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Viaggiare con i bambini

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Dopo una mattinata passata a passeggiare  nel grazioso centro storico di Sperlonga, abbiamo pensato di esplorare anche il versante di ponente di questo splendido borgo. Qui, tra dune di sabbia e folta macchia mediterranea,  sono concentrate le spiagge più grandi della costa laziale e deliziosi lidi in cui passare piacevoli giornate tra sport e relax. Su Lago Lungo inoltre, è possibile pranzare sulle verande degli stabilimenti balneari posti sulle dune di sabbia dorata. Abbiamo scelto, tra i ristoranti a Sperlonga, Mareduna, un bel posticino accogliente a gestione familiare. Il posto ideale in cui assaggiare piatti tipici della cucina locale perdendosi nel blu del cielo e del mare.

Mareduna è uno stabilimento balneare a gestione familiare, con un delizioso ristorante con vista panoramica e piatti tipici locali.
Mareduna è uno stabilimento balneare a gestione familiare, con un delizioso ristorante con vista panoramica e piatti tipici locali.

Ristoranti a Sperlonga

La zona di Lago Lungo a Sperlonga è caratterizzata dalla presenza di due laghi, vicinissimi al mare. Il Lago di San Puoto, molto frequentato dagli appassionati di sci nautico, è affiancato dal Lago Lungo, che costeggia la spiaggia per circa due chilometri. Si trovano immersi in un contesto naturale quasi selvaggio, incontaminato, dove è possibile ammirare anche diverse specie di uccelli acquatici. Una passerella in legno attraversa le grandi dune di sabbia bianca e fine. Costeggia tutta la spiaggia, ed è possibile percorrerla anche in bici o con i passeggini, senza tante difficoltà. Su Lago Lungo ampi spazi di spiaggia libera si alternano a lidi attrezzati, quasi tutti dotati di deliziosi chioschetti o verande, adibiti a ristorantini.

Curiosità per intrattenere i bambini in passeggiata

Ad un tratto, passeggiando su Lago Lungo, appare immersa nel verde, una struttura in abbandono. Dallo stile mediterraneo, con le facciate bianche ricoperte ormai da vegetazione incolta, la vecchia villa della contessa Visconti sembra quasi una casa fantasma. Edificata nei pressi del lago dalla famiglia viscontea, è stata a suo tempo un vero e proprio luogo di ritrovo di personaggi nobili e/o famosi. Si narra che nel lussuoso ingresso la contessa era solita intrattenere gli ospiti, tra agi e pettegolezzi. La splendida posizione a picco sul mare inoltre garantiva a questi ultimi un panorama fiabesco, e una vista accattivante su una delle più belle porzioni di Mar Tirreno. Molti personaggi famosi, come Alain Delon  e Zeffirelli, sono stati ospiti della contessa Visconti e di suo fratello Luchino, ammaliati dall’eccellente ospitalità della famiglia. Fermatevi un attimo dinanzi a questa vetusta dimora, e provate ad immaginarne gli antichi fasti. Abiti di seta che frusciano sulle verande illuminate, fumi di sigari che si alzano dalle eleganti poltrone del patio, musica classica che si irradia dal grammofono in ottone… 

Sul lungomare di lago ;lungo è possibile scorgere, nella folta vegetazione, la vecchia villa della famiglia Visconti.
Sul lungomare di Lago Lungo è possibile scorgere, nella folta vegetazione, la vecchia villa della famiglia Visconti.

Ristoranti a Sperlonga. Mareduna

Dalla passerella panoramica di Lago Lungo si arriva a Mareduna, uno stabilimento balneare a conduzione familiare molto carino, in tema con l’ambiente circostante. Legno scuro e tavoli colorati, nonchè piccole installazioni costruite con materiale riciclato dal mare, fanno di questo luogo una vera chicca del litorale. Ci accoglie il proprietario, Roberto, che insieme alla moglie Ines gestisce questo suggestivo stabilimento e il ristorante annesso. Cordialità e simpatia ci colpiscono subito. Dal nostro tavolo poi, la vista su buona parte della Riviera di Ulisse ci lascia senza parole.  

Il menù di Mareduna. Ristoranti a Sperlonga

Dalla sua posizione privilegiata, sulla duna del Lago Lungo, Mareduna offre ai suoi ospiti non solo relax in riva al mare, ma deliziosi piatti della cucina tipica locale nel grazioso patio del ristorante. Il menù è semplice, genuino, con scelta tra due primi piatti, due secondi e diversi contorni, prevalentemente fatti di verdure dell’orto personale dei proprietari. Infatti succulenti ortaggi di stagione accompagnano piatti preparati con ingredienti genuini e freschi, come le alici del Tirreno.

Perchè pranzare da Mareduna. Ristoranti a Sperlonga

Roberto rende con la sua simpatia tutto molto familiare, mente Ines prepara con grande attenzione non solo le portate principali, ma anche i dolci succulenti, come la sbriciolata di mele e cannella, che ho trovato davvero divina. Una menzione particolare va fatta alle colonne portanti di Mareduna. Grazie infatti alla dedizione di nonno Noce e nonna Lilli è stato possibile portare avanti questa struttura, una delle più caratteristiche tra i ristoranti a Sperlonga. La posizione privilegiata poi, ne fa un punto panoramico davvero pazzesco. Ideale anche per un caffè o un aperitivo al tramonto, o per passare una piacevole giornata tra spiaggia, mare e cibo con tutta la famiglia.

Dopo aver assaggiato i piatti proposti da Roberto e Ines ci siamo lasciati coccolare dal dessert. Io ho scelto una sbriciolata con mele e cannella, dal gusto dolce e deciso, preparata dalla padrona di casa.
Dopo aver assaggiato i piatti proposti da Roberto e Ines ci siamo lasciati coccolare dal dessert. Io ho scelto una sbriciolata con mele e cannella, dal gusto dolce e deciso, preparata dalla padrona di casa.

 

A Formia, precisamente nella frazione di Gianola, c’è una riserva del Parco regionale della Riviera di Ulisse. Qui, all’ombra di querce secolari, si trova il Parco Sospeso, un parco avventura dove arrampicarsi in sicurezza sugli alberi divertendosi un mondo.

Parco sospeso di Gianola con i bambini

Il Parco Sospeso di Gianola

Il Parco Sospeso di Gianola e di Monte di Scauri è un parco avventura gestito dall’Ente Parco Riviera di Ulisse e l‘Associazione Gli equilibri naturali. Un parco dalle mille sfaccettature. Da un lato punta al percorso avventura, con un itinerario sospeso che permette di imparare a gestire l’equilibrio e la concentrazione, sfidando le proprie paure. Dall’altro cerca di avvicinare adulti e bambini ad una corretta gestione dell’ambiente, puntando sulla valorizzazione della natura nel suo essere primordiale e promuovendo una corretta educazione civica e ambientale.  Questo parco dunque non è solo un luogo di ritrovo fine a se stesso, ma un posto in cui rafforzare l’autostima, dove fare gruppo è la priorità, un luogo in cui trovare stimoli per migliorarsi e migliorare nel rapporto con gli altri e con la natura circostante.

La nostra esperienza la Parco Sospeso di Gianola

Il Parco Sospeso di Gianola è un parco avventura davvero accogliente e completamente immerso nel verde. I percorsi acrobatici sospesi tra gli alberi sono costruiti con supporti naturali, fatti di materiale ecosostenibile, come il legno. Il percorso, che la prima volta può sembrare faticoso, risulta poi molto divertente, soprattutto perchè punta a sfidare le proprie paure per arrivare al traguardo. Il percorso si snoda tra i rami degli alberi, tramite cavi di acciaio, pedane e corde. La supervisione delle guide è necessaria a mio parere, perchè non tutti i bambini hanno le stesse capacità di adattamento a situazioni nuove come questa. Le guide inoltre insegnano ai bambini innanzitutto le tecniche di sicurezza, da mantenere durante tutto il tragitto. L’uso dei moschettoni di protezione infatti risulta essere assolutamente necessario ai fini dello svolgimento in sicurezza del percorso.

Il percorsi del Parco Sospeso

Il percorso del Parco Sospeso comprende 5 tipi di installazioni. Un avventuroso ponte tibetano, diverse liane di lancio, passerelle di collegamento, un ponte Indiano e un ponte tirolese. Ci sono due tipologie di percorsi: una per i bambini dai 3 ai 5 anni, l’altra per i ragazzi a partire dai sette anni, che abbiano un altezza superiore ai 130 cm.

Una volta indossata l’imbracatura di sicurezza i bambini tentano di scalare le varie postazioni per accedere ai pontili, rimanendo sempre ben saldi alle corde di collegamento tramite i moschettoni di sicurezza. La concentrazione è essenziale per riuscire a completare l’itinerario, ma anche una giusta dose di spregiudicatezza non guasta. Lanciarsi con la liana non è certo facile. Prevale il senso di vertigine, di fobia del vuoto ma una volta superata la paura, tutti i bambini chiederanno di fare il bis.

Parco sospeso di Gianola con i bambini
I percorsi del Parco Sospeso hanno diverse difficoltà. Ma è proprio questo il bello, vincere le paure!

Informazioni utili per passare una giornata al Parco Sospeso di Gianola

Il Parco sospeso è completamente all’aperto. Non ci sono zone chiuse ne ripari in caso di pioggia improvvisa. Non ci sono inoltre punti di ristoro, e l’unico bagno esistente è posizionato all’entrata del parco, ma non è sempre aperto al pubblico. Le chiavi sono custodite dai membri dell’associazione che collabora con l’Ente Parco. Basta chiedere a uno dei ragazzi per averle. Per salire sui percorsi tra gli alberi è necessario avere un abbigliamento comodo e scarpe chiuse.

In estate meglio portare un antizanzare e un dopo puntura. Ben vengano impermeabili di sicurezza se il tempo è incerto. Non dimenticare le borracce con l’acqua e qualche snack. E’ possibile anche fare pic nic all’interno dell’area protetta, ma bisogna assolutamente rispettare l’equilibrio naturale del parco e lasciare tutto pulito. 

Parco sospeso di Gianola con i bambini
Al Parco Sospeso di Gianola ci Si diverte un mondo, stando a contatto con la natura e imparando a socializzare con il gruppo.

Orari di apertura

Il Parco Sospeso di Gianola è aperto, nel mese di settembre, il sabato dalle 16:00 alle 19:00 e la domenica dalle 10:00 alle 19:00 con orario continuato. E’ sempre meglio prenotare con anticipo o chiamare per verificare le aperture, soggette anche alle condizioni meteo. Le attività sono soggette a contributo, quindi per i costi e le prenotazioni è possibile inviare una mail all’Associazione Gli equilibri naturali, all’indirizzo seguente:  gliequilibrinaturali@gmail.com o chiamare al numero  389 9306124 

 

 

 

I Paesi Baschi sono per lo più di appartenenza spagnola, ma comprendono alcune località francesi, quelle che si affacciano sul Golfo di Biscaglia, che abbracciano totalmente le tradizioni basche, nella lingua soprattutto, estraniandosi quasi completamente dalla nazione francese. Un viaggio on the road nei Paesi baschi ti porta in una dimensione nuova, molto caratteristica, fatta di tradizioni locali radicate e di storie appassionanti.

I Paesi Baschi dispongono di un universo culturale molto complesso ma fortemente peculiare che è sopravvissuto ed è stato tramandato nel tempo.
I Paesi Baschi dispongono di un universo culturale molto complesso ma fortemente peculiare che è sopravvissuto ed è stato tramandato nel tempo.

On the road nei paesi baschi

I paesi baschi francesi

Bayonne è il capoluogo dei Paesi Baschi francesi, ma indubbiamente la città più famosa della regione rimane Biarritz.
Territori conosciuti e molto frequentati soprattutto per il clima quasi sempre mite e le enormi spiagge di sabbia fine e dorata. Località che facilmente possono essere esplorate a piedi o in bicicletta, viste le tantissime e ben collegate piste ciclabili che si irradiano in tutta la regione. La costa basca francese è di una bellezza stravolgente, autentica, legata a tradizioni millenarie capaci di stregare chiunque.

Bayonne. Viaggio on the road nei Paesi Baschi

Il capoluogo dei Paesi Baschi francesi è divisa in tre zone: Grand Bayonne, la parte più antica, Saint Esprit, che si trova a nord del fiume Adour e la Petit Bayonne, il quartiere più autentico della città. Ci sono molte cose da fare, e non basta una sola giornata per  vedere tutti i monumenti come meriterebbero di essere visitati. Non si possono però non includere nella visita lo Chateau Vieux, il vecchio castello risalente al XII secolo e la Cattedrale di Notre Dame de Ste Marie, uno splendido edificio religioso Patrimonio dell’Unesco dal 1998.  Le facciate esterne della Cattedrale sono impreziosite da vetrate colorate e da alte guglie gotiche che danno un aria misteriosa all’intera struttura. Numerosi sono i bistrot che si affacciano sul fiume della città, dalle sedie dei quali è gradevole godersi il paesaggio e lo scorrere lento delle persone. Il vecchio centro storico è pedonabile, ed è avvolto dalla calma e colorata atmosfera basca.

Storicamente esistono tre spiegazioni del significato del nome di Bayonne: potrebbe trattarsi di una variazione guascona del latino Baia (vasta distesa d'acqua) o di un nome derivato dal basco Ibai ona ( buon fiume"). L'ultima spiegazione, la più plausibile, resta quella di Ibai gunea, ( luogo del fiume ), etimologia ormai accettata.
Storicamente esistono tre spiegazioni del significato del nome di Bayonne: potrebbe trattarsi di una variazione guascona del latino Baia (vasta distesa d’acqua) o di un nome derivato dal basco Ibai ona ( buon fiume”). L’ultima spiegazione, la più plausibile, resta quella di Ibai gunea, ( luogo del fiume ), etimologia ormai accettata.

Biarritz. La piccola California europea.

Biarritz è conosciuta come la piccola California europea. Da sempre meta dell’alta borghesia e dei nobili francesi, è una cittadina arroccata sull’oceano che si distingue dalle altre località limitrofe per la sua raffinatezza. Ville, palazzi storici, negozi di lusso e casinò rendono questa deliziosa città una tappa imperdibile in un viaggio sulle coste francesi. La spiaggia principale di Biarritz è la Grand Plage, molto frequentata dai vip europei.

Oltre ad essere molto “in” e assolutamente modaiola, Biarritz è una meta conosciuta soprattutto per le sue onde da surf. E’ infatti un vero paradiso per i surfisti, che qui arrivano da ogni parte del mondo. Non bisogna lasciare la città senza aver visto lo Scoglio della Vergine. Una piccola isola in mezzo all’oceano a cui si accede tramite un ponte di ferro. Da qui il panorama è pazzesco. Oltre allo skyline della città, dal quale spicca la lussureggiante villa di Napoleone Bonaparte, ora divenuto un costosissimo hotel di lusso,  si riesce benissimo a vedere Le Phare di Biarritz, il famoso faro simbolo della città.

Villa Belza si trova a Biarritz, tra la costa basca e il Porto Antico. Questo imponente edificio è stato costruito nel 1895, incastonato nella roccia. Una villa molto amata dai turisti e dalla gente del posto.
Villa Belza si trova a Biarritz, tra la costa basca e il Porto Antico. Questo imponente edificio è stato costruito nel 1895, incastonato nella roccia. Una villa molto amata dai turisti e dalla gente del posto.

San Juan de Luz. La città corsara.

Saint-Jean-de-Luz è una delle più graziose località balneari della Costa Basca francese, celebre per la sua storia e per  il suo patrimonio architettonico. La chiesa di Saint-Jean-Baptiste è un pò il fulcro di questo villaggio corsaro, ed è qui che fu celebrato, il 9 giugno 1660, il matrimonio di Luigi XIV con l’Infanta Maria Teresa di Spagna. Saint Jean-Baptiste è uno dei monumenti storici del paese, edificio dagli arredi eccezionali che custodisce una pala d’altare in stile barocco in legno dorato e scolpito, e tre piani di gallerie in legno di quercia. Un luogo davvero sorprendente che rimanda alla vita piratesca della città. Deliziosa la strada che fiancheggia la spiaggia, dalla quale si affacciano pittoresche ville in stile bretone.

 

Il simbolo dei Paesi Baschi è il famoso peperoncino di Espetelette. Questo incantevole borgo, con le facciate ornate di ghirlande di peperoncino rosso, è una meta molto gettonata della regione. Trovate ogni tipo di souvenir decorato con i famosi peperoncini di espetelette.
Il simbolo dei Paesi Baschi è il famoso peperoncino di Espetelette. Questo incantevole borgo, con le facciate ornate di ghirlande di peperoncino rosso, è una meta molto gettonata della regione. Trovate ogni tipo di souvenir decorato con i famosi peperoncini di Espetelette.

Hendaye. Onde e surf.

Hendaye è la porta di Spagna, situata proprio all’ingresso della Corniche Basque, una riserva naturale protetta dei Paesi Baschi. Il lungomare della città, il Boulevard de la mer,  è costeggiato da stupende ville basche e ospita l’ex Casinò Croisière, in stile moresco, che oggi è il centro nevralgico della cittadina. Al suo interno infatti si trovano caffè, negozi, bar e ristoranti. Ovviamente anche Hendaye è una delle mete surfistiche più gettonate d’Europa, e vanta spiagge immense di sabbia fine dalle quali è possibile ammirare due famosi scogli della regione, il Rochers des deux e le falesie della Corniche Basque.

I paesi baschi spagnoli

San Sebastian. La Baia de la Concha e i palazzi gotici.

Lasciando le meravigliose località francesi, ci spostiamo sulla costa basca spagnola, precisamente a  San Sebastian, conosciuta come Donostia. La città vanta una splendida baia, la Concha, una delle spiagge più frequentate della nazione. La Concha  abbraccia la spettacolare isola di Santa Clara, raggiungibile in barca o in canoa.  Questa deliziosa isoletta ospita un faro, un bar, terrazze instagrammabili ed una piccola spiaggia. Dalla Concha poi si dipartono suggestive viuzze che portano al centro storico, delimitato dal Monte Urgull e dal fiume Urumea.

Passeggiando nel dedalo di vicoletti si raggiunge la Basilica di Santa Chiara, una delle chiese più importanti di San Sebastian. La città vecchia racchiude inoltre numerosi locali tra i quali è piacevole passeggiare, nonchè negozi di souvenir, botteghe artigiane, shop di surf. I bambini apprezzeranno molto l’Acquario di Donostia, una delle più famose attrazioni dei Paesi Baschi. La grandiosa struttura ospita le più importanti specie marine del Mar Cantabrico, molte delle quali si possono ammirare passeggiando in uno spettacolare tunnel di vetro.

Donostia sorge sul mar Cantabrico, alla foce del fiume Urumea, a circa 20 km dal confine con la Francia. Il pittoresco lungomare di San Sebastián, con le spiagge di Ondarreta, Zurriola e La Concha, la rendono una popolare località turistica.
Donostia sorge sul mar Cantabrico, alla foce del fiume Urumea, a circa 20 km dal confine con la Francia. Il pittoresco lungomare di San Sebastián, con le spiagge di Ondarreta, Zurriola e La Concha, la rendono una popolare località turistica.

On the road nei Pesi Baschi. Bilbao. Da potenza mercantile a città d’arte

Bilbao è sempre stata una città esclusivamente mercantile ed industriale, e solo dopo l’apertura del Museo Guggenheim è riuscita ad emergere a livello internazionale, attirando architetti e designer di fama mondiale. Oggi è la capitale della modernità, grazie a capolavori di arte urbana che l’hanno resa cosmopolita e futuristica. Ma Bilbao ha forti radici ben piantate nella storia, ben visibili nelle strade tra chiese e palazzi gotici e barocchi. E’ possibile poi raggiungere le spiagge più belle spiagge della costa tramite il Ponte di Vizcaya.

La straordinarietà di questo ponte sta nel fatto che “trasporta” le persone grazie ad una navetta basculante attaccata a due travi sull’estuario del fiume Nervion. E’ infatti il primo ponte trasportatore del mondo, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 2006. Il Ponte di Vizcava si trova precisamente a Portugalete, località medievale raggiungibile da Bilbao con la metro. Grazie a questo Puente Colgante ( ciondolante), come viene chiamato dagli abitanti del posto, è possibile volare sull’acqua e raggiungere in due minuti Getxo e Las Arenas.

Il Guggenheim Museum si è trasformato in un'importantissima attrazione turistica, richiamando visitatori da numerosi paesi del mondo, diventando così il simbolo della Città di Bilbao.
Il Guggenheim Museum si è trasformato in un’importantissima attrazione turistica, richiamando visitatori da numerosi paesi del mondo, diventando così il simbolo della Città di Bilbao.

Perchè fare un viaggio on the road nei paesi baschi

Gli Euskadi, Paesi Baschi nella lingua originale, sono paesaggisticamente e socialmente ben lontani dalle restanti regioni francesi o spagnole. Il Golfo di Biscaglia regala scenari unici al mondo, caratterizzati da paesaggi selvaggi e variegati. Le suggestive coste rocciose alternate alla natura impervia dell’entroterra sorprendono il visitatore in un tripudio di stupore e adrenalina. In questa regione battuta dai venti oceanici c’è davvero molto da scoprire. Eleganti località balneari, antichi porticcioli corsari, riserve naturali e scogliere pazzesche ammaliano ogni tipologia di turista. Una regione da percorrere rigorosamente on the road per non tralasciare nemmeno un piccolo scorcio di questi territori. 

 

 

Se dici Puglia dici sole, mare e cibo sublime. Se rimane infatti una delle regioni più gettonate d’Italia ci saranno dei buoni motivi. La Puglia accontenta ogni tipologia di viaggiatore, offrendo panorami pazzeschi, spiagge di una bellezza disarmante, mare trasparente e città con mille storie da raccontare. Non cercare mete esotiche che ti facciano sognare, ma organizza un viaggio on the road sulle coste pugliesi!  La Puglia è una delle più intriganti bellezze italiane e ti assicuro che non basterà una sola vacanza per conoscerne le meraviglie.

Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Scorci pugliesi

Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini

Se ancora non hai avuto modo di visitare le bellissime coste pugliesi e le più belle città della regione, in questo articolo ti do qualche dritta per organizzare il tuo viaggio on the road in Puglia, iniziando con il costruire un itinerario ad hoc per te e la tua famiglia. L’auto è assolutamente essenziale per muoversi nei territori della regione in totale libertà, e anche se deciderai di raggiungere la Puglia in aereo ti consiglio di affittare un auto in loco, per avere piena flessibilità sui tuoi spostamenti.

Scegli la zona in cui pernottare

Scegli una meta strategica in cui pernottare, a metà strada da ogni principale punto di interesse che hai scelto di visitare. Nel nostro itinerario ad esempio abbiamo selezionato le più belle città della costa adriatica, con una breve incursione giornaliera a Gallipoli, facendo un coast to coast. Abbiamo così scelto di dormire a Savelletri di Fasano, precisamente a Borgo Egnazia, uno degli hotel di charme più belli della regione. Puoi anche scegliere di dormire ogni notte in un posto nuovo, nessuno te lo vieta. Ma avrai più ricerche da fare sulle strutture ricettive e dovrai caricare e scaricare le valigie ogni giorno.

Scegli le tappe del tuo viaggio on the road in Puglia, facendo una bozza di itinerario

Ti consiglio di buttare giù una bozza di itinerario per il tuo viaggio in Puglia con un pò di anticipo. Seleziona i luoghi di tuo interesse, trovando almeno due alternative a cui dedicarti in caso di maltempo. Dedica inoltre almeno una giornata al divertimento dei tuoi bambini. Noi ad esempio, per spezzare un pò il viaggio, abbiamo scelto di fare un safari tra gli animali della foresta alla Zoo Di Savelletri di Fasano.

Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Lo Zoo di Fasano è una meta da inserire durante un viaggio in Puglia con i bambini.

Prepara la macchina

Per viaggiare on the road occorre che il tuo mezzo sia assolutamente perfetto sotto ogni punto di vista, onde evitare piacevoli esperienze. Fai controllare gomme, olio, freni. Tieni sempre nel portabagagli una cassa d’acqua, un plaid, qualche snack. Organizzati con dei giochi da fare in auto con i bambini, e lascia tablet e aggeggi simili a casa. Insegna loro a guardare fuori dal finestrino per non perdersi i continui cambi di panorama che vedranno strada facendo. Aggiorna il navigatore, che sarà il tuo braccio destro per tutta la vacanza.

Parti alla scoperta dei luoghi più belli. Puglia on the road

Ti lascio di seguito le tappe più belle del nostro viaggio on the road in Puglia, sperando che possa esserti d’aiuto nella programmazione del tuo itinerario.

Alberobello

Una delle città italiane più famose al mondo, dopo Venezia, è senz’altro Alberobello. La città dei trulli, le tipiche costruzioni bianche con il tetto a cono, sembra ferma nel tempo, immobile nel suo splendore. Una passeggiata tra queste casette tipiche non può mancare nel tuo viaggio on the road in Puglia.

Dove parcheggiare

PARCHEGGIO ALBEROBELLO CENTRO STORICO
Area di parcheggio
Via Monte S. Gabriele, 105
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Alberobello, la città dei trulli, è una tappa immancabile durante un viaggio on the road in Puglia.

Otranto

Otranto si trova sulla punta più orientale della Puglia ed è una meta che assolutamente vale la pena vedere. Il caratteristico porto, la passeggiata stupenda che porta fino alle mura e poi continua fino al cospetto del Castello Aragonese sono un vero spettacolo,  soprattutto al tramonto, quando le facciate delle case del borgo si lasciano scaldare dagli ultimi tiepidi raggi del sole.

Dove parcheggiare

Parcheggio Sant’Antonio
Area di parcheggio
Via Papa Giovanni Paolo II, 21
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Otranto è una città suggestiva, ricca di storia e con un meraviglioso centro storico.

Puglia on the road. Ostuni

Un candido borgo arroccato sulla collina. Facciate imbiancate a calce e viuzze di ciottoli fanno di Ostuni una città magica, dove il tempo sembra fermarsi tra le botteghe colorate e il profumo dell’olio che si espande dai frantoi. 

Dove parcheggiare

Ostuni parcheggio
Parcheggio pubblico
Via Antonio Specchia, 43
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Ostuni, la città bianca, è una meta che incuriosisce anche i bambini.

Monopoli

Una delle più belle città della Puglia, fatta di viuzze tranquille e suggestive, cinta da antichi bastioni e con una gastronomia locale davvero invidiabile. Il centro storico di Monopoli pullula di chiese. Su tutte, la Cattedrale di Maria della Santissima della Madia è uno degli  edifici storici assolutamente da visitare. 

Dove parcheggiare

Parcheggio Comunale Gratuito
Parcheggio gratuito
Via Nazario Sauro, 14

Puglia on the road. Polignano a Mare

Famosa soprattutto per Lama Monachile, la suggestiva spiaggia incastonata tra due costoni di rocce, Polignano a Mare ha un incantevole centro storico, con angoli nascosti che offrono all’improvviso panorami idilliaci.

Dove parcheggiare

Parcheggio C2 ovest
Area di parcheggio
Via Conversano
333 801 1331
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Lama Monachile è una delle spiagge più particolari della Puglia.

Gallipoli 

Una delle mete più gettonate del Salento, famosa per la movida serale e per le sue ampie spiagge di sabbia fine. Il centro storico è molto caratteristico, pieno di botteghe tipiche e locali cool. 

Dove parcheggiare

Area di parcheggio
Via Dante Alighieri, 21
Aperto 24 ore su 24
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Gallipoli è famosa per la sua movida, ma ha bellissime spiagge in cui passare una piacevole giornata con i bambini.

Perchè andare in Puglia con i bambini

Un viaggio on the road in Puglia con i bambini è senza dubbio un esperienza ricca di novità e all’insegna della varietà. Dal mare alle escursioni nelle città storiche, passando anche dai percorsi naturalistici e alle attività didattiche come allo Zoo di Fasano, i bambini sono incuriositi e stimolati, rendendosi partecipi al viaggio. Per coinvolgerli e intrattenerli durante gli spostamenti in auto puoi abituarli a consultare mappe e cartine geografiche e incuriosirli sulla varietà dei panorami che mano a mano scorrono fuori dal finestrino. Una vacanza in Puglia è una vacanza completa, che regala emozioni uniche ad ogni membro della famiglia.

 

A meno di dieci minuti di auto da Gaeta, nel Lazio, c’è un meraviglioso centro in cui praticare i più svariati sport, dal nuoto al pilates. La particolarità del Centro Sportivo XXV Ponti sta nel fatto che non solo offre due piscine semi-olimpioniche, una al coperto ed una all’aperto, ma è diventato un punto di riferimento anche per concedersi qualche ora di relax assoluto.

Immersa nel verde delle colline itrane infatti, la grande piscina esterna è circondata da diverse oasi dedicate all’ozio, al cibo rinomato e al fitness all’aria aperta. Lettini, zone di ombra e una piscina dedicata ai più piccolini, con tanto di idromassaggio, fanno del Centro Sportivo XXV Ponti una meta imperdibile per scappare dal caldo afoso della città o per prendere una pausa rigenerante dal lavoro.

La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l'ideale per una giornata dedicata al relax.
La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l’ideale per una giornata dedicata al relax.

Centro Sportivo XXV Ponti

Il grande Centro Sportivo XXV Ponti, come già accennato, vanta due piscine semi-olimpioniche, una interna e una esterna. La piscina interna è dedicata alle attività agonistiche, ai corsi di nuoto e al nuoto libero, nonchè alle discipline acquatiche più in voga del momento. Inoltre il centro offre diverse sale fitness interne, ognuna dedicata ad uno sport.  Dal Pilates alla Walking Fit, le innumerevoli attività proposte dal centro sono praticate da istruttori qualificati e molto socievoli. Adiacente alla piscina c’è inoltre un attrezzatissima area pesi, dove seguiti da Francesco, è possibile fare vere e proprie sessioni alle macchine per dare una sferzata alla muscolatura. L’ambiente in generale è rilassante, familiare, molto proprositivo.

I corsi di fitness in acqua diventano ancora più attraenti se praticati all'aria aperta.
I corsi di fitness in acqua diventano ancora più divertenti se praticati all’aria aperta.

Nuota nella piscina coperta

Oltre ai tradizionali corsi di scuola nuoto, nella grande piscina coperta è possibile provare attività innovative, come l’Acqua Boxe, l’Acqua Pilates o l’Acqua Cross. La grande flessibilità degli abbonamenti permette poi di ampliare il percorso in acqua a lezioni in sala, seguiti da istruttori qualificati. Diverse sono le discipline in cui è possibile cimentarsi. Dal tradizionale corso di pilates o di ginnastica posturale fino ad arrivare a circuiti più impegnativi di cardio, come la nuova Onekor, una disciplina in cui muoversi  a ritmo di musica aumentando a diminuendo la frequenza del lavoro. Gli spogliatoi dispongono di molti camerini individuali, docce e phon a tempo determinato. Un fattore importante è la pulizia. Le sale, le stanze comuni, la piscina e gli spogliatoi sono sempre molto puliti e curati.

Centro Sportivo XXV Ponti. Tuffati nella piscina esterna

Circondata da alberi rigogliosi e sempre battuta dal sole la piscina esterna è davvero multifunzionale. In estate tutti i corsi vengono infatti spostati in quest’area all’aperto, e pedalare in acqua o nuotare irrorati dai caldi raggi del sole è davvero un esperienza fantastica. Il personale è sempre attento e disponibile e gli istruttori sono una vera bomba di energia. Coinvolgenti e preparatissimi riescono a coinvolgere anche i più pigri nelle attività proposte dalla struttura. Un altra piscina, con un delizioso idromassaggio, si trova nell’area relax circondata da cipressi e vicinissima al bar. Un oasi di pace dove sorseggiare cocktails freschi e colorati leggendo un buon libro.

 

La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.
La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.

Hops Pool. Il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.

Nella fresca veranda adiacente alla piscina è possibile degustare deliziosi piatti accompagnati da una selezione di ottimi vini serviti sempre ghiacciati. La ciliegina sulla torta per dare una sferzata di energia positiva alla giornata. Da Hops Pool ricchi antipasti, squisiti primi piatti e buon pesce fresco grigliato da gustare con calma danno la giusta carica per continuare la giornata nelle piscine all’aperto, che sia per sport o per relax. Aperto sia a pranzo che a cena, ha anche un pizzaiolo super! Pizze fantastiche assolutamente da assaggiare.

Prova nuova area fitness esterna

Al Centro Sportivo XXV Ponti pensano proprio a tutto. Nell’oasi esterna è stata appena inaugurata anche un area dedicata al fitness all’aperto, circondata dal verde e ben arieggiata. Una zona dedicata sia gli sport più adrenalinici, come circuito o onekor, o per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito con lo yoga o il pilates.

La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all'aria aperta.
La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all’aria aperta.

Come prenotare

Per accedere alla nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti basta fare una prenotazione telefonica. E’ possibile fare abbonamenti o ingressi singoli. Non è obbligatorio mangiare al ristorante. Il centro dispone inoltre di due ampi parcheggi coperti dove lasciare la macchina al fresco. 

Centro Sportivo XXV Ponti
Via Appia Lato Roma (loc. XXV Ponti)
Tel.: 0771/1978277 – 3517570062
e-mail: info@xxvponti.it

Sono sempre di più le persone che, incuriosite, scelgono di salire su una tavola da SUP  per sfidare i propri limiti e provare l’enorme senso di libertà che da quest’esperienza di movimento in mare. Uno dei grandi pregi di questa attività infatti sta proprio nel fatto che è accessibile a chiunque, indipendentemente da sesso, età o livello di abilità fisica. Soprattutto i bambini trovano divertente e stimolante pagaiare in equilibrio sul SUP ( diminutivo di StandUpPaddle), grazie anche al contatto con l’acqua, che loro adorano.

I benefici del SUP sui bambini

I benefici del mare, dall’inalazione di iodio ai salutari raggi di sole che producono e fissano la vitamina D, sono ottimi stimoli anche e soprattutto per la loro psiche, infondendo in loro sicurezza e serenità. La costante ricerca di equilibrio e stabilità aumenta la concentrazione e fortifica l’autostima. Ma come qualsiasi altro sport, prima di avventurarsi in tour o passeggiate lontano dalla riva, è bene prepararsi correttamente o per lo meno cercare di apprendere le più basilari informazioni in merito. In questo post ti do qualche suggerimento per praticare paddleboard con il tuo bambino in tutta sicurezza.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
I benefici del Sup sui bambini sono davvero preziosi. In acqua si caricano di energia positiva.

Prima cosa: la sicurezza

Il primo suggerimento utile per praticare SUP in tutta sicurezza con i bambini è di munirsi di un giubbotto di salvataggio. Anche se sanno nuotare o se sono provetti marinai il giubbotto di salvataggio, oltre a mantenere a galla i bambini in caso di tonfi in acqua, protegge la schiena e la pancia durante eventuali cadute sulla tavola. Indipendente dall’esperienza che si ha con gli sport acquatici, prima di avventurarsi in qualsiasi specchio d’acqua, occorre indossare un dispositivo di sicurezza. In vendita ci sono un infinità di proposte che vanno dalle cinture che si gonfiano a contatto con l’acqua, che lasciano la massima libertà di movimento, ai veri e proprio giubbini di salvataggio, obbligatori per i bambini.

Scegliere la tavola giusta per praticare SUP con i bambini

Assolutamente fondamentale è trovare la tipologia di tavola adatta, sia per te che per i tuoi bambini. Devi assicurarti che sia il tuo peso che quello del bambino siano commisurati alla grandezza e alla larghezza del SUP. Per i bambini infatti vengono prodotti modelli più ampi in grado di fornire maggiore stabilità durante la pagaiata. All’inizio soprattutto, bisogna evitare tavole super professionali, preferendo tavole gonfiabili, più stabili e morbide.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Praticando Sup i bambini entrano a stretto contatto con l’acqua e le numerose specie che il mare ospita, come le meduse e i pesci.

Come muovere le prime pagaiate

Se non vuoi affidarti ad una scuola qualificata e hai intenzione di usare la tavola da sup solo per divertimento, prima di iniziare a praticare questo sport è bene rivedere le istruzioni della tavola e mostrare ai bambini il modo più corretto di usare la pagaia. Lascia inizialmente il tuo paddleboard da parte e concentrati sulla loro stabilità. I bambini devono innanzitutto essere in grado di rimanere da soli in piedi in equilibrio. Inizia quindi facendoli inginocchiare sulla tavola, muovendo le prime pagaiate in questa posizione.

Rimanendo sulle ginocchia infatti si abbassa il baricentro e si acquista stabilità. Allo stesso modo, se prevale la stanchezza o se all’improvviso dovesse alzare vento o onda, basta rimettersi in ginocchio per rimanere più stabili.  Il secondo step riguarda l’impugnatura della pagaia. La misura dell’altezza della pagaia si prende facendo alzare al bambino un braccio alla massima estensione.  Se è troppo corta andrà ad arcuare la schiena in avanti, troppo lunga tenderà a arcuare la schiena all’indietro.
Assicurati che siano in grado di mantenere la stabilità anche una volta messa la pagaia in acqua. Fai fare loro un paio di giri di prova, lasciandoli liberi di gestire in totale autonomia i loro attrezzi. Se cadranno, cadranno in mare. Rimanete perciò ad un altezza abbastanza media dell’acqua, in modo tale che cadendo non vadano a sbattere sulla sabbia sottostante.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Se vuoi divertirti in Sup con i tuoi bambini basta seguire poche regole per iniziare, come tenere la pagaia e restare in equilibrio. Affidati ad un istruttore se non hai dimestichezza con il mare.

Scegli un posto tranquillo per iniziare a praticare SUP con i bambini

Inizialmente, per pagaiare in tutta sicurezza con i bambini, è essenziale che ci siano condizioni adatte. Scegliere ad esempio un posto tranquillo, non frequentato da barche e gommoni e  poco affollato è essenziale per garantire un ambiente ottimale. In questo modo, a stretto contatto con l’acqua e non disturbati da agenti esterni fastidiosi, i tuoi bambini riusciranno a avere il giusto approccio con la tavola da paddleboard e a capire come governare l’acqua, le correnti o il vento. Un ambiente ottimale renderà l’esperienza più semplice e soprattutto serena. 

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Il paddleboard praticato dai bambini è un vero toccasana, nonchè una grande fonte di divertimento.

Proteggi te e i tuoi bambini dai raggi solari

L’eccessiva esposizione al sole, che in mare aperto diventa ancora più potente, può creare danni alla pelle e al fisico. Ricorda quindi di proteggere te e i tuoi bambini dai raggi solari potenzialmente dannosi con la giusta dose di crema solare e un cappellino con visiera. Inoltre porta con te una borraccia d’acqua fresca, in modo da reidratare costantemente il corpo affaticato dal caldo.

Bambini e SUP. Consigli utili per iniziare ad usare il paddleboard
Dopo aver preso dimestichezza con le tavole tu e i tuoi bambini potrete avventurarvi ad esplorare spiagge e calette nascoste. Qui siamo a Gaeta, alla scoperta delle sette spiagge più belle della costa.

Il divertimento prima di tutto

Come ogni esperienza con i bambini il fattore essenziale è il divertimento. Non arrabbiarti, non essere pignolo e lasciali liberi di gestire i propri strumenti in tutta libertà, correggendo la postura di tanto in tanto. Ricorda che non stai allenando provetti surfers, ma solo provando una divertente attività in acqua con loro. E’ fondamentale che i bambini acquistino sicurezza e instaurino un rapporto positivo con il mare. Se sono stanchi o annoiati ( capita davvero raramente!) usate la tavola come trampolino per fare tuffi divertenti! Il giusto riconoscimento per l’impegno che hanno dimostrato va premiato con un momento di totale relax e divertimento.

 

Quando si viaggia, soprattutto se si fanno lunghi spostamenti in auto, non si possono certo evitare i bagni delle stazioni di servizio o le toilette di aerei e treni. Meglio quindi organizzarsi in partenza, seguendo questi piccoli trucchi per usare i bagni pubblici in viaggio in tutta sicurezza.

Usare i bagni pubblici in viaggio

Non è semplice, soprattutto per le donne, usare correttamente i servizi pubblici. Vedo spesso persone che escono dallo zaino copriwater, salviette detergenti, disinfettanti per le maniglie. Il timore di entrare in contatto con germi e batteri a volte diventa una vera e propria limitazione per un viaggiatore.  Non c’è bisogno, infatti, di svaligiare una parafarmacia per lasciare due gocce di pipì in un bagno pubblico. Basta usare qualche piccolo accorgimento già prima di partire!

Come usare i bagni pubblici in viaggio in tutta sicurezza

Metti vestiti comodi

Per gli spostamenti di viaggio cerca di mettere abiti comodi. Gonne lunghe, pantaloni rasoterra, scarpe con i tacchi e minigonne giro coscia non ti aiuteranno certo a semplificare le manovre nei bagni pubblici. Tutto quello che possa strisciare o strusciare sul pavimento va scartato, dando di gran lunga la precedenza a leggings,  jeans o tute che, una volta calati, non tocchino ne il wc ne il pavimento. Opta inoltre per scarpe che al tuo ritorno possano essere lavate in lavatrice, tipo sneackers. Basta poco per sporcarsi, e una gonna di tulle fa fatica anche a passare dalla porta del bagno.

Come usare i bagni pubblici in viaggio. Lava bene le mani

Le mani vanno lavate sia prima che dopo aver usufruito dei servizi pubblici. Perchè prima?  Le tue mani durante il viaggio hanno toccato maniglie, soldi e oggetti di ogni tipo, e dunque onde evitare infezioni pulendosi con la carta igienica, meglio dare prima una disinfettata. Una volta espletati i bisogni fisiologici è bene non solo lavare accuratamente le mani, ma anche passare una bella dose di disinfettante.

Attenzione a gestire la carta igienica dei bagni pubblici

Nei bagni pubblici, sebbene la carta igienica sia perfettamente inserita negli appositi dispenser, è soggetta ad accumulare batteri fecali e germi vari, data la poca areazione delle cabine. Sarebbe meglio utilizzare salviettine proprie ma,  se non hai scottex a disposizione, ricorda ti togliere e gettare via la parte penzolante della carta igienica, quella che rimane fuori dal contenitore per intenderci. Oltre ad aver accumulato batteri, è stata toccata dalla persona che ha usufruito dei servizi prima di te.

Consigli utili per usare i bagni pubblici in viaggio

Non poggiare la borsa sul pavimento

Evita in tutti i modi di poggiare i tuoi oggetti personali sul pavimento o sulle mensole che potresti trovare nei bagni pubblici. Le piastrelle sono la parte più sporca e contaminata, assieme a lavandini e rubinetti. Appendi la borsa all’apposito gancio, e laddove mancasse, lasciala ad un amico all’esterno dei servizi o tienila addosso. Per questo è preferibile viaggiare sempre con uno zainetto piuttosto che con una borsa, che sia a tracolla o a mano.

Il wc non è tuo nemico

Non avere paura di sederti sul wc. Hai più probabilità di contaminarti con germi e batteri toccando le superfici circostanti. Puoi sempre prendere in considerazione i comodi copriwater usa e getta, oppure fare pipì restando in sospensione sopra la tavoletta. Ma non usare mai i piedi per salire sul water o per scaricare. Le suole delle scarpe sono veicolo di virus e batteri. Rispetta chi userà i servizi dopo di te e lascia il bagno così come vorresti trovarlo.

Impara a gestire il contatto con maniglie e lavandini dei bagni pubblici

Cerca di limitare il più possibile il contatto con le maniglie delle porte e con lavandini e rubinetti. Ma come, se è assolutamente necessario lavarsi le mani? Basta usare i dispenser e i rubinetti automatici. Spesso però non ci sono ne l’uno ne l’altro. E bene tenere sempre una confezione di amuchina in borsa, o in alternativa, delle salviette disinfettanti. Una volta lavate e asciugate le mani, anche se hai dovuto chiudere un rubinetto, puoi disinfettarle con questi dispositivi medici.

Consigli utili per usare i bagni pubblici in viaggio,

Portare i bambini a fare pipì nei bagni pubblici? Certo!

Se viaggi con i bambini è necessario adottare qualche precauzione in più. Per le mamme di maschietti, che possono fare pipì restando in piedi, il problema resta marginale. Basta fare bene la trafila “lavaggio mani – asciugatura – amuchina”. I problemi sorgono con le bambine. Anche per loro basta partire già da casa con abiti comodi, evitando gonne a balze, collant con fiochettini e ballerine bianche. Se il loro peso è ancora sostenibile basta sollevarle e sorreggerle, in modo da agevolare la fuoriuscita di pipì centrando il water.

Se sono signorine invece è bene munirsi di copriwater e\o insegnare loro già a casa a rimanere sospese sulla tavoletta. Oppure puoi comprare i magici coni per fare pipì in piedi, in cartoncino usa e getta. Io sono contraria ad ogni tipo di aiuto materiale e commerciale, perchè credo che un vero viaggiatore debba cominciare già da piccolo ad affrontare i piccoli grandi problemi della vita. Insegnare loro il modo più consono per usare la toilette pubblica credo rimanga uno dei migliori metodi di sempre.

Come portare i bambini a fare pipì nei bagni pubblici

Attenzione a non spaventare i bambini

I bagni pubblici non sono certo come i bagni di casa, ma cerca di evitare di trasmettere al bambino la fobia dello sporco e dei batteri. Piuttosto che darti un dispiacere imparerà a trattenere la pipì fino allo sfinimento, con conseguenze devastanti sull’apparato urinario e sulla psiche. Se ami viaggiare insegna al tuo bambino che il suo sistema immunitario sa gestire da solo ogni situazione di attacco esterno di batteri, e che con poche ma essenziali norme igieniche, come lavare sempre le mani, non avrà problemi a muoversi in ogni parte del mondo in totale autonomia.

 

 

 

C’è un luogo magico a Gaeta che, tra sacro e profano, attira da sempre migliaia di turisti: la Montagna Spaccata. Punta estrema del promontorio del parco di Monte Orlando, è incastonata tra le falesie della costa e domina imperiosa tutto il golfo di Gaeta.

La Montagna Spaccata a Gaeta

Il Santuario della S.S.Trinità

Collocato sulla parte alta della fenditura, gelosamente custodito per anni dai frati benedettini, si alza fiero e portentoso il Santuario della S.S.Trinità, costruito nel XI secolo. Il Santuario della Montagna Spaccata di Gaeta, nel corso dei millenni, ha accolto preghiere di grandi pontefici, di potenti sovrani e di santi, nonchè di milioni di pellegrini devoti, arrivati dinanzi al suo altare da ogni parte del mondo per chiedere grazie.

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso Lazio
Foto di Silvia Vinciguerra

La Grotta del Turco. La montagna Spaccata a Gaeta

Accanto al santuario, protetta da un cancello in ferro, vi è una delle fenditura più suggestive della montagna. Percorrendo i 300 gradini che portano verso il mare, scendendo nelle viscere della falesia, si arriva ad una delle grotte più incantevoli del Tirreno. Il suo nome è legato alle scorrerie piratesche del IX secolo, quando le imbarcazioni saracene cercavano rifugio in questi strategici antri per poi attaccare a sorpresa le navi in transito nel Golfo, depredandole dei loro preziosi carichi.  I raggi del sole, entrando nella grotta del Turco da più punti e riflettendosi sulle pareti rocciose, creano strepitosi riflessi di un verde molto particolare, che varia dallo smeraldo al turchese.

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso Lazio
Nella grotta del Turco di Gaeta in Paddleboard

La Montagna Spaccata a Gaeta. Scendi nella Grotta del Turco

Lasciando a destra sia il riverente santuario che la meravigliosa Grotta del Turco, si può percorrere un lungo corridoio esterno, frutto della naturale spaccatura della montagna. Sulle pareti in pietra di questo percorso sono apposte delle bellissime maioliche rappresentanti le stazioni della via Crucis. Sono opera di R. Bruno, e sotto ogni quadro compaiono versi di Metastasio. Sono targhe di gran pregio e preziosa fattura, da ammirare con calma godendo dei colori e dei significati insiti nelle illustrazioni.

Al termine della scalinata, posto all’esterno della piccola cappella del Crocefisso, si trova il letto di San Filippo Neri. Pare che il santo abbia vissuto all’interno della Montagna Spaccata per un periodo della sua vita, dormendo su questo umile e scomodo giaciglio di pietra.

 

Ci troviamo ora nel cuore della montagna, esattamente nella famosa fenditura che secondo una leggenda cristiana si è creata dopo la morte di Cristo. Qui è possibile riuscire a percepire tutta la sacralità del luogo. Affacciandosi poi dallo spettacolare belvedere a strapiombo sul mare, si riesce a capire quanto ci si trovi all’interno della montagna, e quanto sia affascinante il mare sottostante. Pare che gettando un soldino dal belvedere si possano avverare i desideri.

 

Cerca la mano del Turco

Risalendo verso la superficie, a metà scalinata, lo sguardo viene catturato dalla Mano del Turco. Un marinaio turco, secondo la leggenda, poggiò la sua mano nella fenditura della roccia non credendo che la montagna si fosse spaccata a causa della morte di Gesù. Invece la pietra si plasmò sotto la pressione della sua mano, lasciandone così l’impronta. La targa posto sotto la mano del Turco porta questa inscrizione:

“Un incredulo si rifiutò di credere a ciò che la tradizione riferisce, lo prova questa roccia rammollitasi al tocco delle sue dita”

La Montagna Spaccata a Gaeta, cosa vedere nel Basso LazioCosa vedere nei dintorni della Montagna Spaccata

La Montagna Spaccata, luogo di incredibile bellezza, è parte integrante del parco naturale regionale urbano di Monte Orlando. Da qui infatti , si può continuare ad esplorare il parco circostante percorrendo svariati sentieri naturali. Seguendo i percorsi paesaggistici ci si imbatte nelle polveriere borboniche, in diversi esemplari di flora e fauna mediterranea e in graziosi belvedere, che offrono punti di vista differenti a seconda del versante in cui si trovano.  La vista riesce quindi a spaziare dal Golfo di Napoli fino alle isole pontine, Ponza e Ventotene. Arrivando inoltre in cima alla riserva naturale ci si trova proprio sotto al Mausoleo di Lucio Munazio Planco, preziosa testimonianza della forte presenza dei Romani nella zona, risalente addirittura al 22 A.C. e rimasto intatto fino ad oggi.

Gaeta, splendida cittadina laziale famosa per le sue incantevoli spiagge e per il suo mare turchese, vanta due accattivanti centri storici. Il Borgo di Elena, con i suoi vicoletti che affacciano sul mare e le piccole botteghe artigiane, e Gaeta Medievale, il quartiere che custodisce i monumenti più importanti, come l’imponente Cattedrale di San Francesco. La città di Gaeta si presta benissimo ad essere esplorata in modalità lenta, prendendosi il tempo di assaporare ogni suo scorcio in serenità, senza fretta, lasciandosi incantare da ogni suo angolo.

Scalinando Gaeta

Come esplorare la città in modalità lenta

Gaeta è un tripudio di vicoletti caratteristici e di scalinate, ognuna delle quali ha delle precise peculiarità. Marmi, volte, incisioni antiche..Ogni scorcio lascia stupito l’avventore, e riserva preziose sorprese. Per valorizzare l’immensa ricchezza storica e culturale della città  è stato presentato e avviato un progetto che mira a migliorarne la visibilità e  la vivibilità. Questo per evitare al turista il senso di smarrimento iniziale che si ritrova spesso a dover affrontare, soprattutto in città d’arte. E’ questo che si propone Scalinando Gaeta, un associazione per la tutela e lo sviluppo del territorio che, attraverso uno studio preciso e attento delle diverse aree storiche e archeologiche della città di Gaeta, è riuscita a semplificarne la visita tramite una classificazione “a colori” delle varie zone da esplorare.

Scalinando Gaeta

Tramite lo schema elaborato da un archeologo, strade e vicoli della città di Gaeta sono stati divisi in zone, ognuna delle quali nasconde meravigliosi tesori da scoprire. Ad ogni zona corrisponde un determinato colore. Per Gaeta medievale ad esempio, sono state rilevate e selezionate sette insule, sette settori, ognuno dei quai ha un colore e una denominazione che, per rendere facile l’identificazione, prende nome dal monumento più importante contenuto al suo interno. 

 

Intervista a Sabina Mitrano, presidente di Scalinando Gaeta

Ma andiamo a conoscere la presidente dell’Associazione Scalinando Gaeta, Sabina Mitrano.

Ciao Sabina. Il tuo nome ormai è conosciuto nella città di Gaeta. Ma forse in pochi sanno davvero chi sei. Ti va di parlare un pò di te?

Ti ringrazio, Annalisa. Sono una mamma di due bimbi, Lorenzo di 6 e Ludovica di 3 anni. Insegno lettere al liceo classico di Formia, e soprattutto sono una appassionata della storia e della cultura di Gaeta.

Cosa ti porta ad investire il tuo tempo e le tue conoscenze in progetti volti a valorizzare la storia e la cultura della città?

È proprio questo grande amore per Gaeta che mi spinge ad utilizzare tutto il tempo libero che ho nelle iniziative in favore della cultura Gaetana e soprattutto nello studio della storia della nostra città. Gaeta è talmente belle e grande che non si finisce mai di imparare. In particolare, il mio interesse per la storia gaetana è iniziato durante un dottorato di ricerca, circa 15 anni fa. E’ stato in quel momento che ho deciso ( a latere di alcune ricerche sulla storia greca ) di approfondire il significato del nome e del mito legati a Gaeta.  Poco dopo infatti, ho iniziato partendo proprio con uno uno studio sul Mausoleo di  Lucio Munazio Planco.  Da allora non mi sono più fermata, arrivando così fino a oggi, con Scalinando Gaeta.

Scalinando Gaeta è un progetto davvero ambizioso. La divisione dei due borghi storici di Gaeta in settori colorati da esplorare seguendo una mappa è geniale. Da dove è partita l’idea?

Si è vero è un progetto ambizioso e soprattutto è un progetto che noi amiamo chiamare “generativo”. E’ come un seme da cui possono nascere tanti bei fiori. Tutto è iniziato dall’idea di alcuni cittadini del Comitato spontaneo di Gaeta medievale che volevano, tra le tante proposte avanzate negli anni, trovare una strada per valorizzare i tanti angoli del quartiere Sant’Erasmo spesso dimenticati. Insieme all’architetto Peppe Giuliani quindi, abbiamo messo a punto questo progetto partendo da una vera illuminazione: poiché il nostro centro storico di Gaeta medievale appare a chi vuole esplorarlo come un labirinto, per trovare la chiave, o se volete il Filo di Arianna, e condurre alla sua scoperta, abbiamo deciso di utilizzare il metodo che un grande archeologo ha usato a metà dell’Ottocento per gli scavi di Pompei. G. Fiorelli infatti aveva suddiviso tutta l’area archeologica pompeiana in settori, ciascuno con una denominazione precisa ed un colore distintivo. Così abbiamo fatto anche noi.

Un idea davvero fantastica. Ti va di spiegarcela?

Abbiamo dato un nome a singole sezioni di Gaeta medievale partendo dai monumenti più conosciuti presenti in ciascuno di essi, abbinando poi un colore e un grafico del settore. In questo modo tutto il quartiere medievale può essere esplorato come fosse un unico grande monumento a cielo aperto. Soprattutto in questo modo è possibile scoprire stradine, angoli, emergenze architettoniche e archeologiche più piccole e umili, non solo quelle più conosciute. Infine per dare un’altra possibilità di scoperta abbiamo voluto tracciare tutti i percorsi pedonali che costituiscono questo dedalo unico nel suo genere che è il cuore di Gaeta medievale, contando e disegnando una mappa di ogni salita, slargo, discesa che ci sia , e fornendo quindi anche un’idea legata al numero dei gradini e dei percorsi che nei singoli settori si snodano. Tutto ciò è racchiuso nella nostra piccola guida a “Gaeta medievale, una città verticale” in cui si trovano anche piccoli cenni storici sui singoli settori e i piccoli e grandi monumenti che è possibile scoprire… semplicemente scalinando!

Questo è solo il nostro primo passo perché le cose da fare sono tante, e i centri storici di Gaeta sono due. Ma contiamo di proseguire e pian piano coinvolgere sempre più persone nelle nostre iniziative.

E voi, siete pronti per visitare Gaeta scalinando?

 

 

 

Quando si viaggia on the road uno dei modi migliori per recuperare qualche ora di cammino è sempre quello di partire molto presto la mattina, prima dell’alba, in modo da sfruttare le restanti ore di sonno dei bambini. Con molta probabilità continueranno a ronfare in auto per almeno un paio d’ore. Il loro risveglio però è inevitabile. Quindi meglio armarsi di pazienza, e di cose da fare in auto per far passare il tempo. Come? Preparando tanti giochi divertenti, ed economici, per intrattenerli. Giochi da viaggio da usare non solo in macchina, ma anche in aereo, in nave o al ristorante!

Giochi da viaggio

Crea una playlist coinvolgente

Cominciamo da uno degli intrattenimenti meno faticosi per tutti. Mettiamo su dalle playlist adatte a loro. Possiamo ascoltare le meravigliose colonne sonore dei film Disney, le allegre canzoni dello zecchino d’oro o addirittura delle graziose e coinvolgenti favole da ascoltare.  Ma è anche vero che dopo quaranta minuti di Tagliatelle di nonna Pina si rischia all’unanimità l’esaurimento nervoso. Cosa fare? Collaborare! Assolutamente vietati tablet e telefonini. La postura dei pargoli è messa a dura prova con questi dispositivi. In più si estraniano dal mondo e non si rendono partecipi del viaggio.

Giochi da fare in auto durante il viaggio

Idea utile!

Un idea utile e pratica è il vassoio da attaccare al seggiolino, utilizzabile anche sul passeggino. Si tratta di un tavolino progettato per poter svolgere attività didattiche anche in viaggio. I bambini possono disegnare, giocare e mangiare in tutta tranquillità senza assumere posizioni sbagliate. Niente più quaderni sulle gambe e biscotti che ruzzolano nell’abitacolo. 

Prova con i giochi di ingegno

Puntiamo allora sui giochi di società o di ingegno, laddove album di attacca e stacca e Barbie da abbigliare non dovessero bastare. 

giochi da fare in auto con i bambini, intrattenere i bambini in viaggio, trevaligie

E la lavagna magnetica?

Questa scatola di legno intrattiene nostra figlia anche per ore. Ormai è il nostro jolly da un paio di anni. Il coperchio della scatola è lavagnetta da un lato, su cui usare i gessetti colorati in dotazione, dall’altro lato è un foglio magnetico, su cui è possibile creare numerose combinazioni tra animali, casette e bambini. Sulla lavagna magnetica è possibile usare anche i pennarelli colorati contenuti nella confezione. Un fantastico gioco di intrattenimento tre in uno. Possono giocare anche  più bambini, vista l’enorme quantità di pezzi magnetici che contiene. Una manna anche per intrattenerli al ristorante. Ci sono pezzi molto piccoli, quindi non la ritengo adatta a bambini sotto i 18 mesi, se non con la massima supervisione di un adulto.

Cubi e giochi di legno da fare in viaggio

Adatto ai bimbi più piccoli, il cubo di legno è un gioco di forme ad incastro. Il primo l’abbiamo comprato in Trentino, dove questi giochi di legno sono molto gettonati. Devo dire che ancora oggi, a 5 anni, nostra figlia ci passa del tempo.. In più è atossico, coloratissimo e rilassante. I giocattoli di legno riescono ad intrattenere non solo i bimbi più piccoli, ma anche i più grandicelli. Basta solo scegliere il gioco in base agli interessi del bambino.

Giochi da fare in auto durante il viaggio

Conosci la Tavoletta di pazienza?

E’ un gioco molto semplice, soprattutto pratico da portare. Cattura l’attenzione e la concentrazione dei bambini, che devono inserire e togliere i laccetti, intrecciando i diversi colori e formando diverse combinazioni. La tavoletta è piccola e per questo motivo molto maneggevole per le piccole manine.

Ora giocati la pesca magnetica

Il gioco è semplice e divertente, e piace ai bimbi di ogni età. Nella scatola è compreso un sacchetto in cui riporre il gioco smontato, cosa molto pratica per portarlo in vacanza. Essenziale da tenere nei giochi da viaggio, ritorna utile anche per intrattenere i bambini al ristorante.

Divertiti con Uno Junior

Il grande classico Uno in versione baby. I bambini si divertono molto con le figure degli animali ed imparano subito le regole le regole associando figure e colori. Memorizzano rapidamente nomi, numeri e colori. Ideale in viaggio, ma anche in spiaggia o per divertirsi insieme durante un pic nic.

giochi da fare in viaggio con i bambini

Hai mai usato le Pantomime?

Il gioco dei mimi particolarmente adatto a bambini dai 3 ai 5 anni, consente lo sviluppo intellettivo e la fantasia, spingendo il bambino a capire e interpretare la figura proposta dalle carte da gioco. Per i più grandicelli la clessidra inclusa aumenta il livello di sfida. La confezione metallica è particolarmente gradevole, ultramaneggevole e soprattutto leggera da tenere in borsa.

Il nostro consiglio

Questa è solo una piccola selezione di giochi da poter fare in auto con i bambini, deliziose idee da cui prendere spunto. Sono attività testate da noi che, oltre ad occupare poco spazio, sono davvero semplici da gestire in viaggio. Inoltre basta cliccare su google Giochi di legno per avere un infinità di alternative a disposizione, da valutare in base alle predisposizioni di ogni singolo bambino. Un consiglio prezioso che possiamo darvi è di puntare sull’effetto sorpresa. Sarebbe meglio dare questi oggetti ai bambini solo quando si è già in auto. Attratti dalla novità saranno più invogliati a scoprire il gioco e ad intrattenersi con esso. 

 

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