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Viaggiare con i bambini

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Una delle attività più belle da fare con i bambini è passeggiare all’aria aperta. Il contatto con la natura incontaminata rende più forte il fisico e stimola la creatività, portando un reale beneficio sull’organismo di grandi e piccini. Praticare con regolarità attività outdoor, come trekking, rafting e mountain bike, soprattutto in viaggio, porta i bambini ad acuire i sensi che, magari stanchi della routine quotidiana fatta di scuola e studio, si attivano e tornano vigili. Ogni piccolo cambiamento dell’ambiente circostante, ogni piccolo fruscio, l’odore delle piante e dei fiori restituisce al piccoli esploratori l’istinto primordiale della ricerca e della scoperta. In viaggio poi è sempre bene fare esperienze utili all’apprendimento, visitando non solo poli museali o  città d’arte, ma esplorando i parchi faunistici d’Italia con i bambini, che sono davvero tantissimi e, soprattutto, tutti a misura dei più piccini. 

Parchi faunistici d’Italia con i bambini

Fai un vero safari allo zoo di Fasano, in Puglia

Se ti trovi nel Salento fai una visita alla zoo di Fasano. E’ un meraviglioso parco faunistico dove, oltre a passeggiare tra i vari ecosistemi, puoi fare un vero e proprio safari nella Savana. A bordo della tua auto puoi percorrere lo sterrato che passa tra leoni, tigri, elefanti e giraffe e vedere da vicino gli animali in tutta la loro bellezza. Allo zoo di Fasano trovi anche delfini e otarie nonchè numerosi musei dove conoscere i dinosauri e scoprire gli antichi mestieri.

Parchi faunistici nazionali da vedere con i bambini
Passeggiando nei parchi faunistici i bambini non solo imparano a conoscere le varie specie e ad associarle alla loro zona di origine, ma imparano soprattutto a rispettare gli equilibri della natura.

Puoi anche fare un salto nella fattoria didattica e nella voliera degli uccelli tropicali per ammirare le loro piume variopinte mentre svolazzano tra i rami. Qui trovi anche un bellissimo parco divertimenti, Fasanolandia, dove i bambini possono scorazzare e salire sulle giostre per completare la visita in allegria. 

Trovi lo zoo di Fasano in Via dello Zoosafari, a Fasano (BR). Per informazioni puoi chiamare il numero +39 080 441 4455 o mandare una mail a info@zoosafari.it

Aiuta a preservare le specie rare al Parco le Cornelle, in Val Brembana

Il Parco Faunistico Le Cornelle si trova sulla sponda del fiume Brembo e accoglie diverse specie di animali in spazi enormi, dove sono liberi di muoversi e di relazionarsi con l’uomo. Proprio per questo motivo le recinzioni sono basse e non ostacolano la visita, tanto da permettere agli avventori di avvicinarsi il più possibile agli animali ospitati. Seguendo il percorso puoi vivere un’emozione dopo l’altra incontrando animali che arrivano da ogni parte del mondo.

Le aree tematiche sono sei e spaziano dalla selva Tropicale alla Savana, dall’oasi dei ghepardi a quella degli elefanti, fino ad arrivare nel rettilario e sull’isola delle testuggini e delle tartarughe. Al Parco Le Cornelle ti permettono anche di festeggiare il tuo compleanno, con menù dedicati e tante sorprese.

Trovi il Parco Faunistico Le Cornelle a Valbrembo (BG) in via Cornelle 16. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 035527640

Parchi faunistici d’Italia con i bambini. Scala la collina del Parco Natura Viva

Se ti trovi on the road sul lago di Garda prendi in considerazione una vista al Parco Natura Viva di Bussolengo. Passeggiare a stretto contatto con la natura e con le tante specie faunistiche ospitate all’interno delle aree geografiche è davvero un’esperienza meravigliosa. Il parco è diviso in aree tematiche e si sviluppa su una grande collina. Qui puoi vedere gli animali nelle loro oasi naturali, puoi imparare a distinguere le varie zone di origine delle specie ospitate e le loro abitudini.

La parte più divertente per i bambini è la piccola fattoria dove, tra belati e dispetti, si può dare da mangiare alle caprette, alle pecorelle e ai porcellini d’India. Prendi il tuo sacchetto di cibo dal distributore automatico e divertiti con i bimbi a rifocillare i piccoli animali da cortile!

Parchi faunistici d'Italia da vedere con i bambini
Concludi la visita al Parco Natura Viva dando da mangiare alle tantissime caprette della fattoria didattica. Sono una più affamata dell’altra!

Trovi il Parco Natura Viva in Località Quercia, a Bussolengo (VR). Per info e prenotazioni puoi chiamare al numero 045 7170113 o mandare una mail a  info@parconaturaviva.it

Alla ricerca di camosci nel Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise puoi imparare quanto sia essenziale e importante la convivenza umana con la natura selvaggia. Ne è uno straordinario esempio la Camosciara, un oasi naturale che si estende a valle fino il fiume Sangro e che racchiude una Riserva Integrale che ha permesso la sopravvivenza negli anni del Camoscio d’Abruzzo e dell’Orso Bruno Marsicano. Il parco riserva diversi itinerari in cui passeggiare o fare trekking, di facile, media e difficile percorrenza.

Il più comodo con i bambini è il sentiero che porta alle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, in uno scenario fiabesco ricco di incontri preziosi. Funghetti, muschi profumati, libellule e piccoli insetti sono sempre presenti durante il percorso, lungo il quale puoi imparare a conoscere anche le diverse specie di piante e arbusti che popolano questa zona del parco.

I parchi faunistici più belli d'Italia da vedere con i bambini
Vedere i camosci nel proprio habitat naturale è davvero un’esperienza impagabile. Rispetta il loro ambiente. Non urlare, non dare cibo e non sporcare con i rifiuti le aree della riserva.

Nelle aree faunistiche del parco gli animali vivono in stato di semilibertà ed è possibile osservare diverse specie, nel rispetto del territorio. In queste aree puoi imparare a conoscere e a rispettare la fauna autoctona che comprende lupi, orsi bruni, cervi e camosci. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è uno dei più grandi parchi faunistici d’Italia facilmente accessibile con i bambini.

Trovi l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in Viale Santa Lucia, a Pescasseroli (AQ). Per informazioni puoi chiamare il numero 0863/91131 o mandare una mail a info@parcoabruzzo.it 

 

A pochi chilometri da Narni è possibile ammirare uno straordinario specchio d’acqua dai colori quasi ultraterreni, chiamato Le Mole di Narni. Si tratta di un paradisiaco tratto del fiume Nera che deve la sua fama non solo alla bellezza straordinaria del paesaggio e ai bellissimi colori dell’acqua, ma anche alla sua pericolosità. Ma perchè un posto dalla natura così meravigliosa può risultare più selvaggio e rischioso del previsto? 

Le Mole di Narni e il Porto Romano di Stifone

Una volta arrivati alle Mole di Narni non si può che rimanere stregati dalla straordinaria bellezza dell’acqua. La piscina naturale del Nera qui prende riflessi color smeraldo che virano al turchese intenso, in un turbinio di gradazioni bluastre che lasciano davvero senza fiato per la loro stupefacente brillantezza. La particolare bellezza di questo angolo di Valnerina ha ispirato addirittura Clive Stapies Lewis, che descrive quest’oasi naturale  come “il lago dalle acque argentee” nella famosa trilogia “Le cronache di Narnia”.

Le Mole di Narni in Umbria. Viaggio on the road con i bambini.
Le Mole di Narni, in località Le Mole, sono tra le più suggestive piscine naturali in Italia, ma purtroppo non sono balneabili.

Attenzione ai cartelli però..

Questo paradiso terrestre è però soggetto ad alcune importanti restrizioni. Nelle Mole di Narni infatti la balneazione è vietata a causa delle pericolose inondazioni derivanti dall’apertura di una diga della vicina centrale idroelettrica. Con l’apertura delle paratie infatti, segnalata comunque da una sirena di avvertimento, la laguna viene letteralmente inondata dall’acqua e quindi diventa potenzialmente pericolosa per i bagnanti.

Le Mole di Narni. Curiosità

Le intense sfumature turchesi nei pressi delle Mole di Narni è dovuta all’altissima concentrazione di minerali nell’acqua. 

Come arrivare alle Mole di Narni

Non c’è alcuna segnalazione che porti alle Mole di Narni. Con l’aiuto dei local siamo arrivati presso il solarium che costeggia la laguna, ma un grande cartello posto al di sopra della zona ci indica la non balneabilità dell’acqua. A supporto del divieto ci sono due guardie che controllano in maniera meticolosa che nessuno acceda all’acqua. E’ possibile però rimanere sul solarium, prendere il sole e ammirare il meraviglioso panorama. Al suono delle sirene ( rarissimo a quanto pare) la zona viene fatta evacuare perchè il getto d’acqua è talmente violento da invadere anche il solarium. 

Le Mole di Narni si trovano in località Montoro, esattamente di fronte la centrale idroelettrica, in via dello Stabilimento. Basta quindi seguire le indicazioni stradali che portano a quest’ultima. Non c’è alcun punto di ristoro nelle vicinanze. Se hai intenzione di passare la giornata qui ti consiglio di optare per un pranzo al sacco. 

L’Antico Porto Romano di Stifone

Abbandonata l’idea di fare un tuffo presso le Mole di Narni puntiamo dunque su uno dei posti più segreti e inaccessibili dell’Umbria:  l’antico Porto Romano di Stifone. E’ uno dei luoghi più incantevoli della Valnerina e un oasi naturale dalla bellezza disarmante. In epoca romana era un cantiere navale del porto fluviale di Stifone, ai tempi in cui il Nera era ancora navigabile. I suoi resti sono ben visibili sia in superficie che sotto l’acqua vista la peculiare trasparenza di quest’ultima. 

Le Mole di Narni in Umbria
Il Porto Romano di Stifone è stato da poco ripulito e riportato all’antico splendore. Anche se recintato è possibile scendere fino alle rovine per fare un bagno rigenerante, ma il posto non è in sicurezza e non è controllato.

Un tuffo dove l’acqua è più blu

La particolare bellezza dell’acqua che circonda il Porto Romano di Stifone è un richiamo  anche per i più freddolosi. Irresistibile ma gelida, visto che la temperatura non supera quasi mai i 10/15 gradi, questo specchio d’acqua sembra essere una vera e propria calamita, capace di attrarre al suo interno chiunque arrivi al suo cospetto. Un tuffo nelle sue gradazioni cobalto è un toccasana per mente e corpo, un’immersione straordinaria tra antiche rovine circondate dalla natura incantevole della Valnerina. 

Mole di Narni e antico porto romano di Stifone.
La particolare bellezza dell’acqua fa di questo luogo un piccolo paradiso dell’Umbria.

Ma…

Anche questa zona in realtà è recintata soggetta anch’essa all’apertura delle paratie della diga appartenente alla centrale idroelettrica.  E’ possibile scendere comunque presso il porto romano passando dal vecchio e quasi abbandonato borgo di Stifone. Qui, nel 2022, non abbiamo trovato controlli o cartelli, ma gli abitanti della zona ci hanno assicurato che la diga viene aperta una o due volte l’anno, e non certo durante la stagione estiva. Non è certo un luogo adatto ai bambini, vista la sua selvaticità e la difficoltà di raggiungerlo. Inoltre le correnti sono forti e le acque molto profonde. I nostri hanno fatto il bagno nella parte interna della piscina, sempre sotto la nostra sorveglianza. Il posto non è adatto a passeggini e a bambini sotto i sei/sette anni. 

A partire da giugno 2023 il Porto romano di Stifone è raggiungibile solo tramite prenotazione, da effettuare sul sito ufficiale pagando un ticket di 5,00 euro a persona, con garanzia di accesso limitato alle vasche. Puoi scegliere in fase di prenotazione la fascia oraria che preferisci. 

Come arrivare al Porto Romano di Stifone

Non è stato semplice trovare questo posto. Lungo il percorso non c’è nessuna indicazione che conduca a questa piccola oasi naturale. Per raggiungere questo paradiso devi seguire la strada per Narni e fermarti esattamente a Stifone. Non ci sono parcheggi nella zona. Noi abbiamo approfittato della collinetta antistante l’entrata del piccolo borgo per lasciare l’auto e proseguire a piedi verso l’antico Porto Romano. Il parcheggio qui è libero e non è sorvegliato. Una volta entrato nel borgo segui la viuzza fino al fiume. Il percorso è davvero suggestivo e tra le piccole casette in pietra viva scorrono diverse sorgenti che creano angolini davvero particolari dove sedersi al sole o dove scattare splendide foto. 

 

 

 

Sai che esiste un luogo magico in Luguria, intriso di storia e magia, raggiungibile solo via mare? E’ San Fruttuoso di Camogli, un piccolo scrigno di tesori naturalistici e architettonici, incastonato in una spettacolare baia della Riviera di Levante. Questo piccolo ma affascinante borghetto marinaro è divenuto famoso per la sua abbazia benedettina, ma soprattutto per la sua posizione esclusiva nascosta in una delle insenature più spettacolari d’Italia. Scopriamo insieme la storia di San Fruttuoso di Camogli, cosa vedere nell’iconica baia ligure e come arrivare al cospetto della sua millenaria abbazia. 

San Fruttuoso di Camogli

Il pittoresco borgo marinaro di San Fruttuoso è incastonato in una delle baie più belle del parco Nazionale di Portofino. Comprende una piccola spiaggetta di sassolini, un’abbazia, caratteristiche casette di pescatori, un ristorante esclusivo, un B&b e la Torre dei Doria. Il tutto circondato e reso luminoso dai riflessi cangianti del sole che si riflettono nel mare antistante. L’Abbazia religiosa conserva le ceneri del santo a cui fu dedicata, San Fruttuoso di Tarragona, vescovo catalano. Secondo la tradizione infatti pare che l’abbazia fu fondata nel IX secolo da alcuni monaci benedettini che, in seguito a una visione divina, decisero di costruire un monastero in onore di San Fruttuoso, questo vescovo e martire cristiano del III secolo. La leggenda narra inoltre che il corpo di San Fruttuoso fu trasportato miracolosamente dal mare e depositato sulla spiaggia di Capodimonte, dove venne eretta poi l’abbazia.

Le prime testimonianze storiche riguardanti la costruzioni di questa struttura risalgono al X secolo, quando l’edificio fu costruito in stile romanico. La posizione remota e isolata dell’abbazia, situata lungo la costa ligure e accessibile solo via mare o tramite un sentiero escursionistico, ha contribuito alla sua protezione e alla sua conservazione nel corso dei secoli.

San Fruttuoso di Camogli. Cosa vedere e come arrivareGran parte dell’attuale struttura invece è databile al X-XI secolo e pare sia stata voluta dall’imperatrice Adelaide di Borgona. Successivamente la famiglia Doria, una delle più influenti famiglie nobiliari della Repubblica di Genova, diventa patrona dell’Abbazia di San Fruttuoso, contribuendo finanziariamente alla sua costruzione e assumendo un ruolo importante nella sua amministrazione e gestione. Il loggiato a due ordine di trifore, che è ancora la parte più bella della facciata dell’abbazia, è opera dei Doria. L’abbazia diventa così un importante centro religioso e spirituale, oltre che una base per le attività marittime della famiglia. I Doria rafforzano quindi le difese della baia di San Fruttuoso, costruendo torri di avvistamento e fortificazioni lungo la costa per proteggere la regione dagli attacchi dei pirati e dei rivali. 

Il declino dell’Abbazia e la rinascita con il FAI

L’Abbazia di San Fruttuoso ha svolto un ruolo fondamentale nella vita religiosa e sociale della regione. I monaci che vi risiedevano si dedicavano alla preghiera, alla meditazione e alla vita contemplativa, ma erano anche attivi nell’assistenza ai pellegrini, nella cura dei malati e nella gestione delle attività agricole e marinare.

L’abbazia subìsce periodi di prosperità ma anche di declino, a causa di fattori come le incursioni corsare, le epidemie e i cambiamenti politici ed economici. Verso la fine del XVIII secolo, l’abbazia cade definitivamente in rovina e viene abbandonata dai monaci, diventando una romantica meta per artisti e poeti dell’epoca.

Nel corso del 1900, l’abbazia di San Fruttuoso diventa oggetto di vari interventi di restauro e recupero, soprattutto grazie agli sforzi del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che ne ha acquisito la proprietà nel 1983. Grazie a questi interventi, l’abbazia è stata riportata al suo antico splendore e aperta al pubblico per visite guidate e eventi culturali.

Oggi, l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte è una delle attrazioni più suggestive della Riviera Ligure di Levante e attira visitatori da tutto il mondo con la sua bellezza architettonica, la sua storia millenaria e il suo fascino misterioso. L’abbazia continua a essere un luogo di preghiera, di riflessione e di contemplazione, oltre che una testimonianza preziosa del patrimonio culturale e religioso dell’Italia.

Conosci la leggenda del Cristo degli Abissi?

San Fruttuoso non è solo un prezioso gioiello naturalistico della Riviera Ligure, ma anche un luogo intriso di storia e magia. Il suo fascino misterioso è legato alla leggenda del Cristo degli Abissi, una statua bronzea che si trova sul fondale marino, proprio nella baia che accoglie questo imponente edificio religioso. La leggenda in questione narra la storia di un pescatore in difficoltà, che nell’affrontare le condizioni avverse del mare proprio in prossimità della baia di San Fruttuoso, iniziò a pregare di essere salvato.

Pare proprio che la sua richiesta non sia passata inosservata e, nella furia delle onde e del vento, sia apparso Gesù Cristo mettendolo in salvo con il suo sostegno. Una volta raggiunta la costa e scampato il pericolo, il pescatore in segno di riconoscenza, supportato dalla piccola comunità di San Fruttuoso, fece erigere una statua in bronzo del Cristo suo salvatore e la fece depositare sul fondale marino, nel punto in cui era avvenuto il miracolo. 

La sacralità del Cristo degli Abissi di San Fruttuoso

Da allora la statua del Cristo degli Abissi è diventata un simbolo di protezione per i marinai della zona, e i visitatori curiosi si immergono  nelle acque della baia per toccare e vedere la statua che sembrerebbe portare fortuna e protezione. Al di la della mera superstizione questa statua, protetta dagli abissi marini, conferisce al luogo un fascino misterioso e magico.

Ogni anno infatti, migliaia di persone visitano San Fruttuoso per ammirare il Cristo degli Abissi e per partecipare a cerimonie e celebrazioni che rendono omaggio a questa figura spirituale. La storia del pescatore e del suo incontro miracoloso con il Cristo degli Abissi continua a ispirare e a incantare coloro che visitano questo luogo magico lungo la Riviera Ligure.

Visita la famosa Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

Nell’Abbazia di San Fruttuoso ci sono diverse attrazioni e tesori da scoprire. La chiesa di San Fruttuoso è senza dubbio il fulcro dell’abbazia e rappresenta uno dei migliori esempi di architettura romanica nella regione. Risalente al X secolo, la chiesa presenta una facciata semplice ma elegante e un interno riccamente decorato con affreschi medievali e opere d’arte sacra. Ammira gli altari barocchi, le colonne scolpite e gli elementi architettonici che raccontano la storia millenaria di questo luogo sacro.  Lasciati trasportare dall’atmosfera mistica che trovi al suo interno. Passeggiando nella parte superiore dell’Abbazia puoi contemplare una preziosa collezione di reperti archeologici, puoi ammirare alcuni modelli di imbarcazioni storiche e strumenti di navigazione che raccontano la storia della navigazione e della pesca lungo la costa ligure e scoprire come si articolava la vita dei pescatori e dei marinai che hanno abitato questa zona per secoli.

San Fruttuoso di Camogli. Cosa vedere e come arrivareSotto la chiesa di San Fruttuoso si trova la cripta, un ambiente suggestivo e misterioso decorato con affreschi antichi e arredi sacri. La cripta ospita anche le tombe di nobili e membri dell’ordine religioso che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’abbazia. 

Visita il chiostro e il giardino

Il chiostro dell’Abbazia di San Fruttuoso è caratterizzato dall’architettura romanica tipica dell’epoca in cui è stata costruito l’edificio. Le colonne in pietra e gli archi a tutto sesto creano un ambiente solenne e maestoso, che invita alla contemplazione e alla riflessione. Le colonne del chiostro sono decorate con capitelli scolpiti, ognuno dei quali presenta motivi ornamentali e simbolici. I capitelli rappresentano scene bibliche, figure mitologiche, simboli cristiani e elementi naturali, testimonianza del ricco patrimonio artistico e culturale dell’abbazia.

Al centro del chiostro si trova una fontana in pietra, che rappresenta un punto focale del cortile. La fontana era utilizzata dai monaci per raccogliere acqua per i loro bisogni quotidiani e simboleggia la vita e la spiritualità che animano l’abbazia. Lungo le pareti del chiostro inoltre, si possono trovare vari elementi decorativi, come bassorilievi, stemmi araldici e iscrizioni incise nella pietra. Questi dettagli aggiungono fascino e carattere a quest’area dell’edificio. Il chiostro infatti offre un ambiente tranquillo e sereno, lontano dal trambusto del mondo esterno. Puoi approfittare di questa calma e di questo silenzio per  passeggiare tra le colonne, ammirare gli elementi architettonici e immergerti nella bellezza e nella spiritualità di questo luogo sacro.

All’esterno, lungo la costa rocciosa, si trova il Giardino dell’Abbazia, un’oasi verde con alberi secolari, piante aromatiche e fiori colorati. Questo giardino offre un rifugio dalla calura estiva ed è un luogo tranquillo per passeggiare e contemplare la bellezza della natura circostante.

Sei appassionato di trekking? Prendi il Sentiero del Pellegrino

Dal giardino dell’Abbazia di San Fruttuoso puoi incamminarti per il Sentiero dei Pellegrini. E’ un antico percorso escursionistico che collega la baia ai paesi lungo la costa ligure. Questo sentiero, ricco di storia e di bellezze naturali, offre ai visitatori l’opportunità di immergersi nella natura selvaggia e di scoprire antiche tradizioni religiose. Il Sentiero dei Pellegrini ha infatti origini antichissime, poichè era utilizzato dai monaci e dai pellegrini che si recavano all’Abbazia di San Fruttuoso per scopi religiosi e spirituali. Lungo il percorso i pellegrini solevano sostare presso le cappelle e le croci votive poste lungo il sentiero, pregando e meditando nel silenzio assoluto. 

Il Sentiero dei Pellegrini è lungo circa 3-4 chilometri e richiede almeno un paio d’ore per essere completato, a seconda del ritmo e delle soste che potresti voler fare lungo il percorso. Il sentiero è di difficoltà moderata e presenta tratti ripidi e accidentati, quindi è consigliabile indossare scarpe comode e portare acqua e cibo leggero durante l’escursione.

Prima di intraprendere il Sentiero dei Pellegrini, è consigliabile informarsi sulle condizioni del percorso e sulle previsioni meteorologiche, in quanto alcune sezioni del sentiero potrebbero essere scivolose o pericolose in caso di pioggia o umidità. È inoltre consigliabile portare con sé una mappa o un’app di navigazione e rispettare l’ambiente naturale circostante durante l’escursione.

Assapora la cucina locale

A San Fruttuoso trovi anche un ristorante, “Da Giovanni”, un’incantevole oasi culinaria immersa nella bellezza naturale di questa baia incantata. Gode di una posizione privilegiata, affacciandosi direttamente sulla baia di San Fruttuoso e offrendo agli ospiti una vista mozzafiato sul mare e sulle montagne circostanti. La sua atmosfera poi è informale e accogliente, con tavoli all’aperto che ti consentono di godere appieno della bellezza del paesaggio circostante.

Il menu del ristorante “Da Giovanni” è un viaggio culinario attraverso la tradizione gastronomica ligure. I piatti infatti sono preparati con ingredienti freschi e di alta qualità provenienti dalla regione. Tra le specialità ci sono i frutti di mare freschi pescati localmente, come il pesce spada, il tonno e le acciughe, accompagnati da contorni di verdure di stagione e conditi con olio d’oliva extravergine ligure.

Grazie alla sua posizione isolata e alla sua atmosfera intima, il ristorante “Da Giovanni” è il luogo ideale per un pranzo o una cena romantica o per una serata speciale con amici e familiari. La luce delle candele, il suono delle onde che si infrangono sulla spiaggia e l’odore del mare creano un’atmosfera magica e indimenticabile.

Il ristorante “Da Giovanni” inoltre è impegnato nella promozione della sostenibilità ambientale e della valorizzazione dei prodotti locali. Utilizza ingredienti biologici e a chilometro zero, riducendo al minimo l’impatto ambientale e contribuendo alla conservazione dell’ecosistema marino della baia di San Fruttuoso.

Cosa devi sapere sull’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli

  • Una delle caratteristiche più sorprendenti dell’abbazia di San Fruttuoso di Camogli è che è raggiungibile solo via mare o tramite un sentiero escursionistico che parte da Portofino o da Camogli. Questo isolamento contribuisce alla sua atmosfera suggestiva e la rende ancora più speciale per chi la visita.
  • Dal 1983, l’abbazia è di proprietà del Fondo Ambiente Italiano (FAI), un’organizzazione no-profit che si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale italiano. Grazie al lavoro del FAI, l’abbazia è stata restaurata e aperta al pubblico per visite guidate.
  • Nei fondali marini di fronte all’abbazia si trova un misterioso relitto sommerso, noto come il “Relitto di San Fruttuoso”. Si ritiene che si tratti di un’antica nave romana che trasportava merci preziose e che affondò nei pressi della baia. Il relitto è ora un’attrazione per gli appassionati di immersioni.
  • San Fruttuoso di Camogli. Cosa vedere e come arrivareSecondo una leggenda locale, l’abbazia di San Fruttuoso custodisce un tesoro nascosto, sepolto dai monaci durante le incursioni dei pirati. Molti cercatori di tesori hanno tentato di trovare questa ricchezza leggendaria, ma fino ad oggi nessuno ha avuto successo nel trovarla. Vuoi provarci tu?
  • L’abbazia di San Fruttuoso è stata utilizzata come location per diversi film e produzioni cinematografiche, tra cui “Enchanted April” del 1991 e “Ocean’s Twelve” del 2004. Le sue atmosferiche architetture e il suo scenario mozzafiato la rendono una scelta accattivante per registi e cineasti.
  • Nel corso dei secoli, l’abbazia di San Fruttuoso ha ispirato numerosi artisti e pittori, che hanno dipinto le sue architetture suggestive e il suo paesaggio incantevole. Le opere d’arte ispirate a San Fruttuoso si trovano in collezioni private e musei in tutto il mondo.

Come arrivare a San Fruttuoso

Per raggiungere San Fruttuoso ci sono diverse opzioni. Il sentiero escursionistico, che collega la baia a Portofino, offre panorami mozzafiato sulla costa ma richiede circa 2 ore di cammino. Se scegli questa opzione ti consiglio di indossare scarpe comode e di portare acqua e cibo leggero in uno zaino.

Il modo più comune per raggiungere San Fruttuoso è invece prendendo un traghetto da Camogli. Camogli è facilmente raggiungibile in treno o in auto da Genova o altre città della Liguria. I traghetti partono regolarmente dal porto di Camogli e impiegano circa 15-20 minuti per raggiungere San Fruttuoso. Il prezzo del biglietto è di 16,00 € a persona andata e ritorno. 

È anche possibile raggiungere San Fruttuoso con una barca privata. Ci sono servizi di noleggio barche disponibili al porto di Camogli e in altre città costiere della zona.

Perchè visitare San Fruttuoso di Camogli e la sua Abbazia

San Fruttuoso è immersa in un paesaggio naturale mozzafiato, con una baia protetta dalle montagne circostanti e acque cristalline che si tuffano nel Mar Ligure. La vegetazione lussureggiante e gli scogli che circondano la baia creano un ambiente incantevole e selvaggio, perfetto per una pausa dalla frenesia della vita quotidiana. La bellezza architettonica dell’iconica Abbazia poi la rende un luogo di grande interesse per i visitatori interessati alla storia e alla cultura.

Essendo accessibile solo via mare o tramite il sentiero escursionistico inoltre, San Fruttuoso offre un’oasi di tranquillità lontana dalla confusione e dal rumore delle città. La sua posizione remota e isolata la rende un luogo ideale per rilassarsi, meditare e riconnettersi con la natura. San Fruttuoso offre una varietà di attività ricreative per i visitatori, tra cui snorkeling, immersioni subacquee, kayak, escursioni e passeggiate lungo la costa. Puoi esplorare le grotte marine, fare snorkeling tra i pesci colorati o semplicemente goderti il sole sulla spiaggia.

 

Nel cuore della vivace città di Torino, tra il maestoso fiume Po e le storiche vie del centro, si estende un’oasi di tranquillità e bellezza: il Parco del Valentino. Con i suoi paesaggi incantevoli, le sue attrazioni culturali e le sue numerose attività all’aperto, questo parco secolare offre agli abitanti della città e ai visitatori un rifugio perfetto per una pausa rilassante e rigenerante dalla frenesia della vita urbana. In questo articolo puoi conoscere nel dettaglio cosa fare e cosa vedere nel Parco del Valentino, scoprendo le sue bellezze naturali, storiche e culturali.

 

Il Parco del Valentino a Torino

Il Parco del Valentino, situato lungo la riva sinistra del fiume Po, è uno dei più antichi e grandi parchi pubblici della città di Torino. La sua storia risale al XVII secolo, quando nasce come parco di caccia per la famiglia reale dei Savoia. Nel corso dei secoli successivi, il parco subisce numerosi interventi di ristrutturazione e ampliamento, diventando un luogo amato dai torinesi e un’importante attrazione turistica per i visitatori della città.

Visita il Castello del Valentino

Una delle attrazioni più iconiche del parco è indubbiamente il Castello del Valentino, un maestoso palazzo rinascimentale che risale al XVI secolo. Attualmente sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, il castello è aperto al pubblico durante eventi speciali e offre visite guidate che permettono ai visitatori di esplorare le sue sale affrescate, i suoi giardini storici e la sua architettura mozzafiato.

L’edificio risale al XVI secolo ed è stato commissionato dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia al fine di usarlo come residenza estiva. La costruzione del castello inizia nel 1630 sotto la supervisione dell’architetto Carlo di Castellamonte, ma è completata solo sotto la guida di Amedeo di Castellamonte. Negli anni ha subito diverse modifiche e numerosi ampliamenti, alcuni dei quali progettati e supervisionati dal famoso architetto Filippo Juvarra. 

Nel corso dei secoli il castello ha ospitato diversi membri della famiglia reale dei Savoia e ha svolto diverse funzioni, tra cui quella di residenza reale. E’ stato inoltre sede del Collegio dei Nobili e poi sede della Facoltà di Agraria e Veterinaria dell’Università di Torino. Oggi il Castello del Valentino è parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Perchè si chiama Castello del Valentino?

Il Castello del Valentino prende il nome dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia, soprannominato appunto “Valentino”. Emanuele Filiberto di Savoia fu Duca di Savoia dal 1553 al 1580 e Principe di Piemonte dal 1563 al 1580. Durante il suo regno, il Duca decise di costruire una residenza estiva nei pressi del fiume Po, che poi divenne il Castello del Valentino. Il soprannome “Valentino” era un termine di affetto e rispetto utilizzato dai suoi sudditi e seguaci, e venne adottato anche per identificare il castello da lui commissionato e quindi il parco che lo contiene.

Il Parco del Valentino a Torino. Cosa fare, cosa vedere, come arrivare.Orari e informazioni utili alla visita

Il Castello del Valentino è aperto al pubblico solo in occasioni speciali, durante eventi e mostre. Durante tali occasioni, è possibile visitare le sale affrescate del castello, ammirare gli splendidi giardini all’italiana circostanti e scoprire la storia e l’architettura della struttura attraverso visite guidate.

Ti consiglio di verificare in anticipo il programma degli eventi sul sito ufficiale del Politecnico di Torino o presso l’ufficio del turismo locale per essere aggiornato sulle date e gli orari di apertura al pubblico del castello.

Passeggia tra i giardini e i laghetti del parco

Il Parco del Valentino è attraversato da pittoreschi sentieri, vialetti alberati e ampi prati verdi, ideali per passeggiate rilassanti, picnic in famiglia e sessioni di yoga all’aperto. Il laghetto artificiale, circondato da salici piangenti e piante acquatiche, è un luogo perfetto per rilassarsi e per godersi la tranquillità della natura. I Giardini del Parco del Valentino a Torino sono un’oasi di verde nel cuore della città, ricchi di una varietà di piante e animali che contribuiscono a creare un ambiente naturale e piacevole per i visitatori.

Puoi passeggiare tra numerosi alberi secolari, tra cui platani, olmi, querce e tigli, che offrono ombra e frescura durante le calde giornate estive. Lungo i viali e nei giardini del parco inoltre è possibile trovare una vasta gamma di piante ornamentali, tra cui fiori colorati, arbusti decorativi e piante rampicanti, che aggiungono colore e bellezza al paesaggio. Il parco include anche giardini all’italiana, caratterizzati da disegni geometrici e bordure di siepi, con piante come cipressi, lavanda e cespugli di rose che contribuiscono a creare un’atmosfera elegante e raffinata. Lungo le rive del fiume Po e nei laghetti artificiali del parco è invece possibile trovare una varietà di piante acquatiche, come ninfee, giunchi e canne, che forniscono habitat e cibo per una varietà di animali acquatici.

Il Parco del valentino a Torino. come arrivare, cosa fare e cosa vedere con i bambini. Ammira le specie animali che popolano il parco

I giardini del Parco del Valentino sono abitati da tante varietà di uccelli, tra cui piccioni, merli, pettirossi e cince, che si possono osservare mentre volano tra gli alberi e si posano sui rami. Nei laghetti è comune avvistare anatre, germani reali e cigni che nuotano placidamente nelle acque o si riposano sulle rive.

Il parco è anche popolato da una varietà di insetti, tra cui farfalle, api e coleotteri, che svolgono un ruolo importante nell’impollinazione delle piante e nell’equilibrio degli ecosistemi. Nei laghetti e nei canali del parco è possibile trovare diverse specie di pesci, come carpe e persici reali, che popolano le acque e contribuiscono alla biodiversità dell’ambiente acquatico, nonchè tartarughe in cerca di pietre calde su cui fare incetta di vitamina D. 

Passeggiando nel parco ti capiterà di incontrare numerosi scoiattoli, acciottolati sugli alberi o in cerca di ghiande. Sono abituati alle persone e molto socievoli, ma attenzione ai morsetti! Se indispettiti possono diventare leggermente aggressivi. 

Scatta foto nei luoghi iconici del Parco del Valentino a Torino

Il Parco del Valentino a Torino è ricco di punti fotografici suggestivi, che offrono l’opportunità di catturare la bellezza e l’atmosfera unica di questo luogo incantevole. Ecco alcuni dei punti fotografici più iconici all’interno del parco:

  • Fontana dei 12 mesi: Questa imponente fontana neoclassica è circondata da statue allegoriche che rappresentano i dodici mesi dell’anno, è impreziosita da bellissime cascate e vasche d’acqua. Puoi scattare foto della fontana giocando con le luci e le ombre che si riflettono sull’acqua oppure posizionarti davanti la statua che rappresenta il tuo mese di nascita, e lasciarti scattare una foto super instagrammabile!
  • Giardini all’italiana: I giardini all’italiana, con i loro disegni geometrici, le siepi e le aiuole fiorite, offrono molti spunti fotografici interessanti. Puoi scattare foto dei colorati fiori e delle piante ornamentali, così come degli eleganti sentieri e dei giochi d’acqua presenti nei giardini.
  • Laghetto e Ponte dell’Amore: Il laghetto artificiale e il Ponte dell’Amore offrono uno sfondo romantico e pittoresco per le tue foto. Puoi scattare foto delle acque tranquille del laghetto, dei cigni che nuotano o del ponte decorato con luci e decorazioni.
  • Pozzo del ranocchio innamorato: Passeggiando tra i giardini del parco incontrerai un simpatico ranocchio in cerca di baci d’amore che possano trasformarlo in un principe. Si trova nel secchio d’acciaio sul pozzo del giardino ed è un perfetto angolino in cui scattare foto simpatiche. Guarda attentamente nella bocca del rospo…vedrai che la sua lingua è composta da petali di rose rosse!
  • Lampioni innamorati: Vicino il pozzo del ranocchio trovi una panchina davvero molto particolare. Comodamente seduti a guardare il via vai del parco infatti ci sono due lampioni! Sembrano proprio due piccioncini in cerca di privacy! Ti permettono però di scattare qualche foto seduto accanto a loro, quindi approfitta!
  • Veduta sul fiume Po: Il Parco del Valentino offre anche vedute panoramiche sul fiume Po, che possono essere catturate da diversi punti all’interno del parco. Puoi scattare foto delle acque del fiume, dei ponti che lo attraversano e delle sponde alberate che lo contornano.

Parco del Valentino a Torino. Visita il borgo medievale

Uno dei gioielli nascosti del Parco del Valentino è il Borgo Medievale, una fedele ricostruzione di un antico borgo medievale piemontese. Con le sue case in pietra, le strade lastricate e le botteghe artigianali, il borgo offre ai visitatori l’opportunità di fare un viaggio nel tempo e di immergersi nella vita quotidiana del Medioevo.

Questa affascinante ricostruzione di un antico borgo medievale cattura l’immaginazione e l’interesse di chiunque lo visiti, offrendo un’esperienza unica e coinvolgente ricca di storia, architettura e cultura. Varcando infatti le porte del Borgo Medievale sei trasportato indietro nel tempo, al periodo medievale, quando le città erano circondate da mura, le strade erano lastricate di ciottoli e le case erano costruite in pietra. La ricostruzione accurata e dettagliata del borgo offre un’opportunità unica di immergerti nella vita quotidiana del Medioevo, esplorando le stradine tortuose, le botteghe artigianali e le dimore dei contadini e dei mercanti.

Il Borgo Medievale è stato progettato e costruito all’inizio del XX secolo in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884. L’architetto Alfredo d’Andrade fu incaricato di creare una fedele ricostruzione di un borgo medievale piemontese, utilizzando materiali e tecniche tradizionali dell’epoca. Il risultato è dunque un complesso architettonico affascinante e autentico, caratterizzato da case in pietra, torri di guardia, stradine lastricate e mura fortificate.

Cosa puoi vedere all’interno del borgo medievale?

All’interno del Borgo Medievale puoi esplorare numerose attrazioni e punti di interesse. Trovi ad esempio la Casa del Fabbro, che è una delle case più caratteristiche del borgo.  Ospita una bottega artigianale dove è possibile vedere il fabbro all’opera mentre oggetti di metallo con tecniche tradizionali. Lungo le strade del borgo si trovano altre botteghe artigianali dove è possibile acquistare oggetti fatti a mano, come ceramiche, tessuti, gioielli e oggetti in legno intagliato. La chiesa romanica del borgo rappresenta invece un punto focale, con la sua architettura semplice ma suggestiva e gli affreschi medievali che adornano le pareti interne. Puoi inoltre visitare le torri di guardia del borgo, che offrono una vista panoramica sui paesaggi circostanti, consentendoti di immaginare la vita dei guardiani medievali che sorvegliavano il territorio.

Il Borgo Medievale ospita regolarmente eventi e attività che coinvolgono i visitatori e li trasportano ancora di più nel periodo medievale. Tra le attività più popolari vi sono le rappresentazioni teatrali, i tornei cavallereschi, i mercatini medievali e le feste a tema, che offrono un’opportunità unica di vivere e respirare l’atmosfera del Medioevo.

Orari e informazioni utili alla visita

Al momento il Borgo Medievale del parco del Valentino è chiuso al pubblico per via dei lavori di riqualificazione del “Progetto Torino, il suo parco, il fiume: memoria e futuro”. La chiusura dei cantieri è prevista per giugno 2026. Puoi però ammirare qualche scorcio del borgo passeggiando nel Parco.

Ammira la Fontana dei dodici mesi

Al centro del parco si trova la Fontana dei 12 Mesi, un’imponente fontana neoclassica che rappresenta i dodici mesi dell’anno. Circondata da statue allegoriche, vasche e giochi d’acqua, la fontana è una delle attrazioni più suggestive del parco e offre uno spettacolo incantevole soprattutto durante i caldi mesi estivi.

La Fontana dei Dodici Mesi è stata realizzata nel 1856 dall’architetto Carlo Ceppi, su commissione di Vittorio Emanuele II di Savoia,  durante i lavori di abbellimento del Parco del Valentino. L’ispirazione per la fontana venne dalla Fontana dei Dodici Mesi situata nel Parco di Schönbrunn a Vienna, in Austria. 

Il Parco del Valentino a Torino. Cosa fare, cosa vedere, come arrivare.La Fontana dei Dodici Mesi è costituita da una grande vasca circolare, al centro della quale si erge una colonna ornata con sculture allegoriche e dodici figure che rappresentano ciascun mese dell’anno. Le dodici figure, scolpite in marmo bianco di Carrara, sono caratterizzate da abiti e attrezzi tipici di ogni stagione e mese, dalle foglie autunnali di ottobre ai fiori primaverili di aprile. Le statue sono disposte in modo che ciascuna guardi verso il punto cardinale corrispondente al mese che rappresenta, con la figura di gennaio che guarda a nord e quella di dicembre che guarda a sud. Le sculture inoltre sono accompagnate da simboli che rappresentano le attività e le caratteristiche tipiche di ciascun mese, come frutta, fiori, strumenti agricoli e animali.

Entra nell’orto botanico

Nel cuore del Parco del Valentino trovi inoltre un tesoro ricco di biodiversità: l’Orto Botanico. La sua è una lunga storia, che risale al XIX secolo. E’ stato fondato infatti nel 1729 dal Re Vittorio Amedeo II di Savoia,  con lo scopo di coltivare piante medicinali per le esigenze della corte reale. Nel corso dei secoli successivi, l’orto botanico ha subito diversi cambiamenti e trasformazioni. E’ diventato in fine un centro di ricerca scientifica e conservazione della biodiversità vegetale.

L’Orto Botanico del Parco del Valentino svolge infatti un ruolo fondamentale nella conservazione e nello studio delle piante. Contribuisce inoltre alla preservazione della biodiversità vegetale e alla promozione della ricerca scientifica. La sua missione principale è quella di collezionare, conservare, studiare e divulgare le piante, sia quelle native che quelle esotiche, al fine di promuovere la conoscenza e la consapevolezza dell’importanza della natura e della biodiversità.

Cosa vedere al suo interno?

  • Serre Tropicali: Le serre tropicali ospitano una vasta gamma di piante esotiche provenienti dalle regioni tropicali del mondo. Qui è possibile ammirare piante come orchidee, felci, palme e piante carnivore, immergendosi in un ambiente lussureggiante e ricco di colori.
  • Giardino delle Piante Medicinali: Questo giardino presenta una collezione di piante medicinali, utilizzate tradizionalmente per scopi terapeutici e curativi. Attraverso pannelli informativi e tour guidati, puoi imparare di più sulle proprietà delle piante e sui loro usi nella medicina tradizionale.
  • Giardino delle Piante Alpine: In questo giardino puoi imparare a riconoscere una vasta varietà di piante che crescono nelle regioni alpine del mondo. Tra le rocce e i ruscelli artificiali, è possibile ammirare piante alpine come edelweiss, rododendri e genziane, scoprendo l’ecosistema unico e delicato delle montagne.
  • Sentieri e Percorsi: L’Orto Botanico ha anche sentieri e percorsi panoramici che ti permettono di esplorare l’area circostante e di godere di viste panoramiche sulla città di Torino.

Orari e informazioni per la visita

L’Orto Botanico del Parco del Valentino è aperto al pubblico solo il sabato, la domenica e i festivi a partire dal primo fine settimana di aprile fino al primo fine settimana di novembre.

Il Biglietto di ingresso costa 5,00 € a persona. Per i bambini dai 6 ai 12 anni, per i disabili e  per gli over 65, nonchè per i possessori di Torino+Piemonte Card vale il biglietto ridotto, al costo di 3,00 €. Entrano gratuitamente i possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte, i bimbi sotto i 6 anni e gli accompagnatori dei disabili. 

Il pagamento può essere effettuato solo in contanti!

 

Il Parco del Valentino di Torino. Cosa fare con i bambini

Oltre a esplorare le sue attrazioni storiche e culturali, il Parco del Valentino offre numerose attività ricreative adatte ai visitatori di tutte le età. Ecco alcune delle attività più popolari da fare nel parco, adatte anche ai bambini.

Puoi noleggiare bici e fare passeggiate

Il parco è perfetto per essere esplorato in bicicletta o a piedi. Vanta una rete di sentieri e piste ciclabili che attraversano il paesaggio naturale e offrono viste panoramiche sul fiume Po e sulla città di Torino. È possibile noleggiare biciclette presso i numerosi noleggi presenti all’interno del parco o portare la propria bicicletta e partire per un’avventura all’aria aperta.

Puoi fare un Picnic 

Con le sue ampie distese di prati verdi e zone ombreggiate, il Parco del Valentino è il luogo ideale per organizzare un picnic in famiglia, un pranzo al sacco con gli amici o semplicemente distendersi sull’erba e godersi il sole. Numerose panchine e aree attrezzate sono disponibili per rilassarsi e prendersi una pausa dal trambusto della città. Tanti i chioschi in cui prendere un gelato o mangiare un panino con vista sul fiume Po. 

Puoi noleggiare un risciò

Nel Parco del Valentino puoi noleggiare i risciò, le famose bici a tre o a sei posti perfette per chi viaggia con la famiglia. Oltre ai classici modelli a pedali nel parco trovi anche i risciò ad energia elettrica, con pedalata assistita. Perfetti per i pigroni e per chi ha difficoltà motorie, nonchè per trasportare i bambini con estrema facilità. 

Partecipa agli eventi e alle manifestazioni in programma

Il Parco del Valentino è anche il luogo di numerosi eventi culturali, concerti, mostre e manifestazioni che si svolgono durante tutto l’anno. Tra gli eventi più popolari vi sono il Salone dell’Auto di Torino, il Salone del Libro, il Torino Comics e il Festival della Creatività. Un motivo in più per programmare la tua visita a Torino in anticipo, tenendo conto della manifestazione che più si adatta alle tue esigenze!

Il Parco del Valentino a Torino. Come arrivare

Il Parco del Valentino è facilmente accessibile da diverse parti di Torino grazie ai numerosi mezzi di trasporto disponibili nella città. Il tram è il mezzo più comodo per raggiungere quest’area verde. Le linee di tram 9 e 16 passano vicino al parco lungo il corso Vittorio Emanuele II, con fermate vicine all’ingresso principale del parco.

Ci sono poi diverse linee di autobus che servono il Parco del Valentino. Le linee 6, 18, 42 e 61 hanno fermate vicine al parco lungo viale Virgilio. Anche se non c’è una stazione della metropolitana direttamente vicino al Parco, è possibile utilizzare la metropolitana per raggiungere le fermate più vicine e poi prendere un tram o un autobus per raggiungere il parco.

In Bicicletta

Torino è una città molto bike-friendly e offre numerose piste ciclabili che conducono al Parco del Valentino. È possibile noleggiare biciclette in diverse stazioni bike-sharing presenti in città o utilizzare il proprio mezzo per raggiungere il parco. Una volta arrivati, ci sono anche punti di ancoraggio per le biciclette all’interno del parco.

In Auto

Se preferisci utilizzare l’auto, è possibile raggiungere il Parco del Valentino attraverso le principali strade che attraversano la città. Il parco dispone di ampi parcheggi lungo le strade circostanti e in prossimità dell’ingresso principale. Tuttavia, è importante tenere presente che il traffico può essere intenso in determinati momenti della giornata e che il parcheggio potrebbe essere limitato durante eventi speciali o festività.

A Piedi

Infine, per chi si trova nelle vicinanze, il Parco del Valentino è facilmente accessibile a piedi da diverse parti della città, visto che non è lontano dal centro storico.  È possibile raggiungere il parco attraverso i numerosi sentieri pedonali che lo attraversano o passeggiando lungo le strade circostanti. 

In generale, ci sono molte opzioni per arrivare al Parco del Valentino di Torino, che si tratti di trasporto pubblico, bicicletta, auto o a piedi. Scegliere il metodo più adatto dipende dalle proprie preferenze personali, dalla distanza da percorrere e dalle condizioni del traffico.

Lo sai che nel Lazio c’è il parco più tenero e puccioso d’Italia? Se non credi che un area naturale possa essere dolce e amorevole, dovrai ricrederti. Ti porto infatti ai Piani degli Alpaca, un posto magico dove la realtà si fonde con la magia, regalando attimi di meraviglia e stupore a grandi e piccini.

I Piani degli alpaca. attività da fare nel Lazio con i bambini.
Una volta varcato il cancello dei Piani degli Alpaca, immerso in un profumato mandorleto, lasciati trasportare dalla magia del posto, godendoti ogni scorcio e ogni attimo passato con gli alpaca.

I Piani degli alpaca

I Piani degli alpaca sorgono in una delle zone più pittoresche della maremma tosco-laziale, dove mare e natura si mescolano in perfetta armonia per dare vita a paesaggi strepitosi. Siamo a Tarquinia, in provincia di Viterbo, in una bellissima azienda agricola situata nel bel mezzo di campagne incontaminate, tra prati sconfinati e paesaggi bucolici che sembrano usciti da un albo illustrato. Qui, oltre a produrre orzo, fieno e girasoli, tra colture di oliveti e profumatissimi mandorleti, si allevano alpaca.

L’allevamento

Piani degli alpaca è l’allevamento più grande d’Italia, e inizia la sua attività nel 2015, con solo 11 esemplari. La passione e la dedizione degli allevatori hanno fatto di questo posto il fiore all’occhiello della zona, creando un attrattiva unica e originale non solo per i bambini, ma anche per gli adulti.  Attualmente l’allevamento comprende ben 150 esemplari di alpaca di razza huacaya, di colori diversi e di una dolcezza unica. I loro musetti, che spuntano dal soffice ( e intoccabile!) ciuffo di peli che ricopre il loro capo, è una delle cose più dolci che si possano incontrare nella vita. Per noi è stato amore a prima vista!

Conosciamo meglio gli alpaca

Gli alpaca sono camelidi, fanno parte quindi della stessa famiglia di cammelli, dromedari e lama. Sono originari del Sud America, dove da più di 4.000 anni vengono allevati come animali domestici, per sfruttarne soprattutto la fibra. La loro pelliccia infatti non produce lana, ma fibra pregiatissima, chiamata dagli Inca ” lana degli dei”, ed era riservata in passato ai nobili e ai regnanti proprio per la sua eccellente qualità.  Gli alpaca sono erbivori e vivono in branco. Si adattano facilmente ad ogni clima e ad ogni tipologia di habitat, e questo permette di poterli allevare in ogni zona del mondo. 

Esistono due tipologie di alpaca: Gli Huacaya e i Suri. 

Gli Huacaya, che si trovano ai Piani degli Alpaca, hanno un pelo densissimo, morbido e le orecchie appuntite. La loro fibra cresce perpendicolare al corpo, in maniera uniforme. I Suri invece sono più rari da trovare e la loro fibra, più sottile,  cresce scendendo verso il basso. 

Piani degli alpaca
L’allevamento Piani degli Alpaca si è fortemente ampliato arrivando a contare oltre 150 esemplari huacaya di vari colori, accuratamente selezionati, provenienti dalle più importanti linee genealogiche del mondo.

Le attività da fare ai Piani degli alpaca

Immersi in una tenuta di una bellezza naturale unica e incontaminata, che comprende enormi praterie, mandorleti e uliveti, gli alpaca accolgono i visitatori con i loro buffi musetti, pronti a lasciarsi coccolare e accarezzare. La nostra guida, gentilissima e sempre pronta a rispondere ad ogni nostra domanda, prima di introdurci nel recinto degli alpaca ci ha dato qualche informazione utile alla vista.

La più importante?? Non toccare mai il ciuffo degli alpaca! Eh già… irresistibile, morbidissimo e riccioluto, il ciuffetto che ricopre la testa degli alpaca è intoccabile. Gli animali infatti non gradiscono assolutamente che venga loro accarezzata la testa. Inoltre non bisogna mai mettersi dietro di loro, perchè potrebbero scalciare all’improvviso, e quindi farti male involontariamente. Non bisogna correre, urlare o fare gesti che possano spaventare gli alpaca. Bisogna mantenere un atteggiamento rispettoso e delicato, nel rispetto della loro indole e della loro dimora.

Visita guidata

Una visita guidata ai Piani degli alpaca regala momenti di straordinaria tenerezza. Il contesto in cui il parco è inserito è davvero di una bellezza unica e lo sguardo si riempie dei meravigliosi paesaggi circostanti, prima ancora di concentrarsi sugli animali. Tutto è curato nei minimi dettagli, e nella sala d’attesa c’è anche un delizioso angolino dove prendere acqua, caffè o qualche snack. Dopo averci dato qualche nozione fondamentale per la visita, la nostra guida ci porta nel recinto degli alpaca, non prima di aver dato a ciascuno di noi una ciotola contenente del cibo da offrire agli animali. E infatti una volta varcata la soglia del paddock tutti gli alpaca ci sono corsi incontro festosi, desiderosi di fare amicizia e di prendere il cibo dalle nostre mani.

I piani degli alpaca, a Tarquinia, in provincia di Viterbo.
Prima di entrare nel paddock la nostra guida ci ha fornito un piccolo cesto con del cibo da offrire agli alpaca.

Tra coccole, carezze, curiosi selfie e piccole passeggiate con gli alpaca alla cavezza, abbiamo scoperto le loro abitudini e le loro attitudini. Abbiamo toccato la preziosa fibra dalla quale si ricavano maglioni, coperte e sciarpe dal valore economico molto alto, vista la loro qualità, e abbiamo accarezzato i manti appena tosati degli animali.

I piani degli alpaca. attività per famiglie nel Lazio.
La fibra degli alpaca è molto preziosa. In passato infatti, vista la sua resistenza e la sua capacità termica, era un prodotto che gli allevatori Inca riservavano solo alle famiglie nobili e ai regnanti.

Passeggiata con alpaca

Per quanto riguarda la passeggiata con gli alpaca, i partecipanti devono avere un età superiore agli otto anni. Si accompagnano gli alpaca in passeggiata tenendoli alla cavezza, e come nella visita guidata, si resta a stretto contatto con gli animali, scoprendone la storia e le abitudini. Un modo di familiarizzare particolare, dove si instaura un rapporto di fiducia tra animale e “guidatore”. 

Piani degli alpaca. esperienze nel Lazio con i bambini.
La passeggiata con gli alpaca è un modo di familiarizzare con l’animale, instaurando un bellissimo rapporto di fiducia.

Informazioni utili alla visita ai Piani degli Alpaca

Una visita ai Piani degli Alpaca è un esperienza da tenere in considerazione se sei on the road nel Lazio, o anche solo per un’escursione giornaliera se ti trovi nelle vicinanze. E’ un piacevole momento di socializzazione non solo con questi curiosi animali, ma anche con le persone che, come te, partecipano alla visita.

L’accesso ai Piani degli Alpaca è consentito a chiunque, senza alcun limite di età, ma bisogna prenotare on line. Basta andare sul sito www.pianideglialpaca.it e scegliere l’esperienza da fare, inserire il numero di partecipanti e scegliere giorno e ora tra quelli disponibili. Per procedere con la prenotazione bisogna che ci sia almeno un adulto durante la visita. I bambini sotto i sei anni non pagano.

La durata delle visita è di circa un’ora e non è possibile portare animali domestici nella fattoria. E’ vietato tra l’altro usare droni ( spaventerebbero gli animali), ne entrare con biciclette, monopattini etc. Nel rispetto dell’ambiente che ti ospita, evita che i tuoi bambini corrano, urlino o facciano gesti che possano compromettere la sicurezza e la tranquillità degli animali. 

Ti consiglio di vestirti comodo, con abiti sportivi, e di portare un’impermeabile in caso di mal tempo. Non puoi usare ombrelli nella fattoria. 

Ovviamente il personale, oltre a garantirti una splendida esperienza con gli alpaca, ti supporta anche per quanto riguarda le norme di distanziamento e sicurezza anti covid 19. Porta con te la mascherina, puoi toglierla solo per scattare foto, in assenza di altre persone nelle vicinanze. 

Ti ho convinto ad organizzare una visita ai Piani degli Alpaca?

 

C’è un regno magico e sorprendente vicino Roma, dove non si incontrano dame e cavalieri, ma tanti personaggi dei cartoni animati. Al Castello di Lunghezza, nel Fantastico Mondo del Fantastico, potrai vivere una giornata all’insegna del divertimento e di romantici incantesimi, tra divertenti spettacoli e incontri spaventosi. Sei pronto per passare un week end con i bambini in questo mondo creativo e colorato?

Il Castello di Lunghezza e Il Fantastico Mondo del fantastico

Situato nella località di Lunghezza, vicino Roma,  il grande castello del Fantastico Mondo del Fantastico è un vero e proprio parco a tema dedicato ai bambini. Non paragonabile certo ad altri grandi parchi italiani, ma in quest’area c’è  tutto quello che un bambino possa desiderare. Tutti i personaggi più famosi della fantasia e della televisione vivono tra le sue mura e si esibiscono nei suoi immensi giardini per la gioia dei piccini, ma anche per deliziare con graziosi e divertenti  spettacoli i loro genitori. Un grande, colorato villaggio in cui prendono vita i più bei personaggi dei cartoni animati, da Elsa e Anna di Frozen, ai piccoli Puffi blu, per i più nostalgici. Lascia quindi da parte quindi i cattivi pensieri, e prendendo esempio dai tuoi bambini, lasciati guidare dall’immaginazione e dalle emozioni, perché al Castello di Lunghezza anche i genitori si divertono alla grande.

castello di lunghezza, week end a roma con i bambini

Guarda la sfilata dei personaggi nella Piazza principale del Castello di Lunghezza

I cancelli del Castello di Lunghezza aprono alle dieci in punto. L’ingresso dove sono ubicate le casse appare un pò spartano, ma subito vieni catapultato tra i suoi magici viali, che ti portano dritti dritti all’entrata del castello. Squillano le trombe e le grandi e impotenti ante di legno dell’antica dimora si aprono, lasciando uscire in un ordinata sfilata tutti i personaggi che abitano nel parco. Sfilano nei loro abiti più belli  tra esplosioni di gioia e forti applausi. Le bambine sono euforiche per la presenza delle più importanti principesse Disney. Arrivano infatti  Anna, Elsa, Cenerentola e Biancaneve, seguite dalle perfide Grimilde e Malefica. Ma anche Belle al braccio della sua Bestia, e tanti altri personaggi famosi dei cartoni animati, come Vaiana e Masha e Orso. Ce n’è anche per i maschietti al Fantastico Mondo del Fantastico. A bordo della sua Batmobile infatti,  Batman fa strada a tutti i supereroi. Ecco che arrivano  Spiderman, Thor e Hulk. Nonché il cattivissimo Jocker e l’intrepido Zorro, a cavallo del suo fedele destriero! 

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Partecipa agli spettacoli nelle stanze interne del Castello

Una volta conosciuti tutti i personaggi, affidati alla guida del parco.  Ti conduce attraverso le porta del Castello di Lunghezza e ti guida fino alle stanze in cui vengono allestiti gli spettacoli più spaventosi del Fantastico Mondo del Fantastico. Dopo un breve tour tra gli ambienti originali  del castello, ancora elegantemente ammobiliati, ti fanno accomodare nella grande sala dei banchetti, dove un tempo le belle dame del regno si esibivano in armoniosi balli con i loro cavalieri.

Ora invece la grande sala ospita lo spettacolo più romantico del parco. Si susseguono infatti, tra dolci musiche ( originali dei film) e luci soffuse le storie delle più famose principesse Disney. Cenerentola, Aurora e Belle vengono finalmente prese in spose dai loro principi, dopo tante peripezie e perfidi incantesimi. Con il loro ballo più bello, le principesche coppie ci salutano, invitandoci a proseguire il percorso.

Al cospetto di Dracula nel Castello di Lunghezza 

Arrivi poi in una sala dall’aspetto un pò tetra, accolto da Mortisia Addams in persona. Donna macabra e meravigliosa al tempo stesso, ti introduce con i suoi modi burberi e distaccati nella sala dove dorme beato il Conte Dracula. Beh, la guida avvisa gli ospiti che lo spettacolo non era adatto ai bambini sotto gli otto anni, ma se i tuoi bambini sono abituati a spettacoli simili portali dinanzi alla bara del perfido conte sanguinario. Per quanto possa sembrare uno spettacolino innocuo per gli adulti,  i bambini si spaventano facilmente, poiché il Conte Dracula si sveglia all’arrivo del pubblico, e con fare lento e pericoloso, si alza dalla sua bara per succhiare il sangue di una della mamme spettatrici. 

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Paura del Dottor Frankestein?

Un altro spettacolo che vale la pena vedere  assieme a i bambini è Il Laboratorio di Frankestain. Qui, nel laboratorio del folle dottore, aiutato dal valido e inquietante aiutante Igor,  prenderà vita la creatura di sua invenzione, tra esilaranti colpi di scena e simpaticissimi sketch che fanno ridere grandi e piccini a crepapelle.  Nel chiostro centrale del castello di Lunghezza puoi addirittura infilarti nella Batcaverna, per curiosare tra gli oggetti dell’eroe mascherato più famoso di sempre e fare addirittura  una foto con lui.

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Gli spettacoli nel giardino del Castello: Oceania, Frozen

Finito il tour all’interno delle stanze del castello di Lunghezza, corri a vedere i meravigliosi e simpatici spettacoli che vengono messi in scena sui vari palchi del giardino. Gli spettacoli durano in media una ventina di minuti, e vengono riprodotti continuamente. Quindi non corri il rischio di saltarne qualcuno. Inizia proprio dallo spettacolo della bella Vaiana, la protagonista del Film Oceania. Non ti aspettare scene noiose tratte dal film, anzi! Gli attori sono bravissimi ad interagire con il pubblico, creando momenti di grande divertimento, tra comiche battute e improvvisati balletti. Una risata ci scappa sempre, statene certi.

L’Arena dei supereroi

Raggiungi poi l’arena dei supereroi, dove si sfidano tra acrobatiche mosse i famosi  miti dei bambini.  Jocker, Batman, Catwoman nel suo aderente e provocante costume, Spiderman ed altri personaggi dei fumetti e della tv si sfidano nel grande campo deliziando i bambini e i loro papà. La sfida finisce a tarallucci e vino, perché viene improvvisato un simpatico matrimonio tra Batman e Catwoman. Nel Fantastico mondo del Fantastico i personaggi non si prendono mai sul serio, hanno sempre esilaranti colpi di scena per rallegrare il loro pubblico. Nel frattempo stanno cambiando la scenografia del palco principale del giardino  per ospitare il team glaciale di Frozen. Riuscirà la principessa Anna a trovare il vero amore? Non ti svelo nulla…

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Le avventure da Mille e una notte di Aladin

Ad Agrabah intanto Jasmine aspetta con ansia il rientro del suo Alladin, in compagnia di un simpatico genio della lampada. Tra gag divertentissime finalmente Aladdin esaudirà il suo ultimo desidero, liberando il genio in questione  dalla prigione della sua lampada.  E lui non se la manda certo a dire!  Non perde  tempo e  abbigliato in stile hawaiano prende immediatamente  il volo per le sue prime vacanze da genio libero!

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Ci sono anche Masha e Orso

Non perdere inoltre l’appuntamento con Masha e Orso, nel delizioso villaggio della steppa russa. Orso e la sua piccola amica ti aspettano per farsi fotografare con te nel delizioso giardino pieno di fragole e carote. Attenzione ai coniglietti che cercheranno di rubarle!

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Biancaneve e i Puffi

Nella selva incantata c’è fermento. Pare che una strega cattiva abbia avvelenato la dolce Biancaneve e che ora occorra l’aiuto di un principe azzurro per risvegliarla. Il cacciatore giocherellone interagisce col pubblico scegliendo sette nanetti che possano aiutarlo  a scovare un principe adatto, e credimi, anche qui il finale è più divertente che nel film!

Ultimo, ma non meno entusiamante, un ballo nel villaggio dei funghetti dalla testa rossa. I Puffi ti fanno ballare con le musiche di Cristina D’Avena, e i bambini si divertono tantissimo  a fare il girotondo con la graziosa puffetta.

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Termina quindi la giornata nel fantastico Mondo del Fantastico.  Saturo di allegria e pieno di gioia fai un ultimo saluto a tutti i personaggi presenti nel parco, che aspettano i bimbi per fare foto ricordo, ognuno nella sua postazione.

Curiosità

Il Castello di Lunghezza non è certo una struttura di recente costruzione, anzi! E’  un monumento nazionale con una lunga storia alle spalle.  Pare che fu addirittura teatro della cacciata da Roma di Tarquinio il Superbo, e tra le sue mura, nei secoli,  ha accolto personaggi illustri del calibro di Bonifacio VIII,  Caterina de Medici e il dotto  Michelangelo Buonarroti.

Dove mangiare al Castello di Lunghezza

Ci sono diversi punti di ristoro nel parco, che noi non abbiamo provato. Abbiamo invece usufruito dei comodi tavoli da pic-nic situati in una zona del giardino, all’ombra degli alberi secolari. Si può infatti consumare il proprio pranzo a sacco all’esterno del Castello.

Castello di lunghezza, cosa vedere nei dintorni di roma con i bambini

Orari e prezzi

Il castello di Lunghezza non  è sempre aperto, ma ha date che vengono definite di mese in mese. Di solito apre il sabato e la domenica, ma possono esserci variazioni nel calendario, anche di carattere metereologico. Essendo gli spettacoli prevalentemente all’aperto, in caso di pioggia il Castello non apre i battenti. Prima di partire chiama sempre i numeri di telefono che trovi sul sito ufficiale o in fondo alla pagina, in modo da avere in tempo reale informazioni sulle visite al castello.

Nei week end il Fantastico Mondo del Fantastico apre alle 10:00 e chiude alle 16:30. Non disperare se arrivi più tardi dell’orario di apertura! Si può entrare in qualsiasi momento della giornata perché  gli eventi si ripetono più volte consentendo di  personalizzare  il proprio percorso nel Fantastico Mondo del Fantastico, e di non perdere nemmeno uno!

Per quanto riguarda i biglietti è preferibile farli on line sul sito ufficiale, per evitare la fila al chiosco d’entrata. 

  • Intero adulto (dai 12 compiuti) € 18,00
  • Ridotto bambino (dai 3 a 11 anni compiuti) € 16,00
  • Bambini sotto i 3 anni e disabili non autosufficienti: GRATUITO

Gli animali sono ammessi se muniti di museruola, guinzaglio e padroni responsabili.

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Il Fantastico Mondo del Fantastico – Castello di Lunghezza

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Sei mai stato a Deruta? E’ un delizioso borghetto dell’Umbria, famoso nel mondo per la produzione di ceramiche artistiche. Si trova vicino Perugia, su una collina paesaggistica che guarda sulla piana del Tevere ed è inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia. E’ un piccolo scrigno pieno di tesori da scoprire, tra maioliche colorate, antiche chiese e botteghe artigiane. Scopriamo insieme cosa vedere a Deruta in un giorno insieme ai bambini.

Deruta. Cosa vedere nel borgo delle ceramiche

Passeggia nel borgo vecchio

Deruta è circondata da una cinta muraria perfettamente conservata, nella quale si aprono tre porte da cui è possibile accedere al centro storico: Porta Sant’Angelo, Porta Perugina e Porta del Borgo. Il centro storico di Deruta è tipicamente rinascimentale e lo testimoniano i resti delle vecchie fornaci, risalenti al 1500, che venivano utilizzate per la produzione della ceramica. Proprio nel centro del borgo trovi il Palazzo Comunale. Al suo interno c’è una pinacoteca che, oltre ad ospitare opere d’arte di famosi pittori e numerosi resti archeologici di diverse epoche storiche, custodisce alcuni dipinti del Perugino.

Nella piazza antistante invece puoi ammirare la fontana con pianta poligonale, risalente ai primi decenni del 1800. Passeggiando per le viuzze del centro storico puoi notare che ogni angolo è decorato con ceramiche artistiche, di ogni forma e colore. Ogni muro, facciata o vicolo è impreziosito da deliziose targhe in ceramica. Puoi acquistare queste meravigliose opere d’arte nelle botteghe artigiane di Deruta. 

Deruta. Cosa vedere. Entra nelle chiese del borgo

Uno degli edifici da vedere a Deruta è sicuramente la Chiesa della Madonna della Cerasa, chiamata dagli abitanti del borgo anche Chiesa del Divino Amore. La duplice denominazione deriva dal fatto che la prima immagine della Madonna del Divino Amore è stata in seguito sostituita da quella della Madonna della Cerasa. E’ un edificio di recente fattura, fortemente voluto dalla famiglia Ludovici e fatto edificare nella prima metà del 1800. Anche la Chiesa delle Piagge merita una visita. Risale al 1600 ed esibisce sulla facciata principale una maiolica in ceramica firmata da Amerigo Lunghi.

Magnifico inoltre è l’affresco che si trova sull’altare, che raffigura la Madonna col bambino, opera di un artista locale. La Chiesa principale di Deruta rimane comunque quella di San Francesco, dalle forme gotiche. Nella navata principale puoi vedere magnifici affreschi del XV secolo, opere di artisti umbri. .

Arrampicati su Via Ritorta

Ora dirigiti verso Via Ritorta. E’ una scalinata molto lunga ma decisamente pittoresca. Lungo i muri puoi vedere numerose mattonelle di ceramica, ognuna delle quali ti regala una frase o un saggio aforisma da leggere e contemplare. In primavera poi trovi anche deliziose cascate di glicine che rendono il percorso più gradevole e romantico. Ogni angolino di questa strada conserva il fascino dell’antica arte ceramista. 

 

Visita il Museo Regionale della Ceramica di Deruta

Tappa immancabile se ti trovi a Deruta è il Museo Regionale della Ceramica, delizioso da vedere anche con i bambini. Permette di conoscere la tradizione ceramista derutese esponendo opere artistiche ( più di seimila!) distribuite sui quattro piani dell’edificio. In particolare la mostra si concentra sulla produzione rinascimentale di ceramiche decorate, portando il visitatore nel cuore della tradizione artigiana.

Cosa vedere a Deruta in Umbria con i bambini
Nel Museo Regionale della Ceramiche di Deruta ogni teca è contrassegnata da un codice QR. Puoi usare il tuo cellulare per inquadrarlo ed avere subito a disposizione una guida virtuale che ti racconta la storia delle ceramiche che stai ammirando. I bambini si divertono molto ad ascoltare la voce registrata e imparano giocando le tradizioni dell’arte ceramista.

Visita la sezione contemporanea

La parte più pittoresca della mostra riguarda la sezione contemporanea dove è possibile ammirare opere in ceramica realizzate a partire dai primi decenni del 1900 per arrivare ai giorni nostri. Un tuffo nel passato più recente, che porta i bambini nei ricordi della nostra infanzia, fatta di pasta Buitoni e collezioni di contenitori di Baci Perugina. 

Trovi il Museo Regionale della Ceramica di Deruta in Piazza dei Consoli 12. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero 075 9711000 o mandare una mail all’indirizzo deruta@sistemamuseo.it

Perchè visitare Deruta con i bambini

Una visita a Deruta insegna ai bambini ad immergersi nelle tradizioni secolari del borgo, imparando a rispettare il lavoro artigiano, fatto di tecnica e sacrifici. Tutto a Deruta racconta la nobile arte della lavorazione della ceramica e gli artigiani conservano la fierezza e la maestria tramandata loro dai maiolicari del passato. A Deruta casa e bottega sono un’unica realtà, fondamento della vita sociale della città. Ogni laboratorio, dal grande al piccolo, racconta la nobile arte ceramista,  talmente intrisa di fascino da essere diventata famosa nel mondo.

Guardando on line le fotografie del fiume Tirino la prima cosa che viene in mente è che siano meravigliosamente ritoccate. E invece dovrai ricrederti, proprio come ho fatto io. Le stupende sfumature di blu e di turchese delle acque, il verde acceso degli alberi ed il cielo ricoperto di nuvole bianche che sembrano zucchero filato sono pura realtà. 

In canoa sul Tirino, viaggio in Abruzzo con i bambini
L’acqua del fiume Tirino ha delle splendide tonalità smeraldo, che abbracciate dal verde brillante della vegetazione crea una vera e propria opera d’arte naturale.

Sul fiume Tirino in canoa

Il fiume Tirino è il fiume più pulito d’Italia e le sue acque scorrono lievi e trasparenti dall’Appennino abruzzese. Sorge infatti a Campo Imperatore, dal Massiccio del Gran Sasso. Il percorso iniziale del fiume è sotterraneo e sgorga in superficie nei pressi del borgo di Capestrano. E’ alimentato da tre sorgenti: Capo d’Acqua, Presciano e il Lago. Proprio per questa peculiarità il nome del fiume è Tirino, dal greco “tritano” che significa triplice sorgente. 

Tra paesaggi fiabeschi e sfumature cobalto

Questo fiume dalle sfumature color smeraldo può essere guardato da diverse prospettive. E’ bello percorrere le sue coste in bicicletta o a cavallo, ma anche passeggiando a piedi.  Puoi approfittare dei ponti che lo sormontano in diversi punti per ammirare la corrente che scorre lieve e maestosa tra la flora verdeggiante d’Abruzzo. Ma il modo più emozionante e coinvolgente per scoprire le meraviglie del Tirino è esplorandolo in canoa. Le sue acque sono tranquille e sicure ed è quindi un’ esperienza adatta anche a famiglie con bambini. Si può quindi navigare senza fretta, pagaiando di tanto in tanto lasciandosi trasportare dal flusso della corrente, ascoltando solo i suoni della natura incontaminata e selvaggia.

Fiume Tirino in canoa con i bambini
Il fiume Tirino scorre lento nel suo letto partendo da Campo Imperatore ed è alimentato lungo il percorso da tre sorgenti fredde. La temperatura dell’acqua è sempre a 10 gradi.

A contatto con la natura dell’Abruzzo

Le acque del fiume Tirino sono tra le più limpide d’Italia ed è facile quindi scorgerne i fondali. Molti sono i tappeti verdi che affiorano in superficie. Nel Tirino cresce anche la “sedanina”, una pianta autoctona commestibile dal sapore molto simile a quello del sedano. Lungo il corso del fiume si incontrano pioppi secolari e salici ed è facile vedere, protetti da i rami a pelo d’acqua, i nidi delle gallinelle d’acqua. Lungo le sponde è facile incontrare la folaga o l’airone cenerino. Grazie alla purezza dell’acqua numerose sono le specie rare che qui i riproducono e vivono, come il gambero di fiume. E’ anche la dimora stabile della trota Fario, per via della temperatura costante dell’acqua a dieci gradi e dell’abbondante ossigenazione. 

In canoa sul fiume Tirino con i bambini
Uno dei modi migliori per esplorare il fiume Tirino è percorrerlo in canoa. Anche per i bambini è una meravigliosa esperienza perchè oltre a stare a contatto diretto con la natura dell’Abruzzo praticano sport all’aria aperta.

Escursione in canoa sul fiume Tirino

Come già detto il metodo migliore per godere di ogni meraviglia del fiume Tirino è percorrerlo in canoa. Grazie all’accoglienza del parco equituristico “Cavalcando la Valle del Tirino” e alla preziosa guida di Guglielmo dell’Asd Natura Abruzzo abbiamo infatti percorso il letto del fiume in canoa assieme ai bambini, lasciandoci portare dalla corrente alla scoperta dei suoi angoli più caratteristici.

In canoa sul fiume Tirino con i bambini
L’acqua fresca e cristallina del fiume Tirino regala scenari straordinari, con colori strabilianti, quasi surreali.

Il corso d’acqua regala scenari davvero straordinari, immersi nel verde brillante della vegetazione e nelle sfumature smeraldo dell’acqua. Il percorso non è impegnativo. In discesa si può anche evitare di pagaiare e approfittare delle mani libere per scattare splendide foto agli scorci fiabeschi del Tirino. Anche la risalita non risulta pesante e non richiede alcun tipo di preparazione sportiva. L’escursione dura circa un ora e mezza e al rientro puoi approfittare dell’area pic nic del parco equituristico, o fare addirittura un barbecue nelle zone attrezzate. Tante sono le amache in cui riposarsi al fresco degli alberi, mentre i bambini possono divertirsi con gli animali da cortile o facendo una passeggiata a cavallo. Il parco ha anche un bar dove prendere gelati e caffè. 

Perchè fare un escursione sul Tirino

Uno dei motivi per cui dovresti pensare di organizzare un escursione sul Tirino è sicuramente la bellezza del paesaggio, unica e travolgente. Inoltre il contatto con la natura, grande maestra di vita, aiuterà te e i tuoi bambini a riscoprire il piacere dello stare insieme, di condividere emozioni e passioni, di ritrovare la giusta sinergia tra mente e corpo. Lo sport poi è un prezioso alleato di benessere e se praticato all’aria aperta, in luoghi incontaminati e ricchi di fascino, diventa un esperienza paradisiaca da tenere stretta nei ricordi. 

Contatti

Per info e prezzi riguardo l’escursione in canoa sul fiume Tirino puoi contattare Guglielmo Di Camillo, dell’ASD Natura Abruzzo al numero 339 5279716 o mandare una mail a: grotteforreabruzzo@alice.it

Per trascorrere una giornata tra canoa, natura e relax in Abruzzo puoi prenotare il tuo posto al Parco equituristico “Cavalcando la valle del Tirino” mandando una mail a: info@cavalcandolavalledeltirino.it oppure chiamando ai numeri 328 0564282 | 328 1215261 

Quando si ha in mente di organizzare un viaggio per tutta la famiglia la prima cosa che si fa è cercare una destinazione che sia davvero adatta per tutti, grandi e piccini. Di norma si scelgono luoghi tranquilli, località turistiche e posti che offrono tantissimi servizi per il divertimento dei bambini. Tuttavia, anche isole selvagge e dalla natura straordinaria come la Corsica possono diventare perfette per una vacanza del genere, a patto che la si pianifichi per bene in ogni sua parte.

Tips per organizzare un viaggio in Corsica in famiglia

Da Genova a Bastia

La Corsica può decisamente essere considerata una buona alternativa a tutte le classiche mete per famiglie: qui si possono trovare tranquillità, natura, mare e spiagge incantevoli, attrazioni interessanti per i più piccoli e moltissime piccole cittadine tutte da scoprire. Perciò, chi vuole organizzare una vacanza in Corsica, può star certo che qui troverà tutto quello che serve per rendere memorabili i giorni di ferie insieme. Il tour non dovrebbe essere inferiore ai 5-7 giorni: in questo modo si ha il tempo di visitare tutte le località più iconiche e godersi anche delle ore al mare. A queste giornate bisogna poi sommare i due giorni di viaggio, andata e ritorno, in traghetto.

Dall’Italia, il traghetto è il mezzo più agevole e pratico per arrivare sull’isola. Partendo da Genova, per esempio, ci vorranno una decina di ore per le partenze notturne, con il vantaggio di poter viaggiare di notte e in tutta comodità. Le tratte dei traghetti da Genova a Bastia sono presenti anche di giorno e più volte durante la settimana, per cui non si avranno difficoltà nell’organizzare il viaggio da questo punto di vista.

Le tappe per un viaggio in Corsica con i bambini

Arrivando da Genova a Bastia, quindi, quest’ultima sarà la città di partenza per un itinerario dal nord al sud della Corsica con i bambini. Ovviamente tra una tappa e l’altra bisogna prevedere diverse soste per non stancare troppo i più piccoli.

Bastia

Bastia è la città non solo più comoda per iniziare il viaggio, ma anche più indicata, vista la posizione del porto. Qui, infatti, ci sono diversi modi per passare il tempo tutti insieme, sia via terra sia via mare. Si può per esempio:

  • visitare il Museo che racconta la storia di Bastia;
  • trascorrere del tempo in spiaggia ad Arinella, Miomo o Marana;
  • decidere di visitare il vicino Parco Naturale Marino di Cap Corse, conosciuto come il “dito della Corsica” per via della sua forma particolare.

Viaggio in Corsica in famiglia: le tappe da Bastia a Bonifacio

Ajaccio

Scendendo verso sud, nella parte ovest della Corsica, si trova Ajaccio. Si tratta di una località molto amata dai turisti per via delle sue spiagge e il suo grazioso centro storico. Ma non solo. Chi si trova in viaggio con i bambini non può non visitare l’unico parco europeo dedicato all’allevamento e alla protezione delle tartarughe terrestri e acquatiche del mondo. Il Parco degli animali si chiama A Cupulatta e ospita più di 100 specie; un buon modo per tenere impegnati i bambini e trascorrere una giornata diversa rispetto alle solite mattine al mare.

Viaggio in Corsica in famiglia: le tappe da Bastia a Bonifacio

Porto Vecchio

Spostandoci sempre più sud si raggiunge Porto Vecchio. Oltre al suo centro, che merita indubbiamente una visita, le sue chicche principali sono le spiagge. Una delle più celeberrime è la Palombaggia, a meno di una dozzina di chilometri di distanza dalla città. Si tratta di una striscia di sabbia fine e chiara lunga due chilometri che digrada lentamente. I suoi bassi fondali e la pulizia delle acque la rendono perfetta e sicura per i bambini.

Bonifacio

Bonifacio è l’ultima tappa del viaggio in Corsica con i bambini. É la capitale dell’isola ed è celebre per le sue meravigliose coste frastagliate e le candide falesie sul mare. Il pezzo forte di questa città sono le gite in barca alla volta delle grotte e delle famose Bocche di Bonifacio, lo stretto che divide la Corsica dalla Sardegna. Tra le Bocche e la Maddalena, si trova infine l’isoletta Lavezzi, che si può anche visitare.

Orvieto è una splendida città dell’Umbria, situata in cima a una rupe di tufo. Vanta un patrimonio artistico unico nel suo genere, con un centro storico che è un vero e proprio museo a cielo aperto, che racchiude storia, architettura e artigianato. Passeggia tra i caratteristici vicoli  e assaporane ogni sfumatura, fermati nelle botteghe artigiane di ceramiche e terracotta, nei laboratori artistici del legno e del cuoio, respira il profumo degli elementi primordiali.  In questo articolo trovi qualche consiglio utile per visitare Orvieto e su cosa vedere in 1 giorno nel suo centro storico. 

Orvieto, cosa vedere in 1 giorno

Le zone centrali di Orvieto sono completamente pedonalizzate, perfette quindi se viaggi con i bambini. Girovagare per le strette strade medievali del centro storico è un’esperienza affascinante. Scoprirai palazzi antichi, cortili nascosti, chiese pittoresche e angoli suggestivi che raccontano la storia millenaria di Orvieto. Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo.

Entra nel Duomo di Orvieto

Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo. Assicurati di visitare anche l’interno, dove troverai capolavori artistici come il San Brizio Chapel, affrescato da Luca Signorelli. Il Duomo di Orvieto è una delle principali attrazioni della città e uno dei capolavori dell’architettura gotica italiana. 

Orvieto, cosa vedere in 1 giorno

La  sua costruzione  inizia nel 1290 e continua per diversi secoli. E’ stato edificato per ospitare la reliquia del Corporale del miracolo di Bolsena, un evento miracoloso avvenuto nella città nel 1263. Questa reliquia è conservata in una teca di cristallo all’interno della Cappella del Corporale, nel transetto destro della chiesa. Il Duomo presenta una maestosa facciata in stile gotico, arricchita da sculture, mosaici e intarsi marmorei. È divisa in tre parti orizzontali e tre verticali, con sculture che raffigurano scene bibliche e motivi ornamentali intricati. Le sue dimensioni imponenti e la ricchezza dei dettagli lo rendono uno dei più belli d’Italia.

L’interno del Duomo è altrettanto impressionante. Le pareti sono decorate con affreschi e opere d’arte di artisti rinomati, tra cui Fra Angelico. La Cappella di San Brizio, affrescata da Luca Signorelli, è particolarmente celebre per la sua rappresentazione del Giudizio Universale.

L’edificio ospita numerosi tesori artistici, tra cui dipinti, sculture, reliquie e manufatti sacri. La sacrestia inoltre è adornata da un pregevole armadio rinascimentale intarsiato, noto come Armadio dei Monaci.

Il Duomo di Orvieto è non solo un luogo di culto, ma anche una testimonianza straordinaria della ricchezza artistica e spirituale dell’Umbria medievale. La sua visita è un’esperienza indimenticabile per chiunque ami l’arte, la storia e l’architettura.

Visita il Museo dell’Opera del Duomo e gli altri musei della città

Se hai tempo e interesse, visita alcuni dei musei di Orvieto, come il Museo dell’Opera del Duomo, che ospita una collezione di arte sacra e oggetti liturgici, o la Galleria Nazionale dell’Umbria, che presenta opere d’arte di artisti locali e internazionali.

Situato accanto al Duomo, il Museo dell’Opera ospita una ricca collezione di opere d’arte e manufatti sacri provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della città. Tra le opere esposte vi sono dipinti, sculture, arazzi e paramenti liturgici di grande valore storico e artistico.

Nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto invece puoi farti un’idea sulla storia antica della regione, con particolare enfasi sull’epoca etrusca e romana. Le collezioni includono reperti archeologici, ceramiche, oggetti in bronzo e altre testimonianze dell’antica civiltà etrusca che ha prosperato nella zona.

Il Museo Faina, situato nel Palazzo Faina, è un’altro museo di Orvieto che vale la pena visitare. Conserva una vasta collezione di arte e manufatti, inclusi dipinti, sculture, arredi e oggetti d’arte applicata, che spazia dal Rinascimento al XIX secolo e offre una visione della storia dell’arte nella regione.

Interessante anche il Museo del Coccio, situato nell’ex convento di San Giovanni, vicino al Duomo. Esso ospita una vasta collezione di ceramiche etrusche, medievali e rinascimentali, provenienti principalmente dalle tombe etrusche della zona di Orvieto.

Raggiungi la Torre del Moro

La Torre del Moro è una delle attrazioni più emblematiche di Orvieto. Risale al XII secolo ed è stata parte integrante del sistema difensivo della città, rientrando nella sequenza di torri che punteggiavano il profilo della città medievale. Serviva sia a scopi di difesa che come punto di osservazione.

La Torre del Moro ha una struttura imponente e slanciata, con una base massiccia che si affina man mano che si innalza. La sua forma cilindrica e la robusta costruzione in pietra la rendono un elemento distintivo del panorama urbano di Orvieto. Si erge infatti per circa 47 metri sopra il livello del suolo e offre una vista panoramica spettacolare sulla città e sulla campagna circostante. È possibile salire fino alla cima della torre tramite una scalinata interna che conduce al campanile, il quale ospita una campana che suona regolarmente per segnare le ore e i momenti significativi della giornata.

Una volta in cima alla Torre del Moro, puoi godere di una vista mozzafiato su Orvieto e sui dintorni. È possibile ammirare il Duomo, i tetti delle case medievali, i vigneti e i paesaggi collinari che circondano la città.

La Torre del Moro è un simbolo iconico di Orvieto e una tappa imperdibile per chi visita questa affascinante città umbra. La sua storia, la sua architettura e la sua posizione la rendono una testimonianza straordinaria del patrimonio storico e culturale della regione.

Visita il Pozzo di San Patrizio

Prosegui la tua visita ammirando il Pozzo di San Patrizio, un’imponente opera di ingegneria idraulica risalente al XVI secolo. Puoi scendere i suoi 248 gradini a spirale per raggiungere il fondo e ammirare la sua struttura a doppia elica.

Questo pozzo è stato commissionato da papa Clemente VII durante il XVI secolo, quando Orvieto era minacciata da un potenziale assedio. Fu progettato infatti per garantire un accesso costante all’acqua potabile, essenziale per resistere a un lungo isolamento. Il pozzo,  progettato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, ha una struttura a doppia elica che consente a chi scende di non incontrare mai chi sta salendo, rendendo la discesa e la salita più agevoli e sicure.

Orvieto, cosa vedere in 1 giorno. il pozzo di San Patrizio

Ha una profondità di circa 53 metri e una larghezza di 13 metri. Durante i periodi di assedio o carestia, il pozzo garantiva un’adeguata riserva d’acqua potabile per la popolazione di Orvieto. Era un elemento essenziale per la sopravvivenza della città in tempi difficili.

Oggi, il Pozzo di San Patrizio è aperto ai visitatori che desiderano esplorare la sua struttura e scendere le scale elicoidali fino al fondo. È una delle attrazioni più popolari di Orvieto e offre un’esperienza unica ai visitatori.

Ma perche il pozzo è intitolato a San Patrizio? Il nome deriva da una leggenda secondo Patrizio, il santo patrono d’Irlanda, fu imprigionato a Orvieto e lavorò per far costruire il pozzo.

La visita al Pozzo di San Patrizio è un’opportunità unica per esplorare un capolavoro architettonico e ingegneristico del Rinascimento italiano e per immergersi nella storia e nelle leggende della città di Orvieto.

Scendi nell’Orvieto Sotterranea

Orvieto sotterranea è una delle attrazioni più affascinanti della città. Consiste in una serie di grotte, cisterne e passaggi segreti scavati nella roccia tufacea su cui sorge la città.

Orvieto infatti è attraversata da una rete intricata di gallerie e passaggi sotterranei che si estendono per chilometri sotto la città. Questi passaggi furono inizialmente scavati dagli abitanti di Orvieto per scopi difensivi e come vie di fuga durante gli assedi.  Le cisterne sotterranee di Orvieto erano utilizzate per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana, che veniva poi utilizzata durante i periodi di siccità o assedio. Alcune di queste cisterne sono ancora visibili e visitabili oggi.

La roccia tufacea su cui sorge Orvieto poi è stata scavata per secoli per estrarre il tufo, una pietra calcarea utilizzata per la costruzione. Le cave di tufo sotterranee offrono un’interessante prospettiva sulla storia dell’edilizia e sull’ingegneria mineraria nella regione. È possibile esplorare Orvieto sotterranea attraverso visite guidate organizzate da operatori turistici locali. Durante queste visite, i visitatori possono scoprire la storia e l’architettura dei sotterranei e apprendere interessanti aneddoti sulla vita quotidiana degli abitanti di Orvieto nel corso dei secoli.

A volte inoltre vengono organizzati eventi speciali e spettacoli teatrali nelle grotte e nei sotterranei di Orvieto. Queste rappresentazioni offrono un modo unico per immergersi nella storia e nella cultura della città.

Orvieto sotterranea è un’esperienza unica che ti consente di scoprire un lato nascosto e affascinante della città. Se visiti Orvieto, non perdere l’opportunità di esplorare questi antichi passaggi sotterranei e di immergerti nella sua storia millenaria.

Cosa mangiare a Orvieto?

Tra i piatti tipici di  Orvieto meritano un assaggio la gallina ‘mbriaca, così chiamata perché viene cotta nel vino, e la minestra di ceci e castagne. Altro piatto tipico sono gli stringozzi al tartufo nero di Norcia, e la carne, che da queste parti è sublime.  Ovviamente non può mancare il vino, perché i vini orvietani sono tra i migliori del’Umbria e d’Italia.

Concludi il pasto con alcuni dolci tradizionali umbri come la torta al testo, una focaccia tipica della regione, o i dolci ricchi di mandorle e noci come i biscotti cantucci o il torrone di cioccolato. Oltre a questi piatti e prodotti tipici, non dimenticare di esplorare i mercati locali e le botteghe alimentari di Orvieto, dove potrai trovare una varietà di prodotti locali, formaggi, salumi e specialità gastronomiche umbre da gustare e portare a casa come souvenir. Buon appetito!

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