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Nella pittoresca regione della Puglia, tra l’azzurro del Mare Adriatico e il verdeggiante entroterra, sorge il Parco Rurale di Monopoli. Questo angolo di paradiso, che si estende su una vasta area rurale, rappresenta una sintesi perfetta tra la ricca storia locale, l’incantevole paesaggio naturale e le tradizioni storiche e culturali. Il Parco Rurale di Monopoli ingloba una delle più antiche masserie pugliesi: Masseria Spina. E’ qui che hanno origine i primissimi insediamenti di civiltà rupestre della zona, nel periodo che va dal’ 800 a,C. al 1100 d.C. Scopriamo insieme questo pittoresco angolo di Puglia, dove il passato e il presente si fondono, offrendo ai visitatori un’esperienza unica e indimenticabile.

Il Parco Rurale di Monopoli

Storia della Masseria Spina

Masseria Spina è una delle masserie più antiche e affascinanti della Puglia. Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando fu costruita come fortificazione agricola a scopo di difesa dalle incursioni dei pirati saraceni. Nel corso dei secoli, la masseria si è evoluta da struttura difensiva a centro agricolo, diventando il fulcro della vita rurale locale. La masseria prende il nome dalla nobile famiglia Spina, che ha posseduto la struttura per molti anni e che ha contribuito a modellarne l’aspetto attuale.

Il Parco Rurale di Monopoli. Guida alla visitaLa struttura di Masseria Spina è un tipico esempio dell’architettura rurale pugliese, caratterizzata da mura possenti, torri di avvistamento, ampi cortili e stanze arredate nello stile tipico della regione. Tra gli elementi più suggestivi vi è la cappella privata, che custodisce affreschi e opere d’arte di grande valore storico e artistico. La masseria è circondata da un vasto parco, un tempo utilizzato per l’agricoltura e l’allevamento, oggi trasformato in un luogo di scoperta e relax per i visitatori.

Un Parco Rurale tra natura e cultura

Il Parco Rurale di Monopoli, che si estende attorno alla Masseria Spina, è un’oasi di biodiversità e bellezza paesaggistica. Il parco è attraversato da sentieri che si snodano tra uliveti secolari, vigneti rigogliosi, campi di grano e macchia mediterranea, offrendo uno spettacolo naturale di rara bellezza. La flora e la fauna del parco sono particolarmente ricche e variegate, con specie autoctone che trovano qui il loro habitat ideale.

Una delle principali attrazioni del parco è l’antico uliveto, che ospita alberi plurisecolari dalle forme scultoree. Questi ulivi, alcuni dei quali risalenti a oltre mille anni fa, rappresentano un patrimonio inestimabile e testimoniano la lunga tradizione olivicola della regione. Passeggiando tra questi giganti verdi puoi percepire il legame profondo tra l’uomo e la terra, un rapporto che per secoli ha modellato il paesaggio e la cultura locale. Puoi anche vedere, durante il percorso, gli antichissimi insediamenti rupestri che raccontano la storia del popolo pugliese, nonchè le necropoli e la Chiesa Minore, che raccontano anch’esse un capitolo della storia della regione, relativo alle funzioni religiose e alle tradizioni funerarie del passato. 

Il Parco Rurale di Monopoli. Guida alla visitaIl parco offre anche numerosi itinerari tematici che permettono di esplorare diversi aspetti della vita rurale pugliese. Tra questi, il percorso dell’olio d’oliva, che guida i visitatori alla scoperta dei segreti della produzione di uno degli oli più pregiati del mondo, e il percorso del vino, che invita a degustare i vini locali e a conoscere le tecniche di vinificazione tradizionali.

Attività e esperienze per tutti i gusti

Il Parco Rurale di Monopoli è un luogo ideale per chi cerca un’esperienza autentica e immersiva nella natura e nella cultura pugliese. Le attività proposte sono molteplici e adatte a tutti i gusti e le età. Gli amanti della natura possono partecipare a escursioni guidate, birdwatching, passeggiate a cavallo e tour in bicicletta, mentre chi è interessato alla cultura e alla storia può visitare la masseria, partecipare a laboratori didattici e assistere a spettacoli folkloristici.

Una delle esperienze più apprezzate è la visita alla masseria e ai suoi dintorni con una guida esperta. Durante il tour puoi scoprire i segreti della vita contadina, visitare gli antichi frantoi ipogei, ammirare i reperti archeologici e ascoltare storie e leggende che si tramandano di generazione in generazione. Per i più piccoli sono organizzati laboratori didattici che permettono di imparare giocando, come la raccolta delle olive, la pigiatura dell’uva e la preparazione di prodotti tipici.

Il Parco Rurale di Monopoli. Guida alla visita

Balli e degustazioni

Un’altra attività molto popolare è la degustazione dei prodotti locali. La Masseria Spina produce olio d’oliva, vino, formaggi, salumi e altre prelibatezze, che possono essere assaporate durante le degustazioni organizzate nel parco. Questi momenti conviviali permettono di apprezzare i sapori autentici della cucina pugliese e di conoscere inoltre le tecniche di produzione tradizionali, che rispettano l’ambiente e valorizzano le risorse del territorio.

Piene di magia sono le lezioni di pizzica a taranta, le danze tradizionali del territorio, che grazie al ritmo coinvolgente e ritmato trasportano chiunque in un vortice di musica e allegria. Degno di nota è anche l’Apiario del Parco Rurale di Monopoli, che oltre a produrre ottimo miele ha un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità e nella promozione e divulgazione di pratiche agricole sostenibili. 

Un centro di cultura e tradizioni

Il Parco Rurale di Monopoli presso Masseria Spina non è solo un luogo di bellezza naturale, ma anche un importante centro di cultura e tradizioni. Durante tutto l’anno vengono organizzati eventi e manifestazioni che celebrano la ricca eredità culturale della Puglia. Tra questi, le feste popolari, le sagre gastronomiche, i concerti di musica tradizionale e le rievocazioni storiche, che attirano visitatori da ogni parte del mondo.

Il parco ospita anche numerosi corsi e workshop dedicati alle arti e ai mestieri tradizionali. Tra questi, i corsi di cucina pugliese, che insegnano a preparare le ricette tipiche con ingredienti locali e di stagione, e i corsi di artigianato, che permettono di apprendere le tecniche di lavorazione della ceramica, del legno e della tessitura. Queste attività offrono un’opportunità unica di immergersi nella cultura locale e di portare a casa un pezzo di Puglia.

Il Parco Rurale di Monopoli. Un impegno per la sostenibilità

Il Parco Rurale di Monopoli è anche un esempio di turismo sostenibile e di rispetto per l’ambiente. La gestione del parco si basa su principi di sostenibilità e responsabilità, con l’obiettivo di preservare il patrimonio naturale e culturale per le future generazioni. Tra le iniziative messe in atto, vi sono l’uso di energie rinnovabili, la riduzione dei rifiuti, la valorizzazione delle risorse locali e la promozione di pratiche agricole ecocompatibili.

Un aspetto fondamentale della sostenibilità è la valorizzazione della biodiversità. Il parco è impegnato nella tutela delle specie autoctone e degli habitat naturali, attraverso progetti di conservazione e di ripristino ecologico. Tra questi, vi sono il recupero delle varietà di piante e di animali locali, la creazione di aree protette per la fauna selvatica e la promozione dell’agricoltura biologica. Queste iniziative contribuiscono a mantenere l’equilibrio ecologico e a garantire la qualità dell’ambiente.

Il parco promuove anche un turismo lento e consapevole, invitando i visitatori a scoprire il territorio in modo rispettoso e a vivere esperienze autentiche. Le attività proposte sono pensate per ridurre l’impatto ambientale e per favorire il contatto diretto con la natura e con la cultura locale. In questo modo, il Parco Rurale di Monopoli alla Masseria Spina si propone come un modello di sviluppo sostenibile e di valorizzazione del patrimonio rurale.

Perchè visitare il Parco Rurale di Monopoli

Il Parco Rurale di Monopoli alla Masseria Spina è un luogo unico, dove la storia, la natura e la cultura si intrecciano per offrire un’esperienza indimenticabile. Immerso nella bellezza del paesaggio pugliese, il parco è un invito a riscoprire i valori della tradizione, del rispetto per l’ambiente e della convivialità. Che siate amanti della natura, appassionati di storia o semplici curiosi, una visita al Parco Rurale di Monopoli vi permetterà di vivere un viaggio autentico e coinvolgente, alla scoperta di un territorio ricco di fascino e di sorprese.

In un mondo sempre più frenetico e globalizzato, il Parco Rurale di Monopoli rappresenta un rifugio di pace e di bellezza, dove il tempo sembra essersi fermato e dove è possibile ritrovare il contatto con la terra e con le proprie radici. Un luogo dove ogni visita diventa un viaggio nel passato, ma anche una scoperta del presente e una speranza per il futuro. Perché la vera ricchezza sta nella capacità di preservare e valorizzare ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra storia, la nostra natura e la nostra cultura.

 

La Puglia, con il suo ricco patrimonio culinario e la sua antica tradizione gastronomica, offre una vasta gamma di esperienze che ti permettono di immergerti nell’arte della cucina locale. Le cooking class in Puglia offrono infatti un’opportunità unica di scoprire la ricchezza e la diversità della cucina regionale. Attraverso lezioni pratiche, ingredienti freschi e autentici e grazie all’ospitalità pugliese, queste esperienze culinarie promettono di essere memorabili e gratificanti per tutti gli appassionati di cucina.

Cooking class in Puglia

Nel cuore della Puglia, tra uliveti rigogliosi e paesaggi mozzafiato, trovi Casa Mama, un’autentica oasi culinaria che offre un viaggio indimenticabile nel mondo della cucina regionale. Situata nel suggestivo comune di Ginosa, Casa Mama è molto più di una semplice cooking class. E’ un viaggio nell’anima della Puglia attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua ospitalità.

Casa Mama a Ginosa

Casa Mama, l’info point di Ginosa e Ginosa Marina, si affaccia sulla gravina pugliese. Ha una splendida vista sui villaggi rurali della zona, popolati da case grotta e da antiche chiese rupestri. L’affaccio spettacolare sulla gravina di Ginosa rende questo posto una vera chicca per gli amanti del viaggio e dell’avventura. Il canyon è completamente scavato nella roccia calcarenitica ed è ricco di piante profumate, tipiche della macchia mediterranea. Il profumo inebriante delle piante aromatiche, come salvia e rosmarino, l’odore piacevole dei fichi d’India e i colori caldi della terra sono fonte di ispirazione per i piatti preparati a Casa Mama. Partecipare ad una cooking class con una vista simile non ha prezzo. 

Cooking class in Puglia. Casa Mama a Ginosa.
Foto di Isabella Bello

Casa Mama inoltre si trova proprio nel cuore di Ginosa vecchia, piccolo borgo ormai quasi disabitato. Qui puoi passeggiare a passo lento seguendo solo la dolce brezza dei venti del sud. Non è un semplice punto di informazioni, bensì una casa accogliente, arredata con dettagli di stile tipici della regione in cui, a richiesta, è possibile pranzare con prodotti tipici del territorio o partecipare appunto a coinvolgenti cooking class. Isabella Bello, sua madre Rosa e suo figlio Francesco regalano esperienze gastronomiche davvero incredibili, che spaziano dalla realizzazione di pasta fresca regionale, come le famose orecchiette, fino alla degustazione di prelibatezze tipiche pugliesi, come i taralli e il vino.

Partecipa ad una cooking class a Casa Mama

A Casa Mama puoi provare a fare con le tue mani la pasta fresca pugliese, come le orecchiette o i cavatelli, partendo proprio dall’impasto, secondo l’antica ricetta della signora Rosa. Con maestria Rosa ti insegna a creare questi piccoli riccioli di pasta dorata facendoti seguire gli antichi movimenti delle massaie del posto. La sua missione è quella di preservare le ricette tradizionali della Puglia e di diffondere l’amore per la cucina pugliese tra i viaggiatori provenienti da tutto il mondo. 

Le cooking class di Casa Mama offrono un’esperienza immersiva e autentica nella cucina e nella cultura pugliese. I partecipanti vengono accolti a braccia aperte nella casa di Mama e invitati a partecipare a un viaggio culinario che li condurrà alla scoperta di antiche ricette e tradizioni tramandate di generazione in generazione. 

Cooking class in Puglia. Casa Mama a Ginosa.
Foto di Isabella Bello

Sai riconoscere un’ingrediente di qualità?

Un elemento fondamentale delle cooking class di Casa Mama è l’uso di ingredienti freschi e locali. Ingredienti spesso provenienti direttamente dall’orto di famiglia o dalle fattorie circostanti. Qui puoi fare infatti imparare a conoscere le materie prime, a scoprire i profumi primordiali degli alimenti, ad acquisire la manualità nel preparare gli impasti. 

Uno dei momenti più memorabili delle cooking class di Casa Mama poi è il momento in cui tutti si riuniscono intorno alla tavola. Non c’è gratificazione più grande di gustare i frutti del proprio lavoro. La condivisione di un pasto preparato con amore e dedizione crea un legame speciale tra i partecipanti e permette loro di vivere appieno l’ospitalità e la convivialità pugliese.

Le cooking class. Il nuovo trend del turismo enogastronomico italiano
Foto di Isabella Bello

Cooking class in Puglia. Perchè scegliere Casa Mama a Ginosa

Le cooking class di Casa Mama a Ginosa offrono molto più di una semplice lezione di cucina. Sono un’esperienza di immersione totale nella cultura e nella tradizione della Puglia. Attraverso le lezioni pratiche, l’uso di ingredienti locali e la condivisione di momenti conviviali, puoi scoprire l’autenticità e il calore umano che caratterizzano la cucina pugliese. Casa Mama rappresenta un ponte tra le tradizioni del passato e le esperienze culinarie contemporanee, offrendo un viaggio indimenticabile nel cuore della Puglia.

Bari, una delle gemme più brillanti del sud Italia, è una città ricca di storia, cultura e di bellezze architettoniche straordinarie. Situata lungo la costa adriatica, è famosa soprattutto per la sua autenticità, per la sua cucina deliziosa e per le sue tradizioni uniche. Se stai pianificandouna visita in Puglia in questo articolo trovi consigli utili su cosa vedere a Bari, alla scoperta di questa affascinante città del sud Italia.

Cosa vedere a Bari

Passeggia sul lungomare 

Il lungomare di Bari è un gioiello affacciato sul Mar Adriatico che cattura l’essenza autentica di questa vivace città pugliese. Questa striscia costiera, lunga diversi chilometri, offre non solo panorami mozzafiato sul mare ma anche un affascinante mix di storia, cultura e intrattenimento. Il lungomare di Bari, oltre ad essere uno dei luoghi più caratteristici in assoluto della città, è anche considerato tra i più belli d’Italia e tra i più lunghi d’Europa. Lo sapevi?

La sua costruzione risale alla prima metà del 1900 e la sua peculiarità sta nella schiera di lampioni di ghisa nera che si susseguono in una fila armonica e pittoresca. Sono circa 200 e sono i veri protagonisti di questa zona della città, divenuti iconici nel tempo. 

La passeggiata sul lungomare inizia dalla famosissima spiaggia della città pugliese, denominata Pane e Pomodoro, e prosegue per circa tre chilometri fino ad arrivare al muro di cinta del porto di Bari. Questa zona è molto frequentata ad ogni ora del giorno e della sera, complice la bellezza del paesaggio e l’atmosfera marinaresca che la avvolge. Non lasciarti scappare l’occasione di immortalare uno scorcio del lungomare di Bari in una splendida foto ricordo. Le sfumature turchesi del mare che si contrappongono al nero dei lampioni e all’azzurro del cielo creano un vero e proprio quadro d’autore. 

Visita il Castello Svevo

Il Castello Svevo di Bari è un’imponente fortezza nonchè uno dei monumenti più significativi e affascinanti del patrimonio storico italiano. Costruito nel XII secolo, il castello ha attraversato secoli di storia, fungendo da testimone silenzioso delle vicende che hanno plasmato la regione di Puglia e l’intera Italia.

La storia del Castello Svevo risale al periodo normanno, precisamente al 1131, anno in cui su ordine di Ruggero II di Sicilia cominciano i lavori di costruzione dell’edificio. Tuttavia, l’aspetto attuale del castello è principalmente dovuto all’opera di Federico II di Svevia, che nel 1200 ne ha fatto potenziare la struttura. 

La struttura originale era caratterizzata da una pianta quadrangolare, con torri angolari e un mastio centrale che dominava l’intera area circostante. Le mura spesse e le feritoie per gli arcieri testimoniano la funzione difensiva del castello in un’epoca in cui le minacce erano frequenti. Nel corso dei secoli, il castello ha subito diverse modifiche architettoniche, mantenendo però sempre la sua aura regale e maestosa. La fortezza sveva si innalza imponente sulla costa, con le sue torri maestose e le mura massicce che ne fanno un esempio eloquente di architettura militare medievale.

Il Castello Svevo di Bari ha giocato un ruolo cruciale in molte fasi della storia italiana. Durante il Medioevo, ha ospitato numerosi sovrani, tra cui Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò e Isabella d’Aragona. La sua posizione strategica sul Mare Adriatico lo ha reso un importante centro amministrativo e commerciale.

Oggi, la fortezza è aperta al pubblico, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare le sue sale affascinanti, le prigioni medievali e godere di una vista panoramica sulla città e sul mare circostante.

Oltrepassando l’entrata puoi immergerti nell’atmosfera di un’epoca passata esplorando le sale decorate, ammirando le collezioni di reperti storici e passeggiando lungo le mura che una volta difesero la città. Il Castello Svevo è anche il luogo ideale per eventi culturali, mostre e manifestazioni che celebrano la ricca storia e cultura della regione.

Info e costi: Il Castello Svevo di Bari è aperto dal martedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 19:00. La domenica e i festivi invece apre alle 9:00 e chiude alle 13:30. La biglietteria chiude alle ore 18:00 durante la settimana, la domenica e i festivi alle 12:30. Il biglietto intero costa 10,00 €, il ridotto 2,00 €. 

Cosa vedere a Bari. Lasciati ammaliare da Palazzo Petruzzelli

Situato nel cuore della città di Bari, il Palazzo Petruzzelli è una magnifica testimonianza dell’architettura neobarocca e un’icona culturale che incarna l’arte e lo spirito della città. Celebre per il suo teatro, il Teatro Petruzzelli, questo maestoso palazzo ha svolto un ruolo centrale nella vita culturale e sociale di Bari sin dalla sua inaugurazione.

Il Palazzo Petruzzelli è stato progettato dall’architetto Angelo Cicciomessere e costruito tra il 1899 e il 1903. La sua architettura neobarocca, con dettagli ornamentali riccamente decorati, si distingue per eleganza e imponenza. Il palazzo è stato originariamente concepito come un edificio multifunzionale, con negozi, uffici e appartamenti residenziali, ma è principalmente noto per il suo teatro.

Cosa vedere a Bari. 5 posti imperdibili. Palazzo petruzzelli.

Il Teatro Petruzzelli infatti, all’interno del palazzo, è una delle sale da concerto più grandi d’Europa. Con una capacità di oltre 2.000 posti a sedere, il teatro è stato inaugurato nel 1903 con l’opera “Iris” di Pietro Mascagni e ha continuato a essere il fulcro delle esibizioni artistiche di Bari. Ha ospitato negli anni una vasta gamma di spettacoli, tra cui opere liriche, balletti, concerti e rappresentazioni teatrali. Celebri artisti nazionali e internazionali hanno calcato il palcoscenico, contribuendo a consolidare la reputazione del teatro come luogo di eccellenza artistica mondiale.

Tuttavia, la storia del Teatro Petruzzelli non è stata priva di tragedie. Nel 1991 infatti, un incendio devastante distrusse gran parte del teatro, causando un danno irreparabile alla struttura. Dopo anni di restauro e ricostruzione, è stato riaperto al pubblico nel 2009, tornando ad essere il cuore pulsante della scena culturale di Bari.

Il Palazzo Petruzzelli non è solo un luogo di spettacolo, ma anche un’icona che testimonia la storia e l’evoluzione di Bari. La sua facciata imponente si staglia nel panorama cittadino, riflettendo l’importanza che questo edificio ha avuto nel corso dei decenni. Le luci notturne che illuminano la facciata del palazzo aggiungono un tocco di magia, creando un’atmosfera incantevole che si sposa perfettamente con lo spirito artistico della città.

Immergiti nell’atmosfera locale di Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile

Se Palazzo Petruccelli è il fulcro della vita culturale e artistica di Bari, Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile sono i centri cardine della vita sociale della città. Circondate da caffè, ristoranti e negozi, sono luoghi ideali per immergersi nella vivace cultura locale.

Piazza Mercantile è particolarmente affascinante con la sua fontana e le facciate colorate degli edifici circostanti. La piazza, dalla forma irregolare, ha sempre giocato un ruolo centrale nelle attività commerciali, svolgendo la funzione di mercato principale della città fin dall’epoca della Repubblica di Bari, nel medioevo.

Circondata da edifici storici, tra cui la Chiesa di San Giorgio e la Torre degli Ammiragli, Piazza Mercantile è uno splendido viaggio nel tempo. Gli antichi palazzi, con le loro facciate di pietra, e le insegne storiche delle attività commerciali, ti portano indietro nel tempo, mentre l’atmosfera vivace e le attività moderne creano un connubio affascinante tra passato e presente.

La piazza è il punto di incontro preferito per i residenti e i turisti, con numerosi caffè e ristoranti che offrono la possibilità di gustare prelibatezze locali all’aperto.

Inoltre, Piazza Mercantile offre un accesso diretto al mare. Il porto di Bari è a breve distanza, consentendoti di passeggiare lungo il lungomare e godere della brezza marina e della vista sul mare Adriatico.

In Piazza del Ferrarese invece trovi il Teatro Margherita, un edificio storico di grande bellezza architettonica. Anche se attualmente non è in funzione come teatro, è comunque una destinazione interessante da visitare per ammirare la sua struttura esterna. Piazza del Ferrarese diventa animata con locali e bar che offrono musica dal vivo e intrattenimento. È un ottimo posto per immergersi nella vita notturna di Bari e fare nuove conoscenze. 

Inoltre, Piazza del Ferrarese è un punto di partenza ideale per esplorare altre attrazioni e quartieri di Bari, grazie alla sua posizione centrale e alla vicinanza ai mezzi di trasporto pubblici. E’ situata infatti proprio all’ingresso del centro storico di Bari, noto come Bari Vecchia. Qui puoi passeggiare tra le stradine strette e pittoresche, visitare la Basilica di San Nicola, la Cattedrale di San Sabino e il Castello Svevo.

Cosa vedere a Bari. Passeggia nei vicoli della Bari Vecchia

Il cuore storico di Bari è una labirintica rete di stradine lastricate, chiamate “vicoli,” che si intrecciano tra antichi edifici di pietra bianca. Passeggiando attraverso Bari Vecchia, potrai scoprire la vita quotidiana dei residenti locali, assaporare l’autenticità dei mercati locali e visitare la Basilica di San Nicola, un importante luogo di culto che conserva le spoglie del santo patrono di Bari.

Questa basilica infatti è una delle principali attrazioni di Bari Vecchia. Costruita nell’XI secolo, è dedicata a San Nicola, il santo patrono della città e ne ospita le reliquie. E’ un importante luogo di pellegrinaggio, molto conosciuto tra i fedeli. 

Bari Vecchia è circondata dalla Muraglia, una parte importante della storia e dell’architettura della città. Si tratta di un sistema difensivo che circonda il quartiere antico, che ha offerto protezione e sicurezza agli abitanti nel corso dei secoli. Ha origini molto antiche e le sue prime tracce risalgono al periodo romano. Tuttavia, la struttura che vediamo oggi è in gran parte il risultato delle modifiche e degli ampliamenti apportati durante il periodo medievale. La muraglia è costruita principalmente in pietra calcarea locale e presenta torri di avvistamento lungo il perimetro. La sua struttura è stata progettata per resistere agli attacchi esterni e proteggere la città dagli invasori.

Cosa vedere a Bari. 5 posti imperdibili

La muraglia è attraversata da diverse porte d’accesso, alcune delle quali sono ancora visibili oggi. Queste porte erano controllate dagli eserciti e consentivano il passaggio dentro e fuori dalle mura della città. Nel corso dei secoli, la muraglia di Bari Vecchia è stata oggetto di restauri e interventi di conservazione per preservarne l’integrità storica. Oggi, rappresenta una delle attrazioni principali del quartiere antico e attrae numerosi visitatori interessati alla storia e all’architettura della città.

Non puoi lasciare Bari Vecchia senza essere passato dalla signora Nunzia, diventata un’icona della città per via delle sue famose orecchiette. La Signora Nunzia, con il suo tavolo e il suo banco improvvisati fuori l’uscio di casa in via dell’Arco Basso, prepara e vende orecchiette fatte a mano, una delle specialità della cucina pugliese.Incontrare la Signora Nunzia delle Orecchiette è un’esperienza autentica e memorabile per molti visitatori di Bari Vecchia, poiché rappresenta la tradizione culinaria e l’ospitalità della regione. Se visiti Bari Vecchia, non perdere l’opportunità di comprare le sue orecchiette fatte a mano e di immergerti nell’atmosfera unica di questo quartiere storico.

Perchè visitare Bari

Bari è una città ricca di tradizioni culturali e eventi folkloristici, che si manifestano attraverso feste religiose, festival gastronomici, musiche e danze tradizionali. Questi eventi offrono ai visitatori un’opportunità unica per immergersi nella vita e nelle tradizioni locali. Bari offre inoltre una vivace vita notturna, con numerosi bar, pub e locali che animano le serate dei residenti e dei turisti. Inoltre, la città è un ottimo centro per lo shopping, con negozi che offrono una varietà di prodotti artigianali, prodotti locali e negozi di moda.

Queste sono solo alcune delle ragioni per visitare Bari. La città offre un mix affascinante di storia, cultura, natura e gastronomia che la rendono una meta ideale per i viaggiatori che desiderano esplorare il sud Italia.

 

Taranto è una città che racchiude tra i suoi confini uno scrigno di storia, arte e cultura. In questa incantevole meta della Puglia è possibile immergersi nel fascino del MarTa, il Museo Archeologico di Taranto. Il MarTa testimonia il ricco passato della città, offrendo ai visitatori un affascinante viaggio nel tempo. Entra in questa oasi culturale e osserva i resti della civiltà della Magna Grecia visitando il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Visita al MarTa, il museo archeologico nazionale di Taranto

Con la sua vasta collezione di reperti archeologici, il MarTa svela le affascinanti storie dell’antica Taranto, facendo rivivere le vivaci culture che un tempo prosperavano in questi territori. Dalle squisite ceramiche greche alle maestose sculture romane, ogni manufatto racconta una storia avvincente sulll’evoluzione della città. Che tu sia un appassionato di storia, un amante dell’arte o semplicemente qualcuno che cerca un’esperienza culturale accattivante, MarTa ti lascerà incantato. Ti porto dunque in questo straordinario viaggio attraverso il MarTa di Taranto, dove la storia rivive e i misteri del passato vengono svelati. Un modo unico ed accattivante per scoprire la storia di Taranto, una città ricca di grandi tesori artistici e culturali. 

Inizia scoprendo la storia del museo

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, noto come MarTa, è uno dei più importanti musei italiani e le sue origini risalgono addirittura al 1887. Si scrive MarTa ma si legge Martà, alla francese. La sede è ubicata in corso Umbertino, nell’ex convento dei frati Alcantarini, struttura risalente al 1700 di cui ancora puoi ammirare al piano terra il meraviglioso chiostro. Proprio durante la realizzazione di questa nuova zona di Taranto il sottosuolo ha restituito numerosi reperti archeologici, ma altrettanti sono andati distrutti dalle ruspe o dispersi per altri motivi.

Molti oggetti custoditi nel MarTa appartengono a città greche o romane, a dimostrare l’importanza strategica della città di Taranto per i commerci nel Mediterraneo. La città infatti è stata una delle più importanti colonie elleniche del sud Italia, prima di cadere sotto il dominio dell’Impero Romano.

Esplora l’Antica Taras

Il MarTa si distingue per la sua vasta collezione di reperti che narrano la storia dell’antica colonia greca di Taranto, conosciuta come Taras. La sezione dedicata a questa civiltà affascinante presenta ceramiche, statue, monete e altri manufatti che risalgono a diverse epoche, permettendo ai visitatori di comprendere la vita quotidiana, le credenze religiose e gli sviluppi artistici di quel tempo. La colonia spartana di Taras prese il nome da un fiume e dall’eroe, figlio di Poseidon e della ninfa Satyria, raffigurato a cavallo di un delfino sulle monete della zecca cittadina.

Visita al MarTa, il museo di Taranto

 

Visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Ammira le collezioni numismatiche e gli Ori di Taranto

Il museo ospita anche una ricca raccolta di monete provenienti da diverse epoche storiche. Queste testimonianze numismatiche non solo mostrano l’evoluzione della moneta nel tempo, ma forniscono anche dettagli preziosi sulla storia economica, politica e culturale della regione. Al MarTa sono custoditi inoltre gli Ori di Taranto, una meravigliosa collezione di gioielli e oggetti artigianali risalenti all’Antica Grecia. Degno di nota il diadema appartenuto alla Principessa Opaka Sbaleidas di Canosa, conservato in una preziosa scatola d’argento. 

Visita al MarTa, il museo di Taranto. Le Sale Tematiche

Il MarTa dispone di sale tematiche che approfondiscono vari aspetti della storia locale e delle civiltà che hanno influenzato Taranto nel corso dei secoli. Si possono trovare sezioni dedicate all’età del ferro, all’epoca romana, al periodo medievale e molto altro ancora. Ogni sala è curata nei minimi dettagli, con pannelli informativi, modelli e reperti che amplificano l’esperienza di apprendimento.

Visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Esplorando le varie sale tematiche puoi imbatterti nelle famose teste in pietra di Carparo risalenti al periodo romano, e nelle ceramiche ritrovate in alcune necropoli della zona. Numerosi sono poi i vasi in argilla del periodo messapico, caratterizzati da disegni scuri e illustrazioni mitologiche, soprattutto sportive. 

Visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Partecipa agli Eventi e Attività Didattiche

Oltre alle esposizioni permanenti, il MarTa organizza eventi, conferenze e attività didattiche che coinvolgono visitatori di tutte le età. Queste iniziative includono workshop per bambini, incontri con esperti, mostre temporanee e spettacoli culturali che arricchiscono ulteriormente l’esperienza museale.

Il MArTA rappresenta il luogo ideale per trascorrere del tempo in famiglia. Lungo il percorso espositivo infatti sono presenti postazioni dedicate ai più piccoli i quali possono partecipare, previo prenotazione, a visite guidate e laboratori multisensoriali

Per informazioni e prenotazioni puoi mandare una mail a: man-ta@cultura.gov.it

Perchè fare una visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Il MarTa non è soltanto un museo, ma un punto di riferimento culturale per la comunità di Taranto e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. La sua importanza va oltre la conservazione del patrimonio, poiché agisce come un ponte tra il passato e il presente, consentendo alle persone di connettersi con le loro radici storiche e culturali.

In conclusione, i percorsi espositivi del MarTa di Taranto offrono un’immersione avvincente nella storia antica, presentando reperti straordinari e offrendo un’esperienza educativa e coinvolgente per chiunque desideri esplorare il ricco patrimonio della regione.

Trovi il MarTa in via Cavour 10 a Taranto. 

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 011 19272866 o mandare una mail a: info@aditusculture.com

Se dici Puglia dici mare, sole, buon cibo e sport. La regione però offre numerose attrattive anche e soprattutto per gli amanti della storia e dell’archeologia. Numerosi infatti sono i musei e i parchi archeologici della regione, come il MarTa di Taranto e il Museo “Francesco Ribezzo”di Brindisi, dove sono racchiuse importanti testimonianze dei primi insediamenti messapici della regione. A pochi chilometri dai trulli di Alberobello e dalla città bianca di Ostuni invece, trovi uno dei parchi archeologici più grandi della Puglia: il Parco Archeologico di Egnazia con annesso il nuovo museo “Giuseppe Andreassi”. 

Il parco archeologico di Egnazia conserva i maniera egregia numerosi reperti di epoca messapica e si trova a Fasano, in provincia di Brindisi, in una delle zona costiere più belle della Puglia. Il suo nome, Gnathia, di origine messapiche, è poi stato rivisitato in chiave romana passando a Egnatia, poichè il suo porto era utilizzato per raggiungere l’inizio della Via Egnatia, la vecchia strada che metteva in comunicazione la Capitale con l’Adriatico e con l’Egeo. 

Egnazia. Il Parco Archeologico Giuseppe Andreassi

Il Parco Archeologico di Egnazia si trova a pochi metri dal mare Adriatico, nella parte in cui l’acqua è azzurro cristallino e trasparente al punto da riuscire a vedere i fondali. In contrapposizione al paesaggio marino, alle spalle del parco, puoi ammirare invece le immense distese di ulivi secolari, coltivati nella gravina di Fasano. Questo paesaggio naturalistico di straordinaria bellezza fa da cornice al Parco Archeologico di Egnazia, che si estende su una superficie di 15 ettari e comprende un museo e gli scavi della vecchia città romana, tra cui un acropoli e una grande necropoli. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Inizia la visita dalla città antica

Per capire bene le dinamiche temporali inizia la visita dalla città antica, situata lungo la famosa Via Traiana, strada essenziale per gli scambi economici e commerciali della Puglia con l’Antica Roma. Nel parco archeologico di Egnazia puoi passeggiare nella storia nel vero senso della parola, soffermandoti sui resti degli antichi monumenti della res puplicae, come uffici e luoghi di culto, e scrutarne le superfici che per centinaia di anni sono rimaste sepolte sotto metri di terreno. Seguendo i solchi della Via Traiana raggiungi le antiche Terme Romane, un sito che racchiude maestria ingegneristica ed efficienza logistica.

Le Terme appartengono all’età augustea e vantano un percorso interno perfettamente strutturato che inizia dagli spogliatoi per continuare nel caldarium e nel laconicum, la sauna. Questi ambienti erano perfettamente riscaldati da un ingegnoso sistema di fornaci. Lasciate le aree calde il percorso finisce con il tepidarium, il vano temperato, per concludersi con il frigidarium, un bagno in acqua fredda. Alla fine del 300 d.C. le terme diventano inattive, e si trasformano in un impianto per la produzione di calce destinata alla costruzione di sempre nuovi edifici della città. 

Eganzia, il parco archeologico. Ammira i resti dell’antica fornace

Nel settore destinato alle abitazioni e agli impianti produttivi trovi la vecchia fornace, collocata in posizione strategica a ridosso dell’asse stradale. Il suo funzionamento era basato su un piano forato alimentato da aria calda prodotta in una sottostante area di combustione, collegata all’esterno da un corridio tramite il quale era alimentata con legno e arbusti. La fornace è stata costruita su una vecchia tomba messapica del III secolo a.C., della quale conserva ancora le lastre di copertura. Su uno di questi lastroni è incisa la parola tabara, che in lingua messapica significa “sacerdotessa”.

 

Passeggia nell’area del foro e della Via Traiana

Il foro era il cuore pulsante di ogni città romana, fulcro di ogni attività, politica e economica. Il foro di Egnazia ancora non è ancora stato riportato completamente alla luce ma è ben visibile la sua forma trapezoidale pavimentata con lastre di tufo. Una canaletta per il deflusso delle acque piovane segue il perimetro della piazza, dove svetta un portico dorico e quel che resta di una tribuna oratoria. E’ ben visibile sulla base un lastricato che collega il foro alla Via Traiana, sicuramente usato per il passaggio pedonale. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Sulla Via Traiana puoi notare i solchi lasciati dai carri nelle epoche precedenti. Il pavimento è in basoli di calcare e porta ai lati dei paracarri fatti dello stesso materiale. Questa strada di collegamento, progettata dall’Imperatore Traiano rimodernando la vecchia via Minucia, era la più grande arteria di comunicazione della penisola italica, essenziale per garantire gli scambi commerciali tra Puglia, Lazio e Campania.

Egnazia, il parco archeologico. Raggiungi la Basilica Civile e l’anfiteatro

Non mancava mai nell’assetto urbanistico romano un edificio pubblico dedicato alle riunioni, in cui veniva amministrata la giustizia e si discuteva di affari economici e politici. Anche Egnazia aveva la sua Basilica Civile, di età imperiale, di cui rimane ben visibile la pianta rettangolare e il portico perimetrale. Comunica con l’acropoli tramite una sala pavimentata a mosaico che raffigura le Tre grazie, probabilmente aggiunta tra il 1200 e il 1300 dopo la trasformazione della basilica in chiesa cristiana. 

Di notevole interesse sono anche gli scavi del vecchio anfiteatro, che si trova in posizione centrale rispetto a tutte gli altri edifici di Egnazia. Viste le sue dimensioni abbastanza ridotte e la mancanza di gradinate e sotterranei si è arrivati a pensare che la funzione di questo edificio non fosse finalizzata alla realizzazione di eventi e spettacoli ma che fosse in realtà una piazza aggiuntiva del foro, probabilmente dedicata al mercato cittadino. 

Arriva dinanzi al sacello delle divinità orientali

Nel II secolo d.C. si aggiunge un lungo portico a forma di “L” che si protende verso l’acropoli di Egnazia. Sulla facciata è visibile un’iscrizione latina dedicata alla Magna Mater Cibele e alla dea Siria, con raffigurati due flauti, un timpano e un cimbalo. Altri strumenti sono scolpiti sui restanti lati. La presenza del sacello nell’acropoli conferma la teoria secondo la quale era molto forte, in era imperiale, la presenza di culti orientali nella popolazione.

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Egnazia, il parco archeologico. Visita le basiliche paleocristiane e la necropoli

Egnazia custodisce anche due esempi di basiliche paleocristiane, una episcopale e una meridionale. La basilica episcopale ha una struttura a tre navate e tre portici che precedono gli ingressi. Un tempo sul pavimento faceva mostra di sè un bellissimo mosaico a grandi tessere, oggi custodito in parte nel museo Giuseppe Andreassi. Ben visibili le vasche battesimali e le cisterne in cui, probabilmente, venivano lavati i panni nel periodo antecedente alla costruzione della basilica paleocristiana.

La basilica meridionale invece comprendeva solo un abside, poichè la struttura era di dimensioni molto ridotte. Gli scavi in questa zona hanno portato alla luce un mosaico colorato a motivi geometrici, anch’esso conservato nel museo. 

Altro sito particolarmente interessante di Egnazia è la necropoli, che raccoglie principalmente tombe messapiche sepolcrali di varie forme. Alcune di queste, risalenti al I secolo d.C., sono intonacate o dipinte. Numerosi sono i corredi funerari ritrovati nelle fosse durante gli scavi, caratterizzati da vernice gialla, bianca e rossa e decorati con motivi floreali. Li trovi esposti nel museo Giuseppe Andreassi. 

L’acropoli

Concludi la tua visita nel parco archeologico di Egnazia visitando l’acropoli. E’ un insieme di piccole colline artificiali risalenti al periodo messapico, sicuramente utilizzate per proteggere la popolazione arcaica dai pericoli che venivano dal mare. Il villaggio era già protetto da un muro di cinta, ancora ben visibile sul fianco meridionale dell’acropoli, composto da pietre irregolari. La sua funzione era di proteggere la popolazione dalle possibili invasioni provenienti invece dall’entroterra. Nelle mura si aprivano le porte per accedere alla cittadina di Gnatia. L’acropoli è la parte più antica del parco archeologico di Egnazia, e dalla sua altura puoi avere una vista mozzafiato della natura circostante. Se ti affacci verso la zona costiera puoi vedere le reliquie dell’antico porto romano.

Visita con i bambini il Museo Giuseppe Andreassi

Il museo di Egnazia, intitolato a Giuseppe Andreassi, direttore dell’area archeologica dal 1976 al 1985 e Soprintendente Archeologo della Puglia, si trova all’esterno dellle mura dell’antica Gnathia, nell’area della necropoli messapica. 

E’ stato realizzato alla fine degli anni ’70 per raccogliere i numerosi reperti archeologici ritrovati durante gli scavi di Egnazia, al fine di poterli esporre al pubblico per divulgare la documentazione dell’insediamento arcaico, dalle origine fino al declino. Al suo interno trovi conservati esemplari di trozzelle e di crateri, caratteristici vasi messapici in ceramica dipinti con vernice nera e decorati con disegni in bianco e giallo, molto diffusi in tutta la regione. Numerose sono le anfore di provenienza italica, africana o orientale esposte nel museo, preziose testimonianze dell’esistenza di importanti scambi commerciali portuali o viari con altre città, mediante l’utilizzo della famosa via Traiana. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

All’interno del museo, oltre alle teche espositive disposte per età cronologica, trovi una mostra dedicata al paesaggio della città di Gnathia, che comprende mosaici e frammenti architettonici dell’antico insediamento messapico e tardo antico. Al piano inferiore puoi accedere all’ipogeo messapico, una camera funeraria decorata a motivi vegetali. Qui spesso vengono allestite inoltre mostre temporanee. 

Egnazia e il mare. Visita il nuovo museo interattivo con i bambini

Scendendo nel seminterrato del museo Giuseppe Andreassi trovi la nuovissima mostra interattiva “Egnazia e il mare”. Inaugurata nel 2022 racconta tramite video multimediali e proiezioni immersive di uno specchio d’acqua in movimento, il legame tra l’antica Gnathia e il mare. L’allestimento ruota attorno alla ricostruzione di un paesaggio sottomarino, dove fluttuano oggetti sopravvissuti ai naufragi avvenuti nel mare antistante. Rappresentano una preziosa testimonianza relativa ai commerci, ai trasporti e alla vita quotidiana della popolazione arcaica legata profondamente alla pesca e al mare.

Toccando i reperti che scendono sul pannello interattivo verso il fondale si apre la carta d’identità dell’oggetto, sia in italiano che in inglese, che spiega la sua storia e la sua funzione. Puoi così conoscere ad esempio, toccando il fotogramma con un dito, a cosa serviva un ancora a grappino oppure da dove arriva una particolare anfora. E’ il luogo perfetto da esplorare con i bambini poichè l’intera sala è strutturata proprio per catturare la loro attenzione, portando la mostra sotto forma di gioco interattivo. 

Egnazia. Il Parco Archeologico e il Museo Giuseppe Andreassi. Guida alla visita.

Informazioni e costi

La biglietteria del parco archeologico di Egnazia e il museo Giuseppe Andreassi è aperta tutti i giorni, dalle ore 08:30 fino alle ore 18:30. Il parco rimane aperto al pubblico fino alle 19:30. 

E’ possibile portare all’interno del parco e del museo gli amici a quattro zampe di piccola taglia, purchè stiano nel trasportino o tenuti a guinzaglio con annessa museruola. Il parco dispone di un info point e di una biglietteria e ogni accesso è garantito ai diversamente abili. Il parcheggio è gratuito. 

Il biglietto intero costa 8,00 €, mentre il ridotto ( per chi ha tra i 18 e i 25 anni ) 3,00 €. Puoi scegliere anche di visitare solo il parco archeologico, al costo di 5,00 € o solo l’area museale, pagando il ticket di 6,00 €. L’ingresso è gratuito per diverse tipologie di visitatori. Sulsito ufficiale puoi acquistare il biglietto tendendo conto delle tipologie di ingresso a te più consono e degli sconti. 

 

 

 

 

Cosa vedere a Brindisi? Beh, c’è davvero molto da scoprire in questa meravigliosa città sul mare. Eppure molto spesso è esclusa dagli itinerari di viaggio in Puglia, messa da parte per privilegiare mete più famose come Monopoli o la Valle d’Itria. Invece Brindisi è una città eclettica e accogliente, stimolante e molto interessante sia dal punto di vista storico che architettonico e naturalistico. Vanta infatti uno dei porti naturali più belli d’Europa e un centro storico intriso di storie e leggende legate al mare. Scopriamole insieme. 

Cosa vedere a Brindisi

Brindisi si trova sulla costa occidentale della Puglia, in una posizione strategica che permette di raggiungere in poco tempo le città più interessanti dell’entroterra nonchè la vicinissima Grecia. Il porto infatti è una porta d’accesso verso est, al quale è collegato da una fitta rete di traghetti. Già in passato questa città era un importante scalo commerciale e intratteneva rapporti economici con l’Oriente. Ragion per cui, l’astuto Popolo Romano, fece realizzare una strada di collegamento che dalla Capitale portasse proprio al porto di Brindisi: la Via Traiana. Numerose sono le testimonianze della presenza romana in città e sono concentrate proprio nella zona del porto e nel centro storico di Brindisi. 

Ammira la Colonna Romana

Inizia dunque la tua passeggiata dal porto di Brindisi. Qui si concentrano le maggiori testimonianze della sua anima marinaresca, passata e presente. Proprio nella parte centrale del lungomare Regina Margherita svetta infatti un’antichissima colonna romana, punto terminale della Via Appia, che collegava Brindisi a Roma. In origine le colonne erano due, perfettamente identiche tra loro. Nel 1598 però una di esse è crollata e, purtroppo, non è mai stata restaurata. La colonna superstite invece è stata smontata durante il secondo conflitto mondiale per evitarne la perdita a causa dei bombardamenti, per poi essere nuovamente messa al suo posto.

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Nei primi anni del 2000 poi la colonna è stata completamente restaurata ed è stata creata una copia del capitello da esporre sul piazzale, in modo da tenere l’originale al riparo da ogni possibile agente esterno. Ora è esposto in una sala del Palazzo Granafei Nervegna, che però raramente apre i battenti al pubblico. La colonna romana è esposta su una scalinata che porta verso il mare, dalla quale puoi avere una magnifica vista su tutto il golfo e sul Monumento al Marinaio d’Italia, posto proprio di fronte e alto ben 54 metri. Puoi raggiungerlo seguendo il lungomare e puoi addirittura salire fino all’estremità della struttura, dalla quale puoi avere una vista mozzafiato su tutta Brindisi. 

Cosa vedere a Brindisi. Visita Palazzina Belvedere

In concomitanza con la realizzazione del Monumento al marinaio d’Italia è edificata anche l’elegante Palazzina Belvedere, annessa alla Scalinata Virgilio che porta alle Colonne Romane. Il nome belvedere deriva dalla vista pazzesca che si ha dalla sua terrazza, che si affaccia sull’intero porto di Brindisi. Al suo interno è custodita una preziosa collezione archeologica, che conserva testimonianze importanti delle prime civiltà pugliesi. Qui trovi infatti ritrovamenti di diversi periodi storici e numerose produzioni in ceramica del periodo messapico. Tra i tanti reperti bronzei e vitrei spicca inoltre un cratere a campana del IV secolo a.C., di grande valore artistico e storico. 

Info e orari: Palazzina Belvedere è aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle ore 9:00 alle 1:00 e dalle 17:00 alle 20:00. L’ingresso è gratuito. 

Raggiungi in battello il Castello Alfonsino

Conosciuto anche come il Forte a mare, il Castello Alfonsino di Brindisi è una tappa imperdibile se ti trovi in città. Sorge sull ‘isola di Sant’Andrea, proprio all’entrata del porto, ed è raggiungibile solo via mare. Si trova inoltre in una posizione privilegiata, perfetta per ammirare la bellezza paesaggistica della zona anche durante la traversata in battello. Il fascino del Castello Alfonsino è una calamita soprattutto per i bambini, amanti della storia e delle leggende legate al mare. 

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili. Il castello alfonsino

La costruzione del forte inizia infatti nel 1558, per volere di Filippo II d’Asburgo, e continua per ben 46 anni. Sotto il dominio spagnolo si espande, al fine di bloccare gli attacchi via mare da parte dei veneziani e dei turchi. Diventa così un presidio militare temuto e rispettato tanto che Alfonso d’Aragona decide di farci costruire un castello, servendosi dei resti di una struttura angioina già esistente sull’isola. 

Quello che più affascina di questo Castello nel mare è la forma. La sua pianta infatti, con base a trapezio, vanta due bastioni pentagonali e un torrione circolare nonchè un porto interno al quale si può accedere solo tramite un arco aperto tra le mura di cinta. Il Castello Alfonsino è anche chiamato Castello rosso per via del colore vermiglio di cui si tinge al tramonto, quando il sole illumina le pietre di tufo con cui è stato costruito donando loro una caratteristica tonalità rossastra. 

Info e costi: Puoi visitare il Castello Alfonsino di Brindisi tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, prenotando la visita all’Associazione Le colonne. La prenotazione è obbligatoria e il biglietto si acquista sul posto, pagando in contanti. Il costo è di 8,000 € a persona ed è gratis per i bambini da 0 a 6 anni. Per i residenti di Brindisi e provincia il costo è di 6,00 € a persona. Per informazioni eprenotazioni puoi chiamare il numero -379 2653244 o mandare una mail a: segreterialecolonne@gmail.com 

Cosa vedere a Brindisi. Passeggia in Piazza Duomo

Uno dei posti da non perdere in città è sicuramente Piazza Duomo, una delle piazze più antiche di Brindisi con una storia alle spalle davvero interessante. Ogni edificio che si affaccia su Piazza Duomo è in stile medievale o romano mentre tra i monumenti più pittoreschi trovi la Cattedrale di San Giovanni battista. E’ un meraviglioso edificio del 1100, più volte restaurato nel corso dei secoli. Le statue in marmo che vedi sulla facciata invece sono sintetiche e sono del 2007. Rappresentano san Teodoro, san Leucio, san Lorenzo e san Giustino de Jacobis. Il campanile è stato ricostruito dopo i bombardamenti delle Seconda Guerra mondiale e riportato allo splendore originale.

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

L’interno della Cattedrale è diviso in tre navate e sul pavimento sono ancora visibili alcuni frammenti dell’antico mosaico del 1100, raffigurante scende dell’Antico Testamento e della Chanson de Roland, i cui protagonisti erano un esempio per i crociati che qui pregavano prima di imbarcarsi per la Terra Santa. Il Cappellone del santissimo sacramento custodisce le reliquie di San Teodoro, patrono di Brindisi.

In Piazza Duomo trovi anche Palazzo Balsamo, che prende il nome dagli ultimi proprietari dell’Ottocento. La parte più caratteristica e famosa di questo edificio è senza dubbio la Loggia. una meravigliosa balconata del 1400 sorretta da mensole decorate da figure fantastiche e animali bizzarri.

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Attento ai Templari!

Sapevi che Brindisi era terra dei Templari?? Numerose sono le testimonianze storiche che attestano la presenza di un insediamento templare in città ed una di queste sono le croci potenziate incise nelle pietre della facciate di alcuni palazzi nobiliari del centro storico. Un vero e proprio percorso che dal porto arriva fin dentro il centro di Brindisi. I Cavalieri Templari facevano la spola tra la Puglia e la Terra Santa, partendo o approdando nel porto di Brindisi con la nave Santa Maria dei Templari e con altre imbarcazioni dell’Ordine, trasportando generi alimentari e capi di bestiame.

La sede dei Cavalieri doveva essere la chiesa di San Giorgio de Templo, una parte della quale era adibita a dormitorio mentre l’altra era riservata al culto religioso e a un ospedale, tuttora esistente, che si trova adiacente al Duomo. Anche nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro pare ci fosse un ulteriore insediamento templare, e quindi se sei un amante del genere organizza un itinerario ad hoc sulla scia dei Templari, partendo dal porto e arrivando all’ultimo insediamento, seguendo le croci potenziate lungo il cammino. 

E il Portico dei Cavalieri Templari? No, non apparteneva all’ordine..

Anche se il nome evoca il famoso ordine cavalleresco, il Portico dei Cavalieri templari nulla ha a che vedere con la storia di questa organizzazione segreta. Si trova in Piazza Duomo e la sua struttura, in stile gotico, sembra appartenere al periodo medievale. Il nome deriva da una errata attribuzione del settecento. Si pensava infatti che il portico appartenesse alla chiesa dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni da Gerusalemme. In realtà è sempre stato un palazzo arcivescovile, fino a che non è passato alla famiglia del sindaci di Brindisi del 1500, i De Cateniano, 

Dal portico si accede al Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo. Al suo interno sono esposti reperti storici di grande importanza, divisi per arco temporale. Ogni salone ospita infatti ritrovamenti in ceramica, terracotta o bronzo catalogati per periodo storico, partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai Messapi. 

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Info e costi: Il Museo archeologico Francesco Ribezzo è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9:00 alle ore 19:15- L’ingresso è gratuito. 

Cosa vedere a Brindisi. Raggiungi San Pietro degli Schiavoni

Continua la tua passeggiata nel centro storico di Brindisi e arriva a San Pietro degli Schiavoni. In questo quartiere, che prende il nome dalla comunità balcana degli “schiavoni” che popolava la zona nel 1400, trovi una preziosa area archeologica che custodisce reperti di epoca romana. La sua scoperta risale agli anni ’60, periodo in cui iniziano gli scavi per la realizzazione di un nuovo Palazzo di Giustizia. L’area archeologica conserva un vero e proprio rione di epoca romana che si sviluppa ai lati di un cardine della Via Appia. Si possono perfettamente vedere i resti delle domus, con pavimenti a mosaico, e di un impianto termale, risalenti al I secolo a.C.

Al di sopra dell’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni si sviluppa il teatro comunale “Giuseppe Verdi”, progettato da Enrico Nespega nel 1965. La struttura si estende per ben quattro mila metri quadrati ed è uno dei teatri più rinomati della Puglia. 

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Info e costi: L’area archeologica di san Pietro degli Schiavoni è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 16.30. Il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero (+39) 0831 229784

Dove mangiare a Brindisi

Se ti trovi in città e vuoi provare prodotti tipici del territorio ti consiglio di fare una sosta gastronomica da Numero Prino, la Vinoteca di Tenute Rubino. Si trova in posizione centrale sul lungomare Regina Margherita e dal suo dehor puoi ammirare la bellezza del golfo brindisino e dei suoi monumenti affacciati sul mare. E’ il posto perfetto per degustare i piatti tipici della zona, deliziosamente rivisitati, accompagnati dai vini delle Tenute Rubino, cantine d’eccellenza del panorama vinicolo pugliese. Presso Numero Primo puoi degustare numerose pietanze, tutte preparate con prodotti a km zero e di qualità eccelsa. 
Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili
I crostoni ad esempio sono un’aperitivo perfetto. Prova quello con stracciatella, dressing di acciuga, puntarelle e pepe nero e accompagnalo con un Oltremé Rosato di Tenute Rubino. Oppure opta per un tagliere con salumi, formaggi freschi e stagionati con confetture e miele, degustando un Susumaniello. E’ un vino ottenuto dai vitigni a bacca nera, autoctono del Salento. E’ famoso per la grande produzione di grappoli il cui peso carica la vite come un “somaro”. Da qui l’origine del nome di questo vino corposo e dal gusto persistente, che ricorda frutti rossi maturi, prugna e note leggermente speziate. Susumaniello nel dialetto locale significa infatti somarello
Trovi Vinoteca Numero Primo su Lungomare Regina Margherita, al numero 46. Per informazioni e prenotazioni chiama il nuemro 0831 1795537 o manda una mail a info@vinotecanumeroprimo.it

Monopoli è uno dei centri più importanti del territorio pugliese denominato “Terra di Bari”. Negli ultimi anni la città ha visto fiorire in maniera esponenziale il turismo, diventando una meta gettonata soprattutto in estate. Anche fuori stagione però, Monopoli regala straordinarie esperienza ai viaggiatori, soprattutto per gli amanti dell’architettura, del mare e della gastronomia locale. Il centro storico si espande infatti attorno al porto, districandosi in vicoli stretti e soleggiate piazze, arricchendosi di importanti edifici religiosi e tornando sulla costa, tra fondali rocciosi e spiagge bianche. Se hai in programma una visita in città in questo articolo trovi consigli utili su Monopoli e su cosa vedere e fare in 1 giorno in città.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Monopoli è famosa soprattutto per le sue acque cristalline, che bagnano calette e spiagge di rara bellezza. E’ la meta perfetta per chi ha voglia di godersi il mare e l’armonia naturale che ne deriva, ma anche fuori stagione sa regalare emozioni autentiche. Monopoli infatti offre numerose cose da vedere, da fare e soprattutto da degustare. Questa frizzante cittadina, sempre in fermento, offre numerose attrattive ed è una destinazione perfetta anche per le famiglie con bambini. Il centro storico chiuso al traffico, le spiagge con fondale basso e la deliziosa cucina di mare sono solo alcune delle peculiarità che ogni anno attirano milioni di turisti da ogni parte del mondo.

Inizia la tua visita dal porto Vecchio

Non c’è posto migliore del Porto Vecchio per iniziare la tua passeggiata a Monopoli. E’ uno degli scenari più pittoreschi della città, sempre brulicante di persone, dove respiri la vera atmosfera marinaresca tra storie antiche e tradizioni locali. Questo porto risale alla vecchia civiltà messapica del V secolo a.C., che sfruttava il bacino per i commerci e per gli approvvigionamenti. Nel tempo poi la zona si è arricchita di fortificazioni, a protezione dell’economia e della popolazione. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

La rocca più imponente del Porto Vecchio è ancora visitabile ed è il castello Carlo V. Un altro importante edificio monumentale, adiacente al castello, è l’Arco del Porto, un arco di accesso alla città dove puoi ammirare l’affresco della Santa Patrona di Monopoli, la Madonna della Madia. Il paesaggio che regala il Porto Vecchio, tra barchette colorate e roccaforti, rimane nel cuore. Se di giorno il via vai dei pescherecci cattura l’attenzione dei passanti, la sera questa zona diventa pura poesia. Impossibile non innamorarsi di un tramonto sul Porto Vecchio. 

Entra nel Castello Carlo V

Ora entra nel vivo della storia e della cultura locale, visitando il Castello Carlo V. Si trova proprio nella zona del Porto Vecchio e prende il nome dal suo costruttore, Carlo V appunto, che l’ha fatto edificare per controllare e difendere la città di Monopoli da possibili attacchi esterni. E’ una delle rocche più importanti e massicce di tutta la Puglia tanto che, negli anni ’60, è stato utilizzato anche come carcere. Ad oggi puoi trovare al suo interno mostre temporanee o eventi culturali, che vanno ad abbellire le già preziose sale storiche dell’edificio. 

Tra le sale degne di nota trovi la Sala della Torre e la Sala della Batteria, così chiamata poichè in passato era utilizzata come deposito di armi e cannoni. Il Castello Carlo V porta sull’entrata una torre risalente alla dominazione normanna, dove un tempo era disposto il ponte levatoio. E’ da qui che si accede agli interni della fortezza.

Una volta all’interno visita i vecchi sotterranei del Castello. Qui trovi un edificio religioso dalla storia particolare: la chiesa basiliana di San Nicola della Pinna. Questa chiesa infatti è stata edificata sulla punta della penisola che si affaccia sul mare, simile appunto alla pinna di un pesce, dalla quale prende il nome. Ora risali all’esterno e punta al camminamento sulle mura. La vista da qui è davvero spettacolare e lo è ancora di più al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole illuminano il Porto Vecchio, le sue barche ormeggiate e le facciate bianche delle case del centro.

Info e orari: Il Castello Carlo V è aperto tutti i giorni, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 21:00. L’entrata è gratuita. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Passeggia nella piazza più antica della città

Rimani ancora un po a contatto con l’autentica storia di Monopoli passeggiando in Piazza Palmieri, uno degli slarghi più antichi della città. Prende il nome dalla dimora nobiliare che svetta in fondo alla piazza, di proprietà della famiglia Palmieri, una delle più importanti dinastie dell’epoca settecentesca. Il palazzo, costruito dal Marchese Francesco Paolo, è stato abitato per un periodo dalla sua famiglia per poi passare alla Congregazione di Carità, la quale ne ha fatto un punto di ritrovo per la popolazione allestendo al suo interno asili, scuole d’arte e scuole di mestieri. La facciata esterna è in stile barocco e presenta sulla parte più alta lo stemma nobiliare della famiglia Palmieri. Gli interni vantano invece magnifiche decorazioni, tra statue, affreschi e preziose opere d’arte. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: Piazza Palmieri è sempre visitabile mentre per vedere il Palazzo bisogna capitare in città durante le aperture straordinarie, come le giornate del Fai o del PhEST, il Festival Internazionale della Fotografia. 

Monopoli, cosa vedere. Perditi nella città esoterica

Un edificio particolarmente inquietante di Monopoli è la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Se sei amante dell’occulto prova a farci un salto, non rimarrai deluso. L’edificio, edificato nel 1600, si trova esattamente nel centro storico di Monopoli ed espone nove mummie e il corpo di una bambina imbalsamata, ma anche teschi e tetri scheletri. E’ una chiesa detta “del Purgatorio”, ossia un luogo di purificazione tra Inferno e Paradiso, sorta insieme ad altri edifici simili a seguito del Concilio di Trento del 1563. Tutte le chiese del Purgatorio sono caratterizzate da anguste decorazioni e conservano numerosi ossari e tombe.

Tutto all’interno della Chiesa del Suffragio ruota attorno all’idea della morte. Teschi dall’aspetto sinistro sono sparsi ovunque, nelle nicchie e sui cornicioni, sulle scale e vicino i grandi finestroni. L’entrata poi è particolarmente tenebrosa. La porta è circondata da immagini raffiguranti grandi teschi che ammoniscono il visitatore con terribili frasi. La più raccapricciante? “Memento mori” , ossia Ricordati che devi morire. Anche la statua dell’Arcangelo Gabriele, posta in una nicchia sull’architrave, è ovviamente circondata da ossa e teschi.

Visita gli interni

L’interno è anch’esso un covo di ossa e teschi ma, ancor più inquietanti, sono gli scheletri posti sulla cupola e l’altare maggiore che sorge su una lastra tombale. 

Come già anticipato, nella chiesa trovi una Cappella delle mummie, una stanza che custodisce nove teche contenenti corpi mummificati. Il processo di mummificazione avveniva nella chiesa stessa, negli ambienti sotterranei, dove i defunti venivano lasciati fino a quando il corpo non aveva perso tutti i liquidi. Se guardi bene, la cappella contiene un’altra piccola teca dove sembra custodita una bambola. E’ invece la mummia di Plautilla Indelli, morta nel 1800, ma che nella teca sembra essere ancora viva e vegeta. Il processo di mummificazione a cui è stata sottoposta infatti prevedeva diverse tecniche per far sembrare ancora vivo il cadavere. Ad oggi detiene il triste primato di unica bambina-mummia della Puglia. 

Entra nella basilica della Madonna della Madia

Lascia l’arcana atmosfera della chiesa del Purgatorio e raggiungi la solare basilica della Madonna della Madia, la Santa Patrona di Monopoli. L’edificio è uno dei più interessanti e scenografici dell’intera regione e la sua facciata è in stile tardo barocco. Il suo campanile è ben visibile da ogni zona del centro storico, vista la sua considerevole altezza, e le navate interne sono di una luminosità sorprendente. Ogni ornamento sembra splendere sotto la luce naturale e marmi, statue e dipinti stregano il visitatore con un luccichio innaturale. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

La cappella più bella è proprio quella in cui è custodita l’icona bizantina della Madonna della Madia, raggiungibile tramite un’elegante scalinata che ti permette di avere una vista dall’alto di tutta la cattedrale. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: L’entrata è gratuita.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Raggiungi Piazza Garibaldi, il centro della movida

Dopo aver dato il giusto peso alle strutture storiche e architettoniche di Monopoli puoi concederti un drink in Piazza Garibaldi, il cuore pulsante del centro storico. Anticamente era il centro nevralgico dei commerci della zona, tanto che il suo nome era Piazza delle mercanzie. Su di essa si affacciano diversi palazzi e dimore storiche ma tra queste spicca la Torre Civica, con l’orologio e la campana che un tempo avvisava i cittadini dei pericoli provenienti dal mare. La peculiarità di questa torre è che porta alla sua base la “colonna infame”. Ne hai mai sentito parlare? A questa colonna erano incatenati i trasgressori della legge, lasciati alla pubblica gogna. 

La sera Piazza Garibaldi diventa invece teatro della movida locale e si anima con musica live e dj set. Impossibile non fermarsi per un aperitivo o per mangiare qualcosa in uno dei tanti ristoranti che costeggiano la piazza. C’è sempre atmosfera di festa e non mancano balli improvvisati per strada, con passi scanditi spesso dai ritmi della musica salentina.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Scendi negli ipogei

In Piazza Garibaldi trovi anche la Biblioteca Civica Prospero Rendella dove, oltre a passeggiare tra preziosi volumi e meravigliosi affreschi, puoi scendere nei sotterranei del centro storico. Al di sotto dell’edificio infatti sono stati rinvenuti un ipogeo e una necropoli scavati nella roccia. Si tratta di antichi resti della chiesa di Santa Maria in Portu Aspero, una chiesa rupestre del 1100 che ingloba anche un sepolcreto e resti di primitive abitazioni abitazioni. 

A pochi metri da Piazza Garibaldi trovi anche la Chiesa Rupestre di Santa Maria degli Amalfitani, che nasconde nel sottosuolo un altra interessante cripta ipogea. Grazie ad una scala in pietra puoi scendere nel cuore della terra e visitare una delle chiese rupestri più antiche di Monopoli. E’ stata scavata sempre nei primi anni del 1100 da marinai napoletani scampati a un naufragio e donata come voto alla Vergine Maria. Sono ancora visibili sulle pareti alcuni frammenti di palinsesti risalenti allo stesso periodo. Le decorazioni sul soffitto invece sono del 1700. 

Degna di nota anche la Chiesa dello Spirito Santo, scavata nella roccia di tufo e risalente al 1200. Porta tre navate che lasciano presagire la sua funzione, in passato, di piccola basilica rupestre. I resti dei primi affreschi bizantini sono ancora abbastanza visibili sulle pareti laterali. Questa chiesa si trova vicina al cimitero della città per cui ancora oggi, una settimana dopo Pasqua e per sette settimane, un gruppo di fedeli va in processione dal cimitero alla cripta ogni giovedì, recitando rosari in segno di voto. 

Sapevi dell’esistenza di una Monopoli sotterranea?

Fuori dal centro storico di Monopoli ci sono ancora tante cose da fare e da vedere. Un esempio? La grande Piazza Vittorio Emanuele. E’ chiamata il Borgo Nuovo, vista la sua costruzione avvenuta nella zona nuova della città, al di fuori del vecchio centro storico. E’ una delle Piazze più grandi della Puglia e per questo una tappa imperdibile del tuo viaggio a Monopoli. E’ divisa da un grande corridoio centrale ed è circondata da alberi di leccio su tutto il perimetro.

Piazza Garibaldi nasconde però un segreto, custodito nel sottosuolo. Esiste infatti una Monopoli sotterranea che si sviluppa proprio sotto la grande piazza del Borgo Nuovo, composta da due grandi gallerie che potevano ospitare anche 4000 persone. Queste gallerie sono state scavate durante la Prima Guerra Mondiale e svolgevano la funzione di rifugi antiaerei.

Info e costi: Per visitare la Monopoli sotterranea occorre prenotare un tour guidato presso l’Info Point di Via Garibaldi. Il Costo è di 2,00 € e l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i dieci anni.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Goditi le spiagge caraibiche

Dopo aver vsito le meraviglie racchiuse nel centro storico di Monopoli non ti resta che rilassarti sulle sua spiagge, che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche. L’azzurro dell’acqua, le calette, le grotte marine e le insenature della costa sono il fiore all’occhiello della Puglia. 

A pochi passi dal centro storico trovi cala Porta Vecchia, che prende il nome dalla porta di ingresso della città. D’estate è molto affollata ma ha dalla sua parte che è facile da raggiungere. Se non hai l’automobile e dormi in centro è perfetta per te. La spiaggia è molto piccola ma è possibile sistemarsi anche sulla scogliera vicina. Se hai bambini è l’opzione migliore. I fondali infatti sono bassi, sabbiosi e facilmente accessibili, ideali per i bambini. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Un’altra spiaggia poco lontana dal centro storico è quella di Porto Bianco. Anche questo caletta è sabbiosa e raccolta tra due scogliere e quindi perfetta per le famiglie con i bambini.

Raggiungi le calette dei dintorni

Fuori dal centro storico trovi invece La Scaletta, una spiaggia bagnata da acque verde smeraldo di una trasparenza unica. Puoi raggiungerla tramite un sentiero sterrato, dal quale poi diparte una scaletta che ti porta sull’arenile. In estate, se la marea è bassa, puoi raggiungere via mare la spiaggetta che si trova proprio a fianco a Le Scalette. Si tratta di Cala Tre Buchi, che prende il nome dalle tre grotte marine che caratterizzano questo tratto di costa. E’ una spiaggia altamente pittoresca ed è perfetta per gli amanti della natura e del mare. La straordinaria bellezza del paesaggio e la sua peculiare posizione la rendono una delle spiagge più belle della regione. 

Cala Tre Buchi è per i viaggiatori più temerari poichè, non solo non è dotata di servizi, ma è difficile da raggiungere via terra. Si trova infatti in una zona rocciosa non facile da attraversare. Forse però è proprio questo a renderla ancora più fascinosa, in quanto regala un’esperienza davvero autentica e primitiva.

Dove mangiare a Monopoli

Assaggiare i prodotti tipici locali è un’altra cosa che devi assolutamente fare a Monopoli. Se ami lo street food non rimarrai certo a bocca asciutta. Numerosi sono i locali dove trovi le delizie da asporto più popolari della regione. Puoi degustare la focaccia barese ad esempio, fare un’abbuffata di panzerotti fritti o assaggiare le famose bombette di carne, piccoli e deliziosi involtini ripieni di pancetta e caciocavallo, il tutto mentre passeggi beatamente nel centro storico.

Se invece vuoi fare un’esperienza culinaria basata sulla cucina tradizionale pugliese in un contesto privilegiato, puoi prenotare un tavolo da Apluvia. E’ un delizioso ristorante inserito nel cuore del centro storico, con un menù molto invitante che comprende sia piatti di terra che di mare, preparati con ingredienti stagionali e di ottima qualità. Puoi optare per la sala interna, con rifiniture di design, o per i tavoli esterni, dove puoi degustare in tutta tranquillità le tue portate godendoti il via vai della città. 

Info e orari: Trovi il Ristorante Apluvia in Via Orazio Comes, 25, nel centro storico di Monopoli. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero 080 21 93785 o mandare un messaggio WhatsApp al 351 548 0578. 

Perchè visitare Monopoli

Sapevi che il nome Monopoli deriva dal termine greco Μόνη Πόλις? Significa infatti Città unica, e unica Monopoli lo è davvero. La sua peculiare posizione, il centro storico ricco di monumenti preziosi e chiese rupestri, le spiagge paradisiache e il buon cibo la rendono la meta perfetta per gli amanti delle destinazioni italiane. La città sa offrire al viaggiatore innumerevoli esperienze che vanno al di la del semplice tuffo in mare. Inoltre Monopoli è un perfetto punto di partenza verso altre destinazioni meravigliose della Puglia, come Polignano a Mare, Castellaneta e Ostuni, paesi caratterizzati da casette bianche imbiancate a calce e gente gioviale, serena come i raggi del sole che invadono questi territori in ogni stagione. 

 

 

 

 

Sei mai stato a Castellaneta? Si trova alle pendici della Valle d’Itria, in provincia di Taranto. E’ immersa nel Parco Regionale delle Gravine di Puglia ed è famosa per aver dato i natali a Rodolfo Valentino, nota star del cinema muto del primo Novecento. Sono diverse le strade, i musei, le opere di street art dedicate, in città, a questo famoso latin lover del passato. Castellaneta però è anche natura incontaminata, storia millenaria, architettura meravigliosa e pura poesia. Poesia che si legge tra i monumenti preziosi, sulle chiese imponenti, negli antichi ipogei e sugli affacci panoramici mozzafiato. Con questo articolo ti porto a Castellaneta e ti do qualche consiglio utile su cosa vedere in città, anche con bambini al seguito.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Castellaneta è una delle più belle città bianche della Valle d’Itria. Si trova incastonata nel territorio che si estende dalla Murgia tarantina fino allo Ionio. Paesaggi rurali si alternano dunque a scenografie marine ma, a rendere straordinario questo angolo di Puglia, sono le lame e le gravine. Le lame sono incisioni carsiche a carattere torrentizio, che convogliano le acqua di pioggia dalla Murgia verso il mare. Le gravine invece sono incisioni erosive molto profonde, dei veri e propri canyon scavati nella roccia calcarea dall’acqua piovana o fluviale.

Entrambi i siti naturali accolgono piante mediterranee, floridi arbusti e essenze botaniche preziose. Custodiscono inoltre gioielli di valore storico e archeologico inestimabile: le chiese rupestri e le case grotta dei primi insediamenti rurali pugliesi. 

Inizia la visita dal centro storico

Proprio sulla parte più alta della Gravina di Castellaneta sorge il centro storico della città. La sua conformazione, tipicamente medievale, comprende vicoli stretti e piccole piazze, sulle quali si affacciano i principali monumenti. Conosciuto anche come “paese vecchio”, il centro storico di Castellaneta è uno scrigno ricco di tesori preziosi. Un borgo delizioso dove il tempo sembra essersi fermato, dove passeggiare tra case imbiancate a calce, piccole installazioni artistiche, chiese barocche e dimore nobiliari, stando sempre con il naso all’insù. Un luogo perfetto da vivere a passo lento, rispettandone l’atmosfera rilassata e il religioso silenzio.

Castellaneta, cosa vedere. Visita la Cattedrale di San Nicola

Passo dopo passo, annusando il profumo dei fiori che sporgono dai balconi e che decorano i piccoli giardini, raggiungi la Cattedrale di San Nicola, un trionfo di architettura barocca e rinascimentale. L’esterno è riccamente decorato secondo lo stile del barocco ma anche gli interni non sono da meno. La Cattedrale vanta infatti un meraviglioso soffitto ligneo intagliato che sfoggia tre tele del 1700 e quattro di fine ‘800, tra le quali spicca Le nozze di Canan. 

La Cattedrale di San Nicola è attigua al Palazzo Vescovile, che oltre ad essere ancora sede del Vescovado conserva dipinti e sculture di grande valore artistico.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Raggiungi il Palazzo Baronale

Il centro storico di Castellaneta ospita numerosi palazzi signorili, anticamente abitati dai feudatari della zona, e tra questi spicca per la sua privilegiata posizione il Palazzo Baronale. La sua prima destinazione d’uso è legata alla politica locale ma in seguito è divenuto prima seminario poi convento di Clarisse. Questo palazzo fortificato si trova a strapiombo della gravina, in una pittoresca angolazione che regala fascino e mistero a questo angolo di Castellaneta. All’interno ospita inoltre un cortile decorato da raffinate cornici e da stemmi nobiliari, e un grande salone signorile, usato in passato come stanza di rappresentanza. Tra i Palazzi signorili degni di nota trovi anche Palazzo Catalano e Palazzo Sarapo, famoso per il suo grande portone in stile barocco. 

Castellaneta, cosa vedere. Scendi negli ipogei

Sotto il paese vecchio c’è una vera e propria città sotterranea, bellissima da esplorare anche con i bambini. Nonostante la sua inattività rimane un’arteria importantissima di Castellaneta, ancora viva e presente. La città attuale infatti è stata edificata proprio sull’antico impianto urbanistico di un arcaico villaggio rupestre, ricco di grotte naturali e passaggi segreti. 

Un mondo occulto e misterioso dove alloggi spartani, stalle, chiese e cisterne si rincorrono nell’umidità creando un gremito labirinto sotterraneo, rimasto per anni nascosto e inaccessibile. I più importanti siti sotterranei di Castellaneta sono il Trappeto di San Domenico, un frantoio ipogeo, e il Palmento, una grande sala scavata nella roccia dove avveniva la pigiatura dell’uva, affinchè diventasse mosto.

Puoi scendere nel ventre della città avvalendoti delle guide turistiche dell’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta, che ti racconteranno i segreti di questi arcaici luoghi di lavoro e di vita, riportati alla luce grazie ad un grande lavoro di riqualificazione. 

Info e orari: Puoi contattare l’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta ai numeri tel. 339 8888933 – 3274963021 o mandare una mail a: info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Entra nel Museo Rodolfo Valentino

Ed eccoci arrivati al Museo Rodolfo Valentino, una tappa immancabile durante una visita nella città di Castellaneta. E’ stato inaugurato nel 2010 e rende omaggio alla star più famosa del cinema muto, grande latin lover dei primi del ‘900: Rodolfo Valentino. All’interno del museo trovi pannelli espositivi, locandine, materiale fotografico e cinematografico riguardante questo grande attore del passato, natìo di Castellaneta.

Anche se non sei un esperto cinefilo ti consiglio di fare una visita a questo museo. Racconta la storia di un mito apprezzato e conosciuto in tutto il mondo che, grazie alla sua bravura e alla sua ammaliante bellezza, è riuscito a trasformare la sua figura in leggenda, diventando motivo di orgoglio per Castellaneta, per la Puglia e per l’Italia intera.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Info e orari: Trovi il Museo Rodolfo Valentino in Via Vittorio Emanuele 117/119, nell’ex Monastero di Santa Chiara. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri 099/8493192 – 347/5493021 o mandare una mail a : info@fondazionevalentino.it Il costo del biglietto è di 3,50 € a persona. 

Castellaneta, cosa vedere. Affacciati sulla Gravina

Continuando a passeggiare per le stradine del centro storico ti imbatterai in alcuni affacci panoramici. Da questi punti strategici puoi godere di una vista mozzafiato sullo strapiombo della Gravina di Castellaneta, profonda circa 145 metri. Questa gravina è una delle più grandi della Puglia, scavata negli anni dalle acqua meteoriche nella roccia calcarea. Come già detto in precedenza, questo sito naturale ospita numerose testimonianze del passato, come chiese rupestri, case grotta e cisterne d’acqua. Il tutto impreziosito dalla florida macchia mediterranea, che esplode nel suo massimo splendore negli arbusti e nelle piante aromatiche. Un tripudio di ginepro, corbezzolo, carrubo, fico d’India e ulivi millenari che fanno da cornice ai primi insediamenti rupestri della regione. 

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Arriva alla Chiesa di Santa Maria del Pesco

Un altro affaccio panoramico pazzesco si trova poco fuori dal centro storico di Castellaneta. E’ il giardino privato della Chiesa di Santa Maria del Pesco, oggi chiamata Chiesa dell’Assunta, un edificio del 1300 con una suggestiva storia alle spalle. Pare infatti che sia stata costruita da un capitano per grazia ricevuta. La luce della Vergine Assunta gli avrebbe indicato la strada per la salvezza durante una terribile tempesta in mare. Proprio per questo motivo la chiesa, ammirandola da lontano, sembra avere la forma di una nave. La Chiesa di Santa Maria del Pesco è adagiata sul ciglio della Gravina di Castellaneta, da dove si ha una vista strepitosa del territorio circostante, e conserva tesori di grande valore storico e artistico.

La facciata esterna è in calcare bianco mentre gli interni sono adornati da un bellissimo soffitto ligneo, decorato da numerose opere pittoriche che rappresentano l’Assunta e San Nicola, il santo patrono al quale era inizialmente dedicata questa chiesa. Di particolare importanza è il dipinto della Madonna del Bambino, risalente al 1200.

Perchè visitare Castellaneta

Per la sua peculiare posizione, a strapiombo sulla Gravina più grande della Puglia, e per i suoi tanti tesori storici e architettonici, Castellaneta è la metà perfetta in ogni stagione e per ogni tipologia di viaggiatore. Il centro storico è un piccolo scrigno stracolmo di tesori preziosi, bellissimo da esplorare sia nella parte visibile sia nella zona sotterranea. Inoltre il paese vecchio è abbellito da graziose tegole colorate, sparse sulle facciate dei palazzi, nei vicoli e nelle piazze.

Sono dipinte a mano e riportano deliziose illustrazioni accompagnate da proverbi locali. Divertiti a cercarle e a fotografarle tutte con i bambini! Non solo sono bellissime da vedere ma ti fanno scoprire usi e costumi della regione attraverso disegni e aforismi frutto della sapienza e della tradizione locale.

 

 

Sei mai stato in Valle d’Itria? E’ un territorio meraviglioso della Puglia, dove si concentrano i borghi e gli scorci più autentici e pittoreschi della regione. E’ una suggestiva distesa di ulivi secolari, vigneti profumati, masserie tipiche, trulli e città bianche. Tra queste, oltre alle più famose Ostuni e Alberobello, spicca per bellezza ed eleganza Martina Franca. E’ una cittadina di una raffinatezza unica, impreziosita da chiese sontuose e palazzi signorili. Per il suo peculiare stile architettonico infatti la città di Martina Franca è conosciuta anche come capitale del Barocco pugliese. In questo articolo trovi un itinerario per visitare il centro storico di Martina Franca in modalità lenta.

Martina Franca

Il nome di Martina Franca ha due derivazioni. Martina proviene da Martene, il nome del santo a cui i cittadini sono devoti, San Martino de Tours. L’aggettivo Franca invece è stato aggiunto nel 1300 da Filippo I D’Angiò, quando assegnò alla cittadina pugliese alcuni privilegi economici e commerciali. Eliminò tasse e donò la demanialità perenne agli abitanti. 

Esplora il centro storico

Nel centro storico di Martina Franca chiese maestose e palazzi storici sono perfettamente incastonati in un paesaggio caratteristico della Valle d’Itria. Dalla grande piazza principale, alla quale puoi arrivare oltrepassando il maestoso Arco di Sant’Antonio, si snodano labirinti di vicoletti e stradine. La pavimentazione chiara da un’aria pulita ed elegante al centro storico, arioso e soleggiato. I palazzi nobiliari poi sono un trionfo di barocco, con le facciate decorate da preziose balconate in ferro battuto. Inizia la tua visita a Martina Franca da Piazza Plebiscito, il cuore pulsante della città. Qui puoi ammirare i suoi monumenti più importanti, come l’imponente Basilica di San Martino, il Palazzo dell’Università e la Torre Civica. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Entra nella Basilica di San Martino de Tours

La vera protagonista di questo viaggio nel centro storico di Martina Franca è proprio la Basilica di San Martino de Tours. E’ un meraviglioso edificio edificato nel XVIII secolo in stile barocco e roccocò, che esplode in maniera prorompente nei ricchi dettagli della facciata principale. La basilica è alta ben 37 metri ed è stata costruita con pietra calcarea locale. Questa dona all’edificio un colore morbido e rosato. Gli elementi architettonici sono scolpiti in questa pietra locale e distribuiti in modo armonico sull’elegante facciata della basilica. Nel centro spicca per bellezza un gruppo scultoreo che raffigura San Martino che dona il mantello al povero, un prezioso capolavoro di Giuseppe Morgese.

Martina Franca. Cosa vedere in Valle d'Itria

Anche gli interni sono luminosi e anche in questa chiesa, come nella chiesa di San Cataldo di Taranto, c’è un opera marmorea di Giuseppe Sanmartino, autore del Cristo velato di Napoli. Opera che custodisce la scultura del Patrono della città, San Martino di Tours. Dello stesso scultore sono anche gli angeli che sorreggono il Patrono e le due figure allegoriche femminili, Carità e Abbondanza, che sono ai lati del complesso marmoreo. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Martina Franca. Visita il Palazzo dell’Università

Il Palazzo dell’Università era un istituzione politica concessa a Martina Franca da Ferdinando d’Aragona, re di Napoli, al fine di garantire una giusta gestione delle risorse cittadine. Il termine “università”, nell’Italia meridionale dell’epoca medievale, stava ad indicare la sede del Municipio. Garantiva i diritti ai cittadini in egual misura, senza distinzioni economiche e sociali. Oggi il Palazzo dell’Università, che si affaccia su Piazza Plebiscito, è sede della Società Artigiana, un’associazione di mutuo soccorso di stampo mazziniano. 

Proprio accanto al Palazzo dell’Università puoi vedere la Torre Civica. Si innalza su quattro piani che hanno caratteristiche sia architettoniche che decorative completamente differenti tra loro. Il piano terra ad esempio, il più visibile ai passanti, è ricco di decori e colonne arrotondate. Sul primo piano puoi invece notare un balcone centrale che ostenta decori vegetali. Sulla trabeazione inoltre puoi leggere un’iscrizione latina con cui viene ricordato il nome dell’artefice di questa torre: il sindaco “Ds Ambrosius Fanelli / Syndicus Erexit”. Altre iscrizioni in lingua latina sono visibili vicino l’orologio e sono, per un viaggiatore, una fonte di ispirazione. Tradotte significano: L’orologio scandisce il tempo per il viaggio. Collocato per la misura, esso è compendio preciso della vita umana.

Martina Franca. Raggiungi il Palazzo Ducale

Un altro edificio nobiliare di grande interesse storico e architettonico è il Palazzo Ducale. La struttura, risalente alla seconda metà del 1600, presenta uno stile architettonico di tipo rinascimentale, spruzzato da elementi tipici del Barocco Leccese. E’ stato per molto tempo residenza dei duchi Caracciolo ma ora è sede del Municipio di Martina Franca. Le sue sale accolgono, oltre agli uffici comunali, il tribunale e la biblioteca. Qui trovi anche il famoso centro artistico musicale “Paolo Grassi” che, dal 1974, organizza il Festival della Valle d’Itria, una delle manifestazioni liriche più apprezzate e famose nel mondo. Il festival si svolge proprio nell’atrio del Palazzo Ducale, donando ai visitatori un’acustica perfetta e uno scenario unico, raccolto e pittoresco.

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Non perderti la Chiesa di San Nicola in Montedoro

Una chicca per gli amanti del turismo lento è la Chiesa di San Nicola in Montedoro, meglio conosciuta come Chiesa dei Greci. Si raggiunge passeggiando nel centro storico ed è l’edificio di culto più antico di Martina Franca. Sembra infatti che la sua edificazione risalga al 1300. La piccola chiesa presenta un unico ambiente ma la sua caratteristica più interessante è il tetto a falde incrociate, rivestite da lastre di calcare locale, le cosiddette Chianche. All’interno sono ancora ben visibili due altari in pietra, la cui realizzazione sembra essere datata nel XVII secolo. La parete centrale mostra una raffigurazione della Vergine Maria e una effigie di San Nicola. Atri decori pittorici sono sparsi sulle pareti laterali. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

La chiesa attualmente è chiusa, ma se davvero vuoi vederla all’interno puoi suonare la campanella che si trova sulla facciata adiacente. Dal balcone sovrastante vedrai affacciarsi la signora Basile che, calando un cestino di paglia dalla sua ringhiera, ti darà le chiavi per accedere all’interno della chiesa di San Nicola. Da tempo infatti, ad occuparsi della cura di questo piccolo gioiello architettonico è la famiglia Basile, spinta solo dalla devozione e dall’amore per la propria città. 

Martina Franca. Fai passare i bambini nella Posterla

Un’altra piccola chicca, dedicata soprattutto a chi viaggia con i bambini, è la Posterla di Martina Franca. E’ una stradina molto molto stretta che consente il passaggio di una sola persona per volta. Era usata anticamente come uscita segreta dalla cinta muraria ed era soggetta al controllo dell’Università, la quale autorizzava l’apertura straordinaria della porticina solo in situazioni di reale emergenza. Se alzi la testa puoi ancora vedere sopra la strettoia una sporgenza. Veniva utilizzata per versare olio bollente sui saccheggiatori che provavano ad oltrepassare la Posterla. Prova a percorrerla in fila indiana con i tuoi bambini. E’ un bel modo di far conoscere loro la storia centenaria di Martina Franca 

Goditi un aperitivo in Piazza Maria Immacolata, sotto i “Portici”

Prima di lasciare Martina Franca dirigiti verso Piazza Maria Immacolata, meglio conosciuta dai local come “I portici”. E’ un elegante piazza dal sapore barocco, cuore pulsante della vita socio-economica della città. La sua peculiare forma a mezza luna avvolge in un abbraccio accogliente le preziose arcate, le grandi colonne e le tante decorazioni in stile barocco, creando un’atmosfera avvolgente laddove i dehors dei locali alla moda sfoggiano luci soffuse e centro tavola colorati. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Il complesso dei portici di Martina Franca è stato progettato nella prima metà del 1800 per accogliere il mercato locale. Ogni arcata era dunque destinata ad un venditore e l’insieme visivo creava un vero e proprio centro commerciale dove recarsi per acquistare cibo, stoffe, olio e capi di bestiame. Oggi Piazza Maria Immacolata ha radicalmente cambiato destinazione d’uso diventando un punto di ritrovo per gli abitanti del borgo e un punto di riferimento per chi vuole degustare le specialità gastronomiche locali. Infatti numerosi sono i ristoranti, i bistro e i locali alla moda che si affacciano sui portici. 

 

La Puglia custodisce gioielli di un valore inestimabile, spesso poco battuti dal turismo di massa, perfetti da esplorare in modalità lenta. Passo dopo passo puoi partire alla scoperta di piccoli borghi, villaggi rupestri e gravine, città affascinati e misteriose. Taranto è una di queste mete, eclettica e accogliente, ricca di monumenti storici di grande rilievo e con una storia millenaria alle spalle. Capitale della Magna Grecia, fondata più di 3.000 anni fa dal popolo spartano, Taranto è una delle città più vecchie d’Italia e trasuda da ogni suo scorcio, palazzo o monumento, la storia che l’ha resa culla dello sviluppo economico e culturale del Mediterraneo. In questo articolo trovi qualche consiglio utile su Taranto e su cosa vedere in 1 giorno in città.

Taranto, cosa vedere in 1 giorno

La storia di Taranto si concentra soprattutto nella Città Vecchia, una vera e propria isola collegata alla terraferma da due ponti. Il più famoso dei due è il Ponte Girevole, diventato negli anni simbolo della città. Collega la Città Vecchia al nuovo nucleo abitato, sormontando il grande canale che unisce il Mar Piccolo al Mar Grande. E’ dedicato a San Francesco da Paola e la sua costruzione risale al 1958, quando va a sostituire una vecchio ponte in legno del 1800. Il Ponte Girevole si apre in maniera periodica ruotando le due metà su un lato, permettendo il passaggio delle grandi navi militari di stanza a Taranto. Grazie alla sua particolare posizione geografica, a cavallo tra il Mar Piccolo e il Mar Grande, Taranto è conosciuta come “Città dei due mari”. 

Passeggia nella Città Vecchia

La Città Vecchia di Taranto ha visto crescere la sua reputazione solo negli ultimi anni, grazie ad un’efficace attività di recupero fortemente voluta da alcune associazioni locali, tra cui l’Associazione culturale La Filonide. Per decenni il borgo vecchio ha patito un abbandono senza precedenti, diventando un quartiere malfamato, decadente e particolarmente pericoloso, spesso teatro di scontri e attività illecite della micro criminalità locale. Oggi invece le facciate fatiscenti e i vicoli decadenti sono solo un ricordo. Una grande opera di riqualificazione ha infatti riportato questa zona storica di Taranto a nuovo splendore, facendo rinascere i palazzi nobiliari, le chiese, i vicoli e gli ipogei. 

Trovi l’ingresso della Città Vecchia proprio accanto al Palazzo di Città e dietro le Colonne del Tempio di Poseidone. Questo prezioso sito storico rappresenta la parte più antica di Taranto, risalente alla Magna Grecia. Oltrepassando le colonne doriche ti trovi catapultato nell’atmosfera marinaresca del centro storico, tra ristoranti, piccole botteghe e meravigliose opere di street art.

Taranto, cosa vedere in 1 giorno nella "Città dei due mari"

Visita il Duomo di San Cataldo

Se ti trovi nella Città Vecchia una visita al Duomo di San Cataldo è necessaria. E’ la principale chiesa di Taranto e al suo interno sono custodite le spoglie del santo a cui è dedicata, patrono della città. L’esterno del duomo risulta di una semplicità estrema ma l’interno è suddiviso in tre navate meravigliose, divise a loro volta da sedici colonne che hanno la particolarità di avere tutti capitelli diversi tra loro. Il pavimento della navata principale mostra i resti un prezioso mosaico del 1160 mentre nella cappella del Santissimo Sacramento trovi un altare di marmo sormontato da sculture di Giuseppe Sammartino, lo scultore del Cristo Velato che si trova a Napoli. Le spoglie di San Cataldo si trovano invece nel Cappellone, un vero gioiello in stile barocco. L’altare in cui sono custodite è decorato da madreperla e autentici lapislazzuli.

Il Duomo di San Cataldo ha anche una cripta ipogea, risalente al X secolo, ancora perfettamente conservata. Sulle pareti sono ben visibili resti di affreschi di diverse epoche mentre nel vestibolo puoi ammirare un bassorilievo di origine rinascimentale, che raffigura una Madonna con Bambino. 

Informazioni e orari – La cattedrale di San Cataldo è aperta tutti i giorni, dalle 8:30 alle 12:45, e dalle 16:30 alle 19:30. L’ingresso è gratuito.

Taranto, cosa vedere. Gli ipogei e la città sotterranea

Al di sotto della Città Vecchia ci sono testimonianze di numerosi insediamenti urbani di epoca tardo antica, ma anche medievale. Sono tutti ambienti ipogei, sicuramente creati per ricavare abitazioni o luoghi di culto, nonchè stanze di rimessaggio per le derrate alimentari. Con i materiali di scavo di questi ipogei sono poi stati creati i palazzi che ancora oggi popolano il centro storico. Questi ambienti si diramano sotto la città di Taranto creando una rete di cunicoli sotterranei davvero vasta e complessa collegata, con diversi sbocchi, anche al mare.

La funzione di questi ipogei è cambiata nel corso dei secoli, passando da abitazioni a frantoi, da luoghi di culto a depositi di carbone. Gran parte di questi reticoli sotterranei è visitabile, previo prenotazione, grazie all’ausilio delle guide specializzate dell’Associazione Filonide. 

Informazioni e orari – Per visitare gli ipogei e la Città Vecchia di Taranto puoi contattare la Guida Turistica Dott. Alessandro Ricci. 

Tel: 3335029991- Mail: aricci1977@alice.it

Visita il castello Aragonese di Taranto

Cosa vedere a Taranto in 1 giorno? Il Castello Aragonese, si trova proprio alla fine della “Ringhiera”, la strada che costeggia il mare e regala una vista straordinaria su tutto il golfo. La sua imponente struttura, edificata per proteggere il Mar Piccolo dalle invasioni e dagli attacchi pirateschi, è diventata simbolo della città e regala punti panoramici pazzeschi.

Il Castello nasce come fortezza difensiva, formata da alte e sottili torrette di avvistamento, usate anche per scacciare gli invasori con metodi che oggi riteniamo abbastanza arcaici, come le colate di olio bollente. La struttura che vedi oggi invece è il risultato di una grande opera di ricostruzione, voluta nel 1486 da Ferdinando I di Napoli che, per poter usare gli innovativi cannoni, aveva bisogno di torri più basse e forti. 

Taranto, cosa vedere in 1 giorno nella città dei due mari

Inizialmente le torri erano ben sette, ma tre di queste sono state abbattute per far posto al canale navigabile e, soprattutto, al Ponte Girevole. Oggi è gestito dalla Marina Militare. 

Non perderti una visita al suo interno, perchè custodisce tesori preziosi. Puoi infatti vedere la cappella di San Leonardo, risalente al periodo rinascimentale, la Cripta e la scalinata che porta fino al mare, costruita nel lontano 1800. Se sei un amante nel noir ti consiglio di fare un salto nella sala delle torture. Qui puoi notare un foro nel soffitto. Sai per cosa è stato realizzato? Per diffondere le urla dei poveri torturati in tutto il castello, in modo da far spaventare a morte gli altri prigionieri. 

Informazioni e orari – Il Castello Aragonese di taranto è aperto tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 19:00, su turni di un ora ciascuno. Prevede anche l’apertura serale, dalle 20:00 all’ 1:00. 

Per maggiori informazioni puoi chiamare il numero 0997753438 o mandare una mail: infocastelloaragonese@libero.it 

Raggiungi le Isole Cheradi

Sapevi che a Taranto ci sono tre piccoli isolotti?? Sono le Isole Cheradi e prendono il nome dal greco Choirades, traducibile in “promontorio”. L’isola di San Paolo, di San Pietro e di San Nicolicchio, attualmente proprietà della Marina Militare Italiana, sono oramai quasi scomparse e tra queste è possibile visitarne solo una, quella di San Pietro. Puoi raggiungerla con il traghetto che parte da Taranto, al costo di 11,50 € a persona. Il prezzo del biglietto comprende anche l’ingresso al lido della Marina Militare, dove puoi usufruire di bar e aree pic nic. Lungo la costa puoi fare snorkeling e lunghe nuotate immerso tra poseidonie, stelle marine e pesci mediterranei. Queste zone sono spesso battute da gruppi di delfini, facilmente avvistabili soprattutto dai ponti dei traghetti durante la traversata.

Taranto, cosa vedere. Passa qualche ora in compagnia dei delfini

Se ami questi curiosi cetacei e vorresti vederli nel loro habitat naturale puoi prenotare un’escursione al JDC, il Jonian Dolphin Conservation. Grazie a questa associazione, che tutela la porzione di mare del Golfo di Taranto, puoi partire per un tour in catamarano di circa sei ore, durate le quali navigherai lungo le coste della Puglia cercando di avvistare delfini.

Informazioni e orari – Il costo per un adulto è di 50,00 € mentre i ragazzi dai 4 agli 11 anni pagano 25,00 €. I bambini da 0 a 3 anni pagano solo 2,00 €. Il contributo economico va ad incrementare le finanze dell’associazione che monitora e sostiene il Taranto Doldhin Sanctuary, il primo rifugio per delfini del Mediterraneo. 

Taranto, cosa vedere. Il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale

Ti ho parlato brevemente della storia millenaria di Taranto, unica colonia spartana della Magna Grecia, ma se vuoi approfondire l’argomento devi assolutamante visitare il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale. Al suo interno sono custoditi preziosi ritrovamenti relativi al periodo ellenico, messapico, tardo arcaico, romano e medievale. La Testa di Donna è un pò il simbolo di questo museo, una scultura meravigliosa che ritrae una donna greca, dall’acconciatura impreziosita da un diadema.

Le antiche civiltà della zona infatti, se pur rurali, amavano adornarsi di ori e gioielli preziosi, molti dei quali sono stati ritrovati nelle tombe riemerse a Taranto e dintorni durante gli scavi archeologici. Queste ed altre preziose testimonianze della storia di Taranto ti aspettano al MarTa, un museo che apre le porte anche a bambini e ragazzi, grazie alla creazione di visite guidate specifiche per le loro età, ricche di laboratori multisensoriali e percorsi animati. 

Taranto, cosa vedere in 1 giorno nella "Città dei due mari". il MarTa

Il MarTA rappresenta il luogo ideale per trascorrere del tempo in famiglia. Lungo il percorso espositivo sono presenti postazioni dedicate ai più piccoli.

Informazioni e orari – Trovi il MarTa a Via Cavour 10. Il museo è aperto tutti i giorni, dalle 8:30 alle 19:30. Chiude solo il primo gennaio e il 25 dicembre. Il costo del bigliettto è di 9.00 € a persona. Per informazioni sui laboratori, sulle visite guidate e per prenotazioni puoi contattare il MarTa via mail all’indirizzo: man-ta@cultura.gov.it

 

 

 

 

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