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I bambini dovrebbero passare più tempo possibile all’aria aperta, godendosi quello che di meglio la natura sa offrire. A prescindere dalla stagione giocare fuori casa permette al bambino di trarre enormi benefici sia a livello fisico che psichico. Soprattutto in viaggio è bene proporre attività outdoor da fare con i bambini che siano non solo stimolanti ma che insegnino ai nostri figli a diventare più consapevoli e ad essere rispettosi verso il pianeta che ci ospita. 

Attività outdoor da fare in viaggio con i bambini

Perchè sono fondamentali per la crescita

Scuola, compiti, sport.. al di la dei normali impegni con i quali spesso si sovraccaricano i bambini bisogna capire che per poter apprendere in maniera sana e corretta è necessario stare il più possibile a contatto con la natura, respirando aria pulita ( anche se gelida) e ritrovando dunque uno spazio vitale per muoversi in libertà. Anche in viaggio è essenziale predisporre del tempo da dedicare ai bambini, non costringendoli solo a guardare monumenti o quadri nei musei. E’ bene gestire le giornate in maniera tale che ognuno abbia il suo momento di svago o di interesse. 

Attività outdoor adrenaliniche

Uno dei modi migliori per rendere unica ed emozionante una vacanza in famiglia è coinvolgere i bambini in esperienze outdoor. Le attività da inserire in un itinerario dii viaggio sono molteplici e variano da territorio a territorio. Se i tuoi bambini sono piccoli esploratori ed hanno una capacità innata di inserirsi in contesti selvaggi puoi provare a fare con loro una discesa su un fiume in canoa, alla scoperta degli scorci selvatici e della fauna fluviale. Se sono coraggiosi e audaci prova invece a farli divertire con il rafting, discendendo rapide e torrenti con i gommoni.

attività outdoor da fare con i bambini in viaggio.
Il rafting è un’attività da fare con tutta la famiglia perchè serve coesione e coordinazione. In questo modo i bambini imparano a fidarsi dei compagni del gruppo aiutando attivamente alla buona riuscita della discesa.

Entrambi gli sport sono essenziali per lo sviluppo della socializzazione perchè si praticano in gruppo. Il bambino deve imparare quindi a fidarsi e a collaborare in stretta sintonia con gli altri membri dell’equipaggio. Il tutto condito dai profumi di sottobosco e dai colori unici dell’acqua fluviale. A contatto con la natura i piccoli viaggiatori imparano a classificare piante e animali, ad ascoltare con attenzione i versi degli uccelli, ad osservare insetti e a vivere l’ambiente che li circonda con stupore e curiosità crescente. Nella natura sono insite numerose opportunità di gioco che stimolano la fantasia e la creatività. L’osservazione, la scoperta. l’esplorazione solitaria o in gruppo permettono ai bambini di sviluppare sicurezza e fiducia in se stessi.

Attività per i bambini più riflessivi

Anche il trekking risulta essere un’esperienza outdoor adatta ai bambini, soprattutto per i più curiosi e riflessivi. Basta scegliere percorsi di basso o medio impatto, evitando salite ripide e scarpinate e lunghe percorrenze. Sono tantissimi in italia i Parchi Naturali Regionali dove imbattersi in sentieri di trekking in cui passeggiare alla scoperta di boschi e vallate. Rispetto agli adulti i bambini hanno un’altro modo di concepire la passeggiata e si concentrano sui dettagli piuttosto che sulla maestosità delle montagne circostanti. Si appassionano vedendo animali al pascolo, si stupiscono incontrando un formicaio o si fermano a raccogliere foglie e legnetti che diventano subito souvenir. Per incentivarli a camminare basta creare momenti di coinvolgimento e di gioco. Prova ad esempio a imbastire una gara a chi conta più funghi o a chi vede più nidi sugli alberi, dando un piccolo premio alla fine del percorso.

Attività all'aria aperta da fare in viaggio con i bambini
Per incentivare i bambini a percorrere i sentieri di trekking puoi provare ad organizzarti con altre famiglie. Con la giusta compagnia i bambini non sentiranno la fatica ma tenderanno ad organizzarsi in giochi che permetteranno loro di concludere la passeggiata senza grande sforzo.

Per i bambini amanti dell’esplorazione

Per i bambini patiti per la bici sono numerose le piste ciclabili da percorrere in sicurezza in Italia. Il bello della passeggiata su due ruote sta proprio nel fatto che ci si può fermare lungo il percorso e approfittare per esplorare gli scorci più suggestivi del territorio, per poi pedalare verso nuovi angoli da scoprire. Anche in questa esperienza la percezione del bambino è diversa da quella che ha l’adulto. I piccoli viaggiatori si concentrano sugli elementi ludici che trovano lungo il percorso, come tuffarsi in un lago o in un ruscello. E’ fondamentale però trovare percorsi che siano adatti alla fascia d’età e alla competenza del bambino.

Anche la passeggiata a cavallo è un’ottima attività outdoor da far fare ai bambini. Le escursioni in sella danno un enorme senso di libertà e aiutano il bambino ad aumentare il senso di responsabilità e l’equilibrio. Prendersi cura e affidarsi ad un animale come il cavallo o il pony poi stimola la loro concentrazione e la carica emozionale. 

Attività outdoor per gli amanti dell’acqua

Al mare o sul lago invece è importante che i bambini accrescano le loro capacità facendo degli sport che aiutino la coordinazione e l’attenzione. Il SUP è uno di questi. Per restare in equilibrio sulla tavola occorre tanta concentrazione, e pagaiare nell’acqua mette in movimento tutti i muscoli del corpo. Inoltre l’aria preziosa di cui si nutrono è un toccasana per i polmoni appesantiti dallo smog cittadino. Per i più audaci poi c’è il surf. Cavalcare le onde sprigiona una carica adrenalinica davvero pazzesca e molte sono le scuole in Italia dove poter imparare a praticare questo straordinario sport acquatico. 

attività outdoor da fare con i bambini in viaggio.
Il SUP è un attività adatta ad adulti e bambini, indipendentemente dalla preparazione fisica e dall’età.

Cosa portare per fare attività all’aperto con i bambini

A prescindere dall’esperienza che sceglierai di fare con i tuoi bambini hai bisogno di organizzare un piccolo kit di “sopravvivenza”, necessario per consentirti di passare l’intera giornata fuori. Non dimenticare mai un cambio di abiti e di biancheria ( anche per te), un asciugamano, una crema solare protettiva. Munisciti di borracce e di giacche a vento. Metti nello zaino dei cappellini che riparino dal sole o dal freddo se è inverno. Porta sempre uno spry antizanzare e una crema per eventuali punture di insetti. Non dimenticare gli impermeabili e delle salviette igienizzanti. 

Perchè coinvolgere i bambini in attività outdoor in viaggio

La natura è una fonte inesauribile di opportunità di gioco. Giocare con le foglie, arrampicarsi sugli alberi, attraversare ruscelli… sono tutte attività che portano i piccoli viaggiatori in una dimensione naturale fatta a loro misura, dove imparano a gestirsi in totale libertà. Stare all’aria aperta permette ai bambini di stimolare la loro creatività e la loro curiosità. Tutti i sensi si attivano e tornano vigili, attenti ai piccoli cambiamenti, ai versi degli animali, allo scrosciare dell’acqua, all’odore del muschio o dei funghi. Che sia mare, montagna, bosco o pianura ogni posto è ideale per permettere ai bambini di muoversi in libertà sviluppando sicurezza e fiducia in se stessi. 

 

Il Carnevale è una delle festività più affascinanti e colorate d’Italia, caratterizzato da una mescolanza di tradizioni secolari, costumi coloratissimi e divertimento contagioso. In ogni regione della penisola si celebrano carnevali unici e indimenticabili che attirano visitatori da tutto il mondo. Se stai cercando un posto dove andare a Carnevale sei nel posto giusto. In questo articolo trovi gli eventi più belli d’Italia che ti faranno immergere nella ricchezza culturale del paese e nelle tradizioni festose che li caratterizzano.

Dove andare a Carnevale in Italia

La ricercata eleganza del Carnevale di Venezia

IlCarnevale di Venezia è senza dubbio uno dei carnevali più famosi e affascinanti al mondo, noto per la sua atmosfera magica, le maschere elaborate e l’architettura romantica della città lagunare. Questa celebrazione così pittoresca attrae visitatori da secoli, trasformando Venezia in un palcoscenico di eleganza, mistero e tradizione.

Le origini del Carnevale di Venezia risalgono al Medioevo, quando la nobiltà veneziana organizzava feste sfarzose prima dell’inizio della Quaresima. La tradizione delle maschere era originariamente concepita per consentire ai nobili di mescolarsi liberamente con il popolo senza rivelare la propria identità. 

Uno degli elementi distintivi del Carnevale di Venezia sono infatti le maschere e i costumi elaborati, di un eleganza sopraffina. Le maschere veneziane sono vere opere d’arte, caratterizzate da dettagli finemente lavorati, ricami, piume e decorazioni dorate. La più iconica di tutte è la Maschera del Medico della Peste, con il suo naso allungato e il cappuccio nero, ma esistono molte altre varietà, ognuna con la sua storia e significato.

Dove andare a Carnevale. Gli eventi più belli d'Italia.

Le celebrazioni del Carnevale di Venezia culminano con “Il Volo dell’Angelo”: una giovane donna scende dalla torre campanaria di San Marco fino alla piazza sottostante, sospesa su un cavo, simboleggiando l’inizio ufficiale del Carnevale.

La magia delle maschere, la maestosità delle sfilate e l’atmosfera festosa rendono questo carnevale un evento imperdibile per coloro che desiderano immergersi nella elegante tradizione e nel mistero di Venezia.

La magia dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio

Il Carnevale di Viareggio è uno dei carnevali più noti e spettacolari d’Italia. Celebre per i suoi grandiosi carri allegorici, attira visitatori da ogni angolo del mondo, desiderosi di immergersi nell’atmosfera unica di questa colorata celebrazione.

Il Carnevale di Viareggio ha radici profonde, risalenti al 1873, quando alcuni giovani della città decisero di organizzare una festa con carri allegorici trainati da cavalli. Nel corso degli anni, questa iniziativa si è evoluta fino a diventare uno degli eventi carnevaleschi più famosi d’Europa.

Dove andare a Carnevale. Gli eventi più belli d'Italia.

La caratteristica principale del Carnevale di Viareggio sono i maestosi carri allegorici. Enormi strutture mobili, spesso realizzate con grande maestria artistica, che attraversano le strade della città catturando l’attenzione di tutti. Questi carri sono vere opere d’arte che portano in scena caricature di personaggi famosi, politici o situazioni sociali in chiave ironica e satirica.

Ogni carro è il risultato di mesi di lavoro da parte di talentuosi artisti e artigiani. Il Carnevale di Viareggio è caratterizzato da una serie di sfilate che coinvolgono i colorati carri allegorici, gruppi mascherati e bande musicali. Le strade si riempiono di spettatori entusiasti, pronti a godersi lo spettacolo di creatività e fantasia che prende vita sotto i loro occhi. Durante le sfilate, le strade di Viareggio si trasformano in un caleidoscopio di colori, suoni e sorrisi.

Con i suoi carri allegorici spettacolari e la vibrante atmosfera di festa, il Carnevale di Viareggio rimane una tappa imprescindibile per chi desidera vivere appieno la magia e la creatività di un autentico carnevale italiano.

Dove andare a Carnevale. La battaglia di arance di Ivrea

Il Carnevale di Ivrea, pittoresca città piemontese, è una celebrazione carnascialesca unica e spettacolare, famosa per la particolare tradizione della “Battaglia delle Arance”. Le origini del Carnevale di Ivrea affondano le radici nella storia medievale, in particolare nella rivolta contro il dominio tirannico del Marchese di Monferrato nel XII secolo. La leggenda narra che una giovane donna, la cosiddetta Mugnaia, si ribellò uccidendo il tiranno. In memoria di questo evento, la popolazione di Ivrea celebra ogni anno il Carnevale, rievocando la rivolta e la lotta per la libertà.

La caratteristica più distintiva del Carnevale di Ivrea è quindi la “Battaglia delle Arance”, una sfida epica in cui i partecipanti si dividono in squadre e si lanciano arance gli uni contro gli altri per simulare la ribellione contro il potere oppressivo. Si dice che l’utilizzo delle arance rappresenta il lancio di pietre contro il tiranno, e questo evento è diventato un simbolo di resistenza e orgoglio per la comunità della città.

Stai pensando alla spreco di agrumi vero??

Ti rassicuro subito. Le arance lanciate durante i giorni del carnevale di Ivrea arrivano dalla Calabria e non hanno le caratteristiche adatte al consumo umano. In pratica, non sono buone da mangiare. In più, una volta terminata la manifestazione, diventano compost!

Il Carnevale di Ivrea è suddiviso in diverse giornate, con il culmine rappresentato dal “Corteo Storico”. Durante questo evento principale, carri allegorici, cavalli e partecipanti mascherati sfilano per le vie della città, raccontando la storia della rivolta e rendendo omaggio agli eroi del passato. I partecipanti indossano costumi tradizionali e mantengono viva la tradizione della ribellione attraverso canti e danze.

Il momento più bello del corteo è il passaggio della Mugnaia, l’eroina delle festa. La donna designata ad impersonarla sfila su un carro dorato, indossando una lunga veste di lana bianca, attraversata da una fascia verde di seta sulla quale è appuntata una coccarda rossa con i simboli del Carnevale.

Partecipare al Carnevale di Ivrea significa immergersi in un’atmosfera ricca di entusiasmo, spirito di squadra e senso di appartenenza alla comunità. Le strade si animano di colori, suoni e profumi di arance, creando un’esperienza coinvolgente e indimenticabile per tutti i presenti. Il Carnevale di Ivrea è una tappa imperdibile per coloro che desiderano vivere un’esperienza carnevalesca fuori dal comune e ricca di tradizione.

Incontra la Farinella al Carnevale di Putignano

Il Carnevale di Putignano, vivace borgo della Puglia, è una festa straordinaria e ricca di tradizioni che affonda le sue radici in una storia secolare, risalente addirittura al XIV secolo. E’ infatti considerato uno dei carnevali più antichi d’Italia. Lo sapevi? Questo contribuisce a renderlo un evento unico e imperdibile. La festa ha subito varie trasformazioni nel corso dei secoli, ma ha sempre mantenuto il suo spirito festoso e il legame con le tradizioni popolari.

Uno degli elementi distintivi del Carnevale di Putignano sono le sfilate di carri allegorici. Questi carri sono veri capolavori artistici, decorati con maestria e spesso ispirati a temi storici, fiabeschi o satirici. Le sfilate attraversano le strade della città, coinvolgendo la comunità e catturando l’attenzione dei visitatori con i loro colori sgargianti e la creatività sfrenata.

Dove andare a Carnevale. Gli eventi più belli d'Italia.

Come in molti carnevali italiani, le maschere svolgono un ruolo cruciale nel Carnevale di Putignano. I partecipanti indossano costumi elaborati e maschere tradizionali, dando vita a un’affascinante varietà di personaggi. Le maschere, spesso dotate di significati storici o simbolici, aggiungono un tocco di mistero e fascino alla festa.

Sai chi è Farinella?

Un personaggio emblematico del Carnevale di Putignano è “Farinella”. Il suo nome deriva dal piatto simbolo della cucina di Putignano, una farina ricavata da ceci e orzo abbrustoliti e ridotti in polvere in mortai di pietra. Farinella simboleggiava in passato un povero ubriacone ma, nel corso degli anni, la maschera è stata modificata al fine di rappresentare al meglio l’essenza del carnevale di Putignano. Ora infatti ha le sembianze di un Jolly e un vestito colorato, come quello di Arlecchino, un cappello a tre punte ed un gonnellino rosso e blu, colori simbolo della città. Della maschera tradizionale resta solo il volto, arzillo e brillo, e il naso rosso da ubriacone. 

Ciò che rende davvero speciale il Carnevale di Putignano è il forte coinvolgimento della comunità. I locali partecipano attivamente alla preparazione delle sfilate, alla creazione dei costumi e al mantenimento delle tradizioni. Questo senso di partecipazione collettiva conferisce al carnevale un’energia unica e contagiosa.

Il solare Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Acireale è uno dei carnevali più famosi e antichi d’Italia ed è celebrato nella città di Acireale, in Sicilia. Questa festa ha una lunga tradizione e affonda le radici nel XVII secolo. Il Carnevale di Acireale è noto per la sua vivacità, il suo sfarzo e la sua creatività, e da anni attira visitatori da tutto il mondo.

Le celebrazioni includono sfilate di carri allegorici decorati con elaborate sculture di cartapesta, accompagnate da bande musicali e gruppi mascherati. I carri sono spesso realizzati con maestria e raffigurano temi satirici, storici o fantastici. Le maschere indossate dai partecipanti sono anch’esse spesso elaborate e colorate, e aggiungono un tocco di mistero e allegria alla festa.

L’iconica Pupa siciliana va a spasso per le strade di Acireale

Una delle caratteristiche distintive del Carnevale di Acireale è la “pupa”, una grande figura di cartapesta che rappresenta una donna, spesso vestita con costumi tradizionali. Questa figura è portata in processione durante le sfilate. Il Carnevale di Acireale vanta poi un programma fittissimo, ricco di eventi dedicati a grandi e piccini. Dalla proclamazione della maschera più bella dei bambini ai concerti di cantanti famosi, passando per diverse performance recitate da volti noti della tv e dello spettacolo, a nessuno è permesso di annoiarsi, nemmeno ai nostri amici animali. Durante il Carnevale di Acireale infatti possono partecipare ad un concorso in maschera anche gli animali domestici, ovviamente travestiti. 

Il Carnevale di Acireale è una festa che mescola quindi tradizione e innovazione, offrendo un’esperienza unica e divertente per chiunque decida di parteciparvi. La sfilata dei carri si snoda lungo il circuito barocco della città e culmina in piazza Duomo dove ogni carro dà spettacolo con la propria esibizione.

Perchè partecipare al Carnevale nelle città italiane

In Italia il Carnevale non è solo una festa, ma un’occasione per esprimere creatività, allegria e tradizione. Ogni regione contribuisce con il suo tocco unico, rendendo ogni carnevale un’esperienza indimenticabile. Che si tratti delle maschere eleganti di Venezia, delle battaglie di arance ad Ivrea o delle sfilate artistiche di Viareggio, i carnevali italiani sono un viaggio affascinante attraverso la cultura e la gioia condivisa.

A Roma, tra le strade costellate di storia e cultura, si cela un luogo che sfida la percezione e la realtà stessa: il Museo delle Illusioni. Questo museo, unico nel suo genere, offre un’esperienza strabiliante! Ciò che sembra impossibile diventa reale e la realtà è tutto tranne che ordinaria. Situato proprio nel cuore della capitale, il Museo delle Illusioni è un luogo affascinante dove l’arte e la scienza si fondono per creare illusioni ottiche, enigmi e spettacoli visivi che lasciano i visitatori a bocca aperta. Sin dall’ingresso, ci si trova immersi in un universo di stranezze visive e sorprese sensoriali.

Il Museo delle Illusioni di Roma. Guida alla visita

Immergiti in un esplorazione interattiva

Una delle caratteristiche più coinvolgenti del museo è la sua natura interattiva. Ogni sala offre opportunità uniche per giocare con la prospettiva, sperimentare con la percezione delle dimensioni e mettere alla prova la mente. Specchi deformanti, disegni anamorfici e stanze impossibili sono solo alcune delle attrazioni che incanteranno i visitatori di tutte le età.

Oltre all’aspetto ludico, il Museo delle Illusioni offre anche un’occasione per comprendere la scienza che sta dietro le illusioni ottiche. Attraverso esposizioni interattive e spiegazioni dettagliate, i visitatori possono apprendere i principi fisici e psicologici che rendono possibili queste straordinarie distorsioni della realtà.

Scatta foto perfette

Una visita al Museo delle Illusioni è anche un’opportunità perfetta per scattare fotografie uniche e divertenti. Le installazioni interattive e le opere d’arte visiva offrono sfondi straordinari per immagini che sembrano uscite da un mondo completamente diverso. È un museo interattivo capace di mettere alla prova la propria la mente e perfetto da visitare in famiglia o con gli amici.

Ogni stanza ha un’illusione tutta da vivere: ti puoi rimpicciolire, puoi diventare un gigante, puoi mettere la tua testa su un piatto e cimentarti nelle illusioni ottiche. Posizionati sul bollino giallo che trovi davanti ogni stanza del Museo e scatta la tua foto perfetta! Se sei da solo o vuoi entrare anche tu nella foto, chiedi aiuto al personale del museo. Una persona gentile e preparata scatterà la foto al posto tuo, aiutandoti anche a sistemarla al meglio sul tuo cellulare. 

Gira tra le installazioni

Una delle installazioni più simpatiche del Museo delle Illusioni di Roma è la sedia di Beuchet. Per scattare una foto occorrono due persone, che andranno a posizionarsi sui punti segnalati sul pavimento. Dal punto fotografico entra in gioco la prospettiva, sbilanciando le dimensioni tra chi è seduto in primo piano e chi è seduto invece a terra, che sembrerà infinitamente più piccolo della persona che è in piedi. In foto sembrerà di tenere in mano uno gnomo!

Il museo delle illusioni di Roma, guida alla visita

Poi dedica qualche minuto al pozzo dell’Infinito. Prendi posizione come segnalato all’ingresso dell’installazione e lasciati fotografare. Poi gira la fotocamera e guardati in caduta libera nel vuoto! E se ancora vuoi provare giochi di riflessi e distorsioni della realtà entra nella stanza ruotata. Posizionati attorno al tavolino posto nel centro facendo finta di volare, seguendo sempre i consigli del personale o dei pannelli informativi che trovi davanti l’installazione, e fatti scattare la foto. Ora guardala sul cellulare, ruotala di 90° e … sei in una stanza a testa in giù!

Il museo delle illusioni di Roma, guida alla visita

Il Museo delle Illusioni a Roma. Gioca con gli specchi

Se ami giocare con gli specchi il Museo delle Illusioni fa proprio al caso tuo. Inquadra la fotocamera nel caleidoscopio ad esempio e guardati in maniera ripetuta. Quanti “te” vedi nello scatto?? Puoi anche inquadrare una persona dal lato opposto del tunnel e scattare foto divertenti in pose diverse del viso. Entra poi nella stanza dell’Infinito, una grande sala fatta da specchi che replica all’infinito la tua immagine riflessa. In realtà hai solo l’illusione di essere in una stanza enorme, mentre sei invece in un piccolo stanzino dove le luci e gli specchi confondono la percezione che hai degli spazi. 

Prova anche a giocare con lo specchio a fasce, ma per farlo ti occorrerà l’aiuto di un’altra persona. Posizionatevi sui due lati opposti dello specchio e provate a giocare con le altezze. Grazie ad un gioco di riflessi puoi creare un nuovo viso composto da elementi tuoi e da quelli di chi sta dall’altra parte dello specchio.

Concediti poi una chiacchierata con te stesso sedendoti al tavolo dei cloni. Il gioco di specchi e di prospettive creerà ben 5 cloni di te, seduti al tuo fianco, che imiteranno ogni tuo movimento. 

Stupisciti con gli ologrammi

Le immagini degli ologrammi creano l’illusione di una figura tridimensionale e al Museo delle Illusioni di Roma trovi una vasta collezione di ologrammi davvero molto particolari, posti sulla parete di un corridoio. Per cogliere l’immagine nella sua complessità devi posizionarti proprio davanti al quadro. Vedrai le figure muoversi, cambiare forma e scappare quasi dalla loro cornice.

Perchè visitare il Museo delle Illusioni di Roma

Il Museo delle Illusioni di Roma non conosce limiti di età o conoscenza. È un luogo perfetto per famiglie, per le coppie o per i gruppi di amici desiderosi di immergersi in un’esperienza diversa dal solito museo tradizionale. È anche un’ottima occasione educativa per i più giovani, che possono imparare giocando e sperimentando.

Per coloro che desiderano vivere questa straordinaria avventura, il Museo delle Illusioni a Roma è aperto tutto l’anno, accogliendo i visitatori con le sue illusioni stupefacenti e la sua atmosfera divertente e stimolante. La visita dura circa un’ora.

In conclusione, il Museo delle Illusioni di Roma offre un’esperienza unica e coinvolgente che lascia i visitatori incantati e sorpresi. È un luogo dove la realtà è messa in discussione e dove ci si può immergere in un mondo di illusione e fantasia, scoprendo il potere della mente e della prospettiva. Una visita qui è un viaggio emozionante e memorabile nel regno delle illusioni visive e della creatività umana.

Taranto è una città che racchiude tra i suoi confini uno scrigno di storia, arte e cultura. In questa incantevole meta della Puglia è possibile immergersi nel fascino del MarTa, il Museo Archeologico di Taranto. Il MarTa testimonia il ricco passato della città, offrendo ai visitatori un affascinante viaggio nel tempo. Entra in questa oasi culturale e osserva i resti della civiltà della Magna Grecia visitando il MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto.

Visita al MarTa, il museo archeologico nazionale di Taranto

Con la sua vasta collezione di reperti archeologici, il MarTa svela le affascinanti storie dell’antica Taranto, facendo rivivere le vivaci culture che un tempo prosperavano in questi territori. Dalle squisite ceramiche greche alle maestose sculture romane, ogni manufatto racconta una storia avvincente sulll’evoluzione della città. Che tu sia un appassionato di storia, un amante dell’arte o semplicemente qualcuno che cerca un’esperienza culturale accattivante, MarTa ti lascerà incantato. Ti porto dunque in questo straordinario viaggio attraverso il MarTa di Taranto, dove la storia rivive e i misteri del passato vengono svelati. Un modo unico ed accattivante per scoprire la storia di Taranto, una città ricca di grandi tesori artistici e culturali. 

Inizia scoprendo la storia del museo

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, noto come MarTa, è uno dei più importanti musei italiani e le sue origini risalgono addirittura al 1887. Si scrive MarTa ma si legge Martà, alla francese. La sede è ubicata in corso Umbertino, nell’ex convento dei frati Alcantarini, struttura risalente al 1700 di cui ancora puoi ammirare al piano terra il meraviglioso chiostro. Proprio durante la realizzazione di questa nuova zona di Taranto il sottosuolo ha restituito numerosi reperti archeologici, ma altrettanti sono andati distrutti dalle ruspe o dispersi per altri motivi.

Molti oggetti custoditi nel MarTa appartengono a città greche o romane, a dimostrare l’importanza strategica della città di Taranto per i commerci nel Mediterraneo. La città infatti è stata una delle più importanti colonie elleniche del sud Italia, prima di cadere sotto il dominio dell’Impero Romano.

Esplora l’Antica Taras

Il MarTa si distingue per la sua vasta collezione di reperti che narrano la storia dell’antica colonia greca di Taranto, conosciuta come Taras. La sezione dedicata a questa civiltà affascinante presenta ceramiche, statue, monete e altri manufatti che risalgono a diverse epoche, permettendo ai visitatori di comprendere la vita quotidiana, le credenze religiose e gli sviluppi artistici di quel tempo. La colonia spartana di Taras prese il nome da un fiume e dall’eroe, figlio di Poseidon e della ninfa Satyria, raffigurato a cavallo di un delfino sulle monete della zecca cittadina.

Visita al MarTa, il museo di Taranto

 

Visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Ammira le collezioni numismatiche e gli Ori di Taranto

Il museo ospita anche una ricca raccolta di monete provenienti da diverse epoche storiche. Queste testimonianze numismatiche non solo mostrano l’evoluzione della moneta nel tempo, ma forniscono anche dettagli preziosi sulla storia economica, politica e culturale della regione. Al MarTa sono custoditi inoltre gli Ori di Taranto, una meravigliosa collezione di gioielli e oggetti artigianali risalenti all’Antica Grecia. Degno di nota il diadema appartenuto alla Principessa Opaka Sbaleidas di Canosa, conservato in una preziosa scatola d’argento. 

Visita al MarTa, il museo di Taranto. Le Sale Tematiche

Il MarTa dispone di sale tematiche che approfondiscono vari aspetti della storia locale e delle civiltà che hanno influenzato Taranto nel corso dei secoli. Si possono trovare sezioni dedicate all’età del ferro, all’epoca romana, al periodo medievale e molto altro ancora. Ogni sala è curata nei minimi dettagli, con pannelli informativi, modelli e reperti che amplificano l’esperienza di apprendimento.

Visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Esplorando le varie sale tematiche puoi imbatterti nelle famose teste in pietra di Carparo risalenti al periodo romano, e nelle ceramiche ritrovate in alcune necropoli della zona. Numerosi sono poi i vasi in argilla del periodo messapico, caratterizzati da disegni scuri e illustrazioni mitologiche, soprattutto sportive. 

Visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Partecipa agli Eventi e Attività Didattiche

Oltre alle esposizioni permanenti, il MarTa organizza eventi, conferenze e attività didattiche che coinvolgono visitatori di tutte le età. Queste iniziative includono workshop per bambini, incontri con esperti, mostre temporanee e spettacoli culturali che arricchiscono ulteriormente l’esperienza museale.

Il MArTA rappresenta il luogo ideale per trascorrere del tempo in famiglia. Lungo il percorso espositivo infatti sono presenti postazioni dedicate ai più piccoli i quali possono partecipare, previo prenotazione, a visite guidate e laboratori multisensoriali

Per informazioni e prenotazioni puoi mandare una mail a: man-ta@cultura.gov.it

Perchè fare una visita al MarTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Il MarTa non è soltanto un museo, ma un punto di riferimento culturale per la comunità di Taranto e per i visitatori provenienti da tutto il mondo. La sua importanza va oltre la conservazione del patrimonio, poiché agisce come un ponte tra il passato e il presente, consentendo alle persone di connettersi con le loro radici storiche e culturali.

In conclusione, i percorsi espositivi del MarTa di Taranto offrono un’immersione avvincente nella storia antica, presentando reperti straordinari e offrendo un’esperienza educativa e coinvolgente per chiunque desideri esplorare il ricco patrimonio della regione.

Trovi il MarTa in via Cavour 10 a Taranto. 

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 011 19272866 o mandare una mail a: info@aditusculture.com

L’Epifania, celebrata il 6 gennaio in molte tradizioni cristiane, è una festa che porta con sé un significato profondo e molteplici interpretazioni culturali. Il termine stesso deriva dal greco “epiphaneia”, che significa “apparizione” o “manifestazione”. Questo giorno commemora infatti l’evento descritto nella tradizione cristiana in cui i Re Magi, seguendo la stella cometa, giungono a Betlemme per adorare il neonato Gesù e offrirgli doni simbolici: oro, incenso e mirra. In questo articolo trovi una selezione dei 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l’Epifania, immersi nella storia e nella tradizione locale.

Scopri i 6 borghi più belli del Lazio festeggiare l’Epifania

Le celebrazioni dell’Epifania variano da paese a paese e riflettono la ricchezza delle tradizioni culturali e religiose nel mondo. In Italia, ad esempio, la Befana è una figura popolare legata a questa festa. Si dice che la Befana, una vecchia signora, voli su una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.

In molte altre culture, le celebrazioni dell’Epifania possono includere processioni, spettacoli teatrali che rievocano l’arrivo dei Re Magi, canti, balli e pasti tradizionali con piatti tipici. Oltre al suo significato religioso, l’Epifania ha un valore universale che trascende le barriere culturali e spirituali. Rappresenta la ricerca di significato, la scoperta della verità e l’accettazione delle diversità. È un momento per riflettere sulla propria ricerca interiore e per accogliere la diversità con apertura e compassione.

Festeggia l’Epifania a Civita di Bagnoregio

Conosciuta come “La Città che Muore”, Civita di Bagnoregio è un gioiello arroccato su una collina di tufo nel cuore della Tuscia. Durante l’Epifania, il borgo si anima con mercatini artigianali e celebrazioni religiose, offrendo una vista mozzafiato sulle valli circostanti.

Una volta oltrepassato il famoso ponte sospeso nel vuoto che conduce al centro storico di Bagnoregio ti trovi catapultato in un’atmosfera senza eguali. Puoi tornare indietro nel tempo e rivivere le scene che ricostruiscono la nascita di Gesù, ammirando l’emozionante presepe vivente che prende vita tra le stradine del borgo. Passeggia nel castrum romano, tra le residenze nobiliari e tra gli artigiani a lavoro. passo dopo passo lasciati condurre dai pastori o dai Re Magi davanti alla Natività. 

I 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l'Epifania

Aspetta i Re Magi Maranola

Sempre nel Lazio, in provincia di Latina, si svolge una delle rappresentazioni della Natività più emozionanti della regione. Il piccolo borgo di Maranola accoglie un presepe vivente che conta più di trecento figuranti in costumi tipici che, tra cantine, vicoli e ipogei, ti porta nell’antica Betlemme. In un’atmosfera fiabesca puoi assistere all’arrivo dei Re Magi alla capanna della natività, accompagnati dal dolce suono delle “zampogne”.

6 borghi del Lazio per festeggiare l’epifania. Raggiungi Calcata, il borgo delle streghe

Immersa nella natura e circondata da canyon tufacei, Calcata è un borgo che conserva un’atmosfera bohemien. Secondo alcune leggende e tradizioni popolari, si narra che Calcata fosse un tempo considerata una “città stregata” o un luogo frequentato da streghe. Tali credenze si mescolano con la storia della città, che ha subito diverse vicissitudini nel corso dei secoli, incluso il suo abbandono e la successiva rioccupazione da parte di artisti e persone interessate alla spiritualità alternativa.

Calcata, cosa vedere nel borgo delle streghe

L’atmosfera particolare e il richiamo alla spiritualità e alla magia hanno contribuito a mantenere viva l’immagine di Calcata come luogo affascinante e suggestivo, anche per coloro che sono affascinati dalle leggende e dai misteri legati alle streghe e alla magia.

Le sue strade pittoresche, gli scorci caratteristici e l’atmosfera creativa rendono questa località un punto di riferimento per chi desidera trascorrere l’Epifania immerso in un’esperienza coinvolgente e fuori dall’ordinario. Se cerchi un luogo autentico e ricco di energia durante l’Epifania, Calcata nel Lazio è sicuramente da considerare. E chissà che tu non veda passare tra le sue viuzze anche una Befana!

Vai a conoscere la Befana di Sermoneta

Rinomata per il suo castello e il centro storico ben conservato, Sermoneta offre durante l’Epifania l’opportunità di partecipare a eventi tradizionali e culturali. Le sue stradine pittoresche e l’imponente Castello Caetani sono scenari ideali per celebrare questa festività.

Per il ponte della Befana si terranno infatti diversi eventi dedicati a grandi e piccini! Dal 5 al 7 gennai puoi partecipare alla manifestazione “A casa della Befana”: una guida esperta ti porta a spasso per il borgo medievale in una divertente caccia al tesoro durante la quale dovrai decifrare un codice segreto che ti farà vincere il primo premio. La manifestazione è a cura dell’associazione Meraviglia, e puoi prenotare il tuo posto chiamando i numeri -3248821981 o -333.2742716. 

Domenica 7 gennaio invece, alle ore 18, all’abbazia di Valvisciolo la banda musicale Fabrizio Caroso da Sermoneta diretta dal maestro Michele Secci si esibirà nel tradizionale Concerto dell’Epifania.

6 borghi del Lazio per festeggiare l’epifania. A Gaeta la Befana arriva dal mare!

La celebrazione dell’Epifania è un momento di grande significato nella tradizione cristiana, commemorando la visita dei Re Magi a Gesù appena nato. A Gaeta, questa festa viene vissuta con grande fervore e coinvolgimento, dando vita a una serie di eventi e riti che coinvolgono la comunità e i visitatori.

A Gaeta il week end lungo dell’Epifania è tutto da vivere. Torna l’appuntamento con il “World Ice Art Championship”, il Campionato Mondiale di Sculture di ghiaccio promosso da Comune di Gaeta e Associazione Italiana Scultori di ghiaccio, inserito nel ricco programma di eventi organizzati per “Favole di Luce”, che stanno portando in Città migliaia di turisti e visitatori. Nel centro storico inoltre ti aspettano lo spettacolo della Fontana di San Francesco, tra giochi di luce e acqua, e le famose Luminarie d’artista.

E ancora il 6 gennaio, presso il Teatro Ariston, alle 9:30, puoi assistere allo spettacolo “La Befana Gaetana 2024”, a cura dell’Associazione culturale “New Horizon”, con ospiti d’eccezione “I Ditelo Voi”. Nel quartiere La Piaja inoltre, a partire dalle 10:00, “La Befana vien dal mare…”, accolta da un raduno di auto d’epoca. 

Vivi l’Epifania nel borgo fantasma di Celleno

Il Presepe Vivente di Celleno è un’affascinante manifestazione che trasporta i visitatori in un viaggio nel tempo, rivivendo la storia della natività in un contesto pittoresco nel cuore della Tuscia viterbese. Il borgo di Celleno, immerso nella sua atmosfera medievale e circondato da suggestivi paesaggi collinari, diventa il palcoscenico perfetto per questa straordinaria rappresentazione.

Il Presepe Vivente di Celleno coinvolge l’intera comunità, con centinaia di volontari che partecipano alla messa in scena della natività. Attraverso le vie del borgo, si ricreano gli antichi mestieri, le tradizioni e le atmosfere dell’epoca, portando in vita l’ambientazione storica della nascita di Gesù. Hai l’opportunità di percorrere le vie del borgo e di immergerti in un’esperienza coinvolgente, interagendo con gli abitanti che interpretano i personaggi della storia biblica. La falegnameria, la panetteria, le scene pastorali e l’arrivo dei Re Magi sono solo alcune delle affascinanti rappresentazioni che si trovano lungo il percorso del presepe vivente.

I 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l'Epifania

L’arrivo dell’Epifania, il 6 gennaio, aggiunge un tocco speciale alla festa. I festeggiamenti includono eventi religiosi, processioni e momenti di condivisione della tradizione della Befana, la figura mitica che porta doni ai bambini in questa giornata speciale. L’atmosfera di festa continua con spettacoli folkloristici, mercatini di prodotti artigianali e gastronomici, arricchendo l’esperienza dei visitatori e offrendo un’opportunità unica per assaporare la cucina e l’artigianato locali.

Perchè scegliere i borghi del Lazio per festeggiare l’epifania

L’Epifania è una festa ricca di simbolismo e significati profondi che abbracciano l’umanità nella sua diversità. Oltre alla sua radice religiosa, è un invito universale alla ricerca spirituale, alla comprensione delle differenze e alla condivisione di gioia e generosità. Che si tratti di una tradizione religiosa o di un momento di riflessione personale, l’Epifania offre un’occasione per celebrare l’incontro tra culture, credenze e la ricerca del significato più profondo della vita.

L’Epifania nei borghi del Lazio è un’esperienza coinvolgente che unisce tradizione, spiritualità e la bellezza dei luoghi storici. Ogni borgo offre una prospettiva unica delle celebrazioni, permettendo ai visitatori di immergersi nelle tradizioni locali e di vivere un’atmosfera magica e autentica. Che si tratti di eventi religiosi, manifestazioni culturali o semplicemente di esplorare la bellezza dei borghi, l’Epifania nel Lazio promette emozioni indimenticabili e un tuffo nella storia e nella cultura di questa affascinante regione italiana.

Il Capodanno è un momento di festa ricco di storia e significato. Questa tradizione secolare di festeggiare il nuovo anno ha affascinato le culture di tutto il mondo per secoli, simboleggiando nuovi inizi, rinnovamento e speranza per il futuro. Perchè dunque si festeggia il Capodanno? Risalente ai tempi antichi, il concetto di segnare la transizione da un anno a quello successivo è stato osservato in varie forme nelle diverse culture. Dalla festa romana dei Saturnalia alla tradizione scozzese di Hogmanay, ogni cultura ha contribuito con i suoi costumi e rituali unici all’arazzo delle celebrazioni per l’arrivo nel nuovo anno.

Oggigiorno il Capodanno è diventato sinonimo di feste vivaci, fuochi d’artificio scintillanti e tintinnio di bicchieri di champagne. È un momento in cui le persone si riuniscono con amici e persone care, riflettendo sulle prove e sui trionfi dell’anno passato mentre stabiliscono intenzioni e propositi per l’anno a venire. In questo articolo, approfondiamo l’affascinante storia e il significato delle celebrazioni di Capodanno, esplorando i costumi e le tradizioni che hanno plasmato questa amata festività.

Perchè si festeggia il Capodanno?

Le prime celebrazioni del Capodanno risalgono a tempi antichissimi e sono spesso legate a cicli naturali come il cambio delle stagioni o gli equinozi. Nelle antiche civiltà mesopotamiche, ad esempio, il nuovo anno era festeggiato durante il primo plenilunio, dopo l’equinozio di primavera che cadeva più o meno nel mese di marzo. Gli Egizi invece festeggiavano l’anno nuovo in concomitanza con l’innalzamento delle acque del fiume Nilo, evento cruciale per la loro agricoltura.

Parti dalle tradizioni Romane e Giuliache

I Romani celebravano il Capodanno in onore del Dio delle porte e degli inizi, Giano, da cui deriva il nome del mese di gennaio. Giano era raffigurato con due facce, simbolo del passato e del futuro. I festeggiamenti, chiamati “Calendae Ianuariae”, includevano scambi di doni e festeggiamenti pubblici.

Le celebrazioni delle Calendae Iani rimasero popolari anche durante l’Impero Romano, anche se con l’avvento del Cristianesimo e la trasformazione del calendario, le celebrazioni pagane furono gradualmente sostituite da festività cristiane.

Perchè si festeggia il Capodanno? La risposta è nel Calendario Gregoriano

L’attuale data del Capodanno, il 1º gennaio, fu stabilita quando papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano nel 1582. Questo calendario, che sostituì il calendario giuliano, spostò il Capodanno dall’equinozio di primavera al primo giorno dell’anno civile.

Scopri le tradizioni e riti nel Mondo

Le celebrazioni del Capodanno variano ampiamente da una cultura all’altra. In Cina, il Capodanno cade tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, segnando l’inizio del nuovo anno lunare. La festa del Capodanno cinese è caratterizzata dai colori vivaci, dalle danze dei leoni e dai fuochi d’artificio.

In molti paesi del mondo occidentale, le celebrazioni del Capodanno includono feste, fuochi d’artificio, brindisi e la tradizione di fare buoni propositi per l’anno nuovo. Ma quanti poi, riescono a realizzarli?

Perchè si festeggia il Capodanno? Origini e curiosità

In Australia invece i fuochi d’artificio sono una parte significativa delle celebrazioni di Capodanno. Le principali città come Sydney, Melbourne e Brisbane organizzano spettacolari spettacoli pirotecnici. Il più famoso è senza dubbio quello di Sydney Harbour, con il suo iconico display di fuochi che illumina l’Opera House e il ponte della città. Alle Hawaii le spiagge sono spesso il centro delle celebrazioni di Capodanno. Luoghi come Waikiki Beach sperimentano spettacolari fuochi d’artificio che illuminano il cielo notturno mentre le persone si riuniscono per festeggiare sulla sabbia. Feste in spiaggia, barbecue e concerti dal vivo sono comuni lungo le coste, offrendo un’atmosfera festosa e informale.

In molte parti dell’Africa poi, il Capodanno è un momento per onorare le tradizioni e i riti culturali. Ciò può includere danze rituali, cerimonie sacre, tamburi tribali, canti, costumi tradizionali e altre pratiche che celebrano le origini e l’eredità culturale di una comunità. Nelle città africane il Capodanno è spesso un’occasione per feste ed eventi urbani grandiosi. Si tengono concerti, festival musicali e sfilate nelle strade principali, con musica dal vivo, balli e intrattenimento che coinvolge la comunità locale e i visitatori.

Festeggia e fai buoni propositi

Le origini del Capodanno sono intrise di storia, cultura e tradizioni millenarie che si sono evolute nel corso dei secoli. Questa celebrazione universale continua a essere un momento di festa, riflessione e auspici per il futuro. Indipendentemente dalle tradizioni specifiche di ogni cultura, il Capodanno rimane un’occasione unica per celebrare l’inizio di un nuovo ciclo e guardare avanti con speranza e positività. Il Capodanno va oltre una semplice transizione temporale; è spesso un momento di riflessione, di speranza e di nuovi inizi. È un momento in cui le persone si prendono il tempo per fare bilanci, fissare obiettivi e accogliere il futuro con ottimismo.

Chi viaggia tanto lo sa, prima o poi arriva qualche intoppo durante una trasferta che necessita di essere risolto immediatamente. Può essere un problema banale, come la perdita momentanea di un bagaglio, oppure un imprevisto più grave, come un incidente d’auto. In ogni caso, se ti trovi in un paese straniero, devi poter contare su un’assistenza immediata e su una copertura economica che ti permetta di risolvere in maniera celere il problema. Ecco a cosa serve un’assicurazione di viaggio. Ti protegge dagli imprevisti e ti tutela in ogni circostanza, in Italia e all’estero.

A cosa serve un’assicurazione di viaggio?

Un’assicurazione di viaggio è importante perchè ti risarcisce nel momento in cui si verificano imprevisti e eventi dannosi. Sono tante le agenzie assicurative che propongono pacchetti differenti e super personalizzabili, modellabili a seconda delle esigenze, che assistono il cliente prima, durante e dopo la partenza. Un polizza viaggio infatti ti permette di essere risarcito anche se devi annullare la vacanza per problemi di salute. Importantissima poi è la copertura sanitaria. In molti stati esteri infatti non esiste l’assistenza ospedaliera gratuita e quindi ogni spesa sanitaria è a carico del viaggiatore, e spesso è molto onerosa.

Un’assicurazione stipulata in precedenza ti permette di vivere serenamente ogni momento del tuo viaggio, senza stress e senza timori. Non pensare dunque che sia una spesa inutile! Una polizza di viaggio è la migliore forma di prevenzione e protezione per la tua vacanza, sostenendoti a distanza in ogni intoppo. 

Puoi avere assistenza continua in ogni giorno dell’anno

Stipulando un’assicurazione di viaggio ti garantirai assistenza continua, 24 ore su 24, e per 365 giorni all’anno. Un operatore è sempre disponibile ad aiutarti, risolvendo problemi e chiarendo dubbi sul tuo soggiorno. Puoi ad esempio chiedere sostegno per ottenere un visto o un documento essenziale per spostarti in uno stato straniero, chiedere informazioni su vaccini e su cosa fare in caso di malattie, oppure come muoverti in caso di smarrimento di bagagli o documenti. A qualsiasi ora puoi avere un’assistenza concreta, utile a superare intoppi e paure.

Puoi avere l’assistenza sanitaria

Quando viaggi la preoccupazione costante è quella di poter ricevere un’adeguata assistenza sanitaria in caso di malanni o incidenti. Stipulando un’assicurazione di viaggio ti garantisci assistenza medica in ogni momento e un supporto dell’operatore che ti indica dove recarti a seconda della necessità, facendosi subito carico della tua richiesta e coprendo i costi della spesa medica. Molte agenzie assicurative dispongono anche di un interprete, nel caso in cui tu non conosca perfettamente la lingua del paese in cui ti trovi, aiutandoti quindi a far capire il tuo stato di salute ai sanitari esteri. 

A cosa serve un'assicurazione di viaggio? 5 motivi per cui dovresti stipularla prima di partire

Puoi tornare prima in caso di imprevisti

Hai bisogno di rientrare a casa prima del previsto? Se hai stipulato un’assicurazione di viaggio puoi recuperare i tuoi soldi a seconda della clausole che hai coperto. Inoltre se il tuo volo ritarda fino al giorno successivo, l’assicurazione di viaggio ti restituisce il costo dell’alloggio, del vitto e dei trasporti di cui hai dovuto usufruire.

Puoi andare nei paesi in cui l’assicurazione di viaggio è obbligatoria

In alcuni paesi del mondo l’assicurazione di viaggio è obbligatoria. Lo sapevi?? Non puoi entrare infatti in alcuni stati senza possedere una pratica assicurativa di viaggio. In Egitto ad esempio, così come a Cuba, è necessaria un’assicurazione di viaggio obbligatoria, anche se non è prevista una soglia minima di copertura. Se hai intenzione dunque di fare un viaggio all’estero puoi lasciarti consigliare dal tuo assicuratore sulla polizza migliore da stipulare per poter viaggiare serenamente nei confini della meta da te scelta. 

Puoi risparmiare un bel pò!

Risparmio non è mai guadagno! Con un piccolissimo investimento iniziale puoi metterti al riparo da ogni inconveniente di viaggio. Stipulando un’assicurazione in base alla tipologia di viaggio che hai intenzione di organizzare e di intraprendere infatti, ti metterai al riparo da ogni possibile spesa extra, soprattutto sanitaria. Tieni bene in mente che all’estero, in caso di malattia o incidente, la spesa medica ha un costo nettamente superiore alla spesa per l’assicurazione di viaggio, per cui meglio non rischiare e fare un piccolo investimento iniziale al fine di evitare spiacevoli spese straordinarie. 

 

Sei mai stato a Carovigno? E’ un bellissimo borgo in provincia di Brindisi, piccolo gioiello della Valle d’Itria. La sua storia e le sue leggende si intrecciano alle tante tradizioni popolari, tangibili nelle viuzze caratteristiche del centro storico e nei suoi monumenti più famosi. Tra uliveti millenari, distese sconfinate di vigneti e pittoreschi paesaggi tipicamente mediterranei ti porto a scoprire le sue bellezze, dandoti qualche consiglio su Carovigno e su cosa vedere nella città della ‘Nzegna. 

Carovigno, cosa vedere

Il nome Carovigno sembra arrivare dal greco “karpene”, che nel periodo medievale si trasforma in “Carvineo”, ossia “portatore di frutti”. Carovigno è infatti ancora nota come Città fruttifera, in quanto questi territori sono da sempre caratterizzati dall’abbondanza dei frutti e famosi per la fertilità del terreno. Un’altra teoria invece, ritiene che il nome Carovigno derivi dal termine messapico “karp”, che sta ad indicare l’altura sulla quale è stata edificata questa cittadina. Qualunque sia l’etimologia del suo nome, Carovigno affascina il visitatore con le sue tante attrattive, tra i quali spicca un elegante castello dalla storia appassionante.

Conosci la storia di Carovigno?

Carovigno ha origini antichissime, risalenti addirittura al periodo messapico, un momento storico molto particolare per le regioni meridionali d’Italia. Tra il VI e il V secolo a.C. iniziano infatti a svilupparsi i primi insediamenti salentini grazie ad un flusso migratorio proveniente dalla costa illirica. Questo porta alla conseguente comparsa di un alfabeto greco, abitazioni più articolate e specifici rituali religiosi. Il nome dato a questa antica popolazione della Puglia deriva da Messapo, che probabilmente significa “popolo tra due mari”. Alcuni ritrovamenti recenti invece attestano che questa città è stata abitata anche nel Paleolito e nel Neolitico.

Nel Medioevo la città di Carovigno si fortifica con una imponente cinta muraria, sormontata da quattro torri: Torre del Civile, Torre Giranda, Torre delli Brandi e Torre del Prete. In questo periodo si arricchisce anche di una maestosa fortezza, che diventa nei primi anni del Novecento un elegante castello grazie ai Conti Dentice di Frasso. 

Carovigno, cosa vedere. Visita il Castello Dentice di Frasso

Il fascinoso castello di Carovigno si innalza fiero proprio nel centro storico della città, arroccato sulla parte più alta della collina. Edificato a scopo difensivo alla fine del XII secolo d.C. dai dominatori normanni, diviene residenza nobiliare solo nel 1700. Dopo un periodo di abbandono è donato come regalo di nozze del Conte Alfredo Dentice di Frasso e di Elisabetta Schlippenbach. La presenza di questi due personaggi diventa una risorsa preziosa per la città di Carovigno. Puoi passeggiare nei giardini, nell’orto botanico e nelle segrete del castello il quale, dal 2014, è diventato proprietà comunale. Una volta varcata la soglia di questa nobile dimora sarà la bellissima storia d’amore tra i due conti a farti da guida, tra saloni, stanze da letto nobiliari, biblioteche e romantiche terrazze.

Carovigno, cosa vedere nella città della 'nzegna

Ammira la battitura della ‘nzegna

Carovigno è anche conosciuta come la città della ‘Nzegna. Ma cosa significa questa parola? Il termine ‘Nzegna deriva dal dialetto locale e significa letteralmente “insegna”. Rappresenta una tradizione folkloristica davvero molto suggestiva e tanto sentita ancora oggi dagli abitanti della città. E’ legata fortemente al culto della Madonna di SS. Maria di Belvedere, la cui icona religiosa si trova all’interno di una cripta edificata sull’omonimo colle.

Carovigno, cosa vedere. Scopri la leggenda della Madonna del Belvedere

La battitura della ‘Nzegna ha infatti origine da una leggenda popolare che vede protagonista un Signore di Conversano, gravemente malato, al quale appare in sogno una madonna vestita di stelle, che lo invita a recarsi a Carovigno per raggiungere la guarigione. A tal fine avrebbe dovuto cercare la sua immagine sacra dipinta nella grotta sul colle. Il nobile Signore si mette quindi in viaggio seguito dai suoi servi ma, ad un tratto, la carovana si perde nel fitto bosco. Viene però attratta da grida di alcuni pastori rimasti incastrati in un rovo insieme alla loro giovenca. Tagliando i rami per poter garantire loro la salvezza si trovano dinanzi la grotta della Madonna, davanti la quale il Signore guarisce immediatamente. 

Per festeggiare l’evento, una volta tornati in paese, uno dei pastori inizia ad agitare un drappo colorato legato ad un bastone, per attirare l’attenzione della folla sul miracolo appena avvenuto. Ecco quindi che il simbolo di Carovigno diventa la ‘Nzegna, un’enorme bandiera che ancora oggi, grazie al Gruppo Sbandieratori Battitori ‘Nzegna, viene agitata e lanciata in aria a ritmo di musica durante la processione pasquale o nelle esibizioni ufficiali del gruppo. 

Gli eventi legati alla ‘Nzegna

Le acrobazie del pastore vengono rievocate ogni anno, a Carovigno, in occasione del lunedì, del martedì e del sabato dopo Pasqua, proprio dinanzi la statua della Madonna del Belvedere. Due abili battitori ne ripetono le gesta al ritmo di musica popolare, creando un emozionante momento di devozione e di ammirazione. Il rito della battitura, profondamente legato al culto mariano, diviene nel corso dei secoli anche un atto propiziatorio per gli abitanti di Carovigno poichè, un eventuale caduta della ‘Nzegna, sarebbe un segno di cattivo auspicio per la città. 

Carovigno, cosa vedere. Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Carovigno è un intrigante dedalo di viuzze e di vicoli caratteristici, protetti dalle fortificazioni esterne. Le grandi porte di accesso, i torrioni, le chiese e l’enorme castello Dentice di Frasso, fulcro della città, la rendono nell’aspetto un perfetto borgo medievale. Le deliziose casette dipinte di bianco, le gradinate su cui spiccano poetiche frasi d’autore, i deliziosi dettagli che arredano facciate e piazze rendono questa città piacevole da esplorare in ogni stagione. Il centro storico è chiuso al traffico cittadino per cui è perfetto per le famiglie con bambini, liberi di passeggiare in tutta serenità alla scoperta dei suoi angolini deliziosi.

Su Corso Vittorio Emanuele, la strada principale del centro, trovi tanti locali dove assaggiare piatti tipici locali nella rilassante atmosfera del borgo. Poco più avanti invece trovi Piazza ‘Nzegna, il cuore pulsante della città di Carovigno. Qui si svolgono le manifestazioni legate al folklore locale. In questa piazza trovi anche due edifici di grande interesse storico e architettonico: la Chiesa del Carmine e l’ex convento dei Carmelitani, oggi chiamato Palazzo di Città. 

Fai attenzione ai simboli

Passeggiando nel centro storico ti ritrovi dinanzi al palazzo del Municipio di Carovigno. Sulla porta d’ingresso puoi notare lo stemma in pietra del Comune, risalente al 1929. Si tratta di uno scudo che accoglie al suo interno un delfino cavalcato da un putto che suona la cetra. Sotto di esso la scritta “Car Brun” ti ricorda il rapporto di intesa tra Carovigno e Brindisi. 

Trovi il simbolo del delfino in altri stemmi araldici della città poichè questo animale, considerato sacro al dio Nettuno, richiama il legame di Carovigno con il mare. 

Carovigno, cosa vedere

Fai una degustazione di prodotti tipici locali

Se cerchi esperienza da fare con i bambini a Carovigno prova la fattoria didattica dellaMasseria Correo. L’azienda accoglie chiunque voglia fare conoscenza del mondo rurale pugliese, organizzando laboratori dedicati alla produzione dei prodotti caseari, come latte e burro, oppure creando itinerari tra gli animali della fattoria, da accarezzare, conoscere e mungere! Puoi anche fare degustazioni dei prodotti dell’azienda e assaggiare i loro formaggi, le mozzarelle e le ricotte accompagnate da freselle al pomodoro e focacce calde. 

Sei un amante dell’olio di oliva? Raggiungi allora le Tenute Parco Piccolo di Carovigno. Qui, tra distese immense di ulivi secolari puoi degustare e acquistare i prodotti dell’azienda e partecipare, su prenotazione, a un tour nei frantoi dedicati alla lavorazione dell’olio EVO di Puglia. Per la tua beauty routine quotidiana puoi persino acquistare i prodotti naturali dell’azienda formulati per la cura del viso e del corpo, tutti rigorosamente a base di olio di oliva!

I wine lovers invece possono raggiungere le Cantine Due Palme e visitare i luoghi e i vigneti che hanno reso famosi i vini pugliesi nel mondo. Prenotando un tour presso l’azienda vinicola hai accesso alle cantine e a una degustazione di prodotti tipici locali, ovviamente abbinati ai vini classici delle Cantine Due Palme, come Il canonico Negramaro del Salento. 

Raggiungi Torre Guaceto, la Riserva Naturale del Salento

Da Carovigno puoi facilmente raggiungere una delle Riserve Naturali più preziose d’Italia: Torre Guaceto. Il suo simbolo è appunto questa torre aragonese che, grazie alla sua peculiare posizione, riesce ad avere una vista spettacolare su ogni porzione di territorio circostante.

All’interno della riserva puoi fare numerose attività, come andare in bicicletta, fare snorkeling, bird watching..o semplicemente passeggiare tra i sentieri della macchia mediterranea e i tratturi, alla scoperta dei bellissimi panorami che questa zona regala. Se vuoi rilassarti al sole puoi puntare sulla spiaggia di Punta Penna Grossa, perfetta per le famiglie poichè ha un chiosco e un lido dove poter trovare ogni comodità possibile.

Inoltre presso il Centro Visite Al Gawsit c’è il Museo della Riserva, un posto magico dove puoi ammirare virtualmente gli ambienti del parco. Puoi perderti tra acquari mediterranei, filmati e riproduzioni in scala della riserva. Se invece sei amante della natura programma una visita all’orto botanico che, tra profumi e colori intensi delle piante aromatiche officinali, diventa una vera e propria esperienza sensoriale.

Fai un giro sul Trenino del Mare

Un’attività perfetta per le famiglie da fare nella Riserva di Torre Guaceto è un giro sul Trenino del mare. Il Tour “ferroviario” parte dalla spiaggia di Punta Penna Grossa, passa nella zona umida e arriva alla Torre Aragonese. Al finire del tour è previsto anche un tuffo in mare, facendo base nella bellissima spiaggia delle conchiglie.

Nella riserva poi è possibile partecipare alle varie manifestazioni che si tengono in diversi periodi dell’anno. Tanti sono i percorsi gastronomici organizzati dove, tra stand e laboratori, si promuove la sostenibilità ambientale educando i consumatori all’acquisto consapevole. Ad agosto ad esempio trovi la bellissima Kermesse “Sogno di un pomodoro di mezza estate”, dedicata al pomodoro fiaschetto, eccellenza del territorio pugliese.

Conosci i presidi Slow Food del territorio?

La Riserva naturale di Torre Guaceto ospita infatti numerosi progetti di produzione gastronomica. Qui ad esempio viene prodotto L’Oro del Parco, un delizioso olio di oliva salentina da agricoltura biologica. L’Ente Parco si distingue anche per la valorizzazione delle coltivazioni storiche e, sostenuto dal presidio Slow Food dell’Alto Salento, promuove la produzione del pomodoro fiaschetto, tornato in auge grazie alla passione dellAzienda Agricola Calemone.

 

Perchè visitare Carovigno

Carovigno è la città perfetta da esplorare in ogni stagione dell’anno, sia per il suo clima mite sia per le numerose esperienze da fare in città o nei dintorni. Il mare meraviglioso, raggiungibile in pochi minuti dal centro, e la vasta produzione enogastronomica rendono questa cittadina una meta perfetta per ogni tipologia di viaggiatore. L’attenzione ai dettagli e alla qualità dei prodotti si riversa nelle cucine dei bistrot dove, tra prodotti a km zero, puoi fare esperienze culinarie davvero fantastiche. Il fatto poi che Carovigno sia facilmente raggiungibile da altri punti di interesse della Puglia, come Brindisi e la Valle d’Itria, rende questo borgo perfetto per chi ama spaziare tra diverse località regionali. Il centro storico poi è piacevole da esplorare a passo lento, godendo dell’atmosfera fiabesca che sembra avvolgere perennemente questa porzione di Puglia.

 

 

Al di la del grande cancello del Castello di Carovigno il vento si insinua tra le foglie degli alberi centernari. Fa vibrare lievemente la luce fioca dei lampioni, che illumina distratta il lastricato di pietra. Ecco, da lontano, si ode lo scalpiccìo di cavalli in corsa. Un cigolio scrosciante di ruote echeggia nei vicoli, al calar del sole, mentre comincia a delinearsi nel cielo terso una deliziosa mappa di stelle.

Un vento tiepido che sale dal mare, profumo di salsedine e sabbia calda di sole, accompagna l’elegante carrozza, frettolosa di arrivare a destinazione. Nel grande giardino la servitù è in attesa, trepidante, di istruzioni. Un’euforia leggiadra copre i sospiri curiosi, le piante attente, gli alberi indagatori. Ecco, lo stridio delle ruote si placa, il vento trattiene il respiro. Il destino di Carovigno cambia nell’attimo in cui il piede leggiadro di una donna si posa sul selciato del castello. Una donna che arriva da un passato nefasto, in cerca di un futuro glorioso. Elisabetta Schlippenbach.

Il castello di Carovigno

La figura di Elisabetta Schlippenbach è ancora adesso un punto di riferimento molto importante per gli abitanti di Carovigno. Tutto ruota attorno alla storia del castello e della famiglia Dentice di Frasso, esempio di virtù e rettitudine. Ma chi era Elisabetta? Una nobile donna dal carattere ribelle che, costretta nel 1889 a sposare un uomo che non amava, riesce ad avere il divorzio nonostante il bigottismo del periodo, cambiando così il suo destino infelice. Elisabetta combatte la mentalità conservatrice dell’epoca lottando con tutta se stessa per riavere la libertà che, con forza, le è stata negata in giovinezza. Sposa quindi, con un matrimonio d’amore, il Conte Alberto Dentice di Frasso, ammiraglio della Marina Reale, portando la sue residenza a Carovigno.

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Conosci la storia della contessa Elisabetta?

Cosa ha significato per la città di Carovigno questa nuova presenza? Beh, ancora oggi, nel cuore degli abitanti, è vivo il ricordo della contessa, stimata e ben voluta da chiunque nel borgo e nei dintorni. Grazie a lei il Castello di Carovigno riprende vita e ritorna all’antico splendore, diventando il cuore pulsante della città. Sostenitrice della lettura, scrive lei stessa favole dedicate ai bambini e diverse raccolte di versi, diventando una presenza fondamentale per lo sviluppo socio culturale della città. Mantiene infatti rapporti con diverse realtà nel mondo della politica e dell’economia, anche a livello internazionale, e trasforma il castello in un centro culturale sopraffino, ospitando aristocratici e letterati provenienti da tutta l’Europa, tra i quali spicca il noto Guglielmo Marconi.

Visita il castello Dentice di Frasso di Carovigno

E’ dall’elegante piazza di questo castello che inizia questo viaggio a Carovigno, borgo medievale cinto da mura antiche quanto la sua storia. Il castello Dentice di Frasso sorge a ridosso del centro storico, piccolo agglomerato di case imbiancate a calce e stradine pittoresche. L’edificio è caratterizzato da una peculiare forma a triangolo e si distingue per i suoi torrioni fortificati. Una delle torri ha la particolare forma a “mandorla”, simile alla carena di una nave rivolta verso il mare. Dopo una serie di dominazioni e un lungo periodo di abbandono il castello di Carovigno viene donato, come regalo di nozze, al Conte Alfredo Dentice di Frasso e a sua moglie, Elisabetta.

Gli sposi portano il castello a nuovo splendore, affidandone la ristrutturazione all’ingegnere Gaetano Marschiczek il quale, nei primi anni del ‘900, arricchisce l’enorme edificio con sontuose decorazioni e importanti sculture, puntando sull’ampliamento degli spazi già esistenti.

Per espressa volontà della contessa Elisabetta viene aggiunto inoltre un grande parco che molto ricorda, nello stile ma non nelle proporzioni, i giardini delle più più famose regge europee. Il castello diventa dunque, grazie all’influenza dei Conti Dentice di Frasso, una moderna dimora nobiliare, con camere da letto signorili, accoglienti sale da pranzo e saloni riscaldati da grandi camini. Il palazzo, sempre per volere della Contessa Elisabetta, viene inoltre fornito di una preziosa biblioteca e di un orto botanico.

Comincia la tua visita dal giardino

Inizia la visita al castello di Carovigno proprio dal cancello principale, entrando nel grande cortile nobiliare. Qui si trova non solo l’Info Point ma anche la piccola chiesa dedicata a Sant’Anna, un tempo cappella privata della dimora. Sul portone puoi notare subito il blasone in pietra del casato Dentice di Frasso e la scritta “Noli me tangere”, iscrizione latina che significa “Non mi toccare”. Molto probabilmente questa frase è stata scelta dal Conte Alfredo e dalla Contessa Elisabetta come monito per gli avventori o per chiunque volesse ostacolare il loro amore.

Scendi nelle “segrete” del castello di Carovigno

Non si può non notare, sulla destra, un’elegante scalinata protetta da due enormi grifoni. Porta ad una della balconate più belle mai viste in un castello. E’ completamente fatta di pietra calcarea e affaccia non solo sul grande giardino privato, ma anche sui tetti della città.

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Prima di salire a visitarla però dovresti dedicare qualche minuto della tua visita alle “segrete” del castello. Si trovano proprio sotto il livello della strada, a circa cinque metri di profondità, e sono scavate nella roccia nuda. Nate sicuramente come stanze di prigionia, sono diventate nel corso degli anni preziosi depositi per olio e vino, ma anche nevai e piccole stive. 

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Nei seminterrati puoi vedere anche i resti di due laboratori, uno di falegnameria e uno di tessitura. L’avviamento di queste scuole di formazione è opera della contessa Elisabetta la quale, oltre a produrre stoffe innovative, voleva creare lavoro per gli abitanti del paese dando in questo modo una maggiore svolta all’economia di Carovigno. 

Passeggia tra le stanze della dimora dei conti Dentice di Frasso

Ora lascia le segrete e varca la soglia del Castello di Carovigno. Al primo piano puoi subito notare lo splendido rosone con lo stemma del casato sul pavimento del salone. Questa stanza era adibita all’accoglienza degli ospiti. Ritrovi lo stemma anche sul grande camino che troneggia in fondo alla sala, sormontato da due quadri che ritraggono il Conte Alfredo e la Contessa Elisabetta.

Sotto il ritratto della padrona di casa puoi leggere un’iscrizione: “Nulla palma sine pugna” ( Non c’è vittoria senza battaglia), che racchiude un pò il sunto della sua vita. Il montante in pietra che si trova invece sotto il ritratto del Conte porta scritto “Deseruisse juvat mare” ( è stato dolce lasciare il mare ), una poetica dichiarazione d’amore in cui afferma di non essere pentito di aver lasciato il mare per poterla sposare. L’amore vero che ha legato questi due personaggi si riflette nella rinascita della loro dimora e della loro città, Carovigno, tornata a nuovo splendore grazie al loro prezioso contributo.

Perchè visitare il Castello di Carovigno

Emozionante come la storia d’amore che lo vede protagonista, il Castello di Carovigno è una delle dimore storiche più intriganti della Puglia. La “casa del Conte”, così ancora oggi gli abitanti del borgo amano chiamare questo regale castello, dal 2014 è bene comunale, gestito dall’Associazione Le Colonne. E’ possibile prenotare visite guidate, ricevimenti, manifestazioni e mostre all’interno del castello. Inoltre vengono organizzati laboratori didattici dedicati alle scuole su numerosi argomenti quali l’araldica, la tessitura e l’architettura. Temi sempre stati cari ai Conti Dentice di Frasso. 

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Ti consiglio di visitare il castello di Carovigno prima del tramonto, approfittando delle luci naturali per scattare splendide foto all’esterno della dimora, nei giardini e sulle terrazze panoramiche. I raggi del sole che man mano si affievoliscono, lasciando posto al crepuscolo, creano un’atmosfera d’altri tempi, romantica e toccante. 

Informazioni utili alla visita

Il Castello Dentice di Frasso a Carovigno è aperto da Maggio a Ottobre, dal martedì al venerdì, seguendo gli orari 9:30 – 12:30, 15,30 – 17:30. Il sabato e la domenica invece è aperto a partire dalle 9:30 fino alle 12:30 di mattina mentre, nel pomeriggio, riapre alle 16:00 per chiudere alle 18:00. 

A partire da Giugno e fino a Settembre segue i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 21.00. Il sabato e la domenica invece apre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00

Per info e prenotazioni puoi mandare una mail a castellodicarovigno@gmail.com

Il tuo viaggio in Puglia ti ha portato a Ginosa, una delle città più pittoresche della regione, e cerchi un posto altrettanto suggestivo dove pernottare? Puoi optare per una vera e propria esperienza di soggiorno, che unisce confort e avventura, prenotando una delle meravigliose stanze dell’Albergo diffuso Il Casale, la struttura perfetta dove dormire a Ginosa. Ti spiego il perchè..

Dove dormire a Ginosa

Ginosa è immersa nei territori della Gravina tarantina, lontana dal caos della costa e perfetta per chi ama il turismo lento e sostenibile. Gli scorci paesaggistici e le attività esperenziali che puoi fare in zona sono moltissime: escursioni nelle case grotta, visite alle chiese rupestri, passeggiate a cavallo o esperienze di degustazione eno-gastronomica. Recandoti all’Info Point Casa Mama puoi trovare ogni tipologia di esperienza disegnando, grazie all’aiuto dell’associazione locale, il tuo itinerario perfetto per esplorare Ginosa e dintorni. Se vuoi sublimare la tua visita in questa cittadina sospesa nel tempo invece, devi assolutamente pernottare presso l’Albergo diffuso Il Casale.

Pernotta presso l’Albergo diffuso Il Casale

Il Casale è un piccolo e delizioso albergo diffuso, che si affaccia proprio sugli scorci più belli della gravina di Ginosa. Si trova esattamente nel centro storico e riflette la genuinità e la primitiva essenza di questi territori. L’Albergo diffuso Il Casale è innanzitutto esperienza. La straordinaria vista sui villaggi rurali è infatti una delle prime ragioni per cui dovresti scegliere questa struttura per il tuo soggiorno a Ginosa. La vicinanza al centro città e alle gravine poi ti permette di raggiungere ogni sito storico in pochi minuti, a piedi o in bicicletta, permettendoti di ammirare le meraviglie che hai intorno. 

Il Casale è accoglienza, confort e genuinità, un posto dove silenzio e bellezza creano ricordi indimenticabili.

Dove dormire a Ginosa. Lasciati coccolare dagli elementi primordiali

Il Casale, gestito in maniera egregia da Mario e sua moglie, vanta ben sei stanze, tutte con ingresso indipendente. Alcune sistemazioni sono ricavate da grotte naturali, delle quali è stato enfatizzato l’effetto scenografico puntando sulla qualità e sulla bellezza dei dettagli. Tende ricamate a mano, centrini di pizzo, lino, iuta e morbido cotone sono elementi che creano un filo conduttore tra le varie stanze, caratterizzate infine da una splendida vista sulla gravina. 

Dove dormire a Ginosa. Albergo diffuso Il Casale

Ogni alloggio è stato pensato e realizzato cercando di conservare gli ambienti originali e riadattando i materiali già esistenti al loro interno. Tufo, legno e pietra grezza sono gli elementi predominanti degli alloggi, così come le preziose luci soffuse sparse in maniera strategica nelle incalanature del soffitto o sulla cornice del pavimento. Uno stile idilliaco, che prende ispirazione dai territori circostanti, selvaggi e primitivi, arricchendosi di preziosi dettagli essenziali a creare un ambiente rilassante, ma anche romantico e poetico. 

Dove dormire a Ginosa. Scegli la stanza perfetta per te

La macchia mediterranea folta e vigorosa presente in questa zona di Puglia viene rievocata in maniera predominate in ogni stanza. Prendendo quindi spunto da arbusti antichi, fiori ed erbe aromatiche ecco che le stanze dell’Albergo diffuso Il Casale prendono nomi come Salvia, Malva, Rosmarino, Fico, Melograno e Cappero. 

Lasciandoti consigliare dal tuo istinto primordiale, quale di queste stanze sceglieresti?

Io ho scelto subito il Cappero, fiore edibile di una bellezza disarmante. L’eleganza della pianta del cappero, che si lascia cadere morbida sulle pareti rocciose ricoprendole con i suoi colori forti e decisi, si riversa tutta in questa stanza, i cui ambienti rimangono semplici ma ricchi di preziosi dettagli. L’arredo è di pregiata fattura, le curve del soffitto sono morbide e calde, rilucenti nelle loro tonalità ambrate. I tendaggi di puro lino, sui quali spicca un delizioso ricamo della pianta del cappero rigorosamente fatto a mano, le sculture in legno e il tufo in bellavista creano un ambiente rilassante ed energizzante al tempo stesso. L’energia che sprigionano gli elementi naturali essenziali è infatti tangibile, e contribuisce a fare di questo alloggio una vera e propria esperienza sensoriale perfetta per gli amanti della semplicità e della raffinatezza.

Cerchi un’ esperienza romantica? Allora sei da Rosmarino

Il Casale dispone infatti di una stanza dedicata al benessere, che prende il nome da una delle piante aromatiche più famose e diffuse nel Mediterraneo: il rosmarino. 

Parliamo di un vero e proprio appartamento deluxe, con ingresso indipendente, anch’esso realizzato in un’antica grotta di tufo. Un passo all’interno e vieni catapultato nella sua atmosfera di charme. Il pezzo forte di questo alloggio è la vasca idromassaggio, ricavata da un antico Palmento ( una vasca utilizzata in passato per la fermentazione del mosto ). Qui puoi rilassarti a lume di candela sorseggiando un vino tipico della zona. La stanza è corredata anche di un bagno turco in cui sciogliere le tensioni accumulate durante la settimana, lasciandoti coccolare dagli aromi deliziosi sprigionati dagli oli essenziali. 

Dove dormire a Ginosa. Albergo diffuso Il Casale

Le piccole luci a led e le candele sparse nella stanza ricreano una piccola costellazione, permettendoti di ritirarti in un atmosfera da Mille e una notte. Rosmarino è un alloggio perfetto anche per le famiglie, poichè dispone di un secondo letto sul piano rialzato. 

Servizi inclusi

Tutti gli alloggi dell’Albergo diffuso Il Casale dispongono di TV, WI FI gratuito, asciugacapelli, ciabatte da camera, riscaldamento o aria condizionata autonoma.

Inizia la giornata con una colazione tipica… con vista!

Il Casale dispone inoltre di una splendida terrazza in comune, rialzata sulla collina e incastonata nel vecchio centro storico. Un punto fotografico dal quale puoi avere una vista a 360° di tutta la gravina sottostante. La colazione viene servita qui, sotto il porticato profumato dalle piante aromatiche, dove puoi goderti il silenzio della mattina sorseggiando un buon caffè.

Dove dormire a Ginosa. Albergo diffuso Il Casale

La devozione verso il territorio si trasforma qui al Casale in deliziosi piatti da assaggiare, tra i quali non manca la frutta fresca di stagione tipica di queste zone. Fichi d’India, meloni bianchi, uva croccante e prugne selvatiche saziano la gola, la vista e l’olfatto. Non manca mai, sulla tavola imbandita di Mario, la focaccia pugliese o il pane prodotto nell’antico forno del borgo di Ginosa. Confetture home made, torte casarecce, bruschette al pomodoro e polpettine di pane fritte abbondano nei piatti, diffondendo nell’aria il profumo buono delle cose semplici e genuine. 

Perchè soggiornare presso l’Albergo diffuso Il Casale di Ginosa

L’Albergo diffuso Il Casale non è una struttura ricettiva come le altre. La sua peculiare posizione, l’accoglienza familiare, la conformazione degli alloggi e i servizi forniti dai proprietari regalano un’esperienza di soggiorno favolosa, ma anche la possibilità di vivere Ginosa in maniera autentica. La cura dei dettagli, la passione e la cortesia, l’ambientazione selvaggia smorzata dagli eleganti dettagli rendono questo albergo una vera chicca per gli intenditori del genere. L’Albergo diffuso Il Casale è il posto perfetto dove dormire a Ginosa, ideale per chi ama perdersi a passo lento in destinazioni insolite, immergendosi nel tessuto dei posti tra storia, architettura e tradizione. 

Trovi L’Albergo diffuso Il Casale in Via Bacco a Ginosa, in privincia di Taranto. 

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri +39 338 4535 719 | +39 099 829 3922o mandare una mail a: INFO@ALBERGODIFFUSOILCASALE.IT

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