Nel cuore del Piemonte, a pochi chilometri daTorino, si erge un monumento alla grandezza e al lusso dei regnanti sabaudi: la Reggia di Venaria Reale. Questo sontuoso complesso architettonico, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1997, rappresenta uno dei più importanti esempi di residenza reale barocca in Europa. Con i suoi vasti giardini, le sue lussuose sale e la sua ricca storia, la Reggia di Venaria Reale attrae visitatori da tutto il mondo desiderosi di immergersi nella magnificenza dell’antica corte sabauda.
La Reggia di Venaria Reale
La storia della Reggia di Venaria Reale inizia nel XVII secolo, quando il Duca Carlo Emanuele II di Savoia decise di trasformare un modesto castello medievale in una residenza regale all’avanguardia. Il progetto di trasformazione fu affidato all’architetto Amedeo di Castellamonte, che iniziò i lavori nel 1658. Nel corso dei secoli successivi, la reggia subì numerosi interventi di ampliamento e ristrutturazione, diventando una delle più grandi e lussuose residenze reali d’Europa.
Il complesso architettonico della Reggia di Venaria Reale si estende su una vasta area di 80.000 metri quadrati e comprende la reggia stessa, i giardini alla francese, le scuderie, le serre, la cappella reale e molto altro ancora. La reggia, con la sua imponente facciata barocca, presenta una serie di sale magnificamente decorate, tra cui la Galleria di Diana, la Sala di Diana, la Sala delle Battaglie e la Camera di Lettura di Vittorio Amedeo II. Le sale sono ornate con affreschi, stucchi, arazzi e mobili d’epoca che testimoniano il gusto e lo sfarzo della corte sabauda.
Esplora le stanze della Reggia di Venaria Reale
La Sala di Diana è uno dei gioielli architettonici e artistici più interessanti della Reggia di Venaria Reale, situata nel piano nobile del complesso. Questa sala, ricca di decorazioni e simbolismi, rappresenta uno dei momenti più significativi e raffinati dell’intero percorso di visita della reggia. E’ stata realizzata durante i lavori di ampliamento e trasformazione dell’edificio avviati nel XVII secolo sotto la direzione dell’architetto Amedeo di Castellamonte. Questa sala, originariamente concepita come uno spazio di rappresentanza e ricevimento per la corte sabauda, è caratterizzata da un’elegante armonia di forme e colori tipici dello stile barocco. Le pareti sono decorate con affreschi raffiguranti scene mitologiche e allegoriche, mentre il soffitto è adornato da una sontuosa volta a botte decorata con stucchi dorati e dipinti.
La caccia e la natura nella mitologia romana
Il tema principale di questa sala è legato alla dea Diana, divinità della caccia e della natura nella mitologia romana. Le pareti sono infatti decorate con affreschi raffiguranti scene di caccia e di vita campestre, mentre statue e bassorilievi rappresentano la figura della dea e dei suoi seguaci.
Oltre al tema della caccia però, la Sala di Diana è anche arricchita da numerosi simbolismi legati alla natura, all’armonia e alla grandezza della reggia stessa. Le decorazioni sono studiate nei minimi dettagli per trasmettere un senso di magnificenza e potere, tipico dell’arte barocca. Durante il periodo di massimo splendore della reggia, la Sala di Diana era utilizzata per ricevimenti, banchetti e feste di corte. Qui, nobili, aristocratici e ospiti illustri si riunivano per celebrare eventi importanti e per intrattenere gli ospiti con spettacoli di musica, danza e teatro.
Entra nella Galleria Grande
La Galleria Grande è un’altra sala dal grande valore storico e architettonico della Reggia di Venaria Reale. E’ stata realizzata durante i lavori di ampliamento e trasformazione della reggia avviati nel XVII secolo sotto la direzione dell’architetto Amedeo di Castellamonte. Questa sala, concepita come uno spazio di rappresentanza e ricevimento per la corte sabauda, doveva impressionare i visitatori con la sua grandiosità e la sua bellezza.
L’architettura della Galleria Grande è caratterizzata da una maestosa volta a botte decorata con stucchi dorati, affreschi e dipinti. Le pareti sono adornate da colonne corinzie, statue marmoree e specchiere che riflettono la luce e creano un senso di profondità e grandezza. Le 44 finestre e le 22 aperture ovali che si trovano sulla volta a botte inoltre riempiono la Galleria di fasci di luce che esaltano i decori sulle pareti e si riflettono sui pavimenti lucidi di marmo posti a scacchiera. Il pavimento attuale non è quello originale, smontato e riutilizzato per la Galleria del Beaumont a Torino, ma ne riprende perfettamente il disegno, realizzato nel 1995 da Juvarra.
La Galleria Grande rappresenta non solo un capolavoro dell’arte barocca, ma anche un importante testimonianza della storia e della cultura del Piemonte. Attraverso le sue decorazioni e le sue opere d’arte, la sala ci offre infatti uno sguardo privilegiato sulla vita e le aspirazioni della corte sabauda nel periodobarocco.
Visita la Cappella di Sant’Uberto
La Cappella di Sant’Uberto è il luogo di culto della Reggia di Venaria Reale, gioiello architettonico di Filippo Juvarra, e si trova al piano nobile dell’edificio. Questa cappella, dedicata a Sant’Uberto, patrono dei cacciatori, è ricca di storia, curiosità e dettagli artistici, tra cui alcuni interessanti effetti ottici. La Cappella è stata costruita nel XVII secolo come parte integrante della Reggia di Venaria Reale, durante il periodo di ampliamento e trasformazione del complesso sotto la direzione dell’architetto Amedeo di Castellamonte. Era originariamente concepita come luogo di culto per la famiglia reale sabauda e la corte, fornendo loro uno spazio dedicato alla preghiera e alla devozione religiosa.
Una delle curiosità più interessanti della cappella è legata agli effetti ottici presenti nelle sue decorazioni. Grazie all’uso sapiente di prospettive e illusioni ottiche, gli artisti sono riusciti a creare una sensazione di profondità e tridimensionalità nelle opere d’arte, dando l’impressione che le figure si muovano o che gli spazi si estendano oltre i confini fisici della cappella. Dopo esserti concentrato sulla tridimensionalità della statue e sulla bellezza degli stucchi dirigiti nel centro della cappella. Alza la testa e guarda attentamente la cupola sopra di te. Noti qualcosa di strano?? La cupola è finta! E’ dipinta con un effetto ottico che la fa sembrare vera.
Fai un giro nella Regia Scuderia, il Bucintoro e le carrozze regali
La Scuderia Grande è un edificio storico situato all’interno della Reggia di Venaria Reale, nel complesso architettonico del Parco della Mandria. Questo imponente edificio, originariamente costruito per ospitare le scuderie reali, oggi ospita esposizioni temporanee e permanenti incentrate sull’arte, la storia e la cultura. E’ stata costruita nel XVII secolo come parte integrante della Reggia di Venaria Reale. Originariamente concepito come scuderie per i cavalli della corte sabauda, l’edificio è stato progettato dall’architetto Amedeo di Castellamonte seguendo uno stile architettonico barocco.
La Scuderia Grande presenta una facciata imponente e regale, caratterizzata da linee eleganti e proporzioni armoniose. Le sue dimensioni monumentali e la sua architettura sontuosa testimoniano il lusso e lo sfarzo della corte sabauda.
All’interno della Scuderia Grande trovi lo splendido Bucintoro, una lussuosa imbarcazione da parata, fatta realizzare a Venezia da Vittorio Amedeo agli inizi del 1700. Ad oggi è l’unico esemplare rimasto al mondo ed è presentato al pubblico per intero, con alberi, vele e remi originali dell’epoca. Puoi poi ammirare, passeggiando, le sontuose carrozze reali dei Savoia, nonchè la famosa Carrozza di Napoleone, accuratamente restaurata.
Passeggia nei giardini reali
I giardini alla francese della Reggia di Venaria Reale, progettati dal celebre paesaggista André Le Nôtre, sono un altro punto forte del complesso. Con le loro geometrie perfette, le loro fontane, le loro statue e i loro viali alberati, i giardini offrono agli visitatori un’esperienza di bellezza e tranquillità. Sono suddivisi in Parco Alto e Parco Basso, ed entrambi ti offrono un’esperienza unica immersa nella natura e nella bellezza paesaggistica della Reggia, pur avendo caratteristiche e atmosfere leggermente diverse. Al loro interno trovi prezioseinstallazioni artistiche, una deliziosa gelateria e un fornito ristorante con annesso bar, che vanta tavolini anche all’aperto.
Esplora il Parco Alto
Il Parco Alto è il nome dato alla vasta area verde che circonda la Reggia di Venaria Reale. È caratterizzato da ampi prati, alberi secolari e percorsi pedonali che si estendono su un’area di circa 60 ettari. Parte del Parco Alto è costituito dai magnifici Giardini alla Francese, progettati dal su citato André Le Nôtre, famoso paesaggista di corte. Questi giardini si distinguono per le geometrie perfette, le fontane e le sculture che li decorano. Oltre ai giardini formali, il Parco Alto include anche ampie aree boschive e sentieri naturalistici che si snodano tra gli alberi, e ti permettono di esplorare la flora e la fauna locali. Dall’alto del Parco Alto è possibile godere di splendide vedute panoramiche sulla Reggia e sui dintorni circostanti.
Scendi nel Parco Basso
Il Parco Basso, invece, si estende lungo il lato sud della Reggia di Venaria Reale ed è caratterizzato da un’atmosfera più tranquilla e intima. E’ punteggiato da boschetti, laghetti e ruscelli che contribuiscono a creare un ambiente naturale suggestivo e rilassante. È un luogo ideale per una passeggiata tranquilla o per una pausa all’ombra degli alberi. Il Parco Basso offre inoltre una serie di percorsi pedonali che permettono ai visitatori di esplorare l’area e di scoprire angoli nascosti e suggestivi. Questi percorsi sono ideali per chi desidera immergersi nella natura e godere della tranquillità del luogo. All’interno del Parco Basso si trovano anche alcuni giardini tematici, come il Giardino delle Piante Aromatiche e il Giardino delle Rose, che offrono una varietà di piante e fiori da ammirare e scoprire, nonchè una serie di piscine rettangolari, chiamate “Peschiera”, in cui stagnano cigni e papere.
Ammira la Fontana d’Ercole
Nel Parco Basso non puoi non rimanere abbagliato dalla maestosità della Fontana d’Ercole. La monumentale struttura, realizzata tra 1669 e 1672 su progetto di Amedeo di Castellamonte, collegava il Parco Alto con il parco sottostante. Sono ancora ben visibili le mura antiche, in cui sono scavate piccole nicchie e grotte che contengono sculture in marmo, decorate con mosaici di conchiglie, coralli e cristalli. Le statue circondavano la grande vasca originale in cui confluiva l’acqua proveniente da diverse fonti naturali, e che creava giochi ed effetti sonori accattivanti. Anticamente la fontana portava nel centro una statua che rappresentava una testa dell’Idra imprigionata tra le caviglie di Ercole, opera di Bernardo Falconi. Non mancavano altre figure mitologiche. La fontana è stata poi demolita a metà del 1700, restaurata e riaperta nel 2022.
Come raggiungere la Reggia di Venaria da Torino
La Reggia di Venaria Reale si trova a circa 10 km a nord-ovest di Torino. Puoi arrivarci in auto, prendendo la tagenziale nord di Torino, A55, uscendo in direzione di Venaria Reale. Proprio all’ingresso del paese trovi un grande parcheggio a pagamento dove lasciare l’auto.
Se vuoi raggioungere la Reggia di Venaria in treno invece, dalla stazione di Torino Porta Nuova o da Porta Susa puoi prendere la linea SFM3, direzione Ceres e scendere alla stazione di Venaria Reale. Da qui puoi raggiungere il palazzo a piedi in pochi minuti. Sempre dalla stazione di Porta Susa puoi inoltre prendere l’autobus numero 11 o 72 GTT che ti porta fino alla fermata “Venaria Reale-Reggia”.
Se sei uno sportivo puoi optare per raggiungere la Reggia in bicicletta. Venaria Reale infatti fa parte del percorso ciclabile dedicato alle residenze Reali del Piemonte.
Orari e prezzi
Il biglietto d’ingresso alla Reggia di Venaria Reale include l’accesso alla reggia, ai giardini e alle mostre temporanee. I prezzi variano a seconda della tipologia di visita e della disponibilità di riduzioni per studenti, anziani e gruppi.
La Reggia di Venaria Reale è aperta dal martedì alla domenica, dalle 9:30 alle 17:00. Il giorno di chiusura ufficiale è il lunedì. Il sabato e la domenica e nei giorni festivi la chiusura è alle 18:30. Gli orari di apertura possono variare a seconda della stagione e degli eventi in corso, quindi è consigliabile controllare il sito web ufficiale della Reggia di Venaria per gli orari aggiornati prima della visita.
Consigli per la visita e punti di ristoro
Pianifica la tua visita alla reggia di Venaria con anticipo per assicurarti di vedere tutto ciò che ti interessa. La Reggia e i suoi giardini sono estesi e richiedono tempo per essere esplorati.
Indossa quindi scarpe comode poiché potresti dover camminare parecchio per visitare tutti i siti all’interno e all’esterno della Reggia e dei giardini. Porta con te acqua e protezione solare durante i mesi estivi, poiché il sole può essere forte. Non dimenticare cappellini per i bambini. Nella Reggia inoltre trovi due bar dove fare uno spuntino ristoratore, uno dei quali vanta una bellissima terrazza affacciata proprio sui giardini reali. Se sei amante del buon cibo invece puoi prenotare un tavolo presso Il dolce Stil Novo, uno dei ristoranti più famosi d’Italia segnalato con una stella Michelin, che si trova proprio nella Reggia sabauda.
Alla Reggia di Venaria è consentito l’accesso agli amici a 4 zampe. I cani possono visitare i giardini insieme ai padroni se tenuti a guinzaglio. Possono accedere alla Reggia invece se tenuti nel trasportino. Nella Reggia trovi anche una sala dedicata alle famiglie e all’allattamento, un luogo tranquillo dedicato alla cura e al benessere dei bambini. Trovi all’interno stazioni per il cambio pannnolino, poltrone per allattare in tranquillità, libri e piccoli giochi per intrattenere i bambini più grandicelli.
Perchè visitare la Reggia di Venaria Reale
Durante il suo periodo di massimo splendore, la Reggia di Venaria Reale era il centro della vita sociale e politica della corte sabauda. Qui, nobili e aristocratici si riunivano per balli, ricevimenti, cene sontuose e spettacoli teatrali. La reggia ospitava anche importanti eventi politici e diplomatici, come i congressi internazionali e le visite di capi di stato stranieri.
La Reggia di Venaria Reale è oggi un importante luogo culturale e turistico, con migliaia di visitatori che affollano le sue sale e i suoi giardini ogni anno. Il complesso offre una vasta gamma di visite guidate, mostre temporanee, eventi culturali e attività per famiglie, che permettono ai visitatori di immergersi completamente nella storia e nell’arte della reggia.
La Reggia di Venaria Reale è molto più di una semplice residenza reale: è un monumento alla grandezza e al potere dei regnanti sabaudi, un capolavoro dell’architettura e del design barocco e un luogo di bellezza e ispirazione per generazioni di visitatori. Con la sua storia affascinante, la sua architettura maestosa e i suoi meravigliosi giardini, la Reggia di Venaria Reale rimane un simbolo di orgoglio e identità per il popolo piemontese e una destinazione imperdibile per chiunque desideri scoprire il fascino della regione.
A Roma, tra le strade costellate di storia e cultura, si cela un luogo che sfida la percezione e la realtà stessa: il Museo delle Illusioni. Questo museo, unico nel suo genere, offre un’esperienza strabiliante! Ciò che sembra impossibile diventa reale e la realtà è tutto tranne che ordinaria. Situato proprio nel cuore della capitale, il Museo delle Illusioni è un luogo affascinante dove l’arte e la scienza si fondono per creare illusioni ottiche, enigmi e spettacoli visivi che lasciano i visitatori a bocca aperta. Sin dall’ingresso, ci si trova immersi in un universo di stranezze visive e sorprese sensoriali.
Il Museo delle Illusioni di Roma. Guida alla visita
Immergiti in un esplorazione interattiva
Una delle caratteristiche più coinvolgenti del museo è la sua natura interattiva. Ogni sala offre opportunità uniche per giocare con la prospettiva, sperimentare con la percezione delle dimensioni e mettere alla prova la mente. Specchi deformanti, disegni anamorfici e stanze impossibili sono solo alcune delle attrazioni che incanteranno i visitatori di tutte le età.
Oltre all’aspetto ludico, il Museo delle Illusioni offre anche un’occasione per comprendere la scienza che sta dietro le illusioni ottiche. Attraverso esposizioni interattive e spiegazioni dettagliate, i visitatori possono apprendere i principi fisici e psicologici che rendono possibili queste straordinarie distorsioni della realtà.
Scatta foto perfette
Una visita al Museo delle Illusioni è anche un’opportunità perfetta per scattare fotografie uniche e divertenti. Le installazioni interattive e le opere d’arte visiva offrono sfondi straordinari per immagini che sembrano uscite da un mondo completamente diverso. È un museo interattivo capace di mettere alla prova la propria la mente e perfetto da visitare in famiglia o con gli amici.
Ogni stanza ha un’illusione tutta da vivere: ti puoi rimpicciolire, puoi diventare un gigante, puoi mettere la tua testa su un piatto e cimentarti nelle illusioni ottiche. Posizionati sul bollino giallo che trovi davanti ogni stanza del Museo e scatta la tua foto perfetta! Se sei da solo o vuoi entrare anche tu nella foto, chiedi aiuto al personale del museo. Una persona gentile e preparata scatterà la foto al posto tuo, aiutandoti anche a sistemarla al meglio sul tuo cellulare.
Gira tra le installazioni
Una delle installazioni più simpatiche del Museo delle Illusioni di Roma è la sedia di Beuchet. Per scattare una foto occorrono due persone, che andranno a posizionarsi sui punti segnalati sul pavimento. Dal punto fotografico entra in gioco la prospettiva, sbilanciando le dimensioni tra chi è seduto in primo piano e chi è seduto invece a terra, che sembrerà infinitamente più piccolo della persona che è in piedi. In foto sembrerà di tenere in mano uno gnomo!
Poi dedica qualche minuto al pozzo dell’Infinito. Prendi posizione come segnalato all’ingresso dell’installazione e lasciati fotografare. Poi gira la fotocamera e guardati in caduta libera nel vuoto! E se ancora vuoi provare giochi di riflessi e distorsioni della realtà entra nella stanza ruotata. Posizionati attorno al tavolino posto nel centro facendo finta di volare, seguendo sempre i consigli del personale o dei pannelli informativi che trovi davanti l’installazione, e fatti scattare la foto. Ora guardala sul cellulare, ruotala di 90° e … sei in una stanza a testa in giù!
Il Museo delle Illusioni a Roma. Gioca con gli specchi
Se ami giocare con gli specchi il Museo delle Illusioni fa proprio al caso tuo. Inquadra la fotocamera nel caleidoscopio ad esempio e guardati in maniera ripetuta. Quanti “te” vedi nello scatto?? Puoi anche inquadrare una persona dal lato opposto del tunnel e scattare foto divertenti in pose diverse del viso. Entra poi nella stanza dell’Infinito, una grande sala fatta da specchi che replica all’infinito la tua immagine riflessa. In realtà hai solo l’illusione di essere in una stanza enorme, mentre sei invece in un piccolo stanzino dove le luci e gli specchi confondono la percezione che hai degli spazi.
Prova anche a giocare con lo specchio a fasce, ma per farlo ti occorrerà l’aiuto di un’altra persona. Posizionatevi sui due lati opposti dello specchio e provate a giocare con le altezze. Grazie ad un gioco di riflessi puoi creare un nuovo viso composto da elementi tuoi e da quelli di chi sta dall’altra parte dello specchio.
Concediti poi una chiacchierata con te stesso sedendoti al tavolo dei cloni. Il gioco di specchi e di prospettive creerà ben 5 cloni di te, seduti al tuo fianco, che imiteranno ogni tuo movimento.
Stupisciti con gli ologrammi
Le immagini degli ologrammi creano l’illusione di una figura tridimensionale e al Museo delle Illusioni di Roma trovi una vasta collezione di ologrammi davvero molto particolari, posti sulla parete di un corridoio. Per cogliere l’immagine nella sua complessità devi posizionarti proprio davanti al quadro. Vedrai le figure muoversi, cambiare forma e scappare quasi dalla loro cornice.
Perchè visitare il Museo delle Illusioni di Roma
Il Museo delle Illusioni di Roma non conosce limiti di età o conoscenza. È un luogo perfetto per famiglie, per le coppie o per i gruppi di amici desiderosi di immergersi in un’esperienza diversa dal solito museo tradizionale. È anche un’ottima occasione educativa per i più giovani, che possono imparare giocando e sperimentando.
Per coloro che desiderano vivere questa straordinaria avventura, il Museo delle Illusioni a Roma è aperto tutto l’anno, accogliendo i visitatori con le sue illusioni stupefacenti e la sua atmosfera divertente e stimolante. La visita dura circa un’ora.
In conclusione, il Museo delle Illusioni di Roma offre un’esperienza unica e coinvolgente che lascia i visitatori incantati e sorpresi. È un luogo dove la realtà è messa in discussione e dove ci si può immergere in un mondo di illusione e fantasia, scoprendo il potere della mente e della prospettiva. Una visita qui è un viaggio emozionante e memorabile nel regno delle illusioni visive e della creatività umana.
Taranto è una città che racchiude tra i suoi confini uno scrigno di storia, arte e cultura. In questa incantevole meta della Puglia è possibile immergersi nel fascino del MarTa, il Museo Archeologico di Taranto. Il MarTa testimonia il ricco passato della città, offrendo ai visitatori un affascinante viaggio nel tempo. Entra in questa oasi culturale e osserva i resti della civiltà della Magna Grecia visitando il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Visita al MarTa, il museo archeologico nazionale di Taranto
Con la sua vasta collezione di reperti archeologici, il MarTa svela le affascinanti storie dell’antica Taranto, facendo rivivere le vivaci culture che un tempo prosperavano in questi territori. Dalle squisite ceramiche greche alle maestose sculture romane, ogni manufatto racconta una storia avvincente sulll’evoluzione della città. Che tu sia un appassionato di storia, un amante dell’arte o semplicemente qualcuno che cerca un’esperienza culturale accattivante, MarTa ti lascerà incantato. Ti porto dunque in questo straordinario viaggio attraverso il MarTa di Taranto, dove la storia rivive e i misteri del passato vengono svelati. Un modo unico ed accattivante per scoprire la storia di Taranto, una città ricca di grandi tesori artistici e culturali.
Inizia scoprendo la storia del museo
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, noto come MarTa, è uno dei più importanti musei italiani e le sue origini risalgono addirittura al 1887. Si scrive MarTa ma si legge Martà, alla francese. La sede è ubicata in corso Umbertino, nell’ex convento dei frati Alcantarini, struttura risalente al 1700 di cui ancora puoi ammirare al piano terra il meraviglioso chiostro. Proprio durante la realizzazione di questa nuova zona di Taranto il sottosuolo ha restituito numerosi reperti archeologici, ma altrettanti sono andati distrutti dalle ruspe o dispersi per altri motivi.
Molti oggetti custoditi nel MarTa appartengono a città greche o romane, a dimostrare l’importanza strategica della città di Taranto per i commerci nel Mediterraneo. La città infatti è stata una delle più importanti colonie elleniche del sud Italia, prima di cadere sotto il dominio dell’Impero Romano.
Esplora l’Antica Taras
Il MarTa si distingue per la sua vasta collezione di reperti che narrano la storia dell’antica colonia greca di Taranto, conosciuta come Taras. La sezione dedicata a questa civiltà affascinante presenta ceramiche, statue, monete e altri manufatti che risalgono a diverse epoche, permettendo ai visitatori di comprendere la vita quotidiana, le credenze religiose e gli sviluppi artistici di quel tempo. La colonia spartana di Taras prese il nome da un fiume e dall’eroe, figlio di Poseidon e della ninfa Satyria, raffigurato a cavallo di un delfino sulle monete della zecca cittadina.
Visita al MarTa, il museo di Taranto
Ammira le collezioni numismatiche e gli Ori di Taranto
Il museo ospita anche una ricca raccolta di monete provenienti da diverse epoche storiche. Queste testimonianze numismatiche non solo mostrano l’evoluzione della moneta nel tempo, ma forniscono anche dettagli preziosi sulla storia economica, politica e culturale della regione. Al MarTa sono custoditi inoltre gli Ori di Taranto, una meravigliosa collezione di gioielli e oggetti artigianali risalenti all’Antica Grecia. Degno di nota il diadema appartenuto alla Principessa Opaka Sbaleidas di Canosa, conservato in una preziosa scatola d’argento.
Visita al MarTa, il museo di Taranto. Le Sale Tematiche
Il MarTa dispone di sale tematiche che approfondiscono vari aspetti della storia locale e delle civiltà che hanno influenzato Taranto nel corso dei secoli. Si possono trovare sezioni dedicate all’età del ferro, all’epoca romana, al periodo medievale e molto altro ancora. Ogni sala è curata nei minimi dettagli, con pannelli informativi, modelli e reperti che amplificano l’esperienza di apprendimento.
Esplorando le varie sale tematiche puoi imbatterti nelle famose teste in pietra di Carparo risalenti al periodo romano, e nelle ceramiche ritrovate in alcune necropoli della zona. Numerosi sono poi i vasi in argilla del periodo messapico, caratterizzati da disegni scuri e illustrazioni mitologiche, soprattutto sportive.
Partecipa agli Eventi e Attività Didattiche
Oltre alle esposizioni permanenti, il MarTa organizza eventi, conferenze e attività didattiche che coinvolgono visitatori di tutte le età. Queste iniziative includono workshop per bambini, incontri con esperti, mostre temporanee e spettacoli culturali che arricchiscono ulteriormente l’esperienza museale.
Il MArTA rappresenta il luogo ideale per trascorrere del tempo in famiglia. Lungo il percorso espositivo infatti sono presenti postazioni dedicate ai più piccoli i quali possono partecipare, previo prenotazione, a visite guidate e laboratori multisensoriali
Perchè fare una visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto
Il MarTa non è soltanto un museo, ma un punto di riferimento culturale per la comunità di Taranto e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. La sua importanza va oltre la conservazione del patrimonio, poiché agisce come un ponte tra il passato e il presente, consentendo alle persone di connettersi con le loro radici storiche e culturali.
In conclusione, i percorsi espositivi del MarTa di Taranto offrono un’immersione avvincente nella storia antica, presentando reperti straordinari e offrendo un’esperienza educativa e coinvolgente per chiunque desideri esplorare il ricco patrimonio della regione.
Trovi il MarTa in via Cavour 10 a Taranto.
Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 011 19272866 o mandare una mail a: info@aditusculture.com
Se dici Puglia dici mare, sole, buon cibo e sport. La regione però offre numerose attrattive anche e soprattutto per gli amanti della storia e dell’archeologia. Numerosi infatti sono i musei e i parchi archeologici della regione, come il MarTa di Taranto e il Museo “Francesco Ribezzo”di Brindisi, dove sono racchiuse importanti testimonianze dei primi insediamenti messapici della regione. A pochi chilometri dai trulli di Alberobello e dalla città bianca di Ostuni invece, trovi uno dei parchi archeologici più grandi della Puglia: il Parco Archeologico di Egnazia con annesso il nuovo museo “Giuseppe Andreassi”.
Il parco archeologico di Egnazia conserva i maniera egregia numerosi reperti di epoca messapica e si trova a Fasano, in provincia di Brindisi, in una delle zona costiere più belle della Puglia. Il suo nome, Gnathia, di origine messapiche, è poi stato rivisitato in chiave romana passando a Egnatia, poichè il suo porto era utilizzato per raggiungere l’inizio della Via Egnatia, la vecchia strada che metteva in comunicazione la Capitale con l’Adriatico e con l’Egeo.
Egnazia. Il Parco Archeologico Giuseppe Andreassi
Il Parco Archeologico di Egnazia si trova a pochi metri dal mare Adriatico, nella parte in cui l’acqua è azzurro cristallino e trasparente al punto da riuscire a vedere i fondali. In contrapposizione al paesaggio marino, alle spalle del parco, puoi ammirare invece le immense distese di ulivi secolari, coltivati nella gravina di Fasano. Questo paesaggio naturalistico di straordinaria bellezza fa da cornice al Parco Archeologico di Egnazia, che si estende su una superficie di 15 ettari e comprende un museo e gli scavi della vecchia città romana, tra cui un acropoli e una grande necropoli.
Inizia la visita dalla città antica
Per capire bene le dinamiche temporali inizia la visita dalla città antica, situata lungo la famosa Via Traiana, strada essenziale per gli scambi economici e commerciali della Puglia con l’Antica Roma. Nel parco archeologico di Egnazia puoi passeggiare nella storia nel vero senso della parola, soffermandoti sui resti degli antichi monumenti della res puplicae, come uffici e luoghi di culto, e scrutarne le superfici che per centinaia di anni sono rimaste sepolte sotto metri di terreno. Seguendo i solchi della Via Traiana raggiungi le antiche Terme Romane, un sito che racchiude maestria ingegneristica ed efficienza logistica.
Le Terme appartengono all’età augustea e vantano un percorso interno perfettamente strutturato che inizia dagli spogliatoi per continuare nel caldarium e nel laconicum, la sauna. Questi ambienti erano perfettamente riscaldati da un ingegnoso sistema di fornaci. Lasciate le aree calde il percorso finisce con il tepidarium, il vano temperato, per concludersi con il frigidarium, un bagno in acqua fredda. Alla fine del 300 d.C. le terme diventano inattive, e si trasformano in un impianto per la produzione di calce destinata alla costruzione di sempre nuovi edifici della città.
Eganzia, il parco archeologico. Ammira i resti dell’antica fornace
Nel settore destinato alle abitazioni e agli impianti produttivi trovi la vecchia fornace, collocata in posizione strategica a ridosso dell’asse stradale. Il suo funzionamento era basato su un piano forato alimentato da aria calda prodotta in una sottostante area di combustione, collegata all’esterno da un corridio tramite il quale era alimentata con legno e arbusti. La fornace è stata costruita su una vecchia tomba messapica del III secolo a.C., della quale conserva ancora le lastre di copertura. Su uno di questi lastroni è incisa la parola tabara, che in lingua messapica significa “sacerdotessa”.
Passeggia nell’area del foro e della Via Traiana
Il foro era il cuore pulsante di ogni città romana, fulcro di ogni attività, politica e economica. Il foro di Egnazia ancora non è ancora stato riportato completamente alla luce ma è ben visibile la sua forma trapezoidale pavimentata con lastre di tufo. Una canaletta per il deflusso delle acque piovane segue il perimetro della piazza, dove svetta un portico dorico e quel che resta di una tribuna oratoria. E’ ben visibile sulla base un lastricato che collega il foro alla Via Traiana, sicuramente usato per il passaggio pedonale.
Sulla Via Traiana puoi notare i solchi lasciati dai carri nelle epoche precedenti. Il pavimento è in basoli di calcare e porta ai lati dei paracarri fatti dello stesso materiale. Questa strada di collegamento, progettata dall’Imperatore Traiano rimodernando la vecchia via Minucia, era la più grande arteria di comunicazione della penisola italica, essenziale per garantire gli scambi commerciali tra Puglia, Lazio e Campania.
Egnazia, il parco archeologico. Raggiungi la Basilica Civile e l’anfiteatro
Non mancava mai nell’assetto urbanistico romano un edificio pubblico dedicato alle riunioni, in cui veniva amministrata la giustizia e si discuteva di affari economici e politici. Anche Egnazia aveva la sua Basilica Civile, di età imperiale, di cui rimane ben visibile la pianta rettangolare e il portico perimetrale. Comunica con l’acropoli tramite una sala pavimentata a mosaico che raffigura le Tre grazie, probabilmente aggiunta tra il 1200 e il 1300 dopo la trasformazione della basilica in chiesa cristiana.
Di notevole interesse sono anche gli scavi del vecchio anfiteatro, che si trova in posizione centrale rispetto a tutte gli altri edifici di Egnazia. Viste le sue dimensioni abbastanza ridotte e la mancanza di gradinate e sotterranei si è arrivati a pensare che la funzione di questo edificio non fosse finalizzata alla realizzazione di eventi e spettacoli ma che fosse in realtà una piazza aggiuntiva del foro, probabilmente dedicata al mercato cittadino.
Arriva dinanzi al sacello delle divinità orientali
Nel II secolo d.C. si aggiunge un lungo portico a forma di “L” che si protende verso l’acropoli di Egnazia. Sulla facciata è visibile un’iscrizione latina dedicata alla Magna Mater Cibele e alla dea Siria, con raffigurati due flauti, un timpano e un cimbalo. Altri strumenti sono scolpiti sui restanti lati. La presenza del sacello nell’acropoli conferma la teoria secondo la quale era molto forte, in era imperiale, la presenza di culti orientali nella popolazione.
Egnazia, il parco archeologico. Visita le basiliche paleocristiane e la necropoli
Egnazia custodisce anche due esempi di basiliche paleocristiane, una episcopale e una meridionale. La basilica episcopale ha una struttura a tre navate e tre portici che precedono gli ingressi. Un tempo sul pavimento faceva mostra di sè un bellissimo mosaico a grandi tessere, oggi custodito in parte nel museo Giuseppe Andreassi. Ben visibili le vasche battesimali e le cisterne in cui, probabilmente, venivano lavati i panni nel periodo antecedente alla costruzione della basilica paleocristiana.
La basilica meridionale invece comprendeva solo un abside, poichè la struttura era di dimensioni molto ridotte. Gli scavi in questa zona hanno portato alla luce un mosaico colorato a motivi geometrici, anch’esso conservato nel museo.
Altro sito particolarmente interessante di Egnazia è la necropoli, che raccoglie principalmente tombe messapiche sepolcrali di varie forme. Alcune di queste, risalenti al I secolo d.C., sono intonacate o dipinte. Numerosi sono i corredi funerari ritrovati nelle fosse durante gli scavi, caratterizzati da vernice gialla, bianca e rossa e decorati con motivi floreali. Li trovi esposti nel museo Giuseppe Andreassi.
L’acropoli
Concludi la tua visita nel parco archeologico di Egnazia visitando l’acropoli. E’ un insieme di piccole colline artificiali risalenti al periodo messapico, sicuramente utilizzate per proteggere la popolazione arcaica dai pericoli che venivano dal mare. Il villaggio era già protetto da un muro di cinta, ancora ben visibile sul fianco meridionale dell’acropoli, composto da pietre irregolari. La sua funzione era di proteggere la popolazione dalle possibili invasioni provenienti invece dall’entroterra. Nelle mura si aprivano le porte per accedere alla cittadina di Gnatia. L’acropoli è la parte più antica del parco archeologico di Egnazia, e dalla sua altura puoi avere una vista mozzafiato della natura circostante. Se ti affacci verso la zona costiera puoi vedere le reliquie dell’antico porto romano.
Visita con i bambini il Museo Giuseppe Andreassi
Il museo di Egnazia, intitolato a Giuseppe Andreassi, direttore dell’area archeologica dal 1976 al 1985 e Soprintendente Archeologo della Puglia, si trova all’esterno dellle mura dell’antica Gnathia, nell’area della necropoli messapica.
E’ stato realizzato alla fine degli anni ’70 per raccogliere i numerosi reperti archeologici ritrovati durante gli scavi di Egnazia, al fine di poterli esporre al pubblico per divulgare la documentazione dell’insediamento arcaico, dalle origine fino al declino. Al suo interno trovi conservati esemplari di trozzelle e di crateri, caratteristici vasi messapici in ceramica dipinti con vernice nera e decorati con disegni in bianco e giallo, molto diffusi in tutta la regione. Numerose sono le anfore di provenienza italica, africana o orientale esposte nel museo, preziose testimonianze dell’esistenza di importanti scambi commerciali portuali o viari con altre città, mediante l’utilizzo della famosa via Traiana.
All’interno del museo, oltre alle teche espositive disposte per età cronologica, trovi una mostra dedicata al paesaggio della città di Gnathia, che comprende mosaici e frammenti architettonici dell’antico insediamento messapico e tardo antico. Al piano inferiore puoi accedere all’ipogeo messapico, una camera funeraria decorata a motivi vegetali. Qui spesso vengono allestite inoltre mostre temporanee.
Egnazia e il mare. Visita il nuovo museo interattivo con i bambini
Scendendo nel seminterrato del museo Giuseppe Andreassi trovi la nuovissima mostra interattiva “Egnazia e il mare”. Inaugurata nel 2022 racconta tramite video multimediali e proiezioni immersive di uno specchio d’acqua in movimento, il legame tra l’antica Gnathia e il mare. L’allestimento ruota attorno alla ricostruzione di un paesaggio sottomarino, dove fluttuano oggetti sopravvissuti ai naufragi avvenuti nel mare antistante. Rappresentano una preziosa testimonianza relativa ai commerci, ai trasporti e alla vita quotidiana della popolazione arcaica legata profondamente alla pesca e al mare.
Toccando i reperti che scendono sul pannello interattivo verso il fondale si apre la carta d’identità dell’oggetto, sia in italiano che in inglese, che spiega la sua storia e la sua funzione. Puoi così conoscere ad esempio, toccando il fotogramma con un dito, a cosa serviva un ancora a grappino oppure da dove arriva una particolare anfora. E’ il luogo perfetto da esplorare con i bambini poichè l’intera sala è strutturata proprio per catturare la loro attenzione, portando la mostra sotto forma di gioco interattivo.
Informazioni e costi
La biglietteria del parco archeologico di Egnazia e il museo Giuseppe Andreassi è aperta tutti i giorni, dalle ore 08:30 fino alle ore 18:30. Il parco rimane aperto al pubblico fino alle 19:30.
E’ possibile portare all’interno del parco e del museo gli amici a quattro zampe di piccola taglia, purchè stiano nel trasportino o tenuti a guinzaglio con annessa museruola. Il parco dispone di un info point e di una biglietteria e ogni accesso è garantito ai diversamente abili. Il parcheggio è gratuito.
Il biglietto intero costa 8,00 €, mentre il ridotto ( per chi ha tra i 18 e i 25 anni ) 3,00 €. Puoi scegliere anche di visitare solo il parco archeologico, al costo di 5,00 € o solo l’area museale, pagando il ticket di 6,00 €. L’ingresso è gratuito per diverse tipologie di visitatori. Sulsito ufficialepuoi acquistare il biglietto tendendo conto delle tipologie di ingresso a te più consono e degli sconti.
Al di la del grande cancello del Castello di Carovigno il vento si insinua tra le foglie degli alberi centernari. Fa vibrare lievemente la luce fioca dei lampioni, che illumina distratta il lastricato di pietra. Ecco, da lontano, si ode lo scalpiccìo di cavalli in corsa. Un cigolio scrosciante di ruote echeggia nei vicoli, al calar del sole, mentre comincia a delinearsi nel cielo terso una deliziosa mappa di stelle.
Un vento tiepido che sale dal mare, profumo di salsedine e sabbia calda di sole, accompagna l’elegante carrozza, frettolosa di arrivare a destinazione. Nel grande giardino la servitù è in attesa, trepidante, di istruzioni. Un’euforia leggiadra copre i sospiri curiosi, le piante attente, gli alberi indagatori. Ecco, lo stridio delle ruote si placa, il vento trattiene il respiro. Il destino di Carovigno cambia nell’attimo in cui il piede leggiadro di una donna si posa sul selciato del castello. Una donna che arriva da un passato nefasto, in cerca di un futuro glorioso. Elisabetta Schlippenbach.
Il castello di Carovigno
La figura di Elisabetta Schlippenbach è ancora adesso un punto di riferimento molto importante per gli abitanti di Carovigno. Tutto ruota attorno alla storia del castello e della famiglia Dentice di Frasso, esempio di virtù e rettitudine. Ma chi era Elisabetta? Una nobile donna dal carattere ribelle che, costretta nel 1889 a sposare un uomo che non amava, riesce ad avere il divorzio nonostante il bigottismo del periodo, cambiando così il suo destino infelice. Elisabetta combatte la mentalità conservatrice dell’epoca lottando con tutta se stessa per riavere la libertà che, con forza, le è stata negata in giovinezza. Sposa quindi, con un matrimonio d’amore, il Conte Alberto Dentice di Frasso, ammiraglio della Marina Reale, portando la sue residenza a Carovigno.
Conosci la storia della contessa Elisabetta?
Cosa ha significato per la città di Carovigno questa nuova presenza? Beh, ancora oggi, nel cuore degli abitanti, è vivo il ricordo della contessa, stimata e ben voluta da chiunque nel borgo e nei dintorni. Grazie a lei il Castello di Carovigno riprende vita e ritorna all’antico splendore, diventando il cuore pulsante della città. Sostenitrice della lettura, scrive lei stessa favole dedicate ai bambini e diverse raccolte di versi, diventando una presenza fondamentale per lo sviluppo socio culturale della città. Mantiene infatti rapporti con diverse realtà nel mondo della politica e dell’economia, anche a livello internazionale, e trasforma il castello in un centro culturale sopraffino, ospitando aristocratici e letterati provenienti da tutta l’Europa, tra i quali spicca il noto Guglielmo Marconi.
Visita il castello Dentice di Frasso di Carovigno
E’ dall’elegante piazza di questo castello che inizia questo viaggio a Carovigno, borgo medievale cinto da mura antiche quanto la sua storia. Il castello Dentice di Frasso sorge a ridosso del centro storico, piccolo agglomerato di case imbiancate a calce e stradine pittoresche. L’edificio è caratterizzato da una peculiare forma a triangolo e si distingue per i suoi torrioni fortificati. Una delle torri ha la particolare forma a “mandorla”, simile alla carena di una nave rivolta verso il mare. Dopo una serie di dominazioni e un lungo periodo di abbandono il castello di Carovigno viene donato, come regalo di nozze, al Conte Alfredo Dentice di Frasso e a sua moglie, Elisabetta.
Gli sposi portano il castello a nuovo splendore, affidandone la ristrutturazione all’ingegnere Gaetano Marschiczek il quale, nei primi anni del ‘900, arricchisce l’enorme edificio con sontuose decorazioni e importanti sculture, puntando sull’ampliamento degli spazi già esistenti.
Per espressa volontà della contessa Elisabetta viene aggiunto inoltre un grande parco che molto ricorda, nello stile ma non nelle proporzioni, i giardini delle più più famose regge europee. Il castello diventa dunque, grazie all’influenza dei Conti Dentice di Frasso, una moderna dimora nobiliare, con camere da letto signorili, accoglienti sale da pranzo e saloni riscaldati da grandi camini. Il palazzo, sempre per volere della Contessa Elisabetta, viene inoltre fornito di una preziosa biblioteca e di un orto botanico.
Comincia la tua visita dal giardino
Inizia la visita al castello di Carovigno proprio dal cancello principale, entrando nel grande cortile nobiliare. Qui si trova non solo l’Info Point ma anche la piccola chiesa dedicata a Sant’Anna, un tempo cappella privata della dimora. Sul portone puoi notare subito il blasone in pietra del casato Dentice di Frasso e la scritta “Noli me tangere”, iscrizione latina che significa “Non mi toccare”. Molto probabilmente questa frase è stata scelta dal Conte Alfredo e dalla Contessa Elisabetta come monito per gli avventori o per chiunque volesse ostacolare il loro amore.
Scendi nelle “segrete” del castello di Carovigno
Non si può non notare, sulla destra, un’elegante scalinata protetta da due enormi grifoni. Porta ad una della balconate più belle mai viste in un castello. E’ completamente fatta di pietra calcarea e affaccia non solo sul grande giardino privato, ma anche sui tetti della città.
Prima di salire a visitarla però dovresti dedicare qualche minuto della tua visita alle “segrete” del castello. Si trovano proprio sotto il livello della strada, a circa cinque metri di profondità, e sono scavate nella roccia nuda. Nate sicuramente come stanze di prigionia, sono diventate nel corso degli anni preziosi depositi per olio e vino, ma anche nevai e piccole stive.
Nei seminterrati puoi vedere anche i resti di due laboratori, uno di falegnameria e uno di tessitura. L’avviamento di queste scuole di formazione è opera della contessa Elisabetta la quale, oltre a produrre stoffe innovative, voleva creare lavoro per gli abitanti del paese dando in questo modo una maggiore svolta all’economia di Carovigno.
Passeggia tra le stanze della dimora dei conti Dentice di Frasso
Ora lascia le segrete e varca la soglia del Castello di Carovigno. Al primo piano puoi subito notare lo splendido rosone con lo stemma del casato sul pavimento del salone. Questa stanza era adibita all’accoglienza degli ospiti. Ritrovi lo stemma anche sul grande camino che troneggia in fondo alla sala, sormontato da due quadri che ritraggono il Conte Alfredo e la Contessa Elisabetta.
Sotto il ritratto della padrona di casa puoi leggere un’iscrizione: “Nulla palma sine pugna” ( Non c’è vittoria senza battaglia), che racchiude un pò il sunto della sua vita. Il montante in pietra che si trova invece sotto il ritratto del Conte porta scritto “Deseruisse juvat mare” ( è stato dolce lasciare il mare ), una poetica dichiarazione d’amore in cui afferma di non essere pentito di aver lasciato il mare per poterla sposare. L’amore vero che ha legato questi due personaggi si riflette nella rinascita della loro dimora e della loro città, Carovigno, tornata a nuovo splendore grazie al loro prezioso contributo.
Perchè visitare il Castello di Carovigno
Emozionante come la storia d’amore che lo vede protagonista, il Castello di Carovigno è una delle dimore storiche più intriganti della Puglia. La “casa del Conte”, così ancora oggi gli abitanti del borgo amano chiamare questo regale castello, dal 2014 è bene comunale, gestito dall’Associazione Le Colonne. E’ possibile prenotare visite guidate, ricevimenti, manifestazioni e mostre all’interno del castello. Inoltre vengono organizzati laboratori didattici dedicati alle scuole su numerosi argomenti quali l’araldica, la tessitura e l’architettura. Temi sempre stati cari ai Conti Dentice di Frasso.
Ti consiglio di visitare il castello di Carovigno prima del tramonto, approfittando delle luci naturali per scattare splendide foto all’esterno della dimora, nei giardini e sulle terrazze panoramiche. I raggi del sole che man mano si affievoliscono, lasciando posto al crepuscolo, creano un’atmosfera d’altri tempi, romantica e toccante.
Informazioni utili alla visita
Il Castello Dentice di Frasso a Carovigno è aperto da Maggio a Ottobre, dal martedì al venerdì, seguendo gli orari 9:30 – 12:30, 15,30 – 17:30. Il sabato e la domenica invece è aperto a partire dalle 9:30 fino alle 12:30 di mattina mentre, nel pomeriggio, riapre alle 16:00 per chiudere alle 18:00.
A partire da Giugno e fino a Settembre segue i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 21.00. Il sabato e la domenica invece apre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00
Sogni una vacanza invernale indimenticabile? L’Italia offre una varietà di destinazioni da sogno, perfette per le tue avventure invernali. Dai paesaggi montani alle affascinanti città d’arte, queste mete ti conquisteranno con il loro fascino unico anche con il freddo. In questo articolo trovi consigli utili su dove andare in inverno in Italia e le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda.
Dove andare in Italia in inverno
Per gli amanti degli sport invernali, le Alpi italiane offrono una vasta scelta di località sciistiche di classe mondiale. Da Cortina d’Ampezzo a Courmayeur, potrai godere delle splendide piste immerso in un panorama mozzafiato.
Se invece ami immergerti nella cultura, le città d’arte come Firenze, Roma e Venezia sono un vero paradiso in inverno. Con meno turisti rispetto alla stagione estiva, potrai ammirare i capolavori artistici senza fretta e goderti l’atmosfera romantica che queste città offrono durante le festività.
E non dimentichiamoci delle pittoresche cittadine medievali, come Siena e San Gimignano, che sembrano uscite da una fiaba invernale. I loro vicoli acciottolati e i palazzi secolari addobbati a festa ti trasporteranno in un mondo magico.
Che tu sia un amante dello sport o un appassionato d’arte, l’Italia ha la destinazione perfetta per te in questo inverno. Preparati per una vacanza da sogno nel Bel Paese!
Dove andare in inverno in Italia. Ami sciare? Prenota un soggiorno sulle Alpi
Conosci le Alpi Tofane? Sono un massiccio delle Dolomiti Orientali e ogni anno richiamano sulle vette numerosi amanti della montagna, in ogni stagione. In estate i tanti sentieri escursionistici sono perfetti per praticare trekking mentre in inverno il panorama cambia radicalmente, passando da un verde acceso a un bianco candido.
Durante la stagione invernale i turisti si riversano in questa zona, attratti dalle fantastiche piste da sci che si snodano lungo il versante orientale delle Tofane. Cortina è una delle città più frequentate, soprattutto da VIP, e vanta una delle Ski Area più grande del territorio, raggiungibile grazie alla funivia che parte proprio dal centro città.
Anche Courmayeur è una meta perfetta per gli amanti degli sport invernali. Vista la sua particolare bellezza naturale, resa ancora più preziosa dalle vette inbiancate, la città in inverno è presa d’assalto da numerosi turisti. Sono tanti gli sport da poter praticare in zona, tante le attività e gli eventi a cui prendere parte. Sci alpino, snowboard, park per freestyle, slitte trainate da cani, ciaspolate… questo è solo un assaggio di quello che puoi trovare a Courmayeur e dintorni.
Visita le città d’arte avvolte dal fascino invernale
Sei mai stato a Venezia in inverno? Il fascino della laguna rimane immutato con la stagione fredda e regala sempre emozioni uniche. Le Calli sono meno affollate e diventa più piacevole passeggiare tra botteghe artigiane e ponti storici. Anche i tempi d’attesa per le maggiori attrazioni si riducono notevolmente, ma la migliore strategia è sempre la prenotazione on line con accesso prioritario, che comprenda anche un giro in gondola.
Anche Firenze, in inverno, risulta meno affollata e più semplice da esplorare. In più ci sono tantissimi monumenti e musei da visitare in caso di pioggia improvvisa. In città trovi infatti alcuni dei percorsi museali più interessanti d’Europa, come la Galleria degli Uffizi e il Museo Galileo, nonchè il famosissimo Palazzo Pitti, all’interno del quale trovi anche il Museo della Moda e del Costume. Insomma a Firenze ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. In inverno infatti anche le strutture alberghiere hanno prezzi più bassi ed è facile trovare alloggi anche in centro storico a prezzi convenienti.
Dove andare in inverno in Italia. Ammira i colori invernali dei borghi medievali
L’Italia è ricca di borghi e villaggi medievali, deliziosamente conservati. In inverno poi questi piccoli agglomerati urbani sono avvolti da un’atmosfera quasi fiabesca, ferma nel tempo, che i riporta con il pensiero agli antichi fasti della storia. Fermati a Siena e goditi Piazza del Campo senza la calca dei turisti, passeggia nelle stradine di ciottoli e assaggia i prodotti tipici locali. Con il freddo è piacevole sorseggiare il vino rosso della zona, che accompagna piatti aromatici come il ragù di cinghiale o la ribollita.
Anche San Gimignano regala paesaggi invernali da togliere il fiato. Il piccolo borgo medievale sembra essere uscito da un libro di favole, e le torri che svettano sul centro storico rendono questo angolo di Toscana davvero pittoresco. A Natale poi sono numerosi gli eventi in programma in città, e nella piazza principale compare un delizioso mercato dove comprare o degustare i prodotti tipici della zona, come il tartufo. Un buon motivo per vedere San Gimignano in inverno.
Perchè visitare l’Italia in inverno
L’Italia in inverno regala panorami pazzeschi, complici le montagne innevate e le città vestite a festa. Che tu voglia organizzare una settimana bianca all’insegna dello sport o che tu preferisca passeggiare tra mercatini tipici e visitare musei, nella nostra penisola riuscirai a trovare senza dubbio le mete perfette per il tuo stile di viaggio. Ricorda di fare un salto in Trentino, per visitare i famosi mercatini di Natale, e di fare una breve visita a Roma, per ammirare il maestoso albero di Natale che ogni anno svetta in Piazza San Pietro. Da nord a sud ogni paese italiano riesce a regalarti paesaggi invernali unici, con o senza neve.
La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, sorge proprio nel cuore della città. E’ uno splendido esempio di architettura normanna, con una ricca storia che risale al XII secolo. Questa cattedrale è un’attrazione da non perdere per chiunque visiti Palermo e la Sicilia stessa. Dai suoi intricati mosaici al suo imponente campanile, c’è molto da ammirare in questa chiesa di una bellezza disarmante. Esplora la storia e la bellezza della Cattedrale di Palermo in questa guida completa.
La Cattedrale di Palermo
Conosci la sua storia?
La Cattedrale di Palermo ha una storia ricca e affascinante che risale al XII secolo. Originariamente costruita come moschea durante la dominazione araba della Sicilia, è successivamente trasformata in chiesa cristiana dai Normanni. Nel corso dei secoli, la cattedrale subisce numerosi rifacimenti e aggiunte, fino a creare una miscela unica di stili architettonici. Il susseguirsi continuo di dominazioni straniere porta dunque l’edificio a continue modifiche che seguono lo stile e i canoni estetici dei nuovi conquistatori.
Nel 600 dopo Cristo ad esempio la chiesa è arricchita dal santuario dedicato alla Vergine Maria Assunta, edificato sui resti della basilica romana pre-esistente. Con l’arrivo dei saraceni invece la chiesa torna ad essere moschea, al fine di dare spazio e importanza al culto mussulmano sull’isola. Di questo periodo sono le colonne della navata centrale.
Dopo l’anno Mille il potere e la guida della città passano di nuovo in mano normanna e la moschea torna ad essere luogo di culto cristiano. Vengono inoltre edificate in questo periodo le Tombe Imperiali, per dare degna sepoltura ai regnanti. Al loro interno sono conservati i resti di Federico II e della patrona della città di Palermo, Santa Rosalia.
Oggi rappresenta una testimonianza del ricco patrimonio culturale della Sicilia ed è un’attrazione da non perdere per i visitatori di Palermo.
Scopri l’architettura e il design della Cattedrale di Palermo
La Cattedrale di Palermo è uno straordinario esempio di fusione di diversi stili architettonici. La moschea originaria fu costruita in stile arabo-normanno, caratterizzato dall’uso di fasce alternate di pietra rossa e bianca. Le aggiunte cristiane, compresa la navata e il transetto, sono state realizzate in stile gotico, con archi ogivali e volte a vela. Il periodo barocco ha visto invece l’aggiunta di decorazioni ornate, come le sculture in marmo e gli affreschi che impreziosiscono l’interno. L’esterno della cattedrale è altrettanto impressionante, con il suo imponente campanile e le intricate sculture. Una visita alla Cattedrale di Palermo è una festa per gli occhi e un viaggio nella storia dell’architettura siciliana.
Ammira gli interni
L’interno della Cattedrale di Palermo è uno scrigno di arte e decorazioni. La navata e il transetto sono adornati da splendidi affreschi, tra cui trovi le opere di Pietro Novelli e Giuseppe Velasquez. L’altare maggiore è un capolavoro dell’arte barocca, con i suoi intricati intagli e le decorazioni dorate. Il pavimento della navata centrale sfoggia una meridiana in marmo realizzata dall’astronomo Giuseppe Piazzi. L’opera è meravigliosamente intarsiata e rappresenta i segni zodiacali che, a seconda della stagione, sono irradiati e quindi illuminati dai raggi del sole che filtrano dalle vetrate.
La cattedrale custodisce, come già accennato, alcune importanti reliquie, tra cui il teschio di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Al suo interno puoi ammirare inoltre le bellissime vetrate raffiguranti importanti scene della Bibbia e della vita dei santi. Una visita alla Cattedrale di Palermo è d’obbligo se sei un appassionato di arte e all’architettura.
Soffermati con lo sguardo sulla cupola
Dopo il terremoto che ha devastato quest’area della Sicilia, nel 1963, la Cattedrale è stata arricchita da una grande cupola. Col tempo questa cupola è diventata uno dei simboli iconici della città.Le sue arcate sorreggono un tamburo centrale sfruttando i grandi pilastri del presbiterio, che si trova in fondo alla navata centrale. Il tamburo è di forma cilindrica e vanta otto finestre, mentre il soffitto presenta volte a botte. Sulla cima della cupola è ben visibile una lanterna. Altre piccole lanterne sono incastonate in piccole cupolette, ben 16, che circondano la cupola centrale e che vanno a illuminare la altre cappelle laterali.
Suggerimenti per visitare la Cattedrale di Palermo
Per visitare la Cattedrale di Palermo è necessario vestirsi in modo appropriato. Si tratta di un importante sito religioso per cui ai visitatori è chiesto di vestirsi in modo rispettoso, magari coprendo le spalle e le ginocchia. Ti consiglio inoltre di arrivare la mattina presto per evitare la folla e per sfruttare la luce naturale che illumina l’interno della cattedrale per ammirarne i dettagli. Se sei un appassionato di arte e architettura ti consiglio di prenotare una visita guidata. In questo modo potrai apprezzare appieno la storia e il significato di questo straordinario edificio. Infine, non dimenticare di portare una macchina fotografica per catturare la bellezza degli intricati dettagli della cattedrale e delle sue straordinarie opere d’arte.
Orari e informazioni utili alla visita
La cattedrale di Palermo è visitabile tutto l’anno negli orari di apertura. Tuttavia, ti consiglio di organizzare il tuo viaggio tra in primavera o in autunno, quando le temperature sono ancora sopportabili.
La Cattedrale di Palermo è aperta dal Lunedì al Sabato, dalle ore 07:00 alle ore 19:00. La Domenica invece apre alle ore 08:00 per chiudere alle 13:00 per poi riaprire nel pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00.
L’accesso all’area di preghiera è gratuito, mentre il biglietto che comprende l’ingresso a tutte le aree restanti costa 10 euro. Ti consiglio comunque di rimanere sempre aggiornato sulle variazioni di prezzi e orari consultando il sito ufficiale di Palermo.
Cosa vedere vicino alla Cattedrale di Palermo
Mentre la Cattedrale è un‘attrazione da non perdere a Palermo,ci sono molti altri luoghi altrettanto interessanti che puoi esplorare nella zona circostante. A pochi passi si trova il Palazzo dei Normanni, uno splendido palazzo che risale al IX secolo. Puoi inoltre raggiungere il vicino mercato di Ballarò,che offre uno sguardo vivace e colorato sulla vita locale. Qui puoi assaporare il vero street food siciliano. Se sei interessato alla storia e alla cultura locale invece, nelle vicinanze trovi il Museo Archeologico Regionale, che presenta un’affascinante collezione di reperti dell’antica Sicilia.
Se stai cercando un’avventura da fare in Liguria assieme ai bambini non perderti il Galeone dei Pirati a Genova. Questa replica perfetta di una nave pirata si trova nel Porto Antico della città, vicinissima all’Acquario. La nave offre un’esperienza unica e coinvolgente che ti trasporterà indietro nel tempo all’età d’oro della pirateria. Preparati a issare la Jolly Roger, la bandiera tradizionale della pirateria, e a salpare in alto mare a bordo della nave Neptune!
Il Galeone dei Pirati a Genova
Il Galeone dei Pirati è la fedele riproduzione di una nave corsara, ed è situato nel Porto Antico di Genova, in Italia. Ti offre la possibilità di sperimentare com’era la vita dei bucanieri durante l’età d’oro della pirateria. Lo scafo è stato progettato per sembrare una vera nave pirata, completa sia di cannoni che di corde, vele e timone. Puoi esplorare la nave, conoscere la storia dei pirati e persino partecipare ad attività interattive come il combattimento con la spada e la caccia al tesoro.
Sperimenta la vita dei pirati
Il Galeone dei Pirati di Genova pesa ben 1500 tonnellate ed è lungo 65 metri. La parte più pittoresca di questo grande scafo è indubbiamente la polena di prua. Rappresenta il dio del mare, Nettuno, in tutto il suo splendore. Il Galeone dei Pirati ha tre grandi alberi maestri, bellissimi dettagli in legno nonchè bellissimi stucchi dorati sui ponti. Questi ultimi lo rendono particolarmente elegante e realistico. A poppa puoi vedere due balconi, ingentiliti da ringhiere decorative, dai quali affacciarti con attenzione. Deliziose sono le statue che sorreggono il soffitto a creare un ambiente davvero molto convincente.
Puoi persino scendere nei meandri del galeone. Qui infatti sono custoditi i materiali usati dai corsari per le loro incursioni piratesche, come corde, cannoni e petardi.
Una volta salito sul Galeone dei Pirati puoi quindi immaginarti di tornare indietro nel tempo e sperimentare la vita di un vero corsaro. La nave offre inoltre una vista mozzafiato non solo sul porto ma anche sulla costa di Genova. Questo la rende quindi un’attrazione imperdibile per chiunque sia interessato alla storia e alle avventure dei pirati.
Conosci la storia del Galeone dei Pirati?
Il Galeone dei Pirati, il Neptune, è una replica di un galeone spagnolo del XVII secolo utilizzato dai pirati nel Mar Mediterraneo. La struttura è stata costruita negli anni ’80 per diventare la scenografia del film “Pirati” di Roman Polanski. La nave è vera, si trova in perfette condizioni e per di più può davvero navigare. Questo grazie ad un moderno motore montato in Tunisia, dove è stata costruita.
Il galeone Neptune ha dunque veramente navigato in mare, precisamente in acque francesi, per la promozione del film a Cannes. In seguito è stato definitivamente ormeggiato al molo di Genova al fine di essere usato come attrazione turistica. Da allora la nave è diventata una destinazione popolare per chi desidera sperimentare il mondo dei pirati e conoscere la storia della pirateria nel Mediterraneo.
Informazioni utili alla visita
Puoi acquistare i biglietti per il Galeone dei Pirati di Genova presso la biglietteria situata vicino alla nave. L’attrazione è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00. Il costo del biglietto è di 6,00 euro per gli adulti e 4,00 euro per i bambini. La durata della visita è libera, puoi stare sul galeone tutto il tempo che vuoi.
Come è stato detto in precedenza, il Galeone dei Pirati è una fedele riproduzione di un set cinematografico per cui, se i tuoi bambini sono appassionati del genere, regala loro un’esperienza unica a bordo di questo possente vascello. E’ possibile anche effettuare visite guidate della nave, disponibili in più lingue, per conoscere al meglio la storia e la cultura della pirateria nel Mediterraneo.
Cosa puoi vedere nelle vicinanze
Il Galeone dei Pirati si trova nel cuore della storica città portuale di Genova, che ospita molte altre famose attrazioni turistiche. Puoi visitare ad esempio l’Acquario di Genova, che è uno dei più grandi acquari d’Europa, e il Palazzo Ducale. Si tratta di un antico palazzo dei Dogi di Genova e si trova proprio nelle vicinanze del galeone. Infine, puoi approfittare della tua tappa a Genova per visitarne la Cattedrale e la famosa Piazza De Ferrari. Sono entrambe raggiungibili a piedi e per di più sono i posti iconici della città. Qui puoi respirare l’atmosfera locale passeggiando tra le stradine del centro storico, alla scoperta delle tipicità liguri.
Puoi fare infine una visita alla Città dei bambini e dei ragazzi, un centro didattico sulla scienza e sulla tecnologia. L’area di visita supera i 3,000 metri quadrati e al suo interno i bimbi tra i 2 e i 12 anni possono mettersi alla prova interagendo con installazioni multimediali dedicate al mondo scientifico e tecnologico.
Se stai cercando un’attività adatta alle famiglie che sia allo stesso tempo divertente ed educativa, prenota una visita all’Acquario di Genova. La sua enorme struttura ospita la più grande esposizione di biodiversità acquatica d’Europa. Vanta infatti grandi spazi espositivi e ambienti marini in grado di offrire ai visitatori esperienze uniche ed emozionanti. Squali, delfini, pesci colorati e pinguini sono distribuiti in più di 70 vasche e puoi persino fare un tuffo virtuale negli abissi dell’oceano. Esplora le barriere coralline e i relitti che giacciono sui fondali! Un esperienza indimenticabile per i bambini e per tutta la famiglia!
Acquario di Genova
Per sfruttare al meglio la tua visita all’Aquario Genova è importante pianificare in anticipo il percorso. Innanzitutto, considera di acquistare i biglietti online per evitare lunghe code all’ingresso. Una volta dentro, prenditi il tuo tempo per esplorare le varie mostre e non aver paura di porre qualsiasi domanda al personale esperto. Assicurati di assistere agli spettacoli di alimentazione quotidiana e controlla il programma per eventuali eventi o attività speciali. Infine, non dimenticare di fermarti al negozio di articoli da regalo per comprare un souvenir che ricordi la tua visita all’Acquario di Genova.
Scopri le meraviglie dell’oceano
All’Acquario di Genova puoi conoscere da vicino una grande varietà di animali marini, e non solo. Guarda i delfini eseguire acrobazie, ammira i pinguini che si aggirano nel loro habitat e accarezza alcune specie di razza nella vasca tattile. L’acquario offre anche esperienze interattive come l’alimentazione dei pesci e le tartarughe marine. In più puoi partecipare ad una mostra di realtà virtuale dove puoi nuotare con gli squali ed esplorare il fondo dell’oceano, stando completamente all’asciutto. È un modo unico ed educativo per conoscere la vita marina.
Interagisci con la vita marina dell’Acquario di Genova
All’Acquario di Genova ci sono più di 400 vasche diverse che ospitano circa 15.000 animali, tra pesci e rettili. Un viaggio nelle profondità del mare e una passeggiata tra le biodiversità terrestri. L’itinerario si sviluppa in diverse aree tematiche. Entra nel Pianeta blu, qui inizia il percorso espositivo. Un’esperienza immersiva che ti porta a riflettere sull’importanza dell’acqua per la nostra Terra. Il video mapping è proiettato su un planisfero dei fondali marini e ti mostra come sono distribuite le riserve di acqua nel mondo. Ti fa capire inoltre quanto il mare sia necessario come mezzo di comunicazione e scoperta.
Entra nella Grotta delle Murene
Il percorso vero e proprio all’interno dell’Acquario di Genova inizia con la Grotta delle Murene, una straordinaria sala ben strutturata, dove puoi ammirare non solo le murene ma anche scorfani, polpi e cavallucci marini. Qui puoi scoprire come vivono le murene nelle acque del Mediterraneo, nell’Adriatico e nell’Oceano Atlantico, di cosa si cibano, dove si nascondono e come vanno a caccia.
La murena è un pesce notturno, e molto territoriale. Trascorre le ore di luce nascosta nella sua tana. Caccia di notte, cercando le sue prede tramite l’olfatto, molto sviluppato.
Visita la Laguna delle Sirene
La Laguna delle Sirene ospita i famosi lamantini, mammiferi acquatici erbivori dalla forma alquanto particolare. Fanno parte della specie dei Sirenidi, molto simili agli elefanti marini e alle foche. Hanno il corpo voluminoso e usano le pinne pettorali per portarsi il cibo alla bocca ma anche per accarezzare i propri simili. Ebbene si! I lamantini sono dei veri coccoloni! Sono mammiferi molto socievoli e per loro le coccole sono essenziali per le relazioni sociali. Il loro modo di muoversi, lento e sinuoso, incanta il visitatore. La loro figura invece, a metà tra corpo di donna e di pesce, lascia veramente immaginare un legame antico con la figura mitologica delle sirene.
I lamantini sono chiamati anche mucche di mare perché appaiono come grossi animali dall’aspetto placido e si nutrono tuto il giorno di alghe e vegetali vari che trovano nel mare…proprio come mucche al pascolo!
Attenzione. Pericolo squali!!
All’Acquario di Genova puoi vedere inoltre anche bellissimi esemplari di squali, i famosi predatori marini tanto temuti dall’uomo. Paura ingiustificata poichè, secondo le statistiche, è molto più facile morire per una puntura di ape che per l’attacco di uno squalo. Esistono circa 500 specie di squali nel mondo e alcune di queste sono presenti anche nel Mediterraneo, come la ventresca e lo squalo blu.
Ma niente paura! Nella dieta degli squali non sono inclusi gli esseri umani. Molte specie sono innocue e solo alcuni esemplari sono potenzialmente pericolosi per l’uomo, ma solo perchè spesso gli uomini stessi vengono scambiati per pesci. Un esempio? La maggior parte degli attacchi degli squali è spesso rivolta ai surfisti. Questo perchè, visti dal basso, le loro sagome somigliano molto a quelle delle foche, prede preferite degli squali. Lo sapevi?
A proposito di foche…
Dopo aver lasciato la vasca dei predatori del mare immergiti negli oceani per ammirare le foche. All’Acquario di Genova trovi diversi esemplari di foche comuni provenienti da varie zone dell’emisfero. Alcune di loro sono state abbandonate in natura dalle proprie madri e prese quindi in custodia dall’uomo, mentre altre sono nate proprio nell’Acquario. La vasca in cui nuotano ti permette di ammirarle sia sott’acqua che quando emergono a galla. Prova a salutarle!
Visita il Regno dei ghiacci
Ora passa nel Regno dei ghiacci, la sala dell’Antartide in cui vivono i pinguini. Sono curiosi e buffi nei movimenti e i bambini ne rimarranno affascinati senz’altro. In quest’area la temperatura è leggermente più bassa e le vasche riproducono fedelmente l’habitat naturale dei pinguini che, completamente a loro agio, saltellano, giocano tra loro e fanno tuffi acrobatici, nuotando tra le gelide acque dell’Antartide.
All’Acquario di Genova puoi vivere un’esperienza a tu per tu con i pinguini. Una guida ti illustra le attività di preparazione del cibo, ti presenta la vasca espositiva dei pinguini e ti racconta il lavoro relativo alla gestione di questi animali. Puoi accedere alla vasca e assistere alla distribuzione del pasto pomeridiano da parte del personale specializzato.
Esplora il mondo dei cetacei dell’Acquario di Genova
Il padiglione dei cetacei è il corpo principale dell’Acquario di Genova e ospita i delfini tursiopi, una specie in grave pericolo di estinzione. Puoi ammirare le loro acrobazie sia sott’acqua che nella parte superiore della vasca, dove si dilettano in tuffi spettacolari e giochi con la palla. Puoi inoltre camminare in un tunnel di vetro della lunghezza di 15 metri ed emozionarti con le sinuose nuotate dei delfini, che si muovono tutt’intorno a te.
Accarezza una razza!
Nella vasca tattile dell’Acquario di Genova puoi fare una bellissima esperienza sensoriale, accarezzando il manto delle razze. Ce ne sono di diverse specie e, allungando la manina, puoi addirittura toccare la razza chiodata o quella ondulata, ma anche la gallinella di mare. In questa zona, chiamata Nave Blu, trovi anche gli storioni, il pesce palla, lo squalo zebra e piccole specie di coralli tropicali. Puoi infatti scoprire la vita della barriera corallina ammirandone la fedele ricostruzione fatta nelle vasche.
Continua il tuo viaggio nei tropici passeggiando tra porzioni di foreste equatoriali. Ti trovi ancora nel padiglione delle Biodiversità, ma adesso puoi ammirare le specie animali e le piante che vivono nelle foreste tropicali. Puoi vedere le biodiversità del Malawi, delle foreste del sud America e del Rio delle Amazzoni, ma anche delle Isole Eolie. Puoi ammirare il boa, le testuggini e persino le iguane.
La magia delle meduse all’Acquario di Genova
Sei arrivato alla fine del percorso. Ora davanti a te fluttuano milioni di meduse come fossero ectoplasmi colorati. Sei completamente immerso nel buio, illuminato solo dalle luci meravigliose delle meduse, questi esseri così antichi e misteriosi ma anche molto temuti. In questa zona l’atmosfera si fa quasi fiabesca, complici le luci e le musiche di sottofondo.
La tua attenzione è catturata solo dai movimenti morbidi e sinuosi delle meduse, sparse in grandi vasche, Qui puoi conoscerne il ciclo vitale continuando ad ammirare la loro danza scenografica. Quest’area ospita anche tre piccole vasche dedicate all’ecosistema marino, dove puoi contemplare il fenomeno della fluorescenza dei coralli. A nuotare attorno a questi preziosi gioielli del mare trovi pesci pagliaccio ed altre specie tropicali.
All’Acquario di Genova puoi vedere danzare milioni di meduse immerso in un’atmosfera davvero fiabesca.
Organizza la tua visita all’Acquario di Genova
Se stai programmando una visita all’Acquario di Genova prendi subito informazioni riguardanti gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti. Ti consiglio di prenotare i ticket di ingresso on line, in modo da evitare le lunghe file di attesa all’ingresso. Valuta bene le esperienza che vuoi fare all’interno dell’Acquario di Genova con largo anticipo e provvedi subito alla prenotazione di quelle che più ti incuriosiscono.
Quando arrivi goditi l’itinerario ma cerca di assistere anche agli spettacoli interattivi, alle mostre e al momento dell’alimentazione degli animali. All’interno dell’Acquario di Genova trovi anche negozi di souvenir dove comprare piccoli ricordi della tua visita in struttura. Perciò non farti scappare i pinguini di peluche e le t-shirt in tema. Trovi inoltre due aree ristoro dove fare un piccolo break durante il tuo percorso. Se hai bimbi molto piccoli invece puoi usufruire dei Baby Corner, le toilette con i fasciatoi che trovi lungo il percorso di visita.
Perchè visitare l’Acquario di Genova con i bambini
L’Acquario di Genova offre un’esperienza non solo educativa, ma anche dinamica e divertente, a tutta la famiglia. La visita insieme ai bambini diventa un momento di crescita e di scoperta, tra fondali marini e foreste equatoriali. Un bimbo curioso non smetterà di fare domande e non si stancherà di ascoltare le risposte.
Gli animali che popolano questa struttura sono quasi tutti nati in cattività o trovati in condizioni di non poter più essere lasciati soli in natura. Ragion per cui l’Aquario di Genova è da considerare una specie di santuario del mare, una nuova casa dove gli ospiti sono amati e protetti, e non una gabbia con finalità turistiche.
A tal proposito non dimenticare che l’Acquario di Genova è impegnato in vari progetti a favore della conservazione delle specie marine nei propri habitat di appartenenza. Puoi conoscere le attività di salvaguardia dell’ambiente nelle mostre e nei programmi educativi dell’Acquario. Puoi dare anche tu un contributo alla causa. Come?? Attraverso una piccola donazione o facendo addirittura volontariato. Uno sforzo importante, da parte di tutti, per contribuire al sostentamento di questi progetti di tutela ambientale.
Casa Battlò è uno splendido esempio di architettura modernista, opera del grande architetto catalano Antoni Gaudì. E’ situata nel cuore di Barcellona, sul famoso Passeig de Gracia, il viale più importante della città dichiarato patrimonio dell’Umanità per via dei monumentali edifici che lo costeggiano. Casa Battlò è una tappa quasi obbligata se ti trovi in visita a Barcellona, perfetta anche per le famiglie con bambini. In questo articolo puoi conoscere la storia, l’architettura e i segreti che rendono questo edificio un punto di riferimento così affascinante e iconico.
Scopri i segreti di Casa Battlò
Nei primi anni del 1900 un imprenditore locale, Joseph Battlò, proprietario di diverse fabbriche tessili di Barcellona, acquista un edificio in Passeig de Gracia. L’idea iniziale era di demolirlo e ricostruirlo ma poi, grazia all’audacia di Antoni Gaudì, l’architetto incaricato dei lavori, il progetto è stato rivisto. Accantonata l’idea iniziale della demolizione totale Gaudì elaborò e mise in pratica uno dei progetti più estasianti della sua vita artistica, rendendo un anonimo edificio di Barcellona una vera e propria opera d’arte. Al di la del suo valore artistico, l’edificio è caratterizzato da notevoli funzionalità, tutte all’avanguardia rispetto al periodo storico in atto.
La storia di Casa Battlò e del suo architetto, Antoni Gaudí
Come già accennato Casa Battlò è stata restaurata agli inizi del ‘900, periodo in cui Barcellona stava vivendo una straordinaria rivoluzione culturale e artistica. Antoni Gaudì, massimo esponente del movimento modernista, staccandosi dagli stili architettonici tradizionali e abbracciando nuovi concetti, riversando questi ultimi in nuove forme e materiali, ha incentrato in Casa Battlò il suo design innovativo e una pignola attenzione per i dettagli. L’opera finale risulta essere da subito un autentico capolavoro, un universo a se stante che mescola genio architettonico, richiami diretti alla natura e un aspetto onirico che va oltre l’immaginazione.
Fermati ad ammirare la facciata
La visione surreale e sognante di Gaudì ha la sua massima espressione nella facciata di Casa Battlò. Le sue decorazioni strabilianti sembrano prendere vita sotto i raggi del sole e il suo movimento ondulato, supportato da tinte di un azzurro intenso, sembra riprodurre il moto delle onde del mare. Il primo richiamo alla natura parte proprio dall’esterno dunque, dove tutti gli elementi decorativi sembrano amplificare questo magico omaggio alla forma di vita primordiale: l’acqua.
Tutta la superficie della facciata è impreziosita da pezzi di ceramica e vetro colorato. Per creare questo effetto Gaudì ha utilizzato la tecnica del trencadìs, che significa “frantumato”, un tipo di applicazione ornamentale che impiega frammenti di ceramica, già usata in alcune delle sue creazioni. Park Guell forse è quella che rappresenta di più questo stile, ben visibile sulle panche ondulate del parco e sulla sua iconica salamandra.
Scopri i segreti di Casa Battlò. Cosa nasconde?
Oltre all’ambiente marino pare che l’intero edificio di Casa Battlò racconti con molteplici simboli la storia di Sant Jordi, il santo patrono della Catalogna. Leggenda narra che a Montblanc, un borgo vicino Tarragona, gli abitanti solevano donare ogni giorno un essere umano in pasto al temibile drago che terrorizzava il paese, per poter calmare le sue ire. Finchè non toccò alla principessa. Per salvarla Sant Jordi sfidò il drago con la sola forza della sua spada, sconfiggendolo e salvando il paese dalla sua supremazia. Gaudì ha rappresentato la mole del drago nell’andamento curvo del tetto, ricoperto da tante scaglie di maiolica colorata. Anche le tonalità usate, che sfumano dal viola, al verde e all’azzurro, sembrano effettivamente i colori del manto di un drago. Se noti bene sul tetto puoi vedere inoltre una grande croce a quattro braccia. Rappresenta la spada di Sant Jordi conficcata sulla schiena del drago. Ma vediamo insieme il simbolismo di Gaudì nel dettaglio.
La casa delle Ossa
Sempre all’esterno di Casa Battlò, precisamente sulla facciata, puoi vedere un unico balcone a forma di fiore. Questo rappresenterebbe la principessa tratta in salvo da Sant Jordi. I restanti balconi sono modellati sulla forma di un teschio, a raffigurare le restanti vittime del drago. Le loro ossa sono anche intorno alle finestre, scolpite nelle colonne incorniciano i balconi. Per via di questa tetra ma estasiante rappresentazione Casa Battlò è anche nota come “Casa delle ossa”. Avevi fatto caso a questi particolari?
La simbologia continua all’interno
La leggenda di Sant Jordi continua anche all’interno di Casa Battlò. Se aguzzi i sensi avrai la sensazione di camminare nella pancia di un drago. Tutto comincia nell’atrio. Qui trovi una scala con i terminali che ricordano in maniera impressionante la parte finale della spina dorsale del drago: la coda. Sei altresì circondato da continue suggestioni marine, evocate da preziose piastrelle azzurre e luminosi lucernari a forma di gusci di tartaruga. La natura e la leggenda come vedi vanno di pari passo e ti accompagnano lungo tutto il tragitto. Continuando a seguire la coda del drago, ossia seguendo le scale, puoi arrivare al piano nobile, l’effettiva dimora della famiglia Battlò. Ora il soffitto diventa mare in tempesta, contenuto da eleganti porte in rovere decorate con vetri colorati. Ogni dettaglio ondeggia come le onde del mare e non devi fare altro che seguirne il flusso…l’atmosfera si fa sempre più magica, quasi incantata.
Affacciati dalla grande finestra
Qui puoi affacciarti dalla grande veranda che inonda la stanza di luce e puoi vedere dall’alto Passeig de Gracia. Il salone si trova infatti al centro della facciata principale di Casa Battlò. La grande finestra che ti trovi davanti ha forme sinuose e nella parte superiore porta deliziose decorazioni a forma di cerchio, nei toni del blu. Se ti avvicini puoi vedere che le vetrate si aprono con un’ingegnoso sistema a ghigliottina e si muovono mediante contrappesi.
Casa Battlò. Il Patio delle luci
Lascia le fluide onde del mare e prosegui la tua visita nel Patio delle Luci. E’ un meraviglioso cortile interno strutturato in modo da far arrivare la luce del sole in maniera uniforme su ogni piano. Le pareti del Patio sono rivestite da maioliche blu e azzurre. Se noti bene però le piastrelle più scure sono collocate nella parte alta del Patio mentre quelle più chiare ne tappezzano la parte bassa. Anche le finestre seguono lo stesso principio, aumentando man mano di dimensione verso i piani inferiori. Grazie alla luce naturale che proviene dall’alto si crea un’illusione ottica per cui il visitatore vede sempre lo stesso colore, a di la del punto in cui si trova. Un sistema perfetto ( e geniale! ) per ottimizzare l’illuminazione naturale all’interno dell’edificio.
Accedi al cortile interno
Ora goditi i raggi del sole uscendo nel cortile esterno di Casa Battlò, un piccolo gioiello marino nel cuore di Barcellona. Tutto richiama il movimento del mare, dallo splendido pavimento in ceramica bianca e blu ai preziosi mosaici che ospitano le fontane laterali. Da questa postazione puoi ammirare la facciata interna di Casa Battlò che, a differenza di tutti gli edifici vicini, risulta essere stupefacente come la facciata principale, anche se meno in vista. Anche qui trovi la tecnica del trecandis, con piastrelle che vanno a formare ghirlande di fiori che si arrampicano sulla facciata, partendo dalla base fino ad arrivare al tetto.
Ora raggiungi la soffitta, l’ala che anticamente era predisposta all’accoglienza delle lavanderie. Anche qui il simbolismo di Gaudì prende il sopravvento e si manifesta in una serie di archi a catena che rievocano la cassa toracica del drago. Lo stile è più lineare e pulito rispetto al resto della casa e predomina il colore bianco. Grazie alla sua luminosità e alla sua ispirazione mediterranea questa zona sembra rievocare le antiche abitazioni dei pescatori delle isole catalane. Alcuni sostengono che abbia preso ispirazione dalle costole delle balene.
Casa Battlò. Goditi la terrazza sul tetto
Ora ti trovi nel punto più bello di Casa Battlò: il tetto. Qui hai modo di trascorrere il tuo tempo ammirando il panorama circostante o concentrandoti sui numerosi dettagli sparsi sulla terrazza. In questo spazio aperto si concentra tutto l’estro creativo di Gaudì e qui si conclude la leggenda di Sant Jordi e del temibile drago. Se nell’atrio hai cominciato a seguire la coda della terribile creatura mitologia, passando poi per la sua gabbia toracica, ora ti trovi sulla sua cresta. La terrazza di Casa Battlò sembra il dehor di un locale alla moda. Trovi infatti diversi tavolini e sedie su cui riposarti ammirando Barcellona dalla tua posizione privilegiata. In questo spazio aperto puoi notare una piccola stanza che ospita una fontana, che un tempo era utilizzata per immagazzinare acqua, e i camini.
Questi ultimi sono stati studiati per divenire anche un vezzo della casa e sono delle ingegnose opere d’arte con semplice funzione di far defluire il fumo all’esterno di Casa Battlò. La torretta invece, che mostra fiera la croce di Sant Jordi, rappresenta la spada con la quale è stato sconfitto il drago. Sul tetto di Casa Battlò puoi quindi accarezzare il suo dorso, fatto di squame di ceramica e vetro, senza averne timore.
Concludi la tua visita con il Gaudì Cube
Alla fine del percorso ti troverai chiuso in una cubo grigio. Niente paura, ti trovi nella Gaudì Cube, una stanza immersiva che presenta un cubo LED a sei facce, capace di cambiare la percezione della realtà. Al suo interno è proiettata l’opera Nella mente di Gaudì dell’artista Refik Anadol. Un meraviglioso viaggio 3D nel più grande archivio digitale dedicato all’architetto catalano. Non adatto ai claustrofobici.
Suggerimenti per visitare Casa Battlò, comprese informazioni su biglietti e visite guidate.
Se stai programmando una visita a Casa Battlò, ci sono alcune cose che dovresti sapere. Innanzitutto, ti consiglio di acquistare i biglietti in anticipo per evitare lunghe code. Puoi farlo online con un netto risparmio. Sono inoltre disponibili visite guidate in più lingue, che forniscono una comprensione più profonda della storia e del design dell’edificio. Questi tour durano in genere circa un’ora e sono tenuti da guide esperte. All’ingresso puoi avere l’audio guida della realtà virtuale, altrettanto utile alla visita in autonomia di Casa Battlò. E’ compresa nel prezzo del biglietto ed è disponibile in ben 15 lingue.
Il biglietto a prezzo intero costa 35 euro. La tariffa è ridotta con uno sconto di 9,00 € per ragazzi dai 13 ai 17 anni e per gli studenti. Le persone sopra i 65 anni di età hanno 3,00 € di sconto. Può essere chiesto un documento di riconoscimento all’ingresso. I bambini al di sotto dei 12 anni entrano gratis.
Casa Battlò è aperta tutto l’anno. Dal lunedì al giovedì apre al pubblico dalle ore 9:00 alle ore 17:00 mentre dal venerdì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00.
Perchè visitare Casa Battlò con i bambini
Casa Battlò non è una semplice casa museo, Casa Battlò è pura magia. Come tutte le opere straordinarie di Gaudì rappresenta egregiamente il suo genio, la sua energia positiva, la sua fierezza. Gli ambienti sono così fiabeschi che sembra di passeggiare in un albo illustrato. Che sia una storia popolata da draghi cattivi o una favola ambientata nelle viscere dell’oceano sarai tu a scoprirlo. Ogni dettaglio di Casa Battlò è un piacevole invito a decifrarne le origini, i materiali e i segreti. E’ un luogo che trasmette innanzitutto serenità, che desta immediata meraviglia al visitatore attento, indifferentemente dall’età. Adulti e bambini camminano con il naso all’insù alla scoperta delle sue peculiarità, cercando di decifrarne le linee morbide, di carpire qualche dettaglio sfuggito ai più, di capire le ingegnose opere meccaniche che si trovano al suo interno. Casa Battlò è un tripudio di eleganza e bellezza, reso ancor più poetico dai giochi di luce e dai misteri che si celano dietro ogni dettaglio ornamentale. Una tappa immancabile nel bagaglio di un viaggiatore.