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Hai mai sentito parlare del Palazzo Reale di Torino? E’ un maestoso edificio collocato proprio nel centro storico della città, dimora sabauda per ben tre secoli e dal 1997 divenuto Patrimonio dell’UNESCO. Una reggia a tutti gli effetti, che si innalza su Piazza Castello con la sua magnifica facciata barocca, e che per la bellezza dei suoi interni è paragonabile alle altre famose regge europee, come quella di Versailles. 

Palazzo Reale di Torino

Inizialmente edificato per divenire una dimora vescovile il Palazzo Reale di Torino fa parte del complesso dei Musei Reali, che comprende altri sette edifici storici. Tra questi trovi l’Armeria, la Cappella della Sacra Sindone, i Giardini Reali e la Galleria Sabauda. 

Palazzo Reale di Torino, guida alla visita della reggia sabauda.
Il percorso di visita del Palazzo Reale di Torino comprende anche i meravigliosi Giardini Reali. L’ingresso è gratuito.

Conosci la sua storia?

E’ stato Emanuele Filiberto di Savoia a trasformare il palazzo in una residenza nobiliare, spostando la sua sede ducale da Chambery a Torino e obbligando il Vescovo a trasferirsi nel Palazzo di San Giovanni. Grazie ad un importante progetto di riqualificazione Emanuele Filiberto riesce a modificare non solo la mole dell’edificio ma anche la conformazione urbana della zona, portando la dimora entro le mura.

Il Palazzo Reale ha subito continue evoluzioni nel corso dei decenni, ampliandosi grazie a nuovi progetti e arricchendosi di nuove creazioni architettoniche. Numerosi sono poi gli eventi celebrati tra le sue mura, come il meraviglioso matrimonio tra Carlo Emanuele e Cristina di Baviera. Ha conosciuto nell’arco della sua lunga vita solo un breve periodo buio, durante la dominazione napoleonica, quando è stato abbandonato per trasferire la residenza del re al Palazzo Reale di Cagliari.

Entra all’interno e sali lo Scalone d’Onore

Dopo l’Unità d’Italia il palazzo ritorna ad essere sede della monarchia, subendo ulteriori restauri. Per festeggiare la nascita della nuova nazione italiana Vittorio Emanuele II fa costruire uno splendido Scalone d’Onore, ricco di marmi preziosi, dipinti straordinari e statue imponenti. La scultura principale dello scalone è il Monumento Equestre di Vittorio Amedeo I, opera del 1619 di Andrea Rivalta. Le altre sculture che vedi all’interno delle nicchie sono invece del 1800. Tra queste puoi notare la statua di Emanuele Filiberto di Varni. 

Palazzo Reale di Torino, guida alla visita della reggia sabauda.
Le tele poste ai lati della facciata principale della scala sono un omaggio alla Dinastia Sabauda mentre, se alzi lo sguardo, puoi notare il meraviglioso affresco della volta, opera straordinaria di Paolo Emilio Morgari.

Ammira le stanze del Palazzo

Gli interni del Palazzo Reale di Torino sono un susseguirsi di stucchi, ritratti, marmi e intarsi. La prima stanza che trovi lungo il percorso è la Sala dei Corazzieri, che prende il nome dal corpo di guardia posto in passato a sorveglianza del Palazzo. Passa poi nell’anticamera di accesso all’Appartamento Reale. In passato era chiamata Sala delle Virtù, per via del soggetto raffigurato al centro del suo soffitto ligneo: La virtù incoronata da Pallade e tenente ai piedi incatenata una chimera. Le pareti di quest’ambiente sono ricoperte di grandi arazzi realizzati dalla Manifattura Reale di Torino, ben otto, che raffigurano la storia di Enea e Didone. Degno di nota il grande orologio posto sulla mensola del camino, opera della ditta Musy et Files di Torino, gioiellieri di Casa Savoia. Ai due lati fanno sfoggia di se due preziosi candelieri in bronzo dorato, di manifattura parigina. 

La Sala dei Paggi, anticamera della Sala del Trono, oltre a sfoggiare tele che raffigurano le vittoriose battaglie dei Principi di Casa Savoia, vanta uno splendido camino settecentesco, sormontato da una bellissima specchiera e impreziosito da un orologio proveniente da Parigi. Meravigliosa è la porta che divide questo ambiente dal successivo, chiamata “porta della sicurezza”. E stata realizzata in legno di noce scolpito e dorato, opera del piemontese Antonio Botto.

Palazzo Reale di Torino. Entra nella Sala del Trono

Una volta oltrepassata la Porta della Sicurezza ti ritrovi nell’ambiente più ricco e importante del Palazzo Reale di Torino. Questa stanza, che inizialmente era destinata al trono della regina, nel 1831 diventa Sala del Re, cuore pulsante della reggia di Carlo Alberto. Il soffitto seicentesco in legno dorato è opera della famiglia Botto. La deliziosa tappezzeria invece è ornata con lo scudo sabaudo e dal monogramma con le iniziali del sovrano. Il pavimento è un vero e proprio capolavoro. E’ di ebano intarsiato, opera di Gabriele Capello. Intorno al trono puoi notare una balaustra in legno scolpito e dorato, del 1700, che precedentemente contornava il letto della regina.

L’Armeria Reale

Ora dirigiti verso una delle gallerie monumentali più belle d’Italia, l’Armeria Reale. E’ un vero e proprio museo dedicato alle armi e alle armature fondato da Carlo Alberto nel 1832. Dopo aver fondato la Regia Pinacoteca inizia anche a riunire nella Galleria Beaumont, dopo averla svuotata dalla tele che ospitava, tutte le armi appartenenti a Casa Savoia. Pochi anni più tardi alla galleria vengono annessi anche i locali della Rotonda, progettati per ospitare la collezione più recente delle armi albertine, tra le quali la raccolta di quelle orientali. Straordinarie sono le volte affrescate della Galleria, opera di Claudio Francesco Beaumont. Rappresentano le storie di Enea con la tecnica dell’olio a muro, e sono incorniciate da eleganti stucchi intarsiati e dorati. Per portare a termine questo prezioso lavoro sono stati necessari ben 5 anni. 

Nel 1946, con l’avvento della Repubblica, l’Armeria Reale diventa museo statale. Ad oggi vanta più di 5.000 oggetti risalenti a diversi periodi storici, dalla Preistoria al Novecento. All’Armeria sono annessi anche il Medagliere, un’ambiente che ospita una vasta collezione di monete antiche, e la bellissima Biblioteca Reale. Quest’ultima ospita manoscritti e pergamene antiche ma anche una preziosa raccolta di disegni e bozze di Leonardo Da Vinci, compreso il suo celeberrimo autoritratto risalente al 1516.

Fermati ad ammirare la cappella della Sacra Sindone

Il percorso di visita del Palazzo Reale di Torino comprende anche la Cappella della Sacra Sindone. Qui è custodito il sudario in cui si presuppone sia avvolto il corpo di Cristo. E’ parte integrante del Palazzo, ma puoi accedere alla cappella anche dal Duomo, avendo le strutture due scalinate connesse. La Cappella, a pianta circolare, è sormontata da una meravigliosa cupola in pietra bigia di frabosa, una particolare pietra arenaria, e vanta meravigliose decorazioni a forme geometriche che formano un bellissimo gioco di luci e ombre. Il pavimento, realizzato in marmo bianco e grigio, porta intarsiate stelle in bronzo. 

Non 1997 la Cappella della Sacra Sindone è stata gravemente danneggiata da un incendio che ne ha distrutto gran parte degli arredi lignei, rendendo fortemente instabile anche l’intera struttura architettonica. Per i lavori di restauro sono stati impiegati più di venti anni e, nel 2018, la Cappella è ritornata al suo originale splendore, riaprendo finalmente al pubblico. L’accesso alla Cappella è compreso nel biglietto dei Musei Reali. 

Passeggia nei Giardini Reali

Non solo le sale interne ma anche i meravigliosi spazi esterni della reggia sabauda sono da visitare, possibilmente in modalità lenta. I Giardini Reali si sviluppano su una vasta area naturale, racchiusa nei bastioni. Fortemente voluti da Emanuele Filiberto di Savoia, i Giardini Reali abbracciano diversi settori, uno più bello dell’altro. Il percorso comprende il Giardino Ducale, il Giardino delle Arti e il Boschetto, quest’ultimo realizzato nel 1800. Il cuore dei Giardini Reali è segnalato dalla bellissima fontana dei Tritoni, opera di Simone Martinez. E’ circondata inoltre da numerose statue, busti di marmo e panchine dove fermarsi ad ammirare la natura circostante. 

Palazzo reale di Torino, guida alla visita.
La Fontana delle Nereidi e dei Tritoni nel Giardino di Levante, del muro di cinta dell’antica fortificazione, è uno dei luoghi più suggestivi di Torino. E soprattutto è di grande importanza per il suo alto valore storico e artistico.

Il Giardino delle Arti, generato dopo l’ampliamento della città voluto da Carlo Emanuele II, è opera dello stesso progettista dei giardini di Versailles, Andrè La Notre. Il Boschetto invece ospita una fitta rete di alberi, impreziosita da arbusti e profumate piante erbacee. Il complesso dei Giardini Reali è un luogo di ritrovo e di relax soprattutto per i torinesi, che qui vengono a passeggiare all’ombra degli alberi o a leggere un libro su una delle tante panchine sparse nel parco. E’ piacevole in ogni stagione, ma in primavera e in autunno, quando i colori diventano aranciati e inizia il foliage stagionale, da il meglio di se. 

L’entrata ai Giardini Reali è gratuita.

Perchè visitare il palazzo Reale di Torino

Il Palazzo Reale di Torino è il cuore pulsante dell’intero complesso dei Musei Reali. Gli interni sfarzosi ed eleganti, i preziosi dettagli d’arredo, le rifiniture di gran pregio e gli oggetti da collezione conservati al suo interno ti catapultano per un paio d’ore nella reale dimensione storica della reggia, portandoti nella vita di corte del Seicento. L’intero percorso di visita è un piccolo viaggio esperenziale, delizioso anche per i bambini, che va inserito nell’itinerario di visita della città di Torino per conoscere la storia centenaria non solo della città stessa ma dell’Italia intera. 

Orari di apertura del Palazzo Reale: tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Chiuso il lunedì.

Prezzi: il biglietto di ingresso ai Musei Reali comprende l’appartamento Dinastico, l’Armeria, la Cappella della Sacra Sindone e la Galleria Sabauda, nonchè il Museo di Antichità. La tariffa intera è di 15,00 € e l’ingresso è gratuito per bambini e ragazzi fino ai 18 anni. Dai 18 ai 25 il biglietto costa 2,00 €. 

La prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata. Per informazioni puoi chiamare il numero +39 011 19560449 oppure mandare una mail ainfo.torino@coopculture.it

 

 

Elegante, raffinata, accogliente. Torino è una città straordinaria, armoniosa e piena di vita. Ogni edificio trasuda storia e cultura, in un dinamismo architettonico estasiante. Culla del Risorgimento e capitale sabauda, Torino è non solo città d’arte ma anche un polo industriale innovativo. Una “Piccola Parigi”, resa romantica dal fiume Po, in cui perdersi tra antichi monumenti, deliziosi musei, storiche caffetterie e negozi di alta moda. Se stai pianificando una visita a Torino, in questo articolo trovi qualche consiglio su cosa vedere in città in 1 week end.

Torino, cosa vedere

Torino offre infinite possibilità di visita avendo a disposizione numerosi musei, palazzi storici e blocchi monumentali di grande valore architettonico. Impossibile riuscire a vedere tutto in 1 week end, ma organizzando bene la visita e facendo attenzione alle tempistiche è possibile creare un itinerario ad hoc che comprenda i più famosi punti di interesse della città. Tra l’altro le maggiori attrazioni si concentrano nel centro storico e quindi sono facilmente raggiungibili a piedi. 

Passeggia in Piazza Castello 

Inizia la tua visita partendo proprio dal cuore pulsante della città: Piazza Castello. Qui si concentra la storia di Torino, che inizia nel 1584. L’allora Duca Carlo Emanuele I diede disposizioni all’architetto Ascanio Vitozzi affinchè progettasse, sulla piazza di epoca romana già esistente, un elegante punto di incontro in cui far confluire le principali vie della città: Via Roma, Via Po, Via Garibaldi e Via Pietri Micca. 

Su Piazza Castello si affacciano i più importanti edifici storici di Torino. Qui trovi il Palazzo della Giunta Regionale, il Palazzo del Governo e Palazzo Madama, antico castello della città da cui la piazza prende il nome. A rendere ancora più autorevole questo edificio ci sono tre preziosi monumenti, tra i quali spicca la statua di Emanuele Filiberto Duca di Savoia che si innalza tra la scultura dell’Alfiere dell’Esercito Sardo e il monumento equestre dei Cavalieri d’Italia. 

Ora siedi in un caffè storico di Piazza San Carlo

Un’altra piazza di grande importanza di Torino, ulteriore fulcro della vita cittadina, è Piazza San Carlo. E’ un vero e proprio salotto, con spazi enormi in cui muoversi, fontane ed eleganti carrugi. Al centro della piazza spicca, maestosa, una statua di Emanuele Filiberto. L’ampiezza di Piazza San Carlo, lunga ben 168 metri e larga circa 80, permette di vere una visuale completa del circondario. Ospita due chiese gemelle, in stile barocco, entrambe edificate agli inizi del 1600. Sotto i portici trovi numerosi negozi e ristoranti, nonchè due dei più famosi caffè storici della città: il Caffè San Carlo e il Caffè Torino, locali che hanno avuto come ospiti nel corso degli anni numerosi intellettuali, politici e artisti provenienti da ogni parte del mondo.

Prendi un cocktail al Caffè Torino

Uno dei locali iconici della città è il Caffè Torino e una sosta in questo bar è doverosa. A partire dalla sua inaugurazione, nel lontano 1903, questo caffè ha visto camminare sui suoi marmi i personaggi più illustri della storia italiana e internazionale. Salotto mondano, tra i frequentatori del quale troviamo anche Alcide De Gasperi e Cesare Pavese, Brigitte Bardot e Ava Gardner, vanta arredi preziosi che ben rispecchiano i gusti e le mode dell’epoca. Il lungo bancone di legno e marmo, la raffinata sala e le specchiere ricche di intarsi dorati ti catapultano nell’opulenza degli anni ’30, tra duchi, dive e principi, in un tripudio di sfarzi che nel tempo non hanno perso bellezza. 

Tuttora il Caffè Torino mantiene lo stile dei suoi anni d’oro, esibendo nelle sue vetrine gianduiotti su vassoio di argento e rilucendo nei suoi preziosi dettagli d’arredo. Approfitta dei tavolini nel dehors per sorseggiare una deliziosa cioccolata calda oppure per degustare uno dei suoi famosi cocktails a base Martini. 

Torino, cosa vedere in 1 week end
Il Caffè Torino ha un’insegna luminosa sponsorizzata dalla Martini. Impossibile non trovarlo passeggiando sotto i portici.

Calpesta i testicoli del toro di bronzo

Anche se i torinesi non sembrano avere le stesse credenze scaramantiche del sud, nessuno di loro passa vicino al Caffè Torino senza calpestare i testicoli del toro di bronzo intarsiato nel pavimento. Questo prezioso bassorilievo che rappresenta una figura taurina dalla maestosa possenza è stato realizzato nel 1930 ed è diventato il simbolo della città. Secondo una credenza popolare calpestare i testicoli del toro porta fortuna. Se ti trovi seduto al Caffè Torino puoi ammirare le persone che, in passeggiata, pestano il toro facendo un giro su se stessi, in modo molto discreto. Se anche tu sei in cerca di fortuna prova a seguire questa curiosa tradizione. 

Torino, cosa vedere in 1 week end
Se anche tu sei in cerca di fortuna prova a seguire questa curiosa tradizione. Calpesta i testicoli del toro!

Torino, cosa vedere in 1 week end. Il Palazzo Reale

Uno dei principali edifici storici di Torino è Palazzo Reale, che si affaccia su Piazza Castello. Residenza di Casa Savoia fino al 1865 questo edificio, progettato dall’architetto Amedeo di Castellamonte, vanta uno stile architettonico dagli eleganti dettagli che ricorda molto la Reggia di Caserta. Una vista al suo interno non può mancare. Le stanze, finemente arredate, hanno accolto nobili, ecclesiastici, personaggi politici italiani e stranieri. La bellezza dei suoi saloni, la regalità della sala del trono, l’opulenza della sala da pranzo e gli antichi arazzi che scaldano le pareti delle stanza da letto ti catapultano nella vita mondana dell’epoca. 

Torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
Meravigliosi affreschi, arazzi preziosi e volte dorate fanno del Palazzo Reale di Torino un vero gioiello dell’architettura italiana dell’epoca.

Il percorso di visita comprende anche l’ Armeria Reale, una straordinaria galleria dalle volte meravigliosamente affrescate che ospita le armature e le armi storiche di Casa Savoia, comprese le statue dei cavalli utilizzati durante le battaglie. Le strutture in legno, perfettamente modellate a dare forma ai più importanti destrieri del Palazzo, sono ricoperte di vera pelle equina e rendono l’aspetto delle statue assolutamente realistico. 

Il Palazzo Reale vanta anche un meraviglioso giardino esterno al quale è possibile accedere in maniera gratuita. E’ un delizioso spazio all’aperto che comprende prati verdi, meravigliose fontane ed un rigoglioso bosco in cui passeggiare. 

Orari di apertura:  aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 8.30 alle 18:00.

Costo del biglietto: € 15,00 intero, 13,00 € ridotto. Pacchetto famiglia: adulto: € 10 ridotto – bambino: € 6 – fino a 5 anni biglietto gratuito

Torino, cosa vedere. Visita la cappella della Sacra Sindone

Sapevi che la Sacra Sindone è custodita nel Duomo di Torino? La cappella dove è custodito il sudario in cui si presuppone sia avvolto il corpo di Cristo è stata danneggiata gravemente da un incendio nel 1997. Ora la reliquia si trova dietro l’altare maggiore del Duomo, dopo essere stata salvata dalle fiamme, ed è conservata in posizione orizzontale in una teca a tenuta stagna. Viene esposta al pubblico raramente, e quando accade viene spostata in un’altra teca.

Il Duomo di Torino, dedicato al patrono della città San Giovanni Battista, è un edificio barocco opera di Guarino Guarini. E’ stato edificato agli inizi del 1400 per volere del Cardinale della Rovere e la sua facciata in marmo bianco esibisce tre portali decorati da eleganti rilievi. Il bianco della facciata è in contrasto con i mattoni rossi della torre campanaria. 

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00

Costo del biglietto: entrata gratuita

Prendi l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana

Simbolo indiscusso della città di Torino la Mole Antonelliana è un’imponente costruzione edificata nella metà del 1800 su un progetto di Alessandro Antonelli, dal quale ovviamente prende il nome. La sua funzione iniziale era religiosa, essendo stata creata come tempio israelitico. Qualche decennio più tardi invece viene ceduta al comune di Torino che ne ha subito fatto un monumento dedicato a Vittorio Emanuele II Re d’Italia. 

Alta 167 metri la Mole Antonelliana è sormontata da una cupola cuspidata che sfoggia su una guglia una stella a cinque punte, che è andata a sostituire la statua del genio alato posata a fine ‘800 per la sua inaugurazione. Per avere una vista a 360° della città prova a prendere l’ascensore panoramico. Ti porta a 85 metri di altezza, nel Tempietto, e ti permette di ammirare il circondario anche durante la salita grazie alle sue vetrate trasparenti. All’interno della Mole Antonelliana trovi il Museo del Cinema. Qui sono conservate le collezioni relative ai manifesti, alle macchine e all’archeologia del cinema italiano.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Chiude il martedì.

Costo del biglietto: 11.00 €

Entra nel Museo della RAI

Poco distante dalla Mole Antonelliana trovi il Museo della radio e della televisione RAI. L’entrata è gratuita e puoi fare un percorso esperenziale in cui cimentarti con i mestieri della tv, come il cameramen o il regista. E’ un delizioso percorso da fare soprattutto con i bambini, divertente ed istruttivo. Al suo interno trovi diverse ambientazioni degli studi redio-televisivi, con cimeli storici legati al mondo della tv. Puoi divertirti a fare il conduttore radiofonico, parlando in un vero microfono degli anni 30, oppure cimentarti al bancone della regia, divertendoti a mixare audio e video. Puoi controllare sullo schermo le inquadrature delle telecamere e gestire la messa in onda! 

torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
Il Museo della Rai è bellissimo da esplorare con la famiglia. Tra luci dei set e macchine d’epoca puoi provare a diventare per qualche ora conduttore radio-televisivo.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:30. Chiuso il martedì.

Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Immergiti nella storia millenaria del Museo Egizio

Il Museo Egizio è una delle attrazioni più famose d’Italia e la più visitata di Torino. E’ un area museale enorme, dedicata all’arte e alla cultura della civiltà egizia, inaugurata nel 1826 per volere del re di Sardegna Carlo Felice. Acquistando una prima collezione di opere dal console di Francia in Egitto, Bernardino Drovetti, ha dato inizio alla storia del Museo Egizio, uno dei più ricchi e autorevoli musei egiziani al mondo. La raccolta museale vanta al momento più di 30.000 pezzi, tra sarcofagi, statue, gioielli e mummie.

Qui è conservata la statua di Ramesse II e le tombe, perfettamente tenute, di Kha e Merit. Durante il percorso puoi addirittura entrare nell’originale Tempio rupestre di Thutmosi, prelevato da Assuan e ricomposto in loco. Uno spettacolo emozionante anche per i più piccini, appassionati del mondo egizio. 

Torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
Il Museo Egizio di Torino è il più importante al mondo, dopo quello del Cairo. E’ un privilegio enorme poterlo visitare se sei in visita in città.

Orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 18:30. Lunedì apertura solo di mattina, dalle 9:00 alle 14:00.

Costo del biglietto: 15 €

Vai a conoscere la Dottoressa delle bambole

A Torino, in via Barbaroux 7, trovi la Dottoressa delle Bambole. Passando per questa stradina del centro storico non puoi non rimanere affascinato da questo piccolo ospedaletto per bambole, orsetti di peluche e giocattoli rotti. La Dottoressa Greta accoglie, coccola e ripara i piccoli amici dei bambini, quelli insostituibili, che spesso hanno un grande valore affettivo. A lei puoi affidare giochi di ogni misura e materiale e nella sua bottega puoi ammirare inoltre la sua collezione personale di bambole. Un posto magico per i bambini, che impareranno ad apprezzare i propri giocattoli prendendosene sicuramente più cura. 

Torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
La Dottoressa delle Bambole di Torino pratica sui suoi assistiti anche il Kintsugi . E’ un lavoro di restauro che evidenzia ed impreziosisce le fratture di un oggetto rotto. Rompendosi, un oggetto può quindi diventare ancora più pregiato grazie a quest’arte che vuole sottolineare che le cicatrici e le ferite possono trasformare un oggetto in qualcosa di unico.

Torino, cosa vedere. Passeggia nel Parco del Valentino

Lascia ora il centro storico e dirigiti al parco del Valentino, altro luogo iconico di Torino. Oggi il castello che si erge nel cuore dei suoi giardini è sede della Facoltà di Architettura del Politecnico ma in passato è stato la regale dimora della regina Maria Cristina di Francia. All’interno del parco del Valentino puoi passeggiare in un autentico Borgo Medievale, una fedele riproduzione di un villaggio del 1400 con case e botteghe dell’epoca. E’ stato costruito per rappresentare il patrimonio storico-artisctico del Piemonte durante l’Esposizione Generale Italiana Internazionale del 1884 e da allora, invece di essere demolito, è divenuto un luogo di forte interesse culturale che attrae giornalmente centinaia di turisti.

Orari di apertura: il Castello apre solo il sabato, con due visite guidate gratuite. Una alle 10:30 e una alle 11:30, alle quali è possibile unirsi solo tramite prenotazione. Il Borgo Medievale è sempre aperto e l’ingresso è libero.

Perchè visitare Torino con i bambini

La città di Torino vanta un patrimonio storico, artistico e culturale degno di nota. Uno scrigno carico di preziosi gioielli, tra Residenze Reali, musei e dimore storiche. Torino però è anche una città giovane, fatta e vissuta da giovani. Intere zone sono diventate punti di incontro della movida, come ad esempio il quartiere chiamato Quadrilatero Romano. Si trova nel centro storico e racchiude non solo gallerie d’arte e negozi ma soprattutto bar e ristoranti in cui spendere il tempo, aperti tra l’altro fino a tarda notte.

Torino è una città ricca, elegante e moderna allo stesso tempo, ampiamente attrezzata per ospitare il grande flusso turistico di eventi, fiere e convegni internazionali. Non bisogna poi dimenticare che la grande industria italiana si è sviluppata proprio in questi territori, apportando non poco benessere alla popolazione locale. Il lusso traspare dai tanti brand di alta moda che si affacciano sulle strade e le piazze della città, come Chanel e Gucci, o nei tanti locali che espongono i prodotti di qualità delle aziende locali, come Lavazza e Martini & Rossi. Anche la FIAT è nata a Torino, partendo nel 1899 con un piccolo investimento e diventando una delle più famose e produttive industrie automobilistiche del mondo.

Per i tifosi del calcio poi a Torino c’è uno degli stadi museo più belli d’Italia, l’Allianz Juventus Stadium, uno degli impianti tecnologici più avanzati del settore. Una visita a Torino è un viaggio a 360° nella storia non solo del Piemonte ma di tutta la penisola italiana, ricca di eccellenze in ogni campo, dallo sport alla cultura. 

 

Sai che a Matera c’è uno dei percorsi di trekking più pittoreschi della Basilicata? Parte proprio dai suoi Sassi e si dirama nella Gravina, un canyon percorso dall’omonimo torrente, sviluppandosi su un costone calcareo che ti porta nel Parco Nazionale della Murgia e delle Chiese Rupestri. Un sentiero che ti proietta in un ecosistema straordinario, tra piantine aromatiche spontanee e delicati fiori di zafferano, immerso nei colori caldi della pietra calcarenitica e tra i suoi numerosi residui fossili.

Trekking a Matera

Scendi nella Gravina 

Inizia il tuo percorso di trekking a Matera partendo da Piazza Pistola, lasciando il Sasso Caveoso alle tue spalle. Discendi nel canyon attraversato dal torrente Gravina, e segui il percorso che porta a valle, tra arbusti aromatici e deliziosi profumi di sottobosco. Raggiungi e costeggia il torrente, assaporando l’aria salmastra e ammirando la trasparenza dell’acqua, che espande il suono del suo scorrere nel canyon come una dolce melodia. Concentrati sulle tonalità calde delle pareti rocciose. Un’ocra avvolgente, tendente all’oro, che regala a questo luogo un fascino quasi surreale. Poi dirigiti verso il ponte tibetano e prova a raggiungere il lato opposto della Gravina. 

Attraversa il ponte tibetano

Inaugurato nel 2015 il ponte tibetano sul canyon della Gravina è una delle attrazioni più ambite di Matera. E’ di semplice percorrenza ed è adatto anche alle persone meno esperte. Mette in comunicazione i Sassi con le Murge facendoti passare dal contesto urbano ad un’ambiente più selvaggio, facilmente paragonabile per colori e conformazione ad un paesaggio preistorico. Una volta imboccato il ponte raggiungi la parte opposta e comincia a percorrere il sentiero che, in salita, ti porterà nel meraviglioso Parco della Murgia Materana e delle Chiese Rupestri. 

Trekking a Matera. Dai Sassi alla Murgia.

Cammina nella storia millenaria del Parco della Murgia Materana

Il sentiero che si dirama sul versante della Murgia è una testimonianza di come la zona fosse anticamente popolata da piccoli nuclei abitativi, prevalentemente composti da pastori. Un susseguirsi di grotte naturali, cisterne e chiese rupestri che lascia l’avventore senza fiato per la sua naturale bellezza. Il parco si estende per 8.000 ettari e racchiude tutta la storia e l’architettura primordiale del territorio lucano. Numerosi sono i reperti fossili che puoi vedere e addirittura trovare durante il percorso. Sono la più grande testimonianza dell’evoluzione geologica di questa enorme area che, circa 80 milioni di anni fa, era un bacino marino. Le rocce sono infatti di origine sedimentaria e sono classificate come calcarenitiche.

Visita le Chiese Rupestri

I primi, piccoli insediamenti umani della Murgia erano prevalentemente composti da pastori e mandriani. Tracce del loro passaggio sono tangibili nelle antiche cisterne per lo stoccaggio dell’acqua, nelle piccole case grotta e nelle suggestive Chiese Rupestri. Queste ultime sono disseminate lungo tutto il percorso. Alcune sono scavate in luoghi adesso quasi inaccessibili ma le Chiese Rupestri visitabili sono davvero un incanto. Gli interni sono infatti impreziositi da meravigliosi affreschi che, nonostante il tempo trascorso, sono ancora ben visibili.

Molto particolare, anche se chiusa da una grata in acciaio, è la Chiesa Rupestre di Sant’Agnese, sulla Murgia Timone. E’ completamente scavata nella roccia e vanta due piccoli ambienti separati da un arco. Sul muro frontale puoi ben vedere l’affresco che raffigura l’effigie della sante che sovrasta un’altare scolpito e modellato nella roccia. All’esterno trovi un esempio di cisterna per la raccolta dell’acqua e poco distanti alcune grotte naturali che un tempo erano usate come ricovero per gli animali. 

Affacciati dal Belvedere di Murgia Timone

Da una di queste grotte, la più grande e capiente, puoi avere una vista pazzesca di Matera dall’alto. Si trova poco distante la Chiesa Rupestre di Sant’Agnese ed è un meraviglioso punto di sosta. Al suo interno trovi numerosi reperti fossili e un bel fresco ristoratore, e puoi riposarti ammirando i Sassi di Matera da una prospettiva davvero insolita. La città si espande di fronte a te in tutto il suo splendore e, da questa angolazione, il paesaggio diventa ancora più pittoresco. Uno scorcio fotografico pazzesco che ti ripaga delle fatiche fatte durante il percorso. 

Trekking a Matera. Dai Sassi alla Murgia
Da questa grotta puoi avere una vista pazzesca su tutta Matera. La città dei sassi Si erge sul canyon della Gravina e ti avvolge nel suo folgorante splendore.

Poco più in alto, sull’altipiano della Murgia Timone, trovi uno scenario che lascia davvero senza fiato. Per la sua naturale bellezza e per l’atmosfera altamente suggestiva, questo punto è uno dei più emozionanti di Matera a livello visivo. Proprio per il suo particolare affaccio sui Sassi e per la forte somiglianza al Monte Golgota, il regista Mel Gibson lo ha scelto come location per una delle scene più crude e famose del film ” La passione di Cristo”. Sullo sfondo di questa scena iconica della cinematografia internazionale si può ben vedere la città dei Sassi, vicinissima per somiglianza strutturale a Gerusalemme. Numerose sono inoltre le pellicole girate a Matera, come Cristo si è fermato a Eboli e l’ultimo 007, No time to die, con Daniel Graig. 

Trekking a Matera. Dai Sassi alla Murgia
Uno degli scorci più suggestivi ed emozionanti della Murgia Timone. Una volta raggiunto l’altopiano non puoi fare a meno di emozionarti guardando il paesaggio che ti si apre di fronte.

Consigli utili alla visita

Fare trekking a Matera è un insolito modo di scoprirne la parte più selvaggia. Nonostante sembri facile da affrontare affacciandosi dal punto di partenza, la passeggiata che porta fino alla Murgia risulta essere abbastanza impegnativa. Occorre tempo, più o meno un paio d’ore, e soprattutto un abbigliamento consono. Usa scarpe da trekking e abiti comodi, munisciti di uno zaino e di una borraccia con acqua. Porta con te qualche snack proteico e un cappellino per ripararti dal sole, se esplori la zona in estate. In inverno munisciti di giacca a vento. 

Perchè fare trekking a Matera

Se ti trovi a Matera e vuoi scoprire la sua parte più selvaggia prova a percorrere il percorso che, dai Sassi, ti porta fino alla Murgia. Un susseguirsi di paesaggi pazzeschi e di profumi autentici, in cui puoi immergerti nella storia millenaria di questi territori. Non solo natura allo stato brado quindi, ma anche scorci paesaggistici che ti tolgono il fiato e costruzioni antiche che ti portano indietro nel tempo, catapultandoti in una dimensione unica al mondo. La passeggiata di trekking dai Sassi alla Murgia è il completamento della tua visita a Matera e ti permette di scoprirne ogni peculiarità, permettendoti di fare un viaggio a 360° nella sua più autentica realtà. 

 

Conosci il borgo lucano di Sasso di Castalda? Si trova nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, in provincia di Potenza. E’ un piccolo gioiello della Val d’Angri e il suo centro storico pullula di casette in pietra viva costeggiate da scalinate, queste ultime impreziosite da balconcini e giardinetti fioriti. Un posto da visitare in maniera lenta, per una vacanza all’insegna del relax e del contatto primordiale con la natura del territorio,  ma che sa regalare anche momenti di pura adrenalina. Scopriamo insieme perchè..

Sasso di Castalda

Passeggia nel centro storico

Il borgo di Sasso di Castalda regala scorci pittoreschi, spesso comprensivi di affacci meravigliosi. Nel centro storico trovi una piazza triangolare, Piazza del Popolo, dove si svolge principalmente la vita cittadina. C’è solo un bar, un tabacchi e una graziosa bottega dove degustare e acquistare prodotti tipici locali: Terra del Sasso. Da Angelo puoi scoprire sapori e profumi della terra lucana e comprare deliziose conserve, pasta, vini locali ma soprattutto i famosi peperoni cruschi, uno dei prodotti tipici più conosciuti della Basilicata. Trovi inoltre due piccole chiese, quella di Sant’Antonio e la Chiesa di San Rocco, dalla quale spicca un imponente campanile risalente al 1658.

Cosa fare a Sasso di Castalda in Basilicata con i bambini
Il Quartiere della Manca è la parte più antica di Sasso di Castalda e, oltre alla Chiesetta della Madonna delle Grazie, comprende un bellissimo albergo diffuso con dimore di charme: Borgo Manca Suites.

Esplora il Geosito di Sasso di Castalda

Sasso di Castalda è letteralmente immersa nella natura. Al di fuori del borgo trovi i sentieri di trekking più belli della regione e puoi fare escursioni libere nel canyon del Geosito, una delle più belle testimonianze dello scontro tra due zolle, l’eurasiatica e l’africana, avvenuto milioni di anni fa. Tale collisione ha determinato la chiusura del bacino di Lagonegro e la formazione della catena appenninica lucana. Il percorso nel canyon, da fare possibilmente con guide esperte che ti possano raccontare la storia geologica della zona, è ricco di affioramenti rocciosi significativi nonchè di moltissimi fossili che testimoniano l’antica presenza del mare.

Prova a oltrepassare i ponti tibetani

La cittadina di Sasso di Castalda è famosa anche per il percorso dei ponti tibetani. Si sviluppa all’interno del geosito, sulle sponde del fiume Arenazzo, a due passi dal centro storico. Se vuoi provare un’esperienza wild e un’attività a dir poco alternativa prova a percorrere i vari ponti che si stagliano da una parte all’altra della montagna. Inizia con il Ponte Petracca, lungo 95 metri e alto 30, con il quale puoi raggiungere il versante opposto del geosito. Percorri poi in salita il sentiero che porta al Ponte alla Luna, uno dei ponti a campata unica più impressionanti d’Italia.

Passeggia a 300 metri sospeso nel vuoto, in balia delle correnti ventose, a 102 metri di altezza! Un’esperienza unica e super adrenalinica! Sfida la paura e cammina fino al punto di arrivo, altamente panoramico come tutto il percorso sospeso nel vuoto. La sky-walk in vetro ti attende a fine traversata, regalandoti scenari pazzeschi completamente immersi nella natura della Basilicata. E dopo aver ripreso fiato raggiungi la vicinissima Rocca medievale. Al suo interno ti aspettano graziose panchine in legno dove poeti di strada hanno lasciato romantiche parole.. 

Sasso di Castalda. Cosa fare con i bambini in Basilicata
I ponti tibetani sono accessibili a persone in buono stato di salute psico-fisica e ai ragazzi dai 13 anni in sù. I bambini dai 9 ai 12 anni possono accedere solo se accompagnati da un genitore.

Esplora i sentieri naturalistici

​Il piccolo borgo di Sasso di Castalda è completamente immerso nella natura più selvaggia della Basilicata. E’ il luogo ideale per gli amanti del trekking e delle escursioni, ideale soprattutto per le famiglie con i bambini. I più piccini infatti possono giocare a fare gli esploratori nei numerosi sentieri naturalistici e, nel meraviglioso Bosco della Costara, possono addirittura abbracciare un faggio di oltre 300 anni! Altro sentiero che sicuramente stuzzicherà la curiosità dei bambini è quello dedicato a Maria Le Ventre, la fondatrice del Piccolo Coro dell’Antoniano, natia di Sasso di Castalda. La passeggiata collega il centro storico al comune di Marsico Nuovo, sviluppandosi sulla scia di una vecchia mulattiera. Il sentiero è intrigante perchè è diviso in quattro zone, ognuna della quali è dedicata ad una canzone scritta da Maria Le Ventre. 

Se i tuoi bambini amano l’atmosfera del far west invece dirigiti verso il sentiero di San Cosmo e Damiano. E’ una delle passeggiate più suggestive della Basilicata e i paesaggi, selvaggi e aridi, ricordano molto le scenografie dei vecchi film western.

Vai alla ricerca dei cervi

Un’altro posto di Sasso di Castalda da vedere insieme ai bambini è l’Area faunistica del cervo. Si trova poco fuori il borgo antico ed è una deliziosa oasi naturale dove questi splendidi animali vivono in totale libertà, tutelati e accuditi da personale qualificato. Con un pò di fortuna e sempre rispettando il silenzio della natura puoi avvistare i cervi in passeggiata e ammirarli in tutta la loro bellezza. 

Coma raggiungere Sasso di Castalda

In Basilicata è preferibile spostarsi con la propria auto visti i pochissimi collegamenti da un centro all’altro. Se arrivi con l’auto da Roma o Napoli devi prendere l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, prendere lo svincolo per Atena Lucana e proseguire per la SS 598 direzione Taranto fino all’uscita per Sasso di Castalda. 

Arrivando da Bari invece devi prendere l’uscita per Tito dopo aver percorso l’autostrada Potenza-Sicignano. Prosegui poi lungo la SS 95 Tito-Brienza fino ad arrivare allo svincolo per Sasso di Castalda. 

sasso di castalda. Cosa fare in Basilicata con i bambini
Nel centro storico ci sono alcuni parcheggi gratuiti di cui puoi usufruire, oppure puoi lasciare la macchina nelle aree parcheggio ( a pagamento ) poco fuori il borgo.

Dove dormire nel borgo

Stai cercando strutture che ti permettano di vivere esperienze autentiche nel borgo di Sasso di Castalda? Posso consigliarti due alloggi molto diversi tra loro ma altrettanto belli e accoglienti, situati proprio nel centro storico. Se vuoi avere una vista strepitosa sulla rocca medievale e avere una stanza elegante, completa di ogni confort possibile e situata nel quartiere della Manca, prenota il tuo soggiorno a Terra del Sasso Suites. La dimora di charme vanta due splendide camere di design, ariose e molto grandi, in cui passare momenti di straordinario relax dopo le tue escursioni nei dintorni.

Se invece preferisci una vacanza all’insegna dell’adrenalina puoi optare per un’appartamento che ospiti tutta la famiglia, a due passi dai ponti tibetani. Guarda che luna B&b dispone infatti di due camere matrimoniali con bagni privati e di un’area colazione in comune, ideale quindi se viaggi con i bambini. La struttura è in stile country e sembra essere sospesa nel vuoto, così come i ponti che puoi vedere affacciandoti dal romantico oblò che illumina una delle due stanze. 

Perchè visitare Sasso di Castalda

Il piccolo borgo di Sasso di Castalda dona al visitatore emozioni diverse. Se da una parte il silenzio e la calma regnano incontrastati nel centro storico, dall’altra la cittadina friccica di attività adrenaliniche da sperimentare. Passeggiare nel piccolo agglomerato urbano porta via un’oretta e ti fa scoprire angolini di una bellezza autentica, mai cambiati nel corso degli anni. Nel provare le esperienze outdoor invece, come l’attraversamento dei ponti tibetani, puoi scoprire l’anima selvaggia della zona, immersa nella natura incontaminata della regione, regalandoti emozioni forti che porterai con te per il resto della vita. 

 

 

Uno dei borghi più pittoreschi della Basilicata è Sant’Angelo Le Fratte, famoso per i bellissimi murales che rallegrano il suo centro storico. Il paese è un piccolo gioiello della Valle del Melandro ed è immerso nella natura meravigliosa degli appennini lucani. Distrutto dal sisma del 1980 che ha colpito tutta la regione dell’Irpinia, ultimamente è riuscito a tornare al suo antico splendore anche grazie a queste riproduzioni artistiche che ne abbelliscono le case e le strade conferendogli un’intrigante conformazione urbana. 

Sant’Angelo le Fratte

Vai alla scoperta dei murales del borgo

Sant’Angelo le Fratte è ormai noto come il paese dei murales. Ne trovi oltre 150 che vanno ad abbellire le case, le strade ed i vicoli del paese. Sono stati realizzati da artisti esperti a partire dal 1997 e raccontano, come libri ben strutturati, la storia e le tradizioni del borgo. Ogni angolo è impreziosito da autentici disegni, colorati e molto pittoreschi, che spiccano per la perfezione dei dettagli. Passeggiando per le stradine del borgo inoltre, tra case di pietra e balconi fioriti, potrai incontrare anche delle bellissime statue di bronzo e marmo. Sono riproduzioni a grandezza naturale di scene di vita popolare, attuale e del passato. Un grande progetto artistico che va ad integrarsi a quello dei murales e ne enfatizza la peculiarità, rendendo Sant’angelo le Fratte un vero e proprio museo a cielo aperto.

Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata
Ogni murale di Sant’Angelo le Fratte è una vera e propria opera d’arte che va ad impreziosire questo enorme museo a cielo aperto.

Sant’Angelo Le Fratte. Scatta una foto davanti al palazzo azzurro

Uno dei palazzi più belli di Sant’Angelo le Fratte porta dipinti sulla facciata principale fiabeschi personaggi femminili. Lo sfondo azzurro, impreziosito da porte e finestre blu e dalla pietra viva, crea un effetto visivo davvero molto particolare catapultandoti in un’atmosfera romantica ed incantata. Da ogni angolazione è possibile scattare bellissime foto. Lo trovi un Rue dei Fiori, imboccando uno scenografico arco in pietra.
Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata
Uno dei murales più belli del borgo di Sant’Angelo le Fratte si trova in Rue dei Fiori e rappresenta romantiche ragazze che sembrano popolare un bosco di favole.

Fai il percorso delle cantine

Il borgo di Sant’Angelo le Fratte ha un legame fortissimo con la tradizione vinicola della zona e nel centro storico trovi l’espressione per eccellenza di questa passione: le cantine. Sono costruzioni ricavate nella roccia viva del monte Carpineto e, vista la loro temperatura perfetta, sono usate per la conservazione del vino ma anche di salumi e formaggi tipici prodotti in loco. Puoi scoprirle attraverso un percorso ad hoc che comprende circa 100 cantine e che porta, per concludere in bellezza, ad un punto panoramico che affaccia su tutta la Valle del Melandro. 

Visita la Pinacoteca Civica

Il Municipio di Sant’Angelo le Fratte ha sede in una dimora storica regalata al comune dalla famiglia Galasso, risalente al diciannovesimo secolo. All’interno del Municipio trovi la meravigliosa Pinacoteca Civica, intitolata a “Michele Antonio Saverio Cancro”, famoso artista di Sant’Angelo, che raccoglie al suo interno ben 243 opere delle 1600 da lui realizzate. La maggior parte di esse sono ritratti fatti ad ogni singolo abitante del borgo e le trovi esposte all’ultimo piano dell’edificio, quest’ultimo ricostruito dopo il terremoto dell’80 integrando parte della vecchia struttura in pietra ad un’architettura moderna che ben valorizza gli scorci storici del sito. 

Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata
L’edificio che ospita la Pinacoteca Civica di Sant’Angelo le Fratte è stato ristrutturato in chiave moderna dopo il terremoto del 1980, sui resti del vecchio edificio pre-esistente.

Samt’Angelo Le Fratte. Cena dallo Chef Narrante

Se ti trovi a Sant’Angelo le Fratte devi assolutamente fermarti a pranzo o a cena da Emilio Pompeo, famoso Chef Narrante. Assaggiando i suoi piatti puoi fare un vero viaggio sensoriale nella cucina della tradizione lucana, rivisitata in maniera sorprendente. La cucina di Emilio è racconto. Così come le sue narrazioni incantano il cliente durante il convivio, altrettanto il cliente rimarrà stupito dalla bontà dei suoi piatti. 

Trovi la Puteja in Via Umberto I

Perchè visitare Sant’Angelo le Fratte

Una visita a Sant’Angelo le Fratte apre il cuore alle emozioni incantandoti con le sue antiche tradizioni che ben si integrano alle recenti innovazioni. Il centro storico è così pittoresco da farti stare perennemente a testa in su, alla ricerca dei disegni sparsi sui muri, sulle facciate, nei vicoli, sulle scalinate. Il sindaco della città, Michele Laurino, ha riportato all’antico splendore questo borgo della Basilicata dedicandosi completamente alla sua valorizzazione. L’amore per la sua terra traspare in ogni angolo del centro storico, nella cura dei dettagli, nella realizzazione di opere pubbliche di grande valenza sociale.

Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata

Una sosta a Sant’Angelo le Fratte è un tuffo nella Basilicata più verace, alla scoperta delle peculiarità di questi territori aspri e selvaggi ingentiliti dalla mano dell’uomo, che per una volta non è stata distruttrice ma fortemente edificante, ponendo basi solide per un’eccellente vivibilità e aprendo queste realtà ad un sano turismo di qualità. 

 

 

Se il tuo obiettivo non è solo la meta ultima ma anche quello che viene nel mezzo, se ami i viaggi on the road, se hai bisogno di rallentare e sei pronto a lasciarti avvolgere dalle dolci atmosfere del passato, la zona della Valsesia in Piemonte è la destinazione perfetta per te. E’ Gattinara è la città ideale per passare un weekend all’insegna del relax e del buon cibo.

Gattinara

Percorri le strade che costeggiano i boschi

Arrivando da Biella e percorrendo la Strada Provinciale 142 Biellese in direzione Romagnano, passando per Candelo e Castellengo, puoi viaggiare su strade larghe e comode tra boschi e colline. Lungo il tragitto, se sarai fortunato, il tuo sguardo incrocerà quello di un timido Bambi che ti osserva da dietro un albero. Dovrai inoltre stare attento ad evitare intere famigliole di cinghiali che camminano indisturbate a bordo strada.

Passeggia nel borgo sospeso nel tempo

Nei pressi del fiume Sesia, nelle province di Biella, Vercelli e Novara, si avvicendano una serie di graziosi paesini medievali, per lo più caratterizzati da strutture basse e porticati, i cui centri sono ravvivati da negozietti che ben ricordano le antiche botteghe.

Gattinara, cosa vedere in Val di Sesia
Il centro storico di Gattinara Si presta a bellissime passeggiate, in coppia o con i bambini.

Tra questi trovi Gattinara, che per estensione e numero degli abitanti (circa 8000) è oggi il quinto comune della provincia di Vercelli.

Gattinara nasce nel 1242 come “borgo franco” per volontà del comune di Vercelli dal quale dipende in toto, distaccandosi da qualsiasi organizzazione di tipo feudale, e accoglie tutti gli abitanti delle zone limitrofe. La torre, che prende il nome dall’area circostante delle Castelle, è quello che resta della fortezza medievale: a circa dieci minuti dal centro, collocata sulla collina e attorniata da vitigni, la Torre delle Castelle è facilmente raggiungibile in auto, sebbene la strada sia stretta e sia consigliato di percorrerla a piedi nel rispetto e la quiete degli abitanti.

Gattinara. cosa vedere in Val Sesia
La chiesa della Madonna della Neve è stata completamente ricostruita negli anni ’50 a cura della sezione Alpini di Gattinara in ricordo degli Alpini caduti in tutte le guerre, sui resti dell’antica chiesa di origine medioevale dedicata a S. Giovanni Evangelista attestata già nel 1217.

Visita la Chiesa Bianca e siediti sulla Big Bench di Gattinara

Una volta in cima trovi una piccola Chiesa bianca dedicata alla Madonna della Neve, curata dagli Alpini di Gattinara, così come il rifugio. Sul retro della Chiesa, accanto ai tavoli da picnic, troneggia una “Big Bench”: una grande, grandissima panchina rossa dalla quale potrai perderti in un panorama mozzafiato e scorgere anche Novara in caso di cielo sereno…il tutto con i piedi rigorosamente penzoloni!

Gattinara, la Big Bench della Val di Sesia
Per molto tempo la Panchina Gigante di Gattinara è la numero 35 delle Panchine Giganti e la più vicina a Novara.
La Big Bench di Gattinara è di colore rosso ed è stata posizionata accanto al complesso fortificato delle Castelle, sulla collina che sovrasta la cittadina di circa 8.000 abitanti nella provincia di Vercelli.

Al ritorno dalla Torre e dotato di scarpe comode (ciottoli e tacco 12 non vanno propriamente d’accordo…) potrai facilmente esplorare il centro storico di Gattinara che si sviluppa su quattro strade principali. Qui puoi curiosare indisturbato tra i negozi che si trovano sotto i portici. Il centro è vivo ma non caotico, perfetto per una passeggiata romantica al tramonto o per mangiare un gelato con i bambini. Il traffico è minimo e regolare e i parcheggi sono soggetti a disco orario, per una durata di 3 ore.

Gattinara. Fai un aperitivo All’Usteria dla Pitta

A conclusione della perfetta giornata non puoi farti mancare un aperitivo con cena annessa presso l’Usteria dla Pitta, situata all’interno di un cortile nel centro del paese.

In perfetta armonia con la magica atmosfera del borgo, questo ristorantino ti catturerà con i suoi deliziosi dettagli. L’arredamento è interamente ricavato da materiali di recupero e il menu è ricco di antipasti e piatti tipici. Puoi accompagnare ogni portata con un buon vino della zona.

Dove mangiare a Gattinara, Usteria dla Pitta
Nel centro di Gattinara, città del vino, a pochi passi dai principali punti d’interesse del comune, c’è La Pitta Guest House, dove poter mangiare nello splendido cortile o dormire nella stanze finemente arredate.

E se a fine cena le ginocchia non dovessero reggere, puoi sempre decidere di mollare tutto e trattenerti per la notte in una delle stanze gestite dalla proprietaria della Pitta, la simpaticissima Simona.

A Gattinara, “città del vino, terra del riso e del buon vivere”, dove il tempo si ferma, la felicità è fatta dalle cose semplici…

 

Guest post a cura di Angela Giordano

 

Se stai pianificando un viaggio on the road in Austria non puoi certo perderti la sua capitale, Vienna, una delle città più romantiche d’Europa. La sua bellezza incanta ogni visitatore e le sue molteplici sfaccettature riescono ad avvolgerti in un’atmosfera antica, quasi ferma nel tempo, dove musica e dolcezza riempiono le ore facendole volare. Non basterebbe una settimana per scoprire le meraviglie di questa eclettica città ma in questo articolo puoi trovare consigli su cosa vedere a Vienna in 2 giorni, con un itinerario dettagliato da percorrere a piedi o in metro.

Cose da vedere a Vienna in 2 giorni

Passeggia nel Castello di Schönbrunn e nei suoi magnifici giardini

Uno dei primi posti che dovresti visitare una volta arrivato a Vienna è il Castello di Schönbrunn, icona della nazione austriaca. La reggia dei sovrani d’Asburgo non ha nulla da invidiare a quella di Versailles, superandola nei fasti e negli eleganti arredi. In questa maestosa dimora hanno vissuto Franz e Sissi, la principessa più famosa del mondo. Puoi passeggiare nelle sfarzose stanze che un tempo appartenevano ai sovrani austriaci e scoprirne gli usi e le abitudini giornaliere. La Principessa Sissi ad esempio aveva una sala dedicata al fitness, con tanti attrezzi con cui si allenava costantemente. Lo sapevi?

La visita completa del palazzo richiede sicuramente una giornata intera ma avendo poco tempo a disposizione puoi optare per il tour breve del palazzo, che porta nelle sale principali del castello e ha accesso ai meravigliosi giardini della tenuta reale. 

Fermata Metro: U4, fermata di Schönbrunn

Tram: 10, 60 fermata di Schönbrunn

 

Cosa vedere a Vienna in 2 giorni
La serra delle palme nel parco del castello di Schönbrunn è la struttura più grande di questo tipo esistente in Europa. Ospita numerose piante mediterranee, tropicali e subtropicali.

Annusa i libri nella Biblioteca Nazionale Austriaca

La Biblioteca Nazionale Austriaca è un vero paradiso per i lettori e a quanto si dice sembra che sia stata fonte di ispirazione per i creatori del film Disney La bella e la bestia per via delle sue meravigliose gallerie decorate da statue, affreschi e marmi di gran pregio. E’ una delle più belle biblioteche d’Europa e ospita circa 4,000 volumi dal valore inestimabile, raccolti su maestose librerie costruite di profumato legno di castagno. Si trova in centro città e per visitarla basta un’oretta. 

Fermata Metro: Herrengasse, linea U3 | Stephansplatz, linee U1 e U3.

cosa vedere a Vienna in 2 giorni
Il Salone di Gala, il cuore della Biblioteca Nazionale, è una delle sale di biblioteca più belle al mondo. Si tratta della più grande biblioteca barocca d’Europa.

Cose da vedere a Vienna in 2 giorni. Ammira l’Opera di Vienna

Una volta lasciata la Biblioteca Nazionale ti basterà attraversare la strada per arrivare all’Opera di Vienna, il palazzo della compagnia d’opera più famosa al mondo. La visita è solo guidata e durante il percorso puoi esplorare la hall, con la sua scalinata centrale, e l’auditorium, che ha una capienza di 2,800 persone. Inoltre durante la passeggiata puoi ammirare l’elegante sala da the, tanto cara all’Imperatore Francesco Giuseppe. Nel biglietto di ingresso, che non è certo economico, è compresa la Visita al Museo dell’Opera. 

Fermata Metro: Karlsplatz, linee U1 e U2. | Tram: Wien Oper, linee 1, 2, 62 e D.

Affacciati dal Belvedere Superiore e il Bacio di Klimt

Il secondo giorno svegliati di buon ora e approfitta delle prime luci del mattino per visitare uno dei palazzi più belli di Vienna: il Castello del Belvedere. Questa dimora storica, voluta da Eugenio di Savoia, è stata edificata 1700 ed è tuttora uno degli edifici più rappresentativi del barocco austriaco. Il complesso è formato da due grandi edifici separati da meravigliosi giardini alla francese: il Belvedere Superiore e il Belvedere Inferiore. Il Belvedere Superiore custodisce un’importante collezione d’arte ed è in questa struttura che si trova uno dei quadri più famosi del mondo: Il bacio di Gustav Klimt. Per visitare il Belvedere Inferiore occorre un biglietto a parte, ma se hai poco tempo a disposizione ti consiglio di lasciare gli edifici e di continuare la tua visita nel centro storico di Vienna. 

Fermata Metro: Linea U1 fermata Südtirolerplatz e poi i tram (18/0) fino a Südbahnhof.

Cosa vedere a Vienna in 2 giorni
Il Belvedere superiore non è solo un capolavoro del barocco, ma anche la sede di famose opere d’arte, tra cui il celebre “Bacio” di Gustav Klimt. Sono inoltre esposte molte opere di Schiele e Kokoschka.

Cosa vedere a Vienna in 2 giorni. Visita il Duomo di santo Stefano

Il cuore pulsante del centro storico viennese è Stephanplatz. Qui trovi il Duomo di Santo Stefano, uno degli edifici religiosi più importanti e maestosi della città. La chiesa è sormontata da una meravigliosa torre in stile gotico, alta ben 137 metri. Una scala a chiocciola ( sconsigliata ai claustrofobici ) porta fino al belvedere della torre da dove, se il tempo è bello, è possibile ammirare tutta Vienna dall’alto.

Altrettanto stupefacenti sono gli interni della cattedrale che vantano stili architettonici di diverse epoche storiche. Nelle navate e nelle cappelle laterali si alternano stili gotici e barocchi, in un tripudio di stucchi, marmi e affreschi meravigliosi. Le mura della cattedrale custodiscono inoltre le spoglie dei membri della famiglia reale degli Asburgo ed è proprio in questa chiesa che è stato celebrato il funerale di Mozart.

Fermata Metro: Stephansplatz, linee U1 e U3.

Tuffati nel centro storico

Dal Duomo di Santo Stefano puoi raggiungere a piedi la casa di Mozart, in Domgasse 5. Puoi fare un giro veloce nell’edificio, che ha mantenuto negli anni arredi e struttura originale, e poi fare una passeggiata nell’Innere Stadt, il famoso centro storico di Vienna dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per la sua straordinaria bellezza. Le sue viuzze sono piene di locali, ristoranti e pasticcerie dove poter assaggiare le deliziose proposte dolciarie della città, dalla Sacher Torte alle famose Palle di Mozart, morbide palline di marzapane al pistacchio ricoperte di gustosa crema al gianduia con una croccante copertura finale di cioccolato fondente. Nel periodo natalizio il centro storico si riempie di mercatini che inondano le strade di luci e profumi rendendo l’atmosfera ancora più magica e fiabesca. 

Fai un salto all’Hofburg

Sempre a piedi puoi raggiungere il palazzo imperiale di Vienna, l’Hofburg. Sede politica dell’Impero Asburgico nel corso dei secoli oggi ospita la residenza del presidente dell’Austria. Il complesso racchiude numerosi edifici che ospitano altrettanto numerosi musei, tra i quali ti consiglio di visitare quello dedicato alla Principessa Sissi. 

cosa vedere a Vienna in 2 giorni
Il palazzo imperiale viennese, la Hofburg è considerato uno dei più grandi complessi residenziali al mondo. Le parti più antiche risalgono al XIII secolo.

Visita il MuseumsQuartier

I musei di Vienna sono davvero moltissimi ed è impossibile visitarli tutti con solo due giorni a disposizione. Puoi però fare un salto al MuseumsQuartier , uno dei poli museali e culturali più importanti dell’intera nazione. Ti consiglio di fare una visita veloce al Leopold Museum perchè custodisce una collezione di opere di Schiele, che credo valga la pena vedere.

Divertiti al Prater, il parco divertimenti di Vienna

Per concludere il tuo secondo giorno a Vienna puoi optare per il Prater, il quartiere dedicato al divertimento. Di sera è illuminato dai mille colori delle giostre e inebriato dai profumi dello street food. Non puoi lasciare Vienna senza aver fatto un giro sulla ruota panoramica Riesenrad, alta 65 metri e costruita nel lontano 1887! L’ingresso al Prater è gratuito ma sono a pagamento le singole attrazioni.

Fermata Metro: Praterstern U1 e U2

Perchè visitare Vienna

Uno dei principali motivi per fermarsi a Vienna è sicuramente la sua atmosfera romantica, tranquilla e rilassante. Puoi immergerti nella sua storia millenaria e ammirare la sua architettura grandiosa, assaggiare i suoi deliziosi dolci e sentire la melodiosa musica di Mozart, ammirare l’arte straordinaria di grandi pittori europei e perderti nelle viuzze pittoresche del centro storico camminando sempre con il naso all’insù, in tutta sicurezza. E’ la città ideale da visitare con i bambini per via delle sue tante attrazioni, che vanno dai musei archeologi a quelli storici o scientifici, e finiscono con l’allegria del Prater, in un turbinio di luci e musiche. 

 

 

La capitale francese rimane nell’immaginario collettivo una delle città più romantiche del mondo. Elegante, sontuosa, in continuo fermento, Parigi affascina da sempre milioni di viaggiatori, curiosi di scoprirne i misteri e le meraviglie. Non basterebbe un mese per esplorarne ogni quartiere, ogni angolo, ogni edificio storico. Ti assicuro però che, con un pò di organizzazione, ‘è possibile stilare una lista di cose da vedere a Parigi in 1 giorno inserendo almeno le attrazioni più importanti. 

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno

Sicuramente, con solo una giornata a disposizione non riuscirai a vedere i musei ma preparando in anticipo un itinerario dettagliato e servendoti della metro parigina, avrai modo di raggiungere i più importanti punti di interesse della città. Puoi approfittare per vedere Parigi anche se fai base a Disneyland, raggiungendo il centro città con la R.E.R in circa 40 minuti e scendendo a Nation. Da qui puoi cominciare il tuo tour della Ville Lumiere, utilizzando i mezzi pubblici e le tue gambe. 

Raggiungi Notre Dame da Nation

Da Nation puoi raggiungere Notre Dame de Paris in soli dieci minuti e cominciare da qui la tua visita in città. Dopo il dannoso incendio del 2019 la cattedrale è stata transennata ed è tuttora impossibile poter accedere all’interno. Puoi fare però una passeggiata lungo la Senna e fotografare la maestosa chiesa dalle sponde del fiume. Noterai comunque tutti i dettagli gotici rimasti in piedi miracolosamente e avrai una prospettiva meravigliosa sulle facciate principali. 

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno
Uno dei monumenti più importanti della Francia è la cattedrale di Notre Dame. Al momento, dopo l’incendio che ne ha devastato la parte superiore, è chiusa al pubblico.

Fermata metro/RER: Citè (linea 4), St-Michel Notre-Dame (RER B e C)

Passeggia nel Quartiere latino

A cinque minuti a piedi da Notre Dame trovi il pittoresco Quartiere Latino di Parigi. Si trova sulla Rive Gauche della Senna e pullula non solo di stuedenti, dato che qui si trovano università e biblioteche, ma rappresenta una delle zone più pittoresche della città. Per visitare il Quartiere Latino occorrono un paio d’ore e puoi iniziare il tour da Rue la Bucherie, dove puoi fermarti in una delle librerie storiche più belle di Parigi: Shakespeare & Company.

La peculiarità di questa libreria è che ha sede in una dimora medievale ed è strutturata in modo che i visitatori possono sfogliare, leggere e acquistare libri passeggiando tra le sue stanze. Se hai abbastanza tempo a disposizione puoi fare un salto al Museo Nazionale del Medioevo e alla Chapelle de la Sorbone. Qui trovi anche i famosi Giardini del Lussemburgo. Se scegli di visitare il Quartiere Latino di sera invece fermati a Place Saint Michel. E’ il cuore pulsante del rione e la sera diventa un punto d’incontro tra studenti e viaggiatori. Se vuoi deliziare anche il palato qui trovi inoltre le più buone creperie di Parigi. 

Fermata metro/RER: Saint Michel-Notre Dame ( RER C e B) . Cluny, se vuoi iniziare il tour dalla Sorbonne, linea 10 (gialla) 

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno. Visita la piramide del Louvre

Con un solo giorno a disposizione difficilmente riuscirai a visitare gli interni del Museo del Louvre ma puoi comunque approfittare per fare una camminata tra le sue famose piramidi di vetro. Si trovano all’esterno dell’edificio, di fronte all’ingresso e sono uno degli scorci più fotografati di Parigi. La più grande delle piramidi funge da ingresso e la sua struttura maestosa è costituita da ben 95 tonnellate di acciaio ed è ricoperta da 603 quadrati e 70 triangoli di vetro. Anche se fortemente in contrasto con gli edifici circostanti, eleganti e antichi, le piramidi hanno trovato un consenso straordinario tra i visitatori e ad oggi sono tra le opere più apprezzate del Museo del Louvre, seconde solo alla Gioconda. 

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno
Il Museo del Louvre richiede una vista accurata e approfondita, impossibile da fare se hai solo una giornata a disposizione per vedere Parigi. Ma puoi passeggiare tra le sue piramidi e scattare foto straordinarie.

Fermata metro/RER: Palais-Royal–Musée du Louvre (linea 1).

Sali sulla Torre Eiffel

Simbolo indiscusso di Parigi e della Francia stessa è senza ombra di dubbio la Torre Eiffel. Impossibile non fare una sosta al suo cospetto, come è impossibile andare via dalla città senza aver visto almeno un piano di questa imponente struttura. Di giorno hai la possibilità di salire fino in cima e di poter ammirare tutta Parigi dall’alto, oppure puoi prenotare ( con largo anticipo ) un tavolo nella brasserie del primo piano o al ristorante Le Jules Verne dove, tra gustose portate, puoi ammirare la città da 125 metri d’altezza!

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno
La Torre Eiffel regala scenari straordinari, da qualsiasi punto la Si guardi. Al tramonto da il meglio di sè, illuminata a giorno da luci che sembrano glitter.

Per fotografare la Torre Eiffel in tutta la sua magnificenza ti consiglio di andare sul Trocadero. E’ il punto più alto da cui ammirare la torre in tutto il suo splendore. Se capiti qui la sera poi ricordati che dopo il tramonto la torre si illumina per dieci minuti con meravigliosi giochi di luce e colori. Uno spettacolo imperdibile. 

Fermata metro/RER: Bir-Hakeim della linea 6, alla fermata Trocadéro della linea 9 o alla fermata Ecole Militaire della Linea 8. RER: Champ de Mars-Tour Eiffel della linea C.

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno. Fai shopping sugli Champs-Élysées

Se dici Champs-Élysées dici moda. Una passeggiata sulla rue più famosa del mondo non può certo mancare se ti trovi a Parigi. Allora passeggia tra le enormi vetrine dei lussuosi brand e lasciati ammaliare dalle merci esposte. Qui trovi anche famosi ristoranti o pasticcerie, come Ladurèè, i produttori dei macarons. 

In fondo alla strada appare maestoso l’Arc de Triomphe, uno dei monumenti imperdibili di Parigi. Non è facile scattare una foto perfetta sotto l’arco perchè si trova proprio nel bel mezzo del traffico cittadino. L’importante però è aver visto quanta bellezza troneggia nel cuore della città. 

Cose da vedere a Parigi in 1 giorno
Imponente ed elegante l’Arco di Trionfo troneggia sugli Champs Elysees. Difficile fare una foto senza auto, autobus o persone intorno!

Fermata metro/RER: Charles-de-Gaulle-Etoile linea 1, 2 e 6. RER: linea A, fermata Charles-de-gaulle-Etoile

Ultima tappa. Montmartre

Uno dei quartieri più iconici e veraci di Parigi è Montmarte, punto di incontro di artisti e sicuramente uno dei luoghi più romantici del mondo. Le sue viuzze sono un incanto e ogni angolo è così meravigliosamente perfetto che sembra surreale. Puoi prendere un cappuccino seduto in uno dei tanti bar che costeggiano la piazza degli artisti oppure fare un giro sul trenino panoramico che ti porta fino a Pigalle, passando dal famoso Moulin Rouge. Non andar via senza aver visitato la Basilica du Sacre Coeur, il monumento più bianco del mondo. E’ stato completamente edificato in travertino calcareo che non trattiene polvere e smog e diventa sempre più brillante a contatto con la pioggia! Puoi arrivare su a Montmartre grazie alla comoda funicolare panoramica che arriva nel cuore del quartiere. 

Fermata metro/RER: Abbesses, linea 12 Porte de la Chapelle – Mairie d’Issy. Blanche, ligne 2 Porte Dauphine – Nation ( ti trovi di fronte al Moulin Rouge)

Cose da vedere a Parigi in un giorno usando i mezzi pubblici

Puoi girare comodamente tutta Parigi in un solo giorno usufruendo della metro e della RER, il sistema ferroviario veloce della nazione. I prezzi dei mezzi pubblici sono convenienti soprattutto se fai il biglietto giornaliero, il Mobilis. 

Il prezzo del Mobilis zona 1/2 in loco è di € 7,50, il prezzo del Mobilis zona 1/4 di € 12,40 ed il prezzo zona 1/5 è di € 17,80. Scegli l’abbonamento che fa per te e parti alla scoperta della Ville Lumiere in un unico giorno in tutta sicurezza.

Consigli pratici per visitare Parigi in un giorno

Parigi è una città molto grande, e potrebbe essere difficile visitare tutte le attrazioni in un solo giorno. Ecco alcuni consigli pratici per visitare Parigi in un giorno:

– Pianifica il tuo percorso in anticipo per evitare di perdere tempo.

– Prenota i biglietti in anticipo per evitare le lunghe code.

– Visita le attrazioni principali al mattino presto per evitare le folle.

– Utilizza la metropolitana per spostarti in città.

– Gusta la cucina francese in un caffè o in un ristorante locale.

– Porta con te una mappa della città e una bottiglia d’acqua.

Seguendo questi consigli, puoi vivere il meglio di Parigi in un solo giorno.

 

 

In questo articolo ti svelo i segreti su come utilizzare il pareo in viaggio, essendo un capo versatile da usare in moltissime occasioni ed essenziale per ridurre al minimo la valigia. Durante un viaggio on the road infattiè importante ridurre i bagagli al minimo per non avere ingombri inutili in auto. Quando prepari la valigia per un road trip quindi cerca di essere equilibrata, portando con te capi intercambiabili, usandoli con diversi accostamenti per più occasioni. Il pareo ad esempio ti permette di creare e reinventare un semplice pezzo di stoffa per arrivare ad una creazione del tutto personale e creativa.

Come utilizzare il pareo in viaggio

Come utilizzare il pareo in viaggio

Come usarlo in auto

Se ami viaggiare on the road puoi usare il pareo in auto utilizzandolo come cuscino per schiacciare un pisolino ( se non sei il guidatore!). Arrotola il pareo fino a creare un lungo serpente e poi chiudilo a metà. Diventa un cuscinetto da viaggio da avvolgere attorno al collo per non avere la testa penzolante sul sedile. Se hai bambini in auto invece puoi usarlo come tendina per schermare il sole, incastrandolo nel vetro del finestrino.

Oppure puoi utilizzarlo come copri seggiolino in estate per evitare che la pelle del bimbo si irriti a contatto con la stoffa. Il pareo inoltre ti torna utile per i cambi del pannolino. Basta stenderlo su un sedile o nel portabagagli per avere subito una postazione cambio pulita e organizzata. 

Come utilizzare il pareo in viaggio. Usalo negli hotel con SPA

Al mare o in montagna è sempre bene mettere in valigia uno o due pareo. Tornano utili quando soggiorni in hotel con SPA, e puoi utilizzarli sia come teli che come copricostume per gli spostamenti a bordo piscina. Puoi utilizzare il pareo anche per coprire poltrone o divani delle stanze d’albergo in cui soggiorni, per avere così maggiore igiene personale. Inoltre può essere utile come telo da usare sulle sdraio che spesso si trovano fuori i balconi delle strutture ricettive. 

Come utilizzare il pareo in viaggio come capo jolly

Il pareo torna utile soprattutto come copricostume, al mare o in piscina, e poi usarlo come telo sulla sdraio. In questo modo non dovrai portarti l’asciugamano, che è pesante e ingombrante, e non dovrai impazzire per trovare un gancio dove appendere i vestiti. La borsa sarà più leggere e potrai utilizzare il posto libero per portare con te un buon libro. Puoi anche usare il pareo come copri spalle la sera, a cena fuori o quando vai in discoteca all’aperto. Se invece ti trovi in un locale al chiuso e l’aria condizionata è troppo alta, il pareo può proteggere spalle e collo evitandoti freddure diventando un elegante scialle. 

Come utilizzare il pareo in viaggio
Per proteggerti dagli sbalzi di temperature porta sempre con te un pareo. Ha un ingombro minimo e sta anche nelle borse più piccole.

Il pareo è indispensabile se viaggi con i bambini

Sia in auto che a passeggio è sempre utile tenere un pareo a portata di mano se viaggi con i bambini. Puoi usarlo come tappetino per il cambio o addirittura come fascia per portare il bebè a spasso. Puoi anche trasformarlo in una fresca tovaglia da pic nic oppure in un’amaca per fare la nanna.

Come utilizzare il pareo in viaggio
Il pareo può risolvere piccole emergenze giornaliere. Se non puoi portare con te il passeggino puoi utilizzarlo come fascia porta bebè o come amaca da ninna.

Diventa all’occorrenza anche un comodo lenzuolino oppure una tendina para sole per il passeggino. Se viaggi sui mezzi pubblici puoi usarlo come copri sedile per garantire maggiore igiene ai bambini. Un’altra idea su come utilizzare il pareo in viaggio è facendolo diventare una borsa. Basta legare gli angoli della stoffa per creare una sporta super fashion in cui portare vestiti di ricambio, pranzo al sacco o asciugamani per il mare. 

Cosa mangiare in Abruzzo? Torniamo in questa regione montuosa che vanta un patrimonio boschivo e faunistico invidiabile. Selvaggia quanto basta per attrarre ogni anno migliaia di turisti curiosi di scoprirne le peculiarità, sparse tra borghi di rara bellezza, parchi nazionali e aree protette naturali. Oggi però parliamo dei prodotti tipici di questi territori, che rendono la gastronomia locale una vera chicca per i buongustai. Se stai pensando quindi di organizzare un viaggio on the road in questa regione qui di seguito trovi qualche consiglio sui piatti e i prodotti tipici da assaggiare. 

Cosa mangiare in Abruzzo

Assaggia la ventricina

Se ti trovi in Abruzzo devi assolutamente assaggiare la ventricina, un insaccato tipico di queste zone. Il nome è ovviamente un richiamo al ventre del maiale, utilizzato in questo caso come involucro. La ventricina è prodotta con carne di suino abruzzese, tagliata a mano e insaccata con il metodo tradizionale. Ha un colore rosso rubino, dovuto alla presenza di polvere di peperone, e la caratteristica forma ovoidale. Il sapore è leggermente piccante e il suo gusto è intenso e deciso. La ventricina inoltre non contiene additivi chimici e il suo impasto è aromatizzato solo con sale, semi di finocchio e pepe. Puoi trovarla servita come aperitivo, tagliata a fette sottili o a cubetti, da gustare assieme ad un calice di buon vino rosso del territorio. 

Prova la pizz’onda come street food

La pizz’onda è un tipico street food dell’Abruzzo e il suo nome lascia già immaginare di cosa si tratta. E’ una pizza fritta ( pizza unta appunto ) il cui impasto è fatto di farina, acqua, lievito e sale. L’impasto è poi diviso in dischetti che vengono tuffati nell’olio bollente. Il risultato? Frittelle morbide e fragranti, ma soprattutto molto unte, che vengono condite con verdure, formaggi, carne o addirittura cioccolato nella versione dolce. Un ottima merenda anche per i bambini, che in viaggio hanno bisogno di più energia!

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Cosa mangiare in Abruzzo

Hai mai provato la pecora alla cottora?

Questa è una ricetta abruzzese che prende il nome dal contenitore in cui viene preparata. La cottora è un piccolo paiolo di rame utilizzato dai pastori durante la transumanza e questo piatto, tipicamente montano, è ancora preparato secondo il metodo antico e rispettando la tradizione del territorio. La pecora viene dunque stufata in questa particolare pentola e cucinata per oltre quattro ore, fino a che la carne non si sfalda. 

La peculiarità di questo piatto è il modo in cui viene consumato. La cottora infatti viene posta al centro del tavolo per essere condivisa con tutti i commensali, creando una bellissima occasione di convivio. Un motivo in più per assaggiarla sul posto. 

Deliziati con la cicerchiata

Attenzione. Il nome inganna! La cicerchiata non è una zuppa di legumi ma un dolce carnevalesco tipico della tradizione abruzzese. Si tratta di piccole palline di pasta, simili agli struffoli napoletani, fatte con farina, uova, zucchero e olio. Una volta preparato, l’impasto viene suddiviso in piccole sfere che vengono tuffate nell’olio bollente e subito cosparse di miele. Quando quest’ultimo, goloso ingrediente, si solidifica, si aggiungono mandorle o confettini colorati. 

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Assaggia il capretto alla neretese

L’Abruzzo è famoso per la produzione di carni nostrane, soprattutto di pecora e di capra. A Nereto ad esempio, piccolo borgo in provincia di Teramo, la capra viene preparata con cipolle, peperoni rossi, pomodori e chiodi di garofano, cotta in umido e servita calda, profumata di spezia. Il capretto alla neretese è un piatto conviviale e molto rustico. Se non sai cosa mangiare in Abruzzo, opta per questo delizioso piatto della tradizione regionale. 

Prova lo spaghetto alla chitarra

Viaggiando tra le varie zone d’Abruzzo ti capiterà di trovare in moltissimi ristoranti o botteghe alimentari lo spaghetto alla chitarra. Non è uno spaghetto musicale, bensì un formato di pasta a sezione quadrata, tipica della zona di Scanno, prodotta grazie ad un particolare telaio in legno e fili d’acciao. Puoi provare gli spaghetti alla chitarra con i sughi densi e corposi di queste zone, soprattutto con ragù robusti di pecora o di capra. Una vera bontà per gli amanti della pasta!

https://www.instagram.com/p/CKJSLBksgzM/?utm_source=ig_web_copy_link

Perchè fare un viaggio culinario in Abruzzo

La tradizione pastorale riveste ancora un ruolo fondamentale nella società abruzzese e, inevitabilmente, si riversa nella gastronomia locale. L’Abruzzo ha un identità gastronomica forte, nella quale salumi e formaggi spiccano o confluiscono nei piatti tipici della regione. I piatti di carne delle zone montane si alternano ai prodotti ittici della zona costiera, dove il brodetto ( zuppa di pesce adriatico) la fa da padrone. Se ti trovi lungo la costa abruzzese devi assolutamente assaggiare le cozze allo zafferano, le alici  e le sagne con i pelosi, deliziosi granchietti di scoglio. Ancora ti stai chiedendo cosa mangiare in Abruzzo? L’unico modo per saperlo è fare un meraviglioso viaggio culinario in questa regione. 

 

 

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