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Sogni una vacanza invernale indimenticabile? L’Italia offre una varietà di destinazioni da sogno, perfette per le tue avventure invernali. Dai paesaggi montani alle affascinanti città d’arte, queste mete ti conquisteranno con il loro fascino unico anche con il freddo. In questo articolo trovi consigli utili su dove andare in inverno in Italia e le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda.

Dove andare in Italia in inverno

Per gli amanti degli sport invernali, le Alpi italiane offrono una vasta scelta di località sciistiche di classe mondiale. Da Cortina d’Ampezzo a Courmayeur, potrai godere delle splendide piste immerso in un panorama mozzafiato.

Se invece ami immergerti nella cultura, le città d’arte come Firenze, Roma e Venezia sono un vero paradiso in inverno. Con meno turisti rispetto alla stagione estiva, potrai ammirare i capolavori artistici senza fretta e goderti l’atmosfera romantica che queste città offrono durante le festività.

E non dimentichiamoci delle pittoresche cittadine medievali, come Siena e San Gimignano, che sembrano uscite da una fiaba invernale. I loro vicoli acciottolati e i palazzi secolari addobbati a festa ti trasporteranno in un mondo magico.

Che tu sia un amante dello sport o un appassionato d’arte, l’Italia ha la destinazione perfetta per te in questo inverno. Preparati per una vacanza da sogno nel Bel Paese!

Dove andare in inverno in Italia. Le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda

Dove andare in inverno in Italia. Ami sciare? Prenota un soggiorno sulle Alpi

Conosci le Alpi Tofane? Sono un massiccio delle Dolomiti Orientali e ogni anno richiamano sulle vette numerosi amanti della montagna, in ogni stagione. In estate i tanti sentieri escursionistici sono perfetti per praticare trekking mentre in inverno il panorama cambia radicalmente, passando da un verde acceso a un bianco candido. 

Durante la stagione invernale i turisti si riversano in questa zona, attratti dalle fantastiche piste da sci che si snodano lungo il versante orientale delle Tofane. Cortina è una delle città più frequentate, soprattutto da VIP, e vanta una delle Ski Area più grande del territorio, raggiungibile grazie alla funivia che parte proprio dal centro città. 

Anche Courmayeur è una meta perfetta per gli amanti degli sport invernali. Vista la sua particolare bellezza naturale, resa ancora più preziosa dalle vette inbiancate, la città in inverno è presa d’assalto da numerosi turisti. Sono tanti gli sport da poter praticare in zona, tante le attività e gli eventi a cui prendere parte. Sci alpino, snowboard, park per freestyle, slitte trainate da cani, ciaspolate… questo è solo un assaggio di quello che puoi trovare a Courmayeur e dintorni. 

Visita le città d’arte avvolte dal fascino invernale

Sei mai stato a Venezia in inverno? Il fascino della laguna rimane immutato con la stagione fredda e regala sempre emozioni uniche. Le Calli sono meno affollate e diventa più piacevole passeggiare tra botteghe artigiane e ponti storici. Anche i tempi d’attesa per le maggiori attrazioni si riducono notevolmente, ma la migliore strategia è sempre la prenotazione on line con accesso prioritario, che comprenda anche un giro in gondola. 

Dove andare in inverno in Italia. Le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda

Anche Firenze, in inverno, risulta meno affollata e più semplice da esplorare. In più ci sono tantissimi monumenti e musei da visitare in caso di pioggia improvvisa. In città trovi infatti alcuni dei percorsi museali più interessanti d’Europa, come la Galleria degli Uffizi e il Museo Galileo, nonchè il famosissimo Palazzo Pitti, all’interno del quale trovi anche il Museo della Moda e del Costume. Insomma a Firenze ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. In inverno infatti anche le strutture alberghiere hanno prezzi più bassi ed è facile trovare alloggi anche in centro storico a prezzi convenienti. 

Dove andare in inverno in Italia. Ammira i colori invernali dei borghi medievali

L’Italia è ricca di borghi e villaggi medievali, deliziosamente conservati. In inverno poi questi piccoli agglomerati urbani sono avvolti da un’atmosfera quasi fiabesca, ferma nel tempo, che i riporta con il pensiero agli antichi fasti della storia. Fermati a Siena e goditi Piazza del Campo senza la calca dei turisti, passeggia nelle stradine di ciottoli e assaggia i prodotti tipici locali. Con il freddo è piacevole sorseggiare il vino rosso della zona, che accompagna piatti aromatici come il ragù di cinghiale o la ribollita. 

Anche San Gimignano regala paesaggi invernali da togliere il fiato. Il piccolo borgo medievale sembra essere uscito da un libro di favole, e le torri che svettano sul centro storico rendono questo angolo di Toscana davvero pittoresco. A Natale poi sono numerosi gli eventi in programma in città, e nella piazza principale compare un delizioso mercato dove comprare o degustare i prodotti tipici della zona, come il tartufo. Un buon motivo per vedere San Gimignano in inverno. 

Perchè visitare l’Italia in inverno

L’Italia in inverno regala panorami pazzeschi, complici le montagne innevate e le città vestite a festa. Che tu voglia organizzare una settimana bianca all’insegna dello sport o che tu preferisca passeggiare tra mercatini tipici e visitare musei, nella nostra penisola riuscirai a trovare senza dubbio le mete perfette per il tuo stile di viaggio. Ricorda di fare un salto in Trentino, per visitare i famosi mercatini di Natale, e di fare una breve visita a Roma, per ammirare il maestoso albero di Natale che ogni anno svetta in Piazza San Pietro. Da nord a sud ogni paese italiano riesce a regalarti paesaggi invernali unici, con o senza neve. 

 

La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, sorge proprio nel cuore della città. E’ uno splendido esempio di architettura normanna, con una ricca storia che risale al XII secolo. Questa cattedrale è un’attrazione da non perdere per chiunque visiti Palermo e la Sicilia stessa. Dai suoi intricati mosaici al suo imponente campanile, c’è molto da ammirare in questa chiesa di una bellezza disarmante. Esplora la storia e la bellezza della Cattedrale di Palermo in questa guida completa.

La Cattedrale di Palermo

Conosci la sua storia?

La Cattedrale di Palermo ha una storia ricca e affascinante che risale al XII secolo. Originariamente costruita come moschea durante la dominazione araba della Sicilia, è successivamente trasformata in chiesa cristiana dai Normanni. Nel corso dei secoli, la cattedrale subisce numerosi rifacimenti e aggiunte, fino a creare una miscela unica di stili architettonici. Il susseguirsi continuo di dominazioni straniere porta dunque l’edificio a continue modifiche che seguono lo stile e i canoni estetici dei nuovi conquistatori.

Nel 600 dopo Cristo ad esempio la chiesa è arricchita dal santuario dedicato alla Vergine Maria Assunta, edificato sui resti della basilica romana pre-esistente. Con l’arrivo dei saraceni invece la chiesa torna ad essere moschea, al fine di dare spazio e importanza al culto mussulmano sull’isola. Di questo periodo sono le colonne della navata centrale. 

Dopo l’anno Mille il potere e la guida della città passano di nuovo in mano normanna e la moschea torna ad essere luogo di culto cristiano. Vengono inoltre edificate in questo periodo le Tombe Imperiali, per dare degna sepoltura ai regnanti. Al loro interno sono conservati i resti di Federico II e della patrona della città di Palermo, Santa Rosalia. 

Oggi rappresenta una testimonianza del ricco patrimonio culturale della Sicilia ed è un’attrazione da non perdere per i visitatori di Palermo.

La Cattedrale di Palermo: guida completa alla visita

Scopri l’architettura e il design della Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo è uno straordinario esempio di fusione di diversi stili architettonici. La moschea originaria fu costruita in stile arabo-normanno, caratterizzato dall’uso di fasce alternate di pietra rossa e bianca. Le aggiunte cristiane, compresa la navata e il transetto, sono state realizzate in stile gotico, con archi ogivali e volte a vela. Il periodo barocco ha visto invece l’aggiunta di decorazioni ornate, come le sculture in marmo e gli affreschi che impreziosiscono l’interno. L’esterno della cattedrale è altrettanto impressionante, con il suo imponente campanile e le intricate sculture. Una visita alla Cattedrale di Palermo è una festa per gli occhi e un viaggio nella storia dell’architettura siciliana.

Ammira gli interni

L’interno della Cattedrale di Palermo è uno scrigno di arte e decorazioni. La navata e il transetto sono adornati da splendidi affreschi, tra cui trovi le opere di Pietro Novelli e Giuseppe Velasquez. L’altare maggiore è un capolavoro dell’arte barocca, con i suoi intricati intagli e le decorazioni dorate. Il pavimento della navata centrale sfoggia una meridiana in marmo realizzata dall’astronomo Giuseppe Piazzi. L’opera è meravigliosamente intarsiata e rappresenta i segni zodiacali che, a seconda della stagione, sono irradiati e quindi illuminati dai raggi del sole che filtrano dalle vetrate.

La cattedrale custodisce, come già accennato, alcune importanti reliquie, tra cui il teschio di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Al suo interno puoi ammirare inoltre le bellissime vetrate raffiguranti importanti scene della Bibbia e della vita dei santi. Una visita alla Cattedrale di Palermo è d’obbligo se sei un appassionato di arte e all’architettura.

Soffermati con lo sguardo sulla cupola

Dopo il terremoto che ha devastato quest’area della Sicilia, nel 1963, la Cattedrale è stata arricchita da una grande cupola. Col tempo questa cupola è diventata uno dei simboli iconici della città. Le sue arcate sorreggono un tamburo centrale sfruttando i grandi pilastri del presbiterio, che si trova in fondo alla navata centrale. Il tamburo è di forma cilindrica e vanta otto finestre, mentre il soffitto presenta volte a botte. Sulla cima della cupola è ben visibile una lanterna. Altre piccole lanterne sono incastonate in piccole cupolette, ben 16, che circondano la cupola centrale e che vanno a illuminare la altre cappelle laterali.

Suggerimenti per visitare la Cattedrale di Palermo

Per visitare la Cattedrale di Palermo è necessario vestirsi in modo appropriato. Si tratta di un importante sito religioso per cui ai visitatori è chiesto di vestirsi in modo rispettoso, magari coprendo le spalle e le ginocchia. Ti consiglio inoltre di arrivare la mattina presto per evitare la folla e per sfruttare la luce naturale che illumina l’interno della cattedrale per ammirarne i dettagli. Se sei un appassionato di arte e architettura ti consiglio di prenotare una visita guidata. In questo modo potrai apprezzare appieno la storia e il significato di questo straordinario edificio. Infine, non dimenticare di portare una macchina fotografica per catturare la bellezza degli intricati dettagli della cattedrale e delle sue straordinarie opere d’arte.

Orari e informazioni utili alla visita

La cattedrale di Palermo è visitabile tutto l’anno negli orari di apertura. Tuttavia, ti consiglio di organizzare il tuo viaggio tra in primavera o in autunno, quando le temperature sono ancora sopportabili.

La Cattedrale di Palermo è aperta dal Lunedì al Sabato, dalle ore 07:00 alle ore 19:00. La Domenica invece apre alle ore 08:00 per chiudere alle 13:00 per poi riaprire nel pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00.

L’accesso all’area di preghiera è gratuito, mentre il biglietto che comprende l’ingresso a tutte le aree restanti costa 10 euro. Ti consiglio comunque di rimanere sempre aggiornato sulle variazioni di prezzi e orari consultando il sito ufficiale di Palermo.

Cosa vedere vicino alla Cattedrale di Palermo

Mentre la Cattedrale è un‘attrazione da non perdere a Palermo, ci sono molti altri luoghi altrettanto interessanti che puoi esplorare nella zona circostante. A pochi passi si trova il Palazzo dei Normanni, uno splendido palazzo che risale al IX secolo. Puoi inoltre raggiungere  il vicino mercato di Ballarò, che offre uno sguardo vivace e colorato sulla vita locale. Qui puoi assaporare il vero street food siciliano. Se sei interessato alla storia e alla cultura locale invece, nelle vicinanze trovi il Museo Archeologico Regionale, che presenta un’affascinante collezione di reperti dell’antica Sicilia. 

Se stai pianificando un viaggio in Sicilia, non perderti questa guida completa su cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Scopri i monumenti storici, assapora la cucina locale e immergiti nella cultura siciliana. Palermo è una città ricca di storia, arte e tradizioni, e questa guida ti aiuterà a sfruttare al meglio il tuo tempo nella città.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.
Palermo è davvero una città ricca di luoghi unici. Se fai scalo in città con una crociera diventa essenziale individuare le migliori attrazioni da visitare, soprattutto in base ai tuoi interessi. Non hai bisogno di transfer poichè il porto è vicinissimo al centro storico, che raggiungi a piedi in meno di 5 minuti.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno

Visita la Cattedrale di Palermo

Le tue prime ore a Palermo dovresti dedicarle alla visita dei monumenti storici più importanti della città. Inizia la tua giornata al Teatro Massimo, uno dei teatri più grandi d’Europa. E’ famoso oltretutto per essere stato il set del film “Il Padrino III”. Poi dirigiti verso la Cattedrale di Palermo, un capolavoro dell’architettura normanna con influenze arabe e bizantine. 

La storia di questo edificio è abbastanza complessa. Nasce come basilica paleocristiana ma diventa moschea durante la dominazione araba dell’isola. Solo durante il periodo normanno torna ad essere chiesa cattolica. Nella seconda metà del ‘700 Carlo Borbone ne affida i lavori di restauro ad un suo architetto, Ferdinando Fuga, il quale dona alla cattedrale uno stile neo classico smorzando leggermente i toni gravi del gotico e del barocco. Toni che puoi ritrovare invece nell’abside e nel portale di ingresso e nella maestosa cupola della Cattedrale.

All’interno dell’edificio trovi anche le tombe reali, tra le quali puoi ammirare il sarcofago di Federico II e la tomba di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Il mix eccessivo di stili architettonici può sembrare caotico all’inizio, creando spaesamento nel visitatore attento. Nell’insieme invece, dopo una dettagliata osservazione, traspare tutto lo splendore di questa mescolanza di stili.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Raggiungi il Palazzo dei Normanni

Il Palazzo dei Normanni è uno degli edifici più famosi della città di Palermo. Il perchè è presto detto. E’ stato edificato nel X secolo da emiri arabi, concepito per essere una robusta fortezza ma anche una elegante e raffinata dimora. Il gusto e la sontuosità della sua architettura ha dato dunque il via alla tendenza stilistica dell’arte Arabo-Normanna. Al suo interno puoi visitare la cappella Palatina e la Sala d’Ercole, quest’ultima così chiamata per via delle numerose rappresentazioni artistiche di Giuseppe Velasquez che rappresentano il famoso eroe mitologico. Incantevole anche la Sala del Duca e la Sala dei Vicerè, dove sono esposti numerosi ritratti di presidenti e luogotenenti del Regno delle due Sicilie. Il Palazzo dei Normanni ospita anche un Osservatorio Astronomico, situato nella Torre Pisana. Tutt’oggi è sede dell’Assemblea della Regione Sicilia. 

Punta il centro dei “Quattro canti della città”

Passeggiare nel centro storico di Palermo è pura poesia. Immergiti nell’atmosfera siciliana camminando su via Maqueda, la sua arteria principale. Durante il percorso ti troverai esattamente nel centro de “I quattro canti della città”. Chiamato anche Teatro del sole questo famoso incrocio, fulcro del centro storico di Palermo, ha una forma ottagonale e funge da punto di incontro tra i quattro quartieri principali dell’epoca in cui è stato realizzato. Parliamo degli inizi del 1600 e i cantoni allora avevano il nome di Kalsa, Loggia, Capo e Albergheria.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Le quattro facciate rappresentano i cantoni e sono decorate su più livelli. Ogni ornamento è sormontato da stemmi reali, senatori o vicerè. Puoi notare nella parte bassa di ogni facciata una fontana, ognuna a rappresentare un fiume che bagnava anticamente Palermo. Al di sopra delle fontane sono poste le figure allegoriche delle quattro stagioni, rappresentate da Venere, Eolo, Cerere e Bacco. Al di sopra di esse sono sistemate le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III. e Filippo IV, una per ogni cantone. Stessa cosa per le quattro sante della città. Trovi infatti nella parte più alta di ogni facciata l’effigie di Sant’Agata, di Santa Ninfa, di Sant’Oliva e di Santa Cristina. Tutte le patrone precedenti a Santa Rosalia.

A Palermo c’è una Piazza della Vergogna. Lo sapevi?

Poco distante da “I quattro canti della città” trovi Piazza Pretoria. E’ il punto centrale della città storica di Palermo ed è conosciuta come Piazza della Vergogna. Il motivo? Le statue che sovrastano la fontana centrale della piazza sono nude! Sono scolpite in marmo bianco, così come tutta la fontana che le ospita e sono opera di Francesco Camilliani. La fontana nasconde un’altro piccolo segreto. Non è stata infatti lavorata a Palermo, ma è stata realizzata a Firenze e poi acquistata dalla città siciliana nel 1554. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Rimane tuttora una delle fontane più suggestive d’Italia ed è composta da più anelli divisi da vasche d’acqua, sormontati da scalinate che fanno sia da ponti che da parapetti. Nel centro fa mostra di se un puttino che regge una cornucopia, simbolo di abbondanza. Divinità pagane, dei dell’Olimpo e teste di animali versano acqua nelle vasche con un ciclo continuo. La fontana è chiusa da una monumentale cancellata in ferro battuto che un pò ne limita la vista, opera di Giovanni Battista Basile. 

Piazza Pretoria è costeggiata sui lati da rinomati palazzi storici come la Chiesa di Santa Caterina e il Palazzo Senatorio, sede del comune. Qui trovi inoltre il Palazzo Bordonaro e Palazzo Bonocore. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Visita il Museo Archeologico Regionale

Dirigiti ora verso il Museo Archeologico Regionale. Qui puoi ammirare una vasta collezione di reperti archeologici pregni di storia siciliana, cha va dall’epoca preistorica fino all’epoca romana. Puoi vedere numerosi reperti risalenti al periodo punico, greco e bizantino. Degni di nota sono inoltre i manufatti appartenenti al popolo egizio e a quello etrusco. Nel Museo Archeologico Regionale è conservata anche la famosa Pietra di Palermo, un antico annale regale della civiltà egizia. Riporta sulle fiancate l’elenco dei faraoni partendo dalla prima dinastia fino ad arrivare alla quinta, l’elenco delle loro madri e addirittura il livello delle piene del Nilo raggiunto negli anni.

Un’altra chicca conservata all’interno del Museo Archeologico è la collezione dei tesori di Morgantina, città siciliana famosa per i suoi siti archeologici. Il prezioso tesoro comprende pezzi in argento risalenti al III secolo avanti Cristo, scoperti per puro caso nel 1978. 

Prova lo street food palermitano al mercato di Ballarò

Se ti trovi in visita a Palermo non puoi certo esimerti dall’assaggiare il suo famoso street food. Dirigiti quindi verso il mercato della Vucciria o a quello di Ballarò. Quest’ultimo è il più antico e il più importante della città e tra le sue bancarelle puoi assaporare la vera cucina palermitana, fatta di arancine, polpo verace e pane ca meusa. Una passeggiata tra i banconi pieni di primizie e delizie del mercato di Ballarò è un’esperienza culinaria davvero particolare. Per pochi euro puoi assaggiare tutti i più famosi manicaretti siciliani, immerso nell’atmosfera verace e gioviale della città. Oltre ai più famosi piatti isolani, come le già citate arancine di riso, prova quelli legati alla tradizione di Palermo, come la stigghiola. Non ti dirò di cosa si tratta nello specifico, ma ti consiglio di provare ad assaggiarla accompagnata da una bella birra ghiacciata.

Concludi il tuo tour culinario in città con l’altrettanto famosa brioche con la granita, con i cannoli ripieni di ricotta e cioccolato e con una bella cassata. 

Ammira Palazzo Politeama

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno? Palazzo Politeama, uno degli edifici più conosciuti e fotografati della città. Nato come anfiteatro e progettato a metà del 1800 da Giuseppe Damiani Almeyda, oggi è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. L’edificio è in stile neoclassico e il suo ingresso è segnalato da un enorme arco trionfale sul quale svetta una quadriga che rappresenta il “Trionfo di Apollo ed Euterpe”. Ai due lati si ergono trionfali due statue di cavalli mentre la cupola di copertura, realizzata dalla fonderia Oretea, è realizzata in vetro e ferro, sempre su progetto di Almeyda. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno.Raggiungi la residenza della famiglia Florio

Se hai letto “I leoni di Sicilia” conoscerai senz’altro le gesta e i personaggi della famosa famiglia Florio, una delle più importanti della Sicilia. Ebbene a Palermo trovi una delle loro residenze, fatta creare da Antonio Florio nell’antica tonnara dell’Arenella, nota come “I Quattro Pizzi” per via delle sue quattro torri angolari. Lo stile della palazzina era per l’epoca talmente intrigante che la Zarina di Russia, durante il suo soggiorno a Palermo, se ne innamorò perdutamente e ne fece riprodurre una copia fedele a San Pietroburgo.

Perchè visitare Palermo

Palermo è una città dalla rara bellezza, che si affaccia sul mare e che è il risultato di mix di culture diverse. Ha radici greche e romane, infiltrazioni arabe e bizantine, contaminazioni barocche e profusioni liberty. I suoi monumenti, le residenze storiche, i giardini e i mercati abbracciano questa mescolanza di stili avvolgendo la città in un’atmosfera multietnica, rendendola unica nel suo genere. Palermo è una città adatta ad ogni tipologia di viaggiatore, grazie alla ricca offerta gastronomica, alla preziosa lista di monumenti storici da visitare e anche grazie al mare. Le bellezze paesaggistiche della costa sono infatti tra le più invidiate al mondo. 

Visitare Palermo in autonomia è pericoloso?

Come in tutte le grandi città il pericolo è dietro l’angolo. Anche a Palermo ti consiglio di avere qualche accortezza relativa alla tua sicurezza personale. Non sfoggiare gioielli vistosi, tieni il portafogli e gli oggetti costosi ( telefono, reflex) ben conservati all’interno di zaini e borse. Non allontanarti dai luoghi più iconici e dall’itinerario consigliato per il centro storico. Potresti trovarti in vicoletti malfamati, dove le intrusioni non sono gradite. Alcuni quartieri sono abbastanza turbolenti, soprattutto la sera, e quindi sconsigliati ai turisti solitari. Per il resto goditi la città come faresti in qualsiasi altra capitale europea, senza timore e soprattutto in totale relax. 

Ammirata in tutto il mondo per i suoi spazi dedicati all’arte e per l’architettura eclettica del suo lungofiume, Bilbao è una città originale e vivace 24 ore su 24, con una scena gastronomica fatta di semplicità, tradizione e prodotti di primissima qualità. Gusto, design, architettura e spazi verdi ti terranno compagnia in questo angolo verde dei Paesi Baschi.

Bilbao

Qual’è il periodo giusto per visitare Bilbao?

Tarda primavera e autunno sono le stagioni migliori per vivere il capoluogo della Biscaglia. Arrivarci è semplice, basta prenotare con i tempi giustivoli e hotel con eDreams: Roma e Milano sono le città più comode da cui partire per atterrare direttamente a Bilbao, altrimenti è possibile fare scalo a Barcellona e proseguire. D’estate le temperature restano generalmente contenute al punto da potersi concedere tranquillamente un tuffo nel mare a nord della Spagna, anche se i prezzi lievitano leggermente, come del resto in ogni zona balneare del mondo. Clima freddo d’inverno, con piogge estremamente frequenti. Ma le temperature non deve scoraggiare: la città merita di essere assolutamente vissuta, qualunque sia il colore del suo cielo!

Un intreccio di culture lungo 700 anni

Capiterà di vedere numerosi ciclisti che sfrecciano sotto i platani mentre il traffico avanza lento mentre tu passeggi tra le chiese barocche o sul lungofiume del Nevrìon, che scorre ampio e blu lungo il centro. La premura per l’ambiente è uno dei vanti della città, che soprattutto negli ultimi anni si è trasformata in uno degli esempi più invidiati di rigenerazione urbana. Preparati a vivere appieno il capoluogo deifieri Paesi Baschi, che sa essere appariscente e, a volte, persino fiammeggiante.Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

Il cambiamento degli ultimi decenni ha lasciato un’eredità molto forte, e un progetto su tutti ne è l’esempio più scintillante. Parliamo ovviamente del Guggenheim, inaugurato nel 1997 con la sua gigantesca e sinuosa struttura metallica, giudicata inizialmente un incrocio tra una reggia e una nave. Oggi il museo continua ad essere una imperdibile attrazione di livello mondiale, per l’architettura esterna e per il valore culturale delle opere esposte.

Passeggia nel centro storico

Ma camminare per Bilbao significa imbattersi anche in vivaci mercati e in una strepitosa vita notturna che riflette il carattere orgoglioso della popolazione basca, estremamente appassionata della sua squadra di calcio, l’Athletic. Premiata nel 2014 dall’UNESCO come Città creativa del Design, Bilbaoè dominata da grandi alberghi disseminati per viali perfettamente curati e interrotti ciclicamente dalle sinuose entrate della metropolitana, disegnate dall’architetto britannico Norman Foster.

La zona che si sviluppa nei pressi di Plaza Nueva è decisamente interessante. Sette strade di epoca medievale, note come Las Siete Calles, costituiscono il cuore della città vecchia, con edifici alti cinque piani i cui balconi in ferro battutto si affacciano su strade di acciottolato. Lungo una di esse, la Calle Carnicerìa Vieja, si trova la prima panetteria vegana di Bilbao, Bohemian Lane. La città vanta inoltre decine di edifici simbolo, dai 41 piani della Torre Iberdola alle forme neo-barocche del Teatro Arriaga. Prendi nota anche dell’Azkuna Zentroa, bizzarro centro culturale progettato nel 2010 dall’architetto e designer francese Philippe Starck. E’ un posto surreale, in penombra, coronato da una piscina in vetro all’ultimo piano dove fare anche il bagno. Un tempo era un enorme magazzino di vino.

Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

La storia e la geografia urbana della città sono modellate anche, e soprattutto, dalla posizione dell’estuario del Nevrìon. Dal 1300 è stata il punto di partenza e di arrivo di navigatori, mercanti e costruttori navali: un luogo felice di lasciarsi influenzare da tutti i punti cardinali. Le inevitabili contaminazioni con i popoli dei mari del nord e, successivamente, con le rotte del nuovo mondo, hanno modificato e arricchito i gusti e lo stile alimentare dei bilbaini. Per questo un delizioso focus e dedicato proprio al cibo e agli ingredienti che caratterizzano la straordinaria gastronomia della città.

Bilbao. Dove tutto è più semplice e buono

Gran parte del paesaggio urbano, dei monumenti e della vita bilbaina sembrano un richiamo al cibo e al vino. Un pò come lostreet food siciliano. A Bilbao la cucina è più semplice, a differenza di quanto succede invece a San Sebastian, l’altra città dei Paesi Baschi dove è più elaborata. E anche i vini sono diversi. Stesse uve ma differenti tipologie: dolce a Bilbao, frizzante a San Sebastian. Una bottiglia di txakoli ti introdurrà la differenza del buon bere in città. La gente del posto ama sorseggiare il kalimotxo, bevanda tipica della regione: una miscela apparentemente improbabile di coca cola e vino rosso, con il sapore che ci si aspetta da un intruglio del genere. Lo accompagnano con un pintxo, e in genere mai più di uno nello stesso bar, ma nessuno avrà da ridire se sceglierete di assaggiarne due o tre diversi.

Per quanto riguarda la gastronomia, a Bilbao semplice e buono sono sinonimi. I prodotti consumati nei bar e nei ristoranti cittadini provengono tutti dalla regione. Nasello, gamberi alla griglia, zuppe di sogliola e vongole, ravioli di anguilla. Sui banchi del Mercado de la Ribeira, un edificio sul lungo fiume che ha il primato del più grande mercato coperto d’Europa, si allineano montagne di molluschi, torri di pomodori, pareti di formaggio e cesti di piselli.

Bilbao, cosa vedere e cosa mangiare nella capitale dei Paesi Baschi

Tutto ciò appare un tantino turistico, al punto che la gente del posto consiglia di evitare i bar con “stile e poca sostanza”, eppure molti chef tra i più blasonati di Bilbao fanno spesa qui. Ad esempio, quelli di Los Fueros, in attività dal 1878.

Insomma, non farti frenare e parti subito alla scoperta della città e delle sue delizie.

Se stai cercando un’avventura da fare in Liguria assieme ai bambini non perderti il Galeone dei Pirati a Genova. Questa replica perfetta di una nave pirata si trova nel Porto Antico della città, vicinissima all’Acquario. La nave offre un’esperienza unica e coinvolgente che ti trasporterà indietro nel tempo all’età d’oro della pirateria. Preparati a issare la Jolly Roger, la bandiera tradizionale della pirateria, e a salpare in alto mare a bordo della nave Neptune!

Il Galeone dei Pirati a Genova

Il Galeone dei Pirati è la fedele riproduzione di una nave corsara, ed è situato nel Porto Antico di Genova, in Italia. Ti offre la possibilità di sperimentare com’era la vita dei bucanieri durante l’età d’oro della pirateria. Lo scafo è stato progettato per sembrare una vera nave pirata, completa sia di cannoni che di corde, vele e timone. Puoi esplorare la nave, conoscere la storia dei pirati e persino partecipare ad attività interattive come il combattimento con la spada e la caccia al tesoro.

Il galeone dei Pirati a Genova, cosa fare con i bambini vicino l'acquario di Genova

Sperimenta la vita dei pirati

Il Galeone dei Pirati di Genova pesa ben 1500 tonnellate ed è lungo 65 metri. La parte più pittoresca di questo grande scafo è indubbiamente la polena di prua. Rappresenta il dio del mare, Nettuno, in tutto il suo splendore. Il Galeone dei Pirati ha tre grandi alberi maestri, bellissimi dettagli in legno nonchè bellissimi stucchi dorati sui ponti. Questi ultimi lo rendono particolarmente elegante e realistico. A poppa puoi vedere due balconi, ingentiliti da ringhiere decorative, dai quali affacciarti con attenzione. Deliziose sono le statue che sorreggono il soffitto a creare un ambiente davvero molto convincente. 

Puoi persino scendere nei meandri del galeone. Qui infatti sono custoditi i materiali usati dai corsari per le loro incursioni piratesche, come corde, cannoni e petardi. 

Una volta salito sul Galeone dei Pirati puoi quindi immaginarti di tornare indietro nel tempo e sperimentare la vita di un vero corsaro. La nave offre inoltre una vista mozzafiato non solo sul porto ma anche sulla costa di Genova.  Questo la rende quindi un’attrazione imperdibile per chiunque sia interessato alla storia e alle avventure dei pirati. 

Conosci la storia del Galeone dei Pirati?

Il Galeone dei Pirati, il Neptune, è una replica di un galeone spagnolo del XVII secolo utilizzato dai pirati nel Mar Mediterraneo. La struttura è stata costruita negli anni ’80 per diventare la scenografia del film “Pirati” di Roman Polanski. La nave è vera, si trova in perfette condizioni e per di più può davvero navigare. Questo grazie ad un moderno motore montato in Tunisia, dove è stata costruita.

Il galeone Neptune ha dunque veramente navigato in mare, precisamente in acque francesi, per la promozione del film a Cannes. In seguito è stato definitivamente ormeggiato al molo di Genova al fine di essere usato come attrazione turistica. Da allora la nave è diventata una destinazione popolare per chi desidera sperimentare il mondo dei pirati e conoscere la storia della pirateria nel Mediterraneo.

Informazioni utili alla visita

Puoi acquistare i biglietti per il Galeone dei Pirati di Genova presso la biglietteria situata vicino alla nave. L’attrazione è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00. Il costo del biglietto è di 6,00 euro per gli adulti e 4,00 euro per i bambini. La durata della visita è libera, puoi stare sul galeone tutto il tempo che vuoi. 

Come è stato detto in precedenza, il Galeone dei Pirati è una fedele riproduzione di un set cinematografico per cui, se i tuoi bambini sono appassionati del genere, regala loro un’esperienza unica a bordo di questo possente vascello. E’ possibile anche effettuare visite guidate della nave, disponibili in più lingue, per conoscere al meglio la storia e la cultura della pirateria nel Mediterraneo.

Cosa puoi vedere nelle vicinanze

Il Galeone dei Pirati si trova nel cuore della storica città portuale di Genova, che ospita molte altre famose attrazioni turistiche. Puoi visitare ad esempio l’Acquario di Genova, che è uno dei più grandi acquari d’Europa, e il Palazzo Ducale. Si tratta di un antico palazzo dei Dogi di Genova e si trova proprio nelle vicinanze del galeone. Infine, puoi approfittare della tua tappa a Genova per visitarne la Cattedrale e la famosa Piazza De Ferrari. Sono entrambe raggiungibili a piedi e per di più sono i posti iconici della città. Qui puoi respirare l’atmosfera locale passeggiando tra le stradine del centro storico, alla scoperta delle tipicità liguri. 

Puoi fare infine una visita alla Città dei bambini e dei ragazzi, un centro didattico sulla scienza e sulla tecnologia. L’area di visita supera i 3,000 metri quadrati e al suo interno i bimbi tra i 2 e i 12 anni possono mettersi alla prova interagendo con installazioni multimediali dedicate al mondo scientifico e tecnologico. 

 

 

La Cattedrale di Aix-en-Provence, in Francia, è un magnifico edificio situato nel cuore della città vecchia dedicato a Saint Sauveur, il Santo Salvatore. Con la sua ricca storia e la straordinaria architettura, questa cattedrale è una tappa obbligata per chiunque visiti la zona. In questo articolo puoi fare un viaggio attraverso il passato e il presente della Cattedrale di Aix en Provence. Puoi inoltre scoprire la sua bellezza e il significato di questo monumento così iconico della Provenza.

La Cattedrale di Aix-en-Provence

Le origini della Cattedrale di Aix-en-Provence risalgono al V secolo, quando nell’area in cui è tuttora ubicata viene costruita una piccola cappella. Nel corso dei secoli, la cappella viene ampliata e ricostruita più volte. Ogni nuova integrazione riflette gli stili architettonici relativi all’epoca. Nel XII secolo ad esempio la cattedrale è ricostruita in stile romanico, con i suoi caratteristici archi a tutto sesto e robusti pilastri. Aggiunte successive hanno dato inoltre carattere e significativa bellezza a questa chiesa. Ne sono l’esempio il campanile in stile gotico e le cappelle in stile barocco. Oggi la Cattedrale di Aix-en-Provence si erge a testimonianza del potere duraturo della religione e dell’architettura.

Scopri i segreti dell’architettura gotica della cattedrale di Saint Sauveur

Una delle caratteristiche più sorprendenti della Cattedrale di Aix-en-Provence è il suo campanile in stile gotico, aggiunto nel 1300. La torre è alta oltre 67 metri ed è adornata con intricati intagli e sculture. All’interno della cattedrale puoi ammirare ben tre navate, la più alta delle quali raggiunge i 20 metri di altezza. All’interno della navata romanica puoi visitare il Battistero, in una piccola cappella semi nascosta nella chiesa. E’ sormontato da una preziosa cupola risalente al periodo romano, sostenuta da meravigliose colonne. Sotto il pavimento, attorno all’antica vasca battesimale, trovi i sepolcri di alcuni vescovi dell’arcidiocesi.

La Cattedrale di Aix en Provence: guida alla visita del Duomo di Saint Sauveur

Nell’abside puoi ammirare un magnifico decoro in stile neogotico risalente al 1800. Dello stesso periodo sono le pittoresche vetrate che filtrano i raggi del sole. I loro decori lasciano gli interni della cattedrale avvolti in una luce morbida e vellutata.

Lo stile gotico è caratterizzato dall’uso di archi a sesto acuto, volte a vela e archi rampanti, che consentivano di edificare strutture più alte ed elaborate. Caratteristica è anche la cappella del Corpus Domini dove fa mostra di se un maestoso affresco della Trasfigurazione di Cristo, risalente al XVII secolo. Gli elementi gotici della Cattedrale di Aix-en-Provence si aggiungono alla sua grandezza e ne fanno una meta imperdibile per gli appassionati di architettura.

Il significato delle opere d’arte e dei manufatti della Cattedrale di Aix-en-Provence

La Cattedrale di Aix-en-Provence ospita una ricchezza di opere d’arte e manufatti che offrono uno spaccato della storia locale e della struttura. Uno dei pezzi più notevoli è la pala d’altare trittico, che risale al XV secolo e raffigura scene della vita di Cristo. La cattedrale ospita anche una collezione di arazzi, tra cui il famoso “Tenture de l’Apocalypse”, che raffigura scene del Libro dell’Apocalisse. Altri manufatti degni di nota includono l’organo della cattedrale, che risale al 1700, e il pulpito ornato, che presenta intricati intagli e sculture. Questi manufatti offrono uno sguardo sul passato della cattedrale nonchè sul ruolo svolto nella vita religiosa e culturale di Aix-en-Provence.

Ascolta la musica dell’organo principale della Cattedrale

L’organo principale della Cattedrale di Aix-en-Provence è stato completato nel 1855. E’ stato ricostruito su un precedente strumento, risalente forse al 1400, del quale è stata conservata la cassa d’organo. La facciata era di stagno ed entrambe le casse d’organo erano dipinte in finto legno. Solo alla fine del 1800 lo strumento viene modificato per adeguarsi allo stile dell’epoca. Vengono dunque aggiunti una macchina Barker e nuove tastiere e consolle.

La Cattedrale di Aix en Provence: guida alla visita del Duomo di Saint Sauveur

Nel 2001 inoltre, una ditta di costruzione di organi, la ManufactureLangusdocienne des grandes orgues, è incaricata di eseguire un nuovo restauro. Il costo è di 3 milioni di franchi. Puoi vedere entrambe le casse d’organo posizionate su una galleria del presbiterio, una di fronte all’altra. Sono in legno di pino e hanno le medesime dimensioni. Sono decorate in stile Luigi XV, con dettagli dipinti e scolpiti. La cassa d’organo dal lato sinistro della navata ospita l’organo completo mentre quella che si trova di fronte è vuota.

Passeggia nel chiostro della Cattedrale di Aix-en-Provence

Dalla Cattedrale di Saint Sauveur puoi raggiungere il chiostro, servendoti di una porta di comunicazione. E’ soggetto ad orari e aperture diverse da quelli della Cattedrale. Informati prima di raggiungere questo punto di interesse di Aix-en-Provence. Il chiostro è particolarmente rilevante poichè vanta delle pittoresche colonne decorate, tutte differenti tra loro per dettagli. Le colonne inoltre sorreggono i porticati che si affacciano sul cortile interno. Il chiostro è di origine romanica mentre i quattro pilastri angolari raffigurano i quattro animali del Libro della Rivelazione: Il leone, l’Aquila, il Toro e l’Uomo. 

Perditi nel Vecchio e nel Nuovo Testamento

La scultura del Leone indica l’ala nord del chiostro, dedicata al Nuovo Testamento. Puoi notare infatti che le scene scolpite sui capitelli narrano alcune delle scene salienti del libro. Trovi scolpita l’annunciazione dell’Angelo Gabriele, la nascita di Gesù, l’adorazione dei Magi e la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Continuando a scrutare i capitelli puoi inoltre ammirare le scene della lavanda dei piedi, della Crocifissione, e ancora della Morte e della Resurrezione di Cristo. 

L’Aquila invece ti introduce nell’ala est, dedicata al vangelo di Giovanni. Qui trovi sculture simboliche che rappresentano le parabole e una preziosa colonna che esibisce il volto di una donna: una metafora della chiesa cattolica. Un altro capitello è invece dedicato all’Imperatore Costantino in atto di sconfiggere il paganesimo. Degna di nota e ricca di dettagli anche la scultura che rappresenta Sansone mentre strangola un leone a mani nude.

A sud trovi poi la scultura del Toro, che simboleggia Luca l’Evangelista. Le sculture in questa zona rappresentano le piante e gli alberi del paradiso, come il fico, l’ulivo e la palma. L’intero giardino simboleggia quindi Gerusalemme, la città eterna, con la quale Aix-en-Provence sembra gemellarsi. 

Ecco finalmente l’ovest, dove trovi raccontate le storie del Vecchio Testamento. Il Vangelo di Matteo qui si concretizza nelle sculture dei capitelli. Due di questi rappresentano i quattro viventi di Ezechiele e Noè in atto di lasciare l’arca dopo il diluvio. Trovi inoltre il capitello che simboleggia la conquista della Terra promessa degli Ebrei e il capitello che racconta la scena cruenta della decapitazione di Golia. 

Perchè visitare la Cattedrale di Aix-en-Provence

Esternamente la Cattedrale di Aix-en-Provence può inizialmente spiazzarti per la sua confusione di stili. La sua maestosa possenza però ti porta subito una sensazione di curiosità, che puoi soddisfare una volta varcata la soglia della chiesa. Gli interni sono un insieme scomposto di elementi classicheggianti che ben si amalgamano all’atmosfera gotica. Questo rende la cattedrale unica nel suo genere e un monumento imperdibile durante il tuo viaggio in Provenza. L’organo poi è il cuore pulsante della struttura e riuscire a sentirlo suonare durante una messa è davvero un emozione pazzesca. La musica si libra leggera e sinuosa tra le navate della cattedrale, deliziando fedeli e viaggiatori curiosi.

Il chiostro è inoltre una fedele rappresentazione del messaggio ecclesiastico, un luogo dedicato al riposo e alla meditazione. Un area commemorativa delle Sacre Scritture che vale la pena esplorare in modalità lenta, alla scoperta dei suoi più preziosi segreti. 

Orari e costi

Trovi la Cattedrale di Aix-en-Provence in Place des Martyrs de la Resistance, al numero 34. E’ aperta tutti i giorni, dalle ore 08:00 alle ore 19:00. Trovi tutte le informazioni utili alla visita e gli orari delle Sante Messe sul sito ufficiale.

Il chiostro è accessibile solo con visita guidata, che parte ogni venti minuti circa, a partire dalle ore 10:00 e fino alle ore 16:30. La visita guidata è solo in francese.

Aix-en-Provence è una pittoresca città situata nel sud della Francia, rinomata per la sua straordinaria architettura, il ricco patrimonio culturale e la deliziosa cucina. Che tu sia un appassionato di storia, un buongustaio o semplicemente in cerca di una vacanza rilassante, questa affascinante città ha qualcosa da offrirti. In questo articolo trovi una guida su cosa vedere ad Aix-en-Provence, con le migliori attrazioni e i luoghi imperdibili.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence

Esplora il centro storico

Aix-en-Provence è la città più importante della Provenza, la regione francese famosa per i violacei campi di lavanda in fiore. Il suo centro storico è in continuo fermento, grazie anche alla presenza di numerosi universitari che frequentano gli Atenei locali. E’ famosa inoltre per le sue fontane artistiche, dislocate nelle strade e nelle piazze, facilmente visibili durante una passeggiata in centro.

Il centro storico di Aix-en-Provence infatti è una tappa obbligata per chiunque visiti la città. Passeggia per le stradine e ammira la splendida architettura del XVII e XVIII secolo. Assicurati di visitare l’iconico Cours Mirabeau, un viale alberato pieno di caffè, ristoranti e negozi. Da non perdere la splendida Fontaine de la Rotonde, una fontana alla fine del Cours Mirabeau che esibisce tre statue che rappresentano la giustizia, l’agricoltura e le arti.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence: guida alle migliori attrazioni della città
La Fontaine de la Rotonde è enorme e si trova nel mezzo di una rotatoria. Fu costruita nel 1860 diventando in breve uno dei monumenti più famosi di tutta Aix en Provence. Le sculture raggiungono i 12 metri di altezza.

Cosa vedere ad Aix-en-Provence. Cerca le fontane insieme ai bambini

Il centro storico di Aix-en-Provence è chiuso al traffico, puoi approfittare quindi per organizzare una caccia al tesoro con i bambini. Procurati una mappa cartacea della città e divertitevi insieme a cercare tutte le fontane della cittadina. Ad Aix-en-Provence sono presenti circa 40 fontane, tutte preziosamente decorate. 

Cerca quindi la Fontaine de la Mairie, vicina al mercato del grano e alla Torre dell’orologio, e la Fontaine des 4 dauphins, risalente al 1667 e circondata da meravigliosi palazzi signorili. Poi dirigiti alla Fontaine d’Albertas, che prende il nome dal suo ideatore, il marchese d’Albertas appunto, che chiese una fontana in stile barocco e rococò per seguire la moda parigina di Versailles. E ancora cerca la Fontaine des 9 canons e la Fontaine d’eau chaude, la famosa fontana “muschiosa” dalla quale sgorga l’acqua termale della sorgente di Les Baigners. .

Proprio per il suo forte legame con l’acqua e per le sue ricche sorgenti termali Aix en Provence era chiamata dagli antichi romani AcquaeSextiae. Lo sapevi?

Cosa vedere ad Aix-en-Provence. Visita la città vecchia

Adiacente a Cours Mirabeau trovi la Città vecchia di Aix-en-Provence. Qui vivono gli studenti universitari e questo lo si evince soprattutto dai tanti ristoranti e dalle catene di fast food che incontri lungo i vicoli caratteristici, sempre pullulanti di ragazzi. La città vecchia è un delizioso susseguirsi di piazzette, caffè, atelier di artisti locali e ..fontane! E’ in questa zona che trovi inoltre due dei monumenti più importanti della città: la Cattedrale di Saint-Sauveur e la Torre dell’orologio dell’Hotel de Ville. 

La Cattedrale di Saint-Sauveur, o del santo Salvatore, è una maestosa chiesa cattolica in stile gotico e romanico. E’ stata edificata sul sito di un antico foro romano, nei pressi della vecchia strada di collegamento tra Liguria e Francia: la via Julia Augusta. La Torre dell’Orologio invece spicca accanto all’Hotel de Ville, il Municipio di Aix-en-Provence, e oltre ad indicare l’ora ti mostra anche la stagione in cui ti trovi.

Fai visita alla Casa Natale e all’Atelier di Paul Cezanne

Il centro storico è disseminato di tombini in ottone che creano un piccolo percorso da seguire sulle orme di un grande pittore, natio di Aix-en-Provence: Paul Cezanne. Seguendo queste borchie puoi ripercorrere i luoghi tanto amati e frequentati in città dal grande artista. La presenza di Cezanne in città è molto sentita e qui puoi visitare sia l’atelier dove il pittore creò le sue più belle opere, che la casa natale. Trovi l’edificio in cui visse la maggior parte della sua vita in Rue de l’Opera, ma puoi limitarti a scattare qualche foto dall’esterno poichè gli interni non sono visitabili. 

L’atelier Cezanne invece si trova fuori dalle mura cittadine, a circa 500 metri di distanza dalla cattedrale. L’edificio comprende un bellissimo giardino ed è rimasto esattamente uguale a come è stato lasciato dal famoso pittore. Sembra che i suoi attrezzi siano in procinto di rimettersi all’opera da un momento all’altro. 

Concediti la cucina e i mercati locali

Aix-en-Provence è nota per la sua deliziosa cucina e non c’è modo migliore per sperimentarla che visitando i mercati locali. Il Marché d’Aix-en-Provence è assolutamente da visitare, con bancarelle che vendono prodotti freschi, formaggi, salumi e tanto altro ancora. Assicurati di provare alcune delle specialità locali, come i calissons, le caramelle dolci di pasta di mandorle, e il vino rosé. Se preferisci rilassarti e goderti un pranzo in una delle tradizionali brasserie francesi recati in uno dei tanti ristoranti della città, dove puoi concederti piatti tradizionali provenzali come la bouillabaisse, un delizioso stufato di pesce, e la ratatouille, il famoso sformato di verdure. 

Cosa vedere ad Aix-en-Provence: guida alle migliori attrazioni della città

Molto bello anche il mercato dei fiori, che trovi in Place de l’Hotel de Ville ogni martedì, giovedì e sabato. Un tripudio di colori e profumi da non perdere. Mentre se sei amante della lettura ogni prima domenica del mese, nella stessa piazza, puoi annusare la fragranza della carta antica nel mercato dei libri e delle occasioni. 

Perchè visitare Aix-en-Provence

Aix-en-Provence è avvolta da un’atmosfera particolare, intrisa di storie antiche. Passeggiare nelle sue stradine, alla ricerca delle fontane e alla scoperta del cibo locale, è un’esperienza da fare assolutamente se ti trovi in viaggio in Provenza. 

La città è facile da visitare anche con i bambini poichè la maggior parte del centro storico è chiuso al traffico cittadino. Non è un piccolo borgo ma una vera e propria cittadina, per cui la passeggiata può risultare a tratti faticosa soprattutto se hai bambini molto piccoli. Ad Aix-en-Provence inoltre soffia sempre il maestrale, vento che spesso raggiunge raffiche molto forti e fastidiose.

Per la tua visita in città, che sia estate o inverno, porta sempre con te una giacca a vento e una sciarpa. Per il resto basta seguire la scia dell’arte e della cultura, di cui questa cittadina è un vero e proprio scrigno contenitore, e lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni che Aix-en-Provence riesce a far scaturire nel viaggiatore curioso e attento.

 

 

Casa Battlò è uno splendido esempio di architettura modernista, opera del grande architetto catalano Antoni Gaudì. E’ situata nel cuore di Barcellona, sul famoso Passeig de Gracia, il viale più importante della città dichiarato patrimonio dell’Umanità per via dei monumentali edifici che lo costeggiano. Casa Battlò è una tappa quasi obbligata se ti trovi in visita a Barcellona, perfetta anche per le famiglie con bambini. In questo articolo puoi conoscere la storia, l’architettura e i segreti che rendono questo edificio un punto di riferimento così affascinante e iconico. 

Scopri i segreti di Casa Battlò

Nei primi anni del 1900 un imprenditore locale, Joseph Battlò, proprietario di diverse fabbriche tessili di Barcellona, acquista un edificio in Passeig de Gracia. L’idea iniziale era di demolirlo e ricostruirlo ma poi, grazia all’audacia di Antoni Gaudì, l’architetto incaricato dei lavori, il progetto è stato rivisto. Accantonata l’idea iniziale della demolizione totale Gaudì elaborò e mise in pratica uno dei progetti più estasianti della sua vita artistica, rendendo un anonimo edificio di Barcellona una vera e propria opera d’arte. Al di la del suo valore artistico, l’edificio è caratterizzato da notevoli funzionalità, tutte all’avanguardia rispetto al periodo storico in atto. 

 

La storia di Casa Battlò e del suo architetto, Antoni Gaudí

Come già accennato Casa Battlò è stata restaurata agli inizi del ‘900, periodo in cui Barcellona stava vivendo una straordinaria rivoluzione culturale e artistica. Antoni Gaudì, massimo esponente del movimento modernista, staccandosi dagli stili architettonici tradizionali e abbracciando nuovi concetti, riversando questi ultimi in nuove forme e materiali, ha incentrato in Casa Battlò il suo design innovativo e una pignola attenzione per i dettagli. L’opera finale risulta essere da subito un autentico capolavoro, un universo a se stante che mescola genio architettonico, richiami diretti alla natura e un aspetto onirico che va oltre l’immaginazione.

Fermati ad ammirare la facciata

La visione surreale e sognante di Gaudì ha la sua massima espressione nella facciata di Casa Battlò. Le sue decorazioni strabilianti sembrano prendere vita sotto i raggi del sole e il suo movimento ondulato, supportato da tinte di un azzurro intenso, sembra riprodurre il moto delle onde del mare. Il primo richiamo alla natura parte proprio dall’esterno dunque, dove tutti gli elementi decorativi sembrano amplificare questo magico omaggio alla forma di vita primordiale: l’acqua.

Tutta la superficie della facciata è impreziosita da pezzi di ceramica e vetro colorato. Per creare questo effetto Gaudì ha utilizzato la tecnica del trencadìs, che significa “frantumato”, un tipo di applicazione ornamentale che impiega frammenti di ceramica, già usata in alcune delle sue creazioni. Park Guell forse è quella che rappresenta di più questo stile, ben visibile sulle panche ondulate del parco e sulla sua iconica salamandra.

Scopri i segreti di Casa Battlò. Cosa nasconde?

Oltre all’ambiente marino pare che l’intero edificio di Casa Battlò racconti con molteplici simboli la storia di Sant Jordi, il santo patrono della Catalogna. Leggenda narra che a Montblanc, un borgo vicino Tarragona, gli abitanti solevano donare ogni giorno un essere umano in pasto al temibile drago che terrorizzava il paese, per poter calmare le sue ire. Finchè non toccò alla principessa. Per salvarla Sant Jordi sfidò il drago con la sola forza della sua spada, sconfiggendolo e salvando il paese dalla sua supremazia. Gaudì ha rappresentato la mole del drago nell’andamento curvo del tetto, ricoperto da tante scaglie di maiolica colorata. Anche le tonalità usate, che sfumano dal viola, al verde e all’azzurro, sembrano effettivamente i colori del manto di un drago. Se noti bene sul tetto puoi vedere inoltre una grande croce a quattro braccia. Rappresenta la spada di Sant Jordi conficcata sulla schiena del drago. Ma vediamo insieme il simbolismo di Gaudì nel dettaglio. 

La casa delle Ossa

Sempre all’esterno di Casa Battlò, precisamente sulla facciata, puoi vedere un unico balcone a forma di fiore. Questo rappresenterebbe la principessa tratta in salvo da Sant Jordi. I restanti balconi sono modellati sulla forma di un teschio, a raffigurare le restanti vittime del drago. Le loro ossa sono anche intorno alle finestre, scolpite nelle colonne incorniciano i balconi. Per via di questa tetra ma estasiante rappresentazione Casa Battlò è anche nota come “Casa delle ossa”. Avevi fatto caso a questi particolari?

scopri i segreti di Casa Battlò a Barcellona

La simbologia continua all’interno

La leggenda di Sant Jordi continua anche all’interno di Casa Battlò. Se aguzzi i sensi avrai la sensazione di camminare nella pancia di un drago. Tutto comincia nell’atrio. Qui trovi una scala con i terminali che ricordano in maniera impressionante la parte finale della spina dorsale del drago: la coda. Sei altresì circondato da continue suggestioni marine, evocate da preziose piastrelle azzurre e luminosi lucernari a forma di gusci di tartaruga. La natura e la leggenda come vedi vanno di pari passo e ti accompagnano lungo tutto il tragitto. Continuando a seguire la coda del drago, ossia seguendo le scale, puoi arrivare al piano nobile, l’effettiva dimora della famiglia Battlò. Ora il soffitto diventa mare in tempesta, contenuto da eleganti porte in rovere decorate con vetri colorati. Ogni dettaglio ondeggia come le onde del mare e non devi fare altro che seguirne il flusso…l’atmosfera si fa sempre più magica, quasi incantata. 

scopri i segreti di Casa Battlò a Barcellona

Affacciati dalla grande finestra

Qui puoi affacciarti dalla grande veranda che inonda la stanza di luce e puoi vedere dall’alto Passeig de Gracia. Il salone si trova infatti al centro della facciata principale di Casa Battlò. La grande finestra che ti trovi davanti ha forme sinuose e nella parte superiore porta deliziose decorazioni a forma di cerchio, nei toni del blu. Se ti avvicini puoi vedere che le vetrate si aprono con un’ingegnoso sistema a ghigliottina e si muovono mediante contrappesi.

Casa Battlò. Il Patio delle luci

Lascia le fluide onde del mare e prosegui la tua visita nel Patio delle Luci. E’ un meraviglioso cortile interno strutturato in modo da far arrivare la luce del sole in maniera uniforme su ogni piano. Le pareti del Patio sono rivestite da maioliche blu e azzurre. Se noti bene però le piastrelle più scure sono collocate nella parte alta del Patio mentre quelle più chiare ne tappezzano la parte bassa. Anche le finestre seguono lo stesso principio, aumentando man mano di dimensione verso i piani inferiori. Grazie alla luce naturale che proviene dall’alto si crea un’illusione ottica per cui il visitatore vede sempre lo stesso colore, a di la del punto in cui si trova. Un sistema perfetto ( e geniale! ) per ottimizzare l’illuminazione naturale all’interno dell’edificio. 

Accedi al cortile interno

Ora goditi i raggi del sole uscendo nel cortile esterno di Casa Battlò, un piccolo gioiello marino nel cuore di Barcellona. Tutto richiama il movimento del mare, dallo splendido pavimento in ceramica bianca e blu ai preziosi mosaici che ospitano le fontane laterali. Da questa postazione puoi ammirare la facciata interna di Casa Battlò che, a differenza di tutti gli edifici vicini, risulta essere stupefacente come la facciata principale, anche se meno in vista. Anche qui trovi la tecnica del trecandis, con piastrelle che vanno a formare ghirlande di fiori che si arrampicano sulla facciata, partendo dalla base fino ad arrivare al tetto.

Ora raggiungi la soffitta, l’ala che anticamente era predisposta all’accoglienza delle lavanderie. Anche qui il simbolismo di Gaudì prende il sopravvento e si manifesta in una serie di archi a catena che rievocano la cassa toracica del drago. Lo stile è più lineare e pulito rispetto al resto della casa e predomina il colore bianco. Grazie alla sua luminosità e alla sua ispirazione mediterranea questa zona sembra rievocare le antiche abitazioni dei pescatori delle isole catalane. Alcuni sostengono che abbia preso ispirazione dalle costole delle balene. 

Casa Battlò. Goditi la terrazza sul tetto

Ora ti trovi nel punto più bello di Casa Battlò: il tetto. Qui hai modo di trascorrere il tuo tempo ammirando il panorama circostante o concentrandoti sui numerosi dettagli sparsi sulla terrazza. In questo spazio aperto si concentra tutto l’estro creativo di Gaudì e qui si conclude la leggenda di Sant Jordi e del temibile drago. Se nell’atrio hai cominciato a seguire la coda della terribile creatura mitologia, passando poi per la sua gabbia toracica, ora ti trovi sulla sua cresta. La terrazza di Casa Battlò sembra il dehor di un locale alla moda. Trovi infatti diversi tavolini e sedie su cui riposarti ammirando Barcellona dalla tua posizione privilegiata. In questo spazio aperto puoi notare una piccola stanza che ospita una fontana, che un tempo era utilizzata per immagazzinare acqua, e i camini.

Questi ultimi sono stati studiati per divenire anche un vezzo della casa e sono delle ingegnose opere d’arte con semplice funzione di far defluire il fumo all’esterno di Casa Battlò. La torretta invece, che mostra fiera la croce di Sant Jordi, rappresenta la spada con la quale è stato sconfitto il drago. Sul tetto di Casa Battlò puoi quindi accarezzare il suo dorso, fatto di squame di ceramica e vetro, senza averne timore.

Concludi la tua visita con il Gaudì Cube

Alla fine del percorso ti troverai chiuso in una cubo grigio. Niente paura, ti trovi nella Gaudì Cube, una stanza immersiva che presenta un cubo LED a sei facce, capace di cambiare la percezione della realtà. Al suo interno è proiettata l’opera Nella mente di Gaudì dell’artista Refik Anadol. Un meraviglioso viaggio 3D nel più grande archivio digitale dedicato all’architetto catalano. Non adatto ai claustrofobici.

Suggerimenti per visitare Casa Battlò, comprese informazioni su biglietti e visite guidate.

Se stai programmando una visita a Casa Battlò, ci sono alcune cose che dovresti sapere. Innanzitutto, ti consiglio di acquistare i biglietti in anticipo per evitare lunghe code. Puoi farlo online con un netto risparmio. Sono inoltre disponibili visite guidate in più lingue, che forniscono una comprensione più profonda della storia e del design dell’edificio. Questi tour durano in genere circa un’ora e sono tenuti da guide esperte. All’ingresso puoi avere l’audio guida della realtà virtuale, altrettanto utile alla visita in autonomia di Casa Battlò. E’ compresa nel prezzo del biglietto ed è disponibile in ben 15 lingue. 

Il biglietto a prezzo intero costa 35 euro. La tariffa è ridotta con uno sconto di 9,00 € per ragazzi dai 13 ai 17 anni e per gli studenti. Le persone sopra i 65 anni di età hanno 3,00 € di sconto. Può essere chiesto un documento di riconoscimento all’ingresso. I bambini al di sotto dei 12 anni entrano gratis. 

Casa Battlò è aperta tutto l’anno. Dal lunedì al giovedì apre al pubblico dalle ore 9:00 alle ore 17:00 mentre dal venerdì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00.

Perchè visitare Casa Battlò con i bambini

Casa Battlò non è una semplice casa museo, Casa Battlò è pura magia. Come tutte le opere straordinarie di Gaudì rappresenta egregiamente il suo genio, la sua energia positiva, la sua fierezza. Gli ambienti sono così fiabeschi che sembra di passeggiare in un albo illustrato. Che sia una storia popolata da draghi cattivi o una favola ambientata nelle viscere dell’oceano sarai tu a scoprirlo. Ogni dettaglio di Casa Battlò è un piacevole invito a decifrarne le origini, i materiali e i segreti. E’ un luogo che trasmette innanzitutto serenità, che desta immediata meraviglia al visitatore attento, indifferentemente dall’età. Adulti e bambini camminano con il naso all’insù alla scoperta delle sue peculiarità, cercando di decifrarne le linee morbide, di carpire qualche dettaglio sfuggito ai più, di capire le ingegnose opere meccaniche che si trovano al suo interno. Casa Battlò è un tripudio di eleganza e bellezza, reso ancor più poetico dai giochi di luce e dai misteri che si celano dietro ogni dettaglio ornamentale. Una tappa immancabile nel bagaglio di un viaggiatore. 

Palma di Maiorca è un’affascinante città ricca di storia, cultura e splendida architettura. La capitale dell’isola di Maiorca è una delle mete preferite dai viaggiatori che cercano un mix di relax e avventura. Con così tante cose da vedere e da fare però, può essere difficile iniziare il viaggio perfetto. Non temere, perché grazie a questa guida completa, ti accompagno in un tour vorticoso dei migliori luoghi, suoni e sapori che Palma di Maiorca ha da offrire in 1 solo giorno. Dai monumenti storici alle gemme nascoste, ti mostro come sfruttare al meglio il tuo tempo in questa splendida città. Quindi prendi la macchina fotografica, indossa le scarpe da trekking e preparati a scoprire cosa vedere a Palma di Maiorca in 1 giorno!

Cosa vedere a Palma di Maiorca in 1 giorno

Palma de Maiorca è un’isola di dimensioni contenute, facilmente visitabile anche in un solo giorno. Il suo clima mite e soleggiato ti permette di visitarla in ogni stagione dell’anno senza particolari problemi. La vita a Palma de Maiorca si concentra sulle sue spiagge e nella movida serale, per finire nei locali alla moda, nelle botteghe tipiche, nei grandiosi monumenti simbolo della sua storia millenaria. La sua fondazione risale infatti all 123 a.C. ad opera del popolo romano, grazie al quale diviene subito il cuore della vita commerciale del Mediterraneo. Nel corso dei millenni la sua funzione non è cambiata, restando il cuore pulsante del commercio orientale e occidentale fino ai nostri giorni. 

Se Palma de Maiorca è una tappa della tua crociera nel Mediterraneo questo itinerario fa al caso tuo, poichè ti permette di vedere i luoghi iconici e i monumenti più belli in meno di 7 ore. Puoi visitare il centro storico a piedi, ma se tu volessi ammirare anche le sue spiagge o i dintorni della capitale, dovrai necessariamente spostarti in taxi, in autobus o con un’auto a noleggio.

Passeggia nel centro storico, il Passeig de Born

Il centro storico di Palma de Maiorca è tipicamente isolano, caratterizzato da viuzze che si intersecano tra loro costeggiate da una miriade di locali, tra cui bar, ristoranti e negozi di alta moda. La strada principale è il Passeig de Born, conosciuto anche come Rambla de las flores. Seguendo la strada puoi incontrare boutique e botteghe artigiane, come quelle che confezionano le famose espadrillas maiorchine.

Al di la dello shopping, se alzi gli occhi, puoi vedere che la Rambla vanta edifici e dimore storiche degne di nota, frutto di una corrente di rinnovamento culturale sorta agli inizi del 1900: il Modernismo. Nel primo decennio del secolo dunque l’aspetto di Palma de Maiorca cambia radicalmente, prendendo un aspetto coloniale, elegante ma discreto. Nel centro storico sono numerosi i bar dove concedersi una pausa rilassante perdendosi nel via vai della Rambla, e deliziose sono le piazzette in cui rifugiarti per un aperitivo al fresco. Placa del Mercat e Placa Major sono le due più caratteristiche. 

Percorrendo i vicoli lastricati del centro storico puoi incontrare famosi palazzi e monumenti storici. Sono l’eredità dei popoli che si sono susseguiti alla guida di Palma de Maiorca nel corso dei secoli, come Romani, Mori e Cristiani. Gli edifici più interessanti sono il Palazzo reale di La Almudaina, i Bagni Arabi e la Lonja (il palazzo della Borsa).

Palma de Maiorca, cosa vedere nella città più grande delle Baleari.
Plaza major è il fulcro della vita socio culturale di Palma de Maiorca. La zona è frequentata da artisti di strada, musicisti e giocolieri che intrattengono i passanti con le loro esibizioni e contribuiscono a creare un’atmosfera festosa e vivace.

 

Ammira il Grand Hotel

Uno degli edifici storici più importanti di Palma de Maiorca è indubbiamente il Grand Hotel, il primo stabile ad essere edificato seguendo l’impronta modernista. E’ stato inoltre il primo palazzo in città ad avere l’elettricità e un ascensore al suo interno. Il Grand Hotel subisce una chiusura forzata durante la guerra civile spagnola ma, nel 1993, diventa sede della Fundacion la Caixa e di un importante centro culturale. Al suo interno puoi visitare la mostra permanente di Herman Anglada Camarasa, noto pittore catalano, mentre periodicamente è possibile accedere a mostre temporanee, concerti o a cicli cinematografici. 

Altri edifici da tenere in considerazione per la tua visita a Palma de Maiorca sono il Forn Teatre, che si trova proprio di fronte al Grand Hotel ed è uno strepitoso esempio di modernismo catalano, e Can Corbella, in stile Neomudejar, un’imitazione dell’arte musulmana realizzata in territorio cristiano. 

Palma de Maiorca. cosa vedere in 1 giorno
Can Corbella, nel cuore di Palma de Maiorca, ha due caratteristiche particolari, una alla sommità dell’edificio e una alla sua base: la torre ottagonale che corona l’edificio e le vetrate policrome incorniciate da archi a ferro di cavallo.

Entra nella Cattedrale

Proprio nel cuore di palma de Maiorca trovi l’imponente Cattedrale di Santa Maria, o Catedral la Seu. E’ un maestoso edificio risalente al 1300, costruito in pietra arenaria d’oro, che rappresenta una delle strutture gotiche più grandi e alte dell’Europa intera. La sua posizione strategica, arroccata sopra Parc de la Mar, le rende visibile anche da chi arriva via mare. 

Meglio conosciuta come la Cattedrale della Luce per via delle sue 61 vetrate che permettono ai raggi del sole di inondare gli interni dell’edificio, deve la sua costruzione a Giacomo I d’Aragona. Dopo la conquista delle Baleari nel 1229, il re decide infatti di demolire una vecchia moschea per trasformarla in una cattedrale dedicata a Santa Maria. Il suo stile gotico maiorchino è impreziosito da un grande rosone centrale che sfrutta le prime luci del mattino per illuminare l’interno con fasci di luce colorata.

 

Palma de maiorca, cosa vedere in 1 giorno
La Cattedrale è stata costruita a partire dal 1230 dove originariamente sorgeva la moschea principale della città e comprende la Cappella Reale dove si trovano le tombe di re Giacomo II e di re Giacomo I.

 

Le sue volte sono tra le più alte al mondo, raggiungendo un’altezza di ben 44 metri. Anche i pilastri che sostengono il soffitto detengono il primato di più sottili al mondo. L’edificio si regge in piedi soprattutto grazie ai contrafforti esterni ornati. Se ti trovi a Palma de Maiorca la Catedral la Seul è una cosa da vedere assolutamente durante la tua visita in città. 

Cosa vedere a Palma di Maiorca in 1 giorno. Il Parc de la mar

Proprio dinanzi la Cattedrale c’è un prezioso spazio pubblico che comprende un parco e uno splendido laghetto artificiale. E’ stato realizzato per sostituire la mancanza del mare, che un tempo arrivava fin sotto la Catedral la Seu. Come un enorme specchio il mare rifletteva l’immagine della maestosa chiesa creando un magnifico effetto ottico. Con la costruzione della nuova strada, negli anni ’60, l’assetto naturale della zona è cambiato. E’ stato quindi deciso di ricreare uno specchio d’acqua, stavolta artificiale, che permettesse nuovamente alla cattedrale di specchiarsi e di vedersi riflessa nell’acqua.
Palma de Maiorca, cosa vedere in 1 giorno alle isole Baleari
Parc de la mar vanta un grande lago di acqua salata con uno sbocco al centro. Questo lago cerca di sostituire il mare che, fino a prima della costruzione dell’autostrada, lambiva e bagnava il muro della Cattedrale e permetteva di vederla riflessa in esso. Intorno al lago c’è un’ampia spianata lastricata, con fasseros (palme) e alberi vari; all’estremità orientale del parco si trova la parte più verde, con aiuole, alberi e area giochi per bambini e tavolo da ping pong.
Il parco che gira attorno al lago è preso d’assalto dai local e dai turisti vogliosi di godersi il fresco delle palme ammirando il panorama circostante. Qui trovi un bellissimo murales donato alla città da Joan Mirò e una galleria d’arte incastonata nelle mura della città vecchia.

Cosa vedere a Palma di Maiorca in 1 giorno. Esplora le spiagge

L’isola di Maiorca soprattutto per le sue paradisiache spiagge, bagnate dall’acqua cristallina del Mar Mediterraneo. Sono circa 300 e ognuna ha un fascino particolare. Una delle spiagge più pittoresche è Calas de Mallorca, un insieme di piccole baie che si susseguono dove il mare è color turchese e, se la giornata è tersa, è possibile riuscire a vedere la vicina Minorca.

Una delle più frequentate, considerato arenile cittadino, è Cala Major. Si trova nella parte occidentale dell’isola, a circa 4 chilometri dal centro di Palma di Maiorca. Cala Major è molto frequentata dai local, vanta sabbia fine e dorata e un lungomare pullulante di locali in cui ritrovarsi a mangiare. La spiaggia è libera ma se desideri il confort di una sdraio o il fresco di un ombrellone puoi noleggiare il tutto presso i rivenditori autorizzati. In primavera e in autunno questa caletta è davvero spettacolare perchè poco frequentata e baciata dal sole per tutta la giornata.

Palma de Maiorca cosa vedere in 1 giorno nella città delle Baleari
Cala Major è una località balneare per famiglie con un ampio litorale sabbioso affacciato sulla Baia di Palma. Accanto alla spiaggia con palme e ombrelloni ci sono vari “chiringuitos” (chioschi) informali che servono sangria e tapas.

Dove mangiare a Cala Major

Proprio sulla spiaggia di Cala Major trovi uno splendido locale in stile mediterraneo, dove mangiare piatti tipici locali direttamente sulla sabbia. Da KoKomo puoi fare colazione, pranzo e cena in un ambiente informale e rilassato, in perfetto stile isolano e con vista su tutta la baia. Ha un menù molto vario che accontenta ogni tipologia di viaggiatore e una cocktail list davvero fantastica. 

Se dopo esserti goduto il sole hai ancora tempo disponibile fai un salto alla residenza di Jean Mirò. E’ un famoso artista catalano che ha passato la maggior parte della sua vita a Palma de Maiorca. Sulla strada che porta il suo nome trovi inoltre il Palazzo Marivent, la residenza estiva dei reali di Spagna.

Aspetta il tramonto sul Paseo Maritimo

Se vuoi vedere il tramonto a Palma de Maiorca scendi sul Paseo Maritimo, il famoso lungomare della città. Si estende per circa 3 chilometri ed è costeggiato da moltissime palme di un verde intenso, che donano al paesaggio un aspetto esotico. Dopo il tramonto la parte finale del Paseo Maritimo diventa il fulcro della movida maiorchina. In questa zona infatti si concentrano le migliori discoteche della città ed è sempre pullulante di persone fino a notte fonda. 

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Aprire una casa vacanze è un ottimo metodo per creare un’entrata passiva: a fronte di un investimento iniziale, dovrai solo occuparti della gestione degli aspetti burocratici e, in una città turistica come Verona, gli ospiti faranno la fila per alloggiare da te.

Come aprire una casa vacanze a Verona nel 2023

Scegli un immobile adeguato

Non tutti gli edifici sono adatti ad essere utilizzati come case vacanze. Ad esempio, devi assicurarti che non ci siano barriere architettoniche che impediscono l’accessibilità alle persone con limitazioni nei movimenti: corridoi molto stretti e gradini possono essere un ostacolo insormontabile per chi utilizza la sedia a rotelle.

Anche per le persone che possono camminare, alcune caratteristiche della casa vacanze potrebbero essere dei limiti:

  • una persone che fatica a salire troppe scale potrebbe trovarsi in difficoltà in un edificio senza ascensore
  • un soggetto piuttosto corpulento potrebbe non riuscire ad utilizzare box doccia molto stretti o bagni angusti

Considera questi aspetti quando scegli l’edificio o l’appartamento che affitterai come casa vacanze. Se la casa che hai a disposizione ha queste limitazioni, ricordati di inserire la specifica ben in evidenza nella tua inserzione.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la zona della città in cui aprirai la tua casa vacanze. Alcune zone più prestigiose come quelle vicino all’arena o all’arsenale offrono la possibilità di ottenere ottimi guadagni dagli affitti a breve termine.

Al contrario, una casa vacanze in zone più periferiche e poco servite dai mezzi pubblici potrebbe essere più complicata da mantenere “piena” durante tutta la stagione turistica.

Come aprire una casa vacanze a Verona nel 2023

Controlla il regolamento del condominio

Se vuoi trasformare in casa vacanze un appartamento in un condominio, un residence o un cortile, controlla bene il regolamento per assicurarti che i tuoi ospiti non violino inavvertitamente le regole.

Alcune regole infatti sono imposte per garantire una civile convivenza di tutti gli inquilini ma si adattano più ad una vita regolare che non alle abitudini di chi affitta una casa vacanze. Chi è in vacanza potrebbe scegliere di rientrare tardi la sera, fare festa con gli amici e causare un viavai che potrebbe disturbare gli altri inquilini.

Alcune regole che spesso fanno parte dei regolamenti condominiali e che potrebbero non combaciare con le abitudini dei tuoi ospiti sono:

  • non fumare nelle aree comuni, anche se esterne
  • evitare di utilizzare la doccia o la lavatrice oltre un certo orario
  • non fare rumore negli spazi comuni e in casa oltre un certo orario, specialmente durante la settimana quando gli altri inquilini lavorano e hanno bisogno di riposare

Alcuni regolamenti vietano addirittura l’utilizzo degli appartamenti come case vacanze, è sempre opportuno controllare quindi prima di lanciarti nella tua nuova avventura imprenditoriale.

Ottieni tutti i permessi

Una volta che avrai scelto l’appartamento o l’abitazione da trasformare in casa vacanze, dovrai ottenere tutti i permessi e le certificazioni.

Le regole che la regione Veneto ha definito per le case vacanze sono:

  • l’immobile deve avere destinazione turistico ricettiva (salvo diversa destinazione autorizzata prima del 24.4.2015)
  • locale comune per prima colazione/sala da pranzo
  • locale lavanderia ad uso degli ospiti
  • servizio di ricevimento e/o recapito
  • linee telefoniche esterne

Per essere in regola con la tua casa vacanze dovrai anche:

  • presentare domanda di classificazione alla regione
  • presentare una SCIA al Comune, nel caso di nuovo gestore
  • comunicare i dati statistici sugli arrivi e presenze ospiti, in forma aggregata per provenienza, attraverso l’accesso ad un portale internet MT Web

Come aprire una casa vacanze a Verona nel 2023

Sfrutta le piattaforme per le prenotazioni

Il passo successivo è quello di farsi trovare dai clienti, per farlo, puoi sfruttare le piattaforme di prenotazione online come AirBnB e Booking.com.

Crea un’inserzione che metta in evidenza i punti di forza della tua casa vacanze, mostrando gli ambienti al meglio. Ecco alcuni accorgimenti per scattare le foto da pubblicare:

  • riordina le stanze
  • mostra le stanze da diverse angolazioni
  • scatta e foto di giorno e possibilmente in una giornata di sole
  • apri le tende
  • fai i letti e metti la biancheria in bagno

Nella tua inserzione, parla anche della zona in cui si trova la casa, se è servita dal trasporto pubblico, quali servizi o luoghi d’interesse ha intorno, quanto dista a piedi dai maggiori monumenti.

Come aprire una casa vacanze a Verona: gli aspetti fiscali

Per gestire la tua casa vacanze dovrai aprire la Partita IVA utilizzando il codice ATECO 55.20.21 – affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence; dovrai iscriverti alla camera di commercio e inviare la pratica SCIA allo sportello SUAP del comune di Verona.

Per aiutarti a gestire queste e altre pratiche fiscali e lasciarti più tempo ed energie per dedicarti alla gestione della tua casa vacanze, sono nati diversi servizi online comeFiscozen che mette a disposizione dei suoi iscritti un commercialista dedicato, un software chiaro e intuitivo per la gestione della fatturazione elettronica e una dashboard che si aggiorna in tempo reale con costi e adempimenti.

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