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Maggio è il mese perfetto per esplorare i magnifici giardini, i caratteristici borghi e i tanti parchi d’Italia. In questo mese infatti il clima nella penisola è generalmente mite e piacevole. Le temperature cominciano a salire, ma non sono ancora troppo calde: è il momento perfetto per godersi il sole senza il caldo eccessivo dell’estate. In questo mese inoltre, molti luoghi turistici non sono ancora affollati come durante i mesi estivi. Questo significa che è possibile visitare monumenti, musei e attrazioni senza lunghe code e godersi un’esperienza più autentica e rilassata. Inoltre, i prezzi degli alloggi e dei trasporti tendono ad essere più convenienti rispetto alla stagione alta. Vediamo quindi dove andare a maggio in Italia, alla scoperta dei paesaggi più incantevoli, dalle coste bagnate dal mare cristallino alle colline punteggiate di vigneti e uliveti. Ogni regione del Bel Paese offre panorami mozzafiato che vale la pena esplorare.

Dove andare a maggio in Italia

Rilassati a Borghetto sul Mincio, nel Veneto

Se stai cercando un posto in cui passeggiare a passo lento godendoti meravigliosi scorci paesaggistici Borghetto sul Mincio è la meta perfetta per te. E’ un piccolo e affascinante borgo situato al confine tra Veneto e Lombardia. Nonostante le dimensioni ridotte, offre diverse attività e attrazioni interessanti da sperimentare durante il mese di maggio.

Il paesaggio intorno a Borghetto sul Mincio è caratterizzato dalla presenza del fiume Mincio e dalla sua rigogliosa vegetazione. Puoi affittare una bicicletta per te e per i membri della tua famiglia ed esplorare i sentieri ciclabili che seguono il corso del fiume, godendoti la tranquillità della natura e i panorami pittoreschi lungo il percorso. A pochi chilometri da Borghetto poi si trova Valeggio sul Mincio, un incantevole borgo medievale famoso per il suo ponte visconteo, per i suoi mulini ad acqua e i suoi canali pittoreschi. Fai una passeggiata lungo le rive del fiume, ammira i mulini meravigliosamente restaurati e assapora le specialità locali presso i ristoranti lungo l’acqua. Perdersi tra le strette stradine del centro storico di Valeggio sul Mincio è un’esperienza affascinante, fiabesca come poche. 

Esplora il Parco del Mincio

Nelle vicinanze trovi il Parco del Mincio, un’area naturale protetta che offre una grande varietà di habitat, dalla campagna aperta alle zone umide e ai boschi. Organizza un’escursione a piedi lungo i sentieri del parco, osservando la fauna selvatica e ammirando gli antichi mulini e i borghi medievali lungo il fiume.

La regione intorno a Borghetto sul Mincio è famosa poi per la produzione di ottimi vini, formaggi e salumi. Puoi approfittare della tua visita per degustare i prodotti locali presso le cantine vinicole e le fattorie della zona, scoprendo in questo modo i sapori autentici della cucina regionale.

Nei dintorni di Borghetto sul Mincio si trovano diversi castelli medievali che testimoniano la storia ricca e affascinante della regione. Non perderti il Castello di Valeggio sul Mincio o il Castello di Monzambano poichè esplorando le loro imponenti strutture e ammirando i panorami circostanti potrai fare incetta di cultura, storia e folklore locale.. A breve distanza da Borgetto sul Mincio trovi inoltre il Parco Giardino Sigurtà, perfetto per essere esplorato a maggio. In questo mese infatti la fioritura primaverile raggiunge il suo apice, colorando ogni angolo di tonalità meravigliose. Incontri infatti infatti i campi di tulipani, le aiuole di rose, i laghetti tranquilli e gli alberi secolari in fiore mentre passeggi per questo magnifico giardino.

Ammira la fioritura della piana di Castelluccio, in Umbria

La primavera in Italia porta con sé una fioritura spettacolare. I paesaggi si riempiono di colori con campi fioriti, giardini in fiore e alberi rigogliosi. È il momento ideale per ammirare la bellezza della natura e fare passeggiate tra i parchi, i giardini e le campagne italiane. Castelluccio di Norcia in questo periodo ti può regalare un’esperienza straordinaria e indimenticabile. Situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, questo piccolo borgo incantato è famoso per i suoi vasti campi fioriti, che si trasformano in un mare di colori durante la stagione primaverile. Tra la fine di maggio e l’inizio di luglio, i campi di Castelluccio di Norcia si riempiono di fiori selvatici, creando uno spettacolo mozzafiato. Papaveri, margherite, ranuncoli e dei campi coltivati a lenticchie dipingono la campagna con sfumature vibranti, attirando fotografi, artisti e amanti della natura da tutto il mondo.

La primavera è il momento perfetto per esplorare la bellezza naturale dei Monti Sibillini e dei dintorni di Castelluccio. Numerosi sentieri escursionistici conducono attraverso valli, creste e laghi alpini, offrendo panorami mozzafiato e l’opportunità di avvistare la flora e la fauna locali. Tra le escursioni più popolari sono quella al Lago di Pilato e quella alla Sibilla.

Dove andare a maggio in ItaliaTra maggio e giugno poi Castelluccio e i paesi circostanti celebrano le loro tradizioni e la loro cultura con una serie di eventi folkloristici e festività locali. La Festa della Fioritura ovviamente è uno degli eventi più attesi. I residenti celebrano l’arrivo della primavera con sfilate, musica dal vivo e degustazioni di prodotti tipici.

La primavera è anche il momento ideale per assaggiare la cucina tradizionale dell’Umbria e Castelluccio eccelle in campo gastronomico. Dai formaggi pecorini alle zuppe di legumi, passando per i salumi locali e i piatti a base di funghi, i ristoranti e le trattorie della zona offrono un’ampia selezione di prelibatezze culinarie da gustare. 

Se sei amante della fotografia e dell’arte, Castelluccio di Norcia offre infinite opportunità per catturare immagini mozzafiato e ispirare la creatività. I colori vivaci dei campi fioriti, combinati con la luce soffusa e i paesaggi suggestivi, forniscono uno scenario ideale per scatti indimenticabili.

Dove andare a maggio in Italia. E se la meta fosse la costa dei Trabocchi?

La costa dei trabocchi, situata lungo la costa adriatica dell’Abruzzo, è una delle zone più suggestive e affascinanti della regione. In primavera, questa zona si risveglia con il tepore del sole e offre una miriade di esperienze da vivere e luoghi da visitare. Questa costa prende il nome dalle costruzioni tipiche di legno che si protendono sul mare, anticamente utilizzate dai pescatori locali per la pesca: i trabocchi. Oggi queste caratteristiche strutture, completamente restaurate e portate a nuovo splendore, sono diventate deliziosi ristoranti panoramici, che offrono ai turisti esperienze gastronomiche degne di nota. Cosa c’è di più entusiasmante che gustare un piatto a base di pesce fresco in riva al mare? 

Visita la Riserva Naturale di Punta Aderci

La costa dei trabocchi inoltre è circondata da riserve naturali e parchi che offrono una vasta gamma di habitat naturali da esplorare. La Riserva Naturale di Punta Aderci, ad esempio, è un’area protetta con spiagge incontaminate, scogliere rocciose e una ricca flora e fauna. In primavera, i colori vivaci della natura si risvegliano e rendono queste riserve ancora più affascinanti.

La costa dei trabocchi infine è punteggiata da incantevoli borghi e città costiere che meritano una visita. Borghi come Vasto, Ortona e San Vito Chietino sono ricchi di storia, cultura e tradizioni locali. Passeggiare per le strette vie medievali, esplorare antichi castelli e ammirare l’architettura costiera sono solo alcune delle attività da fare in questi affascinanti luoghi.

Nel mese di maggio la costa dei trabocchi offre numerose opportunità per fare attività all’aria aperta, perfette per le famiglie con bambini. Puoi fare escursioni lungo i sentieri della costa, organizzare gite in bicicletta lungo le piste ciclabili panoramiche e puoi cimentarti in sport acquatici come il surf e il kayak. 

Raggiungi la Riviera dei Cedri, in Calabria

La Riviera dei Cedri, situata lungo la costa tirrenica della Calabria, è una delle gemme nascoste più preziose della regione. Le spiagge della Riviera dei Cedri, con la loro sabbia dorata e le acque cristalline, sono perfette per rilassarsi e prendere il sole in primavera. Da Praia a Mare a Scalea, ci sono numerose spiagge da scegliere, alcune delle quali offrono anche servizi come lettini, ombrelloni e in cui è possibile noleggiare attrezzature per praticare sport acquatici.

La Riviera dei Cedri è punteggiata da borghi e città storiche ricche di fascino e storia. Diamante, con i suoi murales colorati e le strette vie medievali, è un luogo da non perdere. Anche Belvedere Marittimo e Santa Maria del Cedro offrono scorci incantevoli e una lunga storia da scoprire, passo dopo passo. La Calabria poi è una terra ricca di natura incontaminata e paesaggi mozzafiato, e maggio è il mese perfetto per esplorarli. Lungo la Riviera dei Cedri ad esempio ci sono numerosi sentieri escursionistici che offrono viste spettacolari sul mare e sulle montagne circostanti. Il Parco Nazionale del Pollino, a breve distanza, offre una vasta gamma di percorsi escursionistici in cui camminare a stretto contatto con. la natura della zona. 

Dove andare a maggio in ItaliaLa cucina calabrese inoltre è famosa per la sua semplicità e autenticità, e la Riviera dei Cedri offre numerose opportunità per assaggiare le specialità locali. Non farti mancare portate a base di pesce fresco, come la frittura e la pasta con le sarde, e assaggia i formaggi e i salumi tipici dell’entroterra, accompagnati da buon vino locale. 

Vola ( nel vero senso della parola ) a Castelmezzano, in Basilicata

Sei mai stato a Castelmezzano? E’ un incantevole borgo situato tra le Dolomiti Lucane, in Basilicata, e offre non solo paesaggi naturali spettacolari ma anche una varietà di attività e esperienze uniche da fare. Una delle attrazioni più famose di Castelmezzano è infatti il “Volo dell’Angelo”. Questa emozionante esperienza ti permette di volare attraverso le valli e le montagne della regione sospeso su una fune d’acciaio, fino a raggiungere Pietrapertosa, un altro piccolo borgo incastonato nelle Dolomiti Lucane. Per effettuare il volo hai a disposizione due linee, una di 118 l’altra di 130 metri di lunghezza. Tutti e due i percorsi si trovano a una quota di 1020 metri di altezza. Inoltre durante il tragitto riesci a volare a circa 120 km orari, godendo di una vista mozzafiato dei panorami circostanti. È un’esperienza unica e indimenticabile da provare se sei un amante dell’avventura e degli sport adrenalinici. 

Le Dolomiti Lucane offrono poi numerosi sentieri escursionistici che permettono di esplorare la bellezza naturale della zona. A maggio, con la natura che si risveglia dalla stagione invernale, è il momento perfetto per fare escursioni e trekking tra le montagne, godendo dei panorami spettacolari e della ricchezza della flora e della fauna locali. Perdersi tra le strette stradine del borgo antico di Castelmezzano è un’esperienza affascinante.

Dove andare a maggio in Italia. Cerca i simboli dei Templari

Ammira quindi l’architettura tradizionale delle case di pietra, esplora le antiche chiese e scopri i segreti di questa località, legati all’Ordine dei Templari. Eh già…nel centro storico di Castelmezzano trovi numerose tracce del passaggio di questi famosi cavalieri, soprattutto raggiungendo la Rocca Templare, posta proprio sulla vetta della montagna su cui sorge il piccolo borgo medievale. La scalata è impegnativa ma una volta in cima puoi godere di una vista mozzafiato sulla vallata. 

La cucina lucana inoltre è ricca di sapori autentici e genuini, e Castelmezzano offre numerose opportunità per assaggiare le specialità locali. Dai piatti a base di carne alla ricca varietà di formaggi e salumi, passando per i dolci tradizionali, c’è qualcosa per soddisfare ogni palato, di grandi e piccini. Castelmezzano ospita anche un rinomato ristorante, suggerito dalla guida Michelin: Al becco della civetta. Qui puoi assaporare i piatti della tradizione lucana tramandati di generazione in generazione, preparati dalle mani di Antonietta Santoro, chef di fama nazionale.

Dove andare a maggio in Italia? A Siracusa!

Anche a Siracusa, città siciliana ricca di storia, cultura e bellezze naturali, ci sono molte cose interessanti da vedere e fare durante il mese di maggio. Il Parco Archeologico della Neapolis ad esempio è una delle principali attrazioni della città, e comprende il celebre Teatro Greco, l’Orecchio di Dionisio, l’Anfiteatro Romano e la Tomba di Archimede. In maggio, il clima mite rende piacevole visitare questi antichi siti e ammirare la ricchezza storica della città. Ortigia poi, il cuore pulsante di Siracusa, è un labirinto di strade medievali, piazze affascinanti e antichi monumenti. Passeggiare per le sue strette vie è un’esperienza unica, e qui puoi scoprire la vera essenza della Sicilia, tra tesori architettonici come il Duomo di Siracusa, la Fonte Aretusa e il Castello Maniace. In maggio il clima temperato rende ancora più piacevole esplorare questa affascinante isola.

A pochi chilometri da Siracusa si trova invece la Riserva Naturale di Vendicari, un’oasi di biodiversità che offre spiagge incontaminate, lagune costiere e una ricca fauna e flora. In maggio, è il momento perfetto per fare escursioni tra i sentieri naturali della riserva e godersi il mare cristallino e le spiagge di sabbia dorata.

dove andare a maggio in ItaliaRaggiungi la Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile

Sempre nel siracusano puoi raggiungere la Riserva Naturale Cavagrande del Cassibile, un’area protetta situata nella parte sud-orientale della Sicilia. Questo paesaggio mozzafiato, inciso dal fiume Cassibile nel corso di millenni, offre uno spettacolo naturale unico caratterizzato da canyon profondi, pareti rocciose, cascate, laghetti e vegetazione rigogliosa. La riserva è caratterizzata dalla presenza dei canyon del Cassibile, che si estendono per circa 10 chilometri e raggiungono profondità fino a 300 metri. Questi canyon, scolpiti dall’azione erosiva del fiume nel corso di milioni di anni, creano uno spettacolo naturale suggestivo e selvaggio. Le pareti rocciose sono caratterizzate da stratificazioni geologiche che testimoniano l’antica storia della regione.

Una delle attrazioni principali della riserva sono le piscine naturali che si formano lungo il corso del fiume. Queste pozze d’acqua cristallina, circondate da pareti rocciose, offrono l’opportunità di fare il bagno in un ambiente naturale spettacolare e rinfrescante. Molte di queste piscine sono accessibili solo attraverso sentieri escursionistici che attraversano il canyon.

La riserva offre una serie di sentieri escursionistici che consentono ai visitatori di esplorare il canyon, scoprire le sue attrazioni naturali e godere dei panorami spettacolari. Tra i sentieri più famosi vi sono il Sentiero delle Grotte, che conduce alle grotte scavate nella roccia, e il Sentiero delle Vasche, che permette di raggiungere le piscine naturali e le cascate.

L’accesso alla Riserva Cavagrande del Cassibile avviene attraverso diverse entrate, tra cui quella principale situata nei pressi del paese di Avola Antica. Ti consiglio di informarti anticipatamente sulle condizioni dei sentieri e delle piscine prima della visita, in quanto alcuni percorsi possono essere impegnativi e richiedere una buona preparazione fisica.

 

Nel cuore del Piemonte, a pochi chilometri daTorino, si erge un monumento alla grandezza e al lusso dei regnanti sabaudi: la Reggia di Venaria Reale. Questo sontuoso complesso architettonico, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1997, rappresenta uno dei più importanti esempi di residenza reale barocca in Europa. Con i suoi vasti giardini, le sue lussuose sale e la sua ricca storia, la Reggia di Venaria Reale attrae visitatori da tutto il mondo desiderosi di immergersi nella magnificenza dell’antica corte sabauda.

La Reggia di Venaria Reale

La storia della Reggia di Venaria Reale inizia nel XVII secolo, quando il Duca Carlo Emanuele II di Savoia decise di trasformare un modesto castello medievale in una residenza regale all’avanguardia. Il progetto di trasformazione fu affidato all’architetto Amedeo di Castellamonte, che iniziò i lavori nel 1658. Nel corso dei secoli successivi, la reggia subì numerosi interventi di ampliamento e ristrutturazione, diventando una delle più grandi e lussuose residenze reali d’Europa.

Il complesso architettonico della Reggia di Venaria Reale si estende su una vasta area di 80.000 metri quadrati e comprende la reggia stessa, i giardini alla francese, le scuderie, le serre, la cappella reale e molto altro ancora. La reggia, con la sua imponente facciata barocca, presenta una serie di sale magnificamente decorate, tra cui la Galleria di Diana, la Sala di Diana, la Sala delle Battaglie e la Camera di Lettura di Vittorio Amedeo II. Le sale sono ornate con affreschi, stucchi, arazzi e mobili d’epoca che testimoniano il gusto e lo sfarzo della corte sabauda.

Esplora le stanze della Reggia di Venaria Reale

La Sala di Diana è uno dei gioielli architettonici e artistici più interessanti della Reggia di Venaria Reale, situata nel piano nobile del complesso. Questa sala, ricca di decorazioni e simbolismi, rappresenta uno dei momenti più significativi e raffinati dell’intero percorso di visita della reggia. E’ stata realizzata durante i lavori di ampliamento e trasformazione dell’edificio avviati nel XVII secolo sotto la direzione dell’architetto Amedeo di Castellamonte. Questa sala, originariamente concepita come uno spazio di rappresentanza e ricevimento per la corte sabauda,  è caratterizzata da un’elegante armonia di forme e colori tipici dello stile barocco. Le pareti sono decorate con affreschi raffiguranti scene mitologiche e allegoriche, mentre il soffitto è adornato da una sontuosa volta a botte decorata con stucchi dorati e dipinti.

La caccia e la natura nella mitologia romana

Il tema principale di questa sala è legato alla dea Diana, divinità della caccia e della natura nella mitologia romana. Le pareti sono infatti decorate con affreschi raffiguranti scene di caccia e di vita campestre, mentre statue e bassorilievi rappresentano la figura della dea e dei suoi seguaci.

Oltre al tema della caccia però, la Sala di Diana è anche arricchita da numerosi simbolismi legati alla natura, all’armonia e alla grandezza della reggia stessa. Le decorazioni sono studiate nei minimi dettagli per trasmettere un senso di magnificenza e potere, tipico dell’arte barocca. Durante il periodo di massimo splendore della reggia, la Sala di Diana era utilizzata per ricevimenti, banchetti e feste di corte. Qui, nobili, aristocratici e ospiti illustri si riunivano per celebrare eventi importanti e per intrattenere gli ospiti con spettacoli di musica, danza e teatro.

Entra nella Galleria Grande

La Galleria Grande è un’altra sala dal grande valore storico e architettonico della Reggia di Venaria Reale. E’ stata realizzata durante i lavori di ampliamento e trasformazione della reggia avviati nel XVII secolo sotto la direzione dell’architetto Amedeo di Castellamonte. Questa sala, concepita come uno spazio di rappresentanza e ricevimento per la corte sabauda, doveva impressionare i visitatori con la sua grandiosità e la sua bellezza.

La Reggia di Venaria Reale a Torino. Consigli utili alla visitaL’architettura della Galleria Grande è caratterizzata da una maestosa volta a botte decorata con stucchi dorati, affreschi e dipinti. Le pareti sono adornate da colonne corinzie, statue marmoree e specchiere che riflettono la luce e creano un senso di profondità e grandezza. Le 44 finestre e le 22 aperture ovali che si trovano sulla volta a botte inoltre riempiono la Galleria di fasci di luce che esaltano i decori sulle pareti e si riflettono sui pavimenti lucidi di marmo posti a scacchiera. Il pavimento attuale non è quello originale, smontato e riutilizzato per la Galleria del Beaumont a Torino, ma ne riprende perfettamente il disegno, realizzato nel 1995 da Juvarra. 

La Galleria Grande rappresenta non solo un capolavoro dell’arte barocca, ma anche un importante testimonianza della storia e della cultura del Piemonte. Attraverso le sue decorazioni e le sue opere d’arte, la sala ci offre infatti uno sguardo privilegiato sulla vita e le aspirazioni della corte sabauda nel periodo barocco.

Visita la Cappella di Sant’Uberto

La Cappella di Sant’Uberto è il luogo di culto della Reggia di Venaria Reale, gioiello architettonico di Filippo Juvarra, e si trova al piano nobile dell’edificio. Questa cappella, dedicata a Sant’Uberto, patrono dei cacciatori, è ricca di storia, curiosità e dettagli artistici, tra cui alcuni interessanti effetti ottici. La Cappella è stata costruita nel XVII secolo come parte integrante della Reggia di Venaria Reale, durante il periodo di ampliamento e trasformazione del complesso sotto la direzione dell’architetto Amedeo di Castellamonte. Era originariamente concepita come luogo di culto per la famiglia reale sabauda e la corte, fornendo loro uno spazio dedicato alla preghiera e alla devozione religiosa.

Una delle curiosità più interessanti della cappella è legata agli effetti ottici presenti nelle sue decorazioni. Grazie all’uso sapiente di prospettive e illusioni ottiche, gli artisti sono riusciti a creare una sensazione di profondità e tridimensionalità nelle opere d’arte, dando l’impressione che le figure si muovano o che gli spazi si estendano oltre i confini fisici della cappella. Dopo esserti concentrato sulla tridimensionalità della statue e sulla bellezza degli stucchi dirigiti nel centro della cappella. Alza la testa e guarda attentamente la cupola sopra di te. Noti qualcosa di strano?? La cupola è finta! E’ dipinta con un effetto ottico che la fa sembrare vera. 

La Reggia di Venaria Reale a Torino. Consigli utili alla visitaFai un giro nella Regia Scuderia, il Bucintoro e le carrozze regali

La Scuderia Grande è un edificio storico situato all’interno della Reggia di Venaria Reale, nel complesso architettonico del Parco della Mandria. Questo imponente edificio, originariamente costruito per ospitare le scuderie reali, oggi ospita esposizioni temporanee e permanenti incentrate sull’arte, la storia e la cultura. E’ stata costruita nel XVII secolo come parte integrante della Reggia di Venaria Reale. Originariamente concepito come scuderie per i cavalli della corte sabauda, l’edificio è stato progettato dall’architetto Amedeo di Castellamonte seguendo uno stile architettonico barocco.

La Scuderia Grande presenta una facciata imponente e regale, caratterizzata da linee eleganti e proporzioni armoniose. Le sue dimensioni monumentali e la sua architettura sontuosa testimoniano il lusso e lo sfarzo della corte sabauda.

All’interno della Scuderia Grande trovi lo splendido Bucintoro, una lussuosa imbarcazione da parata, fatta realizzare a Venezia da Vittorio Amedeo agli inizi del 1700. Ad oggi è l’unico esemplare rimasto al mondo ed è presentato al pubblico per intero, con alberi, vele e remi originali dell’epoca. Puoi poi ammirare, passeggiando, le sontuose carrozze reali dei Savoia, nonchè la famosa Carrozza di Napoleone, accuratamente restaurata. 

Passeggia nei giardini reali

I giardini alla francese della Reggia di Venaria Reale, progettati dal celebre paesaggista André Le Nôtre, sono un altro punto forte del complesso. Con le loro geometrie perfette, le loro fontane, le loro statue e i loro viali alberati, i giardini offrono agli visitatori un’esperienza di bellezza e tranquillità. Sono suddivisi in Parco Alto e Parco Basso, ed entrambi ti offrono un’esperienza unica immersa nella natura e nella bellezza paesaggistica della Reggia, pur avendo caratteristiche e atmosfere leggermente diverse. Al loro interno trovi preziose installazioni artistiche, una deliziosa gelateria e un fornito ristorante con annesso bar, che vanta tavolini anche all’aperto. 

Esplora il Parco Alto

Il Parco Alto è il nome dato alla vasta area verde che circonda la Reggia di Venaria Reale. È caratterizzato da ampi prati, alberi secolari e percorsi pedonali che si estendono su un’area di circa 60 ettari. Parte del Parco Alto è costituito dai magnifici Giardini alla Francese, progettati dal su citato André Le Nôtre, famoso paesaggista di corte. Questi giardini si distinguono per le geometrie perfette, le fontane e le sculture che li decorano. Oltre ai giardini formali, il Parco Alto include anche ampie aree boschive e sentieri naturalistici che si snodano tra gli alberi, e ti permettono di esplorare la flora e la fauna locali. Dall’alto del Parco Alto è possibile godere di splendide vedute panoramiche sulla Reggia e sui dintorni circostanti. 

La Reggia di Venaria Reale a Torino. Consigli utili alla visitaScendi nel Parco Basso

Il Parco Basso, invece, si estende lungo il lato sud della Reggia di Venaria Reale ed è caratterizzato da un’atmosfera più tranquilla e intima. E’ punteggiato da boschetti, laghetti e ruscelli che contribuiscono a creare un ambiente naturale suggestivo e rilassante. È un luogo ideale per una passeggiata tranquilla o per una pausa all’ombra degli alberi. Il Parco Basso offre inoltre una serie di percorsi pedonali che permettono ai visitatori di esplorare l’area e di scoprire angoli nascosti e suggestivi. Questi percorsi sono ideali per chi desidera immergersi nella natura e godere della tranquillità del luogo. All’interno del Parco Basso si trovano anche alcuni giardini tematici, come il Giardino delle Piante Aromatiche e il Giardino delle Rose, che offrono una varietà di piante e fiori da ammirare e scoprire, nonchè una serie di piscine rettangolari, chiamate “Peschiera”, in cui stagnano cigni e papere. 

Ammira la Fontana d’Ercole

Nel Parco Basso non puoi non rimanere abbagliato dalla maestosità della Fontana d’Ercole. La monumentale struttura, realizzata tra 1669 e 1672 su progetto di Amedeo di Castellamonte, collegava il Parco Alto con il parco sottostante. Sono ancora ben visibili le mura antiche, in cui sono scavate piccole nicchie e grotte che contengono sculture in marmo, decorate con mosaici di conchiglie, coralli e cristalli. Le statue circondavano la grande vasca originale in cui confluiva l’acqua proveniente da diverse fonti naturali, e che creava giochi ed effetti sonori accattivanti. Anticamente la fontana portava nel centro una statua che rappresentava una testa dell’Idra imprigionata tra le caviglie di Ercole, opera di Bernardo Falconi. Non mancavano altre figure mitologiche. La fontana è stata poi demolita a metà del 1700, restaurata e riaperta nel 2022. 

La Reggia di Venaria Reale a Torino. Consigli utili alla visitaCome raggiungere la Reggia di Venaria da Torino

La Reggia di Venaria Reale si trova a circa 10 km a nord-ovest di Torino. Puoi arrivarci in auto, prendendo la tagenziale nord di Torino, A55, uscendo in direzione di Venaria Reale. Proprio all’ingresso del paese trovi un grande parcheggio a pagamento dove lasciare l’auto.

Se vuoi raggioungere la Reggia di Venaria in treno invece, dalla stazione di Torino Porta Nuova o da Porta Susa puoi prendere la linea SFM3, direzione Ceres e scendere alla stazione di Venaria Reale. Da qui puoi raggiungere il palazzo a piedi in pochi minuti. Sempre dalla stazione di Porta Susa puoi inoltre prendere l’autobus numero 11 o 72 GTT che ti porta fino alla fermata “Venaria Reale-Reggia”.

Se sei uno sportivo puoi optare per raggiungere la Reggia in bicicletta. Venaria Reale infatti fa parte del percorso ciclabile dedicato alle residenze Reali del Piemonte.

Orari e prezzi

Il biglietto d’ingresso alla Reggia di Venaria Reale include l’accesso alla reggia, ai giardini e alle mostre temporanee. I prezzi variano a seconda della tipologia di visita e della disponibilità di riduzioni per studenti, anziani e gruppi.

La Reggia di Venaria Reale è aperta dal martedì alla domenica, dalle 9:30 alle 17:00. Il giorno di chiusura ufficiale è il lunedì. Il sabato e la domenica e nei giorni festivi la chiusura è alle 18:30. Gli orari di apertura possono variare a seconda della stagione e degli eventi in corso, quindi è consigliabile controllare il sito web ufficiale della Reggia di Venaria per gli orari aggiornati prima della visita. 

Consigli per la visita e punti di ristoro

Pianifica la tua visita alla reggia di Venaria con anticipo per assicurarti di vedere tutto ciò che ti interessa. La Reggia e i suoi giardini sono estesi e richiedono tempo per essere esplorati.

Indossa quindi scarpe comode poiché potresti dover camminare parecchio per visitare tutti i siti all’interno e all’esterno della Reggia e dei giardini. Porta con te acqua e protezione solare durante i mesi estivi, poiché il sole può essere forte. Non dimenticare cappellini per i bambini. Nella Reggia inoltre trovi due bar dove fare uno spuntino ristoratore, uno dei quali vanta una bellissima terrazza affacciata proprio sui giardini reali. Se sei amante del buon cibo invece puoi prenotare un tavolo presso Il dolce Stil Novo, uno dei ristoranti più famosi d’Italia segnalato con una stella Michelin, che si trova proprio nella Reggia sabauda. 

Alla Reggia di Venaria è consentito l’accesso agli amici a 4 zampe. I cani possono visitare i giardini insieme ai padroni se tenuti a guinzaglio. Possono accedere alla Reggia invece se tenuti nel trasportino. Nella Reggia trovi anche una sala dedicata alle famiglie e all’allattamento, un luogo tranquillo dedicato alla cura e al benessere dei bambini. Trovi all’interno stazioni per il cambio pannnolino, poltrone per allattare in tranquillità, libri e piccoli giochi per intrattenere i bambini più grandicelli. 

Perchè visitare la Reggia di Venaria Reale

Durante il suo periodo di massimo splendore, la Reggia di Venaria Reale era il centro della vita sociale e politica della corte sabauda. Qui, nobili e aristocratici si riunivano per balli, ricevimenti, cene sontuose e spettacoli teatrali. La reggia ospitava anche importanti eventi politici e diplomatici, come i congressi internazionali e le visite di capi di stato stranieri.

La Reggia di Venaria Reale è oggi un importante luogo culturale e turistico, con migliaia di visitatori che affollano le sue sale e i suoi giardini ogni anno. Il complesso offre una vasta gamma di visite guidate, mostre temporanee, eventi culturali e attività per famiglie, che permettono ai visitatori di immergersi completamente nella storia e nell’arte della reggia. 

La Reggia di Venaria Reale è molto più di una semplice residenza reale: è un monumento alla grandezza e al potere dei regnanti sabaudi, un capolavoro dell’architettura e del design barocco e un luogo di bellezza e ispirazione per generazioni di visitatori. Con la sua storia affascinante, la sua architettura maestosa e i suoi meravigliosi giardini, la Reggia di Venaria Reale rimane un simbolo di orgoglio e identità per il popolo piemontese e una destinazione imperdibile per chiunque desideri scoprire il fascino della regione.

Nel cuore della vivace città di Torino, tra il maestoso fiume Po e le storiche vie del centro, si estende un’oasi di tranquillità e bellezza: il Parco del Valentino. Con i suoi paesaggi incantevoli, le sue attrazioni culturali e le sue numerose attività all’aperto, questo parco secolare offre agli abitanti della città e ai visitatori un rifugio perfetto per una pausa rilassante e rigenerante dalla frenesia della vita urbana. In questo articolo puoi conoscere nel dettaglio cosa fare e cosa vedere nel Parco del Valentino, scoprendo le sue bellezze naturali, storiche e culturali.

 

Il Parco del Valentino a Torino

Il Parco del Valentino, situato lungo la riva sinistra del fiume Po, è uno dei più antichi e grandi parchi pubblici della città di Torino. La sua storia risale al XVII secolo, quando nasce come parco di caccia per la famiglia reale dei Savoia. Nel corso dei secoli successivi, il parco subisce numerosi interventi di ristrutturazione e ampliamento, diventando un luogo amato dai torinesi e un’importante attrazione turistica per i visitatori della città.

Visita il Castello del Valentino

Una delle attrazioni più iconiche del parco è indubbiamente il Castello del Valentino, un maestoso palazzo rinascimentale che risale al XVI secolo. Attualmente sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, il castello è aperto al pubblico durante eventi speciali e offre visite guidate che permettono ai visitatori di esplorare le sue sale affrescate, i suoi giardini storici e la sua architettura mozzafiato.

L’edificio risale al XVI secolo ed è stato commissionato dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia al fine di usarlo come residenza estiva. La costruzione del castello inizia nel 1630 sotto la supervisione dell’architetto Carlo di Castellamonte, ma è completata solo sotto la guida di Amedeo di Castellamonte. Negli anni ha subito diverse modifiche e numerosi ampliamenti, alcuni dei quali progettati e supervisionati dal famoso architetto Filippo Juvarra. 

Nel corso dei secoli il castello ha ospitato diversi membri della famiglia reale dei Savoia e ha svolto diverse funzioni, tra cui quella di residenza reale. E’ stato inoltre sede del Collegio dei Nobili e poi sede della Facoltà di Agraria e Veterinaria dell’Università di Torino. Oggi il Castello del Valentino è parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Perchè si chiama Castello del Valentino?

Il Castello del Valentino prende il nome dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia, soprannominato appunto “Valentino”. Emanuele Filiberto di Savoia fu Duca di Savoia dal 1553 al 1580 e Principe di Piemonte dal 1563 al 1580. Durante il suo regno, il Duca decise di costruire una residenza estiva nei pressi del fiume Po, che poi divenne il Castello del Valentino. Il soprannome “Valentino” era un termine di affetto e rispetto utilizzato dai suoi sudditi e seguaci, e venne adottato anche per identificare il castello da lui commissionato e quindi il parco che lo contiene.

Il Parco del Valentino a Torino. Cosa fare, cosa vedere, come arrivare.Orari e informazioni utili alla visita

Il Castello del Valentino è aperto al pubblico solo in occasioni speciali, durante eventi e mostre. Durante tali occasioni, è possibile visitare le sale affrescate del castello, ammirare gli splendidi giardini all’italiana circostanti e scoprire la storia e l’architettura della struttura attraverso visite guidate.

Ti consiglio di verificare in anticipo il programma degli eventi sul sito ufficiale del Politecnico di Torino o presso l’ufficio del turismo locale per essere aggiornato sulle date e gli orari di apertura al pubblico del castello.

Passeggia tra i giardini e i laghetti del parco

Il Parco del Valentino è attraversato da pittoreschi sentieri, vialetti alberati e ampi prati verdi, ideali per passeggiate rilassanti, picnic in famiglia e sessioni di yoga all’aperto. Il laghetto artificiale, circondato da salici piangenti e piante acquatiche, è un luogo perfetto per rilassarsi e per godersi la tranquillità della natura. I Giardini del Parco del Valentino a Torino sono un’oasi di verde nel cuore della città, ricchi di una varietà di piante e animali che contribuiscono a creare un ambiente naturale e piacevole per i visitatori.

Puoi passeggiare tra numerosi alberi secolari, tra cui platani, olmi, querce e tigli, che offrono ombra e frescura durante le calde giornate estive. Lungo i viali e nei giardini del parco inoltre è possibile trovare una vasta gamma di piante ornamentali, tra cui fiori colorati, arbusti decorativi e piante rampicanti, che aggiungono colore e bellezza al paesaggio. Il parco include anche giardini all’italiana, caratterizzati da disegni geometrici e bordure di siepi, con piante come cipressi, lavanda e cespugli di rose che contribuiscono a creare un’atmosfera elegante e raffinata. Lungo le rive del fiume Po e nei laghetti artificiali del parco è invece possibile trovare una varietà di piante acquatiche, come ninfee, giunchi e canne, che forniscono habitat e cibo per una varietà di animali acquatici.

Il Parco del valentino a Torino. come arrivare, cosa fare e cosa vedere con i bambini. Ammira le specie animali che popolano il parco

I giardini del Parco del Valentino sono abitati da tante varietà di uccelli, tra cui piccioni, merli, pettirossi e cince, che si possono osservare mentre volano tra gli alberi e si posano sui rami. Nei laghetti è comune avvistare anatre, germani reali e cigni che nuotano placidamente nelle acque o si riposano sulle rive.

Il parco è anche popolato da una varietà di insetti, tra cui farfalle, api e coleotteri, che svolgono un ruolo importante nell’impollinazione delle piante e nell’equilibrio degli ecosistemi. Nei laghetti e nei canali del parco è possibile trovare diverse specie di pesci, come carpe e persici reali, che popolano le acque e contribuiscono alla biodiversità dell’ambiente acquatico, nonchè tartarughe in cerca di pietre calde su cui fare incetta di vitamina D. 

Passeggiando nel parco ti capiterà di incontrare numerosi scoiattoli, acciottolati sugli alberi o in cerca di ghiande. Sono abituati alle persone e molto socievoli, ma attenzione ai morsetti! Se indispettiti possono diventare leggermente aggressivi. 

Scatta foto nei luoghi iconici del Parco del Valentino a Torino

Il Parco del Valentino a Torino è ricco di punti fotografici suggestivi, che offrono l’opportunità di catturare la bellezza e l’atmosfera unica di questo luogo incantevole. Ecco alcuni dei punti fotografici più iconici all’interno del parco:

  • Fontana dei 12 mesi: Questa imponente fontana neoclassica è circondata da statue allegoriche che rappresentano i dodici mesi dell’anno, è impreziosita da bellissime cascate e vasche d’acqua. Puoi scattare foto della fontana giocando con le luci e le ombre che si riflettono sull’acqua oppure posizionarti davanti la statua che rappresenta il tuo mese di nascita, e lasciarti scattare una foto super instagrammabile!
  • Giardini all’italiana: I giardini all’italiana, con i loro disegni geometrici, le siepi e le aiuole fiorite, offrono molti spunti fotografici interessanti. Puoi scattare foto dei colorati fiori e delle piante ornamentali, così come degli eleganti sentieri e dei giochi d’acqua presenti nei giardini.
  • Laghetto e Ponte dell’Amore: Il laghetto artificiale e il Ponte dell’Amore offrono uno sfondo romantico e pittoresco per le tue foto. Puoi scattare foto delle acque tranquille del laghetto, dei cigni che nuotano o del ponte decorato con luci e decorazioni.
  • Pozzo del ranocchio innamorato: Passeggiando tra i giardini del parco incontrerai un simpatico ranocchio in cerca di baci d’amore che possano trasformarlo in un principe. Si trova nel secchio d’acciaio sul pozzo del giardino ed è un perfetto angolino in cui scattare foto simpatiche. Guarda attentamente nella bocca del rospo…vedrai che la sua lingua è composta da petali di rose rosse!
  • Lampioni innamorati: Vicino il pozzo del ranocchio trovi una panchina davvero molto particolare. Comodamente seduti a guardare il via vai del parco infatti ci sono due lampioni! Sembrano proprio due piccioncini in cerca di privacy! Ti permettono però di scattare qualche foto seduto accanto a loro, quindi approfitta!
  • Veduta sul fiume Po: Il Parco del Valentino offre anche vedute panoramiche sul fiume Po, che possono essere catturate da diversi punti all’interno del parco. Puoi scattare foto delle acque del fiume, dei ponti che lo attraversano e delle sponde alberate che lo contornano.

Parco del Valentino a Torino. Visita il borgo medievale

Uno dei gioielli nascosti del Parco del Valentino è il Borgo Medievale, una fedele ricostruzione di un antico borgo medievale piemontese. Con le sue case in pietra, le strade lastricate e le botteghe artigianali, il borgo offre ai visitatori l’opportunità di fare un viaggio nel tempo e di immergersi nella vita quotidiana del Medioevo.

Questa affascinante ricostruzione di un antico borgo medievale cattura l’immaginazione e l’interesse di chiunque lo visiti, offrendo un’esperienza unica e coinvolgente ricca di storia, architettura e cultura. Varcando infatti le porte del Borgo Medievale sei trasportato indietro nel tempo, al periodo medievale, quando le città erano circondate da mura, le strade erano lastricate di ciottoli e le case erano costruite in pietra. La ricostruzione accurata e dettagliata del borgo offre un’opportunità unica di immergerti nella vita quotidiana del Medioevo, esplorando le stradine tortuose, le botteghe artigianali e le dimore dei contadini e dei mercanti.

Il Borgo Medievale è stato progettato e costruito all’inizio del XX secolo in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884. L’architetto Alfredo d’Andrade fu incaricato di creare una fedele ricostruzione di un borgo medievale piemontese, utilizzando materiali e tecniche tradizionali dell’epoca. Il risultato è dunque un complesso architettonico affascinante e autentico, caratterizzato da case in pietra, torri di guardia, stradine lastricate e mura fortificate.

Cosa puoi vedere all’interno del borgo medievale?

All’interno del Borgo Medievale puoi esplorare numerose attrazioni e punti di interesse. Trovi ad esempio la Casa del Fabbro, che è una delle case più caratteristiche del borgo. Ospita una bottega artigianale dove è possibile vedere il fabbro all’opera mentre oggetti di metallo con tecniche tradizionali. Lungo le strade del borgo si trovano altre botteghe artigianali dove è possibile acquistare oggetti fatti a mano, come ceramiche, tessuti, gioielli e oggetti in legno intagliato. La chiesa romanica del borgo rappresenta invece un punto focale, con la sua architettura semplice ma suggestiva e gli affreschi medievali che adornano le pareti interne. Puoi inoltre visitare le torri di guardia del borgo, che offrono una vista panoramica sui paesaggi circostanti, consentendoti di immaginare la vita dei guardiani medievali che sorvegliavano il territorio.

Il Borgo Medievale ospita regolarmente eventi e attività che coinvolgono i visitatori e li trasportano ancora di più nel periodo medievale. Tra le attività più popolari vi sono le rappresentazioni teatrali, i tornei cavallereschi, i mercatini medievali e le feste a tema, che offrono un’opportunità unica di vivere e respirare l’atmosfera del Medioevo.

Orari e informazioni utili alla visita

Al momento il Borgo Medievale del parco del Valentino è chiuso al pubblico per via dei lavori di riqualificazione del “Progetto Torino, il suo parco, il fiume: memoria e futuro”. La chiusura dei cantieri è prevista per giugno 2026. Puoi però ammirare qualche scorcio del borgo passeggiando nel Parco.

Ammira la Fontana dei dodici mesi

Al centro del parco si trova la Fontana dei 12 Mesi, un’imponente fontana neoclassica che rappresenta i dodici mesi dell’anno. Circondata da statue allegoriche, vasche e giochi d’acqua, la fontana è una delle attrazioni più suggestive del parco e offre uno spettacolo incantevole soprattutto durante i caldi mesi estivi.

La Fontana dei Dodici Mesi è stata realizzata nel 1856 dall’architetto Carlo Ceppi, su commissione di Vittorio Emanuele II di Savoia, durante i lavori di abbellimento del Parco del Valentino. L’ispirazione per la fontana venne dalla Fontana dei Dodici Mesi situata nel Parco di Schönbrunn a Vienna, in Austria. 

Il Parco del Valentino a Torino. Cosa fare, cosa vedere, come arrivare.La Fontana dei Dodici Mesi è costituita da una grande vasca circolare, al centro della quale si erge una colonna ornata con sculture allegoriche e dodici figure che rappresentano ciascun mese dell’anno. Le dodici figure, scolpite in marmo bianco di Carrara, sono caratterizzate da abiti e attrezzi tipici di ogni stagione e mese, dalle foglie autunnali di ottobre ai fiori primaverili di aprile. Le statue sono disposte in modo che ciascuna guardi verso il punto cardinale corrispondente al mese che rappresenta, con la figura di gennaio che guarda a nord e quella di dicembre che guarda a sud. Le sculture inoltre sono accompagnate da simboli che rappresentano le attività e le caratteristiche tipiche di ciascun mese, come frutta, fiori, strumenti agricoli e animali.

Entra nell’orto botanico

Nel cuore del Parco del Valentino trovi inoltre un tesoro ricco di biodiversità: l’Orto Botanico. La sua è una lunga storia, che risale al XIX secolo. E’ stato fondato infatti nel 1729 dal Re Vittorio Amedeo II di Savoia, con lo scopo di coltivare piante medicinali per le esigenze della corte reale. Nel corso dei secoli successivi, l’orto botanico ha subito diversi cambiamenti e trasformazioni. E’ diventato in fine un centro di ricerca scientifica e conservazione della biodiversità vegetale.

L’Orto Botanico del Parco del Valentino svolge infatti un ruolo fondamentale nella conservazione e nello studio delle piante. Contribuisce inoltre alla preservazione della biodiversità vegetale e alla promozione della ricerca scientifica. La sua missione principale è quella di collezionare, conservare, studiare e divulgare le piante, sia quelle native che quelle esotiche, al fine di promuovere la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza della natura e della biodiversità.

Cosa vedere al suo interno?

  • Serre Tropicali: Le serre tropicali ospitano una vasta gamma di piante esotiche provenienti dalle regioni tropicali del mondo. Qui è possibile ammirare piante come orchidee, felci, palme e piante carnivore, immergendosi in un ambiente lussureggiante e ricco di colori.
  • Giardino delle Piante Medicinali: Questo giardino presenta una collezione di piante medicinali, utilizzate tradizionalmente per scopi terapeutici e curativi. Attraverso pannelli informativi e tour guidati, puoi imparare di più sulle proprietà delle piante e sui loro usi nella medicina tradizionale.
  • Giardino delle Piante Alpine: In questo giardino puoi imparare a riconoscere una vasta varietà di piante che crescono nelle regioni alpine del mondo. Tra le rocce e i ruscelli artificiali, è possibile ammirare piante alpine come edelweiss, rododendri e genziane, scoprendo l’ecosistema unico e delicato delle montagne.
  • Sentieri e Percorsi: L’Orto Botanico ha anche sentieri e percorsi panoramici che ti permettono di esplorare l’area circostante e di godere di viste panoramiche sulla città di Torino.

Orari e informazioni per la visita

L’Orto Botanico del Parco del Valentino è aperto al pubblico solo il sabato, la domenica e i festivi a partire dal primo fine settimana di aprile fino al primo fine settimana di novembre.

Il Biglietto di ingresso costa 5,00 € a persona. Per i bambini dai 6 ai 12 anni, per i disabili e per gli over 65, nonchè per i possessori di Torino+Piemonte Card vale il biglietto ridotto, al costo di 3,00 €. Entrano gratuitamente i possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte, i bimbi sotto i 6 anni e gli accompagnatori dei disabili. 

Il pagamento può essere effettuato solo in contanti!

 

Il Parco del Valentino di Torino. Cosa fare con i bambini

Oltre a esplorare le sue attrazioni storiche e culturali, il Parco del Valentino offre numerose attività ricreative adatte ai visitatori di tutte le età. Ecco alcune delle attività più popolari da fare nel parco, adatte anche ai bambini.

Puoi noleggiare bici e fare passeggiate

Il parco è perfetto per essere esplorato in bicicletta o a piedi. Vanta una rete di sentieri e piste ciclabili che attraversano il paesaggio naturale e offrono viste panoramiche sul fiume Po e sulla città di Torino. È possibile noleggiare biciclette presso i numerosi noleggi presenti all’interno del parco o portare la propria bicicletta e partire per un’avventura all’aria aperta.

Puoi fare un Picnic 

Con le sue ampie distese di prati verdi e zone ombreggiate, il Parco del Valentino è il luogo ideale per organizzare un picnic in famiglia, un pranzo al sacco con gli amici o semplicemente distendersi sull’erba e godersi il sole. Numerose panchine e aree attrezzate sono disponibili per rilassarsi e prendersi una pausa dal trambusto della città. Tanti i chioschi in cui prendere un gelato o mangiare un panino con vista sul fiume Po. 

Puoi noleggiare un risciò

Nel Parco del Valentino puoi noleggiare i risciò, le famose bici a tre o a sei posti perfette per chi viaggia con la famiglia. Oltre ai classici modelli a pedali nel parco trovi anche i risciò ad energia elettrica, con pedalata assistita. Perfetti per i pigroni e per chi ha difficoltà motorie, nonchè per trasportare i bambini con estrema facilità. 

Partecipa agli eventi e alle manifestazioni in programma

Il Parco del Valentino è anche il luogo di numerosi eventi culturali, concerti, mostre e manifestazioni che si svolgono durante tutto l’anno. Tra gli eventi più popolari vi sono il Salone dell’Auto di Torino, il Salone del Libro, il Torino Comics e il Festival della Creatività. Un motivo in più per programmare la tua visita a Torino in anticipo, tenendo conto della manifestazione che più si adatta alle tue esigenze!

Il Parco del Valentino a Torino. Come arrivare

Il Parco del Valentino è facilmente accessibile da diverse parti di Torino grazie ai numerosi mezzi di trasporto disponibili nella città. Il tram è il mezzo più comodo per raggiungere quest’area verde. Le linee di tram 9 e 16 passano vicino al parco lungo il corso Vittorio Emanuele II, con fermate vicine all’ingresso principale del parco.

Ci sono poi diverse linee di autobus che servono il Parco del Valentino. Le linee 6, 18, 42 e 61 hanno fermate vicine al parco lungo viale Virgilio. Anche se non c’è una stazione della metropolitana direttamente vicino al Parco, è possibile utilizzare la metropolitana per raggiungere le fermate più vicine e poi prendere un tram o un autobus per raggiungere il parco.

In Bicicletta

Torino è una città molto bike-friendly e offre numerose piste ciclabili che conducono al Parco del Valentino. È possibile noleggiare biciclette in diverse stazioni bike-sharing presenti in città o utilizzare il proprio mezzo per raggiungere il parco. Una volta arrivati, ci sono anche punti di ancoraggio per le biciclette all’interno del parco.

In Auto

Se preferisci utilizzare l’auto, è possibile raggiungere il Parco del Valentino attraverso le principali strade che attraversano la città. Il parco dispone di ampi parcheggi lungo le strade circostanti e in prossimità dell’ingresso principale. Tuttavia, è importante tenere presente che il traffico può essere intenso in determinati momenti della giornata e che il parcheggio potrebbe essere limitato durante eventi speciali o festività.

A Piedi

Infine, per chi si trova nelle vicinanze, il Parco del Valentino è facilmente accessibile a piedi da diverse parti della città, visto che non è lontano dal centro storico. È possibile raggiungere il parco attraverso i numerosi sentieri pedonali che lo attraversano o passeggiando lungo le strade circostanti. 

In generale, ci sono molte opzioni per arrivare al Parco del Valentino di Torino, che si tratti di trasporto pubblico, bicicletta, auto o a piedi. Scegliere il metodo più adatto dipende dalle proprie preferenze personali, dalla distanza da percorrere e dalle condizioni del traffico.

La Repubblica di San Marino è una piccola nazione situata completamente all’interno dell’Italia, conosciuta come una delle repubbliche più antiche ancora esistenti al mondo. Vanta una storia di oltre 1.700 anni e, nonostante le sue dimensioni ridotte, San Marino offre alcune attrazioni da visitare davvero interessanti, perfette per ogni tipologia di viaggiatore, e puoi scoprirle in questo articolo. Ti racconto infatti cosa vedere a San Marino con i bambini in mezza giornata, tra arte, storia e musei stravaganti.

Cosa vedere a San Marino con i bambini

Questa piccola nazione pende il nome dal suo santo fondatore, Marino, che secondo la leggenda era un tagliapietre cristiano proveniente dalla Dalmazia, una regione dell’attuale Croazia. La leggenda narra che Marino, per sfuggire all’imperatore romano Diocleziano, ha trovato rifugio sul Monte Titano, dove nel 301 d.C. fonda una comunità cristiana. Il paese ha quindi preso il nome da questo santo in riconoscimento del suo ruolo nella fondazione della repubblica. La scelta di chiamare la nazione con il nome del suo fondatore santo riflette il legame tra la storia religiosa e la fondazione del paese.

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di San Marino è caratterizzata da strade acciottolate, affascinanti piazze e una vista spettacolare sulla campagna circostante. L’ordine e la pulizia sono le prime cose che noti durante la tua passeggiata, costeggiata da numerosi negozio Duty free, dove è possibile acquistare una varietà di prodotti senza dover pagare le tasse di importazione e dazi doganali. Puoi acquistare infatti sigarette, tabacco e liquori a prezzi competitivi ma puoi anche trovare numerose offerte sui cosmetici, sui gioielli e sugli occhiali da sole. Non mancano poi i classici negozi di souvenir, dove comprare piccoli regali legati alla storia della Repubblica di San Marino. Il centro storico di San Marino è completamente chiuso al traffico, perfetto quindi per passeggiare in tutta serenità con i bambini. 

Esplora Piazza della Libertà

Il fulcro della vita politica e sociale della Repubblica di San Marino è Piazza della Libertà, che ospita diversi edifici importanti, tra cui il Palazzo Pubblico, la Basilica di San Marino e la statua di San Marino. La Piazza della Libertà è anche un punto panoramico che offre viste spettacolari sulla campagna circostante e sulla costa adriatica. Al centro di essa svetta la Statua della Libertà, opera dell’artista Stefano Galletti e da sempre simbolo della grande indipendenza della Repubblica di San Marino.

Qui trovi il Palazzo Pubblico, risalente al 1894. E’ l’edificio che racchiude diverse sedi politiche, come il Consiglio Grande e Generale e il Congresso di Stato, nonchè il famoso Consiglio dei XII, l’organo istituzionale composto da dodici membri, responsabile dell’esecuzione delle leggi, della gestione degli affari esteri, della difesa e dell’ordine pubblico. Ha anche il compito di amministrare le finanze dello Stato. Il Consiglio dei XII è particolarmente coinvolto negli affari esteri e nella difesa del paese. San Marino, pur essendo un piccolo Stato, ha una lunga tradizione di neutralità e coopera con altre nazioni in diversi contesti internazionali. Durante la stagione estiva in questa piazza puoi assistere al Cambio della Guardia, ogni 30 minuti. Un evento imperdibile se viaggi con i bambini. 

Visita la Basilica di San Marino

La basilica di San Marino è la principale chiesa della città, situata nella Piazza della Libertà. E’ dedicata a San Marino, il fondatore della Repubblica, e contiene opere d’arte religiosa notevoli. Porta incisa sulla facciata, regale e maestosa, un’iscrizione latina dedicata proprio al fondatore della città, su cui c’è scritto: “Divo. Marino. Patrono. Et Libertatis. Avctori. Sen. PQ”. Gli interni della Basilica sono divisi in tre navate decorate da colonne corinzie e sull’altare principale è conservata la statua di San Marino. Le reliquie del santo invece sono conservate al di sotto dell’altare maggiore, nella pieve, in un ossario in argento che raffigura il volto del fondatore, Marino.

Cosa vedere a San Marino con i bambini

Cosa vedere a San Marino con i bambini. Entra nel Museo di Stato

Il Museo di Stato, il più importante di San Marino, si trova in piazza Titano. Fondato nell’800 grazie a donazioni nazionali ed internazionali, conserva preziosi pezzi storici e artistici legati alla storia e alla leggenda di San Marino.  Il museo offre infatti una visione dettagliata della storia della Repubblica, dall’antichità fino ai giorni nostri. Attraverso reperti archeologici, documenti storici, mappe e oggetti d’arte, è possibile comprenderne l’evoluzione politica, economica e sociale nel corso dei secoli. Il Museo di Stato ospita inoltre una ricca collezione di opere d’arte, tra cui dipinti, sculture e manufatti artistici di varie epoche. Queste opere offrono un’interessante prospettiva sulla produzione artistica e culturale di San Marino e delle regioni circostanti.

Data la sua storia di difesa e indipendenza, San Marino ha una tradizione militare importante. Il museo presenta una vasta gamma di armi, armature e strumenti militari utilizzati nel corso dei secoli per proteggere la repubblica e difendere la sua sovranità. Offre anche una visione delle tradizioni popolari e del folclore di San Marino, compresi costumi tradizionali, oggetti rituali e strumenti musicali utilizzati nelle celebrazioni e nelle feste locali.

Oltre alla sua collezione permanente, il Museo di Stato ospita regolarmente mostre temporanee su una vasta gamma di temi, che possono includere arte contemporanea, storia locale, scienze e altro ancora.

Info e orari: Il Museo di Stato della Repubblica di San Marino è aperto tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle ore 17:00.  Il biglietto intero costa 6,00 €, ridotto 4,00 € ( over 65, bambini dai 6 ai 12 anni ) . E’ gratuito per i bambini sotto i 6 anni. 

Visita le Torri del Monte Titano

Le Torri del Monte Titano sono uno dei simboli più iconici e suggestivi della Repubblica di San Marino. Queste torri, che costituiscono parte del patrimonio storico e architettonico della città, offrono ai visitatori una vista panoramica mozzafiato sulla campagna circostante e sull’Adriatico. Ecco cosa dovresti sapere se desideri visitare le Torri di San Marino:

  • Torre Guaita: E’ la più antica delle tre torri e risale al XI secolo. È situata sulla cima del Monte Titano ed è la più accessibile. E’ stata costruita come parte del sistema difensivo della Repubblica di San Marino e, negli anni, ha contribuito a proteggere la città e a fornire un punto di osservazione strategico. Dai suoi merli infatti, i guardiani avvistavano i nemici in avvicinamento e davano l’allarme alla città. La Torre Guaita è aperta al pubblico e i visitatori possono salire fino alla sommità per godere di una vista panoramica mozzafiato sulla città di San Marino e sulla campagna circostante. Tuttavia, l’accesso può essere limitato durante certe ore o in determinati periodi dell’anno, quindi è consigliabile verificare gli orari di apertura prima di pianificare la visita.
  • Torre Cesta: La Torre Cesta è la seconda torre più antica di San Marino ed è posizionata su un picco più alto rispetto alla Torre Guaita. La Torre Cesta ospita un piccolo museo dedicato alle armi antiche e offre una vista spettacolare sulla città e sulla campagna circostante. Come la Torre Guaita, la Torre Cesta era utilizzata principalmente come torre di avvistamento e difesa. I guardiani potevano osservare l’orizzonte da posizioni elevate e dare l’allarme in caso di pericolo. All’interno della Torre Cesta è possibile trovare informazioni storiche, esposizioni e manufatti riguardanti la storia e l’architettura delle torri, nonché la storia della Repubblica di San Marino.
  • Torre Montale: La Torre Montale è la più recente delle tre torri e risale al XIV secolo. Fu costruita per rafforzare ulteriormente il sistema difensivo della Repubblica di San Marino e fornire un ulteriore punto di osservazione strategico. È situata su una roccia isolata ed è la meno accessibile delle tre. Tuttavia, la vista panoramica che offre è eccezionale.

È possibile visitare le Torri di San Marino seguendo i sentieri escursionistici che collegano le torri tra loro. Inoltre, è possibile partecipare a visite guidate che forniscono informazioni storiche e culturali sulle torri e sulla Repubblica di San Marino.

Cosa vedere a San Marino con i bambini

Raggiungi il Passo delle streghe

Sulla cima del Monte Titano di San Marino, all’esterno della cinta muraia del centro storico, puoi andare a caccia di streghe! Esiste infatti un percorso scolpito nella pietra, posto tra la prima e la seconda torre, in cui puoi camminare nella tipica atmosfera medievale, tornando indietro nel tempo. Il Passo delle Streghe ha una storia molto particolare alle spalle. Pare infatti che su questo monte, ogni notte, la ragazza più bella del circondario si trasformasse in strega grazie ai raggi luminosi della luna. Attorno a lei si riunivano altre ragazze, attorno a grandi fuochi, per compiere misteriosi riti magici e per creare prodigiose pozioni.

Puoi raggiungere il Passo delle Streghe tranquillamente da centro storico, seguendo i cartelli con le indicazioni. Il percorso è accessibile anche ai bambini, sempre sotto la supervisione di un adulto, e regala straordinari panorami. 

 

Sei amante dele creature della notte? Allora visita il Museo dei Vampiri e dei Licantropi

A San Marino trovi un museo davvero molto particolare, dedicato alle creature della notte. Vampiri e licantropi ti aspettano nella sede ubicata nel centro storico, in un’atmosfera alquanto inquietante. Un viaggio alla scoperta delle figure più interessanti del regno delle tenebre, tra realtà e immaginazione. Nel Museo dei vampiri e dei Licantropi trovi una collezione di oggetti, statue, installazioni e reperti provenienti da ogni parte d’Europa, tutti relativi ai miti e alle leggende legate alla licantropia e al vampirismo. Il museo, nonostante la tematica particolare, è adatto anche ad un pubblico giovane. Un’esperienza insolita e stravagante da fare insieme a tutta la famiglia se visita la Repubblica di San Marino. 

Info e orari: Il Museo dei Vampiri e dei Licantropi apre solo il sabato e la domenica, dalle ore 10:00 alle ore 18:30. 

Fai il Pass per i musei

Con uno speciale pass puoi accedere, con un solo biglietto, a ben 7 musei di Stato tra i quali trovi la Torre Guaita, il Museo di Stato, la Pinacoteca San Francesco, la Galleria Nazionale, il Museo del Francobollo e della Moneta. Puoi fare il pass in uno qualsiasi dei Musei o direttamente on line. 

Info e orari: Il San Marino Musei Pass ha un costo di €10,00. Il biglietto ridotto, rirvato ai ragazzi da 6 a 18 anni, a universitari e a over 65, costa € 8,00. 
L’orario di apertura dei musei è dalle ore 9:00 alle ore 17:00, mentre le casse per effettuare i ticket di ingresso chiudono alle 16:30.

 

Dove parcheggiare a San Marino?

Parcheggiare a San Marino è semplicissimo. I parcheggi sono numerati da 1 a 13 e si trovano tutti vicini al centro città. Munisciti di monete, poichè i parchimetri accettano quasi esclusivamente contanti. I primi parcheggi, P1 e P2, sono piccoli e abbastanza lontani dal centro storico, per cui prendi in considerazione le zone di sota a apartire dal numero 3. 

Se hai bambini piccoli o passeggini ti consiglio il multipiano P9, servito con ascensori che portano direttamente all’ingresso del centro storico di San Marino. Il P10 invece è perfetto se viaggi in camper, così come il P13, che trovi bicinissimo alla stazione della funivia. L’area è perfettamente attrezzata per i camperisti, con servizi igienici e scarico acque grigie. 

Prima dell’ultima salita verso il Monte Titano trivi il parcheggio P11 della Funivia, in Piazzale Campo della Fiera, perfetto se vuoi proseguire la salita con la Funivia di San Marino.

Info e costi: Il parcheggio a San Marino costa 1,50 € l’ora. Da 3 a 5 ore paghi 4,50 €, 8,00 € se dicidi di sostare tutta la giornata. 

Fai un giro sulla funivia

La funivia di San Marino parte dalla stazione a valle situata a Borgo Maggiore e arriva alla stazione a monte nel centro storico. La tratta è lunga circa 1,5 km e supera un dislivello di circa 450 metri. Le cabine offrono viste panoramiche spettacolari sulla campagna circostante e sulla Repubblica di San Marino. 

La durata del viaggio con la funivia è di circa 3-4 minuti e opera con regolarità durante il giorno, con orari che possono variare a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche. È consigliabile verificare gli orari di funzionamento prima di pianificare il viaggio. La funivia è accessibile a persone di tutte le età e condizioni fisiche, ed è un modo divertente per raggiungere il centro storico se hai bambini. La Funivia è infatti una delle principali attrazioni turistiche della Repubblica di San Marino, e offre un modo comodo e affascinante per raggiungere la cima del Monte Titano.

Info e costi: Il biglietto di sola andata costa 2,50 €, andata e ritorno invece 4,50 €. I cani e i bambini sotto 1,20 cm di altezza entrano gratis. 

Cosa vedere a San Marino con i bambini

Perchè visitare San Marino con i bambini

Ci sono diverse ragioni per visitare San Marino con i bambini, e la piccola Repubblica offre una varietà di attività e attrazioni adatte ai più piccoli. San Marino è nota infatti per essere una destinazione sicura e accogliente, perfetta per le famiglie. Le sue dimensioni compatte e l’atmosfera tranquilla la rendono ideale da esplorare con i bambini senza preoccupazioni. San Marino offre inoltre molte opportunità per arricchire la loro educazione culturale. Attrazioni come le tre torri sulla cima del Monte Titano, il Museo di Stato, e le strade pittoresche della città vecchia offrono un’immersione nella storia, nell’arte e nella cultura. I bambini possono poi godersi passeggiate panoramiche, fare escursioni e attività all’aria aperta lungo i sentieri dei monti, nei parchi naturali e lungo le mura antiche. 

Ricorda che la Repubblica di San Marino è piccola, e molte delle sue attrazioni possono essere esplorate a piedi. La sua atmosfera unica e la storia affascinante rendono la visita a San Marino un’esperienza indimenticabile.

 

Bari, una delle gemme più brillanti del sud Italia, è una città ricca di storia, cultura e di bellezze architettoniche straordinarie. Situata lungo la costa adriatica, è famosa soprattutto per la sua autenticità, per la sua cucina deliziosa e per le sue tradizioni uniche. Se stai pianificandouna visita in Puglia in questo articolo trovi consigli utili su cosa vedere a Bari, alla scoperta di questa affascinante città del sud Italia.

Cosa vedere a Bari

Passeggia sul lungomare 

Il lungomare di Bari è un gioiello affacciato sul Mar Adriatico che cattura l’essenza autentica di questa vivace città pugliese. Questa striscia costiera, lunga diversi chilometri, offre non solo panorami mozzafiato sul mare ma anche un affascinante mix di storia, cultura e intrattenimento. Il lungomare di Bari, oltre ad essere uno dei luoghi più caratteristici in assoluto della città, è anche considerato tra i più belli d’Italia e tra i più lunghi d’Europa. Lo sapevi?

La sua costruzione risale alla prima metà del 1900 e la sua peculiarità sta nella schiera di lampioni di ghisa nera che si susseguono in una fila armonica e pittoresca. Sono circa 200 e sono i veri protagonisti di questa zona della città, divenuti iconici nel tempo. 

La passeggiata sul lungomare inizia dalla famosissima spiaggia della città pugliese, denominata Pane e Pomodoro, e prosegue per circa tre chilometri fino ad arrivare al muro di cinta del porto di Bari. Questa zona è molto frequentata ad ogni ora del giorno e della sera, complice la bellezza del paesaggio e l’atmosfera marinaresca che la avvolge. Non lasciarti scappare l’occasione di immortalare uno scorcio del lungomare di Bari in una splendida foto ricordo. Le sfumature turchesi del mare che si contrappongono al nero dei lampioni e all’azzurro del cielo creano un vero e proprio quadro d’autore. 

Visita il Castello Svevo

Il Castello Svevo di Bari è un’imponente fortezza nonchè uno dei monumenti più significativi e affascinanti del patrimonio storico italiano. Costruito nel XII secolo, il castello ha attraversato secoli di storia, fungendo da testimone silenzioso delle vicende che hanno plasmato la regione di Puglia e l’intera Italia.

La storia del Castello Svevo risale al periodo normanno, precisamente al 1131, anno in cui su ordine di Ruggero II di Sicilia cominciano i lavori di costruzione dell’edificio. Tuttavia, l’aspetto attuale del castello è principalmente dovuto all’opera di Federico II di Svevia, che nel 1200 ne ha fatto potenziare la struttura. 

La struttura originale era caratterizzata da una pianta quadrangolare, con torri angolari e un mastio centrale che dominava l’intera area circostante. Le mura spesse e le feritoie per gli arcieri testimoniano la funzione difensiva del castello in un’epoca in cui le minacce erano frequenti. Nel corso dei secoli, il castello ha subito diverse modifiche architettoniche, mantenendo però sempre la sua aura regale e maestosa. La fortezza sveva si innalza imponente sulla costa, con le sue torri maestose e le mura massicce che ne fanno un esempio eloquente di architettura militare medievale.

Il Castello Svevo di Bari ha giocato un ruolo cruciale in molte fasi della storia italiana. Durante il Medioevo, ha ospitato numerosi sovrani, tra cui Federico II di Svevia, Carlo I d’Angiò e Isabella d’Aragona. La sua posizione strategica sul Mare Adriatico lo ha reso un importante centro amministrativo e commerciale.

Oggi, la fortezza è aperta al pubblico, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare le sue sale affascinanti, le prigioni medievali e godere di una vista panoramica sulla città e sul mare circostante.

Oltrepassando l’entrata puoi immergerti nell’atmosfera di un’epoca passata esplorando le sale decorate, ammirando le collezioni di reperti storici e passeggiando lungo le mura che una volta difesero la città. Il Castello Svevo è anche il luogo ideale per eventi culturali, mostre e manifestazioni che celebrano la ricca storia e cultura della regione.

Info e costi: Il Castello Svevo di Bari è aperto dal martedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 19:00. La domenica e i festivi invece apre alle 9:00 e chiude alle 13:30. La biglietteria chiude alle ore 18:00 durante la settimana, la domenica e i festivi alle 12:30. Il biglietto intero costa 10,00 €, il ridotto 2,00 €. 

Cosa vedere a Bari. Lasciati ammaliare da Palazzo Petruzzelli

Situato nel cuore della città di Bari, il Palazzo Petruzzelli è una magnifica testimonianza dell’architettura neobarocca e un’icona culturale che incarna l’arte e lo spirito della città. Celebre per il suo teatro, il Teatro Petruzzelli, questo maestoso palazzo ha svolto un ruolo centrale nella vita culturale e sociale di Bari sin dalla sua inaugurazione.

Il Palazzo Petruzzelli è stato progettato dall’architetto Angelo Cicciomessere e costruito tra il 1899 e il 1903. La sua architettura neobarocca, con dettagli ornamentali riccamente decorati, si distingue per eleganza e imponenza. Il palazzo è stato originariamente concepito come un edificio multifunzionale, con negozi, uffici e appartamenti residenziali, ma è principalmente noto per il suo teatro.

Cosa vedere a Bari. 5 posti imperdibili. Palazzo petruzzelli.

Il Teatro Petruzzelli infatti, all’interno del palazzo, è una delle sale da concerto più grandi d’Europa. Con una capacità di oltre 2.000 posti a sedere, il teatro è stato inaugurato nel 1903 con l’opera “Iris” di Pietro Mascagni e ha continuato a essere il fulcro delle esibizioni artistiche di Bari. Ha ospitato negli anni una vasta gamma di spettacoli, tra cui opere liriche, balletti, concerti e rappresentazioni teatrali. Celebri artisti nazionali e internazionali hanno calcato il palcoscenico, contribuendo a consolidare la reputazione del teatro come luogo di eccellenza artistica mondiale.

Tuttavia, la storia del Teatro Petruzzelli non è stata priva di tragedie. Nel 1991 infatti, un incendio devastante distrusse gran parte del teatro, causando un danno irreparabile alla struttura. Dopo anni di restauro e ricostruzione, è stato riaperto al pubblico nel 2009, tornando ad essere il cuore pulsante della scena culturale di Bari.

Il Palazzo Petruzzelli non è solo un luogo di spettacolo, ma anche un’icona che testimonia la storia e l’evoluzione di Bari. La sua facciata imponente si staglia nel panorama cittadino, riflettendo l’importanza che questo edificio ha avuto nel corso dei decenni. Le luci notturne che illuminano la facciata del palazzo aggiungono un tocco di magia, creando un’atmosfera incantevole che si sposa perfettamente con lo spirito artistico della città.

Immergiti nell’atmosfera locale di Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile

Se Palazzo Petruccelli è il fulcro della vita culturale e artistica di Bari, Piazza del Ferrarese e Piazza Mercantile sono i centri cardine della vita sociale della città. Circondate da caffè, ristoranti e negozi, sono luoghi ideali per immergersi nella vivace cultura locale.

Piazza Mercantile è particolarmente affascinante con la sua fontana e le facciate colorate degli edifici circostanti. La piazza, dalla forma irregolare, ha sempre giocato un ruolo centrale nelle attività commerciali, svolgendo la funzione di mercato principale della città fin dall’epoca della Repubblica di Bari, nel medioevo.

Circondata da edifici storici, tra cui la Chiesa di San Giorgio e la Torre degli Ammiragli, Piazza Mercantile è uno splendido viaggio nel tempo. Gli antichi palazzi, con le loro facciate di pietra, e le insegne storiche delle attività commerciali, ti portano indietro nel tempo, mentre l’atmosfera vivace e le attività moderne creano un connubio affascinante tra passato e presente.

La piazza è il punto di incontro preferito per i residenti e i turisti, con numerosi caffè e ristoranti che offrono la possibilità di gustare prelibatezze locali all’aperto.

Inoltre, Piazza Mercantile offre un accesso diretto al mare. Il porto di Bari è a breve distanza, consentendoti di passeggiare lungo il lungomare e godere della brezza marina e della vista sul mare Adriatico.

In Piazza del Ferrarese invece trovi il Teatro Margherita, un edificio storico di grande bellezza architettonica. Anche se attualmente non è in funzione come teatro, è comunque una destinazione interessante da visitare per ammirare la sua struttura esterna. Piazza del Ferrarese diventa animata con locali e bar che offrono musica dal vivo e intrattenimento. È un ottimo posto per immergersi nella vita notturna di Bari e fare nuove conoscenze. 

Inoltre, Piazza del Ferrarese è un punto di partenza ideale per esplorare altre attrazioni e quartieri di Bari, grazie alla sua posizione centrale e alla vicinanza ai mezzi di trasporto pubblici. E’ situata infatti proprio all’ingresso del centro storico di Bari, noto come Bari Vecchia. Qui puoi passeggiare tra le stradine strette e pittoresche, visitare la Basilica di San Nicola, la Cattedrale di San Sabino e il Castello Svevo.

Cosa vedere a Bari. Passeggia nei vicoli della Bari Vecchia

Il cuore storico di Bari è una labirintica rete di stradine lastricate, chiamate “vicoli,” che si intrecciano tra antichi edifici di pietra bianca. Passeggiando attraverso Bari Vecchia, potrai scoprire la vita quotidiana dei residenti locali, assaporare l’autenticità dei mercati locali e visitare la Basilica di San Nicola, un importante luogo di culto che conserva le spoglie del santo patrono di Bari.

Questa basilica infatti è una delle principali attrazioni di Bari Vecchia. Costruita nell’XI secolo, è dedicata a San Nicola, il santo patrono della città e ne ospita le reliquie. E’ un importante luogo di pellegrinaggio, molto conosciuto tra i fedeli. 

Bari Vecchia è circondata dalla Muraglia, una parte importante della storia e dell’architettura della città. Si tratta di un sistema difensivo che circonda il quartiere antico, che ha offerto protezione e sicurezza agli abitanti nel corso dei secoli. Ha origini molto antiche e le sue prime tracce risalgono al periodo romano. Tuttavia, la struttura che vediamo oggi è in gran parte il risultato delle modifiche e degli ampliamenti apportati durante il periodo medievale. La muraglia è costruita principalmente in pietra calcarea locale e presenta torri di avvistamento lungo il perimetro. La sua struttura è stata progettata per resistere agli attacchi esterni e proteggere la città dagli invasori.

Cosa vedere a Bari. 5 posti imperdibili

La muraglia è attraversata da diverse porte d’accesso, alcune delle quali sono ancora visibili oggi. Queste porte erano controllate dagli eserciti e consentivano il passaggio dentro e fuori dalle mura della città. Nel corso dei secoli, la muraglia di Bari Vecchia è stata oggetto di restauri e interventi di conservazione per preservarne l’integrità storica. Oggi, rappresenta una delle attrazioni principali del quartiere antico e attrae numerosi visitatori interessati alla storia e all’architettura della città.

Non puoi lasciare Bari Vecchia senza essere passato dalla signora Nunzia, diventata un’icona della città per via delle sue famose orecchiette. La Signora Nunzia, con il suo tavolo e il suo banco improvvisati fuori l’uscio di casa in via dell’Arco Basso, prepara e vende orecchiette fatte a mano, una delle specialità della cucina pugliese.Incontrare la Signora Nunzia delle Orecchiette è un’esperienza autentica e memorabile per molti visitatori di Bari Vecchia, poiché rappresenta la tradizione culinaria e l’ospitalità della regione. Se visiti Bari Vecchia, non perdere l’opportunità di comprare le sue orecchiette fatte a mano e di immergerti nell’atmosfera unica di questo quartiere storico.

Perchè visitare Bari

Bari è una città ricca di tradizioni culturali e eventi folkloristici, che si manifestano attraverso feste religiose, festival gastronomici, musiche e danze tradizionali. Questi eventi offrono ai visitatori un’opportunità unica per immergersi nella vita e nelle tradizioni locali. Bari offre inoltre una vivace vita notturna, con numerosi bar, pub e locali che animano le serate dei residenti e dei turisti. Inoltre, la città è un ottimo centro per lo shopping, con negozi che offrono una varietà di prodotti artigianali, prodotti locali e negozi di moda.

Queste sono solo alcune delle ragioni per visitare Bari. La città offre un mix affascinante di storia, cultura, natura e gastronomia che la rendono una meta ideale per i viaggiatori che desiderano esplorare il sud Italia.

 

L’Epifania, celebrata il 6 gennaio in molte tradizioni cristiane, è una festa che porta con sé un significato profondo e molteplici interpretazioni culturali. Il termine stesso deriva dal greco “epiphaneia”, che significa “apparizione” o “manifestazione”. Questo giorno commemora infatti l’evento descritto nella tradizione cristiana in cui i Re Magi, seguendo la stella cometa, giungono a Betlemme per adorare il neonato Gesù e offrirgli doni simbolici: oro, incenso e mirra. In questo articolo trovi una selezione dei 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l’Epifania, immersi nella storia e nella tradizione locale.

Scopri i 6 borghi più belli del Lazio festeggiare l’Epifania

Le celebrazioni dell’Epifania variano da paese a paese e riflettono la ricchezza delle tradizioni culturali e religiose nel mondo. In Italia, ad esempio, la Befana è una figura popolare legata a questa festa. Si dice che la Befana, una vecchia signora, voli su una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.

In molte altre culture, le celebrazioni dell’Epifania possono includere processioni, spettacoli teatrali che rievocano l’arrivo dei Re Magi, canti, balli e pasti tradizionali con piatti tipici. Oltre al suo significato religioso, l’Epifania ha un valore universale che trascende le barriere culturali e spirituali. Rappresenta la ricerca di significato, la scoperta della verità e l’accettazione delle diversità. È un momento per riflettere sulla propria ricerca interiore e per accogliere la diversità con apertura e compassione.

Festeggia l’Epifania a Civita di Bagnoregio

Conosciuta come “La Città che Muore”, Civita di Bagnoregio è un gioiello arroccato su una collina di tufo nel cuore della Tuscia. Durante l’Epifania, il borgo si anima con mercatini artigianali e celebrazioni religiose, offrendo una vista mozzafiato sulle valli circostanti.

Una volta oltrepassato il famoso ponte sospeso nel vuoto che conduce al centro storico di Bagnoregio ti trovi catapultato in un’atmosfera senza eguali. Puoi tornare indietro nel tempo e rivivere le scene che ricostruiscono la nascita di Gesù, ammirando l’emozionante presepe vivente che prende vita tra le stradine del borgo. Passeggia nel castrum romano, tra le residenze nobiliari e tra gli artigiani a lavoro. passo dopo passo lasciati condurre dai pastori o dai Re Magi davanti alla Natività. 

I 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l'Epifania

Aspetta i Re Magi Maranola

Sempre nel Lazio, in provincia di Latina, si svolge una delle rappresentazioni della Natività più emozionanti della regione. Il piccolo borgo di Maranola accoglie un presepe vivente che conta più di trecento figuranti in costumi tipici che, tra cantine, vicoli e ipogei, ti porta nell’antica Betlemme. In un’atmosfera fiabesca puoi assistere all’arrivo dei Re Magi alla capanna della natività, accompagnati dal dolce suono delle “zampogne”.

6 borghi del Lazio per festeggiare l’epifania. Raggiungi Calcata, il borgo delle streghe

Immersa nella natura e circondata da canyon tufacei, Calcata è un borgo che conserva un’atmosfera bohemien. Secondo alcune leggende e tradizioni popolari, si narra che Calcata fosse un tempo considerata una “città stregata” o un luogo frequentato da streghe. Tali credenze si mescolano con la storia della città, che ha subito diverse vicissitudini nel corso dei secoli, incluso il suo abbandono e la successiva rioccupazione da parte di artisti e persone interessate alla spiritualità alternativa.

Calcata, cosa vedere nel borgo delle streghe

L’atmosfera particolare e il richiamo alla spiritualità e alla magia hanno contribuito a mantenere viva l’immagine di Calcata come luogo affascinante e suggestivo, anche per coloro che sono affascinati dalle leggende e dai misteri legati alle streghe e alla magia.

Le sue strade pittoresche, gli scorci caratteristici e l’atmosfera creativa rendono questa località un punto di riferimento per chi desidera trascorrere l’Epifania immerso in un’esperienza coinvolgente e fuori dall’ordinario. Se cerchi un luogo autentico e ricco di energia durante l’Epifania, Calcata nel Lazio è sicuramente da considerare. E chissà che tu non veda passare tra le sue viuzze anche una Befana!

Vai a conoscere la Befana di Sermoneta

Rinomata per il suo castello e il centro storico ben conservato, Sermoneta offre durante l’Epifania l’opportunità di partecipare a eventi tradizionali e culturali. Le sue stradine pittoresche e l’imponente Castello Caetani sono scenari ideali per celebrare questa festività.

Per il ponte della Befana si terranno infatti diversi eventi dedicati a grandi e piccini! Dal 5 al 7 gennai puoi partecipare alla manifestazione “A casa della Befana”: una guida esperta ti porta a spasso per il borgo medievale in una divertente caccia al tesoro durante la quale dovrai decifrare un codice segreto che ti farà vincere il primo premio. La manifestazione è a cura dell’associazione Meraviglia, e puoi prenotare il tuo posto chiamando i numeri -3248821981 o -333.2742716. 

Domenica 7 gennaio invece, alle ore 18, all’abbazia di Valvisciolo la banda musicale Fabrizio Caroso da Sermoneta diretta dal maestro Michele Secci si esibirà nel tradizionale Concerto dell’Epifania.

6 borghi del Lazio per festeggiare l’epifania. A Gaeta la Befana arriva dal mare!

La celebrazione dell’Epifania è un momento di grande significato nella tradizione cristiana, commemorando la visita dei Re Magi a Gesù appena nato. A Gaeta, questa festa viene vissuta con grande fervore e coinvolgimento, dando vita a una serie di eventi e riti che coinvolgono la comunità e i visitatori.

A Gaeta il week end lungo dell’Epifania è tutto da vivere. Torna l’appuntamento con il “World Ice Art Championship”, il Campionato Mondiale di Sculture di ghiaccio promosso da Comune di Gaeta e Associazione Italiana Scultori di ghiaccio, inserito nel ricco programma di eventi organizzati per “Favole di Luce”, che stanno portando in Città migliaia di turisti e visitatori. Nel centro storico inoltre ti aspettano lo spettacolo della Fontana di San Francesco, tra giochi di luce e acqua, e le famose Luminarie d’artista.

E ancora il 6 gennaio, presso il Teatro Ariston, alle 9:30, puoi assistere allo spettacolo “La Befana Gaetana 2024”, a cura dell’Associazione culturale “New Horizon”, con ospiti d’eccezione “I Ditelo Voi”. Nel quartiere La Piaja inoltre, a partire dalle 10:00, “La Befana vien dal mare…”, accolta da un raduno di auto d’epoca. 

Vivi l’Epifania nel borgo fantasma di Celleno

Il Presepe Vivente di Celleno è un’affascinante manifestazione che trasporta i visitatori in un viaggio nel tempo, rivivendo la storia della natività in un contesto pittoresco nel cuore della Tuscia viterbese. Il borgo di Celleno, immerso nella sua atmosfera medievale e circondato da suggestivi paesaggi collinari, diventa il palcoscenico perfetto per questa straordinaria rappresentazione.

Il Presepe Vivente di Celleno coinvolge l’intera comunità, con centinaia di volontari che partecipano alla messa in scena della natività. Attraverso le vie del borgo, si ricreano gli antichi mestieri, le tradizioni e le atmosfere dell’epoca, portando in vita l’ambientazione storica della nascita di Gesù. Hai l’opportunità di percorrere le vie del borgo e di immergerti in un’esperienza coinvolgente, interagendo con gli abitanti che interpretano i personaggi della storia biblica. La falegnameria, la panetteria, le scene pastorali e l’arrivo dei Re Magi sono solo alcune delle affascinanti rappresentazioni che si trovano lungo il percorso del presepe vivente.

I 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l'Epifania

L’arrivo dell’Epifania, il 6 gennaio, aggiunge un tocco speciale alla festa. I festeggiamenti includono eventi religiosi, processioni e momenti di condivisione della tradizione della Befana, la figura mitica che porta doni ai bambini in questa giornata speciale. L’atmosfera di festa continua con spettacoli folkloristici, mercatini di prodotti artigianali e gastronomici, arricchendo l’esperienza dei visitatori e offrendo un’opportunità unica per assaporare la cucina e l’artigianato locali.

Perchè scegliere i borghi del Lazio per festeggiare l’epifania

L’Epifania è una festa ricca di simbolismo e significati profondi che abbracciano l’umanità nella sua diversità. Oltre alla sua radice religiosa, è un invito universale alla ricerca spirituale, alla comprensione delle differenze e alla condivisione di gioia e generosità. Che si tratti di una tradizione religiosa o di un momento di riflessione personale, l’Epifania offre un’occasione per celebrare l’incontro tra culture, credenze e la ricerca del significato più profondo della vita.

L’Epifania nei borghi del Lazio è un’esperienza coinvolgente che unisce tradizione, spiritualità e la bellezza dei luoghi storici. Ogni borgo offre una prospettiva unica delle celebrazioni, permettendo ai visitatori di immergersi nelle tradizioni locali e di vivere un’atmosfera magica e autentica. Che si tratti di eventi religiosi, manifestazioni culturali o semplicemente di esplorare la bellezza dei borghi, l’Epifania nel Lazio promette emozioni indimenticabili e un tuffo nella storia e nella cultura di questa affascinante regione italiana.

Cosa vedere a Brindisi? Beh, c’è davvero molto da scoprire in questa meravigliosa città sul mare. Eppure molto spesso è esclusa dagli itinerari di viaggio in Puglia, messa da parte per privilegiare mete più famose come Monopoli o la Valle d’Itria. Invece Brindisi è una città eclettica e accogliente, stimolante e molto interessante sia dal punto di vista storico che architettonico e naturalistico. Vanta infatti uno dei porti naturali più belli d’Europa e un centro storico intriso di storie e leggende legate al mare. Scopriamole insieme. 

Cosa vedere a Brindisi

Brindisi si trova sulla costa occidentale della Puglia, in una posizione strategica che permette di raggiungere in poco tempo le città più interessanti dell’entroterra nonchè la vicinissima Grecia. Il porto infatti è una porta d’accesso verso est, al quale è collegato da una fitta rete di traghetti. Già in passato questa città era un importante scalo commerciale e intratteneva rapporti economici con l’Oriente. Ragion per cui, l’astuto Popolo Romano, fece realizzare una strada di collegamento che dalla Capitale portasse proprio al porto di Brindisi: la Via Traiana. Numerose sono le testimonianze della presenza romana in città e sono concentrate proprio nella zona del porto e nel centro storico di Brindisi. 

Ammira la Colonna Romana

Inizia dunque la tua passeggiata dal porto di Brindisi. Qui si concentrano le maggiori testimonianze della sua anima marinaresca, passata e presente. Proprio nella parte centrale del lungomare Regina Margherita svetta infatti un’antichissima colonna romana, punto terminale della Via Appia, che collegava Brindisi a Roma. In origine le colonne erano due, perfettamente identiche tra loro. Nel 1598 però una di esse è crollata e, purtroppo, non è mai stata restaurata. La colonna superstite invece è stata smontata durante il secondo conflitto mondiale per evitarne la perdita a causa dei bombardamenti, per poi essere nuovamente messa al suo posto.

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Nei primi anni del 2000 poi la colonna è stata completamente restaurata ed è stata creata una copia del capitello da esporre sul piazzale, in modo da tenere l’originale al riparo da ogni possibile agente esterno. Ora è esposto in una sala del Palazzo Granafei Nervegna, che però raramente apre i battenti al pubblico. La colonna romana è esposta su una scalinata che porta verso il mare, dalla quale puoi avere una magnifica vista su tutto il golfo e sul Monumento al Marinaio d’Italia, posto proprio di fronte e alto ben 54 metri. Puoi raggiungerlo seguendo il lungomare e puoi addirittura salire fino all’estremità della struttura, dalla quale puoi avere una vista mozzafiato su tutta Brindisi. 

Cosa vedere a Brindisi. Visita Palazzina Belvedere

In concomitanza con la realizzazione del Monumento al marinaio d’Italia è edificata anche l’elegante Palazzina Belvedere, annessa alla Scalinata Virgilio che porta alle Colonne Romane. Il nome belvedere deriva dalla vista pazzesca che si ha dalla sua terrazza, che si affaccia sull’intero porto di Brindisi. Al suo interno è custodita una preziosa collezione archeologica, che conserva testimonianze importanti delle prime civiltà pugliesi. Qui trovi infatti ritrovamenti di diversi periodi storici e numerose produzioni in ceramica del periodo messapico. Tra i tanti reperti bronzei e vitrei spicca inoltre un cratere a campana del IV secolo a.C., di grande valore artistico e storico. 

Info e orari: Palazzina Belvedere è aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle ore 9:00 alle 1:00 e dalle 17:00 alle 20:00. L’ingresso è gratuito. 

Raggiungi in battello il Castello Alfonsino

Conosciuto anche come il Forte a mare, il Castello Alfonsino di Brindisi è una tappa imperdibile se ti trovi in città. Sorge sull ‘isola di Sant’Andrea, proprio all’entrata del porto, ed è raggiungibile solo via mare. Si trova inoltre in una posizione privilegiata, perfetta per ammirare la bellezza paesaggistica della zona anche durante la traversata in battello. Il fascino del Castello Alfonsino è una calamita soprattutto per i bambini, amanti della storia e delle leggende legate al mare. 

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili. Il castello alfonsino

La costruzione del forte inizia infatti nel 1558, per volere di Filippo II d’Asburgo, e continua per ben 46 anni. Sotto il dominio spagnolo si espande, al fine di bloccare gli attacchi via mare da parte dei veneziani e dei turchi. Diventa così un presidio militare temuto e rispettato tanto che Alfonso d’Aragona decide di farci costruire un castello, servendosi dei resti di una struttura angioina già esistente sull’isola. 

Quello che più affascina di questo Castello nel mare è la forma. La sua pianta infatti, con base a trapezio, vanta due bastioni pentagonali e un torrione circolare nonchè un porto interno al quale si può accedere solo tramite un arco aperto tra le mura di cinta. Il Castello Alfonsino è anche chiamato Castello rosso per via del colore vermiglio di cui si tinge al tramonto, quando il sole illumina le pietre di tufo con cui è stato costruito donando loro una caratteristica tonalità rossastra. 

Info e costi: Puoi visitare il Castello Alfonsino di Brindisi tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, prenotando la visita all’Associazione Le colonne. La prenotazione è obbligatoria e il biglietto si acquista sul posto, pagando in contanti. Il costo è di 8,000 € a persona ed è gratis per i bambini da 0 a 6 anni. Per i residenti di Brindisi e provincia il costo è di 6,00 € a persona. Per informazioni eprenotazioni puoi chiamare il numero -379 2653244 o mandare una mail a: segreterialecolonne@gmail.com 

Cosa vedere a Brindisi. Passeggia in Piazza Duomo

Uno dei posti da non perdere in città è sicuramente Piazza Duomo, una delle piazze più antiche di Brindisi con una storia alle spalle davvero interessante. Ogni edificio che si affaccia su Piazza Duomo è in stile medievale o romano mentre tra i monumenti più pittoreschi trovi la Cattedrale di San Giovanni battista. E’ un meraviglioso edificio del 1100, più volte restaurato nel corso dei secoli. Le statue in marmo che vedi sulla facciata invece sono sintetiche e sono del 2007. Rappresentano san Teodoro, san Leucio, san Lorenzo e san Giustino de Jacobis. Il campanile è stato ricostruito dopo i bombardamenti delle Seconda Guerra mondiale e riportato allo splendore originale.

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

L’interno della Cattedrale è diviso in tre navate e sul pavimento sono ancora visibili alcuni frammenti dell’antico mosaico del 1100, raffigurante scende dell’Antico Testamento e della Chanson de Roland, i cui protagonisti erano un esempio per i crociati che qui pregavano prima di imbarcarsi per la Terra Santa. Il Cappellone del santissimo sacramento custodisce le reliquie di San Teodoro, patrono di Brindisi.

In Piazza Duomo trovi anche Palazzo Balsamo, che prende il nome dagli ultimi proprietari dell’Ottocento. La parte più caratteristica e famosa di questo edificio è senza dubbio la Loggia. una meravigliosa balconata del 1400 sorretta da mensole decorate da figure fantastiche e animali bizzarri.

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Attento ai Templari!

Sapevi che Brindisi era terra dei Templari?? Numerose sono le testimonianze storiche che attestano la presenza di un insediamento templare in città ed una di queste sono le croci potenziate incise nelle pietre della facciate di alcuni palazzi nobiliari del centro storico. Un vero e proprio percorso che dal porto arriva fin dentro il centro di Brindisi. I Cavalieri Templari facevano la spola tra la Puglia e la Terra Santa, partendo o approdando nel porto di Brindisi con la nave Santa Maria dei Templari e con altre imbarcazioni dell’Ordine, trasportando generi alimentari e capi di bestiame.

La sede dei Cavalieri doveva essere la chiesa di San Giorgio de Templo, una parte della quale era adibita a dormitorio mentre l’altra era riservata al culto religioso e a un ospedale, tuttora esistente, che si trova adiacente al Duomo. Anche nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro pare ci fosse un ulteriore insediamento templare, e quindi se sei un amante del genere organizza un itinerario ad hoc sulla scia dei Templari, partendo dal porto e arrivando all’ultimo insediamento, seguendo le croci potenziate lungo il cammino. 

E il Portico dei Cavalieri Templari? No, non apparteneva all’ordine..

Anche se il nome evoca il famoso ordine cavalleresco, il Portico dei Cavalieri templari nulla ha a che vedere con la storia di questa organizzazione segreta. Si trova in Piazza Duomo e la sua struttura, in stile gotico, sembra appartenere al periodo medievale. Il nome deriva da una errata attribuzione del settecento. Si pensava infatti che il portico appartenesse alla chiesa dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni da Gerusalemme. In realtà è sempre stato un palazzo arcivescovile, fino a che non è passato alla famiglia del sindaci di Brindisi del 1500, i De Cateniano, 

Dal portico si accede al Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo. Al suo interno sono esposti reperti storici di grande importanza, divisi per arco temporale. Ogni salone ospita infatti ritrovamenti in ceramica, terracotta o bronzo catalogati per periodo storico, partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai Messapi. 

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Info e costi: Il Museo archeologico Francesco Ribezzo è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9:00 alle ore 19:15- L’ingresso è gratuito. 

Cosa vedere a Brindisi. Raggiungi San Pietro degli Schiavoni

Continua la tua passeggiata nel centro storico di Brindisi e arriva a San Pietro degli Schiavoni. In questo quartiere, che prende il nome dalla comunità balcana degli “schiavoni” che popolava la zona nel 1400, trovi una preziosa area archeologica che custodisce reperti di epoca romana. La sua scoperta risale agli anni ’60, periodo in cui iniziano gli scavi per la realizzazione di un nuovo Palazzo di Giustizia. L’area archeologica conserva un vero e proprio rione di epoca romana che si sviluppa ai lati di un cardine della Via Appia. Si possono perfettamente vedere i resti delle domus, con pavimenti a mosaico, e di un impianto termale, risalenti al I secolo a.C.

Al di sopra dell’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni si sviluppa il teatro comunale “Giuseppe Verdi”, progettato da Enrico Nespega nel 1965. La struttura si estende per ben quattro mila metri quadrati ed è uno dei teatri più rinomati della Puglia. 

Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili

Info e costi: L’area archeologica di san Pietro degli Schiavoni è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 16.30. Il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero (+39) 0831 229784

Dove mangiare a Brindisi

Se ti trovi in città e vuoi provare prodotti tipici del territorio ti consiglio di fare una sosta gastronomica da Numero Prino, la Vinoteca di Tenute Rubino. Si trova in posizione centrale sul lungomare Regina Margherita e dal suo dehor puoi ammirare la bellezza del golfo brindisino e dei suoi monumenti affacciati sul mare. E’ il posto perfetto per degustare i piatti tipici della zona, deliziosamente rivisitati, accompagnati dai vini delle Tenute Rubino, cantine d’eccellenza del panorama vinicolo pugliese. Presso Numero Primo puoi degustare numerose pietanze, tutte preparate con prodotti a km zero e di qualità eccelsa. 
Cosa vedere a Brindisi. 6 posti imperdibili
I crostoni ad esempio sono un’aperitivo perfetto. Prova quello con stracciatella, dressing di acciuga, puntarelle e pepe nero e accompagnalo con un Oltremé Rosato di Tenute Rubino. Oppure opta per un tagliere con salumi, formaggi freschi e stagionati con confetture e miele, degustando un Susumaniello. E’ un vino ottenuto dai vitigni a bacca nera, autoctono del Salento. E’ famoso per la grande produzione di grappoli il cui peso carica la vite come un “somaro”. Da qui l’origine del nome di questo vino corposo e dal gusto persistente, che ricorda frutti rossi maturi, prugna e note leggermente speziate. Susumaniello nel dialetto locale significa infatti somarello
Trovi Vinoteca Numero Primo su Lungomare Regina Margherita, al numero 46. Per informazioni e prenotazioni chiama il nuemro 0831 1795537 o manda una mail a info@vinotecanumeroprimo.it

Marostica è una cittadina fortificata del Veneto, famosa in tutto il mondo perchè da vita ogni due anni ad un evento davvero particolare: la partita a scacchi con personaggi viventi. La preziosa Piazza degli Scacchi, cuore pulsante del borgo antico, diventa teatro di una delle storie più appassionanti e romantiche mai sentite. I 600 personaggi in costume infatti fanno rivivere le vicende amorose di Lionora, figlia del Castellano di Marostica, e dei suoi due contendenti, Rinaldo D’Angarano e Vieri da Vallonara. Marostica, la città degli Scacchi, ha però anche altre attrazioni invitanti da visitare e deliziosi manieri da esplorare. Continua a leggere per scoprirli..

Marostica, la città degli Scacchi

Il centro storico di Marostica è un piccolo scrigno ricco di tesori preziosi, raccolti tra le sue possenti mura di cinta. L’intero complesso è di epoca medievale, e lo si evince immediatamente oltrepassando Porta Vicenza. Tutto rievoca gli antichi sfarzi cavallereschi e nobiliari, molti dei quali si concentrano all’interno del Castello Inferiore, l’antica dimora scaligera che si affaccia sulla famosa Piazza degli Scacchi, un tempo chiamata Piazza Castello. Per capire e conoscere bene la storia di Marostica è bene che la tua visita parta proprio dal Castello Inferiore, punta di diamante del sistema difensivo scaligero risalente al 1300. 

Visita il Castello Inferiore

Il Castello Inferiore è legato al Castello Superiore di Marostica da una lunga cinta muraria, lunga quasi duemila metri. Il complesso difensivo risale al 1300, fatto costruire da Cangrande della Scala per difendere le attività artigianali e commerciali della città. Il Castello nasce quindi come rocca difensiva, diventando negli anni prima dimora nobiliare, sotto il dominio Veneziano, poi comando militare e sede di pubblici uffici. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e

Oggi al suo interno è possibile visitare le stanze e i loggiati, nonchè la mostra dedicata alle celebrazioni dei cent’anni della Partita a Scacchi. La prima partita con personaggi viventi avviene infatti nel 1923 e si ripete ogni due anni.

Marostica, la città degli Scacchi. Passeggia negli interni del castello

La visita al Castello Inferiore comincia con la passeggiata nella Piazza d’Armi e prosegue nel Loggiato, fino ad arrivare nelle sale del Piano Nobile. Qui puoi visitare la Sala Consiliare, l’elegante Sala del Camino, la Pretura e l’Astanteria, una piccola sala d’attesa in cui è esposta una rara scacchiera in porcellana e oro, ricca di dettagli preziosi. 

Nella Sala Podestarile puoi invece ammirare i pannelli che riportano ogni fase dell’organizzazione della famosa partita di scacchi viventi e gli abiti di scena delle dame, dei cortigiani e dei cavalieri. In fondo alla sala trovi inoltre i vestiti che indossano i personaggi reali della scacchiera durante l’evento. Seguendo il percorso ti troverai a passare dalle prigioni veneziane e dalle celle austriache, fino a raggiungere la Sala del Capitano. Sali poi sul cammino di ronda e goditi la vista sulla Piazza degli Scacchi e sulle colline circostanti. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: Il Castello Inferiore è aperto tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30. E’ chiuso solo il 25 dicembre e il 1 gennaio. Il biglietto intero costa 8,00 €, il ridotto ( dedicato agli under 14 e agli over 65 ) 5,00 €. L’entrata è gratuita per i bambini da 0 a 6 anni e per le persone con disabilità. 

Cammina nella famosa Piazza degli Scacchi

La Piazza degli Scacchi ti attende proprio fuori dalle mura del Castello Inferiore. Per meglio capirne l’origine però dobbiamo fare qualche salto indietro nel tempo, nel lontano 1400. Pare infatti che la figlia del Castellano di Marostica, la bella Lionora, fosse contesa da due pretendenti, Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara. Per evitare una disputa a suon di spade il padre della ragazza, l’allora Castellano di Marostica, decise di concedere la sua mano a chi dei due avesse vinto una partita a scacchi, donando invece in sposa allo sconfitto la sorella di Lionora, Oldrada. L’incontro si svolse nella Piazza del Castello, con pezzi di scacchi viventi ai quali i due contendenti ordinavano le mosse di volta in volta, fino a decretare il vincitore della partita. Chi sarà stato?

Il grande evento si ripete, dal 1923, con lo stesso sfarzo e con la stessa passione di allora, in un tripudio di costumi d’epoca, di giocolieri e di sputafuoco, tra torri e alfieri, re, regine e pedoni. La Partita a Scacchi con personaggi viventi viene infatti giocata a Marostica ogni secondo week end di settembre, ma solo negli anni pari. Lo spettacolo prevede circa 600 figuranti in costume e dura circa due ore.

Info e orari: La prossima edizione della Partita a Scacchi di Marostica è prevista per il 6/7/8 settembre 2024. Puoi prenotare il tuo posto direttamente online, sul sito www.marosticascacchi.it. Il prezzo del biglietto parte da 50,00 €, ma varia a seconda del posto scelto. In tribuna Platinum arriva a 86,00 €.

 

Marostica, la città degli Scacchi. Visita la Chiesa di Sant’Antonio Abate

Per raggiungere il camminamento di ronda che porta al Castello Superiore dovrai fare una splendida passeggiata lungo il centro storico e dentro le mura di Marostica. Il primo edificio che incontri, laddove inizia il sentiero per salire al castello, è la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

Questa struttura religiosa risale al 1383 ed è stata edificata durante il dominio scaligero sul sito di un vecchio ospizio per pellegrini. Sembra infatti che adiacente alla chiesa ci fosse un convento di francescani, passato nel Seicento sotto la direzione della Confraternita del Carmine. La peculiarità di questo edificio è senza dubbio il Campanile a forma di Torre, che porta una cella campanaria decorata da bifore a sesto acuto, enfatizzate da una cuspide conica. 

Accanto alla chiesa trovi un piccolo chiostro, appartenente al vecchio convento francescano. Al suo interno sono presenti diverse sculture appartenenti al 1400. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: La chiesa e il chiostro sono sempre visitabili in maniera gratuita.

Fermati alla Chiesa del Carmine

La tua visita a Marostica entra nel vivo proprio percorrendo il sentiero dei Carmini. Parte dalla scalinata omonima e ti porta fino alla cima della cinta muraria, al cospetto del Castello Superiore. Ma prima di intraprendere il percorso fermati ad ammirare la Chiesa della Madonna del Carmine, che si trova proprio in cima alla scalinata. E’ un edificio religioso del 1600 e all’interno vanta un’unica navata e ben tre altari. Il più grande è in marmo, mentre i secondari sono in legno. Meravigliosi affreschi ornano il soffitto della navata e le pareti laterali. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: La Chiesa del Carmine è aperta tutti i giorni dalla 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00. L’ingresso è gratuito.

Ora inizia il percorso del camminamento di ronda

Da qui parte il sentiero che porta sul camminamento di ronda di Marostica e al castello Superiore. Il sentiero è abbastanza ripido, scivoloso in caso di pioggia, per cui bisogna avere abbigliamento comodo e scarpe adatte, possibilmente da trekking, In autunno e inverno ti consiglio di portare nello zaino anche un k-way, una borraccia con l’acqua e qualche snack. Se hai bambini con te tieni sempre loro la mano. Il terreno è sdrucciolevole. La durata del percorso è più o meno di venti minuti, ma la strada è tutta in salita. E’ impensabile salire con un passeggino, tantomeno con un bimbo in braccio per cui, se vuoi, puoi raggiungere il castello anche in auto. C’è un parcheggio gratuito in cima. Questa opzione però è sicuramente meno pittoresca. Una volta arrivato in cima al Castello Superiore puoi godere di una vista spettacolare su Marostica e sui territori circostanti. 

Sei temerario? Continua la scalata..

Dal Castello Superiore è possibile continuare la scarpinata fino al secondo rivellino della cinta muraria. Le guide dell’Associazione Pro Marostica ti accompagnano sul punto più alto della fortificazione, seguendo però un rigido protocollo di sicurezza. La salita infatti prevede circa 180 scalini ripidissimi e alti, per cui è necessario indossare un’imbracatura di protezione che ti permette di rimanere ancorato alla ringhiera laterale in caso di caduta. L’arrampicata è impegnativa, ma possibile da fare anche con bambini dai sei, sette anni in su ( devono essere almeno 1 metro e 20 cm di altezza!). Una volta arrivato in cima però davanti ai tuoi occhi si apre un panorama incredibile. La vista su Marostica e sui Colli Euganei ti lascia senza fiato.

Ancor più impegnativa però è la discesa, soprattutto in caso di pioggia o di umidità. I gradini diventano molto scivolosi per cui prenditi tutto il tempo che ti serve per fare il percorso a ritroso e, se hai bambini, falli camminare sempre tra due adulti. Una volta tolte le imbracature puoi scegliere se fare di nuovo il sentiero dei Carmini per tornare nel borgo medievale oppure puoi optare per una scorciatoia che passa nel bosco. Entrambi i percorsi sono molto scivolosi in discesa, cambiano solo le tempistiche per raggiungere il centro storico. 

Info e orari: Il biglietto per salire fino al rivellino della cinta muraria costa 5,00 €, il ridotto 3,00 €, e il percorso dura circa venti minuti. E’ aperto in autunno e in primavera dalle 10:30 alle 18:00 mentre in estate chiude alle 19:00. Da marzo a novembre invece il cammino di ronda è aperto solo la domenica e i festivi. Puoi optare anche per il biglietto combinato alla visita del Castello Inferiore, al costo totale di 11,00 €, 7,00 € per il ridotto.

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare l’ Associazione Pro Marostica al numero 0424.72127 o mandare una mail ainfo@marosticascacchi.it

Perchè visitare Marostica, la città degli Scacchi

Se ami i luoghi particolari, intrisi di storia e di magia, Marostica è il posto perfetto per te. Il borgo medievale è davvero incantevole, autentico come pochi, e le attività da fare sono altrettanto allettanti e interessanti. L’atmosfera rilassata del centro storico è un vero toccasana per chi ama il turismo lento e sostenibile. Le botteghe di Marostica infatti si tramandano di generazione in generazione, così come i ristoranti tipici e i deliziosi bar che costeggiano la Piazza degli Scacchi. I portici poi, che proteggono eleganti abitazioni dal sapore antico, sono il luogo perfetto per passeggiare riparati dal sole in estate o dalla pioggia in inverno. 

Marostica poi è anche famosa per essere tappa del Sentiero delle Ciliegie, una delle più romantiche passeggiate da fare in Veneto in primavera. Il percorso è lungo circa 10 chilometri, arriva a un dislivello di 350 metri, e comprende anche i territori di Pianezze, una città limitrofa. Un motivo in più per organizzare una visita a Marostica, la città degli Scacchi e non solo…

 

Sei mai stato a Castellaneta? Si trova alle pendici della Valle d’Itria, in provincia di Taranto. E’ immersa nel Parco Regionale delle Gravine di Puglia ed è famosa per aver dato i natali a Rodolfo Valentino, nota star del cinema muto del primo Novecento. Sono diverse le strade, i musei, le opere di street art dedicate, in città, a questo famoso latin lover del passato. Castellaneta però è anche natura incontaminata, storia millenaria, architettura meravigliosa e pura poesia. Poesia che si legge tra i monumenti preziosi, sulle chiese imponenti, negli antichi ipogei e sugli affacci panoramici mozzafiato. Con questo articolo ti porto a Castellaneta e ti do qualche consiglio utile su cosa vedere in città, anche con bambini al seguito.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Castellaneta è una delle più belle città bianche della Valle d’Itria. Si trova incastonata nel territorio che si estende dalla Murgia tarantina fino allo Ionio. Paesaggi rurali si alternano dunque a scenografie marine ma, a rendere straordinario questo angolo di Puglia, sono le lame e le gravine. Le lame sono incisioni carsiche a carattere torrentizio, che convogliano le acqua di pioggia dalla Murgia verso il mare. Le gravine invece sono incisioni erosive molto profonde, dei veri e propri canyon scavati nella roccia calcarea dall’acqua piovana o fluviale.

Entrambi i siti naturali accolgono piante mediterranee, floridi arbusti e essenze botaniche preziose. Custodiscono inoltre gioielli di valore storico e archeologico inestimabile: le chiese rupestri e le case grotta dei primi insediamenti rurali pugliesi. 

Inizia la visita dal centro storico

Proprio sulla parte più alta della Gravina di Castellaneta sorge il centro storico della città. La sua conformazione, tipicamente medievale, comprende vicoli stretti e piccole piazze, sulle quali si affacciano i principali monumenti. Conosciuto anche come “paese vecchio”, il centro storico di Castellaneta è uno scrigno ricco di tesori preziosi. Un borgo delizioso dove il tempo sembra essersi fermato, dove passeggiare tra case imbiancate a calce, piccole installazioni artistiche, chiese barocche e dimore nobiliari, stando sempre con il naso all’insù. Un luogo perfetto da vivere a passo lento, rispettandone l’atmosfera rilassata e il religioso silenzio.

Castellaneta, cosa vedere. Visita la Cattedrale di San Nicola

Passo dopo passo, annusando il profumo dei fiori che sporgono dai balconi e che decorano i piccoli giardini, raggiungi la Cattedrale di San Nicola, un trionfo di architettura barocca e rinascimentale. L’esterno è riccamente decorato secondo lo stile del barocco ma anche gli interni non sono da meno. La Cattedrale vanta infatti un meraviglioso soffitto ligneo intagliato che sfoggia tre tele del 1700 e quattro di fine ‘800, tra le quali spicca Le nozze di Canan. 

La Cattedrale di San Nicola è attigua al Palazzo Vescovile, che oltre ad essere ancora sede del Vescovado conserva dipinti e sculture di grande valore artistico.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Raggiungi il Palazzo Baronale

Il centro storico di Castellaneta ospita numerosi palazzi signorili, anticamente abitati dai feudatari della zona, e tra questi spicca per la sua privilegiata posizione il Palazzo Baronale. La sua prima destinazione d’uso è legata alla politica locale ma in seguito è divenuto prima seminario poi convento di Clarisse. Questo palazzo fortificato si trova a strapiombo della gravina, in una pittoresca angolazione che regala fascino e mistero a questo angolo di Castellaneta. All’interno ospita inoltre un cortile decorato da raffinate cornici e da stemmi nobiliari, e un grande salone signorile, usato in passato come stanza di rappresentanza. Tra i Palazzi signorili degni di nota trovi anche Palazzo Catalano e Palazzo Sarapo, famoso per il suo grande portone in stile barocco. 

Castellaneta, cosa vedere. Scendi negli ipogei

Sotto il paese vecchio c’è una vera e propria città sotterranea, bellissima da esplorare anche con i bambini. Nonostante la sua inattività rimane un’arteria importantissima di Castellaneta, ancora viva e presente. La città attuale infatti è stata edificata proprio sull’antico impianto urbanistico di un arcaico villaggio rupestre, ricco di grotte naturali e passaggi segreti. 

Un mondo occulto e misterioso dove alloggi spartani, stalle, chiese e cisterne si rincorrono nell’umidità creando un gremito labirinto sotterraneo, rimasto per anni nascosto e inaccessibile. I più importanti siti sotterranei di Castellaneta sono il Trappeto di San Domenico, un frantoio ipogeo, e il Palmento, una grande sala scavata nella roccia dove avveniva la pigiatura dell’uva, affinchè diventasse mosto.

Puoi scendere nel ventre della città avvalendoti delle guide turistiche dell’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta, che ti racconteranno i segreti di questi arcaici luoghi di lavoro e di vita, riportati alla luce grazie ad un grande lavoro di riqualificazione. 

Info e orari: Puoi contattare l’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta ai numeri tel. 339 8888933 – 3274963021 o mandare una mail a: info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Entra nel Museo Rodolfo Valentino

Ed eccoci arrivati al Museo Rodolfo Valentino, una tappa immancabile durante una visita nella città di Castellaneta. E’ stato inaugurato nel 2010 e rende omaggio alla star più famosa del cinema muto, grande latin lover dei primi del ‘900: Rodolfo Valentino. All’interno del museo trovi pannelli espositivi, locandine, materiale fotografico e cinematografico riguardante questo grande attore del passato, natìo di Castellaneta.

Anche se non sei un esperto cinefilo ti consiglio di fare una visita a questo museo. Racconta la storia di un mito apprezzato e conosciuto in tutto il mondo che, grazie alla sua bravura e alla sua ammaliante bellezza, è riuscito a trasformare la sua figura in leggenda, diventando motivo di orgoglio per Castellaneta, per la Puglia e per l’Italia intera.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Info e orari: Trovi il Museo Rodolfo Valentino in Via Vittorio Emanuele 117/119, nell’ex Monastero di Santa Chiara. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri 099/8493192 – 347/5493021 o mandare una mail a : info@fondazionevalentino.it Il costo del biglietto è di 3,50 € a persona. 

Castellaneta, cosa vedere. Affacciati sulla Gravina

Continuando a passeggiare per le stradine del centro storico ti imbatterai in alcuni affacci panoramici. Da questi punti strategici puoi godere di una vista mozzafiato sullo strapiombo della Gravina di Castellaneta, profonda circa 145 metri. Questa gravina è una delle più grandi della Puglia, scavata negli anni dalle acqua meteoriche nella roccia calcarea. Come già detto in precedenza, questo sito naturale ospita numerose testimonianze del passato, come chiese rupestri, case grotta e cisterne d’acqua. Il tutto impreziosito dalla florida macchia mediterranea, che esplode nel suo massimo splendore negli arbusti e nelle piante aromatiche. Un tripudio di ginepro, corbezzolo, carrubo, fico d’India e ulivi millenari che fanno da cornice ai primi insediamenti rupestri della regione. 

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Arriva alla Chiesa di Santa Maria del Pesco

Un altro affaccio panoramico pazzesco si trova poco fuori dal centro storico di Castellaneta. E’ il giardino privato della Chiesa di Santa Maria del Pesco, oggi chiamata Chiesa dell’Assunta, un edificio del 1300 con una suggestiva storia alle spalle. Pare infatti che sia stata costruita da un capitano per grazia ricevuta. La luce della Vergine Assunta gli avrebbe indicato la strada per la salvezza durante una terribile tempesta in mare. Proprio per questo motivo la chiesa, ammirandola da lontano, sembra avere la forma di una nave. La Chiesa di Santa Maria del Pesco è adagiata sul ciglio della Gravina di Castellaneta, da dove si ha una vista strepitosa del territorio circostante, e conserva tesori di grande valore storico e artistico.

La facciata esterna è in calcare bianco mentre gli interni sono adornati da un bellissimo soffitto ligneo, decorato da numerose opere pittoriche che rappresentano l’Assunta e San Nicola, il santo patrono al quale era inizialmente dedicata questa chiesa. Di particolare importanza è il dipinto della Madonna del Bambino, risalente al 1200.

Perchè visitare Castellaneta

Per la sua peculiare posizione, a strapiombo sulla Gravina più grande della Puglia, e per i suoi tanti tesori storici e architettonici, Castellaneta è la metà perfetta in ogni stagione e per ogni tipologia di viaggiatore. Il centro storico è un piccolo scrigno stracolmo di tesori preziosi, bellissimo da esplorare sia nella parte visibile sia nella zona sotterranea. Inoltre il paese vecchio è abbellito da graziose tegole colorate, sparse sulle facciate dei palazzi, nei vicoli e nelle piazze.

Sono dipinte a mano e riportano deliziose illustrazioni accompagnate da proverbi locali. Divertiti a cercarle e a fotografarle tutte con i bambini! Non solo sono bellissime da vedere ma ti fanno scoprire usi e costumi della regione attraverso disegni e aforismi frutto della sapienza e della tradizione locale.

 

 

Sei mai stato a Ginosa? E’ uno splendido paese della Puglia, situato in provincia di Taranto. La sua peculiare posizione, a 240 metri sopra il livello del mare, la rende una delle mete più pittoresche della regione. Si trova infatti incastonata nella Murgia tarantina, un’estesa porzione di territorio i cui confini sono indefiniti ma che si esendono tra la Puglia Centrale e la Basilicata orientale. Questa zona è caratterizzata da un altipiano carsico di origine tettonica e fa parte dal 2004 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa è una delle cittadine più antiche della Puglia e la sua fondazione sembra datarsi attorni al 1500 avanti Cristo. Alcune tracce archeologiche però fanno presagire la presenza nella zona di insediamenti umani molto più antichi, risalenti addirittura al Neolitico. Forte è stata la presenza del popolo ellenico negli antichi territori di Ginosa, il cui nome infatti deriva dalla parola greca Genusia, vecchio nome dell’odierna Cnosso, capitale di Creta.

Il susseguirsi di numerose denominazioni ha lasciato segni indelebili non solo nell’architettura della zona, ma anche nelle tradizioni e nei costumi che ancora oggi sono in uso tra la popolazione locale. Romani, Goti, Bizantini, Saraceni e Normanni hanno contribuito a costruire e fortificare la storia e le usanze di Ginosa. Questo susseguirsi di invasioni straniere, in tempi antichissimi, ha portato la gente del posto a cercare rifugio nelle grotte naturali scavate nel tufo della gravina. Ed è da queste grotte che comincia il mio racconto..

Visita la Gravina di Ginosa

Scendere nella Gravina di Ginosa è un’esperienza emozionante e selvaggia. Il piccolo canyon, scavato nella roccia calcarenitica delle acque pluviali, circonda in un abbraccio tutto il centro abitato di Ginosa. I colori caldi della roccia, il fruscio del vento tra le piante tipiche della Macchia Mediterranea, l’odore forte dei fichi d’India maturi e il profumo delle piante aromatiche ti rapiscono, quasi con violenza, e ti avvolgono in un vortice di folli emozioni sensoriali, a tratti ingovernabili.

Scendi nei rioni Rivolta e Casale

Sono due i villaggi rupestri di Ginosa, e si dividono in rioni: Rivolta e Casale. Entrambi i siti naturali sono una preziosa testimonianza delle antiche tecniche costruttive ma anche un’importante fonte di informazione riguardante la primissima pianificazione urbana di questi territori. L’esempio più esplicito sta nella disposizione degli ingressi delle grotte.

Sono infatti rivolti verso il sud, in modo da permettere al sole di riscaldare gli interni in inverno. Il complesso urbanistico comprende un insieme di case grotta e chiese rupestri scavate interamente nella roccia, disposte su cinque piani collegati tra loro da rudimentali scalinate. Ipogei, cisterne, piccole nicchie arcaiche, giardini primitivi e forni rurali erano condivisi non solo tra gli uomini, ma anche con gli animali. Dove le gravine raggiungono la più naturale compostezza puoi ammirare i resti delle chiese rupestri, piccoli santuari sospesi nel tempo e preziosi musei di arte antica.

Scruta i palinsesti nelle Chiese Rupestri

La gravina protegge numerosi gioielli arcaici. Tra le sue rocce, oltre alle case grotta, trovi infatti anche le chiese rupestri, piccole grotte ipogee dedicate al culto dei santi locali. Sono molte le chiese dislocate lungo tutta la Murgia ma se ti trovi a Ginosa puoi visitare la chiesa di Santa Sofia, una delle sante più venerate della zona. Guardando i palinsesti, gli antichi pannelli devozionali realizzati con colori naturali, puoi provare ad immaginare la bellezza della chiesa nel periodo del suo massimo splendore. Purtroppo le calamità naturali e gli agenti atmosferici ne hanno cancellato piccoli pezzi o ridotto la qualità dei colori. Le chiese rupestri restano comunque una grande testimonianza della devozione delle popolazioni che hanno abitato la Murgia Tarantina. 

Ammira la Chiesa Matrice di Ginosa

La Chiesa Matrice fa capo a tutte le altre chiese di Ginosa e la sua costruzione risale al 1554. E’ opera di un presidio militare francese dell’epoca, ed è dedicata ad uno dei santi più importanti della Francia: San Martino da Tours. La linea architettonica della Chiesa Matrice è caratterizzata da una predominanza dello stile gotico, al quale si affianca lo stile rinascimentale in auge in quel periodo in Puglia. 

Un rosone da luce alla navata principale. Sotto di esso la figura di San Martino guerriero sembra scrutare gli avventori. Nella navata centrale puoi ben vedere l’altare maggiore, il pulpito e l’organo, tutti elementi appartenenti al periodo settecentesco. Tra le altre cappelle spicca per bellezza e maestosità il Cappellone, la parte più antica delle Chiesa Matrice. Al suo interno sono custodite diverse tracce di palinsesti, nonchè una tela della Vergine che tiene in braccio il Bambino mentre mantiene nell’altra mano la corona del Rosario. Per la perfezione dei tratti e per la bellezza dei colori, resta uno dei dipinti più importanti dell’intera regione. La Madonna del Rosario è inoltre la Santa Patrona della città di Ginosa.

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa. Passeggia nel borgo fantasma

Il piccolo borgo di Ginosa si arrampica sulla collina della Gravina, e appare al visitatore in tutta la sua aspra bellezza. Le casette di tufo e calcarenite si alternano ad antichi conventi e a vecchi palazzi nobiliari, tra i quali spicca per maestosità il Castello Normanno. Nato a scopo difensivo nell’anno Mille nella sua versione originale portava tre torri merlate, tra le quali passava un ponte levatoio. Sotto il dominio dei Doria invece alcuni elementi architettonici sono stati demoliti, trasformando il baluardo difensivo in un elegante palazzo nobiliare.

Passeggia sulla viuzza principale, che costeggia la gravina e i villaggi rupestri, e goditi il silenzio prorompente. Il vecchio borgo di Ginosa infatti è disabitato da anni poichè, a causa di una fortissima alluvione che ha devastato questi territori nel 2013, gli abitanti hanno dovuto lasciare le proprie case per prendere alloggio in residenze più sicure. L’eco del vento che si incanala nelle balaustre di pietra è l’unico suono che sentirai in questo tratto di strada.

Fai un’esperienza gastronomica da Casa Mama

Affacciato sulla gravina, con le sue porticine colorate e le tende mosse dal tiepido vento del sud, trovi Casa Mama: l’info point di Ginosa e di Ginosa Marina. Non è un semplice punto di informazioni ma una vera e propria casa, arredata con classe e ricca di dettagli tipici della regione, in cui a richiesta si tengono pranzi con prodotti tipici o Cooking Class. Isabella Bello, sua madre Rosa e suo figlio Francesco creano esperienze gastronomiche davvero pazzesche.

Puoi provare ad esempio a fare le orecchiette pugliesi secondo l’antica ricetta, impastando acqua e farina con le tue mani sotto lo sguardo attento della signora Rosa. Con maestria Rosa ti insegna a creare questi piccoli riccioli di pasta dorata facendoti seguire gli antichi movimenti delle massaie del posto. 

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

L’atmosfera rilassata, intima e accogliente di Casa Mama è incantevole. Il cibo fatto in casa, il profumo delle salse che ti solletica il naso, la vista pazzesca sulla Gravina di Ginosa e la passione di Isabella e della sua famiglia fanno di questo posto una tappa immancabile nella tua visita in Puglia. 

Visita l’Atelier dell’Inglese

Arriva poi in cima alla collina e raggiungi la città nuova. Qui, tra negozi di charme e vecchie botteghe artigiane, puoi passeggiare fino a raggiungere uno degli atelier più famosi d’Italia: L’Inglese. Angelo è un sarto di fama internazionale, originario di Ginosa, e ha vestito con le sue eleganti camicie Ministri, Principi e Reali di tutto il mondo. Una visita ai suoi laboratori per conoscere le varie fasi di produzioni dei suoi abiti è obbligatoria se ti trovi in quel di Ginosa. L’ arte sartoriale di Angelo l’Inglese è ormai nota in ogni parte del mondo e sono numerosi i personaggi illustri che fanno visita alla sua sartoria per poter comprare una sua creazione. 

Perchè visitare Ginosa

Ginosa è una perfetta fusione tra passato, presente e futuro. Le gravine risucchiano, tra ocra e verdone, il viaggiatore, che sprofonda in una dimensione fatta di storia antica, ingegneria arcaica e religiosità. Il vecchio borgo si staglia sulla collina come una bomboniera, baciato dal sole del giorno e battuto dal vento caldo di scirocco della sera. Il nuovo centro storico invece è un piccolo gioiello e si sviluppa in pianura, abbracciando tradizione e modernità. 

Prenotando esperienze presso Casa Mama inoltre puoi optare per diverse tipologie di visita. I local tour dell’Associazione sono pensati e strutturati per ogni tipologia di viaggiatore. Puoi spaziare tra Cooking Class, tour enogastronomici, passeggiate a cavallo e tante altre attività inclusive. Ogni attività esperenziale nasce dalla passione delle persone del posto per i propri territori, decisi a tramandare usi e costumi antichi non sottovalutando l’innovazione e modernità.

 

 

 

 

 

 

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