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Uno degli arenili più fascinosi del litorale gaetano è indubbiamente la spiaggia di Fontania. Acqua dai colori intensi, tra l’azzurro e l’acquamarina, fanno da sfondo a preziosi scorci storici risalenti all’epoca romana. Andiamo dunque indietro nel tempo, nel I secolo a.C., quando all’apice dei fasti dell’antica Roma, il console Gneo Fonteo, avuto in dono questo lembo di terra a Gaeta, decide di costruirci una villa maestosa, con annesse vasche di stoccaggio del pesce e impianti termali.

Gneo Fonteo a Gaeta

Sulla spiaggia di Fontania, e visibili in maniera ottimale soprattutto dal mare, sono disposte le cosiddette “grotte” della villa di Gneo Fonteo. Sono caverne di diversa profondità, usate in passato come grotte di rimessaggio per le imbarcazioni che scaricavano i viveri alla villa. Un piccolo porticciolo privato dunque, che risulta essere solo una piccolissima parte dell’enorme villa costruita sui terreni circostanti che pare si estendesse addirittura fino al Pozzo del Diavolo. Sul crostone roccioso posto proprio dinanzi la baia di Fontania è ancora ben visibile il Camerone, ossia una cisterna in cui veniva raccolta l’acqua. Pare infatti che questa imponente costruzione fosse anche dotata di un impianto termale vero e proprio.

All’interno delle grotte di Fontania

Grazie alla nostra guida, Giuseppe, ci siamo addentrate nelle grotte della villa di Gneo Fonteo a Gaeta. Le volte a botte sono sempre monitorate da geologi esperti, che ne controllano ogni possibile spostamento dovuto alle intemperie o alle mareggiate. Tra i resti dell’impianto termale sono ancora visibili frammenti di intonaco dipinto. Segno che all’epoca del suo massimo splendore, la villa fosse preziosamente decorata da marmi e pitture. Probabilmente le piscine termali erano comunicanti con il mare, dal quale prendevano acqua tramite un sistema di paratie. Nel mare dinanzi la spiaggia infatti, sono ancora visibili i resti di sei grandi piloni, che permettevano di far defluire l’acqua all’interno delle vasche in maniera controllata.

 

Curiosità sulla Spiaggia di Fontania

La spiaggia di Fontania, vista la sua conformazione, è protetta dalle mareggiate tutto l’anno. E’ sempre toccata da correnti limpide di acqua marina, dovute alla presenza di diverse sorgenti fredde che sboccano in mare nella zona circostante. Ciò rende questa piccola e fiabesca baia un vero paradiso. Ideale anche per famiglie con i bambini, la spiaggia di Gneo Fonteo offre non solo relax per il fisico e la mente, ma lascia immergere il visitatore in un atmosfera sospesa nel tempo. Sabbia calda, mare limpido e trasparente fanno da cornice alla realtà storica che ancora viene custodita in questa splendida baia.

Il Camerone della villa di Gneo fonteo. Dalla baia Si ha una bellissima vista sul promontorio di Monte Orlando.
Il Camerone della villa di Gneo Fonteo. Dalla baia di Fontania si ha una bellissima vista sul promontorio di Monte Orlando.

 

Gaeta, giustamente nominata la perla del Tirreno, vanta due bellissimi centri storici, diversi tra loro ma entrambi di uno splendore unico. Dal borgo dei pescatori, il budello gaetano fatto di vicoletti caratteristici e di piccole botteghe, puoi passeggiare sul lungomare panoramico fino ad arrivare a Gaeta Medievale, da tutti conosciuta come Gaeta “Vecchia”. Un insieme di stradine, scalinate, torri e campanili che sembra essersi fermato nel tempo.

Gaeta Medievale

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Foto di Stefano Viola

La splendida passeggiata che porta a Gaeta Medievale è un incantevole punto paesaggistico da assaporare passo dopo passo. I colori accesi del mare fermo, il profilo della città che si specchia in esso, le barche con le loro vele candide che si nascondono dietro l’orizzonte vanno a comporre una splendida tela, dipinta dalla natura meravigliosa e fatta di piccoli pezzi di storia antica. Percorrendo questo romantico lungomare si incontrano infatti, mano a mano, le bellezze storiche e culturali della città vecchia, partendo dalla porta Carlo III, un tempo unico punto di accesso alla città medievale, fino ad arrivare al cospetto del Castello Angioino Aragonese, che si erge fiero e maestoso sul punto più alto del borgo vecchio.

Le chiese più importanti di Gaeta Medievale

Non si può non rimanere ammaliati dal fascinoso contesto del quartiere medievale, in cui le chiese sono le vere protagoniste. Delle più antiche, come la Chiesa di Santa Lucia e la chiesa di Santa Caterina, non passa certo inosservato il Tempio di San Francesco. Domina sul centro storico con la sua struttura neogotica, riccamente decorata, preceduta da una monumentale scalinata che porta al sagrato. Qui, al centro del piazzale, si trova una preziosa statua raffigurante una donna con una grande croce tra le mani.

E’ una scultura di Luigi Persico, risalente al 1853 e rappresenta la Religione. il Tempio di San Francesco fu costruito verso la fine del 1200, grazie alle donazioni di Carlo II D’Angiò. Nella seconda metà del 1800 però fu radicalmente restaurato su commissione di Papa Pio IX e grazie ai finanziamenti di Ferdinando II delle Due Sicilie. La sua collocazione è altamente scenografica, perchè guarda sull’intero golfo sottostante. 

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Foto di Stefano Viola

La Chiesa della S.S.Annunziata e la Cappella d’oro

Nella parte bassa, proprio adiacente al lungomare, si erge in tutta la sua straordinaria bellezza la Chiesa della S.S. Annunziata. Fu in passato uno stabile ospedaliero, con annessa chiesa-corsia. Costruita nei primi anni del 1300 in stile gotico venne poi decorata circa trecento anni più tardi in modalità barocca su indicazioni di antichi artisti del marmo partenopei, i Lazzari. Fa parte del complesso della S.S.Annunziata anche la Cappella dell’Immacolata Concezione, più conosciuta come Cappella d’Oro. Un vero e proprio gioiello in stile barocco risalente al XIV secolo, con un ingresso indipendente su via dell’Annunziata. Al suo interno le rifiniture in oro zecchino del soffitto, che sovrastano opere d’arte di grande rilevanza storica e artistica, hanno fatto si che la piccola chiesa prendesse la denominazione di Grotta o Capella d’Oro.

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Il Castello Angioino Aragonese

Percorrendo via Aragonese poi, si arriva allo splendido castello che si erge imponente su tutto il borgo medievale. Il Castello è composto da due edifici comunicanti costruiti in due momenti storici differenti. La parte più bassa è stata realizzata dai sovrani angioini, di cui porta il nome, mentre la parte più alta è detta “aragonese” perchè fatta costruire dai sovrani del Regno di Napoli. Grazie a Carlo V, che ne rafforzò la struttura, divenne una tra le più forti e munite opere di difesa militare d’Italia. Fino a qualche decennio fa è stato sede del famoso e temuto carcere militare di Gaeta, dove è stato per anni rinchiuso anche Herbert Kappler.

Gaeta Medievale. Il Duomo di Sant’Erasmo

Passeggiando nella parte finale del romantico lungomare Caboto, si incontra il fascinoso campanile del Duomo di Sant’Erasmo. Costruito tra il XII e il XIII secolo ha un altezza che raggiunge i 57 metri, mentre la sua base fu costruita con materiali provenienti dai monumenti romani della zona. La suggestiva scalinata centrale porta all’interno del duomo, ricco di affreschi, colonne e bassorilievi di grande pregio. Il campanile fu più volte danneggiato e prontamente restaurato, e rimane un tratto distintivo del paesaggio gaetano.

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Foto di Stefano Viola

La Chiesa di San Giovanni a Mare

Continuando a passeggiare sul molo, nella parte finale del lungomare, si trova la bellissima e particolare Chiesa di San Giovanni a Mare. La cupola araba è una caratteristica di questo luogo di culto, che la rende diversa nella struttura dalle altre chiese di Gaeta Medievale. La particolarità di questa chiesa inoltre è il pavimento inclinato rispetto al piano dell’assemblea. Secondo la tradizione popolare la conformazione scoscesa della pavimentazione serviva per far defluire le acque del mare che abitualmente riuscivano ad entrare nella cappella durante i periodi di alta marea.

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Foto di Stefano Viola

Perchè scegliere Gaeta come meta turistica

Gaeta Medievale è anche il centro della movida serale. Numerosi sono i locali trendy e i ristoranti sparsi nella zona  che attirano un notevole flusso di persone, soprattutto di giovani. La nuovissima pista ciclabile, i verdeggianti giardini pubblici, la possibilità di affittare barche per un giro lungo la costa e la zona chiusa al traffico nei periodi estivi ne fanno un ottimo punto di riferimento anche per le famiglie con i bambini. Una meta deliziosa da esplorare in modalità lenta e consapevole.

 

Immerso nelle acque tranquille del Lago di Bracciano, Anguillara Sabazia è un borgo incantevole che unisce il fascino della storia antica con la bellezza naturale del Lazio. Ogni angolo di questo luogo offre una nuova scoperta, dai vicoli medievali ai panorami mozzafiato, dai monumenti storici alle attività all’aria aperta. E’ una destinazione che conquista il cuore di chi la visita, offrendo un’esperienza indimenticabile e unica. In questo articolo puoi scoprire Anguillara Sabazia, e cosa vedere nel borgo tra natura, storia e magia.

Anguillara Sabazia, cosa vedere tra storia, natura e magia

La storia di Anguillara Sabazia è lunga e affascinante, risalendo a tempi molto antichi. Le prime tracce di insediamenti umani nella zona risalgono all’età del bronzo, ma è con l’epoca romana che la regione inizia a svilupparsi significativamente. Durante il Medioevo, Anguillara diviene un importante centro strategico e militare, grazie alla sua posizione elevata e alla vicinanza al lago. Il nome “Anguillara” sembra derivare dalla forma allungata della penisola su cui sorge il borgo, simile a un’anguilla, mentre “Sabazia” è stato aggiunto nel 1872 per onorare l’antica appartenenza al territorio dei Sabini.

Entra nel centro storico

Il cuore di Anguillara Sabazia è il suo affascinante centro storico, un dedalo di vicoli acciottolati, case in pietra e piazzette nascoste. Passeggiare per queste stradine è come fare un tuffo nel passato, tra antiche chiese, palazzi nobiliari e scorci pittoreschi. Ogni angolo del borgo racconta una storia, dalle mura medievali ai resti di antiche fortificazioni.

Anguillara Sabazia, cosa vedere tra storia, natura e magiaUna delle principali attrazioni di Anguillara Sabazia è la Chiesa di San Francesco, un edificio religioso risalente al XIII secolo. La chiesa, con la sua facciata semplice e l’interno riccamente decorato, è un esempio perfetto dell’architettura medievale. Al suo interno, si possono ammirare affreschi e opere d’arte che testimoniano la devozione e la maestria degli artisti locali.

Passeggia sul Lungolago

Il lungolago di Anguillara è il luogo ideale per una passeggiata rilassante, godendo della vista sul lago e delle fresche brezze che soffiano dalle acque. La passeggiata è costellata di bar, ristoranti e gelaterie dove fermarsi per una pausa ristoratrice. I riflessi del sole sul lago e i colori del tramonto rendono questo luogo particolarmente suggestivo e romantico.

Anguillara Sabazia, cosa vedere tra storia, natura e magiaAnguillara Sabazia, cosa vedere. Visita il Museo della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori”

Per chi è interessato alla storia locale, il Museo della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” è una tappa imperdibile. Il museo espone una vasta collezione di strumenti agricoli, oggetti di uso quotidiano e costumi tradizionali che raccontano la vita rurale di un tempo. La collezione di oggetti conservata nel museo è stata costruita nell’arco delgi anni grazie alle donazioni dei cittadini di Anguillara, che hanno offerto manufatti e attrezzi da lavoro relativi alle loro attività di pastorizia, agricoltura, pesca e artigianato, che raccontano perfettamente la vita sociale che un tempo si svolgeva in questa zona. Il Museo della Civiltà Contadina fa parte del Parco Naturale Regionale di Bracciano Martigiano ed è un viaggio affascinante nella storia e nelle tradizioni della comunità locale.

Info e orari: Il Museo è aperto, nel periodo invernale, il sabato e la domenica, dalle ore 10:00 alle ore 17:00. In estate invece dalle ore 10:00 alle ore 20:00. L’ingresso è gratuito.
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Anguillara Sabazia, cosa vedere. Rilassati sulle spiaggie del lago di Bracciano

Anguillara Sabazia è anche famosa per le sue spiagge sul Lago di Bracciano. Le acque limpide e tranquille del lago offrono un’opportunità perfetta per nuotare, fare kayak o semplicemente rilassarsi sulla riva. Le spiagge più popolari sono Spiaggia del Martignano e Spiaggia di Vigna di Valle, entrambe facilmente raggiungibili e ben attrezzate per i visitatori.

Dedicati alle attività outdoor

Per gli amanti della natura e delle attività all’aria aperta, Anguillara Sabazia offre numerose opportunità. I sentieri che circondano il lago sono ideali per escursioni a piedi o in bicicletta, permettendo di esplorare la flora e la fauna locali. Le colline circostanti offrono panorami mozzafiato e un contatto diretto con la natura incontaminata del Lazio.

Il Lago di Bracciano inoltre è perfetto per una vasta gamma di sport acquatici. I visitatori possono cimentarsi nel windsurf, nella vela, nel canottaggio e nel kayak, godendo delle acque tranquille e delle splendide viste sul lago. Per chi preferisce un’attività più rilassante, è possibile noleggiare una barca e fare una piacevole gita sul lago. Qui trovi anche il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano, un’oasi di biodiversità dove è possibile fare birdwatching e avvistare una varietà di specie animali. Puoi esplorare i sentieri del parco e scoprire la flora e la fauna locali, immergendosi nella tranquillità e nella bellezza della natura.

Lasciati coccolare dalla cucina locale

Anguillara è famosa per la Sagra del pesce, un evento culinario che si tiene ogni anno in città. Durante la sagra, vengono preparati e serviti piatti a base di pesce fresco del Lago di Bracciano, accompagnati da vini locali e musica dal vivo. È un’opportunità imperdibile per assaporare i sapori del lago e vivere un’esperienza autentica.

La cucina di Anguillara Sabazia è una parte fondamentale dell’esperienza di visita. Il borgo offre una vasta gamma di ristoranti, trattorie e caffè dove è possibile assaporare piatti tipici della tradizione culinaria laziale. Il pesce di lago qui è un grande protagonista della tavola. Tra i primi caratteristici ti consiglio di assaggiare l’anguilla alla cacciatora, la pasta al sugo di pesce di lago, il latterino fritto e il luccio fritto dorato.

Il Lazio poi è una regione vinicola con una lunga tradizione. I vini locali sono perfetti per accompagnare i piatti tipici e offrire un’esperienza culinaria completa. Tra i vini da provare ci sono il Frascati, il Cesanese del Piglio e l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.

Anguillara Sabazia, cosa vedere tra storia, natura e magiaAnguillara Sabazia, come arrivare e dove dormire

Anguillara Sabazia è facilmente raggiungibile da Roma, sia in auto che in treno. La stazione ferroviaria di Anguillara è collegata alla capitale tramite la linea regionale FL3, che parte dalla stazione di Roma Ostiense. In auto, il borgo si trova a circa 30 chilometri da Roma, percorrendo la SS2 Via Cassia o la SS493 Via Braccianese.

Anguillara Sabazia offre diverse opzioni di alloggio, dai bed & breakfast agli agriturismi, dagli hotel ai campeggi. Per chi desidera un’esperienza autentica, è possibile soggiornare in una delle strutture storiche del borgo, godendo della calda ospitalità locale e della splendida vista sul lago.

Consigli utili alla visita

Il periodo migliore per visitare Anguillara Sabazia è la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e le giornate sono soleggiate. In estate, il borgo si anima di turisti e le spiagge del lago diventano un luogo ideale per rilassarsi e godere delle acque fresche. Anche l’inverno ha il suo fascino, con le feste natalizie e l’atmosfera tranquilla del borgo.

Quando visiti Anguillara Sabazia, è consigliabile portare abbigliamento comodo e scarpe adatte per camminare, soprattutto se intendi esplorare i sentieri naturali. Non dimenticare la macchina fotografica per catturare imeravigliosi paesaggi e i momenti speciali della tua visita.

Anguillara sabazia, cosa vedere e perchè fermarsi sul Lago di Bracciano

Anguillara Sabazia è un luogo che incanta con la sua bellezza naturale, il suo fascino storico e la sua ricchezza culturale. Che tu sia un amante della storia, della natura, della cucina o semplicemente alla ricerca di un luogo dove rilassarti e godere di paesaggi mozzafiato, Anguillara Sabazia saprà conquistarti e regalarti momenti di pura magia. Ogni visita è un viaggio nel tempo e nello spazio, un’esperienza unica che lascia un’impronta indelebile nel cuore di chi la vive.

Ti invito a scoprire questo borgo straordinario e a lasciarti trasportare dalla sua atmosfera incantevole. Anguillara Sabazia ti aspetta, pronta a svelarti i suoi segreti e a offrirti un’accoglienza calorosa e autentica. 

Il Lago di Bracciano, con le sue acque placide e i panorami mozzafiato, è uno dei gioielli nascosti del Lazio e si trova a soli 40 minuti di macchina da Roma. Ma c’è un altro tesoro che si erge maestoso sulle sue rive, un luogo dove la storia prende vita e la bellezza regna sovrana: il Castello Orsini Odescalchi. Questa imponente fortezza, con la sua architettura medievale e i suoi ricchi interni, è una destinazione imperdibile per chiunque desideri immergersi nel fascino di epoche lontane.

Il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano

Il Castello Orsini Odescalchi non è solo una delle più grandi e meglio conservate dimore feudali d’Europa, ma è anche un luogo dove la storia e la leggenda si intrecciano. Costruito nel XV secolo dalla potente famiglia Orsini e successivamente acquisito dagli Odescalchi, il castello ha visto passare nelle sue sale papi, nobili e grandi personaggi della storia italiana. Camminare tra le sue mura è come fare un salto indietro nel tempo. Le torri imponenti, i merli che si stagliano contro il cielo e le sale affrescate raccontano storie di battaglie, intrighi e passioni amorose. Ogni pietra trasuda storia, ogni angolo nasconde un segreto.

Visitare il Castello Orsini Odescalchi è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Appena varcata la soglia, l’odore della pietra antica e del legno secolare ti avvolge, trasportandoti in un’altra epoca. Gli occhi sono rapiti dalla bellezza degli affreschi, dai dettagli architettonici e dai panorami mozzafiato sul lago che si possono ammirare dalle terrazze. Le sale del castello sono arredate con mobili d’epoca, armi antiche e arazzi preziosi, che raccontano la vita quotidiana di chi vi abitava. Ogni stanza ha una storia da raccontare, dalle camere da letto nobiliari agli imponenti saloni di rappresentanza.

Oltrepassa l’Arco di Paolo Giordano Orsini

La tua visita al Castello Orsini Odescalchi di Bracciano inizia varcando il maestoso arco di Paolo Giordano Orsini, che porta scolpito il suo nome sulla sommità. Paolo Giordano, figlio di Francesca Sforza, era nipote di Costanza Farnese e di papa Paolo III, Girolamo Orsini. Il suo carisma ha fatto si che diventasse uno dei più noti e affascinanti personaggi del Risorgimento Italiano. Egli stesso, sul portale d’ingresso, fece iscrivere una frase che potesse accogliere i visitatori del castello, parlando in prima persona. L’iscrizione latina dice: 

Fui fondato da Napoleone Orsini, capitano della Chiesa. Difendo i buoni e respingo i colpevoli

Le origini del Castello risalgono infatti alla fine del 1400. I veri fondatori dello stabile erano effettivamente l’antenato di Napoleone e suo figlio Gentil Virginio.

Il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano. Guida alla visitaEntra nel vivo della vita di corte

Lascia alle tue spalle il portale di ingresso e dirigiti nel cuore della vita di corte. Nel vestibolo sarai accolto da un orsa in pietra che sorregge uno stemma e una rosa. E’ il simbolo degli Orsini, creato avvalendosi dell’anagramma tra la parola orsa e la parola rosa. Gli Orsini inoltre si vantavano della loro discendenza da Ursus, un personaggio mistico allattato da un’orsa, così come Romolo e Remo vennero allattati da una lupa. Il tutto confluisce nello stemma della casata. Dal vestibolo, fulcro vitale del castello, si accede alle diverse stanze della dimora, alla Loggia, alle cucine e alla Torre Panoramica. 

Castello Orsini Odescalchi di Bracciano

Il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano. Guida alla visitaRaggiungi la Corte d’Onore

La corte si presenta come una piazza di cittadella, e domina lo spazio con le sue imponenti arcate, poste su due piani. La scalinata porta ai Piani Nobili del Palazzo, dove gli Orsini intrattenevano i visitatori. Qui si è svolto uno dei fatti più significativi dell’intera dinastia. Nella primavera del 1553 infatti, il Cardinale tutore di Paolo Giordano e l’ambasciatore di Cosimo de Medici, concludono la trattativa per un matrimonio, quello tra Paolo Giordano e Isabella de Medici, allora undicenni. Pochi anni più tardi i due ragazzi si unirono ufficialmente in un matrimonio puramente politico, ma sicuramente sfarzoso.

Dalle cucine del Castello, visitabili entrando nella porta adiacente all’antico pozzo della corte, numerose e opulente portate a base di cacciagione avranno senz’altro deliziato gli ospiti illustri delle nozze. Le cucine allora fungevano anche da macelleria, e puoi appurarlo personalmente ammirando il lavabo in pietra che trovi alla sinistra della grande stanza. Le cucine erano anche il fulcro della vita di servizio del castello e ancora oggi conservano gli originali camini, i tegami e le pentole di rame con lo stemma della famiglia Odescalchi e i trofei di caccia imbalsamati, posti su ogni parete della stanza. 

Entra nella Sale del Piano Nobile

La Sala dei Cesari è una delle più grandi del Piano Nobile e oltre a preziosi busti dei più famosi imperatori romani, vanta grandi finestre da cui ammirare il lago sottostante. In questa sala, sotto lo sguardo vigile dei Dodici Cesari, gli ospiti del Castello partecipavano a tornei, giochi e balli in maschera. Proprio lungo il percorso di visita trovi la sala Orsini Medici, che ospita i ritratti di alcuni dei personaggi protagonisti della storia del Castello, come Cosimo de Medici e Paolo Giordano Orsini. Avanzando nel percorso invece, nella Sala della diplomazia, trovi ben quattro dipinti raffiguranti Nicola III Orsini, conte di Pitigliano.

Passeggia tra le stanze da letto

Nell’adiacente Sala del Fregio Orsini invece puoi ammirare un soffitto a cassettoni decorato da rose, speroni e monogrammi di famiglia, unico nel suo genere. Era anticamente la camera da letto di Isabella de Medici, dove sembra sia stata uccisa dal marito per vendicare i suoi numerosi tradimenti. Altra leggenda vuole che su questo maestoso letto a baldacchino Isabella ricevesse i suoi amanti, facendoli poi uccidere gettandoli in un pozzo. Sulla sinistra del grande letto trovi la scala a chiocciola che ti condurrà nella Sala del Letto Siciliano e poi nella Sala Gotica, appartenuta agli Odescalchi.

Il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano. Guida alla visitaDopo aver oltrepassato la Sala D’Ercole, dal soffitto raffigurante le 18 fatiche e dove, nel centro esatto, trovi un cavallo con figura in armatura da parata, dirigiti nella Sala di Felice della Rovere, figlia illegittima di Papa Giulio II. Su scelta del padre accettò di sposare Gian Giordano Orsini, erede di Bracciano, ma non rimase mai nei confini del territorio. Donna colta e astuta, incontrò personalmente Bramante, Leonardo da Vinci, Raffaello e Michelangelo. Riscattò inoltre il Castello di Palo innalzandosi a governatrice delle terre degli Orsini. Il trono che svetta in questa sala conferma il suo potere politico e amministrativo. Qui si trova anche una collezione di cassoni nuziali usati per il trasporto dei corredi.

Entra nella sala Armi Odescalchi

In quetsa maestosa sala, ben illuminata, trovi una parte della collezione di armi privata appartenuta agli Odescalchi. Le armi erano considerate dalla famiglia dei veri e propri gioielli, tanto da riprendere con fregi preziosi gli eroi della cultura clasisca e i paladini di Alessandro Magno, a cui gli Odescalchi appartenevano per discendenza. Alcune armi sembrano addirittura riprendere i drappeggi di stoffe eleganti, proprio ad enfatizzare la cura che la famiglia dedicava ad esse. 

Passa dalla Rocca dei Vico e sali sulla Torre Panoramica

La Rocca dei Vico è un tratto dell’edificio preesistente, parzialmente in rovina. In origine era un castello medievale con funzione difensiva. Oltrepassando la Rocca e salendo i gradini che portano al camminamento delle mura ( al momento chiuso ), puoi raggiungere la Torre Panoramica. Qui lo sguardo viene rapito dal panorama circostante che si apre a 360 ° dal belvedere. Sotto di te il Lago di Bracciano, alla tua destra puoi ammirare il campanile della chiesa di Santo Stefano e l’antica via Clodia che porta a Roma. 

Il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano. Guida alla visitaIl Castello Orsini Odescalchi di Bracciano. Consigli utili per la visita

Il castello è aperto tutto l’anno, ma gli orari di visita possono variare. È consigliabile controllare il sito ufficiale per aggiornamenti sugli orari e sui giorni di apertura. Durante l’estate, il castello ospita eventi speciali e visite guidate notturne che offrono un’esperienza ancora più suggestiva. Le visite guidate sono altamente consigliate, poiché le guide esperte possono svelare dettagli affascinanti e aneddoti storici che arricchiscono l’esperienza. Inoltre, alcune parti del castello sono accessibili solo tramite visita guidata.

Non dimenticare di passeggiare nei giardini del castello. Ben curati e con una vista spettacolare sul Lago di Bracciano, offrono un luogo perfetto per rilassarsi e godere della tranquillità del paesaggio. Porta con te una borraccia e un cappellino, se hai intenzione di visitare il castello nel periodo estivo. Nei giardini, nella corte e negli altri spazi all’aperto può fare molto caldo.

Specialmente durante i periodi di alta stagione inoltre, è consigliabile prenotare i biglietti in anticipo per evitare lunghe code e garantirsi l’accesso immediato. 

Orari e prezzi

L’Accesso al castello è in Via Giulio Volpi n.12, nel cuore del borgo di Bracciano. Il castello è aperto dal lunedì al venerdi, dalle 10:00 alle 17:00, in inverno. Il sabato, la domenica e i festivi l’apertura si protre fino alle 18:00. L’orario estivo invece è dalle 10:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdì. mentre nei week end e nei giorni festivi la chiusura è prevista alle 19:00, con ultimo ingresso alle 18:00 ( la biglietteria chiude un’ora prima!) 
Il costo del biglietto intero è di 10,00 €

Vuoi organizzare un matrimonio da sogno?

Il Castello Orsini-Odescalchi è anche una location molto ambita per eventi e matrimoni. La sua bellezza e il suo fascino senza tempo lo rendono il luogo perfetto per celebrare occasioni speciali. Immagina di pronunciare il tuo sì in una delle sale affrescate o nei giardini con vista sul lago: un’esperienza da fiaba che rimarrà impressa nella memoria per sempre.

Perchè visitare il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano

Dopo aver visitato il castello, una passeggiata lungo le rive del Lago di Bracciano è il modo perfetto per completare la giornata. Il borgo di Bracciano offre deliziosi ristoranti dove gustare la cucina locale e affascinanti stradine dove perdersi tra negozi di artigianato e gelaterie.

Il lago stesso è un’oasi di pace, ideale per una gita in barca o semplicemente per rilassarsi ammirando il panorama. Le acque cristalline riflettono il cielo e il castello, creando una visione da cartolina che rimarrà impressa nella mente di chiunque la contempli.

Il Castello Orsini Odescalchi di Bracciano non è solo una meraviglia architettonica, ma un luogo dove la storia prende vita e la bellezza regna sovrana. Ogni visita è un tuffo nel passato, un viaggio emozionante tra mura antiche e panorami mozzafiato. Che tu sia un appassionato di storia, un romantico sognatore o semplicemente in cerca di una fuga dalla quotidianità, questo castello saprà regalarti momenti indimenticabili.

Porterai con te non solo il ricordo di un luogo incantevole, ma anche la sensazione di aver vissuto un’esperienza magica, dove ogni pietra, ogni affresco e ogni scorcio raccontano una storia di bellezza e passione. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, permettendoti di vivere un sogno ad occhi aperti.

Nettuno è un piccolo gioiello della costa laziale, a poca distanza dalla frenetica Roma. La sua storia è ricca di antiche leggende e di autentico folklore ma non manca una vivace scena contemporanea che rende questa cittadina unica, mescolando cultura, storia, natura e gastronomia in un turbinio di piacevoli sensazioni. Che tu sia un appassionato di storia, un amante della natura o un buongustaio alla ricerca di sapori autentici, non deluderà le tue aspettative. In questo articolo puoi scoprire Nettuno e cosa vedere in questa città marittina vicino Roma. 

Nettuno, cosa vedere vicino Roma

Nettuno vanta una storia millenaria, che si riflette nelle sue architetture e nei suoi siti storici, tutti ben conservati. Uno dei luoghi più iconici della cittadina è senza ombra di dubbio il Forte Sangallo, un costruzione quadrangolare, con mura alte e spesse, risalente al 1500. L’edificio è stato commissionato dalla famiglia Borgia e eretto a difesa della città dagli attacchi provenienti via mare. Domina l’orizzonte con la sua maestosa presenza. 

Oggi l’edificio è di proprietà del comune ed è sede del Museo dello Sbarco Alleato, dell’Antiquarium, un museo archeologico, e di convegni e mostre temporanee.

Nettuno, cosa vedere vicino RomaProprio nelle vicinanze del Forte Sangallo puoi raggiungere il delizioso centro storico di Nettuno, con le sue pittoresche stradine e le piazzette costeggiate da ristoranti tipici e locali. Passeggia tra le sue viuzze caratteristiche e vai alla scoperta degli antichi palazzi nobiliari, delle chiese barocche e degli scorci più suggestivi, che raccontano anch’essi secoli di storia. Un meraviglioso esempio di scultura si trova proprio nella piazza principale, ed è la Fontana del Nettuno, dio del mare che da il nome alla città. E’ fatta completamente di travertino e risale alla fine del 1800. Raffigura in tutta la sua bellezza il dio Nettuno, posto sopra una conchiglia trainata da due cavalli.

Non lasciare la città senza aver visitato il Santuario della Madonna delle Grazie. E’ un importante centro di pellegrinaggio e ospita un icona sacra, e a quanto pare miracolosa, della Madonna. La struttura risale al 1400 ed è una tranquilla oasi dedicata alla spiritualità, contornata da un’autentica bellezza artistica. 

Passeggia lungo la costa

Una delle zone più belle di Nettuno è quella che costeggia il mare. Puoi passeggiare sugli arenili e fare bagni di sole. Le spiagge di Nettuno infatti sono famose soprattutto per la loro sabbia dorata e fine, bagnata dalle acque calme e cristalline del Tirreno. Sono numerosi i lidi in cui poter usufruire dei servizi di noleggio ombrelloni e di attrezzature sportive. Puoi affittare un SUP o una canoa e goderti il paesaggio dal mare. La spiaggia più bella è quella di Torre Astura, che si trova leggermente più a sud del centro storico, e su cui sorge una fortezza collegata alla terraferma da un suggestivo ponte ad arcate. Alle sue spalle trovi poi una pineta, perfetta per momenti di fresco relax. Puoi raggiungere Torre Astura in auto, poichè trovi un grande parcheggio proprio nell’area circostante, oppure con le navette che partono dal centro città. 

 

Nettuno, cosa vedere. Raggiungi il Porto Turistico

Una delle esperienze che puoi fare a Nettuno è una vista al Porto Turistico, uno dei principali punti d’incontro degli appassionati di nautica. Non è un semplice approdo di barche, anche se puoi ammirarne di bellissime, ma anche una struttura commerciale in cui fare shopping o deliziarti in uno dei tanti ristoranti posti lungo la passeggiata. Il Porto Turistico di Nettuno è un centro nevralgico per gli appassionati di vela ed eventi sportivi, vista la posizione strategica e le condizioni climatiche favorevoli, che richiama ogni anno manifestazioni nazionali ed internazionali. 

Prova la gastronomia locale

Non puoi lasciare Nettuno senza aver provato le specialità culinarie nettunensi. I ristoranti locali offrono menù a base soprattutto di pesce fresco, servito in maniera egregia sotto forma di zuppe, di primi piatti e di secondi. La frittura di pesce locale ad esempio è assolutamente da assaggiare. Non dimenticare di accompagnare il tuo pasto con un bicchiere di vino locale, come il Cacchione di Nettuno DOP, coltivato a piede franco ( ossia con viti non innestate ) in zone dell’entroterra dei Comuni di Nettuno e Anzio.Nettuno, cosa vedere vicino Roma

Nettuno, cosa vedere. Partecipa agli eventi locali

Nettuno è anche nota per i suoi eventi e le sue tradizioni locali che celebrano la cultura e l’identità della regione. Durante l’estate, la città ospita una serie di festival e manifestazioni culturali, tra cui sagre gastronomiche, concerti all’aperto e spettacoli teatrali.

Uno degli eventi più attesi è la processione della Madonna delle Grazie, che si tiene ogni anno a settembre e vede migliaia di fedeli radunarsi per onorare la patrona della città. La processione è un’occasione di festa e devozione, accompagnata da musiche tradizionali e fuochi d’artificio.

Perchè visitare Nettuno

Nettuno è molto più di una semplice cittadina costiera. E’ un posto in cui modernità e storia si incontrano e vanno a braccetto, dove il mare e la terra si mescolano in tradizioni semplici e coinvolgenti. Facilmente raggiungibile da Roma e dall’autostrada A1, Nettuno riesce a deliziare ogni tipologia di viaggiatore con la sua storia antica, con i suoi scorci marittimi e con le sue chicche culinarie. E’ una destinazione imperdibile per chiunque voglia conoscere il fascino autentico del cuore dell’Italia: il Lazio. 

 

Le Isole Pontine sono un incantevole arcipelago situato nel Mar Tirreno, al largo delle coste del Lazio, e comprendono sei isole principali: Ponza, Ventotene, Palmarola, Zannone, Gavi e Santo Stefano. Ponza è la più grande e la più visitata delle Isole Pontine. Rinomata per le sue baie mozzafiato, le acque cristalline e le grotte marine, è una destinazione popolare per i turisti in cerca di mare e natura. Ventotene è famosa invece per la sua storia antica e per il suo patrimonio culturale. È stata utilizzata come colonia penale sia nell’antichità romana che in tempi recenti e ospita siti archeologici interessanti, come le rovine della Villa di Giulia, la Villa Romana e il Porto Romano. Ventotene è anche nota per le sue splendide spiagge e le acque cristalline. Vediamo quindi di seguito come raggiungere Ponza e Ventotene dai vari porti del Lazio. 

Come raggiungere Ponza e Ventotene dal LazioCome raggiungere Ponza e Ventotene

Per raggiungerle Ponza, Ventotene e le altre piccole isole pintine puoi utilizzare il traghetto o l’aliscafo che partono da diversi porti della regione. 

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Dove prendere il traghetto a Formia

Da Formia, puoi prendere il traghetto per Ponza e Ventotene. Il viaggio in traghetto per Ponza dura circa 2 ore, mentre per Ventotene può durare circa 2-3 ore, a seconda del tipo di traghetto. Il Porto Turistico di Formia si trova in Via Orlandi. Se arrivi in auto puoi parcheggiare nell’area circostante, pagando la sosta. Sia arrivando da Roma che da Napoli, dopo circa 100 km di A1, puoi prendere l’uscita per Cassino o Ferentino, e seguire le indicazioni per il Porto Turistico o per Formia. Se invece arrivi in città in treno, visti i numerosi collegamenti ferroviari tra Formia, Roma e Napoli, puoi facilmente raggiungere il porto a piedi. Si trova a soli dieci minuti di passeggiata. Se hai bagagli pesanti puoi optare per un taxi. Il Porto di Formia è servito anche da diverse linee di autobus che collegano la città con le località circostanti. Consulta gli orari e le fermate degli autobus in stazione per raggiungere il porto.

Dove fare i biglietti per il traghetto a Formia

Nel Porto di Formia ci sono diverse biglietterie dove è possibile acquistare i biglietti per i traghetti. Di solito, ci sono anche sportelli automatici per l’acquisto dei biglietti. È possibile però acquistare i biglietti online tramite i siti web delle compagnie di navigazione che operano nel Porto di Formia. Questo è particolarmente utile per prenotare in anticipo e garantire la disponibilità durante i periodi di alta stagione.

Assicurati di verificare gli orari dei traghetti e la disponibilità dei biglietti prima della partenza, specialmente durante i periodi di punta o in alta stagione. È consigliabile prenotare in anticipo per garantirti un posto e pianificare al meglio il tuo viaggio alle Isole Pontine.

Per le informazioni commerciali e prenotazioni: Tutti i giorni: 09:00 – 19:00 Tel. +39.0819631333
email: info@laziomar.it – callcenter@laziomar.it

Dove prendere il traghetto a Anzio

Anche da Anzio ci sono collegamenti in traghetto per Ponza e Ventotene. Puoi raggiungere il Porto di Anzio e prendere il traghetto per le isole di Ponza e Ventotene, sia arrivando in auto che con i mezzi pubblici. Il Porto di Anzio si trova sul Lungomare Duca degli Abruzzi e da Roma (circa 60 km) basta prendere l’autostrada A1 in direzione sud verso Napoli. Prendi l’uscita per l’autostrada A1/E80 verso Napoli e continua sulla SS148 fino ad Anzio. Da Napoli (circa 190 km) invece, prendi l’autostrada A1 in direzione nord verso Roma. Prendi l’uscita per l’autostrada A1/E45 verso Roma e continua sulla SS148 fino ad Anzio.

La stazione ferroviaria di Anzio inoltre è ben collegata con treni regionali da Roma. Dalla stazione, il porto è facilmente raggiungibile a piedi o con un breve tragitto in taxi. Anzio è servita inoltre da diverse linee di autobus che collegano la città con le località circostanti. Consulta gli orari e le fermate degli autobus locali per raggiungere il porto.

Dove fare il biglietto per Ponza e Ventotene da Anzio

Una volta arrivato al Porto di Anzio, puoi dirigerti direttamente alle biglietterie delle compagnie di navigazione che operano nel porto per acquistare i biglietti per i traghetti per Ponza e Ventotene. Le principali compagnie di navigazione che offrono collegamenti con le Isole Pontine sono la Laziomar e la Vetor.

  • Laziomar: La Laziomar offre servizi regolari di traghetti e aliscafi da Anzio per Ponza e Ventotene. Puoi acquistare i biglietti direttamente presso le biglietterie della compagnia nel porto o online tramite il loro sito web.
  • Vetor: Anche la compagnia Vetor offre servizi di traghetti da Anzio per Ponza e Ventotene. Verifica gli orari e la disponibilità dei traghetti sul loro sito web o presso le biglietterie nel porto di Anzio.

Assicurati di controllare gli orari dei traghetti, la disponibilità dei biglietti e di prenotare in anticipo, soprattutto durante i periodi di alta stagione o nei fine settimana, per garantirti un posto e pianificare al meglio il tuo viaggio alle splendide Isole Pontine.

Biglietterie e imbarco: Via Porto Innocenziano – 00042 ANZIO (ROMA)

Come raggiungere Ponza e Ventotene dal LazioCome raggiungerere Ponza e Ventotene da Terracina

Per raggiungere Ponza e Ventotene puoi prendere un traghetto da Terracina per entrambe le isole. Durante la stagione estiva, sono disponibili servizi regolari di traghetti e aliscafi gestiti da diverse compagnie di navigazione. I tempi di viaggio possono variare a seconda del tipo di imbarcazione e delle condizioni meteorologiche, ma di solito sono circa 1-2 ore per Ponza e un po’ di più per Ventotene.

Puoi raggiungere il porto di Terracina dalla stazione in autobus. Puoi anche prendere un taxi che dalla stazione ferroviaria ti conduca al porto di Terracina. I taxi sono spesso disponibili fuori dalla stazione o puoi prenotarne uno tramite telefono o app di taxi locali. Se preferisci una soluzione più autonoma, puoi noleggiare un’auto o uno scooter presso un’agenzia di noleggio nella zona. Questo ti permetterà di raggiungere il porto con maggiore flessibilità. Dovrai però lasciare l’auto in un parcheggio privato, poichè non è possibile sbarcare con il proprio mezzo sulle isole di Ponza e Ventotene. 

Il porto è raggiungibile a piedi dalla stazione con una passeggiata di circa venti minuti. Se hai poco bagaglio e tempo a disposizione, potresti considerare questa opzione. Verifica la distanza e la fattibilità sulla mappa o chiedendo informazioni locali.

Biglietterie e imbarco: Via del Molo – Terracina

 

 

C’è un regno magico e sorprendente vicino Roma, dove non si incontrano dame e cavalieri, ma tanti personaggi dei cartoni animati. Al Castello di Lunghezza, nel Fantastico Mondo del Fantastico, potrai vivere una giornata all’insegna del divertimento e di romantici incantesimi, tra divertenti spettacoli e incontri spaventosi. Sei pronto per passare un week end con i bambini in questo mondo creativo e colorato?

Il Castello di Lunghezza e Il Fantastico Mondo del fantastico

Situato nella località di Lunghezza, vicino Roma,  il grande castello del Fantastico Mondo del Fantastico è un vero e proprio parco a tema dedicato ai bambini. Non paragonabile certo ad altri grandi parchi italiani, ma in quest’area c’è tutto quello che un bambino possa desiderare. Tutti i personaggi più famosi della fantasia e della televisione vivono tra le sue mura e si esibiscono nei suoi immensi giardini per la gioia dei piccini, ma anche per deliziare con graziosi e divertenti spettacoli i loro genitori. Un grande, colorato villaggio in cui prendono vita i più bei personaggi dei cartoni animati, da Elsa e Anna di Frozen, ai piccoli Puffi blu, per i più nostalgici. Lascia quindi da parte quindi i cattivi pensieri, e prendendo esempio dai tuoi bambini, lasciati guidare dall’immaginazione e dalle emozioni, perché al Castello di Lunghezza anche i genitori si divertono alla grande.

castello di lunghezza, week end a roma con i bambini

Guarda la sfilata dei personaggi nella Piazza principale del Castello di Lunghezza

I cancelli del Castello di Lunghezza aprono alle dieci in punto. L’ingresso dove sono ubicate le casse appare un pò spartano, ma subito vieni catapultato tra i suoi magici viali, che ti portano dritti dritti all’entrata del castello. Squillano le trombe e le grandi e impotenti ante di legno dell’antica dimora si aprono, lasciando uscire in un ordinata sfilata tutti i personaggi che abitano nel parco. Sfilano nei loro abiti più belli tra esplosioni di gioia e forti applausi. Le bambine sono euforiche per la presenza delle più importanti principesse Disney. Arrivano infatti Anna, Elsa, Cenerentola e Biancaneve, seguite dalle perfide Grimilde e Malefica. Ma anche Belle al braccio della sua Bestia, e tanti altri personaggi famosi dei cartoni animati, come Vaiana e Masha e Orso. Ce n’è anche per i maschietti al Fantastico Mondo del Fantastico. A bordo della sua Batmobile infatti, Batman fa strada a tutti i supereroi. Ecco che arrivano Spiderman, Thor e Hulk. Nonché il cattivissimo Jocker e l’intrepido Zorro, a cavallo del suo fedele destriero! 

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Partecipa agli spettacoli nelle stanze interne del Castello

Una volta conosciuti tutti i personaggi, affidati alla guida del parco. Ti conduce attraverso le porta del Castello di Lunghezza e ti guida fino alle stanze in cui vengono allestiti gli spettacoli più spaventosi del Fantastico Mondo del Fantastico. Dopo un breve tour tra gli ambienti originali del castello, ancora elegantemente ammobiliati, ti fanno accomodare nella grande sala dei banchetti, dove un tempo le belle dame del regno si esibivano in armoniosi balli con i loro cavalieri.

Ora invece la grande sala ospita lo spettacolo più romantico del parco. Si susseguono infatti, tra dolci musiche ( originali dei film) e luci soffuse le storie delle più famose principesse Disney. Cenerentola, Aurora e Belle vengono finalmente prese in spose dai loro principi, dopo tante peripezie e perfidi incantesimi. Con il loro ballo più bello, le principesche coppie ci salutano, invitandoci a proseguire il percorso.

Al cospetto di Dracula nel Castello di Lunghezza 

Arrivi poi in una sala dall’aspetto un pò tetra, accolto da Mortisia Addams in persona. Donna macabra e meravigliosa al tempo stesso, ti introduce con i suoi modi burberi e distaccati nella sala dove dorme beato il Conte Dracula. Beh, la guida avvisa gli ospiti che lo spettacolo non era adatto ai bambini sotto gli otto anni, ma se i tuoi bambini sono abituati a spettacoli simili portali dinanzi alla bara del perfido conte sanguinario. Per quanto possa sembrare uno spettacolino innocuo per gli adulti, i bambini si spaventano facilmente, poiché il Conte Dracula si sveglia all’arrivo del pubblico, e con fare lento e pericoloso, si alza dalla sua bara per succhiare il sangue di una della mamme spettatrici. 

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Paura del Dottor Frankestein?

Un altro spettacolo che vale la pena vedere assieme a i bambini è Il Laboratorio di Frankestain. Qui, nel laboratorio del folle dottore, aiutato dal valido e inquietante aiutante Igor, prenderà vita la creatura di sua invenzione, tra esilaranti colpi di scena e simpaticissimi sketch che fanno ridere grandi e piccini a crepapelle. Nel chiostro centrale del castello di Lunghezza puoi addirittura infilarti nella Batcaverna, per curiosare tra gli oggetti dell’eroe mascherato più famoso di sempre e fare addirittura una foto con lui.

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Gli spettacoli nel giardino del Castello: Oceania, Frozen

Finito il tour all’interno delle stanze del castello di Lunghezza, corri a vedere i meravigliosi e simpatici spettacoli che vengono messi in scena sui vari palchi del giardino. Gli spettacoli durano in media una ventina di minuti, e vengono riprodotti continuamente. Quindi non corri il rischio di saltarne qualcuno. Inizia proprio dallo spettacolo della bella Vaiana, la protagonista del Film Oceania. Non ti aspettare scene noiose tratte dal film, anzi! Gli attori sono bravissimi ad interagire con il pubblico, creando momenti di grande divertimento, tra comiche battute e improvvisati balletti. Una risata ci scappa sempre, statene certi.

L’Arena dei supereroi

Raggiungi poi l’arena dei supereroi, dove si sfidano tra acrobatiche mosse i famosi miti dei bambini. Jocker, Batman, Catwoman nel suo aderente e provocante costume, Spiderman ed altri personaggi dei fumetti e della tv si sfidano nel grande campo deliziando i bambini e i loro papà. La sfida finisce a tarallucci e vino, perché viene improvvisato un simpatico matrimonio tra Batman e Catwoman. Nel Fantastico mondo del Fantastico i personaggi non si prendono mai sul serio, hanno sempre esilaranti colpi di scena per rallegrare il loro pubblico. Nel frattempo stanno cambiando la scenografia del palco principale del giardino per ospitare il team glaciale di Frozen. Riuscirà la principessa Anna a trovare il vero amore? Non ti svelo nulla…

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Le avventure da Mille e una notte di Aladin

Ad Agrabah intanto Jasmine aspetta con ansia il rientro del suo Alladin, in compagnia di un simpatico genio della lampada. Tra gag divertentissime finalmente Aladdin esaudirà il suo ultimo desidero, liberando il genio in questione dalla prigione della sua lampada. E lui non se la manda certo a dire! Non perde tempo e abbigliato in stile hawaiano prende immediatamente il volo per le sue prime vacanze da genio libero!

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Ci sono anche Masha e Orso

Non perdere inoltre l’appuntamento con Masha e Orso, nel delizioso villaggio della steppa russa. Orso e la sua piccola amica ti aspettano per farsi fotografare con te nel delizioso giardino pieno di fragole e carote. Attenzione ai coniglietti che cercheranno di rubarle!

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Biancaneve e i Puffi

Nella selva incantata c’è fermento. Pare che una strega cattiva abbia avvelenato la dolce Biancaneve e che ora occorra l’aiuto di un principe azzurro per risvegliarla. Il cacciatore giocherellone interagisce col pubblico scegliendo sette nanetti che possano aiutarlo a scovare un principe adatto, e credimi, anche qui il finale è più divertente che nel film!

Ultimo, ma non meno entusiamante, un ballo nel villaggio dei funghetti dalla testa rossa. I Puffi ti fanno ballare con le musiche di Cristina D’Avena, e i bambini si divertono tantissimo a fare il girotondo con la graziosa puffetta.

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Termina quindi la giornata nel fantastico Mondo del Fantastico. Saturo di allegria e pieno di gioia fai un ultimo saluto a tutti i personaggi presenti nel parco, che aspettano i bimbi per fare foto ricordo, ognuno nella sua postazione.

Curiosità

Il Castello di Lunghezza non è certo una struttura di recente costruzione, anzi! E’ un monumento nazionale con una lunga storia alle spalle. Pare che fu addirittura teatro della cacciata da Roma di Tarquinio il Superbo, e tra le sue mura, nei secoli, ha accolto personaggi illustri del calibro di Bonifacio VIII, Caterina de Medici e il dotto Michelangelo Buonarroti.

Dove mangiare al Castello di Lunghezza

Ci sono diversi punti di ristoro nel parco, che noi non abbiamo provato. Abbiamo invece usufruito dei comodi tavoli da pic-nic situati in una zona del giardino, all’ombra degli alberi secolari. Si può infatti consumare il proprio pranzo a sacco all’esterno del Castello.

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Orari e prezzi

Il castello di Lunghezza non è sempre aperto, ma ha date che vengono definite di mese in mese. Di solito apre il sabato e la domenica, ma possono esserci variazioni nel calendario, anche di carattere metereologico. Essendo gli spettacoli prevalentemente all’aperto, in caso di pioggia il Castello non apre i battenti. Prima di partire chiama sempre i numeri di telefono che trovi sul sito ufficiale o in fondo alla pagina, in modo da avere in tempo reale informazioni sulle visite al castello.

Nei week end il Fantastico Mondo del Fantastico apre alle 10:00 e chiude alle 16:30. Non disperare se arrivi più tardi dell’orario di apertura! Si può entrare in qualsiasi momento della giornata perché gli eventi si ripetono più volte consentendo di personalizzare il proprio percorso nel Fantastico Mondo del Fantastico, e di non perdere nemmeno uno!

Per quanto riguarda i biglietti è preferibile farli on line sul sito ufficiale, per evitare la fila al chiosco d’entrata. 

  • Intero adulto (dai 12 compiuti) € 18,00
  • Ridotto bambino (dai 3 a 11 anni compiuti) € 16,00
  • Bambini sotto i 3 anni e disabili non autosufficienti: GRATUITO

Gli animali sono ammessi se muniti di museruola, guinzaglio e padroni responsabili.

Contatti

Il Fantastico Mondo del Fantastico – Castello di Lunghezza

Via Tenuta del Cavaliere, 230

00132 Lunghezza (Roma)

Tel.: 06 2262880

Tel.: 06 2261270

Si avvicina Pasqua ed il ricordo più dolce che ho della mia infanzia è mia nonna in cucina che preparava una decina di tortani, i tipici ciambelloni pasquali di Gaeta, fatti con pochi e semplici ingredienti, glassati e decorati poi con confettini colorati. Molti erano da regalare, alcuni rimanevano a noi della famiglia. Si usava tanto, in passato, portare in dono ai conoscenti un tortano gaetano fatto a mano come dono per la Pasqua, e qualcuno ancora rispetta questa tradizione.

Il Tortano Gaetano dell’infanzia

Ricordo che mia nonna si preparava gli ingredienti in fila sul tavolo. Sacchetti di farina, uova, latte. Zucchero semolato e zucchero a velo davano un odore dolciastro a tutta la stanza. Non usava le fruste. Non esistevano ancora robot o fruste elettriche. Sono arrivate qualche anno più tardi. Mia nonna usava le mani. Si, le mani. Sbatteva forte tutti gli ingredienti usando una mano a mò di frusta. Il forno rimaneva acceso un pomeriggio intero. Si cominciava subito dopo pranzo e non si poteva accendere nient’altro in casa. Tv, radio, asciugacapelli. Niente. Ogni possibile calo di energia avrebbe fatto “ammosciare” il tortano in forno. Stavamo tutti riuniti in cucina ad aiutare, a guardare, a chiacchierare.Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di Gaeta

I riti scaramantici della preparazione

Spesso, se le temperature lo permettevano, mi mettevano a fare la guardia fuori il balcone per intercettare chiunque avesse intenzione di bussare al campanello! Mia nonna sosteneva che anche il campanello toglieva energia al forno e quindi poteva compromettere la lievitazione del dolce. Mah, chissà se era poi tanto vero. Fatto sta che ubbidivo, seguivo il procedimento e aspettavo con ansia di aiutare a montare i bianchi. Sul tortano gaetano infatti va stesa una glassa bianca, fatta di albumi e zucchero a velo, che poi accoglierà tantissimi confetti colorati.

Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di GaetaEcco, io aspettavo di montare l’albume con lo zucchero al velo e una spruzzata di limone. Giravo fortissimo con la frusta fino a che non sentivo dolore al polso. La ricompensa era golosa. Avrei potuto pulire il fondo della scodella contenente la glassa avanzata. Questa glassa bianca e profumata nel nostro dialetto viene chiamata “gliu naspr”. Un passaggio vitale per la buona stesura del naspro era di farlo sul tortano ancora caldissimo, praticamente appena sfornato e tolto dalla teglia. Solo così avrebbe aderito benissimo alla superficie del dolce. Io ancora una volta mi rendevo utile cospargendo il tortano di confettini colorati e anicini.

Conosci la storia del verme ?

Una volta pronti, i nostri dolci venivano incolonnati sul tavolo della sala da pranzo. Quelli che sarebbero andati in dono venivano impacchettati con la carta da modellismo, una carta sottilissima e bianca, legata con nastrini colorati. I nostri rimanevano in bellavista su un mobile, coperti da canovacci. Per non farceli mangiare ne toccare ci dicevano che all’interno c’era un verme, e che questo sarebbe andato via solo il giorno di Pasqua. Solo allora avremo potuto gustare il frutto di tutta la fatica dei giorni precedenti.

Ti svelo la ricetta della nonna

Fare i tortani per Pasqua era un rito a casa nostra. Ero molto piccola e molti ricordi sono confusi o svaniti. Ma le sequenze, i profumi, i riti scaramantici durante la cottura, li ricordo benissimo.

Ti lascio la ricetta di mia nonna, che è quella che ancora continuo ad usare anche io. Viene sempre benissimo, nonostante in casa, durante la cottura in forno, siano accesi tutti gli elettrodomestici possibili ed immaginabili. Per comodità metto tutti gli ingredienti in sequenza nella Kitchen Aid e impasto. L’unica accortezza che uso, proprio come nonna, è di non aprire mai il forno prima che sia passata mezz’ora. Dopo di che si può fare la prova con lo stuzzicadenti per vedere se il tortano è cotto.

Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di Gaeta

La ricetta del tortano gaetano

4 tuorli
250 grammi di zucchero
300 grammi di farina
1 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di olio di semi
2 gocce di liquore strega
1 bustina di lievito per dolci

Monta i tuorli con lo zucchero, fino ad avere un composto spumoso, e aggiungi man mano la farina setacciata con il lievito, il latte, l’olio e la strega. Lascia amalgamare bene. Nonna non usava lievito chimico, ma un cucchiaio di bicarbonato.
Prepara lo stampo per il ciambellone ungendolo con il burro e poi ripassandolo con la farina. Inserisci il composto al suo interno ed inforna a forno preriscaldato a 180 gradi. Usa il forno statico e mai ventilato.
Trascorsi una ventina di minuti controlla con uno stuzzicadenti la cottura (io uso quelli da spiedino, che arrivano nel centro del dolce) . Se lo stuzzicadenti esce perfettamente asciutto il dolce è cotto.

Fare la glassa è un gioco da bambini

Monta l’albume con lo zucchero a velo ed il limone e spennella la glassa sul tortano ancora caldo. Completa cospargendo i confettini colorati.

Il Tortano Gaetano, storia e ricetta del dolce di Pasqua di Gaeta

Se hai bambini in casa, figli o nipoti, lascia a loro quest’ultimo passaggio. Si divertono come matti ! In seguito dai loro per ricompensa la glassa avanzata nella ciotola, proprio come faceva mia nonna. Chissà magari anche loro, nel periodo di Pasqua, ricorderanno con gioia questo rito speciale. 

A Roma, tra le strade costellate di storia e cultura, si cela un luogo che sfida la percezione e la realtà stessa: il Museo delle Illusioni. Questo museo, unico nel suo genere, offre un’esperienza strabiliante! Ciò che sembra impossibile diventa reale e la realtà è tutto tranne che ordinaria. Situato proprio nel cuore della capitale, il Museo delle Illusioni è un luogo affascinante dove l’arte e la scienza si fondono per creare illusioni ottiche, enigmi e spettacoli visivi che lasciano i visitatori a bocca aperta. Sin dall’ingresso, ci si trova immersi in un universo di stranezze visive e sorprese sensoriali.

Il Museo delle Illusioni di Roma. Guida alla visita

Immergiti in un esplorazione interattiva

Una delle caratteristiche più coinvolgenti del museo è la sua natura interattiva. Ogni sala offre opportunità uniche per giocare con la prospettiva, sperimentare con la percezione delle dimensioni e mettere alla prova la mente. Specchi deformanti, disegni anamorfici e stanze impossibili sono solo alcune delle attrazioni che incanteranno i visitatori di tutte le età.

Oltre all’aspetto ludico, il Museo delle Illusioni offre anche un’occasione per comprendere la scienza che sta dietro le illusioni ottiche. Attraverso esposizioni interattive e spiegazioni dettagliate, i visitatori possono apprendere i principi fisici e psicologici che rendono possibili queste straordinarie distorsioni della realtà.

Scatta foto perfette

Una visita al Museo delle Illusioni è anche un’opportunità perfetta per scattare fotografie uniche e divertenti. Le installazioni interattive e le opere d’arte visiva offrono sfondi straordinari per immagini che sembrano uscite da un mondo completamente diverso. È un museo interattivo capace di mettere alla prova la propria la mente e perfetto da visitare in famiglia o con gli amici.

Ogni stanza ha un’illusione tutta da vivere: ti puoi rimpicciolire, puoi diventare un gigante, puoi mettere la tua testa su un piatto e cimentarti nelle illusioni ottiche. Posizionati sul bollino giallo che trovi davanti ogni stanza del Museo e scatta la tua foto perfetta! Se sei da solo o vuoi entrare anche tu nella foto, chiedi aiuto al personale del museo. Una persona gentile e preparata scatterà la foto al posto tuo, aiutandoti anche a sistemarla al meglio sul tuo cellulare. 

Gira tra le installazioni

Una delle installazioni più simpatiche del Museo delle Illusioni di Roma è la sedia di Beuchet. Per scattare una foto occorrono due persone, che andranno a posizionarsi sui punti segnalati sul pavimento. Dal punto fotografico entra in gioco la prospettiva, sbilanciando le dimensioni tra chi è seduto in primo piano e chi è seduto invece a terra, che sembrerà infinitamente più piccolo della persona che è in piedi. In foto sembrerà di tenere in mano uno gnomo!

Il museo delle illusioni di Roma, guida alla visita

Poi dedica qualche minuto al pozzo dell’Infinito. Prendi posizione come segnalato all’ingresso dell’installazione e lasciati fotografare. Poi gira la fotocamera e guardati in caduta libera nel vuoto! E se ancora vuoi provare giochi di riflessi e distorsioni della realtà entra nella stanza ruotata. Posizionati attorno al tavolino posto nel centro facendo finta di volare, seguendo sempre i consigli del personale o dei pannelli informativi che trovi davanti l’installazione, e fatti scattare la foto. Ora guardala sul cellulare, ruotala di 90° e … sei in una stanza a testa in giù!

Il museo delle illusioni di Roma, guida alla visita

Il Museo delle Illusioni a Roma. Gioca con gli specchi

Se ami giocare con gli specchi il Museo delle Illusioni fa proprio al caso tuo. Inquadra la fotocamera nel caleidoscopio ad esempio e guardati in maniera ripetuta. Quanti “te” vedi nello scatto?? Puoi anche inquadrare una persona dal lato opposto del tunnel e scattare foto divertenti in pose diverse del viso. Entra poi nella stanza dell’Infinito, una grande sala fatta da specchi che replica all’infinito la tua immagine riflessa. In realtà hai solo l’illusione di essere in una stanza enorme, mentre sei invece in un piccolo stanzino dove le luci e gli specchi confondono la percezione che hai degli spazi. 

Prova anche a giocare con lo specchio a fasce, ma per farlo ti occorrerà l’aiuto di un’altra persona. Posizionatevi sui due lati opposti dello specchio e provate a giocare con le altezze. Grazie ad un gioco di riflessi puoi creare un nuovo viso composto da elementi tuoi e da quelli di chi sta dall’altra parte dello specchio.

Concediti poi una chiacchierata con te stesso sedendoti al tavolo dei cloni. Il gioco di specchi e di prospettive creerà ben 5 cloni di te, seduti al tuo fianco, che imiteranno ogni tuo movimento. 

Stupisciti con gli ologrammi

Le immagini degli ologrammi creano l’illusione di una figura tridimensionale e al Museo delle Illusioni di Roma trovi una vasta collezione di ologrammi davvero molto particolari, posti sulla parete di un corridoio. Per cogliere l’immagine nella sua complessità devi posizionarti proprio davanti al quadro. Vedrai le figure muoversi, cambiare forma e scappare quasi dalla loro cornice.

Perchè visitare il Museo delle Illusioni di Roma

Il Museo delle Illusioni di Roma non conosce limiti di età o conoscenza. È un luogo perfetto per famiglie, per le coppie o per i gruppi di amici desiderosi di immergersi in un’esperienza diversa dal solito museo tradizionale. È anche un’ottima occasione educativa per i più giovani, che possono imparare giocando e sperimentando.

Per coloro che desiderano vivere questa straordinaria avventura, il Museo delle Illusioni a Roma è aperto tutto l’anno, accogliendo i visitatori con le sue illusioni stupefacenti e la sua atmosfera divertente e stimolante. La visita dura circa un’ora.

In conclusione, il Museo delle Illusioni di Roma offre un’esperienza unica e coinvolgente che lascia i visitatori incantati e sorpresi. È un luogo dove la realtà è messa in discussione e dove ci si può immergere in un mondo di illusione e fantasia, scoprendo il potere della mente e della prospettiva. Una visita qui è un viaggio emozionante e memorabile nel regno delle illusioni visive e della creatività umana.

Ho sempre adorato i bistrot, le piccole osterie a conduzione familiare. Pochi tavoli, luce soffusa e musica delicata in sottofondo. Una tipologia di locale che si addice al mio modo di essere. Un luogo in cui mi sento a casa è Scirocco Bistrot, un locale delizioso dove mangiare ottimo cibo a Gaeta.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot

Ti sei mai chiesto da dove derivasse la parola Bistrot?

Sembra che questo nome derivi dai piccoli locali parigini, in cui, ai tempi dell’occupazione della città da parte dell’esercito russo, i soldati andavano di nascosto a bere alcolici. Per paura di essere sorpresi usavano la parola russa Bouistro, “rapidamente”, serviteci rapidamente. Quindi la parola è stata associata ad un tipo di locale in cui il servizio è molto rapido e poco formale. Bistrot quindi, non è altro che il termine francese per indicare l’osteria. In origine, infatti, erano locali in cui venivano serviti piatti tradizionali accompagnati da vino della casa, a prezzi inferiori rispetto ai ristoranti. Inoltre rimanevano aperti a tutte le ore, consentendo anche agli avventori pomeridiani di poter gustare una fetta di dolce accompagnata da un thè caldo. Ed è proprio seguendo questa formula che Giorgia ha deciso di aprire Scirocco Bistrot, un locale intimo e accogliente, a gestione familiare, che vanta nel suo menù solo prodotti di stagione. Oggi vi porto alla scoperta del suo locale a Gaeta, nel basso Lazio.

Dove mangiare a Gaeta. Scirocco Bistrot

Scirocco Bistrot nasce da un idea di Giogia Di Marzo, gaetana di origini ma residente a Londra per diversi anni. Al suo ritorno ha deciso di investire il suo tempo e le sue conoscenze culinarie in un locale tutto suo, che avesse le caratteristiche di un bistrot, l’intimità di una sala da thè e un menù versatile a base di prodotti locali, che sceglie con cura e con i quali rivisita spesso piatti della tradizione culinaria gaetana. Scirocco Bistrot ti accoglie con un abbraccio di luci calde, pochi tavoli ma ben organizzati, una mise en place essenziale e pane fatto in casa.

Il menù è intrigante, ci sono piatti della tradizione culinaria gaetana e anche rivisitazioni degli stessi, fatti con ingredienti a chilometro zero. Proprio per questo settimanalmente il menù viene cambiato, per adattarsi alla stagionalità e alla reperibilità dei prodotti.

L’atmosfera è rilassante, molto informale. Sorseggiando un ottimo prosecco faccio due domande a Giorgia, incuriosita dalla sua scelta di investire proprio a Gaeta.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot
Giorgia Di Marzo nel suo locale, foto di Flavia Fiengo Fotografie

Intervista a Giorgia Di Marzo, proprietaria di Scirocco Bistrot

Giorgia, so che sei stata diversi anni a Londra per lavoro, come mai quindi questa scelta di tornare in Italia e di aprire un bistrot proprio a Gaeta?

Il mio progetto infatti è nato a Londra. Mi sarebbe piaciuto investire li, ma mi sarei trovata sola. Ho poi optato per Milano, dove avrei potuto contare sulla presenza di mio fratello, ma i costi erano proibitivi e non me la sono sentita di affrontare una spesa così alta. Allora ho pensato di tornare a Gaeta, la mia città. Ho avuto subito l’appoggio e la collaborazione dei miei genitori, ed è stato mio padre a trovare questo locale in Via Annunziata, una delle strade più belle di Gaeta che è rimasta fin troppo nel dimenticatoio. Mi sono innamorata del locale e della sua posizione, e ho iniziato quindi il conto alla rovescia. Ho lasciato Londra dopo dieci anni e sono tornata per cercare di portare una boccata di aria fresca in una zona della città per molto tempo rimasta abbandonata. Gaeta ha un potenziale enorme, bisogna cominciare a sfruttarlo.

Perché il nome Scirocco?

Per diversi anni ho lavorato in un ristorante mediorientale. I miei datori di lavoro, Sarit e Itamar, sono stati i primi a credere in me. Se oggi sono riuscita ad essere dove sono è anche merito loro, che mi hanno dato l’opportunità di imparare e di crescere professionalmente. Sarit e Itamar sono siriani. Scirocco è il vento caldo che arriva dalla Siria. Quindi il nome è dedicato a loro.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot

Perche mangiare a Gaeta da Scirocco Bistrot

Consiglio vivamente questa nuova tipologia di locale. E’ sicuramente un modo innovativo per fare un assaggio della cucina gaetana, per passare una serata diversa con amici e/o parenti o, semplicemente, per staccare per qualche ora la spina dalla dura giornata lavorativa davanti ad una tazza di the bollente.

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