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Biarritz è una bellissima ed elegante cittadina della costa basca francese, denominata California europea per via delle spiagge stupende che si trovano lungo la costa. E’ il gioiello della Francia oceanica e inizia a divenire famosa a partire dal 1700 grazie all’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III. Eugenia scelse questa deliziosa cittadina della costa come meta delle sue vacanze estive e se ne innamorò a tal punto da far costruire su una rocca della Grande Plage, la più panoramica spiaggia di Biarritz, la sua maestosa dimora. E’ a mio parere la più bella cittadina della costa atlantica francese, con spiagge sabbiose e un elegante centro cittadino dove prendere un the o un’aperitivo nei tanti bar in stile belle époque. Scopri in questo articolo Biarritz e cosa vedere in città.

Biarritz. Cosa vedere 

A partire dagli anni ’60 Biarritz, rinomata località di lusso, diventa anche il paradiso dei surfisti per via delle onde perfette che si creano lungo questo tratto di costa. Quindi cominciano ad aprire locali e strutture di ricezione leggermente più economiche per poter accogliere nel migliore dei modi i giovani attratti dai cavalloni dell’Atlantico. Al momento Biarritz è una località capace di ospitare ogni tipologia di viaggiatore, dal più esigente e raffinato al più giovane e squattrinato. Numerosi sono gli alberghi di lusso e le strutture ricettive della zona in cui lasciarsi tentare da ogni tipo di confort. Altrettanto numerosi sono i B&b o gli ostelli dove poter soggiornare in economia dedicandosi al surf o alla movida locale. 

Biarritz. Cosa vedere nella cittadina basca della costa francese
Il pittoresco faro di Biarritz è facilmente raggiungibile sia in auto che a piedi, percorrendo la strada in direzione Anglet. E’ uno dei punti panoramici più strepitosi della città ed è incastonato in un contesto naturalistico e paesaggistico degno di nota.

Ammira la dimora dell’imperatrice Eugenia

Per il tuo tour a Biarritz parti proprio dalla Grande Plage, la spiaggia principale della città, e inizia ammirando lo splendido palazzo reale che sormonta l’arenile in tutto il suo splendore. Si tratta dell’Hotel du Palais, l’antica residenza estiva di Napoleone Bonaparte e di sua moglie Eugenia. E’ proprio grazie alle incursioni estive degli imperatori e del loro seguito nobiliare che Biarritz diventa una delle località più “in” della Francia già a partire dal 1700. Un centinaio di anni più tardi la villa viene venduta e quindi trasformata in un hotel di lusso con annesso un esclusivo casinò. Devastata da un terribile incendio nei primi anni del 1900 la struttura viene completamente ricostruita e ampliata con sontuosi dettagli e meravigliose rifiniture, attirando tra le sue mura confortevoli numerosi esponenti del jet set e dell’aristocrazia mondiale.

Cosa vedere a Biarritz
L’Hotel du Palais è un meraviglioso edificio che sovrasta la Grande Plage di Biarritz. I preziosi dettagli di lusso lo rendono tuttora uno degli alberghi più chic della costa atlantica francese.

L’ Hotel du Palais continua ad essere uno degli hotel più lussuosi d’Europa e meta molto frequentata da attori, artisti e stilisti. Sicuramente non è un albergo alla portata dei comuni mortali, ma anche se non riesci a passare un week end da Mille e una notte al suo interno puoi comunque fermarti ad ammirarne le bellezze dai punti panoramici dalla plage di Biarritz

Sorseggia un Kir Royal sulla Grande Plage

La Grande Plage è una delle mete più frequentate di Biarritz. In ogni stagione brulica di persone in cerca di sole e di relax, ma anche di divertimento. Sul lungomare puoi trovare diverse scuole di surf e una bellissima piscina comunale, nonchè bar e bistrot con tavolini all’aperto dove gustare un Kir Royal, il famoso aperitivo francese a base di champagne e creme de cassis. Su questa spiaggia si trova anche uno dei più famosi casinò della costa, il Casinò Barriere. Dalla terrazza dell’edificio è possibile ammirare Biarritz in tutto il suo splendore. Puoi entrare tranquillamente a visitarne gli interni anche senza giocare ai tavoli e in abiti informali. Qui trovi bar e ristoranti inseriti in un contesto ricco di fascino con numerose mescolanze di stili. 

Biarritz, cosa vedere. Passeggia nel borgo dei pescatori

Altra sosta immancabile se ti trovi a Biarritz è il vecchio porto dei pescatori, un piccolissimo quartiere che si trova accanto alla rimessa delle barche. Qui puoi cenare in romantici ristoranti con piatti locali e pesce fresco. Da questo caratteristico porticciolo un tempo partivano i cacciatori di balene e si respira tuttora tutto il profumo dell’oceano tra le reti stese al sole ad asciugare e le barche poggiate sulla sabbia in attesa che la marea le riporti a galleggiare. E’ il luogo ideale per fare una passeggiata romantica o per godersi semplicemente il tramonto sullo skyline della città.

Sali sullo scoglio della Vergine di Biarritz

Una delle cose da vedere assolutamente a Biarritz è lo Scoglio della Vergine, uno dei punti panoramici più strepitosi della costa basca francese. Il maestoso scoglio è raggiungibile a piedi tramite i bellissimi vialetti del paese ed è collegato alla terraferma da un ponte di ferro. Oltre ad essere un punto fotografico molto interessante lo Scoglio della Vergine regala emozioni uniche date soprattutto dalla sensazione di essere su un isola alla mercè delle onde e del vento. Dalla sua balconata poi puoi avere una visuale a 360° della cittadina.

Biarritz. Cosa vedere sulla costa basca francese
Lo Scoglio delle Vergine è un magnifico isolotto antistante la costa di Biarritz. Si raggiunge solo a piedi tramite il ponte di ferro che lo collega alla terraferma.

Ammira Villa Belza

Passeggiando sui caratteristici ponti e le diverse terrazze che si trovano lungo la costa di Biarritz arrivi ad uno degli scorci fotografici più straordinari della zona. Villa Belza appare in tutta la sua fierezza appena svoltato un angolo e ti travolge con la sua ammaliante architettura e per la sua straordinaria posizione arroccata sulla falesia.

Costruita da Ange Dufresnay, direttore di una compagnia assicurativa, questa straordinaria villa in stile neo-medievale lascia davvero senza fiato per la sua particolare architettura. La sua pittoresca conformazione e la sua posizione insolita a picco sul mare la rendono quasi mistica, ombrosa e le regala un fascino occulto. Belza tra l’altro nella lingua basca significa “nero” e ciò non fa altro che avvolgere la villa in un aurea leggendaria, alimentata da storie di streghe e fantasmi irrequieti. 

Biarritz. Cosa vedere sulla costa atlantica francese.
Villa Belza è avvolta da un fascino misterioso, in parte dovuto alla sua particolare architettura e alle sue torrette in stile gotico.

Cavalca le onde con il surf nella Côte des Basques

La Côte des Basques è il luogo di nascita della scena surfistica in Francia e in Europa in generale. Ancora oggi questo spot di Biarritz è molto popolare soprattutto per i longboarders (surfisti dalle tavole lunghe) che possono godere di onde protette dai venti del nord. In questo quartiere puoi trovare diversi locali dedicati ad un pubblico più giovanile come il “Le surfing”, un ristorante molto carino arredato in tema con una strabiliante vista sulla costa. Ti consiglio di arrivare in questa zona per un aperitivo al tramonto. E’ il momento migliore per ammirare le scogliere a picco nell’oceano mentre la marea si ritira e i surfisti lasciano le onde per tornare sulla riva.

Cosa fare a Biarritz.
La Côte des Basques è il quartiere più giovanile di Biarritz. Qui si concentrano le strutture dedicate ai surfisti ma vale la pena fare una passeggiata nel quartiere e sulla sua spiaggia perchè è molto caratteristico.

Vai in apnea nel Museo del mare

Una vera apnea emozionale per gli amanti del mare è la visita al Musee de la Mer di Biarritz. La splendida struttura in stile Art Decò racchiude una meravigliosa collezione di animali e uccelli marini e nasconde nei sotterranei dei magnifici acquari dove puoi imparare a riconoscere le specie della flora e della fauna marina del golfo di Guascogna. 

Cosa puoi fare a Biarritz se piove

A Biarritz trovi altri due interessanti musei che puoi visitare anche insieme ai bambini, soprattutto se fuori piove e non sai cosa fare o dove andare. Al Museo della cioccolata ad esempio puoi scoprire la storia dell’alimento più famoso del mondo e nel prezzo del biglietto hai un coupon per poter assaggiare una calda cioccolata in tazza. Se invece vuoi immergerti nella cultura puoi recarti al Museo dell’Arte Orientale Asiatica, un concentrato di sculture, curiosità e installazioni dedicate all’arte asiatica. E’ meraviglioso da visitare anche con i bambini perchè c’è un percorso didattico ricco di informazioni utili e facilmente assimilabili dai più piccini.

Cosa vedere nei dintorni

Porta con te una giacca a vento, in qualsiasi stagione tu decida di visitare Biarritz. I venti atlantici possono diventare fastidiosi e spesso anche molto violenti, a prescindere dalle temperature. Tra le escursioni limitrofe vale la pena di visitare la città di Bayonne, che insieme ad Anglet forma un’unica area urbanistica. Sul litorale basco invece puoi raggiungere l’incantevole San Juan de Luz, borgo corsaro, e San Sebastian, nella costa basca spagnola. 

 

Guardando on line le fotografie del fiume Tirino la prima cosa che viene in mente è che siano meravigliosamente ritoccate. E invece dovrai ricrederti, proprio come ho fatto io. Le stupende sfumature di blu e di turchese delle acque, il verde acceso degli alberi ed il cielo ricoperto di nuvole bianche che sembrano zucchero filato sono pura realtà. 

In canoa sul Tirino, viaggio in Abruzzo con i bambini
L’acqua del fiume Tirino ha delle splendide tonalità smeraldo, che abbracciate dal verde brillante della vegetazione crea una vera e propria opera d’arte naturale.

Sul fiume Tirino in canoa

Il fiume Tirino è il fiume più pulito d’Italia e le sue acque scorrono lievi e trasparenti dall’Appennino abruzzese. Sorge infatti a Campo Imperatore, dal Massiccio del Gran Sasso. Il percorso iniziale del fiume è sotterraneo e sgorga in superficie nei pressi del borgo di Capestrano. E’ alimentato da tre sorgenti: Capo d’Acqua, Presciano e il Lago. Proprio per questa peculiarità il nome del fiume è Tirino, dal greco “tritano” che significa triplice sorgente. 

Tra paesaggi fiabeschi e sfumature cobalto

Questo fiume dalle sfumature color smeraldo può essere guardato da diverse prospettive. E’ bello percorrere le sue coste in bicicletta o a cavallo, ma anche passeggiando a piedi. Puoi approfittare dei ponti che lo sormontano in diversi punti per ammirare la corrente che scorre lieve e maestosa tra la flora verdeggiante d’Abruzzo. Ma il modo più emozionante e coinvolgente per scoprire le meraviglie del Tirino è esplorandolo in canoa. Le sue acque sono tranquille e sicure ed è quindi un’ esperienza adatta anche a famiglie con bambini. Si può quindi navigare senza fretta, pagaiando di tanto in tanto lasciandosi trasportare dal flusso della corrente, ascoltando solo i suoni della natura incontaminata e selvaggia.

Fiume Tirino in canoa con i bambini
Il fiume Tirino scorre lento nel suo letto partendo da Campo Imperatore ed è alimentato lungo il percorso da tre sorgenti fredde. La temperatura dell’acqua è sempre a 10 gradi.

A contatto con la natura dell’Abruzzo

Le acque del fiume Tirino sono tra le più limpide d’Italia ed è facile quindi scorgerne i fondali. Molti sono i tappeti verdi che affiorano in superficie. Nel Tirino cresce anche la “sedanina”, una pianta autoctona commestibile dal sapore molto simile a quello del sedano. Lungo il corso del fiume si incontrano pioppi secolari e salici ed è facile vedere, protetti da i rami a pelo d’acqua, i nidi delle gallinelle d’acqua. Lungo le sponde è facile incontrare la folaga o l’airone cenerino. Grazie alla purezza dell’acqua numerose sono le specie rare che qui i riproducono e vivono, come il gambero di fiume. E’ anche la dimora stabile della trota Fario, per via della temperatura costante dell’acqua a dieci gradi e dell’abbondante ossigenazione. 

In canoa sul fiume Tirino con i bambini
Uno dei modi migliori per esplorare il fiume Tirino è percorrerlo in canoa. Anche per i bambini è una meravigliosa esperienza perchè oltre a stare a contatto diretto con la natura dell’Abruzzo praticano sport all’aria aperta.

Escursione in canoa sul fiume Tirino

Come già detto il metodo migliore per godere di ogni meraviglia del fiume Tirino è percorrerlo in canoa. Grazie all’accoglienza del parco equituristico “Cavalcando la Valle del Tirino” e alla preziosa guida di Guglielmo dell’Asd Natura Abruzzo abbiamo infatti percorso il letto del fiume in canoa assieme ai bambini, lasciandoci portare dalla corrente alla scoperta dei suoi angoli più caratteristici.

In canoa sul fiume Tirino con i bambini
L’acqua fresca e cristallina del fiume Tirino regala scenari straordinari, con colori strabilianti, quasi surreali.

Il corso d’acqua regala scenari davvero straordinari, immersi nel verde brillante della vegetazione e nelle sfumature smeraldo dell’acqua. Il percorso non è impegnativo. In discesa si può anche evitare di pagaiare e approfittare delle mani libere per scattare splendide foto agli scorci fiabeschi del Tirino. Anche la risalita non risulta pesante e non richiede alcun tipo di preparazione sportiva. L’escursione dura circa un ora e mezza e al rientro puoi approfittare dell’area pic nic del parco equituristico, o fare addirittura un barbecue nelle zone attrezzate. Tante sono le amache in cui riposarsi al fresco degli alberi, mentre i bambini possono divertirsi con gli animali da cortile o facendo una passeggiata a cavallo. Il parco ha anche un bar dove prendere gelati e caffè. 

Perchè fare un escursione sul Tirino

Uno dei motivi per cui dovresti pensare di organizzare un escursione sul Tirino è sicuramente la bellezza del paesaggio, unica e travolgente. Inoltre il contatto con la natura, grande maestra di vita, aiuterà te e i tuoi bambini a riscoprire il piacere dello stare insieme, di condividere emozioni e passioni, di ritrovare la giusta sinergia tra mente e corpo. Lo sport poi è un prezioso alleato di benessere e se praticato all’aria aperta, in luoghi incontaminati e ricchi di fascino, diventa un esperienza paradisiaca da tenere stretta nei ricordi. 

Contatti

Per info e prezzi riguardo l’escursione in canoa sul fiume Tirino puoi contattare Guglielmo Di Camillo, dell’ASD Natura Abruzzo al numero 339 5279716 o mandare una mail a: grotteforreabruzzo@alice.it

Per trascorrere una giornata tra canoa, natura e relax in Abruzzo puoi prenotare il tuo posto al Parco equituristico “Cavalcando la valle del Tirino” mandando una mail a: info@cavalcandolavalledeltirino.it oppure chiamando ai numeri 328 0564282 | 328 1215261 

Una delle esperienze da fare assolutamente con i bambini se ti trovi in vacanza nel basso Lazio è senza dubbio il soft-rafting sul fiume Gari. Un buon modo di trascorrere un paio di ore letteralmente immersi nella natura meravigliosa della zona di Cassino, in provincia di Frosinone, approcciandosi allo sport di squadra e imparando a rispettare la natura in tutte le sue forme. 

Il fiume Gari nel Lazio
Il fiume Gari nasce nel cuore di Cassino e scorre lieve nei confini naturali di Lazio e Campania, fino a congiungersi con il fiume Liri.

Soft Rafting. Cos’è?

Il rafting è uno sport di squadra in cui, muniti di gommone, casco e salvagente, si discende un fiume pagaiando tra le correnti più o meno forti. Il nome di questo sport acquatico deriva dal tipo di gommone che viene impiegato, che si chiama “raft” ed ha la particolarità di essere inaffondabile e autosvuotante. L’acqua dunque non riesce a stagnare al suo interno perchè defluisce da aperture poste sul fondo dello scafo. Grazie all’uso delle pagaie e alle indicazioni di una guida esperta, l’equipaggio a bordo governa il gommone durante il percorso di discesa. Il rafting prevede percorsi di diverse difficoltà, e si divide quindi in soft, power e super.

Rafting nel Lazio
Sul fiume Gari è possibile praticare diversi gradi di rafting, partendo dai percorsi più semplici per arrivare ai più impegnativi.

La prima opzione, più leggera, è ideale per il primo timido approccio a questo sport perchè prevede discese tranquille e un leggerissimo sforzo fisico. Ecco perchè è essenziale iniziare dal soft rafting per testare la capacità dei bambini a questo genere di avventura. Dopo di chè è possibile provare un percorso più impegnativo, cercando di discendere il fiume nei punti in cui la difficoltà e il tempo di percorrenza sono maggiori.

Il fiume Gari

Il fiume Gari nasce alle pendici di Montecassino e dopo un breve tratto sotterraneo sgorga in superficie all’interno della Villa Comunale della città di Cassino. Qui forma un delizioso laghetto e continua il suo percorso ricevendo acqua surgiva da diverse fonti. La sua portata infatti è dovuta soprattutto alle acque del fiume Rapido nonchè dalle sorgenti delle Terme Varroniane, che in esso si immettono lungo la discesa. Nel suo percorso poi si congiunge con il fiume Liri dando vita al più famoso fiume Garigliano, che scorre lungo i confini naturali di Lazio e Campania fino a sfociare nel Golfo di Gaeta, precisamente a Scauri di Minturno.

rafting con i bambini nel Lazio
Il fiume Gari regali scenari strepitosi lungo il percorso, ed incanta con i suoi colori naturali davvero meravigliosi.

Dove fare rafting nel Lazio. Adventurland Cassino

Muniti di pagaia, casco protettivo e giubbino di salvataggio abbiamo provato la nostra prima esperienza di rafting grazie a Sergio di Adventureland Cassino. Oltre a spiegarci in maniera minuziosa l’uso della pagaia durante il percorso, Sergio ci ha deliziati con i suoi racconti storici sui territori circostanti, raccontandoci anche molte curiosità sulla flora e sulla fauna della zona di Cassino. Il tempo di percorrenza del percorso di soft rafting è di circa un ora e mezza.

rafting sul Gari nel Lazio
Il percorso di soft rafting non è impegnativo ed è accessibile a chiunque. E’ ideale per i bambini perchè non prevede ripide discese.

La discesa è di facile gestione e lo sforzo fisico è davvero pochissimo. La corrente trascina il gommone lasciandoti anche il tempo di scattare qualche foto con il cellulare. Ovviamente se hai una go-pro riesci a fare anche video pazzeschi durante la discesa, senza dover lasciare mai la pagaia. Abbiamo percorso circa sei chilometri sul fiume Gari nel nostro gommone, ammirandone gli scorci meravigliosi e imparando quanto sia dannoso un impatto poco rispettoso dell’uomo verso l’ambiente che lo ospita. Infatti i fiumi come il Gari sono spesso usati come vere e proprie discariche da persone incivili, rovinando in maniera anche permanente il paesaggio naturale. Per fortuna i ragazzi di Adventureland Cassino sono molto attenti anche all’aspetto ambientale e tutelano le acque di questo splendido fiume non solo sensibilizzando gli avventori e le nuove generazioni al rispetto per il territorio ma anche partecipando attivamente ad opere di pulizia dei fondali.

Adventureland Cassino. Dove fare rafting nel Lazio.

Presso il centro sportivo Adventureland Cassino puoi passare una giornata all’insegna dello sport e del relax con tutta la famiglia. Oltre alle attività di rafting, canoa o SUP, sul fiume Gari puoi approfittare per fare altre attività, come le passeggiate naturalistiche in Mountain bike. Presso la struttura inoltre è possibile prenotare il campo di Paintball, il nuovissimo gioco di ruolo dove sconfiggere gli avversari sparando palline di gelatina ( biodegradabile), oppure giocare a basket o provare il tiro con l’arco. Il parco dispone anche di un bar e di un’area pic nic attrezzata con barbecue. Gli istruttori federali certificati F.I.C.K. ( Federazione Italiana Canoa Kayak) ed il personale di Adventureland sono sempre a disposizione per farti vivere esperienze outdoor in totale sicurezza.

rafting con i bambini nel Lazio
Il rafting è un’esperienza outdoor adrenalinica e coinvolgente, ideale per sviluppare l’attitudine agli sport di gruppo.

Perchè fare rafting con i bambini

Un’esperienza outdoor come il soft rafting aiuta i bambini ad acquisire coraggio e li rende partecipi di un lavoro di squadra, grazie al quale imparano a fidarsi degli altri membri dell’equipaggio. Lavorando in sincronia con un gruppo i bambini sviluppano abilità sociali e apprendono l’importanza dello sforzo individuale al fine di raggiungere un obiettivo comune. Imparano poi a rispettare l’ambiente circostante e a riconoscerne le potenzialità. 

 

 

Il Lazio riserva tantissime sorprese, e vanta luoghi pittoreschi, quasi fiabeschi, che vanno al di la delle splendide spiagge e delle città d’arte. Ai piedi dei Monti Lepini ad esempio, vicino Sermoneta, c’è un bellissimo fiume dalle acque cristalline, che scorre lieve in una dolce e silenziosa vallata. Si chiama Cavata, e le sue acque sono talmente limpide e pulite che sono addirittura potabili. Non ci credi?

 

Il fiume Cavata

Questo fiume dalle acque bevibili dai palmi delle mani si trova in uno dei territori più caratteristici del Lazio, vicinissimo alla città di Sermoneta e ai bellissimi Giardini di Ninfa. Nasce dai Monti Lepini, una delle catene montuose della regione, e confluisce lungo un letto immerso nella macchia mediterranea, tra boschi di pioppi e spumeggianti sorgenti. La sua peculiarità è la limpidezza dell’acqua, e navigandolo in SUP o in canoa è possibile vedere sul fondo le le verdissime alghe e gli scogli levigati dalla corrente. La temperatura dell’acqua è costante, sui 14°, ed è di natura sulfurea.

Escursione sul fiume Cavata in SUP e canoa

Un’escursione in SUP o in canoa sul Cavata, uno tra i fiumi più puliti d’Italia, è il modo migliore per rilassare mente e corpo e rigenerarsi stando a contatto con la natura meravigliosa. Ma è anche un buon modo per insegnare ai bambini a rispettare e ad apprezzare la natura, facendo loro vivere un avventura emozionante tra piccole cascate e animali curiosi, come gallinelle e fagiani. Lungo il tragitto infatti è possibile incontrare non solo piante e fiori spettacolari, ma anche e soprattutto piccoli animali, che spinti dalla curiosità si affacciano sul fiume e si lasciano fotografare! L’ambiente è talmente protetto e indisturbato che abbiamo incontrato anche diversi nidi di uccelli, posti addirittura su piccole isolette del fiume. Pagaiare poi tra libellule ( tantissime!) e farfalle svolazzanti non ha davvero prezzo. L’atmosfera è degna di un film di avventura. 

 

Il percorso del fiume

Siamo partiti dal pontile posto su un ramo principale del fiume, per arrivare al bivio più caratteristico del percorso, dove si ha una splendida visuale sulla città di Sermoneta, arroccata sulla collina a guardia del territorio sottostante. Qui un pioppo secolare sembra controllare le correnti, smistandole in due punti differenti.

Fiume Cavata escursione in SUP e canoa
Il percorso all’andata è piacevole e poco impegnativo. Lasciati trasportare dalla corrente e approfitta per fare foto al paesaggio. Il ritorno invece è impegnativo. Pagaiare contro corrente richiede un minimo di preparazione muscolare.

Scorci fiabeschi da esplorare con i bambini

La nostra guida, Gianluca Corea, ci ha scortato fino alla sorgente più grande del fiume, per poi farci vivere una meravigliosa esperienza all’interno di un bosco incantato, tra pioppi e fiori deliziosi. Qui l’acqua diventa di una trasparenza unica e sembra quasi di di scivolare su uno specchio. Sopra le nostre teste rigogliose chiome di alberi ci fanno ombra, per poi protendersi verso l’acqua, quasi a toccarla. Sul fondo invece pesciolini nuotano indisturbati tra le verdi alghe, e spuntano con la testolina fuori incuriositi dalle nostre voci. Un luogo che sembra uscito letteralmente da un libro di favole, dove sembra di veder spuntare da un momento all’altro graziose fatine e dispettosi folletti. Puoi immaginare la gioia che riempie gli occhi dei bambini.

 

Come organizzare una visita al fiume Cavata

Per navigare sulla acque cristalline del fiume Cavata hai bisogno di una guida o di un accompagnatore. Le correnti infatti possono essere molto forti in più punti, e gli scorci da visitare sono diversi e tutti imperdibili. Puoi scoprire il territorio grazie a Saverio e alla sua associazione sportiva, dove non solo puoi noleggiare le canoe e kayak, ma trovi personale qualificato che può supportarti durante l’escursione.

Ti consiglio un abbigliamento sportivo. Indossa se possibile il costume sotto i vestiti. Se la temperatura permette puoi approfittare per fare anche un bagno. Indossa un cappellino per il sole e abbonda di crema protettiva. Porta un cambio di abiti, necessario se dovessi bagnarti durante il tour, sia per te che per i tuoi bambini. Porta con te in canoa, in uno zaino impermeabile, acqua a volontà.

Il costo dell’escursione prevede il noleggio della canoa e dell’attrezzatura di sicurezza, una guida specializzata che ti accompagnerà nel percorso e un’assicurazione per gli infortuni.

Tutti possono praticare canoa nel fiume Cavata, anche i non esperti, ma il percorso in più punti può risultare impegnativo. Un minimo di predisposizione allo sport è richiesta. I bambini devono essere accompagnati da un adulto. 

Per informazioni e prenotazioni puoi telefonare a Saverio, al numero 3475839060

 

 

Sono sempre di più le persone che, incuriosite, scelgono di salire su una tavola da SUP  per sfidare i propri limiti e provare l’enorme senso di libertà che da quest’esperienza di movimento in mare. Uno dei grandi pregi di questa attività infatti sta proprio nel fatto che è accessibile a chiunque, indipendentemente da sesso, età o livello di abilità fisica. Soprattutto i bambini trovano divertente e stimolante pagaiare in equilibrio sul SUP ( diminutivo di StandUpPaddle), grazie anche al contatto con l’acqua, che loro adorano.

I benefici del SUP sui bambini

I benefici del mare, dall’inalazione di iodio ai salutari raggi di sole che producono e fissano la vitamina D, sono ottimi stimoli anche e soprattutto per la loro psiche, infondendo in loro sicurezza e serenità. La costante ricerca di equilibrio e stabilità aumenta la concentrazione e fortifica l’autostima. Ma come qualsiasi altro sport, prima di avventurarsi in tour o passeggiate lontano dalla riva, è bene prepararsi correttamente o per lo meno cercare di apprendere le più basilari informazioni in merito. In questo post ti do qualche suggerimento per praticare paddleboard con il tuo bambino in tutta sicurezza.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
I benefici del Sup sui bambini sono davvero preziosi. In acqua si caricano di energia positiva.

Prima cosa: la sicurezza

Il primo suggerimento utile per praticare SUP in tutta sicurezza con i bambini è di munirsi di un giubbotto di salvataggio. Anche se sanno nuotare o se sono provetti marinai il giubbotto di salvataggio, oltre a mantenere a galla i bambini in caso di tonfi in acqua, protegge la schiena e la pancia durante eventuali cadute sulla tavola. Indipendente dall’esperienza che si ha con gli sport acquatici, prima di avventurarsi in qualsiasi specchio d’acqua, occorre indossare un dispositivo di sicurezza. In vendita ci sono un infinità di proposte che vanno dalle cinture che si gonfiano a contatto con l’acqua, che lasciano la massima libertà di movimento, ai veri e proprio giubbini di salvataggio, obbligatori per i bambini.

Scegliere la tavola giusta per praticare SUP con i bambini

Assolutamente fondamentale è trovare la tipologia di tavola adatta, sia per te che per i tuoi bambini. Devi assicurarti che sia il tuo peso che quello del bambino siano commisurati alla grandezza e alla larghezza del SUP. Per i bambini infatti vengono prodotti modelli più ampi in grado di fornire maggiore stabilità durante la pagaiata. All’inizio soprattutto, bisogna evitare tavole super professionali, preferendo tavole gonfiabili, più stabili e morbide.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Praticando Sup i bambini entrano a stretto contatto con l’acqua e le numerose specie che il mare ospita, come le meduse e i pesci.

Come muovere le prime pagaiate

Se non vuoi affidarti ad una scuola qualificata e hai intenzione di usare la tavola da sup solo per divertimento, prima di iniziare a praticare questo sport è bene rivedere le istruzioni della tavola e mostrare ai bambini il modo più corretto di usare la pagaia. Lascia inizialmente il tuo paddleboard da parte e concentrati sulla loro stabilità. I bambini devono innanzitutto essere in grado di rimanere da soli in piedi in equilibrio. Inizia quindi facendoli inginocchiare sulla tavola, muovendo le prime pagaiate in questa posizione.

Rimanendo sulle ginocchia infatti si abbassa il baricentro e si acquista stabilità. Allo stesso modo, se prevale la stanchezza o se all’improvviso dovesse alzare vento o onda, basta rimettersi in ginocchio per rimanere più stabili.  Il secondo step riguarda l’impugnatura della pagaia. La misura dell’altezza della pagaia si prende facendo alzare al bambino un braccio alla massima estensione. Se è troppo corta andrà ad arcuare la schiena in avanti, troppo lunga tenderà a arcuare la schiena all’indietro.
Assicurati che siano in grado di mantenere la stabilità anche una volta messa la pagaia in acqua. Fai fare loro un paio di giri di prova, lasciandoli liberi di gestire in totale autonomia i loro attrezzi. Se cadranno, cadranno in mare. Rimanete perciò ad un altezza abbastanza media dell’acqua, in modo tale che cadendo non vadano a sbattere sulla sabbia sottostante.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Se vuoi divertirti in Sup con i tuoi bambini basta seguire poche regole per iniziare, come tenere la pagaia e restare in equilibrio. Affidati ad un istruttore se non hai dimestichezza con il mare.

Scegli un posto tranquillo per iniziare a praticare SUP con i bambini

Inizialmente, per pagaiare in tutta sicurezza con i bambini, è essenziale che ci siano condizioni adatte. Scegliere ad esempio un posto tranquillo, non frequentato da barche e gommoni e poco affollato è essenziale per garantire un ambiente ottimale. In questo modo, a stretto contatto con l’acqua e non disturbati da agenti esterni fastidiosi, i tuoi bambini riusciranno a avere il giusto approccio con la tavola da paddleboard e a capire come governare l’acqua, le correnti o il vento. Un ambiente ottimale renderà l’esperienza più semplice e soprattutto serena. 

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Il paddleboard praticato dai bambini è un vero toccasana, nonchè una grande fonte di divertimento.

Proteggi te e i tuoi bambini dai raggi solari

L’eccessiva esposizione al sole, che in mare aperto diventa ancora più potente, può creare danni alla pelle e al fisico. Ricorda quindi di proteggere te e i tuoi bambini dai raggi solari potenzialmente dannosi con la giusta dose di crema solare e un cappellino con visiera. Inoltre porta con te una borraccia d’acqua fresca, in modo da reidratare costantemente il corpo affaticato dal caldo.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Dopo aver preso dimestichezza con le tavole tu e i tuoi bambini potrete avventurarvi ad esplorare spiagge e calette nascoste. Qui siamo a Gaeta, alla scoperta delle sette spiagge più belle della costa.

Il divertimento prima di tutto

Come ogni esperienza con i bambini il fattore essenziale è il divertimento. Non arrabbiarti, non essere pignolo e lasciali liberi di gestire i propri strumenti in tutta libertà, correggendo la postura di tanto in tanto. Ricorda che non stai allenando provetti surfers, ma solo provando una divertente attività in acqua con loro. E’ fondamentale che i bambini acquistino sicurezza e instaurino un rapporto positivo con il mare. Se sono stanchi o annoiati ( capita davvero raramente!) usate la tavola come trampolino per fare tuffi divertenti! Il giusto riconoscimento per l’impegno che hanno dimostrato va premiato con un momento di totale relax e divertimento.

 

Siamo andati alla scoperta del lago di Posta Fibreno in paddleboard, in un soleggiato martedì di gennaio. Noto anche come lago della Posta, si trova nella Valle di Comino, nel versante laziale del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Fa parte di una Riserva Naturale della regione Lazio, gestita in collaborazione con il comune di Posta Fibreno. Si arriva alla Riserva passando da una strada costeggiata da campi coltivati a mais e casali abbandonati. Uno scenario rurale fascinoso, alla fine del quale appare questo incantevole specchio d’acqua limpida e incontaminata, con riflessi di un blu intenso che, baciato da sole, vira al turchese.

Dove fare sup nel Lazio, paddleboard nel Lazio, valle del Comino, trevaligie

Il lago di Posta Fibreno e gli sport acquatici

Grazie proprio a queste caratteristiche dell’acqua, e alla temperature mite anche in inverno, il lago di Posta Fibreno è divenuto negli anni un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti degli sport acquatici, come canoa e immersioni. Noi invece siamo andati alla scoperta dell’ habitat naturale di questo lago speciale con i nostri paddleboards.

Lago di Posta Fibreno in paddle board, red paddle&co, trevaligie

Equipaggiamento per la nostra escursione in sup sul lago

    • Tavola gonfiabile Voyager 12’6″, Red Paddle & Co
    • Tavola gonfiabile Ride 10’6″, Red Paddle & Co
    • Deck Bag Red Paddle & Co, borsa impermeabile ideale per tenere all’asciutto oggetti e utensili.
    • Insulated Drink bottle, borraccia termica Red Paddle & Co. Utile sia per bevande fredde che calde. 
    • Cool bag borsa frigo Red Paddle & Co. Borsa termica per conservare vivande in maniera ottimale.
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Sup trip sul lago, paddle life, escursione nella riserva naturale di Posta Fibreno, trevaligie

Alla scoperta del lago di Posta Fibreno in paddleboard

Pagaiando sul lago di Posta Fibreno in paddleboard ci rendiamo conto che ha una particolare forma a boomerang, ma oltre alla sua forma, quello che incanta del lago è la presenza di un isola galleggiante al suo interno, in perenne movimento. Si tratta di un delizioso promontorio, formato da canne di palude, alghe e torba. Non essendo radicata al suolo, si muove grazie all’azione del vento oppure quando varia il volume delle acque, ad esempio per forti piogge e cambiamenti di corrente. Il lago è infatti alimentato dal fiume Fibreno, affluente principale del fiume Liri.

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In diversi antri lungo le rive, incorniciate da pittorici salici piangenti, ci si imbatte in particolari imbarcazioni chiamate dagli abitanti del posto “naue”.

 Curiosità. Le “naue” di posta Fibreno

Le naue sono piccole imbarcazioni usate esclusivamente sul Fibreno e sull’omonimo lago laziale. La loro forma è molto particolare, e ancora oggi, seppur in maniera minore, vengono utilizzate dai pescatori di Posta. In passato venivano usate anche dagli allevatori, che con una particolare falce legata ad una pertica, estraevano un erbetta fresca molto gradita ai bovini. Inoltre gli agricoltori della zona usavano le naue per estrarre dal fondale del lago un particolare hummus, ideale per concimare i campi limitrofi. Quando non venivano usate, per ripararla dal gelo o dal sole cocente, le naue venivano poste sotto l’acqua bassa delle rive. Ancora oggi è possibile vederne qualcuna lungo perimetro del Lago.

Le naue, imbarcazioni tipiche del lago di posta Fibreno, Lazio, trevaligie

La fauna della Riserva naturale di posta Fibreno

Pagaiando sulle acque limpide e trasparenti del lago non si può fare a meno di scrutarne i fondali. Con un po’ di fortuna si riescono a scorgere le trote o i carpioni che, incuriositi, si avvicinano alle tavole nascondendosi a tratti tra le grosse alghe che si alzano dal fondo. Anche le nutrie fanno notare la loro presenza, tuffandosi in acqua senza alcuna paura, facendo svolazzare le anatre che vivono nella riserva. Assieme alle anatre è possibile scorgere folaghe e aironi cenerini. Abitano nella riserva anche diverse specie di rapaci: falchi, poiane, civette e barbagianni. Ma ahimè sono molto difficili da avvistare, soprattutto in pieno giorno. Sulla terraferma invece, è possibile incontrare scoiattoli, volpi, tassi, daini, ricci e cinghiali. 

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Perchè andare in Sup sul lago di Posta Fibreno

Il lago di Posta Fibreno è alimentato costantemente da sorgenti carsiche, che danno all’acqua la sua tipica tonalità trasparente e cristallina. Oltre alla trasparenza sublime, l’origine carsica permette all’acqua di mantenere una temperatura costante, che si aggira intorno ai 10° C anche in inverno. Ideale quindi per praticare ogni genere di sport acquatico.

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Nella riserva inoltre, sono presenti molti sentieri attrezzati, percorribili in totale sicurezza anche con i bambini. Un modo per conoscere e scoprire le meravigliose terre del Lazio, attraverso percorsi sensoriali e completamente immersi nella natura.

Articolo scritto in collaborazione con il Comune di Posta Fibreno, per gentile concessione della Riserva Naturale Regionale di Posta Fibreno.

La scorsa settimana, i surfisti dell’ Mdc Club di Gaeta, affiancati da altre scuole di surf in diversi spot italiani, si sono riuniti in un Paddle Out in onore di Leonardo D’Angelo, fotografo sportivo e maresciallo dell’Aeronautica Militare, deceduto prematuramente il 20 Agosto. Una grande reunion, quella avvenuta il 28 agosto sulla suggestiva spiaggia di Sant’Agostino di Gaeta, dove vecchi surfisti e nuove leve dell’Mdc, il club surfistico fondato proprio da “zio Leo” più di vent’anni fa, hanno organizzato una commovente commemorazione in onore dell’amico scomparso.

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Foto di Flavia Fiengo

Le origini del Paddle Out

Non si sa esattamente quando è stato celebrato il primo Paddle Out, la “cerimonia di pagaia”. Si pensa che sia un antica tradizione hawaiana, e che abbia addirittura radici nella Polinesia preistorica. Venne poi adottata negli anni in altri luoghi del mondo come la California, l’Australia e il Portogallo, nazioni dove il surf è uno sport venerato e molto praticato. Il Paddle Out non è altro che un grande abbraccio in mare. I surfisti partecipanti escono in acqua per qualche miglio, e con le loro tavole formano un grande cerchio. Quindi, tenendosi per mano, dicono preghiere, evocano ricordi, o pronunciano discorsi in onore del surfista deceduto. Dopodiché, in molti casi, vengono sparse in mare le ceneri del defunto, nel mezzo del cerchio, seguite da lanci di fiori a da abbondanti schizzi d’acqua. Secondo un’antica leggenda, pare che durante il rito compaiano onde singole e particolari, in maniera inaspettata. Si dice che sia la manifestazione dellla persona che si sta salutando, che ringrazia in questo modo gli amici sul reef, ricambiando il loro saluto. Pare sia una leggenda, ma guarda caso è capitato anche a noi, durante la pagaiata, che il mare all’improvviso si increspasse, per poi tornare calmo.

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Chi può partecipare ad un Paddle Out?

Per molte persone fare surf è come un esperienza spirituale. Il legame dei surfisti con il mare e con il gruppo di appartenenza è molto forte. Quindi, quando uno di loro viene a mancare, si uniscono in maniera simultanea al Paddle Out dei local, anche le comunità di surfisti di altre regioni. I Paddle Out non sono però riservati solo ed esclusivamente ai surfisti. Ci sono stati casi di cerimonie commemorative nello stesso stile dedicate anche a sub, nuotatori, a fotografi sportivi. Insomma a chiunque avesse un legame speciale con il mare.

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Foto di Stefano Viola

Un Paddle Out è composto da diversi surfisti, da paddle boarder e/o anche da kayak. Ma come si organizza un Paddle Out in Italia? Noi non avevamo alcuna conoscenza riguardo questo tipo di commemorazione, e non siamo riusciti a trovare nulla nei vari siti italiani che ci desse qualche dritta per capire da dove iniziare. Per cui ci siamo rimboccati le maniche e, chiedendo consigli su come muoverci al meglio, siamo riusciti a portare a termina la nostra impresa.

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Foto di Stefano Viola

Come si organizza un Paddle Out in Italia?

Innanzitutto bisogna decidere una data, un orario e il luogo dove celebrare la cerimonia. Bisogna assicurarsi che nel luogo dove si svolgerà l’evento ci siano abbastanza parcheggi per tutti i partecipanti, che si possano portare le tavole e manovrarle in totale sicurezza, e soprattutto che sia finito l’orario di balneazione, nel caso in cui ci fosse ancora la stagione estiva in atto. Poi bisogna raggruppare i vari partecipanti. Noi abbiamo usato un gruppo whatsapp, e facendo leva con il passaparola tra surfer siamo riusciti a raggiungere, e ad aggiungere man mano, le persone che dovevano essere presenti.

Per quanto riguarda la parte burocratica, abbiamo spedito semplicemente due PEC. Una alla Capitaneria di Porto, l’altra al Comune di Gaeta, che ha anche provveduto a protocollare l’atto.

Ecco una bozza della PEC inviata agli enti competenti.

Capitaneria di Porto - 
 Comune di Gaeta _____ 
Con la presente siamo a comunicare che in data 28 agosto c.m. si terrà presso il Ristoro da Benedetto, in località S. Agostino, Via Flacca Km 22,300, una cerimonia di commemorazione per la scomparsa del fotografo Leonardo D' Angelo. In tale occasione l'MDC Surf Club getterà una corona di fiori in mare (in materiale completamente deperibile). Il gruppo composto da circa 40 persone raggiungerà il largo usufruendo di 1 (uno) pedalò e varie tavole da surf. La cerimonia avrà inizio dopo le 19.00, al termine dell'orario di balneazione, in assenza di bagnanti e in totale sicurezza. La persona preposta a eventuali situazioni di emergenza e/o richieste di soccorso nel corso della cerimonia risponderà al numero .....................( Inserire il numero di telefono della persone di riferimento)
 Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali Saluti

Dopo aver proceduto a risolvere le questioni burocratiche, si può procedere con l’organizzazione della cerimonia in mare. E quindi cosa bisogna fare?

Ecco la nostra lista

  • Ordinare una corona di fiori, che sia totalmente biodegradabile. Quindi niente plastiche, corde, fili di ferro. 
  • Ordinare un fiore per ogni surfista presente. Dopo aver lasciato la corona, ogni partecipante lancia il proprio fiore, per poi partire con grandi schizzi d’acqua, come a formare un enorme corolla sul mare.
  • Preparare un discorso, o delegare qualcuno che dica qualche parola in onore del surfista deceduto.
  • Una volta finita la commemorazione a mare, si torna in spiaggia, dove, nel caso si voglia, si può continuare la cerimonia con la visione di filmini, foto e quant’altro serva a ricordare le gesta dell’amico defunto.
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Foto di Flavia Fiengo

Fate i ringraziamenti di rito al termine dell’evento

In questa occasione, abbiamo appurato quanto sia potente il legame tra surfisti, e soprattutto quanto sia spirituale il loro legame con il mare. Questa reunion non solo ci ha dato l’opportunità di salutare zio Leo in maniera consona al suo stile di vita e alle sue attitudini, ma ci ha permesso di riabbracciare persone che negli anni si erano perse di vista. Nel momento del bisogno nessuno si è tirato indietro, e ognuno di loro ha partecipato con grande entusiasmo e trasporto alla commemorazione in mare. Ringraziamo tutti coloro che si sono uniti al Paddle Out in onore di Leonardo, soprattutto chi è venuto da fuori e chi ha dovuto prendere un giorno di ferie per poter essere presente. Ringraziamo anche tutte le persone accorse e che hanno supportato i surfisti da riva, tra lacrime di commozione e sorrisi sinceri. Grazie alla location che ci ha ospitati, in maniera totalmente gratuita. Un grazie a Flavia Fiengo e Stefano Viola per aver immortalato non solo persone, ma anche emozioni. 

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Foto Stefano Viola 

Finalmente settembre. Il mese più bello per godersi il mare di Gaeta. Vento favorevole, mare calmissimo. Giornata fantastica per prendere il paddleboard ed esplorare via mare le sette spiagge di Gaeta. Decidiamo di fare una traversata sotto costa provando ad arrivare alla spiaggia di San Vito partendo dalla spiaggia di Serapo. Distanza stimata circa 6 chilometri.

Alla scoperta delle spiagge di Gaeta

La Grotta del Turco

Andiamo prima verso sinistra alla scoperta della Grotta del Turco, una spettacolare fenditura della montagna, che vissuta da mare scatena meravigliose sensazioni.

Calma e silenzio. Frescura. Il fruscio del mare cristallino che accarezza gli scogli. Dalla tavola non si vede il fondo. Credo che in questo punto il mare sia molto profondo. Con il sole si creano degli splendidi riflessi verdi e turchesi sull’acqua. I pesci nuotano al sicuro, visto che è una parte della zona protetta della Riserva Naturale di Monte Orlando.  Guardando verso l’alto si può apprezzare la magnificenza dell’intera grotta, uno spettacolare antro naturale. Si dice che questa grotta sia così chiamata perché negli anni del Ducato di Gaeta, nel IX secolo, i saraceni vi si nascondevano con le loro navi, per poter cogliere di sorpresa le imbarcazioni in transito nella zona, attaccandole e depredandole dei loro carichi.

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta
Nella grotta del Turco di Gaeta in Paddleboard 

 

Fontania. Le sette spiagge di Gaeta

Ci dirigiamo poi verso la spiaggia di Fontania. Acqua traslucente, scogli che affiorano in maniera ordinata sull’orlo dell’acqua. La spiaggia conserva ancora i resti della sontuosa villa dell’epoca romana del console Gneo Fonteo, dal quale prende il nome.

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta

A brevissima distanza dalla spiaggia di Fontania ci accostiamo allla “Nave di Serapo”, un isolotto roccioso così chiamato perchè da lontano ricorda lo scafo di una nave. Secondo una leggenda infatti, pare fosse stata la nave dei Feaci, tramutata in pietra dalla Maga Circe, ferita perché questi avrebbero riportato Ulisse nella sua natìa Itaca, allontanandolo da lei.

La spiaggia dei Quaranta Remi e il Pozzo del Diavolo 

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta

Quindi andiamo verso il Pozzo del Diavolo, o Pozzo delle Chiavi, una grotta in cui ci infiliamo cautamente, che presenta un camino che si apre all’esterno, sulla collinetta sovrastante

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta

La cavità marina ci lascia senza fiato. Le rocce ci avvolgono con il loro silenzio e con i colori tenui dovuti alla scarsa infiltrazione della luce dall’alto.

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta

Spalle al pozzo, continua l’escursione, e giungiamo nella caletta più bella del golfo. La trasperenza dell’acqua è impressionante. I colori vanno dal verde chiarissimo all’azzurro intenso. Si può giungere fin qui solo a nuoto, in barca, canoa, pedalò…o come noi con i sup. La bellissima spiaggia dei Quaranta Remi merita una visita. Nuotare in queste trasparenze rigenera corpo e mente.

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta

La spiaggia dell’Ariana

Continua la nostra traversata verso la spiaggia dell’Ariana, un tratto di costa sabbiosa a circa 3 chilometri dal centro di Gaeta, raggiungibile lato strada dalla Litoranea. Da mare ci avventuriamo passando attraverso ai famosi “tre cani”, tre grandi scogli vicini che sono il segno distintivo di questa spiaggia.

Le Scissure e la spiaggia dell’Arenauta

Oltrepassando il promontorio ci troviamo alle Scissure, con la torre omonima che troneggia sul promontorio, e il suo arenile di sabbia finissima. Qui il mare non ha nulla da invidiare a quello dei Caraibi.

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta
Torre Scissure a Gaeta in Paddleboard

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta

Siamo così giunti alla spiaggia dell’Arenauta. La sabbia è molto fine, e la trasparenza dell’acqua, nonché la sua inaccessibilità, rendono questo tratto di costa un vero paradiso. La spiaggia dell’Arenauta infatti è anche conosciuta come Spiaggia dei 300 gradini, proprio perché l’unico modo di raggiungere l’arenile sottostante è scendendo appunto 300 scalini. Un paradiso naturale e ancora selvaggio, che in questo periodo è quasi deserto.

La baia di San Vito. Le spiagge di Gaeta

Spiagge di Gaeta in Sup, paddleboard a Gaeta
La Baia di San Vito in sup

La pagaiata è impegnativa in questo tratto, per via delle molte imbarcazioni che sopraggiungono. Ma comunque riusciamo ad arrivare finalmente alla baia di San Vito, che si trova subito dopo l’omonima Torre sul promontorio. Uno dei luoghi più belli di tutta la riviera pontina. Calette, grotte marine, acque limpide e sorgenti naturali rendono questa baia un paradiso. Finalmente un meritato tuffo.

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Tempo di percorrenza: 1 ora e 37 minuti ( ma ci siamo fermati per le foto in tutte le baie, mediamente si impiegano in paddleboard 40/45 minuti). Distanza percorsa: 6,65 km. Calorie bruciate: 491, ma anche qualcosa in più..

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