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“Vedi Napoli e poi muori” diceva Goethe, cercando di racchiudere in queste parole l’amore che l’ha travolto dopo aver vissuto nella famosa città partenopea. Una città che lo ha accolto e viziato nella sua veracità, caratterizzata dal calore umano e non solo climatico, distogliendolo soprattutto dalla freddezza dei luoghi in cui era nato e cresciuto. Vedi Napoli e te ne innamori al primo istante, rapito dal clima, dalla sua storia, dall’architettura meravigliosa e soprattutto dalla sua gente. Non basterebbe un mese per esplorarne ogni angolo, ogni viuzza caratteristica, ogni pittoresco quartiere. In questo articolo però trovi qualche consiglio su cosa vedere a Napoli in 1 giorno, se hai poco tempo a disposizione per fermarti in città.

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno

Sono moltissimi i luoghi da vedere a Napoli. Un tripudio di vicoli, monumenti, palazzi storici, botteghe tipiche, affreschi, musei e sotterranei talmente belli che rapiranno i tuoi sensi al primo approccio. Se hai però solo un giorno a disposizione ti consiglio di iniziare la tua visita partendo da Via Toledo. Qui si concentrano diverse attrazioni, puoi arrivarci facilmente con la metro partendo dalla stazione di Piazza Garibaldi e puoi muoverti facilmente a piedi nei dintorni.

Fermati nella metro di Toledo, una delle stazioni più belle d’Europa

La stazione della metro di Toledo è stata classificata come “Più bella d’Europa” dal Daily Telegraph ed è infatti una delle fermate dell’Arte della Metropolitana di Napoli. E’ intrigante e molto scenografica poichè le sue luci e i suoi mosaici, nelle diverse tonalità di azzurro, danno la sensazione di immergerti nel mare quando scendi le scale mobili. Il progetto della stazione di Toledo è di Oscar Tusquets, un architetto spagnolo che ha ricreato l’ambiente marino nei sotterranei della città. Ha inoltre arricchito la galleria con mosaici in stile pompeiano che ben si integrano ai resti della antiche mura aragonesi ritrovate durante gli scavi dei lavori. Anche i corridoi della stazione di Toledo sono decorati con mosaici che riproducono il movimento delle onde.

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno
La fermata della metropolitana di Toledo è davvero meravigliosa, nelle forme e nei colori. Richiama l’ambiente marino in maniera perfetta, dando la sensazione di immersione durante la discesa.

Vai alla ricerca del murale di Maradona ai Quartieri Spagnoli

Una delle zone più autentiche di Napoli si trova proprio vicinissima a Via Toledo. Nei vicoletti adiacenti la strada infatti puoi intrufolarti nei Quartieri Spagnoli, da sempre famosi per essere quartieri malfamati. Ma anche no! E’ vero che in passato sono stati luoghi di perdizione, posti in cui i militari spagnoli andavano a cercar divertimento nei bordelli o ad attaccare briga. Negli anni però la zona è stata completamente riqualificata diventando più sicura e adatta ai turisti, senza perdere la sua autentica essenza. Tra i suoi vicoli pittoreschi puoi scoprire la vera Napoli, fatta di panni stesi al sole, di bassi sovraffollati, di locali tipici e di autentiche botteghe artigiane.

Siediti in una delle trattorie tipiche del quartiere e degusta piatti della tradizione partenopea, come la pasta con patate e provola filante, oppure assaggia la pizza, la napoletana DOC, con il cornicione alto e morbido ed un profumo inebriante di pomodoro e basilico fresco. 

Nei Quartieri Spagnoli puoi ammirare tra l’altro i famosi murales di Maradona, di Totò e di Pino Daniele cercandoli tra le viuzze inondate di musica neomelodica. Una meravigliosa caccia al tesoro che ti porta nel cuore delle tradizioni popolari napoletane, lasciandoti accarezzare l’anima della gente del posto.

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno
Segui i cartelli e le frecce poste sugli incroci dei vicoli per arrivare i più famosi murales di Napoli! Si, la città è un pò sporca….

Al di la di quanto si pensi i Quartieri Spagnoli sono tra le zone urbane più ordinate della città di Napoli. I palazzi si intersecano tra loro ad angolo retto creando una rete di strade geometricamente perfetta. Impossibile perderti, poichè hai sempre il mare come punto di riferimento ed essendo un rione che si sviluppa in salita, sai che per tornare a Via Toledo non devi fare altro che scendere verso valle. 

E’ pericoloso? No, il livello di allerta è come nelle altre grandi città. Passeggia tenendo lo zaino davanti e fai attenzione ai dispositivi elettronici. Noi siamo state nei Quartieri Spagnoli per pranzo, cena, aperitivo e dopo cena e nessuno ci ha “scippato”nulla. 

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno. Scatta una foto in Piazza Plebiscito

Percorri tutta Via Toledo e raggiungi Piazza Plebiscito, il salotto di Napoli. Ha una superficie di oltre 25 mila metri quadrati ed è dunque una delle piazze più grandi non solo della Campania ma di tutta Italia. Qui trovi la Basilica di San Francesco di Paola, in stile neoclassico, fatta costruire nel 1800 da Ferdinando I delle Due Sicilie. Si trova ai piedi della collina di Pizzofalcone, luogo di nascita del primissimo centro abitativo della città di Napoli. Al centro della piazza puoi ammirare le maestose statue equestri di Carlo III di Borbone, opera di Canova, e del figlio Ferdinando I. Proprio di fronte la bellissima basilica di Piazza Plebiscito trovi il Palazzo Reale, uno dei più importanti edifici della città, per anni dimora dei Borbone, che oggi ospita la Biblioteca Nazionale di Napoli. 

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno
Da Via Toledo puoi raggiungere facilmente una delle più belle piazze del mondo: Piazza Plebiscito.

Fai una sosta al Gran Caffè Gambrinus

Verso la fine del 1800 in Piazza Plebiscito apre uno dei più famosi bar d’Italia: il Gran Caffè Gambrinus. Per decenni è stato un locale in cui si riversavano nobili, personaggi famosi dell’alta borghesia e artisti di fama mondiale, diventando uno dei centri culturali più blasonati della penisola. Puoi provare a prendere un caffè nelle sue sale in stile barocco, ma sappi che la fila per entrare è abbastanza lunga e i prezzi non proprio nella media del posto. 

Scendi nella Napoli Sotterranea

Anche se hai solo un giorno per visitare Napoli, non puoi perderti un viaggio nel cuore nascosto della città. Apporfitta della vicinanza a Piazza Plebiscito per raggiungere la Napoli Sotterranea Laes. Questo affascinante percorso ti porterà a 40 metri di profondità tra cunicoli, cisterne, rifugi antiaerei della Seconda Guerra Mondiale e affascinanti cavità scavate nel tufo.

Entra nella Galleria Umberto I

Approfitta dell’ingresso che si apre proprio su Via Toledo per entrare nella meravigliosa Galleria Umberto I. Ha ben quattro entrate, ma quella principale è su Via San Carlo ed è la più maestosa da vedere. L’ingresso infatti vanta bellissimi archi e colonne di travertino che recano su uno dei lati le rappresentazioni in marmo della quattro parti del mondo: Europa, Asia, Africa e America.

Le nicchie che sovrastano gli archi accolgono le statue della Fisica e della Chimica, mentre sulle altre colonne sono raffigurate le quattro stagioni a rappresentare il passare inevitabile della vita. Rimani sempre con lo sguardo verso l’alto per scorgere anche le statue del Genio della Scienza e del Lavoro. Affascinante anche il gruppo marmoreo che raffigura il Commercio e l’Industria sdraiati ai lati della Ricchezza.

Innalzata in soli tre anni, a partire dal 1887, la Galleria Umberto I era destinata ad offrire ai cittadini uno spazio pubblico riparato dalle intemperie. La sua non era solo una funzione commerciale, ma anche e soprattutto monumentale. Vista la sua preziosa bellezza in poco tempo al suo interno sono fiorite botteghe, uffici, banche e negozi di grandi firme creando un centro di aggregazione unico nel suo genere. 

Conosci gli Sciuscià?

La Galleria Umberto I per molti anni è stata sede dei Sciuscià, i lustrascarpe diventati famosi grazie al film di Vittorio De Sica. In quest’area gli Sciuscià hanno lucidato scarpe per oltre cinquant’anni ai clienti “bene” di Napoli i quali, seduti su piccoli troni di velluto, adoravano farsi pulire i mocassini mentre ammiravano il via vai della galleria e si scambiavano chiacchiere. 

Entra nella libreria più grande d’Italia

Prima di lasciare Galleria Umberto immergiti nell’atmosfera elegante della Libreria Mondadori, uno spazio raffinato dove perdersi tra pagine di grandi autori e lasciarsi avvolgere dalla magia della lettura sotto la splendida cupola vetrata di uno dei luoghi più iconici di Napoli. Questa libreria al momento detiene il primato di essere la più grande d’Italia e al suo interno, oltre a milioni di libri dedicati ad ogni tipologia di lettore, trovi anche un bar e diverse stazioni dove sederti a sfogliare i tuoi volumi preferiti. 

Visita il Maschio Angioino

Non puoi andar via da Napoli senza aver visto il suo edificio iconico per eccellenza. Il Maschio Angioino si erge fiero e maestoso nella parte del lungomare della città e racconta dall’alto della sua postazione la storia di Napoli. Edificato da Carlo d’Angiò nel lontano 1266 il castello nasce come sede regale ma diventa in poco tempo un centro culturale in cui il mecenate amava invitare e intrattenersi con artisti e letterati del tempo, come Petrarca e Boccaccio.

Sotto gli aragonesi perde la sua allure artistica diventando una roccaforte da sfruttare per l’ottima posizione strategica. Il sistema difensivo del Maschio Angioino era nettamente più all’avanguardia dell’ormai datato Castel dell’Ovo e sicuramente più favorevole rispetto a quello di Castel Capuano, lontano dal mare. Essendo queste ultime due fortezze edificate molti anni prima, al nuovo complesso viene dato in nome di Castel Nuovo.Cosa vedere a Napoli in 1 giorno

Il nome Maschio Angioino invece è di origine medievale e deriva dalla parola “Mastio”, che sta ad indicare la torre più grande e sicura di una fortezza.

Al suo interno è possibile visitare la Sala dei Baroni, affrescata da Giotto, e la Sala dell’Armeria, dove puoi ammirare i resti di epoca romana portati alla luce da recenti ristrutturazione del castello. Sono posti sotto una pavimentazione in vetro e appartengono al I secolo avanti Cristo. Interessante anche la visita alla Cappella Palatina dove trovi alcune delle più belle sculture del Rinascimento partenopeo. 

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno. Passeggia per Via Toledo

Via Toledo è l’arteria principale di Napoli ed è la via dello shopping e dello “struscio” ( passeggiata di rito domenicale ). Il nome deriva dal suo ideatore, Don Pedro Alvarez de Toledo, che fece realizzare la strada a metà del 1550. Avvalendosi delle conoscenze del grande architetto Giovanni da Nola fece tracciare la strada perfettamente in linea alla meridiana di Napoli. A mezzogiorno quindi Via Toledo è completamente inondata dai raggi del sole.

Via Toledo è chiusa al traffico ed è costeggiata da numerosi negozi. Qui trovi anche localini in cui prendere al volo una pizza a “portafoglio” o una sfogliatella calda da mangiare in passeggiata. Sulla destra trovi i vicoli di ingresso per i Quartieri Spagnoli, intervallati da palazzi storici di grande bellezza.

Sulla sinistra, oltre all’entrata secondaria della Galleria Umberto I, trovi il cortile coperto di Palazzo Zevallos, il polo museale e culturale di Intesa Sanpaolo. Lo riconosci dall’enorme portone in marmo del 1600 che si affaccia proprio su Via Toledo. Puoi entrare nell’antico cortile del palazzo che, negli anni ’20, è stato coperto da un grande lucernario conferendogli l’aria di un vero e proprio salotto. I vetri hanno delle meravigliose decorazioni floreali che si riflettono sui marmi levigati dei pavimenti in un turbinio di sfumature che lascia incantato il visitatore.

Perchè visitare Napoli anche se hai solo 1 giorno a disposizione

Napoli è una delle città da vedere assolutamente almeno una volta nella vita. E’ una città eclettica, colorata, carica di folklore e ricca di sfumature. I suoi usi e costumi millenari sono tuttora una grande attrattiva per il viaggiatore. Al di la degli edifici storici, dei musei e dello splendido mare Napoli vanta una tradizione gastronomica inimitabile, verace come solo il cuore dei napoletani sa essere. Tra l’altro è una città molto economica e può essere davvero visitata con pochi euro a disposizione. Con 20 € puoi addirittura concederti il lusso di mangiare al ristorante, prendendo antipasto, primo piatto, dessert e bicchiere di vino! 

Scendi a Toledo e lasciati trasportare dall’inconfondibile atmosfera campana, fatta di colori, di suoni neomelodici, di profumi pazzeschi, di sfogliatelle e di babà! Ma soprattutto vivi la città come un vero local… in maniera molto easy! Tradotto in napoletano ” staj senza penzier!!

Cosa vedere a Napoli in 1 giorno
Tutto a Napoli è folklore, risate e allegria.. devi solo lasciarti trasportare dall’atmosfera perennemente festosa della città e goderti ogni secondo seguendo la filosofia di vita dei napoletani… senza pensieri!

Castelmezzano è un piccolo borgo della Basilicata che, anche se conta poco più di 700 abitanti, è sempre brulicante di persone provenienti da ogni parte del mondo. D’altronde non potrebbe essere diversamente poichè il borgo medievale è incastonato in uno degli scorci più affascinanti delle Dolomiti Lucane. A Castelmezzano natura e architettura riescono a fondersi in una perfetta armonia cromatica e paesaggistica. La sua storia poi è legata all’ordine dei Templari e puoi scoprirla passeggiando attentamente nelle sue viuzze..

Castelmezzano

Hai mai visto le Dolomiti Lucane?

Le Dolomiti Lucane cingono il borgo di Castelmezzano in un morbido abbraccio, donando al paesaggio un allure magico, quasi sospeso nel tempo, dove natura e storia convergono per creare un piccolo capolavoro. Le montagne scavate nell’arenaria dalla pioggia e dal vento sembrano assumere forme particolari, soprattutto simili a sagome di animali. Puoi quindi cercare tra le vette la bocca di leone, l’aquila reale o il becco della civetta. Divertiti a farlo con i bambini! 

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
Il borgo di Castelmezzano è incastonato nella parete rocciosa delle Dolomiti Lucane, dalle quali è protetto con un avvolgente abbraccio.

Visita il centro storico

Passeggiare a Castelmezzano è come prendere parte ad un presepe vivente. Il piccolo borgo infatti, proprio per la sua caratteristica conformazione, appare al viaggiatore come un piccolo e prezioso presepe incastonato nelle montagne circostanti. Il centro storico è costituito da piccole e graziose case incastrate nella parete rocciosa, spesso aventi per tetti lastre di pietra arenaria. Per la sua particolare conformazione e per il centro storico che si integra alla perfezione con il paesaggio naturale circostante, Castelmezzano è entrata a far parte del club de I borghi più belli d’Italia. Titolo meritatissimo. 

Il cuore pulsante del centro storico è la piccola piazza da cui si erge fiera la chiesa di Santa Maria dell’Olmo, in stile romanico. L’edificio ospita il santo protettore del paese, San Rocco. 

Scopri la storia del borgo

Le origini di Castelmezzano risalgono al VI secolo a.C.. Pare sia stata fondata da alcuni coloni greci che, entrati nella valle del Basento e trovandola fertile e sicura, l’hanno scelta per creare un agglomerato urbano dandogli il nome di Maudoro, ossia “Mondo d’oro”. In seguito alle invasioni saracene però questa popolazione è stata costretta a fuggire, trovando riparo tra le vette delle montagne circostanti. Dopo una serie di occupazioni i Normanni hanno ben pensato di costruire tra queste vette un castello, i cui resti sono ancora ben visibili tra le rocce delle Dolomiti Lucane. Probabilmente questo edificio era pensato come una rocca di avvistamento, un punto strategico dal quale scorgere i nemici in arrivo.

Sali sulla rocca templare

Lasciando il centro storico e seguendo la strada principale arrivi alla scalinata che porta alla rocca abbandonata, in cima alla vetta dolomitica. Anche se l’ipotesi più plausibile fa risalire questo Castruum all’epoca normanna le sue origini rimangono tutt’oggi abbastanza incerte. Una volta arrivato in cima se l’aria è rarefatta puoi avere una splendida visuale su tutta la vallata sottostante e sul centro storico di Castelmezzano. Con la nebbia invece riesci ad immergerti nell’atmosfera del posto, tipicamente medievale. Puoi camminare tra i ruderi nascosti dalla roccia e dalla vegetazione e provare ad immaginare la vita del posto ai tempi d’oro, tra fieri cavalieri e pellegrini in cerca di riparo. La lunga e ripida scalinata che porta alla rocca è difficile da percorrere con i passeggini, ma fattibile con bambini ben allenati e propensi alle esplorazioni. 

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
La scalinata che porta ai resti della rocca normanna è abbastanza irta e impegnativa. Sconsigliata se hai i bambini troppo piccoli o nel passeggino.

Le tracce dei templari a Castelmezzano

Il principe d’Antiochia Boemondo D’Altavilla dunque, primo normanno arrivato in zona, ha scelto per Castelmezzano uno stemma che rappresenta due cavalieri partiti volontari per la crociata dell’anno Mille, fortemente voluta da Papa Giulio II. Questo e altri elementi accomunano Castelmezzano alla magione templare.

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
L’icona dello stemma di Castelmezzano stilizza due cavalieri in assetto di guerra.Si narra che per la vittoria riportata in Terra Santa, Boemonte, Principe di Taranto, premiò i suoi due soli valorosi guerrieri Castelmezzanesi, fregiandoli con lo stemma con il quale avevano combattuto nelle Crociate

Alcune testimonianze sono custodite nella chiesa di Madre Santa Maria dove sono venuti alla luce una porta segreta e una croce templare a otto punte iscritta nella roccia. Qui è ancora ben visibile un’iscrizione che cita il salmo della Stella Mattutina, frase cara ai cavalieri templari. Sulla facciata compare anche la rosa pentalobata, altro simbolo templare, che lega l’ordine cavalleresco alla Vergine Maria.

La presenza a Castelmezzano dei cavalieri templari è quindi ben evidente. Sicuramente la magione, insediandosi tra le Dolomiti Lucane, ha creato una strada e un ricovero sicuro riservato ai pellegrini in viaggio verso Gerusalemme e un punto di ristoro e accoglienza per i cavalieri in transito. 

Cosa puoi fare a Castelmezzano: Il Volo dell’Angelo

Se sei amante delle attività outdoor a Castelmezzano puoi fare meravigliose escursioni nella natura rigogliosa della Basilicata. I panorami della regione sono strepitosi e non mancano angoli paesaggistici in cui fermarti a respirare e ad ammirare i dintorni. Tra Castelmezzano e la vicina Pietrapertosa poi, nel cuore della regione, puoi provare a fare il volo dell’angelo. Puoi planare sospeso nel vuoto tra le vette dolomitiche per provare un’esperienza adrenalinica davvero da mozzare il fiato. Per effettuare il volo hai a disposizione due linee, una di 118 l’altra di 130 metri di lunghezza. Entrambi i percorsi sono a una quota di 1020 metri di altezza e durante il tragitto riesci a toccare i 120 km orari!

Info: Trovi la biglietteria del Volo dell’Angelo a Castelmezzano, in Via Roma nr 28. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 0971 986042

Dove mangiare nel centro storico: Al becco della civetta

A Castelmezzano trovi uno dei ristoranti più quotati della Basilicata, menzionato da numerose guide gastronomiche tra le quali la famosa Michelin. Da Al becco della civetta puoi assaporare i piatti della tradizione lucana tramandati di generazione in generazione nelle mani di Antonietta Santoro, chef di fama nazionale. I suoi piatti sono frutto del territorio e delle sue usanze, di tecniche antiche apprese dalla cultura rurale della zona. Antonietta riprende in ogni sua portata tutti gli ingredienti e le preparazioni della tradizione lucana preservandone le procedure e i sapori autentici.

La qualità delle materie prime è palpabile e non mancano nei suoi manicaretti prodotti tipici del territorio come i peperoni cruschi, la carne podolica e i formaggi locali. Al becco della civetta è il posto ideale dove immergerti nella cultura culinaria della Basilicata vivendo il cibo non solo come appagamento del corpo ma anche come esperienza di viaggio. Un viaggio nella Basilicata più verace. 

Info: Trovi il ristorante Al becco della civetta a Castelmezzano, in Vico I Maglietta al nr 7. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 0971 986249

Come arrivare a Castelmezzano

Ti consiglio di visitare la Basilicata in auto in modo tale da poterti muovere in tutta libertà tra i suoi maggiori punti di interesse. Per raggiungere Castelmezzano devi prendere la superstrada Basentana (SS 407) ed uscire ad Albano-Castelmezzano. Dall’uscita poi devi percorrere altri sette chilometri di strada, la maggior parte della quale è fatta da curve. Castelmezzano si trova subito dopo la galleria. 

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
Castelmezzano si trova a 750 m d’altezza e a pochissimi km in linea d’aria da Pietrapertosa, entrambi in provincia di Potenza. La sua posizione è suggestiva tanto da trasformarlo, specie nei periodi invernali, in un vero e proprio presepe.

Perchè fermarsi a Castelmezzano

Una tappa a Castelmezzano è d’obbligo se ti trovi in viaggio nei territori della Basilicata. E’ un borgo da assaporare in maniera lenta, cercando di ripercorrere i sentieri del tempo. Affidati ad una guida esperta e lasciati trasportare nella dimensione storica del borgo, alla scoperta dei suoi più intimi segreti e delle sue peculiarità. Castelmezzano è il posto ideale per chi cerca il vero contatto con la natura e la storia di un territorio, fuori dal turismo di massa, tra paesaggi fiabeschi ed esperienze outdoor immerse nella natura. 

Monte Echia, conosciuto anche come il “Pizzofalcone“, rappresenta uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia di Napoli. Questo sperone tufaceo, che si affaccia sul Golfo di Napoli, è considerato il luogo d’origine della città partenopea, dove i Greci fondarono l’antica colonia di Partenope. Oggi, grazie anche al nuovo ascensore panoramico, Monte Echia è tornato al centro dell’attenzione come una meta imperdibile per chi vuole scoprire la storia millenaria e godere di una vista unica sulla città.

Ascensore di Monte Echia

L’origine di Partenope

La storia di Monte Echia è intrinsecamente legata alle origini di Napoli. Fu qui che, nel VIII secolo a.C., i coloni greci provenienti dall’isola di Rodi fondarono la città di Partenope, il primo nucleo abitato che avrebbe poi dato origine a Neapolis. Questa posizione strategica, che dominava il mare, garantiva un’ottima difesa naturale e una vista privilegiata sul Golfo.

Monte Echia, oltre a essere un punto strategico, era però anche un luogo sacro. Secondo la leggenda infatti, proprio in queste acque trovò riposo la sirena Partenope, il cui corpo, trascinato dalle onde, sarebbe approdato ai piedi del promontorio. Da questa figura mitologica deriva il nome della città, legando per sempre Napoli a un immaginario di bellezza e mistero.

In epoca romana poi Monte Echia continuò a essere un luogo centrale della vita cittadina. Qui si trovavano le ville di patrizi romani, tra cui la famosa Villa di Lucullo, un complesso residenziale di straordinaria bellezza che ospitava giardini, piscine e terme affacciate sul mare. Questo luogo esclusivo era il simbolo del lusso e del potere dell’epoca. Si dice che nei sotterranei della villa siano nascosti immensi tesori, tra cui opere d’arte e monete d’oro, protetti da antichi sortilegi. Alcuni credono che il luogo sia ancora abitato dagli spiriti dei suoi antichi proprietari, che vegliano gelosamente sui loro beni.

Ascensore di Monte Echia, un accesso privilegiato tra cielo e mare

Con l’apertura del nuovo ascensore panoramico Monte Echia è diventato ancora più accessibile, permettendo ai visitatori di raggiungere il promontorio in modo comodo e veloce. Questo ascensore, inaugurato di recente, è stato progettato non solo come mezzo di trasporto, ma come una vera e propria esperienza emozionale.

L’ascensore parte da via Santa Lucia, una delle strade più caratteristiche della zona, e in pochi minuti ti porta direttamente al cuore di Monte Echia. 

Una volta arrivato in cima puoi esplorare il promontorio, passeggiando tra i resti archeologici e godendo di una vista mozzafiato che spazia dal Vesuvio alle isole di Capri, Ischia e Procida. L’ascensore è un simbolo di come la modernità possa integrarsi perfettamente con la storia, rendendo omaggio al passato e al tempo stesso proiettandosi verso il futuro.

Ascensore di Monte Echia, punto paesaggistico di NapoliCome funziona l’ascensore di Monte Echia

L’entrata per l’ascensore di Monte Echia si trova su Via Santa Lucia. La biglietteria è al piano terra, dove un corridoio conduce direttamente alle porte degli ascensori dopo aver acquistato il biglietto e oltrepassato il tornello. Le due cabine degli ascensori possono trasportare fino a 18 persone ciascuna, per cui difficilmente troverai fila. Le entrate sono gestite dal personale. Una volta salito nella cabina, in meno di un minuto arriverai al Belvedere di Pizzofalcone, a 55 metri di altezza.

Ascensore di Monte Echia, punto paesaggistico di NapoliOrari e costi

L’ascensore è operativo tutti i giorni dalle 9:00 alle 22:00. Il costo del biglietto intero è di 1,50 euro. Vale per una sola corsa, in salita o in discesa. E’ gratuito per residenti del quartiere e persone con disabilità.

Come raggiungere Monte Echia a piedi

Hai paura dell’ascensore? Puoi raggiungere il belvedere di Monte Echia in maniera insolita attraverso le rampe di Pizzofalcone. Oltre a raggiungere il belvedere, questa strada ti da l’opportunità di scoprire un angolo autentico di Napoli. Passeggiando infatti, incontrerai i “bassi”, piccole abitazioni tipiche della città. In dialetto vengono chiamate “vasci” e sono situate al piano terra dei palazzi, affacciandosi in questo modo direttamente sui vicoli. Essendo molto piccoli, gli inquilini dei vasci tendono ad utilizzare gli spazi esterni della strada in cui sono ubicati, non solo per stendere il bucato o per parcheggiare motorini e passeggini, ma anche per sedersi all’aperto a sorseggiare caffè, come se fosse il salotto di casa. Salendo verso Monte Echia ne troverai di molto caratteristici.

Ammira gli edifici ubicati sulle rampe di Pizzofalcone

Un’atro edificio che si trova sulle rampe di Pizzofalcone è Villa Ebe, o quel che rimane di un castello realizzato nel 1922 dall’architetto Lamont Young. Puoi facilmente riconoscere la struttura dalle sue torrette e dai suoi dettagli gotici. Purtroppo non è visitabile, ma rimane uno splendido punto da ammirare e da fotografare.

Ascensore di Monte Echia, punto paesaggistico di NapoliPoco più in alto puoi invece vedere una grande struttura rossa. Dopo essere stata una villa rinascimentale di proprietà del conte di Santa Severina, Andrea Carafa della Spina, è stata destinata prima ad uso militare, poi a sede del Real Officio Topografico. A metà del 1800 poi l’edificio viene destinato all’Archivio di Stato, che ne detiene tuttora la proprietà. 

Ora goditi il panorama sul Golfo di Napoli

 Una volta raggiunta la sommità di Monte Echia, a piedi o con il nuovissimo l’ascensore, lasciati ammaliare dal panorama che ti trovi davanti. La vista che si apre dal promontorio è davvero spettacolare. Davanti ai tuoi occhi si estende tutto il Golfo di Napoli, dal Vesuvio a Capri, passando da Castel dell’Ovo sino ad arrivare alla collina di Posillipo. Siediti su una delle panchine panoramiche del parco e goditi l’immensa bellezza della città di Partenope, respirando l’aria salmastra che sale dal mare sottostante. 

Informazioni utili alla visita

Il momento migliore per visitare Monte Echia è al tramonto, quando il sole cala dietro la collina di Posillipo e il cielo si tinge di colori spettacolari. Tuttavia, anche durante le prime ore del mattino è possibile godere di una vista meravigliosa e sicuramente meno affollata. Sebbene l’ascensore renda l’accesso più semplice, ti consiglio di indossare scarpe comode, adatte per esplorare i dintorni e soprattutto per poter scendere in totale sicurezza a piedi, dalle rampe di Pizzofalcone. In cima a Monte Echia non ci sono punti di ristoro per cui munisciti di una borraccia e di qualche snack, soprattutto se viaggi con i bambini. 

Ascensore di Monte Echia, punto paesaggistico di NapoliCome arrivare

Monte Echia si trova nel cuore di Napoli, nel quartiere di Santa Lucia. È facilmente raggiungibile a piedi dal lungomare Partenope o dalla Stazione Centrale, utilizzando i mezzi pubblici. L’ascensore panoramico è situato all’ingresso principale del promontorio, facilmente visibile dalla strada. 

Perchè fare una tappa all’ascensore di Monte Echia a Napoli

Visitare Monte Echia non è solo un viaggio nella storia di Napoli, ma anche un’opportunità per connettersi con la sua anima più autentica. Ogni angolo di questo promontorio racconta una storia, ogni panorama regala emozioni che restano impresse nella memoria.

Il nuovo ascensore ha reso questo gioiello ancora più accessibile, permettendo a chiunque di vivere un’esperienza indimenticabile. Che tu sia un appassionato di storia, un amante della natura o semplicemente in cerca di un angolo di pace in città, Monte Echia saprà regalarti emozioni profonde e autentiche.

 

Nel cuore del centro storico di Napoli, immersa in una trama di vicoli che raccontano storie secolari, si trova Via San Biagio dei Librai. Si tratta di una delle strade più affascinanti e iconiche della città. Questo stretto e vivace corso, parte integrante di Spaccanapoli, non è solo una strada: è un viaggio nel tempo, un palcoscenico in cui arte, cultura e tradizione si intrecciano per offrire un’esperienza unica a chiunque vi passi.

Via San Biagio dei Librai a Napoli

Via San Biagio dei Librai deve il suo nome all’antica presenza di botteghe di librai e stampatori che, nel periodo rinascimentale, animavano questo tratto della città, rendendolo un punto di riferimento per l’intellighenzia e la cultura napoletana. Ancora oggi, camminando lungo questa strada, è possibile percepire quell’eredità intellettuale e artigiana, grazie ai tanti negozi storici e alle botteghe che custodiscono l’anima di un tempo che sembra non essere mai passato.

Lungo i suoi circa 700 metri, Via San Biagio dei Librai è un microcosmo in cui si incontrano storia e contemporaneità. Palazzi nobiliari, chiese antiche e affascinanti portoni si alternano a negozi di artigianato, librerie, antiquari e oreficerie, offrendo un’esperienza multisensoriale che coinvolge la vista, l’olfatto e l’udito. Persino Stanislao Nievo, nel suo romanzo “Il prato in fondo al mare”, ha regalato un trafiletto a questa strada, descrivendola come un rettilineo “stretto e vociante” […] vicino Sapccanapoli, “dove visse e morì Benedetto Croce”.

Via San Biagio dei Librai a NapoliEsplora le meraviglie architettoniche di Via San Biagio dei Librai

Via San Biagio dei Librai è anche una galleria a cielo aperto di palazzi storici e chiese che raccontano secoli di storia e arte. Le facciate dei palazzi, spesso adornate da antichi stemmi e decorazioni in pietra, sussurrano storie di famiglie nobili e mercanti che un tempo popolavano questa via. Le chiese, con i loro portali imponenti e gli interni ricchi di affreschi e opere d’arte, invitano a un momento di contemplazione. Tra queste, spicca la Chiesa di San Biagio Maggiore, un piccolo edificio religioso che si erge all’incrocio di Via San Biagio e di Via San Gregorio Armeno, la famosa strada dei presepi napoletani.

La chiesa è dedicata a San Biagio ed è rimasta chiusa al pubblico per numerosi anni. Solo nel 2007 è stata riaperta, dopo ingenti lavori di restauro, grazie alla Fondazione Giambattista Vico, che ha scelto questo edificio anche come propria sede. Adiacente a questo prezioso luogo di culto si trova la Chiesa di san Gennaro dell’Olmo, fondata nel 1631 dal cardinale Federico Boncompagni. 

Poco distante trovi il maestoso Palazzo Marigliano, un esempio straordinario di architettura rinascimentale. Questo edificio, costruito nel XV secolo, è oggi sede di uffici, ma è possibile ammirarne la facciata e il cortile interno, che conservano intatti i dettagli architettonici dell’epoca.

Fermati ad annusare il profumo dei libri 

Passeggiare per via San Biagio dei Librai a Napoli è quindi come entrare in un universo parallelo, dove il tempo sembra fermarsi e l’anima si perde nella bellezza dei libri e nell’atmosfera unica delle chiese, delle dimore storiche e delle botteghe. Questa strada, cuore pulsante del centro storico della città, è un autentico tempio per gli amanti della cultura e delle storie, un luogo che ha il potere di emozionare e di risvegliare i sensi.

Il profumo della carta antica si mescola a quello delle spezie, del caffè e dei dolci tipici che si diffonde dai vicoli adiacenti. Le botteghe, con le loro insegne scolorite e le vetrine piene di volumi di ogni epoca, catturano lo sguardo come scrigni pieni di tesori. I libri, impilati in maniera apparentemente caotica, sembrano voler raccontare mille storie contemporaneamente. Alcuni mostrano segni del tempo, con le pagine ingiallite e le copertine consumate, mentre altri brillano di colori accesi, pronti a catturare l’immaginazione di chi li sfoglia.

Scegli un libro come souvenir

Ogni passo lungo via San Biagio dei Librai è un’occasione per scoprire qualcosa di nuovo. Ci sono piccoli laboratori artigianali dove gli abili maestri della rilegatura creano opere d’arte uniche, trasformando ogni libro in un gioiello. Ci sono librerie specializzate in testi antichi, dove si possono trovare volumi che raccontano la storia di Napoli, con illustrazioni e mappe che parlano di un passato ricco e affascinante. E poi ci sono le bancarelle, con i loro libri usati che sembrano aspettare proprio te, quasi a sussurrare: “Portami a casa, ho qualcosa da dirti”. 

Non è solo la vista a essere rapita, ma anche l’udito e il tatto. Le voci dei librai, che con passione raccontano le storie dietro ogni libro, creano un sottofondo musicale che avvolge i visitatori. Ogni parola pronunciata sembra un invito a fermarsi, a sfogliare, a lasciarsi ispirare. Toccare le copertine, sentire la texture della carta, è un gesto che connette con l’intimità della lettura, con la promessa di un viaggio interiore che ogni libro custodisce.

E poi c’è la magia dell’imprevisto: quel libro che non stavi cercando ma che sembra trovarti, quel titolo che accende un ricordo, una curiosità, un sogno. Via San Biagio dei Librai non è solo una strada, è un luogo dell’anima, un microcosmo dove ogni angolo parla di bellezza, di cultura, di passione.

In un mondo sempre più digitale, questa strada rappresenta un’oasi di autenticità, un luogo dove il passato e il presente si incontrano, dove la carta e l’inchiostro continuano a raccontare storie che nutrono il cuore e la mente. Camminare per via San Biagio dei Librai significa lasciarsi avvolgere da una sensazione di meraviglia, quella stessa meraviglia che solo i libri e i luoghi intrisi di storia sanno regalare.

Come raggiungere Via San Biagio dei Librai

Via San Biagio dei Librai è facilmente accessibile grazie alla sua posizione centrale. Ecco come puoi arrivarci:

  • In metro: La fermata più vicina è Dante (Linea 1), da cui si raggiunge Via San Biagio dei Librai con una breve passeggiata attraverso Spaccanapoli.
  • A piedi: Se ti trovi già nel centro storico la strada si trova a pochi minuti da altre attrazioni come Piazza San Domenico Maggiore o il Monastero di Santa Chiara.
  • In taxi o auto: ti consiglia di evitare l’uso dell’auto poiché il centro storico è una zona a traffico limitato (ZTL). I taxi rappresentano un’alternativa comoda e accessibile, ma più dispendiosa rispetto ai mezzi pubblici. 

Napoli è una città di mille contrasti, dove il passato e il presente convivono in un equilibrio affascinante. Ma c’è una Napoli che pochi conoscono, una città nascosta sotto i piedi dei suoi abitanti, fatta di cunicoli, cisterne, rifugi e antichi acquedotti. È la Napoli Sotterranea, un mondo parallelo che si rivela attraverso il percorso LAES (Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo), un itinerario emozionante al di sotto dei famosi Quartieri Spagnoli che conduce i visitatori nel cuore pulsante della storia partenopea.

La Napoli Sotterranea Laes. Guida alla visita

Il sottosuolo di Napoli è stato plasmato dall’uomo e dalla natura. Il tufo giallo napoletano, una roccia vulcanica tipica della zona, è stato estratto fin dall’epoca greca per costruire templi, mura e abitazioni. Questa attività di estrazione ha lasciato dietro di sé un reticolo di cavità che, nei secoli, è stato riutilizzato per vari scopi: cisterne per la raccolta dell’acqua, rifugi durante la guerra e persino luoghi di culto.

Napoli, vista la presenza sia del mare che della montagna, è sempre stata una città in dialogo costante con la terra e l’acqua. Gli antichi acquedotti, come quello della Bolla, hanno rifornito la città per secoli, mentre le cisterne sotterranee garantivano un approvvigionamento idrico continuo. Questa rete sotterranea, scavata con maestria dai pozzari, è un capolavoro di ingegneria antica che ancora oggi affascina i visitatori.

Segui il percorso LAES: un viaggio nel tempo

Il percorso della Napoli Sotterranea offerto dal LAES è uno dei più completi e suggestivi. Si tratta di un viaggio che copre oltre 2.400 anni di storia, attraverso un itinerario che si snoda sotto le strade del centro storico. L’accesso principale si trova nei pressi di Piazza del Plebiscito, uno dei luoghi simbolo di Napoli, rendendo l’inizio della visita già di per sé iconico.

La Napoli Sotterranea Laes. Guida alla visitaDopo una breve introduzione sulla storia del sottosuolo napoletano, la nostra guida Giulia ci conduce ai cunicoli tramite una scala ripida e stretta. Già dai primi passi si avverte il cambio di atmosfera: la luce del sole lascia spazio a un’illuminazione tenue e l’aria diventa più fresca e umida. Le pareti in tufo, scavate a mano, raccontano la fatica e l’ingegno di generazioni di lavoratori.

Ammira le cisterne di tufo

Una delle prime tappe del percorso è la visita alle antiche cisterne e ai resti dell’acquedotto greco-romano. Qui Giulia inizia a spiegarci le tecniche ingegneristiche utilizzate per garantire la distribuzione dell’acqua in una città in continua espansione come quella di Napoli. Si tratta di un sistema complesso, fatto di condotti, filtri e camere di sedimentazione, che testimonia l’abilità degli antichi ingegneri.

La Napoli Sotterranea Laes. Guida alla visitaIl percorso prosegue con la visita a una cava di tufo, dove si possono vedere le tecniche di estrazione utilizzate nei secoli. Questo ambiente, con le sue alte volte e le pareti scolpite, è un luogo che evoca la grandiosità e la fatica del lavoro umano.

La guida spiega come il tufo estratto venisse utilizzato per costruire palazzi, chiese e fortificazioni, sottolineando il legame indissolubile tra il sottosuolo e la città di superficie. L’acqua, elemento fondamentale per la vita, è il filo conduttore di questa parte del percorso. Giulia, a questo proposito, ci introduce nel magico e misterioso mondo dei pozzari.

Ascolta la storia dei pozzari

I pozzari erano figure fondamentali nella Napoli antica, custodi di un mestiere tanto indispensabile quanto pericoloso. Il loro compito era quello di calarsi nelle profonde cisterne sotterranee, spesso attraverso stretti pozzi, per pulire, riparare o sbloccare i complessi sistemi idrici che rifornivano la città. Armati di semplici strumenti, come corde, carrucole e lanterne, scendevano nel buio più assoluto, dove l’aria era umida e rarefatta, e dove spesso si rischiava la vita per frane, crolli o esalazioni tossiche. Il loro lavoro era un misto di abilità tecnica e coraggio, svolto in condizioni che richiedevano una resistenza fisica e psicologica fuori dal comune.

Questa figura ha finito per intrecciarsi con il folclore napoletano, alimentando la leggenda de ’o munaciello, il piccolo monaco. Si narra infatti che i pozzari, mentre si muovevano nei cunicoli sotterranei o spuntavano improvvisamente nelle case attraverso botole collegate ai pozzi, venissero scambiati per spiriti o creature misteriose. La loro figura, spesso curva sotto il peso degli strumenti e avvolta in abiti scuri, ricordava quella di un monaco minuto. Da qui l’associazione con ‘o munaciello, che nella tradizione popolare divenne una sorta di spirito capriccioso: ora benevolo, capace di lasciare monete, ora dispettoso, pronto a far sparire qualche oggetto o a creare disordine. Questo legame tra realtà e leggenda ha reso il mestiere dei pozzari una parte viva dell’immaginario collettivo napoletano, in cui il confine tra il mondo tangibile e quello invisibile è sempre stato sottilissimo.

Scopri i segreti dei rifugi della Seconda Guerra Mondiale

Uno dei momenti più toccanti della visita è, a mio avviso, l’accesso ai rifugi utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale. Durante i bombardamenti che colpirono Napoli migliaia di persone trovarono riparo in questi cunicoli. In questa parte del percorso son ben visibili sulle pareti di tufo dei magnifici graffiti, simboli tangibili del passaggio dei rigugiati. Giulia ci indica, illuminandole con la torcia, la Signorina grandi firme e la Marylin Monroe di Napoli Sotterranea, opere di artisti napoletani che hanno trovato riparo nella galleria durante il conflitto mondiale. Ovviamente Marylin è un soprannome dato al disegno durante la fase di riqualificazione delle gallerie e delle cisterne, ed è stata così soprannominata per via del profilo molto simile a quello della diva. Altrettanto degno di nota è il profilo inequivocabile di Benito Mussolini, inciso nella parete sinistra della cisterna, risalente al 1943. 

Queste mura tufacee sono diventate così custodi di preghiere, imprecazioni, caricature di personaggi dell’epoca e di poesie, scritte sulle pareti con chiodi o con oggetti affilati. La guida condivide a riguardo storie emozionanti di resilienza e solidarietà, facendoci rivivere un capitolo doloroso ma fondamentale della storia napoletana, e portando alla luce anche piccole curiosità sulla vita che si svolgeva nel sottosuolo, che riusciva ad ospitare ben tredicimila persone.

Immergiti nella storia dei rifugi antiaerei

Grazie all’aiuto prezioso dell’esercito le gallerie sono state dotate, in pochi mesi, di luce e di bagni, se pur rudimentali. Fortunatamente la roccia tufacea, essendo porosa, filtrava i liquami indirizzandoli nelle cisterne sottostanti, le quali a loro volta lasciavano defluire gli scarichi fino al mare sottostante. Anche nelle piccole stanzette adibite a bagni puoi notare diversi graffiti sulle pareti e, soprattutto, l’assenza di docce o di zone in cui poter provvedere all’igiene personale quotidiana. I napoletani che trovavano riparo nel sottosuolo utilizzavano esclusivamente le fontanelle sparse nelle cisterne per potersi lavare. 

La Napoli Sotterranea Laes. Guida alla visitaNei cunicoli il tempo sembrava non passare mai. L’assenza di luce, di acqua, spesso anche di viveri, stremava gli sfollati i quali si ingegnavano come possibile per far passare più velocemente le giornate. Ti trovi catapultato in un mondo fatto di stenti, di sofferenza, di di speranza, di rabbia e di rancore e non puoi non pensare alle lunghe giornate trascorse nei meandri della terra da una popolazione stanca e affamata. Poi però la guida ti fa scoprire con i suoi racconti un angolino nascosto del rifugio, un’alcova segreta che nasconde una storia molto particolare, che ti strappa un sorriso. 

Segui le frecce per “Filumena”

E infatti Giulia ci racconta che seguendo alcune frecce incise sulla roccia, si potrebbe arrivare ad una piccola stanzetta dove, incisa sul muro, c’è tuttora una scritta davvero curiosa: “La signorina Filumena riceve anche in questo rifugio”. Probabilmente la “signorina”, quando suonava l’allarme anti aereo, spostava la sua attività di meretrice al di sotto della città, pur di non perdere clienti. All’esterno di questa piccola grotta tufacea ci sono messaggi, poesie e parole d’amore rivolte alla gentile signorina che intratteneva gli uomini del sottosuolo. Sono stati ritrovati inoltre alcuni resti di un letto, ormai marci, e una vera e propria sala d’aspetto con sedili scavati nella roccia. L’accesso a questa curiosa zona al momento non è consentito, ma pare si stia lavorando per renderlo visitabile. 

La Napoli Sotterranea Laes. Da rifugio antiaereo a discarica

Durante la Seconda Guerra Mondiale Napoli è stata la città più bombardata d’Italia. Circa il 50% della sua superficie è stata rasa al suolo, privando la popolazione delle proprie abitazioni. Una volta tornati in superficie quindi i napoletani si sono dovuti dar da fare, prima per smaltire tutti i detriti dei bombardamenti, poi per rimettere in piedi abitazioni e attività commerciali. Dove accatastare però tutte le macerie in modo pratico e veloce? Ovviamente nel sottosuolo. Le cisterne son diventate così grandi raccoglitori di immondizia e fino alla fine degli anni ’60 le gallerie sotterranee sono finite nell’oblio, sommerse da tonnellate di rifiuti. 

Ammira il lavoro dei volontari

E’ stato solo grazie all’impegno e alla passione di un forbito numero di volontari del LAES, la Libera Associazione Escursionisti Sottosuolo, che il tesoro nascosto di Napoli Sotterranea è tornato a splendere, portando alla luce una pagina inedita della storia della città. Questa associazione ha come fine la valorizzazione e la divulgazione della storia del sottosuolo napoletano che rappresenta, allo stesso modo della città sulla superficie, un prezioso patrimonio storico e culturale della regione Campania. Grazie ai tour guidati nel sottosuolo guidati dalla LAES è possibile percorrere in sicurezza le gallerie, i cunicoli e le cisterne sotterranee appartenenti all’antico acquedotto napoletano, poi adibite a rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti sono inoltre i percorsi che ancora sono in fase di riqualificazione e di messa in sicurezza, che andranno a confluire con la fitta rete di cunicoli già visitabili. 

Informazioni utili alla visita

Visitare la Napoli Sotterranea con il percorso LAES è un’esperienza che richiede una preparazione adeguata. Ecco alcuni consigli utili per godere appieno di questa avventura:

Prenotazione obbligatoria: A causa dell’alta richiesta è consigliabile prenotare con largo anticipo. Puoi farlo direttamente sul sito ufficiale del LAES o sulle piattaforme di prenotazione on line. Se non trovi disponibilità per la data da te selezionata non demordere. Prova a chiamare, come ho fatto io, il numero 081 400256. Una gentile addetta mi ha inserito lo stesso nel gruppo di visita, per il giorno e l’orario da me richiesto. A Napoli si fanno miracoli!

Abbigliamento comodo: Indossa scarpe comode e abiti adatti ad un ambiente fresco e umido. La temperatura nel sottosuolo è costante durante tutto l’anno, intorno ai 16-18 gradi. Il percorso prevede numerosi scalini, circa 180 per scendere e un centinaio per ritornare alla luce del sole, pertanto il percorso non è adatto a persone con ridotta attività motoria, ne a passeggini o sedie a rotelle. 

Durata della visita: Il tour dura circa 1 ora e mezza. Assicurati di avere abbastanza tempo a disposizione per goderti la Napoli Sotterranea senza fretta.

Connessione: Una volta imboccate le scale per Napoli Sotterranea il telefono smette di avere campo. 

Guide: Le guide di Napoli Sotterranea sono molto preparate, e soprattutto socievoli. Se hai domande da fare non esitare. Sono sempre pronte a sciogliere dubbi, a rispondere a domande inerenti al percorso di visita e a condividere curiosità sui sotterranei. 

La Napoli Sotterranea Laes. Guida alla visitaLa Napoli Sotterranea LAES. Come arrivare

L’accesso al percorso LAES si trova in Vico S. Anna di Palazzo, al numero 52, nei pressi di Piazza del Plebiscito. Ecco come puoi raggiungerlo:

In metropolitana: La fermata della metro più vicina è “Toledo” (Linea 1). Da qui, una breve passeggiata ti condurrà all’ingresso

In autobus: Numerose linee fermano nei pressi di Piazza Trieste e Trento, da cui è facile raggiungere il punto di partenza.

A piedi: Se ti trovi già nel centro storico, il percorso è facilmente raggiungibile a piedi.

Perchè visitare la Napoli Sotterranea LAES

La Napoli Sotterranea LAES non è solo un itinerario turistico fine a se stesso, ma un viaggio emozionale e culturale che lascia un segno profondo nel cuore dei visitatori. Ogni angolo, ogni racconto e ogni dettaglio del percorso invita alla riflessione sulla storia, sull’ingegno umano e sulla resilienza di una città che ha saputo trasformare il suo sottosuolo in una risorsa unica al mondo.

Emergere alla luce del sole, dopo aver esplorato le viscere di Napoli, è come tornare da un altro mondo. Un mondo fatto di fatica, di speranza e di un legame indissolubile tra passato e presente. Napoli è questo: una città che vive su più livelli, e il suo sottosuolo ne è l’anima più segreta e affascinante. Se sei pronto a scoprire un lato inedito della città, il percorso LAES ti aspetta per regalarti un’esperienza indimenticabile.

Napoli è una città che vive su molteplici livelli di esistenza: tra i vicoli caotici e luminosi si cela un mondo parallelo, quello del sottosuolo, dove i vivi incontrano le anime dei morti in un abbraccio senza tempo. Tra i luoghi più affascinanti e misteriosi di questa città, la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco occupa un posto speciale. Situata nel cuore del centro storico questa piccola ma suggestiva chiesa è un simbolo del rapporto intimo e spirituale che i napoletani hanno con la morte e con le anime del Purgatorio, conosciute come le “anime pezzentelle“.

Le Anime Pezzentelle di Napoli e la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco

La storia della Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Questa chiesa è nata nel 1616 per volontà di alcune famiglie nobili napoletane che desideravano creare un luogo di culto dedicato alla preghiera per le anime del Purgatorio. Da una parte cercavano di garantire una degna sepoltura ai defunti meno abbienti e, dall’altra, puntavano a rafforzare il legame spirituale tra i vivi e i morti. La chiesa rappresenta perfettamente il barocco napoletano, con un’esuberanza decorativa che si mescola ad un’atmosfera di raccoglimento e mistero. Una volta entrato sarai subito colpito dalla ricchezza degli altari, dalle sculture e dai dipinti che rappresentano anime tra le fiamme del Purgatorio, supplicanti e in attesa di redenzione. Notevole è la tela di Massimo Stanzione raffigurante la “Madonna con le anime del Purgatorio”.

Bellissima, seppur inquietante, è la decorazione che si trova dietro l’altare, dove spicca un teschio alato, grandioso capolavoro di Lazzari. Non è visibile dalla navata poichè è coperto dall’altare, ma puoi raggiungerlo alla fine del percorso obbligato. Una volta arrivato dietro l’altare alza la testa e lasciati sorprendere dall’inquientante figura che ti sovrasta. E’ però nel livello inferiore della chiesa, l’ipogeo, che si trova il vero cuore pulsante del culto delle anime pezzentelle. 

Le Anime Pezzentelle di Napoli e la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad ArcoVisita l’ipogeo: il regno delle anime pezzentelle

L’ipogeo è un luogo avvolto da un’aura contemplativa. Qui, in un ambiente austero e silenzioso, si trovano i resti di numerosi defunti, molti dei quali anonimi. Questa chiesa ipogea rappresenta la discesa nel Purgatorio, un posto di passaggio lungo la strada per il Paradiso, ed è per questo motivo che è completamente spoglia, priva di qualsiasi decorazione, abitata solo da piccoli teschi ricoperti di doni.

Le Anime Pezzentelle di Napoli e la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad ArcoLe anime pezzentelle, letteralmente “anime poverelle”, sono le protagoniste di un culto popolare unico nel suo genere. I fedeli adottavano un teschio (detto “capuzzella”) e si prendevano cura di esso, pulendolo, mettendolo al sicuro in un altarino, decorandolo e pregando per l’anima a cui apparteneva, con la speranza di ricevere in cambio protezione o favori. Se osservi attentamente gli altari, puoi notare che molti di essi sono decorati con piastrelle da cucina, e abbelliti da rosari, gioielli o oggetti di uso quotidiano, come le caffettiere. Questo per far sentire il più possibile a casa il defunto. 

Questo rapporto tra i vivi e i morti era basato su una profonda solidarietà spirituale. I vivi offrivano preghiere per aiutare le anime a raggiungere la salvezza eterna, mentre le anime, grate, intervenivano nella vita quotidiana dei loro benefattori. Questo scambio tra dimensioni diverse è una testimonianza tangibile della concezione napoletana della morte, vista non come una fine definitiva, ma come una trasformazione che mantiene un legame con il mondo terreno.

Le Anime Pezzentelle di Napoli

La pausa del culto

Il culto delle anime pezzentelle è stato vietato dalla Chiesa cattolica nel 1969, perchè ritenuto pagano. Nonostante la chiusura forzata dell’ipogeo però, i napoletani hanno continuato ad intrufolarsi nella chiesa, lasciando proseguire il culto delle anime pezzentelle. E’ stato il terremoto del 1980 a porre davvero fine alle entrate clandestine della popolazione, poichè le forti scosse hanno reso inagibile l’intero edificio. Ciò non ha certo fermato gli sciacalli, che hanno approfittao immediatamente della situazione per trafugare gli altarini, carichi di gioielli e di pegni di grande valore. Bisogna aspettare il 1992 per vedere di nuovo la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco aperta, assieme all’ipogeo, grazie all’intervento prezioso della Sovrintendenza per i Beni artistici e Storici di Napoli. Oltre alla chiesa e all’Ipogeo, lungo il percorso di visita, puoi ammirare anche il piccolo museo dell’Opera, che conserva oggetti ecclesiastici di varie epoche.

Fai attenzione alle maledizioni!

All’esterno della Chiesa di Santa Maria delle anime del Purgatorio, su via dei Tribunali, trovi tre capuzzelle poggiate su colonne di pietra. Non dimenticarti di strofinare le mani sulle loro teste e non burlarti di loro, possono lanciare malefici! Secondo una leggenda popolare infatti, un ragazzo che doveva sposarsi con una giovane del quartiere, elettrizzato dall’evento, andava invitando chiunque incontrasse al loro matrimonio. Passando a fianco della capuzzella infilò la punta del suo bastone nell’occhio del teschio e disse: ” Anche tu sei invitato al matrimonio!” Detto fatto. Il giorno dello sposalizio una figura avvolta da un mantello nero fece capolino durante la messa e si avvicinò allo sposo, il quale morì all’istante di infarto. 

Da quel giorno chiunque passi in Via dei Tribunali si accosta alle capuzzelle per accarezzare la loro testa e scongiurare sfortuna.

Le Anime Pezzentelle di Napoli e la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad ArcoLe Anime Pezzentelle di Napoli. Consigli utili per la visita

Visitare la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco è un’esperienza che va oltre il semplice turismo: è un’immersione nella spiritualità e nella cultura napoletana. Per godere appieno di questa visita, ecco alcuni consigli utili:

Orari di apertura: Prima di pianificare la visita è importante controllare gli orari di apertura sul sito ufficiale o contattando direttamente la chiesa. Gli orari possono variare in base alla stagione o a eventi particolari.

Visite guidate: Per comprendere bene la storia e il significato di questo luogo ti consiglio di partecipare a una visita guidata. Le guide locali offrono spiegazioni dettagliate sul culto delle anime pezzentelle e sull’arte della chiesa. La visita guidata dura 45 minuti, ed è necessario prenotare in anticipo inviando una mail a progettomuseo.purgatorioadarco@gmail.com oppure chiamando il numero 081 440438 / 3715831130

Dress code: Essendo un luogo di culto è richiesto un abbigliamento rispettoso. Evita abiti troppo scoperti e mantieni un comportamento adeguato durante la visita.

Fotografie: E’ possibile scattare fotografie nella chiesa superiore, ma non nell’ipogeo, che è controllato da un sistema di videosorveglianza. Per questo motivo non ci sono foto delle cappelle votive in questo articolo. 

Santa Maria del Purgatorio ad Arco. Come arrivare

La Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco si trova in via dei Tribunali, nel cuore del centro storico di Napoli, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici o a piedi.

In metropolitana: La fermata più vicina è “Dante” (Linea 1). Da lì, una passeggiata di circa 10 minuti ti condurrà alla chiesa, attraversando alcune delle strade più caratteristiche di Napoli.

A piedi: Se ti trovi già nel centro storico, raggiungere la chiesa sarà semplice. Via dei Tribunali è una delle strade principali e collega numerosi punti di interesse.

In autobus: Diverse linee di autobus fermano nelle vicinanze. Verifica gli itinerari aggiornati per trovare la soluzione più comoda.

In auto: Se preferisci raggiungere la chiesa in auto, tieni presente che il centro storico di Napoli ha limitazioni al traffico. È consigliabile parcheggiare in un’area esterna e proseguire a piedi.

Perchè visitare la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco

Entrare nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco significa immergersi in un viaggio emozionale che unisce passato e presente, vita e morte, sacro e profano. Ogni angolo del luogo racconta storie di devozione, di speranza e di amore per le anime dimenticate. L’ipogeo, con le sue capuzzelle e l’atmosfera di raccoglimento, invita a riflettere sulla transitorietà della vita e sull’importanza del ricordo. La parte superiore della chiesa poi, con la sua bellezza artistica, celebra la fede e la potenza della preghiera.

Per i napoletani, la morte non è una barriera, ma un passaggio. E in questo luogo speciale si percepisce chiaramente come il dialogo tra i vivi e i morti sia ancora vivo e pulsante. Una visita a Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco non è solo un’occasione per ammirare un capolavoro artistico, ma anche per entrare in contatto con l’anima più autentica e profonda di Napoli.

Le Anime Pezzentelle di Napoli e la Chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad ArcoLa Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco rappresenta un unicum nel panorama culturale e spirituale italiano. La sua capacità di coniugare arte, storia e spiritualità ne fa una meta imprescindibile per chiunque voglia conoscere Napoli oltre la sua superficie. Se stai pianificando una visita a Napoli, non perdere l’opportunità di scoprire questo angolo affascinante e misterioso della città. E, quando ti troverai davanti a una capuzzella, ricordati di lasciare un dono: un soldino, un bracciale, un oggetto a te caro. Potrebbe essere l’inizio di un legame unico e indimenticabile.

La Galleria Borbonica di Napoli rappresenta uno dei tesori sotterranei più sorprendenti della città, un luogo dove la storia, l’ingegneria e le leggende si intrecciano in modo unico ed intrigante. Questo straordinario e gigantesco ipogeo, situato proprio nel cuore della città partenopea, offre un viaggio nel tempo che lascia senza fiato i visitatori, immergendoli nelle viscere della Napoli più autentica e nei suoi segreti più profondi.

La Galleria Borbonica di Napoli

La Galleria Borbonica non è soltanto un passaggio sotterraneo scavato nel cuore di Napoli, ma è una porta attraverso il tempo, che racconta storie di visioni ambiziose, di mani che hanno scolpito la pietra e di una città che vive anche sotto la sua superficie. Per comprenderne l’essenza, è necessario partire dall’inizio: dalla Napoli del sottosuolo, dal tufo giallo che ha plasmato la città e dalla vita di coloro che, nei secoli, hanno dato forma a un mondo parallelo nascosto agli occhi di molti.

Valuta bene i percorsi e gli accessi

Se ti trovi a Napoli regalati quindi un’ora di pura adrenalina e prenota un tour guidato della Galleria Borbonica. Di seguito trovi i percorsi tra cui scegliere in fase di prenotazione.

  1. Percorso Standard: Questo è l’itinerario più classico e accessibile, ideale per chi desidera una panoramica completa della Galleria. Durante la visita, si esplorano le antiche cisterne dell’acquedotto, i rifugi antiaerei e i depositi di veicoli.
  2. Percorso Avventura: Perfetto per chi cerca un’esperienza più dinamica e interattiva. Questo percorso prevede l’utilizzo di caschetti e torce, permettendo ai visitatori di esplorare cunicoli stretti e aree meno accessibili della Galleria.
  3. Percorso Speleo: Pensato per i più avventurosi, questo itinerario si spinge in aree ancora più nascoste e richiede un equipaggiamento speleologico. Un’esperienza unica che consente di navigare su una zattera attraverso le antiche cisterne d’acqua. Questo itinerario è particolarmente suggestivo e offre una prospettiva affascinante delle tecniche ingegneristiche dell’epoca. Ideale per chi desidera scoprire ogni angolo della Galleria.
  4. Percorso della Memoria: Questo itinerario porta alla scoperta delle cave di tufo del sottosuolo, adibite prima ad acquedotto e poi usate come rifugi anti aerei durante il secondo conflitto mondiale. Lungo il percorso risplende una magnifica cisterna dall’acqua cristallina e dalle tonalità turchesi. 

Gli ingressi della Galleria Borbonica di Napoli sono ben tre. A seconda del tour prenotato ti verrà segnalato l’ingresso appropriato. Se opti per il Percorso standard dovrai presentarti presso Vico del Grottone, al numero 4. Scegliendo il Percorso Avventura o il Percorso Speleo invece, la tua entrata sarà su Via D. Morelli, 61. L’ingresso pedonale è situato proprio nel Parcheggio Morelli, un’avveniristico parcheggio sotterraneo. Optando, come me, per il Percorso della Memoria, avrai accesso alla Galleria Borbonica da Via Monte di Dio, al numero 14, presso Palazzo Serra di Cassano.

Il Percorso della Memoria

Ammira gli scaloni monumentali di palazzo Serra di Cassano

La porta che ti condurrà in questo particolare viaggio nel sottosuolo partenopeo, grazie al Percorso della Memoria, è raggiungibile dalla nuova fermata metro di Chiaia in meno di due minuti a piedi. Oltrepassando il pesante portone in ferro di via Monte di Dio potrai ammirare l’antichissimo Palazzo Serra di Cassano, un’edificio dal grande valore storico e architettonico che domina da centinaia di anni la collina di Pizzofalcone. Di particolare rilievo è il suo scalone monumentale, opera dell’architetto Ferdinando Sanfelice, creatore della scalinata d’accesso di un’altro famoso edificio storico napoletano: il Palazzo dello Spagnolo.

La Galleria Borbonica di Napoli. Tour guidatoDurante la Seconda Guerra Mondiale il palazzo purtroppo viene pesantemente bombardato, ma il duca Serra di Cassano si fa carico del suo restauro non appena possibile. Nel 1983 poi, lo Stato riesce ad acquisire una parte del palazzo destinandolo all’Istituto Italiano per gli studi filosofici. Al momento l’edificio è visitabile tramite prenotazione. Cosa c’entra però la storia del Palazzo Serra di Cassano con l’esperienza presso la Galleria Borbonica? Lo scopriamo subito. 

L’ingresso della Galleria Borbonica destinato al Percorso della Memoria è posto proprio nella piazza ottagonale del Palazzo Serra di Cassano, in uno spazio che un tempo era destinato alla falegnameria dell’edificio. In questi spaziosi ambienti trovi la hall, dove è stato allestito un piccolo museo che raccoglie oggetti ritrovati nel sottosuolo durante la riqualificazione della Galleria Borbonica. Puoi ammirare vecchie padelle, scarpine di bambini, unguenti e piccoli strumenti medicali, ma soprattutto qui trovi una sirena antiaerea originale, ancora funzionante. Sarà proprio il suono della sirena, azionata dalla nostra guida Sabrina, che darà inizio al Percorso della Memoria della Galleria Borbonica di Napoli. 

La cisterna del ‘600: il cuore idrico della città antica

La prima tappa dell’itinerario conduce ad una strepitosa cisterna seicentesca, posta in un ambiente imponente e suggestivo. Scavata nel tufo, questa cisterna faceva parte del complesso sistema idrico che alimentava Napoli fino al XIX secolo. Qui, con il riverbero turchese dell’acqua che illumina le pareti circostanti, Sabrina ci ha spiegato il funzionamento del sistema di distribuzione dell’acquedotto nei secoli e il ruolo dei pozzari. 

La Galleria Borbonica di Napoli. Tour guidatoIl ruolo del pozzaro nelle cisterne di tufo

Al centro di questa complessa rete di cunicoli e cisterne sotterranee risalenti al 1600 vi è infatti il pozzaro, una figura chiave della tradizione napoletana, il cui ruolo era cruciale per la gestione e la manutenzione del sistema idrico cittadino. La figura del pozzaro si intreccia con il folklore e le leggende della città, tra cui quella de ‘o Munaciello, il misterioso spirito che abita il sottosuolo partenopeo.

Il pozzaro era un lavoratore incaricato di scavare, mantenere e riparare i pozzi e le cisterne del sottosuolo napoletano. Questi uomini, dotati di straordinaria abilità e coraggio, si calavano nei pozzi attraverso corde e scale rudimentali, affrontando il buio e l’umidità per garantire il funzionamento di un sistema idrico vitale per la città. La Napoli antica dipendeva esclusivamente dalle cisterne sotterranee, alimentate dagli acquedotti come quello della Bolla, e i pozzari erano gli unici in grado di assicurare che l’acqua arrivasse alle abitazioni e alle attività della superficie.

La loro giornata lavorativa era fisicamente estenuante e pericolosa. Nei cunicoli bui, spesso privi di ossigeno sufficiente, il rischio di crolli o di restare intrappolati era sempre presente. Nonostante ciò, i pozzari godevano di una reputazione di grande rispetto nella società napoletana. La loro conoscenza del sottosuolo era ineguagliabile e si diceva che potessero muoversi come fantasmi attraverso i cunicoli, entrando e uscendo dalle case senza essere visti.

La leggenda d ‘o Munaciello

Ma qual è il legame tra il pozzaro e ‘o Munaciello? Alcuni studiosi di folklore ritengono che la leggenda possa essere nata proprio dall’attività dei pozzari. Questi uomini, che si muovevano silenziosamente attraverso i cunicoli comparendo e scomparendo nelle abitazioni per eseguire riparazioni, potevano essere facilmente scambiati per figure sovrannaturali. Vestiti con abiti semplici, mal pagati e avvolti sempre nell’oscurità della notte, questi piccoli uomini incappucciati riuscivano ad introdursi nelle case dei cittadini tramite i pozzi privati, e quindi ad agire indisturbati nel commettere piccoli furti. Portavano via cibo, ma anche gioielli e denari. Avendo però le tasche sempre piene di refurtiva spesso perdevano qualcosa durante la fuga. Ecco perchè, nel folklore locale, si dice che o Munaciell può essere buono o cattivo. E’ dispettoso quando ruba o fa i dispetti, ma diventa un benefattore quando lascia regali “inaspettati”.

Oggi, con la riscoperta della Napoli sotterranea come attrazione turistica, il ruolo del pozzaro sta vivendo una sorta di rinascita simbolica. Le visite guidate nei cunicoli raccontano le storie di questi uomini e del loro lavoro, mantenendo viva una parte importante della memoria storica della città.

Le tracce della guerra: testimonianze di vita e resistenza

Proseguendo nel percorso si attraversano i cunicoli scavati nella roccia tufacea. Questi passaggi, illuminati da luci soffuse, creano un’atmosfera unica, quasi mistica, avvolta nel completo silenzio. La guida descrive quindi l’uso strategico della Galleria durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu trasformata in rifugio antiaereo per migliaia di napoletani.

La Galleria Borbonica di Napoli. Tour guidatoDa cisterne a rifugi anti aerei

E’ infatti durante la Seconda Guerra Mondiale che la Galleria Borbonica di Napoli assume un ruolo cruciale in città, divenendo un grande rifugio antiaereo. Circa diecimila napoletani hanno trovato riparo nelle sue gallerie durante i bombardamenti, portando con sé i loro beni più preziosi e i loro ricordi. Questo periodo ha lasciato tracce indelebili nelle mura della Galleria, come graffiti, oggetti personali e testimonianze dirette di un passato drammatico. Oggetti che sono tuttora esposti nella due sale dedicate, all’ingresso e all’uscita della Galleria Borbonica. 

La vita nei rifugi era sicuramente un misto di disperazione e resilienza, e le mura tufacee dei cunicoli sotterranei sembrano trasudare ancora terrore e speranza. Le pareti raccontano ancora oggi le storie di chi vi trovò rifugio, della quotidianità di una popolazione che lottava per sopravvivere. Durante questo periodo la Galleria non era solo un rifugio fisico ma anche un luogo di comunità, dove la condivisione e la solidarietà diventavano strumenti di resistenza. All’interno delle gallerie è possibile toccare con mano il disagio, la paura e le difficoltà che la popolazione ha dovuto affrontare nel lungo periodo della guerra.

Per poter trasformare le cisterne sotterranee in un ricovero antiaereo è stato cruciale il ruolo dell’UNPA, l’Unione Nazionale Protezione Antiaerea, che ha ampliato i cunicoli per permettere il passaggio delle persone, ha dotato le gallerie di servizi igienici e di corrente elettrica, e ha allestito nel sottosuolo una vera e propria infermeria, anche se limitata nei mezzi. Capitava infatti molto spesso che le persone si ferivano durante la discesa, prese dal panico e con la smania di raggiungere al più presto le zone di ricovero. Frequenti erano poi le malattie contratte a causa della poca igiene, come il colera, che trovava terreno fertile in luoghi umidi e stagnanti. I militari si ingegnavano come possibile per curare e supportare gli sfollati, cercando di dare loro una parvenza di vita dignitosa.

La sala dei veicoli abbandonati: un’immersione nel tempo

Un’altra tappa significativa è la sala dei veicoli abbandonati, dove sono conservati resti di automobili e motociclette risalenti agli anni ‘40, quando la Galleria Borbonica divenne un deposito giudiziario. Questi veicoli, recuperati durante i lavori di recupero della Galleria, sono testimoni di un’epoca passata e aggiungono un ulteriore livello di profondità alla visita.

L’itinerario della Memoria si conclude con un momento di riflessione sulla resilienza e la forza dei napoletani. La Galleria Borbonica non è solo un capolavoro di ingegneria, ma anche un luogo di connessione emotiva con il passato. Uscendo alla luce del sole porti con te non solo la conoscenza di un pezzo unico della storia di Napoli, ma anche un senso di ammirazione per chi ha vissuto e lavorato in questi spazi bui ma al tempo stesso straordinari.

La Galleria Borbonica di Napoli. Storia del progetto originario

La storia della Galleria Borbonica inizia però nel 1853, quando Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, commissionò la costruzione di un passaggio sotterraneo che doveva collegare il Palazzo Reale a via Morelli, nei pressi del mare. L’obiettivo era duplice: creare una via di fuga sicura in caso di sommosse popolari e garantire un rapido accesso alle caserme per le truppe. Il progetto venne affidato all’ingegnere Errico Alvino, che affrontò una sfida davvero imponente. Doveva riuscire a scavare nel cuore della città, tra le antiche cisterne e i cunicoli già esistenti, senza compromettere la stabilità delle strutture sovrastanti.

I lavori iniziarono con grande entusiasmo, ma le difficoltà non tardarono a manifestarsi. L’intreccio di cunicoli già presenti nel sottosuolo rappresentava una complessità tecnica notevole. Inoltre la roccia tufacea, pur essendo facile da scavare, richiedeva rinforzi costanti per evitare crolli. Gli operai lavoravano in condizioni estremamente difficili, spesso alla luce fioca di torce e con attrezzi rudimentali. Nonostante le avversità però, gran parte del progetto venne completata, anche se non nella sua interezza.

La rinascita di un tesoro prezioso

Dopo la Seconda Guerra Mondiale invece la Galleria Borbonica cade in uno stato di completo abbandono. Per decenni i suoi cunicoli sono stati dimenticati, sepolti sotto il peso del tempo e dell’indifferenza. Alcune parti vengono addirittura utilizzate come depositi abusivi, mentre altre sono invase completamente dai detriti. Sembrava che la Galleria fosse destinata a scomparire dalla memoria collettiva, un monumento sommerso e ignorato. La svolta però arriva nei primi anni del 2000, quando Gianluca Minin, il geologo napoletano incaricato di monitorare lo stato delle gallerie, ritrova le tracce dell’antica Galleria Borbonica. Avvalendosi dei suoi collaboratori e di un gruppo di volontari, e grazie ad un paziente lavoro di scavo e di recupero protrattosi per diversi anni, è riuscito a far tornare alla luce un percorso straordinario che si snoda per centinaia e centinaia di metri al di sotto del centro storico di Napoli: una città parallela scavata a 35 metri nel sottouolo. 

La Galleria Borbonica di Napoli. Tour guidato

Nella Galleria Borbonica, assieme ai detriti, è stato ritrovato persino il monumento funebre di Aurelio Padovani, fondatore del partito fascista napoletano. La statua è stata fatta a pezzi alla fine della guerra e gettata dai cittadini in fondo al tunnel, come segno di liberazione e di disprezzo. I volontari sono riusciti a rimettere insieme alcuni dei pezzi più importanti del monumento, che ora è ben visibile alla fine del Percorso della Memoria. 

La Galleria Borbonica di Napoli

Informazioni pratiche per la visita

Per visitare la Galleria Borbonica è necessaria la prenotazione obbligatoria. Il costo del biglietto è di 10,00 €, ma i bambini al di sotto dei 10 anni possono entrare gratis. Per i ragazzi dagli 11 ai 13 anni il costo del biglietto è ridotto a 5,00 €. 

Il percorso NON è accessibile a tutti, vista la presenza di scale, spesso anche ripide. Ti consiglio inoltre di optare per un abbigliamento comodo e di scarpe da trekking. Porta sempre con te un giacchino o una felpa, anche in estate. Gli ambienti in alcuni punti sono freddi e umidi. 

Il Percorso della Memoria dura un’ora e mezza, ed è adatto anche alle persone che soffrono di claustrofobia. Il percorso è ben arieggiato e gli ambienti sono spaziosi. All’interno della Galleria Borbonica è vietato fumare. Se vuoi scattare foto, porta con te il cavalletto. Gli ambienti sono abbastanza scuri, per cui per un risultato ottimale è meglio tenere la fotocamera immobile. Le guide inoltre sono esperte e appassionate, capaci di arricchire l’esperienza con aneddoti e dettagli che non troveresti altrove.

La Galleria Borbonica di Napoli. Tour guidatoPerchè visitare la Galleria Borbonica di Napoli

Visitare la Galleria Borbonica non è solo un’esperienza storica, ma anche emotiva. Ogni angolo del percorso racconta una storia. Puoi immaginare, scendendo nei meandri del sottosuolo, le mani dei pozzari che hanno scavato il tufo con fatica e dedizione, i rifugiati che hanno trovato conforto tra quelle mura durante i momenti più bui della nazione e i moderni esploratori che hanno ridato vita a questo capolavoro sotterraneo. La luce fioca che illumina i cunicoli, il suono delle gocce d’acqua che cadono dalle pareti e l’eco dei passi creano un’atmosfera unica, quasi mistica. Ogni visitatore è spinto a riflettere sul rapporto tra la città e il suo sottosuolo, tra l’uomo e la materia, tra la memoria e l’oblio.

La storia della Galleria Borbonica è, in fondo, la storia di Napoli stessa. Una città che vive di contrasti, di stratificazioni, di un passato che si intreccia con il presente. Il sottosuolo napoletano è una metafora potente: ci ricorda che, sotto la superficie visibile, esiste un mondo nascosto, fatto di storie, sacrifici e bellezza.

Il lavoro di recupero e valorizzazione portato avanti negli ultimi anni dai volontari è stato fondamentale per restituire questo luogo straordinario alla città. Oggi la Galleria è gestita da un team di esperti e appassionati che si dedicano con impegno alla sua conservazione e alla promozione della sua storia. Partecipare a una visita guidata significa anche contribuire a sostenere questi sforzi, permettendo alla Galleria di continuare a essere un luogo di memoria e scoperta per le generazioni future.

Il Portogallo è una terra di incantevole bellezza, dove la storia si fonde con la natura selvaggia, creando paesaggi mozzafiato. Un viaggio in treno lungo la costa tra Cascais e Lisbona è un’esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta nella vita. Questo tragitto non è solo un modo pratico ed ecologico per spostarsi, ma un vero e proprio percorso emozionale che regala momenti di meraviglia ad ogni curva. Con l’oceano come compagno di viaggio avrai una finestra sempre aperta sulla bellezza del Portogallo. Vediamo quindi in questo articolo come raggiungere Lisbona da Cascais in treno. 

Come raggiungere Lisbona da Cascais in treno

Parti da Cascais

La stazione di partenza è situata nel cuore di Cascais, una cittadina costiera che sembra uscita da una cartolina. Con le sue strade acciottolate, le case color pastello e l’odore salmastro dell’oceano, Cascais rappresenta un perfetto punto di inizio per questa avventura. Prima di salire sul treno, è piacevole passeggiare tra le vie del centro storico, magari gustando un caffè in uno dei tanti bar che si affacciano sulle piazze.

Come raggiungere Lisbona da Cascais in trenoAlla stazione l’atmosfera è rilassata ma piena di aspettative. Viaggiatori locali e turisti si mescolano, ognuno con la propria destinazione in mente ma accomunati dalla voglia di scoprire. Acquistare il biglietto è semplice e conveniente: il costo di una corsa singola è di circa 2,30 euro, ma per chi prevede più spostamenti, è consigliata la carta ricaricabile Navegante, che consente di risparmiare e di viaggiare senza pensieri.

Prima tappa: Estoril

Salendo sul treno vieni accolto da carrozze confortevoli e ordinate. I posti migliori? Sicuramente quelli sul lato sinistro in direzione Lisbona, dove il finestrino si trasforma in una tela che racconta una storia unica. Non appena il treno lascia la stazione di Cascais, il paesaggio si apre su una vista spettacolare dell’oceano Atlantico. La prima fermata significativa è Estoril, famosa per il suo Casinò, un tempo ritrovo di reali e aristocratici. La sua spiaggia ampia e dorata è un invito a sognare, mentre il treno prosegue lungo la linea costiera. Man mano che il viaggio continua, si incontrano Carcavelos, rinomata per le sue onde amate dai surfisti, e altre piccole località balneari che aggiungono fascino al tragitto.

Il treno si muove dolcemente, lasciando spazio alla contemplazione. Il rumore regolare delle rotaie si mescola con il suono dell’oceano che si infrange contro la costa, creando una colonna sonora rilassante. Il sole si riflette sull’acqua dipingendo giochi di luce che sembrano danzare al ritmo del viaggio.

Seconda tappa: Belem

Avvicinandosi a Lisbona, il treno attraversa il quartiere di Belém, una tappa che è un vero e proprio museo a cielo aperto. Anche senza scendere dal treno puoi scorgere monumenti iconici come la Torre di Belém e il Monastero dos Jerónimos. Questi simboli della storia marittima portoghese raccontano di un tempo in cui il Portogallo era il centro del mondo grazie alle sue esplorazioni oltre oceano.

Se hai tempo fermarti a Belém! E’ sicuramente un’esperienza che arricchirà il tuo viaggio. Qui puoi gustare le famose Pastéis de Belém, i dolci tradizionali che deliziano il palato con la loro crema vellutata e la croccantezza della pasta sfoglia. Ogni boccone è un assaggio della tradizione locale, una pausa dolce che ti connette con le radici di questa terra.

Come raggiungere Lisbona da Cascais in trenoArrivo a destinazione: Lisbona

Dopo circa 33 minuti, il treno giunge a Cais do Sodré, una delle stazioni principali di Lisbona. Situata a pochi passi dal centro città è una porta d’ingresso ideale per esplorare la capitale. Lisbona accoglie i viaggiatori con la sua energia vibrante, i tram che sferragliano su e giù per le colline e i quartieri pieni di vita e colori. Da qui, puoi avventurarti verso il quartiere storico di Alfama, salire sull’iconico Tram 28, o passeggiare lungo il fiume Tago fino a Terreiro do Paço. Ogni angolo di Lisbona racconta una storia e ogni strada ti invita a scoprire qualcosa di nuovo.

Come raggiungere Lisbona da Cascais in treno. Al ritorno goditi la magia del tramonto

Il ritorno a Cascais in treno è altrettanto emozionante. La tratta al tramonto è un vero spettacolo: il sole che si immerge lentamente nell’oceano dipinge il cielo di sfumature calde, dal rosso all’arancione, creando un panorama che sembra uscito da un sogno.

Anche durante il viaggio di ritorno, i treni mantengono una frequenza elevata, con partenze ogni 12-20 minuti durante il giorno e ogni 30 minuti in tarda serata. Questo permette ai viaggiatori di pianificare liberamente la propria giornata senza l’ansia di perdere l’ultima corsa.

Consigli Utili per il Viaggio

  • Orari e frequenza. I treni operano regolarmente dalle prime ore del mattino fino a tarda notte, ma è sempre una buona idea controllare gli orari aggiornati, specialmente nei giorni festivi. Il tragitto in treno da Cascais a Lisbona dura generalmente tra i 33 e i 45 minuti, a seconda del numero di fermate effettuate. Il percorso è particolarmente suggestivo, poiché attraversa località come Belém e offre scorci pittoreschi lungo la costa. Per godere al meglio del panorama quindi ti consiglio di sedersi sul lato sinistro del vagone, che guarda a sud. 
  • Biglietti e risparmio. Il costo di un biglietto singolo per la tratta Cascais-Lisbona è di €2,30, corrispondente a una tariffa di quattro zone. È possibile utilizzare la carta ricaricabile “Navegante” con credito “zapping”, che consente di pagare il biglietto direttamente alle barriere della stazione, riducendo il costo a soli €2,00. Questo sistema è particolarmente utile per evitare le code alle biglietterie e offre un piccolo risparmio sul prezzo del biglietto. La carta ricaricabile “Navegante” infatti non solo è economica, ma è anche valida sui mezzi pubblici di Lisbona, rendendo gli spostamenti in città più comodi. I biglietti possono essere acquistati presso le biglietterie automatiche o presso gli sportelli presenti in stazione.
  • Posti a sedere. Siediti sul lato sinistro in direzione Lisbona per goderti il panorama migliore.
  • Sicurezza. La linea ferroviaria è generalmente sicura, ma è consigliabile prestare attenzione agli oggetti di valore e, durante le ore notturne, sedersi vicino ad altri passeggeri per maggiore sicurezza.
  • Fotografie. Porta con te una macchina fotografica o uno smartphone. Il percorso offre numerose opportunità per catturare immagini mozzafiato.
  • Ore di punta. Evita le ore di punta, specialmente nei giorni feriali, per un viaggio più tranquillo e rilassato.

Come raggiungere Lisbona da Cascais in treno

Viaggiare in treno tra Cascais e Lisbona è molto più di un semplice tragitto: è un viaggio nell’anima del Portogallo. Ogni stazione racconta una storia, ogni fermata è un invito a esplorare, e ogni finestrino è una finestra aperta sulla bellezza di questa terra.

Il fascino del viaggio in treno lungo la costa portoghese è un’esperienza che non perde mai il suo incanto. Con il vento che accarezza il viso e l’oceano che accompagna il tragitto, il treno Cascais-Lisbona diventa un ricordo da custodire e un percorso da rivivere ogni volta che si torna in questa splendida regione. Prendi quindi il tuo biglietto, sali a bordo e lasciati trasportare in un viaggio che rimarrà per sempre nel tuo cuore.

La preparazione delle vacanze potrebbe rivelarsi il lavoro più difficile di quest’anno. Con così tante sfumature da tenere a mente, c’è un’alta probabilità che qualcosa di piccolo ma importante possa sfuggire. Puoi ridurre drasticamente il rischio di questo inconveniente se utilizzi lo strumento di auto-organizzazione per eccellenza: la lista di controllo. Compilare una lista di controllo è un compito a sé stante, ma noi l’abbiamo fatto per te. Di seguito troverai l’elenco delle cose da controllare durante la preparazione al viaggio, insieme ad alcuni consigli extra per rendere la tua partenza il più indolore possibile.

Preparazione al viaggio

Fai le richieste necessarie

È meglio richiedere i documenti in anticipo, prima è meglio è. Alcune richieste, come il visto o il passaporto italiano, potrebbero richiedere foto specifiche. È possibile recarsi in un salone o fare fototessere in formato digitali a casa con un software dedicato per l’elaborazione. 

Controlla le prenotazioni

Prima di tutto, assicurati di aver prenotato tutti gli hotel e i mezzi di trasporto di cui avrai bisogno per raggiungere la destinazione e il ritorno. Un comodo servizio di prenotazione alberghiera potrebbe aiutarti in questo senso. Inoltre, assicurati di avere abbastanza tempo tra un viaggio e l’altro per riposare e visitare la città. È bene annotare questa “mappa” e averla sempre con te.

Garantisciti l’accesso al denaro

Assicurati di poter sempre accedere al tuo conto bancario nel Paese di destinazione. Inoltre, potrebbe essere saggio avere a disposizione una quantità di denaro sufficiente per l’intero viaggio. Puoi prelevare il denaro necessario dal bancomat dell’aeroporto. Inoltre, non dimenticare di avvisare la tua banca in anticipo. E, già che ci sei, paga le bollette che potrebbero scadere durante il viaggio. 

Prepara l’assicurazione

Controlla i tuoi documenti medici: certificato COVID, assicurazione medica e così via. Meglio prevenire che curare. Se al momento hai un’assicurazione, dai un’occhiata a questi 46 piani assicurativi di viaggio.

Stampa i documenti

Dovresti avere a portata di mano copie digitali e cartacee di tutti i tuoi documenti di viaggio. Stampa quindi le carte d’imbarco, le conferme di hotel e auto e tutto ciò che potrebbe essere necessario. Inoltre, assicurati che il tuo telefono sia sempre carico se conservi alcuni documenti su di esso.

Pulisci la casa

Elimina dal frigorifero gli alimenti che non dureranno a lungo. Utilizza tutti questi prodotti per preparare un buon pasto prima della partenza o per fare qualche spuntino per il viaggio. Se hai la possibilità di fare il bucato, fallo. Spegni il riscaldamento, l’aria condizionata e tutti gli elettrodomestici che puoi. E se hai piante o animali domestici che richiedono cure, assicuratevi che ci sia qualcuno che se ne occupi. 

Fai le valigie in anticipo

Per evitare di fare le valigie in fretta e furia, raccogli tutto il necessario la sera prima: vestiti, snack, dispositivi di ricarica e altro ancora. Inoltre è meglio conoscere i limiti di peso e volume del bagaglio imposti dalla compagnia aerea. Avrai più tempo per controllare tutto prima di partire. Tenete presente che anche l’eccesso di bagagli non va bene, quindi cerca di essere scrupoloso con le cose che vuoi portare con te.

Effettua il check-in il prima possibile

Controlla la mappa dei posti a sedere. Se fai il check-in non appena si rendono disponibili, potresti ottenere posti migliori o pagare una piccola tariffa per i posti premium.

Riposa prima di partire

Fai una bella dormita prima di partire. E, per il momento, spegni il telefono o altri mezzi di comunicazione che potrebbero distrarti. Lo stress è già sufficiente, non c’è bisogno di aggiungerne altro.

La preparazione di un viaggio può essere stressante e potresti essere tentato di lasciare le cose all’ultimo minuto, il che non farà che aumentare il tuo stress. Utilizza questi consigli pratici per prepararti in anticipo e trascorrere una vacanza senza tensioni.

 

 

Cascais è una meravigliosa località balneare situata sul tratto più pittoresco della costa portoghese, a pochi chilometri da Lisbona. Questa deliziosa e affascinante cittadina, un tempo villaggio di pescatori, è oggi una delle destinazioni più accoglienti d’Europa, perfetta per le famiglie. Se stai quindi programmando una vacanza con i bambini, sei nel posto giusto! In questo articolo puoi scoprire Cascais, cosa vedere con i bambini in città e nei dintorni e le migliori attività da fare con i più piccoli, tra natura, cultura, gioco e relax. 

Cascais. Cosa vedere con i bambini

Esplora le spiagge dorate

Uno dei motivi più intriganti per scegliere Cascais come destinazione turistica per tutta la famiglia sono le sue spiagge spettacolari. Praia de Conceicao, situata a due passi dal centro storico, è perfetta per i bambini. Le sue acque calme e cristalline, prive di correnti e di cavalloni, sono ideali per giocare e nuotare in totale sicurezza. Sul litorale inoltre trovi numerosi bar e ristoranti in cui concederti una pausa gastronomica. Se i tuoi bambini sono esploratori in erba dirigiti verso Praia do Guincho, famosa per le sue dune selvagge di sabbia dorata. Qui il mare è certamente più mosso e forse meno sicuro ma l’arenile è perfetto per fare meravigliose passeggiate e per creare bellissime sculture di sabbia. Il vento poi, che batte spesso questo tratto di costa, può essere un elemento a tuo favore. Porta con te aquiloni da far volteggiare sopra le dune per intrattenere i ragazzi durante la giornata. 

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Cascais è un vero gioiello, capace di incantare anche i più piccini. Le stradine acciottolate, le case colorate e l’atmosfera calma e rilassata rendono le passeggiate piacevoli e ricche di scorci caratteristici da scoprire con calma. Ci sono poi diverse piazze chiuse al traffico cittadino in cui i ragazzi possono sgranchire le gambe tra corse e nascondini, mentre tu ti godi un caffè in uno dei tanti bar all’aperto che si affacciano sugli spiazzi assolati. 

Cascais, cosa vedere e cosa fare con i bambini. Visita il Museo del mare

Il Museo do Mar Rei D. Carlos è una tappa obbligatoria se ti trovi in vacanza a Cascais. Perfetto per le famiglie con i bambini, questo museo racconta la storia marittima di Cascais tramite collezioni di reperti legati all’oceano. Non si può non rimanere affascinati dagli enormi scheletri di balene e dai tanti modellini di barche antiche. Numerose inoltre sono le curiosità sui pesci che popolano l’Atlantico che troverai lungo il percorso. Se vuoi che i tuoi bambini partecipino attivamente alle attività organizzate dal museo informati prima della visita. I laboratori cambiano di mese in mese, e sul sito ufficiale puoi valutare quello che più si adatta alle esigenze dei tuoi bambini, prenotandolo in anticipo. 

Raggiungi Parco Marechal Carmona

Un luogo perfetto per gli amanti della natura e del gioco all’aria aperta è Parco Marechal Carmona, un’oasi verde situata nel cuore di Cascais. Gli spazi naturali del parco sono ideali per corse, passeggiate, giochi e pic nic. Inoltre al suo interno trovi un delizioso playground con altalene, scivoli e strutture per arrampicarsi in tutta sicurezza. Il parco è perfetto anche per giocare a fare i piccoli esploratori. Qui infatti si possono osservare animali come anatre, pavoni e tartarughe, nonchè numerose specie di uccelli.

Cascais. Cosa vedere con i bambiniNel parco Marechal Carmona ha sede anche il Museu Condes de Castro Guimaraes, situato all’interno di una alquanto estrosa residenza d’epoca. Il suo chiostro in stile arabo e le sue torrette in stile medievale lo rendono un posto molto accattivante, perfetto per una visita in famiglia. Gli interni sono ricchi di arredi opulenti e insoliti, in stile settecentesco, e numerosi sono gli arazzi orientali esposti nelle diverse stanze del museo, che si alternano a bellissimi azulejos vecchi di secoli. 

Cascais. Cosa vedere con i bambiniSfida la Boca do Inferno

Nelle vicinanze del centro storico di Cascai trovi una delle attrazioni naturali più impressionanti della costa: Boca do Inferno. Il nome la dice lunga su questa formazione rocciosa, che crea uno spettacolo incredibile avvalendosi del potere delle correnti marine. Le onde infatti, infrangendosi con grande forza dentro questa grotta marina, creano una nebbiolina che viene spinta verso l’alto generando un suono stridente, simile ad un lamento. Boca do Inferno è un luogo davvero magico, dove adulti e bambini rimangono incantati dalla forza invincibile del mare e delle sue onde selvagge. Uno spettacolo unico e interessante, e per di più gratuito!

Cascais, cosa vedere con i bambini. Pedala lungo la costa

La nomea di Cascais come meta adatta alle famiglie è confermata dai numerosi percorsi ciclabili che si diramano lungo la costa. Uno degli itinerari più belli da percorrere con i bambini è sicuramente quello che collega Cascais alla Praia do Guincho. Il tragitto è costellato da paesaggi pazzeschi e da affacci paradisiaci sull’oceano, dove ti consiglio di sostare per riempire gli occhi di meraviglie e i polmoni di iodio. Pedalare lungo la costa è infatti un modo salutare e divertente di esplorare questi territori, godendosi i profumi del mare. Se non hai biciclette con te puoi affittarle in città, in uno dei tanti negozi di noleggio che offrono anche modelli per bambini e seggiolini per i più piccoli. 

Fai compere al Mercado da Vila

Se vuoi immergerti nei profumi e nei colori di Cascais dirigiti al Mercado da Vila. E’ ricco di banchi eterogenei dove trovare frutta fresca, dolciumi artigianali e oggettistica locale. I bambini adoreranno girare tra i vivaci stand, assaggiando dolci e comprando piccoli souvenir da portare a casa. Questo mercato poi è perfetto anche per una pausa pranzo insolita. Trovi infatti diversi banchi dove poter comprare street food locale, ma soprattutto qui puoi assaggiare le famose pasteis de nata, gli iconici dolcetti portoghesi ripieni di gustosa crema pasticcera. 

Cascais, cosa vedere con i bambini. Fai un escursione marina alla ricerca dei delfini

Vuoi fare un’esperienza autentica che lasci i bambini a bocca aperta? Prenota un’escursione in barca alla ricerca dei delfini! Sono diverse le compagnie locali che organizzano attività in mare aperto, perfette per le famiglie e per chiunque voglia ammirare Cascais da un’altra prospettiva. Durante questi tour, con un pò di fortuna, potrai osservare i delfini che nuotano e giocano nel loro habitat naturale. 

Raggiungi il faro di Santa Marta

Una delle attrazioni imperdibili di Cascais è senza ombra di dubbio il faro di Santa Marta, situato su una scogliera a picco sull’oceano. Raggiungendo il faro non solo potrai avere viste meravigliose della costa di Cascais, ma potrai visitare il piccolo museo al suo interno, che racconta con dovizia di particolari la storia della navigazione portoghese, I bambini impareranno inoltre il funzionamento del faro. 

Cascais. Cosa vedere con i bambiniCascais, cosa vedere con i bambini. Assaggia i prodotti tipici locali

Il cibo, si sa, è la vera essenza di un posto. Per cui non andar via da Cascais senza aver provato i piatti tipici della tradizione locale. Nei tanti ristoranti della città puoi trovare piatti semplici e gustosi, quelli veri della tradizione marinara, perfetti anche per i bambini. Il pesce fresco è il grande protagonista della cucina di Cascais e mangiarlo semplicemente cucinato alla griglia, cioè grelhado, è davvero ottimo. Il piatto carateristicoe dlla gastronomia di Cascais è invece la cataplana de marisco, una succulenta zuppa di pesce che spesso è accompagnata da riso bianco o patate bollite. La cataplana altro non è che il recipiente in cui questa zuppa viene cucinata, e da cui quindi prende il nome. Per le merende pomeridiane invece punta sui gelati. Quelli artigianali di Cascais, a quanto pare, sono tra i migliori del Portogallo. I bambini li adoreranno. 

Perchè scegliere Cascais come base di soggiorno in Portogallo

Cascais è una delle più belle e eleganti cittadine della costa portoghese ed è un luogo perfetto per le famiglie che cercano esperienze autentiche, lontane dal caos delle grandi metropoli. Più che una destinazione fine a se stessa, Cascais è un concentrato di meraviglia e di attività da fare con i bambini. Dalle semplici e genuine passeggiate sulla spiaggia alle gite in barca, ogni giorno in questa città diventa una piacevole avventura. Lisbona poi è a pochissimi chilometri di distanza e facilmente raggiungibile in giornata con i treni della linea 19001 che partono dalla stazione di Cascais. Il viaggio diretto dura circa 40 minuti e trovi il biglietto a partire dai 2,50 €, fino ai 14,00 € con tariffa flessibile.

Se stai pianificando quindi una vacanza in Portogallo con i bambini, non esitare. Cascais è perfetta come base per esplorare le varie cittadine dei dintorni, come Lisbona, Sintra e Estoril. Lasciati conquistare dalla sua semplicità, dal sua fascino marinaro e dall’accoglienza delle persone, nonchè dalle bellezze naturali e paesaggistiche di cui la zona è ricca. 

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