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Annalisa Spinosa

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Lo Slow Tourism è fare turismo lento. E’ un tipo di viaggio sostenibile e responsabile, in cui riscoprire luoghi imparando a rispettarne ogni angolo. Una vacanza slow mette in primo piano il benessere comune, della meta e della persona, in un connubio di sapori, respiri ed emozioni, mettendo in contatto l’io con la natura e il luogo che si va a visitare. La meta diventa ricchezza da salvaguardare e custodire, la valigia del viaggiatore si riempie di esperienze di valore inestimabile, diventa carica di storia, tradizioni e cultura locale. In questo articolo trovi qualche consiglio utile per fare una vacanza a Gaeta con i bambini in modalità “slow”.

Vacanza a Gaeta con i bambini

Gaeta è una graziosa località del basso Lazio, ricca di storia, pregna di cultura e piena di riserve naturali di una bellezza disarmante. Vanta due centri storici, poco distanti l’uno dall’altro, e molto diversi tra loro. Il Borgo di Elena, con i suoi vicoletti che affacciano sul mare e le botteghe artigiane, e Gaeta Medievale, il quartiere che custodisce i monumenti più importanti, dove si concentra la maggior parte della movida serale. La città di Gaeta si presta benissimo ad essere esplorata e vissuta con i bambini con lentezza, soprattutto fuori stagione. Le sue ampie spiagge, le piste ciclabili, la riserva naturale di Monte Orlando e le molte strutture ricettive ne fanno un’ottima città family friendly.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
La spiaggia di Fontania a Gaeta è una delle calette più belle della costa laziale.

Vai a mare in modalità lenta

Lascia a casa l’orologio. Saranno i raggi del sole ad indicarti l’ora una volta arrivato sulla spiaggia. Immergi i piedi nell’acqua cristallina, se possibile la mattina presto. Passeggia con l’acqua fino alle anche, per trarre tutti i benefici possibili, riattivare la circolazione e tonificare i muscoli. Arriva alle calette semi nascoste tra le rocce, facilmente raggiungibili dalla riva. Passeggia fina alle sorgenti di acqua fredda che si nascondono tra gli scogli frastagliati della costa. Respira a pieni polmoni, inala iodio in quantità e fatti accarezzare il viso dai raggi del sole. I bambini più grandi si divertiranno a nuotare, i più piccoli gradiranno essere cullati da un canotto. Divertiti a guardare con loro i granchietti che scavalcano gli scogli, i pesciolini che guizzano intono curiosi. Stenditi sul bagnasciuga con un buon libro tra le mani e lascia che i bambini creino sculture di sabbia. Castelli, fortezze, ponti levatoi, percorsi per le biglie. Manine dorate dal sole che impastano bellezza.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
La sabbia è una grande alleata per intrattenere i bambini… sculture, piste per le biglie, tornei di racchettoni. Sono tante le attività da fare in riva al mare insieme ai bambini.

Guarda l’orizzonte e gioca di fantasia. Raccogli conchiglie quando il sole comincia ad abbassarsi dietro la collina. Invita i bambini a farne dei souvenir da portare agli amici. Collane, ciondoli, quadri di conchiglie bianche o dorate, levigate dal mare. Riempi la borsa del ritorno di nuove amicizie, di dialetti, di sorrisi a sconosciuti. Ma non portare via sabbia, lascia i ciottoli li dove li hai ammirati, non far giocare i bambini con gli animaletti del mare. Rispetta l’ecosistema che vi ha ospitato.

Visita le spiagge family friendly

Le spiagge family friendly, per comodità e servizi che offrono, sono la Spiaggia di Serapo, l’arenile principale della città a due passi dal centro, e la spiaggia dell’Ariana, a 5 minuti di macchina da Gaeta. I vari stabilimenti balneari dei litorali offrono diversi servizi utili per le famiglie. Se la tua è una famiglia avventurosa e sempre pronta alla scoperta ti consiglio di provare a visitare la costa con il Paddleboard, esperienza fattibile anche con i bambini. Basta munirsi di appositi giubbotti di salvataggio. Se invece siete tutti un pò pigri, potete optare per un comodo pedalò e provare a vedere quanto è bella la costa vista dal mare. Gli stabilimenti offrono ogni confort possibile: dall’animazione per i bambini, ai ristoranti, alle sedute di fitness come Yoga e Pilates, fino ad arrivare agli aperitivi del tramonto, con musica live e freschi cocktails da gustare in completo relax mentre i raggi del sole si nascondono dietro le montagne.

Vai a spasso nella natura a passo lento

Dimenticati del cellulare. Bastano i tuoi polmoni e un paio di scarpe comode. Ti farà inoltre comodo uno zainetto dove tenere acqua in abbondanza, qualche snack e tanta voglia di esplorare. Si parte alla scoperta del Parco di Monte Orlando, nella Riviera di Ulisse.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Il Parco regionale naturale di Monte Orlando è il polmone verde della città di Gaeta, da esplorar con calma in ogni stagione.

Ora sei su Monte Orlando. Ascolta il vento che si incanala tra i rami degli alberi, fermati sui belvedere che incontri durante il percorso e lasciati affascinare dalla città che si estende sotto di te. L’acqua trasparente che si infrange sulle falesie, i pescherecci che ritornano verso il porto con il loro bottino giornaliero, i gabbiani che con il loro canto li inseguono in cerca di cibo. Ci sono diverse scorciatoie che tagliano per i boschi, sconsigliate con bimbi molto piccoli e ovviamente per i passeggini, con i quali invece è possibile seguire tutto il percorso indicato dalle mappe dislocate nel parco senza grandi sacrifici.

Ovviamente il camminamento è tutto in salita, ma la strada è asfaltata e porta comunque fino alla sommità del monte, dove potrai rilassarti all’ombra del Mausoleo di Luco Munazio Planco. Qui c’è anche il vecchio faro della città di Gaeta, che tuttora è un importante punto di riferimento per tutte le navi in transito.

Respira e ammira ogni scorcio possibile

Concentrati sul respiro, sul verde degli alberi, sulle piante che incontri strada facendo. Felci, rovi, edere e asparagina. Arriva al percorso in cui praticare birdwatching. Ammira gli uccelli volteggiare durante le loro sedute di caccia, cerca di captare i versi dei rapaci notturni, di cui l’area faunistica è piena. Divertiti con i bambini a stanare toporagni e ghiri, lucertole o raganelle. Ma rispetta sempre i loro habitat, non portare via fiori o piante. Non lasciare cartacce inquinanti. Rispetta il silenzio della natura.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Dai belvedere di Monte Orlando puoi ammirare la città di gaeta dall’alto, in una prospettiva davvero insolita.

Nella stagione estiva sono attive navette e diverse gite organizzate, nonché eventi tematici. Per tutti gli eventi in programma basta contattare la Proloco Gaeta per avere ogni informazione.

Vivi il borgo dei pescatori

Dimenticati dell’ auto. La città di Gaeta si gira a piedi. Perderti tra i vicoletti del vecchio borgo di pescatori. Alza lo sguardo sui panni stesi al sole, sui tetti maiolicati. Lasciati guidare dal profumo del ragù che scappa dalle cucine delle massaie, che si estende prepotente nel budello gaetano. Segui l’odore delletielle appena sfornate, dei cornetti caldi.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Il porto delle paranze è la zona più pittoresca del borgo di Gaeta. Al tramonto regala scenari pazzeschi.

Aspetta e incuriosisciti

Aspetta il rientro delle paranze nel porto, ammira i gesti lenti e sicuri dei pescatori. Spulcia nelle cassette del pesce fresco, chiedi i nomi degli esemplari, ammirane i colori insieme ai bambini. Fermati a comprare frutta dalle vecchiette che ancora, fiere, vendono il loro raccolto all’imboccatura dei vicoletti. Frutta e verdure coltivata alla vecchia maniera. Saporita, perché la terra intrisa di salsedine la rende gustosa, piacevole delizia. Perditi nella storia del borgo, leggendo le iscrizioni e le targhe commemorative che trovi nei vicoli appena riportati al vecchio splendore. Compra prodotti artigianali nelle botteghe tipiche, cammina lievemente sui basoli centenari. Ascolta il dialetto, scruta la vita del borgo e prendine parte.

 

Vacanza slow a Gaeta: dove dormire 

Vicoletti suggestivi, portantini antichi, finestre cariche di panni stesi e profumati. Questo è il vecchio borgo di Gaeta. Perché quindi non soggiornare proprio nella parte più verace della città ed immergersi nella tradizione locale?

Prova la filosofica del turismo lento da Bed&Bike

Il centro storico, oltre ad essere completamente pedonale, è servito inoltre da negozi di quartiere e botteghe tipiche e le case vantano una vista vista stupenda su Gaeta Medievale. Da Bed&Bike è possibile soggiornare in modalità slow, abbracciando la filosofia del turismo lento e consapevole. E’ una struttura extra alberghiera ideale per famiglie con bambini e pet-friedly, sensibile al tema ecologico. Capsule biodegradabili per il caffè, kit cortesia biologici e convenzioni con ristoranti tipici di Gaeta lo rendono un piccolo gioiellino ideale per una vacanza completamente slow.

A disposizione degli ospiti, per tutto il periodo di permanenza, biciclette ad uso gratuito per girare il borgo e la città con lentezza, senza lo stress dei parcheggi. Location ottimale per una vacanza slow a Gaeta, tra benessere e natura, cultura e gastronomia.

Gaeta, vacanza slow con i bambini, trevaligie

Prepara una valigia minimale, lascia a casa i cattivi pensieri, disattiva la sveglia e lasciati influenzare solo dai ritmi della natura. Abbandonati alla lentezza. A Gaeta si può.

Viaggiare on the road nel silenzio più assoluto, concentrandosi sui paesaggi che cambiano ad ogni curva, ad ogni chilometro, è una delle più belle sensazioni che ci siano per gli amanti dell’avventura. Ma guidare ore e ore richiede non solo una giusta dose di concentrazione ma anche la carica giusta! Quindi, prima di metterti al volante, prepara una playlist da ascoltare durante il tuo viaggio on the road. Che sia verso nord o verso sud, che tu sia diretto a oriente o a occidente, non c’è canzone che non possa adattarsi al tuo ritmo di guida!

Playlist da viaggio. Musica da ascoltare durante un viaggio on the road.
Il bello del viaggiare on the road sta proprio nella libertà di muoversi in ogni direzione, senza dover dar conto a nessuno, se non al proprio istinto.

Playlist da viaggio on the road

I gusti musicali sono molto personali. Se sei solo o in coppia ti verrà più facile selezionare brani che possano accompagnarti durante il tuo viaggio. Ma se ti sposti con altre persone, sappi che sarà molto difficile mettere d’accordo tutti, a meno che tra di voi non ci sia una complicità unica e un grande affiatamento. Ci sono però alcuni brani che da sempre sono sulle corde di tutti.

Soprattutto le canzoni che parlano di vacanze sono una giusta via di mezzo per portare allegria nell’abitacolo e per dare la carica giusta al tuo viaggio, da solo o in compagnia. Se hai bambini poi, non dimenticare di selezionare una playlist anche per loro. Ci sono tantissime proposte per i più piccini, ma scegli in base alle loro attitudini e alle loro abitudini e crea qualcosa di veramente sensazionale in base ai loro gusti, per tenerli buoni almeno un paio d’ore sul sedile posteriore.

Playlist da viaggio. Musica da ascoltare durante un viaggio on the road.
Per tenere impegnati i bambini durante un viaggio on the road prova a creare una playlist con le colonne sonore dei loro cartoni animati preferiti.

Playlist di viaggio: on the road verso sud

Che tu stia organizzando un road trip verso il sud della penisola o sulle routes degli Stati Uniti non può mancare nella tua Playlist di viaggio Africa di Toto. Testo e strumenti semplicemente meravigliosi che accompagnano una storia di amore e poesia. Passando a Rotolando verso sud dei Negrita o Buon Viaggio di Cremonini, da ascoltare a tutto volume se sei diretto in Sicilia o in Puglia, fino ad arrivare a California, dei Phantom Planet, che racconta proprio di un viaggio in auto sulla U.S. Route 101. E aggiungi alla tua playlist per gli States Californication dei Red Hot Chili Peppers e Paradise City dei Guns’n Roses. Non dimenticare Creep dei Radiohead!

Playlist da viaggio: on the road verso nord

Se stai per avventurarti nel nord Europa hai bisogno di musica forte, che scandisca le tue emozioni in viaggio. Allora premi play su The passenger di Iggy pop, e magari ascoltala in loop. Andando incontro ai Pirenei non puoi non ascoltare United States of Eurasia dei Muse o Tous Les Mêmes di Stromae. Se invece sei diretto nel profondo nord, prova a guidare con David Bowie di sottofondo, con Ziggy Stardust.

On the road in solitaria? Ecco la musica che fa per te

Se hai deciso di tuffarti a capofitto in un esperienza di viaggio on the road in solitaria alza il volume su Boulevard of Broken Dreams dei Green Days, poi passa a Fast car di Tracy Chapman che con le note e le parole ti ricorda quanto possa essere liberatorio guidare lontano per ritrovare te stesso. Una strada vuota, la natura incontaminata, paesaggi meravigliosi e Highway Star dei Deep Purple a tenerti compagnia.

Playlist da viaggio. Musica da ascoltare durante un viaggio on the road.
Se stai pensando di fare un esperienza di viaggio on the road in solitaria crea una playlist che ti dia la giusta carica.

Playlist per un viaggio on the road in coppia

Se viaggi in coppia fai vibrare nell’abitacolo L’autostrada di Daniele Silvestri. Storie di mare, amore e poesia da ascoltare lungo le coste della penisola. Per restare nel cantautorato italiano aggiungi alla tua playlist Favola di Adamo ed EvaVento d’estate di Max Gazzè. Atmosfere d’altri tempi per viaggi romantici e intriganti.

Playlist per bambini

Nei primi anni di vita per coinvolgere un bimbo in un viaggio on the road è meglio puntare su favole sonore o musiche dei cartoni animati. Le canzoni della Disney sono sempre ben gradite, e spesso canticchiate anche da noi adulti. Dopo i sei anni puoi provare a inserire anche qualche canzone rock molto orecchiabile.

Il nuovo film della pixar ad esempio, Trolls world tour, ha una colonna sonora davvero pazzesca, e aiuta i bambini a capire le varie tipologie di musica. Con Poppy e Branch i bambini imparano a catalogare e ad apprezzare le varie categorie musicali: Funk, Country, Techno, Classica, Pop e Rock. Una compilation adatta a tutta la famiglia e a tutti i gusti, anche i più strong!

Evergreen da cantare in auto

La musica è un ingrediente fondamentale per rendere il viaggio davvero indimenticabile, per questo ho pensato di proporti la colonna sonora perfetta per il tuo itinerario on the road. Le canzoni che ti ho proposto danno la carica giusta, fanno sognare e allo stesso tempo ti permettono di goderti i paesaggi che si susseguono lungo la strada e di scambiare quattro chiacchiere con i tuoi compagni di viaggio.

Se poi hai voglia di schiarirti la voce e sei uno di quelli che cantano a squarciagola anche sotto la doccia ti consiglio di aggiungere Si viaggiare di Battisti, 50 special di Cremonini e Urlando contro il cielo di Ligabue. Ma anche Nord sud ovest est degli 883 rimane una canzone intramontabile. Ricorda che preparare la giusta playlist per un viaggio on the road è importante tanto quanto preparare la valigia!

Innsbruck sembra stringersi in un abbraccio con le montagne circostanti, accarezzata dal passaggio dell’Inn, il fiume dai riflessi candidi che bagna l’Austria. E’ una delle città più belle della nazione ed è continuamente meta di turisti da ogni parte del mondo, a prescindere dalla stagione e dalle temperature. Data la sua posizione privilegiata, in molti approfittano anche solo di un week end o di una gita fuori porta per fare meravigliose passeggiate tra le sue stradine caratteristiche. Scopri dunque in questo articolo cosa vedere a Innsbruck in un giorno.

Innsbruck, cosa vedere in un giorno

Innsbruck è una delle mete sciistiche più importanti d’Europa, ma la città offre attrattive imperdibili anche per i non amanti degli sport invernali. Lascia l’auto sul lungofiume, sul lato dove sorgono le deliziose casette colorate costantemente illuminate dal sole nell’arco della giornata. Attraversando il grande ponte di collegamento con la zona esterna, ti ritrovi esattamente all’ingresso del centro storico. Ed è proprio tra queste stradine affollate, piene di bar e ristoranti, che verrai rapito dai profumi degli strudel e dalle intriganti facciate. Nel periodo natalizio poi, queste ultime diventano teatro di addobbi meravigliosi.

Innsbruck cosa vedere in un giorno

Ammira le Favole sui balconi

In Kiebachgasse, a dicembre, strani personaggi sembrano scrutare dall’alto turisti e passanti. Dall’alto degli eleganti balconi, dagli angoli delle ricche finestre decorate e dalle tettoie di legno intarsiato delle imponenti facciate, famosi personaggi delle fiabe sembrano scrutare curiosi il via vai dei passanti. Tieni spesso il naso all’insù, e divertiti a scovare Biancaneve, Pinocchio e gli altri protagonisti delle favole assieme ai bambini, nascosti negli angoli più belli dei palazzi antichi di Innsbruck. Sono delle vere e proprie opere d’arte, particolari nei dettagli e bellissime da vedere o fotografare.

Passeggia tra i mercatini di Natale di Innsbruck

Nel centro storico di Innsbruck si respira un atmosfera davvero romantica. Tra gli eleganti palazzi medievali, nel periodo natalizio, si fanno spazio le tipiche casette di legno dei mercatini tirolesi. Un vero e proprio villaggio in cui dedicarsi allo shopping invernale, tra addobbi, opere di artisti locali, caldi prodotti in lana rigorosamente fatti a mano e preziose palline per l’albero di Natale in vetro soffiato.

Orari dei mercatini ed eventi a Innsbruck nel periodo natalizio

I mercatini di Natale del centro storico di Innsbruck sono aperti tutti i giorni, a partire dal 15 novembre e fino al 23 dicembre 2024. Il periodo dell’Avvento nel centro storico di Innsbruck è ricco di tradizione e romanticismo. Inoltre, su un piccolo palcoscenico posto proprio nella tradizionale piazza che ospita i mercatini, ogni giorno, alle 16:30 e alle 17:30, vanno in scena graziosi teatrini dedicati ai bambini. Sempre nello stesso periodo ci sono diverse sfilate, tra le viuzze del centro, della banda musicale del paese, nonchè coinvolgenti spettacoli serali e interessanti concerti della Scuola di Musica di Innsbruck.

Prova lo street food 

Per una piacevole pausa inoltre, perchè non sedersi al sole e sorseggiare dell’ottimo vin brulè? Molti stand infatti, sono dedicati allo street food locale. Trovi quindi priezel caldi, punch fumanti e golose fette di sachertorte da mangiucchiare passeggiando. Deliziati anche con la famosa birra bavarese, che trovi in quasi tutte le postazioni culinarie. Da bere ghiacciata, accompagnandola a hot dog e crauti, o a salsicce arrostite. E se nel pomeriggio, con la temperatura che scende, cominci ad aver voglia di qualcosa di caldo, ai lati della piazza ci sono tantissimi caffè in cui rintanarsi a bere cioccolata calda e the aromatici.

Passeggia per le vie del centro storico e cerca il famoso tettuccio d’oro

Ingurgitati dalle bancarelle dei mercatini natalizi e inebriati dai profumi di salsicce e priezel, non ci siamo resi conto di essere proprio sotto il Tettuccio d’oro, il simbolo di Innsbruck. Si trova sul palazzo dei conti del Tirolo, il Neuer Hof, costruito da Federico IV nei primi decenni del 1400. Il tettuccio è completamente ricoperto da 13 chili di oro e, illuminato dal tiepido sole invernale, emana riflessi caldi, riverberi avvolgenti.

Innsbruck cosa vedere in un giorno

Cosa mangiare a Innsbruck

La Sachertorte e lo Strudel sono i due dolci tipici tirolesi, e non si può andar via da Innsbruck senza averli assaggiati entrambi. Un trionfo di cioccolato la prima, un tripudio di mele e cannella il secondo.
Il pretzel, o meglio brezel, si trova praticamente ovunque in Austria, e soprattutto a Innsbruck si può definire il re dello street food. Crosta croccante e interno morbidissimo, il brezel accontenta ogni palato e si accompagna bene con ogni tipo di portata, ma è un ottimo stuzzichino anche assoluto. Un piatto della tradizione da provare assolutamente durante una visita a Innsbruck è senza dubbio la Wiener schnitzel, la braciola di maiale panata e accompagnata da patate croccanti e da una deliziosa salsa ai frutti rossi.
Cosa mangiare a Innsbruck, viaggio a Innsbruck con i bambini, trevaligie

Perché andare a Innsbruck in inverno

La città nel periodo natalizio è addobbata in ogni suo angolo e offre ai visitatori scorci caratteristici e diverse possibilità di svago. I mercatini di Innsbruck inoltre, sono un’ottima occasione per gustare le specialità tipiche del Tirolo in modalità “mordi e fuggi”, lasciando così il restante tempo a disposizione per vagabondare tra le strade del centro, tra negozi di noto brand e nelle botteghe tipiche. I bambini poi rimangono letteralmente incantati da questo clima perenne di festa, elegante e discreto, e hanno diversi eventi a loro dedicati a cui poter prendere parte. Se i bambini si divertono, anche i genitori possono godersi la vacanza in tutta serenità. 

La Cattedrale di Palermo, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, sorge proprio nel cuore della città. E’ uno splendido esempio di architettura normanna, con una ricca storia che risale al XII secolo. Questa cattedrale è un’attrazione da non perdere per chiunque visiti Palermo e la Sicilia stessa. Dai suoi intricati mosaici al suo imponente campanile, c’è molto da ammirare in questa chiesa di una bellezza disarmante. Esplora la storia e la bellezza della Cattedrale di Palermo in questa guida completa.

La Cattedrale di Palermo

Conosci la sua storia?

La Cattedrale di Palermo ha una storia ricca e affascinante che risale al XII secolo. Originariamente costruita come moschea durante la dominazione araba della Sicilia, è successivamente trasformata in chiesa cristiana dai Normanni. Nel corso dei secoli, la cattedrale subisce numerosi rifacimenti e aggiunte, fino a creare una miscela unica di stili architettonici. Il susseguirsi continuo di dominazioni straniere porta dunque l’edificio a continue modifiche che seguono lo stile e i canoni estetici dei nuovi conquistatori.

Nel 600 dopo Cristo ad esempio la chiesa è arricchita dal santuario dedicato alla Vergine Maria Assunta, edificato sui resti della basilica romana pre-esistente. Con l’arrivo dei saraceni invece la chiesa torna ad essere moschea, al fine di dare spazio e importanza al culto mussulmano sull’isola. Di questo periodo sono le colonne della navata centrale. 

Dopo l’anno Mille il potere e la guida della città passano di nuovo in mano normanna e la moschea torna ad essere luogo di culto cristiano. Vengono inoltre edificate in questo periodo le Tombe Imperiali, per dare degna sepoltura ai regnanti. Al loro interno sono conservati i resti di Federico II e della patrona della città di Palermo, Santa Rosalia. 

Oggi rappresenta una testimonianza del ricco patrimonio culturale della Sicilia ed è un’attrazione da non perdere per i visitatori di Palermo.

La Cattedrale di Palermo: guida completa alla visita

Scopri l’architettura e il design della Cattedrale di Palermo

La Cattedrale di Palermo è uno straordinario esempio di fusione di diversi stili architettonici. La moschea originaria fu costruita in stile arabo-normanno, caratterizzato dall’uso di fasce alternate di pietra rossa e bianca. Le aggiunte cristiane, compresa la navata e il transetto, sono state realizzate in stile gotico, con archi ogivali e volte a vela. Il periodo barocco ha visto invece l’aggiunta di decorazioni ornate, come le sculture in marmo e gli affreschi che impreziosiscono l’interno. L’esterno della cattedrale è altrettanto impressionante, con il suo imponente campanile e le intricate sculture. Una visita alla Cattedrale di Palermo è una festa per gli occhi e un viaggio nella storia dell’architettura siciliana.

Ammira gli interni

L’interno della Cattedrale di Palermo è uno scrigno di arte e decorazioni. La navata e il transetto sono adornati da splendidi affreschi, tra cui trovi le opere di Pietro Novelli e Giuseppe Velasquez. L’altare maggiore è un capolavoro dell’arte barocca, con i suoi intricati intagli e le decorazioni dorate. Il pavimento della navata centrale sfoggia una meridiana in marmo realizzata dall’astronomo Giuseppe Piazzi. L’opera è meravigliosamente intarsiata e rappresenta i segni zodiacali che, a seconda della stagione, sono irradiati e quindi illuminati dai raggi del sole che filtrano dalle vetrate.

La cattedrale custodisce, come già accennato, alcune importanti reliquie, tra cui il teschio di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Al suo interno puoi ammirare inoltre le bellissime vetrate raffiguranti importanti scene della Bibbia e della vita dei santi. Una visita alla Cattedrale di Palermo è d’obbligo se sei un appassionato di arte e all’architettura.

Soffermati con lo sguardo sulla cupola

Dopo il terremoto che ha devastato quest’area della Sicilia, nel 1963, la Cattedrale è stata arricchita da una grande cupola. Col tempo questa cupola è diventata uno dei simboli iconici della città. Le sue arcate sorreggono un tamburo centrale sfruttando i grandi pilastri del presbiterio, che si trova in fondo alla navata centrale. Il tamburo è di forma cilindrica e vanta otto finestre, mentre il soffitto presenta volte a botte. Sulla cima della cupola è ben visibile una lanterna. Altre piccole lanterne sono incastonate in piccole cupolette, ben 16, che circondano la cupola centrale e che vanno a illuminare la altre cappelle laterali.

Suggerimenti per visitare la Cattedrale di Palermo

Per visitare la Cattedrale di Palermo è necessario vestirsi in modo appropriato. Si tratta di un importante sito religioso per cui ai visitatori è chiesto di vestirsi in modo rispettoso, magari coprendo le spalle e le ginocchia. Ti consiglio inoltre di arrivare la mattina presto per evitare la folla e per sfruttare la luce naturale che illumina l’interno della cattedrale per ammirarne i dettagli. Se sei un appassionato di arte e architettura ti consiglio di prenotare una visita guidata. In questo modo potrai apprezzare appieno la storia e il significato di questo straordinario edificio. Infine, non dimenticare di portare una macchina fotografica per catturare la bellezza degli intricati dettagli della cattedrale e delle sue straordinarie opere d’arte.

Orari e informazioni utili alla visita

La cattedrale di Palermo è visitabile tutto l’anno negli orari di apertura. Tuttavia, ti consiglio di organizzare il tuo viaggio tra in primavera o in autunno, quando le temperature sono ancora sopportabili.

La Cattedrale di Palermo è aperta dal Lunedì al Sabato, dalle ore 07:00 alle ore 19:00. La Domenica invece apre alle ore 08:00 per chiudere alle 13:00 per poi riaprire nel pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00.

L’accesso all’area di preghiera è gratuito, mentre il biglietto che comprende l’ingresso a tutte le aree restanti costa 10 euro. Ti consiglio comunque di rimanere sempre aggiornato sulle variazioni di prezzi e orari consultando il sito ufficiale di Palermo.

Cosa vedere vicino alla Cattedrale di Palermo

Mentre la Cattedrale è un‘attrazione da non perdere a Palermo, ci sono molti altri luoghi altrettanto interessanti che puoi esplorare nella zona circostante. A pochi passi si trova il Palazzo dei Normanni, uno splendido palazzo che risale al IX secolo. Puoi inoltre raggiungere  il vicino mercato di Ballarò, che offre uno sguardo vivace e colorato sulla vita locale. Qui puoi assaporare il vero street food siciliano. Se sei interessato alla storia e alla cultura locale invece, nelle vicinanze trovi il Museo Archeologico Regionale, che presenta un’affascinante collezione di reperti dell’antica Sicilia. 

Salò, paese ricco di storia, arte e cultura, ha la grande particolarità di avere uno dei lungolago più belli del Garda. Uno scenario unico, con una vista spettacolare su tutto il perimetro del lago e una passeggiata pulita, tranquilla, in cui godersi a pieni polmoni l’aria pulita, il sole che si riflette sullo specchio d’acqua e lo sciabordio delle barche ancorate ai tralicci, ansiose di riprendere il largo. Se stai programmando un viaggio sulle sponde del Lago di Garda di seguito trovi consigli su cosa vedere a Salò.

Salò, cosa vedere sul Lago di Garda

Fai una passeggiata sul lungolago 

Il lungolago di Salò è completamente pedonale, ideale quindi se si viaggia con bambini. Oltre ad essere spazioso e completamente esposto al sole durante tutto l’arco della giornata, racchiude un pò quella che è l’essenza del paese. Calma, pulizia, charme. Elegante, con le sue panchine ben orientate verso il paesaggio circostante, modaiolo, con diversi locali in cui poter passare momenti piacevoli assaggiando le prelibatezze che la zona offre.

Bar, gelaterie, ristoranti e bistrot si susseguono ordinati, lasciando al visitatore solo l’imbarazzo della scelta. Negozi di grandi firme e atelier di pittura ne spezzano a volte la continuità, attirando sguardi sulle vetrine deliziosamente allestite e sui quadri che riproducono in maniera impeccabile lo scenario che ci si trova di fronte. L’aspetto più interessante del lungolago Zanardelli sono le 20 targhe che si trovano durante il percorso, sulle quali è incisa la storia e l’origine dei nomi delle contrade di Salò. Un modo di scoprirne la storia, rimanendo all’aria aperta.

Saló,cosa vedere sul Lago di Garda

Salò, cosa vedere. Entra nel centro storico

Salò è un paese decisamente interessante sotto il punto di vista monumentale. In ogni angolo è possibile imbattersi in palazzi o in particolari strutture che riportano alla gloriosa dominazione veneziana. Un paese da visitare a piedi, in modalità slow, per poterne ammirare ogni scorcio tramandato dal passato. Lasciandosi il lungolago alle spalle ed entrando nel budello ci si immerge in un atmosfera ancora più elegante.

Anche se il sole viene coperto dagli antichi edifici, è piacevole perdersi tra le boutique di lusso e gli eleganti particolari dei palazzi medievali. Il Palazzo della Magnifica Patria è il simbolo della cittadina, e lo si può già notare e ammirare dai Portici sul lungolago, dove si apre la loggia. Il Palazzo della Magnifica Patria racchiude diverse forme d’arte, di diversi periodi storici. Affreschi, lapidi del Regno d’Italia, stemmi di casati e uno dei Leoni di San Marco sono racchiusi tra le sue mura.

Saló, cosa vedere sul Lago di Garda

Palazzo della magnifica Patria

Conosci le origini del nome Salò?

Non si sa precisamente da dove derivi il nome Salò. Secondo alcune scuole di pensiero pare che prenda il nome da una regina etrusca, Salodia, che regnava proprio ai piedi del Monte Bartolomeo, che si trova sulla sponda nord del paese. Molto più probabile invece che derivi dalla parola “sale”. Infatti, grazie al collegamento con il mare Adriatico tramite il fiume Mincio, la città di Salò disponeva di grandi magazzini in cui veniva stipato il sale, diventandone già da tempi remoti, un grande centro di smercio.

Saló, cosa vedere sul Lago di Garda

La repubblica di Salò

La città divenne famosa soprattutto dopo la costituzione della “Repubblica di Salò”. Mussolini scelse di portare i principali ministeri sul lago di Garda per la vicinanza fisica della Germania, e per via delle numerose strutture alberghiere che avrebbero potuto ospitare le ingombranti truppe. Inoltre, e cosa assai più importante, nella zona di Salò l’attività partigiana era del tutto assente. Altro fattore che determinò la scelta di trasferire alcuni ministeri sul lago è stata senza dubbio la presenza in zona di importanti fabbriche di armi, tra cui la Beretta. La Repubblica “fantoccio” di Salò cadde non appena l’esercito tedesco abbandonò l’Italia, nell’aprile del 1945. Durò solo 19 mesi, senza mai esercitare un potere di fatto.

Visita il Duomo di Salò

Il Duomo è uno dei monumenti più importanti della città, ed è dedicato a Santa Maria Annunziata. Progettato in stile gotico, non fu mai terminato. La facciata infatti è ancora incompleta, anche se esibisce con fierezza un portale rinascimentale in marmo di Antonio Della Porta. Custodisce al suo interno tele del Romanino, di Paolo Veneziano e di Zenon Veronese. La sua grande particolarità sta di fatto nell’essere una cattedrale in riva al lago. 

Saló, cosa vedere sul Lago di Garda

Salò. Cosa vedere. Godeti la città in modalità slow

Lasciando l’auto nel grande parcheggio comunale fuori la città, si può andare alla scoperta di Salò a piedi, o anche in bicicletta. Tutto è a misura d’uomo e soprattutto di bambino. Il fatto che il centro e il lungolago siano chiusi al traffico la rende una piccola oasi di pace, in cui preoccuparsi solamente di godersi il panorama. Per i bambini proprio all’inizio della passeggiata, c’è un grazioso parco giochi, tenuto benissimo, in cui poter giocare senza alcun pericolo perchè totalmente recintato e chiuso da un cancelletto.

Saló con i bambini, viaggio sul lago di Garda

Non manca nulla per poter passare una giornata in completo relax. Dopo aver passeggiato nel centro storico, al tramonto, è bellissimo godersi un “pirlo” in uno dei locali che si specchiano nelle acque del lungolago. Il Pirlo non è altro che la versione bresciana dello Spritz. Dal gusto leggero, aromatico, piacevole al gusto, sembra riflettere proprio lo spirito di questa città. Poetica, senza mai annoiare, romantica..senza essere stucchevole.

Il viaggio è un’esperienza unica e indimenticabile. Ci permette di scoprire nuovi posti, conoscere culture diverse e imparare molto su noi stessi. Durante un viaggio possiamo allontanarci dalla nostra routine quotidiana, rilassarci e godere di momenti di pura bellezza. Che si tratti di un viaggio lungo o breve, in solitaria o in compagnia, di lavoro o di svago, il viaggio ci arricchisce sempre di nuove esperienze e ci fa sentire vivi.

Per goderlo appieno è fondamentale organizzarlo al meglio e spesso questa organizzazione passa anche dalla valigia giusta.

Se stai pensando di acquistare una nuova valigia per il tuo prossimo viaggio o se devi sostituire le valigie che hai utilizzato fino ad ora, sei nel posto giusto. Acquistare una valigia da viaggio, infatti, può sembrare un compito facile, ma ci sono diverse cose da considerare prima di fare la scelta finale.

Acquistare una valigia da viaggio

Prima di acquistare una valigia è fondamentale aver ben chiaro il tipo di uso che se ne vuole fare. Esistono infatti diversi tipi di borse e valigie da viaggio tra cui scegliere ed ognuno soddisfa a esigenze diverse.

Le borse da viaggio tra cui scegliere includono:

  • Borsa: una borsa piccola che di solito ha solo una tasca
  • Borsa per laptop: più grande di una borsa normale che può contenere computer portatili, libri di testo e quaderni e viene utilizzata per lo più per viaggi di lavoro.
  • Borsone: una borsa da viaggio multiuso che può trasportare vestiti, dispositivi elettronici e altri oggetti. Ha uno schienale imbottito che può essere utilizzato per trasportare e proteggere oggetti più pesanti. Le altre pareti invece sono morbide e permettono di adattarsi al contenuto. Il borsone è in genere abbastanza grande da poter adempiere da solo alle esigenze di viaggio più disparate e può essere riposto all’interno di un altro bagaglio quando non viene utilizzato.
  • Zaino: lo zaino è un contenitore facile da trasportare molto versatile, che si adatta a una vasta gamma di esigenze di viaggio e budget. Lo zaino è progettato per essere compatto. Per questo motivo è una buona scelta per i viaggiatori che hanno necessità di camminare con facilità. I migliori tipi di zaino da viaggio sono quelli con spallacci imbottiti e cinture sui fianchi dello zaino per aiutare a distribuire il peso e fornire stabilità.
  • Trolley: un tipo di valigia caratterizzato dalle ruote e da un manico retrattile che permettono di trasportare facilmente i propri bagagli. Solitamente è realizzato in materiali leggeri come il policarbonato o il nylon, ed è disponibile in diverse dimensioni e colori. Grazie alla sua praticità, il trolley è diventato uno dei modi più comuni per viaggiare, sia per motivi di lavoro che per vacanza. Viene spesso utilizzato come bagaglio a mano nei viaggi aerei, rendendolo ancora più diffuso tra i viaggiatori.

Ma cosa guardare quando è il momento di acquistare una valigia?

Ecco i 6 aspetti da tenere presente per l’acquisto di una valigia da viaggio:

  1. Dimensioni e capacità: scegli una valigia che rispetti i limiti di peso e dimensioni delle compagnie aeree che utilizzerai durante il viaggio. La dimensione e la capacità della valigia sono importanti per assicurarsi che ci sia abbastanza spazio per tutti i tuoi vestiti e oggetti personali. Tuttavia, è anche importante considerare le restrizioni di peso e dimensioni delle compagnie aeree che prenderai durante il tuo viaggio. Ti consigliamo di scegliere una valigia che sia leggera ma abbia abbastanza spazio per tutti i tuoi oggetti.
  2. Materiali: valuta la resistenza e la leggerezza dei materiali, come il policarbonato, l’ABS o il nylon balistico.
    Ognuno di questi materiali ha i suoi vantaggi e svantaggi, ma è importante sapere qual è il materiale e cosa può sopportare. Soprattutto, assicurati che la tua custodia da viaggio sia abbastanza resistente ad un uso frequente e alle sollecitazioni che questi comporta.
  3. Ruote e maniglie: assicurati che le ruote siano resistenti e scorrevoli per facilitare il trasporto della valigia. E scegli una valigia con maniglie solide e ben posizionate per il sollevamento e il trasporto. Son due elementi spesso sottovalutati ma che in realtà si rivelano fondamentali soprattutto se viaggi spesso o se devi fare lunghi tratti a piedi con valigie al seguito.
  4. Capienza: può variare a seconda della marca e del modello. In genere, le valigie da cabina hanno una capienza di circa 30-40 litri, mentre quelle da stiva possono arrivare fino a 100-120 litri. È importante controllare le dimensioni e il peso massimo consentito dalle compagnie aeree prima di acquistare una valigia per assicurarsi di rispettare i limiti imposti.
  5. Sicurezza: controlla che la valigia abbia un sistema di chiusura e di sicurezza efficace per proteggere i tuoi effetti personali. Alcuni trolley sono dotati di un lucchetto conforme alla TSA che può essere sbloccato dal personale della compagnia aerea durante i controlli di sicurezza aeroportuali. È importante considerare tutte queste funzionalità prima di prendere la decisione finale.
  6. Comparti e tasche: valuta la presenza di scomparti e tasche per organizzare al meglio i tuoi abiti e gli oggetti personali durante il viaggio. Assicurati che la valigia scelta abbia scomparti regolabili o espandibili e tasche extra per poter organizzare al meglio tutti i tuoi effetti personali, per semplificare il tuo soggiorno e rendere il tuo viaggio, di vacanza o lavoro, più piacevole.

Analizzando bene le tue esigenze e tenendo conto di questi 6 aspetti non potrai sbagliarti e riuscirai a comprare la valigia da viaggio perfetta per te!

“Beata te che sei tutto il giorno a mare!Ah si? Ti elenco una giornata tipo di una mamma, in vacanza al mare con i bambini, che si deve preparare fisicamente e psicologicamente ogni mattina, prima che il leone rincorra la gazzella, per organizzare una giornata in spiaggia con i pupi ululanti intorno. E ululanti non è un errore di battitura. Volevo scrivere proprio ululanti. 

Vacanza al mare con i bambini

La sveglia si ritarda solo di mezz’ora rispetto all’orario invernale. Dalle sette alle sette e mezza è una grande conquista. Se preparare lo zaino e tutto l’occorrente per la scuola sembra un impresa titanica l’inverno , preparare la borsa del mare con i bambini risulta impegnativo quanto scalare un ghiacciaio in infradito. Dunque, partiamo dalla borsa con l’essenziale, e parlerò solo dell’essenziale.

  • Telo personale, anzi opta per un pareo che è più leggero e asciuga prima. Dritta in più –> Puoi usarlo come vestito ed evitare addirittura di metterlo in borsa. Dal portatore al lettino è un attimo e la borsa ne guadagnerà in leggiadria.
  • Telo di Hallo Kitty, asciugamano di Barbie di riserva, accappatoio dei Trolls per la doccia sul lido ( io ho una solo figlia eh).
  • Corredo di costumini di ricambio, compreso il cassetto in legno decapato, che non si sa mai. Uno dopo ogni bagno, dieci bagni all’ora, fai un pò tu. Che mica se lo rimette umido il precedente. No! Mamma l’hanno già visto tutti, bisogna sfoggiarne un altro. Ok.
  • Protezione 50 più più più, che nemmeno la classe energetica del frigorifero ha tutte ste stelline. Protezione 40 per le ore più fresche, protezione 20 per andare via dal mare, che anche in strada i raggi UVA sanno essere davvero bastardi.
  • Stick per punture di api e/o zanzare e/o tracine e/o pappataci. Utile anche per gli attacchi tentacolosi della medusa caina.
  • Libro dei compiti per le vacanze di 380 pagine, a cui per forza di cose, occorre abbinare un astuccio che comprende, oltre ai classici colori a spirito, pastelli, cere, pennelli e acquerelli ( metti che fa un tramonto degno di nota, serve l’acquerello mamma!), righe, squadre, centimetro da sarta, compasso, lente di ingrandimento, evidenziatori e taglierini.
  • Spazzola con setole morbide, pettine a denti larghi per nodi resistenti, pettine a denti stretti per fare la fila precisissima al centro della capoccia ( e qui puoi usufruire anche del comodo righello che trovi nell’astuccio di cui sopra).
  • Bambola per il sonnellino pomeridiano. Non dorme il pomeriggio da minimo tre anni, ma ” mamma metti che mi viene sonno, se non ho Sabrina da abbracciare rimango frustrata a vita eh”. Ok. Portiamo pure Sabrina.
  • Soldi. Tanti soldi in ogni formato disponibile erogato dalla Banca d’Italia. Cinquanta, venti, cinque euro. Gli spiccioli devono abbondare, guai a non avere monete disponibili per la doccia, per il gelato, per la granita delle 16:00, per la partita a biliardino, per la pizzetta delle 17:00, per il flipper. Suvvia.

Prepara la borsa termica per il pranzo in spiaggia

Bene. Dopo un ora abbondante passata tra varie polemiche e piagnistei su cosa portare e cosa no, si passa ad organizzare il pranzo. Che siamo una famiglia medio borghese mica discendiamo dagli Agnelli. Noi il pranzo lo portiamo da casa, non lo ordiniamo allo stabilimento. Abbiamo un bellissimo e capiente zaino termico dove volendo si potrebbe inserire anche qualcosa per la cena, ma non mi piace esagerare. Rimango umile. Vediamo dunque come organizzare il pranzo quando si è in vacanza al mare con i bambini.

E dunque:

  • Ghiacciolini refrigeranti da un chilo e mezzo ciascuno, per far arrivare la temperatura interna allo zaino ad almeno un grado sopra lo zero.
  • Cocomero ( si dice cocomero in italiano, non anguria, #sapevatelo) tagliato a cubetti e privato dei semi con meticolosa precisione.
  • Melone, sempre rigorosamente tagliato a cubetti. Non è estate se non hai il melone sotto l’ombrellone. Fa pure rima.
  • Gocce d’oro, susine, perette.. piccoli umili frutti che si possono trasportare e mangiare facilmente con le manine. Madre natura è stata lungimirante. Si vede che era mamma.
  • Insalata di riso. Si, signore care. L’insalata di riso la prepari il primo maggio e a ferragosto hai ancora una bella porzione da utilizzare in extremis. L’insalata di riso mette d’accordo tutti. Pure i piccioni di passaggio.
  • Verdure grigliate. Per combattere la calura e la ritenzione idrica. Fa niente che mentre le prepari, sulla piastra incandescente, arrivi a ricreare in cucina gli interni di un altoforno. “Mamma guarda si sta sciogliendo il bastone della tenda!” “Fa niente amore, vuoi mettere la cellulite che se ne va?”
  • Caffè nel termos. Anche se comunque prenderai l’espresso al bar, il caffè nel termos lo porti per tradizione. Lo faceva tua nonna, memore della bisnonna, lo fa ancora tua mamma e quindi per diritto divino lo fai anche tu. Punto.
  • Snack come se piovesse. Crackers ai semi di chia, ai chicchi di riso soffiato, alla barbabietola da zucchero. Patatine cotte al forno, pop corn ( fatti in casa nel microonde, che comodità ), carote e sedano che puntualmente non si fila nessuno, nemmeno i piccioni di passaggio. E qualcosa di dolce scusa? Giusto. Portiamo gli oreo, il ciambellone che ho fatto ieri nell’altoforno, due plum cake senza olio di palma, due crostate con marmellata bio dei campi di lavanda in fiore. Ma facciamo pure due pan carrè con la crema di nocciole va. Per emergenza. Tanto comunque se il vicino, o il vicino del vicino di ombrellone, prende il gelato alle 17:00, anche tu devi comprare il gelato. Sennò sai gli strilli?!!! Capace che all’ombrellone di fronte c’è qualche pignolo che ti segnala subito ai servizi sociali. Ah, non ti dimenticare mai, e dico mai, le pringles!
  • Acqua nel termos. E qui, signore, esce tutto il mio animo ecologista. Non portate plastica in spiaggia. Di nessun tipo. Procurati termos e contenitori che poi riporterai a casa e laverai nella pace del signore. Fai del bene all’ambiente e fai del bene a te stessia e ai tuoi figli.
Vacanza al mare con i bambini. Guida semiseria
Scorcio della mia cucina

Vacanza al mare con i bambini. Consigli di sopravvivenza 

  • Non portare in spiaggia strumenti musicali di alcun tipo. Flauti, fischietti, maracas. Che rompano le pelotas a casa vostra con questi oggetti, e non a noi. 
  • I cellulari, signora, via! Sei al mare, e anche se hai le scatole piene e la giugulare in via di esplosione, non dare mai i cellulari ai tuoi bambini. Portali ad esplorare l’arenile su…o iscrivili a qualche laboratorio sulla spiaggia.
  • Scordati di rimanere sdraiate sul lettino. Se proprio ne hai bisogno o desiderio, accordati con le vicine di ombrellone. Mezz’ora a testa in cambio di baby-sitteraggio. La solidarietà prima di tutto.
  • Se in acqua ti arrivano schizzi, pallonate, racchettoni in testa.. non cercare il bagnino in cerca di aiuto. Rilanciate al mittente con potenza. 
  • Accordati sempre con le tue gentili vicine di ombrellone su quello che sarà il pranzo dei tuoi teneri cuccioli l’indomani. Piatti uguali per tutti. Perché nel momento in cui, anche a distanza di un chilometro, da un contenitore Tupperware qualunque dovesse uscire odore di pennette al ragù… stai sicure che partiranno tutti come segugi addestrati in cerca del loro piatto preferito. E sai poi dove te lo metti il cous cous con le verdure di stagione e l’hummus di ceci del bengala???

Vacanza al mare con i bambini. Guida semiseria

E con questo Ti auguro un rilassante e piacevole vacanza al mate con i tuoi ( e anche un pò quelli altrui ) bambini.

Se stai programmando un viaggio a Parma, in Italia, assicurati di non perdere nessuna delle principali attrazioni da vedere e delle esperienze da fare in città. Se hai poco tempo a disposizione questa guida fa al caso tuo. Ti aiuterà a sfruttare al massimo il tuo tempo in città con un elenco dettagliato su cosa vedere in un giorno a Parma.

Parma. Cosa vedere in un giorno

Passeggia nel centro storico

Parma è una città a misura d’uomo, e soprattutto a misura di bambino. Inoltre è una città amante delle biciclette. Ci sono più piste ciclabili che marciapiedi e le persone si muovono esclusivamente su due ruote. Il centro storico poi, è facilmente passeggiabile perché in parte chiuso al traffico. Lascia l’auto al parcheggio Toschi e raggiungi il centro a piedi, passando sotto le pittoresche volte del Palazzo Pilotta, un complesso monumentale che ospita il Museo Archeologico Nazionale e il Teatro Farnese.

La costruzione di Palazzo Pilotta risale al 1583, opera di Ottavio Farnese. E’ un grande complesso di palazzi che ospita numerosi musei e gallerie. La Galleria Nazionale ad esempio è assolutamente da vedere, con la sua impressionante collezione di arte rinascimentale italiana, tra cui opere di Correggio e Parmigianino. Merita una visita anche il Teatro Farnese, con la sua splendida architettura barocca e la sua ricca storia. Non dimenticare di visitare il Museo Archeologico e il Museo Bodoni, che espone l’opera del famoso tipografo Giambattista Bodoni. Con così tanto da vedere e da fare, potresti facilmente trascorrere un intero pomeriggio esplorando il Palazzo della Pilotta.

Piccola curiosità. Il Palazzo deve il suo nome al gioco della “pelota”, molto amato dai soldati spagnoli di stanza a Parma. 

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Raggiungi il Duomo di Parma e il Battistero

Dirigiti poi verso Piazza del Duomo. L’edificio, noto anche come Cattedrale di Parma, è uno straordinario esempio di architettura romanica. Costruita nel XII secolo, la cattedrale presenta intricati intagli e sculture, oltre a splendidi affreschi di artisti come Correggio. Non perdere l’occasione di salire in cima al campanile per una vista mozzafiato della città.

La Cattedrale si trova in pieno centro, in una zona molto amata sia dai turisti che dei parmensi. Qui trovi anche il famoso Battistero di San Giovanni, il quale spicca sulla piazza per la sua pianta ottagonale e per il suo rivestimento rosato, fatto in marmo pregiato proveniente dalla città di Verona. Il marmo, gli archi, le colonne e i decori fanno del Battistero un edificio di un eleganza unica.

Parma. Cosa vedere in un giorno e cosa mangiare.

Parma, cosa vedere. Passeggia nel Parco Ducale

Il Parco Ducale è un bellissimo parco situato nel cuore di Parma. Un tempo era il giardino privato del Duca di Parma, ma ora per fortuna è aperto al pubblico. Il parco presenta un’architettura straordinaria, e ospita edifici monumentali di gran pregio, come il Palazzo Ducale e il Teatro Farnese. Vanta inoltre fontane ornamentali, deliziose sculture e giardini ben curati. È il luogo perfetto per rilassarsi e distendersi dopo un’intensa giornata di visite turistiche. 

Visita il Teatro Regio

Completa la tua visita a Parma esplorando un altro colosso del ricco patrimonio culturale della città: il famoso Teatro Regio. E’ uno straordinario teatro dell’opera che ha ospitato alcuni degli artisti più famosi del mondo. Fai una visita guidata al teatro per conoscere la sua storia e la sua architettura, oppure assisti a uno spettacolo se hai tempo a disposizione. L’acustica del teatro è famosa in tutto il mondo, il che lo rende una meta imperdibile per gli amanti della musica.

Cosa mangiare a Parma?

Non può mancare in quel di Parma un buon pasto fatto di prodotti tipici locali. Il centro storico pullula di localini e di trattorie tipiche, di enoteche e di prosciuttifici aperti fino a tarda notte, dove poter deliziare il palato con le eccellenze del territorio.

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I prodotti da assaggiare sono davvero tantissimi, e certo non basta una cena per provarli tutti. Immancabile un assaggio del famosissimo Parmigiano-Reggiano, il formaggio che più rappresenta l’Italia nel mondo, e anche il più imitato. Segue una degustazione del prosciutto crudo di Parma, un altro DOP, da mangiare accompagnato da un altra specialità parmense: il pane fritto.

Come non cedere poi ad un primo piatto? La pasta ripiena qui la fa da padrona. Agnolotti, ravioli, cappelletti e tortelli di ogni forma e ripieno sono i protagonisti della tavola.

Il tutto va necessariamente accompagnato da un buon vino rosso, frizzante, vivace e conviviale come la città che ti ospita: il Lambrusco..

Se stai pianificando una vacanza alle Baleari dovresti conoscere in anticipo il modo migliore per muoverti sulle varie isole. Puoi infatti spostarti dalle spiagge più belle ai pittoreschi villaggi dell’arcipelago con diverse opzioni di trasporto disponibili. Scopri come muoversi a Ibiza e Formentera con questa guida pratica ai trasporti. 

Come muoversi a Ibiza e Formentera

Trasporto pubblico a Ibiza: auto o taxi?

A Ibiza ci sono diverse opzioni di trasporto pubblico, tra cui autobus e taxi. Gli autobus sono un’opzione economica e conveniente per spostarsi sull’isola, con numerose linee che collegano le principali città e le spiagge più famose. I taxi sono un’opzione più costosa ma comoda, soprattutto se viaggi in gruppo o se hai bisogno di raggiungere una destinazione specifica nel minor tempo possibile. Inoltre hai la possibilità di prenotare un taxi in anticipo o di trovarne uno subito disponibile nelle stazioni dei taxi sparse sull’isola.

Prova a noleggiare un’auto, uno scooter o una bici

Oltre ai mezzi di trasporto pubblico e ai taxi, un’altra opzione per muoversi a Ibiza è il noleggio di auto, moto o biciclette. Ci sono numerose agenzie di noleggio sull’isola, con una vasta gamma di veicoli disponibili. Noleggiare un’auto è un’ottima opzione se vuoi esplorare l’isola in modo indipendente e raggiungere luoghi più remoti. Il noleggio scooter a Ibiza invece è un’opzione più economica e adatta per spostarti in città o lungo le strade costiere. Le biciclette sono un’opzione ecologica e salutare per esplorare l’isola, ma tieni presente che le strade di Ibiza possono essere impegnative per i ciclisti meno esperti.

Come muoversi a Ibiza e Formentera: mezzi di trasporto e soluzioni pratiche

Raggiungi le isole vicine con i traghetti di linea

Se vuoi esplorare le isole vicine a Ibiza, ci sono diverse opzioni di traghetti e traghetti veloci disponibili. Ad esempio, puoi prendere un traghetto per Formentera, un’isola famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e le acque cristalline. Ci sono anche traghetti per le isole di Mallorca e Menorca, se vuoi esplorare altre destinazioni nelle Baleari. I traghetti veloci sono un’opzione più rapida per raggiungere queste destinazioni, ma possono essere un po’ più costosi rispetto ai traghetti tradizionali.

Come muoversi a Formentera

Se vuoi raggiungere Formentera dall’isola di Ibiza la soluzione migliore è prendere un traghetto o un traghetto veloce. Ci sono diverse compagnie che offrono questo servizio, tra cui Trasmapi, Balearia e Mediterranea Pitiusa. I prezzi variano a seconda della compagnia e della stagione, ma in genere si aggirano intorno ai 20-30 euro a tratta. I traghetti veloci impiegano circa 30 minuti per raggiungere Formentera, mentre i traghetti tradizionali impiegano circa un’ora.

Se la tua meta è Formentera quindi è importante che tu sappia come muoverti sull’isola per goderti al meglio la tua vacanza. Ci sono diverse opzioni di trasporto disponibili, a seconda del tuo budget e delle tue esigenze. 

Noleggia uno scooter o una moto

Se hai bisogno di muoverti sull’isola rapidamente ti consiglio il noleggio scooter a Formentera. Ci sono diverse agenzie di noleggio disponibili, con prezzi che variano a seconda della durata del noleggio e della cilindrata del veicolo. È importante notare che, sebbene sia un’opzione conveniente e divertente, il noleggio di scooter o moto può essere pericoloso se non si ha esperienza nella guida di questi veicoli. Inoltre, è necessario indossare un casco protettivo e rispettare le regole della strada per garantire la sicurezza propria e degli altri.

Preferisci l’auto o la bici?

Oltre al noleggio di scooter o moto ci sono altre opzioni per muoverti sull’isola di Formentera. Ad esempio, è possibile noleggiare un’auto o una bicicletta. Il noleggio di auto può essere più costoso rispetto al noleggio di scooter o moto, ma può essere una buona opzione per gruppi più grandi o per coloro che preferiscono un veicolo più sicuro e confortevole. Il noleggio di biciclette è un’opzione ecologica e salutare, ma è importante tenere presente che l’isola ha molte colline e che potrebbe essere necessario avere una buona forma fisica per affrontare i percorsi più impegnativi.

Come muoversi a Ibiza e Formentera. Autobus e taxi

Oltre al noleggio di veicoli privati, ci sono anche servizi di autobus pubblici e taxi disponibili sull’isola di Formentera. Gli autobus coprono gran parte dell’isola e sono un’opzione economica per spostarsi. Tuttavia, i tempi di attesa possono essere lunghi e gli autobus possono essere affollati durante i periodi di punta. I taxi sono un’opzione più costosa, ma offrono maggiore flessibilità e comfort. È possibile prenotare un taxi in anticipo o chiamarlo direttamente quando si ha bisogno di un passaggio.

Come muoversi a Ibiza e Formentera: mezzi di trasporto e soluzioni pratiche

Consigli per scegliere il modo migliore per muoversi a Ibiza e Formentera

Quando si tratta di scegliere il modo migliore per muoversi a Ibiza e Formentera ci sono diverse cose da considerare. Se desideri risparmiare denaro gli autobus sono un’opzione economica, ma potrebbero non essere la scelta migliore se si ha poco tempo a disposizione. I taxi offrono maggiore flessibilità, ma possono essere costosi. Se invece vuoi esplorare l’isola in modo indipendente, il noleggio di un veicolo privato come lo scooter potrebbe essere la scelta migliore. Tuttavia, è importante tenere presente che le strade sull’isola possono essere strette e tortuose, quindi è necessario essere abili alla guida. Una volta scelto il tuo mezzo ideale non ti resta he andare alla scoperta delle isole più belle delle Baleari: Ibiza e Formentera!

Se stai pianificando un viaggio in Sicilia, non perderti questa guida completa su cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Scopri i monumenti storici, assapora la cucina locale e immergiti nella cultura siciliana. Palermo è una città ricca di storia, arte e tradizioni, e questa guida ti aiuterà a sfruttare al meglio il tuo tempo nella città.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.
Palermo è davvero una città ricca di luoghi unici. Se fai scalo in città con una crociera diventa essenziale individuare le migliori attrazioni da visitare, soprattutto in base ai tuoi interessi. Non hai bisogno di transfer poichè il porto è vicinissimo al centro storico, che raggiungi a piedi in meno di 5 minuti.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno

Visita la Cattedrale di Palermo

Le tue prime ore a Palermo dovresti dedicarle alla visita dei monumenti storici più importanti della città. Inizia la tua giornata al Teatro Massimo, uno dei teatri più grandi d’Europa. E’ famoso oltretutto per essere stato il set del film “Il Padrino III”. Poi dirigiti verso la Cattedrale di Palermo, un capolavoro dell’architettura normanna con influenze arabe e bizantine. 

La storia di questo edificio è abbastanza complessa. Nasce come basilica paleocristiana ma diventa moschea durante la dominazione araba dell’isola. Solo durante il periodo normanno torna ad essere chiesa cattolica. Nella seconda metà del ‘700 Carlo Borbone ne affida i lavori di restauro ad un suo architetto, Ferdinando Fuga, il quale dona alla cattedrale uno stile neo classico smorzando leggermente i toni gravi del gotico e del barocco. Toni che puoi ritrovare invece nell’abside e nel portale di ingresso e nella maestosa cupola della Cattedrale.

All’interno dell’edificio trovi anche le tombe reali, tra le quali puoi ammirare il sarcofago di Federico II e la tomba di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Il mix eccessivo di stili architettonici può sembrare caotico all’inizio, creando spaesamento nel visitatore attento. Nell’insieme invece, dopo una dettagliata osservazione, traspare tutto lo splendore di questa mescolanza di stili.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Raggiungi il Palazzo dei Normanni

Il Palazzo dei Normanni è uno degli edifici più famosi della città di Palermo. Il perchè è presto detto. E’ stato edificato nel X secolo da emiri arabi, concepito per essere una robusta fortezza ma anche una elegante e raffinata dimora. Il gusto e la sontuosità della sua architettura ha dato dunque il via alla tendenza stilistica dell’arte Arabo-Normanna. Al suo interno puoi visitare la cappella Palatina e la Sala d’Ercole, quest’ultima così chiamata per via delle numerose rappresentazioni artistiche di Giuseppe Velasquez che rappresentano il famoso eroe mitologico. Incantevole anche la Sala del Duca e la Sala dei Vicerè, dove sono esposti numerosi ritratti di presidenti e luogotenenti del Regno delle due Sicilie. Il Palazzo dei Normanni ospita anche un Osservatorio Astronomico, situato nella Torre Pisana. Tutt’oggi è sede dell’Assemblea della Regione Sicilia. 

Punta il centro dei “Quattro canti della città”

Passeggiare nel centro storico di Palermo è pura poesia. Immergiti nell’atmosfera siciliana camminando su via Maqueda, la sua arteria principale. Durante il percorso ti troverai esattamente nel centro de “I quattro canti della città”. Chiamato anche Teatro del sole questo famoso incrocio, fulcro del centro storico di Palermo, ha una forma ottagonale e funge da punto di incontro tra i quattro quartieri principali dell’epoca in cui è stato realizzato. Parliamo degli inizi del 1600 e i cantoni allora avevano il nome di Kalsa, Loggia, Capo e Albergheria.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Le quattro facciate rappresentano i cantoni e sono decorate su più livelli. Ogni ornamento è sormontato da stemmi reali, senatori o vicerè. Puoi notare nella parte bassa di ogni facciata una fontana, ognuna a rappresentare un fiume che bagnava anticamente Palermo. Al di sopra delle fontane sono poste le figure allegoriche delle quattro stagioni, rappresentate da Venere, Eolo, Cerere e Bacco. Al di sopra di esse sono sistemate le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III. e Filippo IV, una per ogni cantone. Stessa cosa per le quattro sante della città. Trovi infatti nella parte più alta di ogni facciata l’effigie di Sant’Agata, di Santa Ninfa, di Sant’Oliva e di Santa Cristina. Tutte le patrone precedenti a Santa Rosalia.

A Palermo c’è una Piazza della Vergogna. Lo sapevi?

Poco distante da “I quattro canti della città” trovi Piazza Pretoria. E’ il punto centrale della città storica di Palermo ed è conosciuta come Piazza della Vergogna. Il motivo? Le statue che sovrastano la fontana centrale della piazza sono nude! Sono scolpite in marmo bianco, così come tutta la fontana che le ospita e sono opera di Francesco Camilliani. La fontana nasconde un’altro piccolo segreto. Non è stata infatti lavorata a Palermo, ma è stata realizzata a Firenze e poi acquistata dalla città siciliana nel 1554. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Rimane tuttora una delle fontane più suggestive d’Italia ed è composta da più anelli divisi da vasche d’acqua, sormontati da scalinate che fanno sia da ponti che da parapetti. Nel centro fa mostra di se un puttino che regge una cornucopia, simbolo di abbondanza. Divinità pagane, dei dell’Olimpo e teste di animali versano acqua nelle vasche con un ciclo continuo. La fontana è chiusa da una monumentale cancellata in ferro battuto che un pò ne limita la vista, opera di Giovanni Battista Basile. 

Piazza Pretoria è costeggiata sui lati da rinomati palazzi storici come la Chiesa di Santa Caterina e il Palazzo Senatorio, sede del comune. Qui trovi inoltre il Palazzo Bordonaro e Palazzo Bonocore. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Visita il Museo Archeologico Regionale

Dirigiti ora verso il Museo Archeologico Regionale. Qui puoi ammirare una vasta collezione di reperti archeologici pregni di storia siciliana, cha va dall’epoca preistorica fino all’epoca romana. Puoi vedere numerosi reperti risalenti al periodo punico, greco e bizantino. Degni di nota sono inoltre i manufatti appartenenti al popolo egizio e a quello etrusco. Nel Museo Archeologico Regionale è conservata anche la famosa Pietra di Palermo, un antico annale regale della civiltà egizia. Riporta sulle fiancate l’elenco dei faraoni partendo dalla prima dinastia fino ad arrivare alla quinta, l’elenco delle loro madri e addirittura il livello delle piene del Nilo raggiunto negli anni.

Un’altra chicca conservata all’interno del Museo Archeologico è la collezione dei tesori di Morgantina, città siciliana famosa per i suoi siti archeologici. Il prezioso tesoro comprende pezzi in argento risalenti al III secolo avanti Cristo, scoperti per puro caso nel 1978. 

Prova lo street food palermitano al mercato di Ballarò

Se ti trovi in visita a Palermo non puoi certo esimerti dall’assaggiare il suo famoso street food. Dirigiti quindi verso il mercato della Vucciria o a quello di Ballarò. Quest’ultimo è il più antico e il più importante della città e tra le sue bancarelle puoi assaporare la vera cucina palermitana, fatta di arancine, polpo verace e pane ca meusa. Una passeggiata tra i banconi pieni di primizie e delizie del mercato di Ballarò è un’esperienza culinaria davvero particolare. Per pochi euro puoi assaggiare tutti i più famosi manicaretti siciliani, immerso nell’atmosfera verace e gioviale della città. Oltre ai più famosi piatti isolani, come le già citate arancine di riso, prova quelli legati alla tradizione di Palermo, come la stigghiola. Non ti dirò di cosa si tratta nello specifico, ma ti consiglio di provare ad assaggiarla accompagnata da una bella birra ghiacciata.

Concludi il tuo tour culinario in città con l’altrettanto famosa brioche con la granita, con i cannoli ripieni di ricotta e cioccolato e con una bella cassata. 

Ammira Palazzo Politeama

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno? Palazzo Politeama, uno degli edifici più conosciuti e fotografati della città. Nato come anfiteatro e progettato a metà del 1800 da Giuseppe Damiani Almeyda, oggi è sede dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. L’edificio è in stile neoclassico e il suo ingresso è segnalato da un enorme arco trionfale sul quale svetta una quadriga che rappresenta il “Trionfo di Apollo ed Euterpe”. Ai due lati si ergono trionfali due statue di cavalli mentre la cupola di copertura, realizzata dalla fonderia Oretea, è realizzata in vetro e ferro, sempre su progetto di Almeyda. 

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno. Itinerario a piedi.

Cosa vedere a Palermo in 1 giorno.Raggiungi la residenza della famiglia Florio

Se hai letto “I leoni di Sicilia” conoscerai senz’altro le gesta e i personaggi della famosa famiglia Florio, una delle più importanti della Sicilia. Ebbene a Palermo trovi una delle loro residenze, fatta creare da Antonio Florio nell’antica tonnara dell’Arenella, nota come “I Quattro Pizzi” per via delle sue quattro torri angolari. Lo stile della palazzina era per l’epoca talmente intrigante che la Zarina di Russia, durante il suo soggiorno a Palermo, se ne innamorò perdutamente e ne fece riprodurre una copia fedele a San Pietroburgo.

Perchè visitare Palermo

Palermo è una città dalla rara bellezza, che si affaccia sul mare e che è il risultato di mix di culture diverse. Ha radici greche e romane, infiltrazioni arabe e bizantine, contaminazioni barocche e profusioni liberty. I suoi monumenti, le residenze storiche, i giardini e i mercati abbracciano questa mescolanza di stili avvolgendo la città in un’atmosfera multietnica, rendendola unica nel suo genere. Palermo è una città adatta ad ogni tipologia di viaggiatore, grazie alla ricca offerta gastronomica, alla preziosa lista di monumenti storici da visitare e anche grazie al mare. Le bellezze paesaggistiche della costa sono infatti tra le più invidiate al mondo. 

Visitare Palermo in autonomia è pericoloso?

Come in tutte le grandi città il pericolo è dietro l’angolo. Anche a Palermo ti consiglio di avere qualche accortezza relativa alla tua sicurezza personale. Non sfoggiare gioielli vistosi, tieni il portafogli e gli oggetti costosi ( telefono, reflex) ben conservati all’interno di zaini e borse. Non allontanarti dai luoghi più iconici e dall’itinerario consigliato per il centro storico. Potresti trovarti in vicoletti malfamati, dove le intrusioni non sono gradite. Alcuni quartieri sono abbastanza turbolenti, soprattutto la sera, e quindi sconsigliati ai turisti solitari. Per il resto goditi la città come faresti in qualsiasi altra capitale europea, senza timore e soprattutto in totale relax. 

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