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Annalisa Spinosa

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Ho sempre adorato i bistrot, le piccole osterie a conduzione familiare. Pochi tavoli, luce soffusa e musica delicata in sottofondo. Una tipologia di locale che si addice al mio modo di essere. Un luogo in cui mi sento a casa è Scirocco Bistrot, un locale delizioso dove mangiare ottimo cibo a Gaeta.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot

Ti sei mai chiesto da dove derivasse la parola Bistrot?

Sembra che questo nome derivi dai piccoli locali parigini, in cui, ai tempi dell’occupazione della città da parte dell’esercito russo, i soldati andavano di nascosto a bere alcolici. Per paura di essere sorpresi usavano la parola russa Bouistro, “rapidamente”, serviteci rapidamente.  Quindi la parola è stata associata ad un tipo di locale in cui il servizio è molto rapido e poco formale. Bistrot quindi, non è altro che il termine francese per indicare l’osteria. In origine, infatti, erano locali in cui venivano serviti piatti tradizionali accompagnati da vino della casa, a prezzi inferiori rispetto ai ristoranti. Inoltre rimanevano aperti a tutte le ore, consentendo anche agli avventori pomeridiani di poter gustare una fetta di dolce accompagnata da un thè caldo. Ed è proprio seguendo questa formula che  Giorgia ha deciso di aprire Scirocco Bistrot, un locale intimo e accogliente, a gestione familiare, che vanta nel suo menù solo prodotti di stagione. Oggi vi porto alla scoperta del suo locale a Gaeta, nel basso Lazio.

Dove mangiare a Gaeta. Scirocco Bistrot

Scirocco Bistrot nasce da un idea di Giogia Di Marzo, gaetana di origini ma residente a Londra per diversi anni. Al suo ritorno ha deciso di investire il suo tempo e le sue conoscenze culinarie in un locale tutto suo, che avesse le caratteristiche di un bistrot, l’intimità di una sala da thè e un menù versatile a base di prodotti locali, che sceglie con cura e con i quali rivisita spesso piatti della tradizione culinaria gaetana. Scirocco Bistrot ti accoglie con un abbraccio di luci calde, pochi tavoli ma ben organizzati, una mise en place essenziale e pane fatto in casa.

Il menù è intrigante, ci sono piatti della tradizione culinaria gaetana e anche rivisitazioni degli stessi, fatti con ingredienti a chilometro zero. Proprio per questo settimanalmente il menù viene cambiato, per adattarsi alla stagionalità e alla reperibilità dei prodotti.

L’atmosfera è rilassante, molto informale. Sorseggiando un ottimo prosecco faccio due domande a Giorgia, incuriosita dalla sua scelta di investire proprio a Gaeta.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot
Giorgia Di Marzo nel suo locale, foto di Flavia Fiengo Fotografie

Intervista a Giorgia Di Marzo, proprietaria di Scirocco Bistrot

Giorgia, so che sei stata diversi anni a Londra per lavoro, come mai quindi questa scelta di tornare in Italia e di aprire un bistrot proprio a Gaeta?

Il mio progetto infatti è nato a Londra. Mi sarebbe piaciuto investire li, ma mi sarei trovata sola. Ho poi optato per Milano, dove avrei potuto contare sulla presenza di mio fratello, ma i costi erano proibitivi e non me la sono sentita di affrontare una spesa così alta. Allora ho pensato di tornare a Gaeta, la mia città. Ho avuto subito l’appoggio e la collaborazione dei miei genitori, ed è stato mio padre a trovare questo locale in Via Annunziata, una delle strade più belle di Gaeta che è rimasta fin troppo nel dimenticatoio.  Mi sono innamorata del locale e della sua posizione, e ho iniziato quindi il conto alla rovescia. Ho lasciato Londra dopo dieci anni e sono tornata per cercare di portare una boccata di aria fresca in  una zona della città per molto tempo rimasta abbandonata. Gaeta ha un potenziale enorme, bisogna cominciare a sfruttarlo.

Perché il nome Scirocco?

Per diversi anni ho lavorato in un ristorante mediorientale. I miei datori di lavoro, Sarit e Itamar, sono stati i primi a credere in me. Se oggi sono riuscita ad essere dove sono è anche merito loro, che mi hanno dato l’opportunità di imparare e di crescere professionalmente. Sarit e Itamar sono siriani. Scirocco è il vento caldo che arriva dalla Siria. Quindi il nome è dedicato a loro.

Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot

Perche mangiare a Gaeta da Scirocco Bistrot

Consiglio vivamente questa nuova tipologia di locale. E’ sicuramente un modo innovativo per fare un assaggio della cucina gaetana, per passare una serata diversa con amici e/o parenti o, semplicemente, per staccare per qualche ora la spina dalla dura giornata lavorativa davanti ad una tazza di the bollente.

Alberobello, la famosa città dei trulli, è un’esplosione di candido bagliore. Tappa essenziale se stai organizzando un viaggio on the road in Puglia, la città ti accoglie con le sue preziose facciate imbiancate a calce.  Strutture che sorreggono curiosi tetti dove il sole si specchia e si irradia tutt’intorno: i trulli.  Queste tipiche abitazioni in pietra calcarea risalgono all’epoca preistorica e nonostante si trovino sparsi in diverse zone della regione dell’Itria, la maggiore concentrazione di essi si trova ad Alberobello. In questa città tra l’altro si trovano gli esemplari meglio conservati, frutto di una costante manutenzione avvenuta nel corso dei secoli. I trulli altro non sono che capanne in pietra, con il tetto fatto di lastre chiamate “chianchiarelle”, che venivano usate come rifugio e riparo dai lavoratori agricoli o dai proprietari terrieri. Scopri Alberobello e cosa vedere nel suo centro storico in questo articolo. 

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Alberobello, cosa vedere

Visita il Rione Monti

La parte più antica della città è il Rione Monti. Una piccola collina dove si contano più di mille trulli, deliziosamente allineati lungo le caratteristiche stradine che si protendono verso la sommità dell’altura. Ogni trullo nasconde al suo interno una storia o una leggenda, come il bellissimo trullo siamese. Caratterizzato da due ingressi, il trullo siamese si affaccia su due strade e nasce da una storia fatta di amori e gelosie.  Fu infatti ereditato da due fratelli che, innamoratisi della stessa fanciulla, arrivarono ad odiarsi a tal unto da non potersi più vedere. Arrivati all’esasperazione, e non volendo nessuno dei due lasciare l’abitazione, deciso di sezionarla in due parti, ognuna indipendente dall’altra. 

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Conosci le caratteristiche dei trulli?

Ogni trullo ha quindi una sua caratteristica particolare, che sia un giardino interno, un terrazzo o un particolare focolaio, ognuno di essi racchiude una testimonianza affascinante del vissuto locale. In cima al colle poi, spicca la chiesa di Sant’ Antonio da Padova, più conosciuta come “chiesa a trullo”, che domina la vallata sottostante dalla sua posizione privilegiata. Il percorso che porta in cima alla collina è lievemente impegnativo da fare con i bambini, soprattutto con un passeggino, in quanto è tutto in salita. Ma ci si può riposare nei negozi di souvenir o nelle botteghe degli artisti, ricavate nei deliziosi trulli della città.

Alberobello, cosa vedere. Curiosità sui trulli

La calce bianca usata per dipingere gli strani simboli che si trovano sui tetti e  le pareti dei trulli è simbolo di purificazione. L’imbiancatura viene chiamata allattamento perchè fatta con latte di calce. Le persone che si occupano di ridipingere ogni anno i trulli vengono chiamati infatti lattator, in dialetto locale.

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Fai shopping ad Alberobello con i bambini

Una bottega che merita particolare attenzione è quella dei fischietti salentini: il gestore, tra l’altro, è così gentile da raccontarti tutta la storia che si cela dietro questi colorati fischietti di terracotta di diverse forme. Questi strani fischietti, fatti rigorosamente a mano e in terracotta, puoi trovarli in diversi posti della regione e sono frutto di una grande maestria degli artigiani locali. Hanno assunto nella storia diversi significati: si potevano donare alla persona amata come pegno d’amore, si potevano mettere nelle culle dei neonati per scacciare il malocchio e venivano suonati durante le processioni. Puoi comprarli, custodirli o regalarli come portafortuna. Ma non puoi andare via dalla Puglia senza averne comprato almeno uno.

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Alberobello, cosa vedere

Nel 1910  il Rione Monti fu dichiarato Monumento Nazionale, proteggendo così le bellissime e particolari costruzioni a trullo dalla cementificazione moderna ed evitando quindi una modifica paesaggistica, dato l’importante testimonianza storica della zona. Dal 1996 sono Patrimonio Unesco, fanno parte quindi delle meraviglie del mondo da tutelare e conservare. I trulli di Alberobello rappresentano infatti un patrimonio dal valore inestimabile, esempio di costruzione preistorica sopravvissuta intatta fino ai nostri giorni.

Entra nel Trullo Sovrano

Ti consiglio anche una passeggiata nella zona nuova, anch’essa in salita, in cima alla quale trovi la Chiesa dei S.S. Medici Cosma e Damiano. Alle spalle della chiesa si trova il Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani di Alberobello. Si può raggiungere dall’interno della costruzione tramite una scala in muratura, ed è stato uno dei primi trulli ad essere costruito con la malta. Nel centro, circondata da un gruppo di coni, si erge la maestosa cupola conica, alta circa 14 metri, che fa del Trullo Sovrano una delle costruzioni più scenografiche di Alberobello. E’ adesso adibito a casa Museo, ed è visitabile pagando un biglietto di 1,50 €. Prima di andar via affacciati dal belvedere, dal quale puoi guardare tutto il Rione Monti dall’alto e fare foto meravigliose.

Alberobello, Cosa vedere con i bambini

Alberobello, cosa fare con i bambini

Attratti dalle curiose casette con il tetto a cupola, che sembrano uscite da un cartone animato, i bambini sono invogliati alla visita della città e incuriositi dalla vita locale. I due quartieri principali sono chiusi al traffico e quindi ideali per passeggiare in totale libertà. Diversi sono i ristoranti in cui potersi fermare a mangiare, ma i menù sono abbastanza turistici. Se hai intenzione di visitare Alberobello nella stagione estiva, munisciti di cappellini parasole, scarpe comode e di borracce di acqua. Arrampicarsi sui colli sotto il sole può essere impegnativo, ma con la giusta attrezzatura si riesce a camminare in tutta serenità. In più, a pochi chilometri di distanza, si trova lo Zoo di Fasano. Un bellissimo parco all’aperto dove fare una piacevole esperienza con i bambini a contatto con la natura.

 

 

Monteriggioni appare all’improvviso, con le sue torri e le mura medievali, nel bel mezzo delle colline toscane.  Un piccolo, magico borgo sospeso nel tempo e nello spazio a pochi chilometri da Siena,  dove passeggiare per un paio d’ore in un atmosfera davvero unica e rilassante. In questo articolo trovi consigli utili su Monteriggioni e su cosa vedere nell’antico borgo medievale della Toscana in 1 giorno, insieme ai bambini, 

Monteriggioni, cosa vedere

Monteriggioni è un piccolo borgo che sembra uscito da un libro di favole, disegnato da abili mani di grandi illustratori. Dai colori tenui e dai profumi caratteristici delle terre toscane, Monteriggioni incanta subito il visitatore con le sue torri e le sue mura medievali. La grande piazza centrale poi, fulcro del paese, accoglie in un caldo abbraccio i turisti, con i deliziosi locali che ne costeggiano il perimetro. L’atmosfera di questo borgo, rude ma elegante al tempo stesso, incantò anche Dante Alighieri, tanto da nominarlo nel nono cerchio dell’Inferno per descrivere i tre giganti infissi nella voragine di Malebolge.

“Monteriggioni di torri si corona”

 

Monteriggioni, cosa vedere in 1 giorno con i bambini

Leggende del borgo da raccontare ai bambini

Secondo alcune leggende pare che Monteriggioni sia stata collegata alla città di Siena da cunicoli sotterranei. I passaggi segreti catturano subito l’attenzione dei bambini, e per coinvolgerli nella visita del borgo, puoi divertirti a cercare insieme gli ingressi di queste (inesistenti) grotte sotterranee. Una buca nel terreno e una fessura nel muro incendieranno comunque la loro fantasia, già accesa dall’atmosfera medievale fatta di dame e cavalieri.

Si narra inoltre che proprio in queste gallerie scavate nel terreno, vaghi ancora lo spirito di un capitano traditore, consumato dal rimorso. Pare che nelle notti di luna piena, dal pozzo posto nella piazza del borgo, si riescano a sentire cavalli al trotto e uno straziante lamento del cavaliere pentito in cerca di pace.

Un po di storia

Le mura di Monteriggioni sono un  grande esempio di architettura militare, tra l’altro sono ancora perfettamente conservate. Hanno un perimetro di 570 metri, e sono state costruite agli inizi del XIII secolo per proteggere il territorio senese dagli attacchi dei fiorentini. Le due città si contendevano infatti  il controllo della Toscana, e sia Siena che  Firenze  avevano grandi interessi di conquista verso Monteriggioni, già allora grande snodo commerciale e importante roccaforte militare.

Monteriggioni, cosa vedere in 1 giorno con i bambini

Monteriggioni, cosa vedere?

Per girare Monteriggioni basta una mezza giornata. Ci sono ampi parcheggi all’esterno, proprio sotto le mura. Da qui  è  possibile raggiungere a piedi il centro storico, subito dopo aver attraversato la magnifica porta principale. Nel borgo è facile lasciarsi trasportare dall’atmosfera rilassata e tranquilla. Botteghe artigiane si susseguono a localini tipici, e balconcini fioriti si affacciano su deliziose casette in pietra. E’ davvero piacevole ritagliarsi un momento di relax sedendosi in uno dei tanti tavolini che si trovano in piazza, sorseggiando caffè o assaggiando i piatti tipici locali, come le pappardelle al cinghiale. Su questa piazza si affaccia anche la Pieve di Santa Maria Assunta, una piccola chiesa che custodisce al suo interno due tabernacoli risalenti al 1400 e un famoso quadro della Madonna del Vanni.

Monteriggioni, cosa vedere in 1 giorno con i bambini

Visita il Museo delle armature

Per dare un tocco ancora più storico alla visita nel borgo di Monteriggioni basta fare un salto al Museo delle Armature. I bambini apprezzeranno molto la passeggiata tra riproduzioni di armi e armature rinascimentali e medievali. Saranno inoltre sicuramente attratti dai modellini che riportano le varie tecniche di assedio di diverse epoche storiche. Nel biglietto di ingresso è compresa anche la passeggiata sulle cinta murarie, dalle quali è possibile ammirare la vallata senese in tutto il suo splendore.

 

 

Il territorio di Portofino è un armonioso insieme di natura, storia e cultura sorprendente. Non è solo un attracco turistico, come spesso erroneamente si pensa, ma una culla naturale che accoglie un meraviglioso parco ambientale, un’incantevole area marina protetta e paesaggi da mozzare il fiato ad ogni curva. Attorno allo splendido borghetto marinaro si sviluppa un promontorio di grande splendore, che ingloba anche Santa Margherita Ligure, Camogli e la baia di San Fruttuoso.

Portofino

Cosa vedere nel porto della Riviera di Levante

Portofino è famosa in tutto il mondo per il suo porto turistico, dove approdano yacht e velieri di personaggi illustri. E’ la località più visitata della Riviera di Levante, e fa parte del Golfo del Tigullio e della sua naturale bellezza. E’ una preziosa insenatura sul mare, avvolta in un verde abbraccio dalla folta macchia mediterranea e baciata dalle acque cristalline del mar Ligure. Un vero e proprio gioiello, che incanta turisti di ogni nazionalità.

Portofino, cosa vedere nel golfo del Tigullio
Incastonata in una delle più belle baie del Golfo del Tigullio, Portofino è una delle mete italiane più famose al mondo.

Esplora il porticciolo di Portofino

Il porticciolo di Portofino accoglie il viaggiatore con le sue casette dalle facciate colorate e le finestre rivolte verso il mare. Formano un delizioso semicerchio che sembra proteggere la piazzetta centrale, che è il cuore pulsante del borgo. Passeggiare in questa baia, nella tipica atmosfera da dolce vita, fatta di caffè all’aperto e di foulard nei capelli, è davvero una piacevole esperienza. 

Passeggia a Portofino

Dopo aver preso un caffè in uno dei tanti locali adiacenti alla banchina, parti alla scoperta di Portofino. Una delle prime tappe da fare è senza dubbio la Chiesa di San Giorgio, posta in cima all’omonima salita. E’ un edificio in stile romanico, risalente addirittura all’epoca longobarda a quanto rilevato da alcuni scavi effettuati durante una ristrutturazione. Al suo interno sono custodite le reliquie di San Giorgio, santo patrono di Portofino, portate in Liguria dai marinai reduci dalle Crociate. 

Portofino, cosa vedere nel golfo del Tigullio
Passeggiare per Portofino vuol dire anche incantarsi dinanzi ai maestosi palazzi d’epoca e alle colorate casette che abbracciano la “piazzetta”.

Raggiungi il Castello Brown

Sempre su salita San Giorgio, virando verso il faro, è possibile arrivare a Castello Brown. Circondato da meravigliosi e rigogliosi giardini, custodisce all’interno bellissimi arredi in marmo e in ardesia, illuminati da finestre in stile gotico. Dalle terrazze laterali è possibile avere una strepitosa vista su tutto il Golfo del Tigullio e scattare bellissime fotografie al paesaggio circostante. Le origini di questo castello risalgono al 1200, e la sua funzione è sempre stata difensiva. Appartenuto a diversi Dogi della Repubblica di Genova, passa anche nelle mani di Napoleone Bonaparte, fino a quando ne acquista le mura un certo Sir Montague Brown. Grazie a quest’ultimo il castello viene ristrutturato e trasformato in uno degli edifici più esclusivi e affascinanti d’Italia. Attualmente il Castello Brown è di proprietà comunale e ospita mostre e numerosi eventi privati, ed è visitabile tutti i giorni.

Sdraiati sulle spiagge di Portofino

Dopo aver passeggiato tra i più importanti edifici storici e architettonici di Portofino punta alle sue deliziose spiagge per passare qualche ora in relax. Infatti nella suggestiva baia del Golfo del Tigullio, incastonate nella verde macchia mediterranea, è possibile accedere alle preziose spiagge della città: Niasca, baia Cannone e Olivetta.

La spiaggia di Niasca è un piccolo paradiso, riparata dal vento e dalle onde grazie al promontorio che la protegge e che scende fino al mare con la sua folta vegetazione. In queste acque cristalline, ospitate da poseidonie meravigliose, vivono migliaia di specie animali,  tutelate dall’Area Marina Protetta di Portofino. Baia Cannone invece è una spiaggia di ciottoli, ma altrettando bella da vedere. Essendo una baia protetta ci sono norme molto rigide, che vanno rispettate in ogni angolo naturale che vai a visitare. Ricordati quindi di non lasciare rifiuti, di non spaventare la fauna selvatica e di non raccogliere piante e fiori. Non portar via sabbia o ciottoli, ne tantomeno conchiglie. Rispetta sempre il patrimonio naturale che ti ospita.

La spiaggia dell’Olivetta

Piccola, ma non meno bella e interessante, è la spiaggia dell’Olivetta. Si trova poco oltre il Castello Brown, e vi si accede grazie ad una lunga scalinata. E’ letteralmente immersa nel verde, incastonata tra due scogliere che si specchiano nell’acqua dai riflessi smeraldo. Un piccolo angolo di paradiso, ma poco pratico per le famiglie con i bambini. Ad Olivetta infatti c’è poca sabbia e molti ciottoli, ed è  difficilmente raggiungibile con passeggini. Rimane comunque uno dei luoghi da vedere se ci si trova nel Golfo del Tigullio, vista la sua spettacolare conformazione che crea un’atmosfera quasi ultraterrena.

Conosci la passeggiata dei baci?

Non andar via prima di aver percorso uno dei sentieri che ci invidia il mondo intero. La passeggiata dei Baci è infatti un luogo imperdibile se ti trovi nel Golfo del Tigullio, perchè offre straordinari scorci della costa ligure e costeggia il promontorio di Portofino. Il percorso è davvero meraviglioso e altrettanto facile da percorrere. E’ lungo due chilometri ed è accessibile anche alle famiglie con i bambini. Le pendenze infatti sono minime e si incontrano piacevoli zone di ombra, dove riposarsi e scattare splendide fotografie. 

Portofino, cosa vedere nel golfo del Tigullio
Portofino non è solo una località di lusso o uno scalo per Yacht, ma vanta un promontorio protetto dove poter fare deliziose passeggiate immersi nella natura.

Dove parcheggiare a Portofino

Che Portofino non sia una meta low cost è risaputo. Tutto, dal caffè all’abbigliamento, ha un costo superiore alla media nazionale. Il costo del parcheggio soprattutto è molto oneroso, e in alta stagione la sosta di un ora ti costa più o meno 6,00 €. Indubbiamente non è un posto in cui tornerai due giorni di seguito, e in mezza giornata dovresti riuscire a vedere le cose più importanti. Se alloggi nei paraggi ti consiglio di raggiungere la baia di Portofino in bicicletta o con i mezzi pubblici. Potrai dedicare più tempo a visitare la zona senza stare con l’ansia del ticket che scade!

 

Immersa tra le dolci colline umbre, Assisi è molto più di una semplice cittadina medievale. E’ un luogo in cui storia, arte e spiritualità si fondono in un’armonia perfetta. Ogni vicolo acciottolato, ogni pietra delle sue antiche mura racconta storie di santi, pellegrini e artisti che hanno lasciato il segno nei secoli. Visitare Assisi non è solo un’esperienza turistica, ma un viaggio nell’anima di un’Italia autentica e senza tempo. Scopri in questo articolo Assisi e cosa vedere in un giorno in città. 

Assisi. Cosa vedere in un giorno

Strade ferme nel tempo costeggiate da facciate in pietra viva, deliziosi palazzi dalla storia centenaria. Assisi è un concentrato di bellezza, sparsa sulle loggie antiche, sulle scalinate consumate dal tempo, sui tetti di legno custodi di leggende. Bellezza racchiusa dietro pesanti portoni di legno scuro. Assisi è un meraviglioso borgo umbro, e domina la vallata dalla cima della collina. Una cittadina elegante ma umile, delicata e intrigante, ferma nel tempo e nello spazio. Da qui è partito San Francesco, rivoluzionario padre che con la sua filosofia di vita ha provato a cambiare le sorti della chiesa in Italia e nel mondo.

Visita il Santuario di San Francesco

Dopo la morte, San Francesco fu trasferito dai suoi confratelli nella chiesetta di San Giorgio, dentro le mura di Assisi. Nella stessa chiesa, Papa Gregorio IX nel 1228 lo proclamò santo, posando insieme al suo successore, frate Elia, la prima pietra della Basilica di San Francesco.  Costruita in tempi record ( dopo 4 anni di lavori ,) la Basilica, famosa in tutto il mondo, è una meta ambita non solo da religiosi pellegrini, ma da viaggiatori di ogni tipologia. Anche se da lontano può sembrare un unica grande struttura, in realtà è composta da due chiese sovrapposte. Si divide infatti in Basilica Superiore e Inferiore, e ingloba la cripta con la tomba di San Francesco.

Assisi, cosa vedere in 1 giorno
Il Santuario di San francesco è una delle basiliche più famose del mondo, soprattutto per le opere che custodisce al suo interno.

Ammira l’arte nella Basilica di San Francesco

Nelle due basiliche è stata scritta la storia dell’arte italiana. Artisti di grande calibro, come Cimabue, hanno lavorato al suo interno per creare capolavori inediti e meravigliosi. Tra le numerose opere che sono visibili all’interno della Basilica di San Francesco bisogna citare le Otto Storie dell’Infanzia di Cristo dipinte da Giotto, e il ciclo delle Storie di San Martino dipinto da Simone Martini. Menzione a parte va al dipinto della Cappella della Maddalena, del grande Giotto. La basilica inferiore, come già detto, ingloba la cripta in cui sono custoditi i resti del santo. Una piccola chiesa, semplice e circolare, che accoglie e protegge l’urna di pietra  dove fu trovato il corpo di San Francesco.

Curiosità da raccontare ai bambini

Sulla tomba di San Francesco, custodita nell’umile cripta della basilica, brucia perennemente una lampada ad olio. Ogni regione italiana partecipa a questa cerimonia, donando in maniera ciclica l’olio da utilizzare per illuminare la grotta. 

Assisi, cosa vedere in 1 giorno
Attraverso una scalinata ai lati dell’abside della Basilica inferiore, si esce all’aperto sul cosiddetto “Chiostro Grande”, o Chiostro di Sisto IV, dal nome del papa francescano che lo fece costruire. Qui si trova anche al museo della basilica che espone suppellettili e paramenti sacri, oltre che una collezione di dipinti.

Passeggia nel Bosco di San Francesco

Alla destra della basilica si trova il Bosco di San Francesco, uno splendido giardino di 64 ettari che lascia davvero capire quanto il lavoro del Santo sia stato importante per questi territori. E’ un vero è proprio cammino che, attraverso la meravigliosa natura di questi luoghi, lascia un messaggio ben definito al pellegrino che intraprende la visita. La perfetta armonia tra uomo e creato prende forma nel sentiero che, passando per la selva di San Francesco, attraversa boschi e campi coltivati, prati e oliveti. Un piccolo viaggio tra alberi secolari e chiesette rustiche, mulini, torri e opifici che testimoniano la presenza di un piccolissimo villaggio abitato da suore benedettine nel 1200.

Entra nella basilica di Santa Chiara di Assisi

Un altra grande guida spirituale legata ad Assisi è Santa Chiara. Fortemente affascinata da San Francesco, quasi stregata dalle sue predicazioni, decise di lasciare la famiglia ancora adolescente per unirsi alla sua congrega. Allora i primi frati francescani si riunivano presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, chiamata Porziuncola. Ma ben presto Santa Chiara si trasferì, assieme alle sorelle e alla madre, nella chiesa di San Domenico, dove fondò l’ordine delle Clarisse.

Morì poco dopo aver compiuto quarant’anni, e in suo onore fu subito costruita una chiesa a lei dedicata. La chiesa di Santa Chiara, in stile gotico ingentilito da particolari umbri, fu consacrata nel 1265, anno in cui furono trasferite al suo interno le spoglie della santa. All’interno, delle scale poste al centro della Basilica portano alla Cripta che conserva i resti del corpo della Santa, custoditi in un sarcofago in pietra. .

Cosa vedere ad assisi: il Duomo di San Rufino

Il Duomo di San Rufino è la chiesa più antica di Assisi, ed è stata innalzata sui resti di quello che fu un antico foro romano. Costruita nel XII secolo, fu dedicata a San Rufino, vescovo e martire del 1200. Anche questo duomo è un luogo di culto francescano, in quanto la prima predicazione del santo avvenne proprio tra queste mura sacre. E’ la chiesa più frequentata dalle persone del borgo, e la sua facciata spicca al centro di una delle più belle piazze della città, mostrando i suoi tre rosoni sulla facciata in stile gotico-umbro.

 

Non solo luoghi di culto. Cosa vedere ad Assisi in un giorno

Altre chiese della città di Assisi sono testimonianza del passaggio di San Francesco e di Santa Chiara, e attirano ogni giorno milioni di fedeli,  ma Assisi è anche altro. Non solo luoghi di culto, ma anche piazze caratteristiche, templi, rocche e musei.

Raggiungi la Rocca maggiore di Assisi

La prima costruzione della Rocca Maggiore di Assisi è opera di Federico Barbarossa, e va inserita tra le cose da vedere ad Assisi in un giorno. Dal 1183 questo bastione domina il borgo e le colline circostanti e la sua tribolata storia, fatta di rivolte, distruzioni, ampliamenti e modifiche è arrivata fino ai nostri giorni testimoniata dalle sue mura secolari. Da qui si ha una visuale davvero pazzesca della città di Assisi e dei dintorni.

Assisi, cosa vedere in 1 giorno
Dalla Rocca di Assisi Si ha una splendida visuale sulla città e sulle colline circostanti.

Il Tempio di Minerva

Il Tempio di Minerva conserva gli antichi fasti del passato. La struttura è perfettamente conservata, e le sei colonne che poggiano sulla bellissima scalinata sono sormontate da capitelli in stile corinzio. La bellezza di questo tempio incantò perfino Goethe, arrivato ad Assisi durante un suo viaggio in Italia. Edificato nel I secolo A.C, era inizialmente dedicato a Ercole, ma poi prese il nome di Minerva in seguito al ritrovamento al suo interno della statua di una donna.  Il tempio negli anni ha cambiato diverse destinazioni d’uso. E’ stato casa privata, bottega, sede del consiglio cittadino e infine chiesa cattolica. E’ stato infatti ribattezzato Santa Maria sopra Minerva. 

Cammina nel borgo di San Francesco

Al di la dei preziosi monumenti storici e delle chiese in cui ancora oggi è possibile trovare segni del passaggio di Santa Chiara e di San Francesco, Assisi è un borgo che vale la pena visitare in modalità lenta, perdendosi nel dedalo delle sue viuzze. E’ bello perdersi tra gli antichi palazzi e scendere scalinate rustiche tra balconi fioriti e insegne storiche di vecchie botteghe. Rintanarsi poi in un bar, per un caffè o per un aperitivo, nell’atmosfera tipica umbra fatta di semplici cose, di accoglienza e serenità, per rilassarsi prima di proseguire il cammino. Seguire infine, con il naso all’insù, i profumi delle cucine che si espandono nell’aria già a metà mattinata. E con il naso all’insù perdersi nei sottotetti di legno scuro, tra gli anfratti di vecchie finestre in cui ora nidificano gli uccelli.

Assisi è un viaggio nelle emozioni

Assisi non è solo un viaggio emozionale, ma un continuo lasciarsi andare. Lasciarsi trasportare da i sapori del borgo, dalle leggende popolari, dai colori tipici delle terre umbre, dalla profonda spiritualità che trasuda da ogni angolo di questa meravigliosa cittadina.

 

Animali non ammessi ??

Abbiamo intrapreso il nostro viaggio on the road nei territori umbri con i bambini e con il cane. Per quanto gli animali siano ben visti e accettati in diversi hotel e in tutti i ristoranti della regione, non possono accedere alle strutture religiose. Sembra un paradosso, ma il nostro cucciolo non ha potuto visitare nemmeno il Bosco di San Francesco, il santo amico degli animali. L’entrata ai cani è vietata. 

 

Mont Saint Michel è un pittoresco comune insularedella Normandia, in Francia. Con la sua splendida architettura medievale, la sua storia affascinante e i suoi panorami mozzafiato, Mont Saint Michel è una meta imperdibile per ogni avventuriero. Questa incantevole isola, circondata da vaste acque di marea, offre un’esperienza unica che ti trasporterà indietro nel tempo. In questa guida completa, ti accompagno in un viaggio attraverso le strette strade acciottolate, tra le attrazioni imperdibili e le gemme nascoste che ti aspettano in questo sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Che tu sia appassionato di storia, amante della natura o semplicemente in cerca di una fuga magica, ho stilato per te un elenco su cosa vedere in 1 giorno a Mont Sain Michel, per aiutarti a sfruttare al meglio la tua visita. Fai le valigie e preparati a esplorare le meraviglie di Mont Saint Michel, una destinazione straordinaria che ti lascerà ricordi da conservare per tutta la vita.

Mont saint Michel, cosa vedere in 1 giorno

Mont Saint Michel, cosa vedere in 1 giorno

Mont Saint Michel è una delle destinazioni più iconiche e affascinanti in Francia. Situato al confine tra Bretagna e Normandia, questo comune isolano è famoso per la sua abbazia medievale e il paesaggio mozzafiato. Quest’isola affonda le sue radici nell’VIII secolo, quando è stato eretto un santuario in onore di San Michele Arcangelo. Nel corso dei secoli, Mont Saint Michel è cresciuto e si è sviluppato, diventando un importante centro religioso e un’importante attrazione turistica, un pittoresco luogo di culto che richiama tuttora fedeli da tutte le parti del mondo, pronti a sfidare ancheanche le temibili maree e le pericolose sabbie mobili pur di pregare e chiedere una grazia ai piedi del prezioso altare sito nel santuario.

 

Conosci la storia di Mont Saint Michel?

La storia di Mont Saint Michel è intrisa di leggende e miti che si intrecciano con la sua importanza religiosa. La sua costruzione risale all’VIII secolo, quando un eremita di nome Aubert fu ispirato da un’apparizione dell’arcangelo Michele a costruire un santuario sull’isola. Nel corso dei secoli, l’abbazia è stata ampliata e ristrutturata, diventando un importante centro religioso e culturale. Durante la guerra dei cent’anni, Mont Saint Michel è stato utilizzato come fortezza difensiva e ha resistito a numerosi assedi. Oggi, l’isola attira visitatori da tutto il mondo che vengono a scoprire la sua storia affascinante e ammirare la sua architettura unica. La sua posizione isolata sulla cima del monte, con l’accesso influenzato dalle maree, ha contribuito a far crescere la sua fama nel mondo come luogo di spiritualità e riflessione.

L’abbazia di Mont Saint Michel è un capolavoro dell’architettura gotica. Le sue imponenti torri, i chiostri silenziosi e le maestose sale sono un tripudio di arte e bellezza. Oltre all’abbazia, Mont Saint Michel ospita una serie di edifici storici, tra cui la chiesa parrocchiale di Saint-Pierre, che risale al XV secolo, e la prigione, che fu utilizzata fino al XIX secolo. Questi edifici raccontano la storia ricca e variegata di Mont Saint Michel e offrono un’opportunità unica di immergersi nel passato.

Raggiungi la famosa Abbazia

Mont Saint Michel vanta una serie di attrazioni che meritano una visita, possibile da attuare anche in 1 solo giorno. Uno dei principali punti di interesse è l’abbazia stessa. Sali le strette scale e passeggia per i corridoi dell’abbazia, nella quale puoi avere una prospettiva unica sulla storia e l’architettura di Mont Saint Michel. Dalle sue terrazze panoramiche inoltre puoi godere di una vista spettacolare sulla baia circostante e ammirare il panorama mozzafiato che ti si staglia dinanzi, fino all’orizzonte.

Questa magnifica struttura gotica domina il panorama ed è un’imponente un’opera d’arte architettonica. Costruita su diversi livelli, l’abbazia offre una serie di sale e stanze da esplorare. Durante la visita puoi ammirare la straordinaria architettura gotica, gli affreschi medievali e gli arredi antichi che adornano le sue stanze. I punti salienti della visita includono la sala dei cavalieri, la cappella di Sainte-Madeleine e la cripta, che ospita le spoglie di antichi monaci.

Mont saint Michel, cosa vedere in 1 giorno

Mentre esplori l’abbazia puoi approfittare dei diversi punti panoramici per avere una vista mozzafiato sulla baia e sulla campagna circostante. Le terrazze che incontri lungo il percorso infatti offrono uno spettacolo indimenticabile e sono il luogo ideale per scattare fotografie spettacolari. Non dimenticare di visitare anche il giardino dell’abbazia, un’oasi di tranquillità che offre una pausa dal trambusto turistico che puoi trovare nelle stradine di Mont Saint Michel.

Mont Saint Michel, cosa vedere. Passeggia nel suo centro storico

Oltre all’abbazia, anche le stradine e le scalinate diMont Saint Michel ti avvolgono in un’atmosfera affascinante e pittoresca, quasi misteriosa. Le strade strette e tortuose sono fiancheggiate da case in pietra, negozi di souvenir e ristoranti accoglienti. Perdersi tra le strade di Mont Saint Michel è un’esperienza unica, che ti permette di scoprire angoli nascosti e di immergerti nell’atmosfera medievale dell’isola.

Durante la tua visita a Mont Saint Michel, non puoi perderti l’opportunità di assaporare la cucina locale. I ristoranti dell’isola offrono una varietà di piatti deliziosi, tra cui frutti di mare freschi, specialità regionali e dolci tradizionali, come le famose Madeleines. Non lasciare Mont Saint Michel senza aver assaggiato l’omelette, uno dei piatti più famosi dell’isola. Preparata con uova, burro e prezzemolo, l’omelette di Mont Saint Michel è un vero e proprio piacere per il palato.

Quando visitare Mont Sain Michel?

Il momento migliore per visitare Mont Saint Michel dipende dalle tue preferenze personali. Durante i mesi estivi, l’isola è affollata di turisti, ma offre anche un’atmosfera vivace e una serie di eventi speciali. Se preferisci evitare le folle, i mesi autunnali e primaverili sono una buona scelta. Durante l’inverno, Mont Saint Michel è più tranquillo e offre un’atmosfera più intima.

Dove alloggiare a Mont Saint Michel

Mont Saint Michel offre una varietà di opzioni di alloggio, dalle pensioni tradizionali alle strutture di lusso. Se desideri un’esperienza autentica, puoi optare per un alloggio in uno dei pittoreschi hotel o bed and breakfast dell’isola. Altrimenti, ci sono anche hotel di lusso che offrono comfort e servizi di alta qualità. Ricorda di prenotare il tuo alloggio in anticipo per garantire la disponibilità durante il tuo viaggio.

Mont Saint Michel oggi

Purtroppo, per esigenze turistiche, qualche anno fa è stato costruito un ponte carrabile in cemento che collega Mont Saint Michel ai nuovi parcheggi che si trovano sulla terraferma. Una navetta fa continuamente da spola tra abbazia e parcheggio, lasciando una scia rumorosa al suo passaggio. Per rendere forse la traversata più caratteristica hanno scomodato anche i cavalli, costretti a fare avanti e indietro infinite volte per scarrozzare i turisti in visita.

Sicuramente il ponte è più pratico se viaggi con la famiglia e hai la necessità di portare un carrozzino. Ma questa imponente colata di cemento ha fatto completamente sparire l’incanto delle maree. La parte più fascinosa infatti  era proprio poter aspettare l’orario dell’alta marea prima di andar via, sfidandola quasi. Ora invece si può beatamente assistere allo spettacolo stando affacciati dal nuovo luccicante ponte. E’ svanita soprattutto la magia della rocca che diventa un isolotto irraggiungibile, circondato dal mare e dalle sabbie mobili. Al suo posto purtroppo un nuovo, un altro, fenomeno da baraccone.

Consigli utili per visitare Mont Saint Michel

Prima di visitare Mont Saint Michel, è importante prendere in considerazione alcuni consigli pratici. Innanzitutto, assicurati di indossare scarpe comode, poiché ci sono molte scale e strade acciottolate sull’isola. Inoltre, porta con te una giacca leggera o un ombrello, perchè il clima da queste parti può essere imprevedibile. È anche consigliabile prenotare in anticipo il tuo alloggio sull’isola, poiché può essere molto affollato durante i periodi di punta. Infine, ricorda di rispettare l’ambiente e di seguire le regole dell’abbazia durante la tua visita. Vestiti in maniera consona e usa un tono di voce rispettoso. 

Una passeggiata nella storia, un tuffo nel passato, un viaggio nella memoria. Siamo a Gaeta, la “città delle cento chiese”. Imponenti e maestose, diroccate, sconsacrate o inglobate in palazzi storici, le numerose chiese della città sono un patrimonio artistico e culturale di grande rilevanza storica e architettonica, un vero e proprio museo a cielo aperto in cui passeggiare ammirandone le meraviglie.

Gaeta.La città delle cento chiese

Gaeta, città prediletta nei secoli da vescovi e papi, è stata baluardo del Cattolicesimo già a partire dall’anno Mille, diventando sede di preziosi luoghi di culto e dimora di notevoli esponenti della Chiesa Cattolica Romana. La “città delle cento chiese” conserva autentiche  testimonianze del suo passato fortemente legato alla religiosità, con un numero consistente di santuari e cappelle che ancora oggi sono parte di un prestigioso patrimonio architettonico del basso Lazio. 

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Le più imponenti tra le Cento chiese della città di Gaeta. La Cattedrale di San Francesco in alto, e il Santuario della SS. Annunziata. Foto di Alfredo Reale.

Alla scoperta delle cento chiese di Gaeta

Ma è possibile scovare e vedere tutte le cento chiese della città di Gaeta? Diciamo subito che il numero dei siti attualmente visitabili è nettamente minore al centinaio. Porzioni di chiese sono state  assorbite nel corso dei millenni da palazzi o edifici successivamente eretti, altre invece sono state distrutte da bombardamenti bellici, molte sono chiuse, in attesa di restauro. 

Le chiese del quartiere medievale

Impossibile non notare immediatamente durante la nostra passeggiata, imponente e guardinga, la Cattedrale di San Francesco. Sovrasta il borgo medievale con le sue facciate gotiche, protetta da una maestosa scalinata e incorniciata dalla macchia mediterranea del Parco Regionale di Monte Orlando. Al di sotto, pregiato e solenne, il Santuario della SS. Annunziata si affaccia sul Golfo di Gaeta in tutta la sua magnificenza. Al suo interno custodisce un gioiello prezioso, la Cappella d’Oro, la cui storia è legata a papa Pio XI, che ne fu fondatore ed estimatore.

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Il Campanile del Duomo di Gaeta Si alza imponente nel quartiere medievale. Foto di Alfredo Reale.

Il Duomo di Gaeta

Il campanile del Duomo definisce e tratteggia  il panorama di Gaeta Medievale. Guarda, dai suoi 57 metri di altezza, l’orizzonte che si delinea dietro Punta Stendardo, e protegge il Duomo di Sant’Erasmo all’interno del quale sono custodite preziose opere d’arte e i corpi dei santi patroni della città, Erasmo e Marciano. A chiudere la passeggiate nella zona bassa c’è inoltre la piccola, ma suggestiva, chiesa di San Giovanni a Mare. Una delle chiese più caratteristiche del borgo medievale, sia per gli stili architettonici che la compongono sia per il peculiare pavimento realizzato in pendenza, per permettere alle acque che arrivavano in passato fin sull’altare di defluire durante i periodi di alta marea.

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La suggestiva chiesa di San Giovanni a Mare, a Gaeta Medievale. Foto di Alfredo Reale

Quattro passi nella storia

Tra viuzze, scalinate, giardini fioriti e scorci deliziosi andiamo all scoperta della chiesa di Santa Lucia, una delle più antiche di Gaeta,  citata addirittura in una pergamena risalente al 976. Attualmente sconsacrata, è però sipario di incantevoli concerti o di eventi culturali. E poi incontriamo la Chiesa della Sorresca, nata per volere popolare e divenuta deposito della “sorra”, la pancia del tonno salata, dalla quale prende il nome.

E ancora la chiesa di San Domenico, a picco sul mare, e il piccolo monastero di Santa Caterina poco distante, ma anche la chiesa di San Michele Arcangelo, trasformata in Reclusorio Militare dopo l’Unita d’Italia. La fama invece precede la famosa Montagna Spaccata, che custodisce al suo interno il Santuario della SS. Trinità e la cappella di San Filippo Neri.

L'imponente facciata della Cattedrale di San Francesco domina l'intero Golfo di Gaeta dalla sua privilegiata posizione.
L’imponente facciata della Cattedrale di San Francesco domina l’intero Golfo di Gaeta dalla sua privilegiata posizione. Foto di Alfredo Reale.

Gaeta, la città delle Cento Chiese. Il borgo dei pescatori.

Una delle chiese più fascinose che caratterizzano il borgo di Gaeta è la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Icona adorata dai cittadini del quartiere, a lei è dedicata una pittoresca e sentita processione in mare. All’interno della chiesa, detta anche degli Scalzi, sono inoltre conservate le statute dei santi medici Cosma e Damiano. Statue precedentemente protette nella piccola e caratteristica chiesa di San Cosma Vecchio, particolarmente cara agli abitanti, ma bombardata durante il secondo conflitto mondiale e mai più ricostruita. Un piccolo tesoro custodito nel borgo in attesa di restauro.

Sempre nel budello gaetano si trova la chiesa di San Giacomo, di più recente costruzione, sul tetto della quale è stata posata una statua bronzea della Madonna Immacolata del Sabbatani, alta circa quattro metri e pesante una tonnellata, che domina il lungomare. Ma sono ancora moltissime le chiese degne di nota sparse nei vari quartieri della città. 

gaeta, cosa vedere nella città delle cento chiese
Il maestoso Santuario della SS. Annunziata, affacciato sul Golfo di Gaeta. Foto di Alfredo Reale.

La cappelle mariane rurali

Nella zona rurale, in passato dimora di contadini e braccianti, numerose sono le cappelle votive sparse lungo le campagne e i sentieri. L’eremo della Catena è uno di questi.  Sito al di sopra della spiaggia di Fontania, nel luogo dove la tradizione religiosa vuole che sia comparsa la Madonna con il bambino, con in mano una catena, simbolo del peccato da spezzare. Le cappelle votive sorte sui sentieri di campagna sono veri e propri luoghi dedicati al culto della Vergine Maria, alla quale la popolazione del borgo era molto devota e riconoscente. Chiamate Madonnelle per distinguerle delle Madonne di grandi dimensioni situate nelle chiese più importanti, ricoprono una importante funzione storica e culturale.

Cascais ed Estoril sono due tappe fondamentali se stai pensando di fare un viaggio on the road in Portogallo. Situate sulla costa atlantica, sono in posizione strategica per raggiungere facilmente Sintra nell’entroterra, e Peniche, sulla punta più a ovest del Portogallo. Se non sai cosa vedere vicino Lisbona in questo articolo trovi informazioni utili per non perderti i dintorni di questa eclettica e solare città. 

Cosa vedere vicino Lisbona

Fai tappa a Cascais

Cascais è  Una piccola città, molto elegante, che accoglie i visitatori con una luce meravigliosa. Vanta due spiagge fantastiche e un centro storico davvero notevole sotto ogni punto di vista. Le spiagge sono  molto ampie, e alle loro spalle numerosi sono i bar e ristoranti, che ancora troviamo vitali nonostante la stagione appena trascorsa.

Cosa vedere vicino Lisbona, Cascais e Estoril
Foto di Stefano Viola

Affacciati dalla Boca do Inferno

Prima di arrivare in città fermati ad ammirare Boca do Inferno, una falesia erosa dal mare, con una  una serie di cavità a forma di “bocche” nelle quali si incanala l’acqua creando una specie di vortice. Il panorama è davvero mozzafiato. Il rumore delle onde che entrano nella cavità provocano un suono alquanto spaventoso. Potresti passare ore a guardare questo fenomeno della natura. Ti rapisce la vista, con gli splendidi colori dell’oceano, l’udito, con il violento rumore delle onde che si infrangono nella fenditura delle rocce, e l’olfatto,  con il profumo della salsedine che si espande nell’aria. Boca do Inferno si raggiunge percorrendo la lunghissima strada asfaltata che costeggia l’oceano, a piedi o in bicicletta. Da Cascais ci vogliono all’incirca 15 minuti.

Passeggia nel centro storico di Cascais

E’ difficile lasciarsi alle spalle lo spettacolo naturale di Boca do Inferno, ma c’ è molto altro da fare , quindi incamminati sulla via del ritorno, e fai subito un giro nel centro storico. 

Quello che era un vivo borgo  di pescatori, si è evoluto in maniera molto sofisticata. E’ cresciuto in maniera responsabile, senza avvalersi di casermoni per incrementare il turismo, ma mantenendo sempre lo stesso stile architettonico, con case basse tipiche e decorate. Le vie del centro brulicano di ristoranti e di negozi che vendono souvenir e prodotti locali:  graziosa  biancheria ricamata a mano , piastrelle finemente dipinte e altre ceramiche tipiche.

Cosa vedere vicino Lisbona. Visita il Farhol Museu e le splendide spiagge di Cascais

Passeggiando sulla spiaggia di Santa Marta di cascais puoi raggiungere il Farol Museu, un faro/museo dedicato alla vita del guardiano  e alla storia del luogo. Sul complesso svetta il faro originale del 1864, con la sua facciata ricoperta da piastrelle bianche e blu che risplendono sotto il sole di fine estate.

Cosa vedere vicino Lisbona, Cascais e Estoril
Tutte le spiagge si trovano a pochi passi dal centro, e hanno sabbia fine e mare calmo ma molto freddo. La migliore spiaggia per famiglie è senza dubbio Praia Duquesa, che assieme a Praia de Conceicao formano il principale arenile di Cascais. Qui si possono svolgere diverse attività con tutta la famiglia, e c’è la  continua sorveglianza dei bagnini, ideale quindi se viaggiate con bambini.

Se vuoi invece un luogo più caratteristico dove stenderti al sole in tutta tranquillità arriva a Praia da Rainha, con le sue rocce naturali che affiorano sulla sabbia. E’ molto piccola, ma è una delle più belle della costa.

Cosa vedere vicino Lisbona. Cabo da Roca

 A soli 15 chilometri di viaggio da Cascais, seguendo la panoramica N247, si trova Cabo da Roca, il promontorio più occidentale d’Europa. Il percorso è ben segnalato, ed è gratuita sia l’entrata che il parcheggio. Non ti aspettare una zona turistica. C’ e solo il faro, un negozio di souvenir e un piccolo bar. Il paesaggio è rimasto fortunatamente molto selvaggio. Queste scogliere meravigliose, battute sempre da un forte vento, offrono scorci spettacolari.

Cosa vedere vicino Lisbona. Cabo da Roca

Si possono percorrere tramite appositi sentieri, facendo molta attenzione alle zone che non sono recintate, che sono molte. Un paesaggio spettacolare, selvaggio e ricco di fascino. Onde arrabbiate, scogliere meravigliose da percorrere con attenti “fuori pista”, o tramite i sentieri appositi, costantemente spintonati dal forte vento che soffia sulla zona. Tenete sempre i bambini sotto controllo.  

Cosa vedere vicino Lisbona. Estoril: il casinò e le spiagge 

Dopo aver visitato la costa di Cascais vai a sfidare la sorte nel meraviglioso casinò di Estoril.  E’ uno dei casinò più famosi d’Europa, con i suoi bellissimi ristoranti, spettacoli serali coinvolgenti e la sua enorme sala da gioco.

Il casinò di Estoril non è la solita trappola per giocatori incalliti.  Si trova sulla strada litoranea che arriva da Lisbona, a pochissimi chilometri da Cascais. E’  ben visibile, data la sua facciata imponente, anche se si trova  all’interno  di un bellissimo parco. L’ingresso è libero e questo fa capire che non si tratta di un luogo ad alto rischio come i casinò di Montecarlo o di Biarritz. All’interno regna l’informalità, ed è un luogo ideale  per passare una serata all’insegna del divertimento. Non è assolutamente necessario sedersi ai tavoli da gioco.  C’è un auditorium dove quasi ogni sera viene organizzato un concerto, e anche le consumazioni hanno prezzi abbastanza abbordabili. Io, per puro divertimento, ho giocato cinque euro alle slot, vincendone sessanta. Con il bottino ci siamo pagati la cena!! L’importante è non lasciarsi prendere la mano.

Ma Estoril non è solo gioco d’azzardo. Le sue spiagge sono splendide e inoltre si trovano due passi dal centro. La spiaggia principale è la Praia do Tamariz,  ideale se viaggi con i bambini, perché il mare è sempre calmo e sono costantemente sorvegliate dai bagnini. Per gli amanti del surf c’è invece Praia do Guincho, leggermente più distante. La città è facilmente visitabile in mezza giornata a meno che tu non voglia passare le restanti ore “spaparanzato” su una di queste spiagge, o a giocare alle slot sorseggiando gli ottimi drink dei barman del casinò.

Un intreccio di vicoli, scale e piccole piazze. Portoni antichi e finestre fiorite, palazzi storici e viste mozzafiato che si aprono sulle vallate sottostanti. Questa è Capalbio, borgo medievale al confine tra Lazio e Toscana, che per la sua privilegiata posizione è chiamata “Balcone della Maremma”.

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale.
Nella piazza antistante l’entrata del centro storico di Capalbio svetta una statua dai luccichii particolari e dai colori accesi. Si chiama “Nanà Fontaine” ed è opera della nota scultrice franco-americana Niki De Saint Phalle, ossia colei che ha dato vita al meraviglioso Giardino dei Tarocchi in località Pescia Fiorentina, poco distante.

Capalbio. Il balcone della Maremma

Capalbio è un borgo che regala al visitatore panorami da togliere il fiato, visibili dalla cinta muraria che circonda la cittadina come in un abbraccio. Immersa nella splendida zona della Maremma tosco laziale racchiude le più straordinarie bellezze di entrambe le regioni che tocca. Il verde incantevole della Toscana incontra la macchia mediterranea e i profumi del Lazio, in un turbinio di emozioni e sapori che in questa zona riescono ad esprimere le note migliori.

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale.
La cinta muraria di Capalbio regala scenari meravigliosi, e da ogni lato del camminamento è possibile ammirare scorci di rara bellezza.

Passa sotto la Porta Senese

Giustamente chiamata Balcone della Maremma, Capalbio regala panoramici unici al viaggiatore, che passeggiando nel borgo e sulla cinta muraria viene travolto da improvvise ” finestre” che si aprono sui meravigliosi paesaggi della Toscana, tra vigneti e campi di girasole. Si accede al centro storico oltrepassando la maestosa Porta Senese, sormontata da una lapide risalente al 1400 dedicata al prezioso intervento dei senesi sulle mura. Gabriele D’annunzio tradusse l’iscrizione con le seguenti parole.

“Sono Capalbio felice, difeso dal leone senese dal quale sono protetto, e da queste prime mura restaurate a proprie spese e dalla altre mura che circondano le prime, correndo gli anni millequattrocentoquattro oltre i quali il mondo aveva girato dieci anni e più volte due”

Capalbio. Cosa vedere nel centro storico.

Passeggia sulle mura merlate di Capalbio

Una volta raggiunte le mura merlate, dalle quali puoi avere una vista a 360° delle vallate sottostanti, seguine il percorso. Su un lato puoi ammirare piccoli scorci del centro storico dai piccoli balconi che incontri lungo la strada. Dall’altro lasciati incantare dai paesaggi toscani che si estendono fino all’orizzonte. Tetti rossi, facciate in pietra viva, campi di grano e colline verdeggianti rappresentano l’essenza stessa di queste zone.  Costruita con pietre locali dal caratteristico color ocra la cinta muraria di Capalbio è costituita da due cerchie. Una cinta interna, più bassa, risalente al periodo medievale, ed una più alta fatta costruire più tardi, durante il Rinascimento. 

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale con i bambini
Dalla cinta muraria di Capalbio è possibile avere una vista a 360° dei territori circostanti. Affacciandosi dalle mura merlate si scorge anche il borgo sottostante, con i suoi tetti rossi.

Sali sulla Torre Aldobrandesca

Anche dalla sommità della Torre Aldobrandesca è possibile avere una splendida vista sui dintorni di Capalbio. Situata infatti nel punto più alto del borgo è annessa lateralmente ad una dimora signorile, il Palazzo Colacchioni.  Costruita nel corso del 1200 con funzione difensiva viene poi ampliata dalla famiglia Aldobrandeschi, e dopo una breve appartenenza agli Orsini, passa ai senesi nel 1400, diventando  un avamposto della Repubblica di Siena. Al piano inferiore è situato l’ufficio informazioni e pagando un biglietto davvero irrisorio è possibile visitare gli interni della torre fino ad arrivare sulla sommità.

Salendo ai piani superiori si incontrano le stanze storiche della dimora, ancora finemente arredate con mobili d’epoca. Nell’enorme salotto sormontato da due splendidi camini in marmo e legno si trova un pianoforte molto famoso. E’ un Fortepiano Conrad Graf del 1823, usato dal grande Giacomo Puccini durante la sua breve permanenza nella città di Capalbio. 

La Torre aldobrandesca di capalbio
Gli interni della Torre Aldobrandesca di Capalbio proteggono tesori storici di rilevante importanza. Mobili e abiti d’epoca originali sono distribuiti nelle enormi stanze del palazzo, assieme al pianoforte che amava suonare Giacomo Puccini.

Arrampicandosi sull’ultimo tratto di scale, ripide e strette, si arriva sul belvedere della Torre Aldobrandesca. Da qui è possibile ammirare i dintorni di Capalbio nella loro pienezza. 

La costa laziale è ricca di isole meravigliose, immerse nelle acque turchesi del Mar Tirreno e ricoperte dalla rigogliosa macchia mediterranea. Profumi primordiali e colori paradisiaci che nulla hanno da invidiare alle più rinomate mete estere. Le isole pontine, e in particolare Ventotene e Palmarola, sono ancora oasi selvagge e preservano la loro peculiare bellezza, immutata nel corso dei millenni, donandola a piccole gocce ai visitatori curiosi. Oggi andiamo alla scoperta di Palmarola, che deve il suo nome alle piccole palme nane che prosperano selvatiche sull’isola, piccola perla mediterranea letteralmente scolpita nella roccia.

Palmarola

Palmarola si trova nell’arcipelago delle isole pontine, nel Lazio, ed è facilmente raggiungibile da Ponza tramite imbarcazioni private o noleggiate. E’ un’isola di origine vulcanica ed è la più pittoresca dal punto di vista naturalistico. Per la sua conformazione infatti, ricca di insenature, faraglioni, calette misteriose  e grotte naturali scavate nella roccia, è una delle isole più suggestive e selvagge del Mediterraneo. 

Approda sulla spiaggia di sassolini

Per godere a pieno delle bellezze selvagge dell’isola, e soprattutto per non danneggiare l’ecosistema,  bisogna arrivare sulle spiagge con una piccola imbarcazione a remi oppure a nuoto. L’arenile più bello è Cala del Porto, dove la sabbia grossolana è ricoperta da bellissimi ciottoli dalle tonalità chiare e sfumate. Gli stessi ciottoli che ricoprono completamente il fondale antistante la spiaggia, dando all’acqua, già di per se cristallina a livelli esponenziali, un riflesso tra il turchese e lo smeraldo. Sulla spiaggia trovi alcune costruzioni basse, dai colori tipicamente isolani. Sono due piccoli ristori e una deliziosa villetta privata, pare appartenente alle sorelle Fendi. 

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
La spiaggia di cala al Porto è molto selvaggia. Non ci sono lidi attrezzati ma puoi prendere un caffè o pranzare presso O’Francese, l’unico ristorante che trovi sull’isola.

Un’altalena in legno troneggia sulla spiaggia tra tronchi levigati dall’acqua e dal vento. Nulla ha da invidiare alle famose altalene delle isole tropicali. Prenditi un minuto per dondolare nella magica atmosfera di Palmarola con la brezza marina che ti sfiora il viso, lasciandoti accarezzare dai raggi del sole. 

Raggiungi le “case grotta” di Palmarola

Se poi alzi la testa ti rendi conto che la parete rocciosa di Cala al Porto è cosparsa di piccole porticine azzurre. Sono le case grotta, piccole abitazioni rurali scavate dai ponzesi nei primi anni del 1700 e usate come rifugio o dimora durante le battute di pesca. Le case grotta sono molto spartane e hanno pochissime comodità, ma soggiornare al loro interno credo sia un’esperienza da fare assolutamente. Sono incastonate nella parete rocciosa e si notano solo grazie alle finestre azzurre, quasi a volersi nascondere dagli occhi curiosi dei turisti di passaggio. 

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
Seguendo un piccolo sentiero frondoso, seminascosto tra i due locali della spiaggia, puoi raggiungere le “case grotta”, le tipiche abitazioni di Palmarola.

Visita la cappella di San Silverio

Cala del Porto è protetta lateralmente dal faraglione di San Silverio, che prende il nome da un famoso ecclesiastico esiliato sull’isola: Papa Silverio. In cima al faraglione puoi trovare, salendo su una gradinata scavata nella roccia, la cappella dedicata al santo. All’interno del piccolo edificio puoi notare la statua di San Silverio ( patrono di Ponza ) ed una lampada ad olio tenuta perennemente accesa dai devoti. Numerosi infatti sono i pellegrini che raggiungono la cappella per ottenere grazie dal santo. 

 

Fai snorkeling tra i faraglioni

Palmarola è un autentico paradiso per gli amanti delle immersioni subacquee e dello snorkeling. Le meravigliose tonalità dell’acqua e la sua lucentezza riescono a far innamorare chiunque. Qui il mare è talmente pulito e cristallino che fauna e flora marina sono ben visibili e facilmente fotografabili con una GO-PRO. Una delle grotte più pittoresche da esplorare è senza dubbio la Cattedrale, una falesia che nella forma ricorda molto le linee gotiche delle chiese.

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
Una delle attività da fare assolutamente a Palmarola è lo snorkeling. I fondali, che risaltano grazie alla lucentezza dell’acqua, sono di una bellezza mozzafiato.

Se sei curioso e hai un minimo di preparazione puoi raggiungere il relitto della nave risalente al secondo conflitto mondiale, affondato in queste acque e qui rimasto. I fondali di queste zone sono davvero strabilianti e nuotando verrai immediatamente circondato da pesci curiosi e coloratissimi, alcuni dei quali sembrano guidarti verso gli scorci più straordinari dell’isola. 

Come raggiungere Palmarola

Puoi raggiungere facilmente Palmarola tramite un’escursione organizzata partendo da Ponza. Ovviamente con questa opzione avrai meno libertà di movimento poichè, con i tour in barca, ci sono tappe già stabilite. Se preferisci gestire da solo la tua giornata tra i faraglioni e le grotte marine dell’isola ti consiglio di affittare una piccola imbarcazione o un gommone, in modo da poterti gestire il tempo e i posti in totale autonomia. Ricorda di portare con te maschera, pinne e boccaglio per poterti immergere alla scoperta dei meravigliosi fondali di Palmarola. Se hai bambini fai indossare loro scarpette da scogli, così potranno camminare senza fatica sulle spiagge di sassolini e fare tuffi dalle scogliere senza scivolare.

Perchè visitare Palmarola

A Palmarola la natura è una continua esplosione di colori e profumi, partendo dalla vegetazione terrestre fino a raggiungere gli ecosistemi marini. La scenografica falesia di Cala al Porto sembra essere tessuta da merlettaie esperte, donando con il suo orlo bronzato un tocco di eleganza alla selvaticità dell’isola.

Palmarola. Cosa vedere con i bambini sull'isola
La parete rocciosa che sovrasta Cala al Porto sembra essere ricamata. Gli orli bronzati delle rocce regalano un allure davvero particolare a questo tratto di costa.

I fondali e le grotte in questa zona dell’arcipelago sono di una bellezza paradisiaca e regalano scenari da mozzare il fiato. E’ il posto ideale se vuoi staccare dallo stress e dal caos cittadino, dove lasciarti cullare dalla risacca ascoltando solo il canto dei gabbiani, tanti, che volteggiano sull’isola. Puoi vivere Palmarola con pochissime cose addosso. Un costume, una maschera per le immersioni e il cuore aperto ad ogni singola emozione. 

 

 

 

 

 

 

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