San Giovanni battista. E’ un meraviglioso edificio del 1100, più volte restaurato nel corso dei secoli. Le statue in marmo che vedi sulla facciata invece sono sintetiche e sono del 2007. Rappresentano san Teodoro, san Leucio, san Lorenzo e san Giustino de Jacobis. Il campanile è stato ricostruito dopo i bombardamenti delle Seconda Guerra mondiale e riportato allo splendore originale.
L’interno della Cattedrale è diviso in tre navate e sul pavimento sono ancora visibili alcuni frammenti dell’antico mosaico del 1100, raffigurante scende dell’Antico Testamento e della Chanson de Roland, i cui protagonisti erano un esempio per i crociati che qui pregavano prima di imbarcarsi per la Terra Santa. Il Cappellone del santissimo sacramento custodisce le reliquie di San Teodoro, patrono di Brindisi.
In Piazza Duomo trovi anche Palazzo Balsamo, che prende il nome dagli ultimi proprietari dell’Ottocento. La parte più caratteristica e famosa di questo edificio è senza dubbio la Loggia. una meravigliosa balconata del 1400 sorretta da mensole decorate da figure fantastiche e animali bizzarri.
Attento ai Templari!
Sapevi che Brindisi era terra dei Templari?? Numerose sono le testimonianze storiche che attestano la presenza di un insediamento templare in città ed una di queste sono le croci potenziate incise nelle pietre della facciate di alcuni palazzi nobiliari del centro storico. Un vero e proprio percorso che dal porto arriva fin dentro il centro di Brindisi. I Cavalieri Templari facevano la spola tra la Puglia e la Terra Santa, partendo o approdando nel porto di Brindisi con la nave Santa Maria dei Templari e con altre imbarcazioni dell’Ordine, trasportando generi alimentari e capi di bestiame.
La sede dei Cavalieri doveva essere la chiesa di San Giorgio de Templo, una parte della quale era adibita a dormitorio mentre l’altra era riservata al culto religioso e a un ospedale, tuttora esistente, che si trova adiacente al Duomo. Anche nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro pare ci fosse un ulteriore insediamento templare, e quindi se sei un amante del genere organizza un itinerario ad hoc sulla scia dei Templari, partendo dal porto e arrivando all’ultimo insediamento, seguendo le croci potenziate lungo il cammino.
E il Portico dei Cavalieri Templari? No, non apparteneva all’ordine..
Anche se il nome evoca il famoso ordine cavalleresco, il Portico dei Cavalieri templari nulla ha a che vedere con la storia di questa organizzazione segreta. Si trova in Piazza Duomo e la sua struttura, in stile gotico, sembra appartenere al periodo medievale. Il nome deriva da una errata attribuzione del settecento. Si pensava infatti che il portico appartenesse alla chiesa dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni da Gerusalemme. In realtà è sempre stato un palazzo arcivescovile, fino a che non è passato alla famiglia del sindaci di Brindisi del 1500, i De Cateniano,
Dal portico si accede al Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo. Al suo interno sono esposti reperti storici di grande importanza, divisi per arco temporale. Ogni salone ospita infatti ritrovamenti in ceramica, terracotta o bronzo catalogati per periodo storico, partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai Messapi.
Info e costi: Il Museo archeologico Francesco Ribezzo è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9:00 alle ore 19:15- L’ingresso è gratuito.
Cosa vedere a Brindisi. Raggiungi San Pietro degli Schiavoni
Continua la tua passeggiata nel centro storico di Brindisi e arriva a San Pietro degli Schiavoni. In questo quartiere, che prende il nome dalla comunità balcana degli “schiavoni” che popolava la zona nel 1400, trovi una preziosa area archeologica che custodisce reperti di epoca romana. La sua scoperta risale agli anni ’60, periodo in cui iniziano gli scavi per la realizzazione di un nuovo Palazzo di Giustizia. L’area archeologica conserva un vero e proprio rione di epoca romana che si sviluppa ai lati di un cardine della Via Appia. Si possono perfettamente vedere i resti delle domus, con pavimenti a mosaico, e di un impianto termale, risalenti al I secolo a.C.
Al di sopra dell’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni si sviluppa il teatro comunale “Giuseppe Verdi”, progettato da Enrico Nespega nel 1965. La struttura si estende per ben quattro mila metri quadrati ed è uno dei teatri più rinomati della Puglia.
Info e costi: L’area archeologica di san Pietro degli Schiavoni è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 16.30. Il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero (+39) 0831 229784
Dove mangiare a Brindisi
Se ti trovi in città e vuoi provare prodotti tipici del territorio ti consiglio di fare una sosta gastronomica da Numero Prino, la Vinoteca di Tenute Rubino. Si trova in posizione centrale sul lungomare Regina Margherita e dal suo dehor puoi ammirare la bellezza del golfo brindisino e dei suoi monumenti affacciati sul mare. E’ il posto perfetto per degustare i piatti tipici della zona, deliziosamente rivisitati, accompagnati dai vini delle Tenute Rubino, cantine d’eccellenza del panorama vinicolo pugliese. Presso Numero Primo puoi degustare numerose pietanze, tutte preparate con prodotti a km zero e di qualità eccelsa.
I crostoni ad esempio sono un’aperitivo perfetto. Prova quello con stracciatella, dressing di acciuga, puntarelle e pepe nero e accompagnalo con un Oltremé Rosato di Tenute Rubino. Oppure opta per un tagliere con salumi, formaggi freschi e stagionati con confetture e miele, degustando un Susumaniello. E’ un vino ottenuto dai vitigni a bacca nera, autoctono del Salento. E’ famoso per la grande produzione di grappoli il cui peso carica la vite come un “somaro”. Da qui l’origine del nome di questo vino corposo e dal gusto persistente, che ricorda frutti rossi maturi, prugna e note leggermente speziate. Susumaniello nel dialetto locale significa infatti somarello.
Trovi Vinoteca Numero Primo su Lungomare Regina Margherita, al numero 46. Per informazioni e prenotazioni chiama il nuemro 0831 1795537 o manda una mail a info@vinotecanumeroprimo.it
Monopoli è uno dei centri più importanti del territorio pugliese denominato “Terra di Bari”. Negli ultimi anni la città ha visto fiorire in maniera esponenziale il turismo, diventando una meta gettonata soprattutto in estate. Anche fuori stagione però, Monopoli regala straordinarie esperienza ai viaggiatori, soprattutto per gli amanti dell’architettura, del mare e della gastronomia locale. Il centro storico si espande infatti attorno al porto, districandosi in vicoli stretti e soleggiate piazze, arricchendosi di importanti edifici religiosi e tornando sulla costa, tra fondali rocciosi e spiagge bianche. Se hai in programma una visita in città in questo articolo trovi consigli utili su Monopoli e su cosa vedere e fare in 1 giorno in città.
Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno
Monopoli è famosa soprattutto per le sue acque cristalline, che bagnano calette e spiagge di rara bellezza. E’ la meta perfetta per chi ha voglia di godersi il mare e l’armonia naturale che ne deriva, ma anche fuori stagione sa regalare emozioni autentiche. Monopoli infatti offre numerose cose da vedere, da fare e soprattutto da degustare. Questa frizzante cittadina, sempre in fermento, offre numerose attrattive ed è una destinazione perfetta anche per le famiglie con bambini. Il centro storico chiuso al traffico, le spiagge con fondale basso e la deliziosa cucina di mare sono solo alcune delle peculiarità che ogni anno attirano milioni di turisti da ogni parte del mondo.
Inizia la tua visita dal porto Vecchio
Non c’è posto migliore del Porto Vecchio per iniziare la tua passeggiata a Monopoli. E’ uno degli scenari più pittoreschi della città, sempre brulicante di persone, dove respiri la vera atmosfera marinaresca tra storie antiche e tradizioni locali. Questo porto risale alla vecchia civiltà messapica del V secolo a.C., che sfruttava il bacino per i commerci e per gli approvvigionamenti. Nel tempo poi la zona si è arricchita di fortificazioni, a protezione dell’economia e della popolazione.
La rocca più imponente del Porto Vecchio è ancora visitabile ed è il castello Carlo V. Un altro importante edificio monumentale, adiacente al castello, è l’Arco del Porto, un arco di accesso alla città dove puoi ammirare l’affresco della Santa Patrona di Monopoli, la Madonna della Madia. Il paesaggio che regala il Porto Vecchio, tra barchette colorate e roccaforti, rimane nel cuore. Se di giorno il via vai dei pescherecci cattura l’attenzione dei passanti, la sera questa zona diventa pura poesia. Impossibile non innamorarsi di un tramonto sul Porto Vecchio.
Entra nel Castello Carlo V
Ora entra nel vivo della storia e della cultura locale, visitando il Castello Carlo V. Si trova proprio nella zona del Porto Vecchio e prende il nome dal suo costruttore, Carlo V appunto, che l’ha fatto edificare per controllare e difendere la città di Monopoli da possibili attacchi esterni. E’ una delle rocche più importanti e massicce di tutta la Puglia tanto che, negli anni ’60, è stato utilizzato anche come carcere. Ad oggi puoi trovare al suo interno mostre temporanee o eventi culturali, che vanno ad abbellire le già preziose sale storiche dell’edificio.
Tra le sale degne di nota trovi la Sala della Torre e la Sala della Batteria, così chiamata poichè in passato era utilizzata come deposito di armi e cannoni. Il Castello Carlo V porta sull’entrata una torre risalente alla dominazione normanna, dove un tempo era disposto il ponte levatoio. E’ da qui che si accede agli interni della fortezza.
Una volta all’interno visita i vecchi sotterranei del Castello. Qui trovi un edificio religioso dalla storia particolare: la chiesa basiliana di San Nicola della Pinna. Questa chiesa infatti è stata edificata sulla punta della penisola che si affaccia sul mare, simile appunto alla pinna di un pesce, dalla quale prende il nome. Ora risali all’esterno e punta al camminamento sulle mura. La vista da qui è davvero spettacolare e lo è ancora di più al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole illuminano il Porto Vecchio, le sue barche ormeggiate e le facciate bianche delle case del centro.
Info e orari: Il Castello Carlo V è aperto tutti i giorni, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 21:00. L’entrata è gratuita.
Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Passeggia nella piazza più antica della città
Rimani ancora un po a contatto con l’autentica storia di Monopoli passeggiando in Piazza Palmieri, uno degli slarghi più antichi della città. Prende il nome dalla dimora nobiliare che svetta in fondo alla piazza, di proprietà della famiglia Palmieri, una delle più importanti dinastie dell’epoca settecentesca. Il palazzo, costruito dal Marchese Francesco Paolo, è stato abitato per un periodo dalla sua famiglia per poi passare alla Congregazione di Carità, la quale ne ha fatto un punto di ritrovo per la popolazione allestendo al suo interno asili, scuole d’arte e scuole di mestieri. La facciata esterna è in stile barocco e presenta sulla parte più alta lo stemma nobiliare della famiglia Palmieri. Gli interni vantano invece magnifiche decorazioni, tra statue, affreschi e preziose opere d’arte.
Info e orari: Piazza Palmieri è sempre visitabile mentre per vedere il Palazzo bisogna capitare in città durante le aperture straordinarie, come le giornate del Fai o del PhEST, il Festival Internazionale della Fotografia.
Monopoli, cosa vedere. Perditi nella città esoterica
Un edificio particolarmente inquietante di Monopoli è la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Se sei amante dell’occulto prova a farci un salto, non rimarrai deluso. L’edificio, edificato nel 1600, si trova esattamente nel centro storico di Monopoli ed espone nove mummie e il corpo di una bambina imbalsamata, ma anche teschi e tetri scheletri. E’ una chiesa detta “del Purgatorio”, ossia un luogo di purificazione tra Inferno e Paradiso, sorta insieme ad altri edifici simili a seguito del Concilio di Trento del 1563. Tutte le chiese del Purgatorio sono caratterizzate da anguste decorazioni e conservano numerosi ossari e tombe.
Tutto all’interno della Chiesa del Suffragio ruota attorno all’idea della morte. Teschi dall’aspetto sinistro sono sparsi ovunque, nelle nicchie e sui cornicioni, sulle scale e vicino i grandi finestroni. L’entrata poi è particolarmente tenebrosa. La porta è circondata da immagini raffiguranti grandi teschi che ammoniscono il visitatore con terribili frasi. La più raccapricciante? “Memento mori” , ossia Ricordati che devi morire. Anche la statua dell’Arcangelo Gabriele, posta in una nicchia sull’architrave, è ovviamente circondata da ossa e teschi.
Visita gli interni
L’interno è anch’esso un covo di ossa e teschi ma, ancor più inquietanti, sono gli scheletri posti sulla cupola e l’altare maggiore che sorge su una lastra tombale.
Come già anticipato, nella chiesa trovi una Cappella delle mummie, una stanza che custodisce nove teche contenenti corpi mummificati. Il processo di mummificazione avveniva nella chiesa stessa, negli ambienti sotterranei, dove i defunti venivano lasciati fino a quando il corpo non aveva perso tutti i liquidi. Se guardi bene, la cappella contiene un’altra piccola teca dove sembra custodita una bambola. E’ invece la mummia di Plautilla Indelli, morta nel 1800, ma che nella teca sembra essere ancora viva e vegeta. Il processo di mummificazione a cui è stata sottoposta infatti prevedeva diverse tecniche per far sembrare ancora vivo il cadavere. Ad oggi detiene il triste primato di unica bambina-mummia della Puglia.
Entra nella basilica della Madonna della Madia
Lascia l’arcana atmosfera della chiesa del Purgatorio e raggiungi la solare basilica della Madonna della Madia, la Santa Patrona di Monopoli. L’edificio è uno dei più interessanti e scenografici dell’intera regione e la sua facciata è in stile tardo barocco. Il suo campanile è ben visibile da ogni zona del centro storico, vista la sua considerevole altezza, e le navate interne sono di una luminosità sorprendente. Ogni ornamento sembra splendere sotto la luce naturale e marmi, statue e dipinti stregano il visitatore con un luccichio innaturale.
La cappella più bella è proprio quella in cui è custodita l’icona bizantina della Madonna della Madia, raggiungibile tramite un’elegante scalinata che ti permette di avere una vista dall’alto di tutta la cattedrale.
Info e orari: L’entrata è gratuita.
Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Raggiungi Piazza Garibaldi, il centro della movida
Dopo aver dato il giusto peso alle strutture storiche e architettoniche di Monopoli puoi concederti un drink in Piazza Garibaldi, il cuore pulsante del centro storico. Anticamente era il centro nevralgico dei commerci della zona, tanto che il suo nome era Piazza delle mercanzie. Su di essa si affacciano diversi palazzi e dimore storiche ma tra queste spicca la Torre Civica, con l’orologio e la campana che un tempo avvisava i cittadini dei pericoli provenienti dal mare. La peculiarità di questa torre è che porta alla sua base la “colonna infame”. Ne hai mai sentito parlare? A questa colonna erano incatenati i trasgressori della legge, lasciati alla pubblica gogna.
La sera Piazza Garibaldi diventa invece teatro della movida locale e si anima con musica live e dj set. Impossibile non fermarsi per un aperitivo o per mangiare qualcosa in uno dei tanti ristoranti che costeggiano la piazza. C’è sempre atmosfera di festa e non mancano balli improvvisati per strada, con passi scanditi spesso dai ritmi della musica salentina.
Scendi negli ipogei
In Piazza Garibaldi trovi anche la Biblioteca Civica Prospero Rendella dove, oltre a passeggiare tra preziosi volumi e meravigliosi affreschi, puoi scendere nei sotterranei del centro storico. Al di sotto dell’edificio infatti sono stati rinvenuti un ipogeo e una necropoli scavati nella roccia. Si tratta di antichi resti della chiesa di Santa Maria in Portu Aspero, una chiesa rupestre del 1100 che ingloba anche un sepolcreto e resti di primitive abitazioni abitazioni.
A pochi metri da Piazza Garibaldi trovi anche la Chiesa Rupestre di Santa Maria degli Amalfitani, che nasconde nel sottosuolo un altra interessante cripta ipogea. Grazie ad una scala in pietra puoi scendere nel cuore della terra e visitare una delle chiese rupestri più antiche di Monopoli. E’ stata scavata sempre nei primi anni del 1100 da marinai napoletani scampati a un naufragio e donata come voto alla Vergine Maria. Sono ancora visibili sulle pareti alcuni frammenti di palinsesti risalenti allo stesso periodo. Le decorazioni sul soffitto invece sono del 1700.
Degna di nota anche la Chiesa dello Spirito Santo, scavata nella roccia di tufo e risalente al 1200. Porta tre navate che lasciano presagire la sua funzione, in passato, di piccola basilica rupestre. I resti dei primi affreschi bizantini sono ancora abbastanza visibili sulle pareti laterali. Questa chiesa si trova vicina al cimitero della città per cui ancora oggi, una settimana dopo Pasqua e per sette settimane, un gruppo di fedeli va in processione dal cimitero alla cripta ogni giovedì, recitando rosari in segno di voto.
Sapevi dell’esistenza di una Monopoli sotterranea?
Fuori dal centro storico di Monopoli ci sono ancora tante cose da fare e da vedere. Un esempio? La grande Piazza Vittorio Emanuele. E’ chiamata il Borgo Nuovo, vista la sua costruzione avvenuta nella zona nuova della città, al di fuori del vecchio centro storico. E’ una delle Piazze più grandi della Puglia e per questo una tappa imperdibile del tuo viaggio a Monopoli. E’ divisa da un grande corridoio centrale ed è circondata da alberi di leccio su tutto il perimetro.
Piazza Garibaldi nasconde però un segreto, custodito nel sottosuolo. Esiste infatti una Monopoli sotterranea che si sviluppa proprio sotto la grande piazza del Borgo Nuovo, composta da due grandi gallerie che potevano ospitare anche 4000 persone. Queste gallerie sono state scavate durante la Prima Guerra Mondiale e svolgevano la funzione di rifugi antiaerei.
Info e costi: Per visitare la Monopoli sotterranea occorre prenotare un tour guidato presso l’Info Point di Via Garibaldi. Il Costo è di 2,00 € e l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i dieci anni.
Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Goditi le spiagge caraibiche
Dopo aver vsito le meraviglie racchiuse nel centro storico di Monopoli non ti resta che rilassarti sulle sua spiagge, che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche. L’azzurro dell’acqua, le calette, le grotte marine e le insenature della costa sono il fiore all’occhiello della Puglia.
A pochi passi dal centro storico trovi cala Porta Vecchia, che prende il nome dalla porta di ingresso della città. D’estate è molto affollata ma ha dalla sua parte che è facile da raggiungere. Se non hai l’automobile e dormi in centro è perfetta per te. La spiaggia è molto piccola ma è possibile sistemarsi anche sulla scogliera vicina. Se hai bambini è l’opzione migliore. I fondali infatti sono bassi, sabbiosi e facilmente accessibili, ideali per i bambini.
Un’altra spiaggia poco lontana dal centro storico è quella di Porto Bianco. Anche questo caletta è sabbiosa e raccolta tra due scogliere e quindi perfetta per le famiglie con i bambini.
Raggiungi le calette dei dintorni
Fuori dal centro storico trovi invece La Scaletta, una spiaggia bagnata da acque verde smeraldo di una trasparenza unica. Puoi raggiungerla tramite un sentiero sterrato, dal quale poi diparte una scaletta che ti porta sull’arenile. In estate, se la marea è bassa, puoi raggiungere via mare la spiaggetta che si trova proprio a fianco a Le Scalette. Si tratta di Cala Tre Buchi, che prende il nome dalle tre grotte marine che caratterizzano questo tratto di costa. E’ una spiaggia altamente pittoresca ed è perfetta per gli amanti della natura e del mare. La straordinaria bellezza del paesaggio e la sua peculiare posizione la rendono una delle spiagge più belle della regione.
Cala Tre Buchi è per i viaggiatori più temerari poichè, non solo non è dotata di servizi, ma è difficile da raggiungere via terra. Si trova infatti in una zona rocciosa non facile da attraversare. Forse però è proprio questo a renderla ancora più fascinosa, in quanto regala un’esperienza davvero autentica e primitiva.
Dove mangiare a Monopoli
Assaggiare i prodotti tipici locali è un’altra cosa che devi assolutamente fare a Monopoli. Se ami lo street food non rimarrai certo a bocca asciutta. Numerosi sono i locali dove trovi le delizie da asporto più popolari della regione. Puoi degustare la focaccia barese ad esempio, fare un’abbuffata di panzerotti fritti o assaggiare le famose bombette di carne, piccoli e deliziosi involtini ripieni di pancetta e caciocavallo, il tutto mentre passeggi beatamente nel centro storico.
Se invece vuoi fare un’esperienza culinaria basata sulla cucina tradizionale pugliese in un contesto privilegiato, puoi prenotare un tavolo da Apluvia. E’ un delizioso ristorante inserito nel cuore del centro storico, con un menù molto invitante che comprende sia piatti di terra che di mare, preparati con ingredienti stagionali e di ottima qualità. Puoi optare per la sala interna, con rifiniture di design, o per i tavoli esterni, dove puoi degustare in tutta tranquillità le tue portate godendoti il via vai della città.
Info e orari: Trovi il Ristorante Apluvia in Via Orazio Comes, 25, nel centro storico di Monopoli. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero 080 21 93785 o mandare un messaggio WhatsApp al 351 548 0578.
Perchè visitare Monopoli
Sapevi che il nome Monopoli deriva dal termine greco Μόνη Πόλις? Significa infatti Città unica, e unica Monopoli lo è davvero. La sua peculiare posizione, il centro storico ricco di monumenti preziosi e chiese rupestri, le spiagge paradisiache e il buon cibo la rendono la meta perfetta per gli amanti delle destinazioni italiane. La città sa offrire al viaggiatore innumerevoli esperienze che vanno al di la del semplice tuffo in mare. Inoltre Monopoli è un perfetto punto di partenza verso altre destinazioni meravigliose della Puglia, come Polignano a Mare, Castellaneta e Ostuni, paesi caratterizzati da casette bianche imbiancate a calce e gente gioviale, serena come i raggi del sole che invadono questi territori in ogni stagione.