Se ti trovi a Gaeta per vedere le bellissime Luminarie della città non puoi perderti une delle esperienze sensoriali più belle dell’evento: The Van Gogh Virtual Experience. A partire dal 20 novembre infatti, in Piazza XIX Maggio, proprio vicino la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, puoi fare una passeggiata virtuale nei sette più grandi capolavori di Vincent Van Gogh.
La mostra virtuale dedicata al famoso artista olandese Vincent Van Gogh si trova proprio nella piazza del Comune, dove trovi anche altre attrazioni di Favole di Luce, le Luminarie di Gaeta.
Van Gogh Virtual Experience
Van Gogh Virtual Experience è una mostra da guardare con visori virtual reality. E’ un’esperienza sensoriale straordinaria perchè si passeggia tra i deliziosi paesaggi cari al pittore come se fosse realtà. Un tuffo nell’impressionismo, una nuotata nella vita e nei colori di Van Gogh in un oceano di proiezioni e suoni incredibili. Sei infatti catapultato ad Hales, in Francia, e ti muovi nel paesaggio a 360 gradi ammirando scorci di vita locale e i meravigliosi capolavori di Van Gogh. La voce narrante racconta in prima persona ogni piccolo scorcio e le parti salienti della vita dell’artista, tra emozioni straordinarie e sensazioni uniche.
Dove ti porta il visore virtuale
La passeggiata nella vita di Van Gogh non può che iniziare dalla sua famosa stanza da letto, ritratta con i colori accesi e intensi cari al pittore. Scendi velocemente le scale e ti trovi esattamente all’esterno della casa. Qui inizi a passeggiare tra campi di grano profumati e grandi girasoli, tra suoni melodiosi e bellissime scenografie. Dopo aver lasciato dietro di te La Casa Bianca, tra le sue opere più famose, vai a zonzo tra le stradine di campagna. Qui incontri le contadine de La Siesta. Avanzando tra la viuzza campestre arrivi al Campo di grano con i corvi per poi passare al Campo di grano con i cipressi. Qui la velocità del tuo cammino si fa via via più sostenuta dandoti un leggero capogiro quando, lasciando la terraferma, ti tuffi nella Notte stellata.
Per avere una visuale a 360 gradi delle scenografie virtuali devi muoverti assecondando le piccole frecce luminose che appaiono nel visore. Prova anche a girare sulla sedia per scoprire il paesaggio che hai alle spalle.
La notte stellata
Ora sei davvero nel pieno della meravigliosa esperienza virtuale, nella Notte stellata, e ti muovi lasciandoti trasportare dalle emozionanti immagini in cui stai aleggiando, sospeso nel vuoto. L’oscurità prende il posto dei colori sgargianti del giorno. Stai librando nella notte come una stella e la carica emotiva è davvero pazzesca. Ti muovi lento tra le pennellate decise, avvolto dalle mille sfumature dell’opera più famosa al mondo. Purtroppo però sei anche alla fine del percorso e ti ritrovi all’improvviso li dove tutto è cominciato. Sei tornato ne La camera da letto di Van Gogh, rimanendo sempre fermo sulla tua sedia.
La realtà virtuale ti porta in un mondo parallelo, alla scoperta delle meravigliose opere di Van Gogh. Un viaggio sensoriale straordinario, tra colori e musica, notte e giorno.
Perchè vedere Van Gogh Virtual Experience
La mostra su Van Gogh che trovi alle Luminarie di Gaeta 2021/2022 è un modo rivoluzionario di conoscere l’artista attraverso un innovativo sistema virtuale. Puoi fare un vero e proprio viaggio nel suo colorato mondo e nei luoghi immortalati più volte nelle sue tele. Osservi colori, tratteggi, forme e soggetti dipinti dal famoso artista olandese che prendono letteralmente forma e vita, dandoti la sensazione di essere davvero in quei campi profumati e tra la gente del posto. I dettagli sono vividi, passionali, e raccontano pensieri e stati d’animo di Van Gogh trasmettendoti un senso unico di serenità e pienezza. Una mostra che va al di là della semplice osservazione statica dell’opera ma diventa un’esperienza reale, tangibile, da vivere in maniera totale. Un viaggio visivo tra le immagini, un percorso uditivo nei suoni, una camminata sensoriale tra gli ambienti cari a Van Gogh perfettamente ricostruiti in 4D.
Come funziona Van Gogh Virtual Experience
Il biglietto per accedere alla Van Gogh Vistual Experience costa 8,00 €. Una volta all’interno della struttura ti fanno accomodare su una sedia e ti danno una maschera di carta usa e getta da appoggiare sul viso prima di indossare gli occhiali per la realtà virtuale. Quando comincia la mostra devi assecondare le frecce che ti appaiono dinanzi agli occhi, portando il viso a destra e a sinistra per vedere la scenografia nella sua interezza. Considera che la mostra è a 360° e che anche girando sulla sedia puoi vedere il paesaggio che hai alle spalle. Le frecce che appaiono per qualche secondo sullo schermo sono un valido aiuto per seguire la virtual experience senza perderti nessun capolavoro di Van Gogh. La sedia asseconda i movimenti della passeggiata quindi avrai proprio l’impressione di essere trasportato, inerte, su una passerella. Il salto nella notte stellata è pura magia.
Se non hai mai avuto esperienze simili potresti accusare qualche fastidio, dovuto alla sensazione di perdita dell’orientamento. Una vertigine simile al mal di mare, che però è molto soggettiva. Se avverti un profondo senso di fastidio prova a chiudere gli occhi oppure alza il visore.
Prima di lasciare lo stand della Virtual Experience puoi comprare gadget e souvenir con le stampe delle famose opere di Van Gogh.
Una delle spiagge più famose del litorale laziale è indubbiamente quella di Anzio, vicino Roma. Su questo arenile di sabbia dorata e fine si concentrano angoli naturalistici e storici di rara bellezza e, protette dalle falesie levigate dal vento e dal mare, è possibile vedere le Grotte di Nerone, uno dei siti archeologici più importanti del Lazio.
Il parco archeologico delle Grotte di Nerone ha una vasta estensione e si dirama sul tratto di spiaggia che va dal faro fino alle falesie di Capo d’Anzio.
Le Grotte di Nerone di Anzio
Nel periodo imperiale Antium è stata la colonia più grande di Roma diventando subito meta esclusiva di villeggiatura della nobiltà romana e di numerosi politici che, approfittando della vicinanza alla Capitale, potevano godere in qualsiasi momento del clima mite della costa e delle sua refrigeranti acque cristalline.
La spiaggia di Anzio è caratterizzata dalla presenza delle Grotte di Nerone da più di duemila anni, situate sotto il promontorio di Capo d’Anzio. Comprendono due aree distinte ma attigue: il porto e la villa imperiale. L’area dei magazzini del porto, conosciute come Grotte di Nerone perchè da lui fatte edificare, è una costruzione in laterizio posta proprio sotto la rotonda belvedere su cui svetta il faro di Anzio. I ruderi della villa invece, anticamente estesa per ben 800 metri sulla spiaggia della città, lasciano immaginare quanto splendore si celasse nel periodo repubblicano e imperiale all’interno del palazzo. Le terrazze, i criptoportici e l’esedra avevano una privilegiata posizione a picco sul mare e gli interni custodivano preziose opere scultoree, tra le quali la famosa Fanciulla di Anzio.
Il complesso architettonico della Villa imperiale e delle Grotte di Nerone Si estende per oltre 800 metri sulla spiaggia, a strapiombo sul mare.
Le Grotte di Nerone ad Anzio. I fasti del periodo repubblicano e imperiale
La costruzione della villa di Nerone, adagiata sull’arenile di Anzio, inizia nel II secolo a.C. Edificata seguendo un preciso schema simmetrico ancora ben visibile nel sito archeologico la villa presentava grandi stanze decorate con dettagli preziosi e pavimentate con eleganti mosaici. La struttura è voluta e usata per la prima volta da Augusto in epoca repubblicana, il quale la utilizza esclusivamente come dimora estiva.
E’ con Nerone però che la villa di Anzio raggiunge il massimo prestigio ed è proprio per questo motivo che la dimora, nonostante sia stata costruita da un altro imperatore romano, da lui prende il nome. Grazie alla sua supervisione e alle sue manie di grandezza l’imperatore riesce a trasformare una ricca dimora in un vero e proprio palazzo imperiale. Fa costruire un complesso architettonico mai visto prima con un estensione vastissima e con edifici che, articolandosi su diversi livelli, arrivavano fino al mare.
Del grande complesso della villa imperiale di Anzio si vedono attualmente solo resti di murature, di pavimentazioni a mosaico e delle terme e i criptoportici, affacciati sul mare.
L’ampliamento della villa imperiale
Sotto la supervisione di Nerone la villa è stata dunque ampliata a dismisura. L’imperatore fa costruire una serie di padiglioni affacciati sul mare, arricchendoli con meravigliose terrazze e rigogliosi giardini. Nel periodo di massimo splendore la villa imperiale ospita anche un impianto termale e diverse sale pensate per lo svolgimento di rappresentazioni teatrali e concerti.
La famiglia imperiale di Domiziano e Adriano prende possesso della villa di Anzio dopo Nerone. Con loro subisce ulteriori ristrutturazioni, per di più estetiche, e viene dotata di una biblioteca, la diaeta. Per dare maggiore opulenza alla dimora vengono sistemate nelle stanze e negli atrii opere d’arte pittorica e meravigliose sculture marmoree.
Il sito archeologico della vIlla Imperiale di Nerone è perfettamente incastonato in una cornice naturale di straordinaria bellezza, tra falesie a picco sul mare.
Passeggiata nella storia
Le famose Grotte di Nerone sono ancora ben visibili sotto al promontorio di Capo d’Anzio. A sud del faro invece è possibile vedere l’antico porto fatto costruire per portare provvigioni alla villa. Dell’intero complesso rimane in ottime condizioni il Calidarium e le bellissime pareti create con marmi disposti in stile geometrico.
Dopo Settimio Severo la villa rimane completamente abbandonata e poi saccheggiata da Barbari e Saraceni. Più avanti nella storia Papa Innocenzo XII fa costruire un nuovo porto che aiuta la città a diventare un importante snodo commerciale. La costa di Anzio è famosa anche per un avvenimento storico di importanza mondiale. Il 22 gennaio del 1944 infatti questa spiaggia diventa teatro di una della più grandi azioni belliche del secondo conflitto mondiale: lo sbarco di Anzio. Le tracce dello sbarco e le postazioni dei militari sono ancora ben visibili negli spazi adiacenti alla villa romana di Nerone.
Questo rende la spiaggia di Anzio non solo una meta adatta al relax ma anche una destinazioni in cui perdersi nella grande storia italiana e nelle preziose risorse paesaggistiche della costa laziale.
La Riviera di Ulisseabbraccia la verdeggiante macchia mediterranea affacciandosi sulle splendide acque del mar Tirreno. Vanta inoltre deliziosi borghi che godono di paesaggi pazzeschi e di atmosfere idilliache, come Sperlonga e Gaeta. Se ti trovi ad esplorare questi territori on the road non puoi certo tralasciare nessuno scorcio e se hai bisogno di ricaricare le energie in una dimora di charme, a contatto con la florida natura della zona, puoi soggiornare presso la Collina degli Ulivi, un b&b di design immerso tra le colline itrane. Il luogo ideale per le tue vacanze nel Lazio.
Nella meravigliosa cornice della macchia mediterranea Collina degli Ulivi, b&b di charme, regala straordinari momenti di relax.
Collina degli Ulivi, Charme b&b per le tue vacanze nel Lazio
Il b&b di charme e design Collina degli Ulivi si trova a Itri, in località Campanaro, a pochi chilometri da Sperlonga, Gaeta e dalle restanti cittadine della Riviera di Ulisse. Il centro storico di Itripoi, facilmente raggiungibile dalla struttura, ingloba uno splendido castello medievale da visitare assolutamente. Tra antiche scalinate e scorci di rara bellezza si raggiunge la sommità del borgo, da dove è possibile ammirare un panorama strepitoso su tutto il Golfo di Gaeta.
Collina degli Ulivi. La struttura
Immersa tra i meravigliosi uliveti famosi in tutto il mondo, produttori della famosa oliva itrana, Collina degli Ulivi regala momenti di spensierato benessere in un oasi naturale incontaminata, lontana dal traffico e dal caos. Nasce per volere della famiglia Cupolino, che dal nulla crea una struttura che si adatta perfettamente all’ambiente in cui è costruita, in una delle vallate più caratteristiche delle colline di Itri.
L’attenzione al dettaglio, la calorosa accoglienza, la presenza costante dei proprietari sono solo alcuni dei motivi per i quali soggiornare presso questa deliziosa struttura per le tue vacanze nel Lazio.
Collina degli Ulivi è il luogo ideale dove ritemprarsi, tra mare e montagna. L’elegante struttura dispone di una Villa e di un B&b di charme.
Le stanze di Collina degli Ulivi
Collina degli Ulivi comprende un b&b e un’incantevole Villa, che può essere chiesta anche come casa vacanze. Le stanze sono tutte arredate con gusto e non mancano preziosi dettagli di design. Per il nostro soggiorno di charme abbiamo scelto la Suite Panoramica della Villa, in grado di ospitare in maniera eccelsa due persone con un bambino. Il letto comodo, le deliziose finiture degli arredi e la meravigliosa terrazza privata panoramica rendono la permanenza perfetta, in un contesto idilliaco. L’attenzione al cliente e la meticolosa pulizia giornaliera poi sono il non plus ultra del soggiorno.
Passeggiare tra gli ulivi e tuffarsi nella piscina di acqua salata
Durante il soggiorno presso Collina degli Ulivi puoi rilassarti leggendo un libro nel delizioso patioraccolto tra gli alberi secolari oppure rigenerarti nella piscina di acqua salata, fiore all’occhiello della struttura. La meravigliosa piscina a sfioro della Villa infatti regala momenti di straordinario benessere, dandoti la sensazione di essere sospeso nella vallata. Lo sguardo spazia dalle colline itrane fino al Golfo di Gaeta e nelle giornate limpide puoi addirittura vedere le isole pontine in lontananza. La peculiarità della piscina a sfioro di Collina degli Ulivi sta nell’assenza di cloro a favore dell’acqua salata. Tutt’intorno un prato curatissimo accoglie lettini e sdraio, per darti un esperienza di soggiorno indimenticabile.
L’incantevole piscina a sfioro di Collina degli Ulivi da la sensazione di essere sospesi nel vuoto e regala straordinari panorami, soprattutto al tramonto.
I servizi
I servizi di Collina degli Ulivi vanno bel oltre gli standard del classico b&b. Oltre al wifi e al parcheggio gratuito la struttura riesce a garantire il massimo del confort, come la colazione inclusa e la pulizia quotidiana. Tutte le stanze sono dotate di patio o di terrazzo in modo da regalare al cliente una vacanza all’insegna dell’aria aperta, lontano dallo smog. La piscina è sempre a disposizione dei clienti, come l’area attrezzata sul prato e i vari patii dei giardini.
Ogni angolo del b&b Collina degli Ulivi è curato nei minimi particolari, con dettagli unici ed eleganti, in perfetta sintonia con l’ambiente circostante.
Perchè scegliere la Collina degli Ulivi per le tue vacanze nel Lazio
L’elegante B&B di charme Collina degli Ulivi sorge nella parte più bella della campagna laziale, a 15 minuti d’auto dalle località balneari di Sperlonga e Gaeta e quindi vicina a tutti i maggiori punti di interesse della zona. Tutte le stanze sono luminose e ben arredate, dando subito un immediato senso di benessere al visitatore. Consumare la colazione nelle verande degli appartamenti e delle suite è la parte più bella del soggiorno. Prodotti semplici e genuini danno il buongiorno mentre la natura circostante si risveglia lenta. Ideale soprattutto per una vacanza romantica, Collina degli Ulivi regala subito la bellissima sensazione di essere come a casa, ma viziati e coccolati.
Collina degli Ulivi regala un’esperienza di soggiorno straordinaria, tra natura, coccole e relax. Il luogo perfetto per ricaricare le energie durante il tuo viaggio nella Riviera di Ulisse.
Una delle esperienze da fare assolutamente con i bambini se ti trovi in vacanza nel basso Lazio è senza dubbio il soft-rafting sul fiume Gari. Un buon modo di trascorrere un paio di ore letteralmente immersi nella natura meravigliosa della zona di Cassino, in provincia di Frosinone, approcciandosi allo sport di squadra e imparando a rispettare la natura in tutte le sue forme.
Il fiume Gari nasce nel cuore di Cassino e scorre lieve nei confini naturali di Lazio e Campania, fino a congiungersi con il fiume Liri.
Soft Rafting. Cos’è?
Il rafting è uno sport di squadra in cui, muniti di gommone, casco e salvagente, si discende un fiume pagaiando tra le correnti più o meno forti. Il nome di questo sport acquatico deriva dal tipo di gommone che viene impiegato, che si chiama “raft” ed ha la particolarità di essere inaffondabile e autosvuotante. L’acqua dunque non riesce a stagnare al suo interno perchè defluisce da aperture poste sul fondo dello scafo. Grazie all’uso delle pagaie e alle indicazioni di una guida esperta, l’equipaggio a bordo governa il gommone durante il percorso di discesa. Il rafting prevede percorsi di diverse difficoltà, e si divide quindi in soft, power e super.
Sul fiume Gari è possibile praticare diversi gradi di rafting, partendo dai percorsi più semplici per arrivare ai più impegnativi.
La prima opzione, più leggera, è ideale per il primo timido approccio a questo sport perchè prevede discese tranquille e un leggerissimo sforzo fisico. Ecco perchè è essenziale iniziare dal soft rafting per testare la capacità dei bambini a questo genere di avventura. Dopo di chè è possibile provare un percorso più impegnativo, cercando di discendere il fiume nei punti in cui la difficoltà e il tempo di percorrenza sono maggiori.
Il fiume Gari
Il fiume Gari nasce alle pendici di Montecassino e dopo un breve tratto sotterraneo sgorga in superficie all’interno della Villa Comunale della città di Cassino. Qui forma un delizioso laghetto e continua il suo percorso ricevendo acqua surgiva da diverse fonti. La sua portata infatti è dovuta soprattutto alle acque del fiume Rapido nonchè dalle sorgenti delle Terme Varroniane, che in esso si immettono lungo la discesa. Nel suo percorso poi si congiunge con il fiume Liri dando vita al più famoso fiume Garigliano, che scorre lungo i confini naturali di Lazio e Campania fino a sfociare nel Golfo di Gaeta, precisamente a Scauri di Minturno.
Il fiume Gari regali scenari strepitosi lungo il percorso, ed incanta con i suoi colori naturali davvero meravigliosi.
Dove fare rafting nel Lazio. Adventurland Cassino
Muniti di pagaia, casco protettivo e giubbino di salvataggio abbiamo provato la nostra prima esperienza di rafting grazie a Sergio di Adventureland Cassino. Oltre a spiegarci in maniera minuziosa l’uso della pagaia durante il percorso, Sergio ci ha deliziati con i suoi racconti storici sui territori circostanti, raccontandoci anche molte curiosità sulla flora e sulla fauna della zona di Cassino. Il tempo di percorrenza del percorso di soft rafting è di circa un ora e mezza.
Il percorso di soft rafting non è impegnativo ed è accessibile a chiunque. E’ ideale per i bambini perchè non prevede ripide discese.
La discesa è di facile gestione e lo sforzo fisico è davvero pochissimo. La corrente trascina il gommone lasciandoti anche il tempo di scattare qualche foto con il cellulare. Ovviamente se hai una go-pro riesci a fare anche video pazzeschi durante la discesa, senza dover lasciare mai la pagaia. Abbiamo percorso circa sei chilometri sul fiume Gari nel nostro gommone, ammirandone gli scorci meravigliosi e imparando quanto sia dannoso un impatto poco rispettoso dell’uomo verso l’ambiente che lo ospita. Infatti i fiumi come il Gari sono spesso usati come vere e proprie discariche da persone incivili, rovinando in maniera anche permanente il paesaggio naturale. Per fortuna i ragazzi di Adventureland Cassino sono molto attenti anche all’aspetto ambientale e tutelano le acque di questo splendido fiume non solo sensibilizzando gli avventori e le nuove generazioni al rispetto per il territorio ma anche partecipando attivamente ad opere di pulizia dei fondali.
Adventureland Cassino. Dove fare rafting nel Lazio.
Presso il centro sportivo Adventureland Cassino puoi passare una giornata all’insegna dello sport e del relax con tutta la famiglia. Oltre alle attività di rafting, canoa o SUP,sul fiume Gari puoi approfittare per fare altre attività, come le passeggiate naturalistiche in Mountain bike. Presso la struttura inoltre è possibile prenotare il campo di Paintball, il nuovissimo gioco di ruolo dove sconfiggere gli avversari sparando palline di gelatina ( biodegradabile), oppure giocare a basket o provare il tiro con l’arco. Il parco dispone anche di un bar e di un’area pic nic attrezzata con barbecue. Gli istruttori federali certificati F.I.C.K. ( Federazione Italiana Canoa Kayak) ed il personale di Adventureland sono sempre a disposizione per farti vivere esperienze outdoor in totale sicurezza.
Il rafting è un’esperienza outdoor adrenalinica e coinvolgente, ideale per sviluppare l’attitudine agli sport di gruppo.
Perchè fare rafting con i bambini
Un’esperienza outdoor come il soft rafting aiuta i bambini ad acquisire coraggio e li rende partecipi di un lavoro di squadra, grazie al quale imparano a fidarsi degli altri membri dell’equipaggio. Lavorando in sincronia con un gruppo i bambini sviluppano abilità sociali e apprendono l’importanza dello sforzo individuale al fine di raggiungere un obiettivo comune. Imparano poi a rispettare l’ambiente circostante e a riconoscerne le potenzialità.
A Formia, precisamente nella frazione di Gianola, c’è una riserva del Parco regionale della Riviera di Ulisse. Qui, all’ombra di querce secolari, si trova il Parco Sospeso, un parco avventura dove arrampicarsi in sicurezza sugli alberi divertendosi un mondo.
Il Parco Sospeso di Gianola
Il Parco Sospeso di Gianola e di Monte di Scauri è un parco avventura gestito dall’Ente Parco Riviera di Ulisse e l‘Associazione Gli equilibri naturali. Un parco dalle mille sfaccettature. Da un lato punta al percorso avventura, con un itinerario sospeso che permette di imparare a gestire l’equilibrio e la concentrazione, sfidando le proprie paure. Dall’altro cerca di avvicinare adulti e bambini ad una corretta gestione dell’ambiente, puntando sulla valorizzazione della natura nel suo essere primordiale e promuovendo una corretta educazione civica e ambientale. Questo parco dunque non è solo un luogo di ritrovo fine a se stesso, ma un posto in cui rafforzare l’autostima, dove fare gruppo è la priorità, un luogo in cui trovare stimoli per migliorarsi e migliorare nel rapporto con gli altri e con la natura circostante.
Grazie all’Associazione che gestisce il parco assieme al Parco regionale Riviera di Ulisse i bambini si divertono a fare i percorsi sugli alberi in tutta sicurezza.
Nel Parco di Gianola è piacevole anche fare piccole escursioni nella natura, basta non sporcare e non urlare, nel rispetto di tutti.
La nostra esperienza la Parco Sospeso di Gianola
Il Parco Sospeso di Gianola è un parco avventura davvero accogliente e completamente immerso nel verde. I percorsi acrobatici sospesi tra gli alberi sono costruiti con supporti naturali, fatti di materiale ecosostenibile, come il legno. Il percorso, che la prima volta può sembrare faticoso, risulta poi molto divertente, soprattutto perchè punta a sfidare le proprie paure per arrivare al traguardo. Il percorso si snoda tra i rami degli alberi, tramite cavi di acciaio, pedane e corde. La supervisione delle guide è necessaria a mio parere, perchè non tutti i bambini hanno le stesse capacità di adattamento a situazioni nuove come questa. Le guide inoltre insegnano ai bambini innanzitutto le tecniche di sicurezza, da mantenere durante tutto il tragitto. L’uso dei moschettoni di protezione infatti risulta essere assolutamente necessario ai fini dello svolgimento in sicurezza del percorso.
Al Parco Sospeso di Gianola ci sono percorsi differenti, per grandi e piccini.
I percorsi del Parco Sospeso hanno diverse difficoltà. Ma è proprio questo il bello, vincere le paure!
Il percorsi del Parco Sospeso
Il percorso del Parco Sospeso comprende 5 tipi di installazioni. Un avventuroso ponte tibetano, diverse liane di lancio, passerelle di collegamento, un ponte Indiano e un ponte tirolese. Ci sono due tipologie di percorsi: una per i bambini dai 3 ai 5 anni, l’altra per i ragazzi a partire dai sette anni, che abbiano un altezza superiore ai 130 cm.
Una volta indossata l’imbracatura di sicurezza i bambini tentano di scalare le varie postazioni per accedere ai pontili, rimanendo sempre ben saldi alle corde di collegamento tramite i moschettoni di sicurezza. La concentrazione è essenziale per riuscire a completare l’itinerario, ma anche una giusta dose di spregiudicatezza non guasta. Lanciarsi con la liana non è certo facile. Prevale il senso di vertigine, di fobia del vuoto ma una volta superata la paura, tutti i bambini chiederanno di fare il bis.
I percorsi del Parco Sospeso hanno diverse difficoltà. Ma è proprio questo il bello, vincere le paure!
Informazioni utili per passare una giornata al Parco Sospeso di Gianola
Il Parco sospeso è completamente all’aperto. Non ci sono zone chiuse ne ripari in caso di pioggia improvvisa. Non ci sono inoltre punti di ristoro, e l’unico bagno esistente è posizionato all’entrata del parco, ma non è sempre aperto al pubblico. Le chiavi sono custodite dai membri dell’associazione che collabora con l’Ente Parco. Basta chiedere a uno dei ragazzi per averle. Per salire sui percorsi tra gli alberi è necessario avere un abbigliamento comodo e scarpe chiuse.
In estate meglio portare un antizanzare e un dopo puntura. Ben vengano impermeabili di sicurezza se il tempo è incerto. Non dimenticare le borracce con l’acqua e qualche snack. E’ possibile anche fare pic nic all’interno dell’area protetta, ma bisogna assolutamente rispettare l’equilibrio naturale del parco e lasciare tutto pulito.
Al Parco Sospeso di Gianola ci Si diverte un mondo, stando a contatto con la natura e imparando a socializzare con il gruppo.
Orari di apertura
Il Parco Sospeso di Gianola è aperto, nel mese di settembre, il sabato dalle 16:00 alle 19:00 e la domenica dalle 10:00 alle 19:00 con orario continuato. E’ sempre meglio prenotare con anticipo o chiamare per verificare le aperture, soggette anche alle condizioni meteo. Le attività sono soggette a contributo, quindi per i costi e le prenotazioni è possibile inviare una mail all’Associazione Gli equilibri naturali, all’indirizzo seguente: gliequilibrinaturali@gmail.com o chiamare al numero 389 9306124
Passeggiando nel vecchio borgo di Gaeta, tra vicoletti tipici e caratteristiche piazzette, trovi La casa del Pescatore, uno degli scorci più instagrammati della città, dal sapore mediterraneo e dalla magica atmosfera. Lasciati affascinare dai meravigliosi contrasti di colore di questo vicoletto, con facciate imbiancate a calce tratteggiate da delicati toni di azzurro, in un’atmosfera tipicamente mediterranea. Ma chi c’è dietro questo splendido lavoro di riqualificazione di un vecchio vicoletto, abbandonato per anni a se stesso e alle intemperie? Sono andata alla scoperta dei segreti de La casa del Pescatoredi Gaeta, e sono riuscita a trovare gli autori di cotanta bellezza.
La Casa del Pescatore a Gaeta
Fabrizio e Viviana. Il sogno di vivere a Gaeta.
Ho fatto qualche domanda ai proprietari de La casa del Pescatore di Gaeta e sono rimasta affascinata dai loro racconti. Tanta fatica, a volte un po di scoraggiamento, ma alla fine hanno realizzato il loro sogno. Una casetta nel tratto più tipico del borgo, che avesse i colori del mare e mantello della Madonna di Porto Salvo, custodita nella chiesa adiacente. Site curiosi di scoprire i retroscena e i segreti de La casa del Pescatore di Gaeta?
Intervista ai proprietari de La casa del Pescatore
Chi c’è dietro questo angolo dal sapore medieterrraneo? Come mai avete scelto di valorizzare questo vicoletto, rendendolo uno degli scorci più instagrammabili della città?
Fabrizio e Viviana in posa sulla caratteristica scalinata de La casa del Pescatore a Gaeta, dopo aver terminato i lavori di riqualificazione.
Ciao a tutti, siamo Fabrizio e Viviana, una coppia di fidanzati, gaetani di adozione. Io sono Fabrizio, originario dell’alto casertano (Teano), ma per motivi lavorativi vivo nei pressi di Milano da circa 15 anni. Qui ho conosciuto Viviana, la mia compagna di vita. Quando ho portato Viviana a conoscere amici e parenti, non potevo non farle conoscere la meta delle mie estati giovanili: Gaeta. Ed è stato subito un colpo di fulmine. Da quel giorno è nata l’idea di comprare una casetta proprio qui. Dopo aver visto circa 25 case, ci siamo imbattuti in questo scorcio di Via dell’Indipendenza, che si presentava in condizioni abbastanza disastrose.
Vico 18 di Via dell’Indipendenza come era originariamente. Prima che Fabrizio e Viviana lo trasformassero in uno dei più belli scorci della città.
Nonostante il vicoletto non si presentasse al massimo del suo splendore, na abbiamo captato delle potenzialità… E proprio lì, al civico 22, c’era una casetta che faceva al caso nostro.
La vostra è un abitazione privata o una struttura ad uso vacanziero?
La nostra è una casa privata e ogni volta che abbiamo qualche giorno libero ci fiondiamo a Gaeta per trascorrere delle piccole vacanze di qualità, e scoprire sempre nuove spiagge, ristorantini, attività… Il nome “Casa del pescatore Gaeta” deriva dal fatto che, a dire dei vicini, proprio nei pressi di quel vicolo ci fosse la bottega di un pescatore. Questo nome non identifica una struttura ricettiva, noi nella vita ci occupiamo di altro. Viviana è una ginecologa, mentre io sono impiegato nel settore pubblico. La affittiamo però per brevi periodi, quando non è occupata da noi. Per soggiornare nella stagione estiva bisogna essere fortunati e prenotarsi con largo anticipo! Inoltre, in collaborazione con lo chef Gianfranco de Iorio, ci siamo inventati l’opzione “chef a domicilio”… Ovvero la possibilità di assaggiare dei prodotti tipici locali, comprati e preparati dallo chef e degustati nella cornice di Casa del pescatore...
Questo delizioso vicoletto, imbiancato a calce con deliziosi tocchi di vernice azzurra, è diventato famoso su Instagram in pochissimo tempo. I turisti ormai lo cercano non appena mettono piede a Gaeta, per scattare foto sulla scalinata. Quest’affluenza risulta fastidiosa o è un motivo in più per continuare a dare un tocco speciale a questo angolino di via Indipendenza?
Lo scorcio non è di nostra proprietà, ma solo la casetta al civico 22. Non essendo noi i proprietari, ma visto lo stato di abbandono, ci siamo armati di carta vetrata, spazzole in ferro (per rimuovere la muffa), calce per disinfettare e imbiancare. Un ultimo tocco di azzurro, e infine vasi, vasetti e fiori per abbellire il tutto. Alla fine dei lavori ci siamo resi conto della bellezza del risultato. Sin da subito abbiamo notato che le persone venivano a scattare fotografie. Allora abbiamo deciso di rendere visibile lo scorcio sui social, dando il nome “casadelpescatoregaeta”. Che i turisti vengano a farsi le foto per noi non è un problema, anzi… Ci piace scovare le foto di casa nostra sui social, questo ci rende orgogliosi del nostro operato. Inoltre ci dà il piacere di vedere le foto di “casa” quando noi siamo lontani!
Oltre a spiccare per i suoi colori, tipici di un borgo di pescatori, ad attirare turisti curiosi è la scritta “love” sul muro principale. Come mai questa scelta?
Nella realizzazione di questo scorcio ci siamo ispirati a ciò che ci è piaciuto di più nei nostri viaggi, gli scorci più belli, quelli che ti fanno sognare, e che vorresti fermarti lì per sempre. La Grecia, ma non solo. La Puglia, le Baleari, la costiera Amalfitana, il Marocco… Paesi che abbiamo visitato e amato.
Viviana in posa dinanzi la scalinata de La casa del Pescatore a Gaeta, orgogliosa dei risultati ottenuti grazie al lavoro di riqualificazione del vecchio vicolo.
La scritta “love”… l’abbiamo notata in un nostro viaggio in Grecia quando ancora la casa del pescatore era solo un sogno. Comunque Gaeta è unica, non ha bisogno di copiare nulla a nessuno. Infatti l’azzurro richiama i colori della Madonna di Porto Salvo.
A conti fatti e vivendo nel centro storico di Gaeta, avete notato un incremento dell’afflusso turistico quest’anno?
Purtroppo, per motivi di lavoro, non viviamo sempre a Gaeta, ma quello che possiamo dire è che quest’anno c’è stata una crescita esponenziale delle foto scattate a Casa del Pescatore. Vi invitiamo comunque a passare a trovarci. Ho in mente altre chicche che prossimamente andranno ad abbellire ancora di più lo scorcio.
Da amante della mia città, non potevo non andare a scattare qualche foto a La casa del Pescatore di Gaeta.
Affascinata da questo splendido angolo di paese, ho deciso di inserire la Casa del Pescatore nell’itinerario del blog tour Gaetavventura, da me ideato.
Vi ringrazio della disponibilità e di questa deliziosa intervista. Vi lascio con un ultima domanda. Avendone i mezzi e l’opportunità, vi piacerebbe trasformare anche qualche altro vicoletto seguendo lo stesso stile de La casa del pescatore?
Ovviamente sì! Proprio mentre visitavamo varie case alla ricerca di quella giusta per noi, abbiamo conosciuto Gennaro Romanelli, presidente dell’associazione “Abbelliamo Gaeta”, che ha l’obiettivo di abbellire i vicoli di via dell’Indipendenza. Naturalmente abbiamo sposato la causa, diventando soci e dando il nostro contributo, iniziando a lavorare nel nostro vicoletto nel tempo a disposizione… Ma siamo un vulcano di idee, molto spesso guardando gli altri vicoli ci viene in mente come potrebbero essere abbelliti. Ma non è facile, prima di tutto bisogna che i proprietari siano motivati. Questi cambiamenti richiedono non solo iniziativa, ma anche manutenzione costante, nonchè molto senso civico da parte di chi ci abita. Si sta già facendo tanto per i primi vicoli di via indipendenza e siamo convinti che col tempo tutto il borgo sarà riqualificato, e il senso del bello sarà predominante, come lo è già in molti punti.
La casa del pescatore di Gaeta è diventata una tappa imperdibile pr i turisti in vacanza nella zona.
Uno degli scorci più instagrammati della città è proprio questa scalinata bianca e azzurra, in vico 18 di Via dell’Indipendenza.
Il Campanile del Duomo di Sant’Erasmo e Marciano definisce il paesaggio della città di Gaeta, donando al quartiere medievale un tratto particolarmente distintivo. Dall’alto dei suoi 57 metri di altezza sovrasta il golfo nella sua interezza, proiettandosi verso il cielo con le sue decorazioni bizantine, luccicanti sotto i raggi del sole.
Il Campanile del Duomo di Sant’Erasmo a Gaeta
Prima tappa di Gaetavventura
La torre campanaria del Duomo di Sant’Erasmo è stata una delle tappe di Gaetavventura, il primo travel blog tour della città di Gaetaorganizzato da Trevaligie.com. Una chicca imperdibile, dato che ha riaperto al pubblico proprio nell’ultimo mese, dopo imponenti lavori di ristrutturazione. Situato in Piazza Gelasio, con la facciata principale rivolta verso il mare, il Campanile si distingue per le sue preziose decorazioni arabo-normanne.
Il Duomo di Sant’Erasmo
Quando, nel secolo VIII d.C., la diocesi di Gaetadiventa sede vescovile, la vecchia chiesa di Santa Maria del Parco viene elevata a cattedrale. Da allora il Duomo conserva le reliquie dei Santi Erasmo e Marciano, patroni della città. Reliquie che precedentemente erano custodite in una chiesa della vicina città di Formia. Nei primi decenni dell’anno mille inoltre, Pandolfo Palagrosio, un monaco devoto ai santi, regala alla diocesi un terreno adiacente alla cattedrale. Il dono permette dunque la costruzione di una torre campanaria. Inizia da qui la storia del Campanile.
Nel Campanile di Gaeta sono custodite le campane originali del Duomo.
Le quattro blogger protagoniste di Gaetavventura sono salite fin su la cima del Campanile del Duomo, rimanendo estasiate dalla meravigliosa vista a 360° sulla città di Gaeta.
La storia e la costruzione
Il basamento del Campanile è completamente rivestito di blocchi marmorei prelevati dal Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino. La sua costruzione termina nel 1174. Soltanto un centinaio di anni dopo il Vescovo di Gaeta, Bartolomeo Maltacea, conclude i lavori facendo costruire anche un torrino apicale di coronamento. In stile moresco, arricchito da meravigliose maioliche smaltate provenienti dal lontano Oriente, il torrino del Campanile emana scintillii preziosi sotto i raggi del sole. Lungo la scala che porta all’entrata, ai lati del basamento, vengono posti inoltre due sarcofagi romani. Questi ultimi sono sormontati da rilievi che rappresentano la biblica storia di Giona.
Affacciarsi da una delle tante arcate del Campanile permette di avere una prospettiva diversa della città vista dall’alto.
Grazie all’associazione “I tesori dell’arte” le blogger di Gaetavventura sono entrate nel Campanile del DUomo per una meravigliosa visita guidata.
Visita al Duomo di Sant’Erasmo con Gaetavventura
Grazie alle nostre preziose guide, Lino e Maurizio dell’associazione culturale I tesori dell’arte, abbiamo avuto modo di visitare gli interni della torre campnaria del Duomo con Gaetavventura, il primo blog tour della città di Gaeta. Scalinate e balaustre paesaggistiche si alternano per dare al visitatore una visione della città a 360°, regalando scorci inediti e particolarmente suggestivi. Dalle arcate, a seconda dell’angolazione, lo sguardo è rapito dal Golfo di Gaeta e dall’autenticità del borgo medievale, con le sue facciate colorate e le chiese sconsacrate. Paesaggi fascinosi, impreziositi dai riflessi blu del mare e dai tiepidi raggi del sole settembrino.
Dalla cima del Campanile del Duomo di Gaeta Si ha una splendida visuale su tutta la città di Gaeta e sul golfo circostante.
Dalla parte interna, affacciandosi dalla cima del Campanile, si riesce a scorgere tutto il borgo medievale, con le sue facciate colorate e le chiese ormai sconsacrate.
Info utili
Il Campanile del Duomo è aperto al pubblico il sabato mattina e la domenica pomeriggio, con diversi turni di visita. Lo spazio limitato e le recenti normative anti Covid-19 infatti, richiedono che la partecipazione avvenga su prenotazione, inviando mail all’indirizzo ars@cattedralegaeta.it.
Per partecipare al prossimo blog tour Gaetavventura manda una mail a annalisa@trevaligie.com
COME PARTECIPARE AL PROSSIMO BLOG TOUR
Se hai un attività, se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.
Gaetavventura, il primo travel blog tour della città di Gaeta, si conclude con risultati inaspettati. Le quattro content creator protagoniste del tour, patrocinato dal Comune di Gaeta, sono state grandiose e temerarie. Per loro non solo visite guidate tra i preziosi monumenti della città, ma anche esperienze culinarie e sportive, in cui hanno dato grande prova di resistenza. Le loro testimonianze sui social hanno raggiunto in soli tre giorni milioni di visualizzazioni.
Gaetavventura
Le Travel Blogger protagoniste del tour
Le Travel Blogger protagoniste del tour GaetAvventura sono membri della community delle Travel Blogger Italiane, e sono arrivate a Gaeta cariche di aspettative. Roberta Isceri di In viaggio con Lollo, Sara Alessandrini di Itinerari religiosi, Liz Biella di Ragazza in Viaggio e Mariarita Persichetti di 24hourstrotter sono state selezionate tra venti candidate, e hanno avuto l’opportunità di scoprire con Gaetavventura l’autenticità del nostro territorio.
GaetAvventura è il primo travel blog tour della città di Gaeta, ideato e organizzato da Trevaligie.com
L’ accoglienza
Le Travel Blogger di Gaetavventura sono state accolte, per un esperienza di soggiorno unica ed indimenticabile, dal B&b Antica villa del Lido Ariana e dal Bahia Bianca Resort. Le splendide strutture, che si affacciano sulla spiaggia dell’Ariana, fanno parte del circuito ricettivo della città. Confort, relax, arenili di sabbia fine e mare cristallino hanno dato inizio alla loro avventura nella città di Gaeta.
Gli itinerari di Gaetavventura
Il Campanile del Duomo di Sant’Erasmo
La prima giornata di Gaetavventura è stata dedicata alquartiere medievale della città. Dopo una breve visita ai Bastioni La favorita, le fortificazioni risalenti al 1500 fortemente volute da Ferdinando II, le quattro blogger protagoniste del tour hanno avuto l’onore di visitare il famoso Campanile del Duomo di Sant’Erasmo. Riaperto al pubblico solo da poco dopo imponenti lavori di ristrutturazione, il Campanile del Duomo ha regalato emozioni uniche alle ragazze, permettendo loro di scattare splendide foto alla città da una prospettiva insolita e inaspettata.
Ne abbiamo fatte di scale per arrivare in cima al Campanile del Duomo!
Grazie ai suoi 57 metri di altezza infatti, dalle volte del Campanile si ha una vista a 360 gradi sull’intero borgo e sul golfo sottostante. Di grande interesse anche la vista al Duomo stesso, nonchè l’incursione nella cripta che si trova sotto il presbiterio. Qui, ammaliate dalle preziose decorazioni dei soffitti e dalle pavimentazioni tridimensionali ad opera di architetti napoletani, le blogger hanno conosciuto la storia dei patroni della città di Gaeta e le vicende ralative realizzazione della struttura religiosa.
Il Santuario della SS. Annunziata
Di particolare interesse anche la vista al complesso del Santuario della SS. Annunziata, dove oltre a rimanere estasiate dalle splendide decorazioni e dalle preziose pavimentazioni in marmo, le quattro ospiti del tour hanno potuto accedere alla preziosa Cappella d’Oro. Tra intarsi d’oro zecchino e dipinti di grande valore storico e artistico, le blogger hanno avuto modo di conoscere i luoghi più suggestivi della città, grazie alla preziosa guida di Lino Sorabella e Maurizio Rata dell’Associazione I tesori dell’Arte di Gaeta.
Le stories delle blogger raccontano la città
Passeggiata nel budello Gaetano
Nel tardo pomeriggio, dopo aver fatto scorta di nozioni storiche, architettoniche e religiose del quartiere medievale, siamo andate alla scoperta del budello gaetano. Un immersione nelle tradizioni del vecchio borgo di pescatori, tra vicoletti caratteristici e piazzette dal sapore antico.
Passeggiando nel budello gaetano, in Via dell’Indipendenza, si trovano vicoletti caratteristici, come questo!
Percorsa tutta via dell’Indipendenza, siamo arrivate al porto dei pescherecci, particolarmente caratteristico e molto instagrammabile. Qualche foto alle paranze attraccate al molo e via a cena da Come il mare, per degustare piatti tipici della cucina marinara.
Da Come il mare abbiamo avuto modo di assaggiare le famose cozze di Gaeta!
Esperienza sportiva in Sup con Gaetavventura
La seconda giornata del tour è stata senza dubbio carica di adrenalina. Le blogger si sono cimentate in un esperienza sportiva non certo facile, ma con grandi risultati. Le ragazze, nonostante la forte corrente ed il mare non proprio piatto, sono riuscite a pagaiare in SUP alla scoperta della meravigliosa Baia di San Vito. Una caletta sorprendente, dal mare turchese, incastonata tra due piccoli crostoni di roccia e avvolta dalla meravigliosa flora della macchia mediterranea. Grazie alla nuovissima scuola SUP del Grand Hotel Le rocce di Gaeta, le nostre blogger sono riuscite a partecipare ad una straordinaria esperienza sportiva con risultati davvero sorprendenti.
Grazie a Daniele, il nostro istruttore di SUP, abbiamo avuto un esperienza sportiva in mare davvero fantastica.
Roberta si è divertita moltissimo!
Brava Lisa! In posa da vera surfista.
Alla scoperta della villa romana di Gneo Fonteo
Dopo la pagaiata in Sup Sara, Roberta, Lisa e Mariarita sono state accolte da Giuseppe Valente a Gneo Fonteo. La meravigliosa spiaggia di Fontania ha fatto non solo da cornice ad un goloso pranzo a base di prodotti tipici del territorio, come la famosa tiella di polpo, ma anche ad una visita guidata all’interno della grotte dell’antica villa del console romano, Gneo Fonteo, i cui resti sono perfettamente conservati e monitorati da esperti geologi. Un insieme di cave che fungevano forse da impianto termale, dinanzi le quali erano state create vasche adibite allo stoccaggio del pesce. I resti di queste ultime sono ben visibili sulla riva della deliziosa spiaggetta, e creano meravigliosi contrasti di colore.
Una visita all’antica villa romana di Gneo Fonteo, sulla bellissima spiaggia di Fontania.
In mare sono ancora visibili i resti delle antiche vasche di stoccaggio del pesce.
La Montagna Spaccata, tra suggestioni e leggende
Nel pomeriggio, sempre grazie a Lino, la nostra preziosa guida, ci siamo immerse nelle leggende e nelle suggestive storie della Montagna Spaccata. Una meta immancabile durante un soggiorno nella città di Gaeta. Suggestioni, leggende, meravigliosi belvedere incastonati tra le falesie hanno permesso alle blogger di conoscere più approfonditamente le particolarità di questa parte di promontorio e di scattare splendide foto.
Il luogo più suggestivo del Lazio, la Montagna Soaccata. Siamo andate alla scoperta delle sue leggende e dei suoi scorci più belli.
Il luogo più suggestivo del Lazio, la Montagna Soaccata. Siamo andate alla scoperta delle sue leggende e dei suoi scorci più belli.
Archeotrekking nel Parco Regionale di Monte Orlando
Ci siamo poi arrampicate sui silenziosi sentieri di Monte Orlando per scoprirne la storia, la piccola fauna selvaggia e le innumerevoli piante della macchia mediterranea. Davvero illuminanti le visite alle polveriere borboniche. Polveriere rimaste in buono stato nonostante i bombardamenti dei vari conflitti mondiali che hanno visto proprio il Parco di Monte Orlando, data la sua posizione strategica, teatro di innumerevoli esercitazioni militari e battaglie. Verso la fine del tragitto abbiamo fatto una deviazione sul sentiero ornitologico e ci siamo trovati sull’incantevole belvedere posto su una delle falesie più suggestive dell’intero parco. Da qui si ha una bellissima inquadratura dall’alto di Gaeta Medievale, particolarmente bella sia all’alba che al tramonto, quando le luci regalano riflessi di una bellezza disarmante.
Uno degli scorci più fotografati della città, visibile dalla falesia a picco sul mare del Parco di Monte Orlando. Gaetavventura è anche questo.
Cena degustazione da Scirocco Bistrot
Dopo la passeggiata nel verde del parco di Monte Orlando, le quattro blogger hanno partecipato ad una cena degustazione presso Scirocco Bistrot, un locale a conduzione familiare perfettamente integrato nel quartiere più bello della città. La proprietaria, Giorgia, ha preparato un mix di antipasti tipici accompagnati dalla degustazione di tre particolari oli di olive di Gaeta dell’Azienda Cosmo di Russo. Deliziose le alici salate preparate amorevolmente dal papà, e il primo piatto a base di tonno pescato locale.
La nostra cena degustazione da Scirocco Bistrot, a base di prodotti tipici locali.
Le Ciammelle ellenesi! Una magica sorpresa..
Intervista con la Capitaneria di Porto di Gaeta
La giornata finale di Gaetavventura prevedeva un giro in costa sulla motovedetta della Capitaneria di Porto. Causa Covid e nuove restrizioni a riguardo, non ci è stato possibile fare l’escursione in mare precedentemente concordata con il Comandante Federico Giorgi. Ma il team del blog tour è stato calorosamente accolto nella sede principale della Capitaneria, a Gaeta Medievale, per una chiacchierata informale con il comandante in seconda, Massimo Lombardi. Il mare di Gaeta è da millenni la principale fonte di sostentamento della popolazione e vanta un porto commerciale di grande rilevanza logistica, per cui non potevamo non concludere il nostro viaggio nel territorio della città senza fare qualche domanda sulla tutela e sulla sicurezza in mare.
Un interessante chiacchierata sulla sicurezza in mare con il comandante in seconda Massimo Lombardi, presso la Capitaneria di Porto di Gaeta.
Abbiamo conosciuto da vicino l’operazione “Mare sicuro”
Giornata conclusiva presso lo Stabilimento Balneare Nave di Serapo
La consegna degli attestati di partecipazione è avvenuta allo Stabilimento Balneare Nave di Serapo, un eccellenza del territorio in fatto di ecosostenibilità e accoglienza. Fulvia, la proprietaria, ha ammaliato le blogger con racconti di vita vissuta nel borgo e racconti di donne meravigliose. Le stesse donne che negli anni hanno fatto si che lo stabilimento di famiglia diventasse un punto di riferimento della Spiaggia di Serapo. Salutare le protagoniste di Gaetavventura non è stato facile, donne meravigliose e sempre pronte a mettersi in gioco. Un esperienza davvero unica che sarà piacevole replicare il prossimo anno.
Presso lo stabilimento balneare la Nav di Serapo abbiamo concluso il blog tour di Gaetavventura. Fulvia, la proprietaria, ha recuperato e ristrutturato un juke boxe degli anni ’50, e l’ha fatto suonare per noi.
Un piatto davvero gustoso! Gnocchetti ai frutti di mare e pesto….mangiato sulla bellissima Spiaggia di Serapo.
COME PARTECIPARE AL PROSSIMO BLOG TOUR
Se hai un attività, se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.
Trovi l’evento anche sull’App Ufficiale del Comune di Gaeta- Scarica Gaeta in App
A Gaeta, in un dedalo di vicoletti, tra chiese, torri, scalinate e campanili, si innalza maestoso il Castello Angioino Aragonese. Si erge imponente su una falesia a strapiombo sul mare a guardia di tutto il borgo medievale. Nel corso dei secoli, grazia alla sua posizione privilegiata, il Castello è stato baluardo inespugnabile e dimora principesca, e pare che la prima fortificazione risalga addirittura al 681 dopo Cristo, periodo in cui le incursioni saracene portarono i nobili della zona a cercarvi rifugio.
Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta
Nei primi decenni dell’800 Gaeta divenne Ducato autonomo sotto la guida della famiglia Gaetani, che insediatasi nel Castello Angioino Aragonese guidò la città fino all’arrivo dei Normanni, nel 1400. Ma torniamo un pò indietro nel tempo, esattamente nel 1223, quando sotto la guida di Federico Il di Svevia il Castello divenne fortezza inespugnabile. Vediamo quindi, attraverso i personaggi storici che vi hanno vissuto, le varie fasi della vita del Castello Angioino Aragonese di Gaeta.
Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta, visita nelle prigioni dell’ex carcere militare. Foto di Alfredo Reale.
Federico II di Svevia
Mare impetuoso, nuvole basse e onde che si infrangono forti sulla scogliera lasciando vibrare lo sperone roccioso con la loro potenza. Nella sua fortezza Federico II di Svevia passeggia aventi e indietro, le braccia conserte dietro la schiena, impaziente. A cosa starà pensando mentre, all’improvviso si perde con lo sguardo verso l’orizzonte? Re di Sicilia, colto filosofo, architetto, protettore delle arti e grande innovatore, Federico II di Svevia, temibile nemico della cristianità, è incoronato Re di Sicilia a solo 14 anni, il 26 dicembre 1208. Il particolare legame con Tommaso Maltacea, suo giustiziere imperiale originario di Gaeta, lo porta ad insediarsi su queste coste, edificando un castello sul promontorio più alto della città, allora importante snodo politico e commerciale del regno di Napoli. Torri quadrate, bastioni, scale a chiocciola, saloni maestosi riempirono il corpo quadrangolare della Fortezza preesistente, risalente al 600 dopo Cristo, conferendo alla struttura un magistrale assetto di difesa contro ogni possibile nemico. In seguito alla scomunica di Federico II, nel 1227 , la città vien però sconvolta da lotte interne, scontri che portano poi alla demolizione del castello nel 1929 per mano stessa dei Gaetani.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta. Federico II di Svevia. Foto di Alfredo Reale
Alfonso d’Aragona
Alfonso, re di Aragona, nel 1435 fa di Gaeta la sua base militare, riuscendo a sconfiggere qualche anno più tardi la dinastia Angioina e conquistando il Regno di Napoli. Gaeta era allora un importante città del Regno, confinando a settentrione, e il suo Castello era un baluardo inespugnabile. Nel 1436 riusce dunque a prevaricare gli Angioni e a insediarsi a Gaeta, diventando promotore di una importante rinascita culturale di tutto il meridione d’Italia. Dopo decenni di totale abbandono Alfonso d’Aragona inizia a riformare i tribunali, fonda una preziosa accademia letteraria e, proprio in un ala del Castello di Gaeta, inizia a coniare le prime monete d’oro da un ducato.
La fase “Alfonsina” del castello
Durante il suo dominio il Castello, soprannominato “Alfonsino”, è completamente rimodernato e suddiviso in due strutture. La parte superiore viene adibita a dimora reale, con annesse l’armeria, la nuova zecca e un importante biblioteca. La parte inferiore invece rimane fortezza di difesa e carcere.
Francesco II di Borbone
Francesco II, ultimo re delle due Sicilie, trova rifugio a Gaeta per poter arginare i danni di una guerra persa in partenza. Nel 1734 nonostante la sua politica di pace verso le potenze europee, è attaccato dalle truppe di Garibaldi e da Vittorio Emanuele, i quali iniziano la discesa nella penisola italiana diretti proprio a Gaeta, ultimo baluardo del Regno delle due Sicilie. Nonostante il fedele appoggio dell’esercito reale e della costante presenza di sua moglie, la regina Maria Sofia di Baviera, la quale non mancò mai di sostenere fisicamente e moralmente il popolo e i soldati, Gaeta si trova abbandonata al suo destino. Dopo un assedio durato 102 giorni, tra atroci sofferenze di militari e civili, il comandante del re decide di capitolare. I reali vengono dunque esiliati a Roma, segnando la fine del Regno delle due Sicilie e sancendo l’Unità d’Italia.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta.
Da dimora regia a temuto carcere militare.
La fortezza inferiore del Castello Angioino di Gaeta è diventata famosa per essere stata, fino al 1990, sede di un carcere militare. Non un carcere qualunque, ma il più temuto della penisola, soprattutto per la sua posizione a strapiombo sul mare che non permetteva possibili vie di fuga. TI MANDO A GAETA! infatti, era una tra le minacce più sentite dai maschi italiani del secolo scorso. Il carcere del Castello diventà famoso soprattutto dopo l’incarcerazione di due tra i più famigerati nazisti della storia europea: Herbert Kappler e Walter Reder. Il primo responsabile della strage delle fosse Ardeatine e del rastrellamento del Quadraro, il secondo per i terribili eccidi di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto. Rimangono imprigionati nel Castello per circa trent’anni. Kappler entrò nel 1947 e uscì nel 1976, quando, per motivi di salute, viene trasferito all’ospedale militare di Roma del Celio. Reder entrò nel carcere militare nel 1951 e fu estradato in Austria, nel 1985, con un volo di Stato.
L’ex carcere militare di Gaeta, temuto per centinaia di anni da ogni maschio italiano. Foto di Alfredo Reale.
Una cella dell’ex carcere militare di Gaeta, prigione temuta e famosa per aver ospitato due famigerati nazisti: Kapler e Reder.
Il triste destino del carcerati
Ma le mura del carcere hanno stretto nella loro morsa anche persone che, durante gli ultimi conflitti bellici, erano scartate dalla leva obbligatoria. Particolarmente penalizzati sono stati i testimoni di Geova, i quali, obiettori di coscienza per motivi religiosi, erano rinchiusi nel Castello Angioino e privati di ogni diritto.
“Ti mando a Gaeta” è stata una delle minacce più temute dai maschi italiani del secolo scorso. Foto di Alfredo Reale.
Visita teatralizzata al’ex carcere militare di Gaeta
Per questo meraviglioso viaggio nelle mura del Castello Angiono Aragonese di Gaeta devo ringraziare l’associazione culturale “I tesori dell’arte”, organizzatrice dell’evento “Ti mando a Gaeta”, visita teatralizzata nell’ex carcere militare. Immergersi nella suggestiva atmosfera della struttura ascoltando le preziose testimonianze direttamente dalla bocca dei personaggi che ne hanno fatto la storia è stata davvero un esperienza stimolante, carica di emozioni. Incontrare Federico di Svevia tra le mura originarie della sua dimora, ascoltare il racconto straziante di Alfonso di Aragona, captare la profonda stima tra Francesco II di Borbone e la sua meravigliosa regina, Maria Sofia di Baviera..sprazzi di storia riportati prepotentemente alla luce grazie alla preziosa collaborazione dei bravissimi attori protagonisti della manifestazione.
Un percorso inusuale, un viaggio nelle intime vite dei personaggi, i cui profili storici sono stati magistralmente catturati dall’obiettivo di Alfredo Reale. Scatti descrittivi che riescono a trasportare chi li ammira nella dimensione storica originale.
Con grande piacere oggi vi parlo di un bellissimo progetto di cui sono ambasciatrice. Un progetto di rinascita, che ruota intorno al fulcro della vita: l’amore. Un progetto che vuole regalare sorrisi, spensieratezza, abbracci, ricordi felici a chi, durante questa pandemia, ha lottato contro il covid 19. Un iniziativa nata per ringraziare quelle persone che, in questo momento storico che ha visto le nostre vite stravolgersi, hanno dato il loro aiuto come volontari, hanno lavorato negli ospedali senza sosta o a chi è riuscito a sconfiggere il virus stesso, lasciandosi una grande ferita alle spalle.
Da Wedding Planner a Travel Blogger. Il mio percorso
Come sapete, prima di diventare una Travel Blogger, sono stata una wedding planner.Un lavoro attivo e creativo, che ruota attorno all’amore e alle sue mille sfumature. Il lavoro di una wedding planner consiste nell’aiutare i futuri sposi a creare la scenografia perfetta per il giorno più emozionante della loro vita. Dalla scelta della location, agli addobbi, passando per le bomboniere e le partecipazioni, il compito di una brava organizzatrice di eventi è quello di creare un fil rouge unico che rispecchi le personalità e i desideri della coppia che si affida ad una professionista del settore. Grazie al mio lavoro ho avuto modo di conoscere persone splendide, collaboratori e colleghi di grande carisma e con enormi potenziali. Lucia Saltalamacchia ha un posto speciale tra questi.
Lucia Saltalamacchia, Wedding in Maremma
Classe 1982, mamma di tre bambini, Lucia Saltalamacchiavive in Toscana, precisamente ad Orbetello, dove dal 2010 organizza matrimoni. Un animo romantico, sensibile, sempre aperto alle novità e disponibile all’ascolto. Un sorriso disarmante su un volto sempre sorridente. Lucia mette nel suo lavoro lo stesso entusiasmo che ha nella vita. Questo è il decimo anno della sua attività, un traguardo importante. Per rendere omaggio al suo lavoro ha dunque pensato di regalare sorrisi e speranza a chi è stato colpito violentemente dalla pandemia. L’idea di Liberamore nasce proprio dalla sua forte voglia di ricominciare a vivere nella normalità e dalla consapevolezza che l’amore, in ogni sua possibile forma, non si ferma davanti a nessun ostacolo e continua prepotente a farsi strada in ogni direzione, in ogni situazione, senza distinzione di sesso, colore o religione. Accanto a lei Gabriele Malagoli, Alessio Bausani, Chiara Serracchiani e Alice Rossetto. Insieme per un unico grande obiettivo. Portare serenità.
Liberamore
Liberamore è un progetto no profit, un iniziativa dedicata a tutti gli eroi che si sono adoperati nelle corsie ospedaliere, ai volontari che ogni giorno hanno dato una mano senza chiedere nulla in cambio, a chi ha combattuto contro questo virus sconosciuto fino a sconfiggerlo. Grazie a tanti professionisti del settore provenienti da tutta Italia Lucia racconterà l’amore in ogni sua espressione documentandolo con servizi fotografici. Futuri sposi, coppie di fatto, amici, familiari, nonni e nipoti, colleghi. Tutti in posa in location da sogno per celebrare l’amore in ogni sua forma. Un modo unico e originale per ringraziare e sostenere chi, dopo aver lottato contro questo maledetto virus, ha bisogno di tornare a sorridere e ad aprirsi al mondo.
Liberamore. In cosa consiste l’iniziativa
Lucia, sostenuta da grandi professionisti del settore wedding, regalerà veri e propri servizi fotografici a medici, infermieri, volontari e guariti dal covid-19. L’iniziativa è aperta a ogni tipologia di persone. Non è necessario essere una coppia, il servizio è rivolto anche a conviventi, colleghi di lavoro, volontari, nonni e nipoti etc.. Basta che i candidati appartengano alla categoria che Lucia vuole pubblicamente ringraziare. I servizi fotografici saranno svolti in tutte le regioni d’ Italia. Tra le tappe scelte dal team di Liberamore c’è anche la mia meravigliosa città: Gaeta.Se siete quindi di Gaeta o dei dintorni ed appartenete ad una delle categorie menzionate scriveteci!
Come partecipare a Liberamore
Inviateci i vostri racconti di vita durante il lockdown. Le vostre storie possono essere di aiuto e di sostegno a chi ancora sta lottando contro questo virus e si prodiga per sconfiggerlo del tutto. Per partecipare potete mandare le vostre candidature a me, mandando una mail a Annalisa@trevaligie.com, o a Lucia, scrivendo a saltalamacchialucia@gmail.com. I candidati selezionati saranno i protagonisti assoluti di un servizio fotografico professionale. Come vere star saranno accompagnati durante la giornata da truccatrici, parrucchieri, esperti di moda e da Lucia in persona. Scenografie naturali e spettacolari, location di charme e grandi sorrisi renderanno questa esperienza unica nel suo genere.
Come partecipare se sei un professionista
Per celebrare gli eroi del nostro tempo è necessario anche il supporto di professionisti della zona. Più professionisti ci sono più sarà bello collaborare. Quindi se siete di Gaeta e dintorni e volete dare il vostro contributo gratuito per questa iniziativa solidale scriveteci! Ecco cosa chiediamo:
Per i fotografi: è richiesto un servizio fotografico della durata di 2 ore massimo, con consegna di un minimo di 80 file, tutti in alta risoluzione. E’ preferibile anche la consegna di una copia delle immagini “social friendly”, opportunamente ridimensionate, per facilitare la condivisione sui vari profili dei partecipanti alla sessione.
Per le location: ospitalità in pensione completa per 1 notte riservata alle coppie protagoniste dello shooting ed ospitalità in pensione completa per 1 notte riservata al blogger/influencer/giornalista. Disponibilità di far svolgere il servizio nelle aree che verranno individuate.
Per le Make up artist e hair stylist: Trucco e pettinatura per la coppia prima dell’inizio della sessione (circa 2 ore prima).
Per le boutique/stilisti: Disponibilità a prestare accessori o dettagli o abiti, da utilizzare con la coppia durante il servizio. Preferibile la presenza di un responsabile durante lo shooting.
Potete aiutarci a ringraziare persone speciali, mettendoci il nome e la faccia. Tramite le condivisioni sui social faremo arrivare il progetto a milioni di persone. Siamo presenti su Instagram www.instagram.com/liberamore_ e su Facebook www.facebook.com/liberamore2020